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Store manager Milano: ”pago 5mila euro ogni mese per proteggere me e i miei ragazzi”

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(Adnkronos) – Una giornata che inizia evitando le borseggiatrici sulla metro; che prosegue tentando di evitare le aggressioni degli sbandati sulla via per il lavoro; e che non si sa mai come termina.Giorno dopo giorno il copione non cambia, l’incertezza che avvolge la quotidianità.

Di sicuro c’è solo una cosa: il bonifico di cinquemila euro che ogni mese deve inviare di tasca sua per pagare una agenzia che garantisca l’incolumità a lei e ai ragazzi e alle ragazze che lavorano nel suo bar, tra il Pirellone e la Stazione Centrale di Milano.  Si chiama Luana ed è la store manager di un moderno caffè in uno dei luoghi simbolo di Milano, frequentatissimo da turisti e viaggiatori appena arrivati nel capoluogo della Madonnina, oltre che da giovani studenti e lavoratori che in quel locale trovano volti sorridenti, diventati per molti familiari, che aiutano ad iniziare le giornate con un po’ di ‘dolcezza’ e calore umano.Sembrerebbe tutto molto bello, se non fosse che per Luana e il suo gruppo di lavoro, recarsi al lavoro è una vera e propria lotta quotidiana: “Il problema della sicurezza è reale, anzi realissimo -dice all’Adnkronos- noi lo vediamo sin dalle prime ore della mattina, per tutto il giorno”.  “Per me -spiega- significa svegliarmi al mattino sapendo che in metro dovrò stare attenta alle borseggiatrici, poi quando, dalla Stazione Centrale dovrò uscire per attraversare la piazza, per raggiungere il mio posto di lavoro, dovrò guardarmi le spalle per difendermi da scippatori e malintenzionati che in questa zona sono davvero tanti.

E poi non sai mai che cosa capiterà nel corso della giornata”.Perché malgrado ci troviamo di fianco al Pirellone, “qui davanti sembra terra di nessuno”.  “Una mattina, ad esempio, sono arrivata insieme ad una collega per aprire il bar; dal nulla è spuntato un senzatetto che senza alcun motivo mi ha tirato un pugno in mezzo al petto, scaraventandomi addosso alla vetrata.

Per fortuna poco distante c’era un cliente che stava aspettando l’apertura, che ha avuto il coraggio di non girarsi dall’altra parte, ma è intervenuto salvandoci da conseguenze peggiori.Insieme abbiamo subito chiamato le forze dell’ordine, e abbiamo dovuto aspettare venti minuti prima che arrivasse qualcuno.

E quando sono arrivati hanno portato via quel pazzo e io ho sporto denuncia”.Come è finita? “Che dopo qualche ora il pazzo era di nuovo qua”.  A quel punto, “con la mia azienda abbiamo deciso di organizzarci e chiamare una agenzia di security, per poter avere degli addetti alla sicurezza a presidio del locale.

Inizialmente i bodyguard coprivano tutto l’arco delle ore di apertura del bar, ma ora abbiamo dovuto ridurre il servizio a due fasce di intervento, una in apertura e una in chiusura, per limitare i costi perché erano davvero troppo gravosi per noi.Calcolando che ci veniva a costare circa cinquemila euro al mese, totalmente a nostro carico”.

Malgrado la presenza della sede della Regione Lombardia e l’arrivo dei presidi dell’esercito sul piazzale antistante la stazione, da qualche anno, la situazione purtroppo non migliora: “I presìdi dell’esercito sono un po’ un deterrente, è vero, ma purtroppo i soldati non possono intervenire per situazioni come quelle a cui dobbiamo far fronte noi quotidianamente: qualche giorno fa alcuni sbandati si sono presi a bottigliate, c’era sangue dappertutto, un delirio.I militari non sono potuti intervenire, hanno dovuto chiamare anche loro le forze dell’ordine”.  E allora, “se potessi parlare con il sindaco Sala, gli chiederei più tutela per i cittadini perché vivere qui è diventato veramente pericoloso.

Io vengo da Vigevano e il degrado che ho visto crescere in questi ultimi dieci anni è qualcosa di mai visto.A casa ho una figlia di 18 anni e non voglio che venga a Milano perché viaggiare sui mezzi è diventato troppo pericoloso, girare per le vie del centro è diventato pericoloso, ovunque ci sono pericoli.

Se dovessi scegliere se farla lavorare qui o lasciarla andare all’estero?Direi ovunque, ma non a Milano”. (di Cristina Livoli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trapianti, 40mila di staminali cordonali nel mondo: in Italia poche donazioni

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(Adnkronos) – Ha trasformato il corso di oltre 80 malattie, tra cui leucemie, linfomi, anemie e problemi immunitari.E’ il trapianto di cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale di cui, dal 2017, si celebra la Giornata mondiale il 15 novembre.

Nell’occasione, oggi a Roma, esperti del settore e famiglie hanno condiviso esperienze e testimonianze all’incontro ‘La rivoluzione delle cellule staminali cordonali: 35 anni dopo’, realizzato con il contributo di Sorgente, gruppo FamiCord.Attualmente – spiega una nota – sono oltre 40mila i trapianti effettuati a livello globale, ma risultano ancora poche le donazioni in Italia: un po’ meno di 7mila nel 2022, di cui meno di 400 unità conservate in una banca pubblica. Il primo trapianto – realizzato il 6 ottobre 1988 a Parigi da un team internazionale – ha curato Matthew Farrow, un bambino americano di 5 anni affetto da anemia di Fanconi che ha ricevuto le cellule staminali provenienti dal cordone ombelicale della sorella minore Alison.

Come anche nel primo caso, il trapianto di cellule staminali rappresenta una tecnica salvavita, ma è difficile trovare un donatore compatibile, anche all’interno dei registri internazionali, ed è necessario agire in tempi rapidi. “La diagnosi di anemia di Fanconi, una malattia genetica rara caratterizzata da una progressiva insufficienza del midollo osseo – spiega lo stesso Farrow – è arrivata quando avevo all’incirca due anni e mezzo di età”.All’epoca l’unica speranza era un trapianto di midollo osseo, ma in famiglia non c’era nessun donatore compatibile.

I genitori pensarono a un terzo figlio.  “Mentre mia madre era incinta di mia sorella minore, Alison – continua il primo trapiantato – si scoprì” che non era portatrice della malattia e che sarebbe stata “un donatore perfettamente compatibile”, ma per poter donare il midollo ci sarebbe servito troppo tempo. “Il team di ricercatori diretto dal dottor Hal Broxmeyer propose di utilizzare il sangue cordonale di mia sorella Alison per il mio trapianto.A febbraio del 1988 Alison nacque e il suo sangue cordonale venne raccolto, processato e criopreservato.

Dopo dieci mesi, all’età di cinque anni, mi venne infuso il sangue cordonale di mia sorella minore dandomi così una seconda chance di vivere”. Nel cordone ombelicale che viene tagliato dopo la nascita del bambino, permane del sangue cordonale.  “Si tratta – afferma Carolina Fossati, ematologa e socio fondatore della Accademia di medicina rigenerativa (Abri) – di un’ottima risorsa alternativa per tutti quei pazienti che non trovano un donatore compatibile.Infatti, le unità di sangue cordonale donate sono disponibili a priori nelle banche nazionali e quindi utilizzabili prontamente in caso di trapianto urgente”. Rispetto alle cellule staminali provenienti da midollo osseo o da sangue periferico, le cordonali sono migliori “in quanto il sistema immunitario dei neonati – continua Fossati – non è ancora perfettamente sviluppato, le cellule sono più giovani, hanno una maggior capacità di autorinnovamento e differenziamento, sono maggiormente compatibili e a minor rischio di rigetto, pertanto il sangue cordonale può essere trapiantato anche in caso di non perfetta compatibilità tra ricevente e donatore, cosa invece impossibile nel caso di cellule staminali provenienti da un adulto”.  Secondo un’indagine del Centro nazionale sangue, nel 2022, su quasi 250 mila parti avvenuti in strutture attrezzate per la raccolta – circa il 64% dei parti – le donazioni sono state poco meno di 7mila, pari al 6,3%.

Purtroppo, solo il 5% dei materiali donati viene conservato in una banca pubblica (0,1% del totale).In Italia, inoltre, non è consentita, presso strutture pubbliche, la raccolta e la conservazione del sangue cordonale per i propri congiunti, tranne in caso di patologie.

E’ infatti permessa solo per ‘uso altruistico’, che però nel 95% dei casi non va a buon fine non consentendo l’effettiva conservazione del campione nelle banche pubbliche.Per poter conservare il cordone ombelicale, rendendolo disponibile solo per la propria famiglia, attraverso una conservazione privata familiare, è necessario rivolgersi a banche private.  “La raccolta del sangue del cordone ombelicale – spiega Irene Martini, Direttore scientifico Sorgente, Gruppo FamiCord – è una procedura sicura, priva di rischi sia per la mamma sia per il bambino.

Una volta che il cordone ombelicale viene tagliato, viene prelevato il sangue dalla parte del cordone ombelicale collegata alla placenta, senza arrecare quindi alcun danno o disturbo al neonato.Di solito un’ostetrica qualificata raccoglie il campione utilizzando un kit di raccolta consegnato all’ospedale dai genitori, immediatamente prima del parto, che viene ritirato e trasportato al laboratorio da una persona autorizzata dalla banca”. “La nostra mission – aggiunge Roberto Marani, Amministratore delegato Sorgente, Gruppo FamiCord – è essere al fianco delle famiglie e di tutti coloro che soffrono di malattie gravi e debilitanti in cui la raccolta e la conservazione del sangue cordonale e del tessuto del cordone ombelicale possano costituire un salvavita.

Sorgente non si pone in contrapposizione alla donazione, che abbiamo visto coinvolgere solo una percentuale inferiore all’1% dei parti, bensì come alternativa ai circa 390 mila campioni di staminali che ogni anno vengono gettati nei rifiuti biologici per i motivi più disparati e di cui quasi nessuno parla”.  “La scienza e le testimonianze dirette di chi ha fatto ricorso a questo prezioso strumento – continua – sono però la prova concreta del fatto che buttare le staminali del cordone significa privarsi di una risorsa in più nella tutela della salute.Proprio per questo, abbiamo lanciato il ‘Donation Program’ grazie al quale offriamo alle famiglie, con un bambino che abbia una malattia in cui le cellule staminali cordonali rappresentano un’opportunità terapeutica, la possibilità di raccogliere e conservare gratuitamente il sangue cordonale alla nascita di un fratello o di una sorella e di utilizzarlo per la cura.

Attualmente – conclude – siamo la più grande banca di cellule staminali in Europa e la terza al mondo in termini di campioni biologici conservati”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero generale, Meloni: “Precettazione atto dovuto”. Salvini: “Italiani hanno potuto viaggiare e lavorare”

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(Adnkronos) – “Sono d’accordo sul tema della precettazione, perché, come ho già detto, era dovuto da parte nostra” dopo il pronunciamento del Garante.A esprimersi così, sullo sciopero generale indetto da Cgil e Uil, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sottolineando: “Ho sempre grande rispetto per i diritti dei lavoratori e per gli scioperi.

Nel merito posso dire poco perché, come sapete, lo sciopero generale è stato lanciato contro la manovra praticamente in estate, quando io neanche avevo cominciato a pensarla.Quindi non posso dire che nel merito” lo sciopero “sia oggetto di nostri errori.

Era stato lanciato molto prima che noi scrivessimo la legge di bilancio”.  I sindacati accusano il governo di bullismo istituzionale? “Non so cosa si intenda per bullismo istituzionale.Come sapete c’è stato il pronunciamento di una autorità indipendente, che semplicemente segnalava al sindacato che non c’erano i requisiti per uno sciopero generale.

Non è qualcosa che ho deciso io” e “il governo sulla vicenda ha un ruolo marginale”, ha poi aggiunto la premier. Con un post su Instagram è intervenuto anche il il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini: “Mentre una parte di sindacati (di sinistra) trova utile scioperare insultando, opponendosi pregiudizialmente al governo anziché discutere le questioni nel merito, i numeri (con poche adesioni, soprattutto nel settore dei trasporti) ci dicono che, grazie al nostro intervento, milioni di italiani hanno potuto viaggiare, lavorare, prendersi cura della propria salute e di quella dei propri cari senza disagi.Il pragmatismo che gli italiani si aspettano da istituzioni serie”. “Poche adesioni allo sciopero, e in particolare nel settore trasporti: si tratta di uno schiaffo per Maurizio Landini. È un successo del vicepremier e Ministro Matteo Salvini che ha tutelato il diritto alla mobilitazione di una esigua minoranza senza danneggiare milioni di italiani”, ha affermato in una nota la Lega.  “Il protagonismo politico di Salvini nel voler mettere il bavaglio alle lavoratrici e ai lavoratori nasconde la volontà di non parlare delle malefatte di una manovra che taglia le pensioni, i servizi, il fondo del trasporto pubblico locale.

Questo è un problema serio per il Paese”, ha detto dal canto suo Angelo Bonelli a margine della manifestazione dei sindacati a piazza del Popolo. “Salvini ha voluto nascondere le malefatte della manovra con questa operazione, ha voluto mettere il bavaglio ai lavoratori preoccupati per il loro futuro”, ha affermato il deputato di Avs. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata Internazionale degli Studenti, il Mur posta su Instagram un video con i loro ‘sogni’

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(Adnkronos) – Si Celebra oggi la Giornata Internazionale di Studenti e Studentesse 2023 ed il Mur ha voluto ‘celebrare’ i ragazzi e le ragazze italiane postando su Instagram un inedito video sui loro ‘sogni’, accompagnato da un intervento del ministro dell’Università e Ricerca, Anna Maria Bernini.  .”E tu studi per diventare?” è il titolo del video in cui il Mur ha raccolto dalla viva voce dei giovani le loro imprevedibili risposte. “Io studio per diventare una persona nuova” scandisce uno studente, “Io studio per diventare felice” afferma una studentessa. “Io studio per diventare un dottore rispettato” risponde una ragazza, “Noi studiamo per salvaguardare il sistema marino” affermano in coro un gruppo di studenti impegnati a comprendere l’ecosistema mare.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, fuga dalla guerra: 20mila scappati all’estero per non combattere

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(Adnkronos) –
Sono quasi 20mila gli uomini ucraini fuggiti all’estero per evitare di andare a combattere nella guerra contro la Russia, iniziata a febbraio 2022.E altri 21.113 sono stati fermati dalle autorità mentre cercavano di superare il confine o hanno cercato di ottenere false esenzioni.

I dati sono stati raccolti dalla Bbc, in una vasta inchiesta sui renitenti alla leva. 
Dopo lo scoppio della guerra, l’Ucraina ha vietato l’espatrio degli uomini fra i 18 e i 60 anni.Il numero di 19.740 uomini fuggiti all’estero è stato raccolto sulla base dei dati degli ingressi illegali in Romania, Moldova, Polonia, Ungheria e Slovacchia fra il febbraio 2022 e l’agosto 2023.

Non sappiamo come ce l’abbiano fatta, ma le autorità hanno fermato 14.313 uomini che cercavano di superare il confine a piedi o traversando fiumi a nuoto.A volte si tratta di fughe drammatiche, come dimostra un video in cui vedono corpi di uomini ripescati dal fiume Tisa al confine con la Romania. 
Fra i renitenti anche 6.800 persone che hanno cercato di ottenere false esenzioni.

Sono esclusi dal servizio militare gli uomini con particolari condizioni di salute, i padri di almeno tre figli e lavoratori con particolari responsabilità. La Bbc ha individuato almeno sei gruppi Telegram che offrono servizi a chi vuole evadere la leva a partire dall’equivalente di 4.300 dollari.La corruzione rimane in generale un problema in Ucraina, con il presidente Volodymyr Zelensky che in agosto ha cambiato tutti funzionari regionali responsabili della coscrizione, mentre 30 funzionari sono stati incriminati. Secondo Fedir Venislavskyi, rappresentante del presidente in parlamento, il problema è serio, ma tuttavia il numero di uomini che cercano di evadere la leva non impatta in modo significativo sullo sforzo bellico. “Sono convinto che la resilienza e la disponibilità degli ucraini a difendere la loro indipendenza, sovranità e libertà sia pari al 95-99%.

A cercare di evitare la mobilitazione è l’1-5%”, afferma.  
Kiev non ha mai reso noto ufficialmente i numeri dei caduti, né degli effettivi dell’esercito.Stime americane parlano di 70mila soldati ucraini uccisi, mentre il nuovo ministro della Difesa Rustem Umerov ha detto allo Yalta European Strategy forum di settembre che nelle forze armate ucraine vi sono oltre 800mila persone.

Chi viene beccato a cercare di evadere la leva ci sono multe equivalenti a 92-320 dollari e pene fino a otto anni di carcere, non è chiaro cosa succederà dopo la guerra a chi cercherà di tornare in patria dopo aver evaso il servizio militare.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dallo sbavatore al sessatore di pulcini, ecco i mestieri più strani e dove trovarli

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(Adnkronos) – Il mondo del lavoro è bello perché è vario e spesso, dietro a un nome curioso, si scoprono professioni dimenticate ma essenziali per i comparti produttivi del Bel Paese.Lo sa bene iziwork, startup nata con l’obiettivo di migliorare l’accesso al mondo professionale, digitalizzando e ottimizzando i processi di ricerca e selezione del personale grazie alla tecnologia e all’intelligenza artificiale, che ha stilato la classifica dei tre lavori più strani per le proprie ricerche di lavoratori in somministrazione.  Anche se il nome può far immaginare una professione veterinaria a stretto contatto con gli aracnidi, i ragnisti sono in realtà gli addetti che si occupano di utilizzare l’escavatore ‘ragno’: un particolare tipo di macchina movimento terra utilizzata su terreni impervi e ripidi, con inclinazioni superiori ai 30° che serve per eseguire scavi, canalizzazioni, riporti di terra, lavori di rimboschimento e movimentazione merce.  Fra i profili essenziali dell’industria metallurgica, lo sbavatore è l’operaio che si occupa di ripulire il materiale in eccesso, o meglio le sbavature, degli oggetti metallici prodotti per fusione o per stampaggio.

La sbavatura è la prima fase di lavorazione di tutte le superfici metalliche.  Con poco meno di 50 milioni di ettolitri di vino all’anno e un valore di produzione di quasi 12 miliardi di euro nel 2022, l’Italia è al 1° posto nella classifica mondiale per la produzione vinicola in termini di volumi .Per poter soddisfare un mercato così grande, servono esperti fin dalle prime fasi della filiera, proprio come i trattoristi di filari.

Esperti di tecniche di potatura, i trattoristi di filari sanno padroneggiare la guida di trattori agricoli per frutteti e vigneti, passando con agilità e manovre precise fra i filari. Anche l’Università Telematica Niccolo Cusano di Bolzano ha raccolto mestieri strani e più curiosi presenti sul mercato italiano e su quello estero, tra cui l’assaggiatore di patatine fritte.Più che un lavoro strano per qualcuno è un vero e proprio sogno, che probabilmente ha fatto più volte, soprattutto da bambino.

Trattandosi di prodotti imbustati il profilo in analisi si occupa anche di verificare che non siano troppo bruciacchiate.In America colui che controlla la qualità delle patatine fritte riesce a guadagnare fino ai 35 mila dollari l’anno. Un profilo che trova impiego nell’ambito di aziende produttrici di cibi e mangimi per animali domestici.

Tra i compiti del degustatore quello di annusare e assaggiare croccantini e crocchette, che generalmente vengono sputati senza essere ingoiati, per testarne e analizzarne qualità, consistenza e sapore.All’attività di degustazione seguono generalmente le collaborazioni con i nutrizionisti finalizzate a sviluppare ricette nutrienti per le varie specie animali.  Ossia riconoscere il sesso dei pulcini.

E’ indubbiamente un mestiere insolito ma ciò che risulta davvero insolita è la retribuzione; in Inghilterra, ad esempio, le aziende avicole riscontrano enormi difficoltà a reperire profili disposti a svolgere tale mansione per cui sono pronte a garantire retribuzioni da 55 mila euro all’anno.Insomma, in tempo di crisi e disoccupazione imparare a riconoscere il sesso dei pulcini appena nati può davvero aprire a nuovi orizzonti lavorativi e a interessanti gratificazioni economiche. -Sub raccogli palline da golf: un lavoro che consiste nell’immergersi negli specchi d’acqua presenti all’interno dei campi da golf per recuperare le palline accidentalmente finite nei laghi e negli stagni.

Una sorta di sommozzatore, o sub da golf che dir si voglia.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nicola D’Auria: Una Juve Stabia al primo posto da molto tempo non è per caso

Nicola D’Auria, Direttore di Pragma, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21:00 sui canali social ViViCentro.

Le dichiarazioni di Nicola D’Auria in merito alla Juve Stabia rilasciate durante la decima puntata del nostro talk show sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“La Juve Stabia si sta comportando bene. Quando si è al primo posto in classifica per molto tempo nulla è per caso.

Ho fonti vicine alla squadra che mi fanno sapere che Pagliuca è meticoloso, segue con ardore ogni partita, ogni allenamento e tiene sempre sulla corda i propri calciatori. Tutto questo porta in campo energia che emerge nella forza dei ragazzi.

Il gruppo si crea ma poi si consolida.

Alla presentazione della squadra c’era un’atmosfera fantastica.

Quando si crea l’amalgama gruppo, tifosi, città, si crea magia e si possono ambire traguardi importanti. E’ presto per dire dove arriveranno le Vespe di Castellammare di Stabia, ma i presupposti per fare bene ci sono tutti.

Rinforzare un po’ la rosa sarebbe utile al prossimo mercato. La squadra è rispettata dagli avversari e dagli addetti ai lavoro.

Quando gli avversari puntano tutto solo sul contropiede per fare goal bisogna fare attenzione a mantenere alta la concentrazione.

In partite bloccate quando ti capita l’occasione devi riuscire a metterla dentro altrimenti diventa complicato. La porta inviolata (cleansheet) è tanta roba.

Il Foggia è una squadra forte e se viene a difendersi fa capire tanto sul valore della Juve Stabia.”

Nicola D’Auria ci presenta l’International Sport Film Festival

“Venerdì prossimo ci sarà anche il Presidente della Juve Stabia. L’idea dell’International Film Sport Festival mi è nata qualche anno fa pensando all’unione che ci poteva essere tra il cinema e lo sport. Chi presenta un film sportivo può partecipare al nostro Festival siamo molto rigorosi in questo.

Quest’anno è la seconda edizione con numeri importanti: 138 iscritti da 38 nazioni in tutto il mondo.

Siamo contenti perché è un argomento che attira tanto. Ci sono tanti tipi di sport presentati.

Molte opere sono dedicate alla disabilità ed i sani valori dello sport fanno crescere l’amore per i più fragili.

Il festival si divide in due momenti: al mattino ci saranno le scuole di Castellammare. Il pomeriggio l’ingresso è libero, dalle 17:30 tutti i giorni.

In tre giorni presenteremo anche dei libri sportivi, vero novità di questa edizione.

Giovedì ci sarà Pino Porzio che presenta il suo libro “Palombella Gloriosa”.

La serata finale (24 novembre n.d.a.) prevede la proiezione di “Scugnizzi per Sempre” che per l’occasione riceverà un premio, assegnato ogni anno, che valorizza la Campania in Italia e nel mondo.

Ciro Sorrentino, altro direttore con cui condivido tutto, che ringrazio così come le associazioni e la Rai Campania, Sport e salute del Ministero, e l’Ascom che ci sta dando una grossa mano!”

Sciopero Roma, molti autisti Atac e tassisti scelgono di non aderire: “E’ insensato”

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(Adnkronos) – Il venerdì nero per treni, mezzi pubblici, taxi e Ncc è, forse, meno nero di quanto si prospettasse fino a ieri.Sono molti, infatti, ad aver scelto di non aderire allo sciopero generale promosso da Cgil e Uil, che prevede lo stop dei servizi dalle 9 alle 13 di oggi.

Al terminal dei bus della stazione Trastevere di Roma, gli autobus in sosta e pronti a partire, sono diversi. “No, non sciopero, sono entrato da due mesi in azienda e, in tutta onestà, mi servono i soldi”, racconta all’Adnkronos Marco, giovane autista dell’Atac. “Ho una famiglia da mantenere e un mutuo da pagare”, aggiunge, “per questo ho scelto consapevolmente di lavorare”.  “Non scioperare oggi è una mia personalissima decisione”, racconta Paolo, che a bordo del 719 attende che gli ultimi passeggeri finiscano di salire sul bus. “E’ una mia convinzione personale che non ha nulla a che vedere con i soldi, con il portare ‘la pagnotta a casa’.Semplicemente non credo che questo sia uno sciopero sensato”.

Con lui concorda Valerio, un altro autista dell’Atac: “Ho una mia visione di sciopero e questo non mi sembra un ‘vero sciopero.Mi pagano per lavorare e quindi oggi sono qui”. La situazione non è diversa al piazzale dei taxi, di fronte alla stazione Trastevere.

Qui, gli autisti sono disposti in fila ordinata, in attesa dei clienti. “No, non sciopero”, racconta all’Adnkronos Michele, tassista con vent’anni d’esperienza. “Lavoro come lavorano tutti i miei colleghi, onestamente penso che l’1% di noi abbia scioperato oggi; non c’è stata nemmeno una grande comunicazione nei nostri confronti, quindi, semplicemente, stamattina sono montato sul mio taxi e mi sono messo a lavorare”. “Non penso sia uno sciopero che ci riguarda”, gli fa eco Claudia, una giovane tassista. “Ieri nelle nostre chat si è parlato della questione sciopero, ma nessuno ha scritto di aderire.Alla fine che c’era lo sciopero l’abbiamo saputo prima dai giornali”, conclude.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, giovedì 16 novembre testa a testa tra Montalbano in replica e ‘Grande Fratello’

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(Adnkronos) – Testa a testa nel prime time fra la replica del ‘Commissario Montalbano’ e il ‘Grande Fratello’.La fiction di Rai1 ha ottenuto complessivamente 3.006.000 telespettatori con il 15,5% di share, mentre il reality di Canale 5 ne ha registrati 2.723.000 con uno share del 19,22%.

Ma nel periodo di sovrapposizione, il ‘Gf’ ha battuto Montalbano totalizzando 3.300.000 telespettatori e il 16,7% di share.Terzo gradino del podio per Rai2 grazie alla partita di tennis disputata tra Jannik Sinner e Holger Rune che ha conquistato il 13,4% di share e 2.581.000 telespettatori.  Fuori dal podio su Rai3 l’esordio della nuova stagione di ‘Amore criminale’, condotto da Emma D’Aquino, ha totalizzato 918.000 telespettatori e uno share del 4,59% mentre su Italia1 ‘Le Iene presentano Inside’ ha interessato 867.000 telespettatori (share del 5,43%).

Su Retequattro, invece, ‘Diritto e Rovescio’ è stato visto da 814.000 telespettatori (5,19%).Su La7 PiazzaPulita è stata seguita da 707.000 telespettatori (share del 4,66%) mentre su Nove ‘Only Fun – Comico Show’ ha registrato 365.000 telespettatori e uno share dell’1,90%.

Chiude gli ascolti del prime time Tv8 con ‘Cucine da Incubo’ che ha realizzato 229.000 telespettatori e uno share dell’1,1%.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Clima: ‘io, di Ultima Generazione, vi racconto perché ho imbrattato l’Arco della Pace’

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(Adnkronos) – “L’ultimo report dell’Ipcc dice che tra ottant’anni la razza umana, se continuerà così, sarà estinta.Quindi per chi stiamo preservando l’arte?

Piuttosto pensiamo a preservare la vita, e poi pensiamo all’arte”.Fiore ha 24 anni. È di Milano.

E ha deciso di raccontare all’Adnkronos perché ha partecipato, insieme ad altre 6 persone, all’azione di mercoledì. La vernice è ancora lì, dal pomeriggio dell’altroieri.Secca e incrostata tra i fregi in marmo bianco dell’Arco della Pace.

A Milano, Ultima Generazione ha colpito ancora.Dopo il blitz alla statua di Vittorio Emanuele II a cavallo in piazza Duomo, nebulizzata di vernice la scorsa primavera, ad essere colorato ora è stato il monumento neoclassico di Sempione.

Un’azione compiuta con dovizia chirurgica, con gli estintori ricaricati e pronti a sparare a pressione il liquido variopinto.Sempre arancione.

Perché è la stessa tonalità che usano i gruppi di attivismo ecologista europei, appartenenti alla grande rete A22.E che ormai è una firma distintiva.

Anche di Ultima Generazione.  “Faccio parte di Ultima Generazione da un anno e mezzo.Questa non è la prima azione a cui partecipo.

Ero anche all’imbrattamento della statua equestre in piazza Duomo.Poi ho fatto diversi blocchi stradali”, confida Fiore. Il nuovo blitz milanese è durato in tutto pochi minuti, perché fermato in tempo dagli agenti.

Le fiammate di vernice sono comunque riuscite a raggiungere e a sporcare i bassorilievi dell’Arco.Poi è stato srotolato uno striscione con lo slogan “fondo riparazione”.

Una liturgia già vista in altre azioni.Ma stavolta sono state anche urlate frasi contro il governo, complice – a detta degli attivisti – dell’armamento in Medio Oriente.

Non solo più crisi climatica, quindi.Ma anche guerra, armi e campagna di sostegno alla Palestina.  “Noi non vogliamo rimanere in silenzio.

Quello che diciamo, anche a livello di crisi climatica e di crisi sociale, è che non vogliamo essere complici di qualcosa che sta accadendo.E quindi non parlare di quello che sta succedendo in Palestina sarebbe come essere complici.

Il nostro Stato non solo continua a investire nel fossile, ma investe anche soldi in società che esportano armi per le guerre”, dice Fiore. “Non voglio vivere in un posto dove i soldi che pago con le tasse vengono investiti in questo modo qui. È una cosa che va contro la nostra Costituzione.E la nostra Costituzione ripudia la guerra”. Ultima Generazione si sta, dunque, mostrando sempre più ‘politica’. “Noi siamo sempre stati politici.

Il problema è come la crisi climatica e sociale sta venendo affrontata dalle persone che dovrebbero proteggere i cittadini.Spesso, quando siamo insieme alle Forze dell’Ordine dopo essere stati fermati, parliamo di come il loro lavoro sarà tra qualche anno insostenibile per l’aumento esponenziale delle violenze, che ci saranno quando in Italia mancherà l’acqua o i beni di prima necessità, o quando avremo le nostre case allagate”.  Una delle critiche più grandi che viene mossa agli attivisti è quella della radicalità delle loro azioni. “Bene il fine, ma sbagliato il mezzo”, si sente spesso dire.

Appare, poi, una contraddizione salvaguardare l’ambiente sfregiando l’arte.Un ossimoro.

Ma Fiore risponde così: “Per me è stato molto difficile riuscire a imbrattare i monumenti perché ho studiato arte, mi sono laureata in graphic design, ho avuto molti corsi di storia dell’arte e quindi è stata dura dover fare questo, perché l’arte è stato un elemento molto importante nella mia vita.Però mi sono detta: cosa è più importante per me?

Il fatto che non potrò avere dei bambini?Oppure che morirò di caldo prima?

O è più importante preservare l’arte?E la preservo per chi?

Per chi stiamo preservando l’arte se il report Ipcc ci dice che, continuando su questo passo, tra ottant’anni saremo estinti?Piuttosto, pensiamo a preservare la vita, e poi pensiamo all’arte.

E poi c’è anche un discorso di utilizzare l’arte per veicolare dei messaggi”.  Fiore azzarda un paragone.Dice che le battaglie che stanno combattendo da attivisti per il clima non sono poi così diverse da quelle delle Suffragette. “Altro che pittura lavabile.

Loro andavano e sfregiavano coi coltelli le tele dei dipinti.Creavano davvero dei danni.

Però attraverso queste azioni, attraverso i blocchi stradali e i blocchi delle corse dei cavalli, sono riuscite a ottenere quel diritto fondamentale che è il voto per le donne”, dice. “A me dispiace fare queste azioni, perché riconosco che sono assurde: non vorrei mai bloccare una strada o imbrattare un monumento.Però so che è un metodo molto efficace per farsi ascoltare da chi ha il potere di far cambiare le cose”.  Le polemiche non le accetta, Fiore.

Soprattutto quelle che riguardano il risarcimento dei danni dall’imbrattamento al cavallo di Vittorio Emanuele di marzo. “Leggo cose senza senso.Dicono che la pittura non è andata via.

Ma dicono, soprattutto, che i lavori per rimuoverla sono stati pagati coi soldi dei contribuenti.Non è vero.

Basta fare una velocissima ricerca su internet per capire che l’ha finanziati un privato.Questa cosa mi fa molto arrabbiare, perché è una critica sul nulla.

Mi definiscono eco-vandala, mi dicono che i danni li pagano loro con le tasse.Come se io, poi, non pagassi le tasse…”  Buona parte della politica osteggia Ultima Generazione.

Subito dopo l’azione milanese, redazioni di giornali e agenzie sono state inondate da comunicati stampa di politici, soprattutto di centrodestra, che esprimevano condanna senza condizioni e disprezzo per il gesto. “Ma abbiamo alcuni partiti che ci sono vicini, anche se non lo possono dire perché siamo troppo radicali.Alcuni politici ci hanno anche aiutato a scrivere la proposta di legge che abbiamo presentato al ministro Pichetto Fratin lo scorso agosto”, sottolinea l’attivista.  Fiore racconta di tutte le fasi che seguono al fermo degli attivisti, dopo le azioni. “È aumentata la repressione.

Dopo il blitz all’Arco della Pace, siamo stati in questura dalle 17 alle 2 di notte.Veniamo fermati con la scusa di un fermo identificativo.

Quindi, nonostante diamo i nostri documenti, loro si devono accertare della nostra identità.Noi la viviamo come una forma di repressione.

Quando poi arriviamo in commissariato, ci fanno una perquisizione totale: ci rimuovono tutti i vestiti, rimaniamo nudi, e ci controllano che non abbiamo nulla addosso, anche dentro al nostro corpo.Veniamo, poi, messi nelle camere di sicurezza.

Ci fanno anche le foto segnaletiche e ci prendono le impronte digitali”, racconta Fiore.Che aggiunge: “Noi rispettiamo il lavoro delle Forze dell’Ordine, e come detto sappiamo che il loro lavoro sarà anche più duro tra qualche anno.

Ma non vogliamo essere riconosciuti come delinquenti o come criminali.Se effettivamente abbiamo infranto la legge, l’abbiamo infranta per un motivo ben preciso”.  Le azioni di Ultima Generazione finiranno qui? “No.

Non ci fermiamo finché il governo non si prende la sua responsabilità”.  (di Marco Di Vincenzo) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Gaza e il “futuro complesso” dell’operazione di terra: l’analisi

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(Adnkronos) – ‘Israele non sta affrettando l’operazione militare a Gaza, ma il futuro della campagna rimane complesso’.Questo il titolo di un’analisi pubblicata dal sito di Haaretz e firmata dal giornalista Amos Harel, secondo il quale in queste settimane Israele ha ottenuto risultati “impressionanti” e il sostegno degli Stati Uniti è ancora “costante”.

La realtà, tuttavia, “non è statica”. In un bilancio parziale alla fine della terza settimana dell’operazione di terra nella parte nord della Striscia, Harel ha evidenziato che le Forze di difesa israeliane (Idf) intorno a Gaza City hanno incontrato “meno resistenza del previsto” e “danni immensi sono stati inflitti all’esercito di Hamas”, con la sua capacità di esercitare un governo nell’area attaccata di fatto “annullata”. “Ma Hamas nel suo complesso non si è arresa e la sua leadership è apparentemente lontana dal farlo”, ha riconosciuto il giornalista, citando anche un’analoga analisi dell’esperto Michael Milshtein, secondo cui “siamo ancora lontani dalla svolta” in questo senso. Alla luce dei successi militari, il ministro della Difesa Yoav Gallant e i vertici delle Idf vogliono portare avanti l’operazione a pieno ritmo e credono che ulteriori colpi ad Hamas costringeranno il suo leader, Yahya Sinwar, a fare maggiori concessioni nei negoziati sugli ostaggi, prosegue il giornalista, secondo cui questo spiegherebbe anche il continuo tergiversare del governo Netanyahu, che da giorni – nonostante le pressioni – non concretizza l’accordo sul tavolo che prevede il rilascio di circa 70 ostaggi (un numero più basso di quello che Israele vorrebbe) in due fasi, in cambio della liberazione di 150 donne e minori palestinesi detenuti dallo Stato ebraico. Ci sono ampie zone della stessa Gaza City, in particolare i quartieri settentrionali e meridionali, dove le Idf non hanno ancora operato sul terreno.Gallant e gli ufficiali dell’esercito parlano apertamente della necessità di occuparsi poi anche della parte meridionale della Striscia di Gaza, l’area a sud di Wadi Gaza, fa notare Harel nelle ore in cui il capo di Stato maggiore, Halavi, ha parlato della necessità di espandere le operazioni proprio a sud.

Serve una svolta, aggiunge il giornalista, per quanto riguarda l’efficacia dei raid contro la leadership di Hamas. 
Netanyahu, dal canto suo, deve fare i conti con quanto annunciato alla popolazione dopo il massacro del 7 ottobre.Molto difficilmente, sottolinea Harel, l’opinione pubblica accetterà “uno scenario finale che non preveda una sconfitta violenta di Hamas e lo sradicamento delle principali capacità dell’organizzazione da Gaza”.

Non basterà al primo ministro annunciare di aver inflitto un “duro colpo” a Hamas, come accaduto in seguito all’Operazione Margine Protettivo, all’Operazione Pilastro di Difesa e a una serie di operazioni minori condotte a partire dal 2012. “Il suo procrastinare nel portare avanti l’accordo per i prigionieri ha un lato complementare: il suo ostinato rifiuto di discutere le possibili conclusioni delle ostilità e gli scenari sul giorno dopo a Gaza, e in particolare le sue affermazioni che non ci sarà spazio per l’Autorità Palestinese a Gaza se Hamas verrà davvero sconfitto – precisa il giornalista – Questa posizione è in conflitto con la conclusione raggiunta dagli esperti che si occupano della questione”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sudcorea verso lo stop al consumo di carne di cane “ma solo dal 2027”

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(Adnkronos) – Stop al consumo di carne di cane in Corea del Sud.Almeno è questo l’obiettivo che si propongono le autorità del Paese, con la volontà dichiarata di introdurre il divieto, graduale, entro fine anno.

In Corea del Sud, dove il presidente Yoon Suk Yeol e la first lady Kim Keon Hee hanno sei cani e cinque gatti, non è formalmente vietato né legale il consumo di carne di cane ma negli anni i governi non sono riusciti a fare molto anche se di fatto nel Paese si mangia meno carne di cane che in passato.Un’usanza, una “crudeltà”, che non piace ai giovani, ma che affonda le sue radici nei secoli ed è nel mirino di non poche critiche.  Adesso il Partito del potere popolare, come riferisce il Washington Post, ha indicato un ‘calendario’ per passare dalle parole ai fatti in un Paese in cui esistono – secondo uno studio governativo dello scorso anno – circa 1.150 allevamenti di cani e in cui vivono più di mezzo milione di cani allevati per la loro carne. “Prevediamo l’emanazione di una Legge speciale per vietare la carne di cane entro quest’anno”, ha detto il deputato Yu Eui-dong, dopo un incontro in Parlamento a cui hanno partecipato funzionari del ministero dell’Agricoltura e attivisti per i diritti degli animali.

La normativa che le autorità hanno in cantiere prevede un periodo di tre anni per arrivare alla ‘scomparsa’ del settore.Concretamente, nei tempi più rapidi possibili, il divieto potrebbe entrare in vigore nel 2027. “Garantiremo pieno sostegno ad allevatori, macellai e altri imprenditori”, ha assicurato Yu, precisando che ci saranno indennizzi solo per le attività registrate che presenteranno alle autorità un piano in linea con la nuova norma per l’addio all’industria della carne di cane e la riconversione. Per Chae Jung-ah di Humane Society International, “la notizia che il governo sudcoreano sia pronto a vietare l’industria della carne di cane è come un sogno che diventa realtà per tutti noi che ci siamo battuti per porre fine a questa crudeltà”. E’ invece tutto “impraticabile” per Joo Young-bong, a capo dell’Associazione coreana degli allevatori di cani, cresciuti nelle gabbie affinché la loro carne venga destinata al consumo umano.

Spesso, è stato denunciato, in condizioni spaventose. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Primo bacio tra Kate e William in The Crown, trionfa romanticismo

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(Adnkronos) – Si chiuderà su una nota romantica e gioiosa la parte finale della prossima stagione ‘The Crown’ di Netflix: dopo i primi sei episodi dedicati alla tragica morte di Diana e al lungo e difficile momento attraversato dalla famiglia reale britannica, lo spettatore assisterà all’incontro tra Kate e William all’Università di St.Andrews, nel 2001, e seguirà l’inizio della loro relazione per poi rivivere il matrimonio tra Carlo e Camilla, reinventato dai creatori della serie.  I primi episodi della sesta stagione sono stati diffusi ieri da Netflix, sugli altri sei – in onda dal 14 dicembre – cominciano a emergere le anticipazioni, con – in primo piano – il taser del primo bacio tra i futuri principi del Galles, immaginato per la fiction in un locale affollato della cittadina universitaria scozzese. Non mancherà neanche la sfilata charity con cui Kate (interpretata nella serie dalla 21enne Meg Bellamy) avrebbe fatto definitivamente breccia nel cuore di William (il 24enne Ed McVey) indossando in passerella un abito nero e oro trasparente.

E per restare su una nota romantica, i creatori di The Crown hanno anche deciso di reinventare per l’ultimo episodio il matrimonio tra Carlo, futuro re, e Camilla, nel 2005.  Secondo una fonte Netflix citata dalla Mail Online, “La prima metà della serie finale si è concentrata sulla tragica morte della principessa Diana.La seconda metà è molto più gioiosa: il primo bacio tra Kate e William è uno di quei momenti magici, e la loro relazione e il loro amore vengono celebrati per tutta la parte finale della serie”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Max Caputo: Il primo posto della Juve Stabia è meritato!

Max Caputo, ex attaccante delle Vespe, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21:00 sui canali social ViViCentro.

Le dichiarazioni di Max Caputo sulla Juve Stabia rilasciate durante la decima puntata del nostro talk show sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“Ho visto quasi tutte le partite, compreso quella con il Foggia. La Juve Stabia meritava la vittoria, soprattutto per gli ultimi due episodi a tu per tu con il portiere.

La squadra mi ha dato un’ottima impressione, quel senso di gruppo e di appartenenza che non si vedeva da tempo.

Faccio i complimenti all’allenatore perché oltre ad essere una squadra giovane gioca bene.

Il primo posto è meritato!

Colgo l’occasione per fare un appello al nostro amico Ultras, perché quando il Menti è pieno è bellissimo. I tifosi possono davvero dare quella spinta per far sì che i ragazzi facciano meglio.

Domenica c’è un derby importante perché nelle ultime partite il Sorrento sta facendo bene. I derby vanno giocati per vincerli.

Si ho giocato sia con il Foggia sia con il Sorrento. Ho fatto due campionati. Il primo entusiasmante ed il secondo meno. Partendo dal basso, siamo arrivati in alto proprio per il senso del gruppo, come si vede quest’anno. Soprattutto quando i calciatori subentrano fanno bene.”

Caputo prosegue

“Anche l’Avellino è venuto a giocare al Menti per difendersi. Tutti sanno che la Juve Stabia gioca bene e cerca di proteggersi. Ci sono belle partite.

La partita con il Sorrento è importante e ci può dire tanto, vincendo, la Juve Stabia può allungare in classifica. E’ importantissimo vincere questa partita di domenica.

Sul portiere del Sorbo di Castellammare dico che è un vantaggio più per il Sorrento. I calciatori in queste situazioni si esaltano. Il portiere potrebbe mostrare degli autentici miracoli. Speriamo che il portiere del Sorrento si emozioni e non si carichi positivamente!”

Successo nel lavoro, come ottenerlo: le abitudini da cambiare

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(Adnkronos) –
Il successo è spesso questione di abitudini.Consuetudini salutari che possono ridefinire il nostro equilibrio in senso migliorativo, aiutandoci a raggiungere gli obiettivi.

Quindi, come cambiare le abitudini negative e smettere di avere comportamenti poco efficaci?Risponde all’Adnkronos/Labitalia Roberto Castaldo, esperto di performance management, founder di 4 Man consulting e unico italiano presente nella classifica Global Gurus, dedicata ai trenta migliori professionisti al mondo nella gestione del tempo.  “Uno schema efficiente – spiega – per cambiare le nostre abitudini è la semplificazione, così come teorizzato in neuroscienza.

In particolare, è possibile modificare il nostro modo abituale di agire grazie alla teoria dei 21 minuti.Il metodo viene utilizzato da imprenditori, manager e professionisti ed è finalizzato all’aumento della produttività”. “Concentrandoci – avverte – su una singola attività per 21 minuti e ripetendola per 21 giorni consecutivi, ostacolo davanti al quale la nostra forza di volontà spesso si arrende, possiamo ottenere risultati importanti, riuscendo a creare nuove e positive abitudini.

Ogni volta che eseguiamo un’azione, infatti, nel nostro cervello avviene qualcosa di simile all’apertura di un canale.Più eseguiamo questa azione, più apriamo questo canale, facendo spazio a una nuova consuetudine”.  “Lo schema efficiente – prosegue Castaldo – segue il sistema Idra e si basa sulla definizione di obiettivi specifici generando un incremento delle performance del 50%.

Il primo passo è pensare alla nuova abitudine che si vuole sviluppare.Secondo step, definire nel dettaglio il progetto seguendo un percorso logico fondato su uno schema sequenziale.: 1) Idee: per elaborare un’idea, le domande sono: chi sei?

Che ruolo hai?Quali sono le risorse a tua disposizione? 2) Descrizione: descrivere un obiettivo usando massimo 250 parole. 3) Risultati: scrivere cosa si vuole ottenere. 4) Azione: elaborare un piano di azioni utili al raggiungimento dei risultati che si vogliono ottenere. “Questa metodologia – sottolinea l’esperto è oggi utilizzata da molte Pmi in diversi ambiti.

Nella governance utilizzando il sistema 21 minuti imprenditori e manager riescono a dedicare periodicamente tempo ad attività di pianificazione strategica, che spesso viene procrastinata e rientra in uno dei motivi di aumento del costo della non qualità”. “Nell’onboarding delle nuove risorse e change management – continua – questa metodologia usata nell’inserimento di nuove risorse in azienda riduce del 62% il tempo di inserimento e riduce il turnover in azienda del 34%.Usato nelle attività di change management il sistema consente di dedicare tempo alla pianificazione e allo sviluppo, rimanendo altamente produttivi.

Molto spesso le attività di formazione e training vengono rimandate a causa di una forte operatività.Questa metodologia consente di investire al meglio in questo fondamentale asset senza intaccare la produttività dello staff”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, studenti in corteo. A Roma cori pro Palestina e foto Meloni e Netanyahu sporchi di sangue

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(Adnkronos) –
Slogan contro Israele e insulti al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, durante il corteo degli studenti contro la scuola azienda e a sostegno del popolo palestinese a Roma. “Pezzo di m…” e’ lo slogan gridato contro il ministro Valditara, mentre davanti al ministero in viale Trastevere è stato esposto un cartellone raffigurante Giorgia Meloni e Benjamin Netanyahu, mentre si stringono la mano, con il segno di mani sporche di sangue.  Sulla scalinata una manifestante ha mostrato un fagotto bianco, con delle macchie rosse. “Simboleggia la strage dei bambini che sta avvenendo in Gaza”.Attacchi sono stati rivolti all’alternanza scuola lavoro e a Confindustria.

Sulla strada alcuni studenti hanno simbolicamente dato fuoco alla riforma della scuola bruciando un volantico con il logo di Confindustria e la scritta “Riforma Scuola Azienda” Oltre ai giovani aderenti all’organizzazione studentesca di sinistra Osa, in piazza ci sono esponenti del Fronte della Gioventù Comunista, del Movimento degli studenti palestinesi e di Cambiare rotta, nonché rappresentanti del Movimento per il diritto all’abitare. “Oggi saremo nelle piazze di oltre 40 città italiane al fianco dei lavoratori” dichiara Camilla Piredda, coordinatrice nazionale Udu “per denunciare una finanziaria priva di investimenti strutturali sul diritto allo studio ed il futuro delle nuove generazioni.Ennesimi tagli su borse di studio, edilizia e fondo affitti.

Non finanziare l’istruzione significa non finanziare il futuro di questo paese: i luoghi del sapere devono essere spazi accessibili a tutte e tutti ed in grado di formare coscienze critiche.Non resteremo a guardare!”. L’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi oggi davanti al ministero dell’Istruzione e del Merito “contro la legge di bilancio e l’indifferenza del governo davanti al genocidio in corso a Gaza”. “L’Italia si astiene, ma noi non resteremo a guardare” riporta lo striscione.

Attorno gli studenti indossano maschere di esponenti de Governo e della presidente del Consiglio con le mani insanguinate. “Una posizione netta contro l’astensione dell’Italia alla risoluzione Onu”, spiegano gli studenti. “Oggi è la Giornata internazionale dello Studente – dichiara Paolo Notarnicola, coordinatore della Rete degli Studenti Medi- Non possiamo iniziare la nostra giornata di mobilitazione senza pensare agli studenti palestinesi, il cui diritto all’infanzia, all’istruzione, ad avere un futuro è violentemente negato.Ad un mese dal brutale attacco di Hamas, nulla può giustificare le bombe e la violenza dell’esercito israeliano riversatasi sulla popolazione civile palestinese.

Riteniamo assurda l’astensione dell’Italia in sede Onu, un atto che ci rende tutti partecipi del massacro a Gaza.Sono necessari un immediato cessate il fuoco e giustizia per il popolo palestinese”. “Odio la Cgil, la conta balle”, “Palestina libera” e “Meloni fascista”.

Sono alcuni dei cori scanditi dagli studenti che questa mattina si sono riuniti a piazzale Ostiense, a Roma, per raggiungere la sede del ministero dell’Istruzione e del Merito in viale Trastevere.  Il corteo è organizzato dal gruppo studentesco ‘Cambiare Rotta’ e dai ‘Giovani Palestinesi in Italia.  E al grido di “siamo tutti antifascisti” è partito il corteo non autorizzato degli studenti dei collettivi autorganizzati dei licei romani da piazza dell’Esquilino a Roma.Gli studenti che intonano cori per ‘la Palestina libera’ hanno percorso via Cavour accedendo fumogeni. “Scuola, spazi, socialità, ci riprendiamo tutto”. È uno degli slogan che campeggiano sugli striscioni esposti dagli studenti dei collettivi autorganizzati, dal Tasso al Righi, fino al Virgilio e al Mamiani, in piazza dell’Esquilino.

La manifestazione, non preavvisata, è stata organizzata e annunciata sui social con l’obiettivo generale di “difendere la scuola”.Tra le richieste degli studenti c’è quella di una maggiore attenzione alla salute mentale con l’apertura di sportelli di ascolto più strutturati, di introdurre un’educazione sessuale e affettiva in una scuola che sia “transfemminista”.

Gli studenti chiedono inoltre valutazione e meritocrazia, criticano “l’aziendalizzazione della scuola” e la figura della “preside manager”, protestano contro l’ultima riforma Valditara e il caro vita che coinvolge anche i libri di testo e i fondi stanziati per le armi mentre per gli studenti “non ci sono aiuti”.Alla manifestazione partecipano al momento tra i 500 e i 600 studenti. Studenti in piazza oggi anche a Torino come in altre 40 città d’Italia, contro le politiche del Governo Meloni.

Al centro delle proteste, si legge in una nota, la riforma della scuola voluta dal ministro Valditara e la complicità del Governo italiano nel massacro che sta avvenendo in Palestina. “Con la riforma della scuola del Governo Meloni l’istruzione pubblica torna indietro di 50 anni e viene fatto un altro grande regalo alle aziende – sottolineano nella nota gli organizzatori torinesi manifestazione – la riduzione della durata del percorso scolastico a 4 anni per i tecnici e i professionali e l’incentivazione della scuola-lavoro con la creazione di ‘campus scuola-azienda’ sono uno schiaffo in faccia pesantissimo ai 200 mila studenti scesi in piazza l’anno scorso dopo la morte di 3 loro coetanei in stage”  “La riforma prevede anche l’incentivazione delle misure repressive nelle scuole, rendendo più facile bocciare per il voto di comportamento.Vogliono mettere a tacere gli studenti che lottano per un futuro migliore, ma non ci riusciranno”, aggiungono e proseguono “il Governo Meloni, che promuove una riforma assolutamente peggiorativa per la scuola è lo stesso Governo che dimostra sostegno incondizionato al governo di Netanyahu e che si sta rendendo complice dei crimini di guerra portati avanti da Israele nei confronti del popolo palestinese.

Gli studenti sanno da che parte stare e dalle mobilitazioni di oggi viene lanciato un messaggio chiaro: fermiamo il massacro, fermiamo la riforma Valditara”, concludono.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

F1, un tombino protagonista al Gp di Las Vegas: ma non è un caso isolato, i precedenti

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(Adnkronos) – Nelle prime prove libere del Gp degli Stati Uniti, sulle strade di Las Vegas, ad essere protagonista è stato un tombino che ha praticamente distrutto il fondo della Ferrari di Carlos Sainz, ma non è la prima volta che , sono diversi i precedenti.L’inconveniente accaduto alla rossa dopo appena 9 minuti di prove ha costretto la monoposto a fermarsi sul lungo rettilineo principale del circuito.  Nel Gp del Portogallo nel 2020 nella terza sessione di prove libere a Portimao un tombino si è alzato dopo il passaggio della Ferrari di Sebastian Vettel con qualifiche spostate per metterlo apposto.

C’è poi il forfait di George Russell, all’epoca alla guida della Williams, quando passo su un tombino ‘difettoso’ durante il weekend di Baku nel Gp dell’Azerbaigian nel 2019, con danni enormi alla vettura.  
Nella stagione 2017, un altro brutto incidente coinvolse Romain Grosjean e la sua Haas, con il pilota francese che finisce sulle barriere proprio a causa di un tombino sollevato sul cordolo che ha provocato la foratura allo pneumatico posteriore, nel corso delle prove libere del Gran Premio della Malesia.Il pilota è stato costretto a ritirarsi per i danni riportati alla sua monoposto. Problemi che accadono più frequentemente sui circuiti cittadini come il più famoso che è quello di Montecarlo.

Nel Gp di Monaco del 2016 la Mercedes di Nico Rosberg distrugge al passaggio un tombino sulla salita della Beau Rivage e a farne le spese è Jenson Button che danneggia la sua McLaren.Sessione interrotta e tutti al lavoro per controllare i tombini sul circuito.

Altro episodio simile, sempre a Monaco, avviene nel 2010 con protagonista la Williams di Rubens Barrichello che finì con le ruote dentro un tombino saltato, danneggiando la macchina e costringendolo al ritiro. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allarme antibiotico resistenza, “ogni anno 11mila morti in Italia”: cause e cosa fare

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(Adnkronos) – “Ogni anno in Italia si registrano 11mila morti per antibiotico resistenza”.Così il commissario straordinario dell’Iss, Rocco Bellantone, nel suo intervento al ministero della Salute per la presentazione della Giornata europea e settimana mondiale per l’uso prudente degli antibiotici.

Il ministro della Salute Orazio Schillaci parla di “minaccia globale.Ogni anno causa 35mila decessi in Europa e un terzo in Italia.

In questo campo siamo agli ultimi posti superati solo dalla Grecia.Nel 2022 tre persone su 10 hanno ricevuto una prescrizione per antibiotico ed è urgente promuovere un loro uso appropriato e migliorare l’appropriatezza prescrittiva”.

Ma cos’è e quali sono le cause?  “L’antibiotico-resistenza supererà in decessi quelli del cancro, è una pandemia silente”, ha affermato Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa.  L’antibiotico resistenza ha un importante impatto sulle persone, sugli animali e sull’ambiente.Nel caso in cui, infatti, un microrganismo acquisisca la capacità di resistere all’azione di un antibiotico, la malattia infettiva da esso causata può essere più difficile da curare: il decorso risulta più lungo, aumenta il rischio di complicanze, fino ad arrivare a esiti che possono essere invalidanti o portare al decesso del paziente si legge sul sito del ministero della Sanità.

L’antibiotico-resistenza, pertanto, ha importanti conseguenze sulla qualità della vita delle persone e anche un rilevante impatto economico per il singolo e per la collettività.  L’uso eccessivo o non appropriato degli antibiotici induce lo sviluppo di nuove resistenze non solo direttamente nei microrganismi, ma comporta un rischio anche per il possibile rilascio nell’ambiente di residui di questi medicinali, che possono così contaminare acqua, suolo e vegetazione.Questi residui continuando a essere attivi nell’ambiente, inducendo una pressione selettiva nei confronti dei batteri che comunemente vi abitano. “I medici di famiglia conoscono meglio degli altri i loro assistiti e possono sicuramente fare una campagna di sensibilizzazione perché non si possono prendere gli antibiotici senza prescrizione medica, penso soprattutto ai bambini e alle fasce più deboli.

Siamo fanalino di coda in Ue è un tallone d’Achille su cui stiamo intervenendo”, ha detto ancora Schillaci. Gli antibiotici sono medicinali efficaci esclusivamente nel contrastare le malattie causate da batteri.Non sono utili, invece, per curare infezioni virali, come ad esempio il raffreddore o l’influenza.

Le persone dovrebbero assumere antibiotici solo dopo valutazione da parte di un medico.Non sono, infatti, medicinali per automedicazione e, in farmacia, possono essere venduti esclusivamente dietro presentazione di ricetta medica.

Una volta acquistato il farmaco, è indispensabile seguire scrupolosamente le indicazioni del medico prescrittore riguardo a dosaggio, modi e durata della terapia.Infatti, ogni antibiotico è specifico per curare solo determinate malattie batteriche. Un uso scorretto degli antibiotici potrebbe portarci indietro nel tempo, quando gli antibiotici non esistevano e le malattie infettive avevano frequentemente un esito fatale.

Gli antibiotici sono un bene prezioso la cui efficacia si sta restringendo nel tempo.Affinché la loro utilità possa continuare in futuro, è necessario che tutti contribuiscano a preservarla attraverso un uso corretto e responsabile. La resistenza agli antibiotici è un meccanismo naturale di difesa dei batteri.

I due principali fattori esterni favorenti lo sviluppo e la diffusione di resistenza agli antibiotici sono: l’uso di antibiotici, che esercita una pressione ecologica sui microrganismi e contribuisce all’emergenza e alla selezione di batteri resistenti agli antibiotici nelle popolazioni la diffusione e la trasmissione incrociata di batteri resistenti agli antibiotici tra gli esseri umani, gli animali e l’ambiente. Prima della scoperta degli antibiotici, migliaia di persone sono morte a causa di infezioni batteriche, come polmonite o contratte a seguito di un intervento chirurgico.Senza antibiotici potremmo tornare all’era pre-antibiotica.

Procedure mediche comuni come trapianti di organi, chemioterapia antitumorale, terapia intensiva e altre procedure mediche, incluse alcune cure odontoiatriche, non sarebbero più possibili.Le malattie batteriche si diffonderebbero e potrebbero non essere più curabili, neanche con antibiotici di ultima linea, e i pazienti morirebbero per l’infezione.

Mantenere efficaci gli antibiotici e assicurarsi che funzionino ancora in futuro è una responsabilità condivisa; tutti sono responsabili: pazienti, genitori, medici, infermieri, farmacisti, tutto il personale sanitario, veterinari, allevatori, agricoltori, gente comune. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Educazione finanziaria e benessere economico, l’iniziativa di Banca d’Italia e Ocse

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(Adnkronos) – Quale ruolo può svolgere la cultura finanziaria per sostenere il benessere economico e finanziario individuale e collettivo e quali sfide attendono le istituzioni, come la Banca d’Italia, impegnate nel promuovere questa cultura?Se ne discute oggi nel corso del Simposio internazionale sull’alfabetizzazione finanziaria organizzato dalla banca d’Italia in collaborazione con l’Ocse/Infe, con la partecipazione di autorità, esperti e accademici di alto livello da tutto il mondo.  L’Ocse/Infe è un Network Internazionale sull’Educazione Finanziaria a cui aderiscono 131 Paesi con l’obiettivo di sostenere i membri nel promuovere l’educazione finanziaria nelle proprie giurisdizioni, attraverso il disegno e l’attuazione di strategie nazionali, la definizione di iniziative formative, l’individuazione di soluzioni innovative, il monitoraggio dei progressi.  Il Simposio, aperto dal Direttore generale della Banca d’Italia, Federico Luigi Signorini e da Carmine di Noia, Director for Financial and Enterprise Affairs, dell’Ocse, si articola in tre sessioni.  Nella prima sessione si confrontano le politiche di educazione finanziaria a supporto delle persone vulnerabili dal punto di vista finanziario sviluppate in diversi Paesi del mondo.

Ma chi sono le persone finanziariamente vulnerabili?Le loro caratteristiche e le cause che le possono renderle tali possono cambiare da paese a paese a seconda dei contesti socio-economici e nel tempo.

I migranti, le donne e i giovani sono tradizionalmente i gruppi che più di altri richiedono attenzione e politiche mirate a promuovere non solo la loro inclusione finanziaria ma anche la loro capacità di costruire e sostenere in maniera autonoma il proprio benessere finanziario (empowerment).  Iniziare dai più giovani è considerata una politica imprescindibile, particolarmente nei Paesi dove il disagio sociale è più diffuso, anche per spezzare circoli viziosi di povertà.Come e quando raggiungere al meglio queste fasce di popolazione con politiche di educazione e di inclusione finanziaria efficaci saranno le domande al centro del confronto tra paesi con esperienze e livelli di sviluppo molto diversificati.

In questa sessione si confronteranno, infatti, responsabili delle politiche di educazione e inclusione finanziaria di Brasile, Canada, India, Indonesia, Olanda e Sud Africa. Nella seconda sessione si discutono le principali evidenze sui livelli di alfabetizzazione finanziaria nel mondo e le implicazioni per le strategie di educazione finanziaria.Per poter individuare i target delle politiche, disegnare le strategie e monitorare i progressi, la misurazione dei livelli di alfabetizzazione finanziaria, anche digitale, è fondamentale.

L’Ocse/Infe promuove dal 2016 un esercizio coordinato a cui un numero crescente di Paesi partecipa (circa 40 nella rilevazione 2023) e che rappresenta uno standard a cui anche la Commissione Europea si è rifatta nella sua recente rilevazione flash (Eurobarometer).In questa sessione i relatori si confronteranno su quali indicazioni emergono dalle rispettive indagini sui livelli di alfabetizzazione finanziaria, anche digitale, delle diverse fasce della popolazione.

Un punto portato all’attenzione è anche la diversità dei risultati nei paesi in cui la popolazione è più anziana, come in Italia.Dove la popolazione è più anziana i livelli di alfabetizzazione finanziaria possono risultare più bassi per una molteplicità di ragioni (minore scolarizzazione, minore digitalizzazione, comportamenti e atteggiamenti finanziari diversi dal resto della popolazione che non vengono correttamente colti dalle attuali misure di alfabetizzazione finanziaria). Ma quali programmi di educazione finanziaria funzionano davvero, per chi, quando e per quanto tempo producono effetti?

Quali sono le sfide principali che chi fa educazione finanziaria deve affrontare per raggiungere i destinatari ultimi in maniera efficace e come si possono misurare i risultati a fronte delle risorse impiegate?Queste sono le domande che sono affrontate nell’ultima sessione della conferenza.

La Banca d’Italia, insieme al Politecnico di Milano, ha valutato l’efficacia del programma di educazione finanziaria della Banca d’Italia per le scuole.Lo studio ha evidenziato che il programma è in grado di innalzare il livello di alfabetizzazione finanziaria tra gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, ed è particolarmente efficace per gli studenti che provengono da contesti socio-economici svantaggiati.

Ciò significa che la scuola, attraverso insegnanti con una formazione adeguata, può aiutare a ridurre i divari di competenze finanziarie dei giovani che possono derivare dai più diversi contesti familiari. —finanzawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Antonino Siniscalchi: Juve Stabia e Sorrento, il derby della costiera

Antonino Siniscalchi, corrispondente de Il Mattino, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 21:00 sui canali social ViViCentro.

Le dichiarazioni di Antonino Siniscalchi sul Sorrento e sul prossimo derby con la Juve Stabia rilasciate durante la decima puntata del nostro talk show sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“Juve Stabia e Sorrento si ritrovano domenica in un derby che direi della Costiera, visto che sono le squadre più importanti della zona.

Juve Stabia e Sorrento si incontrano dopo qualche anno ma in realtà hanno una lunga storia di risultati che hanno caratterizzato il loro cammino nei rispettivi Campionati. Pensate che il precedente più lontano è nel 51/52.

Due squadre che per certi aspetti rivestono un’importanza contrapposta.

Castellammare passionale, decisa, determinata.

Sorrento un po’ più distaccata.

La Juve Stabia rispecchia la sua classifica più importante. Il Sorrento al sedicesimo posto ha lasciato qualche punto che non meritava di lasciare!

L’obiettivo primario del Sorrento è la salvezza. Ma viste le ultime prestazioni, soprattutto con Foggia e Taranto, penso abbia le potenzialità per venire fuori dalle sabbie mobili della classifica.

Il Sorrento può dare di più vista la società solida e la complicità tra Società, allenatore e giocatori!”

Le conclusioni di Antonino Siniscalchi

“Giocare a Potenza costa tanto dal punto di vista tecnico, perché giochi ogni settimana fuori casa con 150 chilometri di distanza. Spesso si è costretti a partire il giorno prima. Costa tanto per le spese che sostenute non ha permesso alla Società di ingaggiare almeno altri due o tre calciatori.

Su quattro derby su sei giocati finora quattro sconfitte. Quello con il Giugliano è stato un risultato bugiardo rispetto alle prestazioni del Sorrento. La squadra ha le potenzialità per fare punti anche nei derby.

Il probabile undici sarà su un 4-3-3. Sarà confermato il portiere stabiese Del Sorbo, un ragazzo promettente, già titolare della scorsa stagione. Il resto sarà un ballottaggio tra Scala e Martignago, visto che è l’autore della rete decisiva contro il Taranto. Cambia poco, perché il piano di gioco del Sorrento è la determinazione della squadra per risalire in classifica!”