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Sondaggi politici La7, chi vincerebbe se si andasse ora a elezioni

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(Adnkronos) – Chi vincerebbe se si andasse ora a elezioni?E’ la domanda a cui cerca di dare una risposta il sondaggio Swg per il Tg La7 da cui risulta che il partito di Fratelli d’Italia è praticamente stabile a +0,1%.

Cresce la Lega a +0,2% e il Partito Democratico che porta a casa un +0,3%.Male, invece, il Movimento Cinque Stelle che lascia sul terreno uno 0,3%.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Autogol di Rafia e rete di Banda, Empoli e Lecce pareggiano 1-1

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(Adnkronos) –
Empoli e Lecce pareggiano 1-1 la sfida salvezza del ‘Castellani’, primo dei due posticipi del lunedì della 15/a giornata di Serie A.Passano in vantaggio gli ospiti con Banda al 64′, complice un errore di Berisha, ma dopo 7′ pareggiano i padroni di casa grazie all’autogol di Rafia.

In classifica i salentini sono tredicesimi con 17 punti, 5 in più dei toscani che si trovano al 16° posto insieme all’Udinese.  In avvio di match Lecce pericoloso al 7′.Punizione scodellata in area dalla trequarti, Pongracic salta meglio di tutti e di testa la indirizza precisa all’angolino: Berisha si allunga alla sua sinistra e toglie la palla dalla porta.

Al quarto d’ora la replica dei padroni di casa con Cancellieri che da azione d’angolo stacca di testa ma manda a lato.Al 26′ chance per Cambiaghi, dopo essersi liberato della marcatura di Dorgu l’attaccante di casa si invola verso la porta ma poi sceglie una conclusione a mezza altezza che Falcone respinge.  Poco dopo ancora la squadra di casa in attacco.

Bastoni dalla destra rimette al centro un pallone al volo, Luperto riesce nella deviazione ma non trova la porta.Gli ospiti si rivedono al 44′ con Banda che entra in area, parte da sinistra, si accentra portandosi la palla sul destro e calcia in porta: Berisha ci mette i pugni e respinge.  In avvio di ripresa il portiere del Lecce protagonista al 4′.

Tiro di Cancellieri diretto all’angolino e Falcone respinge con il piede.Al 10′ ancora l’estremo difensore giallorosso salva il risultato alzando in corner una botta di Grassi.

Al 19′ il Lecce sblocca la partita con un tiro da lontano di Banda.Lo zambiano porta palla e, nonostante la distanza, cerca ugualmente il destro in porta.

Ne esce un tiro centrale, con Berisha che sembra tranquillamente in grado di fare suo il pallone, ma poi se lo fa sfuggire.  Al 26′ il pari dei padroni di casa: Cambiaghi da destra cerca il cross in mezzo, Rafia è sulla traiettoria e ci mette il piede per cercare di contrastarlo ma ne esce una parabola incredibile che si insacca alle spalle di Falcone.Poco dopo la mezz’ora i padroni di casa vicini a ribaltarla.

Marin finta il tiro e invece scodella morbido a sinistra, dove Bastoni mette al centro al volo.Cancellieri al centro si inserisce e devia ma non trova la porta di un soffio.  Al 35′ ancora i ragazzi di Andreazzoli vicini al gol.

Sugli sviluppi di un corner arriva una deviazione di Luperto, centrale ma molto forte e destinata a entrare sotto alla traversa, Falcone alza un braccio d’istinto e salva.E’ l’ultimo brivido del match che non regala altre emozioni fino al triplice fischio di Colombo.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Polonia, Tusk eletto nuovo premier: “Sistemeremo ogni cosa insieme”

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(Adnkronos) – Con 248 voti favorevoli e 201 contrari, il Parlamento polacco ha eletto Donald Tusk nuovo primo ministro. “Sistemeremo ogni cosa insieme.Da domani potremo rimediare agli errori affinché tutti, nessuno escluso, possano sentirsi a casa”, ha dichiarato Tusk a seguito dopo il voto del Parlamento. “Voglio ringraziare le donne e gli uomini polacchi.

Grazie Polonia, questo è un giorno meraviglioso, non per me, ma per tutti coloro che in questi anni hanno creduto profondamente che le cose potessero andare meglio, che l’oscurità sarebbe stata scacciata, che il male sarebbe stato scacciato.Questo è quello che si è realizzato”, ha aggiunto.  “Congratulazioni a Donald Tusk per essere diventato il primo ministro della Polonia” sono arrivate dalla presidente della Commissione europea Ursula von del Leyen. “La tua esperienza e il tuo forte impegno verso i nostri valori europei saranno preziosi per forgiare un’Europa più forte, a beneficio del popolo polacco”, ha scritto su X. “Non vedo l’ora di lavorare con te, a cominciare dall’importante Consiglio Europeo di questa settimana”, ha aggiunto von der Leyen. “Congratulazioni a Donald Tusk come nuovo primo ministro della Polonia” anche dal presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Convinto sostenitore dell’Unione Europea e caro amico, non vedo l’ora di lavorare insieme per una Polonia prospera e un’Europa più forte.

Affronteremo le sfide attuali.Uniti”, scrive Metsola sui social. “Il futuro dell’Ucraina e della Polonia poggia sull’unità, sull’assistenza reciproca e sul partenariato strategico per sconfiggere il nostro nemico comune.

Quando restiamo uniti, la libertà di entrambe le nostre nazioni è imbattibile”, dichiara il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky congratulandosi con Donald Tusk. “Apprezziamo il sostegno della Polonia.Insieme, valorizziamo i nostri Paesi e l’intera Europa.

Sono certo che l’Ucraina e la Polonia rimarranno impegnate nella causa della difesa della libertà globale”, aggiunge Zelensky. “Buon lavoro al nuovo primo ministro della Polonia, Donald Tusk.Lavoreremo insieme per un’Europa ancora più forte ed unita all’insegna dei valori del Ppe.

Congratulazioni, amico mio!”.Anche dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Spezia, donna uccisa in albergo: fermato il marito

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(Adnkronos) – E’ stato convalidato il fermo di Alfredo Z., il marito della donna di 53 anni trovata morta in un albergo a Mattarana, nel comune di Carrodano, in provincia di La Spezia.Lo conferma il legale dell’uomo, l’avvocato Alberto Rimmaudo che riguardo alle condizioni del suo assistito ha sottolineato: “E’ stanco e ha chiesto aiuto per dormire la notte”.  L’avvocato ha appreso dal suo assistito che è stata effettuata dalle forze dell’ordine una perquisizione nell’edicola del cremonese che la coppia gestiva e, ha aggiunto, che “sono stati sequestrati tre cellulari e un portatile”.

Gli investigatori stanno cercando di fare luce sull’accaduto e sulla versione fornita dall’uomo, secondo il quale i due avevano un progetto di omicidio-suicidio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Barbara De Rossi si è sposata: nozze in Toscana con l’imprenditore fiorentino Simone Fratini

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(Adnkronos) – L’attrice Barbara De Rossi, 63 anni, si è sposata in Toscana con l’imprenditore fiorentino Simone Fratini, 52 anni.Le nozze, con rito civile, sono state celebrate a Montevarchi, in provincia di Arezzo.

La cerimonia si è svolta nella sede storica dell’Accademia Valdarnese del Poggio e a officiare il matrimonio è stata la sindaca Silvia Chiassai, che ha condiviso su Facebook uno scatto di lei con i due neo sposi subito dopo la cerimonia. “E’ stato un grande piacere celebrare l’unione tra due persone veramente speciali, Barbara e Simone.Un momento di grandi emozioni, vere e profonde”, ha scritto Chiassai.  Barbara De Rossi e Simone Fratini sono legati da sei anni e abitano da tempo nel Valdarno aretino e hanno deciso di festeggiare in uno dei locali della vallata più conosciuti: amici e parenti sono stati a pranzo all’Osteria dell’Acquolina dello chef Paolo Tizzanini a Terranuova Bracciolini (Arezzo). Barbara De Rossi è diventata una valdarnese di adozione e molto spesso i cittadini l’hanno vista fare la spesa a Montevarchi.

Simone Fratini è un imprenditore nel settore dell’hair style, con base a Firenze, proprietario di un’azienda che si occupa di prodotti per capelli e protesi capillare. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Piazza Fontana, il racconto di Paolo Dendena: “Mia madre rifiutò il tricolore sulla bara di mio padre”

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(Adnkronos) – Esiste un’immagine iconica che racconta meglio di tutte le altre la strage di piazza Fontana, il 12 dicembre 1969. È una foto in bianco e nero, grandangolare, vecchia di quasi sessant’anni ma molto definita. È stata scattata dall’alto e riprende il grande salone circolare della Banca Nazionale dell’Agricoltura subito dopo lo scoppio della bomba.Sul pavimento ci sono centinaia di fogli di carta sparsi.

E poi sedie distrutte, listelli di legno, imponenti schegge di vetro e lamine di metallo.Diversi uomini calpestano quel pavimento, sporco e devastato dai detriti. È la cristallizzazione di uno dei momenti più bui e dolorosi della storia del nostro Paese. È il 12 dicembre 1969.

E da quel momento l’Italia, che aveva conosciuto la luce e la speranza col boom economico, non sarà più la stessa.  
Paolo Dendena quel pomeriggio aveva soltanto dieci anni.Ma, a distanza di così tanto tempo, ha nella sua mente fissati i ricordi in modo lucido.

Come se tutto fosse accaduto soltanto ieri. “Era la vigilia di Santa Lucia, ero a Lodi.All’epoca, Santa Lucia era una festa importante: era lei che portava i giocattoli in dono ai bambini, un po’ come accade oggi con Babbo Natale.

Ero felice”.  
Suo padre, Pietro, era un commerciante di bestiame.Era nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana, a Milano, quel venerdì pomeriggio. “Era lì -dice all’Adnkronos- perché stava contrattando.

All’epoca, quella era una vera e propria Borsa, tutti dalla Lombardia la frequentavano per comprare e vendere”.Paolo era nella casa dei nonni, perché la mamma e la sorella erano uscite per fare le compere nei mercatini in vista della festività. “Ricordo che, improvvisamente, arrivò in casa un vigile urbano del comando di Lodi.

E ci disse che era successo a qualcosa di grosso, in centro a Milano”.Le prime informazioni parlavano dello scoppio di una caldaia. “E sembrava che mio papà fosse tra i feriti”.

Il piccolo Paolo raggiunse subito, insieme ai nonni e agli zii, l’ospedale del Fatebenefratelli. “Arrivai lì e assistetti a uno scenario di guerra: lenzuola, barelle, corpi distesi sui letti, urla strazianti”. 
E poi il sangue. “Rosso, vivido, che invadeva e sporcava tutto.Un vero scenario di guerra”.

La zia, che era da poco andata in pensione come infermiera in quello stesso ospedale, vide un medico.Lo riconobbe. “E chiese a lui di mio padre.

Il dottore controllò la lista e lanciò uno sguardo.Da quegli occhi capii subito che mio papà era morto”.

E la conferma della morte del padre arrivò pochissimo tempo dopo, da un piccolo dettaglio. “In fondo all’ospedale c’era una specie di ambulanza dove stavano caricando le barelle coi corpi.Riconobbi il tessuto della giacca di mio padre, un ‘principe di Galles’.

Lo dissi a mia zia: quello era il ‘principe di Galles’ della giacca di mio padre”.Paolo, a soli dieci anni, si trovò di fronte a uno dei dolori più grande che un figlio può avere.

Un evento traumatico per un ragazzino così piccolo. “Ricordo nei giorni successivi le fasi del riconoscimento dei corpi.Alcuni erano bruciati, altri dilaniati.

I parenti non riuscivano a identificare i loro familiari”.  Non era stata una caldaia.A sventrare la Banca nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano in quel pomeriggio piovoso di quasi inverno, erano stati sette chili di tritolo, posizionati e minuziosamente nascosti sotto una delle scrivanie al centro dello spazioso salone.

La conta finale dei morti fu agghiacciante. 17 vittime.E poi 88 feriti.

Una ferita profondissima per la città di Milano e per l’Italia intera.  I giorni seguenti furono quelli del lutto.Il 15 dicembre 1969 si svolsero i funerali in Duomo. “Ricordo la piazza, che era gremitissima.

C’erano 300mila persone.Tutte in silenzio.

Dalla massaia al dirigente, c’erano tutti.Perché tutti si chiedevano perché quella strage era accaduta.

E a chi poteva giovare tutto quel sangue versato”.All’interno della grande navata centrale in stile gotico del Duomo, l’atmosfera era composta, solenne. “Per le esequie volevano avvolgere la bara di mio padre nel tricolore.

Ma mia madre, insieme ad altre vedove, si oppose”.Un gesto forte.

Ma motivato. “Rifiutò perché non era possibile andare in banca per lavoro e non tornare più a casa, la sera.Quello Stato, rappresentato da quella bandiera, non era stato in grado di proteggere mio padre”.

Il protocollo prevedeva la presenza delle più alte cariche istituzionali. “Ricordo che aspettammo più di un’ora e mezza il presidente del Consiglio Mariano Rumor.Che si avvicinò a tutti i familiari delle vittime.

Ma mia madre non volle stringergli la mano”.Il piccolo Paolo gironzolava intorno alla bara del padre quel giorno. “Rumor mi vide, mi fermò e mi fece una carezza.

Col senno del poi, riconobbi fastidio in quel gesto”.  
Poco dopo si aprì la grande stagione dei processi.Bisognava stabilire la verità su quello che era accaduto nel palazzo della Banca di piazza Fontana. “Inizialmente, le udienze dovevano celebrarsi a Milano.

Ma il giudice esercitò quella che in latino si chiama ‘legitima suspicione’.In pratica, la città era considerata poco sicura ad ospitare il processo.

Che, così, venne spostato al Sud, a Catanzaro”.Paolo, insieme alla sorella Francesca, non ha mai perso un’udienza.

Ogni volta, arrivavano fino in Calabria per calcare quelle aule dove pretendevano giustizia per la morte del padre. “All’epoca, per viaggiare dalla Lombardia a Catanzaro ci volevano anche 22 ore di treno.Il giudice, guardando me e mia sorella così giovani, un giorno ci chiese perché ogni volta arrivavamo fino lì.

Rispondemmo che facevamo tutti quegli oltre 1200 chilometri solo perché credevamo nella giustizia.E lui ci rispose così, in modo lapidario: ‘Cercheremo di fare del nostro meglio’”.  Quelle per piazza Fontana sono state udienze monstre.

Pile di documenti, migliaia di fogli scritti a mano contenenti prove, testimonianze, accuse. “Non c’erano computer o altro, era tutto cartaceo.Facendo un paragone, credo che possano essere stati tre tir pieni zeppi di documenti.

Fu anche uno dei primi processi mediatici”.La sorella di Paolo, Francesca, più grandi di lui di sette anni, una volta ebbe anche il coraggio di rivolgersi direttamente agli imputati. “Erano Freda e Ventura.

Lei li guardò e disse loro che sarebbe stata anche disposta a perdonarli, se solo avessero detto perché lo avevano fatto.E se fossero stati disposti a fermare quella scia di sangue”.

Scia di sangue che, però, non si fermò.Perché pochi anni dopo ci furono Piazza della Loggia a Brescia, il treno ‘Italicus’, la bomba alla stazione di Bologna e il ‘Rapido 904’.

Piazza Fontana era solo l’incipit.Piazza Fontana ha dato il via alla stagione delle stragi.

Piazza Fontana è la madre di tutte le stragi.  
Gli anni dei processi sono stati lunghi. “Circa trentacinque”, dice Paolo. “E non sono mancati i depistaggi, perché è certo che ci sono stati”.La parola fine alla vicenda giudiziaria sull’attentato alla Banca nazionale dell’Agricoltura l’ha messa una sentenza. “Quella del 3 maggio 2005.

Una sentenza tombale, praticamente.La Cassazione ha confermato le responsabilità di Freda e Ventura per le bombe, ma non sono stati condannati perché erano stati già assolti per lo stesso reato nel 1987”. ‘Ne bis in idem’, direbbero i giuristi cultori del latino.

Un esito paradossale, contradditorio.E la storia processuale, diversa da quella storica, si è chiusa così, senza colpevoli dichiarati. “Siamo stati noi familiari a dover pagare le spese processuali.

Fortunatamente lo Stato ci ha aiutati.Ma è una sensazione terribile. È come se tu, vittima, fossi il vero condannato all’ergastolo”.  Dopo la ‘sentenza tombale’ del 2005, è nata l’associazione dei familiari delle vittime di piazza Fontana.

Prima a volerla è stata la sorella di Paolo, Francesca. “È sorta perché dovevamo far conoscere piazza Fontana, soprattutto nelle scuole, soprattutto alle nuove generazioni che spesso ne sanno pochissimo o non ne sanno nulla”, dice Paolo.Ogni anno, il 12 dicembre, i familiari si ritrovano per coltivare la memoria.

E lo fanno attraverso un lungo corteo, commosso e silenzioso, che parte da piazza della Scala fino ad arrivare a piazza Fontana. “Partiamo da lì perché proprio a piazza della Scala, quello stesso giorno, era stata piazzata un’altra bomba, poi rimasta fortunatamente inesplosa”.Francesca Dendena si è sempre battuta per l’associazione.

Tanto da ricevere, nel tempo, riconoscimenti e onorificenze, anche dalla presidenza della Repubblica.Il suo altissimo impegno civile è durato fino alla sua morte, nel 2010.

Oggi il suo nome campeggia nel famedio del cimitero di Milano.Il suo testimone è stato raccolto dal nipote Matteo, figlio di Paolo, che sulla strage ha scritto un libro, trasformato in una docu-fiction di successo della Rai, andata in onda in occasione del cinquantenario.  “Cosa lascia oggi piazza Fontana?

Una delle stagioni più buie, dolorose e sanguinose per il nostro Paese”, dice Paolo. “Anche lo Stato dovrebbe chiedersi cosa è successo il 12 dicembre 1969.E dovrebbe dire perché non è stato in grado di fermare quello che è accaduto”. (di Marco Di Vincenzo) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mps, l’assoluzione di Profumo e Viola faccia notizia come la condanna

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(Adnkronos) –
Alessandro Profumo e Fabrizio Viola assolti, per non aver commesso il fatto.La giustizia fa il suo corso, lento, anche quando si occupa di Mps.

E se è sempre vero che le sentenze non si commentano ma si rispettano, c’è ancora una volta un dato che emerge: il capovolgimento nei diversi gradi di giudizio, che è una garanzia per gli imputati, dovrebbe indurre anche la stampa a occuparsi delle vicende giudiziarie con maggiore cautela.Sempre e a maggior ragione quando sono intrecciate con complesse operazioni finanziarie.  Questo non perché le presunte responsabilità vadano taciute ma, al contrario, perché sia possibile essere credibili quando si deve denunciare il malaffare o la mala gestione, con o senza implicazioni penali.

E’ soprattutto una questione di corrette proporzioni.La notizia di una assoluzione deve diventare almeno evidente come quella di una condanna.

Per limitare il danno che gli anni da condannato in primo grado comportano comunque per la reputazione, e le carriere, di chi li deve attraversare.E anche per ridare peso e consistenza alle cronache finanziarie, sempre più spesso annacquate nelle pieghe della cronaca giudiziaria, che inevitabilmente prevale e fagocita.  Non è necessario fare una inflazionata professione di garantismo per sostenere che c’è un problema culturale, spesso strettamente legato alla pigrizia e alla superficialità di chi scrive e commenta.

Attendere il giudizio definitivo per bollare come ladro chi ruba può offrire una prospettiva diversa a chi racconta le vicende della finanza.Può aiutare soprattutto a non buttare nel calderone dei ladri chi ruba veramente e chi è solo stato sospettato di farlo. E’ una questione che va ovviamente oltre la storia personale, finanziaria e processuale di due banchieri come Alessandro Profumo e Fabrizio Viola.

E nessuno può avere la soluzione in tasca per arrivare a una formula esatta che tenga insieme il diritto di cronaca e quello di difendersi nel processo.E’ possibile però provare a tirare una linea, per evitare che sia impossibile difendersi dal processo.

Serve per farlo un’informazione più corretta e più attenta a pesare gli effetti di quello che produce, iniziando a rendere un’assoluzione una notizia almeno pesante quanto una condanna in primo grado. (Di Fabio Insenga)  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scoperta proteina chiave per rigenerare i muscoli

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(Adnkronos) – Una ricerca internazionale, coordinata dall’Istituto di genetica e biofisica “A.Buzzati-Traverso” del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli, condotta in collaborazione con l’Istituto Sanford Burnham di La Jolla (California), l’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’Irccs Fondazione Santa Lucia di Roma, ha individuato in una piccola proteina la chiave che guida le cellule staminali adulte, presenti nelle fibre muscolari, a differenziarsi, rigenerando così il tessuto muscolare danneggiato o ad autorinnovarsi, mantenendo una riserva pronta per futuri cicli rigenerativi.  Lo studio, pubblicato sulla rivista Developmental Cell, aggiunge un importante tassello alla comprensione dei processi di rigenerazione muscolare, che risultano particolarmente compromessi durante l’invecchiamento o in presenza di patologie degenerative, come la distrofia di Duchenne.

La ricerca si focalizza sul ruolo delle cosiddette “cellule satellite”, cioè cellule staminali adulte posizionate sulla superficie esterna delle fibre muscolari che svolgono un ruolo chiave nel mantenimento dell’integrità muscolare.  “I muscoli forniscono sostegno strutturale al corpo, consentono il movimento e contribuiscono attivamente al metabolismo basale.Il tessuto muscolare scheletrico costituisce circa il 40% del peso corporeo di un individuo adulto: comprendere i meccanismi alla base dei processi di rigenerazione dei tessuti in condizioni fisiologiche e nella patologia è di fondamentale importanza”, spiega Gabriella Minchiotti (Cnr-Igb), coordinatrice dello studio. “Il mantenimento dell’integrità muscolare dipende principalmente da un gruppo di cellule staminali dette cellule satellite: quando il muscolo è a riposo, esse si trovano in uno stato inattivo/dormiente, denominato ‘quiescenza’.

Viceversa, in risposta a danni muscolari, si attivano e manifestano la straordinaria capacità di compiere due azioni cruciali: sono in grado di differenziarsi, cioè trasformarsi in nuove cellule muscolari (mioblasti) che contribuiscono a rigenerare il tessuto danneggiato e, parallelamente, hanno la capacità di auto-rinnovarsi, cioè dare origine a nuove cellule quiescenti, assicurando il mantenimento di una ‘riserva’ di cellule staminali pronta per i successivi cicli rigenerativi”.Ciò che consente questa plasticità dipende, appunto, da una particolare proteina, denominata Cripto.  “Abbiamo scoperto che le cellule satellite attivate non sono tutte uguali: si distinguono, infatti, per la presenza di quantità diverse sulla loro superficie di una piccola proteina che si chiama Cripto – prosegue Minchiotti – In seguito a un danno muscolare, le cellule staminali si ‘svegliano’ rivestendo la loro superficie con la proteina Cripto.

Quando il rivestimento diventa sufficiente, le cellule Cripto positive vanno incontro a differenziamento.Al contrario, le cellule con livelli più bassi o assenti di Cripto ritornano allo stato quiescente e ripopolano la ‘riserva’ di cellule satellite.

Quantità diverse di Cripto sulla superficie delle cellule creano una micro-eterogeneità, cioè una sorta di ‘mappa’ che cambia rapidamente sulla loro superficie”.  “Le cellule Cripto-positive diventano Cripto-negative e viceversa e questo avviene eliminando la proteina in eccesso dalla superficie cellulare o rivestendo la superficie con la proteina che è immagazzinata internamente alla cellula – evidenzia Ombretta Guardiola (Cnr-Igb) autrice principale del lavoro – Questa plasticità consente alle cellule satellite di adattarsi rapidamente ai cambiamenti dell’ambiente circostante che avvengono durante la rigenerazione muscolare.Infatti, Cripto agisce sulla superficie cellulare come ‘sensore’ molecolare che ‘legge’ le variazioni dell’ambiente, inclusa la presenza di molecole infiammatorie che si accumulano in seguito ad un danno muscolare”.  “Le perturbazioni di questo equilibrio sono state associate alla degenerazione muscolare legata all’età, e il nostro studio identifica un nuovo meccanismo in grado di controllare questo equilibrio – conclude Minchiotti – In futuro, riuscire a controllare l’espressione e la localizzazione della proteina Cripto nelle cellule staminali muscolari delle persone anziane potrebbe migliorare l’efficienza della rigenerazione muscolare”.  —salute/medicinawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atreju 2023, ecco gli ospiti: da Spalletti a Briatore, chiusura con Meloni

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(Adnkronos) – Il ct azzurro Luciano Spalletti e Flavio Briatore, l’ex premier Matteo Renzi e lo chef Gianfranco Vissani, l’olimpionico Gregorio Paltrinieri e il leader di Vox, Santiago Abascal.Sono alcuni degli ospiti di Atreju 2023, l’evento di Fratelli d’Italia in programma dal 14 al 17 dicembre.

Alla kermesse del partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono attesi il presidente del Senato, Ignazio La Russa, quello della Camera, Lorenzo Fontana, Edi Rama, premier albanese, Ivan Scalfarotto, Anna Paola Concia.Nella giornata conclusiva, domenica 17 dicembre, ospiti tra gli altri Santiago Abascal, presidente di Vox, e poi i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.

Alle 12 intervento di chiusura di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia.  Spicca la presenza di Anna Paola Concia, al centro del dibattito politico di questi giorni, per l’incarico al ministero dell’Istruzione, poi ritirato dal ministro Giuseppe Valditara.Concia parteciperà al dibattito di venerdì 15 dicembre dal titolo ‘Il cuore della nazione: prospettive per una nuova primavera della famiglia’.

L’invito a Concia, ha spiegato Giovanni Donzelli, nel corso della conferenza stampa di presentazione di Atreju, “era già stato fatto negli scorsi giorni, prima di tutte le recenti polemiche”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, Zelensky a Washington: pressing sul Congresso per i fondi a Kiev

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(Adnkronos) – Volodymyr Zelensky è arrivato a Washington, invitato da Joe Biden nel mezzo del braccio di ferro tra Casa Bianca e Congresso per l’approvazione dei nuovi fondi dell’Ucraina, che l’amministrazione ritiene essenziale avvenga prima della fine dell’anno quando saranno completamente finiti i soldi a disposizioni per appoggiare la difesa di Kiev.  Oltre al colloquio alla Casa Bianca, il presidente ucraino avrà gli incontri, forse ancora più importanti, con il leader di maggioranza del Senato, il democratico Schumer, e il leader di minoranza Mitch McConnell, e sarà invitato a parlare ai senatori.La scorsa settimana i repubblicani del Senato hanno bloccato il pacchetto per i nuovi 61 miliardi di dollari per l’Ucraina – inseriti in una richiesta totale di oltre 100 miliardi, in cui vi sono anche oltre 10 miliardi per Israele e altri fondi per il confine – chiedendo che la misura contenga anche dei cambiamenti su immigrazione e asilo.  Per quanto riguarda la Camera, dove l’opposizione repubblicana ai nuovi fondi per Kiev è ancora più forte che al Senato, lo Speaker Mike Johnson incontrerà Zelensky, come ha confermato il portavoce Raj Shah su X, senza nessun invito, a quanto pare, a parlare con tutti i deputati.

Come era successo per la precedente visita lo scorso settembre dopo la partecipazione all’Assemblea Generale dell’Onu, il Congresso non sembra quindi intenzionato a riservare al presidente ucraino l’accoglienza e gli onori concessi in precedenza, con il discorso pronunciato a Camere riunite lo scorso dicembre, con un vasto e bipartisan sostegno alla causa della difesa della libertà ucraina.  A differenza dello scorso anno, l’amministrazione Biden deve fare i conti con equilibri diversi al Congresso – con i repubblicani che controllano una Camera in cui la componente di estrema destra trumpiana ha dimostrato di avere sempre più potere – e con un crescente scetticismo riguardo alla quantità e all’utilizzo dei miliardi di dollari per aiuti militari ed economici approvati in favore dell’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022.  A rendere ancora più complicato il quadro il fatto che la situazione militare sul campo appare ormai in un totale stallo, con l’attesa controffensiva ucraina, per la quale gli Usa e gli alleati europei hanno invitato sofisticato materiale bellico per miliardi di dollari, che non ha prodotto i risultati che gli ucraini e gli Usa speravano.  Nei giorni scorsi, Biden ha rivolto un accorato appello al Congresso, ricordando che un mancato invio di aiuti americani farebbe il gioco di Vladimir Putin che potrebbe anche spingersi a invadere altri Paesi europei. “Non si può aspettare, è già sconvolgente che siamo arrivati a questo punto – ha detto riferendosi al ritardo nell’approvazione dei fondi – i repubblicani al Congresso sono disposti a fare a Putin il più grande regalo che possa sperare, abbandonando la nostra leadership globale non solo per l’Ucraina, ma anche oltre”. Parole che mostrano come sia quanto mai concreto il rischio effettivo che l’anno si chiuda quindi senza l’approvazione del pacchetto d’aiuto per Kiev, lasciando Biden, ormai in piena campagna per la rielezione, senza i fondi a disposizione per finanziarie una delle componenti principali della sua politica estera, il sostegno all’Ucraina. Non è mistero infatti che Donald Trump in questi due anni è stato ampiamente critico della linea seguita da Biden, non mancando di ribadire il suo rapporto privilegiato con Putin, il fatto che con lui alla Casa Bianca la Russia non avrebbe mai invaso e che lui sarebbe in grado di chiudere il conflitto in pochi giorni.E non è un caso che a Washington sia arrivato anche Viktor Orban, il premier ungherese di estrema destra grande alleato di Trump. Per il leader europeo più vicino a Putin, una serie di incontri con esponenti repubblicani nell’ambito di una conferenza di due giorni, organizzata dal think tank conservatore Heritage Foundation, che affronterà, in modo critico, la questione degli aiuti militari Usa all’Ucraina. “Orban confida nel fatto che gli aiuti non passeranno al Congresso ed è per questo che sta cercando di bloccare l’assistenza anche dalla Ue”, spiega al Guardian una fonte diplomatica ungherese.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, tra 12 Giovani finalisti c’è Jacopo Sol: “Nel mio sound il blues del mio idolo Pino Daniele”

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(Adnkronos) – “La mia musica in tre parole?Energica, imprevedibile, emotiva”.

A descriversi all’Adnkronos è Jacopo Sol, nome d’arte di Jacopo Porporino, cantautore e musicista originario di San Severo in provincia di Foggia, arrivato tra i 12 finalisti di
Sanremo Giovani che mercoledì 19 dicembre si sfideranno sul palco dell’Ariston per accedere ad uno dei tre posti per il festival di febbraio.Il brano che l’artista porta a Sanremo è ‘Cose che non sai’, “una canzone nata in un periodo particolare per me -spiega- E’ nata in un periodo di sessione universitaria, in cui c’erano parecchi esami e mi sentivo un po’ oppresso, con parecchi pensieri, ero molto confuso, tra università e musica.

Mi rendo conto che ero così preso da quanto mi accadeva intorno da non riuscire a capire cosa stessi provando.Il pezzo infatti è un dialogo interiore tra me e me, in cui ne parlo e tiro fuori queste emozioni”. Le sonorità della sua musica, e del brano che porta all’Ariston, Jacopo le spiega così: “Nel mio sound ci sono tante influenze, in particolare nel pezzo che porto perché c’è la drum and bass, che è un pattern di batterie, influenze di R&B, pop, anche un pochino di blues perché sono sempre stato super fan di Pino Daniele e penso che si senta”, dice la giovane promessa sanremese. E su come stia approcciando l’esperienza di Sanremo Giovani, Jacopo Sol rivela: “Io penso che crederci sia quasi tutto, è importante, e anche proiettare quello che succederà, perché questo poi traspare, il pubblico lo percepisce.

Sul palco credo che sarò concentrato su me stesso, non vivo tanto l’ansia quanto l’adrenalina durante l’esibizione.C’è tanta eccitazione”.

Se vinci? “Se vinco chiamo la mia famiglia, chiamo tutti quelli che mi sono stati vicini.Sento molto il supporto di tutti, ed è il motivo per cui mi sento sicuro sul palco.

Poi ovviamente, dal giorno dopo, si comincia a lavorare sul serio”, conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università, Donne e Stem: informatica e nuove tecnologie a servizio mondo senza limiti genere

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(Adnkronos) – “Le nuove generazioni evidenziano una variazione significativa di tendenza rispetto al passato perché a laurearsi sono più le donne che gli uomini.Resta però una marcata differenziazione nella scelta del percorso culturale.

Le discipline STEM sono ancora poco considerate dal genere femminile, e questo fenomeno è particolarmente marcato per l’informatica, l’ingegneria dell’informazione e l’ingegnera industriale dove le donne sono tra il 15% e il 30% dei laureati.Eppure, non è stato sempre così; il progresso dell’informatica è dovuto all’impegno di tante donne che ne hanno caratterizzato la storia” ha spiegato il Prof.

Eugenio Zimeo, Prof.Sistemi Elaborazione Informativi Unisannio.  Infinite possibilità e prospettive, ma anche tante sfide e ostacoli ancora da superare.

Al centro del confronto, sempre il tema della parità di genere, che impatta in maniera significativa sul mondo del lavoro, segnando, nonostante i tanti progressi fatti finora, profondi divari e disparità, come testimoniato dagli ultimi dati forniti da Almalaurea.A oggi, infatti, persistono significative disparità di genere tra laureati di secondo livello a cinque anni dal conseguimento del titolo, che evidenziano un divario occupazionale di 4,2 punti percentuali.

Mentre il tasso di occupazione per le donne si attesta all’86,7%, per gli uomini raggiunge il 90,9%.Soffermandosi sui laureati STEM, a cinque anni dalla laurea di secondo livello, il tasso di occupazione è del 94,1% per gli uomini e del 90,9% per le donne.

Tra i laureati STEM che lavorano a tempo pieno, il divario salariale persiste, ma si riduce leggermente a +11,8% a favore degli uomini.  “Nel mondo delle discipline STEM, le donne emergono come forze guida intraprendenti e innovative.Contribuiscono in modo tangibile alla crescita e all’evoluzione in settori cruciali, plasmando un futuro dinamico e inclusivo, in cui la diversità di prospettive alimenta l’innovazione e l’eccellenza.” – ha dichiarato Laura D’Angeli, consulente direzionale e founder Studio D’Angeli.  “Per combattere gli stereotipi di genere è necessario avere una mente libera.

Non lasciare che altri scelgano per noi un ruolo o una funzione e credere che tutto sia possibile – è il commento di Anna Pezza, Direttore Generale Confindustria Benevento -.La storia è piena di esempi positivi, che ci mostrano i progressi compiuti in vari ambiti e che ci fanno ben sperare anche per quanto riguarda l’approccio alle materie scientifiche.

Questo non vuol dire omologarci, ma evitare che le diversità diventino pregiudizi, valorizzandole per far emergere le peculiarità di ciascuno.”  “Il gioco pubblico in Italia abbraccia le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, per migliorare efficienza ed esperienza del cliente.Ciò rivoluziona la gestione delle risorse umane, offrendo avanzati strumenti di formazione e valutazione delle competenze.

Tuttavia, come “early adopter”, affronta sfide come l’adattamento rapido ai cambiamenti tecnologici.Le opportunità includono l’attrazione di talenti, il miglioramento dell’esperienza dei dipendenti ed efficaci strategie di sviluppo delle competenze, gestite attraverso una comunicazione interna attiva” – ha testimoniato Gianfranco Pinto, Direttore HR Microgame S.p.a.  A dare un contributo significativo all’incontro, le testimonianze di quattro straordinarie professioniste provenienti dai settori più disparati, da quello bancario a quello del gioco pubblico, intervenute durante il dibattito per raccontare le loro storie, di sfide e di successi, in ambito STEM: Anna Ciampi, Information System Officer – deputy Chief Platform Support Unit; Elisa Costante di Forescout Technologies, insignita del Premio Cybersecurity Woman of the Year 2022; Diana Fallarino, Gaming platform tech lead Microgame S.p.A.; Lisa Serluca, Head of ICT BNP Paribas Milano.  “La scelta di una formazione STEM in ambito tecnologico mi ha permesso di compiere un percorso professionale e personale di alto valore.

La trasversalità dell’informatica unita all’importanza vitale delle nuove tecnologie, per tutte le aziende, mi ha consentito di lavorare in primarie realtà internazionali, di interfacciarmi con paesi e culture diverse e di prestare il mio contributo in aziende operanti in settori completamente differenti come telecomunicazioni, alta tecnologia, industria e finanza.La mia esperienza contribuisce a sfatare il luogo comune per cui una formazione STEM equivalga ad un lavoro da “nerd” e spero che possa indebolire i gender bias” ha spiegato Lisa Serluca.  “Sono soddisfatta di aver scelto una formazione STEM dopo il Liceo Classico, come sono soddisfatta della scelta di lavorare per Microgame a Benevento.

Il settore del gioco legale è stimolante per l’evoluzione costante e le rigide regole.Trovo arricchenti flessibilità e aggiornamenti continui, che favoriscono la crescita professionale.

Inoltre, grazie alla flessibilità dell’azienda riesco a garantire a me stessa e alla famiglia un equilibrio tra impegni personali e professionali” – ha raccontato Diana Fallarino.  “A volte, la realtà supera di gran lunga i sogni.Se a vent’anni mi avessero detto che avrei lavorato nel campo tecnologico per un’organizzazione internazionale al servizio di tutti i popoli del mondo, non ci avrei creduto.

Non avrei mai potuto concepire un sogno così grande.Unire l’amore per il prossimo e l’affetto per la famiglia con la passione per la tecnologia è qualcosa di straordinario.

Oggi, con orgoglio, posso affermare che questo è diventato il mio percorso di vita, alimentato da una passione incrollabile e un impegno totale” – è il commento di Anna Ciampi.  “Il disallineamento uomo/donna in campo STEM è un fatto che ha radici culturali, mio padre ancora oggi mi domanda il perché io abbia scelto una strada così poco conforme e un percorso così ‘difficile’ per una donna.Innanzitutto, mi preme dire che non reputo il mio percorso di studi più difficile di altri, e di sicuro non ho trovato maggiori difficoltà rispetto ai miei colleghi uomini.

Semmai la maggiore difficoltà sta nel fatto che scegliere di costruire una famiglia può avere un impatto negativo sulla carriera di una donna.Io stessa ho scelto di diventare mamma a 37 anni quando ero sicura che questa scelta non avrebbe impattato negativamente sul mio percorso professionale.

Come risolvere questo impasse?A mio parere attraverso tre azioni: supporto, role modeling e mentoring.

Per le nuove generazioni è fondamentale poter far guardare a modelli positivi, a donne che hanno superato questo dualismo carriera/famiglia, hanno raggiunto il successo e la realizzazione personale, conciliando tutti gli aspetti della propria vita. È importante poter dimostrare che sì, si può fare!Infine, il mentoring, la possibilità di scegliere delle figure professionali, uomini e donne che siano, che possano accompagnare le generazioni future nel proprio percorso professionale, nelle scelte cruciali della propria vita” – questo il prezioso contributo tramite videomessaggio di Elisa Costante.  “Sono felice che Microgame abbia contribuito a questo stimolante confronto che ha permesso di esplorare le sfide e le opportunità legate al coinvolgimento delle donne in ambiti legati a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.

Il settore del gioco pubblico, rappresentato da Microgame, è un esempio di come l’adozione di nuove tecnologie possa trasformare un’industria.La partecipazione delle donne in ruoli chiave, come evidenziato nel corso del dibattito, dimostra il contributo fondamentale delle competenze femminili in contesti tecnologici avanzati” – queste le parole che Marco Castaldo, CEO di Microgame, ha affidato ad Imma Romano, portavoce di Astro4Her e Direttore Relazioni Istituzionali di Codere S.p.a., a chiusura dell’evento.  “#astro4her è nata spontaneamente tra professioniste del settore del Gioco legale e sta consapevolmente costruendo un percorso di accreditamento verso sia le istituzioni che verso altre associazioni – ha quindi concluso Imma Romano -.

L’obiettivo è quello di contribuire a un processo culturale che restituisca alle donne la dignità che meritano, sia umanamente che a livello lavorativo.La parità di genere, così come la parità salariale e quella di opportunità, devono diventare concrete e non rimanere solo dichiarazioni di intenti o pezzuole calde per mascherare disparità e sperequazioni”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, settore giovanile: 1-1 la Primavera, vince l’Under 17

Juve Stabia, i risultati del settore giovanile nei rispettivi turni di campionato.

Juve Stabia, settore giovanile: pareggia 1-1 la Primavera 3 a Cerignola; vince l’Under 17 0-1 a Francavilla, pareggio per l’Under 16 con l’Avellino mentre perde l’Under 15 a Francavilla.

Il tabellino del match della Primavera 3 della Juve Stabia.

Allo stadio “Domenico Monterisi” di Cerignola si è disputata la gara valida per la dodicesima giornata del girone B del campionato di Primavera 3 tra Audace Cerignola e Juve Stabia che è terminata con il punteggio di 1-1.

Così in campo:

Audace Cerignola – Pinnelli, Muciaccia, Petrizzelli (90′ Longo), Volpe, Gabriele, Labranca, Pirelli (82′ Varone), Carrozza, Coco, Laporta (59′ Barletta), Noto (59′ Lotito). A disposizione: Ria, Camerino, Barletta, Cafagna, Longo, Varone, Basile, Iagulli, Misso, Okoh, Lotito. Allenatore: Gaetano Pavone.

Juve Stabia – Puca, Boccia, Ascolese, Di Nardo (82′ Piccolo), Galietti, Angellotti, Saviano, Testa (82′ Gargiulo), Patricelli (60′ Perna), Faccetti, Aprea (87′ Pezzella). A disposizione: Lauritano, Velotti, Pezzella, Monaco, Gargiulo, Cirillo, Perna, Sparavigna, D’Ambrosio, Piccolo, Avallone, Schettino. Allenatore: Giorgio Lucenti

Marcatori: 15′ Aprea (JS), 28′ Carrozza (AC)

Ammoniti: Di Nardo (JS)

Espulsi: -/

Arbitro: sig. Raffaele Labarile della sezione AIA di Bari

Assistenti: sig. Marco Stellacci e Francesco Catino della sezione AIA di Molfetta.

In classifica in testa nel Girone B di Primavera 3 la Virtus Francavilla con 31 punti, segue il Monopoli con 28, al terzo posto Messina e Juve Stabia con 20 punti. Nel prossimo turno la Juve Stabia affronterà in casa la Fermana.

Il tabellino del match dell’Under 17.

Allo stadio “Giovanni Paolo II” di Francavilla Fontana si è disputata la dodicesima giornata del campionato Under 17 tra Virtus Francavilla e Juve Stabia terminata con il risultato di 0-1 per le Vespette.

Così in campo:

Virtus Francavilla – Castiglia, Albano, Sciapi (61’ Bartolomeo), Dell’Atti, Lanzai, Passiatore, La Sorsa (77’ Bevilacqua), Laggiard (61’ Battista), D’Urso, Baglivo, Mialzzi. A disp. Camoli, Ture, De Gaetani, Bianchi, Bellanova. All. Marsico

Juve Stabia – Di Sarno, Persico, Avolio, Esposito S., Trotta, Malafronte, Potenza (46’ Amelio), Stanco (73’ Capasso), Coppola, Acosta (73’ Trascente),Valentino (73’ Ferraro). A disp. Piccolo, Vaia, Parmendola, Esposito A., Cepullaro. All. Sacco

GOL – 85’ Capasso (JS)

AMMONIZIONI – Passiatore (VF), Trotta (JS), Malafronte (JS), Coppola (JS), Acosta (JS)

ESPULSIONI – /.

La gara dell’Under 16 impegnata in casa contro l’Avellino.

Allo stadio ”Romeo Menti” di Castellammare di Stabia si è disputata decima giornata del campionato Under 16 tra Juve Stabia e Avellino terminata con il risultato di 0-0.

Cosi in campo:

Juve Stabia – Ardolino, De Simone, Torino (73′ Paolini), Petrlic, Amelio, Avvisato, D’Angelo, Sedile, Balzano (73′ Palermo), Calabrese (57′ Ponte), Russo (57′ Di Domenico). A disp. De Gennaro, Minucci, Malafronte, Calizio, Chiacchio. All. Romano

Avellino – Margiotta, Trasparente (55′ Siciliano), Manuzzi (55′ Cavallaro), De Cicco, Manzo (68′ Acquino), Angrisano, D’Auria (68′ Terlizzi), Di Marzo, Napoli (55′ Pierri), Rosanova (55′ Trevisone), Santonastaso (55′ Esposito). A disp. Dentice, Trapanese. All. Pianese

Gol – /

Ammonizioni – Torino (JS), Amelio (JS), Ponte (JS), Manzo (A), Angrisano (A)

Espulsioni – /.

 

Tathiana Garbin ricoverata di nuovo in ospedale: “Complicazioni dopo intervento”

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(Adnkronos) – Quattro giorni dopo essere stata dimessa, Tathiana Garbin è stata costretta nuovamente al ricovero in ospedale, al Cisanello di Pisa, in seguito a complicanze sopravvenute dopo la seconda operazione cui si era sottoposta lo scorso 27 novembre.Nel suo percorso di condivisione della battaglia contro il cancro che l’ha colpita a fine estate, il capitano della nazionale azzurra di tennis, di Billie Jean King Cup, ha scelto di rendere nota la notizia ancora attraverso una story sul suo account Instagram. “Ciao a tutti, mi dispiace dovervi informare che a seguito di complicazioni legate all’intervento, sono stata nuovamente ricoverata.

Nonostante tutto, cerco di mantenere il morale alto e continuo a riporre fiducia nella struttura che mi sta curando al meglio”, ha postato Garbin.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, W. Post: usate munizioni al fosforo bianco Usa. “Preoccupazione” della Casa Bianca

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(Adnkronos) – Israele ha usato munizioni al fosforo bianco fornite dagli Usa in un attacco nel sud del Libano lo scorso ottobre.E’ quanto ha stabilito l’analisi del Washington Post dei frammenti di 3 proiettili da 155 millimetri trovati nel villaggio di Dhayra, teatro del bombardamento di metà d’ottobre in cui sono rimasti feriti almeno 9 civili e quattro case sono state incenerite.

L’inchiesta del giornale americano conferma così le accuse che già a fine ottobre erano state lanciate da Amnesty International e Human Right Watch.  Le munizioni al fosforo bianco rientrano nella categoria di armi incendiarie e, secondo le convenzioni internazionali, dovrebbero essere usate solo per illuminare obiettivi militari, creare cortine di fumo in grado di coprire il movimento di truppe.Secondo le convenzioni, non dovrebbero essere usate per colpire obiettivi dove sono presenti civili, dal momento che il fosforo bianco in contatto con l’ossigeno prende fuoco e può raggiungere temperature altissime e produrre gravissime ustioni.  I frammenti analizzati mostrano dei codici che provano che le munizioni sono state prodotte in Louisiana e Arkansas nel 1989 e nel 1992, e fanno parte dei miliardi di dollari di materiale bellico che arriva ogni anno in Israele dagli Stati Uniti. “Il fatto che munizioni al fosforo bianco Usa sono state usate da Israele nel Libano del sud dovrebbe essere una grande preoccupazione per gli Usa – ha dichiarato Tirana Hassan, a capo di Human Right Watch – il Congresso dovrebbe prendere seriamente le notizie sull’uso di fosforo bianco da parte di Israele per rivalutare gli aiuti militari Usa ad Israele”. La Casa Bianca ha espresso ”preoccupazione” per le notizie secondo le quali Israele avrebbe usato fosforo bianco nella guerra scoppiata dopo l’attacco subito da Hamas lo scorso 7 ottobre.

Lo ha dichiarato il portavoce della Sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby ai giornalisti. ”Gli Stati Uniti sono preoccupati per le notizie sull’uso del fosforo bianco da parte di Israele e cercheranno maggiori informazioni”, ha detto Kirby. Allo stesso tempo, Kirby ha spiegato che esiste un uso militare legittimo del fosforo e che “ci si aspetta che se diamo questo minerale agli alleati, loro lo utilizzeranno legittimamente e in conformità con la legge”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cop28, niente uscita da energie fossili: bozza finale fa infuriare tutti

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(Adnkronos) – La bozza finale della Cop28, che sta facendo infuriare tutti, non comprende “l’uscita graduale” dal ricorso delle energie fossili.Le 21 pagine, presentate dalla presidenza della conferenza di Dubai, menzionano solo la riduzione del consumo e della produzione dei carburanti fossili.

In una precedente versione, l’uscita graduale era ancora menzionata come una delle possibili opzioni.  Secondo Jan Kowalzig, esperto di Oxfam, anche altri target – come quello di triplicare le energie rinnovabili e raddoppiare l’efficienza energetica – non sarebbero menzionate come obiettivi, ma solo come possibili misure. “La Cop28 non doveva finire così”, ha detto, affermando che l’obiettivo del 1,5 gradi celsius, fissato dall’accordo di Parigi, “probabilmente sarà gettato dalla finestra” con questo tipo di bozza “nonostante le assicurazioni contrarie nel resto del testo”. Questa mattina il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres aveva condiviso un auspicio: “Eliminare gradualmente i combustibili fossili”.E aveva parlato della necessità di trovare un accordo nelle ultime ore del vertice sul clima Cop28, spingendo i negoziatori a mostrare flessibilità. “Ora è il momento della massima ambizione e della massima flessibilità”, aveva detto Guterres ai giornalisti mentre tornava al vertice di Dubai, che secondo lui avrebbe dovuto riconoscere “la necessità di eliminare gradualmente tutti i combustibili fossili”. “Siamo in una corsa contro il tempo.

Come ho detto all’apertura della Cop28, il nostro pianeta si trova a pochi minuti dalla mezzanotte per il limite di 1,5 gradi.E l’orologio continua a ticchettare.

La Cop28 dovrebbe concludersi domani, ma ci sono ancora grandi lacune da colmare.Ora è il momento della massima ambizione e della massima flessibilità”, aveva sottolineato attraverso un comunicato il segretario generale dell’Onu.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cadavere della madre in un baule, indagata la figlia: “Non avevo soldi per funerale”

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(Adnkronos) – Sarebbe morta in seguito a un incidente domestico Concetta Infante, 77 anni, la cui salma in avanzato stato di decomposizione è stata ritrovata ieri all’interno di un baule nella sua abitazione di Mondragone, in provincia di Caserta.La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha aperto un’inchiesta per occultamento di cadavere e ha formalmente iscritto nel registro degli indagati il nome della figlia 40enne che viveva con lei.

A ritrovare il cadavere, riposto in un vecchio baule da almeno un mese, sarebbe stata l’altra figlia, che ha subito chiesto l’intervento dei carabinieri della compagnia di Mondragone che indagano sul caso.  Secondo quanto si apprende, nel suo lungo interrogatorio la 40enne ha raccontato che sua madre sarebbe morta per una caduta in casa e, trovandosi senza soldi per il funerale, avrebbe rinchiuso il cadavere nel baule.Una versione che al momento resta al vaglio degli inquirenti, in attesa dell’autopsia che chiarirà le cause del decesso di Concetta Infante.

Pensionata, 77 anni, originaria della provincia Napoli ma per anni residente a Pescara, la donna si era stabilita da tempo a Mondragone.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, turista cade su scala mobile: 3 ore di attesa per l’ambulanza

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(Adnkronos) – Tre ore di attesa per un’autoambulanza a Roma Termini.E’ successo oggi quando, intorno alle 11, un turista milanese, Vincenzo S., è caduto su una delle due scale mobili che dal piano terra salgono alla Galleria di destra della stazione.

Nonostante le ripetute chiamate ai numeri di emergenza l’uomo è rimasto riverso alla fine della scala con una sospetta frattura (o rottura) di una gamba.Numerosi poliziotti si sono dati il cambio per fermare in quel punto il traffico di turisti e creare un ‘cordone di sicurezza’ intorno al malcapitato, confortato dalle stesse forze dell’ordine e negozianti vicini che si sono offerti di portare generi di conforto.  Dopo tre ore è arrivata l’autoambulanza che ha portato il signor Vincenzo all’Umberto I.

La moglie del turista, Gabriella R., si limita a dire che stavano salendo in galleria per far passare il tempo prima dell’arrivo del treno che li avrebbe dovuti riportare a Milano.  Poi la caduta. “Ora mio marito è all’Umberto I dove lo stanno sottoponendo a esami radiologici”, spiega la signora Gabriella.Che con grande fair play ringrazia “tutti, per la gentilezza”.  L’incendio all’ospedale di Tivoli di venerdì notte, con l’urgenza di trasferire i pazienti nelle altre strutture sanitarie limitrofe, l’aumento dei casi Covid e delle persone con influenza che afferiscono purtroppo in ospedale, sta mettendo la rete delle emergenze di Roma e del Lazio in affanno.

A quanto apprende l’Adnkronos Salute è proprio questo insieme di fattori a condizionare i tempi di risposta, anche dell’Ares 118, negli ultimi giorni: come nel caso della turista milanese che ha denunciato di aver atteso 3 ore l’ambulanza a Termini dopo una caduta dalle scale mobili.Il piano Rocca per aiutare a decongestionare i pronto soccorso del Lazio stava dando i primi frutti, ma negli ultimi giorni c’è stata una inversione di tendenza.

Un fenomeno evidenziato anche da Cittadinanzattiva che ha denunciato una ricrescita delle attese nei pronto soccorso culminata nella giornata di oggi “con 1.000 pazienti in attesa dei Dea del Lazio”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rudy Guede respinge le accuse: “Mai violenze alla mia ex compagna”

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(Adnkronos) – “Non ho mai violentato la mia ex compagna”.Lo ha detto Rudy Guede al giudice nell’interrogatorio di garanzia oggi dopo la misura del divieto di avvicinamento alla ex fidanzata con braccialetto elettronico.

Accusato di maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni, l’ivoriano 36enne già condannato per l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia nel 2007, non si è sottratto alle domande del magistrato.  “Durante l’interrogatorio, molto lungo, durato 2 ore, Rudy – spiega all’Adnkronos l’avvocato difensore Carlo Mezzetti – ha risposto in modo molto approfondito e preciso su tutto, indicando anche persone informate sui fatti a suo favore.Nessuna reticenza dunque, ma anzi nuovo materiale utile alle indagini”.  Intanto, annuncia ancora l’avvocato “ho chiesto la revoca della misura al mio assistito, che non solo ha negato la violenza ma anche alcune ricostruzioni fattuali del rapporto, rispondendo rispetto ai singoli punti”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni: “Antisemitismo cancro da sconfiggere”

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(Adnkronos) – ”L’antisemitismo è un cancro che si deve sconfiggere”.Così la premier Giorgia Meloni in collegamento video alla presentazione del libro ‘PhotoAnsa2023’. ”Penso che non si possa trattare” il conflitto in Medio Oriente ”se non si riparte dall’orrore di Hamas, dalla ferocia disumana che non ha risparmiato donne e bambini e che racconta la disumanizzazione dell’altro e io penso che debba essere condannata senza ambiguità perché se ci abituiamo all’orrore, abbiamo un problema serio”, ha detto Meloni. Quanto all’Ucraina, “è giusto continuare a sostenere l’Ucraina, banalmente perché se consentiamo che saltino le regole del diritto internazionale, gli scenari di crisi si moltiplicheranno”, ha sottolineato la premier. Sul Mes Meloni ha lanciato una stoccata alle opposizioni, a cominciare dalla segretaria del Pd, Elly Schlein.

C’è una ”domanda che faccio alle opposizioni: voi siete stati al governo 4 anni, se il Mes era così fondamentale, perché non l’avete ratificato in tempi rapidi?”, ha detto Meloni. “Vedo un dibattito molto italiano e ideologico.Testimonia la strumentalità di certe posizioni.

Non si può parlare del Mes se non si conosce il contesto…”. La premier ha parlato anche del patto di stabilità. ”Il tema per noi è degli investimenti.Dopodiché la trattativa, come sapete, è aperta.

Noi stiamo portando avanti un approccio pragmatico e credo che non si possa dire di sì a un patto di stabilità che nessuno Stato potrebbe rispettare perché non sarebbe serio da parte nostra.Io vedo spiragli per una soluzione seria che tenga conto del contesto in cui operiamo”, ha affermato la presidente del Consiglio.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)