Il giornalista Alfredo Pedullà, tramite l’emittente televisiva SportItalia, ha parlato dell’affare che il Napoli starebbe per concludere con il Boca Juniors per portare in azzurro Augustin Ezequiel Almendra.
Ecco le sue parole: “Siamo lontani rispetto ai 20 milioni emersi da qualche fonte e anche dai 15 che sarebbero stati offerti dal club di De Laurentiis. L’investimento dovrebbe partire da una base di 7-8 milioni più un paio di bonus, quindi una somma nettamente inferiore rispetto a quanto era stato attribuito al Napoli. Ribadiamo il concetto: sono sempre soldi veri per un classe 2000, nel caso specifico Almendra, ma si arriva alla doppia cifra con i bonus. In ogni caso è questo il tipo di discorso impostato dal Napoli con il Boca e che è servito, non è poco, a spiazzare la concorrenza”.
Ennesimo atto vandalico nel centro storico di Pozzuoli. Nella notte ignoti hanno distrutto il pupazzo delle luminarie raffigurante un pinguino.
Decapitata la testa, rotta la pancia e il piede destro. Il pupazzo si trova in piazza Italo Balbo. Sul fatto indaga la polizia municipale che cercherà tramite le videocamere del sistema di video sorveglianza di risalire agli autori. L’atto vandalico di stanotte segue i due sabotaggi al sistema di filodiffusione della musica di Natale del centro e a quello del Babbo Natale capovolto della scorsa settimana.
L’intervento all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona
Asportato un tumore del peso di 15 chili durante una gravidanza a termine, all’azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Protagonisti sono stati i medici del reparto di “Gravidanza a rischio” del presidio di via San Leonardo, Mario Polichetti e Raffaele Petta, che con le rispettive équipe sono intervenuti sulla paziente D.P.B., casalinga 38enne di Salerno, che presentava un’enorme massa tumorale del diametro di circa 35 centimetri con un peso di 15 chili.
La massa non aveva complicato in modo grave la gestazione, giunta alla 37esima settimana, ma aveva solo provocato sintomi da compressione addominale. In sala operatoria tutto è andato per il meglio anche grazie al dottore Joseph Allegro, l’anestesista Miriam Giudice e le ostetriche Luciana Verlezza e Angela Lombardi. Così è venuto al mondo un bimbo del peso di oltre 3 chilogrammi, lungo 50 centimetri che è stato poi affidato alle cure della dottoressa Tina Santulli.
L’uomo era risultato irreperibile nel blitz del 21 dicembre scorso
I militari della compagnia Centro hanno dato esecuzione alla misura cautelare del divieto di dimora in Campania emessa dal gip a carico di un 31enne di Napoli risultato irreperibile nel corso del blitz che il 21 dicembre aveva portato all’esecuzione della stessa misura cautelare a carico di altre sette persone.
Tutti sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni nell’ambito di una inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli su un gruppo di parcheggiatori abusivi operante nella zona di via Sedile di Porto, una parallela del corso Umberto, nel centro storico della città, iniziata a seguito della denuncia di una donna che giunta a bordo del proprio autoveicolo era stata avvicinata da uno degli indagati che aveva tentato di farsi consegnare del denaro.
Le successive attività tecniche realizzate anche attraverso l’installazione sulla strada di un sistema di videosorveglianza nascosto hanno consentito di accertare l’esistenza della banda.
Attraverso l’occupazione di spazi vuoti e la loro interdizione con bidoni dell’immondizia, sedie e autovetture, gli indagati si garantivano un controllo capillare dei parcheggi di quella parte del centro imponendo agli utenti della strada il pagamento di denaro con «tariffe» che variavano a seconda della durata della sosta e degli eventi in corso nelle strade limitrofe. I video investigativi dei militari dell’Arma li riprendono mentre sostano in gruppo, spostano bidoni o loro auto per occupare o liberare parcheggi, prendono denaro, posano o prendono i soldi derivanti dall’attività illecita dal buco in un muro adiacente.
Sulla base degli elementi raccolti, il gip riconduce agli indagati 27 estorsioni riscontrate anche grazie alle dichiarazioni delle vittime che hanno descritto modalità vessatorie e un clima di intimidazione nei loro confronti.
Rapina una farmacia e per la fuga copre la targa dell’auto. È successo a Mugnano, in provincia di Napoli, dove un 34enne è stato sottoposto a fermo dai carabinieri. I militari lo ritengono responsabile della rapina a una farmacia del luogo, consumata insieme a un complice in via d’individuazione.
Con il volto parzialmente coperto e armato di pistola il 34enne ha fatto irruzione insieme al complice nella farmacia e si era fatto consegnare la somma contante di 350 euro.
Quando i carabinieri hanno trovato l’auto utilizzata per la fuga, questa aveva ancora la targa parzialmente coperta con nastro adesivo. Pita la casa del 34enne, i carabinieri hanno trovato e sequestrato una pistola giocattolo privata del tappo rosso e gli indumenti usati nel corso della rapina. Il suo fermo è stato convalidato dal giudice.
Sono due i confronti in terra pugliese tra Virtus Francavilla e Juve Stabia entrambi terminati col risultato di parità
Virtus Francavilla e Juve Stabia, si sono affrontate in gare di campionato due volte in casa dei pugliesi, ed in entrambe le gare il risultato è stato di parità. Questi i dettagli dei due precedenti:
– 2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro – girone ‘ C ‘
15 aprile 2017 – 16° giornata di ritorno: VIRTUS FRANCAVILLA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Armando Rinaldi di Tivoli) Nzola (VF) e Francesco RIPA (JS).
– 2017 / 2018 – Campionato Nazionale di Serie C – girone ‘ C ‘
25 marzo 2018 – 13° giornata di ritorno: VIRTUS FRANCAVILLA – JUVE STABIA 0 – 0 (arbitro Giampaolo Mantelli di Brescia) la gara, disputata sul campo neutro di Brindisi, fu sospesa per impraticabilità del terreno di gioco dopo otto minuti del secondo tempo, i restanti trentasette minuti, furono recuperati il 18 aprile.
Nella notte di Natale, mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ribadisce che lo ‘shutdown’ (ovvero la parziale chiusura del governo federale) non sarà revocato fino a quando non verranno assicurati i fondi per la costruzione del muro al confine con il Messico, c’è stata una nuova tragedia dell’immigrazione al confine tra Usa e Messico: un bambino guatemalteco è morto mentre era in custodia Usa. E’ la seconda vittima guatemalteca in pochi giorni, dopo la morte di una bambina di 7 anni, la piccola Jackelin, morta nel giorno dell’Immacolata.
Stando alla Cnn, Trump, dopo una chiamata con i militari Usa per gli auguri di Natale, ha dichiarato che si recherà alla frontiera a gennaio per una visita presso una nuova parte della barriera in costruzione e, per quanto riguarda il suo ricatto sullo ‘shutdown’ ha dichiarato:
“Non so quando il governo riaprirà. Ma posso dirvi che non riaprirà fino a quando non avremo un muro, una recinzione, come vogliano chiamarla”.
Napoli, si sono dati appuntamento in città il 27 dicembre, per poi partire verso Roma. Questa l’intenzione degli autisti Ncc che hanno deciso di recarsi nella Capitale per protestare contro il governo e contro una legge assurda ed incomprensibile. A loro si affiancheranno quelli della Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata. Ma arriveranno a Roma anche tutti gli autisti delle altre regioni italiane.
L’Associazione Campana Noleggio con Conducente preso atto del decreto legge N. 22/2018 di modifica della legge quadro dei servizi pubblici non di linea e la manifesta volontà del governo di non abrogare l’art. 29/1 quater della legge n.14 del 27 febbraio 2009, conferma la partecipazione alla manifestazione di protesta indetta da tutte le associazioni di categoria per domani 27 dicembre. Così ha commentato l’Associazione:
«Con l’entrata in vigore del art. 29/1 quater, contestualmente al D.L. 22/2018, si determinerà una burocratizzazione eccessiva dell’attività, sproporzionata, oltre che inutile e illogica, ai fini del raggiungimento dello scopo prefissato dal governo. Ritornare nel proprio garage a ogni corsa non solo è fuori ogni sano criterio economico, si aumenta traffico e inquinamento, e non si capisce perché si voglia far entrare in vigore questo provvedimento assurdo e incomprensibile».
Sorrento, continua la tradizionale caccia al tesoro, cominciata a mezzanotte e che quest’anno vedrà coinvolte sette squadre per un totale di ben 1.036 concorrenti. I partecipanti dovranno cimentarsi nella risoluzione di difficili enigmi studiati appositamente dal Comitato organizzatore. Il tema della caccia al tesoro, per quest’anno, e la storia, infatti il titolo scelto per l’evento è “Una caccia storica” che permetterà ai concorrenti di riscoprire vecchie tradizioni, ed usi e costumi della vecchia Sorrento.
Le sette squadre che si contendono la vittoria sono: Corsari Neri, N3w Team, Hic sunt Leones, Sfaccimmielli, Skuato boys, Membri e Bastardi senza gloria, quest’ultimi i detentori del Forziere per l’edizione 2017, strappato ai Membri, vincitori di sei edizioni.
La Caccia al Tesoro terminerà la sera del 27 dicembre. La premiazione dei vincitori è prevista per il prossimo 5 gennaio presso il Fauno notte club.
Le ultime sul Napoli in vista della sfida contro l’Inter
In questa stagione, Carlo Ancelotti li ha cambiati tutti. E anche questa sera, come riportato dal sito gianlucadimarzio.com, il tecnico partenopeo cambierà gli undici contro l’Inter. Il modulo è sempre quello, il 4-4-2, con un cambio potenziale a partire dalla porta.
Non dovrebbe giocare Meret, nonostante la buona prova contro la sua ex Spal. Ospina è il candidato a partire titolare nel big match di questa sera. In difesa Maksimovic favorito su Hysaj e Malcuit sulla destra, mentre sulla sinistra dovrebbe giocare Ghoulam. Al centro intoccabili, Albiol e Koulibaly.
A centrocampo torna Allan, che giocherà con Hamsik, Callejon a destra, e a sinistra ballottaggio aperto tra Ruiz e Zielinski con il primo favorito. Così come favorito è Milik su Mertens per un posto al fianco di Insigne.
Probabile Formazione Napoli (4-4-2) Ospina; Maksimovic, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Callejon, Hamsik, Allan, Ruiz; Milik, Insigne.
All. Ancelotti
Meta, nella giornata di ieri, a causa delle forti raffiche di vento, un ciclista originario di Sant’Agnello, è stato coinvolto in un incidente. Sembrerebbe che l’uomo, mentre si trovava alla guida della sua bicicletta, ne ha perso improvvisamente il controllo a causa di una busta di plastica che si è incastrata in una delle ruote bloccandola.
L’uomo è di conseguenza, caduto dalla bici, e per lo schianto forte, ha riportato alcune contusioni e qualche frattura. L’allertato subito il 118, l’uomo è stato trasportato presso l’Ospedale di Sorrento dove, dopo essere stato sottoposto ai primi accertamenti, è stato ricoverato per le cure del caso. (Positanonews)
#migranti UPDATE 13:44 #SEAWATCH IN SAR ZONE MALTA, prua a nord con 33 salvati a bordo, è uscita dal confine della SAR zone Libia. In cerca dell’Europa con un appello al governo tedesco, perché venga assicurato un Place Of Safety ai salvati in mare in fuga dall’inferno libico.
Dopo Salvini, anche altri stati europei, richiesti di accogliere almeno una parte dei naufraghi ancora in alto mare, malgrado le disponibilità offerte da numerosi enti locali, hanno respinto qualsiasi possibilità di trattativa. Ormai l’Unione Europea è dilaniata da una accesa competizione elettorale, in vista del probabile successo, alla prossima scadenza elettorale, di quelle forze che del razzismo e della xenofobia hanno fatto le loro bandiere. Il richiamo agli interessi nazionali, addirittura alla “difesa dei confini nazionali”, secondo qualcuno, non può giustificare però la violazione reiterata del diritto internazionale, soprattutto di quelle norme che sono poste a presidio della vita umana e della libertà della persona, e che dunque risultano inderogabili, se si vuole rimanere all’interno di uno stato di diritto e nel rispetto delle Costituzioni nazionali, e della stessa Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che quei valori assoluti garantiscono.
Anche l’OIM (Organizzazione internazionale delle migrazioni, agenzia delle Nazioni Unite) denuncia le politiche di quegli stati che, per contrastare gli arrivi delegano alla guardia costiera “libica” il compito di intercettare in mare le persone che sono riuscite a fuggire a caro prezzo dall’inferno dei centri di detenzione, senza alcuna distinzione possibile ( anche per le Nazioni Unite) tra i cosiddetti centri governativi e quelli gestiti direttamente dalle milizie che si contendono il territorio. Milizie che spesso entrano nei cd. centri governativi e sequestrano quei migranti che appaiono nelle condizioni di potere far pagare ai parenti un prezzo più alto per il loro riscatto. Di fatto gli accordi con la Libia, e soprattutto con la Guardia costiera libica, stanno consentendo la proliferazione di veri e propri sequestri di persona.
Salvini rilancia a Natale lo schema del ricatto che ha già ampiamente utilizzato durante tutta l’estate, soprattutto durante il caso Diciotti, affermando che l’Italia avrebbe già fatto la sua parte, accogliendo centinaia di migliaia di migranti negli ultimi anni, e che non ci saranno possibilità di sbarco nel nostro paese fino a quando gli altri paesi europei non accetteranno di assumersi le loro responsabilità e dunque di accogliere le persone che si continuano a soccorrere sulla rotta del Mediterraneo centrale. Ma l’adempimento degli obblighi internazionali di salvaguardia della vita umana in mare non può diventare merce di scambio per modificare le politiche dell’Unione Europea. Qualunque trattativa per la distribuzione, pure auspicabile, di naufraghi tra diversi paesi europei può avvenire soltanto quando le persone hanno raggiunto un porto di sbarco sicuro, perché la nave soccorritrice va considerata in base al diritto internazionale come un luogo sicuro “transitorio”, e la permanenza a bordo di persone già duramente provate non può diventare arma di ricatto tra gli stati.
La posizione di chiusura del ministro dell’interno, imposta all’intero governo, alimenta un coro di giornalisti “di servizio” ed odiatori seriali che sui social continuano a diffamare le ONG ed a far credere che gli operatori umanitari siano collusi con i trafficanti. Con quei trafficanti che invece prosperano sulla chiusura delle frontiere e sugli aiuti forniti dall’Unione Europea e dall’Italia alle milizie perché arrestino le partenze dalla Libia. Prosegue implacabile anche nei giorni di Natale la campagna di criminalizzazione della solidarietà, fino all’irrisione di chi compie un piccolo gesto di umanità, ieri le unghie colorate di Josepha, oggi i festeggiamenti natalizi a bordo delle navi soccorritrici.
In base al decreto ministeriale del 14 luglio 2003, In G.U. n. 220 del 22 settembre 2003, emanato in attuazione della legge Bossi-Fini (n.189 del 2002), le attività di soccorso sono coordinate dal Corpo delle Capitanerie di Porto (Guardia costiera), che va inquadrato nel Ministero delle infrastrutture. Non è dunque Salvini che può disporre la chiusura dei porti, soprattutto in assenza di un qualsiasi provvedimento scritto e motivato.
SAR Italiana e Maltese SOVRAPPOSTE
La centrale operativa della Guardia costiera italiana (IMRCC)si rivolge al ministero dell’interno solo per la indicazione di un POS ( porto sicuro di sbarco). Come si dirà meglio più avanti, la zona SAR maltese e quella italiana risultano parzialmente sovrapposte, fino a “coprire” parte della “zona contigua” a sud di Lampedusa. In ogni caso però, come le autorità maltesi, anche le autorità italiane, nella propria zona contigua, fino a 24 miglia dalla costa, sono tenute ad una continua attività di sorveglianza coordinata a lungo raggio a mezzo velivoli di pattugliamento marittimo della Marina Militare e di aeromobili della Guardia di Finanza e del Corpo delle Capitanerie di Porto. Quando durante questa attività venga dichiarato un evento SAR, per una situazione di pericolo imminente (distress) accertata o riferita in una chiamata di soccorso, in base alle convenzioni internazionali, e potremmo aggiungere il nostro codice della navigazione, scatta l’obbligo immediato di intervento per la salvaguardia della vita umana in mare, con la doverosa indicazione di un porto di sbarco in modo che le operazioni di soccorso si possano concludere nel tempo più breve possibile. Porto di sbarco sicuro che non può trovarsi in Libia, come si è verificato invece lo scorso luglio, dopo il salvataggio effettuato dal rimorchiatore italiano Asso 28, nei pressi delle piattaforme petrolifere offshore dell’ ENI denominate Bouri Field.
Se una imbarcazione privata che si trova in acque internazionali soccorre migranti, persone che non possono essere riconsegnate ad autorità di un paese, come la Libia, che non ne garantisce la sicurezza, e persino la vita, sono le autorità marittime e militari che coordinano i soccorsi nelle zone confinanti alla pretesa “zona SAR libica” che devono fornire assistenza ed indicare tempestivamente un porto di sbarco sicuro. Sono le Convenzioni internazionali che indicano i requisiti per la individuazione di un porto di sbarco sicuro. Sono le Nazioni Unite, dopo la magistratura giudicante italiana che (a differenza di qualche procura) ci dicono che la Libia, nelle sue diverse articolazioni territoriali, politiche e militari, non offre porti sicuri di sbarco.
Quanto sta succedendo, con la ratifica di un diritto del ministro Salvini di non indicare un porto sicuro di sbarco, per condizionare le scelte europee in ordine all’accoglienza dei migranti, è anche conseguenza diretta della richiesta di archiviazione del procedimento penale intentato dalla procura di Agrigento contro il ministro dell’interno, dopo il caso Diciotti. Un procedimento del quale non si è fatto conoscere ancora l’esito finale, ma che ha legittimato la politica di “chiusura dei porti” ancora priva di qualsiasi base legale, al di fuori di provvedimenti scritti e motivati, basati su disposizioni di legge e non su scelte arbitrarie del ministero dell’interno. Affermare che la scelta di chiudere i porti è una “scelta politica” del ministro dell’interno, “non sindacabile dal giudice penale per la separazione dei poteri, di chiedere in sede Europea la distribuzione dei migranti in un caso in cui secondo la convenzione Sar sarebbe toccato a Malta indicare il porto sicuro”, equivale a stracciare l’art.117 della Costituzione che impone a tutti, compresi i ministri, il rispetto delle Convenzioni internazionali di diritto del mare ratificate dall’Italia (SAR, UNCLOS e SOLAS) . Non sono le ONG colpevoli di violenza privata nei confronti del ministro dell’interno, ma il ministro dell’interno che deve fornire una base legale alla sistematica omissione che gli va attribuita nella indicazione di un porto di sbarco sicuro. Se non ci fosse la clava di alcune procure, le scelte non scritte di “chiusura dei porti” sarebbero contrastate già a livello istituzionale da parte degli organi dello stato preposti al soccorso in mare, e le navi umanitarie potrebbero continuare a svolgere, come in passato, la loro attività di soccorso, sotto il coordinamento della Centrale operativa della guardia costiera.
Il contenzioso tra Italia e Malta sulla confinazione delle rispettive zone SAR è ormai risalente, ne sono derivate anche stragi ancora all’attenzione della magistratura, e non può diventare ulteriore ragione di ritardo nella indicazione di un porto di sbarco, o di criminalizzazione dei soccorritori. Il nuovo sovranismo italiano non può tradursi in un esonero totale dell’esecutivo dalla responsabilità giudiziaria, penale, civile, ed amministrativa, oltre che internazionale, per gli atti di chiusura dei porti che, un singolo ministro, seppure senza provvedimenti formali e motivati, pone in essere. La magistratura inquirente non può continuare a considerare inesistente la situazione di gravissimi abusi che subiscono tutti i migranti riportati in Libia sopo essere stati intercettati/soccorsi in acque internazionali. Abusi che diversi collegi giudicanti invece accertano, stabilendo pene severissime per i carcerieri/trafficanti che riescono ad arrestare solo dopo il loro arrivo in Italia, magari confusi tra i naufraghi.
La Centrale nazionale di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera di Roma (Imrcc) dunque, ricevuta la segnalazione di un’emergenza in atto al di fuori della propria area di competenza Sar, in acque internazionali, “deve avviare le prime azioni e assumere il coordinamento delle operazioni di soccorso notiziando l’autorità Sar competente”, cioè quella in grado di fornire migliore assistenza ai fini dell’assunzione del coordinamento. Nel caso in cui questa “non risponda o non sia disponibile”, l’Imrcc coordina le operazioni fino al loro termine ed individua, di concerto con il Viminale, ed in qualità di autorità coordinatrice, il luogo sicuro per l’approdo e lo sbarco dei naufraghi.
L’Imrcc, quale prima autorità che ha ricevuto la richiesta di soccorso, coordina le operazioni fino al loro termine, cioè fino allo sbarco dei naufraghi nel “luogo sicuro”. Nel caso in cui, invece, durante il coordinamento delle operazioni da parte dell’Imrcc, l’autorità Sar competente per la zona di mare interessata o altra autorità Sar in grado di fornire la migliore assistenza intervenga e dichiari di assumere la responsabilità delle operazioni di soccorso, sarà quest’ultima ad assumerne il coordinamento. Ma è notorio che in diverse occasioni di soccorso verificatesi nella vastissima SAR maltese, le autorità di La Valletta hanno respinto qualsiasi richiesta di intervento, nell’ultimo caso della Open Arms hanno persino rifiutato qualsiasi rifornimento di cibo, accettando soltanto una evacuazione medica di una madre con il bimbo appena partorito (MEDEVAC). Come hanno consentito le autorità italiane con l’evacuazione di una sola persona, un ragazzino somalo di 14 anni, già torturato in Libia, che è stato sbarcato nell’isola di Lampedusa. Per tutti gli altri migranti a bordo della Sea Watch e della Open Arms, divieto assoluto di sbarco, sia a Malta che in Italia, malgrado la temporanea assunzione delle responsabilità di coordinamento dei soccorsi. da parte delle corrispondenti autorità nazionali.
L’obbligo di prestare soccorso dettato dalla Convenzione internazionale di Amburgo (UNCLOS) non si esaurisce comunque nell’atto di salvare i naufraghi, ma comporta anche l’obbligo di sbarcarli in un luogo sicuro. Per luogo sicuro si intende un luogo in cui sia assicurata la “sicurezza” – intesa come protezione fisica – delle persone soccorse in mare. Per l’Italia, il “luogo sicuro di sbarco” viene individuato dall’autorità Sar in stretto coordinamento con il ministero degli Interni.
Le Convenzioni Solas e Sar, nonché la risoluzione Msc 167/78 del Comitato di sicurezza marittima dell’Imo (Msc 78/26, add. 2, allegato 34), stabiliscono che il soccorso finisce con l’assegnazione di un Place of safety (Pos) di sbarco da parte dell’autorità di Coordinamento (Mrcc).
In particolare, secondo il paragrafo 6.12 (Msc 78/26, add. 2, allegato 34) Il luogo sicuro, di cui all’allegato della convenzione Sar del 1979, paragrafo 1.3.2, è la posizione in cui le operazioni sono terminate. È anche un luogo dove la sicurezza della vita dei sopravvissuti non è più minacciata e dove i loro bisogni umani fondamentali possono essere soddisfatti.
(…)In base al successivo punto 6.13 una nave di assistenza non dovrebbe essere considerata un luogo sicuro, basato esclusivamente sul fatto che i sopravvissuti non sono più in pericolo immediato una volta a bordo della nave. Una nave soccorritrice non può disporre di attrezzature adeguate a sostenere persone e per sostenere altre persone a bordo senza mettere in pericolo la propria sicurezza o per curare adeguatamente i sopravvissuti.
(…)Si sottolinea infine, al paragrafo 6.17 la necessità di evitare lo sbarco in territori dove le vite e le libertà di coloro che accusano un fondato timore di persecuzione sarebbe minacciata e una considerazione nel caso di richiedenti asilo e rifugiati recuperati in mare». Ma questo obbligo discende direttamente dall’art. 33 della Convenzione di Ginevra, che nessun governo può ignorare.
Come osservava Carlo Bonini su Repubblica,” Dopo la richiesta di archiviazione della procura di Catania, Il leader della Lega gongola: da domani, in nome dell’insindacabilità dell’agire politico, altre norme del codice penale potranno essere serenamente violate “. Dunque,“aveva visto lungo il ministro dell’Interno Matteo Salvini quando dispose, in agosto, che la nave Diciotti facesse rotta verso Catania con il suo carico di migranti da usare come arma di ricatto al tavolo dell’Europa. Era quello il vero “porto sicuro” dove, in nome della ragion di Stato, poter consumare insieme la violazione della legge penale e di un diritto fondamentale come la richiesta di asilo”.
Chiediamo una verifica dell’adempimento dei doveri di soccorso sanciti a carico delle autorità italiane e degli assetti militari europei dai Regolamenti Frontex n.656 del 2014 e 1624 del 2016 ( adesso Guardia costiera europea).
Capri Anna Mazzola, nuotatrice e campionessa nata e vissuta a Marina Grande, si è spenta all’età di 91 anni. La donna nel 1957 si aggiudicò il titolo di campione del mondo, arrivando prima nella Capri Napoli, una delle gare di gran fondo più difficili e frequentate dai nuotatori provenienti da tutto il mondo.
la campionessa, dopo la vittoria del ’57, si dedicò alla formazione sportiva dei giovani nuotatori isolani e partecipò a gare prestigiose non solo nelle acque del golfo, ma anche in Canada, nel lago di Ohrid in Macedonia, a Mar del Plata con la Miramar in Argentina ed anche in un tratto della Manica tra la Gran Bretagna e la Francia.
Un vero e proprio pilastro dell’isola di capri, che nel 2004 decise di dedicarle lo slargo della spiaggetta libera da dove parte la maratona di nuoto. Inoltre alla donna fu conferito da parte del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana.
I funerali si terranno il 27 dicembre nella Chiesa di San Costanzo a Marina Grande. (Il Mattino)
Beto è intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb.com
L’ex calciatore del Napoli, Beto ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb.com. Il brasiliano ha raccontato la sua ex parentesi azzurra. Ecco quanto evidenziato:
A Fuorigrotta, ricordano la tua rete in semifinale contro l’Inter. ”Ho ancora i brividi, ho il ricordo del boato del San Paolo quando feci quel gol. Zanetti aveva portato avanti i nerazzurri, io firmai il pari e vincemmo ai rigori. Fu una notte davvero magica, tra le più belle della mia vita calcistica”.
Dal Brasile adesso, come vedi questo Napoli?”Solido, con un grande gioco. Dispiace per l’eliminazione dalla Champions League, ma in Europa League può recitare la parte del leone. Ancelotti ha a disposizione calciatori importanti, poi la sua grande esperienza può fare la differenza in una competizione continentale”.
Magari può vincere anche la Coppa Italia, quella che è mancata al tuo Napoli. ”E’ la mia speranza, magari riuscirò a tornare in città per festeggiare la conquista di un trofeo. Voglio portare la mia famiglia a Napoli, spero di riuscirci a breve. Tra l’altro dei miei compagni di squadra nutro un bel ricordo. Aglietti, Ayala, Boghossian, Panarelli, Caio, Bordin, Caccia.”
Valter De Maggio ha parlato ai microfoni di Radio Goal
Il direttore di Radio Kiss Kiss Napoli, Valter De Maggio ha parlato ai microfoni di Radio Goal. Ecco quanto riportato:
”Ho letto che Skriniar varrebbe 100 milioni, su alcuni quotidiani, allora Koulibaly quanto vale, il Colosseo intero? Dovevo chiederlo al presidente nell’intervista, era una bella provocazione…”
Napoli, a Soccavo, più precisamente in via dell’Epomeo, stava per consumarsi l’ennesimo “furto di natale”. Stava per essere svaligiato un appartamento: il ladro era riuscito ad intrufolarsi dalla finestra che affaccia sul lato della strada. Per fortuna i vicini di casa, sentiti i rumori e insospettiti, hanno allertato i Carabinieri.
I militari sono giunti sul posto giusto in tempo, aiutati anche da una squadra di Vigili del Fuoco. Si trattava di un solo ladro, che nel frattempo si era rifugiato nell’appartamento perchè la folla di Natale presente in strada, aveva tutte le intenzioni di linciarlo, insultandolo e minacciandolo.
Grazie al lavoro delle forze dell’ordine, l’uomo, un ladro 33 enne di cui si devono ancora accertare le generalità, è stato portato in caserma in piena sicurezza. (Il Mattino)
Quattro dubbi legati alla formazione per Carlo Ancelotti
Il tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti ha quattro dubbi in vista della gara di questa sera che si giocherà a Milano contro l’Inter, come ha riferito La Gazzetta dello Sport:
In porta: Si giocano una maglia da titolare Meret e Ospina, con il portiere italiano favorito.
Sulla destra: In difesa si giocano un posto Hysaj e Malcuit.
A centrocampo: Dubbio anche a centrocampo, ma ha poche chance Zielinski, che si gioca il posto con Allan.
In attacco: Secondo il quotidiano, in avanti, sicuro del posto è Milik, l’altra maglia se la giocano Insigne e Mertens.
“Meta Portoni Aperti” torna in penisola sorrentina dal 27 al 30 dicembre 2018. La manifestazione, promossa dal Comune di Meta con il patrocinio della Regione Campania e con la collaborazione delle realtà associative del territorio, accompagnerà i visitatori alla riscoperta delle antiche dimore dei naviganti e delle sue peculiarità culturali, storiche, architettoniche e paesaggistiche. Nel centro storico, uno dei più suggestivi dell’intera costiera, si snoderà il ricco programma messo a punto dal comitato organizzatore, con la direzione artistica di Andrea Fienga, insieme all’amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Tito, con l’assessore alla Cultura Biancamaria Balzano e di quello al Turismo Pasquale Cacace, con la supervisione del funzionario responsabile del II settore Mario De Martino.
Mettere in luce la bellezza nascosta e tramandare la storia locale sono gli obiettivi principali delle visite guidate che si terranno il 29 e 30 dicembre da piazza Casale verso strade, case e portoni densi di racconti, aneddoti e testimonianze. “L’aspetto più prezioso di questo abitato – spiega il direttore artistico Andrea Fienga – si discopre soltanto a chi abbia la ventura di potersi affacciare, sia pur fugacemente, all’interno di questi vecchi edifici, dove si articolano i porticati dalle volte imbiancate, le logge, i pozzi e i poggi maiolicati, le scale voltate, le prospettive di giardini assolati e fioriti. Sono, queste, le antiche dimore sette-ottocentesche degli armatori, dei capitani, dei naviganti, dei costruttori navali che fecero di Meta, nell’epoca eroica della navigazione a vela, uno dei centri marinari più prestigiosi del Mediterraneo”. Le visite guidate nel centro storico si terranno dalle 15:30 alle 20, mentre di mattina, alle 10 sarà possibile visitare l’Arciconfraternita della Santissima Immacolata e il presepe di Giuseppe Ercolano.
Tappa fondamentale delle visite guidate sarà il palazzo municipale dove verranno messi in mostra i quadri di Eduardo De Martino, uno dei massimi esponenti della pittura sulla marineria, appartenenti alla collezione del Comune di Meta. I dipinti, riportati all’antico splendore in questi mesi, saranno protagonisti della mostra curata da Luigina de Vito Puglia e Andrea Fienga. “Abbiamo voluto fortemente questa mostra – dichiara il sindaco Giuseppe Tito – per l’importanza che la figura e l’arte di Eduardo De Martino hanno per il nostro territorio, legato naturalmente a doppio filo con il mare. Dopo i necessari interventi di manutenzione, riconsegniamo alla cittadinanza un valore affettivo inestimabile e ne siamo orgogliosi e felici”.
La passeggiata nel centro storico sarà, inoltre, l’occasione per raccontare Meta sotto più forme d’arte. Portone dopo portone si susseguiranno sotto gli occhi dei visitatori non solo le torri, i casali, le chiese, le caratteristiche delle case nelle varie epoche e le storie che esse portano con sé, ma anche i colori delle ceramiche di Rocco Recco, il gusto delle zeppole, dolce tipicamente natalizio, la perfezione dei presepi artigianali di Giuseppe Ercolano e Federico Iaccarino ed anche la moderna chiave di lettura dei ragazzi delle scuole medie e dei partecipanti al contest PhotoGraphy che hanno raccontato la cittadina della costiera rispettivamente con lavori manuali e fotografie. D’avanguardia saranno poi le proiezioni multimediali che nel weekend dalle 17 alle 20, ogni mezz’ora, appariranno sulla facciata del palazzo municipale con immagini storiche di Meta.
La Casina dei Capitani accoglierà il primo degli appuntamenti culturali di “Meta Portoni Aperti” 2018. Giovedì 27 dicembre alle 17 si terrà infatti la conferenza a cura del professor Mario Russo sul tema “Il centro storico di Meta dal Cinquecento all’Ottocento”. A seguire saranno premiati i vincitori del contest fotografico a tempo PhotoGraphy, promosso dal Forum dei Giovani di Meta, durante il quale studenti delle scuole medie e cittadini hanno vissuto l’avventura di una “caccia alla foto” tra le strade del paese. La giornata si concluderà nella basilica di Santa Maria del Lauro con il concerto di musica sacra “Maria, Madre del Bell’Amore” alle ore 19 con Michele Cafiero all’organo insieme al tenore Luigi Somma e il soprano Debora Adrianopoli. Inoltre venerdì 28 alle 19 si terrà il gemellaggio Meta Manziana con l’incontro musicale tra la corale Santa Maria del Lauro e il coro “La Settimana Nota” sempre presso la basilica; sabato 29 dicembre alle 20:30 sarà invece la volta del concerto “Christmas Strings” dell’Epos Quartet nella Chiesa dei Santi Angeli Custodi; e infine domenica 30 dicembre alle 20:30 si conclude nella stessa chiesa con il concerto per zampogna “Stella Cometa” del gruppo internazionale di musica etnica “Nova Musa” con musiche del Maestro Pietro Ricci.
All’evento hanno preso parte nella collaborazione la scuola media “Fienga” dell’istituto comprensivo statale di Meta, l’istituto polispecialistico San Paolo di Sorrento, la Casina dei Capitani, MetArte, l’associazione di Studi, ricerche e documentazione sulla marineria della penisola sorrentina, il Forum dei Giovani di Meta, il Centro Guide di Sorrento e i commercianti del Casale.
Paolo Del Genio è intervenuto ai microfoni di Radio Gol
Paolo Del Genio ha parlato ai microfoni di Radio Gol, programma in onda sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:
”Speriamo che a marzo il Napoli sia ancora in corsa per l’Europa League, la priorità resta la coppa. Aspettiamo Napoli-Juventus alla settima giornata di ritorno: potrebbe esserci una piccola speranza per il campionato ma bisogna vedere, altrimenti dritti su Coppa Italia ed Europa League. Griglie di partenza ad inizio anno? Mi sa che chi le ha fatte si sta già nascondendo”.
Marcello Bruzzese ucciso a Pesaro era fratello di un pentito ed era sotto protezione. In azione due killer incappucciati, su vittima 30 colpi calibro 9.
La pista privilegiata dagli investigatori per l’uccisione di Marcello Bruzzese, 51 anni, fratello di un collaboratore di giustizia che era già scampato a un agguato nel 1995 a Rizziconi in provincia di Reggio Calabria, agguato in cui morirono il padre e un cognato, è quella di omicidio di stampo ndranghetista.
Bruzzese, che si trovava Pesaro proprio perché sotto un programma di protezione speciale, è stato ucciso verso le 18:30 nel garage sotto casa sua, in una stradina del centro storico di Pesaro, da due Killer incappucciati che gli hanno scaricato addosso una trentina di colpi di arma automatica calibro 9.
Marcello Bruzzese non aveva cambiato nome e viveva con uno stipendio messo a disposizione dal ministero dell’Interno ed era conosciuto solo di vista da alcuni residenti che lo descrivono come una persona gentile e riservata. Nella notte tutti gli altri familiari del collaboratore Girolamo Biagio Bruzzese sono stati portati in rifugi sicuri.
Nella notte c’è stato un vertice in tribunale, al quale hanno partecipato il capo della procura pesarese, Cristina Tedeschini, i sostituti procuratori Fabrizio Narbone e Maria Letizia Fucci e Daniele Paci, della Dda di Ancona: un pool di magistrati per andare a fondo su autori, mandanti e movente dell’omicidio.
I carabinieri sono al lavoro sulla raccolta delle testimonianze: un’attività complessa perché il delitto sembra non aver avuto testimoni diretti. L’analisi delle telecamere, poste ai varchi della zona a traffico limitato, potrebbe dare qualche indicazione in più agli inquirenti.