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Sant’Antonio Abate, rubati trecento vasi nel cimitero comunale

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I ladri sono entrati dal retro

Clamoroso quanto successo a Sant’Antonio Abate. Alcuni ladri si sono introdotti di notte nel cimitero comunale con il chiaro intento di fare razzia. Sono state trecento le tombe danneggiate e altrettanti i portafiori in rame portati via.

I ladri erano in cerca di metallo da rivendere per ottenere soldi liquidi. I malviventi hanno staccato con forza i vasi per fiori da loculi, tombe e cappelle. Un percorso semplice effettuato con l’ausilio della luce dei lumini posti sulle tombe e di un contenitore per rifiuti dotato di rotelle che ha reso più semplice il trasporto dei vasi. I ladri, entrati dalla parte opposta all’ingresso principale, erano riusciti a scavalcare agilmente un muro perimetrale che divide i confini del cimitero con un’area bonificata.
Ora le forza dell’ordine sono al lavoro per acciuffare i ladri.

Napoli, parte il Pizza Village: 50 forni e 600 pizzaioli sul lungomare

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L’ottava edizione durerà fino al 10 giugno

Parte oggi l’ottava edizione del Pizza VillageNapoli. Una no-stop di pizza e musica quella che andrà in scena sul lungomare Caracciolo con ben 50 forni e 600 forni. Fissati i menù da 12 euro con pizza, bibita, dolce e caffè acquistabili online o ai botteghini installati sul posto.

Non sono stati trascurati i celiaci a cui è riservata la pizza senza glutine. Inoltre, le serate saranno animate anche dalla musica con importanti cantanti: questa sera ad aprire il Pizza Village sarà Fabrizio Moro che si esibirà alle 22:00. Gli altri appuntamenti, rigorosamente gratuiti sono domani con Ultimo, domenica con Noemi, lunedì con Dear Jack, martedì con Mario Biondi e Nesli, mercoledì con Le Vibrazioni. Giovedì arriverà la giornata speciale con il grande tributo a Pino Daniele (ci sarà anche il collegamento con lo stadio San Paolo dove si terrà il concerto “Pino è…” in onore del cantautore scomparso), seguiranno Annalisa venerdì,
Lo Stato Sociale domenica e un ospite a sorpresa sabato 9 giugno.
Per l’evento c’è un dispositivo di traffico ad hoc che prevede il divieto di sosta sul lato mare di viale Dohrn, cui si aggiunge, dalle 20 alle 24 nei giorni 2, 3, 9 e 10 giugno lo stop alle auto su tutto viale Dohrn e su via Caracciolo. E viene sospesa la corsia riservata tra piazza della Repubblica e la Riviera di Chiaia. Per raggiungere il Pizza Village senza farsi intrappolare dagli ingorghi e dalla ricerca di un parcheggio, c’è anche un bus-navetta: si tratta della linea 154 che tra le 18 e l’una di notte farà la spola tra il parcheggio di via Brin e piazza Vittoria.

Posillipo, sversava materiale edile in strada: denunciato

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I rifiuti provenivano da lavori presso un condominio in Largo Sermoneta

Gli agenti dell’unità operativa Chiaia della Polizia Municipale hanno fermato D. M., un uomo di 46 anni residente in provincia di Napoli, sorpreso mentre sversava alcuni bidoni all’interno delle campana per la raccolta differenziata.

Esaminando il contenuto del materiale riposto nei bidoni, i caschi bianchi hanno scoperto che erano stracolmi di materiale da risulta proveniente da lavori edili. Come accertato dagli agenti municipali, i rifiuti provenivano da lavori in corso presso un condominio in Largo Sermoneta, pertanto, l’uomo è stato denunciato per conferimento illegale di rifiuti speciali e contemporaneamente diffidato a rimuovere quanto già sversato.
Da una verifica effettuata presso il cantiere si è costatato che i lavori edili erano conformi ai titoli autorizzativi mentre la ditta appaltatrice, presso la quale lavora l’operaio, è stata diffidata a smaltire, secondo la norma,  il materiale rinvenuto nonché a produrre relativa certificazione da parte di una ditta abilitata allo smaltimento.

Napoli, continuo bullismo e stalking: 5 arresti di cui 3 minorenni

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L’indagine è durata mesi

Due maggiorenni e tre minorenni (tra i 14 e i 16 anni) sono stati arrestati dai carabinieri della locale stazione su ordine dei magistrati della Procura Napoli Nord per rapina, bullismo e atti persecutori.

L’indagine è durata molti mesi ed è stata portata avanti grazie all’ausilio di filmati acquisiti e grazie anche alle denunce delle vittime degli abusi e delle rapine. I reati contestati sono diversi: si va dallo stalking, alla rapina e agli atti di bullismo. I ragazzi coinvolti nella vicenda sono tutti residenti a Mugnano di Napoli e sono già stati portati in carcere o in comunità.

Napoli, alta tensione al centro storico: minacciano il suicidio in caso di sgombero

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Gli abitanti invitano i turisti a fotografare l’atto di ingiustizia

Questa mattina, nel centro storico di Napoli, una squadra di tecnici sostenuta dalle forze dell’ordine, ha tentato di eseguire il distacco dell’elettricità in un edificio d’epoca, appartenente a un istituto religioso femminile, che sei famiglie occupano abusivamente da un paio d’anni.

L’edificio di quattro piani, in zona piazza Miraglia, è in condizioni precarie. La consigliera comunale Eleonora Di Majo, giunta sul posto con il presidente della municipalità, ha proposto: “Delle famiglie potrebbe farsi carico il Comune”. Si sono registrati momenti di alta tensione con le famiglie che hanno minacciato gesti estremi, come il suicidio, in caso di sfratto. Una signora si è seduta sul davanzale della finestra per dimostrare che le minacce sono serie.
I militanti del movimento per il diritto all’abitare “Magnammece ‘O Pesone” (Mop), che ha lo scopo di dare una risposta collettiva all’emergenza casa e al diritto alla città fanno sapere: “Da stamattina siamo a piazza Miraglia per sostenere gli abitanti del fabbricato occupato che stanno resistendo agli attacchi della questura! All’alba del nuovo governo, tre camionette e decine di forze dell’ordine stanno bloccando gli accessi a piazza Miraglia, paralizzando il centro storico, per identificare e minacciare famiglie con bambini e persone in emergenza abitativa. Come sempre ad essere tutelati sono gli interessi degli albergatori e della Curia che vogliono trasformare la casa di queste persone nell’ennesimo B&B. Il diritto alla casa è inalienabile e resisteremo con ogni mezzo. Oltre tremila appartamenti in pochissimi anni passati dal mercato delle locazioni ordinarie alle case vacanza per turisti con l’aumento del numero di sfratti, della pressione sociale sugli inquilini più deboli, dei processi di concentrazione della proprietà e della speculazione immobiliare, degli esercizi commerciali dedicati (e omologati) rispetto a quelli per gli abitanti con conseguente aumento del costo della vita”.

Napoli, tre uomini scomparsi in Messico: la famiglia aumenta la ricompensa, raccolti 130mila euro

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I familiari dei tre uomini di Napoli scomparsi in Messico a fine gennaio aumentano la ricompensa per chiunque offrirà informazioni utili al ritrovamento: 130mila euro

Stiamo aumentando la ricompensa per vedere se qualcuno ci aiuta con le informazioni, perché le autorità ci hanno abbandonato e le indagini si sono fermate. Ogni volta che faccio una telefonata all’ufficio del pubblico ministero non mi passano il servizio scomparsi“. Questo quanto avrebbe riferito Francesco Russo, figlio di Raffaele e fratello di Antonio, ad un giornale messicano.

Sono passati ormai 4 mesi da quando i due, insieme a Vincenzo Cimmino, un parente ,sono scomparsi da Tecalitlan, nello stato di Jalisco, in Messico. Dopo l’ arresto di alcuni poliziotti, che avrebbero venduto i tre partenopei a un cartello della droga, le indagini delle autorità locali sembrano essere arrivate a un punto morto, o forse si sono del tutto arenate.
Per questo, già da tempo, la famiglia si è mossa autonomamente, raccogliendo risparmi per arrivare ad offrire una ricompensa a chiunque avesse offerto informazioni utili al ritrovamento dei propri cari. Ricompensa che, se inizialmente era di 2 milioni di pesos (la valuta messicana), ovvero circa 85 mila euro, adesso è salita a 3 milioni, pari circa a 130 mila euro.

 

Pagani – Agro, arriva il circo Orfei: polemiche per le condizioni di un cammello

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Le associazioni animaliste denunciano le condizioni impietose in cui versano gli animali del Circo Orfei Marini in scena a Pagani

Associazioni animaliste in campo per denunciare le condizioni degli animali del Circo Miranda Orferi-Darix Marini che in questi giorni è di scena a Pagani, nell’Agro. Il circo, che sui social si vanta di avere “il più vasto carosello di animali dai cavalli, agli elefanti, giraffa, lama watussi, zebre, cammelli, le tigri e l’immenso ippopotamo”, è stato oggetto di forti critiche da parte di Veg in Campania ed altre associazioni animaliste:
“Il 31 maggio ha iniziato a girare sul web una foto che ritrae un camelide smunto, con poche chiazze di pelo, in una posa innaturale all’interno del recinto del circo attendato in via Ugo Foscolo. – si legge nella nota stampa degli animalisti – Diverse testate giornalistiche hanno riportato il decesso che sarebbe stato constatato dall’ASL veterinaria, nonostante i circensi, intervenuti sui social, dichiarassero che l’animale stava solo dormendo. Ma il confronto con un cammello accanto, dal pelo florido ed in una vera posizione di riposo, non lascia molti dubbi: quello riverso a terra, se non deceduto, non sembra certamente un animale in buona salute”.

Non esiste, per questi animali nei circa centocinquanta circhi italiani, un momento di riposo, di pace. È una prigionia che dura tutta la vita: gli unici momenti di “libertà” sono quelli durante i quali sono costretti, con i metodi violenti tipici di un addestramento forzato, ad eseguire grotteschi esercizi assolutamente contro natura. Il risultato è la noia, la frustrazione e chiari segnali stereotipati. continuano da Veg in Campania – Animali appartenenti a specie che in natura si spostano lungo percorsi di centinaia di chilometri, nei circhi passano l’intera vita negli squallidi vagoni-gabbia dei camion che li trasportano. Ancora una volta a Pagani – Sant’Egidio del Monte Albino saranno in scena esibizioni di animali ed ancora una volta, poco distanti dai tendoni, attivisti saranno presenti per spiegare le loro ragioni, che poi sono quelle degli animali, per sensibilizzare un pubblico nel migliore dei casi poco informato e, nel peggiore, insensibile alla loro immane sofferenza“.

Ancora una volta, dunque, i volontari chiedono ai sindaci del territorio, onde evitare in futuro situazioni come questa, di istituire un tavolo tecnico con le associazioni, al fine di lavorare concretamente e costantemente di concerto con l’amministrazione comunale. “La sensibilità animalista è infatti in continua crescita ed anche questi Comuni sono pronti per promuovere una nuova concezione del circo: rivoluzionario, poetico, tra giocolieri, contorsionisti, equilibristi, acrobati e clown. Un mondo onirico fatto di musica, suoni e luci, un circo che metta in luce solo la bravura dei suoi artisti, l’unico in linea con una società che si definisce civile”, hanno concluso.

Il giuramento del Governo Gialloverde (VIDEO)

Conte e gli altri 18 del Governo Gialloverde al Colle per il giuramento.

Giuseppe Conte ha giurato come presidente del Consiglio di fronte al presidente della Repubblica Mattarella al Quirinale. A seguito, il vicepremier Matteo Salvini e poi l’omologo Di Maio. A seguire gli altri 18 neo-ministri del “governo del cambiamento”.

Pienone nel salone delle feste del Quirinale per il giuramento del governo Lega-M5s guidato da Giuseppe Conte. Telecamere e giornalisti ma anche parenti e uffici stampa di Carroccio e 5 stelle sono al gran completo per assistere alla cerimonia.

I ministri sono entrati insieme con in testa, fianco a fianco, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, entrambi vicepremier e rispettivamente ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro e ministro dell’Interno.

Sobria la mise delle uniche cinque donne del governo Conte: in tailleur pantaloni blu e camicia bianca Giulia Grillo e Giulia Bongiorno, Barbara Lezzi in tailleur giacca bianca e pantalone nero.

Cravatta verde muschio per il leader della Lega, blu notte per Gian Marco Centinaio.

Tra i parenti la moglie e la figlia piccola di Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia.

Assente la compagna di Salvini Elisa Isoardi.

Al momento del giuramento un po di emozione per qualcuno nel recitare la formula di rito, molta sicurezza per altri come Giulia Bongiorno che scandisce le parole con piglio determinato.

Questa la lista completa della compagine del nuovo governo.

Presidente del Consiglio: GIUSEPPE CONTE
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: GIANCARLO GIORGETTI
Economia: GIOVANNI TRIA (nella prima proposta era PAOLO SAVONA)
Interno: MATTEO SALVINI (vicepremier)
Esteri: ENZO MOAVERO MILANESI (nella prima proposta era LUCA GIANSANTI)
Affari europei: PAOLO SAVONA
Difesa: ELISABETTA TRENTA
Lavoro e Sviluppo Economico: LUIGI DI MAIO (vicepremier)
Rapporti con il parlamento e alla democrazia diretta: RICCARDO FRACCARO
​Pubblica amministrazione: GIULIA BUONGIORNO
Affari regionali e autonomie: ERIKA STEFANI
Disabilità: LORENZO FONTANA
Ambiente: ENZO COSTA
Giustizia: ALFONSO BONAFEDE
Politiche agricole: GIANMARCO CENTINAIO
Infrastrutture e trasporti: DANILO TONINELLI
​Istruzione: MARCO BUSSETTI
Beni culturali e Turismo: ALBERTO BONISOLI
​Sanità: GIULIA GRILLO
Sud: BARBARA LEZZI

Stanislao Barretta / agenzie askanews/agi

Campania, l’ordine dell’EAV: controllori obbligati ad erogare almeno 3 multe al giorno

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Arriva l’ordine di servizio dell’EAV: controllori obbligati in Campania ad erogare almeno tre multe al giorno; la media attuale è di sole tre contravvenzioni al mese

Martedì 29 maggio 2018, riferisce l’Ansa, il responsabile dell’ azienda di trasporti Eav, Mariano Vignola, avrebbe firmato un ordine di servizio con il quale si impone ai controllori l’obbligo di erogare almeno tre multe al mese. Il provvedimento, secondo quanto dichiarato dal manager stesso, si è reso necessario per quanto riguarda i bus di Napoli e Campania a causa dell’ altissima evasione sui titoli di viaggio.
Nonostante siano molti i passeggeri ad utilizzare i mezzi pubblici senza pagare il biglietto, infatti, per ogni addetto, allo stato attuale, sarebbero in media solo 3 i verbali emessi ogni mese.
I vertici aziendali sperano così che la misura adottata aiuti l’ Eav a migliorare il bilancio, dopo aver recentemente risanato il debito accumulato nel corso degli ultimi anni. Un modo, questo, per evitare sprechi e spingere i 56 controllori della provincia partenopea ad aumentare la produttività, per ora non in grado di contrastare l’ evasione.

D’altra parte questo obbligo potrebbe causare spiacevoli fraintendimenti, con il controllore di turno che per rispettare i termini dell’ordine di servizio potrebbe essere spronato alla “multa selvaggia“.

Napoli, eccellenze nelle cure delle ustioni: il Cardarelli salvò la vita a 200 pazienti con un farmaco innovativo

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I sentiti ringraziamenti dell’Ospedale Universitario di Bucarest per l’aiuto e la solidarietà dei medici del Cardarelli di Napoli che salvarono la vita a centinaia di feriti nell’incendio della discoteca Colective

Innovazione e solidarietà internazionale: il Centro Grandi Ustioni del Cardarelli ha ricevuto oggi i ringraziamenti di Ana Maria Oproiu (Capodipartimento della Chirurgia plastica e del Centro ustioni dell’University Hospital di Bucharest), in visita a Napoli, per l’aiuto fondamentale prestato dai medici napoletani durante il grave incendio che colpì la discoteca Colective di Bucarest. L’incendio causò la morte di 64 persone, tra cui una ragazza italiana e centinaia di feriti.
Dal Centro Grandi Ustionati del Cardarelli di Napoli partirono per Bucarest medici ed esperti per dare il proprio supporto ai feriti. I sanitari napoletani aiutarono i colleghi di Bucarest con la somministrazione di un farmaco innovativo, il Nexobrid, del quale al Cardarelli c’era già una grande esperienza. Questo farmaco rese possibile curare i circa 200 pazienti ustionati per i quali non era possibile garantire trattamenti immediati di chirurgia.

Quella solidarietà che i medici napoletani mostrarono non è stata dimenticata: “Nel mio ospedale – racconta Oproiu a Ottopagine.it – furono curati 28 pazienti che presentavano ustioni sul 100% del corpo. Napoli ci aiuto’ molto: grazie all’uso di un trattamento innovativo riuscimmo a salvare vite umane“.

La novità più interessante di questo farmaco intelligente – sostiene d’Alessio , primario di chirurgia plastica e del centro grandi ustioni del Cardarelli – è che distingue ed elimina la cute morta e preserva quella che potrebbe andare a guarigione spontanea. Determina, quindi, un risparmio enorme sia per il numero e la non aggressività degli interventi chirurgici necessari che per la rapidità con cui si affrontano casi di emergenza. Il centro grandi ustioni del Cardarelli di Napoli è stato reclutato, con altri due in Italia e un numero limitato di centri in Europa e nel mondo, per fare sperimentazione clinica su questo farmaco, cosi’ da sperimentare i vantaggi rispetto alle metodiche tradizionali. Per l’esperienza maturata, siamo ai vertici in Europa e negli Usa, secondi solo a Chicago“.

Tra pochi mesi avvieremo i lavori per poter dare all’ospedale Cardarelli una banca della cute che sarà la prima del Sud. Oggi siamo costretti ad acquistarla fuori Regione, con tutte le conseguenze del caso in termini di costi e di tempi“, ad annunciarlo è il direttore generale dell’ospedale Cardarelli di Napoli, Ciro Verdoliva.

Terzigno, smantellata base operativa dei trafficanti di droga dei paesi vesuviani

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Smantellata la rete criminale che si occupava del traffico e dello spaccio di droga nei paesi vesuviani: la base operativa era a Terzigno

L’attività di traffico e smercio di droga generava introiti fino ad un valore di mille euro al giorno. I poliziotti di San Giuseppe Vesuviano hanno smantellato un’organizzazione criminale -con base operativa a Terzigno – dedita al traffico di sostanze stupefacenti, effettuando cinque arresti.
Secondo gli inquirenti, a capo dell’organizzazione criminale ci sarebbe stato P.Tortora, 48enne di San Giuseppe Vesuviano. Oltre a Tortora, che gli investigatori ritengono vicino proprio al clan Fabbrocino, in manette sono finiti anche N. Casillo, 54enne di San Giuseppe Vesuviano, soprannominato “o’scialone” e già detenuto in carcere per altri reati; G. Mascolo, G. Ferraro.
G. Malafronte è stato invece sottoposto agli arresti domiciliari.

Le indagini, stando a quanto riferisce Internapoli, erano partite dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, C. Amoruso, ex affiliato al clan Giugliano di Poggiomarino, e poi confermate da intercettazioni telefoniche e ambienta-li nonché da informazioni fornite da alcuni acquirenti di cocaina.

Nel corso delle investigazioni è emerso che i pusher ricevevano le “ordinazioni” dai loro clienti attraverso l’utilizzo di schede telefoniche dedicate, per limitare al massimo la possibilità di essere intercettati.

Scafati, Comune sul gioco d’azzardo: presto un regolamento per contrastare la ludopatia

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Lotta alla dipendenza da gioco d’azzardo: a Scafati verrà presto emanato un regolamento per contrastare il fenomeno della ludopatia

Durante la serie di incontri che la Commissione straordinaria del Comune di Scafati ha avuto con i gruppi locali del Partito democratico e di Fratelli d’Italia è stato dato il via libera “al regolamento per contrastare il fenomeno della ludopatia”, molto sentito a Scafati come nel resto del sud da quanto si evince negli studi al riguardo.

Il prefetto Giorgio Manari, capo della triade che amministra la città dell’Agro dopo lo scioglimento per camorra, si è confrontato con le forze politiche scafatesi, annunciando diversi provvedimenti.
“L’incontro è stato solo il primo passo verso una interlocuzione speriamo sempre più costante tra Ente e cittadinanza – ha affermato Michele Grimaldi del Pd – la Commissione ha ereditato una difficile situazione, per colpa di chi per otto anni ha pensato solo ai propri interessi”.

La ludopatia è un disturbo del comportamento inserito anche nel DSM che ne ha descritto i sintomi:

  1. È assorbito dal gioco, per esempio è continuamente intento a rivivere esperienze trascorse di gioco, a pianificare la prossima impresa di gioco, a escogitare modi per procurarsi denaro per giocare;
  2. Ha bisogno di giocare somme di denaro sempre maggiori per raggiungere lo stato di eccitazione desiderato;
  3. Tenta di ridurre, controllare o interrompere il gioco d’azzardo, ma senza successo;
  4. È irrequieto e irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo;
  5. Gioca d’azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico, per esempio, sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione;
  6. Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora, rincorrendo le proprie perdite;
  7. Mente alla propria famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo
  8. Ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto o appropriazione indebita per finanziare il gioco d’azzardo
  9. Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo;
  10. Fa affidamento sugli altri per reperire denaro per alleviare la situazione economica difficile causata dal gioco, “operazione di salvataggio”.

Piano di Sorrento, bus EAV in fiamme: a bordo studenti, tragedia sfiorata

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Autobus EAV in fiamme mentre trasportava studenti da Piano di Sorrento. Il Sindacato:”Tragedia sfiorata, bisogna cambiare il modello di manutenzione”
Giunge la notizia di un nuovo incidente che avrebbe coinvolto un pullman dell’EAV: a causa di una serie di guasti meccanici, questa mattina, per la seconda volta, un autobus dell’azienda ha preso fuoco.
Dal pullman, che viaggiava da Piano di Sorrento verso Sant’Agata sui due Golfi, riferisce TvCity, è improvvisamente iniziato a fuoriuscire del fumo.
A quel punto l’autista ha fatto immediatamente evacuare il mezzo e ha allertato i vigili del fuoco, non riuscendo a domare le fiamme con gli estintori presenti sull’autobus.
Solo la tempestività dell’autista ha evitato la tragedia: il bus, avvolto completamente dalle fiamme, stava trasportando numerosi studenti.

Il sindacato OR.S.A., che tutela i lavoratori EAV, si domanda: “Quanto tempo deve ancora passare per capire che il modello di manutenzione intrapreso non è adeguato e che l’età media del parco veicoli è troppo elevata?”.
“Si è cambiato metodo sulle manutenzioni, forse per abbassare i costi – prosegue la nota del sindacato – però il vecchio sistema funzionava! È evidente a tutti che non abbiamo mai avuto una tale concentrazione d’incidenti. Vogliamo aspettare un incidente più grave?
Un altro incendio, un’altra rottura sterzo o freni? Da qualche parte, da parte di qualcuno c’è stato un errore: si cambi direzione il più presto possibile, si identifichino le procedure amministrative di selezione, di comando, di controllo, di manutenzione per evitare il ripetersi di tali eventi, prima che accada qualcosa di irreversibile per i lavoratori e per i viaggiatori”.

Torre Annunziata, Tragedia di Rampa Nunziante: torna a casa il pescatore sopravvissuto al crollo

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Ritorna sul luogo la tragedia di Rampa Nunziante il pescatore sopravvissuto per caso al crollo della palazzina di Torre Annunziata:”Porto via quel che è rimasto”

«Sto portando via il salvabile: due piatti, qualche bicchiere, quello che è rimasto nella mia vecchia casa dopo il crollo. Ora vivo da mia figlia». Queste le parole, raccolte da ilMattino, del pescatore sopravvissuto alla tragedia del 7 luglio dello scorso anno. Sul luogo vi è tornato forse per l’ ultima volta, Salvatore Iorio, che quel giorno si salvò perchè uscito all’alba in barca per pescare. Il crollo lo vide dal “suo” mare, poco distante.
La tragedia di Rampa Nunziante, come viene ricordata, causò la morte di otto persone. Una vicenda che i cittadini oplontini non dimenticheranno mai.
Oggi il pescatore, accompagnato da carabinieri, vigili del fuoco e polizia municipale, è rientrato in quel palazzo. Ha fatto le scale, è salito al quarto piano. Ha svuotato soprattutto i cassetti della vecchia cucina. Nessuna emozione particolare, solo un tremolio nella voce quando ha riposto alcune suppellettili, una volta recuperate, all’interno di un vecchio zaino nero: «Ho portato via le ultime cose rimaste – ha detto sospirando – . Qualcosa utile anche per pescare in estate. Porterò tutto da mia figlia. Ora vivo con lei, sempre qui, a Torre Annunziata. Ma – conclude – niente per me è come prima. Lei abita in un’altra strada. È lontana dal mare».

Napoli, Borrelli sul ministro Costa:”Al Ministero dell’Ambiente un vero ambientalista”

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Il consigliere regionale della Campania, Francesco Emilio Borrelli, commenta così la nomina di Sergio Costa al Ministero dell’Ambiente:”All’ ambiente un vero ambientalista”

“Con Sergio Costa alla guida del Ministero dell’ambiente potremmo contare su un autentico ambientalista che ha sempre difeso la propria terra con il massimo impegno, personale e professionale”. Lo ha detto il consigliere regionale della Campania dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione Terra dei fuochi, ricordando che “nel corso degli anni ho più volte avuto modo di lavorare con Costa, anche negli anni in cui eravamo entrambi in Provincia di Napoli, io come assessore ai parchi e alle aree protette e lui come comandante della Polizia provinciale”.
“Ora siamo pronti a collaborare per continuare il lavoro avviato in Regione per la rimozione delle ecoballe, le bonifiche e la lotta alla Terra dei fuochi”, ha aggiunto Borrelli, per il quale “lo spirito ambientalista che ha sempre contraddistinto il lavoro di Costa sarà il collante per una proficua collaborazione istituzionale”.

La notizia della sua nomina è stata celebrata anche dalle diverse associazioni campane che da anni si battono per la salvaguardia del territorio che sperano, grazie alla rappresentanza del neo ministro Costa, che la loro battaglia sia ora portata avanti anche dal Governo.

Il “fuggiasco di Pompei” portò con sè la cosa più preziosa che possedeva

Pompei stupisce ancora

UN SACCHETTO CON 20 MONETE DI ARGENTO e BRONZO, STRETTO AL PETTO. COSÌ SCAPPAVA IL FUGGIASCO DI POMPEI

Lo scheletro recentemente rinvenuto nella Regio V durante gli scavi presso il sito di Pompei, oltre a sbalordire il modo del decesso,  un masso in testa che tranciandogli il capo e separandolo dalla torace pose fine alla sua vita; crea interesse sul bene che portava con se durante la fuga.

Insieme al corpo sono state rinvenute 20 monete d’argento e 2 in bronzo contenute in una piccola sacca che l’uomo teneva stretto al petto.

Forse doveva essere l’unico bene prezioso a portata di mano che poteva portare facilmente con sé, qualcosa che lo avrebbe aiutato nel sostentamento dei giorni futuri.

Durante l’attento scavo dello scheletro, dapprima sono emerse tre monete tra le costole, mano a mano che le ossa sono state spostate per poi essere studiate presso il Laboratorio di ricerche applicate del Parco archeologico di Pompei, sono  emerse dal terreno le altre monete. 

Poco è rimasto della piccola borsetta, anche essa sarà posta alle analisi per stabilire con certezza il materiale di cui era composta. Il tessuto o la pelle del sacchetto potrebbe dare piccole informazioni per ipotizzare il  rango a cui apparteneva l’individuo.

Facendo un piccolo calcolo, in base alle monete potrebbero trattarsi di 80 sesterzi e mezzo, queste monete potevano garantire il sostentamento di una famiglia di tre persone per 14/16 giorni. Inoltre si è potuto dichiarare che le monete appartengono ad un arco cronologico molto vario.

Ad un primo esame, 15 monete apparterrebbero all’epoca Repubblicana, quindi dalla metà del II a.C., una delle più tarde, è un denario legionario di Marco Antonio, molto diffusa a Pompei, con la scritta collegabile alla XXI Legio.

Poche monete di epoca imperiale invece sono state individuate ed apparterrebbero secondo le prime analisi  ai denari forgiati da Ottaviano Augusto oltre che a due denari di Vespasiano.

 

 

Castellammare, fermati i tre presunti stupratori della 12enne: tutti minorenni

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Tre minorenni fermati dalla Polizia per la violenza sessuale subita da una 12enne a Castellammare di Stabia

L’Ansa riferisce che nella giornata di oggi i tre minorenni accusati della violenza sessuale avvenuta ad aprile a Castellammare di Stabia ai danni di una dodicenne sono stati fermati dalla Polizia. I fermi, ordinati dalla procura presso il tribunale dei minori di Napoli, giungono dopo le indagini degli agenti della Squadra mobile partenopea e del commissariato di Castellammare.
Dai pochissimi elementi filtrati fin’ora si sa che la 12enne avrebbe deciso di denunciare gli abusi dopo un mese di silenzio perchè convinta da insegnanti e genitori: docenti e familiari, preoccupati per le sue condizioni emotive visibilmente alterate, erano riusciti dopo molte insistenze a farsi raccontare l’accaduto. In un primo momento era stato riportata da alcuni giornali la notizia di una sua gravidanza che l’avrebbe convinta ad intraprendere la denuncia, notizia errata come ha voluto sottolineare l’avvocato di famiglia.
La 12enne avrebbe spiegato di aver accettato un invito a uscire in motorino da parte di un ragazzo più grande, invito trasformatosi in una trappola quando l’accompagnatore ha condotto la vittima in un luogo appartato, in campagna, dove sarebbero avvenuti gli abusi anche da parte di altri due adolescenti giunti nel frattempo.

Faito, ad agosto prolungati gli orari della funivia: i dettagli

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Ad agosto corse della funivia del Faito fino alle ore 21:00

Nel mese di agosto gli orari della funivia che collega la città di Castellammare di Stabia a Monte Faito saranno prolungati fino alle ore 21:00. Un’iniziativa che consentirà agli amanti della montagna la possibilità di trascorrere una giornata intera  usufruendo del servizio della storica “panarella” sia all’andata sia al ritorno

Di seguito l’annuncio sulla pagina del Parco Regionale dei Monti Lattari:

La funivia del Faito di notte, l’incanto del Golfo di Napoli che brilla con mille luci che si riflettono nel mare. Grazie all’Eav e al suo presidente Umberto de Gregorio, nel periodo più intenso di agosto la funivia sarà attiva fino alle ore 21. E per gli amanti della montagna ci sarà la possibilità di trascorrere una giornata intera sul Faito prendendo la “panarella” sia all’andata sia al ritorno. 27 anni dopo, il fascino della Funivia al calar della sera tornerà ad ammaliare i viaggiatori”.

Dopo 88 giorni di travagliata gestazione è fiocco gialloverde: auguri all’Italia

E’ nato, è fiocco gialloverde. Ieri sera, quando si era quasi al taglio cesareo per portare a termine un lungo (88 giorni) e “travagliato travaglio” che negli ultimi 7 giorni era diventato altamente pericoloso, il parto (quasi) spontaneo è alla fine arrivato.
Grazie al taglio del cordone Savona che si stava avvolgendo alla gola del nascituro, rischiando di strangolarlo prima ancora di nascere, il piccolo Gialloverdino ha visto la luce ed il fiocco gialloverde è stato affisso ai portoni dei Palazzi governativi romani.

Non essendoci ancora in Italia la “genitorialità surrogata” la paternità è stata registrata a nome di Conte, e la maternità a Democrazia, mentre i due veri papà, Salvini e Di Maio, per restare a stretto contatto del nascituro e sempre in casa senza destare “commenti”, si sono assegnati il ruolo di padrini.
Sempre i “padrini”, per non affaticare il Papà putativo, hanno scelto anche il personale di servizio necessario ad accudire e far crescere il neonato secondo il loro credo quantificandolo in 14 uomini e 5 donne.
Identificato il numero utile (o necessario che dir si voglia) hanno selezionato con cura 19 persone disposte a seguire i loro comandi e, ad ognuno, hanno assegnato un ruolo ben preciso con un’unica chiara indicazione: attenersi agli ordini dati, o che dovessero essere dati in corso d’opera, senza discutere ne deviare. Insomma, il vecchio e sempre caro (alla destra): Credere, Obbedire, Combattere (se vogliamo, essendo in quel di Roma: Credo, Pugna, Parere di “romana/latina” memoria)

E questo è, ad ora. Oggi, alle 16, il battesimo e poi: lunga vita a Gialloverdino e …. io speriamo che me la cavo

Stanislao Barretta

Meta di Sorrento, l’Hotel Alimuri sarà parte civile nel processo sullo stupro della turista inglese

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Meta di Sorrento, l’Hotel Alimuri sarà parte  civile nel processo sullo stupro della turista inglese

Meta di Sorrento, l’hotel Alimuri, che è stato il set dello stupro  che la turista inglese di 50 anni ha subito, nell’estate del 2016, parte di 5 dipendenti dell’attività, ha deciso di costituirsi parte civile nel processo contro gli stupratori. A farlo sapere è la direzione dello stesso hotel che ribadisce «la assoluta estraneità della Alimuri srl» ai fatti oggetto delle indagini.

La violenza, risulterebbe ancora presunta, ma sta di fatto, che in base alle prime prove rinvente, comunque  Antonino Miniero, Gennaro Davide Gargiulo, Raffaele Regio e Francesco Ciro D ’Antonio, rimangono in carcere, in attesa del processo. Tutti, ovviamente, restano innocenti fino a eventuale sentenza di condanna definitiva.

Gli indagati hanno respinto le accuse, spiegando che tutti i rapporti sessuali consumati con la donna sarebbero stati consenzienti. La direzione dell’Hotel Alimuri, ha fatto sapere di essere «in attesa che la magistratura faccia piena luce» sulla vicenda, ma chiarisce che «all’interno dell’Hotel Alimuri non vi sono alloggi destinati al personale dipendente, atteso che da diversi anni le camere e/o mini appartamenti messi a disposizione ed utilizzati dai propri dipendenti sono tutte esterne alla struttura e distanti qualche centinaio di metri dall’albergo; quanto alle cinque persone tratte in arresto, queste già da tempo non lavorano più per l’Alimuri; l’unico dipendente ancora in servizio – le cui mansioni comunque non prevedevano rapporti con il pubblico – è stato immediatamente licenziato».

L’albergo come detto su, si costituirà parte civile, per «tutelare la propria immagine e quella del personale attualmente in servizio, che presta la propria opera con dedizione e correttezza assoluta».