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Napoli, la rabbia degli operatori dopo il sequestro dell’ambulanza: manca lo stato di diritto

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Personale medico in allarme

Il personale medico che opera sulle ambulanze di Napoli che non lavora per niente in maniera tranquilla. Dopo la notizia del sequestro del mezzo di soccorso, cresce la paura e l’agitazione per chi lavora sulle ambulanze.

Ieri l’ultima aggressione, la 44ma dall’inizio del 2018 con un’ambulanza sequestrata per soccorrere due feriti lievi in un incidente. Una vicenda sulla quale indagano i carabinieri che stanno esaminando le immagini dei filmati di videosorveglianza e hanno avviato il lavoro investigativo dopo la denuncia degli operatori sanitari. Sui volti del personale si legge rassegnazione ma anche rabbia perché si viene aggrediti, colpiti e, ieri all’ospedale Loreto Mare, perfino sequestrati mentre si lavora con l’unico scopo di soccorrere chi sta male.
Giuseppe Galano, responsabile del del 118, ha dichiarato: “Quello che sta accadendo contro di noi è inspiegabile. Siamo al servizio della popolazione ogni giorno, h24, senza fermarci mai e anche ieri il personale prelevato con la forza dal Loreto Mare non si è fermato, non ha interrotto il servizio, ha ugualmente prestato soccorso nonostante la paura e le minacce. Manca lo stato di diritto. Vogliamo essere equiparati ai pubblici ufficiali perchè in questo modo in caso di aggressioni lo Stato interviene direttamente senza che sia necessaria da parte delle vittime l’identificazione degli aggressori, procedura che spaventa soprattutto quando ci si imbatte in soggetti legati alla criminalità organizzata”.

Campania, L’Euripes: “L’usura è un business da 7 miliardi di euro”

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Aumentano le denunce per estorsione

Secondo l’Eurispes, in Campania sono in diminuzione le denunce per usura ma sono in aumento quelle per estorsione. Il business dello strozzinaggio sul territorio regionale si aggira sui 7 miliardi di euro. I dati sono stati resi noti nell’ambito del convegno “La criminalità nascosta. Impresa e Stato contro l’usura e il racket”, che si è svolto al Palazzo Nunziante a Napoli.

Un incontro promosso dal Commissariato Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Eurispes e ASI di Napoli (Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale) in occasione di un protocollo di intesa siglato proprio dal Commissariato Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura e ASI di Napoli che pone le basi per un percorso di aiuto e sostegno alle imprese vittime della criminalità sommersa. All’evento hanno partecipato l’Assessore delegato alla Sicurezza della Regione Campania, Franco Roberti, l’Assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Alessandra Clemente. Ha introdotto i lavori, Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes. Sono intervenuti: Domenico Cuttaia, Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, Giuseppe Romano, Presidente Consorzio ASI Napoli, Tullio Del Sette, Presidente Osservatorio Sicurezza Eurispes, Carlo Ricozzi, Comandante Interregionale dell’Italia Meridionale della Guardia di Finanza, Vittorio Tomasone, Comandante Interregionale dell’Arma dei Carabinieri. Le conclusioni sono state affidate ad Antonio D’Amato, Procuratore aggiunto Procura della Repubblica S. Maria Capua Vetere.

Si è calcolato che il 12% delle famiglie campane (su un totale di 2,1 milioni) si sia rivolto nel corso dell’ultimo anno a soggetti privati per ottenere un prestito, non potendolo avere dal sistema bancario. Ipotizzando che il prestito ammonti, in media, a 10mila euro, si ottiene la cifra di quasi 2,6 miliardi di euro per 259mila di nuclei familiari in difficoltà. Passando alle imprese, per il settore agricolo si è stimato che il 10% delle 60,488 aziende agricole campane abbia avuto la necessità di richiedere denaro ad usurai, e che la somma media richiesta ammonti a 30mila euro. Si arriverebbe così a 181,4 milioni di euro. Per quanto riguarda le aziende del commercio e dei servizi (342mila attive), si stima approssimando verso il basso, che una su 10 si sia rivolta agli usurai. Stimando una cifra media di 15mila euro in prestito, si arriva a circa 486 milioni di euro. Il capitale prestato si attesterebbe così su 3,26 miliardi di euro. Considerando un interesse medio sui prestiti del 10% al mese, ossia del 120% annuo, si arriva a calcolare un capitale restituito che aggiunge altri 3,92 miliardi di interesse ai 3,26 prestati. In conclusione, il business in Campania dell’usura consiste in almeno 7,18 miliardi di euro.

Bagnoli, la Consulta approva la bonifica: la legge è costituzionale

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La Corte Costituzionale ha emanato la sentenza

La Corte Costituzionale con la sentenza depositata il 13 giugno 2018 ha stabilito che: “Le procedure per la bonifica e il risanamento dell’area di Bagnoli, contenute nel cosiddetto decreto “sblocca Italia” sono costituzionalmente legittime”.

Tra le motivazioni fornite dalla Corte si legge: “L’intervento del legislatore statale, in quanto teso al risanamento e alla bonifica di un sito d’interesse nazionale, può essere certamente ricondotto alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. La sentenza conferma la piena legittimità dell’operato del Commissario e del soggetto attuatore, Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo del Paese, che hanno comunque coinvolto Regione e Comune, attraverso l’accordo Interistituzionale, sul piano urbanistico e infrastrutturale dell’ex area Ilva”.

Viveva da anni sulla scogliera di Mergellina: clochard ritrova la famiglia dopo tanti anni

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L’uomo ha potuto, così, riabbracciare la figlia

Nel corso di un’operazione congiunta tra Polizia Municipale e Capitaneria di Porto, volta all’abbattimento di manufatti abusivi sul litorale, agenti e militari si sono imbattutti in un clochard. L’uomo, 60 anni, ormai erano anni che viveva in strada, lontano dai familiari. E come rifugio utilizzava una dimora di fortuna sulla scogliera di Mergellina.

Gli agenti, contattati i figli dell’uomo ed in collaborazione con i Servizi Sociali comunali, sono riusciti con professionalità e sensibilità a ricongiungere con un commovente abbraccio l’uomo con la figlia che non vedeva da più di 10 anni, alla quale lo stesso è stato affidato. Le operazioni di demolizione hanno riguardato anche il capanno dove trovava ricovero il senza fissa dimora, che ora è tornato in casa con i suoi familiari.

Ex Juve Stabia – Baclet e i gol che fanno volare il Cosenza: Sono per Castellammare (VIDEO)

Il Cosenza che domenica si giocherà la Serie B nella finale playoff di Pescara contro il Siena parla un pò stabiese. Non solo Braglia, trascinatore dalla panchina dei rossoblu, e Camigliano, ma anche Alain Baclet. L’attaccante francese, dopo una stagione regolare con soltanto tre reti all’attivo, è diventato l’arma in più del Cosenza negli spareggi promozione: quattro gol per la punta, grazie anche all’uso strategico di Braglia, che spesso ha preferito mandarlo in campo nella ripresa per spaccare la gara, come con Tarantino ai tempi della Juve Stabia e come avvenuto nel match del San Vito Marulla contro il Sudtirol.

Baclet ha vissuto per due stagioni la maglia della Juve Stabia, nel 2006/07 e nel 2007/08, anni decisivi per la crescita professionale e personale dell’allora ragazzo. Baclet a Castellammare è diventato uomo e calciatore vero, mostrando le qualità che lo avrebbero portato lontano e diventando anche papà: la figlia di Alain è infatti stabiese. Nei suoi anni gialloblù, non era raro vedere Baclet a cena a casa di alcuni amici tifosi delle Vespe o in giro con molti di essi: per lui Castellammare è diventata una seconda casa, tanto da tornarci tutt’ora appena gli è possibile.

Gli anni lontano dalla città stabiese non hanno evidentemente intaccato il ricordo che ne ha Alain. L’attaccante, dopo la grande prestazione (gol ed autorete avversaria procurata) con cui ha spedito il Cosenza in finale playoff ha infatti dichiarato ai microfoni di RaiSport: “Dedico la vittoria a tutta Cosenza…ed agli amici di Castellammare”.

Parole che  hanno fatto senza dubbio piacere  agli amici stabiesi ed agli ex tifosi di Baclet, che non possono non avere simpatia per il Cosenza dei miracoli che ha messo il turbo grazie a tanti ex Juve Stabia.

A cura di Antonino Gargiulo

Napoli, offriva cibo scaduto ai migranti ospitati in albergo: condannata

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La denuncia è arrivata dopo un controllo dell’ASL

Una donna cinquantanovenne di Napoli è stata condannata a 4 mesi e 15 giorni dal tribunale di Arezzo per aver dato cibo scaduto ai richiedenti asilo (18 migranti di origini africane) che ospitava nel proprio locale.

Il ristorante dell’albergo, gestito dalla napoletana, viene controllato dagli ispettori della Asl su disposizione della prefettura che trovano una situazione drammatica. Nella dispensa ci sono alimenti scaduti, escrementi di topo, cibo mal conservato nonché una situazione igienica precaria. Da qui la denuncia per la 59enne accusata di mal conservazione e insudiciamento di alimenti, accusa sostenuta in aula dal pm Bernardo Albergotti.

Napoli, paura tra la gente: donna derubata e sbattuta a terra

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L’episodio è avvenuto a via dei Mille

Le persone che passeggiavano in via dei Mille, la strada dello shopping di Chiaia, zona di Napoli, hanno assistito ad una scena spaventosa: erano le 16 circa quando, all’altezza del Pan (palazzo delle arti) una donna in scooter è stata scippata.

La donna, inizialmente, ha opposto resistenza ai malviventi senza riscuotere successo e cadendo rovinosamente a terra ha riportato una ferita alla testa. Si è reso necessario l’intervento dell’ambulanza che ha prestato i primi soccorsi alla donna prima di trasportarla in ospedale Cardarelli. Nel frattempo, la Polizia sta indagando sull’accaduto visionando le immagini riprese dalle telecamere dei negozianti puntate sulla strada, per risalire ai responsabili dello scippo.

Russia 2018, padroni di casa sul velluto contro un’Arabia Saudita inesistente: è 5-0 all’esordio

Reti di Gazinskiy, Cheryshev (doppietta), Dzyuba e Golovin

La partita inaugurale del Mondiale di Russia 2018 ha visto trionfare i padroni di casa con il punteggio di 4-0 contro l’Arabia Saudita che non è, praticamente, scesa in campo lasciando la passerella e le luci della ribalta alla nazionale del tecnico Cherchesov.

La Russia parte forte, decisa a portare via i tre punti e iniziare bene la propria competizione, e al 12′ è già in vantaggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla arriva a Golovin che crossa al centro trovando la testa Gazinskiy per la rete dell’1-0. La gara va avanti sempre allo stesso modo: con i padroni di casa che attaccano alla ricerca del gol e con l’Arabia Saudita attenta a non prenderle (scelta rivelatasi totalmente sbagliata). Fioccano le occasioni russe alla ricerca del raddoppio che, puntuale, arriva al 43′ quando, dopo uno scambio con Zobnin, Cheryshev dribbla due avversari e deposita la palla in rete. Il primo tempo si chiude sul risultato di 2-0.

Nel secondo tempo la storia si ripete. Russia in attacco e Arabia Saudita in difesa. Al 71′, i russi fanno tris: ancora Golovin mette la palla al centro dell’area per la testa di Dzyuba che batte Al Muaiouf con una parabola ad incrociare. La partita sembra avviarsi verso la fine sul punteggio di 3-0, ma nei minuti di recupero il punteggio cambia ancora: al 91′ Cheryshev deposita nel sette, con un tiro di esterno sinistro, una sponda di testa di Dzyuba e al 93′ c’è gloria anche per Golovin che, su calcio di punizione, realizza la rete del definitivo 5-0.

RUSSIA: Akinfeev, Fernandes, Kutepov, Ignashevich, Zhirkov, Gazinskiy, Zobnin, Samedov (64′ Kuzyayev), Dzagoev (24′ Cheryshev), Golovin, Smolov (70′ Dzyuba). All: Cherchesov.

ARABIA SAUDITA: Al Muaiouf, Al Burayk, Hawsawi Om., Hawsawi Os., Al Shahrani, Al Dawsari, Otayf (64′ Al Muwallad), Al Faraj, Al Jassim, Al Shehri (72′ Bahbir), Al Sahlawi (85′ Asiri). All: Pizzi.

Reti: 12′ Gazinskiy, 43′ Cheryshev, 71′ Dzyuba,  90+1′ Cheryshev, 90+3′ Golovin
Ammoniti: Golovin (R), Al-Jassim (A)

a cura di Michele Avitabile

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Sfilano anche le Fiat Panda al Salone dell’Auto di Torino

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Tra il 6 e il 10 giugno, più di 600.000 persone hanno visitato il Salone Parco Valentino di Torino dove hanno sfilato anche le vecchie Fiat Panda.

Fiat Panda ai Murazzi
Fiat Panda ai Murazzi
Fiat Panda ai Murazzi
Fiat Panda ai Murazzi

Il Salone dell’Auto di Torino 2018 al Parco Valentino ha avuto come indiscusse protagoniste le automobili, tra cui anche la cara e vecchia Fiat Panda.

Tutta la città è stata coinvolta nell’evento, e le varie piazze si sono trasformate in punti di ritrovo di supercar, prototipi, esemplari unici e auto storiche da collezione.

Quaranta prototipi esclusivi, per la prima volta esposti tutti insieme, di carrozzieri e designer del calibro di Pininfarina, Giugiaro, Bertone e Italdesign. Proprio quest’ultima ha festeggiato il suo 50° anniversario con un’esposizione permanente al Cortile del Castello durante tutta la durata della manifestazione.

Sono arrivati appassionati e fortunati possessori di Golf, Maserati, Nuove Mini…ma tra tutte, le auto che sicuramente si sono distinte di più, sono state le vecchie Fiat Panda pilotate da veri appassionati e arrivate da tutto il nord Italia. Oltre alle più mitiche e spartane Fiat Panda 30, equipaggiate di bicilindrico della vecchia 126, e una rarissima Fiat Panda 34 con motore di provenienza Fiat 850, i visitatori hanno potuto ammirare una bellissima Panda Rock completamente open-air, e altre diverse Panda a trazione integrale, nella versione base e 4X4 Sisley. Presente anche una più estiva e sbarazzina Panda Café con tettucci apribili e una meno diffusa Panda Young Colore con cruscotto colorato colore verde polinesia.

Fiat Panda Rock
Fiat Panda Rock

L’esposizione della Panda è stata anche l’occasione per dare la rivincita all’auto comune. Tra le altre, sono state esposte con orgoglio anche una Panda 750 nella versione CL, proveniente da Milano e una semplicissima  Panda 750 Young, da Torino, rigorosamente rosse e originalissime, che hanno attirato i passanti per la foto di rito al suon: “ce l avevo anche io uguale uguale”.

Fiat Panda 750 CL da Milano
Fiat Panda 750 CL da Milano
Fiat Panda 750 Young da Torino
Fiat Panda 750 Young da Torino

Chicca delle chicche, la scioccante presenza, soprattutto per i più giovani, di una Fiat Panda Italia 90, versione celebrativa dei mondiali di calcio del nostro Paese. Livrea bianca, paraurti in tinta e decalcomanie tricolori arricchite dal famoso omino “Ciao”, mascotte dei mondiali di oramai 28 anni fa. Sconvolgenti le coppe copri-ruota a motivo di pallone, perfettamente conservate come tutto il resto del mezzo che ha poco più di 50.000 km.

Fiat Panda Italia 90
Fiat Panda Italia 90

La manifestazione si è chiusa con la quarta edizione del Gran Premio Parco Valentino, organizzato in collaborazione con Aci Torino.

Oltre 200 equipaggi di privati e appassionati sono partiti da piazza Castello per arrivare alla Reggia di Venaria, passando per le strade del centro di Torino (via Roma, piazza San Carlo, piazza Castello, via Po, ponte della Gran Madre, Basilica di Superga). A Venaria il convoglio è stato accolto dalla banda musicale della cittadina e dai vigili, che lo hanno scortato nella pedonale via Mensa, fino ai cancelli della residenza sabauda.

Pomigliano, gli operai Fiat licenziati in “processione” da De Magistris

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Gli operai inscenarono il funerale dell’ad Marchionne

Cinque operai metalmeccanici dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, licenziati per aver inscenato il funerale dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, hanno organizzato una sorta di ‘Via Crucis’ a Napoli fino a palazzo San Giacomo dove sono stati accolti dal sindaco Luigi De Magistris.

Gli operai hanno simbolicamente raccolto una grossa croce di legno dal mare del porto fornendo una loro spiegazione «In memoria dei migranti morti in mare» e poi , indossando maschere con le sembianze di un ragazzo nordafricano.
I cinque operai che hanno organizzato questa marcia verso palazzo San Giacomo hanno l’obiettivo di essere riassunti e di riottenere il proprio posto di lavoro e le proprie mansioni.

Capri, tecnici e professionisti perquisiti dopo il sequestro sulla Grotta Azzurra

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La Guardia di Finanza prosegue con le indagini

La Guardia di Finanza di Capri, unitamente alla Capitaneria di porto, ha avviato le perquisizioni a tappeto per professionisti, tecnici e lavoratori, nelle loro abitazioni e uffici, coinvolti nell’inchiesta che aveva portato la scorsa settimana al sequestro di uno stabilimento balneare ad Anacapri.

I militari hanno acquisito alcuni documenti all’ufficio tecnico del Comune di Anacapri relativi alla pratica e nello stesso tempo hanno effettuato perquisizioni nelle proprietà di professionisti e progettisti incaricati della direzione dei lavori. La vicenda riguarda il sequestro dello stabilimento balneare sulla Grotta Azzurra per il quale risultano 17 indagati.
Nell’inchiesta sono coinvolti anche due ex funzionari della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici ed artistici di Napoli. Le pratiche riguardano autorizzazioni del 2014. Le ipotesi di reato sono falsità ideologica, abuso d’ufficio, violazioni urbanistiche e violazioni al codice della navigazione.

BCE, acquisti dei titoli di Stato bloccati da gennaio 2019

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L’istituto centrale per sostenere l’economia decide in anticipo

La BCE (Banca Centrale Europea) bloccherà dal prossimo gennaio l’acquisto dei titoli di Stato. I tassi d’interesse invece resteranno fermi ai minimi record almeno fino alla prossima estate e in ogni caso finché sarà necessario.

La decisione arriva in anticipo per molti osservatori: alcuni si aspettavano un’indicazione di massima dalla riunione di oggi, e una tabella di marcia vera e propria il mese prossimo.
Lo spread tra il Btp decennale e il Bund resta poco mosso a 233 punti base dopo le decisioni annunciate dalla Bce. Il tasso sul decennale del Tesoro è al 2,77%. Positive le piazze finanziarie europee. Le Borse del Vecchio continente mostrano una buona accoglienza all’annuncio che già in parte era stato scontato dai mercati. In una nota la Bce, riunita oggi a Riga nell’appuntamento che ogni anno si svolge fuori dalla sede di Francoforte, spiega: “Dopo settembre 2018, e in subordine al fatto che i dati in arrivo confermino le stime di medio termine d’inflazione, il tasso mensile degli acquisti netti di titoli sarà ridotto a 15 miliardi fino a fine dicembre 2018, e che a quel punto gli acquisti netti termineranno”.
La Bce promette tuttavia di proseguire con il reinvestimento – ossia l’utilizzo del capitale rimborsato dei bond che ha in portafoglio e che arrivano a scadenza per comprare nuovi titoli di pari durata – ancora a lungo e per tutto il tempo necessario ad assicurare l’accomodamento monetario necessario.

Torre del Greco, la pioggia fa arrivare detriti dal Vesuvio causando allagamenti

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Le forti precipitazioni creano disagi alla città del corallo

Dopo l’incendio dello scorso anno che ha visto il Vesuvio danneggiato irrimediabilmente, era preventivabile e prevedibile che, prima o poi, i detriti e i rami bruciati sarebbe venuti giù fino a valle, fino a Torre del Greco, creando problemi ai cittadini.

La pioggia di queste ore, sebbene non portentosa, ha creato torrenti d’acqua nelle vie Resina Nuova, Montagnelle, Pisani, Salzano e Pagliarelle che trasportano a valle tutti i detriti che provengono dal Vesuvio: fanghi, pietre e rami di alberi bruciati spezzati dalla corrente e trascinati giù. Disagi per gli abitanti della zona che per ora restano chiusi in casa.
Uno dei residenti lamenta: “Due gocce d’acqua e siamo ridotti così. Stavo rimanendo bloccato con l’auto, sono riuscito per un pelo a infilarmi in casa”.
Disagi in via Montagnelle per un allagamento in un tratto pianeggiante: da qui l’acqua e strabordata in un vialetto privato allagando alcune case. Alcuni problemi si sono registrati anche a via Cifelli a Trecase: strade allagate e ha ripreso a piovere.  Uno degli effetti negativi dei roghi dello scorso anno, il rischio idrogeologico, torna a farsi vivo dopo le piogge di questo inverno.

Salvini stona il contratto di Governo:”No al numero identificativo sui caschi dei poliziotti”

Salvini esclude dal programma la dotazione di numeri identificativi per gli agenti; si teme cambio di rotta anche sulle bodycam, inserite nelle “promesse” del Contratto di Governo

Il mio obiettivo è non mettere il numero sui caschi dei poliziotti che sono già abbastanza facilmente bersagli dei delinquenti anche senza il numero in testa. Mi sembra che fossero disponibili ad avere una telecamera“. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, interviene così nel campo della sicurezza, escludendo l’ipotesi di dotare gli agenti di identificativi. Una misura che permetterebbe di rendere riconoscibili i responsabili di eventuali abusi, entrata nel dibattito politico dopo le violenze del G8 di Genova, ma anche dei casi Aldrovandi e Cucchi, solo per citarne alcuni o del più recente caso, sempre a Genova, del 20enne ecuadoregno rimasto vittima durante un TSO. Proprio in merito a questo ultimo caso, il Capo della Polizia Gabrielli ha annunciato l’adozione di strumenti non letali per evitare tragedie del genere.
Caschi numerati bocciati, dunque, ma l’apertura alle body cam per i poliziotti? Le parole di Salvini – sempre protezionistiche a priori nei confronti delle Forze dell’Ordine – stonano un po’ con quanto indicato nel Contratto di Governo. Nel documento di intesa giallo-verde, infatti, le telecamere sono state inserite tra le promesse di Lega e M5s. “Si dovranno dotare – si legge nel capitolo 23 – tutti gli agenti che svolgono compiti di polizia su strada di una videocamera sulla divisa, nell’autovettura e nelle celle di sicurezza, sotto il controllo e la direzione del garante della privacy, con adozione di un rigido regolamento, per filmare quanto accade durante il servizio, nelle manifestazioni, in piazza e negli stadi“. Riprese utili, in questo caso, a filmare aggressioni e violenze a difesa degli agenti ma anche per facilitare la ricostruzione di eventuali abusi.

Napoli, i venditori ambulanti lo aggrediscono: magazziniere finisce in ospedale

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L’aggressione è avvenuta dopo una discussione

Il magazziniere di una farmacia, nel quartiere Vasto di Napoli, è stato aggredito questa mattina, intorno alle 7:50, da un immigrato dopo una discussione. L’uomo è stato colpito alla testa ed è finito in ospedale a causa delle ferite riportate. Il magazziniere voleva far spostare i venditori ambulanti che avevano occupato tutto il marciapiede.

Dopo un veloce botta e risposta un ragazzo, immigrato africano, ha afferrato una scarpa con tacco di ferro e ha aggredito il magazziniere, ferendolo alla testa, ed è scappato. L’uomo è stato accompagnato in ambulanza al Cardarelli, dove si trova ancora ricoverato; è stato medicato con alcuni punti di sutura, le sue condizioni non sono gravi. La Polizia, intanto, ha avviato le indagini per acciuffare l’aggressore.

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ha espresso il suo parere attraverso il proprio profilo Facebook: “Accade a Napoli, nel quartiere Vasto, a pochi passi dalla stazione centrale: un dipendente della Farmacia Principe di via Firenze viene aggredito selvaggiamente da degli extracomunitari che vendevano abusivamente merce contraffatta sul marciapiede. Fratelli d’Italia chiede al ministro dell’Interno Salvini tolleranza zero: queste bestie vanno espulse e devono scontare la pena nel loro paese!”

Russia 2018, è iniziato il MONDIALE!

Russia-Arabia Saudita la partita inaugurale

Il Mondiale di Russia 2018 è iniziato. I padroni di casa affrontano l’Arabia Saudita allo stadio Luzhniki di Mosca. Prima della gara, però, come da tradizione si è tenuta la cerimonia d’apertura. Ad aprire le danze sono stati Iker Casillas, ex capitano della Spagna, e dalla modella Natalia Vodionova che hanno portato la Coppa del Mondo sul terreno di gioco.

La cerimonia inizia con la proiezione di un filmato che mostrava tutte le città russe che ospiteranno la competizione con un bambino, protagonista del video, che corre con la palla al piede tra le meraviglie della Russia per poi arrivare al centro del campo del Luzhniki accompagnato dal ‘Fenomeno’ Ronaldo.
Successivamente, a scaldare gli animi dello stadio di Mosca è stato Robbie Williams, dopo aver intonato ‘Feel’, duetta con la cantante lirica Aida Garifullina, sulle note di ‘Angels’ con coreografie di colori e giochi di fuoco. I ballerini si sono, poi, disposti in mezzo al campo formando la parola ‘LOVE’.
L’ambasciatrice del Mondiali porta in campo quello che sarà il pallone ufficiale di Russia 2018.

Dopo aver trascinato tutti gli 80000 appassionati presenti sugli spalti con le note di alcune tra le sue canzoni più famose, si chiude lo show di Robbie Williams. L’ex cantante dei Take That saluta il Luzhniki mentre viene acclamato dalla folla.
Dopo il discorso di accoglienza di Putin, è stato il presidente della FIFA, Gianni Infatino, a ringraziare la Russia per l’ospitalità. Al termine della cerimonia, è finalmente iniziata la gara inaugurale Russia-Arabia Saudita che ha dato il via al Mondiale.

a cura di Michele Avitabile

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Universiadi Napoli 2019, la decisione finale del Fisu per il Villaggio degli Atleti

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Decisione finale del Fisu: il Villaggio degli Atleti per le Universiadi Napoli 2019 sarà allestito alla Mostra d’Oltremare

Il comitato esecutivo della Fisu, riunitosi oggi a Kazan, ha deciso di scegliere la Mostra d’Oltremare come miglior progetto per la realizzazione del villaggio che dovrà ospitare le Universiadi di Napoli nel 2019.
Dopo le polemiche e le soluzione alternative proposte, dunque, il Fisu ha deciso di supportare l’idea iniziale e di dare il via libera ai lavori per l’allestimento del Villaggio degli Atleti nella Mostra d’Oltremare. L’alternativa più credibile era rappresentata dall’Ippodromo di Agnano, ma a bassa voce era giunta anche la proposta del Real Albergo dei Poveri che grazie ai lavori di manutenzione sarebbe potuto tornare gli antichi fasti.
La Federazione ha comunicato la decisione questo pomeriggio con una lettera al commissario straordinario per le Universiadi, prefetto Luisa Latella, al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, al presidente del Coni Giovanni Malagò, al presidente del Cusi, Lorenzo Lentini.
Resta l’incognita della tempistica: alcune settimane, infatti, fa la scelta della Mostra d’Oltremare era vincolata al rispetto della tabella di marcia. Dopo settimane di polemiche e cambi di rotta il tempo a disposizione per effettuare tutti i lavori è ancora più limitato.

Torre Annunziata, disagi per le piogge di queste ore: viabilità a rischio

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Disagi a Torre Annunziata per le piogge copiose di queste ore: sottopassaggio del Ponte di Via Andolfi allagato, viabilità a rischio nel resto della città

La notizia dell’allerta meteo aveva un po’ sorpreso i cittadini delle città campane che proprio in queste ultime settimane stavano ritornando in confidenza con il bel tempo e il primo sole d’estate. Purtroppo, anche a Torre Annunziata, gli ombrelli hanno sostituito gli ombrelloni a causa delle piogge scroscianti di queste ore. Sui gruppi social della città oplontina si susseguono da ore i post di cittadini indignati che hanno denunciato disagi nelle strade a causa della copiosa pioggia. In particolare uno degli utenti ha segnalato, con tanto di foto, l’imbarazzante situazione in cui versa il sottopassaggio del ponte di via Andolfi. Il sottopassaggio, per il quale era stata effettuata una manutenzione appena due settimane fa e ancora transennato è completamente allagato. Nelle altre segnalazioni gli utenti hanno denunciato di non riuscire neanche a raggiungere le auto, poichè il pantano venutosi a formare rende difficoltoso l’accesso ai box. Un tombino che non è riuscito a veicolare adeguatamente il carico della pioggia ha creato disagi anche al confine con Trecase, tra via Vagnola e via Ciro Menotti.

Juve Stabia, settore giovanile serbatoio e fiore all’occhiello: Manniello e i suoi dirigenti a lavoro!

Juve Stabia, settore giovanile serbatoio importante: Manniello e i suoi dirigenti a lavoro!

La stagione 2017/18 è terminata, o quasi, ci sono ancora da giocare diversi tornei da qui alla fine del mese per il settore giovanile della Juve Stabia. Il comunicato del presidente Franco Manniello è l’ennesima richiesta di aiuto, il voler essere affiancato per far si questa gloriosa società possa continuare la sua crescita, possa essere il fiore all’occhiello di una regione che vive di calcio a tinte azzurre e che, invece, possiede realtà altrettanto importanti. Il presidente Manniello, primo tifoso, primo innamorato dei colori gialloblu, è il principale artefice dei successi di questi anni.

La società stabiese può vantarsi anche di un settore giovanile di primo livello, un settore giovanile che cresce a dismisura, che ottiene risultati in ogni dove. Da dicembre in poi, infatti, grazie al nuovo corso e ai cambiamenti societari, lo stesso è cresciuto spiccando letteralmente il volo. Questi cinque mesi sono di buon auspicio visto che il responsabile (anche richiesto da club di categoria superiore) ha contratto fino al giugno 2020 quindi se il buongiorno si vede dal mattino, sarà davvero una risorsa importante per il settore per almeno altri 2 anni. Ma non è il solo, oltre al responsabile, anche un’altra figura, di raccordo tra le parti, contribuisce alla crescita generale del pacchetto settore giovanile.

Una stagione che ha visto, oltre ai playoff di prima squadra, il raggiungimento degli stessi anche della categoria Berretti e Under 17. Due categorie ricche di giovani calciatori importanti, seguiti nella maggior parte anche da altri club, visionati in giro per l’Italia e richiesti allo stesso modo. Alcuni di essi, Campagnuolo e Massaro, protagonisti anche nelle rispettive nazionali di categoria. Infatti, arrivano anche le prime richieste, per quanto concerne la classe 2000, da club di Serie D, non solo campani ma anche basso Lazio. Alcuni di essi, invece, saranno aggregati anche alla prima squadra e partiranno per il ritiro estivo della squadra che verrà costruita.

Le categorie nazionali, grazie anche a ‘maestri’, tecnici importanti come Di Somma, Macone e Belmonte, hanno avuto una crescita straordinaria: fatta di gioco, di gol e di momenti spettacolari. Solo la sfortuna ha complicato le cose con le eliminazioni dai playoff, mentre per gli Under 15 evidente è l’imposizione nel corso dei mesi da sotto età. Senza dimenticare gli Under 16 che hanno stravinto il proprio campionato e messo in luce giovani dal grande futuro, si spera. Domenica termina la stagione agonistica delle categorie nazionali, con domani, per gli Under 15 di Belmonte, la semifinale contro il Napoli del Torneo organizzato dal San Giorgio. Venerdì si giocherà poi la semifinale del Torneo Armeno di Ercolano con gli Under 14. Solo l’Attività di Base proseguirà fino al 25 giugno con il Torneo a San Valentino Torio. Abbiamo detto del Napoli, ma non è l’unica società professionistica affrontata di A e B. Infatti, con prestazioni, vittorie e gioco stupendo, le varie categorie hanno affrontato Lazio al prestigioso torneo internazionale di Cava de’ Tirreni, l’Udinese al Memoria Scalera, la Salernitana e diverse altre società. Vittorie di squadra, ma anche singole, come nel caso del Miglior portiere 2001 Antonio Todisco, miglior giocatore 2003 Luigi Affinito, capocannoniere 2001 Giuseppe La Monica, premio personale anche per Improta e Dello Iacono nella categoria 2005, tutti allo ‘Scalera’.

Squadre pronte, già da un po’, dopo il periodo di svincolo, che va dal 1 al 15 luglio, passeranno circa 20 giorni e poi ci sarà l’avvio delle nuove stagioni. Il lavoro prosegue, non ci si ferma mai.

Un patrimonio societario, chi deciderà di affiancare il presidente Manniello, sa che alla gestione del settore giovanile ci sono dirigenti importanti e di primo piano in grado di garantire una continua crescita, un serbatoio per il futuro, in entrata e in uscita. Chi deciderà di affiancare Manniello troverà un’importante realtà!

a cura di Ciro Novellino

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Tragedia Costa Concordia, torna a parlare Schettino:”Odio fomentato da fake news”

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Lungo memoriale di Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia, pubblicato dalla figlia su Facebook:”Odio nei miei confronti fomentato da notizie false”

«Credo di essere stato la prima persona a subire l’uso improprio dei social network che può condizionare e orientare l’attenzione dell’opinione pubblica»: è tornato a parlare Francesco Schettino, ex comandante condannato a 16 anni di reclusione per il naufragio della Costa Concordia, contenute in un memoriale recentemente tradotto e diffuso dalla figlia Rossella. Documenti in cui il marittimo metese, attualmente detenuto nel carcere romano di Rebibbia, fornisce per l’ennesima volta la propria versione della tragedia che, il 13 gennaio 2012, costò la vita a 32 persone: «Il reato di abbandono della nave – si legge nella decina di pagine scritte prima della sentenza definitiva pronunciata dalla Cassazione – è stato utilizzato per fuorviare e ingannare l’opinione pubblica, fomentare odio e risentimento verso la mia persona e scoraggiare la serena comprensione di quanto accaduto».
Il testo firmato da Schettino e originariamente scritto in inglese, dunque, punta a smentire l’accusa più infamante mossa nei suoi confronti dalla magistratura: quella di aver abbandonato la Costa Concordia, dopo l’impatto tra quest’ultima e gli scogli, quando una parte dell’equipaggio era ancora a bordo.
L’ex comandante, invece, sostiene di essere rimasto sulla nave fino alle 00.17, orario in cui lo scafo si capovolse: «La superficie al di sotto dei miei piedi diventò un muro verticale e fui costretto a scegliere se cadere in mare o indirizzare la caduta sul tetto della lancia di salvataggio». A corroborare questa tesi, riferisce ilMattino ci sarebbero diverse prove. Una di queste sarebbe la circostanza che ha costretto a tuffarsi in mare il comandante in seconda che in quel momento era a pochi metri dallo stesso Schettino. In più, proprio alle 00.17 la motovedetta della Guardia di finanza incaricata di coordinare le operazioni di soccorso intimò a tutte le imbarcazioni vicine alla Costa Concordia di allontanarsi perché la nave da crociera si stava capovolgendo. Sempre a quell’ora, come risulta dalla ricostruzione offerta dai carabinieri di Grosseto, l’acqua lambiva il ponte 8 mentre i ponti 3 e 4 erano già sommersi.

Schettino, almeno secondo questa ricostruzione, non avrebbe quindi vigliaccamente abbandonato la nave. Lo dimostrerebbero le verifiche eseguite dai carabinieri, dalle quali risulta incontrovertibilmente la presenza del comandante a bordo della nave fino alle 0.17, e una serie di scatti fotografici, dai quali risulta come i bracci telescopici si fossero ormai conficcati nel tetto della scialuppa sotto la fiancata della Costa Concordia.
«Invece di tuffarmi in mare e raggiungere le rocce distanti 30 metri – scrive il marittimo metese nel memoriale appena diffuso dalla figlia su Facebook – riuscii a saltare sul tetto della scialuppa e a liberarla dalla presa mortale che l’improvviso abbattimento della nave aveva generato».

Inevitabile un passaggio sulla telefonata durante la quale Gregorio De Falco, comandante della Guardia costiera di Livorno, intimò a Schettino di risalire immediatamente sulla Costa Concordia. Secondo Schettino, quell’ordine perentorio dimostra che «De Falco aveva ignorato tutte le informazioni ricevute e non aveva compreso nulla delle operazioni che stava coordinando»: per tornare sulla nave, infatti, «sarebbe stato necessario un elicottero».
«Mentre ero al telefono, vidi spuntare un battello d’emergenza dalla poppa del relitto della Costa Concordia – prosegue Schettino – Credevo che De Falco avesse finalmente mandato qualcuno a prelevarmi per consentirmi di raggiungere la biscaggina posta sul lato emerso della nave e così tornare a bordo. Diversamente avrei dovuto nuotare per circa 300 metri, circumnavigare la Costa Concordia, con un balzo sollevarmi dall’acqua, raggiungere i primi pioli e salire sul relitto».
Di qui la conclusione: «Indipendentemente dalle incontrovertibili evidenze descritte e dalla circostanza che la nave sia rimasta abbattuta nella stessa posizione per anni – conclude Schettino – sembra sia stato veramente difficile comprendere che non ho mai abbandonato la nave. L’opinione pubblica ha cristallizzato l’immagine di un comandante che scappa e non quella di una nave che si può abbattere. La divulgazione di una telefonata di per sé inutile è stata sfruttata per condizionare l’opinione pubblica e anticipare così il fenomeno delle fake news».

Sulla stessa lunghezza d’onda Rossella Schettino, da mesi impegnata in una “operazione-verità” a favore del padre: «Nel leggere il documento rinvenuto sulla scrivania di mio padre e successivamente tradotto – commenta la ragazza – trovo una sintesi di elementi, atti processuali e testimonianze rese nelle aule di tribunale che chiariscono come la vicenda del presunto abbandono della nave, così come è stata descritta e raccontata, non corrisponda al vero».