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Scafati, il numero dei contagi da Covid-19 sale ancora: le parole del Sindaco Salvati

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Scafati, il numero dei contagi da Covid-19 sale ancora: attualmente ci sono 10 scafatesi positivi. Le parole del Sindaco Salvati

Il sindaco della città di Scafati, nella serata di ieri, ha riportato alcuni importanti aggiornamenti circa l’emergenza coronavirus (COVID-19): “Cari concittadini, vi aggiorno sul numero dei contagiati da Covid-19 che a Scafati sale a 10 (dieci). Abbiamo avuto conferma della positività di altri due concittadini le cui famiglie sono in isolamento domiciliare, costantemente seguite dall’Asl che sta monitorando le loro condizioni di salute, non preoccupanti. Dobbiamo impegnarci in tutti i modi a rispettare le regole per bloccare i contagi, per evitare che questo virus continui a diffondersi. Se continueremo ad uscire, continueremo ad alimentarlo. Per questo è indispensabile restare a casa, riducendo in modo drastico i contatti sociali.

Il primo cittadino scafatese ha inoltre riferito di aver intensificato ulteriormente i controlli della polizia municipale che, insieme ai carabinieri, stanno monitorando la città: “Per avere un riscontro positivo a tutte le misure che stiamo adottando, a tutti i sacrifici che stiamo facendo, è però necessario che ognuno continui a fare la sua parte, ad assumere un atteggiamento responsabile, evitando di uscire, se non per estrema necessità. Bisogna modificare le nostre abitudini se vogliamo ridurre i contagiati. Non c’è alternativa. Rischiamo tutti.

Il primo cittadino scafatese ha inoltre riferito di aver intensificato ulteriormente i controlli della polizia municipale che, insieme ai carabinieri, stanno monitorando la città:Il primo cittadino scafatese ha inoltre riferito di aver intensificato ulteriormente i controlli della polizia municipale che, insieme ai carabinieri, stanno monitorando la città:Il primo cittadino scafatese ha inoltre riferito di aver intensificato ulteriormente i controlli della polizia municipale che, insieme ai carabinieri, stanno monitorando la città:Il primo cittadino scafatese ha inoltre riferito di aver intensificato ulteriormente i controlli della polizia municipale che, insieme ai carabinieri, stanno monitorando la città:

Napoli, strade affollate e assembramenti nonostante le misure anti-contagio: il dossier dei Verdi

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Napoli, ancora strade affollate e assembramenti nonostante le misure anti-contagio da Coronavirus: il dossier dei Verdi nei diversi quartieri della città

NAPOLI Nonostante le misure sempre più stringenti per contenere il contagio da Coronavirus (COVID-19), c’è ancora parte della popolazione italiana che continua a comportarsi come se nulla fosse. Napoli non fa eccezione: i Verdi hanno presentato un dossier che mostra le tante violazioni rilevate nei diversi quartieri.
A commentarlo è stato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli: “Strade affollate, assembramenti e regole violate in tutta la città. Per certa gente è stato un sabato qualunque e non l’ennesimo giorno di una pandemia. Tantissimi cittadini si sono riversati nelle vie della città, una situazione assurda e pericolosissima. In molti ci hanno segnalato situazioni paradossali: la Pignasecca è piena zeppa di persone che passeggiano come se niente fosse, fanno acquisti e se ne fregano delle norme. Ai quartieri spagnoli la situazione non cambia: adulti e giovani camminano per i vicoli senza problemi. Ai Vergini sembra un giorno di festa con decine e decine di cittadini in mezzo alla strada, vicini tra di loro e senza alcun dispositivo di protezione. E assembramenti sono stati segnalati anche a Porta Capuana. E’ una vergogna, una situazione che continua a spaccare in due la città: se da un lato ci sono tantissimi cittadini che, pur con grandi sofferenze, restano chiusi in casa e seguono le norme, dall’altro ci sono cialtroni che se ne fregano di tutto e di tutti e continuano a fare i propri comodi. Ma non accade solo a Napoli. Anche i cittadini di Giugliano ci hanno segnalato assembramenti in strada, così come tanti residenti del Casertano. Un problema che riguarda tutta la regione: ora basta, servono punizioni esemplari per questa gente ottusa che rischia, con la propria strafottenza, di condannarci tutti. Occorrono assolutamente più uomini in divisa nelle aree sensibili della città ma anche maggiore responsabilità. Invieremo il materiale speditoci dai cittadini per invocare provvedimenti con il pugno di ferro”.

Gazzetta – ADL ordina la ripresa degli allenamenti: la reazione dei calciatori del Napoli

Gazzetta – Il presidente Aurelio De Laurentiis ordina la ripresa degli allenamenti il giorno 25 marzo: la reazione dei calciatori del Napoli

L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ha raccontato la reazione dei calciatori del Napoli alla decisione del presidente De Laurentiis di anticipare la data della ripresa degli allenamenti al giorno 25 marzo:

“La decisione presa da Aurelio De Laurentiis ha destato preoccupazione nell’ambiente, soprattutto in un momento in cui ci sono diverse regioni del nord, che stanno contando migliaia di morti e stanno chiedendo al Governo maggiori restrizioni. Limitazioni dalle quali non può sentirsi esentato, il calcio, e tutte le sue componenti. Ecco perché pare improbabile che il Napoli possa tornare a allenarsi nel giorno stabilito dal club. Una decisione che è in chiaro contrasto con quanto indicato dai medici sportivi e dall’associazione calciatori, che tendono a preservare la salute dei tesserati e delle rispettive famiglie. D’altra parte, il calcio non è sfuggito alla diffusione del Covid-19 come dimostrano i casi dei diversi giocatori di serie A infettati dal virus. La questione, in ogni modo, verrà monitorata giorno per giorno e nulla può escludere che De Laurentiis riveda la propria decisione e si allinei con gli altri club di serie A che sono d’accordo (a parte Lotito) a ripartire il 4 aprile, sempreché ci siano le condizioni necessarie per salvaguardare gli staff tecnici e gli stessi calciatori”.

Il Mattino – Serie A, ripresa allenamenti per il 4 aprile: forse il Napoli anticipa

“La decisione presa da Aurelio De Laurentiis ha destato preoccupazione nell’ambiente, soprattutto in un momento in cui ci sono diverse regioni del nord, che stanno contando migliaia di morti e stanno chiedendo al Governo maggiori restrizioni. Limitazioni dalle quali non può sentirsi esentato, il calcio, e tutte le sue componenti. Ecco perché pare improbabile che il Napoli possa tornare a allenarsi nel giorno stabilito dal club. Una decisione che è in chiaro contrasto con quanto indicato dai medici sportivi e dall’associazione calciatori, che tendono a preservare la salute dei tesserati e delle rispettive famiglie. D’altra parte, il calcio non è sfuggito alla diffusione del Covid-19 come dimostrano i casi dei diversi giocatori di serie A infettati dal virus. La questione, in ogni modo, verrà monitorata giorno per giorno e nulla può escludere che De Laurentiis riveda la propria decisione e si allinei con gli altri club di serie A che sono d’accordo (a parte Lotito) a ripartire il 4 aprile, sempreché ci siano le condizioni necessarie per salvaguardare gli staff tecnici e gli stessi calciatori”.

Castellammare, il dottor Tommasino positivo al Covid-19: è il secondo caso

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Castellammare, il dottor Giovanni Tommasino positivo al Covid-19: è il secondo caso accertato nel comune stabiese. Il suo post su Facebook

Nella giornata di ieri il Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, aveva riferito di un nuovo caso di Covid-19 in città. Si tratterebbe del dottor Giovanni Tommasino, 61 anni. A fornire un aggiornamento sulle sue condizioni è stato il diretto interessato attraverso un post pubblicato su Facebook:

Cari amici, in questi giorni mi sono state riferite tante voci sul mio conto, alcune da ridere , altre un tantinello cattive. Solo oggi posso rispondere, perché ho avuto la conferma della positivitå al tampone. Sono affetto da infezione da Coronavirus. Adesso sono ricoverato in attesa di trasferimento in una rianimazione. Spero di tornare presto tra voi. Non uscite, l’unica arma che avete, non potete immaginare quanto é brutto. 10 dovevo uscire per forza. 

 

AGGIORNAMENTO EMERGENZA COVID-19 CAMPANIA

L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che in nottata sono pervenuti i dati del centro di riferimento dell’Ospedale Sant’Anna di Caserta: su 53 tamponi esaminati 7 sono risultati positivi.
Pertanto il dato complessivo dei positivi in Campania è 844.

Questo il riparto per provincia:

Provincia di Napoli: 463 (di cui 249 Napoli città e 214 Napoli provincia)
Provincia di Salerno: 126
Provincia di Avellino: 124
Provincia di Caserta: 106
Provincia di Benevento: 11
Altri in fase di verifica: 14

Castellammare, il dottor Tommasino positivo al Covid-19: è il secondo caso /Mario Calabrese

Alcuni altri articoli sull’epidemia da Coronavirus a Castellammare:

 

 

MEDICI: più di 7.000 si offrono di andare al “fronte” Coronavirus

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Un autentico esercito di ben oltre 7.000 medici, di ogni età e di ogni parte di Italia si sono offerti di partire al “fronte” Coronavirus

MEDICI: più di 7.000 si offrono di andare al “fronte” Coronavirus

Il Coronavirus sta facendo strage in Lombardia e mietendo vittime a larga mano. Cadono tantissimi vecchi, molti anziani e, purtroppo, anche giovani sani ed in buona salute.

È una strage mai vista a memoria d’uomo.

La nostra generazione ha sentito parlare di guerra dai propri nonni e genitori. Abbiamo consapevolezza erudita di pestilenze a carestie. Ma non ne avevamo mai fatto l’esperienza diretta sulla nostra pellaccia.

Stiamo toccando con mano che si muore. Muoiono gli ammalati ma muoiono anche i medici e gli infermieri che li stanno curando eroicamente.

I reparti sono stracolmi, letti per ogni dove. Interi reparti svuotati e trasformati in terapie intensive e sale di rianimazione con una serie di macchinari che pompano ossigeno nei polmoni letteralmente intasati dal micidiale virus.

Ma questi ammalati son tutti in precarie condizioni ed hanno bisogno di monitoraggio continuo ininterrotto, H 24 come oggi usa dire. Cioè il personale sanitario non ha un attimo di respiro durante il turno di servizio.

Col numero spropositato di pazienti gli organici di medici ed infermieri sono più che inadeguati. Per cui questi operatori sono obbligati a fare turni lunghissimi (ben oltre le otto ore contrattuali) e a non fare un giorno di riposo per settimane intere.

Medici ed infermieri sono i veri eroi di questa sciagurata epidemia. Ma non ce la fanno più e sono stati costretti a chiedere aiuto. Qualcuno che li affianchi e dia loro il cambio. Si sono offerti Colleghi cinesi e cubani.

Il Governo e la Protezione Civile hanno pensato di lanciare un bando tra i medici italiani che volessero aderire volontariamente per costituire una taskforce di 300 medici da essere impiegati negli ospedali dove ce ne fosse bisogno. In molti erano scettici a lanciare il bando, pensando che l’adesione avrebbe potuto essere scarsa o insufficiente.

Ed invece più che una task-force  un autentico esercito di ben oltre 7.000 medici, di ogni età e di ogni parte di Italia si sono offerti di partire al “fronte” Coronavirus. È commovente tanto slancio umano e tanto senso del dovere che una nobile professione riesce ancora ad esprimere e testimoniare con i fatti. Oltre che un “atto d’amore” verso l’umanità sofferente.

Sono già 14 i Medici morti contagiati di corona virus. A loro va il nostro reverente omaggio e la gratitudine per il sacrificio della loro vita. Anche quelli che partono sanno che rischiano, ma partono lo stesso.

Nel momento del bisogno i “Fratelli d’Italia” si “uniscono a coorte e son pronti alla morte” perché “l’Italia chiamò”.

Tanti politicanti dovrebbero prendere esempio.

Dio salvi l’Italia!

Carmelo TOSCANO

A Crotone 300 dipendenti dell’Asp in malattia di cui 150 del settore sanitario

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A Crotone 300 dipendenti dell’Asp sono in malattia. Legittimamente stanno usufruendo del beneficio di legge.

L’allarme lo aveva lanciato l’Ordine dei medici di Crotone invitando i colleghi medici di base a non eccedere con i certificati di malattia che in questo periodo centinaia di persone stanno richiedendo per potersi assentare dal lavoro e tenersi al riparo da eventuali contagi da coronavirus. Oggi l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone fornisce un dato eclatante: 300 dipendenti della stessa Asp risultano attualmente in malattia. Dei 300 dipendenti in malattia, 151 appartengono al settore sanitario. Tra questi ci sono 91 infermieri, 33 medici e 17 operatori socio sanitari

Il dato emerge da un comunicato stampa del direttore generale facente funzioni, Francesco Masciari, nel quale si spiega l’organizzazione dell’ospedale per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Misure che, scrive Masciari “potranno compiutamente realizzarsi solo attraverso la fattiva collaborazione di tutto il personale dipendente aziendale. La precisazione non è meramente retorica, poiché dai reports forniti a questa Direzione Strategica dall’Ufficio Gestione Risorse Umane è emerso che circa 300 dipendenti aziendali si trovano attualmente in regime di malattia. Con il dovuto rispetto per tutti coloro che legittimamente stanno usufruendo di un beneficio di legge, occorre tuttavia sottolineare l’anomalia del dato, stranamente coincidente con l’acuirsi dell’emergenza coronavirus”.

“Riteniamo – conclude la nota – che la nostra Azienda sanitaria stia producendo, in tutte le sue componenti, uno sforzo eccezionale per contrastare l’epidemia in atto; auspichiamo che questo sforzo divenga, nell’immediato, ancora più collettivo e condiviso”.

Intanto in Calabria, secondo il bollettino della Protezione civile di oggi 21 marzo, le persone contagiate sono 225 e le vittime 5. Alcuni comuni – come Cutro (Crotone), Montebello Jonico (Reggio Calabria) e San Lucido (Cosenza) – sono stati “chiusi” dalla Regione, altri hanno deciso misure ancora più restrittive di quelle in vigore in Italia.

La Presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, ha annunciato di aver chiesto al Governo “di inviare sul territorio regionale unità delle Forze Armate a supporto delle Forze dell’Ordine che già, con grande sforzo organizzativo e di efficienza, stanno garantendo il rispetto delle misure”.

Sono ancora troppi coloro che trasgrediscono alle prescrizioni e alle ordinanze imposte sia a livello nazionale che regionale, rappresentando un serio periodo per la diffusione del virus” ha aggiunto la Presidente Santelli.

Intanto, il piano messo a punto dalla Regione Calabria per l’emergenza Coronavirus si rafforza con l’allestimento di una struttura modulare che sorgerà nell’area adiacente all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Mater Domini di Catanzaro e conterrà 80 nuovi posti terapia intensiva e sub intensiva. Questi nuovi posti letto si andranno ad aggiungere ai 141 allestiti negli scorsi giorni in tutta la regione.

Adduso Sebastiano

Joseph Malafronte positivo al Covid-19 scrive su Facebook la sua storia

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Joseph Malafronte positivo al Covid-19 scrive su Facebook un post per raccontare la sua storia e il suo necessario ritorno a casa a Gragnano.

Joseph Malafronte positivo al Covid-19 scrive su Facebook la sua storia

GRAGNANO- Joseph Malafronte è il ragazzo di 19 anni, risultato positivo al Covid-19, che ha coraggiosamente deciso di scrivere a “tutti” tramite il social network Facebook, la sua storia e il suo necessario ritorno a casa.

Fin dai primi episodi che si sono registrati, è capitato qualcuno desse inizio alla “caccia all’untore”… Niente di più sbagliato!

Nessuno auspicherebbe di ammalarsi e infettare i propri cari.
Purtroppo, la paura fa venir fuori l’istinto di sopravvivenza che ad alcuni, nel peggiore dei casi, porta ad ergersi come “punitori dell’ untore”.

Per evitare di essere sommerso ulteriormente da commenti, dicerie e accuse, Joseph ha deciso di scrivere e raccontare la sua storia e il perchè del suo ritorno a casa.

A fine gennaio aveva iniziato a Bergamo un corso di formazione per una compagnia aerea per diventare assistente di volo; ad inizio marzo, data la situazione critica, la Compagnia ha stabilito di trasferire lui e gli altri candidati in Germania, ad Hahn per completare il corso.

E’ successo poi che d’improvviso, tramite e-mail, la Compagnia ha sospeso il corso e invitava i candidati a tornare a casa, dal momento che non veniva più assicurata la coperture delle spese per l’alloggio in albergo.

Essendosi trovato solo in Germania, già in situazione di crisi, Joseph non ha potuto fare altro che rientrare.
Rientrato, secondo le direttive nazionali, si è ritirato in casa in auto-quarantena.

Saputo che un suo collega era risultato positivo al test Covi-19, si è premunito di informare chi di dovere, fare il tampone e verificare purtroppo la positività.
Ciò che più preme a Joseph è non risultare bersaglio di cattiverie e maldicenze, per questo ha trovato il coraggio di esporsi.

Gli auguriamo il meglio, cogliamo questo episodio per ricordarci che Nessuno desidera ammalarsi, nè tantomeno essere causa di mali per altri (bisogna essere proprio cattivi per questo).
Ricordiamoci, qualora malauguratamente si registrassero altri casi, di non sfogare la paura e la rabbia su chi è vittima di questo virus.
Facciamo tutti la nostra parte: stiamo allerta, atteniamoci alle direttive comportamentali e ricordiamoci il rispetto reciproco: come si conviene ad una società civile.

Stéphanie Esposito

Emergenza Covid-19 Castellammare di Stabia: denunciate 6 persone

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Oggi a Castellammare di Stabia, sono ben 6 le persone denunciate dalla polizia municipale e messe in quarantena obbligatoria per 14 giorni, con sanzione annessa.

Emergenza Covid-19 Castellammare di Stabia: denunciate 6 persone

CASTELLAMMARE DI STABIA- Nella mattinata di oggi, la Polizia municipale ha denunciato 6 persone, sanzionandole e mettendole in quarantena obbligatoria per la durata di 14 giorni.

Altre 3 persone, sul viale Europa sono state identificate dagli agenti di Polizia. Sono tre membri dell’equipaggio della nave Msc proveniente dal SudAfrica, sbarcati a Civitavecchia e arrivati in aereo a Capodichino.

Per costoro, sono in corso verifiche e accertamenti, per rendere chiaro se, contestualmente al rientro presso i propri domicili, i tre abbiano comunicato all’ Asl degli spostamenti e dei luoghi di sosta ai fini dell’ applicazione dell’isolamento fiduciario.

Il Sindaco Cimmino ha trasmesso nel comunicato anche il suo sconforto, nell’aver riscontrato che sebbene una parte dei cittadini stabiesi sia ligio alle direttive e faccia la propria parte stando a casa, sono ancora troppi gli indisciplinati e strafottenti.

Ha esortato quindi, ancora una volta, ad agire secondo coscienza, ma soprattutto rispettando la legge.
Restare a casa, limitare le uscite ai soli casi di necessità, fare la spesa una volta a settimana.

In conclusione, il Sindaco ha espresso che qualora si perseveri con comportamenti sconsiderati, ricorrerà al supporto dell’Esercito.

Spetta ai cittadini fare la loro parte: restare a casa.

Ricordiamo anche l’importanza di astenersi dalle uscite per “prendere un po’ d’aria”: negli ultimi tempi, molte persone  si sono scoperti amanti delle passeggiate e del jogging, ecco sarebbe il caso di rimandare queste passioni a tempi migliori, altrimenti si rischierà di protrarre la quarantena fino all’estate.

Un pensiero va a tutto il personale che lavora nei Supermercati e nelle Farmacie: speriamo che vengano garantiti loro tutto il necessario, per poter lavorare nelle migliori condizioni possibili e ricordiamoci di ringraziarli, per la pazienza e disponibilità che dimostrano in questo clima così pressante.

 

Emergenza Covid-19: nel quartiere “Pignasecca” ancora indisciplinatezza

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Nel quartiere della “Pignasecca” si è reso necessario l’intervento dell’Ufficio Prevenzione Generale e dei Commissariati di zona per assicurare il rispetto delle misure di prevenzione da Covid-19.

Emergenza Covid-19: nel quartiere “Pignasecca” ancora indisciplinatezza

NAPOLI- Nel quartiere della “Pignasecca” si è reso necessario l’intervento dell’Ufficio Prevenzione Generale e dei Commissariati di zona per assicurare il rispetto delle misure di prevenzione da Covid-19.

Gli agenti sono intervenuti ammonendo i cittadini trovati in giro per strada senza valido motivo, sottolineando l’importanza di non accalcarsi fuori ai supermercati, ma di recarvisi ad orari scaglionati, in modo da non creare folle e disordine.

Il monito per i cittadini è sempre lo stesso : restare a casa, limitare le uscite ai soli casi di necessità, andare a lavoro, recarsi in farmacia per l’acquisto di medicinali, andare al supermercato per la spesa (andrebbe fatta UNA volta a settimana).

E’ VITALE per il bene di tutti, attenersi a queste regole.

Purtroppo come disse Mirabeau : ” L’Ignoranza, l’Oblio e il Disprezzo dei Diritti dell’ Uomo sono le sole cause dei Mali Pubblici e della Corruzione dei Governi”.

In questi giorni, da un lato vediamo una moltitudine di Cittadini Italiani che onorano la Patria esercitando il proprio mestiere al meglio, dall’altro, ci sono cittadini incoscienti, irresponsabili, egoisti e menefreghisti, che all’idea di attenersi alla regole del vivere civile, preferiscono fregarsene.

Questo purtroppo è uno dei mali del nostro Paese, che lo ha reso negli anni debole e vulnerabile.
Finché si crederà che “fare i furbi”, atteggiarsi ad essere “al di sopra delle regole” sia ammirevole, sarà un grosso danno PER TUTTI.

Mai come in questo momento storico ci si rende conto che per sopravvivere ed essere capaci di contribuire in modo positivo, in una società civile, sia VITALE essere CAPACI, COMPETENTI.

Non ultimo, anche i Cittadini “comuni” possono dare il loro contributo: attenendosi alle regole.

La “Cittadinanza” è il “legame” tra l’ Individuo e lo Stato.
Avere la “Cittadinanza” significa essere titolari di Diritti e di Doveri nei confronti dello Stato.
Ogni Cittadino, almeno per coscienza morale, deve ricordarsi che non può rivendicare il rispetto dei suoi diritti e doveri, se innanzitutto non rispetta la LEGGE.

La LEGGE, la Società Civile, sono nate dal bisogno umano di “Elevarsi” da semplici bestie, pronte a prevaricarsi l’un l’altro, ad esseri umani che vogliano garantito il proprio diritto alla vita, e quindi anche quello degli altri.

 

Stéphanie Esposito

La polizia individua il secondo rapinatore del colpo dello scorso febbraio

La polizia di stato individua anche il secondo rapinatore del colpo messo a segno lo scorso febbraio in danno di un market cittadino a Palermo.

La Polizia di Stato ha eseguito la misura cautelare del collocamento in comunità, disposta dal G.I.P. presso il Tribunale dei Minorenni di Palermo, nei confronti di un 16enne palermitano ritenuto responsabile del reato di rapina aggravata in concorso. L’ordinanza trae origine da un’operazione di Polizia condotta lo scorso 29 febbraio in occasione di una rapina aggravata perpetrata presso un supermercato cittadino, a seguito della quale è stato tratto in arresto in flagranza di reato uno dei due autori.

Quella mattina infatti, intorno alle ore 11:15 circa, a seguito della segnalazione di una rapina appena consumata presso un supermercato di via Petralia Sottana ad opera di due giovani, con il volto parzialmente travisato, ed armati di coltello, mentre si dirigevano velocemente sul luogo della segnalazione, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, transitando in via Gela, avevano notato un giovane corrispondente, per abbigliamento e fattezze fisiche, ad uno dei due rapinatori descritti alla Centrale Operativa; questi, al sopraggiungere delle Volanti della Polizia di Stato si era dato ad precipitosa fuga a piedi ed aveva raggiunto il vicino viale Regione Siciliana, imboccandolo nella direzione opposta al senso di marcia.

La sinergia operativa ed il perfetto coordinamento tra gli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e i “Falchi” della Squadra Mobile, nel frattempo sopraggiunti, avevano consentito di bloccare la fuga del malvivente in pochi attimi e di scongiurare ulteriori situazioni di pericolo per gli utenti della strada. Il giovane era stato quindi compiutamente identificato e sottoposto ad una perquisizione personale: addosso nascondeva la somma di oltre € 200 in banconote di diverso taglio, verosimile parte del bottino trafugato (circa 500 Euro), sulla cui provenienza non era stato infatti in grado di fornire alcuna plausibile giustificazione.

Gli ulteriori riscontri effettuati dagli agenti della Squadra Mobile sul luogo del delitto, attraverso la visione dei sistemi di videosorveglianza dell’esercizio e l’audizione di testimoni e vittime della rapina, non solo avevano ulteriormente confermato la responsabilità del giovane che, pertanto, era stato arrestato per il delitto di rapina aggravata in concorso e condotto presso l’Istituto Penitenziario Minorile “F.Morvillo”, ma avevano fornito interessanti spunti investigativi volti all’identificazione del complice. Fondamentale è stato anche il sequestro, da parte degli agenti, del telefonino del giovane rapinatore arrestato, attraverso il quale si è potuto risalire ad una chat di WhatsApp in cui lo stesso aveva pianificao il colpo con il giovane oggetto della misura odierna. Le foto e le conversazioni nei profili social, confrontate con le immagini del sistema di video sorveglianza interno al Market hanno permesso di dare un nome al secondo rapinatore, un sedicenne residente nei pressi di via Perpignano.

Il minore, rintracciato dai poliziotti della Squadra Mobile, è stato collocato in comunità.

Santa Sarta

Guardia di Finanza: bando di concorso per l’arruolamento di 930 allievi marescialli

Pubblicato il bando di concorso per l’arruolamento di 930 allievi marescialli presso la Scuola ispettori e sovrintendenti.

Sulla Gazzetta Ufficiale – IV Serie Speciale n. 18 del 3 marzo 2020 – è stato pubblicato il bando di concorso, per titoli ed esami, per l’ammissione al 92° corso presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di:

a) n. 860 allievi marescialli del contingente ordinario;

b) n. 70 allievi marescialli del contingente di mare.

Al concorso possono partecipare i cittadini italiani, anche se già alle armi che:

–              alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, abbiano compiuto il 17° anno di età e non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età;

–              abbiano, se minorenni alla data di presentazione della domanda, il consenso dei genitori o del genitore esercente in via esclusiva la potestà o del tutore per contrarre l’arruolamento volontario nella Guardia di Finanza;

–              siano in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi di laurea previsti dalle Università statali o legalmente riconosciute;

–              seppur non ancora in possesso del citato diploma alla data di scadenza per la presentazione delle domande, lo conseguano nell’anno scolastico 2019/2020.

La domanda di partecipazione al concorso, da presentare entro le ore 12.00 del 3 aprile 2020, dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo https://concorsi.gdf.gov.it/index.aspx seguendo le istruzioni del sistema automatizzato.

I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (P.E.C.), dopo aver effettuato la registrazione al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al form di compilazione della domanda di partecipazione.

È possibile presentare domanda di partecipazione per uno solo dei contingenti e specializzazioni riportati nel predetto bando.

Sul sito internet è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando.

Adduso Sebastiano

Nocera, nuovo caso di Coronavirus e parroco segnalato per violazione delle misure anti-assembramenti

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Nocera, secondo caso Coronavirus in città e parroco segnalato insieme a un gruppo di fedeli per violazione delle misure anti-assembramenti

Pochi minuti fa, il primo cittadino di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, ha riferito di aver avuto comunicazione dall’ASL circa un nuovo caso, il secondo, di Coronavirus (COVID-19) in città:
Per fortuna ci sono ancora pochi casi, si tratta di una cittadina residente al confine con San Valentino Sarno, attualmente ospedalizzata al Moscati di Avellino. Tutti i suoi contatti diretti sono stati messi in Quarantena.” spiega il sindaco nocerino.
Con rammarico, sono poi tenuto a comunicarvi che, nella giornata di ieri, un sacerdote è stato sorpreso con un gruppo di fedeli mentre pregavano in Chiesa. Fatto apprezzabilissimo, ma vietato per evitare assembramenti. Pertanto la Polizia locale li ha deferiti all’autorità competente. Capisco che c’è la libertà di culto, ma non deve esserci libertà di irresponsabilità. Su questo le Forze dell’Ordine saranno intransigenti.” promette il primo cittadino.

Nelle scorse ore sono state inoltre segnalati due venditori ambulanti, uno di gelati e uno di generi alimentari: “Ho chiesto alle Forze dell’Ordine di procedere con l’arresto se nei prossimi giorni questi episodi dovessero ripetersi. Ricordo che l’articolo 650 del Codice Penale consente l’arresto. Ho chiesto espressamente alle autorità di intensificare i controlli e di sanzionare comportamenti sbagliati”

 

Nelle scorse ore sono state inoltre segnalati due venditori ambulanti, uno di gelati e uno di generi alimentari: “Ho chiesto alle Forze dell’Ordine di procedere con l’arresto se nei prossimi giorni questi episodi dovessero ripetersi. Ricordo che l’articolo 650 del Codice Penale consente l’arresto. Ho chiesto espressamente alle autorità di intensificare i controlli e di sanzionare comportamenti sbagliati”Nelle scorse ore sono state inoltre segnalati due venditori ambulanti, uno di gelati e uno di generi alimentari: “Ho chiesto alle Forze dell’Ordine di procedere con l’arresto se nei prossimi giorni questi episodi dovessero ripetersi. Ricordo che l’articolo 650 del Codice Penale consente l’arresto. 

San Leonardo, i sindacati attaccano la Direzione Sanitaria: “Servono misure urgentissime”

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Ospedale San Leonardo di Castellammare, i sindacati attaccano la Direzione Sanitaria sulla gestione dell’emergenza Coronavirus: “Servono misure urgentissime”
CASTELLAMMARE DI STABIAGli operatori tutti del San Leonardo dalla Dirigenza Medica al personale dell’area comparto dicono BASTA alla gestione del Direttore Sanitario per l’emergenza riguardante il Covid-19 e non solo….. Infatti tutte le disposizioni del Ministero della Salute sono state emanate per garantire la tutela dei lavoratori ai fini di possibili contagi dal Covid-19 mediante l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e sanificazione degli ambienti di lavoro. Il Direttore Sanitario nello specifico è stato così “bravo” e “ligio” al suo “non dovere” di responsabile sanitario da non applicare e violare le normative previste dalle disposizione vigenti.” La denuncia arriva dal Sindacato Fials dopo i numerosi dubbi sollevati nelle scorse ore sulla gestione dell’emergenza coronavirus all’interno del nosocomio stabiese.
“Sa il Direttore Sanitario che i lavoratori prima di iniziare il turno lavorativo devono essere dotati di tutti i D.P.I??
Sa il Direttore Sanitario quando si parla ‘di pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro’??
Più volte durante questo periodo è stata e viene continuamente violata la normativa dell’ABC della prevenzione prevista per la pianificazione e sanificazione al fine di evitare i contagi negli ambienti lavorativi.
Ci domandiamo: Quando e quali locali sono stati bonificati nell’Ospedale S. Leonardo? I locali sono a norma?
DPI altro punto dolentissimo: Gli operatori tutti dal primo momento si sono trovati in una SITUAZIONE DI DISAGIO dove tutt’ora si trovano per mancanza di DPI a partire dai guanti, occhiali, tute, camici e calzari. Tutto ciò non solo è ASSURDO, ma DISUMANO per i lavoratori costretti per la professionalità, l’abnegazione e l’attaccamento al proprio lavoro in un momento di particolare emergenza dove vi è concesso un solo DPI ad assistere un paziente positivo al Covid-19 e allo stesso tempo per l’assistenza con lo stesso DPI ad un paziente sospetto in attesa di tampone. INAMISSIBILE, INACETTABILE, e umanamente impossibile che gli operatori sono costretti ad indossare lo stesso DPI nelle “ore lavorative notturne”.
Ci domandiamo ancora se lo stesso operatore necessità di un bisogno fisiologico, allo stesso viene negato di fare “pipi”… o altro in mancanza di DPI come capita durante le 11 ore di lavoro notturno. La FIALS ASLNA3Sud da sempre responsabile e collaborativa per la risoluzione dei problemi dei lavoratori e consentiteci anche dell’azienda, denuncia all’opinione pubblica e ai mass media e alla stessa direzione strategica ciò che accade continuamente nel nostro glorioso S. Leonardo. Bisogna procedere con immediatezza ad effettuare tampone a tutti gli operatori in primis a quelle UU.OO.CC. dove sono stati registrati pazienti positivi al Covid-19.
Cosa è stato fatto per quanto accaduto nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, Blocco Operatorio, Neonatologia-TIN e Pronto Soccorso? Tutto ciò è semplicemente inaudito e scandaloso che a nessuno operatore in servizio nei reparti di cui sopra siano stati effettuati i relativi tamponi oro-faringeo.
Su questo tema la FIALS non farà sconti a nessuno! Siamo preoccupati anzi molto preoccupati delle condizioni di salute degli operatori tutti e dell’intera popolazione di ciò che accade nei locali del pronto soccorso. Facciamo appello alla Direzione Strategica dell’azienda affinché ci sia un intervento autorevole, che accompagni questo Direttore Sanitario a decisioni coraggiose urgentissime ed indifferibili, al fine di evitare di essere etichettati la maglia nera della sanità d’Italia, nel mentre si resta in attesa di riscontro urgentissimo che le SS.LL. in indirizzo dovranno adottare al fine di mettere un punto fermo a questo stato di letargo comatoso che continua imperterrito si dichiara lo stato di agitazione di tutto il personale”
Firmato
Il Responsabile Territoriale
Gennaro Iovino
Delegati RSU
A. Ascione, A. Cascone, R. Guadagno,
M. Falduti, A. Monachese, A. Serpico
Il responsabile SAS P.O. S. Leonardo
C. Palomba
Castellammare san Leonardo

Coronavirus, il Dr Ascierto si appella ai campioni dello Sport: “Serve 1 milione di euro per il vaccino”

Coronavirus, il dottor Ascierto si appella ai campioni dello Sport: “Serve 1 milione di euro per sperimentare un vaccino preventivo”

Emergenza Coronavirus – L’oncologo e ricercatore dell’Istituto Pascale di Napoli, il professor Paolo Ascierto, dalle pagine di Tuttosport, ha rivolto un accorato appello ai campioni dello Sport affinchè diano il proprio contributo alla ricerca: 
“Il Tocilizumab lo utilizziamo per curare gli effetti collaterali dell’immunoterapia. Visto l’emergenza che stiamo affrontando, e tenuto conto che l’azienda farmaceutica si è resa disponibile a mettere a disposizione il farmaco gratuitamente, abbiamo deciso di comunicare ufficialmente i risultati. E subito dopo abbiamo supportato l’agenzia italiana del farmaco – per effettuare una sperimentazione nazionale.”
“Ne stiamo ideando un’altra con la Takis, un vaccino preventivo per l’infezione dal virus responsabile del Covid-19. Servirà un milione di euro per far partire la sperimentazione a settembre. Colgo l’occasione per appellarmi ai campioni dello sport, in particolare a Cristiano Ronaldo, che in questa situazione difficile si è rivelato un esempio mettendo la salute della gente davanti a tutto”.

Coronavirus, l’appello del professor Ascierto su Facebook:

In queste ore sono numerose le donazioni giunte a sostegno della campagna per la realizzazione del laboratorio di ricerca genetica sul Coronavirus.
È pronta un’equipe di ricercatori e medici dell’Ospedale Cotugno e del Pascale. A loro e a tutti i sanitari d’Italia va il mio più accorato ringraziamento per fare della loro professione una quotidiana e imprescindibile missione.
Ora il tuo aiuto è fondamentale perché ci consentirà di studiare l’RNA del virus e arrivare il prima possibile a sperimentare terapie e farmaci sempre più efficaci.
Sostieni anche tu la Ricerca con una donazione al link ➡️ https://bit.ly/2J0Byvm
Ora il tuo aiuto è fondamentale perché ci consentirà di studiare l’RNA del virus e arrivare il prima possibile a sperimentare terapie e farmaci sempre più efficaci.

Campania, troppi spostamenti da altre Regioni: De Luca chiede al Governo misure drastiche

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Campania, troppi spostamenti da altre Regioni: De Luca chiede al Governo misure drastiche: “Tali flussi renderebbero ingovernabile la situazione nella nostra regione”
Dopo aver chiesto e ottenuto l’invio dell’esercito per limitare i comportamenti irresponsabili di chi, nonostante i numeri sempre più allarmanti, continua a violare le misure anti-Coronavirus, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, rivolge una nuova richiesta al Governo. Il governatore ha infatti annunciato di aver chiesto misure drastiche per mettere fine agli spostamenti incontrollati da Regione a Regione per limitare ancora di più le possibilità che l’epidemia continui a espandersi:
“Ho rivolto un invito al Governo affinché vengano assunte misure drastiche per evitare o controllare l’arrivo di cittadini da regioni e Paesi in cui il contagio è già elevato. Ho già sottolineato il pericolo eccezionale che può derivare da spostamenti incontrollati che si andrebbero a sommare a quelli delle settimane scorse. Tali flussi – sottolinea il Governatore campano – renderebbero davvero ingovernabile la situazione in Campania.
Attendiamo un confronto di merito urgente con il Governo su questa nuova grave emergenza che si profila”.
Dopo aver chiesto e ottenuto l’invio dell’esercito per limitare i comportamenti irresponsabili di chi, nonostante i numeri sempre più allarmanti, continua a violare le misure anti-Coronavirus, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, rivolge una nuova richiesta al Governo. Il governatore ha infatti annunciato di aver chiesto misure drastiche per mettere fine agli spostamenti incontrollati da Regione a Regione per limitare ancora di più le possibilità che l’epidemia continui a espandersi:Dopo aver chiesto e ottenuto l’invio dell’esercito per limitare i comportamenti irresponsabili di chi, nonostante i numeri sempre più allarmanti, continua a violare le misure anti-Coronavirus, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, rivolge una nuova richiesta al Governo. Il governatore ha infatti annunciato di aver chiesto misure drastiche per mettere fine agli spostamenti incontrollati da Regione a Regione per limitare ancora di più le possibilità che l’epidemia continui a espandersi:

Fiume Sarno, nessuna tregua per chi inquina: 12 persone denunciate

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Fiume Sarno, nessuna tregua a chi inquina nonostante l’emergenza Coronavirus: 12 persone denunciate. Il Ministro Sergio Costa: “Anche in un periodo come questo, la difesa del Sarno non si arresta!”

I Carabinieri del NOE di Salerno, nel corso delle attività finalizzate al contrasto dei reati ambientali legati agli illeciti sversamenti nel fiume Sarno, hanno effettuato numerosi controlli presso aziende che operano a ridosso del corso d’acqua. Attività commerciali, opifici, strutture private, sono stati oggetto di controlli serrati, all’interno dei quali sono stati riscontrati numerosi illeciti ambientali.
A fare un plauso ai militari è stato il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: “Anche in un periodo particolarmente difficile come quello che stiamo affrontando, l’azione dei carabinieri del Noe a difesa del fiume Sarno non si arresta. A queste donne e a questi uomini vanno i miei complimenti per l’attenzione costante alle questioni ambientali. Nessuna tregua per chi inquina”.

Siano (SA): è stato denunciato in stato di libertà il legale rappresentante della ditta che gestisce il locale centro di raccolta degli RSU, responsabile dello scarico delle acque reflue industriali provenienti dal piazzale all’interno della locale rete fognaria, in assenza di autorizzazione.

Polla (SA): è stato denunciato in stato di libertà il legale rappresentante di un impianto di trattamento rifiuti speciali non pericolosi, in quanto ritenuto responsabile delle violazioni delle prescrizioni contenute nel titolo autorizzativo, nonché per deposito di liquidi infiammabili e/o combustibili in quantità superiore, in assenza della prescritta certificazione antincendio.

Cava de’ Tirreni (SA): è stato denunciato in stato di libertà il legale rappresentante di una società avente per oggetto attività di trattamento di rifiuti speciali non pericolosi, per aver effettuato lo stoccaggio di rifiuti speciali su un’area sprovvista di pavimentazione e di impermeabilizzazione in violazione alle prescrizioni autorizzative, nonché sprovvisto di sistema di abbattimento dei rumori e dell’emissioni diffuse di polveri.

Sarno (SA): è stato eseguito il decreto di sequestro preventivo di un impianto per la produzione di energia da biogas. I militari hanno accertato che lo scarico delle acque reflue industriali provenienti dall’attività di produzione veniva effettuato, in assenza di autorizzazione, direttamente nel corpo idrico superficiale del “Canale Conte Sarno”, affluente del fiume Sarno. Il responsabile della ditta è stato, pertanto, denunciato in stato di libertà per la violazione sopra ascritta. Il valore complessivo del sequestro ammonta a circa 5.000.000 di euro.

Casal Velino (SA): a conclusione di attività di indagine circa la gestione dei rifiuti solidi urbani prodotti nell’ambito del territorio comunale, sono state denunciate 6 persone ritenute responsabili, a vario titolo ed in concorso tra loro, di attività di gestione di rifiuti, non autorizzata, costituiti da alghe spiaggiate.

Scafati (SA): è stato denunciato in stato di libertà il legale rappresentante di un impianto industriale per le lavorazioni meccaniche di metalli, responsabile di illecita gestione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, nonchè emissioni in atmosfera, in assenza della prescritta autorizzazione.

Angri (SA): è stato denunciato in stato di libertà il legale rappresentante di una ditta operante nel settore industriale per la produzione di articoli monouso in plastica, responsabile dello scarico delle acque reflue industriali, provenienti dal ciclo produttivo e contaminate da olii ed idrocarburi esausti, direttamente nella rete fognaria comunale, in assenza di autorizzazione.

Balata: “Un piano Marshall per aiutare il calcio e la Serie B”

Mauro Balata, presidente della Lega B, ha rilasciato alcune dichiarazioni significative sul modo in cui contrastare gli effetti della pandemia da Covid-19 sul calcio e in particolare sulla Serie B

Balata: “Un piano Marshall per aiutare il calcio e la Serie B”

 

Mauro Balata, presidente della Lega di Serie B, ha rilasciato sul portale della Lega B alcune dichiarazioni molto significative sul modo in cui contrastare gli effetti sul calcio dell’epidemia da Coronavirus. Il presidente della Lega B si è soffermato inoltre anche su quelli che potrebbero essere i tempi per una ripresa degli allenamenti da parte delle varie squadre.

Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

L’obiettivo primario – spiega Balata – è quello di salvaguardare la salute di calciatori, staff e dipendenti di tutti i club e per questo vogliamo seguire le direttive diramate dal Governo e dalle autorità medico-scientifiche per poter ripartire nel miglior modo possibile, quello più sicuro per la salute di tutti gli attori coinvolti.

Ma ci sono due aspetti per guardare il futuro del sistema calcio del nostro Paese. Il primo riguarda il modo di affrontare questa situazione di straordinaria gravità. Qui siamo di fronte a un problema imprevedibile e assolutamente violento, dati alla mano, e per questo motivo è necessario un “piano Marshall” del calcio che possa mettere in campo strumenti straordinari e che consenta di avere delle priorità.

La prima, naturalmente, riguarda la salute di tutti i giocatori, degli staff, dei dipendenti dei club, e la seconda la sopravvivenza del sistema Serie B, ma più in generale del sistema calcio italiano. Servono pertanto dei fondi straordinari, capaci di prevenire ulteriori problemi e anche di riequilibrare una situazione che non è affatto semplice e che può portare a una crisi se non si attivano degli strumenti di garanzia, naturalmente destinati ai soggetti meritevoli.

Una proposta potrebbe essere quella di assegnare alle società associate un ristoro economico connesso al danno economico subìto per effetto dei provvedimenti in parola (DPCM Governo), elemento che diventa quanto mai determinante per la vita stessa dei club.

Le risorse per tale contributo a fondo perduto potrebbero essere attinte attraverso la riconversione dell’accantonamento per Rischi e Oneri previsto nel budget federale 2020/2021, recentemente approvato dal Consiglio Federale e attraverso l’utilizzo del relativo Fondo attualmente esistente nello stato patrimoniale del bilancio della Federazioni.

Potrebbe inoltre essere attivato da parte della Federazione, eventualmente di concerto con l’UEFA, uno strumento tecnico-giuridico, una sorta di ‘fondo di salvaguardia’, a favore di tutte le società associate, che permetta di sostenere e garantire alle stesse l’accesso al credito bancario, a breve e a medio termine, per fronteggiare le temporanee, ma robuste, carenze di liquidità che indubbiamente si verranno a creare.

Queste sono idee che potrebbero essere utilizzate per far fronte alla crisi ma è chiaro che ogni soggetto, ogni attore, deve fare dei sacrifici e non intendo solo le società. Serve un’analisi giuridica approfondita che porti a una riflessione sulla necessità di un riequilibrio economico complessivo nei rapporti tra società e calciatori. Si tratta di una crisi profonda e strutturale che può produrre conseguenze devastanti per tutti.

Tutelando le società si tutelano non solo i protagonisti assoluti, i calciatori, ma anche quei professionisti, e le loro famiglie, che hanno meno evidenza ma che consentono ai club di andare avanti, e mi riferisco ai dipendenti.

Non mi aspetto che lo Stato intervenga direttamente a sostegno del mondo del calcio, ci mancherebbe, visto che ci sono naturalmente delle altre priorità in questo momento. Però ci sono delle accortezze che potrebbero contribuire al supporto di un sistema importante per il nostro Paese: mi riferisco ad interventi con strumenti di defiscalizzazione importanti per sostenere il calcio in Italia.

Poi un altro punto da tenere ben presente riguarda i protocolli per la ripresa delle attività, cosa che speriamo accada il prima possibile perché vorrebbe dire aver superato questa crisi. I problemi sono 2: i calciatori devono essere in grado di arrivare a quel momento, speriamo non troppo lontano, in condizioni atletiche quantomeno sufficienti per garantire l’attività fisica.

Adesso vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, le autorità medico-scientifiche – continua Balata – stanno monitorando la situazione e noi stiamo seguendo l’evolversi da vicino, e proveremo a trovare una linea comune per rispettare le esigenze di tutti.

Dei calciatori, con il loro diritto alla salute e la necessità di avere una preparazione fisica ottimale, e delle società che possano avere strumenti anche di natura medico-scientifica che possano garantire l’abilitazione alla ripresa e alla prosecuzione degli allenamenti.

Il secondo punto riguarda le modalità di ripresa che dobbiamo concordare insieme alla Federazione una volta ricevute le rassicurazioni da parte delle varie commissioni medico-scientifiche.

La ripresa dei campionati? Adesso è prematuro parlarne. Seguiamo molto da vicino quello che le autorità preposte ci dicono e speriamo di poter ricominciare il prima possibile. Che siano i primi di maggio, se le condizioni lo consentano, lo speriamo tutti. Magari anche prima se questo terribile avversario sarà sconfitto.

La cosa importante è seguire le disposizioni delle autorità e poi si discuterà sulle modalità da adottare, magari anche usando lo strumento delle porte chiuse per tutelare ancor di più la salute dei tifosi. In Consiglio direttivo e poi in Assemblea abbiamo all’unanimità stabilito che dobbiamo prioritariamente garantire la salute, seguendo le indicazioni delle autorità medico scientifiche, e quindi tutelare la regolarità del nostro campionato.

Questo significa che appena sarà possibile cercheremo di riprendere il nostro cammino dando certezze e regolarità. Il rinvio degli Europei ci permette di avere anche maggiore respiro in vista del ritorno in campo. Ma adesso la cosa importante, e lo ribadisco, è restare a casa per vincere tutti insieme questa importantissima partita“.

 

a cura di Natale Giusti

 

Gragnano, terzo caso di coronavirus: era stato a Bergamo e in Germania

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Gragnano, terzo caso di coronavirus: è un giovane assistente di volo, nell’ultimo mese è stato alcuni giorni Bergamo e in Germania
Questa mattina, il Sindaco del Comune di Gragnano, Paolo Cimmino, ha informato la cittadinanza di aver ricevuto una comunicazione dal Responsabile del Dipartimento di Prevenzione ASL Na 3 circa un altro gragnanese positivo al Covid-19. Ad oggi è il terzo caso in città,
Ho contattato telefonicamente la madre la quale ha precisato che il figlio fa parte di un gruppo di allievi per assistenti di volo di una compagnia aerea, e, dopo aver frequentato un corso a Bergamo dal 26/01/2020 al 02/03/2020, è stato trasferito all’aeroporto di Hahn in Francoforte (Germania) dove è rimasto fino al giorno 15/03/2020. Nella stessa giornata il ragazzo è, quindi, tornato a Gragnano presso la propria abitazione dalla quale non si è mai allontanato. Lunedì 16/03/2020, infatti, riceveva comunicazione da un collega del corso, residente in Roma, di essere risultato positivo al test.” ha spiegato Cimmino.
Rivoltosi pertanto al suo medico di fiducia ed all’Unità di prevenzione di Gragnano, è stato sottoposto anch’egli al test che è risultato positivo.
Come riferitomi dalla madre, il ragazzo convive con lei unitamente alla sorella, mentre il padre risiede altrove e non ha avuto negli ultimi mesi contatti con il figliolo. Peraltro, la madre riferisce che sia il ragazzo che i conviventi stanno bene e non hanno mai presentato sintomi o segni della malattia ed attualmente sono in isolamento domiciliare, sotto la sorveglianza quotidiana del medico curante e dell’Unità di prevenzione.
“Al nostro concittadino e alla sua famiglia – continua il primo cittadino gragnanese – va la vicinanza da parte di tutta la comunità. Sto approntando, naturalmente, tutte le iniziative di competenza del Comune, di cui Vi darò prontamente notizia. Vi invito ancora di più, a rispettare con rigore le disposizioni di legge e quelle che impartirò, invitandovi a rispettare il divieto di uscire dalle abitazioni se non per necessità e per il tempo strettamente necessario. Ho richiesto e sollecitato le Forze dell’ordine, a cui rinnovo il mio ringraziamento per l’opera alacremente svolta, controlli sempre più stringenti e severi, perché dobbiamo capire, tutti, che soltanto rispettando il divieto di assembramento ed il distanziamento sociale possiamo contenere l’espansione del virus.”

Coronavirus. Sale il rischio di aumento dei prezzi. Invito a donare il sangue

Sale il rischio di aumento anomalo dei prezzi della spesa: denunciare i casi. Invito ai cittadini a continuare a donare il sangue.

“Dai disinfettanti ai generi alimentari di prima necessità, le notizie di stampa delle ultime ore confermano le nostre preoccupazioni per il rischio di aumenti anomali dei prezzi da parte alcuni commercianti. Rincari ingiustificati, praticati da qualche furbo approfittando dell’emergenza coronavirus che sta investendo la Sicilia come il resto d’Italia”. Lo dichiara il commissario regionale dell’U.Di.Con Marco Corsaro lanciando un appello alla platea regionale dei cittadini-consumatori per denunciare gli episodi di crescita ingiustificata di prezzi e tariffe al dettaglio.

L’U.Di.Con. è un’associazione che ha come principale scopo statutario la tutela dei diritti dei cittadini, quali consumatori e utenti di servizi pubblici e privati.

“A Palermo – illustra il dirigente dell’Unione per la Difesa dei Consumatori – come documentato sui giornali, crescono le segnalazioni indignate dei cittadini alla Guardia di Finanza riguardo presunte violazioni di vari esercenti. Lo stesso accade per gli allarmi in costante aumento che ricevono i nostri oltre 60 sportelli sul territorio”.

“Si tratta di pratiche da censurare, perché mosse dalla voglia di approfittare della crisi e dell’immotivata corsa a fare la spesa, ma anche talvolta di vere e proprie manovre speculative punite dal codice penale”, sottolinea Corsaro.

L’U.Di.Con Sicilia invita dunque i consumatori dell’Isola a rivolgersi alle sedi locali dell’associazione oppure a inviare una mail di segnalazione all’indirizzo sicilia@udicon.org, corredata di scontrini e dettagli.

“Siamo a disposizione dei cittadini per valutare, caso per caso, le eventuali iniziative da intraprendere a difesa dei diritti dei consumatori”, conclude il commissario U.Di.Con Marco Corsaro.

L’U.Di.Con Sicilia ricorda anche che “Raccogliendo l’appello accorato di medici e associazioni di volontariato da tutta la Sicilia e dall’intero Paese, invitiamo i cittadini a continuare a fare ognuno la propria parte nella battaglia al coronavirus. Donare il sangue si può, anche in questi giorni di assoluta #emergenza, e anzi proprio il grave momento richiede a tutti noi un ulteriore sforzo per garantire le trasfusioni e il buon funzionamento del sistema sanitario locale e nazionale”.

In questo periodo di coronavirus/Covid-19 si sono infatti registrate carenza di sangue negli ospedali, un calo accentuatosi per l’epidemia in corso e le conseguenti restrizioni ai movimenti stabilite dal Governo.

“Occorre ricordare – prosegue il dirigente regionale dell’Udicon – che le attività di raccolta in tutto il territorio nazionale non si fermano e che il Decreto #iorestoacasa consente sia ai donatori che al personale addetto di spostarsi da casa per raggiungere le sedi di raccolta sia pubbliche che associative. La donazione del sangue, infatti, rientra tra le tra le ‘situazioni di necessità’, mentre va anche chiarito che non vi è nessun rischio per la salute: durante il percorso della donazione vengono prese tutte le precauzioni anti covid-19″.

L’U.Di.Con Sicilia rimanda infine alle dettagliate indicazioni del Ministero della Salute per la raccolta sangue. È inoltre attiva la raccolta fondi promossa dall’U.Di.Con a favore degli ospedali italiani in difficoltà “Uniti contro il coronavirus.

Adduso Sebastiano

SAN DEMETRIO CORONE (CS): denunciati due giovani in cerca di Pokemon

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SAN DEMETRIO CORONE (CS): CERCAVANO DI CATTURARE DEI POKEMON SOTTO IL MONUMENTO DEI CADUTI: DENUNCIATI DUE RAGAZZI DAI CARABINIERI.

SAN DEMETRIO CORONE (CS): denunciati due giovani in cerca di 1 Pokemon

Continuano incessanti i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro per far rispettare le restrizioni alla circolazione previste dal DPCM dell’8 marzo 2020 e successive modifiche, nonché le disposizioni comunali approvate, che hanno portato in questi primi dieci giorni a denunciare per inottemperanza agli ordini dell’Autorità o falsa attestazione a pubblico ufficiale, 119 persone nell’intera giurisdizione, di cui quasi la metà solo nell’area di Corigliano Calabro.

Nello specifico un fatto veramente particolare è successo nei giorni scorsi quando una pattuglia della Stazione di San Demetrio Corone impegnata nei predetti controlli notava due ragazzi che, a testa bassa e con gli smartphone in mano, girovagavano nei pressi della Piazza Monumento.

Fermati dai Carabinieri ed interrogati su cosa ci facessero in giro per il paese e se avessero un giustificato motivo per circolare, gli stessi con assoluta tranquillità affermavano che stavano cercando un Pokemon d’attacco dietro il Monumento dei Caduti e che appena trovato sarebbero rincasati. I giovani, entrambi 28enni del posto ed incensurati, venivano compiutamente generalizzati e quindi denunciati penalmente per la violazione dell’art. 650 c.p., nonché invitati a fare subito rientro presso le rispettive abitazioni.

Redazione