Una splendida giornata di sole ha fatto da cornice alle celebrazioni per gli eroi della Resistenza stabiese. Una marea umana, di volti giovani e meno giovani, ha invaso le strade del centro per celebrare il sacrificio dei martiri della Resistenza. Tra lo sventolio delle bandiere e le note solenni delle marce militari, la città ha risposto “presente” alla chiamata della memoria, trasformando la ricorrenza in un potente messaggio di unità e libertà.
Il corteo ha preso il via dalla storica cornice di Piazza Matteotti. Al suono solenne degli inni, tra le bandiere che garrivano orgogliose al vento, il gruppo, guidato dalle massime autorità civili e militari, affiancate dai rappresentanti delle associazioni d’arma e dei partigiani, si è mosso in un’atmosfera di profondo rispetto.
Oltre all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e all’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, è stata massiccia la partecipazione di tutto il mondo dell’associazionismo locale: in prima linea l’Associazione Nazionale Carabinieri, l’Associazione Protezione Verde Pro Natura, l’ANGE (Guardie Zoofile Napoli distaccamento Monti Lattari), la Pro Loco di Castellammare di Stabia e numerose altre sigle del territorio, presenti con i loro volontari, a testimonianza di una rete civile sempre vigile e partecipe.
Di particolare rilievo è stata la presenza del comitato “Gioventù che Resiste”, intervenuto con un numero molto alto di ragazzi, portando una ventata di energia e impegno civile alla manifestazione.
Ma a colpire maggiormente è stata la grande partecipazione della gente comune: famiglie, bambini e anziani hanno camminato fianco a fianco, uniti dal desiderio di non disperdere il patrimonio morale lasciato dai propri martiri.
La sfilata si è snodata lungo Corso Vittorio Emanuele, in una lunga scia tricolore, fino a raggiungere il cuore della celebrazione in Piazza Principe Umberto. Qui, in un silenzio carico di emozione, interrotto solo dalle note del “Silenzio” d’ordinanza e dell’”Inno di Mameli”, è stata deposta una corona d’alloro davanti al Monumento ai Caduti.
Il gesto simbolico ha suggellato il legame indissolubile tra la città di Castellammare e coloro che, nel settembre del 1943, scelsero la via del coraggio per difendere il cantiere e la dignità di un intero popolo. Ricordare oggi, non è solo un atto formale, ma un dovere verso chi ha pagato con la vita la nostra libertà.
Dopo i saluti e i ringraziamenti alle associazioni e ai corpi militari presenti, nel discorso del sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Vicinanza, il richiamo ai pericoli della guerra mondiale che incombono su tutti noi:
“Qui in Europa, nel Mediterraneo, nel Vicino Oriente c’è una guerra violenta e inumana. Stiamo perdendo il senso dell’umanità. Non solo gli autocrati al potere in importanti paesi stanno disprezzando le regole della convivenza civile, ma persino le nostre democrazie occidentali, che hanno garantito per ottant’anni benessere, sicurezza, pace e sviluppo, si mostrano sfibrate, incerte, disorientate.
Un grande filosofo del Novecento, Benedetto Croce – ha continuato il sindaco – avrebbe detto: le forze oscure della storia stanno riemergendo improvvisamente. Castellammare si fregia sul suo Confalone della Medaglia d’oro al Merito Civile. Fu conferito dal Presidente Carlo Azelio Ciampi. Castellammare se l’è meritata questa medaglia d’oro, perché nel settembre di 83 anni fa, nel settembre del1943, Castellammare ha combattuto per difendere la sua dignità, la sua libertà. Kesselring aveva dato ordine di distruggere tutto e gli operai, i militari, i marinai di Castellammare difesero il Cantiere Navale.
Per rappresaglia i nazisti, spalleggiati dalla canaglia fascista, – ha ricordato il primo cittadino –fucilarono cinque persone innocenti, tra questi anche un bambino di appena 8 anni, Umberto Palatucci. Questo ricordo ci porta inevitabilmente alle parole che ha pronunciato in questi giorni nel suo viaggio in Africa, Papa Leone XIV, quando ha ricordato il bambino libanese che lo aveva accolto ed ora è stato assassinato. Come vedete, la storia, il suo flusso imponente, tumultuoso, a volte atroce, ritorna.
La vostra partecipazione così numerosa è il senso di uno spirito pubblico rinnovato. – ha concluso – Sono orgoglioso e vi ringrazio. Credo in questi mesi di aver indossato questa fascia tricolore con disciplina e onore. Mi considero un partigiano della mia città, insieme a tutti quanti voi per difenderla, per sostenerla, per farla crescere, perché ci sono in questa città forze neppure tanto oscure che vogliono ricacciarla nell’immobilismo. Viva la Resistenza, viva Castellammare, viva l’Italia antifascista!”
La manifestazione si è poi spostata nella suggestiva cornice della Villa Comunale. Qui, davanti al Monumento alla Resistenza, è stata deposta una seconda corona d’alloro, a sottolineare il legame profondo tra la cittadinanza e la lotta partigiana.
Un momento importante è stato anche il discorso di Giuseppe Di Massa, presidente della sezione locale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia). Di Massa ha preso la parola ricordando che la memoria non è solo un atto del passato, ma un impegno per il presente. Ha sottolineato l’importanza di trasmettere i valori di libertà e democrazia alle nuove generazioni, ricordando come Castellammare sia stata protagonista di una delle prime e più coraggiose rivolte contro l’occupazione nazifascista.
Altrettanto significativo è stato il passaggio davanti al Monumento al Marinaio, dove è stata deposta una terza corona d’alloro. In questa occasione, Vincenzo Amato, presidente dell’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia), sede di Castellammare, ha pronunciato parole toccanti, sottolineando il legame indissolubile tra Castellammare e il mare. Ricordandone i nomi, ha reso omaggio a quei marinai che difesero, con estremo coraggio, il Cantiere Navale e la dignità nazionale.
Proprio in Villa, una quarta corona d’alloro è stata deposta sotto la targa commemorativa dedicata a Domenico Baffigo, l’eroico comandante che guidò la difesa del Cantiere contro le truppe tedesche, pagando con la vita il suo coraggio.
Le corone d’alloro deposte sui monumenti ai caduti non sono un semplice decoro, ma un potente simbolo carico di storia e significato. L’alloro, infatti, rappresenta l’eternità e la fama che non appassisce mai, come il ricordo dei martiri che resta vivo nel tempo, nonostante il passare degli anni.
Un momento significativo anche nel finale. Davanti alle due lapidi sulla facciata di Palazzo Farnese, sede del municipio, che ricordano eventi tragici e significativi legati alla Seconda Guerra Mondiale, dopo l’omaggio dell’alloro, i rappresentanti di Gioventù che Resiste hanno ricordato i giovani stabiesi caduti per la lotta di liberazione.
Vedere così tanti ragazzi onorare i propri coetanei del passato ha segnato il passaggio del testimone dei valori di pace e libertà, chiudendo le celebrazioni con un forte messaggio di speranza per il futuro.
La giornata si è chiusa così, tra gli applausi e la commozione, con una certezza: il sacrificio di quei ragazzi non è stato vano e continua a vivere nel cuore pulsante di Castellammare, una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.






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