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Juve Stabia-Catanzaro: sono 16 in campionato a Castellammare

Novantatré anni fa il primo incontro in campionato a Castellammare tra vespe ed aquile

I precedenti in campionato tra Stabia e Catanzaro sono quattro a Castellammare, l’unica gara vinta per i calabresi fu “a tavolino”, due sono i pareggi e una sola vittoria per le vespe.

Questi i dettagli dei quattordici precedenti:

(anni trenta – anni cinquanta)

1931 / 1932 – Campionato Nazionale di I° Divisione girone F

22 maggio 1932 – 15° giornata di ritorno: STABIESE – CATANZARESE 0 – 2 (gara persa a tavolino per rinuncia).

1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone D

22 maggio 1949 – 17° giornata di ritorno STABIA – CATANZARO 2 – 1.

1949 / 1950 – Campionato Nazionale di Serie C girone D

11 dicembre 1949 – 12° giornata d’andata: STABIA – CATANZARO 1 – 1 Pallaoro (C) e Bruno GERZELLI (S).

1950 / 1951 – Campionato Nazionale di Serie C girone D

8 aprile 1951 – 10° giornata di ritorno: STABIA – CATANZARO 1 – 1.

I precedenti in campionato tra Juve Stabia e Catanzaro sono dodici a Castellammare, cinque pareggi, quattro vittorie per le vespe e tre vittorie per le aquile.

(anni novanta – anni duemila)

1991 / 1992 – Campionato Nazionale Serie C2 girone C

26 gennaio 1992 – 19° giornata d’andata: JUVE STABIA – CATANZARO 0 – 1 Minisi.

1992 / 1993 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone C

14 marzo 1993 – 5° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 2 – 1 (arbitro Fiorenzo Treossi di Forlì) Silvio GORI (JS), Guzzetti (C) e Giorgio LUNERTI (JS).

2000 / 2001 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone C

25 marzo 2001 – 10° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 2 – 1 (arbitro Daniele Lambertini di Cesena) doppietta di Cosimo NOBILE (JS) e Caggianelli (C).

2009 / 2010 – Campionato Nazionale di Seconda Divisione girone C

21 febbraio 2010 – 7° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 0 (arbitro Filippo Merchiori di Ferrara) Pasquale OTTOBRE.

2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone C

10 gennaio 2015 – 1° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 0 (arbitro Marco Mainardi di Bergamo) Francesco NICASTRO.

2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone C

31 gennaio 2016 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 1 (arbitro Riccardo Panarese di Lecce) Patti (C) e Abou DIOP (JS).

2016 / 2017 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone C

26 marzo 2017 – 12° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 2 – 2 (arbitro Andrea Capone di Palermo) Daniele PAPONI (JS), Sarao (C), Prestia (C) e Mamadou Yaye KANOUTE (JS) su calcio di rigore.

2017 / 2018 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

21 gennaio 2018 – 12° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 1 (arbitro Marco D’Ascanio di Ancona) autorete di Zanini (JS) e Letizia (C).

2018 / 2019 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

13 febbraio 2019 – 7° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 0 – 0 (arbitro Giovanni Ayroldi di Molfetta).

2020 / 2021 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

21 aprile 2021 – 16° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 0 – 1 (arbitro Davide Moriconi di Roma 2) Pierno.

2021 / 2022 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

27 marzo 2022 – 15° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 1 (arbitro Alessandro Di Graci di Como) Denis TONUCCI (JS) e Biasci (C).

2022 / 2023 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

25 febbraio 2023 – 10° giornata di ritorno: JUVE STABIA – CATANZARO 1 – 4 (arbitro Matteo Centi di Terni) doppietta di Iemmello (C), Biasci (C), Vandeputte (C) e Jacopo SCACCABAROZZI (JS).

I precedenti a Catanzaro

Tumori della testa e collo, studio ‘con pembrolizumab -27% rischio recidiva o morte’

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(Adnkronos) – Nei pazienti con tumori della testa e del collo, l'immunoterapia con pembrolizumab, prima e dopo la chirurgia in aggiunta allo standard di cura, riduce del 27% il rischio di recidiva o morte rispetto allo standard di cura rappresentato dalla sola radioterapia (con o senza chemioterapia) successiva all'intervento.Lo dimostrano i risultati dello studio di fase 3 Keynote-689, presentati per la prima volta in sessione plenaria al Congresso 2025 dell'Aacr (American Association for Cancer Research) e selezionati per il programma ufficiale della conferenza stampa della società scientifica.

Lo studio ha valutato pembrolizumab, terapia anti-PD-1 di Msd, come regime di trattamento perioperatorio per i pazienti con carcinoma squamoso di testa e collo localmente avanzato e resecato (La-Hnscc) di stadio III o IV-A.I risultati della prima analisi ad interim dello studio hanno mostrato che pembrolizumab ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da eventi Efs (recidiva o morte).  "Nel 2024 in Italia sono stati stimati circa 6mila nuovi casi di tumori della testa e del collo – spiega Lisa Licitra, responsabile Oncologia medica 3 Tumori della testa e del collo della Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano – Possono interessare diverse sedi, fra cui il cavo orale, la faringe, la laringe.

I principali fattori di rischio sono rappresentati dal fumo, dall'alcol e dall'infezione da Papillomavirus.L'immunoterapia rappresenta già lo standard di cura nella malattia metastatica.

Alla luce dei dati dello studio Keynote-689, l'immunoterapia può cambiare la pratica clinica anche in stadi più precoci candidati ad intervento chirurgico.E' infatti il primo studio positivo, in oltre vent'anni, nei pazienti con carcinoma squamoso della testa e del collo localmente avanzato".  Questi risultati "sono significativi e rappresentano una svolta per questi pazienti e per i clinici – sottolinea la specialista – Siamo di fronte ad un nuovo regime terapeutico in grado di offrire la possibilità di ridurre il rischio di recidiva e progressione della malattia.

L'aggiunta dell'immunoterapia con pembrolizumab alla chirurgia standard di cura e alla radio(chemio)terapia adiuvante ha portato alla riduzione significativa del rischio di eventi rispetto allo standard di cura.A questo si aggiunge che, grazie all'effetto della terapia preoperatoria con pembolizumab, si è osservata una riduzione del numero dei casi destinati a ricevere un trattamento postoperatorio a base di chemioradioterapia.

Questo effetto di de-escalation del trattamento postoperatorio – chiarisce Licitra – è importante perché sappiamo avere un impatto sulle tossicità e, quindi, un impatto favorevole sulla qualità di vita dei pazienti". Nel dettaglio – si legge in una nota – al follow-up mediano di 38,3 mesi (intervallo 9,0-66,5) il trattamento con pembrolizumab prima dell'intervento (neoadiuvante), poi in combinazione con la radioterapia standard di cura – Soc (con o senza cisplatino) dopo la chirurgia seguita dal solo pembrolizumab (adiuvante), ha ridotto il rischio di eventi (Efs) del 34% (Hr=0,66 [Ci 95%, 0,49-0,88]; p=.0022) nella popolazione Combined positive score (Cps) ≥10, del 30% (Hr=0,70 [Ci 95%, 0,55-0,89; p=.0014) nella popolazione con Cps ≥1 e del 27% (Hr=0,73 [Ci 95% 0,58-0,92]; p=.0041) nella popolazione Intent-to-treat (Itt), rispetto alla sola radioterapia adiuvante (con o senza cisplatino) nella popolazione Itt.Nella popolazione con Cps ≥10, la Efs mediana è risultata di 59,7 mesi nel gruppo pembrolizumab più Soc, standard of care, (CI 95% CI, 41,1-non raggiunto) rispetto a 26,9 mesi (CI 95%, 18,3-51,5) nel gruppo Soc.

Nella popolazione con Cps ≥1, la Efs mediana è stata di 59,7 mesi (Ci 95% 37,9-non raggiunto) nel gruppo pembrolizumab più Soc rispetto a 29,6 mesi (Ci 95% 19,5-41,9) nel gruppo Soc.Nella popolazione Itt la Efs mediana è stata di 51,8 mesi (Ci 95% 37,5-non raggiunto) nel gruppo pembrolizumab più Soc rispetto a 30,4 mesi (Ci 95% 21,8-50,1) nel gruppo Soc.

Il profilo di sicurezza di pembrolizumab è risultato coerente con quanto già osservato nei precedenti studi; non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza.  Lo studio ha anche evidenziato un miglioramento statisticamente significativo del tasso di risposta patologica maggiore, uno dei principali endpoint secondari, nei pazienti con Cps ≥10 , Cps ≥1 e nella popolazione Itt, rispetto alla sola radioterapia adiuvante.Una tendenza al miglioramento della sopravvivenza globale (Os), altro endpoint secondario, è stata osservata nella popolazione con Cps ≥10 (Hr=0,72 [Ci 95% 0,52-0,98]) al momento dell'analisi ad interim per il regime pembrolizumab più standard di cura rispetto al solo standard di cura.

I risultati di Os non hanno raggiunto la significatività statistica alla data dell'analisi ad interim.A causa della gerarchia dei test statistici, non sono stati eseguiti test formali nelle popolazioni Cps ≥1 e Itt.

La Os sarà valutata nella prossima analisi ad interim. "Come dodicesimo studio positivo di pembrolizumab nei tumori di stadio precoce – dichiara Marjorie Green, vicepresidente senior e responsabile oncologia, sviluppo clinico globale, Msd Research Laboratories – i risultati di Keynote-689 testimoniano il nostro impegno nel rispondere a un’esigenza clinica non ancora soddisfatta.Questi straordinari risultati confermano il potenziale di questo regime di cambiare il panorama di cura per determinati pazienti che affrontano questa difficile malattia.

Stiamo collaborando con la Fda", l'Agenzia americana del farmaco, "e con le autorità globali per poter offrire questa nuova opzione ai pazienti il più presto possibile".E' al momento in fase di revisione prioritaria da parte della Food and Drug Administration una ulteriore richiesta di autorizzazione biologica di pembrolizumab sulla base dei dati dello studio Keynote-689, con data di entrata in vigore del Prescription Drug User Fee Act, o azione mirata, il 23 giugno 2025.

Pembrolizumab è attualmente approvato come monoterapia e in regimi di combinazione per pazienti selezionati con Hnscc metastatico o localmente avanzato non resecabile negli Stati Uniti, Europa, Cina, Giappone e in altri Paesi.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spagna, 3 bambini segregati in casa da oltre 3 anni: arrestati i genitori

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(Adnkronos) – Due gemellini di otto anni e il loro fratello di 10 sono stati tenuti segregati in casa per oltre tre anni, a Oviedo, in Spagna, dai genitori che vivevano tagliati fuori dal mondo.La coppia di cittadini – lui tedesco, lei tedesco-americana – è stata arrestata dalla polizia, allertata da un vicino.

I bambini non erano scolarizzati, erano trascurati e vivevano "tra i rifiuti", ha spiegato oggi, 30 aprile, la polizia locale, riferendo di quella che i media locali hanno ribattezzato 'la casa degli orrori'. A seguito della segnalazione, la polizia aveva scoperto che la casa non era abitata da una sola persona, un uomo, come da registro civile, ma anche da altri, a giudicare dalla quantità di spesa che veniva recapitata davanti alla porta, e che tra i residenti figuravano dei minori che non frequentavano la scuola.Stando ai vicini, nessuno era mai uscito dalla casa, affittata nel mese di ottobre 2021, in piena pandemia di Covid-19.  La coppia disponeva di una grande quantità di medicinali, ha riferito la polizia, che ha parlato anche di problemi di "igiene". "Siamo stati tutti colpiti dalla sindrome del Covid, dalla sindrome post-Covid e da tutto ciò che ne è seguito.

Possiamo fare delle ipotesi su cosa possa aver portato una famiglia a stare rinchiusa in questo modo per molto tempo.Il fatto che indossassero maschere chirurgiche "può essere o non essere aneddotico", ha spiegato il commissario Francisco Javier Lozano García, aggiungendo che le indagini dovranno determinare "come siano arrivati qui" e cosa li abbia spinti a venire a vivere in Spagna. Secondo i media spagnoli, tutti e tre i bambini indossavano pannolini e avevano tre mascherine chirurgiche ciascuno sul viso.

Il padre ha chiesto alla polizia di indossarne una prima di entrare in casa per la perquisizione.La casa era chiusa, anche le imposte, piena di rifiuti.

Quando i bambini sono usciti si sono fermati a contemplare e toccare l'erba come "se non fossero mai usciti all'esterno".I minori sono stati immediatamente affidati ai medici quindi inseriti in un centro per la protezione dell'infanzia.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, 9 giornate di squalifica per baby Giammattei: schiaffi all’avversario e al guardalinee – Video

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(Adnkronos) –
Gioele Giammattei, trequartista classe 2009 della Roma Under 16, ha rimediato nove giornate di squalifica.Al 22' della partita d'andata degli ottavi di Coppa Italia contro il Napoli, il fantasista giallorosso ha spinto un avversario a gioco fermo, gesto costato l'espulsione diretta. Poi, abbandonando il campo, Giammattei ha colpito anche l'assistente arbitrale con uno schiaffo alla schiena.

Un comportamento non passato inosservato e punito dal giudice sportivo, come si legge nel comunicato: “Squalifica per 9 giornate effettive di gara a Giammattei Gioele (Roma).Espulso per aver colpito un avversario a gioco fermo con uno schiaffo sulla schiena, ritardava l’uscita dal terreno di giuoco per protestare e colpiva lA.A.

con uno schiaffo all’avambraccio, provocando lieve e momentaneo dolore e senza ulteriori conseguenze".   Giammattei (che conta anche tre presenze in Primavera) ha detto così addio ai playoff scudetto, ma anche alle prime partite della prossima stagione.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Catanzaro, Caserta: “Con la Juve Stabia partita fondamentale. Voglio il riscatto dopo il Palermo”

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Vigilia di gara significativa per il Catanzaro di Fabio Caserta, atteso domani, mercoledì 1° maggio, alle ore 12:30, sul prato dello stadio Romeo Menti per affrontare la Juve Stabia. Un ritorno da ex per il tecnico calabrese in uno stadio dove ha vissuto momenti importanti della sua carriera. La sfida si preannuncia intensa, come sottolineato dallo stesso Caserta nella consueta conferenza stampa pre-partita.

Il tecnico ha subito messo in chiaro l’importanza della posta in palio per entrambe le formazioni: «È una partita importante per loro che giocano in casa, dove hanno costruito gran parte della loro ottima classifica. Ma è fondamentale anche per noi perché non vogliamo disperdere quanto di buono abbiamo fatto finora». Un monito a non abbassare la guardia, mantenendo alta la concentrazione anche in un finale di stagione che vede il Catanzaro ormai quasi certo di un piazzamento playoff.

Archiviata la sconfitta interna contro il Palermo, Caserta guarda avanti e chiede una reazione immediata ai suoi: «Dobbiamo ripartire dal secondo tempo di quella gara cercando di evitare gli errori commessi». L’analisi post-Palermo ha evidenziato la necessità di lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori, dato il poco tempo a disposizione tra una partita e l’altra: «In questo momento, con le partite ravvicinate, non c’è molto tempo per lavorare sulla tattica o sulla condizione fisica. Per questo mi sono concentrato soprattutto sull’aspetto mentale, perché credo sia lì che abbiamo mostrato le maggiori difficoltà nelle ultime uscite». Un segnale chiaro sulla necessità di ritrovare quella solidità e quella determinazione che hanno caratterizzato gran parte della stagione giallorossa.

La sfida con la Juve Stabia è stata anche l’occasione per Caserta di confrontare le due realtà, sottolineando il percorso straordinario dei campani: «Sono due squadre diverse perché partivano con obiettivi opposti. I campani stanno disputando un campionato straordinario, ben oltre le aspettative iniziali». Un elogio sincero verso la squadra gialloblù, capace di superare ogni pronostico: «Ma la loro posizione è meritata e dimostra che dare continuità a un progetto paga. Le “vespe” ricordano molto le “aquile” dello scorso anno: una bella sorpresa». Un parallelo suggestivo tra l’attuale Juve Stabia e il Catanzaro capace di stupire nella stagione precedente.

In vista dell’impegno ravvicinato e del tour de force di fine campionato, non sono da escludere novità nell’undici iniziale del Catanzaro: «Siamo in una fase intensa del campionato e ho una rosa che mi consente di far rifiatare alcuni giocatori». Il Mister ha piena fiducia in tutta la rosa e si aspetta risposte importanti da chi sarà chiamato in causa: «Mi aspetto risposte importanti da chi finora ha giocato meno e avrà l’occasione di mettersi in mostra. Deciderò tenendo conto del recupero fisico dei singoli». La gestione delle energie e la possibilità di dare spazio a chi ha giocato meno saranno fattori determinanti nelle scelte di formazione per la trasferta di Castellammare di Stabia.

Alessandro Basciano, braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento all’ex Sophie Codegoni

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(Adnkronos) – Per Alessandro Basciano la Cassazione ha confermato il divieto di avvicinamento (a meno di 500 metri) e il divieto di comunicazione nei confronti dell'ex compagna Sophie Codegoni.  La decisione conferma l'indicazione del Tribunale del Riesame di Milano, dello scorso 28 febbraio, a cui si era rivolta la Procura dopo che il gip aveva scarcerato il deejay accusato di stalking nei confronti dell’influencer conosciuta al Grande Fratello Vip.Il provvedimento è diventato definitivo. Alessandro Basciano, 35 anni, dovrà portare un braccialetto elettronico, se dovesse rifiutare di indossarlo scatteranno gli arresti domiciliari.

Il deejay e influencer – che continua a dirsi estraneo alle accuse – era stato arrestato per stalking lo scorso 21 novembre, quindi subito scarcerato dalla giudice Anna Magelli.Una decisione contro cui la procura aveva fatto appello al Riesame chiedendo gli arresti domiciliari sostenendo il rischio concreto che "possa commettere atti persecutori" nei confronti dell'ex compagna che lo ha denunciato nel dicembre 2023.  La richiesta al Riesame della procuratrice aggiunta Letizia Mannella e del pm Antonio Pansa era stata avanzata dopo quattro giorni dall'interrogatorio della ventitreenne modella che non aveva fatto nessun dietrofront, anzi aveva ribadito ai pm le minacce e gli insulti ricevuto anche via chat, ma soprattutto aveva sottolineato di non aver mai ritirato la querela – presentata nel dicembre 2023 -, e di non essere intenzionata a farlo.

Oggi arriva il primo atto definitivo sulla vicenda. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Orlandi, l’ex Digos: “Fu chiesta liberazione Agca, ma mai data prova esistenza in vita”

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(Adnkronos) – Su Emanuela Orlandi dopo il rapimento "non si ebbe mai prova dell'esistenza in vita della ragazza e lo stesso Ali Agca, all'epoca detenuto in esecuzione pena, in qualche modo si dissociò da questa richiesta di sua liberazione.Si arrivò alla scadenza dell'ultimatum e non furono avviate iniziative per la liberazione concreta di Ali Agca e non fu acquisito alcun elemento che potesse sostenere che la ragazza fosse viva".

A dirlo è Lidano Marchionne, all'epoca dei fatti commissario capo della Polizia di Stato, in servizio presso la Digos di Roma, ascoltato in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.Marchionne ha spiegato di essersi "occupato della vicenda Orlandi marginalmente in quanto all'epoca facevo servizio alla Digos e mi ero occupato delle vicende connesse all'attentato al pontefice: quando venne tirata in ballo la richiesta della liberazione di Ali Agca – come scambio per il rilascio della ragazza – fummo coinvolti anche noi della Digos". "Mi colpì il fatto che l'intervento di un'associazione vicina all'attentatore del Papa e che ne chiedeva la liberazione – ha osservato – venne fatto dopo che il Papa, nella recita dell'Angelus, aveva fatto cenno alla scomparsa della ragazza e stimolato la buona volontà di coloro che avevano responsabilità nella gestione di quel caso".  "Fino a quel momento i contatti erano stimolati dalla diffusione dei manifesti fatti dalla famiglia, erano passati direttamente sui familiari di Orlandi ai telefoni che avevano indicato come recapito e i messaggi erano sostanzialmente dettati dall'intento di tranquillizzare la famiglia – ha proseguito -, tendevano a dare credito all'ipotesi che si fosse in presenza di un allontanamento volontario della ragazza.

Poi, dopo l'intervento del Papa all'Angelus, ci fu una telefonata di persona che richiamò nel contenuto queste telefonate che erano state fatte nella prima fase" e che "nello stesso tempo calò la richiesta di liberazione di Ali Agca in cambio del rilascio di Emanuela Orlandi".  "Si arrivò fino all'ultimatum che avevano fissato", ha proseguito l'ex appartenente alla Digos aggiungendo che "questa trattativa" non andò "in porto perché non ci fu mai prova certa dell'esistenza in vita della ragazza". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rossella Erra: “Mi dicono balena e che sono grossa come il divano della Balivo”

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(Adnkronos) –
Rossella Erra ha denunciato tutti gli insulti che riceve quotidianamente sui social a causa del suo peso.L'opinionista, ospite oggi, mercoledì 30 aprile, di Caterina Balivo a 'La volta buona', ha rivelato di finire nel mirino dei leoni da tastiera "ogni volta che va in trasmissione".  A 'La volta buona' oggi è stato trattato il tema delle diete e dei disturbi alimentari che possono derivare anche dai commenti velenosi riguardo al peso.  A portare la sua testimonianza, tra gli altri, anche Rossella Erra che ha rivelato: "L'ultima volta che sono venuta in trasmissione avevo dichiarato di aver perso 17 chili", e poi ha citato alcuni dei commenti offensivi che ha ricevuto sui social: "Dove li hai persi questi chili?", "Mettiti una giacca arancione e sei uguale al divano della Balivo", "Hai detto la verità?

Dovresti cambiare medico, perché sei uguale a una balena", ha spiegato Erra ricordando gli insulti più gettonati.  Dichiarazioni che hanno gelato gli altri ospiti in studio: "Non pensi che ci sia invidia sociale, perché tu sei in televisione, e quindi colpiscono il tuo punto debole?", ha chiesto Caterina Balivo. "Io non sono molto serena, questa dieta mi sta mettendo a dura prova, anche perché poi cominciano i sensi di colpa", ha aggiunto Rossella Erra che ha ammesso di avere "difficoltà a guardarsi alla specchio".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Formula 1, parata di stelle a Miami: da Messi e Beckham a Jennifer Lopez, vip e glamour

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(Adnkronos) – Il circus della F1 torna a far tappa a Miami dove domenica 4 maggio si correrà la sesta prova del mondiale.In Florida l'attenzione non sarà solo sul duello in pista con le Ferrari che proveranno a mettere le ruote davanti alle McLaren, ma anche, se non soprattutto, fuori pista, ai box, dove si metterà in mostra il lato glamour degli Usa come solo Miami riesce a fare.

A partire dal colore dominante del weekend, che da quelle parti è convenzionalmente chiamato 'Aqua', una specie di colore ufficiale della città e, in particolare, della zona del circuito, intorno all'Hard Rock Stadium, la casa della squadra di football dei Miami Dolphins e dove si svolge a marzo anche il Masters 1000 di tennis, con tutte le migliori racchette del mondo in campo. In onore al colore dominante anche le divise Ferrari, che dopo l'azzurro dell'anno passato saranno prevalentemente bianche.A bordo pista ci sarà anche la fake Marina, un porticciolo messo in piedi solo per i giorni di gare in cui attraccheranno i mega yacht dei vip che poi sfileranno nel paddock.

Attese leggende dello sport da Leo Messi e David Beckham a Michael Jordan, dal fuoriclasse del football Tom Brady all'uomo più veloce del mondo Usain Bolt.Immancabili star di Hollywood come Jennifer Lopez, Matt Damon, Vin Diesel e Michelle Rodriguez, icone della musica come Ed Sheeran, Justine Skye e Camila Cabello, fino alla top model Kendal Jenner.  Atteso il pubblico delle grandi occasioni, le tribune saranno sold out nonostante i prezzi folli: un biglietto vip in tribuna centrale costa circa 28mila dollari, i costi per le altre zone del tracciato viaggiano tra i 500 e i 1800 dollari.

Il circuito cittadino è provvisorio e allestito appositamente per il weekend di F1.La pista, lunga 5,412 chilometri (saranno 57 i giri previsti) prevede 19 curve ed è dotato di tre zone DRS, il tratto rettilineo tra le curve 16 e 17 rappresenta un’opportunità ideale per i sorpassi.

Dell'olandese della Red Bull Max Verstappen il giro più veloce, in 1'29"708 stabilito nel 2023. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Sampdoria: le modalità per l’eventuale rimborso dei biglietti della gara non disputata

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La S.S. Juve Stabia 1907 ha reso note le modalità operative per il rimborso dei biglietti relativi alla partita di Serie BKT contro la Sampdoria, originariamente in programma lo scorso 21 aprile e rinviata. Il rinvio, come comunicato dalla società, è avvenuto a causa della morte del Santo Padre, Papa Francesco.

La gara è stata riprogrammata e si disputerà martedì 13 maggio 2025 alle ore 20:30. La società giallobù informa che i biglietti già acquistati per la data originaria restano validi anche per la nuova data del 13 maggio, consentendo l’accesso allo stadio senza necessità di ulteriori operazioni.

Per venire incontro a coloro che fossero impossibilitati a presenziare all’evento nella data riprogrammata, la Juve Stabia, di comune accordo con il partner di ticketing Etes, ha stabilito la possibilità di richiedere il rimborso del prezzo del biglietto. Le richieste di rimborso potranno essere effettuate entro e non oltre le ore 17:00 di giovedì 8 maggio 2025.

Per gli acquirenti che hanno comprato il proprio biglietto on line, la procedura di rimborso prevede l’invio di una specifica richiesta tramite posta elettronica. L’indirizzo email a cui inviare la richiesta è il seguente: rimborsi@etes.it.

Coloro che invece hanno acquistato il biglietto presso una delle ricevitorie autorizzate dovranno recarsi direttamente nel medesimo punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto per richiedere il rimborso del biglietto della gara in oggetto.

Sinner, allenamento a Montecarlo con Sonego: Jannik corre verso Roma – Video

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(Adnkronos) – Jannik Sinner e l'allenamento con Lorenzo Sonego verso gli Internazionali d'Italia.Sonego lo aveva detto qualche tempo fa in un'intervista al quotidiano La Repubblica: "Sto con Sinner, sarò felice di allenarmi con lui appena finirà lo stop.

Jannik può sempre contare su di me.E l'attesa non farà che aumentare la sua voglia".

Proprio ieri, il numero uno al mondo si è allenato a Montecarlo con il compagno di squadra in Coppa Davis, in vista del gran rientro agli Internazionali di Roma.   Scambi intensi, pause, qualche risata.Anche oggi Jannik si è divertito sul campo con Sonego per qualche ora, intento a riprendere familiarità con la terra rossa in vista del debutto del Masters 1000 capitolino.

E sui social, tantissimi tifosi hanno apprezzato la vicinanza tra i due azzurri.Fotografia di un legame d'amicizia capace di superare i confini del campo da tennis.

Il countdown per il ritorno avanza così.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’economia Usa frena, Trump: “Colpa di Biden, Paese prospererà”

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(Adnkronos) – Donald Trump punta ancora il dito contro il suo predecessore Joe Biden, imputandogli le difficoltà economiche che attraversa il paese, subito dopo la divulgazione di nuovi dati che confermano la contrazione dell'economia nei primi tre mesi del 2025.  "Io non sono entrato in carica a gennaio 2025", ha scritto in un post su Truth. "I dazi entreranno presto in vigore e le aziende stanno iniziando a trasferirsi negli Stati Uniti in gran numero.Il nostro Paese prospererà, ma dobbiamo liberarci dell' 'eccedenza' Biden". "Ci vorrà un po' di tempo – si legge ancora – non ha nulla a che vedere con i dazi, solo che ci ha lasciato con numeri negativi, ma quando inizierà il boom, sarà come nessun altro.

Siate pazienti". La franata del Pil Secondo i dati diffusi oggi, il prodotto interno lordo statunitense, è diminuito dello 0,3% nel primo trimestre dell'anno, rispetto al 2,4% dell'ultimo trimestre del 2024, secondo i dati preliminari pubblicati mercoledì dal Dipartimento del Commercio.La contrazione, la prima dall'inizio del 2022, pone gli Stati Uniti sull'orlo di una recessione tecnica, caratterizzata da due trimestri di crescita negativa.

Il calo dell'attività si verifica in concomitanza con un forte calo della fiducia dei consumatori , che ad aprile è scesa del 32%, raggiungendo il livello più basso dalla recessione del 1990. La prima rilevazione del prodotto interno lordo (PIL) durante il secondo mandato del presidente Donald Trump era molto attesa, soprattutto alla luce dei dazi varati nelle scorse settimane.La maggior parte degli economisti non si aspettava una contrazione della più grande economia mondiale nei primi mesi del 2025, nonostante diversi indicatori suggerissero un rallentamento della crescita.

Secondo i medi americani, il calo del Pil statunitense nell'ultimo trimestre è dovuto a un forte aumento delle importazioni dall'inizio dell'anno.Tale aumento è stato ampiamente attribuito alla guerra commerciale del nuovo presidente, poiché le aziende statunitensi hanno ordinato più beni dall'estero prima dell'entrata in vigore dei dazi Il dato odierno segue la stima del Fondo monetario internazionale che la scorsa settimana nel World Economic Outlook aveva previsto per il Pil degli Stati Uniti un aumento dell'1,8% quest'anno, in calo rispetto alla stima di gennaio pari a +2,7%.   Trump ha poi annunciato che il suo team legale sta "valutando attentamente" una potenziale azione legale contro il New York Times, criticato per la copertura la copertura della sua causa legale contro la Paramount, proprietaria della CBS.

Tutto ciò "li rende responsabili di interferenze illecite, anche nelle elezioni, che stiamo studiando attentamente", ha affermato. Il punto – scrive – "è che ciò che 60 Minutes e i suoi proprietari hanno commesso è uno dei più gravi illeciti nella storia delle trasmissioni.Nulla di simile, la creazione illegale di una risposta per un candidato presidenziale, è mai stato fatto prima, devono pagare un prezzo per questo, e anche il Times dovrebbe essere chiamato a rispondere del loro probabile comportamento illegale. È fondamentale che questi bugiardi e truffatori siano chiamati a rispondere delle loro azioni!".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, carta d’identità elettronica: nuovi open day il 3 e il 4 maggio

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(Adnkronos) – Il 3 e 4 maggio tornano a Roma gli open day, dedicati alla carta d'identità elettronica (Cie).Previste aperture straordinarie degli uffici anagrafici del Municipio XV, nella giornata di sabato 3 maggio, e degli ex Punti Informativi Turistici di piazza delle Cinque Lune, piazza Sonnino e piazza Santa Maria Maggiore che, insieme al punto di rilascio di Via Petroselli 52, saranno attivi anche domenica 4 maggio. La sede del Municipio XV di via Enrico Bassano 10 e quella di piazza di Saxa Rubra 19 saranno aperte sabato 3 maggio dalle 8.30 alle 16.00.

Per quanto riguarda gli sportelli ex Pit di piazza delle Cinque Lune, piazza Sonnino, piazza Santa Maria Maggiore, come per la sede di via Petroselli 52, il loro orario di apertura per sabato 3 maggio sarà dalle 8.30 alle 16.30, mentre domenica 4 maggio saranno aperti dalle 8.30 alle 12.30. Per poter richiedere la carta d’identità in occasione degli Open Day è sempre obbligatorio l’appuntamento, che si può prenotare a partire dalle ore 9.00 di venerdì 2 maggio fino a esaurimento disponibilità sul sito Agenda Cie del Ministero dell’Interno.Per espletare la richiesta bisognerà presentarsi muniti di prenotazione, di fototessera, di una carta di pagamento elettronico e del vecchio documento. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Max Giusti apre ‘La Pisanella’: “Il primo ristorante tutto mio”. L’esilarante annuncio

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(Adnkronos) –
Max Giusti ha aperto un ristorante tutto suo e lo ha chiamato 'La Pisanella'.Con un esilarante video condiviso sul suo profilo Instagram, il comico ha annunciato la grande novità dando una piccola anticipazione del menù.  Max Giusti si è servito delle sue imitazioni più conosciute, come quella di Antonino Cannavacciuolo e Alessandro Borghese, per annunciare l'apertura del suo primo ristorante.  "Primi piatti straordinari, polpetteria, pizzeria, antipasti al tagliere", dice Giusti mentre il video mostra i piatti che hanno fatto gola agli utenti. "Aperitivo e cena a bordo piscina", prosegue il comico, mostrando alcune zone della location, che si trova al Play Pisana, centro sportivo di Roma situato in Via dei Matteini, 35.  "Ragà ho controllato pure la cappa è pulita, morta**i sua", dice Giusti con la voce di Alessandro Borghese, facendo un chiaro riferimento alle ispezioni del cuoco in 'Quattro ristoranti'. "Basta mi avete rotto, quando parlo io dovete star zitti io vi ho creato e io vi disfo, capito?", conclude il comico parlando con le 'voci' nella sua testa.  "Per fortuna io sto lontano dai fornelli, perché in cucina ci sono i nostri chef e pizzaioli.

Ma come cameriere…Non temo nessuno.

Vi aspetto", aggiunge Giusti a corredo del video. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Referendum, Festi (Cgil): “Raggiungere il quorum e vincere è fondamentale”

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(Adnkronos) – “Vogliamo tenacemente tenere aperta una prospettiva diversa, per una società più giusta, costituzionale e libera dalle mafie, occorre difendere il lavoro e applicare la Costituzione, e per questo raggiungere il quorum e vincere i referendum è fondamentale”.Lo ha affermato Alessio Festi, responsabile politiche della legalità della Cgil nazionale, aprendo a Palermo la II assemblea nazionale contro mafia e corruzione che si tiene ogni anno il 29 aprile nel capoluogo siciliano in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Pio La Torre. “A nostro avviso – ha aggiungo il dirigente sindacale – i referendum dell’8 e 9 giugno sono un momento fondamentale.

Fondamentale per la condizione delle persone, per i loro diritti, fondamentale per il lavoro e la sua sicurezza, in fondo…ed è questo il punto centrale, fondamentale per la qualità stessa della democrazia (che sta fortemente regredendo) e fondamentale per il futuro del Paese”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mister Pagliuca: “Domani contro il Catanzaro saranno fondamentali l’ambiente e i tifosi. Dobbiamo dare tutto”

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Alla vigilia della sfida contro il Catanzaro, in programma domani giovedì 1 maggio alle ore 12:30, il tecnico della Juve Stabia, Guido Pagliuca, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha sottolineato l’importanza della partita e del sostegno dei tifosi.

“Domani ci attende una partita difficile, contro una squadra molto forte,” ha esordito Pagliuca, “allenata da un mister bravissimo che a Castellammare ha lasciato un ottimo ricordo. Nella gara di domenica non abbiamo espresso il nostro vero valore: dobbiamo tornare a fare ciò che sappiamo, per noi e per Castellammare.”

Il mister ha poi parlato delle scelte di formazione, basate sull’impegno settimanale dei giocatori: “Le mie scelte saranno basate su quanto vedo durante la settimana, puntando su chi ha la fame negli occhi. Potrebbe anche capitare che in panchina si siederà chi ha giocato oltre 30 partite quest’anno. Voglio vedere il fuoco ardere in tutti i calciatori, quelli giocheranno”

Pagliuca ha ricordato il percorso della squadra, dalla lotta per la salvezza alla vittoria del campionato: “All’inizio dello scorso campionato, a Luglio, cercavamo semplicemente cinque squadre da lasciarci alle spalle e invece siamo riusciti a conquistare qualcosa di inimmaginabile: la vittoria del campionato con 10 punti di vantaggio su quella che poi quest’anno ha vinto il campionato di serie C. Anche quest’anno cercavamo le 5 squadre da mettere sotto a noi ragionando su un calcio sostenibile a livello economico. In questo campionato abbiamo valorizzato tanti giovani e ora ci troviamo a giocare qualcosa che rappresenta la storia per Castellammare. Non dobbiamo dare però nulla per scontato, come se tutto fosse dovuto.”

Un appello importante è stato rivolto ai tifosi: “Domani sarà fondamentale l’ambiente: la nostra gente, i nostri tifosi. Mi farebbe piacere che chi verrà allo stadio capisca che deve scendere in campo con noi, essere parte attiva del nostro sogno, magari indossando maglietta e pantaloncini gialloblù”

Capitolo infermeria: “Purtroppo Buglio ha concluso la sua stagione regolare, non si sa per i playoff (ride e dice è la prima volta che mi sentite pronunciare questa parola): mi dispiace molto, è un ragazzo eccezionale e si era meritato di giocarsi questo momento. In compenso, abbiamo recuperato Adorante, che oggi è tornato ad allenarsi con il gruppo e sarà valutato se farlo giocare dal primo minuto o a gara in corso. Abbiamo recuperato anche Rocchetti, praticamente tolto Buglio ci siamo tutti.”

Il tecnico ha concluso con una carica per la partita: “Domani dobbiamo andare forte, dare tutto. È una partita fondamentale, perché questo è un momento importantissimo per noi: per la squadra, per la società e per l’ambiente che ci circonda.” Sul paragone con gli altri allenatori, in particolare Fabio Caserta ha risposto così: “Io penso soprattutto al mio percorso, non ai paragoni con gli allenatori del passato. Sto dando tutto per questo club, e in cambio sto ricevendo tanto affetto, questa va detto.”

“Blanco è tornato”: l’annuncio ufficiale sui social e lo spoiler del nuovo brano

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(Adnkronos) – "9 maggio", questo è l'unico indizio che Blanco ha lasciato ai suoi fan prima di fare ufficialmente il suo ritorno nella musica.Il cantante bresciano sarebbe pronto a lanciare il suo nuovo progetto discografico e lo ha fatto pubblicando un video su Instagram in cui appare sospeso a mezz'aria in quello che sembra essere il set di un videoclip. "Sto tornando", scriveva Blanco sui social lo scorso 31 settembre 2024.

Un ritorno che i fan aspettavano da tanto tempo.Anche se negli ultimi mesi si è parlato tanto della sua penna da autore: Blanco, in arte Riccardo Fabbroni, quest'anno infatti ha firmato tre brani in gara al Festival di Sanremo 2025 ('La cura per me', 'Lentamente' e 'Se t'innamori muori').

Ma ora è ufficiale: torna con un nuovo disco.   Nel video pubblicato sui social, il 22enne ha lanciato un piccolo spoiler sul brano che potrebbe essere il prossimo singolo: "Torni a sorridere, era quello che m'interessava", canta Blanco.  Immediata la reazione dei fan: "Aspettavamo tutti il tuo ritorno", ha commentato un utente. "Sono passati 84 anni…", ha scherzato un altro.Tra i commenti spunta anche quello di Michelangelo, il produttore di Blanco, che ha aggiunto l'emoticon della bobina di pellicola cinematografica.

E Tananai che ha scherzato: "Tenetelo lì appeso che è pericoloso", scatenando l'ilarità degli altri utenti.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Moioli: “L’oro ai Mondiali chiusura di un cerchio, ora voglio godermi Milano Cortina”

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(Adnkronos) – La svolta si lega a un incontro casuale e a un regalo fortunato. “Prima di partire per i Mondiali, una ragazza in palestra mi ha regalato un braccialetto con una farfalla.In quel momento, sognavo di essere quell’animale.

Ma non una farfalla che vola, una che attacca”.Michela Moioli lo racconta in esclusiva all’Adnkronos e quasi si commuove dopo l’ennesimo trionfo.

La ragazza dei record dello snowboard azzurro ha archiviato un’altra stagione da favola, chiudendo il cerchio di una carriera costellata di successi con l’oro nel cross ai Mondiali di Engadina. “Prima di scendere in pista me lo ripetevo come un mantra.E rivedevo la leggerezza e la potenza del battito di quelle ali.

Si nota pure in qualche video della finale, in cui inquadrano il mio labiale.Era una sorta di dialogo interiore, per stare sul pezzo”.  
Moioli è tornata a volare per prendersi l’unico titolo mancante nel suo palmares, dopo l’oro olimpico del 2018 e tre Coppe del Mondo.

Ma una caduta avrebbe potuto compromettere tutto…
 "È successo nel training.Un paio di giorni prima della finale, in un punto in cui sono andati giù tanti atleti.

Mi ha obbligato a non pensare alle medaglie e ai risultati, ma a concentrarmi solo su me stessa.Cercando di gestire il dolore per arrivare in gara e provare a dare il meglio.

Mi sono tolta tante aspettative di dosso, non volevo e non potevo pretendere troppo da me”.  
Qual è stata la chiave?
 “Una caduta a due giorni dalla finale dei Mondiali non fa piacere. È stato fastidioso, ma insieme alla squadra, al mio preparatore e al fisioterapista abbiamo gestito bene la situazione.Mi sono concentrata sull’affrontare tutto a piccoli passi”.  
Cosa lascia una stagione così particolare?
 “Ho avuto momenti di difficoltà, non lo nascondo.

Problemi fisici, ma anche personali.Situazioni abbastanza impegnative.

Ciò che mi porto dietro è l’aver imparato ad affrontare i problemi, a starci dentro senza scappare.Viverli nonostante la fatica mi ha permesso di andare avanti.

Porterò l’insegnamento con me, perché nella vita certe situazioni capitano e aver imparato a navigare con consapevolezza è una forza che in passato non avevo”.  
L’istantanea della stagione?
 “Dico il fotofinish dei Mondiali, lo scatto con cui ho conquistato l’oro.Quella finale riassume Michela.

Ho vissuto mesi in bilico, ma nella gara giusta sono riuscita a fare la cosa giusta nel momento giusto.Ed è ciò che resta.

Penso anche alla foto di tutta la mia squadra sul podio e sorrido.Abbiamo tribolato parecchio, la medaglia è stata la giusta ricompensa”.  
In una recente intervista al settimanale Sportweek ha parlato dei continui paragoni con il genere maschile per esaltare una grande prestazione sportiva femminile.

Perché ha sottolineato questo aspetto?
 “Ho constatato una tendenza della nostra cultura, senza generalizzare.Siamo abituati a utilizzare il termine maschile come paragone, addirittura i miei allenatori mi dicono ‘Vai forte come un uomo’.

Ecco, vorrei che un giorno a un bambino o a una bambina si dicesse ‘Wow, scendi come Moioli’. È giusto che ci siano punti di riferimento non solo maschili”.  
A proposito di bambini, tanti la guarderanno e sogneranno con lei alle prossime Olimpiadi.
 “Con i Mondiali ho chiuso un cerchio, volevo la vittoria per completare il mio percorso da atleta.Ora arriverò a Milano Cortina, la mia quarta Olimpiade, con molta più serenità. È un cambiamento di approccio.

Voglio godermela, non capita a tutti di giocarsi un evento così in casa.Poi, al cancelletto mi si chiuderà la vena e vorrò vincere.

Stavolta proverò a sfruttare la maturità e l’esperienza che non avevo”.  
Le gare di snowboard saranno a Livigno, che conosce molto bene.
 “Non abbiamo ancora provato il percorso, perché stanno ultimando i lavori, ma mi auguro che a dicembre ci sia la possibilità di farlo.Per il resto, ho familiarità con il territorio e le sue piste, è un vantaggio perché c’è la sensazione di stare a casa.

In termini di atmosfera e logistica”.  
Familiarità, in gara, significa anche visualizzazione.Che lavoro si fa in questo senso?
 “Io di solito visualizzo la gara durante e dopo l'inspection, prima delle prove e delle finali. È un po' fare la pista in anticipo.

Sappiamo come funziona la psicologia, immaginare il gesto è già portare il corpo oltre.Così sembrerà un film già visto. È fondamentale pensarsi sul tracciato, meglio se davanti agli avversari.

Negli anni l’ho imparato e oggi cerco di insegnarlo ai giovani, visto che non tutti conoscono questa tecnica”.  
A proposito, le capita mai di dare consigli a chi vuole tuffarsi in questo sport?
 “È sempre bello trasmettere qualcosa, o almeno provarci.Anche se non è facile trasferire l’esperienza, il vissuto, le proprie conoscenze.

Quando su 100 cose ne passano 5 o 6, è già un ottimo risultato.Con la mia compagna di squadra Lisa Francesia Boirai si è creato un bellissimo rapporto. È molto più giovane di me, ma penso di averle lasciato belle cose.

Se qualche anno fa lo avessero fatto anche con me, di sicuro sarebbe stato più facile”.  
Chi è Michela Moioli fuori dalla pista?
 “Una ragazza normale.Faccio cose straordinarie nello sport, ma anche noi atleti vogliamo trascorrere momenti di pace e tranquillità a casa.

Io amo stare con le mie nipotine Aurora e Camilla, portare il cane a spasso, uscire con le amiche.E sono sempre una malata di sport.

Non riesco a stare un giorno ferma, che sia bici, skate o surf.Ho la fortuna di condividere queste passioni con gli amici”.  
E poi c’è lo studio, visto che frequenta la facoltà di Scienze Motorie.

Come si coniuga con la vita da sportiva professionista?
 "Non è facile, io sono iscritta a un programma dual career per atleti all'Università di Bergamo e c’è flessibilità per le date degli esami.Bisogna studiare sempre, ma ci sono periodi dell’anno dove riesco di più, come l’estate, e altri in cui non tocco libri per due o tre mesi.

Dipende.Lo studio mi piace anche perché metto la testa su qualcosa che non riguarda per forza lo snowboard.

Inoltre, il cervello va allenato.Come il fisico”.  
Come vorrebbe sfruttare gli studi tra qualche anno?
 “Trasmettendo la mia passione, ciò che ho imparato in pista ma anche fuori.

Collaboro già con una scuola di sci a Bergamo e mi piacerebbe fare con loro un bel progetto sullo snowboard, visto che hanno anche una struttura estiva che permette ai ragazzi di sciare tutto l’anno con costi contenuti.Senza sottovalutare la parte di palestra e preparazione”.  
Da Bormolini a Fischnaller, gli azzurri dello snowboard hanno vinto tutto in stagione.

Come ha fatto l’Italia a raggiungere questi livelli?
 “L’atleta va al cancelletto, ma dietro c’è una macchina che lavora tutto l’anno.Lo snowboard alpino ha vissuto una stagione eccezionale e sono tutti fortissimi, forse proprio questo aiuta.

Ci tiriamo uno con l’altro e la competizione è positiva.Spinge sempre a fare meglio”.  
Il gruppo azzurro ha vissuto in queste settimane il grave infortunio di Federica Brignone.

Vi siete sentite?
 “Non ancora, credo che in questo momento abbia voglia e bisogno di stare con sé stessa.Sta passando una cosa forte, ma sono convinta che troverà il modo di venirne fuori alla grande”.  
Di Brignone si è parlato molto per il ruolo di portabandiera.

Lei hai avuto l’onore nel 2022…
 “E non lo dimenticherò.A Pechino faceva un freddo cane, ma io ero sudatissima per l’agitazione.

Poi, alla consegna del tricolore, ho versato qualche lacrima e ho ripensato al mio percorso. È stata una giornata impegnativa, ma memorabile”.Magia delle Olimpiadi. (di Michele Antonelli) —milano-cortina-2026/protagonistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto l’uomo che uccise Gucci, trent’anni fa l’omicidio che scosse l’Italia

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(Adnkronos) – Dopo trent'anni dall'omicidio di Maurizio Gucci, Benedetto Ceraulo ha rivolto una pistola contro di sé e si è ucciso.Una settimana di agonia, poi l'uomo di 63 anni – di cui 28 trascorsi dietro le sbarre – diventato famoso per aver sparato quattro volte uccidendolo contro l'erede di una delle più grandi case di moda si è spento in ospedale dopo aver sparato due colpi di pistola detenuta illegalmente contro il figlio (ferito in modo non grave) 'colpevole' di un graffio all'auto.   Una scena non tanto dissimile da quella del 27 marzo 1995 quando Ceraulo decise di uccidere per soldi.

Sono le 8.30 quando Gucci, 47 anni, esce dalla sua casa di corso Venezia a Milano e percorre a piedi il breve tratto di strada che lo separa dal suo ufficio, in via Palestro 20.Non si accorge che un uomo lo segue e che quando l'imprenditore entra nell’androne l'assassino gli spara tre colpi: uno va a vuoto, uno ferisce Gucci alla spalla e l'altro al gluteo.

Mentre si gira, Gucci viene raggiunto dal quarto colpo mortale alla tempia.Il killer punta l'arma contro il portiere dello stabile e spara due volte ferendo l'uomo al braccio sinistro, quindi il killer sale sul sedile di una Renault Clio verde guidata da un’altra persona e scappa. L'omicidio Gucci svela un delitto pianificato e compiuto da un gruppo di personaggi improbabili: ci verrà un anno e mezzo e un agente sotto copertura per arrivare alla pista giusta e scoprire il mandante dell’omicidio.

Le indagini del pubblico ministero Carlo Nocerino e della polizia si concentrano sul patrimonio di famiglia e sulle faide per il controllo di una maison di successo.Ma al lusso e al mantenere il suo ruolo di first lady mira anche Patrizia Reggiani, per 13 anni moglie di Gucci e madre dello loro due figlie, che non accetta la separazione e il nuovo amore dell'ex compagno.

Quando Maurizio Gucci chiede il divorzio, l'ex moglie trasforma il rancore in piano criminale e ripete in più occasione che vorrebbe ammazzare il marito.Battute scherzose che celano la verità.   La svolta nelle indagini arriva nel gennaio del 1997, quando un informatore della polizia contatta il capo della Criminalpol milanese, dicendogli che ha una storia interessante da raccontargli: Ivano Savioni, il portiere di un albergo a una stella in via Lulli, gli ha raccontato e ripetuto di aver preso parte all’omicidio di Maurizio Gucci e di essere stato pagato 50 milioni di lire.

E' un poliziotto infiltrato a raccogliere le confidenze di Savioni sul delitto.In un'intercettazione telefonica Pina Auriemma, ex proprietaria di due boutique nel Napoletano, maga dilettante e amica di Reggiani, si dice preoccupata per le indagini, ma poi rassicura l'amico Savioni: "Dammi retta, Iva': se non facciamo qualche cazzata, non ci piglieranno mai".  Li arrestano poche settimane dopo.

Per gli investigatori il quadro è chiaro: Reggiani ha incaricato Auriemma di trovare qualcuno che si incarichi di uccidere il marito.La 'maga' chiede a Savioni il quale contatta l’amico Orazio Cicala, ex titolare di una pizzeria e di una pasticceria ad Arcore, fallito per i debiti accumulati con il gioco.

Cicala assolda il sicario Benedetto Ceraulo.  L’omicidio costò a Reggiani 600 milioni di lire: 50 per l'amica, 50 per Savioni, 350 per Cicala e 150 per il sicario Ceraulo.Nel novembre 1998 Reggiani e Cicala furono condannati a 29 anni di carcere, come mandante dell’omicidio e autista dell’assassino; a Ceraulo come esecutore materiale fu inflitto l’ergastolo; per Auriemma la pena stabilita fu di 25 anni di reclusione per favoreggiamento, mentre Savioni ricevette una condanna a 26 anni come organizzatore dell’assassinio.

Nel processo d’appello la condanna a Patrizia Reggiani scese a 26 anni.Tutti hanno finito di scontare la loro condanna per il delitto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sabatelli (Nemo Gemelli): “Per malati Sla modello di riferimento”

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(Adnkronos) – "La nostra attività è in continua crescita, perché il fatto che si sappia che qui le persone con Sla, sclerosi laterale amiotrofica, e con malattie muscolari ricevono un'attenzione a 360 gradi ha fatto sì che la richiesta stia aumentando sempre di più.E' un momento bello di attività che conferma" come "l'idea che ha avuto Alberto Fontana – cioè che 'la sanità vada ripensata secondo i nuovi bisogni, i bisogni che si creano nelle persone' – era giusta.

Dopo 10 anni di attività devo dire 'come mai non l'abbiamo pensato prima?', e ancora 'impossibile che altri non si adeguino a un modello di tipo multidisciplinare' come questo".Così Mario Sabatelli, direttore del Centro clinico Nemo adulti del Policlinico Gemelli di Roma, in occasione della cerimonia di intitolazione – oggi al Gemelli – del centro alla beata Armida Barelli, cofondatrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, scomparsa nel 1952 a causa della Sla, nel giorno in cui se ne ricorda la beatificazione avvenuta il 30 aprile 2022. "Con l'evento", aggiunge il segretario del Centro clinico Nemo Alberto Fontana, "rinnoviamo il nostro desiderio di rendere possibile la sconfitta della sclerosi laterale amiotrofica: crediamo che l'unione tra scienza e fede sia lo strumento migliore per combattere questa battaglia". L'area adulti del Centro clinico Nemo Roma è attiva dal 2015 con 10 posti letto.

Nell'ultimo anno si è preso cura di circa 1.200 persone, con oltre 300 ricoveri, di cui 80% con Sla: dei 400 nuovi pazienti presi in carico nel 2024, sono 230 le persone con sclerosi laterale amiotrofica e più della metà sono nuove diagnosi. "Abbiamo bisogno che sia diffuso il modello dei centri Nemo – sottolinea Sabatelli – il modo di pensare l'assistenza che Nemo ha portato".Si tratta di "un'organizzazione multidisciplinare dedicata alle persone con malattie muscolari che non respirano, non deglutiscono, non si muovono.

Non c'è nessun’altra struttura che è organizzata così: fisioterapisti, infermieri, medici.Noi siamo insieme: pneumologi e neurologi che lavorano fianco a fianco e non con un rapporto di consulenza.

Questo fa una differenza enorme". Dopo 30 anni in un reparto normale, con l'esperienza dei Nemo, "la mia riflessione è: 'Come ho fatto a lavorare quei 30 anni prima?'.Ho lavorato in un reparto di Neurologia – ricorda Sabatelli – con i consulenti che venivano, i terapisti che passavano per un'ora al giorno.

Il paziente con problemi respiratori attaccato a macchine rappresentava quasi un impiccio.Invece in questo reparto il paziente complesso è il centro della nostra attività.

Prima era considerato una sorta di peso, ed è così, perché sono persone" che hanno un forte impatto "sul piano economico, assistenziale, gestionale.In questo reparto dedicato a loro si è creata una svolta totale". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)