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Boscotrecase, invitati di due matrimoni litigano: sparatoria al ristorante

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Uno dei litiganti è rimasto ferito

Sembravano due matrimoni come tanti quelli che si stavano festeggiando a Boscotrecase in uno dei locali più chic all’ombra del Vesuvio, quando due persone, invitati di due matrimoni differenti, avrebbero avuto un diverbio. Da lì uno dei due avrebbe estratto una pistola ferendo ad una gamba il contendente.

Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata che si sono immediatamente messi sulle tracce dello sparatore.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, la sparatoria è avvenuta dopo le 22, nel noto locale per cerimonie alle pendici del Vesuvio. Uno dei ristoranti preferiti per banchetti e festeggiamenti, ultimo luogo in cui potersi aspettare un episodio del genere. Anche ieri, erano in corso due cerimonie contemporaneamente e, a quanto pare, i due protagonisti in negativo della folle serata erano invitati a due matrimoni differenti. Durante il banchetto, però, i due uomini si sono incrociati, hanno avuto un acceso diverbio per futili motivi, erano stati separati e tutto sembrava essersi esaurito lì, con la promessa di ritrovarsi in un secondo momento per ‘discutere’ ancora.

Pompei, la rivolta delle guide turistiche: sono 200 a manifestare davanti agli Scavi

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Al centro della protesta, pacifica, i problemi della categoria

Le guide turistiche si sono ritrovate questa mattina davanti agli Scavi di Pompei per lanciare un appello ai vicepremier Luigi Di Maio Matteo Salvini con l’intento di tutelare la professionalità della categoria.

I manifestanti hanno raccontato: “Da cinque anni l’Italia si è piegata agli interessi dei grandi tour operator tedeschi svilendo la nostra professionalità, a discapito dell’occupazione, dell’erario dello Stato e dei turisti che visitano i nostri siti culturali”.
Le circa 200 guide della Campania sostano a Porta Marina Inferiore esibendo cartelli con slogan riassuntivi della vertenza, hanno pacificamente rappresentato i problemi della categoria, distribuendo ai visitatori del parco archeologico di Pompei volantini in cui raccontano gli anni di “battaglie andate finora a vuoto”.

Napoli, tentano il furto di cosmetici al centro commerciale: denunciate

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Le donne sono state scoperte dai vigilanti

Due donne hanno provato a rubare alcuni prodotti cosmetici in un centro commerciale di Mugnano, in provincia di Napoli, ma il loro colpo è fallito grazie all’intervento dei vigilanti che presidiano le uscite dei negozi, proprio per fermare questo tipo di tentativi.

Le ladre avevano preso prodotti per una cifra di circa 150 euro. Probabilmente le due hanno provato a rubare i cosmetici per poterli conservare e usare oppure che i cosmetici finissero su qualche bancarella pronti ad essere rivenduti al miglior offerente. Sta di fatto che le due pensavano di farla franca e di aver agito con una destrezza tale da non essere scoperte da nessuno. Ma così non è stato. Le ladre sono state infatti scoperte dai vigilanti che le hanno immediatamente bloccate fino all’arrivo dei carabinieri di Marano. I militari dell’arma le hanno identificate e scoperto che avevano già dei precedenti. Le due sono state denunciate per furto.

Napoli, sarà un 22 giugno da incubo: si fermano bus, metro e funicolari

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Stop di 24 ore per le funicolari di Chiaia, Montesanto e Mergellina. Resteranno fermi per 4 ore bus e metro

La Anm, società dei trasporti di Napoli, ha annunciato uno stop dei trasporti. Sarà un venerdì, il prossimo, da incubo per chi usa i mezzi pubblici: infatti, bus, metro e funicolari interromperanno le loro corse. Resteranno ferme per 24 ore le funicolari di Chiaia, Montesanto e Mergellina mentre bus e metro si fermeranno per 4 ore.

La sospensione del servizio verrà gestita nel rispetto delle fasce di garanzia con ultima corsa al mattino delle ore 9.20. La fascia pomeridiana garantita inizia invece con la prima corsa delle ore 17 e termina con la corsa delle ore 19.50. Per la stessa giornata le  FAISA, CISAL, UGL, ORSA, FAISA CONFAIL e USB hanno proclamato uno sciopero di 4 ore dalle ore 11:00 alle ore 15:00:  le ultime partenze per le linee bus saranno effettuate circa 30 minuti prima dell’inizio dello sciopero, mentre il servizio tornerà regolare circa 30 minuti dopo la fine dello sciopero.  Per la linea 1 metropolitana l’ultima corsa garantita da Piscinola è alle ore 10:26  e da Garibaldi alle ore 10:30. Il servizio riprende nel pomeriggio con prima corsa da Piscinola alle ore 15:14 e da Garibaldi alle ore 15:54.

Milik: “Che peccato non aver vinto lo scudetto con 91 punti. Infortunio? Mi sono ispirato a Ronaldo”

“I tifosi napoletani sono unici”

Arkadiusz Milik, attaccante del Napoli, è impegnato con la Polonia ai Mondiali di Russia 2018. Durante il ritiro il numero 99 azzurro ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media polacchi per parlare anche del suo club e dell’ultimo campionato chiuso al secondo posto nonostante il record di punti.

Ecco le sue parole:
“Non capita tutti gli anni vedere una squadra collezionare così tanti punti e non vincere il titolo. Purtroppo anche la Juventus è stata protagonista di un campionato straordinario. Complimenti ai bianconeri. Dopo il successo allo Stadium la Signora ha mantenuto un punto di vantaggio a quattro giornate dalla fine. Ci promettemmo di dare il massimo per vincere tutte le gare sino alla fine, anche perché pensavamo che prima o poi la Juventus sarebbe incappata in un altro passo falso. E invece quelli che si sono fermati subito siamo stati noi con la sconfitta di Firenze. E’ stato un vero peccato. I tifosi partenopei sono unici al mondo, non credo che ci siano altri supporter in grado di farti sentire una star in ogni minuto della giornata. Certo, a volte il loro affetto è asfissiante. Vorresti stare tranquillo con la tua famiglia, ma non è possibile. D’altra parte lavoriamo tanto per diventare famosi, quindi possiamo abituarci a tutto. Per me non è stato facile fare i conti con la seconda operazione alle ginocchia nel giro di un anno. Mi hanno raccontato la storia di Ronaldo. Mi hanno detto che dopo il secondo grave infortunio è riuscito a vincere la Coppa del Mondo nel 2002 da capocannoniere. Le gesta del brasiliano sono state per me fonte di ispirazione. Magari riuscissi ad imitarlo. Chiedo solo una cosa alla mia terza stagione in azzurro: la salute. Quando stai bene, le cose ti vengono meglio. Vittorie e sconfitte vengono in secondo piano”.

La ricerca di consenso tramite slogan è alla base dell’attivismo di Salvini

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Invece degli slogan, il governo potrebbe fare di più contro il caporalato, concedere il soggiorno a chi ha un lavoro e facilitare gli impieghi stagionali.

La politica del governo sugli immigrati sembra orientata a colpire i bersagli deboli. Ma al di là degli slogan, un rapporto positivo tra immigrazione e sicurezza si costruisce solo promuovendo il lavoro dei migranti nell’economia legale del nostro paese, cosa non contemplata nell’attivismo di Salvini sull’immigrazione dietro il quale c’è la ricerca di consenso e una visione del mondo com’era una volta, con gli steccati a definire le relazioni internazionali.

Così si colpiscono i più deboli

In queste settimane la questione dell’immigrazione continua ad avere un ruolo di primo piano. Appena prima della vicenda della nave Aquarius, c’era stata quella della tragica morte di Sacko Soumali, il giovane maliano sindacalista dei braccianti di San Calogero. Le due questioni sono legate fra loro.

La controversia sull’Aquarius è molto più che un braccio di ferro sull’onere dell’accoglienza. Rifiutando l’approdo della nave, polemizzando con Malta e poi con la Francia e la Spagna, rilanciando l’allarme sugli sbarchi, il nostro governo ripropone un’impostazione delle relazioni internazionali che guarda al passato. È l’immagine di un mondo di confini di stato almeno apparentemente blindati, di interessi nazionali contrapposti, di bandiere da issare e difendere. Un mondo in cui non c’è posto per i diritti umani universali, ma solo per quelli filtrati dalla sovranità nazionale o dai suoi simulacri.

Subito dopo aver respinto l’Aquarius, condannando a giorni di navigazione in mare agitato persone già provate da molte vicissitudini, tra cui donne incinte e minori, il governo italiano ha accolto oltre 900 richiedenti asilo salvati dalla marina militare e dalla guardia costiera italiana e altri 40 tratti a bordo dalla marina statunitense. I naufraghi salvati dai militari che innalzano la nostra bandiera sono tollerati e così pure quelli imbarcati dal potente alleato. Il nemico, come nell’Ungheria di Viktor Orban e nella Russia di Vladimir Putin, sono le organizzazioni non governative con base all’estero: i difensori dei diritti umani universali che non arretrano di fronte ai confini nazionali.

La linea governativa sembra tracciata. Mentre sarà difficile attuare le impegnative promesse elettorali di carattere sociale (reddito di garanzia, sviluppo del Mezzogiorno e controriforma pensionistica), la coalizione a trazione leghista investe su bersagli deboli, e quindi facili da colpire: gli attori umanitari, gli operatori dell’accoglienza e naturalmente i richiedenti asilo, oggetto di un linguaggio ingiusto e irriguardoso.

Matteo Salvini ha parlato di gente in crociera nel Mediterraneo, malgrado i morti in mare dei recenti naufragi. A quanto risulta dai sondaggi, raccoglie consenso, come in genere avviene a chi eccita sentimenti nazionalisti, ma dà eco ai sentimenti peggiori della pancia del nostro paese e li fomenta. Che i numeri siano drasticamente calati dopo gli accordi con la Libia di Marco Minniti è irrilevante: 15.568 persone sbarcate nel 2018 fino al 15 giugno, contro 65.498 nel 2017 e 55.596 nel 2016 alla stessa data. Gli sbarchi stanno invece crescendo verso Grecia e Spagna, ma anche questo non conta. La retorica della chiusura nazionalista ha bisogno di qualche centinaio di malcapitati a cui chiudere la porta in faccia, additandoli come profittatori e criminalizzando le Ong che li hanno tratti in salvo.

La tragedia di Sacko Soumali, invece, ha riportato alla ribalta una questione annosa e sempre rimossa, dopo le fiammate di attenzione dovute a qualche drammatico evento: lo sfruttamento degli immigrati nelle campagne meridionali, e non solo. Non necessariamente clandestini, né sbarcati negli ultimi anni, e neppure africani. La periodica ricostruzione delle vergognose baraccopoli mostra un volto inquietante di una componente dell’agricoltura italiana: per reggere sul mercato, ha bisogno di ricorrere al lavoro sottopagato degli immigrati e di farli vivere in condizioni inaccettabili.

Il lavoro degli immigrati, per fortuna, è anche altro: 2,4 milioni di occupati regolari, tra cui 570 mila titolari di attività economiche. Un gettito fiscale e contributivo che supera ampiamente i costi dell’accoglienza dei rifugiati e dei servizi richiesti dalle famiglie arrivate dall’estero. Ma rimane in gran parte lavoro povero, subalterno. Il lavoro delle “cinque p”: precario, pesante, pericoloso, poco pagato, penalizzato socialmente.

Tre proposte

Di tutto questo nel contratto di governo non c’è traccia, come è stato già rilevato su lavoce.info. L’immigrazione è declinata soltanto come peso e minaccia per il nostro paese.

Volendo credere che il confronto con la realtà possa avere la meglio sugli slogan propagandistici, vorrei avanzare tre modeste proposte in tema di immigrazione e lavoro, che investono anche la questione dei rifugiati e richiedenti asilo, pur ricordando che si tratta attualmente di 174 mila persone in accoglienza su 5,5 milioni di immigrati residenti in Italia. Una piccola minoranza, sistematicamente scambiata con l’immigrazione in generale. Senza dimenticare che circa il 40 per cento dei richiedenti riceve una forma di protezione internazionale da parte delle commissioni governative, mentre altri (non si sa quanti, ma si stima circa la metà dei ricorrenti) ottengono ragione in tribunale. Non è vero, quindi, che si tratti per la maggior parte di falsi rifugiati.

La prima proposta deriva dai fatti di San Calogero: mandare un folto gruppo di ispettori del lavoro, scortati dalle forze dell’ordine, a identificare e denunciare i datori di lavori che sfruttano i braccianti immigrati. Non dovrebbe essere difficile: basta seguire le campagne di raccolta dei prodotti agricoli, vedere dove sorgono le baraccopoli, seguire i pullmini che li portano al lavoro. Eventualmente con i droni. Un governo che promette il carcere agli evasori fiscali dovrebbe dispiegare una severità ancora maggiore con chi calpesta la dignità dei lavoratori.

La seconda proposta riguarda la riduzione del carico dei richiedenti asilo per le casse dello stato: come in Germania e in Svezia, chi trova un lavoro dovrebbe ricevere un permesso di soggiorno, inizialmente di un anno, ponendo fine alle controversie sulla fondatezza della domanda di asilo. Potrebbe così cominciare una vita autonoma, uscendo dal sistema dell’accoglienza. Non ha senso, come invece avviene oggi, buttare per strada un richiedente asilo che ha trovato lavoro, ma poi si vede negata la domanda di protezione internazionale.

Infine, per decongestionare il canale dell’asilo e istituire un’alternativa ai rischiosi viaggi attraverso la Libia e poi per mare, oltre a corridoi umanitari più ampi degli attuali, si dovrebbero allargare le possibilità di immigrazione per lavoro stagionale, già previste dalle nostre leggi e dai decreti flussi annuali. Gli Stati Uniti hanno ridotto l’immigrazione non autorizzata dal Messico proprio riaprendo un canale d’immigrazione legale, stagionale, per l’agricoltura. Se le persone potranno entrare, lavorare e tornare al loro paese per ripresentarsi l’anno successivo, saranno meno disposte a rischiare la vita nei viaggi della speranza.

Al di là degli slogan propagandistici, un rapporto positivo tra immigrazione e sicurezza verrà costruito solo promuovendo il lavoro degli immigrati nell’ambito dell’economia legale del nostro paese.

Maurizio Ambrosini/lavoce.info

MAURIZIO AMBROSINIambrosini è docente di Sociologia delle migrazioni nell’università degli studi di Milano, dove coordina il corso di laurea in “Scienze sociali per la globalizzazione”. Insegna inoltre nell’università di Nizza. E’ responsabile scientifico del Centro studi Medì di Genova, dove dirige la rivista “Mondi migranti” e la Scuola estiva di Sociologia delle migrazioni. E’ autore di Sociologia delle migrazioni, manuale adottato in parecchie università italiane. Suoi articoli e saggi sono usciti in riviste e volumi in inglese, spagnolo, francese, tedesco, portoghese e cinese. Dal luglio 2017 fa parte de CNEL in qualità di esperto. Ha pubblicato ultimamente: Non passa lo straniero? Le politiche migratorie tra sovranità nazionale e diritti umani (Cittadella, 2014); Migrazioni irregolari e welfare invisibile. Il lavoro di cura attraverso le frontiere (Il Mulino, 2013) e curato Governare città plurali (FrancoAngeli, 2012) e Perdere e ritrovare il lavoro (Il Mulino, 2014).

Napoli, in tre e senza casco sul motorino si scontrano con un’auto: 11enne in prognosi riservata

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L’incidente è avvenuto in via De Curtis a Mugnano

L’incidente è avvenuto nella zona periferica di Mugnano, in via De Curtis. Tre persone viaggiavano a bordo di uno scooter e senza casco, tra cui una bambina di 11 anni, quando hanno impattato contro un’auto. L’impatto è stato violento al punto di trascinare chi era in sella sul motorino per un lungo tratto sull’asfalto.

Immediato è stato l’intervento dei soccorsi, infatti i mezzi del 118 sono arrivati subito sul posto offrendo le prime cure del caso agli incidentati. Ad avere la peggio è stata la bambina che è stata trasportata all’ospedale Santobono di Napoli. Le condizioni della piccola, che non sarebbe in pericolo di vita, sono monitorate dai medici che non hanno ancora sciolto la prognosi. La mamma della piccola è invece ricoverata al San Giuliano di Giugliano.

Napoli, De Magistris: “Ci aspettiamo fatti concreti da Salvini per il Vasto”

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“Bisogna incidere sulla sicurezza”

Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, cerca di allentare, almeno per il momento, le polemiche con il vicepremier Matteo Salvini invitando il Governo all’invio di maggiori forze dell’ordine in città ed, in particolare, nel quartiere del Vasto, una bomba sociale pronta a esplodere e centro di mix tra immigranti e camorra che ha portato allo sconforto residenti e commercianti.

Ecco quanto ha detto il primo cittadino napoletano: “Questo Governo sembra avere la forte volontà di incidere sulla sicurezza, ci aspettiamo fatti concreti, per onestà intellettuale devo dire che si è insediato da poco e dobbiamo dargli un po’ di tempo. Siamo per il dialogo istituzionale valuteremo l’operato dai fatti”.
Un pizzico di polemica De Magistris lo dedica al ministro Giorgia Meloni in visita al Vasto: “Le passerelle le lasciamo a loro. Le passerelle politiche per alimentare tensioni sociali sono molto pericolose, in tutte le città e a Napoli in particolare. C’è chi fa le passerelle e chi fa il sindaco giorno e notte, stando sui quartieri, sui problemi, ascoltando e incontrando i cittadini. Nessuno ha la bacchetta magica su questi temi, ma sono certo che, sul Vasto come altrove, si stia facendo il massimo. Napoli è esempio di cooperazione istituzionale a livello italiano, non c’è scaricabarile o scontro tra istituzioni”.

Caserta, spari verso due ragazzi maliani al grido: “Salvini”

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Uno dei due è rimasto ferito

Due ragazzi del Mali sono stati vittime di un’aggressione a Caserta dove sono beneficiari del progetto SprarDabySekou, richiedenti asilo, sarebbero stati avvicinati da una Fiat Panda di colore nero, a bordo della quale viaggiavano tre giovani italiani che hanno sparato alcuni colpi con una pistola ad aria compressa gridando “Salvini, Salvini”.

Dopo aver colpito al torace uno di loro, ferendolo lievemente, gli uomini a bordo della Panda avrebbero sparato anche all’indirizzo dell’altro migrante, ma il colpo sarebbe andato a vuoto. A denunciare l’episodio sono il centro sociale Ex canapificio, la Caritas diocesana di Caserta, il ComitatoCittà viva e il progetto Sprar di Caserta. Accompagnati da un’operatrice legale e dall’avvocato difensore francesco pugliatti, i due hanno sporto formale denuncia-querela nei confronti di persone da identificare per l’aggressione. E’ stata anche richiesto il sequestro di una telecamera nella zona. Daby, in particolare, dopo anni di attesa, è riuscito ad ottenere un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciatogli dalla commissione territoriale per la protezione internazionale di caserta. Oggi entrambi sono beneficiari del progetto sprar del comune di caserta, gestito dal centro sociale ex canapificio, dalla comunità rut delle suore orsoline e dalla caritas, sono stati vittime di un vergognoso episodio razzista.

I responsabili del centro del progetto Sprar commentano: “Siamo profondamente sconcertati e indignati per quello che è accaduto ai due ragazzi che sono tutt’ora spaventati. Questo è l’ennesimo episodio di razzismo dopo i fatti di san ferdinando, dove qualche settimana fa perdeva la vita un giovane bracciante maliano, sacko soumayla, ucciso da un colpo di fucile come un animale; dopo l’aggressione in un centro di accoglienza a sulmona del 12 giugno; e dopo la triste storia dell’aquarius. Speriamo che Salvini e Conte prendano spunto da questo episodio per interrogarsi sulle scelte da fare e propagandare, così come speriamo che i rappresentanti istituzionali eletti possano presentare interrogazioni parlamentari per chiarire ciò che è accaduto e che le forze dell’ordine agiscano adeguatamente. In questo clima difficile, bisogna essere consapevoli che non basterà bloccare una nave nè servirà moltiplicare i campi di detenzione in libia o in niger. Come cittadini crediamo che la politica del cambiamento debba puntare sull’inclusione sociale di tutti, sulle regolarizzazioni delle persone che vivono e lavorano onestamente nel nostro paese da decenni e non continuare in propagande xenofobe di programmi irrealizzabili”.

Sull’episodio interviene anche Luigi De Magistris, sindaco di Napoli“Caro ministro Salvini quando semini molto odio corri il rischio di alimentare odio e rancore da cui allignano anche le pulsioni criminali più pericolose. Non scherziamo perché questo Paese è complicato e per certi versi è una polveriera sociale. La smetta di seminare odio e di considerare alcune persone il pericolo per il Paese. Semmai ritroviamo la coesione nazionale che manca valorizzando le autonomie e facendo la lotta alla corruzione e alle mafie”.

Napoli, sequestrata borsa con oltre sette chili di cocaina al rione Don Guanella

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La borsa aveva un valore di circa due milioni di euro

La Polizia Municipale di Napoli ha sequestrato, al rione don Luigi Guanella una borsa contenente sette chili e mezzo di cocaina dal valore di circa due milioni di euro. Ad intervenire è stato un agente fuori servizio.

Si trovava all’interno della propria auto in sosta in attesa di un conoscente quando la sua attenzione è stata attratta da un passaggio sospetto di borsa avvenuto tra due motociclisti. Immediatamente ha intercettato l’uomo cui era stata consegnata la borsa che, per sottrarsi al controllo, ha reagito con veemenza determinando una violenta colluttazione, al termine della quale l’agente è riuscito ad impossessarsi della borsa. I due motociclisti sono fuggiti e sono ora ricercati. La centrale operativa della Municipale ha fornito il necessario supporto operativo con l’invio sul posto di tre pattuglie. All’interno della borsa sono stati rivenuti 7 panetti di sostanza bianca sigillati e sottovuoto che è risultata cocaina per un valore di mercato di due milioni.

Sorrento, il Presidente della Repubblica Mattarella incontra la giuria del “Premio Biagio Agnes”

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra la giuria del “Premio Biagio Agnes” che avrà luogo a Sorrento, in programma da venerdì 22 giugno

In vista del decennale del premio di giornalismo internazionale «Biagio Agnes», in programma da venerdì 22 giugno a domenica 24 giugno, a Sorrento, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale la giuria la presidente dell’omonima Fondazione, Simona Agnes. Insieme a lei una delegazione della Giuria del Premio e l’attuale direttore generale della Rai, Mario Orfeo. Presenti anche: Antonella Mansi, vicepresidente di Confindustria; Antonio Martusciello, commissario Agcom; Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania; Giuseppe Pasquale Marra, presidente del Gruppo Adnkronos; Gianni Letta, Antonio Polito, vicedirettore del ‘Corriere della Sera; Paolo Liguori, direttore di Tgcom 24; Guido Gentili, direttore de ‘Il Sole 24 ore’; Marcello Sorgi e Roberto Napoletano. Una delegazione del premio, intitolato alla memoria dello storico direttore della Rai, era stata ricevuta nei giorni scorsi anche da papa Francesco che aveva esortato i giornalisti ad essere vigilanti e a prestare attenzione alle periferie, facendo attenzione a non ferire le persone. In occasione dell’edizione di quest’anno, la giuria ha deciso di premiare anche Fabrizio Frizzi, amatissimo conduttore Rai scomparso prematuramente lo scorso marzo, per essersi “distinto per sobrietà e capacità di coniugare informazione e intrattenimento, un sorriso buono, un amico di casa”.

Napoli, la fontana di Monteoliveto è pulita, il Gambrinus: “Portatela al Pebliscito e ce ne occupiamo noi”

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Borrelli e Simioli: “O mettete la recinzione o accogliete la proposta del Gambrinus”

La fontana di MonteolivetoNapoli è stata ripulita. Era sommersa di rifiuti e di urina, era una discarica a cielo aperto. Per evitare che si possa verificare di nuovo questo atto di inciviltà, il bar Gambrinus ha proposto di spostare la fontana a piazza Plebiscito, assumendosi l’impegno di curarla e tenerla sempre pulita.

A tal proposito, si sono pronunciati Francesco Emilio Borrelli (consigliere regionale dei Verdi) e Gianni Simioli (speaker de ‘La radiazza’ di Radio Marte): “Se non si vuole mettere la recinzione si accolga la proposta del Gambrinus disposto ad ‘adottarla’ se la si sposta in piazza del Plebiscito Siamo stati anticipati, ma ne siamo contenti perché significa che non siamo i soli a voler difendere e tutelare le bellezze della nostra città sempre più spesso nel mirino di vandali e incivili. A occuparsi della pulizia questa mattina, dopo la nostra denuncia, sono stati i componenti della ‘Cooperativa 25 giugno’ che hanno raccolto centinaia di chili di rifiuti di vario genere, soprattutto bottiglie e barattoli. La richiesta di una recinzione per la fontana di Monteoliveto, come quella che c’era nei secoli scorsi, per evitare che continui a essere usata come panchina e come cestino per i rifiuti. E se proprio la Soprintendenza non vuole che si metta la recinzione si accolga la proposta di Massimiliano Rosati, patròn del Gambrinus, che s’è detto pronto ad ‘adottarla’ curandone la manutenzione quotidianamente se la si sposta in piazza del Plebiscito dove la sua bellezza risalterebbe ancor di più”.

Aumentano i consumi delle famiglie italiane, ma resta divario tra Nord e Sud: i dati Istat

Consumi delle famiglie italiane in rialzo nel 2017 (+1,6%): ma il divario tra potere d’acquisto tra nord e sud resta molto preoccupante

Le famiglie italiane, in media, hanno speso 2.564 euro nel 2017, l’1,6% in più dell’anno precedente e il 3,8% in più del del 2013. Questi i dati emersi da un’indagine dell’Istat, che precisa: nel conteggio entra anche “l’affitto figurativo”, ovvero quanto le famiglie dovrebbero pagare per prendere in affitto una casa con caratteristiche identiche a quella in cui vivono e di cui sono proprietarie. Se non si considerasse questa voce, la spesa media scenderebbe a 1.977 euro, comunque in aumento del +2,2% rispetto al 2016.
Sebbene si confermi in crescita per il quarto anno consecutivo, la spesa media mensile familiare rimane al di sotto dei 2.640 euro del 2011, anno cui hanno fatto seguito due di forte contrazione (-6,4% in totale)“, ricorda l’Istituto di statistica. Per altro, bisogna ricordare che nel 2017 c’è stata una ripresa dell’inflazione (i prezzi hanno fatto +1,2%, dal -0,1% del 2016), per cui se si considera la spesa in termini reali la variazione non è stata così marcata. Il quadro presenta poi molte differenze, sia a livello geografico che di capacità di spesa. Se si prendono ad esempio le spese a Nord-Ovest (2.874 euro), Nord-Est (2.843 euro) e Sud (2.071 euro) emerge un gap di ben 800 euro.

Campania, esorcismi e abusi su donne e minori: prete assente in aula

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Via al processo nei confronti dell’ex parroco di Aversa, accusato di aver effettuato esorcismi tramite violenze sessuali su due donne ed una 13enne in Campania

Ha preso il via oggi, nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nella provincia di Caserta, il processo che vede sul banco degli imputati don M. Barone, ex sacerdote della Diocesi di Aversa, accusato di aver maltrattato e abusato sessualmente di almeno tre donne, di cui una ragazzina di soli 13 anni, durante atti di esorcismo alle quali si erano sottoposte perché, secondo il parere del prete, erano possedute dal demonio.
Don Barone, che è tuttora in carcere e che è accusato anche di aver sfregiato il volto della 13enne, in maniera permanente, durante una delle violenze, ha deciso però di non presentarsi in aula.
Insieme al prete, sono imputati anche i genitori della 13enne, che secondo gli inquirenti sarebbero stati consapevoli, avendo addirittura permesso i riti di esorcismo e le violenze sessuali sulla figlia.
Figura tra gli imputati anche il funzionario della Polizia di Stato L. Schettino, considerato tra gli adepti di don M. Barone, che avrebbe fatto pressioni sulla sorella della 13enne, che si era accorta di tutto nonostante i genitori le impedissero di vedere la 13enne, affinché ritirasse una denuncia che aveva presentato contro il prete. Le indagini sul parroco sarebbero partite proprio da una denuncia della sorella della minorenne.
Durante l’udienza, l’avvocato di don M. Barone, Carlo Taormina, ha presentato nuovamente istanza di scarcerazione e la richiesta degli arresti domiciliari. Il legale, inoltre, avrebbe giocato la carta dell’incompetenza territoriale, spiegando che il foro competente non è Santa Maria Capua Vetere, ma Napoli Nord, visto che il reato più grave, i maltrattamenti aggravati dallo sfregio permanente, sarebbe stato commesso nella cappella del Tempio di Casapesenna, dove don Barone prestava servizio e aveva il suo gruppo di preghiera, quasi una setta, lo ha definito la Procura.

 

Campania, record di adesioni per l’incentivo “Resto al Sud”: i dettagli

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Campania prima regione per numero di adesioni al fondo di Invitalia “Resto al Sud”: presentate il 44% delle domande sul totale

Campania prima della lista per le adesioni a “Resto al Sud”, l’incentivo di Invitalia che sostiene la nascita di start-up e nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno.
Secondo quanto emerge dal resoconto, la Campania ha presentato 1.413 domande, pari al 44% del totale, di cui 653 relative alla sola provincia di Napoli.
I progetti approvati ad essere ammessi alle agevolazioni sono 297, corrispondenti al 45% del totale. I settori su cui si sono concentrate le richieste di agevolazione sul territorio campano sono per oltre la metà (53%) quello turistico e culturale e quello artigianale e manifatturiero (22%).
Lo ha reso noto Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli aprendo i lavori del forum “Dall’idea al progetto: le opportunità di finanziamento per i giovani. Il ruolo della Banca Mps nella misura Resto al Sud”.
L’ iniziativa nasce dall’esigenza di offrire alle nuove generazioni la consulenza adeguata per poter accedere alle agevolazioni stanziate dagli enti pubblici e consentirgli, dunque, di realizzare i propri piani di impresa.
Le domande saranno presentabili fino ad “esaurimento fondo”. Possono fare domanda giovani con progetti imprenditoriali relativi alla produzione di beni nei settori dell’artigianato, dell’industria e della manifattura e nella fornitura di servizi come, ad esempio: le attività di ristorazione, le attività turistiche, le attività editoriali, di produzione audio video, di formazione, ma anche l’assistenza sanitaria e tutte le attività concernenti l’erogazione di servizi alla persona.

Napoli, il patrimonio del clan Di Lauro confiscati dallo Stato: “Usiamolo per servizi alla comunità”

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Da domani l’enorme patrimonio del clan Di Lauro passerà sotto il controllo del Comune di Napoli: “Usiamolo per servizi ai cittadini”

C’è un motivo di festeggiamento in più nel decennale della Fondazione Polis, il movimento anticamorra fondato nel 2008. Domani, riferisce NapoliToday, dovrebbe avvenire, infatti, il passaggio ufficiale dei beni confiscati al clan Di Lauro al Comune di Napoli. Un forte segnale di legalità in un periodo in cui la città partenopea ha vissuto un’escalation di violenza, tra stese di camorra e aggressioni.
Eppure, l’iter per il riutilizzo degli immobili di uno dei clan più violenti della storia potrebbe essere ancora lungo.
Da domani il Comune potrà predisporre il riutilizzo dei beni. Ciò significa che partirà l’individuazione di associazioni e movimenti che vorranno insediare attività sociali o produttive in quei luoghi. Nel frattempo, la manutenzione e la custodia di quegli immobili spetterà a Palazzo San Giacomo.
“Sappiamo quanto i comuni sono in difficoltà – afferma Fabio Giuliani della Fondazione Polis – e questo è uno dei punti deboli nella filiera di confisca e riassegnzione delle proprietà dei camorristi. Festeggeremo quando i beni dei Di Lauro saranno definitivamente riutilizzati”.
Al Pan, la Fondazione ha organizzato una celebrazione di questi primi dieci anni di attività. Un momento utile anche per fare il punto della situazione dei beni confiscati alla camorra. A Napoli sono oltre 2mila. Numeri che raddoppiano se si prende in esame tutta la Campania.

Napoli, De Magistris contro Salvini: “La Costituzione non è un optional, chi sarà il bersaglio di domani?”

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De Magistris contro le dichiarazioni di Salvini: “La Costituzione non è un optional, ha fatto un giuramento”

Le forti dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvinisul “censimento” dei Rom, hanno scatenato, così come il caso Aquarius, un’ondata di polemiche che ha coinvolto non solo l’opinione pubblica, ma anche tutte le forze politiche. In merito alla questione ha alzato la voce anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che è sceso apertamente in campo in difesa dei principi della Costituzione, senza risparmiare bordate al leader leghista.
La Costituzione non è un optional.” tuona il Primo Cittadino partenopeo.
” Abbiamo una delle costituzioni più belle al mondo, se non la più bella, nata dalla resistenza al nazi-fascismo. Nella costituzione sta scolpito, grazie a chi è morto per noi, che non puoi fare l’anagrafe degli immigrati, non puoi fare il censimento per la deportazione dei rom“.
Domani – poi si è chiesto – chi colpirà Salvini? Gli ebrei, gli omosessuali? Mi ricordano pensieri e azioni del ‘900: quello che pesava Hitler e quello che pensava Mussolini. Purtroppo questo fa il ministro dell’Interno della Repubblica Italiana. Ha giurato sulla Costituzione. Il giuramento ha un valore, non è una presa in giro“.
Quindi – ha ribadito – Salvini cominciasse ad affrontare seriamente i problemi dell’integrazione, della sicurezza, della lotta alla corruzione e della lotta alle mafie. Altrimenti, violare la Costituzione diventa un crimine.”
Non si tratta più di un atteggiamento politico. Se si dice quella frase sui rom italiani, con quel ‘purtroppo’, cosa vogliamo costruire nel nostro Paese? Vogliamo costruire l’Italia dell’odio o quella che ritrova la sua bellezza, la sua coesione, i suoi valori, il suo cuore grande, la sua forza nei confronti di un’Europa ingiusta? Un’Europa diseguale anche grazie a Salvini che è uomo del sistema, governa da tanti anni e che adesso stiamo capendo bene come si è costruito la sua fortuna politica“.

Poi, una “promessa” finale: “Sui valori della Costituzione, però, non passerà. Questo sia chiaro: se lui vuole alzare il tiro, noi siamo già sulle barricate“.

Napoli, restauro Galleria Umberto concluso: “Bella come nel 1890”

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Concluso dopo tre anni il restauro della Galleria Umberto I di Napoli: “Bella come nel 1890”

Tre anni di lavoro per riportare la Galleria Umberto I di Napoli «a come era nel giorno della prima inaugurazione del 1890». È questo il lavoro presentato oggi da Sidief, la società che si occupa del patrimonio immobiliare della Banca d’Italia e che si è occupata del restauro della parte della galleria partenopea di sua proprietà, quella che affaccia su via Verdi e verso il teatro San Carlo.
Un restauro nei minimi particolari, effettuato con strumentazioni sofisticate e costato tre milioni di euro per trattare 8.000 metri quadrati di superficie interna ed esterna alla Galleria, riferisce ilMattino.
«I lavori hanno subito una accelerazione – spiega Mario Breglia, presidente di Sidief – dopo la tragedia del ragazzo su via Toledo e siamo stati disponibili ad andare più rapidi curando l’intervento di recupero e analisi della parte originaria, rimettendo a posto tutti i fregi con un lavoro filologico di ricerca del loro stato originario».
«Tutta la progettazione – spiega Franco Martinelli, direttore tecnico – è stata fondata su una approfondita indagine diagnostica con strumenti moderni per trovare le soluzioni migliori per il recupero dei decori e il consolidamento dei fregi, tutto concordato con la soprintendenza. Oltre agli ultimi solventi, abbiamo usato sistemi laser per eliminare strati particolarmente delicati di vernice aggiunta in successione. La galleria ha subito due guerre, in particolare il secondo conflitto le ha inferto ingenti danni e ci sono state ricostruzioni improprie che sono emerse durante il restauro».

Audio choc dagli Usa: bambini migranti in gabbie di contenimento e separati dai genitori

Dagli Usa arriva un audio choc che documenta le condizioni dei bambini migranti in una struttura: chiusi in gabbie di contenimento e separati dai genitori, mentre gli agenti scherzano

«Papà, papà, papà». Questo il pianto disperato di un piccolo migrante rinchiuso in gabbie di contenimento e separato dai genitori dopo essere entrato negli Usa illegalmente.
L’audio, tradotto in italiano da Il Corriere della Sera, sarebbe stato girato in una struttura per l’immigrazione negli Stati Uniti, per poi essere recapitato all’avvocato per i diritti umani Jennifer Harbury che lo ha passato all’ong ProPublica.
«Di dove sei» chiede un agente a un piccolo. «Salvador» risponde lui. «E tu?» dice a un altro bambino. «Guatemala». E scoppia in lacrime.
Fa venire i brividi la registrazione con le voci strazianti dei minori che invocano, in spagnolo, di essere riuniti con i loro famigliari.
A stridere con il contesto drammatico è la voce di un agente che fa una battuta di cattivo gusto rivolto ai bimbi che urlano: «C’è un’orchestra qui…».
«La mia fonte ha chiesto di rimanere anonima, non si sa dove sia stato girato ma risale alla scorsa settimana» ha spiegato la Harbury. A diffonderlo, poi, è stata l’Associated Press. Dal ministero dell’Interno americano preferiscono non commentare l’audio, «non abbiamo avuto occasione di sentirlo» dicono, ma assicurano che i bambini nei centri governativi sono trattati con grande umanità.

Sorrento, Cgil contro chiusura del Centro di Igiene Mentale

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Cgil sul piede di guerra contro la chiusura del Centro di Igiene Mentale di Sorrento: il comunicato

Sono ancora in attesa di conoscere il proprio destino i circa 1000 pazienti attualmente in cura presso il Centro di Igiene mentale di Sorrento per il quale è stata disposta la chiusura: stando a quanto emerso fino ad ora, rischierebbero seriamente di dovere andare a Terzigno per seguire terapie e cure, nonostante le rassicurazione del Sindaco. Alle proteste generali di familiari e cittadini si è aggiunto ora anche l’appello degli iscritti alla Cgil del comune di Sorrento. Con un comunicato, firmato dai tre rappresentanti, Federico Esposito, Giovanni Anzalone e Antonio Izzo chiedono alle amministrazioni dei sei comuni e alla stessa Asl di rivedere il piano di sgombero.
“Rinnoviamo l’espressione della massima solidarietà ai pazienti, ai loro familiari ed agli operatori del Centro Salute Mentale sito in via del Mare a Sorrento – si legge nel comunicato – non è valsa la fiaccolata a cui hanno partecipato moltissimi cittadini per dire no alla chiusura del centro”.
Abbiamo chiesto e ottenuto la visita del consigliere regionale del Pd, Enza Amato – dice il rappresentante Giovanni Anzalone – ora ci stiamo battendo affinchè con l’appoggio delle amministrazioni locali, che siamo certi si batteranno per i più deboli, si possa trovare una soluzione che possa garantire ai pazienti di proseguire le proprie cure nel contesto sociale e urbano a loro piu’ familiare. Intanto verificheremo con la dirigenza la possibilità che fino a tale soluzione si possa garantire la permanenza della sir presso la struttura di Sorrento”.