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Tragedia nel napoletano, un sorpasso gli costa la vita

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Dalle prime indagini emergerebbe che la causa dell’incidente sarebbe un sorpasso a sinistra da parte dei due ragazzini nel momento fatidico in cui l’auto stava per svoltare nella stessa direzione

Frattamaggiore – Una grave tragedia è accaduta durante questa notte appena passata. Un incidente porta via la vita ad un giovane ragazzo di soli 15 anni.

Il ragazzino guidava un motorino, dietro a lui un amico di soli 14 anni. Sembrerebbe che l’incidente sia avvenuto in Via Marconi ad angolo Romeo De Feo. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sembrerebbe che i due giovani siano stati travolti da un’autovettura che stava svoltando a sinistra.

Sul posto è  intervenuta la RadioMobile di Casoria, che tramite i rilievi sta cercando di risalire alle dinamiche dell’incidente.

Dalle prime indagini emergerebbe che la causa dell’incidente sarebbe un sorpasso a sinistra da parte dei due ragazzini nel momento fatidico in cui l’auto stava per svoltare nella stessa direzione.

Il 15enne originario di Casoria sarebbe morto sul colpo, il corpo del ragazzo è stato trasferito all’istituto di medicina per autopsia. Il 14enne è stato trasportato d’urgenza al Santobono, ha lesioni giudicate guaribili in 30 giorni e non è in pericolo di vita.

Grande schock per gli amici e i familiari devastati da questo  tragico evento.

Nel salernitano un’ambulanza rimane bloccata da un gregge, è corsa alle scommesse

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Il video è stato postato sui social che oltre al divertimento o all’indignazione del popolo del web ha creato una corsa al lotto. Decine di persone hanno tentato la fortuna cercando di creare le giuste combinazioni

Sarno – Nella periferia della cittadina nella mattinata di ieri un’ambulanza è rimasta bloccata da un numeroso gregge di pecore. Malgrado il fragoroso suono della sirena, gli animali sono rimasti fermi senza muovere una zampa. Solo all’arrivo del pastore l’ambulanza ha potuto continuare la sua corsa verso l’ospedale. Fortunatamente, come riporta IlMattino a bordo del mezzo di soccorso non vi era nessun ferito grave.
Il video è stato postato sui social che oltre al divertimento o all’indignazione del popolo del web ha creato una corsa al lotto. Decine di persone hanno tentato la fortuna cercando di creare le giuste combinazioni

Timbrato francobollo di Padre Pio, Conte: “non posso non ricordare il suo carisma”

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Il premier ha apposto insieme all’ad di Poste Italiane Matteo Del Fante l’annullo speciale timbrando la cartolina postale affrancata con il francobollo dedicato al Santo frate.

Francobollo Padre Pio – Giuseppe Conte durante la cerimonia di presentazione dell’emissione del francobollo per il cinquantesimo anniversario della morte di Padre Pio ha dichiarato:

“Da Presidente del Consiglio non posso non ricordare il carisma e la capacità di Padre Pio di dedicare la sua vita al prossimo e al bene comune. Padre Pio ha inciso profondamente nella vita religiosa del nostro Paese, e non solo nel nostro Paese”.

Il premier ha apposto insieme all’ad di Poste Italiane Matteo Del Fante l’annullo speciale timbrando la cartolina postale affrancata con il francobollo dedicato al Santo frate.

Il francobollo è stato emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico  nel valore di 1,10 euro. L’immagine riportata rappresenta San Pio nell’atto di sollevare il calice durante una celebrazione eucaristica.

Dopo la cerimonia, Conte si è recato alla messa in un Santuario di Padre Pio. Alla messa, officiata dal presidente della Cei Gualtiero Bassetti era presente  anche il governatore pugliese Michele Emiliano.

Scafati, traffico in tilt per ore a causa del passaggio a livello chiuso

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Traffico in tilt nella zona di Via Pizzone Salice, con code di autoveicoli e tir che hanno atteso per ore che il varco venisse riaperto.

Scafati – Traffico in tilt a causa del passaggio a livello chiuso per più di un’ora in via Pizzone Salice, la strada che da via Dante Alighieri.

Non si conoscono le cause della non apertura delle sbarre protettive. Sembrerebbe che un malfunzionamento abbia bloccato contemporaneamente due passaggi a livelli su due vie differenti. Traffico in tilt nella zona di Via Pizzone Salice, con code di autoveicoli e tir che hanno atteso per ore che il varco venisse riaperto.

Un altro malfunzionamento si era registrato non pochi giorni fa alle sbarre di Via Salice. In questa occasione però le sbarre non si erano abbassate durante il passaggio del treno. Fortunatamente nessun incidente è stato provocato da quel malfunzionamento grazie al personale interno alla locomotiva che prontamente si è accorto che qualcosa non andava.

(Scafati Info)

 

Rog: “Non è semplice entrare subito nelle nuove idee del mister, ma ci abitueremo”

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Le parole di Rog ai microfoni di Dazn prima del match col Torino

Il centro campista del Napoli Marko Rog, è intervenuto al microfono di Dazn: “E’ normale che ogni allenatore abbia le sue idee. E’ difficile prendere e far proprie le nuove idee con il cambio in panchina, ma pian piano ci abitueremo e andrà bene“.

Callejon: “Quando una squadra cambia allenatore è giusto che si cambi”

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Le parole di José Callejon ai microfoni di Dazn prima del match col Torino

L’attaccante del Napoli José Callejon, è intervenuto ai microfoni di Dazn prima del match col Torino: “Quando una squadra cambia allenatore è giusto che si facciano dei cambi. Il mister sta portando le sue idee, noi lavoriamo per metterle in campo e fare quello che ci dice“.

Castellammare, Cimmino: ” Gli scavi di Stabiae su Rai 1. Stabia deve tornare a vivere”

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Cimmino: “Un bel biglietto da visita per la nostra città che punta alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale”

Castellammare di Stabia – Il Sindaco, Gaetano Cimmino con un post carico di orgoglio racconta le emozioni vissute nel vedere le bellezze archeologiche raccontate dal popolare conduttore Alberto Angela (articolo qui). Protagonista per una notte del programma televisivo di Rai 1, “Notte a Pompei” sono state le Ville di Stabia.

Di seguito il messaggio del primo cittadino Stabiese:

“Le ville di Stabia raccontate da Alberto Angela ieri sera su Rai1 in “Notte a Pompei“. In prima visione nazionale, Angela ha ricostruito i drammatici giorni dell’eruzione del Vesuvio e le ricchezze archeologiche del nostro territorio. Pompei, Ercolano, Torre Annunziata e anche la nostra “Stabia” che lui definisce la “Beverly Hills o la Portofino dell’epoca”. Un bel biglietto da visita per la nostra città che punta alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale.

Come amministrazione, siamo già a lavoro con la Soprintendenza di Pompei e il direttore Massimo Osanna per concordare una serie di iniziative. Stabia deve tornare a vivere.”

Costiera Amalfitana, Justin Bieber in vacanza con la fidanzata: bagno di folla all’esterno dell’hotel

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Costiera Amalfitana, Justin Bieber in vacanza con la fidanzata: bagno di folla all’esterno dell’hotel

Justin Bieber lascia la Costiera Amalfitana dove ha potuto trascorrere qualche giorno di relax prima di ripartire per i suoi impegni. Vacanza finita per il popolare cantante canadese idolo dei teenager che, ieri pomeriggio, insieme con la fidanzata, la bellissima modella Hailey Baldwin, è ripartito dall’aeroporto di Napoli Capodichino. Il cantante è stato riconosciuto da numerosi suoi fan che in questi giorni di vacanza lo hanno seguito i suoi spostamenti tra Ravello e Amalfi, in provincia di Salerno. Altri sarebbero arrivati ad attenderlo in aereoporto per un ultimo saluto prima della partenza.

Bieber, riferisce AmalfiNotizie, nonostante le richieste di privacy e le guardie del corpo, non si è sottratto al bagno di folla, soprattutto venerdì sera a Ravello quando ha incontrato i giovani che lo attendevano ai piedi del grand hotel e con i quali si è fatto immortalare per una foto ricordo. Stessa scena qualche ora prima ad Amalfi. Nella zona portuale dove Bieber e la sua compagna sono sbarcati dopo un giro in motoscafo. Qui, il cantante si è intrattenuto con i giovani che lo attendevano all’ingresso del molo dimostrandogli tutto il loro affetto.

Conte: “Tria? Fiducia massima, come in tutti i miei ministri”

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Conte: ” Tria? Fiducia massima, come in tutti i miei ministri”

Le polemiche sull’audio di Rocco Casalino “lasciano il tempo che trovano”, afferma il premier Giuseppe Conte. La manovra, invece, “non deve essere miracolosa, ma laicamente coraggiosa, utile al Paese. Coraggiosa più che miracolosa. Deve essere seria, razionale, ben costruita, ben impostata”. Queste le dichiarazioni che giungono da San Giovanni Rotondo, dove il premier è arrivato per le celebrazioni per Padre Pio.

Conte conferma piena fiducia al ministro dell’Economia: “Fiducia in Tria? “Massima fiducia, io ho fiducia in tutti i miei ministri, ho fiducia in tutti coloro che stanno lavorando alla manovra, non solo ministri ma a tutti i livelli. Poi per carità ho letto qualche polemica, ma lasciano il tempo che trovano” dice Conte.

“Le strutture burocratiche, le strutture amministrative sono a servizio delle iniziative che facciamo quindi c’è un dialogo serrato e tocca a noi indirizzarle, dare indicazioni politiche e sollecitare le risposte tecniche che sono funzionali per realizzare il nostro programma” spiega il premier.

“Siamo consapevoli, ovviamente – aggiunge il presidente del Consiglio – che bisogna intervenire per tagliare gli sprechi e le spese improduttive. Stiamo confezionando un prodotto che non solo dal punto di vista tecnico sarà ben valutato, confidiamo, ma soprattutto risponderà ai bisogni di cittadini”.

Progetto “Studio nazionale fertilità”: i primi risultati sulla salute riproduttiva

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In Italia il problema della denatalità non consente di fornire un ricambio generazionale e la fecondità tardiva riguarda sempre più frequentemente la nascita del primogenito.

A tal fine il Ministero della Salute, nell’ambito delle azioni centrali previste nel programma di attività del CCM per l’anno 2015, ha promosso il progetto Studio nazionale fertilità con l’obiettivo generale di raccogliere informazioni sulla salute sessuale e riproduttiva per orientare e sostenere la programmazione di interventi a sostegno della fertilità in Italia.

Il coordinamento dello studio è stato affidato all’Istituto Superiore di Sanità e hanno partecipato come unità operative: “Sapienza” Università di Roma, Ospedale Evangelico Internazionale di Genova, Università degli studi di Bologna. Il progetto è iniziato ad aprile 2016 e terminerà il 30 settembre 2018.

Sono state realizzate indagini rivolte sia alla popolazione potenzialmente fertile (adolescenti, studenti universitari e adulti in età fertile), sia ai professionisti sanitari (pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, ginecologi, andrologi, endocrinologi, urologi, ostetriche).

In occasione della 3° Giornata nazionale di informazione e formazione sulla salute riproduttiva, che si celebra il 22 settembre 2018, si anticipa una sintesi dei principali dati emersi dalle 5 indagini.

Indagine adolescenti

Questa indagine è stata condotta, in ambito scolastico, con il supporto delle Regioni e dei professionisti del SSN, su un campione, statisticamente rappresentativo, di 16.063 studenti prevalentemente di 16-17 anni. Ha coinvolto 941 classi terze di 482 scuole secondarie di secondo grado, distribuite su tutto il territorio nazionale. E’ stata registrata un’elevata rispondenza da parte dei ragazzi (80%).

  • Dalle risposte emerge un’errata percezione (sovrastima) da parte dei ragazzi e delle ragazze relativamente all’adeguatezza delle informazioni in loro possesso sulle tematiche della salute sessuale e riproduttiva che nella maggior parte dei casi (89% i maschi e 84% le femmine) cercano su internet
  • Si rilevano spazi di miglioramento nella conoscenza dei seguenti aspetti: fattori di rischio/protettivi per la riproduzione (età e stili di vita); alcune infezioni a trasmissione sessuale (IST) quali epatite virale, sifilide, gonorrea, papilloma virus e clamidia; metodi contraccettivi in grado di proteggere dalle IST
  • Rimangono poco conosciuti i consultori (situazione invariata rispetto a quanto rilevato dall’indagine ISS 2010). Anche il contatto con i medici specialisti è limitato
  • Circa 1 adolescente su 3 ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali completi (35% dei maschi e 28% delle femmine)
  • I metodi contraccettivi più conosciuti sono il preservativo (99%) e la pillola (96%)
  • Per quanto riguarda l’utilizzo dei metodi contraccettivi, rispetto a un’indagine fatta dall’ISS nel 2010, rimane stabile la percentuale di chi non usa alcun metodo (10%), mentre aumenta l’utilizzo del preservativo (77%) ma anche quello del coito interrotto (26%) e del calcolo dei giorni fertili (11%)
  • La famiglia è un luogo in cui difficilmente si affrontano argomenti quali “sviluppo sessuale e fisiologia della riproduzione”, “infezioni/malattie sessualmente trasmissibili” e “metodi contraccettivi” (solo il 10% parla in famiglia di questi argomenti in maniera approfondita)
  • Il 94% dei ragazzi ritiene che debba essere la scuola a garantire l’informazione sui temi della sessualità e riproduzione (ben il 60% di loro ritiene che questo dovrebbe iniziare dalla scuola secondaria di primo grado o anche prima, dato che conferma quanto già emerso nell’indagine ISS del 2010); tuttavia solo il 22% degli adolescenti vorrebbe ricevere queste informazioni dai propri docenti, mentre il 62% vorrebbe personale esperto esterno alla scuola
  • Emerge un gradiente Nord-Sud su alcuni aspetti indagati, soprattutto in relazione alle conoscenze. D’altra parte, la partecipazione a corsi/incontri sul tema della sessualità/riproduzione al Sud è pari al 33%, decisamente inferiore a quella nel Nord del Paese pari al 78% (aumenta il divario Nord-Sud rispetto al 2010)
  • Solo il 7% degli adolescenti pensa di non avere figli nel suo futuro, mentre quasi l’80% di loro indica come età giusta per diventare genitore prima dei 30 anni.

Indagine studenti universitari

Questa indagine è stata condotta su un campione di 13.973 studenti universitari dei 18 atenei coinvolti, attraverso adesione volontaria all’iniziativa pubblicata sul sito dell’ateneo, riscontrando una limitata adesione pari a un 5% di rispondenza. Il campione degli studenti che hanno partecipato registra un’età media di 22 anni ed è composto per il 70% di donne.

  • I dati emersi in merito al consumo di alcolici e di tabacco hanno mostrato un quadro in linea con quanto già rilevato da altri studi: 1 su 4 degli intervistati ha dichiarato di fumare, 2 su 3 consumano alcolici nel corso della settimana e più dell’80% è consapevole che questi comportamenti influenzano la fertilità, sia maschile che femminile
  • Sebbene molti dei partecipanti abbiano riferito di sentirsi adeguatamente informati in merito a tematiche di salute sessuale e riproduttiva, l’analisi dei questionari ha portato a concludere che si tratti frequentemente di una sovrastima da parte degli interessati della loro conoscenza, o talvolta, l’informazione che hanno è addirittura non corretta (come per gli adolescenti). La discrepanza fra le reali conoscenze e quelle percepite è stata osservata in quasi tutti gli ambiti del questionario
  • Più dell’80% dei rispondenti ha dichiarato di aver già avuto rapporti sessuali completi, con un’età media al primo rapporto tra i 17 e i 18 anni, sia per i maschi che per le femmine
  • Per quanto riguarda i comportamenti nell’ambito della sessualità, un’elevata percentuale di rispondenti (95%) ha dichiarato di usare metodi contraccettivi nei rapporti abituali: il preservativo (71%), la pillola e altri metodi ormonali (46%), coito interrotto (24%); tuttavia il 22% dichiara di aver avuto rapporti occasionali non protetti
  • L’età giusta per diventare genitori viene percepita tra i 26 e i 30 anni, ma sui tempi della fertilità maschile e femminile non c’è una corretta conoscenza, considerando tempi più lunghi rispetto a quelli biologici
  • La scuola ed incontri educativo-informativi sono percepiti come il miglior canale di diffusione ed informazione per tali tematiche, anche se il 90% hanno riferito di essersi informati autonomamente
  • Per quanto riguarda il contatto con i medici specialisti, mentre quasi il 75% delle studentesse ha fatto una visita ginecologica, solo 1 ragazzo su 4 è stato dall’andrologo; per quanto riguarda il consultorio familiare si sono rivolte a questo servizio il 34% delle studentesse intervistate, mentre è stato utilizzato solo dal 13% dei maschi.

Indagine adulti (Passi)

Questa indagine è stata condotta su un campione di 21.217 persone di età 18-49 anni, rappresentativo della popolazione residente in Italia, nell’ambito delle interviste telefoniche del sistema di sorveglianza PASSI coordinato dall’ISS, con il supporto delle Regioni e dei professionisti del SSN della rete PASSI, riscontrando una rispondenza dell’86%.

  • Le risposte mostrano che non c’è piena consapevolezza del ruolo giocato dall’età nella fertilità biologica femminile e ancor più nella capacità riproduttiva maschile. Infatti solo il 5% del campione è consapevole che le possibilità biologiche per una donna di avere figli iniziano a ridursi già dopo i 30 anni; una buona parte, 27%, pensa che questo accada intorno ai 40-44 anni
  • La consapevolezza che l’età giochi un ruolo importante anche per la fertilità biologica maschile sembra persino minore di quanto è emerso circa la fertilità femminile: nove persone su dieci (87%) forniscono una risposta assolutamente inadeguata (oltre i 45 anni) o non sanno dare alcuna indicazione
  • Per quanto riguarda la propensione alla procreazione, più della metà dei rispondenti (55%) dichiara di non essere intenzionato ad avere figli; anche considerando solo coloro che non hanno figli (né propri, naturali o adottivi, né del partner) questa quota, seppur più contenuta, non è trascurabile: quasi 1/3 delle persone senza figli (31%) dichiara di non volerne neppure in futuro
  • Le motivazioni per rinunciare o rinviare la nascita di un figlio, escludendo dalla stima le persone senza un partner o che riferiscono problemi di fertilità, sono legate principalmente a fattori economici e lavorativi e all’assenza di sostegno alle famiglie con figli (41%), seguiti da quelli collegati alla vita di coppia (26%) o alla sfera personale (19%); infine ci sono problemi di salute (17%) o legati alla gestione della famiglia (12%).

Indagini professionisti: pediatri di libera scelta e medici di medicina generale

Queste indagini sono state condotte con invito via email ai soci della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e della Federazione Italiana Medici di Famiglia (FMMG) e hanno riscontrato una limitata adesione: 706 pediatri (PLS), con tasso di rispondenza di 14,1%, e 759 Medici di Medicina Generale (MMG), pari a un 15,2% di rispondenza.

  • In generale si rileva un buon livello di conoscenza in ambito di salute riproduttiva tra i professionisti di base, tuttavia si evidenziano bisogni formativi su alcune aree e sulla relativa comunicazione agli assistiti. In particolare:
    • per i PLS: l’importanza di alcune vaccinazioni anche al fine di preservare la capacità procreativa; l’importanza dell’obesità e dell’eccessiva magrezza sulla fertilità; informazioni fornite agli adolescenti sui rischi delle infezioni/malattie sessualmente trasmissibili e sulla non efficacia dei contraccettivi orali per la protezione dalle infezioni sessualmente trasmissibili
    • per i MMG i bisogni formativi risultano principalmente su: prescrizione di acido folico a tutte le pazienti che manifestano desiderio di gravidanza; non raccolta, nell’anamnesi dell’età della menopausa della madre della paziente; informazioni ai giovani assistiti o ai loro genitori sulla vaccinazione per il virus HPV; percorsi per salvaguardare la fertilità di giovani assistite che devono sottoporsi a chemioterapia.
  • ulteriore criticità emersa nei due gruppi di professionisti è la percentuale di medici che ha partecipato ad eventi di aggiornamenti di salute riproduttiva: solo l’8% dei PLS ed il 20% dei MMG. La necessità di maggiori informazioni ed eventi formativi in materia di tutela della fertilità e di salute riproduttiva è stata chiaramente manifestata dai professionisti che hanno collaborato allo studio.

Indagini professionisti della salute riproduttiva: ginecologi, endocrinologi, andrologi, urologi, e personale ostetrico

Queste indagini sono state condotte con invito via email ai soci delle principali Società scientifiche e Federazioni di categoria, in ambito di salute riproduttiva, e hanno riscontrato una limitata adesione da parte dei professionisti. Hanno risposto al questionario: 376 ginecologi (11%), 113 endocrinologi (10%), 238 andrologi/urologi (23%) e 1.171 personale ostetrico (11%).

  • Per quanto riguarda le conoscenze e la pratica clinica, in generale, i professionisti hanno buone conoscenze (3 professionisti su 4 hanno risposto correttamente alle domande nella maggioranza dei casi)
  • Dalle risposte fornite tuttavia appaiono evidenti alcune aree su cui sarà necessario concentrare l’attività formativa:
    • anche in questo caso non è chiaro per tutti che l’età, anche quella maschile, è una componente fondamentale della capacità riproduttiva e che bisogna insistere su questo tema con i/le pazienti/coppie, quando c’è il tempo per intervenire;
    • è ancora non soddisfacente l’informazione erogata da parte degli operatori sui rischi delle patologie sessualmente trasmissibili, in particolare non se ne parla a sufficienza ai soggetti più esposti;
    • ancora non tutti hanno chiara la necessità di effettuare la profilassi preconcezionale con acido folico e la tempistica con cui eseguirla;
    • ancora si prescrivono ai maschi infertili terapie non del tutto appropriate in condizioni in cui le linee guida danno invece indicazioni chiare;
    • anche nel campo della fertilità femminile persistono ancora, seppure minoritarie, pratiche chirurgiche non più appropriate;
    • è generalizzato un infondato ottimismo sulle possibilità delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di risolvere sempre i casi di infertilità. Persiste, inoltre, la tendenza a consigliare la PMA a pazienti in cui è evidentemente inutile, generando aspettative che procureranno frustrazione alle coppie.

Salerno, il Governatore De Luca ferma un nigeriano ‘sospetto’, ma stava solo chiedendo l’elemosina

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Salerno, il Governatore De Luca ferma un nigeriano ‘sospetto’: ma stava solo chiedendo l’elemosina

Il governatore della regione Campania, Vincenzo De Luca, smette i panni istituzionali ed indossa la stella da ‘sceriffo’ della domenica, nella sua Salerno.
Dopo aver lamentato da giorni l’assalto di “bande di nigeriani che occupano il territorio”, il presidente della Campania è sceso in campo in prima persona e ha fermato un nigeriano ritenuto da lui sospetto.

Secondo quanto raccontato i giornali locali,l’ex sindaco di Salerno stava percorrendo via Quaranta, a bordo dell’auto di servizio, quando ha visto l’ immigrato 28 enne entrare in un supermercato. Ritenendo che il suo atteggiamento fosse sospetto ha fatto fermare la vettura, è sceso e lo ha raggiunto, chiedendogli cosa stesse facendo. Poi ha fatto chiamare i vigili urbani che hanno portato via l’uomo, privo di documenti, per ulteriori controlli.

L’ uomo, però, secondo quanto emerso, sarebbe incensurato, in attesa di permesso di soggiorno e ospite in un centro di accoglienza: in zona viene visto spesso chiedere l’elemosina.

De Luca era soprannominato “sindaco sceriffo” durante il suo incarico di primo cittadino a Salerno: in più occasioni, infatti, partecipò a operazioni della polizia municipale contro la prostituzione e la criminalità nelle strade.

Napoli, agguato all’alba in Piazza Trieste e Trento: 20enne ferito

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Napoli, agguato all’alba in Piazza Trieste e Trento: 20enne ferito da due sconosciuti in sella ad una moto

Due sparatorie nella stessa notte a Napoli. Dopo la lite a Ponticelli, un agguato in piena regola all’alba di oggi in Piazza Trieste e Trento: questa mattina, verso le 5, un 20enne che stava svoltando a piedi all’angolo con via Toledo, è stato avvicinato da sconosciuti in sella ad una moto, che lo hanno ferito con colpi d’arma da fuoco alla gamba. Il giovane, residente nel Mercato si è presentato al pronto soccorso del vecchio Pellegrini con una ferita alla gamba. Qui i medici dopo averlo medicato ed essersi assicurati che il proiettile non avesse colpito punti delicati, lo avrebbero dimesso con prognosi di 30 giorni.
Il 20enne, secondo quanto emerso, non avrebbe saputo o voluto fornire spiegazioni sull’accaduto.  Il giovane infatti affermato di essere stato ferito per motivi a lui sconosciuti. Nel corso del sopralluogo effettuato sul posto i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato un bossolo di semiautomatica calibro 9.
Avviate le indagini per verificare nel dettaglio il motivo e l’esatta dinamica dell’accaduto. Si spera che le immagini catturate dalle telecamere di videosorveglianza presenti in zona possano fornire elementi utili al fine dell’identificazione dei due autori del raid armato.

Torino-Napoli, la formazione ufficiale azzurra: mossa a sorpresa, gioca Luperto!

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La formazione ufficiale del Napoli targato Carlo Ancelotti

Tutto pronto all’Olimpico Grande Torino, dove il Napoli scenderà in campo per il lunch match contro i granata allenati dall’ex Mazzarri.

Questa la formazione ufficiale del Napoli

Napoli (4-4-2): Ospina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Luperto; Callejon, Rog, Hamsik, Verdi; Mertens, Insigne. A disposizione: Karnezis, D’Andrea, Maksimovic, Malcuit, Mario Rui, Fabian, Allan, Diawara, Zielinski, Milik

Napoli, spari nella notte a Ponticelli: un uomo ferito, due arresti

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Napoli, spari nella notte a Ponticelli: un uomo ferito, due arresti„

Raid nella notte a Ponticelli, quartiere della zona orientale di Napoli, dove gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato locale hanno arrestato N.A. e P.L.P (di 20 e 37 anni), in quanto ritenuti responsabili con un’altra persona in corso di identificazione del reato di rissa aggravata dall’uso di armi.
I poliziotti, durante la consueta attività di controllo del territorio, sono stati allertati dalla Sala Operativa per una segnalazione di una persona attinta da colpi di arma da fuoco in via Argine. Giunti sul posto gli agenti hanno notato un giovane che tratteneva una pistola tra le mani custodendola sotto la pancia, disteso a terra. La pistola, marca Beretta cal. 7,65 con caricatore contenente 6 cartucce, è stata consegnata e sequestrata dagli agenti, che hanno altresì rinvenuto un bossolo calibro 7,65. Gli agenti sarebbero poi venuti a conoscenza che presso un vicino nosocomio era giunta una persona ferita da colpi d’arma da fuoco. Gli stessi avrebbero accertato che il 37enne era a bordo della sua vettura insieme alla sua fidanzata, e, giunto in via Argine, era stato raggiunto da una moto con a bordo due giovani, con i quali aveva iniziato a litigare per futili motivi. Durante la lite è spuntata anche una pistola, il cui possesso non è ancora chiaro, dalla quale sarebbe partito un colpo che ha colpito il ragazzo alla coscia sinistra.  Il ferito, trasportato in ospedale, è stato successivamente dimesso con una prognosi di 15 gg. Sono in corso le indagini per accertare la responsabilità riguardo il porto e detenzione abusivo di arma clandestina.

Iniziata la verifica delle autocertificazioni vaccinali: trovati già 55 falsi

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I Carabinieri dei 38 NAS hanno iniziato, dal 4 settembre 2018, un monitoraggio in campo nazionale presso istituti scolastici ed educativi (selezionati tra asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e istituti comprensivi di tutte le province) finalizzato al riscontro – a campione – della veridicità delle certificazioni ed autocertificazioni di regolare adempimento degli obblighi vaccinali dei minori presentate dai genitori presso le segreterie degli istituti scolastici con i dati in possesso delle competenti ASL.

In tale ambito, dal 4 al 14 Settembre, sono stati effettuati accessi presso 1.493 istituti di tutto il territorio nazionale e verificate la presenza e la veridicità di oltre 55.700 tra autocertificazioni e certificazioni consegnate dai genitori all’iscrizione dei figli.

Controllo autocertificazioni per Regioni

Allo stato, sono stati riscontrati 55 episodi di acclarato falso documentale di autocertificazioni di regolarità della copertura vaccinale obbligatoria ai sensi della L. 119/2017, sottoscritte dai genitori, delle quali non è stato trovato riscontro documentale presso le ASL (o analoghe autorità sanitarie locali quali le ASSL, ATS, Aziende di Area Vasta, ASUI, ecc.) con deferimento degli stessi alle locali Procure della Repubblica.

La fattispecie di reato contestata è il falso ideologico commesso da privato in atto pubblico (violazione di cui all’art. 483 C.P.).

Tv Luna, Torino-Napoli: Luperto e Rog partono titolari

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Carlo Alvino prova ad anticipare la formazione del Napoli firmato Carlo Ancelotti

Manca poco più di un’ora al fischio di inizio del lunch match che vede scendere in campo il Napoli in trasferta contro il Torino. Carlo Alvino, tramite un tweet prova ad anticipare le scelte di Carlo Ancelotti. Per il giornalista di TV Luna gli azzurri scenderanno così in campo: “Ospina Hysaj Albiol Koulibaly Luperto Callejon Rog Hamsik Verdi insigne Mertens”

Casalino contro il Mef, il Ministro Tria difende i suoi dipendenti: “A lavoro per il programma”

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Casalino contro il Mef, il Ministro Tria difende i suoi dipendenti: “A lavoro per il programma”

O ci trovano quei 10 miliardi o nel 2019 ci dedicheremo a farli fuori“. Questo il contenuto dell’audio choc del portavoce della Presidenza del Consiglio, Rocco Casalino. Un audio ruvido nel quale Casalino punta il dito contro i tecnici del Tesoro, “assolvendo” il ministro Giovanni Tria dalla “colpa” dell’eccessiva prudenza. Parole dalle quali prima Di Battista e poi Di Maio non si sono discostati, innescando l’ira di Tria che ha difeso i propri tecnici dalle accuse di Casalino, sottolineando che i dipendenti del Mef “sono a lavoro per il programma”.
E mentre il premier Giuseppe Conte blinda Casalino, dalla Lega, sul portavoce di Palazzo Chigi, arriva solo una ventata di gelo. L’audio del portavoce del governo – pubblicato da La Repubblica e da Il Giornale – arroventa ancora più il clima attorno alla manovra.
C’è chi rema contro, ovvero una parte della burocrazia dei ministeri. Il sistema negli ultimi 20 anni, ha piazzato nei gangli fondamentali dello stato dei servitori dei partiti e non dello Stato“, attacca Di Maio. Dallo stesso Tesoro si entra nel merito dello scontro: “le coperture e l’attribuzione delle risorse non spetta alle strutture tecniche ma sono una scelta politica“.
La Lega sminuisce la vicenda: “Non mi appassionano gli audio rubati”, commenta Matteo Salvini.
“Le parole di Casalino sono inaudite, Conte lo licenzi“, sottolinea infatti il segretario Dem Maurizio Martina mentre il presidente del Parlamento Ue, Antonio Tajani, non usa mezzi termini: “le purghe del M5S ricordano Stalin, la Lega li fermi“. La controffensiva di Casalino arriva invece nel primo pomeriggio. “La mia era una conversazione privata, la sua pubblicazione viola il principio costituzionale della tutela alla riservatezza“, attacca il portavoce del governo frenando, allo stesso tempo, sulla sua invettiva anti-tecnici: “Ho usato termini certamente coloriti ma non c’è nessun proposito da perseguire in concreto“.

Di Battista, se tecnici Mef ostacolano vanno cacciati – “Siamo onesti, Casalino ha sbagliato. Non si mandano audio del genere in privato ai giornalisti. Certe cose vanno dette pubblicamente e con orgoglio! Le persone ci hanno votato proprio per questo. Se i tecnici nei Ministeri ci mettono i bastoni tra le ruote prendendosi poteri che non gli competono vanno cacciati all’istante. Semplice. O trovano i soldi per il reddito di cittadinanza (come li hanno trovati per le banche) o si trovano un altro lavoro.” Così in un post su facebook Alessandro Di Battista.

Lavorare ed essere ugualmente poveri: una realtà in continua crescita

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Lavorare ed essere ugualmente poveri: una realtà in continua crescita

Lavorare ma continuare a essere poveri ugualmente. Una realtà che in Italia è in continua crescita. Secondo la banca dati della Commissione europea è possibile lavorare ed essere poveri allo stesso tempo. Lo studio ha censito i lavoratori con retribuzioni così basse da essere collocati tra i poveri.

Uno studio statistico che prende in considerazione tutti coloro che sono stati assunti con stipendi da fame o con orari di lavoro ridottissimi.

L’Italia, tra i Paesi di cui sono disponibili i dati per il 2017, è in quarta posizione per lavoratori poveri. Ci superano soltanto la Romania (col 17,4% di poveri tra gli adulti over 18 occupati), la Spagna, col 13,1%, e la Grecia a quota 12,9%. Ma a differenza di questi Paesi l’Italia è l’unica nazione europea in cui la percentuale è in crescita costante da anni: nel 2016 eravamo all’11,7%, mezzo punto sotto il dato del 2017, pari al 12,2%. Nel 2008, quando in Italia si sentirono gli effetti della crisi economico-finanziaria esplosa negli Stati Uniti, spiegano dalla Commissione europea, la quota di lavoratori italiani che dovevano fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese ammontava al 9 per cento. E la “disastrata” Grecia ci superava di cinque punti abbondanti, come riporta Repubblica.

Per Eurostat i lavoratori a rischio di povertà sono quegli operai e impiegati (per esempio i lavoratori a progetto o quelli dei call center) con “un reddito disponibile equivalente al di sotto della soglia del rischio di povertà, che è fissata al 60% del reddito disponibile equivalente medio nazionale”, spiegano da Bruxelles.

Rapporto sulla criminalità organizzata: in Toscana il quarto ambiente mafioso d’Italia

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Rapporto sulla criminalità organizzata: in Toscana il quarto ambiente mafioso d’Italia

C’è un “mondo di mezzo” anche in Toscana. E il fenomeno, stando ai numeri, sarebbe anche più radicato che a Roma, dove di recente è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa al sistema di corruzione messo su da Carminati e soci (Mafia Capitale). Così radicata che sarebbe arrivata a costituire dei “veri e propri comitati di affari” con i colletti bianchi. Questo quanto emerge dal secondo Rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione presentato venerdì e curato dalla Scuola Normale di Pisa su commissione della Regione Toscana.
Escludendo SiciliaCampania e Calabria, secondo le statistiche ufficiali negli ultimi tre anni la Toscana è la prima regione in Italia per numero di arresti e denunce con l’aggravante del metodo mafioso e per questo “si conferma un contesto economico favorevole, oltre che vantaggioso, per gli investimenti criminali”.
Un quadro desolante riguardo ad una delle Regioni più ricche d’Italia che fino a pochi anni fa si credeva immune da qualunque tipo di infiltrazione mafiosa e che oggi fa gridare l’allarme al Presidente della Regione Enrico Rossi: “Non siamo come la Calabria ma non si può coltivare l’idea di una Toscana felix – ha detto venerdì – dobbiamo invece essere preoccupati, prenderne consapevolezza, reagire”.
Se negli ultimi sedici anni, in Toscana il numero di condanne in via definitiva per il reato di associazione di stampo mafioso rimane piuttosto limitato (14) e in linea con le altre regioni d’Italia a non tradizionale presenza mafiosa, il dato più preoccupante è quello relativo alle denunce e agli arresti con l’aggravante mafiosa che negli ultimi tre anni hanno fatto diventare la Toscana come la Regione d’Italia più colpita dalle inchieste della magistratura, dopo SiciliaCampania e Calabria223 persone che “attraverso le proprie condotte illecite hanno avuto quale finalità il favoreggiamento di organizzazioni criminali di stampo mafioso, e/o abbiano utilizzato un modus operandi mafioso nel realizzarle” (sono 166 nel Lazio, 101 in Lombardia e 43 in Piemonte).

Napoli, petizione per chiedere l’allontanamento dei minori dalle famiglie dei camorristi

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Napoli, petizione per chiedere l’allontanamento dei minori dalle famiglie dei camorristi

Togliere la potestà genitoriale ai camorristi? Questa la proposta che già da tempo ha iniziato a circolare a Napoli, con i Verdi convinti che possa rappresentare una soluzione a lungo termine al “ricambio generazionale” che spesso avviene negli ambienti della criminalità organizzata della città partenopea. Una proposta che, però, ha incontrato diverse resistenze data la delicatezza dell’argomento.
Sul tema della sottrazione della potestà genitoriale ai camorristi si sta aprendo un forte dibattito in città tra chi, come noi, vuole sconfiggere la camorra sottraendogli linfa vitale e possibilità di rigenerarsi, e chi vuole invece mantenere lo status quo per non perdere legittimi guadagni professionali.” Queste le parole del consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli che da tempo chiede interventi affinchè i ragazzi che vivono in ambienti camorristi possano avere la possibilità di vivere lontano dalla criminalià.
“Ci riferiamo a quel mondo di avvocati, mediatori familiari, centri di recupero, che non hanno alcun interesse a vedersi ridurre i “potenziali clienti”.
Sottolinea Borrelli.
“Noi non possiamo 
essere d’accordo con questa tesi che, seppur legittima, si basa sulla prosecuzione all’infinito della piaga della camorra in città.”
Invitiamo tutti i cittadini a partecipare al dibattito che si terrà lunedì 24 alle ore 18.30 nel corso dell’Assemblea regionale dei Giovani Verdi in via Sacchini al Vomero. Ne discuteremo con Maria Luisa Iavarone, la mamma di Arturo, e con don Aniello Manganiello. Due persone che lottano faccia a faccia contro le baby gang così come facciamo noi. Sarà l’occasione per quanti non l’abbiano ancora fatto, per sottoscrivere la petizione a sostegno della proposta di legge per l’allontanamento dei minori dalle famiglie dei camorristi” conclude il consigliere regionale.