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Gli affreschi della Mostra Archeologica “Pompei oltre le mura” al MATT

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29 gennaio 2020: il “Larario” con i suoi affreschi sarà in esposizione al MATT, in attesa di un altro viaggio per una nuova esposizione nel Mondo.

Gli affreschi della Mostra Archeologica “Pompei oltre le mura” al MATT

TERZIGNO (NA)- 29 gennaio 2020: il “Larario”, tra gli affreschi più apprezzati della Mostra Archeologica “Pompei oltre le mura – le ville di Terzigno all’ombra del Vesuvio” sarà in esposizione al MATT- Museo Archeologico Territoriale di Terzigno. Dopo il prestito sarà ricollocato nella Mostra Archeologica in una Sala dedicata, in attesa di un altro viaggio per una nuova esposizione nel Mondo.
Dopo essere già stati esposti all’inaugurazione della Mostra del 19 settembre 2019, sono poi stati successivamente esibiti presso le Scuderie del Quirinale in Roma, per la mostra temporanea “Pompei e Santorini – L’eternità in un giorno”.
Mercoledì 29 gennaio 2020, alle ore 11.30, presso il MATT avrà luogo un evento per il rientro del “Larario” nella sua nuova collocazione in una Sala dedicata. Ai visitatori sarà permesso di visitare l’esposizione del MATT fino alle ore 13.00.
Alla conferenza stampa, prenderanno parte oltre al sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, l’assessore alla Cultura, Genny Falciano e l’Amministrazione Comunale, anche il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il direttore generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, rappresentanti del Mibac e delle altre Istituzioni del Territorio.
Dalle ore 19.30, invece, si terrà la seconda parte dell’evento con la degustazione enogastronomica GourMATT dal titolo “Dal sacrificio al banchetto: rituali e cibo nella casa romana”. Un cuoco esperto della cucina storica romana, condurrà gli ospiti in un percorso nella cultura a tavola con gli antichi: parlerà dei “pilastri” della cucina dell’epoca e degli ingredienti caratterizzanti e di come questi si siano evoluti fino ai giorni nostri. Si potrà degustare anche il particolare vino Mulsum, ovvero di un vino preparato, come era consuetudine, con miele e spezie. Vino che non potrà mancare per un brindisi tipico dell’epoca per il rientro dei prestigiosi affreschi.

Real Forio è notte fonda, la Sibilla vince troppo facilmente

ECCELLENZA- REAL FORIO- SIBILLA FLEGREA 0-3: I biancoverdi vengono sconfitti dai flegrei al Calise, che vale la quarta sconfitta consecutiva

I biancoverdi vanno sotto alla mezz’ora dopo un rigore di Costagliola. Nella ripresa, un secondo rigore per fallo di mano di Trani(poi espulso con Joof) trasformato da Di Fusco che stende i foriani,che tracollano con la rete di Scarparo nel finale

Simone Vicidomini– Il Real Forio non riesce più a vincere. I biancoverdi vengono ancora una volta sconfitti al “Calise”, subendo la quarta sconfitta consecutiva.Questa volta a portare a casa i tre punti è la Sibilla che vince con un pesante 3-0. E’ davvero notte fonda per la squadra di De Siano che, dopo aver inanellato due vittorie nella nuova gestione, non riesce più ad uscire da un tunnel buio.Una sconfitta che aumenta le possibilità di una retrocessione diretta, ma fa registrare anche una statistica preoccupante: per la quarta volta di fila, i foriani non vanno in rete. Per una squadra che vuole salvarsi in maniera diretta o raggiungere i play-out, un handicap che pesa come un macigno. Se nelle prime giornate si era visto un Forio che in fase offensiva trovava la via del gol, anche in maniera fortunosa, nelle ultime uscite sembra che non riesca proprio ad essere incisivo sotto porta. Il match non ha visto una brutta prestazione della squadra isolana, ma soltanto nella prima frazione, per poi crollare nettamente nella ripresa. A sbloccare il risultato sono stati i bacolesi con un calcio di rigore di Costagliola alla mezz’ora di gioco, ma gli stessi prima avevano colpito una traversa con Illiano. Sul finire del primo tempo c’è da segnalare l’espulsione di mister De Siano dalla panchina per eccessive proteste nei confronti dell’arbitro. Nella ripresa, il copione impostato ad un certo punto dagli uomini di Illiano non è cambiato, tanto che la prima occasione creata dal Real Forio è giunta al 59’ con Galloppa che impegna Maione, bravo a nloccare in due tempi. Poco dopo gli ospiti hanno colpito nuovamente un legno con Battaglia. L’episodio clou della partita è giunto al 69’ con l’arbitro che ha concesso il secondo calcio di rigore per un fallo di mano di Trani (appena entrato), estraendo il cartellino rosso per il difensore. Tra le proteste eccessive dei foriani viene espulso anche Joof, con i locali che rimangono in nove uomini. Dagli undici metri a mettere a segno il 2-0 è Di Fusco. Nel finale è giunta anche la terze rete di Scarparo, bravo a dribblare un avversario e concludere dal limite dell’area. Nel corso dei minuti di recupero c’è da segnalare un episodio che potrebbe aprire scenari tutt’altro che positivi per il Real Forio: l’assistente numero uno dell’arbitro, all’altezza della linea mediana, si è quasi accasciato a terra, colpito da un componente della panchina locale. Mancava un residuo del tempo di recupero e quindi è assai probabile che il direttore di gara abbia fischiato la fine anticipatamente visto il grave episodio di violenza.

LE FORMAZIONI- Il Real Forio ha dovuto rinunciare a Fiorentino ed Errico fermi ai box per infortunio, con Esposito fermato da un attacco febbrile.I biancoverdi sono stati schierati in campo da De Siano con un 4-3-3 che ha visto D’Errico a difesa della porta,la linea difensiva composta da Galloppa,Festa,Iacono e Di Meglio,il centrocampo con Amabile (recuperato in extremis),Joof e Sorrentino, in avanti Migliaccio e Babù con De Luise al centro dell’attacco.  Sul fronte opposto la Sibilla è stata schierata in campo da Illiano con questi 11: Maione,Fiore,Scarparo,Costagliola,Battaglia,Severino,Petrone,Valoroso,Illiano,Di Fusco e Majella.

ILLIANO CHE TRAVERSA ,COSTAGLIOLA DAL DISCHETTO- Primo del fischio d’inizio, è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria della scomparsa di Pasquale Sportiello,che è venuto a mancare in settimana. Il primo squillo è dei padroni di casa. Al 6’, contropiede dei biancoverdi con Babù che va via in velocità,dal limite va alla conclusione ma è facile preda per Maione. Al 16’, bacolesi vicino al vantaggio, Illiano servito in area di rigore,conclusione di prima intenzione con la sfera che si stampa sulla traversa.  Al 20’,rispondono i locali con un tiro di Amabile, il suo tentativo è troppo centrale. Al 24’,ci prova De Luise dal limite, conclusione alta. Alla mezz’ora di gioco sugli sviluppi di un calcio d’angolo per i flegrei,Costagliola viene agganciato in area di rigore,l’arbitro fischia il penalty. Padroni di casa increduli per l’assegnazione del rigore. Dal dischetto va lo stesso Costagliola che spiazza D’Errico e fa 1-0. Al 44’, espulso dalla panchina Nello De Siano per eccesive proteste (pochi minuti prima era già stato ammonito) Al 46’, Migliaccio in contropiede salta Maione,ma incredibilmente inceppa nel pallone nel tentativo di concludere a rete,ma l’arbitro interrompe l’azione fischiando il fuorigioco. La prima frazione termina sul risultato di 0-1 per la Sibilla.

DOPPIO ROSSO,DI FUSCO RADDOPPIA -La ripresa si apre senza cambi. Al 56’, parata in tuffo di D’Errico su un colpo di testa di Battaglia sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Al 59’, si fanno vedere i foriani, contropiede ancora una volta con Babù che dal limite apre sulla sinistra per Galloppa che va alla conclusione,Maione blocca a terra in due tempi. Al 62’ altro legno scheggiato dai flegrei con Battaglia che colpisce la traversa con una girata di testa. Al 69’, arriva la doppia doccia fredda per il Real Forio:calcio d’angolo battuto dagli ospiti dalla sinistra,colpo di testa di Battaglia con il pallone che carambola sulla mano di Trani appostato sulla linea della porta; l’arbitro estrae il cartellino rosso al neo difensore da poco entrato in campo e concede il calcio di rigore. Tra le proteste dei foriani,viene espulso anche Joof con i locali che rimangono in nove. Dagli undici metri va Di Fusco che non sbaglia e trova il 2-0.

SCARPARO TRIS- Al’83’, Majella lanciato in contropiede, penetra tra la retroguardia foriana,a tu per tu con D’Errico incredibilmente colpisce il palo,giornata sfortunata per l’esperto attaccante. Al 87’ i flegrei mettono in ghiaccio il risultato: Scarparo servito sulla trequarti, salta Sorrentino,conclusione dal limite con il pallone che termina alla sinistra di D’Errico. La partita termina sul risultato di 0-3 per la Sibilla Flegrea. In casa foriana si mastica amaro, di più per l’episodio di violenza accaduto negli ultimi scampoli di partita.

REAL FORIO  0

SIBILLA FLEGREA 3

REAL FORIO:D’Errico,Galloppa,Di Meglio,Joof,Iacono(90’Di Lustro)Festa,Sorrentino,Migliaccio(61’Trofa)De Luise(65’Trani) Amabile (76’Boria)De Oliveira. A disp.Di Maio,Verde,Nicolella,Calise,Senese.All. Nello De Siano

SIBILLA FLEGREA:Maione,Fiore,Scarparo(87’Zaccaro)Costagliola,Battaglia,Severino,Petrone(54’Ioffredo.A)Valoroso(81’Di Meo.G)Illiano,Di Fusco,Majella. A disp:Ciccarelli,Coppola,Di Meo.G,Salierno,Ioffredo.P,Colesanti. All.:Gennaro Illiano

Arbitro: Fabio Della Corte della sezione di Napoli( Ass.:Alfonso Riccardo e Mario Cammarota della sez. di Nola)

Reti: 31’ rig. Costagliola, 70’rig. Di Fusco, 87’ Scarparo (S)

Ammoniti: Babù,De Luise,De Siano allenatore,Perrotta, (R )  Costagliola,Di Fusco,Severino (S)

Calcio d’angolo: 5-7

Recupero: 1’p.t.-2’ s.t.

Note: Al 44’espulso De Siano per eccessive proteste dalla panchina; Al 69’ espulso Trani e Joof (per proteste)

Primavera 2B, Juve Stabia-Ascoli 1-1: pari per le Vespette (VIDEO)

Primavera 2B, Juve Stabia-Ascoli 1-1: pari per le Vespette: pari per le Vespette di Luca Fusco. Decidono i gol di La Monica e Franzolini

Primavera 2B, Juve Stabia-Ascoli 1-1: pari per le Vespette (VIDEO)

 

Pareggio per 1-1 per la Juve Stabia Primavera guidata dal tecnico Luca Fusco. Vanno in vantaggio le Vespette con una rete siglata da La Monica al minuto 8; il pareggio per i marchigiani arriva allo scadere della prima frazione di gioco con il gol di Franzolini. Al termine del match il tecnico della Juve Stabia, Luca Fusco, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni ufficiali: “Abbiamo incontrato la squadra più forte del girone e la loro classifica parla chiaro. Hanno dimostrato anche oggi di essere la migliore squadra del girone e viene avvalorata ancora di più la prestazione dei miei ragazzi. Siamo andati in vantaggio poi abbiamo subito un gol che si poteva evitare ma abbiamo meritato il pari. Quando giochi contro queste squadre forti è normale fare fatica. E’ una squadra allenata benissimo l’Ascoli che oggi ha affrontato una grande Juve Stabia. Quando lavori bene i risultati alla fine di vedono in campo“.

Di seguito il tabellino del match.

JUVE STABIA – Del Sorbo, Boccia, Romano, Selvaggio, Campanile, Luongo (63′ Annibale), Todisco, Oliva, Della Pietra, Guarracino (87′ Celentano), La Monica (71′ Masotta). A disp. Tessitore, Sigismondo, Arcella, Mangini, Stoecklin. All. Fusco
ASCOLI – Zizzania, Pulsoni, Felicetti (51′ Markovic), Alagna, Alessandretti, Zenelaj, Olivieri (72′ Fossati / 84′ Staten), Franzolini, D’Agostino, Riccardi (72′ Bucri), Intinacelli. A disp. Bielikov, Esposito, Colistra, Marighi, Izzo, Radano. All. Guillermo
GOL – 8′ La Monica (J), 45′ Franzolini (A)
AMMONIZIONI – Felicetti (A), Della Pietra (J)
ESPULSIONI – /

Questi tutti gli altri risultati della quattordicesima giornata del campionato Primavera 2 Tim Girone B:

Trapani-Perugia 1-0

Juve Stabia-Ascoli 1-1

Crotone-Livorno 2-0

Salernitana-Frosinone 2-1

Benevento-Cosenza 2-1

Pisa-Lecce 1-2

In classifica in testa sempre l’Ascoli con 34 punti, segue il Trapani con 27, Lecce e Livorno con 22, Crotone 20, Perugia 19, Frosinone e Cosenza 18, Benevento 17, Salernitana 15, Juve Stabia 13, Pisa 10.

Nel prossimo turno la Juve Stabia ospiterà il Lecce al “Romeo Menti” sabato 1 febbraio alle ore 14:30.

 

a cura di Natale Giusti

Foto e video tratti dal sito ssjuvestabia.it

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In attesa di Roma Lazio. Probabili formazioni e statitiche

Alle 18.00 scendono in campo Roma e Lazio per l’attesissimo derby della Capitale. Diamo uno sguardo alle probabili formazioni e alle statistiche di uno dei derby più sentiti dal pubblico di serie A

Alle 18.00 Roma e Lazio all’Olimpico, big match valido per la seconda giornata di ritorno di Serie A. Formazioni e curiosità in numeri

 di Maria D’Auria

Roma- Alle 18.00 scatta l’ora del big match della Capitale diretto dall’arbitro Calvarese.

Sold out all’Olimpico per la sfida della seconda giornata di ritorno del campionato che, per la storica rivalità tra Roma e Lazio, ha richiamato le tifoserie tra le più affezionate e le più appassionate di sempre.

La Roma, reduce dall’eliminazione dalla Coppa Italia (sconfitta per 3 a 1 dalla Juventus), cerca una vittoria che le consenta di mantenere il quarto posto in classifica, mentre la Lazio, reduce da 11 vittorie consecutive, cerca il record del dodicesimo successo di fila.

Nella conferenza stampa di ieri, Paulo Fonseca ha confermato di affidarsi al 4-2-3-1. Con una rosa ridotta all’osso dagli infortuni, le sue scelte sono quasi obbligate.

In porta è scontata la presenza di Pau Lopez. Dubbi su chi completerà il pacchetto difensivo. Spinazzola Kolarov sono i candidati principali per le due maglie da titolari. Altro ballottaggio è tra Florenzi e Santon, i prescelti completeranno il quartetto insieme a Mancini e Smalling. A centrocampo il forfait di Diawara preclude grandi stravolgimenti o sorprese, ci saranno infatti  Veretout e Cristante a dirigere la manovra. Pellegrini, nel ruolo di trequartista, Cengiz Ünder e Justin Kluivert, completeranno l’attacco  con l’undici iniziale Dzeko che tornerà in campo dal primo minuto dopo aver saltato la gara contro la Juventus per la squalifica in Coppa Italia.

In casa Lazio, Simone Inzaghi, recuperato Correa e Luis Alberto, si affiderà al solito schema, il 3-5-2, con Strakosha (pienamente recuperato) tra i pali, difeso dal terzetto formato da Luiz Felipe (che ha vinto il ballottaggio con Patric), Acerbi e Radu. A centrocampo Lazzari sulla destra e Lulic a sinistra; Milinkovic-Savic e Luis Alberto da interni e Leiva regista. In attacco ci saranno Correa e l’implacabile Ciro Immobile, capocannoniere della Serie A con 23 reti realizzate. In panchina, disponibile Caicedo.

Ecco le probabili formazioni che scenderanno in campo alle 18.00.

Probabili Formazioni

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez; Spinazzola, Mancini, Smalling, Florenzi; Cristante, Veretout; Ünder, Pellegrini, Kluivert; Dzeko.
LAZIO (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic-Savic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Correa, Immobile.

Serie A. Statistiche e curiosità del Derby tra Roma e Lazio

Il maggior numero di derby è stato vinto dalla Roma. In Serie A, ad oggi i derby di Roma sono stati 152. Di questi, 58 si sono conclusi con un pareggi0, 55 sono stati vinti dai giallorossi e 39 dai biancocelesti.

Nello specifico, su tutti i derby Roma-Lazio giocati, ossia 76, la Roma ne ha vinti 30 e la Lazio 14, mentre i pareggi sono stati 32. Più equilibrati sono i risultati delle restanti 76 partite Lazio-Roma: questi derby sono stati vinti 25 volte dai giallorossi e 25 volte dai biancocelesti, mentre i pareggi sono stati 26.

Nella stagione che sta per concludersi i risultati della stracittadina di Roma sono stati equilibrati: gli ultimi derby tra Roma e Lazio, infatti, hanno visto trionfare i giallorossi nel girone di andata e i biancocelesti in quello di ritorno.

Su 152 derby della capitale nella massima serie, la Roma ha segnato 191 gol e la Lazio 148.

Napoli-Juventus, le possibili scelte di Gattuso e Sarri

Azzurri con gli uomini contati, tra i bianconeri mancherà Emre Can

Questa sera allo stadio San Paolo si aprirà il sipario sul match tra NapoliJuventus. Una partita mai banale soprattutto se a sedere sulla panchina bianconera è Maurizio Sarri, il tecnico che, negli ultimi trent’anni, è andato più vicino al tricolore sfiorato e non conquistato nonostante i 91 punti ottenuti. D’altro canto, questa gara non può concentrarsi soltanto sul ritorno da ex del tecnico toscano: infatti, gli azzurri hanno la necessità di vincere per avvicinare la zona Europa anche se di fronte ci sarà la capolista che vuole consolidare il proprio primato e tenere a distanza l’Inter che, da parte sua, spera in un passo falso di Ronaldo & co.

NAPOLI
Gattuso deve fare i conti con la lunga lista di infortunati a cui si va ad aggiungere anche Ospina (causa gastroenterite). Tra i pali, dunque, ci sarà il ritorno di Meret. In difesa, con Koulibaly ancora out, c’è il ritorno di Maksimovic che affiancherà Manolas con Di Lorenzo spostato a destra e Mario Rui a sinistra. In mediana c’è la conferma per Demme dopo l’ottima prova fornita nel match di Coppa Italia; accanto a lui agiranno Fabian Ruiz e Zielinski. In attacco, il tridente sarà formato da Milik (punta centrale) e da Insigne e Callejon (sulle fasce).

4-3-3: Meret; Di Lorenzo, Maksimovic, Manolas, Mario Rui; F. Ruiz, Demme, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne. All: Gattuso.

JUVENTUS
Oltre ai noti Chiellini, Demiral e Khedira, Sarri perde anche Danilo alle prese con noie fisiche e De Sciglio (in procinto di passare al PSG). A difendere la porta bianconera sarà Szczesny con Cuadrado, Bonucci, De Ligt e Alex Sandro in difesa. A centrocampo Pjanic detterà i tempi di gioco con Bentancur e Matuidi ai suoi lati. In avanti sono certi di una maglia Dybala e Cristiano Ronaldo mentre il ballottaggio riguarda Ramsey e l’ex Higuain con il gallese favorito.

4-3-1-2: Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, A. Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Ramsey; Dybala, C. Ronaldo. All: Sarri.

a cura di Michele Avitabile

RIPRODUZIONE RISERVATA

EDITORIALE – Juve Stabia, lampo o arcobaleno

Ancora un risultato positivo per la Juve Stabia, che grazie alla giocata di Di Gennaro trova il fondamentale pareggio contro il Pisa, passato in vantaggio con Masucci.

Si allunga la striscia positiva della Juve Stabia, che non si ferma nemmeno a Pisa, dove il gol dei toscani arriva a sette minuti dal termine con le gambe stabiesi che iniziano a diventare pesanti. La prodezza improvvisa di Di Gennaro invece strozza in gola al Pisa l’urlo della vittoria facendo invece esplodere squadra, staff e tifosi stabiesi all’Arena Garibaldi.

La vigilia della gara aveva anticipato alla Juve Stabia quanto sarebbe stata dura la sfida di Pisa. A rendere complicato il match, non solo il valore dell’avversario ma anche le condizioni fisiche precarie di tanti elementi, molti dei quali titolari, e la squalifica dello scatenato Canotto. Fattori determinanti nella preparazione della gara che però non hanno intaccato la voglia di fare bene di Fabio Caserta e dei suoi ragazzi, in campo battaglieri nonostante l’inevitabile poca brillantezza.

Al primo tempo equilibrato è seguita la ripresa in cui il Pisa ha tenuto forse meglio il campo nella fase iniziale, salvo poi abbassarsi quando i cambi studiati dal tecnico stabiese hanno dato nuova energia alla Juve Stabia. Proprio nel momento migliore delle Vespe, Masucci grazie alla deviazione di Fazio ha sorpreso l’ottimo Provedel; una mazzata, soprattutto a pochi minuti dal termine, capace di abbattere parecchie squadre. Non però la Juve Stabia di Caserta, che sotto il diluvio pisano ha trovato la forza per ballare sotto la pioggia.

Non poteva scegliere modo e momento migliore Davide Di Gennaro per urlare tutta la sua voglia di essere ancora calciatore importante, decisivo per le sorti della sua squadra. Rispolverato e lanciato in campo come arma dell’ultima spiaggia da Caserta, il numero 10 si è subito scrollato di dosso la ruggine delle settimane passate in panchina, entrando in campo con l’obiettivo del gol stampato in mente. Il tempo di far scaldare il mancino con la prima conclusione, quando il punteggio era ancora sullo 0-0, su cui Gori pasticcia senza però fare la frittata è stata sufficiente a Di Gennaro per prendere le misura alla porta nerazzurra. Coraggioso e cercato il sinistro che rende meraviglioso l’ultimo tentativo delle Vespe; una carezza che spinge il pallone all’incrocio dei pali, improvvisa quasi come un lampo che annuncia il temporale più che come un arcobaleno che saluta la pioggia.

Una rete vale molto di più del punto regalato alla classifica della Juve Stabia e che certifica quanto il gruppo guidato da Caserta abbia ormai trovato la propria dimensione. Tutti si sentono utili al progetto, anche chi non scende in campo da settimane ed è appetito da parecchie compagini rivali; tutti hanno ben chiaro che l’obiettivo salvezza è ancora lontano e per conquistarlo c’è ancora tanto da battagliare su ogni pallone; tutti, soprattutto, giocano per lo stemma che hanno sul petto e non per il nome che portano sulla schiena. Una squadra dai valori umani altissimi che si esaltano nelle scelte tattiche di Caserta, anche ieri tutte azzeccate. Non un caso che la combinazione che porta al pareggio sia targata Izco – Di Gennaro, lanciati dal tecnico in campo nella ripresa insieme a Rossi, bravo a dare supporto offensivo Forte.

Il risultato di Pisa consente alle Vespe di guardare con fiducia crescente alle prossime gare, certamente difficili, ma alla portata di un gruppo totalmente consapevole delle proprie qualità. Del resto, nella lunga corsa verso il sole della salvezza, può capitare di imbattersi in un lampo o in un arcobaleno.

CdM – Niente fischi per Sarri: il San Paolo lo accoglierà con indifferenza

Secondo la Curva B, Sarri non dovrà percepire né amore né odio

Oltre all’evento in sé, Napoli-Juventus è anche il ritorno di Maurizio Sarri nella città dove ha sfiorato lo scudetto mettendo a referto ben 91 punti in una sola stagione. Ora il tecnico toscano siede sulla panchina bianconera e la cosa non è andata di certo giù al popolo partenopeo, soprattutto quello della Curva B, che tanto aveva osannato Sarri per il modo di allenare e di vivere la realtà partenopea.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno:
“Negli ultimi giorni in città il dibattito riguardo all’accoglienza da tributargli è diventato l’argomento centrale nell’attesa della gara. É palpabile l’imbarazzo: il «traditore», resta l’allenatore che più ha dato alla squadra e alla città. L’uomo del record con novantuno punti e uno scudetto sfiorato mai così da vicino. Sarri è il classico caso dell’amore folle che poi quando finisce si trasforma in odio.
Adesso che i gruppi organizzati sono tornati a cantare e a rendere vivo il San Paolo, non vogliono farsi prendere dal sentimento ostile verso chi è andato nella casa della Signora sportivamente più odiata. E, allora, la linea che sembra prevalere è quella dell’indifferenza. Sarri non dovrà percepire nè amore, nè odio: è il pensiero soprattutto della Curva B che a Sarri ha dedicato cori e striscioni durante l’avventura napoletana. L’inchino dopo Napoli-Crotone ha rappresentato l’ultimo atto di un rapporto di grande empatia, anche sotto il profilo culturale”.

Corbo: “Sarri decise di lasciare il Napoli dopo Madrid”

“Al tecnico non andò giù la sfuriata di De Laurentiis”

Il giornalista Antonio Corbo, attraverso il suo editoriale per il quotidiano La Repubblica, ha parlato dell’avventura di Maurizio Sarri sulla panchina del Napoli e del momento in cui il tecnico toscano ha deciso di andare via.

Ecco quanto scritto da Corbo:
“Giocando  d’€™anticipo, dice che considera i fischi solo affetto. Sarri li esorcizza in un sabato di pensieri confusi solo per il Napoli. I suoi li ha rimessi tutti in ordine, preparando un campionario di battute per rispondere su tutto e su niente, per non impegnare il futuro azzarda pure che potrebbe lasciare Juve e panchina insieme, ma chi gli crede? Rancori o nostalgia chissà, ma se ne andrà  portandosi ancora dentro quei due misteri. Perché decise di andar via e perché non disse la verità nei primi cinque mesi del 2018 al Napoli che lo braccava? La prima volta il 10 gennaio, giorno di Sant’€™Aldo e del suo compleanno. De Laurentiis si presentò a casa sua con un dono, un orologio si disse, ma non ebbe mai la corda, le lancette rimasero ferme, a tavola parlarono di calcio e di vino, mai di loro due. Sarri a  mercato aperto chiese solo Verdi o Politano. Il primo tornò dalle vacanze a Dubai con un no imprevisto ma secco, concordato con la fidanzata, per il secondo ci si mise il manager ancora juventino Marotta, e saltò tutto.
Ripensandoci, il Napoli sta per prendere l’€™esterno di destra richiesto proprio da Sarri, sembra passato un secolo. Nuovo pranzo ed altro tempo sprecato il giovedì prima che finisse il campionato, ristorante dalle parti di Castel Volturno, De Laurentiis ospite di Sarri accompagnato da moglie e figlio. Si sfilò dicendo che era concentrato sul Crotone e sul record dei 91 punti, neanche una sillaba sul nuovo contratto. La sfilata con giro di campo a fine gara e quei tre applausi alla curva, omaggio ai tifosi spesso ostili al presidente, segnarono l’€™addio.
Sarri era con la testa già  in Inghilterra, fece capire i suoi progetti, voleva diventare in fretta ricco per restituire alla famiglia il tempo che il calcio aveva rubato. Un giorno lo disse chiaro. Magari si era già promesso al Chelsea verso Natale. Solo soldi? Si fanno ancora tante ipotesi: una vendetta giurata dopo la sconfitta di Madrid, quando De Laurentiis aprì una durissima polemica e l’€™allenatore quella notte si informò sul primo aereo utile dalla Spagna per tornare a casa. Ci ripensò per non rompere il patto scudetto. Altri ritengono che Sarri sia andato via perché erano irripetibili i 91 punti. «La Juve è di un altro pianeta». Lo è più che mai ora,  con 27 punti in più.
Ma neanche Sarri è lo stesso. Era il Napoli lo specchio fedele delle sue idee. Solo qui ha rivissuto poesie ed aforismi di Bukoswki il suo idolo, con quella tuta scura come sempre la sua faccia, con la tristezza esibita di chi si sente condannato alla felicità, con silenzi e mezze frasi per dimostrare insofferenza verso chi gli aveva dato la prima grande panchina della carriera. Il suo personaggio è svanito. Ha smesso la tuta, deve radersi come i militari ogni mattina, vince di più, media punti 2,6 contro i 2,3 del triennio magico, rinuncia un po’€™ anche al possesso palla, da 62,9 a 59,4. Era qui il vero Sarri, geniale e testardo, timido e sfuggente, coraggioso e innovativo. Niente fischi, bisogna capirlo, per la Juve non ha tradito Napoli ma forse se stesso”.

CdM – Espanyol su Callejon: Politano sarà il suo sostituto

L’esterno spagnolo pronto a lasciare il Napoli per tornare in Spagna

Quando sembra ormai certo l’arrivo di Matteo Politano al Napoli, un’altra operazione di mercato si prospetta in casa partenopea. Questa volta si tratta di un’operazione in uscita: infatti, a guardasi intorno questa volta è Josè Maria Callejon che a giugno è in scadenza di contratto e che non ha trovato l’accordo con la società di Aurelio De Laurentiis per il rinnovo.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno su Callejon:
“Il suo agente Quilon sta sondando il mercato spagnolo, c’è l’interesse dell’Espanyol, il Napoli con Politano si assicura un’ottima soluzione sulla zona destra dell’attacco. L’esterno offensivo in arrivo dall’Inter corrisponde alle idee tattiche di Gattuso, è un mancino che ama venire dentro al campo, riempire l’area di rigore, con la sensibilità sia per il passaggio chiave che per la conclusione, può realizzare il lavoro che svolgeva Suso al Milan”.

Gazzetta – Torna l’effetto San Paolo: tifosi pronti a fischiare Sarri

Questa sera saranno in 40 mila ad assistere al match contro la Juventus

Non c’è solo il mercato e la trattativa con Matteo Politano, a tenere banco in casa Napoli è la gara che si disputerà questa sera contro la Juventus al San Paolo. Saranno in 40 mila, almeno, ad assistere al posticipo della domenica dove Gonzalo Higuain (non è la prima volta) e, soprattutto, Maurizio Sarri faranno ritorno da ex a Napoli. La tifoseria partenopea sommergerà di fischi, come già avvenuto in passato, l’attaccante argentino mentre è pronta a fischiare anche il suo ex allenatore reo di aver “tradito” la maglia scegliendo di allenare la Juventus.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport:
“Saranno in 40 mila, infatti, a sostenere il Napoli in una sfida dai contorni diversi. Perché se fino allo scorso anno il confronto con la Juventus ha destato l’attenzione dell’Italia del pallone, oggi ha perso quel prestigio. Ma la sfida con la Juve è sempre un evento, a prescindere dai 27 punti che dividono le due squadre. Napoli la vive come qualcosa di unico, superiore persino alla sfida di Champions League con il Liverpool di settembre. Quella sera, il cassiere contò 38 mila spettatori, mentre stasera ne conterà più di 40 mila”.

CdS – Politano al Napoli: lunedì la firma, Gattuso è pronto a schierarlo

L’ormai ex calciatore dell’Inter sosterrà le visite mediche lunedì mattina

Matteo Politano è pronto a vestire la casacca del Napoli. Il calciatore dell’Inter, finito ai margini del progetto tecnico di Antonio Conte, ha deciso di cambiare aria in vista dei prossimi Europei, per cercare di giocarsi le proprie chances di convocazione. Dopo il mancato approdo alla Roma, l’ex Sassuolo è pronto a sostenere le visite mediche nella giornata di lunedì prima di mettere tutto nero su bianco ed essere a disposizione del tecnico Gennaro Gattuso, che intanto pensa già di poterlo schierare nella gara contro la Sampdoria.

Ecco quanto scritto dall’edizione odierna del Corriere dello Sport:
“E’ stato un braccio di ferro in cui il Napoli ha fatto tre passi avanti e l’Inter due indietro: e così, tra chi voleva spendere venti milioni e chi ne voleva incassare venticinque, si sono fermati a ventitré. Sono stati così distribuiti: due per il prestito, diciannove per il riscatto obbligatorio da esercitare nell’estate del 2021 e da pagare in più rate ed eventualmente altri due di bonus, non semplici e neanche impossibili. Però ci siamo, mancano i tweet, e quelli arriveranno dopo le visite mediche, sono già state programmate: appuntamento a Villa Stuart, per domani mattina, poi da martedì con Gattuso, per cominciare a pensare alla Sampdoria, al suo quinquennio in maglia azzurra”. 

Il consigliere Scala: “Per le Terme il fallimento si poteva evitare”

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Riflessioni e considerazioni del consigliere comunale Tonino Scala sulla riunione romana del primo cittadino sulla questione Terme di Castellammare

Il consigliere Scala: “Per le Terme il fallimento si poteva evitare”

Castellammare di Stabia – Sulle informazioni che il sindaco ha fornito a proposito della possibile soluzione per la riattivazione delle Terme, ovvero i protocolli d’intesa tra Governo, Regione, Comune e Invitalia e i percorsi per attirare e agevolare privati a investire, il consigliere Tonino Scala del gruppo Liberi & Uguali, nutre serie perplessità.

“Se le cose stessero così come raccontate – afferma Scala – non potremmo che esprimere apprezzamento. La soluzione del problema Terme è tra i principali nodi da risolvere per ridare fiducia e speranza alla nostra Castellammare”.

Il consigliere invita il sindaco a “smetterla di giocare, di continuare con spot, post, annunci cui non segue niente”, ricordando che nel recente passato, più volte sono state improvvisate risposte e indicate soluzioni ai tanti problemi della città, ma mai ci sono stati atti amministrativi consequenziali.

E via, un ennesimo elenco dei problemi che attendono urgenti risposte, dai rifiuti al piano casa, dai problemi del Centro antico alle Terme, da Fincantieri ai problemi legati all’ambiente, all’acqua pubblica, alla scelta della sede del Distretto.

Da qui le riserve del consigliere che ricorda al primo cittadino che per il problema sede Distretto, nonostante l’impegno assunto dal Consiglio comunale, pare che non si è riusciti a inviare nemmeno la lettera per la proposta di disponibilità della sede, dove appunto ospitare detta struttura.
Uno dei problemi sul tappeto che non trovano soluzioni che avvalorano i dubbi di Scala su quanto affermato dal sindaco a proposito della riattivazione delle Terme.

Dati per certe le sottoscrizioni dei protocolli d’intesa e dunque l’impegno di Invitalia, proposta avanzata dall’opposizione a inizio legislatura e bocciata dalla maggioranza, sarebbe un fatto positivo, anche se va detto che questi due anni sono stati caratterizzati da una mancanza di atti capaci di predisporre il tutto per rendere concreta la proposta, con il rischio di allontanare sempre più la riapertura delle terme.

Il consigliere sostiene che alla riunione a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, riunione organizzata dai parlamentari del Movimento 5 stelle, il sindaco è andato impreparato, con un bagaglio maturato in due anni di governo della città colmo d’indecisioni e subalternità alle scelte del Commissario liquidatore.

“Sindaco lei ha cambiato più volte posizione travolto dal dubbio, facciamo due bandi o uno, vendiamo l’albergo, arrivano i cinesi, etc: dichiarazioni a vuoto, rese sempre scappando dal confronto in Consiglio Comunale. E subalternità alle scelte del liquidatore al quale aveva chiesto di preparare il piano di rilancio che non abbiamo mai visto, salvo poi a cambiare idea e a cercare all’esterno un altro consulente. La verità che emerge dagli incontri di Roma – afferma Scala – è che lei è stato rinviato a casa con l’invito a fare i compiti che in questi mesi non ha fatto!!!”.

IL fallimento si poteva evitare, è la notizia che svela il consigliere Scala, facendo riferimento a un documento, che allega alla nota inviata in redazione, documento di Invitalia che conteneva e contiene una proposta per un concreto percorso per procedere al bando per selezionare il privato capace di investire per la gestione delle Terme.

Un documento che risale a sei anni fa, nulla allora è accaduto e nulla sta accadendo ora perché questa amministrazione sta proseguendo sulla stessa scia delle amministrazioni passate e intanto le Antiche Terme sono state vandalizzate e quelle nuove completamente distrutte.
Un documento ancora utilizzabile con qualche aggiornamento “per fare un bando serio su una vicenda che merita serietà”.

Si sta continuando sull’improvvisazione, sul dilatare sempre i tempi e il rischio di non attivare mai questo patrimonio è reale e dunque Scala chiede la convocazione di un Consiglio comunale ad oc, ma anche di interloquire con le parti sociali e i lavoratori.

“Terme e Fincantieri – conclude – non sono un problema che riguarda poche persone, ma tutti gli stabiesi e l’intero Consiglio”.
Giovanni Mura

Nasce la società aerea Aerolinee Siciliane

È stata costituita a Caltagirone la società aerea Aerolinee Siciliane Spa. Si propone come una compagnia ad azionariato diffuso.

Oggi sulla carta è nata a Caltagirone in provincia di Catana, la compagnia aerea Aerolinee Siciliane Spa. L’assemblea della nuova società si è riunita nell’Istituto di sociologia Luigi Sturzo. Gli azionisti fondatori sono stati accolti da Luigi Crispino, anima del progetto per dare vita a una compagnia aerea di bandiera dell’Isola. Un notaio di Catania ha letto la lista dei soci fondatori di “Aerolinee Siciliane” e ha poi proceduto all’atto costitutivo e dello statuto della SpA.

«Abbiamo ribaltato le regole della politica e dell’economia insieme – dice Crispino, ex patron di AirSicilia – Per la prima volta in Italia nasce una vera compagnia ad azionariato diffuso, secondo i modelli di successo di aziende come Volkswagen, Google o Amazon. Oggi, possiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo fatto e ancora di più lo saremo nel futuro. Oggi diciamo che vogliamo volare e lo faremo».

Non è la prima volta che si tenta di creare una compagnia aerea siciliana, ma fino adesso sono stati dei tracolli. C’è stata la deficitaria esperienza di Air Sicilia, compagnia aerea che durò poco, preceduta dal fallimento di WindJet che lasciò tutti a terra. Tuttavia i disagi nei collegamenti tra la Sicilia e il resto del mondo indurrebbero dar vita ad una nuova compagna aerea sicula, ma al momento si tratta più di una sfida teorica che sostanziale.

Aerolinee Siciliane sboccia come società per azioni, ma non ha al momento un patrimonio e neppure una amministrazione. L’intenzione degli azionisti è quella di proporre la società al mercato, raccogliere quindi i risparmi dei siciliani che vogliono investire in azioni e con questi costituire il capitale di base al quale aggiungere gli affidamenti bancari (eventuali) per giungere all’acquisto o all’affitto degli aeromobili per poter coprire le tratte.

Il piano economico della nascente compagnia siciliana prevederebbe di acquisire 12 aeromobili entro cinque anni. Considerando che il costo di un Airbus va, a seconda del modello, dai 75 ai 115 milioni di euro ciascuno si parla di un investimento che in 5 anni supererebbe il miliardo di euro ma nel piano economico l’investimento è valutato in 300 milioni di euro che comunque, allo stato, significherebbe un esborso superiore al mezzo milione di euro per ogni investitore attuale a fronte di dividendi del 3% ovverosia analoghi a qualsiasi fondo di rischio proposto da qualsiasi banca ad un risparmiatore facoltoso.

Una sorta di società aerea siciliana in realtà c’è sempre stata, di proprietà dell’Ast, l’Azienda Siciliana Trasporti controllata quest’ultima direttamente dalla Regione Siciliana. La compagina è la Aeroservizi, che si occupa solo degli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria. A gennaio 2019 il presidente di Aeroservizi Gaetano Tafuri che è pure presidente dell’Ast, aveva lanciato l’idea di una “compagnia aerea” tutta siciliana. Una ipotesi in passato già indicata dall’ex governatore Rosario Crocetta.

Difatto ancora nulla di concreto nei cieli siciliani.

Adduso Sebastiano

Eros Pisano: grande prestazione del Pisa, meritavamo di più (VIDEO)

Al termine del prezioso pareggio centrato dalla Juve Stabia a Pisa, abbiamo ascoltato il terzino del Pisa, Eros Pisano: “l’obiettivo è la salvezza”.

Eros Pisano: grande prestazione del Pisa, meritavamo di più (VIDEO)

Queste le sue parole ai nostri microfoni:

“Un pareggio che sa di beffa per noi. Meritavamo la vittoria ma Di Gennaro con un gran gol ci ha puniti. E’ stata una grande prestazione del Pisa e meritavamo sicuramente di più. Il mister D’Angelo ha dato delle certezze a questo gruppo coeso e c’è tutto per fare bene. L’obiettivo è la salvezza. Di oggi non buttiamo via la prestazione positivissima per noi. In serie B la cosa importante è il risultato. L’importante è avere continuità di risultati, solo così si può andare lontano. La Juve Stabia e la una squadra che non molla e lotta fino alla fine come ha dimostrato oggi.”

Natale Giusti

Con le arance della salute l’AIRC torna in piazza il 25 gennaio

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Compie ben trenta anni l’iniziativa dell’AIRC che dal 1990 è presente nelle piazze italiane con i 2 appuntamenti: delle azalee e delle arance

Con le arance della salute l’AIRC torna in piazza il 25 gennaio

Castellammare di Stabia – Sabato 25 gennaio l’AIRC torna in piazza con il consueto appuntamento delle arance della salute, una data importante quest’anno, il trentesimo, per il secondo appuntamento invernale (ricordiamo le azalee della ricerca a maggio in concomitanza della festa della mamma) con la fondazione privata che, dal 1965 sostiene la ricerca per le cure del cancro.

Partiamo da questa iniziativa per cercare alcuni spunti di riflessione sia a livello nazionale sia locale, al di là del grande lavoro e dei risultati che la fondazione privata dell’AIRC ha conseguito nel corso degli anni di intensa attività sul campo.

Ancora una volta il cittadino è chiamato ad investire di suo nella ricerca sul cancro a fronte di molteplici problematiche che si ravvisano nella sanità pubblica e che rendono tortuoso il percorso dei malati oncologici. Risale a pochi mesi fa, giugno 2019, il rapporto GIMBE sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale che ha evidenziato come si tratti di un sistema quasi al collasso ma mai messo al primo posto nell’agenda politica dei governi negli ultimi 10 anni.

Non necessita essere esperti del settore per rendersi conto di quante risorse economiche vengano destinate agli sprechi in sanità, a tutti i livelli, risorse che magari, in un utopistico governo basato sul “giusto per tutti”, potrebbero essere destinate alla ricerca.

Ad aggravare la già difficile situazione, nello stesso rapporto, vengono evidenziati due fattori definiti “ambientali” che mettono il loro carico da novanta: un sempre più complicato rapporto tra governo centrale e regioni, ulteriormente disturbato, negli ultimi tempi, da chi preme per un regionalismo differenziato che andrebbe a peggiorare situazioni, soprattutto al sud della penisola, già critiche.

Allo stesso modo, sul banco degli imputati, gli stessi cittadini fruitori del sistema, i quali non si sono ancora resi conto di dover modificare stili di vita e di pensiero riguardo aspettative e richieste di servizi e prestazioni che condizionano lo stesso sistema.

Tornando al punto centrale di interesse, un altro aspetto cruciale, anche per quanto riguarda l’oncologia, sussiste nella disparità enorme tra sanità pubblica e privata, con tempi biblici di attesa, per quanto riguarda la diagnostica, nel primo caso, da 5 a 10 mesi per una gastroscopia o una colonscopia, tempi che abbiamo riscontrato addirittura nei centri convenzionati, non osiamo immaginare, ma tanti di voi probabilmente lo sanno, quelli delle Asl dove si effettuano questi esami,tradotto in soldoni: mentre il ricco si cura, il (nuovo) povero può morire!

A tal proposito l’opinione di alcuni MMG e pazienti di Castellammare di Stabia sottolineano le maggiori difficoltà, i primi sono chiamati a fare da tramite tra gli specialisti, i pazienti e le strutture eroganti prestazioni delicate come le terapie oncologiche, un percorso che, spesso, è reso tortuoso da cavilli burocratici e imprecisioni prescrittive che sballottano il paziente o chi di lui ne ha cura, a destra e a sinistra.

“Ricordiamoci che parliamo di pazienti che, il più delle volte, sono impossibilitati, dalla malattia stessa, a potersi muovere autonomamente – afferma un MMG di uno dei poliambulatori più affollati di Castellammare – e noi ci troviamo costretti ad assistere impotenti ad un balletto di andata e ritorno di prescrizioni che magari sono sbagliate per un numero o una lettera, errori che il più delle volte non dipendono neanche da nostre distrazioni o mancanza di conoscenza ma da non chiare indicazioni sulle modalità prescrittive da parte di specialisti e strutture eroganti, con il triste risultato che a rimetterci è unicamente il paziente che ritarda le cure necessarie.

Se poi a tutto questo aggiungiamo che, a livello locale, manca un punto di riferimento oncologico al quale affidarsi per far seguire in modo costante, serio e soprattutto umano, quei pazienti che magari non sono neanche in grado di raggiungere Napoli ad esempio, ci si rende conto di quanto si tratti di un quadro desolante”

A confermare tali difficoltà le testimonianze di due pazienti che non riescono a trovare uno specialista che li segua in modo costante, A.U. è stato da poco operato ed ora, a seguito degli effetti della chemio ha avuto anche delle problematiche ematologiche, ha preso un appuntamento con oncologo all’Asl di Pompei ma nel giorno stabilito non si è presentato nessuno, forse, la settimana prossima lo rimanderanno a Torre Annunziata ma non si sa di preciso.

M.E. veniva seguita da un medico a Gragnano, una dottoressa che ora è assente per maternità e da allora ha serie difficoltà a relazionarsi con i medici che dovrebbero sostituirla e prendere in carico i suoi pazienti, difficoltà anche a livello umano per i modi in cui vengono trattati tali pazienti, uno sfogo difficile da mandar giù, tenendo conto che si tratta di persone già duramente provate.

Non resta altro che concludere con l’amara constatazione, che vorremmo si trasformasse in accorato appello, espressa dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno del 2018, riportata nel succitato rapporto GIMBE “Cittadini e pazienti, ignorando il valore inestimabile del SSN di cui sono “azionisti di maggioranza” non sono mai scesi in piazza per rivendicare la tutela della sanità pubblica e costringere la politica a tirarla fuori dal dimenticatoio”.

Giusy Somma / Redazione Campania

Savio-gol, il Lacco Ameno sogna. Sconfitto un coriaceo Sant’Agnello

PROMOZIONE – LACCO AMENO – SANT’AGNELLO P. 1-0: I rossoneri battono la formazione sorrentina e riagganciano il Procida al 4° posto

Una rete dell’attaccante ex Real Forio (bravo a svettare di testa su calcio d’angolo in pieno recupero) manda in visibilio il Patalano: la squadra di Angelo Iervolino ottiene la sesta vittoria nelle ultime 7 partite di campionato

Simone Vicidomini– Il Lacco Ameno batte anche il Sant’Agnello Promotion e riesce a riagganciare il quarto posto della classifica, occupato anche dal Procida. Dimenticata in fretta, dai rossoneri (alla sesta vittoria nelle ultime 7 di campionato), l’eliminazione in Coppa di Promozione patita in settimana sul campo dello Sporting Ercolano. Il match è stato deciso nel finale da un colpo di testa di Pasquale Savio sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Come al solito, il Sant’Agnello ha provato a vincere la partita, ma non è riuscito a creare occasioni limpide oltre quella ad inizio gara su calcio piazzato fallita da Porzio. I rossoneri sono stati bravi a reggere quando dovevano ed a crederci fino alla fine, come sempre: i cambi apportato da Iervolino hanno dato la spinta necessaria alla squadra, soprattutto dopo l’ingresso in campo di Savio, che ha tenuto la squadra alta. Il successo del Lacco Ameno, quindi, può anche essere considerato meritato, in vista dell’inatteso derby di alta classifica di sabato prossimo allo Spinetti di Procida. Per quella data, saranno da valutare bene le condizioni di Giovanni Mattera.

LE FORMAZIONI – Il Lacco Ameno ha dovuto fare a meno di Montagnaro, Mattera (problema ad un ginocchio nella rifinitura) e Lista ed è stato mandato in campo da mister Angelo Iervolino con questo 4-2-3-1: Mazzella a difesa della porta, la linea difensiva formata da Capuano, Muscariello, Monti e Palomba, con Barile e Iacono a centrocampo più Cantelli, Tessitore e Errichiello dietro Filosa in avanti.
Il Sant’Agnello Promotion è stato schierato dal tecnico della Juniores, Ercolano (mister Giulio Russo in settimana era stato esonerato) con questo 11: Belviso fra i pali più Vicedomini, Balsamo, Porzio, Rega, Esposito, Inserra, Apuzzo, Balzano, Gallifuoco e Di Somma.

LA PARTITA – Il Sant’Agnello parte forte e dopo 5 minuti si procura una occasionissima su calcio piazzato. E’ stato Porzio a fallire l’appuntamento con la rete quando questo sembrava poter non essere fallito. La prima frazione è, poi, stata avara di altre occasioni da gol. La ripresa, invece, ha visto ritmi più vivaci e più palle da poter essere trasformate in rete. Il Lacco Ameno ha macinato gioco, anche se non ha creato occasioni limpidissime: in almeno un paio di occasioni, però, Filosa avrebbe potuto sfruttare meglio la superiorità numerica in ripartenza. I rossoneri sono passati in vantaggio nel finale su azione da calcio d’angolo: probabilmente sfruttando uno schema, il subentrato Pasquale Savio ha incornato a dovere e battuto Belviso, che poco prima si era reso protagonista di una grandissima parata. La rete è quella che decide il match.

LACCO AMENO     1
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LACCO AMENO: Mazzella, Capuano, Palomba, Muscariello, Tessitore, Monti, Cantelli, Barile, Filosa, Iacono, Errichiello. A disposizione: Zabatta, Dinu, Ursomanno, Barr, Lombardi, Romano, Matarese, Savio, Iovene. All.: Angelo Iervolino

SANT’AGNELLO P.: Belviso, Vicedomini, Balsamo, Porzio, Rega, Esposito, Inserra, Apuzzo, Balzano, Gallifuovo, Di Somma. A disposizione: Gargiulo, Battaglia, Coppola, Borriello, Caracciolo, Pulzella, Longobardi. All.: Ercolano

Arbitro: Fabrizio Massaro della sezione di Torre del Greco (Assistenti: Giuseppe Orazio e Gianluigi Sorriso di Frattamaggiore)

Reti: 90’+4 Savio (LA)

9 caffè 80 euro, Borrelli: “I ladri di Castellammare”

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9 caffè 80 euro, Borrelli: “I ladri di Castellammare”

Castellammare di Stabia, Francesco Emilio Borrelli, Consigliere Regionale della Campania di Davvero Verdi, ha denunciato sulla sua pagina ufficiale un fatto increscioso successo questa sera in un noto e centrale bar della città.

Pare che il politico e giornalista fosse lì con diversi amici, probabilmente per un incontro di tipo politico,  più di 9, e che si siano fermati a consumare al bar e che non tutti lo abbiano fatto. In base a quello che si vede nel video pubblicato circa un ora fa sulla pagina ufficiale di Borrelli, le 9 persone avrebbero consumato 9 caffe che sarebbero venuti a costare 80 euro. “Il caffè più costoso della storia”, così ha esordito Borrelli, mentre i proprietari del bar si sono giustificati dicendo che al bar si sono seduti più di 9 persone ma che solo 9 hanno consumato e che la consumazione presso la propria attività commerciale, è obbligatoria. Di tutta risposta Borrelli ha affermato che la questione della consumazione obbligatoria andava concordata invece di presentare direttamente il conto di 80 euro. Sottolineiamo che il conto è stato anche pagato.

Il Consigliere dei Verdi si è poi rivolto anche alle forze dell’ordine, la Polizia Municipale prima e la Guardia di Finanza poi, dal momento che lo scontrino fatto dai proprietari dell’attività commerciale, non fosse un scontrino al dettaglio, cioè con tutte le ordinazioni prese.

Ovviamente numerosi i cittadini accorsi davanti al bar, in parte curiosi di capire cosa stesse accadendo, e altri mortificati per la figuraccia che , ancora una volta, Castellammare ha fatto agli occhi di tutta la grande popolazione.

Pozzuoli, blitz della Guardia Costiera: sequestrato pesce pescato illegalmente

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Pozzuoli, blitz della Guardia Costiera: sequestrato pesce spada pescato illegalmente

Pozzuoli, esemplari di ‘pesce spada’ allo stato giovanile, di taglia inferiore alla minima consentita per la pesca, sono stati sequestrati nel mercato ittico al dettaglio di Pozzuoli dalla Guardia Costiera. Il prodotto era pronto per essere immesso in commercio in violazione delle normative nazionali e comunitarie. Al titolare del banco di vendita e’ stata comminata una sanzione ammnistrativa per l’illecito commesso che nei casi gravi o di recidiva può ammontare fino a 75mila euro.

I controlli della Capitaneria di Porto, volti ad evitare il costante depauperamento della fauna marina, avevano già portato nei giorni scorsi al sequestro di oltre 800 chilogrammi di prodotti, sempre nei mercati ittici al dettaglio di Pozzuoli, per il cattivo stato di conservazione, per vendita allo stato di novellame e per la mancanza di documentazione di rintracciabilità.

I controlli della Capitaneria di Porto, volti ad evitare il costante depauperamento della fauna marina, avevano già portato nei giorni scorsi al sequestro di oltre 800 chilogrammi di prodotti, sempre nei mercati ittici al dettaglio di Pozzuoli, per il cattivo stato di conservazione, per vendita allo stato di novellame e per la mancanza di documentazione di rintracciabilità. v v v v v v 

Cani e gatti donatori di sangue, una trasfusione può salvare la vita

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Anche in medicina veterinaria e nel caso del cane spesso si ricorre alle trasfusioni di sangue. Pertanto, necessitano soggetti donatori.

Una trasfusione di sangue può salvare la vita. Anche di un cane. Come per gli esseri umani, poter contare sulla donazione di sangue in caso di necessità è uno strumento prezioso per i proprietari e per i veterinari.

Uno studio inglese, il primo nel suo genere, rivela però che la maggior parte dei proprietari non se ne è mai reso conto, non considerando dunque la possibilità di far diventare il proprio cane o gatto un donatore di sangue. Eppure, sarebbe molto utile.

Il bisogno di sangue è sempre necessario, indipendentemente dalla specie, sottolineano i veterinari. Come per gli umani, anche gli animali hanno diversi gruppi sanguigni, e bisogna fare attenzione alla compatibilità nel momento della trasfusione, per evitare di scatenare reazioni immunitarie nei confronti di sangue estraneo – molto pericolose per l’animale già in difficoltà.

In Italia esiste una “Linea Guida relativa all’esercizio delle attività sanitarie riguardanti la medicina trasfusionale in campo veterinario” emanata dal Ministero della Salute nel 2016, dove sono dettagliati i criteri di selezione dell’animale donatore e i relativi esami di base da eseguire. È previsto anche, che in caso di necessità, i professionisti si avvalgano di enti certificati per la raccolta. Un esempio, è la Banca del sangue canino dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, che sul suo sito, ospita anche una sezione di Faq rivolta ai proprietari, al fine di verificare le condizioni del proprio animale, prima di diventare a tutti gli effetti, un sano donatore.

Ci sono comunque dei requisiti da rispettare, proprio come per gli umani. Cani e gatti, per esempio, devono essere in regola con le vaccinazioni, oltre a godere di buona salute. Inoltre, per diventare donatore, un cane deve avere tra i 2 e gli 8 anni e pesare almeno 25 chili, un gatto deve pesarne almeno 5. E, ovviamente, non si devono dimostrare timorosi o aggressivi.

Il sangue, può essere prelevato dalla vena dell’avambraccio o dalla vena giugulare, con il cane posto in decubito sternale o laterale, oppure, in stazione quadrupedale. La parte dove viene eseguito il prelievo deve essere tosata ed accuratamente disinfettata. In genere, il prelievo dura tra i 5 e i 10 minuti, e al termine, è opportuno esercitare una compressione, con un batuffolo di cotone e alcool sul punto dove è stato inserito l’ago, in modo da evitare che il sangue fuoriesca all’esterno. Le sacche da prelievo utilizzate sono quelle usate anche in medicina umana e possono contenere da 350 a 450 ml. Il proprietario può rimanere presente durante tutta la fase della donazione, in modo da rassicurare e tranquillizzare il cane donatore, tenendogli la testa e accarezzandolo. Occorre sottolineare come la donazione di sangue non comporta nessun tipo di conseguenza negativa o danno per il cane, piuttosto permette di verificarne regolarmente lo stato di salute.

Nel nostro Paese, c’è anche il servizio delle banche dati di cani e gatti donatori. Una di queste iniziative si chiama DogBloodDonors (DbD) ed è patrocinata dall’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) e dalla Federazione nazionale ordine veterinari italiani (Fnovi): ciascun proprietario può liberamente e gratuitamente richiedere di iscrivere il proprio cane al progetto compilando un format online, e recandosi poi in una delle strutture abilitate, per un check-up e uno screening dell’animale. Se il cane viene ritenuto idoneo per la donazione, viene iscritto nel registro, e sarà così rintracciabile da qualsiasi veterinario aderente al servizio che necessiti di sangue compatibile.

Grazie ad database in cui è prevista l’iscrizione dei proprietari dei cani, sarà possibile individuare il donatore più idoneo e allertare il proprietario per effettuare una trasfusione in tempi brevi. Candidarsi come donatore di sangue, ed entrarne a far parte è semplice. Per prima cosa il cane deve essere regolarmente iscritto all’Anagrafe Canina. Il proprietario, poi, si potrà rivolgere al medico veterinario di riferimento per il test del gruppo sanguigno. A quel punto sarà possibile procedere all’iscrizione del cane alla DbD. Sia il test che l’iscrizione alla Dog blood Donors sono completamente gratuiti.  Basta, quindi, effettuare tre semplici passaggi, senza spese per i proprietari, per contribuire a salvare la vita del migliore amico dell’uomo: Registrarsi e compilare la scheda nel sito dedicato al progetto; Stampare e conservare il codice assegnato dal sistema, che sarà anche inviato via mail; Portare il cane in una delle strutture veterinarie già abilitate, oppure, dal proprio medico veterinario, per determinare, con un semplice prelievo, il gruppo sanguigno del cane e attivare la registrazione nella banca dati.

In caso di necessità il veterinario potrà accedere alla banca dati e identificare il cane donatore con il gruppo sanguigno necessario, contattare il proprietario e richiedere la disponibilità a portarlo presso la struttura che necessita di sangue. Questo non vuol dire che per il padrone ci sia l’obbligo di rispondere positivamente alla chiamata: la donazione è una scelta, e qualsiasi decisione del proprietario dell’animale va rispettata. Se il primo donatore della lista non dovesse essere disponibile, si prosegue nella ricerca fino a trovarne un altro.

Altre banche dati sono quelle fornite dai maggiori istituti di zooprofilassi italiani: i punti più importanti per il Nord sono Venezia e Perugia; al Centro Italia riveste un ruolo di primo piano il centro veterinario Gregorio VII con sede a Roma; nel Sud, la prima banca del sangue canina si trova a Portici (Napoli); per le regioni insulari, i riferimenti sono Catania e Palermo (in Sicilia) e Sassari (Sardegna).

Amiamo i nostri amici animali almeno la metà di quanto ci ricambiano.

Mariella Musso

 

Don Guanella-Procida termina 1-1, Pellecchia replica a Lorenzo Costagliola

PROMOZIONE – ORATORIO DON GUANELLA – PROCIDA 1-1: La squadra di Giovanni Iovine rimedia il secondo pareggio di fila

I biancorossi passano in vantaggio col bomber (10 gol in campionato) alla fine del primo tempo, ma si fanno raggiungere ad inizio ripresa dall’altro cannoniere (Lamarra non impeccabile). Nel finale, Pellecchia coglie una traversa (la seconda per lui nel match) e Ambrosino spreca un pallone solo davanti al portiere

Simone Vicidomini- Il Procida rimedia il secondo pareggio consecutivo, dopo quello rimediato con l’Ischia nel derby. La squadra allenata da Giovanni Iovine ha pareggiato 1-1 sul campo Hugo Pratt di Scampia, contro l’ostico Oratorio Don Guanella. Il match doveva essere ed è stato complicato per la compagine biancorossa, che nel finale di primo tempo pareva essere riuscita a sbrogliare la matassa, passando in vantaggio grazie all’ennesima prodezza di Lorenzo Costagliola (10 gol in campionato). Però, ad inizio ripresa, complice un errore di Lamarra, i guanelliani hanno raggiunto il pareggio, grazie alla rete del solito (anch’egli) Pellecchia. Sostanzialmente, il pareggio è giusto e può accontentare tutti: forse, per le palle gol create, il Procida meritava qualcosa in più che gli avrebbe fatto migliorare il quarto posto in classifica, di nuovo occupato in condominio con il Lacco Ameno, che sabato prossimo si recherà allo Spinetti per un’altra straisolana calda ed imprevedibile.

LE FORMAZIONI – Il Procida ha dovuto fare a meno di capitan Micallo e Muro mentre Landieri, rientrato dopo mesi, si è accomodato in panchina. Il tecnico Giovanni Iovine ha schierato i biancorossi con un 4-4-2 che ha visto Lamarra a difesa della porta, la linea di difesa composta da Veneziano, De Luise, Russo e Annunziata, quella di centrocampo da Tony Costagliola, Mazzella, Coppola e D’Auria, con Lorenzo Costagliola e Cibelli in avanti.
L’Oratorio Don Guanella è sceso in campo con questo 11, agli ordini di mister Massimo Di Sarra: Monteleone fra i pali più Sequino, Arianiello, Landieri, Belsito, Lanciato, Cesareo, Chianese, D’Andrea, Pellecchia e Aveta.

LA PARTITA – Nel primo tempo, prima di passare in vantaggio, il Procida ha fallito una grossa occasione con Cibelli, che solo davanti a Monteleone, preferisce stoppare di petto invece di colpire di testa a botta sicura, favorendo l’intervento del portiere di casa. L’Oratorio Don Guanella non è stato a guardare ed ha colpito una traversa con un tiro dal limite di Pellecchia. Al minuto 45’, al termine di una azione in contropiede, Lorenzo Costagliola, servito da Cibelli, di sinistro ha portato in vantaggio gli ospiti.
Nella ripresa, al minuto 52’, l’Oratorio Don Guanella raggiunge il pari: è Pellecchia a sorprendere un Lamarra non impeccabile con un gran tiro dalla distanza. Il match scorre equilibrato fino alle sue battute finali, quando entrambe le squadre falliscono il pallone del successo. Prima Pellecchia colpisce ancora la traversa con un colpo di testa e poi il procidano Ambrosino si presenta da solo davanti a Monteleone che riceve il tiro dell’avversario sul corpo, sventando la minaccia e inchiodando il risultato sull’1-1.

ORATORIO DON GUANELLA    1
PROCIDA     1

ORATORIO DIN GUANELLA: Monteleone, Sequino, Arianiello, Landieri, Belsito, Lanciato, Cesareo, Chianese, D’Andrea, Pellecchia, Aveta. A disposizione: Campanile, Leso, Cirillo, Panico, Corcione, Esposito, Buonanuova, Galiano, Sabatino. All.: Massimo Di Sarra

PROCIDA: Lamarra, Veneziano, Annunziata, Coppola, De Luise, Russo, Mazzella, D’Auria, Costagliola L., Costagliola A., Cibelli. A disposizione: Atteo, Carannante, Vanzanella, Mammalella, Gamba, Ambrosino, Landieri, Rontino, Calise. All.: Giovanni Iovine

Arbitro: Matteo Lizza della sezione di Agropoli (Assistenti: Salvatore Cioci di Frattamaggiore e Ciro Oliviero di Ercolano)

Reti: 45’ Costagliola L. (P), 52’ Pellecchia (ODG)