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Il commento della SSC Napoli: ”Due super parate di Lafont tengono vivo il fortino viola”

Il commento della SSC Napoli

Al termine della partita tra Fiorentina e Napoli, finita 0-0, la società azzurra ha commentato la gara sul proprio sito ufficiale. Queste le parole:

Una serie di clamorose palle gol non bastano al Napoli per buttare giù il muro della Fiorentina. Almeno 2 super parate di Lafont tengono vivo, intonso e immacolato il fortino viola preso d’assedio dagli azzurri. Come una sequela di frecce che bucano il bersaglio, senza però mai colpire il centro decisivo. E’ tutta qui la storia e l’essenza della sfida del Franchi, dominata in termini di occasioni dal Napoli. Un punto non è solo stretto, ma è assolutamente anemico e anoressico nel riflesso di un successo che sarebbe stato giusto e sacrosanto. Resta una prestazione di vigore e carattere che non mina le certezze azzurre sia nel presente che nel futuro. Si ricomincia giovedì per il debutto in Europa League a Zurigo. La strada è lunga, l’emozione continua….

Torre Annunziata, in possesso di droga e soldi falsi: 22enne arrestato

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Torre Annunziata, in possesso di droga e soldi falsi: 22enne arrestato

I carabinieri della stazione di Terzigno e della compagnia di Torre Annunziata hanno arrestato V. De Nicola, 22 anni, trovato in possesso di sette confezioni di marijuana e 150 euro in banconote false. Due gli assuntori di droga segnalati alla prefettura di Napoli: un 25enne di Terzigno con 7 grammi di marijuana e un 28enne di San Giuseppe Vesuviano con un grammo di hashish.

Fiorentina-Napoli, le statistiche del match

Le statistiche di Fiorentina Napoli

Termina 0-0 la partita tra Fiorentina e Napoli. La squadra azzurra si porta, momentaneamente, a -8 dalla Juventus che giocherà domani contro il Sassuolo. Queste le statistiche del match:

Fiorentina-Napoli 0-0, i voti di ViViCentro: troppe occasioni sprecate

Questi i voti di ViViCentro

Il Napoli impatta all’Artemio Franchi di Firenze. Il match con la Fiorentina finisce 0-0, un pareggio che fa recriminare gli azzurri per le tante occasioni sprecate. Questi i voti di ViViCentro.it:

Meret 6; Hysaj 6, Maksimovic 6, Koulibaly 6.5, Mario Rui sv (Ghoulam 5.5); Callejon 6, Allan 6.5, Fabián Ruiz 6, Zielinski 6; Insigne 5.5 (Verdi 6), Mertens 5 (Milik 6). All. Ancelotti 6

a cura di Ciro Novellino

Rileggi LIVE – Fiorentina-Napoli 0-0

La diretta testuale del match di Firenze

90+5′- L’arbitro manda tutti sotto la doccia: la gara termina 0-0

90+4′- Milik ci prova da fuori, ma Lafont respinge

90+2′- Clamorosa palla-gol per il Napoli: Callejon va via sulla destra, crossa al centro per Milik che in scivolata mette fuori

90′- Saranno 5 i minuti di recupero

89′- Fallo di Maksimovic su Veretout: l’arbitro ammonisce il difensore azzurro per proteste

85′- Punizione dalla trequarti di Veretout, Vitor Hugo colpisce di testa ma la palla finisce sul fondo

82′- Occasione Napoli: Callejon prova il tiro da fuori dopo un rimpallo, ma la palla si spegne in fallo laterale

79′- Cambio per la Fiorentina: esce Mirallas, entra Simeone

76′- Il Napoli sostituisce Insigne con Verdi

74′- Mirallas scappa sulla fascia sinistra, crossa al centro ma Meret blocca

71′- Ghoulam viene ammonito per una trattenuta ai danni di Muriel

70′- Clamorosa palla-gol per il Napoli con Fabian Ruiz che sfiora l’incrocio dei pali con un tiro da fuori area

68′- Cambio nella Fiorentina: fuori Gerson dentro Mirallas

67′- Occasione Napoli: scambio tra Milik e Insigne con il capitano va al tiro ma la palla è ribattuta da Pezzella

64′- Zielinski crossa al centro dell’area per Insigne che viene anticipato da Vitor Hugo

62′ Occasione divorata da Chiesa che spara alto dal limite dell’area

60′- Nel Napoli esce Mertens entra Milik

56′- Sostituzione per la Fiorentina: esce Hancko, dentro Vitor Hugo

55′- Brutto fallo di Zielinski a centrocampo: ammonito

53′- Muriel va in contropiede, Callejon commette fallo: cartellino giallo per lui

52′- Napoli pericolosissimo: Callejon va via sulla destra, crossa per Zielinski: miracolo di Lafont

51′- Biraghi calcia dalla sinistra, il suo cross diventa un tiro, ma Meret si fa trovare pronto

50′- Entrata dura di Veretout su Callejon: ammonito

48′- Chiesa va via sulla destra, serva al centro E. Fernandes che prova la battuta: Meret blocca

46′- Insigne ci prova da fuori, ma la palla termina alta

SECONDO TEMPO

45+3′- Calvarese manda le squadre negli spogliatoi sul punteggio di 0-0

45+2′- Insigne ci prova dall’interno dell’area dopo uno scambio con F. Ruiz: la palla finisce in angolo

45′- L’arbitro Calvarese concede 3 minuti di recupero

41′- Veementi proteste di Dabo per un fallo su Chiesa non ravvisato dall’arbitro: ammonito

38′- Chiesa si invola sulla destra, vede Muriel al centro e lo serve ma Allan chiude in angolo

34′- Clamorosa occasione per il Napoli: Insigne lancia Zielinski in area, il polacco fa da sponda per Mertens che spara su Lafont

30′- Attacca la Fiorentina: Muriel ci prova da fuori, ma Koulibaly ribatte il suo tiro

27′- Miracolo di Meret: ancora Veretout dal centro dell’area ma l’ex Spal risponde presente

25′- La Fiorentina ci prova con Veretout, ma il suo tiro termina a lato

22′- Punizione Fiorentina dalla sinistra: Biraghi va direttamente in porta, Meret respinge con i pugni

20′- Napoli vicinissimo al vantaggio: Ruiz libera Mertens che mette al centro per Callejon, ma il suo tiro termino alto sulla traversa

17′- Azione pericolosa dei viola: Chiesa si libera in area, prova il tiro ma la palla attraversa tutta l’area di rigore

15′- La Fiorentina si affaccia in avanti: Chiesa crossa al centro per Muriel ma Maksimovic libera l’area

12′- Insigne si libera sulla sinistra ma il suo destra termina alto

10′- Napoli pericolosissimo: Insigne serve Mertens al centro dell’area ma Lafont compie un miracolo

8′- Ancora Napoli in avanti: passaggio filtrante per Insigne che non trova Mertens

6′- Occasionissima Napoli: cross di Callejon che trova Zielinski che prova la battuta, Lafont respinge sui piedi di Insigne che non riesce a centrare la porta

4′- Primo cambio, obbligato, per il Napoli: esce Mario Rui, entra Ghoulam

3′. Mario Rui si fa male alla coscia destra: è costretto a lasciare il campo

2′- In avanti la squadra viola con Muriel che serve Chiesa, ma viene anticipato da Mario Rui

1′- La Fiorentina tocca il primo pallone

PRIMO TEMPO

17:59 – Le squadre scendono in campo: Fiorentina in maglia viola, Napoli in azzurro.

Le formazioni ufficiali:
Fiorentina (4-3-3): Lafont; Ceccherini, Pezzella, Hancko, Biraghi; Edimilson, Dabo, Veretout; Gerson, Muriel, Chiesa. All: Pioli.
Panchina: Terracciano, Brancolini, Laurini, Norgaard, Pjaca, Mirallas, Graiciar, Simeone.

Napoli (4-4-2): Meret; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, F. Ruiz, Zielinski; Mertens, Insigne. All: Ancelotti.
Panchina: Ospina, Karnezis, Chiriches, Malcuit, Ghoulam, Luperto, Diawara, Ounas, Verdi, Milik.

Le probabili formazioni del match:
Fiorentina (4-3-3): Lafont; Laurini, Pezzella, Ceccherini, Biraghi; Gerson, Veretout, E. Fernandes; Chiesa, Simeone, Muriel. All: Pioli.
Napoli (4-4-2): Meret; Malcuit, Maksimovic, Koulibaly, Ghoulam; Callejon, Allan, F. Ruiz, Verdi; Insigne, Milik. All:Ancelotti.

Benvenuti alla diretta testuale del match tra Fiorentina Napoli, valevole per la ventunesima giornata del campionato di Serie A, che si giocherà allo stadio “Franchi” di Firenze. I viola, padroni di casa, sono in cerca di punti per il sogno Champions; gli uomini di Ancelotti continuano l’inseguimento alla capolista.

a cura di Michele Avitabile

Castellammare, arrestato 42enne di Scafati per detenzione illegale di arma da fuoco

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Castellammare, arrestato 42enne di Scafati per detenzione illegale di arma da fuoco

Castellammare, i carabinieri, in collaborazione con il reggimento Campania hanno effettuato dei controlli sul territorio. Arrestato un 42enne di Scafati, C. Rispoli, sorpreso in casa con una pistola semiautomatica priva di matricola e carica. Inoltre sono stati poi effettuati controlli e perquisizioni nella città stabiese e, in un condominio di via traversa Lattaro, all’interno di un vano ascensore, hanno rinvenuto e sequestrato 204 grammi di hashish divisi in due panetti.

Tenta di violentare una minorenne con minacce e coltelli: arrestato 37enne

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Arrestato 37enne

Un uomo di 37 anni, aveva tentato di violentare una minorenne minacciandola con un coltello, ma fortunatamente la vittima è riuscita a scappare. L’uomo residente a Vallo della Lucania è stato identificato e arrestato dai carabinieri guidati dal capitano Mennato Malgieri.

Secondo la denuncia della ragazza, i fatti risalgono al settembre 2018. L’uomo, approfittando del buio, aveva utilizzato un coltello per minacciare la minorenne ad offrirgli delle prestazioni sessuali. Ma la vittima, come già detto, riuscì a scappare.

Procida, 14enne denuncia abusi sessuali: arrestato orco

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La ragazzina denuncia il compagno della mamma

Procida, una ragazzina di 14 anni ha denunciato ai carabinieri il compagno della madre per abusi sessuali. In base alla dichiarazione della 14enne, l’uomo avrebbe abusato di lei fino a novembre dello scorso anno, quando la ragazza, con l’aiuto degli assistenti sociali, ha trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri. L’arresto è avvenuto ieri, l’uomo è stato tradotto in carcere  con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare del Gip del Tribunale di Napoli. (Il Mattino)

Napoli: rapina in un centro benessere, banditi via con soldi e monili

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Napoli, rapina in un centro bellezza

E’ accaduto a Giugliano (provincia di Napoli), intorno alle 18 al centro di bellezza ‘Kapera’ di via Galileo Ferraris dove due banditi hanno fatto irruzione. I due malviventi, sono entrati con i volti coperti e armati di pistola, si sono fatti consegnare il bottino dai titolare oltre che ai soldi e ai monili d’oro di alcuni clienti presenti al momento della rapina. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Giugliano che stanno effettuando i rilievi. Come riporta il Mattino, il colpo ha fruttato diverse migliaia di euro.

Castellammare, in apertura al San Leonardo i reparti di emodinamica e rianimazione

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Lo stesso accadrà all’ospedale di Sorrento

Castellammare, l’annuncio parte direttamente dai consiglieri regionali del del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino e Luigi Cirillo, che hanno così commentato l’apertura di due dei reparti fondamentali, presso l’ospedale di Castellammare e Sorrento:

«Per anni i precedenti governi hanno consentito che un presidio fondamentale, come l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia, fosse sprovvisto di un reparto di emodinamica. Grazie all’impegno del ministro Grillo, in questi giorni abbiamo ottenuto lo sblocco dei fondi per l’apertura di un reparto indispensabile e che consentirà di salvare vite umane. In queste stesse ore abbiamo appreso che sono stati sbloccati anche i fondi per l’apertura di un reparto di rianimazione all’ospedale di Sorrento».

E concludono:

«Per soccorrere i pazienti infartuati provenienti dall’area stabiese, dai Monti Lattari o dalla Penisola Sorrentina  era necessario ricorrere a un’eliambulanza per trasferirli all’Ospedale del Mare. In pochi mesi  grazie a un dialogo costante che abbiamo mantenuto con il nostro ministero, siamo riusciti a mettere fine a due gravi carenze per un territorio con un’alta densità abitativa, che cresce in misura esponenziale durante la lunga stagione estiva».

Zielinski all’intervallo: “Difficile giocare a Firenze, nel secondo tempo dobbiamo far gol”

“Abbiamo creato le occasioni”

Piotr Zielinski, centrocampista del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport durante l’intervallo del match contro la Fiorentina.

Ecco le sue parole:
“Qui non è mai facile giocare, è una partita molto fisica. Abbiamo creato 2-3 occasioni per fare gol e dobbiamo approfittarne. Nel secondo tempo dobbiamo far meglio e segnare”.

Castellammare, volontari ripuliscono il monumento ‘Stabia al Marinaio’

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Volontari ripuliscono il monumento ‘Stabia al Marinaio’

Grazie all’opera di alcune associazioni di volontariato è stato ripulito il monumento ‘’Stabia al Marinaio’’, un frammento della storia della città che è tornato a risplendere nel cuore della villa comunale.

‘’Questo vuol dire amare Castellammare, vuol dire prendersi cura del decoro e preservare la bellezza della città. L’amministrazione comunale continuerà a portare avanti un programma mirato al rilancio di Castellammare, ma il contributo dei cittadini nella vita quotidiana è essenziale per rendere ancor più bella la nostra terra’’. Queste le parole di Gaetano Cimmino sulla propria pagina ufficiale Facebook.

Fiorentina-Napoli, ancora cori beceri contro i tifosi partenopei

I tifosi viola inneggiano al Vesuvio

“Vesuvio lavali col fuoco”. Anche a Firenze contro la Fiorentina i tifosi del Napoli ha sentito questo brutto coro inneggiante al vulcano in terra campana. I tifosi viola lo hanno cantato il coro che tormenta i tifosi azzurri in quasi tutte le partite.

Insigne a SKY: “Che orgoglio la fascia da capitano. Hamsik? Spero torni”

“Spero che la fascia porti bene”

Lorenzo Insigne, attaccante e neo capitano del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel prepartita della gara contro la Fiorentina valevole per la ventitreesima giornata del campionato di Serie A.

Ecco le sue parole:
“Fa ancora male il ko dell’anno scorso a Firenze, ma è passato: siamo concentrati sulla gara di stasera, non vogliamo sbagliare l’approccio e portare i tre punti a casa. Sfida con Chiesa? No, lui è un grande giocatore e in Nazionale spesso giochiamo insieme, non ci giochiamo il posto. E’ un bene sia per me che per lui che abbiamo ruoli diversi, anche per la nazionale. Abbiamo bisogno dei nostri compagni per fare la differenza.
Prima da capitano senza Hamsik? Dispiace che Marek sia andato via, ognuno fa le proprie scelte: gli auguro tutto il bene di questo mondo, perchè è un ragazzo che merita. Spero torni a Napoli a trovarci, poi per la fascia sono orgoglioso di indossarla da napoletano e speriamo porti bene”.

Berretti, Fermana-Juve Stabia 3-2: il tabellino del match e il man of the match

Il tabellino del match

Finisce col punteggio di 3-2 il match del torneo Berretti tra Fermana e Juve Stabia. Il match si apreal 13esimo con il gol di Ecruz Liberal. Pareggio arrivato subito dopo con Daniele. Allo scadere della prima frazione arriva la doppietta del numero 7 dei padroni di casa. Nepi trova il 3-1, ma Scalera, da poco entrato, è abile a lanciare a rete La Monica che trova il 3-2 finale.

Così in campo:

FERMANA – Pettinari, Pierdomenico, Loizzo (Nasini), Ruggeri, Diouane (Lattina), Stipa, Ecruz Liberal, Mazzieri, Nepi, Meijas Jamaine, Piattella (Giorgio). A disp. Basili, Quintilliani, Larango, Frinconi, Condorelli, Crivellin. All. Perra

JUVE STABIA – Esposito M., De Cicco (Minopoli), Todisco, Calise (Scalera), Campanile, Maiorino (De Iulio), Daniele, Esposito (Tartaglione), La Monica, Solimeno, Grimaldi (Masi). A disp. Omobono, Provvisiero, De Blasio, Cuomo V.. All. Belmonte

GOL – 7′ 41′ Ecruz Liberal (F), 15′ Daniele (J), 55′ Nepi (F), 64′ La Monica (J)

AMMONIZIONI – Ecruz Liberal (F), Mazzieri (F), Quintiliani (F), La Monica (J), Tartaglione (J), Masi (J)

ESPULSIONI – /

MAN OF THE MATCH

1 Todisco G. 3 punti

2 Esposito M. 2 punti

3 Maiorino 1 punto

CLASSIFICA MAN OF THE MATCH

1 La Monica, Todisco G. 15

2 Frasca, Stallone 9 punti

3 De Cicco, Campanile 7 punti

4 Cesarano 6 punti

5 Massaro 4 punti

6 Tartaglione, Todisco A., Esposito, Calise 3 punti

7 Provvisiero, Scalera, Esposito M. 2 punti

8 Mauro, Maiorino 1 punto

Ciro Novellino, ufficio stampa settore giovanile Juve Stabia

Callejon a SKY: “Vogliamo vincere perchè crediamo nello scudetto. Il passato non conta”

“Oggi sarà difficile”

Josè Maria Callejon, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport nel prepartita della gara contro la Fiorentina, gara valevole per la ventitreesima giornata del campionato di Serie A.

Ecco le sue parole:
“Quella dell’anno scorso, non approcciammo bene la gara. Abbiamo perso, ma è il passato e non conta più: conta solo la gara di oggi, speriamo di fare una bella partita e vincere! La Fiorentina è in fiducia, è una squadra che ha ritrovato giocatori e fiducia, sarà difficile. Noi siamo qui per fare una bella partita e non staccarci dal primo posto, per continuare a vincere. Credete ancora allo scudetto? Sicuramente, siamo qua per questo: vincere e continuare così, poi si vedrà!”.

Fiorentina-Napoli, le formazioni ufficiali: dentro Hysaj, Mertens accanto a Insigne

Fuori Ghoulam, Zielinski esterno sinistro

A poco meno di un’ora dall’inizio del match tra FiorentinaNapoli, valido per la ventitreesima giornata del campionato di Serie A, il tecnico partenopeo Carlo Ancelotti ha ufficializzato gli undici che prenderanno parte al match dal primo minuto. In difesa, ci saranno Hysaj e Mario Rui sugli esterni mentre a centrocampo Fabian Ruiz accentra il suo raggio di azione con Zielinski che agirà sulla sinistra; in attacco Mertens vince il ballottaggio con Milik per un posto accanto a capitan Insigne.

Fiorentina (4-3-3): Lafont; Ceccherini, Pezzella, Hancko, Biraghi; Edimilson, Dabo, Veretout; Gerson, Muriel, Chiesa. All: Pioli.
Panchina: Terracciano, Brancolini, Laurini, Norgaard, Pjaca, Mirallas, Graiciar, Simeone.

Napoli (4-4-2): Meret; Hysaj, Maksimovic, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, F. Ruiz, Zielinski; Mertens, Insigne. All: Ancelotti.
Panchina: Ospina, Karnezis, Chiriches, Malcuit, Ghoulam, Luperto, Diawara, Ounas, Verdi, Milik.

Mattarella: “Foibe una grande tragedia italiana”

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Mattarella: “Foibe una grande tragedia italiana”

“Celebrare la Giornata del Ricordo significa rivivere una grande tragedia italiana, vissuta allo snodo del passaggio tra la Seconda Guerra Mondiale e l’inizio della guerra fredda. Un capitolo buio della storia nazionale e internazionale, che causò lutti, sofferenza e spargimento di sangue innocente”.

Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della celebrazione al Quirinale del Giorno del Ricordo.

“Mentre sul territorio italiano la conclusione del conflitto contro i nazifascisti sanciva la fine dell’oppressione e il graduale ritorno alla libertà e alla democrazia, un destino di ulteriore sofferenza attendeva gli italiani nelle zone occupate dalle truppe jugoslave”, ha continuato Mattarella.

“La zona al confine orientale dell’Italia, già martoriata dai durissimi combattimenti della Prima Guerra mondiale, assoggettata alla brutalità del fascismo contro le minoranze slave e alla feroce occupazione tedesca, divenne, su iniziativa dei comunisti jugoslavi, un nuovo teatro di violenze, uccisioni, rappresaglie, vendette contro gli italiani, lì da sempre residenti. Non si trattò, come qualche storico negazionista o riduzionista ha provato a insinuare, di una ritorsione contro i torti del fascismo. Perché – ha spiegato il Presidente della Repubblica – tra le vittime italiane di un odio, comunque intollerabile, che era insieme ideologico, etnico e sociale, vi furono molte persone che nulla avevano a che fare con i fascisti e le loro persecuzioni”.

“L’istituzione, nel 2004, del Giorno del Ricordo, votato a larghissima maggioranza in Parlamento, dopo un dibattito approfondito e di alto livello, ha suggellato questa ricomposizione nelle istituzioni e nella coscienza popolare”. E “certa propaganda legata al comunismo internazionale – ha aggiunto il Capo dello Stato – dipingeva gli esuli come traditori, come nemici del popolo che rifiutavano l’avvento del regime comunista, come una massa indistinta di fascisti in fuga. Non era così, erano semplicemente italiani”.

“Molti tra i presenti figli e discendenti di quegli italiani dolenti, perseguitati e fuggiaschi, portano nell’animo le cicatrici della vicenda storica che colpì i loro padri e le loro madri. Ma quella ferita, oggi, è ferita di tutto il popolo italiano, che guarda a quelle vicende con la sofferenza, il dolore, la solidarietà e il rispetto dovuti alle vittime innocenti di una tragedia nazionale per troppo tempo accantonata”.

Foibe 10 febbraio, il “Giorno del ricordo”, il genocidio di italiani per decenni rimosso in Italia

Foibe, un altro genocidio come altri passati e presenti nel mondo e nella fattispecie di concittadini che era stato rimosso in Italia per decenni.

Si era già scritto in merito “FOIBE, il Giorno del ricordo dal 2004 il 10 febbraioin cui molto brevemente si era ripercorso storicamente quel tragico, violento, genocidio di italiani. Qui di seguito invece si vuole provare in modo semplice e da profani a comprendere perché quel dramma fu rimosso per decenni.

Seppure ci sono ancora frange ideologizzate di sinistra e opportunisti di centro insofferenti all’argomento

(analogamente ai gruppi di destra quando si racconta del ventennio fascista),

oggi delle Foibe si riesce a parlarne con oggettività, non più sottacendo che è stato anche quello uno sterminio, nella fattispecie di connazionali. Se n’è potuto iniziare a parlare dopo la caduta del “Muro di Berlino” nel novembre del 1989

(Il Muro di Berlino era un sistema di fortificazioni fatto costruire nel 1961 dal governo della Germania Est per impedire la libera circolazione delle persone tra Berlino Ovest sul territorio della Germania Est),

simbolo per diversi decenni del potere dell’URSS comunista nel mondo

(L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, acronimo URSS e in forma abbreviata Unione Sovietica, fu uno Stato federale che si estendeva tra Europa orientale e Asia settentrionale che si dissolse già nell’agosto del 1991 con un fallito colpo di Stato e poi l’8 dicembre 1991 quando i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono a Belaveza il trattato che sanciva la dissoluzione dello Stato sovietico e sciolto formalmente il 26 dicembre 1991),

sicché venne gradualmente meno anche certo decennale funambolismo geo-politico italiano che per tanto tempo aveva impedito di fatto ogni accenno alla tragedia delle Foibe.

Tuttavia, va pure aggiunto al predetto equilibrismo che come nella vita si tende a dimenticare le cose scomode, tragiche, cosiddette in gergo, negative, che interferiscono con il nuovo corso dell’esistenza, anche il genocidio delle Foibe, termine dialettale che significa “fosse”, era scomodo da rammentare, poiché ricordava che l’Italia era stata una Nazione sconfitta e non di certo vincitrice, che non era vero il mito dell’esercito liberatore iugoslavo, ma soprattutto che con la rottura di Tito, dittatore dell’allora Jugoslavia, con la Unione sovietica di Stalin,

(Tito, Croato di nascita, Tito aderì presto all’ideale comunista, frequentando molto l’Unione Sovietica. Durante la seconda guerra mondiale condusse la guerra partigiana contro l’occupazione tedesca, spesso in concerto con gli Alleati, che lo sostennero anche a guerra finita. Divenne dittatore della Jugoslavia, trasformata in uno stato federale, instaurando un regime comunista sui generis, con forti difformità dal comunismo sovietico in campo economico e anche riguardo ai rapporti con le autorità religiose. Ruppe con l’Unione Sovietica e si ritirò dal Patto di Varsavia, ponendosi poi a capo di un movimento di stati cosiddetti “non allineati”, cioè non appartenenti a nessuno dei due gruppi che si fronteggiavano durante la guerra fredda. Rimase a capo del governo jugoslavo fino alla morte)

la Jugoslavia era divenuta un interlocutore importante per il blocco internazionale occidentale

(dopo la seconda guerra mondiale si determinò una contrapposizione politica, ideologica e militare che venne a crearsi intorno al 1947, tra le due potenze principali emerse vincitrici dalla seconda guerra mondiale: gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica. Ben presto si giunse alla divisione dell’Europa in sfere di influenza e alla formazione di blocchi internazionali ostili, denominati comunemente come Occidente (gli Stati Uniti, gli alleati della NATO e i Paesi amici) ed Oriente, o “blocco comunista” (l’Unione Sovietica, gli alleati del Patto di Varsavia e i Paesi amici), oltre a tutti i Paesi non allineati del resto del mondo)

pertanto da quel momento a Tito non si potevano e dovevano porre domande imbarazzanti.

Dunque le Foibe sono state per calcolo politico-economico-culturale rimosse dalla Storia, anche se erano comunque rimaste in quella delle genti giuliane,

(L’esodo giuliano-dalmata, noto anche come esodo istriano, è un evento storico consistito nell’emigrazione forzata della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia, che si verificò a partire dalla fine della seconda guerra mondiale (1945) e negli anni ad essa successivi. Si stima che i giuliani, i fiumani e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre di origine ammontino a un numero compreso tra le 250.000 e le 350.000 persone. Il fenomeno, seguente agli eccidi noti come massacri delle foibe, coinvolse in generale tutti coloro che diffidavano del nuovo governo jugoslavo e fu particolarmente rilevante in Istria e nel Quarnaro, dove si svuotarono dai propri abitanti interi villaggi e cittadine. Nell’esilio furono coinvolti tutti i territori ceduti dall’Italia alla Jugoslavia con il trattato di Parigi firmato nella capitale francese il 10 febbraio 1947 dopo la fine della seconda guerra mondiale e che era stato già preceduto da una conferenza di pace che si svolse parimenti a Parigi tra il 29 luglio e il 15 ottobre 1946 in cui la Dalmazia, dove vivevano i dalmati italiani, fu ceduta alla Jugoslavia insieme a Fiume, il territorio di Zara, le isole di Lagosta e Pelagosa, gran parte dell’Istria, del Carso triestino e goriziano e l’alta valle dell’Isonzo fino a Salcano).

Solo da  qualche decennio si è potuto esaminare quel passato con un’attenzione diversa, senza certe lenti pennivendole

(chi fa della propria capacità di scrivere, quali autore di libri, giornalista, collaboratore di riviste, intellettuali, relatori, conduttori, opinionisti, professionisti, esperti, ecc.) un uso mercenario, facendosi, anche in contrasto con le proprie convinzioni, difensore e sostenitore delle tesi e degli interessi di chi gli assicura maggiori vantaggi personali).

Negli anni antecedenti, la memoria delle Foibe era stata tenuta viva solo dalle forze politiche italiane di destra, con il paradosso che quelle genti giuliane che avevano perso la casa e tantissimi propri cari, a causa della guerra scatenata in precedenza dal ventennio fascista nella quale vi fu anche una orribile persecuzione contro i cittadini jugoslavi che non si erano allineati all’asse dittatoriale Roma-Berlino

(i corpi dei prigionieri jugoslavi furono spesso ritrovati senza occhi, squartati a colpi di ascia sicché conseguentemente la popolazione di origine italiana venne identificata con quella carneficina, anzi anche peggio poiché individuata come nemici e cacciata come traditori e criminali fascisti),

si ritrovarono come sostenitori quelle forze politiche che politicamente si rifacevano al fascismo.

Quella tragedia delle Foibe fu pertanto rimossa immediatamente dopo la seconda guerra mondiale e nell’immediato della nascitura Repubblica italiana, sacrificata sull’altare della propaganda e della convivenza politico-sociale-nazionale dagli allora partiti centristi italiani che per acquietare quelli di sinistra dell’epoca e le varie fazioni della Resistenza, diedero ad entrambi l’occasione promozionale di presentarsi alla Nazione come i partiti del popolo, così per un altro verso riuscendo a far transitare senza colpo ferire tutta la dirigenza giuridica e burocratica del precedente sistema fascista nel nuovo corso repubblicano, permettendo alla Nazione di riorganizzarsi civilmente senza scivolare nell’anarchia civile e dell’ingovernabilità amministrativa. Quella sorta di compromesso sacrificò alla dimenticanza gli scomodi profughi giuliani che erano stati obbligati ad andare via dai luoghi d’origine. Essi furono disseminati in cosiddetti campi di accoglienza, dislocati soprattutto sulle coste delle Marche, Toscana, Sardegna vicino Sassari, in luoghi isolati o immobili in stato di abbandono, freddi, umidi, conseguenza anche di una appena cessata seconda guerra mondiale e guerra civile. Ma quei conterranei, profughi in Italia, dimenticati e anche disprezzati dai loro stessi concittadini, bollati in modo elusivo come capri espiatori quali fascisti, con grandi sacrifici ripresero gradualmente la loro vita, ricostruendola in Italia.

Con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 il Parlamento italiano ha istituito il “Giorno del ricordo” delle Foibe che viene celebrato il 10 febbraio.

Altri argomenti storici collegati da analoga efferatezza, tragedia e nascondimento, di cui ci si è in modo riassuntivo occupati in queste pagine:  La Commissione che non vide (come oggi pure accade); La Shoah del 27 gennaio 2019 vista con gli occhi delle donne vittime e carnefici.

Adduso Sebastiano

Tragedia Emiliano Sala – il toccante saluto dell’ex Juve Stabia Alessandro Fabbro [foto]

La tragedia che ha colpito Emiliano Sala ha scosso il mondo del calcio ma non solo. L’attaccante argentino, di chiare origini italiane, è deceduto il 21 gennaio mentre era a bordo del velivolo Piper PA-46 Malibu che da Nantes avrebbe dovuto portarlo a Cardiff. La punta aveva infatti appena formalizzato il suo passaggio in Premier League, dopo la splendida prima parte di stagione nel Nantes, condita da 13 reti che gli erano valse il grande salto nel campionato più bello del mondo tramite l’ingaggio da parte della società gallese. Purtroppo il velivolo è precipitato appunto il 21 gennaio, venendo individuato solo molti giorni dopo sul fondo del Canale della Manica. Il 6 febbraio il recupero, dopo difficili operazioni, di un corpo, rivelatosi il giorno seguente quello dello sfortunato calciatore. Nessuna traccia, invece, della salma del pilota del velivolo.

Tantissimi sono stati i ricordi che tramite i social hanno omaggiato Sala. Tra questi anche quello dell’ex difensore della Juve Stabia, Alessandro Fabbro. Il calciatore ha postato sul suo profilo Instagram un bellissimo scatto, che lo ritrae in campo proprio al fianco di Emiliano Sala. La foto risale all’agosto 2014, quando Fabbro vestiva la maglia dell’Avellino, ed il giovane Sala militava nel Bordeaux. I due calciatori si incontrarono nel triangolare estivo tra Avellino, Bordeaux e Parma; nello scatto si vede Fabbro che marca Sala e il toccante “Ciao Ragazzone”, aggiunto dall’ex Juve Stabia. Di lì a poco Sala sarebbe esploso a suon di reti, passando al Nantes e poi attirando su di sé le attenzioni dei grandi club.

Un piccolo gesto, con cui Alessandro Fabbro ha confermato i suoi grandi valori umani.