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Israele, Netanyahu: “Pronto a prolungare tregua ma guerra riprenderà”

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Il premier israliano Benjamin Netanyahu ha detto al presidente degli Stati Uniti Joe Biden che è disponibile a prolungare l’attuale tregua nella Striscia di Gaza, ma quando questa sarà finita la guerra riprenderà a piena forza. “Abbiamo portato a casa un altro gruppo di ostaggi, donne e bambini, e io sono commosso nel profondo del cuore, tutta la nazione è commossa, quando vedo le famiglie riunite”, ha detto il premier in un video, spiegando di aver parlato con il presidente americano e sottolineando che l’attuale tregua di quattro giorni può essere allungata, “un giorno ogni 10 ostaggi”.  Ma Netanyahu è stato chiaro con Biden: “Alla fine dell’accordo, noi ritorneremo alla piena forza per raggiungere i nostri obiettivi: distruggere Hamas, assicurare che Gaza non ritorni a quello che era e naturalmente liberare tutti gli ostaggi.Sono sicuro – ha concluso – che avremo successo in questa missione, perché non abbiamo altra scelta”. La Casa Bianca ha reso noto che nella telefonata “il presidente ha salutato il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas negli ultimi giorni, compresa la bambina americana”, Abigail Edan.

I “due leader hanno discusso della pausa nei combattimenti e l’aumento della tanto necessaria assistenza umanitaria a Gaza”. “I due leader hanno convenuto che il lavoro non è ancora concluso e che continueranno a lavorare per assicurare il rilascio di tutti gli ostaggi”, conclude il comunicato, sottolineando che il premier israeliano ha ringraziato il presidente “per il suo instancabile sforzo per aiutare a mediare e applicare a pieno l’accordo”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus-Inter 1-1, gol di Vlahovic e Lautaro

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Juventus e Inter pareggiano 1-1 nel big match della 13esima giornata della Serie A 2023-2024.I nerazzurri salgono a 32 punti e conservano il primo posto in classifica con 2 lunghezze di vantaggio sui bianconeri, secondi a quota 30.

La Juve passa in vantaggio al 27′ con Vlahovic, l’Inter replica al 33′ con Lautaro.   Allegri per il big match allo Stadium si affida a Szczesny tra i pali, con Gatti, Bremer e Rugani in difesa.La sorpresa è Nicolussi Caviglia dal 1′ con Rabiot e McKennie a centrocampo.

Sulle fasce ci sono Kostic e Cambiaso e in avanti la coppia formata da Chiesa e Vlahovic.Inzaghi dovendo fare a meno di giocatori come Pavard e Bastoni, schiera in difesa Darmian, De Vrij e Acerbi.

Gli esterni sono Dumfries e Dimarco, mentre in mediana ci sono Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan.Lautaro Martinez e Thuram in attacco. La Juve parte forte e al 1′ Chiesa serve Rabiot di tacco sulla sinistra, il francese crossa al centro per Cambiaso che colpisce al volo con il mancino, non trovando lo specchio.

La risposta nerazzurra arriva al 4′ con Thuram che ci prova di testa sulla punizione di Dimarco.La gara è aperta e al 15′ su una rimessa lunghissima di McKennie in area, Chiesa si ritrova la palla ad altezza del dischetto del rigore, ma con il mancino manca completamente la porta.

Il botta e risposta porta al 18′ Lautaro a colpire di testa trovando la presa di Szczesny.I bianconeri affondano ancora al 27′ e trovano il vantaggio: Vlahovic fa partire l’azione stoppando un pallone difficile sulla trequarti e lanciando Chiesa in campo aperto, che serve nuovamente l’attaccante in area, colpo di prima con il piattone destro di Vlahovic e gol dell’1-0.

La reazione dell’Inter è immediata e al 31′ ci prova Barella che però strozza la conclusione.Il gol arriva poco dopo.

Al 33′, con un’azione avviata da un intervento sospetto di Darmian su Chiesa, palla per Thuram che crossa basso al centro dell’area con Lautaro che anticipa Gatti e con il destro batte Szczesny per l’1-1.
 Ad inizio ripresa al 50′ bella giocata di Barella che serve in area Mkhitaryan con il tacco, l’armeno tocca per Thuram che non riesce ad impegnare Szczesny.Dopo un primo tempo giocato su ottimi ritmi, le due squadre tendono a non esporsi troppo per non concedere nulla agli avversari.

Carosello di cambi da parte di Inzaghi ed Allegri ma non accade più nulla di importante con le due squadre che si accontentano del pari.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Ti ha invitato Mattarella”, Fazio sorprende Sinner – Video

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(Adnkronos) – Gli azzurri trionfatori in Coppa Davis saranno ricevuti dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.Fabio Fazio annuncia la notizia a Jannik Sinner, stella del tennis tricolore, nel collegamento a Che tempo che fa. “Ok”, dice il 22enne, sorpreso dalla comunicazione. “Grazie, l’ho saputo ora”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Davis, Mattarella riceverà gli azzurri il 21 dicembre

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(Adnkronos) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 21 dicembre riceverà gli azzurri del tennis che hanno conquistato la Coppa Davis 2023 superando l’Australia in finale a Malaga.Il trionfo porta la firma di Jannik Sinner, Matteo Arnaldi, Lorenzo Sonego, Lorenzo Musetti e Simone Bolelli, guidati dal capitano Filippo Volandri. “Lo sport italiano non smette di farci emozionare.

L’Italia del Tennis si aggiudica la Coppa Davis 2023.Un risultato storico: l’unica vittoria della nostra Nazionale in questa competizione risale al 1976.

Complimenti ai nostri tennisti per il talento e l’impegno dimostrato e a tutto lo staff”, scrive Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, sui social. A Malaga, a fare il tifo, anche il ministro dello Sport Andrea Abodi. “E’ una grande gioia essere qui.Non è un successo casuale.

Sono convinto che avremo altre occasioni come queste.C’è una scuola frutto di un lavoro certosino.

Non c’è solo il maschile ma anche il femminile.La felicità di questi giovani è incredibile, sono il futuro”, dice a Sky. “Sinner?

Mi sorprende come tennista e come uomo.Ha i valori giusti e un talento assoluto”, aggiunge.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Coppa Davis, Sinner: “Vittoria speciale, grazie a tutti gli italiani”

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“Dico grazie a tutti gli italiani”.Jannik Sinner festeggia dopo il trionfo in Coppa Davis.

L’Italia batte l’Australia in finale e conquista il trofeo per la seconda volta nella propria storia, interrompendo un digiuno di 47 anni.Sinner, numero 4 del mondo, mette il punto esclamativo all’impresa battendo Alex De Minaur nel secondo e decisivo singolare. “E’ una vittoria particolare, speciale.

Sapevamo di avere un ottimo gruppo.Siamo riusciti a mettere i pezzi insieme”, dice il 22enne a Sky Sport. “Dico grazie a tutti gli italiani e a tutto il pubblico che ci ha creduto anche quando le cose sono andate male.

Io ho portato tanta energia da Torino, dalle Atp Finals.In semifinale eravamo ad un punto dall’eliminazione, invece siamo qui ad alzare la Coppa”, aggiunge. “Sono molto orgoglioso di questi ragazzi, sono felice che siamo riusciti a fare tutto, grazie a chi ci ha seguito e supportato.

Siamo un gruppo molto unito.Ora possiamo festeggiare”, dice il capitano Filippo Volandri. “Questo progetto è partito da lontanissimo, abbiamo affrontato un miliardo di difficoltà ma siamo stati vicini.

Ho sempre avuto il supporto di questi ragazzi, anche di Berrettini, da quando è arrivato abbiamo ancora fatto di più famiglia.Sono super orgoglioso, non ho parole”, aggiunge. “Il capitano ha indovinato tante cose.

Si è riuscito a creare un gruppo di amici, contro il mio parere.La forza di questa squadra credo sia stata questa”, dice Angelo Binaghi, presidente della Fitp, a Sky. “Arnaldi ha tirato fuori energie impensabili, giocando male, un incontro individuale lo avrebbe perso.

Sinner è un discorso a parte.E’ una bella storia, mi ricordo quello che l’opinione pubblica diceva due mesi fa, quando aveva detto che non avrebbe giocato a Bologna”. “Non ci dobbiamo dimenticare anche di Fabio Fognini che oggi ha vinto un torneo in Spagna e può dare ancora un contributo importante a questa ascesa vertiginosa del tennis italiano.

Poi anche le donne anche hanno perso in finale.Un’annata clamorosa”, ha aggiunto Binaghi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

GP Abu Dhabi: Verstappen chiude la stagione 2023 come l’aveva aperta

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Cala la sera sul tracciato di Yas Marina per l’ultimo appuntamento dell’anno. Gli ultimi 58 giri della stagione che, anche in questa circostanza, vedono salire sul podio l’uomo che l’ha dominata dall’inizio alla fine: Max Verstappen. L’olandese chiude davanti a tutto davanti a Charles Leclerc e George Russell. Con il terzo posto del pilota inglese, che ha avuto la meglio sui due piloti della McLaren, permettono alla Mercedes di concludere la stagione al secondo posto nella classifica costruttori, davanti alla Ferrari.

Ferrari chiude terza nei costruttori

Ferrari, dunque, saluta il 2023 al terzo posto in classifica nei costruttori. Da segnalare la seconda posizione di Leclerc che riesce, in mezzo ad Alonso, Sainz e Norris ad avere la meglio nel mondiale piloti, chiude la stagione a parti punti con Alonso al quarto posto in classifica. Da dimenticare, invece, la prestazione del compagno di squadra Sainz che, dovendo scontare il pit obbligatorio nell’ultimo giro, non è più rientrato in pista.

GP Abu Dhabi
FONTE FOTO: Scuderia Ferrari su X

L’ultima top ten dell’anno

Buona prestazione per entrambe le McLaren che chiudono in quinta e sesta posizione con Norris e Piastri. L’australiano ha perso in partenza la posizione sia sul compagno di squadra che su Russell, ma conclude comunque una stagione che non può che ritenersi positiva. Settima posizione, invece, per Fernando Alonso davanti a un super – quasi da dover definire come MVP – Yuki Tsunoda, davanti a Lewis Hamilton e Lance Stroll che chiude l’ultima top ten della stagione.

Fuori dalla zona punti del GP d’Abu Dhabi

Fuori dalla zona punti, invece, le due Alpine con l’undicesima posizione di Ocon e la tredicesima di Gasly. Stessa sorte per le due Williams: quattordicesima posizione per Albon e sedicesima per Sargeant. Ultimi posti per le due Alfa con Zhou e Bottas e per la Haas di Kevin Magnussen.

GP d’Abu Dhabi concluso: finisce così la stagione 2023

E anche lo spettacolo di Yas Marina volge al termine. La stagione 2023 di Formula 1 cala il sipario con un grande dominatore di nome Max e di cognome Verstappen. Appuntamento al 2024.

Editoriale Juve Stabia: Smettiamola con le critiche, la Juve Stabia fa sognare anche a Messina!

La Juve Stabia di scena allo Stadio Franco Scoglio sbanca Messina, conquistando tre punti fondamentali per la classifica.

Nel nostro editoriale su Acr Messina – Juve Stabia esprimiamo il nostro pensiero sulla quindicesima di campionato: le Vespe indipendentemente dai risultati delle inseguitrici impegnate oggi e domani (Avellino, Benevento e Picerno) resteranno ancora in vetta.

La Juve Stabia vince contro il Messina e si attesta a ben32 punti dopo 15 gare.

Il racconto della gara

Passo lento, per ben trentacinque minuti tra Messina e Juve Stabia, il punteggio si mantiene sullo 0-0. Match equilibrato, se vogliamo, ma la capolista non può e non deve esserlo troppo. C’è bisogno del colpo di scena, dell’elemento cruciale, della scintilla. Detto, fatto. E’ di Bellich il goal del vantaggio: studio, agisco, penso, rispondo, di testa e di piedi questa è la gara del centrale difensivo delle Vespe e di tutta la Juve Stabia.

Così è stata gestita e impostata la partita da Mister Pagliuca. Un match importante per segnare il destino delle due squadre: proseguire in vetta per i gialloblù, probabile necessità di cambi per i messinesi.

La personalità e l’uomo Pagliuca

Una Juve Stabia tenace che non ha paura di mostrare personalità. Ma analizziamo il significato di personalità: si intende l’insieme delle caratteristiche psichiche e delle modalità comportamentali (inclinazioni, interessi, passioni) che definiscono il nucleo delle differenze individuali, nella molteplicità dei contesti in cui la condotta umana si sviluppa (fonte wikipedia).

Ad onor del vero, oltre l’individualità, la Juve Stabia è la squadra del gruppo, del senso di appartenenza.

Mister Pagliuca, in questo, si sta dimostrando un vero maestro, con degli allievi sublimi nel seguirlo in tutto e per tutto.

Ma chi ad inizio stagione avrebbe mai immaginato che una rosa costruita per la salvezza fosse capace di tanta emozione? Chi mai avrebbe immaginato che in un Campionato fatto da grandi realtà, quella stabiese avrebbe fatto sognare una piazza intera?

E’ vero, il calcio è fatto, spesso, di eventi. Ma è anche realtà assoluta che questa squadra non abbassa mai la testa. E poco importa delle assenze. Ciò che conta è la presenza in campo. Ognuno ha la sua possibilità di fare bene e tutti la sfruttano al meglio!

Juve Stabia: grinta e determinazione

“Resistere significa semplicemente tirar fuori i coglioni; e minori sono le tue possibilità e più dolce sarà la vittoria.” Che grande spunto di riflessione questa citazione di Bukowski.

La determinazione e l’umiltà, due grandi qualità che sembrano spontanee per i ragazzi gialloblù. Non arrendersi, mai.

E allora con tanta dolcezza che si festeggi questo ennesimo traguardo. Non tutti nascono con lo stesso talento, sarebbe stupido negarlo, ma ogni giorno che si dedica a perfezionare l’ “arte” individuale con determinazione, si aumentano esponenzialmente le chances di successo del gruppo.

Le conclusione del nostro editoriale su Messina – Juve Stabia

Mister Pagliuca, che ti piaccia o no, gli stabiesi ammirano le qualità di questo gruppo, e di conseguenza te, comandante in prima! Castellammare ama darsi obiettivi sfidanti. Sporcarsi i piedi per raggiungerli però è tutt’altra storia!

Avere un obiettivo ambizioso è solo fonte di ispirazione, visto che questa rosa sa bene come trattare le attività quotidiane necessarie per raggiungerlo. Un po’  come una palestra per la loro determinazione, e per i sogni della Piazza!

Roma-Udinese 3-1, tris giallorosso: gol di Mancini, Dybala e El Shaarawy

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La Roma batte l’Udinese per 3-1 nel match della 13esima giornata della Serie A 2023-2024 e torna al successo all’Olimpico dopo il pari nel derby.I giallorossi si impongono con i gol di Mancini, Dybala ed El Shaarawy, trovando la quinta vittoria nella ultime sette gare e salendo al quinto posto in classifica con 21 punti, con il sorpasso su Fiorentina e Atalanta.

L’Udinese invece resta a 11 punti al quart’ultimo posto.  Il tecnico giallorosso Mourinho per la sfida con i friulani ripropone il rientrante Pellegrini sulla trequarti con Paredes in regia e con Cristante a centrocampo, Karsdorp e Spinazzola esterni con la coppia d’attacco formata da Dybala e Lukaku.Cioffi risponde con Success prima punta supportato da Thauvin e Samardzic.

Joao Ferreira preferito a Masina in difesa. La Roma controlla l’avvio di gara e tenta l’affondo al 15′: angolo di Pellegrini, colpo di testa di Mancini che manda a lato.Il difensore giallorosso poco dopo però trova il gol del vantaggio.

Al 20′ punizione tagliata di Dybala per la testa di Mancini sul secondo palo che questa volta batte Silvestri per l’1-0.L’Udinese fatica a trovare spazi e la Roma al 22′ ci prova con Pellegrini ma la conclusione di prima intenzione trova pronto Silvestri. Ad inizio ripresa ancora Roma pericolosa da calcio da fermo.

Al 50′ angolo di Pellegrini e colpo di testa a botta sicura di Lukaku che esce di poco al lato.Al 52′ si vede l’Udinese con Thauvin con un sinistro potente dalla distanza che termina di poco a lato.

Al 54′ ci prova Walace ma è attento Rui Patricio che para in due tempi.La Roma però arretra e i bianconeri trovano il pari: al 57′ cross di Payero sul secondo palo dove Thauvin è pronto a staccare di testa e battere Rui Patricio per l’1-1.

Mourinho vuole la vittoria ed inserisce Azmoun ed El Shaarawy per Spinazzola e Pellegrini.  Al 72′ la Roma torna avanti con un tocco sotto di Azmoun che Silvestri tocca leggermente, Bijol salva ma il gioco viene fermato per fuorigioco dell’attaccante giallorosso.Il pressing della squadra di Mourinho sale e al 76′ su punizione di Paredes, stacca di testa Cristante che manda di poco a lato.

Mou cambia ancora e inerisce Bove e Zalewski per Paredes e Karsdorp.All’81’ il forcing della Roma viene premiato: servizio in verticale di Bove per Azmoun e poi per Lukaku, tocco perfetto di prima per Dybala che, davanti a Silvestri, non sbaglia con il sinistro e sigla il 2-1.

Nel finale la Roma continua a spingere e al 90′ cala il tris: Lukaku difende bene la sfera e scarica per Bove che tocca per El Shaarawy che di prima intenzione con un perfetto tiro a giro batte ancora Silvestri e chiude 3-1.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trionfo azzurro, l’Italia vince la Coppa Davis dopo 47 anni: Australia battuta in finale

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L’Italia vince la Coppa Davis 2023 e conquista il trofeo per la seconda volta nella storia, dopo il successo del 1976.A Malaga, gli azzurri battono in finale l’Australia per 2-0 grazie ai successi di Matteo Arnaldi, che supera in 3 set Alexei Popyrin (7-5, 2-6, 6-4), e di Jannik Sinner, che piega Alex De Minaur per 6-3, 6-0. Il numero 4 del mondo, giocatore più in forma nel tennis mondiale in questo momento, è il protagonista assoluto del trionfo.

Nei quarti di finale contro l’Olanda e in semifinale contro la Serbia di Novak Djokovic conquista ‘un punto e mezzo’, con le vittorie in singolare e nel doppio in coppia con Lorenzo Sonego.In finale, Sinner non deve fare gli straordinari: è sufficiente vincere il match contro De Minaur, sconfitto dal 22enne altoatesino in tutti i 6 confronti diretti.  

 
Sinner-De Minaur 6-3, 5-0 – L’australiano prova a cancellare lo zero dalla casella dei game vinti nel secondo set: dal 40-15, però, si arriva al match point.

De Minaur lo cancella e si ripete anche sul secondo ‘Davis Cup point’.Il terzo è quello buono: Sinner vince, la Coppa Davis 2023 è dell’Italia. 
Sinner-De Minaur 6-3, 5-0 – L’azzurro martella, 5-0. 
Sinner-De Minaur 6-3, 4-0 – De Minaur lotta su ogni palla, ma non c’è più partita. 
Sinner-De Minaur 6-3, 3-0 – Sinner gioca sul velluto, 3-0 senza sussulti. 
Sinner-De Minaur 6-3, 2-0 – De Minaur, avanti 40-15, si spegne.

Sinner inanella 4 punti di fila e mette a segno il pesantissimo break che lancia l’Italia verso il traguardo. 
Sinner-De Minaur 6-3, 1-0 – Il tema tattico non cambia in avvio di secondo set.Sinner tiene il servizio, De Minaur corre ma non trova contromisure. 
Sinner-De Minaur 6-3 – Appena Sinner accelera, De Minaur va fuori giri.

Arriva il secondo break per l’azzurro, che chiude il primo set per 6-3 in 45′. 
Sinner-De Minaur 5-3 – Sinner gestisce il primo mini-passaggio a vuoto del match.Sotto 0-30, il 22enne concede una palla break: risale la china con 3 prime di servizio e chiude il game con uno smash agevole. 
Sinner-De Minaur 4-3 – De Minaur rimane in scia, riuscendo ad abbreviare gli scambi quando il servizio lo sostiene. 
Sinner-De Minaur 4-2 – Sul proprio turno di servizio, Sinner marcia con il pilota automatico: 4-2. 
Sinner-De Minaur 3-2 – De Minaur percorre chilometri da un lato all’altro del campo.

La velocità dell’australiano è un fattore che incide, 3-2. 
Sinner-De Minaur 3-1 – De Minaur prova a variare il copione tattico per uscire dagli scambi che Sinner comanda con potenza e precisione superiore.L’australiano non sfonda, 3-1. 
Sinner-De Minaur 2-1 – Sinner alza il ritmo e arriva il break.

De Minaur si difende con un lob impreciso, 2-1 per l’azzurro. 
Sinner-De Minaur 1-1 – L’azzurro fatica un po’ a carburare: 2 errori gratuiti, game ai vantaggi.Due prime palle risolvono tutto. 
Sinner-De Minaur 0-1 – De Minaur apre il match con un game perfetto.  Arnaldi comincia strappando il servizio al rivale, Popyrin recupera subito il break (3-3) e annulla il gap conquistando 8 punti consecutivi.

Il set prosegue tra gli errori di entrambi i giocatori, con chance sprecate a ripetizione.Avanti 5-4, Arnaldi non concretizza nessuno dei 3 set point a disposizione.

Sul 5-5, è bravo ad annullare 2 pesantissime palle break.Anche Popyrin si inceppa e lo fa nel momento chiave: Break nel 12esimo game, primo set azzurro (7-5). Il ligure esce dal match nel secondo set, lasciando campo al rivale che vola sul 4-0 con 2 break e deve solo amministrare il gioco per pareggiare: 6-2, verdetto rinviato al terzo parziale.

Si continua a procedere a strappi, tra una valanga di errori gratuiti.Arnaldi rischia di complicarsi costantemente la vita sul proprio servizio: i doppi falli totali sono 9, le palle break concesse e salvate nel set sono 8.

Nel momento clou, l’azzurro finalmente sale di livello e si porta fino al 5-4.Quando conta di più, Arnaldi non sbaglia: break e vittoria per 6-4. “Non ho giocato molto nelle ultime settimane.

Ho vinto una delle partite più importanti della mia vita, non so cosa dire…Ora tocca a Jannik, lui è sempre pronto”, dice l’azzurro, cedendo il testimone a Sinner.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Assaltano in 200 sede Pro Vita, trovata anche una molotov

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(Adnkronos) – Assalto alla sede di Pro Vita e Famiglia a Roma: la Digos indaga sulla bottiglia con all’interno polvere pirica trovata questa mattina negli uffici di viale Manzoni, nel corso di un sopralluogo della polizia dopo il blitz messo a segno ieri dalle frange più estremiste – circa 200 persone, alcune a volto coperto – del corteo contro la violenza sulle donne.Da una prima ricostruzione la molotov sarebbe stata introdotta attraverso un vetro rotto nella parte superiore della saracinesca d’ingresso, proprio ieri nel corso del blitz.  Sul posto questa mattina è intervenuta anche la polizia scientifica e gli artificieri che hanno messo in sicurezza l’ordigno e lo hanno sequestrato.

Sulla sede di viale Manzoni sono state trovate diverse scritte come ‘Aborto libero Acab’, ‘Morite scegliamo aborto libero’, ‘Bruciamo i pro vita’.Scritte realizzate ieri durante il blitz.  Da quanto ricostruito dalla polizia, ieri, quando la testa del corteo aveva già raggiunto piazza San Giovanni, circa duecento manifestanti che si trovavano in coda, alcuni anche a volto coperto, si sono staccati e hanno provato ripetutamente a forzare il blocco delle forze dell’ordine posto a protezione della sede di Pro Vita, cercando di arrivare allo scontro: hanno tolto le transenne e hanno iniziato a lanciare fumogeni e bottiglie di vetro contro l’edificio e le forze ordine.

A quel punto sono stati respinti dagli agenti in tenuta anti sommossa.I manifestanti però nemmeno in quel caso hanno desistito e hanno continuato le pressioni finché, grazie a un’opera di mediazione da parte della polizia, si sono allontanati.  A far trapelare il ritrovamento dell’ordigno era stato Jacopo Coghe di Pro Vita e famiglia: “Oggi, nel recarci presso la nostra sede di @ProVitaFamiglia dopo i violenti e criminali attacchi transfemministi di ieri durantela manifestazione contro la violenza sulle donne di #nonunadimeno, abbiamo rinvenuto un piccolo ordigno esplosivo dentro i nostri uffici, fortunatamente non entrato in funzione.

Siamo sconvolti da questo vero e proprio atto terroristico, volto a intimidirci”, ha scritto Coghe sui social, aggiungendo: “Ancora più di ieri ci aspettiamo dal sindaco Roberto Gualtieri e dal segretario del Pd Elly Schlein, che hanno partecipato alla manifestazione contro la violenza sulle donne, di prendere le distanze e condannare questi atti violenti e criminali.Li invitiamo a venire a trovarci e a vedere con i loro occhi la furia ideologica che, incurante della presenza della polizia, ha prodotto danni ingenti e solo per caso non ha trovato i nostri collaboratori presenti all’interno, che altrimenti sarebbe stati in serio pericolo.

Quanto successo è un attacco non solo a noi ma alla libertà di pensiero e alla democrazia stessa, per questo rimanere in silenzio e non condannare il gesto significherebbe essere complici e avallare i gesti di questi criminali”.     —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Editoriale, parte col botto il Mazzarri bis: Napoli batte Atalanta, a domicilio, per 2-1

In questo nostro editoriale vi raccontiamo della vittoria al Gewis Stadium di Bergamo da parte del Napoli della nuova era Mazzarri contro l’Atalanta di Giampiero Gasperini che frutta tre punti agli azzurri che consolidano il quarto posto in classifica.

18 Ottobre 2009, Stadio San Paolo: Napoli e Bologna si sfidavano sul prato verde, in quella che fu la gara d’esordio assoluto di Walter Mazzarri sulla panchina azzurra. Ieri sera come allora, a 14 anni di distanza, il tecnico di San Vincenzo battezza il suo ritorno alla guida dei partenopei e il risultato, ironia della sorte, è lo stesso di quasi 3 lustri fa: Napoli vittorioso per 2-1.

Il destino mischia le carte e sembra quasi divertirsi con i corsi e ricorsi storici, in una serata densa di significati perché in essa coincidono due eventi assai impattanti della recente storia del Napoli: se da un lato c’è entusiasmo per il (sopr)avvento di Walterone, d’altro canto c’è commozione nel terzo anniversario della scomparsa del Diez immortale.

Il pensiero delle piazza azzurra su Mazzarri

Tifoseria e critica aspettavano con ansia di toccare con mano i primi effetti concreti del Mazzarri 2.0, con la consapevolezza che solo il campo avrebbe potuto tacere almeno i primi dubbi e fornire qualche riscontro più autorevole. Gli interrogativi erano tanti. Tra chi etichettava l’ex coach dell’Inter come bollito, chi era pronto a spergiurare che non avrebbe mai abdicato ai suoi fedelissimi 3-5-2 o 3-4-3 e chi – più ancor semplicemente  – preferiva ritenerlo inadeguato per la causa.

La prudenza suggeriva concludere che anche solo veder vibrare le corde dell’anima, a una squadra parsa spaesata nelle idee di campo e nell’approccio mentale, sarebbe stato un inizio da non buttar via. In realtà c’è stato tanto ma tanto di più.

Walter, del resto, una cosa ce l’aveva detta e ripetuta, ma forse non tutti gli avevano dato il credito che avrebbe meritato: “il Napoli l’ho studiato a memoria”. Il rettangolo di gioco ci ha dimostrato che non erano solo frasi di circostanza, ma che evidentemente l’aggiornamento tattico c’era stato per davvero.

Gongolano gli azzurri, che colgono così la prima vittoria in stagione contro una big, tra campionato e Champion’s. Proprio nel giorno del ritorno di Walterone da San Vincenzo.

Che sia solo una coincidenza o meno, è ancora troppo prematuro stabilirlo. Che fosse necessario un cambio alla guida tecnica, beh, di questo s’erano acquisite tutte le certezze già da parecchie settimane.

Walterone eredita dove Rudy non è riuscito.

Ricostruisce dalle macerie di una squadra dall’identità smarrita. E si sa, quando le cose non girano, anche la sfortuna trova terreno fertile: Osihmen assente da 1 mese e mezzo ( al rientro solo nella ripresa di ieri sera), con l’aggiunta dei recenti azzoppati Mario Rui, Lindstrom e Meret. Aggiungici un Anguissa apparso parecchio fuori fase negli ultimi tempi ( con altri interpreti ben lontani dai loro migliori livelli di performance) e la “ciliegina sulla torta” che irrompe impetuosa sul finire della prima frazione di questo gelido pomeriggio bergamasco: Mathi Olivera, unico terzino a sinistra e peraltro anche in un discreto stato di grazia, si fa male da solo in modo grave e serve l’intervento dei sanitari per accompagnarlo fuori dal campo.

Il tutto contro un’Atalanta che è la solita rognosa di sempre: pressing asfissiante a tutto campo, marcature sistematiche uomo su uomo, aggressività come marchio di fabbrica e qualità di livello importante espressa in tutti i reparti effettivi.

Editoriale: I temi tattici di Atalanta – Napoli

Che la musica sia diversa, dallo sterile spartito a cui ci eravamo tristemente abituati nel recente periodo, lo si capisce già dopo pochi minuti di match: 4-3-3 di Spallettiana memoria, tentativo apprezzabile di riproporre buona parte dei principi di gioco del Napoli scudettato, il che tradotto significa predominio nel palleggio, volontà di comandare la partita, linea difensiva ben compatta, scambi nello stretto, squadra corta e organizzata, con trame ben congeniate sia su palla inattiva sia nelle imbucate a liberare gli inserimenti a fari spenti alle spalle delle pressioni atalantine.

Il racconto in sintesi della gara nel nostro editoriale su Atalanta – Napoli

Scarseggiano nitide occasioni da goal, da una parte e dall’altra, perché l’attenzione è tanta da ambo le parti e scardinare l’equilibrio non è un’impresa facile per nessuno, ma è decisamente il Napoli a farsi preferire nella prima frazione.

E andrebbero pure in vantaggio, gli azzurri, poco dopo la mezz’ora, se solo la zuccata di Rrahmani non avvenisse in fuorigioco. Appuntamento solo rimandato perché, di lì a una decina di minuti, la testa buona sarà stavolta quella del genio di Tblisi, in proiezione da bomber consumato.

Al rientro dagli spogliatoi, l’Atalanta schiuma rabbia e carica a testa bassa. Il Napoli, poco a poco, finisce nella morsa della pressione orobica e perde qualche certezza nella proposta di gioco. L’1-1 di Lookman arriva nel pieno fulcro della pressione nerazzurra, che rimane martellante anche nel 15/20 minuti successivi, vedendosi annullare giustamente un goal per offside di Pasalic. Il Napoli vacilla ma non sbanda e Walterone, soprattutto, azzecca i cambi giusti. Si rivede, nella girandola, anche Victor Osihmen.

Poi, nel momento di massima sofferenza, la zampata di Elmas a coronamento di un recupero palla e una pressione alta eseguiti con i tempi corretti: il risultato finale non cambierà più, è 2-1 per gli azzurri.

Le emozioni e le considerazioni finali del nostro editoriale su Atalanta – Napoli

Il gelo di Bergamo diventa una coltre dolcissima dove sfogare l’urlo liberatorio al triplice fischio finale: bravo Walter, buona la prima. Anche del tuo percorso 2.0. Complimenti alla squadra, che ha mostrato in campo non soltanto quei dettami tattici che l’avevano fatta grande l’anno scorso, ma anche una certa ferocia agonistica quando c’era da farsi brutti per proteggere il fortino. Perché, sarà anche questa una coincidenza oppure no, ma sta di fatto che il centrocampo è tornato a giganteggiare, l’attacco ha alternato classe e abnegazione a livelli top e la retroguardia, tutto sommato, ha retto bene l’urto, tranne qualche momento di appannamento.

Bene anche tutti i subentrati, tutti dentro la partita e con la giusta applicazione.

Corsi e ricorsi storici, dicevamo all’inizio. Gasperini e Mazzarri si erano visti, una delle ultime volte, nel Gennaio 2020, quando Giampierone era già ben saldamente tecnico della Dea e il buon Walter sedeva sulla panchina del Torino. Finì con un umiliante 0-7 atalantino in casa dei granata, in uno dei momenti più bui della carriera di Mazzarri.

Uno dei momenti in cui era sembrata più palese una parabola discendente ai più sembrata inesorabile, messa in discussione da un sabato pomeriggio gelido in quel di Bergamo.

Bollito. Ti chiamano così, Walter. E che continuino a pensarlo. Del resto la storia recente dimostra che le cose migliori, al Napoli, sono successe quando è stato sottovalutato.

Bollito, dicevate? Per piacere, non cambiate idea proprio ora.

Napoleon, gli storici bocciano il film di Ridley Scott

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(Adnkronos) –
‘Napoleon’ di Ridley Scott bocciato dagli storici.Nonostante l’ottimo risultato in sala, il film non supera l’esame accademico in Italia e in Francia.

Oltralpe lo accusano di aver ridotto la ‘grandeur’ di Napoleone a una macchietta, mentre da noi sono gli storici a esprimere giudizi poco lusinghieri sul kolossal interpretato da Joaquin Phoenix.  
Lo storico Lucio Villari, all’AdnKronos, fa notare che “manca la parte italiana”. “Questo mi ha particolarmente colpito, perché è proprio con l’arrivo di Napoleone Bonaparte in Italia che inizia la sua folgorante carriera: l’Italia è fondamentale nella storia di Napoleone e questa è davvero un’amputazione molto grave”, dice. “Storicamente, la campagna d’Italia è la piattaforma sulla quale è cresciuto il mito di Napoleone ed è una lacuna del film difficilmente giustificabile dal punto di vista storico”, osserva.Quanto all’accusa francese, Villari ricorda: “Gli inglesi erano avversari acerrimi del Bonaparte e lanciarono una campagna denigratoria nei suoi confronti, a colpi di vignette satiriche e di testi sarcastici, che nel tempo è rimasta a far da sottofondo alle conquiste napoleoniche.

Evidentemente, il regista inglese Ridley Scott ha recuperato quelle caricature e quelle battute spiritose, per ridimensionarne il mito.Ma non direi che sia la cosa che disturba maggiormente del film”. Per Villari, in ogni caso, “si tratta essenzialmente di un bel film, molto impegnativo sul piano cinematografico, che contiene una sua ‘verità’ filmica.

Del resto, i film su Napoleone sono tanti ma pochi sono quelli importanti, forse soltanto il primo che fu girato, il film muto ‘Napoleon’ del regista parigino Abel Gance, magari con una immagine eccessiva di Napoleone Bonaparte”. A proposito, poi, della giustificazione di Ridley Scott a difesa del suo prodotto dalle critiche degli storici, con la spiegazione che chi vuole davvero studiare Napoleone non va al cinema, ma all’università o in biblioteca, Villari replica: “Il film ha uno sfondo storico, al di là della fantasia con cui opera il regista.E ha come protagonista una figura talmente incardinata nella storia moderna europea e mondiale e così potente, che non giustificherei questa ‘giustificazione’…”. Ma qual è il giudizio dello storico su Napoleone Bonaparte? “A parte la sua visione imperialistica ed eccessivamente nazionalistica tipica della storia francese, credo che sia stata la figura centrale che ha consentito di abbattere l’Ancient Regime in Europa, anche se poi con il Congresso di Vienna è arrivata la Restaurazione.

Lui abbatteva tutti i vecchi schemi, compreso il potere temporale del Papa, di un mondo antico oramai al tramonto”.Prosegue lo storico: “Ma ‘in idea’, come si usava dire una volta, la vecchia Europa è crollata grazie a Napoleone e la nuova Europa è nata con Napoleone.

L’idea di repubblica nasce in Italia con Napoleone e potremmo arrivare a dire che quella di oggi è comunque un’Italia napoleonica.Persino Alessandro Manzoni ne fu colpito, anche se lasciò ai posteri l’ardua sentenza…”.

Posteri che ancora oggi faticano a emettere una sentenza, fra promozione e bocciatura…La sua? “Per me Napoleone va promosso, senz’altro!

Il mio è un giudizio positivo”, sentenzia Lucio Villari. Più duro il giudizio dello storico Franco Cardini. “Devo dire la verità: sinceramente, da un regista come Ridley Scott avevo davvero scarse speranze di vedere un film storicamente corretto su Napoleone, dopo aver visto quello che era stato capace di fare con il pur celebrato ‘Il Gladiatore’ e quel che ha combinato sulle Crociate, un infelicissimo pasticcio con falsi storici clamorosi!” dice all’AdnKronos. “Sulla verosimiglianza storica del narrato cinematografico di Ridley Scott nutro sempre molti dubbi, perché è un regista che fa un po’ quel che vuole…Anche il suo Napoleone pecca di credibilità storica – premette Cardini – Ma purtroppo, anche e soprattutto nelle polemiche sui social, prevale sempre la visione mediatica su una visione storica che sia autorevole e competente.

Trovo quelle polemiche eccessivamente semplicistiche e anche un po’ datate, direi fondate su un Bignami per di più ricordato male, di bassissimo livello”. Del resto, lo stesso Ridley Scott ha esortato chi vuol studiare Napoleone ad andare in biblioteca e non al cinema… “Sì, certo.Magari, poteva dirlo al pubblico anche prima che uscisse il film…

Poi non so se il regista abbia preferito coscientemente sorvolare oppure non abbia proprio una visione chiara – risponde lo storico -.Ma sono sempre polemiche che si appuntano sugli aspetti più esteriori e anche più conformistici: Napoleone come la bestia nera degli inglesi o come l’eroe nazionale dei francesi.

Non è così e non lo è da molto tempo.Sono tutte critiche frutto di quella pseudocultura che invade i media e in particolare i social”, è l’accusa finale di Franco Cardini. (di Enzo Bonaiuto) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Frosinone-Genoa 2-1, vittoria al fotofinish con gol di Monterisi

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(Adnkronos) – Il Frosinone batte il Genoa per 2-1 nel match della 13esima giornata di Serie A.Dopo la rete del vantaggio dei padroni di casa siglata al 34′ da Matìas Soulè e il pari degli ospiti arrivato poco dopo, al 38′ ad opera di Malinovskiy nel primo tempo, l’equilibrio salta in pieno recupero.

Al 94′ Soulè premia l’inserimento di Brescianini, appoggio per Monterisi che batte Martinez e regala i tre punti al Frosinone.Il Genoa finisce k.o.

allo scadere dopo aver sfiorato il vantaggio con la punizione di Malinovskyi respinta dall’incrocio dei pali.Con questo successo la formazione di Di Francesco sale a 18 punti, mentre i rossoblu restano a 14 in classifica.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Empoli-Sassuolo 3-4, decide Berardi allo scadere

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(Adnkronos) – Il Sassuolo vince sul campo dell’Empoli nel match valido per la 13esima giornata della Serie A 2023-2024.Con questo successo la squadra di Dionisi sale a 15 punti mentre i toscani di Andreazzoli restano fermi a 10 punti. L’Empoli passa in vantaggio al 4′ con un calcio di rigore trasformato da Caputo.

Subito la risposta degli ospiti al 12′ con Pinamonti e sorpasso al 22′ con Henrique.I toscani tornano in partita al 30′ con la rete del 2-2 di Fazzini, poi al 66′ ci pensa Berardi su rigore a riportare avanti i neroverdi.

Sembra finita ma all’86’ l’Empoli trova la rete del 3-3 con Kovalenko.In pieno recupero è però ancora decisivo Berardi che firma il 4-3 per il Sassuolo.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

17enne accoltellato dal branco, la madre: “Sola colpa essersi fermato con le amiche”

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(Adnkronos) – “Mio figlio non è un violento e non è mai stato coinvolto in cose simili.La sua colpa è stata solo quella di essersi fermato a parlare con due amiche che gli chiedevano informazioni sulla scuola guida”.

A parlare è la madre del ragazzo aggredito ieri sera nella Galleria Umberto I di Napoli, la quale ha raccontato l’episodio a Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra. “Mio figlio ha rischiato di morire solo perché parlava con due amiche.Agli aggressori dico costituitevi”.  Il deputato ha incontrato i familiari del 17enne: “Inascoltate le mie denunce, l’accoltellamento è avvenuto a poca distanza dal luogo dove fu ucciso Giò Giò.

Inaccettabile indifferenza di chi poteva soccorrerlo”.A quanto pare, nel gruppo di almeno 8 ragazzini che hanno accerchiato la vittima ci sarebbe anche l’ex fidanzato di un’amica del 17enne.

Soccorso dalla polizia municipale e trasportato in ambulanza all’ospedale Pellegrini, il giovane di Ponticelli resta ricoverato in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita, anche se resta in osservazione perché una delle coltellate ha sfiorato il fegato.  “Da tempo denunciamo che piazza Municipio e l’intero centro della città in particolare la Galleria Umberto I sono fuori controllo – afferma Borrelli – in balìa di gruppi di giovanissimi armati e pronti a sparare o accoltellare per uno sguardo o una parola di troppo.Un’emergenza sottovalutata da molti per la quale torno a chiedere misure straordinarie in termini di controlli e presenza sul territorio delle forze dell’ordine”. “Cose simili non devono accadere più a nessuno – dice la mamma del 17enne – adesso voglio solo che mio figlio guarisca presto, sperando che non resti traccia dentro di lui di questa terribile aggressione.

Non avrò pace fin quando tutti gli aggressori non saranno assicurati alla giustizia.Ormai gli inquirenti sono sulle loro tracce, farebbero bene a costituirsi”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

F1 Gp Abu Dhabi, Verstappen vince ultimo atto: secondo Leclerc

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(Adnkronos) – Max Verstappen vince anche l’ultimo atto del mondiale 2023 di F1.Il pilota olandese della Red Bull si impone anche nel Gp di Abu Dhabi e oltre ai tre titoli consecutivi colleziona anche i 1000 giri al comando in una stagione in F1.

Secondo in pista Sergio Perez che scivola in quarta posizione per una penalizzazione di cinque secondi.Quindi sale al secondo posto la Ferrari di Charles Leclerc e va sul podio anche la Mercedes di George Russell, terzo, che regala la seconda posizione costruttori alla Mercedes ai danni della rossa di Maranello.

Seguono poi le due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri.Settimo posto per Fernando Alonso, seguito da Tsunoda, Hamilton e Stroll.

Solo 18esima l’altra Ferrari di Carlos Sainz. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra 2024, modifiche Bilancio e riforma Ue: dicembre caldo per il governo

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(Adnkronos) – Dicembre caldo per la politica economica del governo impegnato sul doppio binario dell’esame della Manovra 2024 in Parlamento e il confronto con i sindacati sul fronte interno, e la riforma del Patto Ue sul fronte europeo.Due partite da chiudere auspicabilmente entro il 31 dicembre per evitare, nel primo caso, che scatti l’esercizio provvisorio e, nel secondo caso, che si torni alle vecchie regole di Maastricht
. A questo quadro va aggiunto il tassello dell’incontro con i sindacati martedì, nel pieno degli scioperi generali indetti da Cgil e Uil a partire dal 17 novembre scorso.

Più attendista e moderata la posizione della Cisl, che non ha partecipato alla mobilitazione ma rivendica con forza modifiche alla manovra, stretta alle pensioni di alcune categorie di statali e medici in primis.  Sulla manovra l’esame si preannuncia difficile a causa della raffica di emendamenti presentati dalle opposizioni, circa 2.650.Toccherà alla scure delle ammissibilità iniziare a scremare la montagna di richieste di modifica su un ddl che, nelle intenzioni originarie del governo, doveva essere blindato.

Ad ogni modo questo lavoro di potatura non verrà concluso prima di venerdì prossimo con il rischio di allungare i tempi dell’esame della manovra in commissione Bilancio al Senato.La legge è attesa in Aula a Palazzo Madama tra il 12 e il 15 dicembre, dovrà passare poi alla Camera e, senza incidenti di percorso, il via libera arriverebbe a ridosso di Natale.  Su questo iter pesa però l’accoglienza che verrà riservata al maxi- emendamento nel quale il governo farebbe convergere le correzioni della manovra.

Intanto per martedì mattina il premier Giorgia Meloni ha convocato il tavolo con i sindacati.  Ma alla partita tutta nazionale che il governo gioca in casa, si affianca un’altra partita che l’esecutivo gioca nell’assise Ue.Incassato il via libera alla revisione del Pnrr, con circa 3 mld di prestiti aggiuntivi che portano la dotazione complessiva del Piano a 194,4 miliardi, ora Roma si trova alla stretta finale con gli altri partner Ue sulla riforma del Patto di Stabilità.

Sullo sfondo il caso del Mes, il fondo salva-stati Ue che l’Italia – unica nell’Unione – non ha ancora approvato. Sulle nuove regole di bilancio gli stati membri sono agli ultimi, decisivi passi per l’intesa o la débâcle.Nello scenario più roseo un accordo sulla proposta della presidenza spagnola di turno dell’Ue all’
Eurogruppo e all’Ecofin del 7 e 8 dicembre aprirebbe la strada al via libera del Consiglio

europeo in programma il 14 e 15 dicembre a Bruxelles.

Se così non fosse però il dossier piomberebbe direttamente sul tavolo dei leader per trattative serrate che scongiurino che dal primo gennaio scatti la tagliola delle vecchie regole di bilancio.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elon Musk domani in Israele, vedrà Netanyahu e Herzog

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(Adnkronos) – Elon Musk sarà domani in Israele, dove vedrà il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Isaac Herzog.Il miliardario canadese-americano patron di ‘X’, ex Tiwtter, ha annunciato nei giorni scorsi che la sua azienda invierà tutto il denaro ricavato dalla pubblicità e dagli abbonamenti associati alla guerra a Gaza agli ospedali in Israele e alla Croce Rossa e Mezzaluna Rossa a Gaza. Musk è stato criticato negli ultimi giorni per aver elogiato un post contenente retorica antisemita, attirandosi anche un rimprovero da parte della Casa Bianca. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Violenza su donne, Roccella: “Corteo Roma occasione sprecata per motivi ideologici”

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(Adnkronos) – ”Mi dispiace che la manifestazione di ieri di Roma” contro la violenza sulle donne, ”che poteva essere una grande occasione, sia stata sprecata per motivi ideologici, come ha sottolineato oggi una filosofa femminista, Adriana Cavarero. È stato grave inserire nella manifestazione la questione della Palestina”.Lo ha detto la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Roccella a Sky Tg24. “La mobilitazione delle donne non deve essere inquinata da ideologia e troppa partigianeria politica”, ha aggiunto. Tra i primi a commentare le dichiarazioni Nicola Fratoianni: “Leggo che la ministra Roccella, parlando della manifestazione di ieri, una manifestazione oceanica e bellissima, ha detto ‘peccato, una grande occasione rovinata per ideologia’.

Non si può.Per loro quando dici patriarcato sei ideologico.

Cara Roccella, hai capito o no che il problema è proprio l’ideologia?Se ideologia è diventata una parola sporca è anche colpa nostra che a abbiamo contribuito a legittimarla questa cosa.

Questa cosa che le idee sono un inciampo e un freno, anche basta”, ha detto intervenendo in chiusura del terzo congresso di Sinistra Italiana che lo ha visto riconfermato all’unanimità nel suo ruolo di segretario nazionale. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta – Napoli (1-2): Le pagelle dei protagonisti in campo

La gara tra Atalanta e Napoli finisce con il risultato di 1-2, al termine del match stiliamo le nostre pagelle della gara per assegnare i voti ai componenti delle due rose che si sono dati battaglia in campo.

Queste le pagelle agli azzurri dopo Atalanta – Napoli:

GOLLINI, voto 6.5: ripete la buonissima prestazione già proposta contro l’Empoli, anche se stavolta è chiamato a interventi meno difficili in senso stretto. Tuttavia, si fa apprezzare perché non sbanda in nulla e mostra parecchia sicurezza col pallone tra i piedi.

DIFESA

DI LORENZO, voto 7: una gara ai suoi livelli, dopo un periodo di comprensibile appannamento. Lucido, attento in copertura e propositivo in sovrapposizione. E’ dal suo destro, tra l’altro, che arriva il cross giusto per l’1-0 di Kvara.

RRAHMANI, voto 6.5: sarebbe stato da 7, ma nella circostanza dell’1-1 di Lookman non è perentorio come l’occasione richiederebbe, nulla togliendo alla bravura del nigeriano. Per il resto, ritorna ottimo in particolare sulle preventive e non si fa cogliere in fallo in altre occasioni. Anzi: segnerebbe pure un gran goal nel primo tempo, salvo vederselo annullare da intervento del VAR

NATAN, voto 7: gioca semplice, ma mostra concentrazione, cattiveria e applicazione assolutamente non comuni per un esordiente al grande calcio come lui. Il mediocre Mariani potrebbe penalizzarlo perché gli commina un’ammonizione discutibile a dir poco, ma il brasiliano non sente la pressione e mantiene alto il livello della performance.

OLIVERA, voto 6.5: disputa una mezz’ora abbondante di livello ottimo, in piena continuità con le prestazioni del suo recente periodo: concede nulla, sempre sul pezzo e si propone con i sincronismi giusti. Poi irrompe l’imprevisto: si fa male da solo, esce in lacrime con la barella e desta preoccupazioni notevoli. Lo si intravede con le stampelle, nella ripresa, a seguire i suoi da bordocampo. Tanti auguri Mathi, suerte ragazzo.

CENTROCAMPO

ANGUISSA, voto 7.5: avrà avuto sì e no il tempo di fare un allenamento pieno con Mazzarri, tornato tardissimo causa impegni con la sua Nazionale. Tuttavia, torna a giganteggiare in mezzo al campo e lo fa in una serata di gala, portandosi sulle spalle il peso dei suoi in un momento di forte tensione emotiva. Bentrovato Frank, ci eri mancato proprio assai.

LOBOTKA, voto 7: ogni tanto gli capita di perdere qualche pallone insolito, per il suo livello, causa l’asfissiante pressione atalantina ma nel complesso è lo splendido cucitore di gioco di sempre, che canta e porta la Croce con sempre sorprendente nonchalance.

ZIELINSKI, voto 6.5:  premiato con mezzo voto in più perché, nonostante sia stato infastidito non poco da uno stato di salute non confortante, non ha lesinato di impreziosire la manovra con la qualità di sempre. Perde una palla che poteva costar carissima nella ripresa, ma viste le condizioni in cui ha giocato, lo si perdona con buona ragione.

ATTACCO

POLITANO, voto 6.5: solito instancabile pendolino, di fiato e qualità. Esce nella ripresa affaticato, giustamente sostituito da Mazzarri.

KVARA, voto 8: prende calcioni a ripetizione per tutta la partita e in parecchie occasioni, un mediocre direttore di gara, neanche se ne avvede. Sistematicamente raddoppiato – e in più di una circostanza persino triplicato – riesce ciononostante a vedere sprazzi di giocata anche dove lo spazio fisico sembrerebbe non esserci. Qualità e sacrificio a disposizione della squadra, tra corridoi illuminanti e lunghe rincorse in copertura. Segna un goal di testa da numero 9 di razza, che ha il merito di stappare l’equilibrio. Mazzarri sembra aver capito da subito una delle regole imprescindibili per questo Napoli: uno come Kvara si toglie dal campo solo se non si regge in piedi.

RASPADORI, voto 6.5: Mazzarri lo sceglie dall’inizio e da lì si capiscono le intenzioni di partenza del tecnico di San Vincenzo, che vuole un attaccante di manovra per creare corridoi di inserimento alle spalle della pressione atalantina. Jack esegue il compito con diligenza.

I SUBENTRATI

JUAN JESUS, voto 6-: gli va riconosciuto d’essere entrato a freddo e in un ruolo che non gli è certo più congeniale, ma dopo l’infortunio di Olivera, causa mancanza di alternative, Mazzarri non può scegliere diversamente. Va pur detto che, dal suo ingresso in campo, la corsia di sinistra diventa l’anello debole che l’Atalanta cerca di sfruttare per creare grattacapi. Juan, di riffe o di raffe, quantomeno tiene botta. Sporco ma tutto sommato efficace.

OSTIGARD, voto 6: entra col piglio giusto, anche lui ben calato nella partita e risolutivo senza fronzoli.

CAJUSTE, voto 6.5: d’importanza capitale il recupero palla che consente a Osihmen di servire Elmas, nell’occasione del definitivo 2-1 del macedone. Impatta benissimo sulla partita, come tutti gli altri subentrati.

ELMAS, voto 7: decisivo perché marcatore del 2-1 che consente al Napoli di sbancare il Gewiss. Subentra con la mentalità giusta, è ben disposto al sacrificio e il goal lo galvanizza ulteriormente.

OSIHMEN, voto 7: già il solo rivedere la sua sagoma in campo, dopo 1 mese e mezzo di astinenza, strappa sorrisi e umore buono. La prestazione, poi, rinvigorisce gli animi ancor di più. Perché Victor è il solito generoso e impavido di sempre e ce ne vogliono almeno 2 fissi addosso per limitarne le scorribande. Altruista ma soprattutto intelligente nell’occasione del 2-1, quando capisce che la giocata per Elmas vale molto più della ricerca di gloria personale.

Le pagelle dei bergamaschi dopo Atalanta – Napoli:

CARNESECCHI 6

SCALVINI 5.5

DJIMSITI 5.5

KOLASINAC 6.5

BONFANTI 6

ZAPPACOSTA 6

HATEBOER 6,5

EDERSON 6

KOOPMEINERS 6

BAKKER 5,5

RUGGERI 6

PASALIC 5,5

LOOKMAN 6,5

MURIEL 6

DE KETELAERE 6

SCAMACCA SV

Le pagelle degli allenatori dopo Atalanta – Napoli:

GASPERINI, voto 6:  la sua Atalanta impone l’uomo contro uomo a centrocampo ed è tignosa sempre per chiunque. Mazzarri, però, è arrivato più che preparato all’esame.

MAZZARRI, voto 8: esordio con vittoria, in trasferta o, se preferite, in casa dell’Atalanta. Senza terzino di ruolo a sinistra per più di metà di gara, riproponendo alcuni dettami di gioco che a Napoli non si vedevano da più o meno mezzo anno e riacquistando lumi di identità calcistica, abnegazione, concentrazione e piglio da Scudettati in carica. Aveva avvisato tutti, dicendo di aver studiato il Napoli di Spalletti, ma c’avevano creduto in pochi. Mai troppo tardi per ricredersi.

Il voto al direttore di gara

MARIANI, voto 4.5: se prendi un’insufficienza netta pur senza commettere errori decisivi o comunque influenti sul risultato finale, significa che hai condotto una direzione mediocre. E’ quanto succede a questo arbitro, che preso dalla smania di voler apparire puro e crudo a tutti i costi, in realtà finisce per non capirci più niente. Irroga sanzioni assurde ( vedi giallo a Natan, giusto per dirne una), mentre è incredibilmente cieco nelle molteplici occasioni in cui Kvara diventa vittima di sistematico pestaggio ( sempre per citare una tra le più clamorose circostanze). La malsana idea che l’arbitro si faccia rispettare solo a furia di voler sembrare sceriffo, speriamo sia uno dei vecchiumi che scompaia presto dal calcio. Per vedersi riconosciuta l’autorità che si confà al ruolo, serve anzitutto arbitrare bene. Toglietevi quest’aria ( insopportabile) da improbabili Clint Eastwood.