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Matera, operazione contro i furti nelle scuole, arrestate 2 persone (VIDEO)

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Due persone sono state arrestate e altre sette sono state denunciate nell’ambito di un’inchiesta contro i furti nelle scuole coordinata dalla Procura della Repubblca di Matera.

Matera, operazione contro i furti nelle scuole, arrestate due persone (VIDEO)

Nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera, i Carabinieri* del Comando Provinciale Materano hanno eseguito due provvedimenti restrittivi e sette perquisizioni per furto e ricettazione di materiale didattico di tipo informatico.

L’indagine era partita nel mese di settembre 2017 a seguito di molte denunce per furti nelle scuole che, fino al mese di luglio 2019, hanno fatto registrare il trafugamento di oltre 500 tra notebook e tablet da numerosi istituti scolastici delle province di Matera, Potenza, Taranto, Bari, Lecce, Foggia e Teramo, per un danno complessivo di oltre 500.000 euro.

Matera, operazione contro i furti nelle scuole, arrestate 2 persone / Redazione Campania

Note sull’Arma dei Carabinieri da wikipedia

* L’Arma dei Carabinieri (dapprima Corpo dei Carabinieri Reali e poi Arma dei Carabinieri Reali) è una delle forze di polizia italiane, facente parte contemporaneamente delle forze armate italiane, con competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza; al vertice dell’istituzione vi è un comandante generale con il grado di generale di corpo d’armata.

In caso di emergenza, per contattare i Carabinieri è sufficiente comporre su qualsiasi apparecchio telefonico il numero 112 (senza alcun costo), tranne nelle regioni in cui è attivo il Numero unico di Emergenza.

La creazione
Durante la Restaurazione, Vittorio Emanuele I di Savoia, al rientro in Torino, dopo un periodo passato in sostanziale esilio a Cagliari poiché il territorio continentale del Regno di Sardegna era stato occupato dalle truppe di Napoleone Bonaparte, all’inizio del XIX secolo emanò la legge reale del 13 luglio 1814 (“Regie Patenti”)[7] con la quale fu istituito il Corpo dei Carabinieri Reali, unità militare con compiti di polizia.

Da un punto di vista militare, si trattava di un corpo di fanteria leggera (con una componente di cavalleria), e dunque più elitario rispetto ad un corpo di fanteria di linea; il primo personale arruolato fu, infatti, selezionato nell’eccellenza dei reparti piemontesi, perciò venne considerato un corpo d’élite. Il loro primo generale fu Giuseppe Thaon di Revel, chiamato a ricoprire la più alta carica del corpo il 13 agosto 1814. Il 25 giugno 1833 con decreto del re Carlo Alberto di Savoia vennero adottati i colori del pennacchio (lo scarlatto ed il turchino).

La Nemesi di Medea: una storia femminista (Intervista)

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LA NEMESI DI MEDEA: UNA STORIA FEMMINISTA è il libro di Silvana Campese che racconta la storia di mezzo secolo del gruppo storico femminista napoletano.

La Nemesi di Medea: una storia femminista (Intervista)

LA NEMESI DI MEDEA: UNA STORIA FEMMINISTA è il libro di Silvana Campese che racconta la storia di mezzo secolo del gruppo storico femminista napoletano. Di seguito l’intervista all’ autrice a cui porgo i miei ringraziamenti per il tempo che ha dedicato alle mie domande; ai lettori, faccio notare come la stessa autrice avrebbe voluto disquisire sui temi posti nelle domande in maniera molto più esaustiva, per questo, troverete molto interessante immergervi nella lettura del suo libro.

Lei come vede le Donne di oggi?
Purtroppo molto confuse e soprattutto troppo divise. E divise non sono solo le femministe da quelle che non lo sono e soprattutto ci tengono a dichiararlo, cioè per lo più le donne in carriera che si sentono gratificate dal loro livello di emancipazione ed autonomia economica. Il peggio è che anche tra le femministe ci sono molte posizioni diverse e purtroppo anche troppe reciproche tensioni, particolarmente tra le storiche, soprattutto le separatiste radicali e le altre più giovani. E questo è un grande problema. Come ho più volte scritto anche nel mio libro.

Secondo Lei come è cambiato il rapporto delle Donne con la Politica?
Se ci si riferisce alle donne in genere, nel complesso direi che non è cambiato molto perché la maggioranza delle donne era ed è tuttora abbastanza distaccata ed indifferente verso la politica, soprattutto quelle molto prese dalla intensità degli impegni e dei ruoli nel privato e nell’ambito del lavoro, se ce l’hanno. Poi c’è una parte non irrilevante che la segue, la politica, e magari, avendo la possibilità di esprimere la propria opinione prende posizione. Comunque nel momento del voto è certamente più e meglio informata e motivata. Se invece ci si riferisce alle femministe il discorso è ancora una volta abbastanza penoso poiché, come ho molto a lungo spiegato nel libro, c’è una differenza enorme di atteggiamento, comportamento e scelte elettorali tra le donne non separatiste o comunque aggregate in qualche modo alla politica dei partiti, soprattutto alla sinistra di potere e di governo ( e non è sempre detto che le due cose coincidano…) e le donne che sono veramente ed autenticamente femministe in quanto radicali e separatiste e quindi non si lasciano manovrare né si accontentano delle briciole ma lottano ancora per una reale autonomia dalla politica maschile in quanto purtroppo ancora di matrice sostanzialmente patriarcale, maschilista e sessista, nonostante le chiacchiere da campagna elettorale e i contentini elargiti al momento opportuno.

Le Nemesiache vivevano la loro vita che INCLUDEVA (come fosse la cosa più naturale) la Cultura e l’impegno politico… Da cosa dipendeva?
Non solo le Nemesiache e non solo le femministe negli anni dal ‘66/68 in poi e almeno fino ai primi anni ’80 vissero dando ampio spazio alla cultura e soprattutto all’impegno politico. Anche noi infatti apparteniamo a quella generazione che è rimasta e rimarrà nella Storia d’Italia e del mondo come quella della rivoluzione! Il Sessantotto (o movimento del Sessantotto) fu infatti un fenomeno socio-culturale nel quale grandi movimenti di massa socialmente eterogenei (operai, studenti e gruppi etnici minoritari), formatisi spesso per aggregazione spontanea, in quasi tutti i Paesi del mondo si mobilitarono per manifestare ed esprimere la loro forte contestazione contro il ‘vecchio’ mondo in cui predominavano molti pregiudizi socio-politici. I giovani si ribellarono al conformismo di massa e molti di loro erano gli stessi figli della borghesia a desiderare che finalmente venisse abbattuto il sistema borghese. La mia famiglia, per esempio, era borghese ed io stessa avevo ricevuto una educazione in linea con la loro mentalità convenzionale e cattolica. In una seconda fase molte donne militanti in gruppi misti se ne distaccarono per formare i collettivi femministi. Ed è vero che ‘il privato è politico’ fu una scoperta ed una grande realtà del femminismo.

Quanto ha influito su di Lei il contesto in cui è cresciuta e le persone che hanno lasciato un segno nella sua vita?
Nel mio libro dedico molte pagine a questo argomento proprio perché ho cercato di spiegare il mio essere e sentirmi ‘diversamente’ di sinistra e soprattutto diversamente nemesiaca. Ho sempre voluto tenacemente restare e sentirmi autonoma mentalmente e ideologicamente perché per me questa è la vera autonomia. Anche se, ovviamente, il vissuto, la formazione, il retaggio familiare, incontri e personalità ‘speciali’ e quant’altro non possono non avere influenza e condizionare almeno in parte l’evoluzione della persona. Molto ha influito la formazione giuridica – sono dottore in legge – ma per me sono state ancora più determinanti ed hanno lasciato un segno profondo non solo alcune persone in carne ed ossa – i miei genitori, alcune/i tra insegnanti e docenti, Lina Mangiacapre ed altre ancora – ma soprattutto hanno influito lo studio degli antichi poemi epici dai greci ai latini e poi i medievali e rinascimentali, i grandi classici della letteratura italiana approfonditi in modo eccellente al liceo classico e la lettura di opere di saggistica ma più ancora di narrativa di grandi scrittrici e scrittori del novecento, le loro trame ed i personaggi di fantasia o di carattere autobiografico. Di questo patrimonio ho sempre fatto tesoro sentendomi molto arricchita come persona, come donna e come artista a suo tempo in nuce, per poi sbocciare in piena giovinezza dopo l’incontro con le Nemesiache.

Quando racconta delle Nemesiache ne parla con grande onestà, racconta anche degli screzi, della complicità … perché è così “particolarmente” difficile per le donne essere unite e complici?
Per la verità di tensioni e persino scontri ce ne furono ma non direi che non fossimo unite e complici. Lo fummo ed in modo leale, profondo e sincero ma c’erano anche diversità caratteriali notevoli. Proprio per questo tra quelle di noi che avevano personalità più forti potevano nascere delle difficoltà relazionali. Viceversa scontri molto duri e veri e propri litigi si verificarono più che altro nelle relazioni con amiche femministe che non mancarono mai di venire attratte dal forte carisma e dai contenuti espressi soprattutto da Lina Mangiacapre e restavano per periodi più o meno lunghi nel nostro enturage, per così dire… Però poi le diversità, che erano notevoli sul piano politico/ideologico determinavano prima o poi complicazioni e allontanamenti. Comunque le relazioni tra donne in generale non sono semplici. Ma l’argomento è talmente vasto e complesso che neanche un trattato… Però nel libro lo affronto citando anche frasi di Lina a proposito dell’invidia e della competitività tra donne.

La minigonna è stata “simbolo di libertà” negli anni ’60… Per voi lo sono stati i pantaloni e il vestirvi con il Vostro stile, perché TUTTE le donne non riescono ad avere il coraggio di vestirsi come davvero vogliono (come avete fatto voi) ma oggi (più che mai) sono ancora più ossessionate dai modelli imposti dal mercato?
Per piacere e compiacere… Sono abituate da sempre le donne a dover e voler piacere per attrarre, per sedurre, per scatenare invidia nelle altre, per simulare un personaggio che è spesso molto diverso da ciò che sono. Anche qui ci vorrebbe un trattato. Noi – ma non solo noi Nemesiache – abbiamo rotto questi terribili schemi e abbiamo lavorato sull’immagine della donna all’insegna della bellezza del femminile originario e profondo, dell’armonia, della totalità dell’essere persona, quindi della creatività e della libertà soprattutto attraverso l’arte.

Cosa pensa del movimento #meToo?
Come di tutti i movimenti del genere sorti negli ultimi anni penso che, essendo formati prevalentemente da donne giovani o comunque più giovani di noi, siano certamente in grado di determinare dei cambiamenti, se non altro smuovono pantani di putridume… Inoltre sono ricchi delle energie e della forza tipiche dell’età. Però si formano e si mobilitano su specifici e senza avere la profonda coscienza femminista individuale e di genere e chiara consapevolezza derivante dai percorsi del neofemminismo anni ’70 e in particolare dalla/e pratiche di autocoscienza. Né la maggior parte di loro ha avuto ed ha interesse ad approfondire la conoscenza dell’enorme patrimonio prodotto. C’è un gap generazionale anche nel femminismo. C’è stato una grave lunga interruzione di memoria storica che doveva invece essere trasmessa di generazione in generazione.

Nel libro si parla degli uomini come fossero “fastidiosi” e “di intralcio”, cosa pensa delle nuove generazioni? C’è speranza per un futuro dove maschi e femmine siano davvero capaci di essere in relazione standosi accanto e non facendo a gara a chi segna il percorso da seguire e chi invece deve stare un passo indietro?
In verità noi Nemesiache ci siamo sempre espresse e comportate da separatiste e di conseguenza, soprattutto con le prime azioni di provocazione e di esclusione dei maschi da alcuni contesti, intendevamo affermare la nostra forte consapevolezza della necessità di restare solo tra donne. Però mai abbiamo lottato contro il maschile in quanto tale. Il maschile in sé. Noi abbiamo lottato per la liberazione del femminile. E’cosa ben diversa. E, naturalmente, contro patriarcato, maschilismo e sessismo! Ma soprattutto contro l’ingiustizia storica che da millenni è stata perpetrata sulle donne escludendole e reprimendole. L’evoluzione culturale dei maschi è auspicabile ma la vedo dura… Mi sembra anzi che ci sia una forte recrudescenza della aggressività maschile verso le donne e di odio di molti verso il femminismo.

Che influenza è stata per Lei suo padre? e sua Madre?
Ho subito tutto ciò che si subiva all’epoca – sono nata nel ’48… – in quanto donna e sin da bambina sia da mio padre che da mia madre e se è per questo anche dai nonni materni nella cui casa sono nata e cresciuta per vari anni. Però già verso i diciassette, diciotto anni venne fuori il mio carattere abbastanza ribelle e incominciai a scontrarmi spesso sia con l’una che con l’altro. Caratterialmente somiglio più a mio padre.

Parlando delle Nemesiache Lei sottolinea anche quanto fossero Belle, perché per bellezza oggi quasi sempre si pensa prima alla taglia e non all’Unicità e ai tratti distintivi della persona?
No, non l’ho sottolineato io ma ho riportato degli apprezzamenti di altre persone su di noi, per esempio Adele Cambria. Ci vedevano più belle di come fossimo perché esprimevamo bellezza. Poi c’era anche qualcuna di noi particolarmente dotata da Madre Natura. Altre femministe vestivano casual, zingaresco, trasgressivo… Comunque le donne in genere hanno la tendenza ad essere molto conformiste e seguire la moda. E’ la moda che, complici il mercato, le leggi del business e del consumismo, la pubblicità massmediale sempre più assillante, orienta e determina quelle che si pensa siano scelte mentre sono solo comportamenti indotti con un minimo spazio di libertà concesso al gusto personale. Oggi poi ci sono le e gli influencer… Ma in realtà ci sono sempre state/i… Con altri nomi. Però non c’era tanta enfatizzazione e tante casse di risonanza e comunque si era molto meno influenzabili. E c’era meno atteggiamento consumistico…

Viviamo in un mondo che sta cambiando sempre di più: non sono il clima, ma anche culturalmente l’attenzione si sta spostando verso altri orizzonti (Cina, per esempio), come pensa cambierà il modo di guardare il futuro da parte delle giovani donne di oggi?
Non sono ottimista. Mi consola il fatto che io ho una scarsa aspettativa di vita sia per l’età che per le patologie importanti di cui soffro e credo quindi che il peggio mi sarà risparmiato. Però mi dispero per figli/e e nipoti… Non solo miei. La globalizzazione con la sua feroce massiva omologazione, ormai in atto da tempo ed a tutti i livelli, continuerà a determinare impoverimento sul piano umano ed umanistico. Qualche speranza me la danno ancora i giovani che stanno tentando in tutto il mondo di lottare per cambiamenti urgenti e improrogabili. Spero che possano farcela ma il sistema produce reazione e repressione…

Che consiglio darebbe ad un’adolescente e ad una trentenne?(in merito a come guardare al domani)
Ad una giovanissima di accontentarsi dell’essenziale sul piano materiale e investire tempo ed energie sulla formazione di una buona cultura di base; leggere molto, studiare e avere un progetto di vita in cui al primo posto ci sia un obiettivo di autonomia mentale grazie alla formazione ed economica grazie ad un lavoro! Ad una trentenne di mettere al primo posto sempre la dignità di persona e di donna.

Che consiglio darebbe ad un’adolescente (maschio) e ad un trentenne? (in merito a come guardare al domani e ANCHE a come relazionarsi con le donne)
Ad un adolescente come ad un trentenne le stesse cose di cui sopra ma in più in entrambi i casi di approfondire la conoscenza del e sul femminismo storico e coltivare dentro di sé il rispetto per la Vita e per la Donna!

Al cinema è nelle sale l’ennesimo rifacimento di Piccole Donne, secondo Lei, non sarebbe il caso che nel cinema, nella letteratura… invece di riproporre rifacimenti rivisti e rivisitati, ci si decidesse a creare nuove storie con nuove protagoniste?
Certamente la creazione di nuove storie è importante ma se un film è ben fatto a me le rivisitazioni di grandi storie del passato non dispiacciono. Anzi!…

Mi dice il libro a cui tiene di più?
Tengo a moltissimi libri, quasi tutti quelli che conservo in biblioteca. Cito Le Memorie di Adriano perché amo moltissimo il personaggio e l’autrice.

Quello che l’ha segnata?
Sono molti. Il pozzo della solitudine, La Storia, I fratelli Karamazov ed altri ancora…

Quello che non ha finito di leggere?
La recherche l’ho lasciata ad oltre la metà da molti anni… Però ho ancora tempo per completarne la lettura.

Lei dedica il suo libro ad Astrid, a chi il prossimo?
Non lo so ancora. Forse alla mia città

Le piacerebbe se un giorno Le Nemesiache fossero raccontate in un film? Quale aspetto vorrebbe che fosse raccontato nei dettagli?
Già siamo state in un certo senso raccontate in un bel docufilm di Nadia Pizzuti “ Lina Mangiacapre artista del femminismo”. Ma se si producesse un vero e proprio film sulla storia del gruppo, magari a partire dal mio libro “La Nemesi di Medea” non potrei che esserne molto lieta. Mi piacerebbe che si approfondisse l’aspetto della psicofavola, che era il metodo nemesiaco di autocoscienza e quello ad esso collegato della ricerca teatrale.

Un ringraziamento sentito alla Dott.ssa Campese, lascio ai Lettori l’invito alla lettura de “La Nemesi di Medea: una storia femminista”, una bella occasione per ripensare al Coraggio e alla passione di vivere dimostrate in quegli anni da questa generazione di Donne, affinché siano di ispirazione per quelle future.

La Nemesi di Medea: una storia femminista (Intervista) / Stéphanie Esposito

FOTOGALLERY: Napoli – Lazio gli scatti fotografici di ViViCentro

Guarda le foto di Napoli – Lazio realizzate dal nostro fotografo Giovanni Somma che ci raccontano così la vittoria dei partenopei allenati da Gennaro Gattuso con i ragazzi di Mister Simone Inzaghi allo stadio San Paolo.

Napoli e Lazio  era valida per i quarti di finale della Coppa Italia 2019/20. La partita si è giocata allo Stadio San Paolo con calcio di inizio fissato alle ore 20:45. Gli azzurri sono scesi in campo per conquistare l’accesso alle semifinali a tutti i costi per dare una svolta alla propria stagione ed inseguire la conquista di un trofeo.  I tifosi avevano promesso il proprio sostegno che non hanno fatto mancare per tutti i 90 e passa minuti della gara.

Gattuso a fine partita ha commentato così il passaggio del turno:

“Ora  speriamo di rivedere lo stesso entusiasmo nelle prossime partite, di  avere tutti a disposizione e soprattutto avere continuità nei risultati. Oggi ho rivisto il veleno,  una squadra disposta a sacrificarsi, una squadra che ha dato l’anima. Sì, ho visto quello che mancava tre giorni fa.”

Di Lorenzo sul passaggio del turno è chiaro in merito alle ambizioni in Coppa Italia:

Stasera grande festa al San Paolo. Quando ci sono le curve è un altro effetto, bellissimo. Sono contento e spero si ripeterà domenica. Questa è una competizione dove vogliamo arrivare fino alla fine!”

Le Formazioni Ufficiali:

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Hysaj, Manolas, Di Lorenzo, Mario Rui; Lobotka, Demme, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne.

A disposizione: Meret, Karnezis, Luperto, Tonelli, Elmas, Ruiz, Lozano, Leandrinho, Llorente.

Allenatore: Gennaro Ivan Gattuso.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lulic; Immobile, Caicedo.

A disposizione: Proto, Guerrieri, Bastos, Patric, Vavro, D. Anderson, Minala, Berisha, A. Anderson, Jony, Correa, Adekanye.

Allenatore: Simone Inzaghi.

L’azione del gol

2′ Azione caparbia di Insigne che entra in area da posizione defilata, salta un uomo e batte Strakosha sul palo lungo

Napoli-Lazio, ottima prova di Insigne, i quotidiani lo lodano: “Qualità e sacrificio”

Napoli-Lazio, ottima prova di Insigne, i quotidiani lo lodano: “Qualità e sacrificio. Chiama i tifosi a raccolta. E’ il cuore della squadra”

Nell’ultimo mese in Lorenzo Insigne è scattato qualcosa. Lo si era già capito nelle ultime uscite, ma la partita contro la Lazio è stata la prova regina. Il capitano del Napoli, al di là del gol al 2′, è stato autore di un’ottima gara fatta di sacrificio, ma anche tanta qualità. I voti espressi dai quotidiani sportivi non sono quindi una sorpresa:

Corriere dello Sport 7
“La magia del talento è in quel passo di danza che manda in confusione Luiz Felipe e restituisce al Napoli l’energia positiva. Poi è interpretazione densa di generosità, come un gregario qualsiasi o come un capitano che va fino a dentro l’area per recuperare il più sporco dei palloni”

Il Mattino 8
“Una magia e manda a spasso Luiz Felipe. Una giocata che spiana la strada ad un primo tempo di sacrificio e di costanza, ma anche di qualità, con altre buone giocate anche in assistenza ai compagni. Ripresa di sacrificio, corse all’indietro, marcature a uomo. Chiama i tifosi a raccolta. E’ il cuore della squadra”.

Gazzetta dello Sport 7
“Diavolo di un capitano! Quando c’è, fa la differenza, arretra terzino su Lazzari fino al cambio. Ieri per lui solo applausi”

Repubblica 7 Napoli

Corriere della Sera 7.5

 

Procida- Iovine: “Abbiamo creato poche occasioni. L’Ischia andrà in Eccellenza”

IL COMMENTO – L’allenatore dei biancorossi commenta il pareggio conquistato dalla sua squadra nel derby delle isole allo Spinetti contro l’Ischia

Noi non potevamo fare un’altra partita,perché come avete notato non abbiamo fatto neanche una sostituzione. Obiettivamente la coperta in questo momento è abbastanza corta

Simone Vicidomini– Il Procida frena la corsa dell’Ischia. Una squadra attenta ed ordinata riesce ad interrompere la striscia delle sette vittorie consecutive,fino ora ottenute dai gialloblu. Se in casa Ischia è un punto che ha lasciato l’amaro in bocca,per il Procida è un punto prezioso. La squadra procidana ha fatto la sua partita, traendo il massimo fino al noventesimo con le unghie e i denti, in virtù anche dei due legni colpiti dai gialloblu ma soprattutto dall’intervento di un super Lamarra (se il Procida si trova in quella posizione lo deve anche a lui) capace di neutralizzare un tentativo di testa di Rubino. E’ stato un derby,sulla falsa riga di quello giocato all’andata al Mazzella terminato sul punteggio di 1-1,anche se forse i gialloblu avevano concluso un po’ di più verso lo specchio della porta. Il Procida,dunque è riuscito a strappare due punti contro una delle candidate alla vittoria finale del campionato. E’ pensare che sabato tra le file dei procidani, mancava Micallo per infortunio, il giocatore più importante di questa squadra,ma De Luise e Russo non hanno fatto per niente pesare l’assenza del capitano,disputando un’ottima gara. Per commentare il pareggio ottenuto contro l’Ischia, il tecnico isolano, Giovanni Iovine è intervenuto ai nostri microfoni. Ecco le sue parole.

Mister Iovine, un pareggio che alla fine guardando la classifica in virtù dei risultati che provengono dagli altri campi non soddisfa nessuna delle due squadre…

“A noi è molto funzionale. Un punto potrebbe concederci di rimanere ancora in terza posizione,poi dipenderà dagli altri risultati. Noi non potevamo fare un’altra partita,perché come avete notato non abbiamo fatto neanche una sostituzione. Obiettivamente la coperta in questo momento è abbastanza corta. Tra l’altro aggiungo,che anche per l’Ischia era importante non perdere. La classifica se si accorcia troppo non conviene,perché per i soliti calcoli matematici ci potrebbe essere la promozione diretta della prima e della seconda, senza disputare i play-off. Fino a che ci saranno quei 8-9 punti massimo tra le seconda e la terza ci sarà qualche speranza,altrimenti sarà tutto inutile”.

Dal punto di vista del  possesso palla c’è stato un dominio assoluto dell’Ischia, diverse invece le ripartenze del Procida che ha avuto in qualche occasione di colpire in contropiede ma con qualche scelta sbagliata per concretizzare l’azione al meglio. Ci sono rimpianti?

“Assolutamente no. Le occasioni che abbiamo avute sono state pochissime,forse solo una  che era nitida con Costagliola che se non gliela da molto defilata forse avremmo potuto fare gol. Anche loro le hanno avute, Lamarra ha fatto una grande parata,hanno preso un palo. Tutto queste però sono chiacchiere che non servono. Noi ci prendiamo questo punto,che all’inizio poteva anche essere insperato visto come abbiamo affrontato la partita con assenze importanti. Secondo me, l’Ischia o vincerà il campionato o andrà in Eccellenza e questo non ci potrà far che altro piacere”.

Gazzetta – Moviola Napoli-Lazio, giusto il rosso a Leiva per proteste, ma aveva toccato la palla

Gazzetta – Moviola Napoli-Lazio, giusto il rosso a Leiva per proteste, ma aveva toccato la palla; nel secondo tempo Radu doveva essere ammonito per un brutto fallo su Callejon

La sfida di Coppia Italia tra Napoli e Lazio è stata caratterizzata, soprattutto nella prima parte, da alcuni episodi arbitrali secondo alcuni abbastanza “controversi”. Massa ha preso decisioni coraggiose, ma il suo arbitraggio è sembrato abbastanza incerto. Questa l’analisi alla moviola della Gazzetta dello Sport:

  • All’8’ Caicedo viene colpito dalla gamba alta di Hysaj scomposto e in ritardo: giallo e rigore corretti.
  • Al 18’ il Napoli protesta per un mani a filo d’area di Acerbi, ma il braccio del laziale è chiuso. L’arbitro ha visto giusto.
  • Hysaj entra male e fuori tempo su ImmobileMassa vede correttamente e lo espelle.
  • Al 25’ un chiaro errore di Massa che estrae un giallo per Lucas Leiva che in duello con Zielinski tocca la palla. La reazione, con tanto di “vaffa” del brasiliano, va oltre la misura e il rosso è ineccepibile.
  • Al 56’ inspiegabile blackout: Radu in ritardo su Callejon finisce coi tacchetti sulla caviglia dello spagnolo. Non solo non scatta un giallo, ma neanche la punizione.
  • Al 63’ e all’88’ giuste, il Var conferma, le due chiamate dell’assistente Mondin: nulli i gol di Immobile e Acerbi.

RILEGGI LIVE – Napoli-Lazio 1-0 (2′ Insigne)

 

Terme e Fincantieri, problemi fra i tanti che necessitano di decisioni

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Il consigliere Scala chiede un Consiglio comunale per i problemi Terme e Sint. Per quest’ultimo una nota da Palazzo Farnese e una del consigliere Nappi

Terme e Fincantieri, problemi fra i tanti che necessitano di decisioni

Castellammare di Stabia – Ennesimo appello del consigliere comunale di Liberi & Uguali Tonino Scala, rivolto al primo cittadino stabiese, affinché convochi il Consiglio comunale per affrontare i tanti problemi della città, che meritano urgenti soluzioni.

Dopo le “comandate feste”, afferma il consigliere con un tono quasi di disperazione, non sapendo probabilmente come attivarsi per far capire al sindaco l’urgenza e la necessità di ritrovarsi collettivamente nella sede deputata ad affrontare i problemi del paese, “è ora di tornare a lavorare”.

E’ ora di provare a “rimettere in carreggiata una città che richiede interventi strutturali seri e non di improvvisazioni”, con soluzioni che solo all’interno del Consiglio comunale possono essere ricercate.

Questi appelli cominciano a non sortire nessun effetto, a passare come la solita lamentela dell’opposizione e dunque pensiamo che altre forme, per costringere chi di competenza a convocare la massima assise cittadina, ci sono e vanno messe in campo.
Tra queste proviamo a pensare alla richiesta che può essere avanzata da un quinto dei consiglieri, ma anche a tanto altro.

Scala evita di fare ancora per una volta, afferma nella nota inviataci, l’elenco delle cose che non vanno perché tante sono “le vecchie emergenze e quelle che si sono nel frattempo aggravate, tutte ad attestare un giudizio drasticamente negativo dell’operato del sindaco Cimmino”.

Due argomenti però, hanno necessità di essere immediatamente affrontati se seriamente si pensa al rilancio della città e sono le Terme e la questione Fincantieri, anche a seguito degli ultimi accadimenti.

Un cantiere con un futuro preoccupante per i lavoratori e per l’intera città che, dopo il trasferimento anticipato della Trieste registra, oltre che legittimi commenti da più parti, “il Sindaco che annuncia di aver risolto con una telefonata intercorsa con l’AD di Fincantieri”.

A proposito delle Terme, si sa di incontri con ministri e parlamentai, ma non si conoscono le finalità e cosa si intende fare, aspetto che la città ha il diritto di conoscere.
Il consigliere Scala evidenzia il nuovo fallimento del bando della Sint, comunque ritenuto sbagliato, che vedrà l’intervento del Tribunale per l’avvio delle procedure per vendere a pezzi la proprietà e sempre con offerte sempre più basse.

Terme, non sorvegliate che hanno ultimamente subito gravi atti di vandalismo.

Nella sua nota il consigliere di Liberi & Uguali ripropone quanto già dichiarato all’inizio della consigliatura, ovvero accordo con Governo e Regione, per un piano del rilancio del termalismo e la richiesta d’impegno a Governo, Regione e Invitalia, a fornire strumenti e risorse per sostenere l’iniziativa privata.

Una gestione provvisoria delle Terme sino alla conclusione del processo di privatizzazione, è la proposta di Scala, soluzione che “consentirebbe di dare una risposta, seppur parziale, ai lavoratori e di far rientrare Castellammare, dopo oltre 5 anni di assenza, nel mercato termale”.

Tutto questo lo decide il Consiglio comunale che va convocato al più presto e questo è l’auspicio che sicuramente non appartiene solo al consigliere Scala.

Sulla questione Sint, in redazione un comunicato inviato da Palazzo Farnese, dal quale si apprende che, il bando relativo non ha ricevuto offerte e che dunque sarà il tribunale a gestire la vendita dell’area sportiva e del parcheggio di viale delle Puglie.

Il presidente della commissione consiliare Bilancio, Salvatore Gentile, dà notizia che il commissario liquidatore Vincenzo Sica, ha spiegato che il valore dei due beni, inizialmente di un milione e 100mila euro, è stato ridotto a 954mila euro e che l’offerta minima che potrà essere presentata, con la pubblicazione del nuovo bando, sarà pari al 75% dei valori periziati.

In netto disaccordo, su questo nuovo spezzettamento dei beni in vendita della Sint, il consigliere del Movimento 5 stelle Francesco Nappi.

Tutti gli annunci di attenzionamenti importanti alla struttura, addirittura a livello internazionale, afferma Nappi, si sono dileguati e non se ne conoscono le motivazioni.

“Dopo aver dimostrato di non essere in grado di amministrare la città – è la considerazione del consigliere pentastellare – dopo aver dimostrato incapacità sullo sviluppo della città, dopo aver detto chiaramente di non avere uno straccio di idea sulle Terme di Stabia, dopo aver collezionato flop su flop sugli spettacoli natalizi, la ciliegina sulla torta”.
Giovanni Mura

Iervolino: “Bravi i ragazzi ad interpretare la gara senza cadere in provocazioni”

PROMOZIONE – L’allenatore lacchese parla della vittoria ottenuta sabato al P. Borsellino di Volla contro il San Sebastiano per 5-1

“Con la partita di mercoledì in Coppa faremo 8 partite in più rispetto a tante altre concorrenti in campionato. Per essere una matricola, 8 partite in più fanno tanto. Ma il nostro momento dice che le abbiamo gestite bene”

“E’ stata una partita difficile, ben interpretata dai ragazzi”. Esordisce così, ai nostri microfoni, l’allenatore del Lacco Ameno, Angelo Iervolino, interpellato per commentare il successo ottenuto dalla sua squadra sabato contro il San Sebastiano al P. Borsellino di Volla (1-5). Il tecnico lacchese ha proseguito:
“Sapevamo – aggiunge – di incontrare un ambiente difficile dal punto di vista del carattere, quindi i ragazzi sono stati bravi a non cadere in provocazioni già dal primo minuto, dopo calci, spintoni e sputi. Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, dico che dovevamo chiudere la partita prima. Abbiamo chiuso il primo tempo avanti 2-0, ma potevamo stare anche sul 4-0 almeno. Così, sarebbe stata un’altra partita. Perché, come si è visto, nella ripresa un mezzo tiro, anche sbagliato, è andato in porta e stava per precludere un buon risultato. Infatti sull’1-2 il San Sebastiano ha preso coraggio. Però siamo riusciti a mantenere la calma ed a fare il 3-1 che ci ha dato tranquillità”.
Iervolino parla della sua squadra: “C’è da fare ancora – ammette – un plauso ai miei ragazzi, che ora devono raccogliere le energie fisiche e mentali, perché mercoledì abbiamo la Coppa, che cercheremo di onorare fino in fondo. Allo stesso tempo, ci aspetta una settimana anomala, perché sabato dovremo rigiocare, quindi ci alleneremo meno rispetto alle altre volte. C’è da dire che i ragazzi hanno fatto tanti sacrifici e con la partita di mercoledì faremo 8 partite in più rispetto a tante altre concorrenti in campionato. Per essere una matricola, 8 partite in più fanno tanto. Vuol dire che, comunque, queste tante partite in più le abbiamo ben gestite, visto il buon momento in campionato. – conclude – Le abbiamo ben equilibrate per entrambe le competizioni a cui abbiamo partecipato. In queste categorie, per una squadra costruita agli inizi di agosto, è tanto”, chiosa il tecnico.

A cura di Simone Vicidomini

Il Mattino – Calciomercato Napoli, Gattuso vuole Petagna, ma la SPAL non lo cede: due alternative

Il Mattino – Calciomercato Napoli, Gattuso vuole Petagna, ma la SPAL non lo cede: le due possibili alternative sono Kevin Lasagna dell’Udinese e Caputo del Sassuolo

Dopo aver definito i colpi Demme e Lobotka, la squadra mercato del Napoli si starebbe ora concentrando su un possibile rinforzo in attacco. Gattuso vorrebbe un centravanti e per questo avrebbe fatto il nome di Andrea Petagna. Il tecnico azzurro ritiene il suo profilo ideale per il suo gioco. Secondo quanto riporta l’edizione odierna de Il Mattino, la SPAL non sarebbe però intenzionata a cederlo nel corso di questa sessione di mercato. Ragion per cui Giuntoli ora starebbe valutando le alternative: le due più probabili rispondono ai nomi di Kevin Lasagna dell’Udinese e di Francesco Caputo del Sassuolo.

Dopo aver definito i colpi Demme e Lobotka, la squadra mercato del Napoli si starebbe ora concentrando su un possibile rinforzo in attacco. Gattuso vorrebbe un centravanti e per questo avrebbe fatto il nome di Andrea Petagna. Il tecnico azzurro ritiene il suo profilo ideale per il suo gioco. Secondo quanto riporta l’edizione odierna de Il Mattino, la SPAL non sarebbe però intenzionata a cederlo nel corso di questa sessione di mercato. Ragion per cui Giuntoli ora starebbe valutando le alternative: le due più probabili rispondono ai nomi di Kevin Lasagna dell’Udinese e di Francesco Caputo del Sassuolo.

Palermo: assegnati alla Questura 17 nuovi vice ispettori

Dopo un corso di formazione presso la Scuola di Polizia di Nettuno in provincia di Roma, sono stati assegnati alla Questura di Palermo.

Al termine dell’impegnativo corso di formazione della durata di 18 mesi, svoltosi presso la Scuola di Polizia di Nettuno in provincia di Roma, sono stati assegnati alla Questura di Palermo 17 nuovi Vice Ispettori della Polizia di Stato.

Il Sig. Questore di Palermo, dr. Renato Cortese, ha dato loro il benvenuto ed auspicando il massimo impegno nel delicato ruolo che i giovani Ispettori andranno a ricoprire e che sarà specificamente indirizzato a incrementare gli ambiti della polizia giudiziaria e del controllo del territorio, ha augurato loro ulteriori successi professionali e un rinnovato impegno nel nuovo delicato ruolo operativo a favore della collettività.

La Questura di Palermo, continua dunque, con rinnovato entusiasmo, ad assicurare ai cittadini un servizio sempre più efficiente, nell’ambito di un ampio progetto di “polizia di prossimità” che vede anche in questo territorio la Polizia di Stato impegnata nell’affermazione della legalità.

Adduso Sebastiano

vice ispettori vice ispettori vice ispettori

Gazzetta – Politano in vendita: vuole la Roma, ma al Napoli guadagnerebbe di più

Gazzetta – Politano in vendita: vuole la Roma, ma al Napoli guadagnerebbe di più. Llorente potrebbe rientrare nella trattativa con l’Inter

Secondo quanto riferisce l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il Napoli sarebbe ancora in corsa per Matteo Politano. L’attaccante dell’Inter, che settimana scorsa era vicinissimo alla Roma (aveva anche già svolto le visite mediche nell’ambito di uno scambio con Spinazzola), ha ricevuto diverse richieste. Lui vorrebbe tornare in giallorosso, colore indossato a livello giovanile. Il ds Giuntoli potrebbe però strappare il sì al calciatore facendo leva su un contratto più vantaggioso rispetto a quello offerto dalla Roma:

“Il giocatore vuole la Roma, ma le discussioni tra le due società non hanno trovato, finora, un punto d’incontro e Politano potrebbe prendere in considerazione l’idea di andare a Napoli dove guadagnerebbe di più. All’Inter, Giuntoli ha presentato un’offerta vantaggiosa, prenderebbe il giocatore in prestito con obbligo di riscatto così che a giugno, con 25 milioni, completerebbe l’operazione. Se la Roma non dovesse rilanciare, Politano sarebbe destinato al Napoli e nella trattativa potrebbe rientrare anche Llorente”

Secondo quanto riferisce l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il si sarebbe inserito nella corsa per Matteo Politano. Secondo quanto riferisce l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il si sarebbe inserito nella corsa per Matteo Politano

Sportitalia – Contatti Napoli-Sampdoria non solo per Tonelli: blucerchiati su Younes

Sportitalia – Contatti Napoli-Sampdoria non solo per Tonelli: blucerchiati su Younes. Sull’esterno ci sono anche Genoa e Torino, ma la Samp sta avanzando

La squadra mercato del Napoli è a lavoro anche sulle uscite: secondo quanto riferito da Alfredo Pedullà, esperto di mercato di Sportitalia, la società azzurra e la Sampdoria avrebbero intensificato i contatti non solo per il passaggio di Tonelli in blucerchiato, sulla quale le due squadre lavorano da tempo, ma anche per Younes. Sull’esterno, in cerca di rilancio dopo una prima parte di stagione abbastanza negativa, ci sono anche Genoa e Torino.

Alfredo Pedullà sull’asse Napoli-Sampdoria:

“Quella, annunciata da giorni, e relativa al difensore centrale Lorenzo Tonelli. Ma anche quella che chiama in causa Amin Younes, ci sono stati contatti proficui con il Napoli per il doppio colpo. E la Samp ha mosso passi importanti per due operazioni in chiave salvezza. Per l’esterno ci sono state richieste ufficiali di Genoa e Torino ma la Samp sta avanzando per definire gli accordi”

La squadra mercato del Napoli è a lavoro anche sulle uscite: secondo quanto riferito da Alfredo Pedullà, esperto di mercato di Sportitalia, la società azzurra e la Sampdoria avrebbero intensificato i contatti non solo per il passaggio di Tonelli in blucerchiato, sulla quale le due squadre lavorano da tempo, ma anche per Younes.

CTB: “Il Memorioso” e “Perlasca. Il coraggio di dire no”

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“Il Memorioso” e “Perlasca. Il coraggio di dire no” due spettacoli del Progetto Memoria del Centro Teatrale Bresciano (CTB). Al Mina Mezzadri e al Sociale con Massimiliano Speziani e Alessandro Albertin

CTB: “Il Memorioso” e “Perlasca. Il coraggio di dire no”

Proseguendo una progettualità inaugurata nel 2016, anche per la Stagione 2019/2020 il Centro Teatrale Bresciano inserisce nel suo Cartellone alcune proposte specificatamente dedicate al tema della memoria della Shoah.
Proprio intorno al 27 gennaio saranno in scena al Teatro Mina Mezzadri e al Teatro Sociale gli spettacoli Il Memorioso di e con Massimiliano Speziani e Perlasca. Il coraggio di dire no di e con Alessandro Albertin, due commoventi e appassionati monologhi che raccontano le storie di uomini e donne che si adoperarono a rischio della propria vita per salvare numerosi ebrei dallo sterminio. Gli spettacoli sono inseriti in Oltre l’abbonamento di “A riveder le stelle”, stagione realizzata grazie al sostegno di Gruppo A2A di Brescia, Fondazione ASM e Fondazione della Comunità Bresciana Onlus.

IL MEMORIOSO Spettacolo che dalla giornata di oggi fino a sabato è protagonista delle repliche riservate alle scuole, Il Memorioso andrà in scena per la cittadinanza al Teatro Mina Mezzadri di Brescia (Contrada Santa Chiara, 50/A) sabato 25 gennaio alle ore 20.30 e domenica 26 gennaio ore 15.30. Lo spettacolo di Paola Bigatto – che cura anche la regia – e di Massimiliano Speziani, è tratto dai testi di Gabriele Nissim e vede in scena, nei panni di Moshe Bejski, per anni presidente della Commissione dei Giusti presso il Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, lo stesso Massimiliano Speziani.
In scena una scrivania ingombra di fogli, scatoloni pieni di documenti, una cartina della Terra appesa alla parete. E un uomo, un conferenziere apparentemente goffo e impacciato, che comincia a raccontare le storie di persone sparse ovunque per il pianeta che si diedero da fare per salvare gli ebrei dallo sterminio. Quell’uomo è come posseduto dal demone del ricordo, da una ossessiva, struggente e buffa volontà di ordinare e inventariare nomi, date, luoghi, per impedire che la memoria dei fatti e delle persone scivoli via, consegnata all’oblio del tempo. Quel conferenziere altri non è che Moshe Bejski, per anni presidente della Commissione dei Giusti presso il Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme, l’Ente fondato per rintracciare tutti coloro che rischiarono la vita per aiutare gli ebrei durante la persecuzione nazista.
Lo spettacolo coinvolge lo spettatore nell’emozione di scoprire che ogni uomo, per molte cause – umanità, interesse, caso – può essere un Giusto. Nel racconto scorrono storie diverse, che fanno emozionare ma anche riflettere: non tutte sono trasparenti, anche il bene può essere ambiguo ed è spesso difficile darne una definizione univoca, come per il male. Ma rimane il fatto che nulla è più nobile che salvare una vita umana messa in pericolo da altri uomini.
Si dipana così un racconto lieve, privo di retorica e commovente del bene possibile che comunque si può compiere: un bene forse incapace di rovesciare la Storia, ma in grado di rovesciare i destini di singoli uomini, per consegnarli nuovamente alla speranza.

Durata dello spettacolo: 1 ora senza intervallo

Il Memorioso
di Paola Bigatto e Massimiliano Speziani
dai testi di Gabriele Nissim
regia Paola Bigatto
con Massimiliano Speziani
produzione Katzenmacher
con il sostegno di Gariwo

PERLASCA. IL CORAGGIO DI DIRE NO Dopo il grande successo degli anni passati, il Centro Teatrale Bresciano ripropone l’appassionato ed emozionante monologo che ripercorre la vita di Giorgio Perlasca, esempio luminoso di coraggio, generosità e
amore per l’uomo, cui darà vita il bravissimo Alessandro Albertin. Nel giorno dedicato alla Memoria, lunedì 27 gennaio, lo spettacolo diretto da Michela Ottolini sarà al Teatro Sociale di Brescia (via F. Cavallotti, 20) alle ore 20.30.
Giorgio Perlasca da ragazzo aveva aderito convintamente al fascismo. Ma dopo l’Etiopia e la guerra di Spagna il suo atteggiamento verso il regime si raffredda, fino a tramutarsi in convinto dissenso con le leggi razziali e l’alleanza Mussolini-Hitler. Di fronte alla tragedia delle deportazioni e degli eccidi di massa degli ebrei d’Europa decide di non rimanere a guardare.
Negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale, spacciandosi per console spagnolo a Budapest, mette a repentaglio la propria vita per salvare migliaia di ebrei dallo sterminio nazista. Tornato dalla guerra, non racconta a nessuno le sue vicende.
Solo grazie ad alcune donne ungheresi da lui salvate la sua storia è tornata alla luce nel 1988. Quando i giornalisti gli chiesero che cosa l’avesse spinto a salvare quelle vite Perlasca rispose semplicemente: “Lei cosa avrebbe fatto al mio posto?”.
Oggi il suo nome è scritto nel giardino di Gerusalemme come “Un Giusto tra le Nazioni”. Una storia che è necessario conoscere, un esempio che fa riflettere sulla possibilità che sempre ci è data di compiere una scelta, di agire. Perché possiamo sempre contribuire a cambiare il corso della storia.

Durata dello spettacolo: 1 ora e 20 minuti senza intervallo

Note di regia di Michela Ottolini
Davanti a qualcosa di terribile si può reagire in due modi: commentare la cosa, oppure occuparsi della cosa.
La prima soluzione è quella più comoda e ci conduce inesorabilmente al tasto mi piace di Facebook.
La seconda soluzione è quella più scomoda, richiede coraggio ed eroismo. E umiltà.
A commentare siamo capaci tutti. Per occuparsi di un problema e risolverlo, serve la volontà di farlo.
Questa è la grande lezione che ci ha lasciato Giorgio Perlasca. E da qui siamo partiti per raccontare al meglio questa storia meravigliosa. Lo facciamo con uno spettacolo semplice, senza fronzoli.
Affidandoci alla straordinarietà degli eventi e ad un’interpretazione che mescola tecnica ed emotività, accompagnandoci per mano alla scoperta di un capitolo della nostra storia che è necessario conoscere. In quanto italiani. In quanto uomini.

Perlasca. Il coraggio di dire no

di e con Alessandro Albertin

regia Michela Ottolini
luci Emanuele Lepore
produzione Teatro de Gli Incamminati
in collaborazione con Overlord Teatro
e col patrocinio della Fondazione Giorgio Perlasca

Biografie

Massimiliano Speziani
Diplomato presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha lavorato con i maggiori registi italiani tra cui Giancarlo Corbelli, Luca Ronconi, Massimo Castri, Alfonso Santagata e Federico Tiezzi. Vince il Premio UBU nel 1997. Collabora con il drammaturgo Renato Gabrielli. Tra le ultime interpretazioni: Il custode delle partenze, scritto e prodotto con Renata M. Molinari; Happy family di Alessandro Genovesi per il Teatro dell’Elfo di Milano; Le nuvole di Aristofane per la regia di Antonio Latella; Questi amati orrori di Gabrielli e Speziani; Il Tiglio, foto di famiglia senza madre di Tommaso Urselli, di cui ha curato anche la regia. Nathan, il Saggio di G. E. Lessing e Giulio Cesare di W. Shakespeare per la regia di Carmelo Rifici al Piccolo Teatro di Milano. Il Servitore di Due Padroni da Goldoni, testo di Ken Ponzio, per la regia di Antonio Latella, produzione ERT. Ha curato la regia di Volo Nove Zero Tre-Emil Zatopek, il viaggio di un atleta di M. Mazzocut-Mis, presentato al teatro Studio di Milano.
Nelle ultime stagioni teatrali ha curato la regia di Al Muro, il corpo in guerra su drammaturgia di R.M. Molinari (Teatro Club Udine) e inoltre recitato in La Donna Che Legge di R. Gabrielli messo in scena da R. Loris e in Note di Cucina R. Garcia, sempre per la regia di R. Loris (OUT OFF di Milano) e in Morte di Danton di G. Buchner regia M. Martone (Teatro Nazionale di Torino). È nel Pinocchio da Collodi di A. Latella che debutta nel gennaio 2017. Gli ultimi lavori sono: Essere Bugiardo di C. Gausconi per la regia di E. Masala e SPIN di R. Gabrielli. Riceve nel 2018 il Premio Hystrio all’interpretazione all’attività teatrale alterna quella didattica e quella di attore e autore radiofonico. Nella stagione 2018 / 2019 è nella Tragedia Del Vendicatore di T. Middelton, produzione Piccolo Teatro di Milano, regia di Declan Donnellan.

Alessandro Albertin

Si diploma nel 1999 presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Ha lavorato, tra gli altri, con Egisto Marcucci, Gianrico Tedeschi, Andrée Ruth Shammah, Gigi Proietti, Alessandro Gassmann, Damiano Michieletto, Giuseppe Emiliani e Franco Branciaroli. È autore dei testi di Overlord Teatro.

Redazione Lombardia

Consorzio Valpolicella: torna a Verona Anteprima Amarone

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CONSORZIO VALPOLICELLA: L’ANNATA 2016 A BATTESIMO CON ANTEPRIMA AMARONE (1-2 FEBBRAIO)
DAL 27 GENNAIO, UNA SETTIMANA DI EVENTI E FOCUS ECONOMICI TRA OSPITI, TASTING E INCONTRI INTERNAZIONALI. ATTESA LA MINISTRA POLITICHE AGRICOLE BELLANOVA

Consorzio Valpolicella: torna a Verona Anteprima Amarone

Degustazioni, convegni internazionali, approfondimenti di mercato e non solo. Torna a Verona Anteprima Amarone, la
manifestazione organizzata dal Consorzio tutela vini Valpolicella e dedicata al Grande Rosso veronese. Al centro l’annata 2016, un
millesimo che già si preannuncia di eccellenza celebrato attraverso una settimana di appuntamenti per stampa e operatori di
settore italiani ed esteri, che culminerà con le due giornate di evento e walk around tasting al Palazzo della Gran Guardia (sabato 1
e domenica 2 febbraio, Verona). Cinquantatre le aziende coinvolte, con un parterre di ospiti che va dai rappresentanti delle
istituzioni ai grandi nomi del panorama enoico nazionale e internazionale tra enologi, top buyer, master of wine ed esperti.

Si parte lunedì 27 con il Valpolicella education program (Vep), il progetto di formazione avanzata sulla prima Dop di vino rosso del
Veneto, ideato dal Consorzio e rivolto agli stake holder del settore, che giunge quest’anno alla sua terza edizione.
Amarone ma non solo, giovedì 30 si prosegue con la degustazione alla scoperta delle altre Dop della Valpolicella, a cura di Filippo
Bartolotta, sommelier e giornalista di Decanter e Jean Charles Viens, asian ambassador e firma della rivista Spirito diVino Italia (Villa
Brenzoni Bassani, S. Ambrogio di Valpolicella e Parco di Venere di Mezzane di Sotto).

Spazio all’internazionalizzazione invece, venerdì 31 con la terza conferenza annuale della Valpolicella sui principali mercati dei vini
della denominazione (ore 10.15, Palazzo della Gran Guardia), che accende i riflettori sui paesi target: Germania, Paesi anglosassoni
(UK e Usa) e monopoli con focus su Svezia e Canada. A seguire la degustazione esclusiva “Amarone vs vini del Nuovo Mondo”
firmata dal Master of wine Peter McCombie (ore 15.00, su invito a numero chiuso).

Anteprima Amarone entra nel vivo sabato 1° febbraio con la giornata riservata ai giornalisti nazionali ed esteri. In apertura, la
conferenza stampa (ore 11.00) con la presentazione dell’annata 2016 a cura di Diego Tomasi, del CREA-VE e l’incontro “Dal vigneto
al mercato: l’Amarone e l’identità del vino italiano” con la partecipazione del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, del presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori e del presidente di Assoenologi, Riccardo
Cotarella. E domenica 2 la manifestazione apre le porte anche a wine lover e appassionati per una giornata all’insegna del gusto con
tasting non stop dalle 10.00 alle 20.00 (ingresso a pagamento, biglietti acquistabili sul www.anteprimaamarone.it).

Redazione Lombardia

 

Di Lorenzo:”Vittoria fondamentale! Vogliamo vincere la Coppa”

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Di Lorenzo:”Contro la Fiorentina bruttissima prestazione, ci siamo stretti tutti insieme e siamo riusciti a fare una grande partita anche con un uomo in meno.”

 

Una grande vittoria per mandare via la crisi. Al San Paolo vince il Napoli che batte 1-0 la Lazio di Inzaghi volando alle semifinali di coppa Italia. Ottima partita quella di Giovanni Di Lorenzo, impiegato prima come difensore centrale accanto a Manolas,  e poi sulla fascia di destra dopo l’espulsione di Hysaj.  Il difensore azzurro, ha riportato delle dichiarazioni ai microfoni di Rai Sport:

 

“Sappiamo che la coppia d’attacco della Lazio è forte, ma siamo riusciti a contenerli e siamo contenti di questo passaggio del turno.

 Cambiamento rispetto alle altre partite? Bruttissima prestazione contro la Fiorentina, ci siamo stretti tutti insieme e siamo riusciti a fare una grande partita anche con un uomo in meno.

Stasera grande festa al San Paolo.
Quando ci sono le curve è un altro effetto, bellissimo. Sono contento e spero si ripeterà domenica.

Sappiamo che gli attaccanti della Lazio cercano combinazioni, giocano molto vicini, dovevamo stare stretti e riuscire a contenerli, abbiamo fatto una grande partita non solo in difesa. Insomma, abbiamo fatto delle buone trame di gioco.

Sarebbero stati più corretti i supplementari? Abbiamo giocato bene e abbiamo meritato di passare, la Lazio ha avuto grande occasioni ma meglio molto meglio questo risultato finale.

I nuovi giocatori del Napoli si sono presentati bene, non c’era nulla da chiarire. Anche con l’Inter e la Lazio abbiamo giocato bene, con qualche errore individuale abbiamo pagato un caro prezzo. Con la Fiorentina abbiamo sbagliato di più. Questa è una competizione dove vogliamo arrivare fino alla fine!”

Ssc Napoli:”Notte di emozioni struggenti, lacrime e sudore”

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Al San Paolo il Napoli batte 1-0 la Lazio e torna finalmente a sorridere. Vittoria importantissima per Gattuso e i suoi uomini che volano alle semifinali di Coppa Italia dove affronteranno la vincente di Inter-Fiorentina, in campo mercoledì prossimo alle 21:00. Al San Paolo decide il gol del capitano Lorenzo Insigne che torna finalmente a segnare su azione; non succedeva dalla sfida contro la Sampdoria del 2 febbraio. A proposito di questa vittoria super importante per gli azzuri, riportiamo il commento della Ssc Napoli:

Napoli – Un gol del capitano e 95 minuti da Guerrieri. Il Napoli batte la Lazio per 1-0 e si qualifica in semifinale di Coppa Italia. E’ una notte di lotta, sofferenza ed emozioni struggenti. Una di quelle sfide “tears and sweat” per rievocare lo slogan bellico di Winston Churchill. Lacrime e sudore, ma quelle azzurre alla fine sono urla liberatorie dopo un periodo di crepuscolo e una serata che improvvisamente si illumina di gioia. L’orizzonte si squarcia subito: Lorenzo salta mezza difesa laziale e sembra lui l’Aquila Olimpia che vola nel cielo di Fuorigrotta. Un “golazo” splendido che annuncia il trionfo. Ma ne passano pulsioni e sensazioni fino alla fine. Due espulsi, quattro pali, continue sinusoidi emotive, rimbalzi di adrenalina e vibrazioni. Fino alla dissolvenza azzurra in una notte finalmente magica. Il Napoli va in semifinale di Coppa Italia e probabilmente assurge a nuova luce. Si ricomincia domenica con la madre di tutte le sfide: Napoli-Juventus. Giusto per non farsi mancare nulla in una settimana di passione che chiude un mese di gennaio intenso, inquieto, ed infinito…”

Gattuso:” Ho visto finalmente il veleno. La squadra ha dato l’anima”

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Gattuso:” Sono orgoglioso e convinto di aver preso una squadra fortissima.  Si vede la qualità ma  dobbiamo tornare a essere squadra”

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa al termine del successo dei suoi azzurri contro la Lazio per 2-0. Ecco le sue dichiarazioni:

È arrivata la scintilla? Lo spero però visto che non è la prima partita dove abbiamo fatto bene , è un mio dovere cercare  di non far sedere questa squadra, ma di farla sempre stare sul pezzo perche non è un caso che la squadra abbia battuto il Liverpool e poi si sia seduta.

Commento sulla partita? Oggi ho rivisto il veleno,  una squadra disposta a sacrificarsi, una squadra che ha dato l’anima. Sì, ho visto quello che mancava tre giorni fa.

Rimpianti per aver dovuto snaturare la squadra subito? Sì,  avevo visto delle buone cose:palleggiavamo bene, i  giocatori erano nella giusta posizioni ma sono  cose che possono succedere. Ora  speriamo di rivedere lo stesso entusiasmo nelle prossime partite, di  avere tutti a disposizione e soprattutto avere continuità nei risultati. Prima quando stavo bevendo hanno inquadrato la tribuna e mi so messo a ridere a pensare a tutti i giocatori indisponibili, speriamo di recuperarli subito.

C’è stata la svolta nello spogliatoio o i tifosi hanno fatto cambiare qualcosa ? Io mi ricordo cos’era il San Paolo e cosa mi lasciava quando era calciatore. Se lo stadio fosse stato come 3-4 partite fa non la vincevamo  questa gara; spero di rivedere sempre le stessa energia e ringrazio le gente. Vorrei sempre 40-50 mila persone allo stadio:  sono  un’ arma in più  ma dipende da noi.

Demme  e Lobotka da rivedere insieme?Sì , hanno fatto bene:  Demme era il capitano del Lipsia primo in classifica e agli ottavi di champions;  bisogna fare complimenti a Giuntoli e al Presidente per averlo portato.  In  Germania se non hai carattere non fai il capitano, Demme non è un giocatore normale. Lobotka pure non è una mezz’ala normale: non fa tanti gol ma è quello che ci serve.  Complimenti anche a Elmas ma anche  a tutta la squadra perché si è finalmente rivisto lo spirito. Forse è vero, a tratti siamo stati fortunati ma anche sfortunati;  abbiamo anche saputo soffrire.  

Vedendo le altre partite forse l’unica gara sbagliata è stata  quella con la Fiorentina:  posso pensare che si giochi male tecnicamente ma contro la Fiorentina anche dal livello agonistico non abbiamo fatto niente.

Se sono entrato nella testa dei miei giocatori? Non mi fido,  il grafico dice che consumiamo ancora tanto: dobbiamo essere dei martelli e continuare su questa strada, già  da domenica  che abbiamo una partita molto importante.

Ritiro? L’hanno deciso i giocatori, non io.

Allan?  È  da 5 partite gioca con antiinfiammatori voi pensate che abbiamo litigato…

Il Napoli può prendersi delle soddisfazioni?  Io sapevo delle difficoltà quando sono stato chiamato ma non mi sembrava vero, sono orgoglioso e convinto di aver preso una squadra fortissima.  Si vede la qualità ma  dobbiamo tornare a essere squadra, c’è bisogno della voglia di soffrire;  non sempre bisogna giocare  col fioretto ma dobbiamo giocare anche col coltello tra i denti. Lo ripeto, sono felice di allenare questa squadra.  Oggi valiamo 24 punti e dobbiamo metterci in testa che quando affrontiamo squadre più deboli dobbiamo avere umiltà e correre.

Quando ritornano gli infortunati? Maksimovic fra domani dopodomani rientrerà in gruppo,  domani Koulibaly farà la risonanza per vedere se è migliorato, Mertens sente ancora dei piccoli fastidi mentre Allan domani a riposo poi ricomincerà .”

Gattuso: “Dobbiamo avere fame. Bisogna dirsi le cose in faccia”

“Campionato? Dobbiamo guardarci le spalle”

Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della RAI al termine del match di Coppa Italia contro la Lazio deciso da un gol di Insigne che permette agli azzurri di guadagnare l’accesso alle semifinali. Nel prossimo turno ci sarà la vincente del quarto di finale tra Inter e Fiorentina.

Ecco le parole di Gattuso:
“Dobbiamo pensare partita dopo partita perché la classifica è molto deficitaria. Elmas ha fatto una ottima partita. La Lazio è molto brava, fisicamente sono devastanti quando ti portano negli ultimi 25 metri. Abbiamo fatto alcuni errori con Luperto nel finale, non staccava al momento giusto. Sono bravi i ragazzi che si mettono a disposizione, Elmas è un centrocampista ed ha fatto bene anche sulla fascia. Demme? E’ un giocatore importante, ne ha giocate di partite così. Anche Lobotka stava giocando molto bene, bisogna farli inserire bene e recuperare gli infortunati. Dobbiamo avere fame e non avere la pancia piena. Quest’anno non è la prima vittoria importante che fa ma poi si è sempre seduta, dobbiamo trovare il veleno ed oggi l’ho visto. Serenità? Devo darla io, so che è difficile da quando è accettato perché è una piazza complicata. Tre giorni fa sono rimasto stupito dalla partita contro la Fiorentina, con l’Inter e con la Lazio avevamo espresso un buon gioco mentre sabato siamo stati imbarazzanti. Non me lo aspettavo. Il ritiro era una scelta dei giocatori, io ho detto solo che le responsabilità erano mie. Siamo sprofondati con la Fiorentina, ho visto una squadra imbarazzante e le colpe me le sono prese io. Poi bisogna guardarsi negli occhi e dirsi le cose, qualcosina ce la siamo detti. Bisogna dirsi le cose in faccia perché rappresentiamo una società importante. Perché i giocatori avevano smesso di parlarsi? Capita quando si sta per sette o otto anni insieme facendo risultati importanti. Subentra amicizia vera e fai passare qualcosa. E’ meglio non far passare nulla perché si deve lavorare con serenità. Non ho detto che i miei ragazzi non si parlavano. La priorità è il campionato e dobbiamo recuperare. Voi parlate di Champions ed Europa League ma qui dobbiamo guardarci le spalle. Il presidente è a Roma. Dedico la vittoria a chi mi ha dato la possibilità di allenare questa squadra: il presidente, Giuntoli e Pompilio. E poi a tutti quelli del club che mi stanno vicini”.

Insigne: “Gol? Più felice per la qualificazione. Tifosi? Grazie”

“Abbiamo capito i nostri errori, ne verremo fuori”

Lorenzo Insigne, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della RAI al termine del match di Coppa Italia contro la Lazio deciso da un suo gol che permette agli azzurri di guadagnare l’accesso alle semifinali. Nel prossimo turno ci sarà la vincente del quarto di finale tra Inter e Fiorentina.

Ecco le parole di Insigne:
“Sono più contento per il passaggio del turno che per il gol, ci voleva. Da capitano volevo ringraziare i tifosi che sono rientrati oggi ed hanno mantenuto la promessa di sostenerci fino al 95′. Così bisogna fare: soffrire tutti insieme ed uscire da questo momento. Squadra trasformata? Abbiamo capito gli errori commessi, ci siamo parlati e da ragazzi maturi stiamo cercando di venirne fuori. Il campionato è lungo e possiamo toglierci delle soddisfazioni”.

Napoli-Lazio, le statistiche del match

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Napoli-Lazio, le statistiche del match

I dati statistici di  Napoli-Lazio

Al San Paolo finisce 1-0 per il Napoli. Gli azzurri di Gattuso  ringraziano Lorenzo Insigne e volano in semifinale di Coppa Italia dove affronteranno la vincente di Inter-Fiorentina, in campo mercoledì prossimo alle ore 20:45. Successo importantissimo per il Napoli che dà un calcio alla crisi: dopo la bruttissima sconfitta contro la Fiorentina era fondamentale tornare al successo; gli azzurri ci sono riusciti e hanno battuto la squadra italiana più in forma  in questo momento, i biancocelesti del super bomber Immobile che dopo 10′  ha fallito la realizzazione dagli 11 metri. Napoli che dunque, in attesa di sapere chi sarà l’avversaria, vola in semifinale di Coppa Italia per cercare di rialzare e, perché no, di cambiare del tutto questa stagione.

 

Napoli-Lazio, le statistiche del match