Napoli, nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato di Chiaiano, hanno denunciato una famiglia in via Calori di Sopra per detenzione ai fini di spaccio di droga.
Chiaiano: sorpresi con la droga in casa in via Calori di Sopra
NAPOLI- Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Chiaiano, con il supporto dell’Unità Cinofila antidroga dell’Ufficio Prevenzione Generale, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno effettuato un controllo presso l’abitazione di un uomo in via Calori di Sopra in cui hanno rinvenuto, in un contenitore di plastica occultato nella camera da letto, circa 270 grammi di marijuana.
L’uomo, un napoletano di 36 anni con precedenti di polizia, è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Sempre nel pomeriggio e nella stessa strada, i poliziotti hanno controllato un’altra abitazione nel cui giardino la proprietaria aveva ricavato una stanza dove coltivava 7 piantine di marijuana; inoltre, i poliziotti hanno rinvenuto una targa, di cui era stato denunciato il furto, di un motociclo intestato alla donna ed infine hanno accertato che il contatore dell’appartamento era stato manomesso.
La donna, una napoletana di 57 anni, è stata denunciata per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e furto.
Nella giornata di ieri a Scampia, un uomo di 50 anni e una donna 45enne, sono stati arrestati dalla Polizia per spaccio di droga.
Napoli, Scampia uomo 50enne e donna 45enne arrestati per spaccio di droga
Scampia, nasconde la droga in un ascensore. Arrestato.
NAPOLI- Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Scampia, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato, presso un plesso edilizio di case popolari di via Federico Fellini, nell’area del Lotto T A, un uomo che prelevava qualcosa dal vano di un ascensore.
I poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato trovandolo in possesso di 35 cilindretti contenenti eroina e cocaina, 9 sacchetti con numerosi cilindretti con la stessa sostanza, di 75 euro e di una “spinetta” con la quale l’uomo accedeva al vano ascensore dal quale, poco prima, era stato visto uscire.
Inoltre, gli agenti hanno rinvenuto, occultati in un spazio ricavato nella parete del vano ascensore, 24 buste contenenti eroina e cocaina e 6 involucri della stessa sostanza, il tutto per il peso complessivo di circa 1,9 kg e diverso materiale per il confezionamento della droga; inoltre, nell’abitazione dell’uomo hanno trovato 2 bilancini e altri strumenti per la preparazione della sostanza stupefacente.
Ciro Ardimento, napoletano di 50 anni con precedenti di polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Scampia: una donna arrestata per droga
Ieri mattina gli agenti del Commissariato Scampia, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via Arcangelo Ghisleri, presso i porticati di un edificio del Lotto TA, una donna che consegnava qualcosa ad alcune persone in cambio di denaro.
I poliziotti l’hanno raggiunta e bloccata trovandola in possesso di 370 euro, di 21 involucri con 20 grammi circa di eroina e di altri 18 involucri contenenti 10 grammi di cocaina.
Giovanna Di Tonno, napoletana di 45 anni con precedenti di polizia, è stata arrestata per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel pomeriggio di ieri, in via della Maddalena, gli agenti del Commissariato hanno arrestato due uomini per detenzione e spaccio di droga.
Napoli, via della Maddalena: due uomini arrestati per droga
NAPOLI- Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato in via della Maddalena un uomo che, dopo aver consegnato qualcosa ad un giovane in cambio di denaro, alla loro vista si è allontanato velocemente.
Gli agenti lo hanno raggiunto e, dopo una colluttazione, lo hanno bloccato trovandolo in possesso di 5 stecche di hashish per un peso complessivo di circa 6 grammi e di 25 euro.
Abdelkhalek Belfarsi, marocchino di 54 anni con precedenti di polizia, è stato arrestato per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e per resistenza a Pubblico Ufficiale.
Nello stesso pomeriggio, inoltre, i poliziotti hanno effettuato un controllo in via Siniscalchi presso l’abitazione di un uomo in cui hanno rinvenuto numerose bustine contenenti marijuana per il peso complessivo di circa 1,5 kg, 75 euro, due bilancini e diverso materiale per il confezionamento della droga.
O.K., 26enne del Gambia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Nella giornata di ieri, a Napoli, gli agenti del Commissariato Decumani hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio.
Decumani: controlli straordinari degli agenti del Commissariato
NAPOLI- Ieri gli agenti del Commissariato Decumani hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio in piazza San Giovanni Maggiore a Pignatelli, via Santa Chiara, piazza San Domenico Maggiore, via Mezzocannone, piazza del Gesù e piazza Bellini.
Nel corso dell’attività hanno identificato 22 persone ed hanno controllato un bar di via dei Carrozzieri a Monteoliveto in cui hanno trovato più di 30 persone che stavano festeggiando un compleanno ed hanno accertato che la titolare non aveva esposto, all’ingresso dell’esercizio commerciale, il cartello riportante il numero massimo di persone ammesso nel locale.
Per tale motivo, alla titolare del bar sono state elevate sanzioni per un totale di 800 euro ed è stata disposta la chiusura del locale per 4 giorni per inottemperanza alle misure anti-Covid-19.
Nella serata i poliziotti sono intervenuti in un supermercato di corso Umberto per un furto ed hanno identificato tre algerini tra i 16 e i 21 anni; nello zaino di uno di essi sono stati trovati alcuni generi alimentari sottratti poco prima nell’esercizio commerciale e, per tale motivo, il giovane è stato denunciato per furto.
Inoltre, tutti e tre sono risultati destinatari di un ordine di allontanamento del Questore di Cagliari e sono stati quindi denunciati per violazione del provvedimento.
Bari-Juve Stabia, calcio d’inizio fissato di nuovo per le 17:30. Le due positività in casa Bari e quella in casa Vespe riportano l’orario alle 17:30
Bari-Juve Stabia, calcio d’inizio fissato di nuovo per le 17:30
La gara di domani tra il Bari e le Vespe di mister Padalino, spostata alle 15 nei giorni scorsi per le due positività riscontrate in due calciatori della squadra pugliese, ritorna all’originario orario delle ore 17:30. Il motivo è nella positività riscontrata in casa Vespe che richiederà al gruppo squadra di mister Padalino un ulteriore giro di tamponi da effettuarsi domani mattina.
E’ la stessa società pugliese ad annunciarlo con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale che vi riportiamo di seguito.
“In seguito all’accertamento di un caso di positività al Coronavirus-Covid-19 all’interno del gruppo squadra della Juve Stabia, la Lega Pro ha disposto che la gara valida per la 9a giornata del Girone C tra Bari e Juve Stabia, in programma allo stadio San Nicola domenica 8 novembre ’20, abbia inizio alle ore 17:30”.
Torna quindi stretta attualità il tema dei calendari e degli orari di inizio delle gare sempre più ostaggi del Covid-19 che ha già determinato diversi rinvii nel Girone C di Serie C e che rischia di produrne anche altri nella nona giornata di campionato della Lega Pro in programma tra oggi e domani.
Gaetano Auteri, tecnico del Bari, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia: tutte le sue dichiarazioni
Bari | Auteri: “La Juve Stabia è una squadra dai valori alti”
Gaetano Auteri, allenatore del Bari, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia in programma domani pomeriggio al S. Nicola di Bari e valevole per la nona giornata del campionato di Serie C Girone C.
Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
“Negli ultimi due allenamenti c’è stato qualche piccolo disturbo ma poi tutto è stato circoscritto. Siamo distanziati e tutto è stato ricomposto. Lo scivolone di Foggia è avvenuto ed è inutile sottolineare il perchè e il come. Si riparte attraverso il lavoro quotidiano. Nei giorni precedenti ci siamo allenati bene facendo tesoro degli errori di Foggia. Meglio prendere coscienza degli errori prima.
Sappiamo che affrontiamo un’ottima squadra e ben allenata. Fra un pò il campionato entrerà nel vivo. Gli obiettivi si costruiscono un pò alla volta. Stiamo bene e c’è grande unità d’intenti. Il nostro è un gruppo eccezionale e molto unito e Foggia è stato solo un incidente di percorso. Tante parole non servono. Ci dobbiamo solo concentrare sul campo e lo abbiamo fatto concentrandoci sugli errori fatti a Foggia e cercando di non ripeterli.
La Juve Stabia è una squadra retrocessa e allenata da un ottimo allenatore che stimo tantissimo. La Juve Stabia è una squadra dai valori alti.
Giocheremo tre gare in sette giorni ma abbiamo un organico molto ampio e ci sarà spazio per tutti. Simeri è recuperato, Andreoni ci vorrà una decina di giorni. Simeri ha fatto già una settimana di allenamenti con noi ed è sulla strada del completo recupero. Il tempo è dalla sua parte.
Dobbiamo giuocare da squadra perché contro avremo una squadra come la Juve Stabia. Si affrontano anche due squadre che giocano un buon calcio ed è una squadra che accetta il confronto. Le Vespe sono una squadra tosta anche dal punto di vista agonistico”.
Juve Stabia, un tesserato risultato positivo al Coronavirus. Il comunicato ufficiale della società stabiese con tutti i dettagli
Juve Stabia, un tesserato risultato positivo al Coronavirus
Vigilia della gara che vedrà le Vespe impegnate a Bari funestata da notizie negative per quanto riguarda i tamponi effettuati sui due gruppi squadra. Infatti giovedì scorso due tesserati del Bari erano risultati positivi al Covid; nei giorni successivi se ne è aggiunto un terzo mentre uno dei primi due sarebbe guarito.
Di oggi la notizia che anche un calciatore delle Vespe è risultato positivo nell’ultimo giro di tamponi e non sarà della gara domani a Bari. Nel comunicato della società stabiese ovviamente non viene annunciato il nome del calciatore per ragioni di privacy.
Di seguito il comunicato ufficiale della società stabiese con tutti i dettagli sulla positività del tesserato.
“La S.S. Juve Stabia comunica che nella serie di tamponi, ai quali si è sottoposto il gruppo squadra nella giornata di ieri, è stata evidenziata una positività al COVID-19. Il tesserato è già in isolamento fiduciario, secondo le disposizioni vigenti.
La S.S. Juve Stabia si è subito attivata per il rispetto di ogni adempimento previsto dalle disposizioni di legge e dal protocollo federale comunicando il tutto alle autorità sanitarie competenti. Questa mattina la società ha sottoposto tutto il gruppo squadra ad un nuovo ciclo di tamponi, dando esito negativo“.
GDF Roma, sequestrato patrimonio milionario ad un “imprenditore” del narcotraffico
GDF Roma. Sequestrate attività commerciali, ed altri beni per un valore complessivo di circa 1,7 milioni di euro, riconducibili al Tassone Cosimo Damiano dedito al narcotraffico
Roma- Sequestrate attività commerciali, immobili, autovetture e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa 1,7 milioni di euro, riconducibili a Tassone Cosimo Damiano, narcotrafficante calabrese di 51 anni, operante nella capitale a capo di una importante rete internazionale di trafficanti di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ed eseguito dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma.
La figura del Tassone era emersa nelle indagini condotte nell’ambito dell’operazione “Crazy Hill”, condotta dal II Gruppo delle Fiamme Gialle e coordinata dalla D.D.A., che, nel 2015, aveva consentito di sgominare un potente sodalizio criminale con base a Roma e contatti operativi in Germania, Olanda, Spagna e Inghilterra, in grado di organizzare spedizioni via container o via aerea di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dal Sud America (Colombia, Argentina e Brasile).
Per fornire un’idea della caratura dell’associazione, si evidenzia che nel corso delle indagini (biennio 2014-2015) erano stati effettuati sequestri per un ammontare complessivo di oltre 1000 chili di cocaina (32 kg presso l’aeroporto di Malpensa; 42 kg all’aeroporto di Fiumicino; 16 Kg nel porto di Anversa in Belgio; 170 presso il porto di Rotterdam; 317 kg nei porti di Emden e Amburgo; 450 kg nel porto di Gioia Tauro; era stato infine accertato il tentativo di introdurre ulteriori 135 kg di cocaina in Italia presso il porto di Livorno.
Nel corso delle indagini era stato provato che l’organizzazione aveva a disposizione ingenti risorse finanziarie, funzionali al perfezionamento delle importazioni (pagamento delle spedizioni via container, dei carichi di copertura, dei viaggi aerei e dei soggiorni all’estero degli intermediari), nonché al ripianamento delle perdite subite per le operazioni non concluse.
In un caso il Tassone era stato filmato, all’interno del giardino di una delle ville oggi sequestrate, mentre sotterrava una valigia contenente denaro provento del narcotraffico e commentava al telefono “sti soldi … li sotterro”.
In un altro caso era stato accertato che l’organizzazione, per il pagamento di una delle partite di droga sequestrata, aveva movimentato dall’Italia al Brasile, via Svizzera, attraverso una complessa operazione di riciclaggio, oltre 1,4 milioni di euro.
In tale occasione, peraltro, la mancata consegna di una quota della somma dovuta aveva determinato una violenta reazione del boss che, durante un inequivocabile colloquio telefonico, aveva dato mandato agli associati di maggiore fiducia di intimidire pesantemente gli operatori finanziari coinvolti nell’attività illecita (“digli che se non mi portano altri 622.100 dollari, il primo che gli strappo la testa …noi non siamo imprenditori e se pensa di farla franca ha sbagliato persone”).
Nella stessa circostanza, a conferma della caratura criminale del sodalizio, veniva trattenuto in Brasile, fino alla conclusione dell’intero passaggio della provvista di denaro, il figlio del garante dell’operazione.
Proprio partendo da tali evidenze, considerate le notevoli somme di denaro a disposizione dell’organizzazione e considerato che il capo, da anni, non risultava svolgere alcuna attività lavorativa, la D.D.A. ha delegato alle Fiamme Gialle l’esecuzione di indagini patrimoniali finalizzate ad individuare il reale patrimonio dell’indagato.
Le investigazioni, estese anche al nucleo familiare e ai suoi “prestanome”, hanno consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati ed il profilo economico dei soggetti.
A titolo esemplificativo, dal 2010 alla data dell’arresto del narcotrafficante, avvenuto nel 2015, sono stati individuati sui conti delle persone controllate versamenti in contanti per oltre 144 mila euro, mentre dopo la sua cattura i versamenti si sono azzerati. Nello stesso periodo, inoltre, è stato accertato che il nucleo familiare monitorato ha acquisito il 50% del capitale di una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di materiali di recupero, 4 terreni in provincia di Grosseto, 4 unità immobiliari a Roma (in zona Prenestina) successivamente ristrutturate con un mutuo di 100.000 euro, le cui rate sono state pagate esclusivamente con versamenti in contanti ed ha ristrutturato un caseggiato rurale nel Comune di Montecompatri (RM), trasformandolo, di fatto, in un villino di pregio.
Pertanto, il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro finalizzato alla confisca dei beni acquisiti in un arco temporale nel quale il proposto e gli altri soggetti sottoposti ad accertamento non disponevano di mezzi finanziari sufficienti al loro pagamento.
Il provvedimento è stato notificato al Tassone nel carcere di Asti, ove è recluso a seguito di una condanna a 14 anni.
L’operazione conferma l’efficacia dell’azione svolta dall’Autorità Giudiziaria e dalla Guardia di Finanza di Roma contro il narcotraffico e per sottrarre alla criminalità organizzata i patrimoni illecitamente accumulati, a tutela dell’economia legale e degli imprenditori onesti.
Salerno:scalavano i km delle auto, denunciati per frode in commercio 22 rivenditori e sequestrate 61 autovetture.
Salerno: denunciati per frode in commercio
SALERNO– La recrudescenza del fenomeno della truffa dei c.d. chilometri scalati è diventata un vero
flagello nella compravendita degli autoveicoli usati, in primo luogo per il valore alterato
delle vetture proposte come d’occasione, in secondo luogo perché le auto a cui vengono
ridotti i chilometri possono diventare potenzialmente pericolose, dal momento che la
manutenzione è disallineata rispetto alla loro reale percorrenza.
Per fronteggiare tale fenomeno criminoso, dal mese di Ottobre 2020 il Comando
Provinciale di Salerno ha disposto una fitta serie di servizi mirati alla prevenzione e alla
repressione del cosiddetto “lifting chilometrico” su auto usate messe in vendita negli
autosaloni della provincia e, nel corso della complessa e articolata attività investigativa –
che ha interessato i Comuni di Salerno, Sapri, Agropoli, Vallo della Lucania, Sala
Consilina, Eboli, Battipaglia, Mercato San Severino, Nocera Inferiore e Amalfi – i militari
dell’Arma hanno controllato oltre 110 rivendite, ai titolari di alcune delle quali è stato
contestato il reato di frode in commercio.
Il meccanismo delittuoso utilizzato consisteva nel sottoporre il mezzo ad una revisione
anticipata anche di un anno rispetto al periodo previsto, andando però prima a ridurre
“fittiziamente” i chilometri percorsi che apparivano sul display della vettura, al fine di
venderla ad un prezzo maggiorato del suo reale valore.
La frode è stata scoperta comparando i dati storici delle revisioni effettuate sulle vetture
estrapolati dalla Banca dati della Motorizzazione Civile con il chilometraggio riportato
sull’ultima revisione, nonché su quello del display del mezzo oggetto di verifica: in tal
modo è emersa l’inequivocabile incongruenza tra i chilometri, molto più alti, della
penultima revisione e quelli “ridotti” dell’ultima e la conseguente denuncia per frode in
commercio.
Al termine delle verifiche effettuate (per le quali particolarmente preziose sono risultate le
segnalazioni di alcuni cittadini) sono state denunciate alle competenti Autorità giudiziarie
22 soggetti operanti nei Comuni di Castelnuovo Cilento, Cannalonga, Tramonti, Minori,
Padula, Sala Consilina, Teggiano, Montesano sulla Marcellana, Scafati, San Marzano sul
Sarno, Pagani, Sant’Egidio del Monte Albino, Celle di Bulgaria, Castel San Giorgio,
Roccapiemonte, Mercato San Severino, Siano, Casalvelino e Ascea, tutti titolari di
rivendite di autovetture.
Inoltre, sono stati sequestrati ben 61 veicoli.
La società gialloblu pensa a un nuovo inno. Un mese di tempo con un rimborso di 300 euro
Simone Vicidomini-Nonostante l’emergenza dovuta alla pandemia del Covid-19, la squadra gialloblu sta continuando a svolgere gli allenamenti in maniera individuale (questo fino a quando non cambierà nuovamente il DPCM) per cercare di mantenere tutti i giocatori in attività con la speranza che il campionato possa riprendere dopo la sosta natalizia. Intanto la società isolana, ha lanciato una nuova iniziativa: un concorso per un nuovo inno.
L’Ischia Calcio lo fa attraverso i propri canali social. <<Un inno che identifichi la nostra squadra, parole e musica che uniscano i tifosi ed i calciatori emozionando e motivando grazie alle emozioni uniche che riescono a generare: con questo obiettivo la nostra società lancia da oggi un concorso per la creazione del nuovo inno dell’Ischia Calcio.
La partecipazione sarà aperta a tutti e per concorrere basterà inviare la propria creazione all’indirizzo di posta elettronica inno@ssdischiacalcio.it, in formato link a Youtube.
A scegliere il nuovo inno dell’Ischia Calcio saranno poi i tifosi e gli appassionati poichè pubblicheremo sul sito internet della società (www.ssdischiacalcio.it) le creazioni ricevute entro il 6 dicembre prossimo dando la possibilità di votare la preferita.
Al creatore dell’inno che riceverà più voti sarà assegnato un premio in denaro del valore di 300 euro ed esso diventerà ufficiale e diffuso in tutti gli incontri disputati in casa dall’Ischia Calcio.
Ricordiamo che l’Ischia è tra le poche squadre a livello regionale e non solo ad avere più di un inno. Tra quelli più conosciuti sicuramente c ‘è “Ischia Faje Sunnà” scritto e cantato dal napoletano Ciro Sebastianelli, fu scritto per la storica promozione dell’Ischia in C/1. Andando in ordine poi c’è quello di Antonio Fiore nel 2006 con il titolo “Inno all’Ischia”. Infine facendo un salto nel passato ci fu quello di “Forza Ischia!” opera del gruppo i The Snobs.
L’aggravarsi della situazione epidemiologica da Covid-19 è una questione Politica, causata dall’indifferenza della classe dirigente dal 2006 in poi.
Emergenza Covid-19: la Salute è una questione Politica
Si è dovuto attendere fino alla tarda serata di ieri per ricevere la comunicazione da parte del Ministro della Salute che, in considerazione dell’aggravarsi della situazione epidemiologica da Covid-19, si “raccomandava” di sospendere i procedimenti elettorali per il rinnovo degli organi direttivi degli Ordini Professionali, salvo che ” gli Ordini medesimi possano garantire lo svolgimento delle predette elezioni con modalità telematiche, ai sensi dell’art.1 comma 4, del decreto del Ministero della Salute 15 Marzo 2018″.
Richiesta già presentata nei giorni precedenti dalla Lista OrdiNAtaMente, ma che allora veniva considerata “questionabile”.
E’ evidente come in questa “Seconda Ondata” da Pandemia, le autorità poste ai vertici si mostrano impreparate e vacillanti nel riuscire ad attuare un piano di azione, che riesca quantomeno a tener testa all’emergenza.
L’atmosfera di “impreparazione” che si avverte dagli scranni della Politica si ripercuote poi su tutti gli altri settori, a cominciare da quello sanitario.
Medici, Infermieri e tutto il Personale Sanitario che Opera nelle strutture Ospedaliere (pubbliche e private), sono le prime vittime dell’ impreparazione dei Politici del nostro Paese.
Dinanzi ad un virus venuto da lontano, il Paese “civilizzato” trema e perde vite, e per chi sopravvive, restano cicatrici insanabili.
La storia presente ci dà l’ennesima dimostrazione che per essere un Paese “civilizzato” serve Responsabilità, Coraggio e Competenza.
Possibile che per comprendere l’assurdità di svolgere delle elezioni in presenza -in un clima come quello attuale-, sia stato necessario attendere la “raccomandazione” del Ministro della Salute che è arrivata SOLTANTO meno di 24 ore dalla data prefissata?
Se è pur vero che siamo in un’emergenza, ciò non giustifica l’impreparazione nell’emanare delle direttive precise in tempi ragionevoli.
Il problema è stato portato “sotto i riflettori” in una delle puntate di REPORT, la trasmissione in onda su rai 3 condotta da Sigfrido Ranucci, nel corso della quale è stata resa nota l’operazione di censura da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità di un suo documento critico sulla gestione italiana della pandemia, e dove inoltre è emerso che il “Piano Pandemico dell’Italia” era fermo, quindi non aggiornato dal 2006.
Questo spiega la “goffaggine” con cui ci si è rapportati all’emergenza nel mese di Febbraio / Marzo 2020, in cui più che eroi, i nostri medici e Personale Sanitario, sono stati dunque dei martiri, senza gli strumenti adatti per fronteggiare l’emergenza, vittime della cattiva Politica di tanti anni.
E’ fondamentale specificare un aspetto: Non è la Politica ad essere inutile o “schifosa”, bensì Chi l’ha esercitata in questi anni. Inoltre è doveroso un mea culpa anche da parte della cittadinanza TUTTA: d’altronde, chi siede ai posti di comando, ci è arrivato perché supportato da soggetti che abbiamo votato NOI.
Da ciò si evince che si verrà fuori dalla Pandemia solo con una Buona Politica: mai come adesso è necessario che ai posti di comando e di maggiore responsabilità ci sia “Chi é Capace” e non “Chi ci piace”.
Speriamo che possa essere anche una lezione per il Futuro: emergenza o meno, per essere un Paese Civile, serve che ciascuno faccia del proprio meglio, per se stesso e per il proprio Paese , e che si abbia il coraggio * e l’intelligenza di votare/scegliere Chi è migliore e più capace di noi per ricoprire ruoli apicali. Solo così l’Italia diverrà forte.
*perché purtroppo prevale ancora una mentalità mediocre, per cui si fa fatica a riconoscere i pregi e i meriti degli altri; si preferisce “il più furbo” invece del “Più bravo”.
La GdF di Palermo ha proceduto al sequestro per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e furto aggravato (VIDEO).
Il Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso un provvedimento di sequestro di immobili, rapporti bancari e autovetture nei confronti di LAUSGI Khemais (classe ‘88) di origini tunisine ma nato e cresciuto a Palermo e ritenuto uno dei rais della droga allo Zen2, per un valore stimato di circa 700.000 euro, eseguito dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo.
LAUSGI Khemais è un pluripregiudicato resosi responsabile di numerosi, gravi reati, fra i quali, spicca l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, oltre al furto aggravato, commesso in concorso con altri nel dicembre 2006 (per il quale è stato condannato alla pena di anni 2 mesi 8 di reclusione) e la ricettazione commessa da ottobre 2006 a gennaio 2007 (condannato alla pena di mesi 10 di reclusione con pena sospesa).
Le indagini dei finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, condotte nell’ambito dell’operazione RAILWAY, dimostrarono il ruolo di vertice di LAUSGI Khemais, inteso “Gabriele” o “il turco”, di un gruppo criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti operante nel quartiere palermitano “ZEN 2” tra giugno 2011 e marzo 2016. Per tali fatti ha riportato una condanna in primo grado alla pena di anni 10 e mesi 8 di reclusione.
Attualmente il LAUSGI è detenuto agli arresti domiciliari, dopo aver trascorso due anni in carcere per i reati di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti commesso nel settembre 2016 e violenza sessuale commessa nel settembre 2018, per i quali è in attesa di primo giudizio.
La Procura della Repubblica di Palermo, tenuto conto di tali condotte, ha pertanto delegato accertamenti economico-patrimoniali agli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, che hanno evidenziato una significativa sproporzione, pari ad oltre 580.000 euro, tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati nel tempo.
Sulla scorta di tali accertamenti, il Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione ha quindi ritenuto che i beni oggetto dell’odierno sequestro (una villa con piscina e n. 2 appartamenti siti in Carini (PA), n. 2 rapporti finanziari e n. 3 autovetture) fossero in concreto nella disponibilità del proposto e costituissero il reimpiego di guadagni provenienti dalle attività illecite.
Continua l’azione che la Guardia di Finanza palermitana svolge, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Palermo, a contrasto dei patrimoni di origine illecita con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali e di liberare l’economia legale da indebite infiltrazioni della criminalità consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza.
Pasquale Padalino, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con il Bari: tutte le sue dichiarazioni
Juve Stabia | Padalino: “A Bari mi aspetto una prestazione di carattere”
Pasquale Padalino, tecnico delle Vespe, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con il Bari, valevole per la nona giornata del campionato di Serie C Girone C 2020-2021.
Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.
“Sarà una partita in cui entrambe le squadre avranno attenzione massima. Sono gare in cui entra in ballo l’emotività dei singoli all’interno di un contesto. Loro hanno l’obbligo di dover vincere il campionato a tutti i costi. Noi dovremo essere in grado di affrontare una squadra che ci metterà in difficoltà come noi metteremo loro in difficoltà. Dobbiamo renderci conto di quanto possiamo valere all’interno di una competizione. Sarà un bel banco di prova per fare delle valutazioni un pò più approfondite.
E’ una partita di calcio che ha le sue difficoltà come tutte al di là dell’avversario. E’ una paura relativa. Hanno un certo impianto di gioco e sono forti. Vanno a loro favore anche la storia di ognuno di loro. Ogni domenica e mercoledì c’è un impegno con le sue difficoltà. Noi dobbiamo saperci imporre al di là delle difficoltà e dell’avversario che affronteremo di volta in volta.
Quella col Bari è una partita che mi piacerebbe vincere senza nessun tipo di distinzione. Ovviamente è sentito molto nella mia città di Foggia il derby con il Bari. Ma i tre punti sono andati al Foggia, al sottoscritto non è venuto niente. Spero di riuscire a fare una gara di carattere e temperamento come ha fatto il Foggia sapendo le difficoltà del match e cercando di mettere in evidenza i loro punti deboli. A me non cambia nulla se non il fatto di mettere altri punti in carniere per la nostra classifica.
Il Bari non ha mai perso in casa. Loro sanno che devono approcciare la gara nel migliore dei modi possibile. Le motivazioni aumentano contro squadre come il Bari ma noi dobbiamo essere noi stessi cercando di imporci anche al di là degli stimoli dell’avversario. Mi aspetto una prestazione di carattere da parte dei miei ragazzi. Dalla nostra abbiamo la tranquillità che ci proviene dai buoni risultati di questo scorcio iniziale di campionato ma vogliamo anche ritagliarci uno spazio importante in questo campionato fino in fondo”.
Il premio Pulitzer 2014 che ci insegna l’importanza dell’arte è Donna Tartt, l’autrice che vinse con la narrativa del suo Il Cardellino.
Il premio Pulitzer 2014 che ci insegna l’importanza dell’arte
Il premio Pulitzer 2014 che ci insegna l’importanza dell’arte è Donna Tartt, l’autrice statunitense che vinse con la narrativa del suo romanzo Il Cardellino, edito per l’Italia da Rizzoli nel 2013.
Il romanzo si basa sulla sottrazione del dipinto omonimo di Fabritius dal Metropolitan Museum di New York da parte di un bambino, il protagonista, in seguito ad un attentato terroristico. Allo snocciolarsi della trama personale del protagonista (quasi un romanzo di formazione), il quadro diviene quasi un luogo metaforico: quello della memoria, in seguito alla perdita della madre; quello dell’infrazione, con l’inizio dell’assunzione di droghe; quello della colpa, in seguito all’omicidio di chi tentava di rubarlo.
Eppure, il quadro viene rubato. Per intenderci: per il ladro, l’arte è solo un passe-partout. Ma un passe-partout di valore, per cui vale la pena rischiare anche la vita.
Il romanzo non termina solo in riferimento alla crescita personale del protagonista, ma alla conclusione della vicenda di restituzione del quadro. Il Cardellino, infatti, dopo anni di prigionia, è restituito alla pubblica visione nel Metropolitan Museum.
Prima ancora di essere travolti dalle discussioni sul ruolo della cultura e dell’arte in atto al giorno d’oggi in relazione alla circolazione del virus e ai tentativi di limitarne la circolazione, Donna Tartt ha dato una risposta importante ai quesiti che, polemicamente o no, in questi mesi ci siamo posti.
Perché chiudiamo i teatri, i cinema e, in ultima istanza, i musei? E, soprattutto, perché questi ultimi sono stati tenuti aperti dal governo proprio finché non si è potuto fare altrimenti?
Ciò che è vero, è che l’arte, intesa complessivamente, è un bene pubblico. E, nella letteratura così come nella realtà, è inscindibile dalla vita dell’uomo. In qualche modo, persino parallela ad essa: nessun decreto potrà sottrarcela.
È necessario che i vertici governativi tengano a mente lo statuto culturale del nostro Paese per evitare il collasso del settore nei prossimi mesi. Che sia dal punto di vista architettonico, letterario o dell’arte visiva, l’Italia ha da sempre basato le sue risorse sul settore terziario. A buon merito.
Sequestri e controlli a Castellammare. Servizi anti-droga: i carabinieri arrestano 3 persone all’Acqua della Madonna. Tenta di liberarsi della droga lanciandola in mare.
Sequestri a Castellammare: lancia la droga in mare per liberarsene
I carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, nel corso di un servizio straordinario di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli in zona “Acqua della Madonna”, hanno arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti un 55enne ed un 25enne. Arrestato anche un 43enne per il reato di evasione dalla detenzione domiciliare.
I militari dell’Arma hanno sorpreso il 55enne mentre cedeva al più giovane un involucro contenente 40 grammi di hashish. Quando quest’ultimo si è accorto dei Carabinieri, ha tentato di liberarsi dell’involucro lanciandolo in mare.
Nonostante ciò i militari hanno rintracciato la droga che galleggiava tra le barche ormeggiate e, con una corda, l’hanno recuperata e sequestrata. I due sono stati perquisiti e trovati in possesso di altri 10 grammi di hashish e 4,7 grammi di marijuana. Nelle tasche del pusher oltre mille euro in contante, in quelle del “cliente” 225 euro. Entrambi sono stati sottoposti ai domiciliari in attesa di giudizio.
Sempre in zona “Acqua della Madonna” i Carabinieri hanno individuato un 43enne mentre passeggiava nei pressi del porto. Quando è stato controllato è emerso che fosse sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Dopo un breve tentativo di fuga, è stato bloccato e arrestato per evasione. Ri-sottoposto alla stessa misura, l’uomo è in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice.
Durante le operazioni, sequestrati a carico di ignoti 20 grammi di marijuana e 0,6 di cocaina: la droga era nei pressi dei pontili di Via Brin – su di un bancone di legno – nascosta nei pressi di un vaso di fiori.
Cimmino, sindaco di Castellammare, prima di imporre nuove misure restrittive tiene conto del rapporto tra guariti e nuovi contagiati.
Cimmino: preoccupante rapporto tra guariti e nuovi contagiati
Ieri pomeriggio, nel segnalare l’aumento dei contagi sul territorio, il sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino annuncia una nuova ordinanza e la necessità di assunzione di nuove decisioni.
Il contagio di 40 nuovi cittadini al Covid-19 impone al sindaco l’assunzione di nuovi provvedimenti, quali la chiusura del lungomare e dell’arenile (fino alle 18.00 durante la settimana, dalle 5.00 alle 8.30 nei fine settimana).
Nonostante la guarigione di 14 cittadini, i numeri sono in crescita. Ciò è in linea con quanto emerge anche dai bollettini diffusi dalla Regione Campania.
Cimmino accoglie l’appello del governatore Vincenzo De Luca alla riduzione della mobilità. Durante la diretta Facebook del governatore, infatti, Castellammare è stata citata tra i comuni con maggiore incremento di contagi (insieme a realtà con altissima densità di popolazione quali Giugliano, San Giorgio a Cremano, Melito e Arzano, in cui da tempo sono state assunte misure massimamente restrittive).
Dinanzi alla crisi determinata anche dalla chiusura del San Leonardo, insieme ai PP.SS. di Vico Equense, Gragnano e Sorrento, la scelta del sindaco è stata di imposizione di maggiori limitazioni. L’appello è quello alla collaborazione: “rispettate le regole e indossate sempre la mascherina”.
Intanto, lo scontento si fa sentire. In particolare, i cittadini lamentano la lentezza delle tempistiche per l’apprensione dei risultati dei tamponi. È sempre più difficile, infatti, effettuare un tampone nei laboratori privati del territorio, che sembrano offrire in prima istanza il test sierologico.
Con i contagiati di ieri, Castellammare sfora i 1000 contagi dall’inizio dell’emergenza:
Castellammare, la III commissione consiliare approva misure di sostegno: carrello solidale, farmaco sospeso e centralino sociale.
Castellammare, approvate misure a sostegno delle famiglie
Castellammare di Stabia: ieri sera, la III commissione consiliare ha approvato una serie di misure a sostegno delle famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus. Le misure saranno attivate per dare supporto e sostegno alle tante persone che oggi vivono in condizioni di forte disagio per la seconda ondata della pandemia che ha coinvolto l’intero territorio nazionale.
Il carrello solidale e il farmaco sospeso sono iniziative già attivate durante la prima chiusura generalizzata: si riparte, infatti, da queste. Inoltre, sarà predisposto un centralino sociale attraverso cui ognuno potrà ricevere sostegno psicologico e educativo, ma anche assistenza legale, informazioni e chiarimenti sulle misure e le disposizioni in continuo aggiornamento adottate per l’emergenza in corso.
Le unità pastorali cittadine, inoltre, avranno il compito di individuare 150 famiglie aventi diritto alla distribuzione di buoni spesa.
I componenti della III commissione (la presidentessa Sabrina Di Gennaro, Emanuele D’Apice, Catello Tito, Rosa Esposito, Barbara Di Maio, Laura Cuomo, Giovanni Nastelli, Eutalia Esposito) sottolineano l’interesse dell’amministrazione nel perseguire una linea di sensibilità nei confronti del disagio che coinvolge le famiglie, oggi in grave difficoltà a causa della pandemia.
Nella speranza che le iniziative messe in campo possano consentire di alleggerire le difficoltà di chi oggi sta soffrendo le conseguenze delle limitazioni imposte per la circolazione del virus, la commissione conclude: “Usciremo da questa emergenza e aiuteremo tutti coloro che ne avranno bisogno. Nessuno sarà lasciato solo”.
Sarà, forse, confortante per i cittadini sentire nella chiusa della dichiarazione un’eco delle parole spesso ripetute dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, specie durante la chiusura di marzo-aprile: “Se restiamo uniti, insieme ce la faremo”. E ciò sembra valere tanto nella realtà nazionale quanto in quella comunale.
Depositato in Senato un Ddl per rivedere il Titolo V della Costituzione che fu modificato nel 2001 aprendo alla grande manciugghia.
“In Senato ho depositato un disegno di legge che mi auguro venga esaminato al più presto proprio per rivedere il Titolo V della Costituzione”, lo scrive Paola Taverna, senatrice del MoVimento5Stelle e Vice Presidente del Senato delle Repubblica.
“Una delle cose che questa pandemia ci ha insegnato è che la riforma del Titolo V della Costituzione ha fallito” continua la senatrice dei Cinque Stelle.
“Avere sistemi sanitari regionali diversi ha creato servizi diversi, diverso accesso alle cure per i cittadini, risposte diverse anche a questa emergenza. In alcuni casi il sistema regionale ha reagito, in altri purtroppo non solo non ha reagito ma è stato travolto da decisioni sbagliate a cui sono seguite indagini, inchieste” aggiunge Paola Taverna.
Della necessità di una revisione urgente del Titolo V della Costituzione ne scriviamo da tempo e in ultimo lo abbiamo fatto in un articolo durante le ultime elezioni di alcune regioni italiane e nel quale abbiamo ribadito altre quattro proposte che riteniamo importanti e sollecitamente da rivedere «4 Ottobre 2020Si va a votare come “buoi” senza poi forzosamente contare nulla … ma nessuno pare volere che il cittadino possa forzosamente impicciarsi della Cosa pubblica, evidentemente ritenuta dalla trasversale politica e dalle istituzioni “cosa nostra».
Da queste pagine infatti, in questi anni si è sempre evidenziato come quelle modifiche al titolo V della Costituzione avessero aperto le porte alla più grande e parcellizzata manciugghia costituzionale e giurisprudenziale che, forse, questa Nazione avesse mai visto.
Il risultato di tutta evidenza e notorietà,è stato anche l’attuale sproporzionato debito pubblico (statale, regionale e comunale) e un arricchimento, per carità tutto “legale”, del trasversale sistema pubblico-politico-giuridico-burocratico dalle Alpi a Capo Passero, il radicamento legalizzato del clientelismo, voto di scambio occupazionale, imprenditoriale e sociale, nepotismo e favoritismo mercenario e meretricio, nonché affari per corrotti, maneggioni, delinquenti e criminalità organizzata, ma soprattutto culturale omertà e compiacenza quasi assoluta, dallo scranno più alto fino all’ultimo sgabello dello Stato, Istituzioni, Giustizia, Regioni, Enti e Comuni. Insomma ce n’è stata per tanti: manciugghia … legalizzata.
Quella variazione del Titolo V è stato il degno grimaldello degli intimamente trasversali ingannatori che abbiamo sempre avuto ai Governi, nei Parlamenti e altro, per scardinare le porte della corruzione costituzionalizzata.
Per quella modifica del Titolo V della Costituzione furono implicitamente tutti d’accordo seppure apparentemente ognuno con la propria recita e teatralità.
Fu proposto è approvato nel primo semestre 2001 da un Governo di centrosinistra e poi nel secondo semestre dello stesso anno ratificato con un referendum durante un governo di centrodestra.
Nel mezzo, come sempre e come al solito, noi cittadini che facciamo i parolieri da bar o social e che di Diritto non capiamo quasi nulla in quanto da decenni lo Stato italiano si è sempre preoccupato, a cominciare nell anacronistica scuola dell’obbligo, di mantenerci insipienti in cose essenziali ed importanti per il vivere civile e moderno, facendoci crescere ad ogni nuova generazione, informati di quando il sole girava intorno alla Terra oppure delle prestabilite retoriche di cui ci raccontano i suoi, sottintesi o diretti, menestrelli e divulgatori.
Ci si augurapossa essere questa la volta buona, ma pure che il cambiamento si faccia con principi sempre democratici e innanzitutto per raggiungere fini ed interessi comuni, pertanto non di caste, corporazioni, partiti, consorterie, pletore di mantenuti/e, faccendieri, mafie e similari.
Ma si deve anche stare attenti, almeno chi ancora può e vuole vedere, che c’è sempre in agguato l’incarnata mistificazione dell’onestà intellettuale, risaputamente ormai impersonata un po’ dappertutto: in televisione, social, congressi, piazze, eventi, passerelle, Aule Parlamentari, Palazzi, Commissioni, talk show, conferenze, comunicati, ecc.
Come a volte concludiamo con un sano e moderato scetticismo ma anche (per continuare) un po’ di necessario ottimismo: staremo a vedere.
Calcio dilettante- Il presidente del Neapolis La Peccerella fa un’appello alle società
Il Calcio dilettantistico è da giorni l’argomento più trattato con proposte e tanta preoccupazione da parte dei presidenti delle società.
Il Patron del Neapolis, Armando La Peccerella, squadra che milita nel girone C del campionato di Promozione insieme a Lacco Ameno e Isola di Procida, in un gruppo social ha postato un intervento, attraverso il quale invita il sistema ad approfittare di questa situazione per cambiare le riforme annunciate da tempo, con l’opportunità ai club di intervenire in prima linea.
“Carissimi colgo l’occasione della presenza di questo gruppo per mettere tutti voi, al corrente di una iniziativa che in questi giorni sto comunicando a tutti gli addetti ai lavori di questo bellissimo emisfero chiamato “calcio dilettante” o anche “calcio minore”. Purtroppo, l’emergenza sanitaria continua a preoccupare tutti , soprattutto ad avvolgerci in un alone di incertezze, dubbi e paure sul nostro futuro. In questa chiave di angosciante lettura, ognuno di noi , si sarà chiesto, quale sarà il prosieguo delle nostre società e del cammino dei campionati ? Paradossalmente sembra che tutti abbiano ragione dal loro punto di vista (Presidenti, allenatori, dirigenti, calciatori) tant’è che numerose sono state le in iniziative messe in campo dai vari compartimenti.
Il comitato regionale, dal canto suo, somministra continue informazioni sui DPCM, sulle note informative (che oramai si avvicendano di ora in ora)e sulle modalità di erogazione dei supporti economici messi a disposizione dal governo. Il Presidente Sibilia è impegnato in prima persona a difendere e assicurare la sopravvivenza ed il futuro di ogni piccola o grande realtà del calcio dilettantistico. Eppure, io credo che il Covid, quando finalmente tutto ciò sarà terminato, possa rappresentare , un’ opportunità verso la strada e la costruzione di quelle riforme strutturali e legali che da troppo tempo oramai attendiamo.
A tal proposito, vorrei organizzare in questi giorni una “videoincontro” o “video meetimg” in cui si potrà parlare di tutto questo , alla presenza dei presidenti di ogni società e formulare quesiti, proposte. Ho sempre pensato che ogni vero cambiamento, nel corso della storia, sia partito dalla base, e come sostiene giustamente il presidente Zigarelli, “la base del calcio siamo noi, i presidenti, con i loro sacrifici, con la loro passione”, splendido il suo accorato appello, quando ci definisce eroi silenziosi, che portano avanti con sacrificio le proprie realtà .
Immagino forse, sia arrivato anche il momento che il nostro silenzio, la nostra abnegazione, la nostra passione lasci spazio alle proposte , all’organizzazione ed al miglioramento di un sistema che ci vede tutti coinvolti e partecipi a rallegrarci, distrarci e sognare di fronte ad un pallone che rotola su un tappeto verde. Cerchiamo di non perdere anche questa occasione, forse sarà, anzi, sicuramente l’ultima che abbiamo.
Per l’allenatore del Perugia Fabio Caserta prima vera settimana difficile dal punto di vista della gestione del gruppo squadra in relazione al Covid. Alla vigilia della seconda trasferta consecutiva alla volta del “Riviera delle Palme” per la sfida con la rinnovata Sambenedettese, il tecnico si esprime così:
“Un pò tutte le squadre in questo momento hanno difficoltà. Ma noi la affronteremo sempre con lo spirito giusto. Le caratteristiche dei giocatori fanno la differenza, quindi si cercherà di sfruttare altri inserimenti, soprattutto sugli esterni. Resto fiducioso di tutti i ragazzi. La Sambenedettese è in via di cambiamento tra allenatore e modulo nuovo, ma ha ambizioni di vertice. Tra gli argomenti spero non si ritorni su Falzerano, perché per me è capitolo chiuso. Bisogna pensare alla gara e non al singolo, che d’altronde si è allenato bene come del resto tutta la squadra. Dopo l’allenamento di oggi mi auguro di portare quanti più recuperati possibile. La preparazione cambia con il Covid – che non ti dà neanche la possibilità di una tabella minimamente definitiva dal punto di vista atletico – perché, se la fai con 18 giocatori è un conto, se invece la fai con 13 cambia totalmente, perché non puoi provare tutto, e comporta cambiare tipi di allenamento sia tecnico tattico che di preparazione stessa, a seconda degli elementi a disposizione”.