Atalanta – Napoli (1-2): Le pagelle dei protagonisti in campo

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La gara tra Atalanta e Napoli finisce con il risultato di 1-2, al termine del match stiliamo le nostre pagelle della gara per assegnare i voti ai componenti delle due rose che si sono dati battaglia in campo.

Queste le pagelle agli azzurri dopo Atalanta – Napoli:

GOLLINI, voto 6.5: ripete la buonissima prestazione già proposta contro l’Empoli, anche se stavolta è chiamato a interventi meno difficili in senso stretto. Tuttavia, si fa apprezzare perché non sbanda in nulla e mostra parecchia sicurezza col pallone tra i piedi.

DIFESA

DI LORENZO, voto 7: una gara ai suoi livelli, dopo un periodo di comprensibile appannamento. Lucido, attento in copertura e propositivo in sovrapposizione. E’ dal suo destro, tra l’altro, che arriva il cross giusto per l’1-0 di Kvara.

RRAHMANI, voto 6.5: sarebbe stato da 7, ma nella circostanza dell’1-1 di Lookman non è perentorio come l’occasione richiederebbe, nulla togliendo alla bravura del nigeriano. Per il resto, ritorna ottimo in particolare sulle preventive e non si fa cogliere in fallo in altre occasioni. Anzi: segnerebbe pure un gran goal nel primo tempo, salvo vederselo annullare da intervento del VAR

NATAN, voto 7: gioca semplice, ma mostra concentrazione, cattiveria e applicazione assolutamente non comuni per un esordiente al grande calcio come lui. Il mediocre Mariani potrebbe penalizzarlo perché gli commina un’ammonizione discutibile a dir poco, ma il brasiliano non sente la pressione e mantiene alto il livello della performance.

OLIVERA, voto 6.5: disputa una mezz’ora abbondante di livello ottimo, in piena continuità con le prestazioni del suo recente periodo: concede nulla, sempre sul pezzo e si propone con i sincronismi giusti. Poi irrompe l’imprevisto: si fa male da solo, esce in lacrime con la barella e desta preoccupazioni notevoli. Lo si intravede con le stampelle, nella ripresa, a seguire i suoi da bordocampo. Tanti auguri Mathi, suerte ragazzo.

CENTROCAMPO

ANGUISSA, voto 7.5: avrà avuto sì e no il tempo di fare un allenamento pieno con Mazzarri, tornato tardissimo causa impegni con la sua Nazionale. Tuttavia, torna a giganteggiare in mezzo al campo e lo fa in una serata di gala, portandosi sulle spalle il peso dei suoi in un momento di forte tensione emotiva. Bentrovato Frank, ci eri mancato proprio assai.

LOBOTKA, voto 7: ogni tanto gli capita di perdere qualche pallone insolito, per il suo livello, causa l’asfissiante pressione atalantina ma nel complesso è lo splendido cucitore di gioco di sempre, che canta e porta la Croce con sempre sorprendente nonchalance.

ZIELINSKI, voto 6.5:  premiato con mezzo voto in più perché, nonostante sia stato infastidito non poco da uno stato di salute non confortante, non ha lesinato di impreziosire la manovra con la qualità di sempre. Perde una palla che poteva costar carissima nella ripresa, ma viste le condizioni in cui ha giocato, lo si perdona con buona ragione.

ATTACCO

POLITANO, voto 6.5: solito instancabile pendolino, di fiato e qualità. Esce nella ripresa affaticato, giustamente sostituito da Mazzarri.

KVARA, voto 8: prende calcioni a ripetizione per tutta la partita e in parecchie occasioni, un mediocre direttore di gara, neanche se ne avvede. Sistematicamente raddoppiato – e in più di una circostanza persino triplicato – riesce ciononostante a vedere sprazzi di giocata anche dove lo spazio fisico sembrerebbe non esserci. Qualità e sacrificio a disposizione della squadra, tra corridoi illuminanti e lunghe rincorse in copertura. Segna un goal di testa da numero 9 di razza, che ha il merito di stappare l’equilibrio. Mazzarri sembra aver capito da subito una delle regole imprescindibili per questo Napoli: uno come Kvara si toglie dal campo solo se non si regge in piedi.

RASPADORI, voto 6.5: Mazzarri lo sceglie dall’inizio e da lì si capiscono le intenzioni di partenza del tecnico di San Vincenzo, che vuole un attaccante di manovra per creare corridoi di inserimento alle spalle della pressione atalantina. Jack esegue il compito con diligenza.

I SUBENTRATI

JUAN JESUS, voto 6-: gli va riconosciuto d’essere entrato a freddo e in un ruolo che non gli è certo più congeniale, ma dopo l’infortunio di Olivera, causa mancanza di alternative, Mazzarri non può scegliere diversamente. Va pur detto che, dal suo ingresso in campo, la corsia di sinistra diventa l’anello debole che l’Atalanta cerca di sfruttare per creare grattacapi. Juan, di riffe o di raffe, quantomeno tiene botta. Sporco ma tutto sommato efficace.

OSTIGARD, voto 6: entra col piglio giusto, anche lui ben calato nella partita e risolutivo senza fronzoli.

CAJUSTE, voto 6.5: d’importanza capitale il recupero palla che consente a Osihmen di servire Elmas, nell’occasione del definitivo 2-1 del macedone. Impatta benissimo sulla partita, come tutti gli altri subentrati.

ELMAS, voto 7: decisivo perché marcatore del 2-1 che consente al Napoli di sbancare il Gewiss. Subentra con la mentalità giusta, è ben disposto al sacrificio e il goal lo galvanizza ulteriormente.

OSIHMEN, voto 7: già il solo rivedere la sua sagoma in campo, dopo 1 mese e mezzo di astinenza, strappa sorrisi e umore buono. La prestazione, poi, rinvigorisce gli animi ancor di più. Perché Victor è il solito generoso e impavido di sempre e ce ne vogliono almeno 2 fissi addosso per limitarne le scorribande. Altruista ma soprattutto intelligente nell’occasione del 2-1, quando capisce che la giocata per Elmas vale molto più della ricerca di gloria personale.

Le pagelle dei bergamaschi dopo Atalanta – Napoli:

CARNESECCHI 6

SCALVINI 5.5

DJIMSITI 5.5

KOLASINAC 6.5

BONFANTI 6

ZAPPACOSTA 6

HATEBOER 6,5

EDERSON 6

KOOPMEINERS 6

BAKKER 5,5

RUGGERI 6

PASALIC 5,5

LOOKMAN 6,5

MURIEL 6

DE KETELAERE 6

SCAMACCA SV

Le pagelle degli allenatori dopo Atalanta – Napoli:

GASPERINI, voto 6:  la sua Atalanta impone l’uomo contro uomo a centrocampo ed è tignosa sempre per chiunque. Mazzarri, però, è arrivato più che preparato all’esame.

MAZZARRI, voto 8: esordio con vittoria, in trasferta o, se preferite, in casa dell’Atalanta. Senza terzino di ruolo a sinistra per più di metà di gara, riproponendo alcuni dettami di gioco che a Napoli non si vedevano da più o meno mezzo anno e riacquistando lumi di identità calcistica, abnegazione, concentrazione e piglio da Scudettati in carica. Aveva avvisato tutti, dicendo di aver studiato il Napoli di Spalletti, ma c’avevano creduto in pochi. Mai troppo tardi per ricredersi.

Il voto al direttore di gara

MARIANI, voto 4.5: se prendi un’insufficienza netta pur senza commettere errori decisivi o comunque influenti sul risultato finale, significa che hai condotto una direzione mediocre. E’ quanto succede a questo arbitro, che preso dalla smania di voler apparire puro e crudo a tutti i costi, in realtà finisce per non capirci più niente. Irroga sanzioni assurde ( vedi giallo a Natan, giusto per dirne una), mentre è incredibilmente cieco nelle molteplici occasioni in cui Kvara diventa vittima di sistematico pestaggio ( sempre per citare una tra le più clamorose circostanze). La malsana idea che l’arbitro si faccia rispettare solo a furia di voler sembrare sceriffo, speriamo sia uno dei vecchiumi che scompaia presto dal calcio. Per vedersi riconosciuta l’autorità che si confà al ruolo, serve anzitutto arbitrare bene. Toglietevi quest’aria ( insopportabile) da improbabili Clint Eastwood.


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