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EMERGENZA CORONAVIRUS: GORI lancia #UNCLICKSOLIDALE

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Una catena di solidarietà per sconfiggere il Coronavirus.

Al fine di contribuire al superamento dell’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del coronavirus Covid19, GORI scende in campo con il progetto “Un click solidale”. Dal 20 marzo al 30 aprile, per ogni adesione al servizio Bolletta Web, l’Azienda devolverà la somma di 2 euro all’Azienda Ospedaliera dei Colli e, in particolare, al reparto di terapia intensiva dell’ospedale Domenico Cotugno di Napoli. Un’iniziativa a cui tutti gli utenti GORI possono partecipare, semplicemente attivando il sistema di fatturazione che annulla definitivamente l’invio cartaceo, e consente di ricevere le fatture direttamente sulla casella personale di posta elettronica, senza ritardi, senza costi aggiuntivi e con un enorme beneficio per l’ambiente. Un gesto semplice e veloce che garantisce il superamento degli eventuali imprevisti legati alla ritardata o mancata consegna, ma soprattutto un’azione che può fare la differenza, nell’ambito del difficile momento che attraversano tutti, ma in particolare gli operatori sanitari.

“GORI – dice l’Amministratore Delegato Giovanni Paolo Marati – ha sempre promosso l’utilizzo di sistemi digitali per offrire la possibilità di effettuare tutte le pratiche commerciali, ricevere e pagare le bollette e segnalare i guasti attraverso lo sportello online e l’APP myGORI. In questo momento di emergenza sanitaria, evitare la consegna della bolletta cartacea e pagare direttamente da casa propria aiuta anche a prevenire il contagio”.

Attivare la Bolletta Web è immediato accedendo all’Area Clienti myGORI, disponibile sul sito www.goriacqua.com e utilizzabile per qualsiasi tipo di operazione, da qualunque dispositivo. In alternativa, è possibile contattare il Numero Verde Commerciale 800900161 (gratuito da rete fissa) o il 0810206622 (da rete mobile) o inviare una mail a sportellotelefonico@goriacqua.com, indicando nel testo il proprio codice utenza e scrivendo: Ok Bolletta Web.

Poiché le cose buone sono quelle che uniscono, in campo scendono anche i dipendenti GORI attraverso il contest “Uno scatto solidale”: per ogni dipendente che invierà all’Azienda una propria foto al lavoro durante questi giorni trascorsi tra smart working e attività sul campo, saranno devoluti 5 euro al nosocomio napoletano, in prima linea per la lotta al Coronavirus.

Juve Stabia, Germoni: alleniamoci a casa per tornare presto a correre

La Juve Stabia resta ferma attendendo disposizioni dagli organi superiori. Gli allenamenti sono sospesi ed i tesserati lavorano da casa

Elemento fondamentale per poter tornare alla normalità, in casa Juve Stabia e non, è il rispetto delle disposizioni che ad oggi impongono di restare a casa. Le Vespe hanno accolto immediatamente l’invito, fermando il lavoro di gruppo ben prima che la situazione coronavirus divenisse insostenibile. Dopo Fabio Caserta ed Alessandro Mastalli, anche il difensore Luca Germoni ha affidato ai social un suo pensiero sull’isolamento che la squadra sta vivendo. La parole del laterale stabiese riguardano la corsa, sua prerogativa in campo; chiaro il riferimento di Germoni agli appassionati di jogging, che in queste settimane devono rimandare i chilometri macinati in luogo della sicurezza individuale e collettiva. L’invito del difensore a restare a casa è più che chiaro e si unisce a quelli del compagno Mastalli e del tecnico Caserta, arrivati nei giorni scorsi.

Questo il post condiviso su Instagram da Germoni:

È la prima volta nella nostra storia che ci chiedono di non poter fare sport cioè la nostra vita, il nostro lavoro, la nostra passione. È difficile, ma dobbiamo resistere e restare a casa, lasciamo da parte la voglia di andare a correre ancora per un po’, lo facciamo per la nostra nazione e per la salute di tutti noi. Alleniamoci a casa in qualche modo anche un po’ arrangiati, ma saremo ancor più felici di poterlo fare, di poter correre ovunque appena sarà tutto finito.

Emergenza Covid-19 : un decimo contagiato a Castellammare di Stabia

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Emergenza Covid-19 : la Protezione Civile della Regione Campania ha comunicato stamattina che c’è un altra persona risultata positiva al Covid-19 a Castellammare di Stabia.

Emergenza Covid-19 : un decimo contagiato a Castellammare di Stabia

CASTELLAMMARE DI STABIA- La Protezione Civile della Regione Campania ha comunicato stamattina che c’è un altra persona risultata positiva al Covid-19: il Sindaco Gaetano Cimmino lo ha comunicato attraverso i canali social.
La persona è una 24enne, figlia di uno dei pazienti già risultati positivi nei giorni scorsi. La ragazza, attualmente in isolamento domiciliare insieme alla madre, avvertiva sintomi febbrili da alcuni giorni ed è stata sottoposta a tampone, che ha dato esito positivo.

Sale in doppia cifra, quindi, il numero dei pazienti contagiati a Castellammare: 7 sono tuttora positivi, 2 sono deceduti, una è guarita. In isolamento attualmente ci sono 92 persone, tutte venute a contatto a pazienti positivi al Covid-19 oppure a casi sospetti in attesa dell’esito del tampone.

Le forze dell’ordine proseguono intanto nell’attività di controllo del territorio e i carabinieri hanno sorpreso due giovani pregiudicati che si aggiravano in città, in possesso rispettivamente di un coltello e di droga. Il materiale è stato posto sotto sequestro e i due giovani sono stati entrambi denunciati.

Dai vertici più in alto, il Ministero della Salute trasmette le dichiarazioni del Ministro Speranza: “Soddisfazione per l’intesa raggiunta tra governo e forze sociali” continua “La sicurezza per chi lavora è un aspetto fondamentale e sono soddisfatto per l’addendum che riguarda nello specifico la parte sanitaria. Il virus si sconfigge tutti insieme”.

Ricordiamo che sul sito del Ministero della Salute è possibile consultare i file indicativi sulle norme comportamentali da seguire e il vademecum per riconoscere i sintomi sospetti.

Ricordiamo alla cittadinanza che il virus si trasmette innanzitutto per via orale: per questo motivo, alla luce dei nuovi chiarimenti, è bene coprire bocca e naso (anche gli occhi), onde evitare che le goccioline emesse quando si parla, anche quando si fuma(!)- è stato chiarito che anche il fumo emesso durante la sigaretta, qualora si sia portatori del virus, ne provoca la diffusione- infettino chi ci è vicino.

Per chi è riuscito a procurarsi una mascherina, la usi nel modo giusto: coprendo naso e bocca, se la mascherina è quella chirurgica, ricordarsi che non va usata per più di un giorno, va cambiata!

Per le altre tipologie di mascherine, è stato spiegato, che è più che sufficiente quello di tipo chirurgica, in quanto quelle con filtro sono da utilizzare qualora si lavori in campo ospedaliero.

 

 

 Stéphanie Esposito

 

Emergenza Coronavirus- Operazione sanificazione delle strade di Napoli

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Emergenza Coronavirus- Operazione sanificazione delle strade di Napoli: a disposizione speciali mezzi “idranti”

Emergenza Coronavirus- Operazione sanificazione delle strade di Napoli

NAPOLI- Per l’emergenza Coronavirus entra in atto l’operazione di sanificazione delle strade di Napoli che vedrà l’impiego di speciali mezzi “idranti”.

Operatori e mezzi della Polizia di Stato, gli speciali mezzi “idranti”, in dotazione al IV Reparto Mobile, saranno da domani messi a disposizione della società ASIA Napoli.
I veicoli, di una capienza di 8 mila litri d’acqua, collaboreranno nei servizi di sanificazione delle strade.

Delle ore 13:47 è un post pubblicato sul canale social del Comune di Napoli, dove si smentisce categoricamente l’ordinanza -FAKE NEWS- secondo cui il Sindaco Luigi de Magistris, avrebbe limitato gli accessi ai supermercati attraverso turnazione alfabetica.

L’amministrazione pertanto, ribadisce che i supermercati e gli esercizi che vendono generi alimentari, così come farmacie e parafarmacie, sono regolarmente aperti e fruibili senza alcuna turnazione per ordine alfabetico.

Ricordiamo che il contribuito che possono rendere i Cittadini, non solo di Napoli, è quello di limitare la circolazione sul territorio: RESTARE A CASA.

Limitarsi ad uscire per motivi strettamente necessari: spesa settimanale, acquisto di farmaci, accompagnare il proprio cane fuori (solo quando è il cane ad averne bisogno), e ricordarsi di portare con sè l’autocertificazione dove si specificano le proprie generalità e causali dell’uscita.

Il Ministero della Salute ha pubblicato sul sito internet indicazione a cui far riferimento in merito ai comportamenti da seguiree anche un vademecum sul Covid-19.

La Cittadinanza tutta è invitata nel non cadere nell’equivoco di pensare che queste “restrizioni” siano in contrasto con il diritto alla libera circolazione: siamo in una situazione allarmante, pericolosa, dove è necessario che ciascuno faccia la propria parte per contribuire al superamento di questo pericolo.

Purtroppo il virus Covid-19 ha portato con sè già molte vite, troppe.

Per coloro che vivono situazioni di disagio, di pericolo, nella loro stessa casa, non abbiano timore di chiedere aiuto alle Forze dell’Ordine : Polizia 113 e Carabinieri 112 saranno pronti ad intervenire nelle situazioni critiche in cui è necessaria la forza -legittima- dello Stato per soccorrere i Cittadini in grave difficoltà

Stéphanie Esposito

Asp Messina, un’équipe per combattere l’emergenza psicosociale Covid-19

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Dal 23 marzo 2020, e per tutto il periodo dell’emergenza Coronavirus è attiva anche a Messina una linea diretta con gli psicologi dell’Asp.

Asp Messina, un’équipe per combattere l’emergenza psicosociale Covid-19

Ce ne eravamo già occupati scrivendo l’articolo Coronavirus, le conseguenze sulla mente umana: fobie e psicosi il 10.03.2020, data la situazione di emergenza dovuta alla pandemia di Covid-19, che sta mettendo a dura prova anche la nostra salute psicologica.

L’aggiornamento quotidiano dei dati su contagio e letalità del virus e sul suo approssimarsi ai luoghi in cui viviamo, non fa altro che aumentare, la consapevolezza dell’impatto devastante che una comunicazione non responsabile e carente ha sugli aspetti psicologici di un’intera comunità.

Stiamo vivendo un’emergenza mondiale che genera reazioni psicologiche sia individuali che collettive. Ed è per questo motivo che in molte regioni sono stati attivati sportelli psicologici gratuiti online.

Anche il distretto dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, ha attivato uno sportello di ascolto e di supporto, mettendo a disposizione di tutti un’equipe psicosociale, consultabile oltre che per via telefonica, anche via email.

Una linea diretta con gli psicologi e sociologi della stessa, attiva dal 23 marzo 2020, e per tutto il periodo dell’emergenza Coronavirus.

Il servizio è rivolto non soltanto alla popolazione che spontaneamente ne fa richiesta, ma anche agli operatori che in questo momento difficoltoso si trovano in situazioni di elevata criticità emotiva, a coloro che essendo a casa in sorveglianza attiva, sentono la necessità di un aiuto psicologico, ai parenti dei pazienti ricoverati per le complicanze da Covid-19 al fine di fornire un valido supporto anche a loro, ed infine, anche ai medici di medicina generale ed ai pediatri di libera scelta.

Se sei in difficoltà, non esitare, chiama!

Mariella Musso

COVID-19 – DE LUCA: “Sud: a un passo dalla tragedia. Il Governo agisca”

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Covid-19: il Presidente della Regione Vincenzo De Luca scrive al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, al Ministro degli Affari Regionali e al Ministro per il Sud.

COVID-19 – DE LUCA: “Sud: a un passo dalla tragedia. Il Governo agisca”

E’ di questa mattina la lettera da parte del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, al Ministro degli Affari Regionali e al Ministro per il Sud.
Ecco il testo:

La comunicazione di questi ultimi giorni relativa alla epidemia è gravemente fuorviante. Il richiamo a numeri più contenuti di contagio al Nord, rischia di cancellare del tutto il fatto che non solo la crisi non è in via di soluzione, ma che al Sud sta per esplodere in maniera drammatica.

I prossimi dieci giorni saranno da noi un inferno. Siamo alla vigilia di una espansione gravissima del contagio, al limite della sostenibilità. La prospettiva, ormai reale, è quella di aggiungere alla tragedia della Lombardia quella del Sud.

Per noi è questione di ore, non di giorni.

Abbiamo fatto con migliaia di operatori, sforzi giganteschi per poter reggere. Ma non si può scavare nella roccia con le mani nude.
Dobbiamo registrare il fatto che dal punto di vista delle forniture essenziali per il funzionamento dei nostri ospedali, in queste settimane da Roma non è arrivato quasi nulla. Il livello di sottovalutazione è gravissimo. Non si è compreso che gli obiettivi strategici sono due: contenere il contagio al Nord; impedire la sua esplosione al Sud. In queste condizioni, ci avviamo verso una tragedia doppia. Il quadro riassuntivo, per noi, è contenuto in questo prospetto allegato.
Dopo aver creato decine di posti letto nuovi per la terapia intensiva, rischiamo di non poterli utilizzare per mancanza di forniture essenziali.
Zero ventilatori polmonari; zero mascherine P3; zero dispositivi medici di protezione. A fronte di un impegno ad inviare in una prima fase 225 ventilatori sui 400 richiesti, e 621 caschi C-PAP, non è arrivato nulla.

Questi sono i dati. E dunque, non si può non rilevarlo in maniera brutalmente chiara. So che la situazione è difficile per tutti. Non voglio alzare i toni. Ma non posso non dire che per quello che ci riguarda, ci separa poco dal collasso, se il Governo è assente.

Mi auguro che almeno i numeri rendano evidente la drammaticità della situazione. Si rischia di vanificare un lavoro gigantesco che ci ha consentito di reggere, in una realtà della cui complessità non è il caso di parlare oltre, e di offrire anche al Paese una terapia farmacologica utile.

Permanendo questa nullità di forniture, non potremo fare altro che contare i nostri morti”.

Vincenzo De Luca

il testo originale della lettera

 

Di pochi minuti fa è un altro aggiornamento pubblicato sui canali social del Presidente della Regione in merito alla tempistica sull’esito dei tamponi.
È stato rilevato in questi giorni, che in alcuni territori della regione, i tempi di lavorazione dei tamponi sono eccessivamente lunghi, e del tutto incompatibili con la necessità di dare alle persone interessate risposte chiare sulla positività o negatività degli esiti.

De Luca informa di aver incaricato il Direttore generale del Cotugno, Maurizio Di Mauro, insieme con il Direttore Generale del Dipartimento Salute Antonio Postiglione, di mettere a punto in giornata un piano che consenta di avere i risultati dei tamponi entro e non oltre le 24 ore.

In Campania si è partiti con un solo laboratorio, quello del Cotugno, in questi giorni ne sono stati aperti altri 9 (Moscati Avellino, San Pio Benevento, Sant’Anna e San Sebastiano Caserta, Policlinico Federico II, Presidio ospedaliero Nola, Istituto Zooprofilattico, Ospedale San Paolo, Azienda Ruggi Salerno, Presidio ospedaliero Aversa). Ma non in tutti i laboratori i tempi di lavorazione sono adeguati. E questo determina un accumulo di arretrato che deve essere immediatamente smaltito.

Nel comunicato si sottolinea che sta per arrivare al Cotugno una nuova e moderna attrezzatura che consentirà di lavorare fino a 800 tamponi al giorno.
Il Presidente esorta tutti gli operatori coinvolti in queste operazioni (Medici, Infermieri… Tutti) a “stringere i denti”, ribadendo di essere costantemente impegnato nel provvedere in tempi efficienti a fornire la Regione delle risorse di cui ha bisogno.

 Stéphanie Esposito

Sparatoria a Torre Annunziata: arrestato un uomo dalla Polizia

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Sparatoria a Torre Annunziata: gli agenti del commissariato di Torre Annunziata sono intervenuti in via Vittorio Veneto e hanno arrestato un uomo di 18 anni.

Sparatoria a Torre Annunziata: arrestato un uomo dalla Polizia

TORRE ANNUNZIATA- Ieri pomeriggio, gli agenti del commissariato di Torre Annunziata, sono intervenuti in via Vittorio Veneto e hanno arrestato un uomo di 18 anni con precedenti di polizia, per tentato omicidio, porto e detenzione abusiva di arma e spari in luogo pubblico.

Gli agenti sono intervenuti a seguito della segnalazione da parte della sala operativa: in via Vittorio Veneto, poco prima, erano stati esplosi quattro colpi d’arma da fuoco.

A seguito degli spari, si è infranta la vetrata di un appartamento posto al primo piano di un edificio.

Per individuare il colpevole, i poliziotti sono ricorsi al sistema di videosorveglianza cittadina: grazie alla visione delle immagini registrate, è stato possibile riconoscere un giovane uomo.

Quest’ultimo è stato rintracciato presso la sua abitazione, situata nella stessa strada via Vittorio Veneto.
Alla vista dei poliziotti, il giovane uomo ha tentato la fuga da una finestra, una fuga breve, perché gli agenti sono riusciti a bloccarlo a distanza di pochi metri.

Ancora un altro episodio di degrado e di inciviltà, a riprova del fatto che nel nostro Paese ci sono molte ferite sanguinanti, contaminate dal virus della delinquenza e da una mentalità barbara, che accetta il ricorso alle armi per “regolare i conti”. Altra nota dolente, l’età del colpevole: appena 18 anni.

Le Forze dell’Ordine hanno fatto il loro dovere.

Ciò che manca è la sinergia tra tutti gli apparati dello Stato, non sono i capisaldi, ma anche tutti gli organi e le strutture che potrebbero subentrare a supporto della vita del cittadino, qualora questi si trovi in condizioni di vita che lo portino ad abbracciare una mentalità fuori-legge.

 

 Stéphanie Esposito

Brescia 250320: i carabinieri passano ai controlli con i droni (VIDEO)

Ormai sembra chiaro che anche a Brescia “qualcosa non va affatto bene” ed il Sindaco della Città, Emilio del Bono, è da giorni che lancia il suo grido d’allarme ed il suo appello apparendo anche in video in più trasmissioni anche a livello nazionale e, a ben vedere, il suo viso dice anche più di quanto possono, tentano, sperano, di far comprendere le sue parole.

Anche oggi Del Bono non si risparmia e continua a sollevare anche il problema dei positivi a cui non viene fatto tampone e vengono fatti rimanere a casa, ed i dati gli danno piena ragione visto che i bresciani con tampone positivo sono oggi 6230 , 393 più di ieri e che, su un totale di 887 vittime della nostra provincia, 75 sono  bresciani ed è bene specificare che anche in questo caso, come per i contagiati, stiamo parlando delle sole persone che sono state sottoposte a un test per il coronavirus:

“Nel Bresciano – ri-ri-ri-ripete Del Bono – i contagi sono molto di più rispetto a quelli che dicono. Anche il numero dei morti sono maggiori perché tanti sono malati in casa e non sappiamo come stanno”
“La situazione nella nostra provincia è molto difficile” – ha spiegato Del Bono – i numeri non calano e medici ed infermieri sono all’estremo, e c’è anche il problema dell’ossigeno.

Intanto, facendo anch’essi la loro parte, I Carabinieri del Comando Provinciale di Brescia, hanno avviato, a partire da oggi 25 marzo, il controllo della città di Brescia con un drone.

Già negli ultimi giorni, e in particolare nell’ultimo fine settimana, il Comando Provinciale dei Carabinieri aveva attivato un elicottero dell’Arma per contribuire nella vigilanza sulle prescrizioni in atto e le limitazioni di movimento.

Nella giornata odierna inoltre, su esplicita del Prefetto di Brescia, nel corso delle predisposizioni messe in atto anche in sede di C.P.O.S.P., il Comando Generale dell’Arma ha disposto l’impiego specifico di un drone per il capoluogo, proprio per l’emergenza in atto.

Oggi il primo volo decollato da piazza della Loggia.

Il mezzo aereo sorvolerà varie zone della città segnalando alle pattuglie eventuali assembramenti o movimenti che necessitano di un controllo immediato.

Redazione Lombardia

Direttore al reparto Covid-19 seppure condannato

Lo segnala la deputata M5S Angela Raffa: un medico condannato per truffa e peculato viene nominato a Palermo direttore del reparto Covid-19 .

Apprendiamo dalla pagina della deputata Cinque Stelle Angela Raffa che un medico condannato per truffa e peculato è nominato a Palermo direttore del reparto di Pneumologia semintensiva Covid19.

Ecco come funziona l’Italia e la sanità siciliana – scrive Angela Raffa – Il dirigente medico che derubava l’ospedale di Palermo viene premiato e nominato direttore del nuovo reparto di Pneumologia semintensiva Covid19 dello stesso ospedale. Lì dove già sono ricoverati una quarantina di pazienti risultati positivi al coronavirus. Siccome insieme al danno viene sempre la beffa, è pure il ‘referente’ di una raccolta fondi, gestita da privati, i cinema multisala Cityplex, per l’acquisto ‘di ventilatori, dispositivi di protezione e tutto quello che può essere necessario’ da inviare dopo all’ospedale. Lui è Giuseppe Arcoleo, pneumologo dell’ospedale pubblico “Cervello” di Palermo. Nel 2014 viene arrestato in fragranza di reato: peculato ai danni dell’azienda. La Guardia di Finanza lo trova con l’incasso di giornata, consegnatoli in contanti dalla caposala. In pratica visitava i pazienti in regime di intramoenia, e la caposala invece mandarli a pagare il dovuto presso le casse dell’ospedale riscuoteva direttamente in contanti e poi divideva con il medico. Anche le prenotazioni e gli appuntamenti venivano gestiti in nero e non tramite il centro prenotazione. Ad aprile 2016 viene condannato, avendo scelto il rito abbreviato, a 2 anni e 4 mesi. A questo punto uno si aspetta che l’ospedale derubato lo licenzi, che l’ordine dei medici prenda seri provvedimenti. In qualsiasi altro Paese sarebbe stato allontanato da qualsiasi ruolo pubblico. Non in Italia, men che meno in Sicilia. Oggi lo ritroviamo che continua a lavorare presso lo stesso identico ospedale, dove anzi è stato promosso a maggiori responsabilità e potere. La classe politica regionale, che si spartisce le nomine delle aziende sanitarie, se c’è batta un colpo. Se non volete farlo per vergogna (lo so che avete dimenticato anche il significato di questa parola), almeno fatelo per carità di patria”.

Nel 2016 il Giudice per l’Udienza Preliminare (GIP) aveva condannato Giuseppe Arcoleo in servizio al Cervello come dirigente medico di Pneumologia I dell’ospedale, Carmela Tavilla e Concetta Conte. Il primo è stato giudicato con rito abbreviato e ha ricevuto una pena di due anni e quattro mesi. Le altre due persone sono state condannate rispettivamente a un anno e sei mesi e un anno e otto mesi di carcere. La Guardia di Finanza, nel luglio 2014 in visita nell’ospedale per degli accertamenti, trovò il dirigente e la Conte mentre dividevano gli incassi della giornata. I militari della Finanza avevano avviato due mesi prima l’inchiesta a seguito di alcune segnalazioni. I due furono colti in flagranza, mentre la Tavilla fu coinvolta successivamente. Secondo gli investigatori si sarebbero appropriati di somme che sarebbero dovute entrare nelle casse dell’ospedale.

Secondo quanto ricostruito dal Procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal Sostituto Luca Battinieri, il medico era stato autorizzato per fare attività intramoenia, ma avrebbe dovuto rispettare l’obbligo che prevede il divieto di riscuotere il compenso direttamente dai pazienti. Il personale sanitario coinvolto, infatti, avrebbe dovuto indirizzare i pazienti verso l’amministrazione e invitare a versare i soldi in quella sede. Sarebbe stato poi l’ospedale a liquidare loro quanto dovuto, ovvero circa la metà di quanto incassato. Le indagini avrebbero messo in luce una sorta di centro di prenotazione “alternativo”, che avrebbe così permesso all’utenza di risparmiare quasi il 50% rispetto ai costi previsti.

Si ritiene che il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, di centrodestra, che è stato dal 23 maggio 2013 al novembre 2017 anche Presidente della Commissione Regione Antimafia, insieme all’Assessore Regionale alla Salute Ruggero Razza, avvocato penalista, dovrebbero accertare e intervenire.

Adduso Sebastiano

Ischia, 14enne costretto a prostituirsi: scattano due arresti

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Il ragazzino originario di Ischia, era costretto da due uomini a prostituirsi per pochi soldi

Ischia, 14enne costretto a prostituirsi: scattano due arresti

Caso di prostituzione minorile e ritrovamento di materiale pedopornografico in Campania. Nello specifico, i Carabinieri della Compagnia di Ischia hanno arrestato un 37enne ed un 52enne, entrambi domiciliati a Casamicciola Terme, ritenuti responsabili in concorso dei reati di prostituzione minorile e atti sessuali con minorenne commessi nei confronti di un minore di 14 anni originario dell’isola di Ischia.

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ischia e coordinate dalla IV Sezione Fasce Deboli della Procura della Repubblica di Napoli, hanno permesso di ricostruire che i due arrestati, fino allo scorso dicembre, inducevano il minore a prostituirsi e a compiere atti sessuali in cambio di piccole somme di denaro.

L’attività investigativa, scaturita dalla denuncia della madre della vittima, è stata eseguita con intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni, sequestri e consulenze tecniche. Nel corso delle indagini è stato inoltre rinvenuto, nello smartphone del 37enne, un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. Per quest’ultimo, il GIP del Tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre nei confronti del 52enne è stata disposta un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari.

L’attività investigativa, scaturita dalla denuncia della madre della vittima, è stata eseguita con intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni, sequestri e consulenze tecniche. Nel corso delle indagini è stato inoltre rinvenuto, nello smartphone del 37enne, un ingente quantitativo di materiale pedopornografico. Per quest’ultimo, il GIP del Tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre nei confronti del 52enne è stata disposta un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. L’attività investigativa, scaturita dalla denuncia della madre della vittima, è stata eseguita con intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni, sequestri e consulenze tecniche. Nel corso delle indagini

Decumani, erresto per spaccio e resistenza a Pubblico Ufficiale

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Decumani: Polizia arresta 25enne per droga e resistenza a Pubblico Ufficiale

Il 25enne gambiano, è irregolare sul territorio ed è stato arrestato 

Ieri pomeriggio una persona si è recata presso il commissariato Decumani per adempiere alla misura dell’obbligo di presentazione alla P.G. cui è sottoposta dal settembre scorso per reati in materia di stupefacenti.

Mentre l’uomo si trovava all’interno dell’ufficio, gli agenti hanno avvertito un forte odore di marijuana e gli hanno chiesto di svuotare le tasche della giacca; in quel frangente l’uomo ha estratto un pacchetto di sigarette e si è dato alla fuga.

I poliziotti lo hanno inseguito e bloccato in via San Giovanni in Porta rinvenendogli indosso la somma di 90 euro, mentre nel pacchetto di cui si era disfatto hanno scoperto 14 bustine di marijuana per un peso complessivo di circa 18 grammi; altri 23 grammi sono stati trovati nella sua abitazione di vico San Demetrio.

Jarre Dabou, 25enne gambiano irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Castellammare, 20enni sorpresi con droga e coltello: denunciati

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Castellammare, la delinquenza non si ferma nemmeno con una pandemia in atto

Castellammare, 20enni sorpresi con droga e coltello: denunciati

A Castellammare di Stabia la delinquenza non va in vacanza e non si ferma nemmeno di fronte ad una pandemia. Nello specifico, i carabinieri della stazione di Castellammare di Stabia hanno denunciato un 21enne del posto già noto alle forze dell’ordine per porto abusivo di armi. Sorpreso in Via Regina Margherita senza alcun giustificato motivo, il giovane è stato perquisito e trovato in possesso di un grosso coltello da cucina.

Gli stessi militari hanno denunciato per detenzione di droga a fini di spaccio un 22enne, anch’egli di Castellammare e già noto. Da una perquisizione è emerso che il giovane – trovato in strada lungo Via Einaudi – occultasse nelle tasche 23 grammi di marijuana e 455 euro in contante ritenuto provento illecito. Droga e denaro sono stati posti sotto sequestro.
Sono stati intensificati i controlli sul territorio campano, e nello specifico stabiese, per far fronte ai “furbetti” del Covid – 19, che come tutti quelli che credono di essere tali, non lo sono assolutamente, dato che il numero di contagiati sale in città. Sono stati intensificati i controlli sul territorio campano, e nello specifico stabiese, per far fronte ai “furbetti” del Covid – 19, che come tutti quelli che credono di essere tali, non lo sono assolutamente, dato che il numero di contagiati sale in città. Sono stati intensificati i controlli sul territorio campano, e nello specifico stabiese, per far fronte ai “furbetti” del Covid – 19, che come tutti quelli che credono di essere tali, non lo sono assolutamente, dato che il numero di contagiati sale in città. Sono stati intensificati i controlli sul territorio campano, e nello specifico stabiese, per far fronte ai “furbetti” del Covid – 19, che come tutti quelli che credono di essere tali, non lo sono assolutamente

Torre del Greco, venditori di sigarette di contrabbando porta a porta

A Torre del Greco scatta il contrabbando ai tempi del covid – 19: muniti di guanti e mascherina, bussa alle porte dei loro clienti abituali per vendere le sigarette

Torre del Greco, venditori di sigarette di contrabbando porta a porta

Torre del Greco, scatta il contrabbando di sigarette ‘porta a porta’ nel Napoletano in seguito ai divieti per contrastare l’emergenza Coronavirus. Il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha scoperto tre contrabbandieri che consegnavano sigarette anche a domicilio. In particolare, nel centro storico di Torre del Greco, è stato sorpreso una persona con precedenti specifici che, per ovviare alle restrizioni sugli spostamenti, recapitava pacchetti di tabacchi lavorati esteri presso le abitazioni dei propri clienti abituali, «reclusi» come tutti nelle proprie abitazioni.

Un altro venditore ambulante di sigarette – munito di mascherina chirurgica – è stato invece fermato per strada, sempre nel centro storico di Torre del Greco, mentre si avvicinava ad occasionali avventori, senza mantenere le prescritte distanze di sicurezza e offrendo in vendita le proprie sigarette.

Il terzo contrabbandiere abituale, infine, è stato intercettato per le strade di Boscoreale, mentre cedeva pacchetti di sigarette di contrabbando ad un cliente, peraltro senza adottare alcuna cautela per scongiurare il rischio di diffusione del contagio, non essendo muniti entrambi di mascherina protettiva e omettendo di rispettare le prescritte distanze di sicurezza.

Uno dei tre contrabbandieri denunciati a piede libero è risultato anche percettore di «reddito di cittadinanza»; pertanto, il soggetto è stato segnalato all’Inps.

Napoli, denunciata una coppia per intestazione fittizia di veicoli

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Napoli, intestazione fittizia di veicoli: denunciati un uomo ed una donna e sanzioni amministrative per intestazione fittizia di 633 veicoli, alcuni usati dalla criminalità, per un totale di €344.352,00.

Gli agenti della Sottosezione Polizia Stradale di Fuorigrotta, alle dipendenze della Sezione Polizia Stradale di Napoli, hanno concluso ieri, con la notifica di 633 verbali al Codice della Strada, per altrettante violazioni ex art.94 bis C.d.S. per intestazione fittizia di veicoli, per un importo complessivo pari ad € 344.352,00, in collaborazione con i colleghi della Sezione Polizia Stradale di Rimini, un’ articolata attività d’ indagine, che già in data 28 novembre 2019 aveva portato alla denuncia in stato di libertà, S.S. pregiudicato napoletano di anni 45, per i reati ex art. 494 c.p. (sostituzione di persona) ed art. 640 (truffa) in concorso con terzi, allo stato da individuare, e F.C.M. di anni 32, denunciata in stato di libertà ex art. 476 c.p. (falsità materiale commessa in atti pubblici).

Le “auto fantasma”, usate anche per la commissione di reati, insistono notevolmente sulla sicurezza stradale e, più volte utilizzate per eludere il pagamento della tassa di possesso, delle infrazioni registrate a carico dell’intestatario della targa e del pedaggio autostradale, da cui sono partite le indagini.

Tutto è nato, da un controllo di un conducente di una Fiat Panda, esperito dagli agenti sulla Tangenziale di Napoli il 20 novembre 2019, il quale era solito eludere il pedaggio, dichiarando in quella circostanza di aver acquistato materialmente l’autovettura, circa due anni prima, da S.S., titolare di una società di vendita di auto usate in Castel Volturno (CE). Dalle indagini effettuate, emergeva che S.S., in concorso con altre persone, aveva creato, artatamente, la società F.F. s.r.l. con sede in Vercelli, al fine di intestare fittiziamente veicoli, sottoscrivendo gli atti al posto di R.L., pregiudicato di Torre Annunziata di 43 anni con residenza a Rimini, formale amministratore della stessa. I passaggi di proprietà, invece, venivano formalizzati presso un’agenzia pratiche auto con sede in Qualiano, una cui dipendente, F.C.M., certificava atti di vendita con la consapevolezza della falsità della sottoscrizione effettuata da S.S. a nome di R.L. amministratore della società.

Tuttavia, da accertamenti eseguiti alla banca dati M.c.t.c. emergeva che la società F.F. s.r.l., in realtà, era intestataria fittizia di ben 633 veicoli, per cui il formale amministratore R.L. veniva sanzionato ex art. 94 bis C.d.S. per ogni veicolo intestato, per un importo complessivo pari ad € 344.352,00, con la cancellazione d’ufficio al P.R.A. dell’intera flotta veicolare. Gli eventuali conducenti di tali veicoli, al momento di un controllo di Polizia, subiranno il sequestro del veicolo ai fini della confisca ed il ritiro della carta di circolazione.

Tale attività, eseguita dalla Polizia Stradale a tutela sia dei cittadini onesti che dell’ordinamento dello Stato Italiano, porterà al blocco anagrafico, sia a carico dell’amministratore che della persona giuridica indiziata, per cui all’impossibilità di una futura intestazione di veicoli da parte di costoro.

Napoli, violenza sessuale ai danni di una minore: indagato il padre

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Napoli, gravi sono gli indizi a carico del 45enne

Napoli, padre orco violentava la figlia minore. In base alle indagini eseguite dalle forze dell’ordine, sono emersi numerosi indizi che hanno portato all’arresto di un uomo di 45 anni, padre della minore che avrebbe subito violenza sessuole.

Nello specifico, nella nota della Polizia di Stato, si legge che “nella serata del 24 marzo 2020, su delega della Procura della Repubblica di Napoli, personale della locale Squadra Mobile ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, nei confronti di C.P., di anni 45, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale aggravata commessa in danno della propria figlia minore.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, con il coordinamento della Sezione IV (fasce deboli) della Procura della Repubblica di Napoli, hanno permesso di acquisire gravi indizi a carico del predetto C. P. il quale, dal 2016 con condotta in atto, approfittando della condizione di soggezione e timore della figlia minore, ha costretto quest’ultima a subire atti sessuali.”

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, con il coordinamento della Sezione IV (fasce deboli) della Procura della Repubblica di Napoli, hanno permesso di acquisire gravi indizi a carico del predetto C. P. il quale, dal 2016 con condotta in atto, approfittando della condizione di soggezione e timore della figlia minore, ha costretto quest’ultima a subire atti sessuali.”Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, con il coordinamento della Sezione IV (fasce deboli) della Procura della Repubblica di Napoli, hanno permesso di acquisire gravi indizi a carico del predetto C. P. il quale, dal 2016 con condotta in atto, approfittando della condizione di soggezione e timore della figlia minore, ha costretto quest’ultima a subire atti sessuali.”Le indagini condotte dalla Squadra Mobile, con il coordinamento della Sezione IV (fasce deboli) della Procura della Repubblica di Napoli, hanno permesso v b

Imbarcati per la Sicilia le persone bloccate a Villa

Imbarcati ieri sera. Il Pd e i 5 Stelle: “Allarmismo ingiustificato”. I droni a Messina. GdF sequestra gel sanificante e mascherine.

Delle persone bloccate a Villa San Giovanni (Rc) ne avevamo parlato nel nostro articolo “ 23 marzo 2020 40 auto e circa 80 persone bloccate a Villa”. Nella serata di ieri  la situazione si è in parte sbloccata, facendone imbarcare per la Sicilia circa 150, poiché nel frattempo gli arrivi sono continuati. Per motivi di sicurezza, è stato deciso di effettuare l’imbarco dal porto di Reggio Calabria. In serata, intanto la Polizia Metropolitana di Reggio Calabria, aveva distribuito pasti caldi agli automobilisti bloccati a Villa. Molte le famiglie con bambini. Nel gruppo anche una donna incinta, le cui condizioni non hanno destato preoccupazione. A Villa rimangono ancora circa 13 persone bloccate in una saletta della stazione di Villa San Giovanni in uno spazio ristretto, senza alcun rispetto delle distanze di sicurezza o dispositivo per proteggersi. Hanno chiesto delle coperte alla polizia perché dovranno aspettare fino a domani per raggiungere la Sicilia. Tra loro c’è Gianna che, con il marito, un collega della Costa Crociere, è bloccata lì dalle 14 di ieri “E’ una situazione surreale. Io e mio marito siamo sbarcati dalla nave da crociera Costa Pacifica, dove abbiamo lavorato per sei mesi, e stiamo cercando di raggiungere la nostra casa in Sicilia. La Polizia ferroviaria ci ha permesso di partire da Roma con la nostra autocertificazione, ma in Calabria siamo stati bloccati perché la Sicilia è chiusa. Da ore siamo al freddo, ammassati in uno spazio ristretto, senza alcun rispetto delle distanze di sicurezza o dispositivo per proteggerci. Hanno chiuso anche i bagni fino a domani mattina. Siamo partiti sani e rischiamo di arrivare ammalati. Noi vogliamo soltanto raggiungere la nostra unica casa, non abbiamo altri posti dove andare”. Le tredici persone sono state denunciate per non avere rispettato il decreto che impedisce gli spostamenti sul territorio nazionale.

L’intervento di stanotte ha permesso di allentare la tensione che si era creata nel piazzale di stoccaggio mezzi di Villa San Giovanni. Era intervenuto sulla vicenda il nuovo presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, di Foza Italia, annunciando che la situazione si sarebbe sbloccata “Si risolve parzialmente con l’imbarco di donne, alcune in gravidanza, bambini e persone anziane la situazione di Villa San Giovanni. Sono lieta che, dopo un pomeriggio di interventi con il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il collega della Regione Siciliana, Nello Musumeci, si sia arrivati alla messa in sicurezza delle persone più fragili”.

“Le persone non si respingono come pacchi – ha detto il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà di centrosinistra – e finalmente sblocchiamo una situazione che ha messo in discussione la dignità di ogni essere umano. Trovo sinceramente vergognoso che ancora rimangano 80 persone in Calabria perché chi di dovere non è capace di assumersi la responsabilità di decidere”.

Sulla questione è intervenuto Antonio De Luca, deputato del M5S all’Ars “Grazie al M0inistro dell’Interno i nostri concittadini rimasti bloccati a Villa San Giovanni e a Reggio Calabria rientrano in Sicilia e dovranno stare in rigorosa quarantena com’è giusto che sia, ma non potevano essere abbandonati al loro destino, specie se si considera che tra di loro ci sono anche anziani, bambini e donne in stato di gravidanza. La paura del Coronavirus è comprensibile, ma non può renderci disumani al punto tale da lasciare nostri conterranei letteralmente in mezzo a una strada. “Quelli bloccati in Calabria sono siciliani come noi, che sono rimasti senza un tetto sopra la testa a causa della chiusura delle ditte dove lavoravano e delle strutture dove dormivano e non avevano altra scelta che ritornare a casa loro. Adesso dovranno essere messi in quarantena e gli organi preposti dovranno controllare che la rispettino”.

I parlamentari regionali del Pd hanno presentato un’interrogazione al Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci sulla vicenda e dichiarando “In questo momento di emergenza sanitaria ci aspettiamo dal Presidente della Regione parole rassicuranti per i cittadini piuttosto che i toni allarmistici usati a proposito di un presunto ‘esodo incontrollato’ sullo Stretto di Messina, successivamente smentito dal Ministero degli Interni. Musumeci dovrebbe riferire al Parlamento da chi ha avuto la notizia  di un aumento incontrollato di transiti giornalieri verso la Sicilia. Pensiamo – aggiungo i parlamentari Pd all’Ars –  che sbaglia il Presidente Musumeci ad alimentare lo scontro con il Governo nazionale invece di ricercare la collaborazione necessaria per fronteggiare l’epidemia ”.

Il sindaco di Messina Cateno De Luca ha annunciato sulla propria pagina Fb che saranno inviati dei droni per le vie della città che, con la sua voce e parole esplicite, inviteranno espressamente i cittadini a stare a casa.

Intanto, il Comando della Guardia di Finanza di Ragusa ha sequestrati circa 4.500 litri di gel sanificante per le mani tra le province di Ragusa, Catania ed Enna. Sono stati ritirati dal mercato oltre 4.500 confezioni. È stata accertata la cessione in oltre 135 punti vendita dislocati sull’intero territorio siciliano di circa 18.000 flaconi di gel recanti etichetta con dicitura ingannevole e priva delle previste autorizzazioni del Ministero della salute.

Continuano infatti senza sosta le attività di controllo economico del territorio disposte dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa per contrastare le condotte di chi – approfittando dell’attuale situazione emergenziale correlata alla crescente diffusione del c.d. “Coronavirus” – pone in essere pratiche commerciali scorrette, con la vendita di prodotti non corrispondenti alle caratteristiche pubblicizzate o mancanti delle previste autorizzazioni ministeriali quandanche non ceduti a prezzi esorbitanti rispetto a quelli di mercato.  In tale contesto le Fiamme Gialle iblee, nello scorso fine settimana, hanno eseguito un sequestro di circa 4.500 litri di “sanificante per le mani”, di cui oltre 2.100 litri già confezionato in circa 4.000 flaconi posti in vendita recando una etichetta con dicitura ingannevole, in mancanza della prevista autorizzazione del Ministero della Salute.   L’attività, che trae origine dallo sviluppo di elementi informativi autonomamente acquisiti nel corso di specifici e mirati servizi di controllo del territorio, è stata portata avanti dai militari della Compagnia di Vittoria – sotto il coordinamento del sovraordinato Gruppo e con la collaborazione dei NAS dei Carabinieri di Ragusa – nei comuni di Vittoria e Ragusa, con il supporto dei Reparti del Corpo di Catania ed Enna in quelle sedi. Nel dettaglio, i militari hanno proceduto all’accesso all’interno di una nota azienda vittoriese che, approfittando dell’attuale emergenza epidemiologica, avrebbe affiancato all’originaria attività di produzione di saponi e detersivi quella più remunerativa di produzione di sanificante per le mani, condotta però in carenza delle prescritte autorizzazioni. Sulla base delle disposizioni fornite dal Ministero della Salute, infatti, i prodotti che pubblicizzano in etichetta un’azione “sanitizzante/sanificante” si considerano rientranti nella definizione di prodotti biocidi e, pertanto possono essere immessi in commercio solo a seguito di una specifica autorizzazione da parte dello stesso Dicastero o dell’Unione Europea. Tale autorizzazione/registrazione assicura che tali prodotti siano stati sottoposti a una preventiva valutazione che ne garantisca la sicurezza e l’efficacia nelle condizioni di uso indicate e autorizzate. Atteso che il prodotto esaminato, in assenza della specifica registrazione al competente Dicastero poteva essere immesso in commercio solo come detergente e non come biocida, il termine “sanificante” è stato utilizzato impropriamente, inducendo in errore il consumatore finale. L’attività ispettiva condotta e le conseguenti perquisizioni nei locali della società hanno consentito il sequestro di oltre 1.500 litri di sanificante già confezionato e pronto per essere immesso in consumo nonché di ulteriori 2.300 litri circa di analogo composto liquido, da riversare nelle boccette per la vendita al dettaglio. La contestuale analisi della documentazione contabile acquisita all’atto dell’accesso ha inoltre consentito di: – procedere al tempestivo intervento dei Reparti del Corpo competenti per territorio nei confronti di farmacie site in Catania, nel comune di Riposto (CT) e ad Enna, dove si è proceduto al sequestro di ulteriori 406 flaconi da 100 ml. posti in vendita; – ricostruire l’intera rete di vendita dell’azienda ipparina che ha avuto tra i principali clienti una grande catena di distribuzione commerciale di Ragusa, mediante la quale le confezioni di prodotto (oltre 18.000 flaconi di gel e spray sanificante in confezioni da 100 e 500 ml) sono state rivendute, in oltre 135 punti vendita dislocati su tutto il territorio della Regione Sicilia. La società di distribuzione ha disposto immediatamente il blocco alla vendita con il contestuale ritiro del prodotto ancora invenduto (allo stato 2.370 flaconi da 100 ml. e 500 ml. per complessivi 653 l.). All’esito della complessiva attività svolta il titolare della fabbrica di Vittoria è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per il reato di frode nell’esercizio del commercio. Proseguono i controlli delle Fiamme Gialle iblee, finalizzati a tutelare i consumatori e gli operatori onesti contrastando i comportamenti illegali e fraudolenti che sfruttano l’attuale emergenza sanitaria determinata dal “Covid-19”.

Ieri, la Guardia di Finanza del Comando di Siracusa ha sequestrato un lotto di mascherine chirurgiche vendute al pubblico in un negozio avolese, con un ricarico abnorme, quantificabile in misura superiore al 10.000%.

Continuano incessanti le attività di controllo sulla correttezza degli operatori economici da parte delle Fiamme Gialle aretusee, impegnate in questi giorni anche nella repressione di manovre speculative sui prezzi di dispositivi di protezione individuale praticati da alcuni venditori, che tentano di approfittare dell’aumento della richiesta determinato dallo stato di necessità. Nei giorni scorsi, proprio nel corso di queste attività, eseguita presso un esercizio commerciale di Avola, i militari della Tenenza di Noto hanno riscontrato che il titolare ha messo in vendita mascherine chirurgiche applicando un eccessivo ricarico, nonostante le avesse acquistate al prezzo di € 0,02 l’una. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato tutti i D.P.I. e il proprietario del negozio è stato denunciato per il reato di manovre speculative su merci, che prevede anche la reclusione fino a tre anni. Il commerciante è stato inoltre segnalato all’Autorità giudiziaria per violazione all’art. 650 c.p., in quanto la sua attività, a norma delle vigenti disposizioni, non è risultata compresa tra quelle al momento esercitabili. La Guardia di Finanza partecipa altresì, con le altre Forze di Polizia, a tutte le attività di prevenzione e tutela della saluta pubblica che stanno interessando l’intero territorio nazionale e che, in provincia, vengono attuate sulla scorta delle direttive emanate dalla locale Autorità Prefettizia nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e in osservanza delle Ordinanze emesse dal Questore, volte a materializzare “sul campo” tutte le misure di contenimento della diffusione del nuovo “Coronavirus”.

L’opinione.

Tra le persone bloccate a Villa c’erano decine di minori. Questi ultimi, in una società civile, non devono patire difficoltà se degli adulti (Governo, Istituzioni, Magistratura, Prefettura, Politica, Regione, Enti, Comuni, ecc.) non sanno fare rispettare le norme che emanano e applicano. Come pure non devono dei minori subire disagi in quanto i rispettivi genitori sono in parte responsabili. Ci si augura tuttavia, che conseguentemente vengano anche prese tutte le serie precauzioni e disposizioni del caso, sanitari e forzose, verso coloro che giungono in Sicilia, questo anche dovuto ai siciliani (i dimenticati in tutto da sempre a cominciare dalla generale politica siciliana).

Adduso Sebastiano

Il Presidente Sibilia: “La priorità va data all’aspetto sanitario e sociale”

Dilettanti – Il presidente Sibilia: “Impossibile fare previsioni. Adesso le tre priorità sono sanitarie, sociali e sportive”

All’interno di un ampio servizio, pubblicato sul “Corriere dello Sport-Stadio”, il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia propone un’analisi della situazione e delle prospettive (anche alla luce delle richieste di sostenibilità del sistema calcio che verranno presentate a breve al Governo per il tramite della FIGC). Questo l’estratto riportato dal sito ufficiale della LND: “In questo momento ci sono tre priorità: sanitaria, sociale e sportiva – dice Sibilia -. L’emergenza obbliga tutti a rispettare le indicazioni sanitarie e restare a casa. L’aspetto sociale ci invita a riflettere sulle prospettive in attesa che possa riprendere quella sportiva che amiamo. Adesso viviamo l’emergenza e non bisogna abbassare la guardia”.

L’articolo espone anche i numeri della LND, soffermandosi sull’impatto economico dell’intero movimento e sul valore del volontariato, uno dei cardini dell’attività dilettantistica. Dati in grado di far comprendere, all’opinione pubblica e alle istituzioni, il “peso” dei Dilettanti nel tessuto sociale del Paese. “Oggi è impossibile fare delle previsioni e siamo tutti legati alla temporalità dell’epidemia – dichiara Sibilia – L’importante è superare la fase dell’emergenza evitando strappi nella rete sociale. È una partita da vincere con pazienza e forza d’animo”.

Simone Vicidomini

Arrampicarsi Sugli Specchi in periodo Coronavirus (Lo Piano Saint Red)

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Giorno dopo giorno, il Governo cambia le carte in tavola, Il primo Ministro Conte, sembra arrampicarsi sugli specchi sui quali deve camminare

Arrampicarsi Sugli Specchi in periodo Coronavirus (Lo Piano Saint Red)

Anche le fonti ufficiali d’informazione, parlo della Protezione civile e dei massimi rappresentanti della nostra Sanità nazionale, non dicono tutta la verità su tanti aspetti di questo disastro umanitario. Non si può sempre parlare di decessi per persone che sono in età avanzata, con gravi patologie pregresse.

Ai tanti giornalisti presenti nei vari comunicati (anzi sarebbe meglio chiamarli con il loro vero nome, bollettini di guerra), non sta più bene avere mezze risposte, numeri approssimativi, previsioni confortanti. Solo sul numero giornaliero e le cause dei decessi devono essere necessariamente sinceri e dire tutta la verità.

Fino ad oggi, i decessi, dal momento in cui si è scatenata prima l’epidemia, poi la pandemia, sono stati più di 5000, l’importante è conoscerne il fattore scatenante. Affermare che sono defunti per il coronavirus, è una cosa, dire con il coronavirus, è un’altra, sembra un gioco di parole, ma il significato e i risultati statistici, cambiano.

Milioni di persone da un giorno all’altro hanno dovuto cambiare le loro abitudini, il loro modus vivendi, affrontare una clausura, vedere morire lontano dagli affetti familiari i loro cari, tutte situazioni strazianti e disumane.

Conte, ieri ha dato una data: il 31 Luglio, come massima fine teorica delle restrizioni finora adottate. Successivamente, in tarda serata, sono spuntati come per incanto, trafiletti nel corso dei vari telegiornali, in cui si affermava che non ci sarebbe stata alcuna proroga alla suddetta data. Queste due informazioni (e non e’ la prima volta) sono in discordanza tra loro ed affermano implicitamente che il 31 Luglio sara’ in effetti la data ‘finale’.

Il coronavirus non va a tempo determinato, neppure i più famosi scienziati sono in grado di dare un termine: se non si trova un vaccino, la nostra clausura potrebbe perdurare per un tempo ancora maggiore.

Non affronteremo il tema economico, perché desideriamo tenere divisi i 2 problemi anche se sono collegati a doppio filo.

Sono stati cambiati 3 Decreti Legge in pochi giorni, e questo non va bene, perché sta ad indicare che ancora non si hanno le idee chiare su tanti problemi. Per non parlare dei dissensi che vi sono tra il Governo, i Governatori, I prefetti ed i Sindaci di tutt’Italia.

Tutti dicono la propria, fin quando il Governo non troverà le giuste soluzioni, milioni di italiani continueranno ad avere perplessità ed incertezze sul loro presente e futuro.

Lo Piano SaintRed

Emergenza Covid-19 Nocera, supporto psicologico e spesa a domicilio per le fasce più indigenti

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Emergenza Covid-19 Nocera, supporto psicologico e spesa a domicilio per le fasce più indigenti: pubblicato il piano d’azione sociale
Il sindaco della città di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, ha annunciato la pubblicazione del Piano di Azione Sociale per l’emergenza Coronavirus (Covid-19) che prevede il supporto psicologico, quello sociale e di spesa farmaceutica e di generi di prima necessità.
Saranno erogati gratuitamente alle fasce più indigenti o alle persone che necessitano di supporto socio assistenziale.
Il piano col calendario ed i recapiti telefonici è consultabile sul sito istituzionale o reperibile ai numeri del Servizio Sociale del Comune di Nocera Inferiore e della Protezione Civile Comunale.
Il Sindaco nocerino ha riferito che è stata attivata la raccolta di provviste gratuite da parte di supermercati distributori e produttori che vogliano dare supporto all’azione di sostegno sociale del Comune.
Il riferimento è esclusivamente il Comune di Nocera Inferiore servizio PCcovid coordinato dall’Ass. Prisco, e dalla protezione civile uffici comunali 081 3235281 282 per chiunque voglia donare provviste da fornire alla popolazione indigente.
Torquato ha esortato nuovamente i concittadini a rispettare la distanza minima e le altre norme.
In via prudenziale è stato richiesto al Prefetto di Salerno la disponibilità dell’esercito per supportare le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale sul territorio comunale.
I militari finora giunti in Campania sono stati destinati ai Comuni della zona rossa del Vallo di Diano.
Nella giornata di ieri uno dei giovani venuti giorni fa a contatto diretto col cittadino nocerino positivo al covid-19 è stato sottoposto al test: il tampone ha restituito un esito negativo. “E’ libero dalla quarantena, ma deve continuare ad essere prudente” specifica il sindaco.
Infine, il primo cittadino nocerino ha annunciato di aver avviato, insieme ai sindaci di Sarno e di Scafati, una forte azione di sollecito per lo screening con tampone del personale sanitario ed ausiliario degli Ospedali presenti sul territorio.

CdS – Si gioca fino a Luglio con tre partite a settimana: il piano per salvare la Serie A

CdS – Si gioca fino a Luglio con tre partite a settimana: il piano per salvare il campionato di Serie A. Si giocherà inizialmente a porte chiuse e qualche squadra potrebbe giocare lontano da casa

Aggiornamenti Serie A – L’edizione odierna del Corriere della Sera ha riassunto i punti trattati durante la riunione del gruppo di lavoro per i calendari dei campionati internazionali alla quale hanno partecipato anche  l’Eca e l’European Leagues: “Prima si giocheranno e si concluderanno i campionati. Tutti. Poi, magari a metà luglio, sarà il turno della Champions e dell’Europa League. La riunione ha chiarito che ora Nyon dà priorità all’assegnazione dei titoli nazionali. Anche se si riprenderà a giugno, di date per finire ce ne sono: si giocherà sabato/domenica, il mercoledì e poi ancora il fine settimana. Quando riprenderà la Serie A giocherà inizialmente a porte chiuse e non è detto che per motivi logistici qualche squadra non sia costretta ad emigrare lontano da casa. Può essere il caso dell’Atalanta”.

Pessimista invece la Gazzetta:

“Se entro Pasqua ci saranno notizie migliori si tornerà al primo scenario: due settimane almeno per riattivare i muscoli e recuperare la condizioni e nuovo start a maggio, più facile tra il 9 e il 16, con una distribuzione dei turni fattibile. Se invece si rendesse necessario prolungare i divieti attuali fino a fine aprile o oltre, il tempo per la ripresa difficilmente permetterebbe la conclusione. In caso di stop la possibilità più verosimile resta la cristallizzazione della classifica, non assegnazione del titolo e retrocessioni bloccate: due club salirebbero dalla B per una Serie A che diventerebbe a 22, da ridurre a 20 nella stagione successiva”