Il numero 9 dell’Inter prova a convincere il suo connazionale
L’Inter punta sempre di più su Dries Mertens. Il numero 14 del Napoli non ha ancora firmato il rinnovo contrattuale con la società di Aurelio De Laurentiis e, per questo motivo, potrebbe lasciare gli azzurri a parametro zero al termine della stagione. Mertens ha molte offerte provenienti da tutta Europa e, soprattutto, dall’Italia dove l’Inter si sta muovendo con decisione per averlo in rosa. Per convincerlo sta facendo leva su Romelu Lukaku, suo amico e compagno di nazionale.
Ecco quanto scritto dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “I due centravanti, compagni di nazionale, sono molto amici e il numero 9 nerazzurro sta spingendo non poco per potere giocare con Dries anche nell’Inter. Con Lautaro che potrebbe da un momento all’altro dire sì al Barcellona e Alexis Sanchez destinato a rientrare a Manchester dopo il prestito”.
“Dries farà una valutazione ampia della situazione”
Il noto giornalista Carlo Alvino ha rilasciato alcune dichiarazioni durante un’intervista rilasciata ai microfoni di TV Luna per parlare della situazione contrattuale di Dries Mertens, diviso tra il rinnovo con il Napoli e la firma con l’Inter.
Ecco le parole di Alvino: “Ad oggi una valutazione oggettiva della situazione si può fare dicendo, per quelle che sono le mie fonti, che Mertens continua a fare una valutazione ampia. Ad oggi non ha deciso di giocare all’Inter come ho letto, oppure al Chelsea, so che l’hanno messo nel mirino entrambe, ma da quello che so è ancora in ballo l’offerta formulata dal Napoli. Mertens non ha detto no al Napoli, questa è la notizia che vi do”.
“Al Napoli verrebbe destinata un’ala dell’albergo”
Mentre gli esponenti del calcio italiano lavorano alla ripresa della Serie A, le società studiano le modalità di allenamento per evitare il rischio contagio. Il Napoli, però, farà slittare il ritiro di Castel Volturno nonostante la data prefissata per la ripresa sia stata fissata per il 13 giugno.
Ecco quanto scritto dall’edizione odierna de La Repubblica: “Il ritiro intanto è slittato per due motivi. Il primo riguarda l’incertezza sul protocollo. La Lega ha chiesto al governo di migliorarlo. Di conseguenza non si partirà ancora con la seconda fase. C’è anche un motivo logistico. L’hotel Golden Tulip, attiguo ai tre campi di allenamento, è chiuso da più di due mesi e mezzo e naturalmente necessità di alcune attività preliminari prima di poter ospitare il gruppo azzurro. Bisognerà controllare tutti gli impianti – dopo l’inattività forzata e poi procedere alla sanificazione degli ambienti: al Napoli verrebbe destinata un’ala dell’albergo. Operazioni che necessitano almeno di quattro o cinque giorni”.
Lega B, c’è una data ipotizzata per la ripartenza del campionato. L’esito dell’Assemblea di Lega di Serie B svoltasi ieri e le ipotesi di ripresa del campionato
Lega B, c’è una data ipotizzata per la ripartenza del campionato
Si è svolta ieri un’Assemblea di Lega B molto importante per discutere della possibile ripartenza degli allenamenti collettivi ma soprattutto del campionato di Serie B in cui restano dieci giornate da disputare ancora (più playoff e playout) e il recupero di Ascoli-Cremonese.
E’ emersa all’unanimità la volontà di ripartire prima con gli allenamenti collettivi e poi con il campionato. La Lega B avrebbe ipotizzato anche una data per la ripartenza del campionato. Si tratterebbe di sabato 20 giugno, giusto una settimana più tardi della data ipotizzata per la ripresa del campionato di Serie A. Niente di ufficiale ma è una delle ipotesi che sarebbe filtrata dall’Assemblea di ieri.
La Lega B si è presa dieci giorni di tempo che partiranno dal momento in cui verrà approvato definitivamente, come sembra, il nuovo protocollo sanitario. Conditio sine qua non per la ripresa del torneo di Serie B è però che proprio il protocollo sanitario venga notevolmente ammorbidito. Infatti si chiede al Comitato tecnico-scientifico di rivedere il principio della quarantena obbligatoria per tutta la squadra nel caso in cui un calciatore diventi positivo al Coronavirus. Si richiede anche l’abolizione del maxi ritiro iniziale di 15 giorni e il principio della responsabilità penale del club e del medico sociale.
Ovviamente a decidere in modo definitivo più che le autorità governative sarà proprio la curva del contagio, come ha affermato ieri il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.
Di seguito il comunicato ufficiale pubblicato sul portale della Lega B.
“Assemblea di Lega B svolta in videoconferenza. Presenti tutte le società. Unanimità delle delibere e volontà di ripresa, con esigenze di tutelare club e campionato di Serie B, hanno caratterizzato l’incontro di oggi. Una riunione che ha visto anche la presenza di importanti ospiti, del mondo scientifico e della Fifa, invitati dal presidente Mauro Balata, per relazionare sullo stato attuale della crisi e fornire chiarimenti ai club.
‘Stiamo lavorando quotidianamente – ha riferito il presidente della Lega B – in un quadro emergenziale, per elaborare le migliori soluzioni possibili e tutelare i club in ogni settore di competenza. Per questo abbiamo istituto un coordinamento che possa aggiornare ma anche fornire servizi alle società riguardanti questa gravissima emergenza e, inoltre, collaborare con Figc e Governo per rendere possibile la ripartenza del campionato’.
L’Assemblea all’unanimità ha deliberato che ‘in ragione dell’assenza al momento di un provvedimento governativo di autorizzazione alla ripresa degli allenamenti in forma collettiva, nonché del relativo protocollo, si ritiene necessario, all’esito dell’eventuale pubblicazione di tale provvedimento e previa valutazione circa l’applicabilità del protocollo stesso da parte dei club, il decorso per la ripresa degli allenamenti in forma collettiva di un periodo di 10 giorni dalla sua emanazione per esigenze organizzative e gestionali’.
In apertura si è tenuta un’approfondita relazione sugli aggiornamenti di carattere medico scientifico da parte di Paolo Zeppilli, presidente della commissione medico scientifica Figc, di Franco Perona, presidente della Commissione medico scientifica della Lega B, e di Vincenzo Salini membro della Commissione medico scientifica della Lega B e componente della Commissione medico scientifica della Figc.
Ai tre esperti i presidenti della Lega B hanno avanzato domande di carattere organizzativo e sanitario rimarcando inoltre l’esigenza di avere chiarimenti in merito ad alcune previsioni inserite nel protocollo e anticipate in questi giorni.
Infine l’Assemblea ha avuto quale ospite Ornella Desiree Bellia, Head of Professional Football di Fifa, che ha anche illustrato le linee guida del massimo organismo mondiale del calcio, relative all’estensione del contratto dei tesserati per garantire l’integrità delle competizioni, il meccanismo dei trasferimenti e la successiva finestra di mercato”.
Il Mattino – Protocollo allenamenti, Napoli infastidito dalle violazioni della Lazio: il club azzurro pensa di coinvolgere la Procura federale
Secondo quanto rivelato dall’edizione odierna de Il Mattino, il Napoli non avrebbe affatto gradito la notizia riportata da diverse testate riguardante le presunte violazioni della Lazio del protocollo individuato per garantire allenamenti in sicurezza. Il club azzurro starebbe pensando di proporre l’invio di ispettori della FIGCnei centri tecnici:
Gattuso oggi chiude la prima fase di allenamenti. Spera che lunedì possa iniziare qualche partita 4 contro 4 ma sa pure che, alla luce del protocollo attuale, non potrà farlo. In queste ore è stato eseguito anche il seconto tampone: nessuno in serie A è stato sottoposto a più controlli. Queste ore sono decisive per capire se ci saranno cambiamenti. Se non succede nulla, considerando che la squadra non andrà in ritiro, Rino ha già pronto il suo piano di lavoro: un’altra settimana di lavoro individuale, sia pure più intenso. Certo, aumentando il ritmo, aumenta anche il rischio di infortunio muscolare ma su questo punto Gattuso ha dei timori da tempo. L’accidenti capitato a Manolas, in ogni caso, è frutto di una sfortunata caduta dopo una rovesciata. Quindi tra due giorni, salvo (l’improbabile) dietrofront del Cts della Protezione civile, resterà tutto invariato. Ma intanto il Napoli è infastidito per le voci che vogliono altre squadre violare il protocollo che vieta allenamenti collettivi. E nel club azzurro si pensa a coinvolgere la Procura federale: la proposta è quella di inviare nei centri tecnici gli ispettori della Figc, quelli che a ogni gara sono a bordo campo a registrare cori o altro, per verificare che tutti rispettino i punti fissati dal protocollo.
BeSports, continua il dominio incontrastato del Benevento. Nel torneo virtuale su Pes 2020 sanniti in testa a + 4 sul Frosinone secondo
BeSports, continua il dominio incontrastato del Benevento
Continua la marcia trionfale del Benevento che oltre a dominare il campionato reale di Serie B, sta dominando anche il torneo virtuale disputato su Pes 2020. I sanniti infatti battono nella quattordicesima giornata di andata e ritorno il Venezia prima per 3-2 e poi per 6-2. Tiene botta solo il Frosinone che resta secondo a quattro punti di distanza dal Benevento capolista. Poi Cosenza terzo con 52 punti, Pisa 49, Pescara 47, Ascoli 43 punti, Chievo e Livorno con 42 punti. La Juve Stabia invece resta nona in classifica a 41 punti dopo aver battuto la Virtus Entella fuori casa per 2-4 e aver perso in casa per 3-2. Nelle retrovie Perugia sempre più ultimo con soli 9 punti mentre penultima resta la Salernitana con soli 25 punti. Non sono escluse comunque sorprese e ribaltoni sia in testa che in coda in questo finale avvincente di campionato che è ancora combattutissimo a sei giornate dal termine.
“I risultati delle gare della 14a giornata di andata e di ritorno di BeSports, il primo campionato virtuale organizzato dalla Lega B, in collaborazione con Mkers, sorridono alla capolista Benevento che batte 2 volte il Venezia e allunga sul secondo posto visto che il Cosenza vince solo uno dei 2 match con lo Spezia, perdendo l’altro, e quindi adesso i calabresi sono stati superati dal Frosinone, che porta a casa 6 punti nella doppia sfida con l’Empoli”.
Ischia, 3600 mascherine e 80 litri di gel disinfettanti non a norma: il maxi sequestro della Guardia di Finanza di Napoli
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato in due esercizi commerciali di Forio (Ischia) oltre 80 litri di gel disinfettante e 3600 mascherine chirurgiche protettive sprovviste delle necessarie autorizzazioni.
In particolare, i finanzieri della Tenenza di Ischia hanno individuato il gel già confezionato per la vendita in flaconcini di diversa misura, prodotto ed etichettato in proprio dal titolare in assenza delle previste autorizzazioni del Ministero della Salute.
Il prodotto pseudo disinfettante sequestrato recava all’esterno un’etichetta con dicitura ingannevole, riportante la nomenclatura di tipici componenti igienizzanti e battericidi allo scopo di frodare i consumatori creando una falsa aspettativa sul prodotto acquistato, in termini di origine, provenienza e qualità, mentre le mascherine chirurgiche erano vendute con marchio CE non conforme al regime previsto.
E’ in corso l’analisi della documentazione contabile acquisita durante il controllo, allo scopo di verificare se vi siano state forme speculative nella compravendita del prodotto igienizzante.
I tre responsabili sono stati denunciati per contraffazione e frode in commercio.
L’operazione dei finanzieri di Ischia ha consentito di sventare la commercializzazione di dispositivi che non avrebbero assicurato alcuna protezione contro il contagio, in quanto non certificati dalle Autorità preposte.
Repubblica – SSC Napoli, Zielinski pronto a rinnovare fino al 2024: ingaggio da top player, inserita una clausola da 100 milioni di euro. Prima della firma ufficiale restano da limare gli ultimi dettagli.
Se la trattativa per il rinnovo di DriesMertens sembra essersi definitivamente arenata, con Zielinski l’accordo sembra davvero a un passo: negli ultimi giorni i contatti tra il suo entourage e i dirigenti del Napoli sarebbero stati molto prolifici. Il centrocampista polacco, secondo quanto riporta l’edizione odierna de La Repubblica, avrebbe già detto sì all’ultima proposta del Napoli: ingaggio da 4,5 milioni di euro a stagione fino al 2024 e una clausola rescissoria da 100 milioni di euro. Prima della firma ufficiale restano da limare gli ultimi dettagli.
La Repubblica sul Rinnovo di Piotr Zielinski:
La trattativa per il contratto del centrocampista è diventata una vera e propria telenovela. Tantissime le puntate, ma l’epilogo adesso sembra davvero vicino. Un accordo è stato trovato, anche se naturalmente vanno limati gli ultimi dettagli. Zielinski firmerà fino al 2024 e avrà un ingaggio da top player, lo status che gli ha riconosciuto Gattuso da quando è arrivato. Guadagnerà circa 4,5 milioni di euro, cifre che giustificano una clausola rescissoria da 100 milioni di euro.
Gazzetta – L’Inter pronta a chiudere per Mertens, le cifre dell’accordo: biennale da 5 milioni a stagione
Secondo quanto sostiene l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, l’attaccante del NapoliDriesMertens sarebbe a un passo dall’accettare la proposta dell’Inter. Conte avrebbe visto in lui il giocatore perfetto per rafforzare l’attacco nerazzurro.
La Gazzetta dello Sport sulla trattativa Mertens-Inter:
“Già a gennaio Marotta e Ausilio si erano informati su Dries, poi il suo rinnovo con il club di Aurelio De Laurentiis sembrava molto vicino. Ora riecco l’assalto, con un’arma in più già calata da tempo.Mertens sarebbe il giocatore ideale per iniziare a riassestare l’attacco di Conte: il belga, che ha compiuto 33 anni il 6 maggio, ha l’esperienza che l’allenatore cerca e nei pensieri di Antonio dovrebbe fare quello che quest’anno non è riuscito a Sanchez, alternativa top a Lukaku-Lautaro soltanto sulla carta. Dries al Napoli guadagna 5 milioni a stagione, ora vuole firmare l’ultimo contratto pesante della carriera: chiede un accordo di due anni con un ingaggio identico a oggi, tempi e cifre non spaventano l’Inter. Che è pronta a fare il passo decisivo non appena ci sarà la rottura col Napoli”
Il belga, in scadenza di contratto con gli azzurri, è in attesa di ascoltare l’ultima offerta di De Laurentiis.
Questa mattina, poco prima delle sei, a BRUSNENGO (Biella), una 32enne di Vigliano alla guida della sua Ford Fiesta ha investito un Capriolo.
Brusnengo (BI): Capriolo investito da donna al volante di una Ford
Investimento di un animale selvatico: questa mattina, poco prima delle sei, a BRUSNENGO (Biella), sulla strada regionale SR 142, una 32enne di Vigliano alla guida della sua Ford Fiesta ha investito un Capriolo che le ha attraversato improvvisamente la strada.
A seguito del forte impatto il Capriolo è morto mentre la donna, che è riuscita a non perdere il controllo dell’auto nonostante che si fosse attivato l’airbag, è riuscita a fermare l’auto poco più avanti.
Sul posto dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Cossato (BI), Legione Carabinieri “PIEMONTE E VALLE D’AOSTA”, che hanno prestato i primi soccorsi e regolato il traffico nel mentre il personale della Provincia di Biella recuperava la carcassa dell’animale selvatico investito e ucciso mentre la donna, fortunatamente, è rimasta illesa. L’auto, che nell’impatto ha riportato danni alla parte anteriore, è stata rimossa con l’ausilio di un carro attrezzi fatto giungere sul posto.
Brusnengo (BI): Capriolo investito da donna al volante di una Ford / Redazione
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Cosa nostra. La GdF, nel corso dell’Operazione Mani in pasta, ha arrestato 91 persone in Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna…
Guardia di Finanza, Roma: intercettati 143 kg di marijuana al porto di Civitavecchia. Arrestato l’autista, un narcotrafficante greco di 40 anni Intercettati…
Sperlonga, arrestato per maltrattamenti e lesioni personali alla convivente, opponeva resistenza ai militari intervenuti Sperlonga, maltrattamenti in famiglia…
Finanzieri di Palermo hanno arrestato ieri in flagranza di reato un collega maresciallo mentre prendeva denaro in cambio di favore.
I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica del capoluogo, hanno arrestato in flagranza di reato un maresciallo del Corpo in forza al Gruppo di Palermo, per il reato di indebita induzione a dare o promettere utilità.
(Lo stato di flagranza di reato è disciplinato dall’articolo 382 del codice di procedura penale. Si verifica lo stato di flagranza quando: colui che compie il reato viene colto sul fatto dalla polizia giudiziaria oppure da chi ha subito il reato).
Le condotte criminose sono state accertate nell’ambito di un procedimento penale acceso presso la Procura della Repubblica di Palermo a seguito di una denuncia raccolta dagli stessi finanzieri pochi giorni fa da un privato cittadino.
Le indagini, sviluppate tempestivamente dagli specialisti anticorruzione del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno permesso di accertare che l’arrestato, nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria per un caso di truffa e frode assicurativa ha chiesto indebitamente alla vittima dell’incidente stradale la somma di 1.000 euro in cambio di una favorevole definizione della vicenda.
Quando i finanzieri lo hanno visto prendere in mano la mazzetta, sono intervenuti subito e lo hanno arrestato. Un’operazione messa in piedi in poche ore, la denuncia della vittima era stata presentata appena venerdì scorso. A finire agli arresti è stato Pietro Corrao, 56 anni, finanziere del Gruppo di Palermo. I suoi colleghi lo hanno incastrato progettando un incontro con la vittima di una richiesta di tangente proprio da parte di Corrao.
Il maresciallo del Gruppo aveva avuto assegnato il caso di un incidente con falsi testimoni, denunciato proprio dalla vittima alcuni giorni fa. Corrao, secondo quanto ricostruito dalla Finanza, avrebbe contattato la vittima chiedendogli mille euro per chiudere la faccenda bonariamente e per fare rimettere la querela.
In data odierna, sotto il costante monitoraggio dei finanzieri, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, è avvenuta la consegna del denaro al militare infedele, immediatamente arrestato e condotto in carcere.
Juve Stabia, la Curva Sud chiede lo stop definitivo del campionato. Uno striscione eloquente esposto nei pressi dello stadio “Romeo Menti” esprime la posizione dei tifosi
Juve Stabia, la Curva Sud chiede lo stop definitivo del campionato
Anche i tifosi della Curva Sud della Juve Stabia esprimono senza mezzi termini il loro disappunto verso un calcio italiano che, al pari di quanto sta avvenendo in Germania, Inghilterra e Spagna, vuole ripartire a tutti i costi senza tenere conto delle tante vittime che la pandemia ha prodotto purtroppo fino a questo momento. Un calcio sempre più dominato dagli interessi economici nel quale giustamente gli Ultras della Juve Stabia non si riconoscono.
“No ai vostri interessi. Rispetto per i decessi! UJS 1907” è il brevissimo commento postato sulla propria pagina Facebook dalla Curva Sud della Juve Stabia che chiede lo stop definitivo al campionato di Serie B anche con uno striscione esposto nei pressi dello stadio “Romeo Menti”: “ULTRAS J.S. STOP AL CAMPIONATO“.
La presa di posizione degli Ultras della Juve Stabia fa il paio con quelle di tantissime tifoserie in Italia, come per esempio hanno fatto gli Ultras del Napoli, ma anche di molte tifoserie all’estero.
Nei giorni scorsi gli ultras di oltre 150 tifoserie italiane e per la prima volta anche di molte tifoserie europee (spagnole, francesi e tedesche ma non solo) hanno diffuso un comunicato in cui chiedono che i campionati di calcio, interrotti per la pandemia da Coronavirus, non riprendano più.
Il documento, dal titolo “Stop football, no football without fans”, manifesta il sentimento dei tifosi di non volere un calcio con stadi a porte chiuse. Si chiede il rispetto per i tanti morti che la pandemia ha prodotto e soprattutto che il calcio riprenda solo quando sarà possibile giocare con la presenza del pubblico.
Questi i passaggi salienti del comunicato: “I governi hanno dichiarato il lockdown totale, tutelando così la cosa più preziosa che abbiamo: la salute pubblica. Riteniamo più che ragionevole lo stop assoluto del calcio europeo. Invece chi lo gestisce ha espresso un solo obiettivo: ripartire. Siamo fermamente convinto che scenderebbero in campo solo ed esclusivamente gli interessi economici. Lo conferma il fatto che i campionati dovrebbero ripartire a porte chiuse, senza il cuore pulsante di questo sport popolare: i tifosi. Chiediamo agli organi competenti di mantenere il fermo delle competizioni calcistiche, fino a quando l’affollamento degli stadi non tornerà un’abitudine priva di rischi per la salute collettiva. Oggi il calcio è considerato più come un’industria che come uno sport. Sono le pay-tv a tenere sotto scacco le società, in un sistema basato solo ed esclusivamente su business e interessi personali: se non verrà ridimensionato, porterà alla morte del calcio stesso. Se noi ultras intendessimo lucrare sulla nostra passione, come ci capita di leggere e sentire in questi giorni, spingeremmo per la ripartenza dei campionati. Tutto questo deve cambiare. Siamo pronti a confrontarci con chi di dovere, per riportare il calcio ai suoi albori, per tornare a vivere la nostra più grande passione in prima persona, per fare in modo che questo torni a essere lo UNO SPORT POPOLARE”.
In un’indagine della Procura della Repubblica, è stata data esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare dei domiciliari, per il delitto di peculato.
Emessa ordinanza di misura cautelare per delitto di peculato
NAPOLI- Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, personale del Commissariato PS di Afragola ha dato esecuzione ad un’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, con la quale è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di una persona di anni 33, residente in Arzano(NA), già dipendente dell’Ufficio Postale di Cardito, per il delitto di peculato.
E’ infatti accusato di aver sottratto dal libretto postale di un’ignara correntista, in diverse occasioni, varie somme di danaro ivi depositate.
Le indagini hanno avuto inizio allorquando la donna, resasi conto dell’ammanco di danaro, sporgeva denuncia, esponendo i fatti di cui era rimasta vittima.
Le successive attività investigative consentivano, quindi, di ricostruire un grave quadro indiziario, avvalorato dal GIP, a carico dell’indagato.
In particolare è emerso che le operazioni di prelievo erano state tutte compiute presso 10 sportello del suddetto Ufficio Postale presso il quale il dipendente, prima di essere licenziato, prestava servizio proprio come sportellista.
Le somme prelevate, successivamente, erano state in parte girate su una carta postepay prepagata e per la restante parte erano finite su un libretto di deposito.
E’ stato, altre-sì, disposto il sequestro preventivo per equivalente della somma di euro 43.000 ovvero del profitto del reato.
Nella giornata di oggi, il Sindaco ha trasmesso un aggiornamento, meno di un’ora fa, in merito al numero di contagiati attualmente registrati.
Emergenza Covid-19: aggiornamento 15 maggio del Sindaco
CASTELLAMMARE DI STABIA- Stasera, come ogni giorno, il Sindaco ha trasmesso un aggiornamento in merito ai numeri inerenti all’emergenza da Covid-19.
Di seguito la dichiarazione:
L’Asl ci ha comunicato la presenza di un altro cittadino positivo al Covid-19 a Castellammare di Stabia. Si tratta di una 40enne che nei giorni scorsi è stata sottoposta a tampone, il cui esito è risultato oggi positivo.
La donna è attualmente in isolamento domiciliare insieme al suo nucleo familiare. E intanto salgono a 3 i pazienti positivi a Castellammare, segno evidente di un virus che tuttora è in circolo nella nostra città. Sono 41 i cittadini contagiati, di cui 3 positivi, 5 deceduti e 33 guariti, mentre in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva ci sono 30 persone.
Non possiamo permetterci di abbassare la guardia in questa fase di convivenza col Covid-19. E dobbiamo continuare a rispettare le regole: indossare la mascherina in modo corretto, lavare accuratamente le mani, evitare contesti affollati, seguire le disposizioni incluse nelle ordinanze comunali e regionali e nei decreti del Governo. Insieme ce la faremo.
Salvatore Sibilli, ex attaccante della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione Juve Stabia Live Talk Show: le sue dichiarazioni
Salvatore Sibilli, ex attaccante della della Juve Stabia, è intervenuto durante la trasmissione televisiva Juve Stabia Live Talk Show. La trasmissione prodotta da ViViCentro Network, va in onda ogni giovedì dalle 20 sulla pagina Facebook Juve Stabia Live, e su tutte le altre pagine del gruppo ViViCentro Network S.r.l.. In audio trasmessa in diretta su Radio Città Castellammare e in differita il giorno dopo alle 20:30 su TV Oggi (canale 71 del digitale terrestre).
Queste le sue dichiarazioni:
Parlare della Juve Stabia è sempre un’emozione. Le Vespe mi sono sempre nel cuore: ho vinto tanto con la Juve Stabia e i colori gialloblu mi hanno dato tanto come io ho dato tanto a loro. Castellammare e la Juve Stabia, una volta conosciute, non si dimenticano più.
Nelle tre stagioni alle Vespe ho giocato tante partite importanti. Certo, quella al San Paolo contro il Napoli ha una storia a sé perchè non capita spesso di giocare lì. Il ricordo più emozionante della mia storia a Castellammare è lo scontro playout di Acireale, in cui ci salvammo grazie alla rete a tempo scaduto di Agnelli. Ricordo che io, Castaldo ed altri calciatori piangevamo per la gioia ancor prima che il match finisse. Anche il derby con la Cavese fu esaltante, condito con la grande accoglienza in città al ritorno da Cava.
La salvezza di Acireale tra l’altro arrivò al culmine di una stagione tribolata, nella quale la società non si fece mai sentire per gli oneri dovuti. Da veri uomini non ci lasciammo condizionare dalla situazione ed in campo demmo tutto per la città e la squadra.
La situazione attuale non è facile per i club. E’ giusto che si valuti la soluzione migliore per il ritorno in campo ma credo che in generale il Calcio italiano non si stia dimostrando all’altezza di gestire un’eventuale ripresa dei campionati.
Per quello che ho fatto in campo avrei meritato una carriera diversa: il sogno di giocare in categorie superiori purtroppo non si è mai realizzato. Sono felice di quello che ho fatto e di quello che ho vinto ma forse qualcosa in più speravo di conquistarla.
Il tridente Castaldo-Sibilli-Ingenito? Sicuramente un grande tridente, in cui ognuno aveva un ruolo diverso. Io mi occupavo maggiormente di scardinare le difese e offrire assist ai due attaccanti puri. Un grande rammarico è il gol sbagliato da Castaldo proprio a Napoli su mio passaggio: Gigi non fu freddo sotto porta e perse l’occasione.
Castellammare di Stabia: nel corso della trasmissione in diretta video IP sono intervenuti i gestori dei Lidi Balneari per fare un appello al Sindaco.
Al Sindaco Cimmino l’appello dei gestori dei Lidi Balneari
CASTELLAMMARE DI STABIA– Nel corso della diretta video IP il Sindaco Cimmino ha risposto a diversi quesiti in particolare da parte dei gestori dei Lidi Balneari, Antonello Cavaliere (proprietario Bagno Elena), Flavio Buonomo (Lido La Limpida) e Bruno Mongelli (titolare Lido lo Scoglio).
In merito alla situazione che si prevede per gli stabilimenti balneari e dei loro gestori, il Sindaco si è così espresso:
Cimmino: Quello che possiamo dire è che anche loro come settore vivono un momento di difficoltà perché non solo il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri emesso ieri è poco chiaro, ma le misure che dovranno adottare sono molto restrittive rispetto a quello che è il distanziamento sociale. Io come Sindaco ho fatto la proposta di cancellare i canoni demaniali per l’anno in corso, ho sospeso il pagamento dei tributi locali, ma questo non basta perché un imprenditore del settore che deve mettere in campo, quindi deve aprire un lido balneare, si trova a sostenere una spesa ordinaria, che è quella praticamente l’IVA che compie appunto ogni anno, alla quale poi si aggiunge la spesa dettata dal ministro della sanità, quindi della salute pubblica, per far fronte a quelle che sono le prescrizioni per poter operare; quindi ad una spesa iniziale ordinaria si aggiunge un’altra spesa.
A questo poi dobbiamo aggiungere che comunque se un lido ha la disponibilità di tot posti oggi dovrà vedere ridurre drasticamente quello che è appunto l’ingresso al proprio lido. Quindi, il momento per loro non è dei migliori, dovranno valutare bene quelle che sono i costi, ed i benefici nel far ripartire la loro attività e dico che oggi il Governo ha messo in campo delle misure che non rappresentano per un imprenditore, delle misure di accompagnamento rispetto al momento difficile che viviamo, ma sembrano appunto dei sussidi che vengono dati e neanche tanto chiari, perché non si capisce le modalità poi di come dovranno essere erogate.
GLI INTERVENTI DEI GESTORI DEGLI STABILIMENTI BALNEARI
Antonello Cavaliere (Bagno Elena): Innanzitutto ringrazio il Sindaco che è sempre stato molto presente, molto partecipe alle attività, molto sensibile agli stabilimenti balneari e alle nostre problematiche, non so se è nelle sue facoltà allungare il canone demaniale, non saprei in verità Sindaco. Quello che c’è, è che stiamo aspettando le prescrizioni che il ministero della salute ancora una volta si è sottratto al suo dovere e ha demandato alla Regione tutte le nostre prescrizioni, questa è una cosa che la politica nazionale sta demandando troppo… A questo punto dovrebbe dare ad ogni regione la facoltà di fare quello che vuole invece di fare le opposizioni ai TAR quando le cose non vanno bene…
Flavio Buonomo (La Limpida): Buonasera innanzitutto al Sindaco, aspettiamo ancora delle direttive… Quelle che hanno messo, penso che vanno un po’ riguardate come il Governatore della Liguria che ha detto che al posto di 5 m erano 3 m… Noi abbiamo la riviera ligure, noi siamo piccoli stabilimenti balneari che non possiamo … noi riapriremo lo stesso, perché ce l’abbiamo nel DNA di stare giù al mare, alla spiaggia,noi viviamo di questo e ci fa piacere che diamo una cosa anche alle persone …
Questo il grido di allarme sia di Antonello Cavaliere sia di Flavio Buonomo.
LA RISPOSTA DEL SINDACO
Cimmino:Come ho detto in precedenza ci sono due ordini di problemi, il primo ci volevano protocolli chiari, oggi ci troviamo alle porte, all’inizio dell’estate perché siamo a metà maggio e oggi gli imprenditori non sanno che protocolli adottare e questo è già un fatto molto molto grave, perché il Governo, in questo momento doveva dimostrare la propria autorevolezza e non demandare alle regioni perché rischiamo di avere un ‘ Italia a diverse velocità, perché se ogni Presidente di Regione dovesse decidere dei protocolli in maniera autonoma, rischiamo di avere che gli stessi imprenditori di uno stesso settore potranno avere protocolli diversi. Oggi c’è una difficoltà che per questa categoria di imprenditori sono aumentati i costi e diminuiscono gli introiti, questa è l’unica cosa certa che praticamente loro sanno, perché il numero di persone che potrà avere accesso al lido sarà sicuramente ridotto, quindi maggiori costi, meno introiti, Questa è l’unica regola certa che il Governo ha saputo dare… E consentitemi di dire troppo, troppo poco, perché un governo serio, un governo autorevole, aveva il diritto di dire a questi imprenditori ” guardate queste sono le regole che ci sono in tutta Italia, chi vuole aprire apre, chi non può aprire salterà la stagione estiva” Io mi immedesimo con questi imprenditori e nelle difficoltà che dovranno affrontare da qui a quindici giorni, perché la stessa regione Campania non può far attendere ancora un’altra settimana circa i protocolli, per loro il tempo è fondamentale, anticiparsi di qualche giorno, qualche settimana per loro è estremamente strategico e fondamentale. Non dimentichiamo che le frontiere hanno avuto difficoltà a far arrivare i materiali nelle settimane scorse, quindi dare regole certe, protocolli certi, e dare la possibilità a questi imprenditori di aprire… ma con chiarezza. Laddove non c’è chiarezza si scaricherà sugli imprenditori e sui controlli che poi gli imprenditori avranno, possibili sanzioni e quindi ci troveremo poi allo “sfascio”… L’unica cosa chiara è che ci saranno tanti costi aggiuntivi e meno persone che potranno acceder ai lidi. E oggi l’imprenditore che vuole dare la possibilità al cittadino stabiese che vuole accedere al lido non sa ancora come comportarsi, cioè per assurdo, se ad oggi il cittadino vuole farsi l’abbonamento, l’imprenditore dovrà rispondere “guarda io non sono ancora in grado di darti una risposta” e questa è una cosa molto moltograve.
altro intervento del titolare di stabilimento
Bruno Mongelli (Lido lo Scoglio): Riguardo quello che ha detto il sindaco, siamo in enorme ritardo come attività balneare… Di questi tempi eravamo già operativi… La problematica è sotto gli occhi di tutti, certo non è di facile soluzione, noi ci auguriamo di avere delle indicazioni precise e soprattutto adeguate al nostro territorio, perché è di una configurazione diversa in tutte le parti di Italia… non si può fare un’unica regola applicabile dappertutto… per cui aspettiamo indicazioni a cui adeguarci, perché è necessario apportare delle modifiche alle strutture e pianificare una funzionalità adeguata a questa situazione. Poi dare risposte alla clientela che ha diritto dovere di accedere alla strutture… Abbiamo problematiche organizzative in questo momento, non sappiamo come allestire le strutture che è diversa dagli altri anni, perché giustamente sono cambiate le dinamiche … In un’ottica di riduzione dei posti è necessario organizzarsi e quindi vorremmo sapere se è possibile togliere le cabine per far posto a lettini…
Dopo gli interventi il Sindaco ha concluso ribadendo che è nelle sue intenzioni presentare al Demanio la proposta inerente alla tassa demaniale.
Sempre intenso l’impegno dei carabinieri sul territorio di Latina che, tra il 14 e il 15 maggio, hanno effettuato 4 arresti per evasione e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti
Spaccio ed evasione, 4 arresti in provincia di Latina
Latina- L’impegno costante dei carabinieri, finalizzato al contrasto e repressione dei reati sul territorio, ha portato, tra la giornata di ieri ed oggi, a quattro arresti per evasione e spaccio di sostanze stupefacenti. A Scauri di Minturno, ieri, i militari della locale Stazione Carabinieri, con l’ausilio dell’unità cinofili della compagnia della Guardia di Finanza di Formia, nell’ambito dei servizi volti al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, hanno denunciato per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 42enne del luogo. L’uomo, a seguito di perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di 5 piante di marijuana di 20 cm di altezza e 0,25 gr di hashish. Gli stupefacenti sono stati sottoposti a sequestro.
Nella stessa giornata, i carabinieri di Sonnino, hanno eseguito un ordine di carcerazione in ottemperanza ad un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina nei confronti di un 34enne del luogo. L’uomo è stato tratto in arresto per scontare la pena residua di un anno e 14 giorni di reclusione perché colpevole dei reati di rapina aggravata e detenzione abusiva di armi. Il prevenuto, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Latina per l’espiazione della pena.
Altri due arresti sono stati eseguiti oggi a Fondi, per evasione e per spaccio di stupefacenti. Un 23enne del luogo è stato sorpreso dai carabinieri nella flagranza del reato di evasione e sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo. Il prevenuto, era sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Il rito direttissimo è previsto per il 16 maggio c.a. come disposto dall’autorità giudiziaria.
Nella medesima località, un minore di 17 anni è stato tratto in arresto, nella flagranza del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Il minore, a seguito di mirati servizi, è stato sorpreso subito dai carabinieri dopo aver ceduto a un altro giovane del luogo una dose di hashish. Le successive perquisizioni personale e domiciliare hanno portato alla luce circa 47 grammi della stessa sostanza, un bilancino di precisione, vario materiale per il confezionamento dello stupefacente nonché la somma contante di euro 360,00, ritenuta provento dell’attività di spaccio. Nell’ambito dello stesso contesto operativo è stato denunciato, per concorso nel reato in titolo, un’altra minorenne che durante le operazioni di ricerca locale, aveva tentato di disfarsi dello stupefacente e del materiale per il confezionamento, lanciandolo dalla finestra. Tutto il materiale rinvenuto e il denaro sono stati sottoposti a sequestro. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di disposizioni dell’Autorità Giudiziaria Minorile.
Andrea Langella, presidente della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della trasmissione Juve Stabia Live Talk Show: le sue dichiarazioni
Juve Stabia | Langella: “Protocollo sanitario troppo oneroso per la Serie B”
Andrea Langella, presidente della Juve Stabia, è intervenuto durante la trasmissione televisiva Juve Stabia Live Talk Show. La trasmissione prodotta da ViViCentro Network, va in onda ogni giovedì dalle 20 sulla pagina Facebook Juve Stabia Live, e su tutte le altre pagine del gruppo ViViCentro Network S.r.l.. In audio trasmessa in diretta su Radio Città Castellammare e in differita il giorno dopo alle 20:30 su TV Oggi (canale 71 del digitale terrestre).
Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
“Finalmente si riparte con gli allenamenti e la ripresa non è più lontana come prima. Ci stiamo già preparando con la squadra, sperando di poter partire presto con gli allenamenti collettivi. Siamo in contatti con il Comune per la sanificazione dello stadio. Abbiamo già iniziato con le pulizie dell’impianto.
E’ un piacere immenso aver potuto conoscere Carlo Balzamo, l’infermiere del San Leonardo che ha combattuto la sua battaglia contro il Covid-19. E’ stato un vero eroe. Mi ha commosso la sua storia in un periodo in cui ci sono state tantissime vittime per la pandemia da Coronavirus. La Juve Stabia è sempre molto impegnata sul sociale: oltre all’abbonamento di Tribuna donato all’infermiere Carlo Balzamo, abbiamo anche donato 5.000 mascherine all’Ospedale San Leonardo per aiutare tutti gli operatori sanitari che lavorano sempre in prima linea rischiando molto spesso la propria vita. Siamo orgogliosi di aver fatto un regalo a Balzamo, siamo molto contenti e felici e speriamo di vederlo prima possibile al “Menti” a tifare Juve Stabia con noi.
Il settore giovanile è quello più importante nell’ambito di una società calcistica, oggi più di ieri perchè le società calcistiche sono tutte in gravi difficoltà economiche per questo tsunami Coronavirus che ci è piovuto addosso determinando una crisi di tutta l’economia. Abbiamo 192 ragazzi tesserati e devono costituire il vero patrimonio di questa società. Mainolfi, responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, sta facendo un grande lavoro e spero che lo continuerà a fare con grande impegno e concretezza.
Gli abbonati sono il nostro dodicesimo uomo in campo. Il primo pensiero va a loro. Stiamo pensando ad un mini abbonamento a Dazn per una parte degli abbonati per le restanti gare interne del campionato, oppure sicuramente gli abbonati, siccome si giocherà a porte chiuse, riceveranno dei benefits per la prossima stagione agonistica e la prossima campagna abbonamenti.
Le condizioni attuali per la ripresa del campionato sono molto restrittive. Una società di Serie B non ha la forza di una di Serie A. Sostenere economicamente una squadra di B è molto dura. Bisognerebbe requisire un albergo, mettere 50-60 persone in quarantena, sanificare l’albergo a spese nostre e pensare anche al personale dell’albergo. E’ un qualcosa di molto oneroso per una società di Serie B. Poi nel caso di un positivo in corso d’opera, la fattispecie verrebbe configurata come un infortunio sul lavoro e ci sarebbe un procedimento penale nei confronti del presidente ma anche del medico sociale.
Sono il primo a voler ripartire ma a condizioni diverse. E’ come un contratto tra noi e il governo. Se il governo o il Comitato scientifico ci diranno di non partire, saremo ben lieti di non ripartire. Ma se dobbiamo ripartire dobbiamo farlo con altre condizioni. Occorre rimodulare il concetto tra la A e la B. Noi rappresentiamo il 6% della forza economica Serie A. Se si riparte bisogna fare sia i playoff che i playout. Io sono sempre per i verdetti espressi solo dal campo e non in tribunale. Se ci fermiamo non solo non avremo niente ma dovremo restituire anche qualcosa della mutualità.
Devo smentire categoricamente le voci circa il compromesso o l’accordo che avrei stipulato con Manniello per l’acquisto delle sue azioni. Per il momento siamo soci al 50% e non c’è alcun accordo o preliminare tra di noi. E’ normale che se ne stia parlando ma al momento non c’è nulla di concreto. Smentisco categoricamente tutto.
Tutti abbiamo grande nostalgia di vedere presto in campo la Juve Stabia. Ma dobbiamo avere molta pazienza perchè questa pandemia ha già fatto tantissimi morti. Dobbiamo fare in modo che ci siano delle condizioni meno restrittive per poter ripartire anche in Serie B. Siamo forti e vinceremo insieme ai nostri tifosi”.
Intimidazione nei confronti di un consigliere del Comune di Latina. Arrestate due persone dai CC di latina
Minacce e incendio dell’autovettura: i Carabinieri arrestano due persone a Latina
Latina- In mattinata, i militari della sezione operativa della Compagnia di Latina hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare n. 6648/2019 RGNR e 5137/2019 RG GIP emessa l’11 maggio dal Tribunale Latina – Ufficio GIP, nei confronti di M.V., classe ‘88 di Velletri e M.G. classe ‘78 di Latina.
L’operazione si è svolta al termine di un’indagine avviata in seguito al danneggiamento, mediante incendio dell’autovettura in uso al consigliere comunale di Latina con delega alla Politiche ambientali, patrimoniali urbanistiche e produttive della marina nonché vice presidente Commissione Governo del territorio e lavori pubblici.
Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di minaccia a un pubblico ufficiale, danneggiamento a seguito di incendio e violazione di domicilio.
le indagini, sia di natura tradizionale che tecnica, hanno consentito di ricostruire come gli arrestati, in concorso tra loro, il M.G., in qualità di mandante, e M.V., in qualità di esecutore materiale, usavano minaccia nei confronti del pubblico ufficiale al fine dicostringerla ad omettere un atto del suo ufficio.
In particolare, l’atto intimidatorio, era finalizzato ad impedire controlli presso il lotto sull’arenile di Latina in via Valmontorio, di proprietà del M.G., sul quale era stata realizzata una recinzione abusiva in paletti di legno e su cui era stata posizionata un roulotte in violazione alle norme vigenti. Inoltre si voleva dissuadere la vittima affinché non influisse negativamente, in ragione degli incarichi ricoperti, sulla pratica edilizia scia del 2019, presentata sempre dal M.G.., afferente la comunicazione dell’ avvio dei lavori in argomento e in relazione alla quale, già nel maggio del 2019, il servizio edilizia privata del comune di latina aveva risposto con una diffida dall’eseguire qualsiasi tipo di opera sull’arenile comunale ricadente nell’area di un impianto di depurazione. Inoltre, il suddetto terreno ricadeva nel comprensorio della Marina di Latina destinato ad arenile pubblico con vincolo generale di inedificabilità con vincolo idrogeologico. Tale costruzione abusiva già era stato oggetto di controllo da parte della Polizia locale di Latina ed aveva contestato al M.G. il reato di abusi edilizi sull’arenile. Ma l’arrestato, come emerso anche nel corso delle attività tecniche, riteneva essere stato eseguito su segnalazione della vittima. Gli arrestati, al temine delle operazioni di rito, sono stati condotti presso i rispettivi domicili in regime di arresti domiciliari.
Operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli
Otto persone agli arresti, venti perquisizioni e diciannove indagati, due locali sequestrati: è questo il bilancio dell’operazione “Mosaico 2” che la Sezione Antiterrorismo della Digos della Questura di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, ha eseguito nella mattina odierna, con il supporto operativo delle Digos di Napoli, Caserta e Benevento, nonché del Reparto Prevenzione Crimine e dei Gabinetti della Polizia Scientifica per il Lazio, nonché per la Campania e Molise.
Sono 19 complessivamente le persone coinvolte, tra i quali 12 cittadini italiani e 7 di nazionalità straniera, attestati nelle province di Napoli, Benevento e Caserta ed indagati nell’ambito di un procedimento penale coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Napoli.
L’indagine, nella cui cornice sono stati contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla produzione, al riciclaggio e al traffico di documenti di identità contraffatti, nonché al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina strumentale al circuito del terrorismo internazionale, è stata avviata nel luglio 2019, all’esito della conclusione della indagine Mosaico, che aveva consentito di ricostruire e disarticolare la rete relazionale in Italia riconducibile al noto ANIS AMRI, autore della strage di Berlino nel 2016, nonché smantellare una cellula ispirata al fondamentalismo islamico rispetto alla quale erano stati riscontrate progettualità avanzate di attività controindicate sul territorio nazionale.
Le indagini attuali, durate dieci mesi e condotte sia attraverso attività tecniche che con servizi di polizia giudiziaria tradizionali, hanno consentito la discovery di due diversi contesti delittuosi l’uno funzionale all’altro, con una proiezione transnazionale.
Il business illecito, dalle evidenze investigative, sarebbe attestato su tre diversi livelli operativi. La produzione documentale sarebbe concentrata nelle mani di quattro fratelli di origine campana, i quali, avvalendosi di una fitta rete di coperture ambientali, avrebbero allestito una vera e propria stamperia clandestina nella zona di Porta Capuana. Vasta la gamma dei documenti prodotti: dalle carte di identità a permessi di soggiorno, dalle patenti di guida fino a verbali di polizia.
I documenti sono apparsi commissionati da soggetti di origine extracomunitaria gravitanti nella zona, i quali sarebbero poi stati demandati a fornire ai falsari i dati anagrafici e le fotografie da applicare sui supporti. Stando ai riscontri investigativi, nel corso delle indagini i “titolari” della stamperia hanno alimentato l’attività illecita alla ricerca di sempre maggiori skills qualitativi, anche con ‘Studi di mercato” che consentissero di acquisire ologrammi per la produzione di carte di identità sempre più verosimili ed attendibili, o stampanti sempre più performanti.
La “consegna”, secondo gli esiti investigativi, sarebbe avvenuta grazie ai servizi di spedizione assicurati da un attività commerciale di settore, sempre sita nel capoluogo campano, nella zona a ridosso della Stazione centrale, che, attraverso una contabilità “parallela”, garantiva un trattamento di favore ai committenti delle spedizioni “incriminate”, consentendo -quali mittenti- l’utilizzo di nomi di copertura.
Singolare il ricorso anche al nome di APU NAGAR, noto personaggio della serie televisiva “I Simpson”.
Tra gli intermediari è stato identificato l’indagato C.M.S., cittadino algerino, che nel corso delle indagini correlate ad altro procedimento penale è emerso come un probabile fiancheggiatore che avrebbe aiutato ANIS AMRI a reperire documenti prima di partire per la Germania, nonché, nel 2017, nell’ambito di una ulteriore indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Roma relativa al riciclaggio di migliaia di passaporti italiani sottratti dall’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato e collocati anche in circuiti in odore di contiguità con facilitatori di aspiranti foreign fighters.
Il predetto è risultato in contatto diretto sia con la stamperia che con il centro di spedizioni, nell’aprile scorso è stato arrestato in occasione di un controllo nel capoluogo campano, in quanto già destinatario di Mandato di Arresto Europeo emesso dalle Autorità francesi per associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di banconote contraffatte.
Nel corso delle indagini le spedizioni destinate all’estero sono state oggetto di mirati e sistematici controlli presso i corrieri internazionali inconsapevolmente utilizzati come vettori, ed hanno consentito di riscontrare impronte papillari di numerosi indagati sui documenti confezionati.
Al fine di ancor meglio delineare il potenziale criminoso e criminogeno dei due contesti delittuosi cristallizzati, la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione -Ucigos, con il Servizio per il contrasto dell’estremismo e terrorismo esterno, avvalendosi della collaborazione dell’ECTC (European Counter Terrorism Center) ha dato impulso all’attivazione dei canali di cooperazione di polizia Europol, al fine di procedere alla esecuzione di perquisizioni all’estero.
In concomitanza con l’esecuzione dei provvedimenti delegati dall’Autorità giudiziaria sul territorio nazionale, analoga attività è stata posta in essere in Francia, Grecia e Spagna, Belgio, Germania e Malta.
In merito, si segnala che nel corso delle indagini alcuni dei documenti controllati presso i corrieri sono stati poi intercettati all’estero dalle polizie locali o presso alcuni scali di frontiera aerea italiana (Ventimiglia e Bologna), in possesso di soggetti in procinto di lasciare l’Italia per altre destinazioni o comunque di spostarsi tra Stati.
Tra i destinatari finali dei documenti contraffatti, sarebbero stati indicati anche persone destinatarie di mandato di cattura.
Per mera completezza, in relazione all’operazione di polizia giudiziaria Mosaico 1 –da cui l’indagine attuale trae origine- giova richiamare l’attenzione sul fatto che il 30 luglio 2016 (così come riferito dalle autorità tedesche), Anis AMRI era stato oggetto di un controllo a bordo di un bus lungo la tratta Berlino-Zurigo, allorché aveva esibito la carta di identità italiana falsa rilasciata dal Comune di Roma, riportante il suo nome e cognome, sebbene con luogo e data di nascita diversi.
A seguito di perquisizione, AMRI era stato trovato in possesso di una seconda carta di identità, del tutto simile a quella dallo stesso esibita, sempre rilasciata dal Comune di Roma, recante i medesimi numeri seriali ma foto di un altro soggetto ed intestata a tale FAZI UR REHMAN, nato a Roma il 22.02.1988.
Nello stesso contesto investigativo emergevano prime evidenze riconducibili al centro di spedizioni di Corso Novara, uno dei perni della odierna indagine, già indicato come strumentale ad un ulteriore circuito del falso documentale, cui avrebbe attinto proprio il già citato Anis AMRI.
Sono in corso ulteriori approfondimenti anche sul fronte previdenziale, lì dove alcuni indagati, nel corso delle intercettazioni, si sarebbero detto precettori di reddito di cittadinanza.