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Malattie rare, da catena dolci e salati Ods 113mila euro ai centri clinici Nemo

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(Adnkronos) – Proprio nel giorno della tradizione di Santa Lucia, arriva il dono più bello e tanto atteso per i piccoli pazienti dei Centri clinici Nemo esperti nella cura e nella ricerca sulle malattie neuromuscolari.Con ben 113.209 euro, la campagna “Sì donare rende felici”, promossa da OdStore, grazie alla collaborazione con Lindt & Sprüngli, raggiunge l’obiettivo solidale più alto di questi cinque anni al fianco dei Centri Nemo.

Il dono straordinario va ad unirsi agli altri 373.000 euro fino ad oggi raccolti dall’iniziativa, arrivando a quasi 500.000 euro interamente devoluti alla cura dei bambini del network clinico. Accolti dal messaggio dirompente che è possibile cambiare la qualità della vita di un bambino con malattia neuromuscolare grazie al dono di un cioccolatino, i clienti dei 105 punti vendita della più grande catena italiana di prodotti dolci e salati – si legge in una nota – anche quest’anno hanno risposto con entusiasmo all’invito.Un gesto semplice e ormai conosciuto, ma altrettanto importante, come quello di donare 1 euro in cassa ricevendo in cambio un Lindor al latte messo a disposizione da Lindt & Sprüngli, ha dato vita ancora una volta a una bellissima risposta solidale, con la consapevolezza di poter fare la differenza contribuendo ad un grande obiettivo di bene. “In questi cinque anni i nostri clienti non hanno mai fatto mancare la loro generosità per i bambini dei Centri Nemo – dichiara Mauro Tiberti, fondatore della catena OdStore e ideatore della campagna ‘Si donare rende felici’ – E anche in queste settimane ho potuto vedere, ancora una volta, come si siano lasciati coinvolgere dall’entusiasmo dei nostri collaboratori. È questo il miracolo della solidarietà che mi rende felice”.

Gesti concreti di solidarietà che porteranno avanti il progetto dell’Ambulatorio dell’affettività, dedicato alla presa in carico degli aspetti psicologici, educativi e relazionali dei bambini e delle loro famiglie, dai primi giorni di vita fino all’adolescenza.Con un team multidisciplinare di ben 20 professionisti – dettaglia la nota – tra neuropsichiatri infantili, psicologi, psicoterapeuti e nurse coach, l’Ambulatorio in questi cinque anni ha seguito ben oltre 2.500 famiglie del network clinico nazionale.  “Proteggere anche la dimensione degli affetti e della relazione con se stessi e con gli altri è una delle priorità dei nostri Centri – dichiara Alberto Fontana, presidente dei Centri Clinici Nemo – E il sostegno della campagna fa la differenza per le migliaia di famiglie, di cui ci occupiamo ogni giorno.

La felicità del dono diventa per noi un impegno concreto nel creare le condizioni perché i nostri piccoli crescano felici”. In concreto, l’impegno di cura significa avere la possibilità per i genitori, i loro bambini e ragazzi, di poter contare in ogni momento su psicologi esperti – prosegue la nota – nell’imparare ad affrontare, in modo positivo, ogni sfida imposta dalla malattia, come l’introduzione della prima carrozzina; l’esperienza della scuola e delle relazioni; il cambiamento del proprio corpo e delle abilità funzionali che si modificano.O ancora, vuol dire avere terapisti della riabilitazione ai quali affidare il bisogno di autonomia dei propri figli, educandoli a riconoscere i limiti e le risorse del proprio corpo: dall’acquisizione della postura corretta, all’educazione del respiro, della deglutizione, fino all’uso della voce.  Ma cura significa anche ripensare all’allestimento degli spazi pediatrici dei reparti dei sette Centri Nemo per adeguarli sempre di più ai bisogni che cambiano.

Si pensi, ad esempio, alla necessità di accogliere bimbi fin dai primi giorni di vita, alla luce dei nuovi trattamenti farmacologici, o alle famiglie che vi accedono per partecipare agli studi clinici o, ancora, ai ragazzi che seguono il loro percorso di follow up riabilitativo.Spazi adatti per la riabilitazione, il gioco e la ricerca, ma anche dedicati alle coccole e agli abbracci. “Seguiamo ogni tappa di crescita dei bambini e dei ragazzi, insieme alla loro famiglia – conclude Elisabetta Ferrari, psicologa del Centro Nemo di Brescia – Siamo al loro fianco nella gestione delle domande che nascono intorno alla patologia, dal momento della diagnosi, all’introduzione degli ausili, ai cambiamenti che avvengono nel proprio corpo.

Non solo, la nostra presenza aiuta a leggere e a riconoscere le emozioni negative e positive per comprendere anche l’impatto che i nuovi trattamenti di cura e gli sviluppi della ricerca hanno sulla storia di vita di ciascuno.Ma ci siamo anche e soprattutto per far imparare a sognare nel futuro e ad essere felici dei progetti di vita”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrovia T2 Malpensa-Sempione sarà attiva da dicembre 2025

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(Adnkronos) – Tra due anni, a dicembre 2025, è prevista l’attivazione del nuovo collegamento ferroviario tra il Terminal 2 dell’aeroporto di Milano Malpensa e la linea ferroviaria del Sempione.Oggi, a un anno dall’avvio delle attività, il cantiere è stato visitato dagli assessori regionali Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile) e Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e opere pubbliche), dal presidente di Fnm Andrea Gibelli, dal presidente di FerrovieNord Fulvio Caradonna, dall’amministratore delegato di Sea Armando Brunini e dal presidente di Salc Simon Pietro Salini, per fare il punto della situazione sulle opere.  La tempistica dell’opera (fine lavori a luglio 2025 e attivazione a dicembre dello stesso anno) – spiega un comunicato stampa – è stata “aggiornata, tenendo conto della necessità di alcune integrazioni progettuali, delle programmazioni degli interventi con Rfi oltre che di alcuni imprevisti del cantiere (sottoservizi non censiti, ritrovamento amianto, ecc)”. Il nuovo collegamento – il cui progetto è stato promosso da FerrovieNord in partnership con Sea – permetterà la chiusura dell’anello ferroviario intorno a Malpensa e consentirà di ampliare il bacino d’utenza dell’aeroporto, attraverso la riorganizzazione dei servizi nel quadrante Nord Ovest della regione.

Sarà garantito anche un più efficace e rapido collegamento fra l’aeroporto e la città di Milano, contribuendo significativamente a ridurre i tempi e a migliorare la sostenibilità del viaggio.  Il collegamento ferroviario a doppio binario tra il Terminal 2 dell’aeroporto intercontinentale di Milano Malpensa e la linea Rfi del Sempione avrà una lunghezza di circa 4,6 chilometri di nuovo tracciato verso Gallarate più 1,1 chilometri di raccordo verso Casorate Sempione.Il tempo previsto di percorrenza tra il T2 e Gallarate è di 7 minuti.

L’intervento rappresenta il completamento dell’accessibilità ferroviaria da Nord a Malpensa, e fa parte, in ambito Ue, del cosiddetto ‘Global Project’ Malpensa T1–Malpensa T2–linea Sempione, del quale è attivo il collegamento ferroviario tra i terminal T1 e T2. “La realizzazione di questa opera – sottolinea il comunicato stampa – permetterà dunque di potenziare gli itinerari verso l’area di Milano.L’aeroporto diventerà così un nodo di interscambio con servizi ferroviari di breve e medio raggio, ad alta velocità e transfrontalieri”.  L’investimento per la parte realizzativa è di 257.553.700 euro.

Ai 211.340.000 euro inizialmente previsti e già finanziati, il governo italiano, con il Dpcm 8 settembre 2023 (Piano complessivo delle opere olimpiche), ha aggiunto un finanziamento di 46.213.700 euro come ‘adeguamento prezzi’, ossia per coprire i rincari dei materiali rispetto al momento in cui la gara d’appalto è stata bandita.  In dettaglio, 80 milioni di euro provengono dal ‘Patto per la Lombardia’; 63.402.000 euro, pari al 30% del totale, dall’Unione europea nell’ambito del programma ‘Cef ‐ Connecting Europe Facility ‐ 2019 Cef Transport Map call”; 55.937.000 euro da Ministero delle Infrastrutture (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022); 11 milioni da Regione Lombardia (all’interno del programma degli interventi per la ripresa economica – ‘Piano Lombardia’); 1.001.000 euro sono a carico di Sea; 46.213.700 euro con Dpcm 8 settembre 2023 (Piano complessivo delle opere olimpiche).I lavori sono realizzati dal raggruppamento temporaneo di imprese Salc – Valsecchi Armamento Ferroviario. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Netflix svela per la prima volta i dati, ecco quali sono i contenuti più visti al mondo

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(Adnkronos) – Netflix ha svelato per la prima volta i dati sulla fruizione del suo catalogo, rendendo noto quali sono stati i film e le serie tv più visti al mondo nel primi sei mesi del 2023.Per quanto riguarda l’Italia, i titoli che hanno generato più ore di visione sono ‘La legge di Lidia Poet’, ‘Il mio nome è Vendetta’, ‘Mare Fuori’ e ‘Era ora’.

Netflix ha rilasciato per la prima volta i dati sulla fruizione del suo catalogo. , riguardano per ora il primo semestre del 2023. La decisione di svelare i dati, che verranno d’ora in poi forniti ogni sei mesi, arriva dopo anni di polemiche sulla scarsa trasparenza dei servizi di streaming sui dati di fruizione, che avevano animato anche la trattativa sul grande sciopero di sceneggiatori e attori di Hollywood.Ma arriva anche dopo il lancio da parte di Netflix, dall’anno scorso, di un servizio con pubblicità, che rende indispensabili per gli inserzionisti alcune informazioni sulla popolarità dei titoli della piattaforma.  Così, scorrendo il rapporto intitolato ‘What we watched’ (letteralmente ‘Cosa abbiamo visto’), si scopre che gli utenti Netflix di tutto il mondo hanno guardato la serie ‘The Night Agent’ con Peter Sutherland alle prese con un thriller politico per ben 812 milioni di ore, rendendola il contenuto più visto sulla piattaforma nella prima metà di quest’anno.  Al secondo posto, la seconda stagione della serie adolescenziale ‘Ginny & Georgia’ (665.100.000 ore viste), al terzo la prima stagione della serie sudcoreana ‘The Glory’ (622.800.000 ore viste), al quarto la prima stagione di ‘Mercoledì’ (507.700.000 ore viste) e al quinto la miniserie spin off di ‘Bridgerton’ ‘La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton’ (503.000.000 ore viste).

Per trovare il primo film bisogna arrivare al quattordicesimo posto della classifica globale, dove si piazza ‘The Mother’ con Jennifer Lopez, che ha totalizzato 249.900.000 ore viste.  
Tra i titoli italiani, quelli che hanno generato più ore viste sono stati: la serie ‘La legge di Lidia Poet’ con Matilda De Angelis (85.000.000), il film ‘Il mio nome è Vendetta’ di Cosimo Gomez con Alessandro Gassmann nei panni di un ex sicario della ‘Ndrangheta (31.100.000 ore viste), la serie cult ‘Mare Fuori’ (31.000.000 ore viste), che ha già spopolato su RaiPlay e Rai2, e il film ‘Era ora’ di Alessandro Aronadio con Edoardo Leo e Barbara Rochi (30.800.000 ore viste). In una teleconferenza con i media, il co-amministratore delegato Ted Sarandos ha riconosciuto che la mancanza di trasparenza sulla popolarità dei suoi spettacoli aveva portato alla sfiducia nella comunità dei creatori.Ed ha spiegato che Netflix ha deciso di mantenere segreti i dati dei suoi spettatori negli anni in cui stava costruendo il business, in modo da poter sperimentare senza fornire informazioni cruciali a potenziali concorrenti. “Da quando abbiamo lanciato le nostre Top 10 settimanali e le liste settimanali dei titoli più popolari nel 2021, Netflix ha fornito più informazioni su ciò che le persone guardano rispetto a qualsiasi altro streamer ad eccezione di YouTube.

E ora crediamo che sia giunto il momento di andare oltre.A partire da oggi pubblicheremo What We Watched: A Netflix Engagement Report due volte l’anno”, ha affermato la società in una dichiarazione che accompagna il report.  “In totale, questo rapporto copre più di 18.000 titoli – che rappresentano il 99% di tutte le visualizzazioni su Netflix – e quasi 100 miliardi di ore di visione.

Oltre il 60% dei titoli Netflix usciti tra gennaio e giugno 2023 sono apparsi nelle nostre Top 10 settimanali.Quindi, mentre questo rapporto ha una portata più ampia, i trend che vi si riflettono sono molto simili a quelli delle Top 10″, sottolinea la nota che elenca poi i trend che emergono dal rapporto, tra i quali degno di nota è senz’altro il fatto che le storie non in lingua inglese hanno generato il 30% di tutte le visualizzazioni.  “Questo è un grande passo avanti per Netflix e per il nostro settore.

Riteniamo che le informazioni di visione contenute in questo rapporto, insieme alle nostre Top 10 settimanali e alle liste settimanali dei titoli più popolari, forniranno ai creatori e al nostro settore una visione più approfondita del nostro pubblico e di ciò che risuona con loro”, conclude la dichiarazione che accompagna il rapporto.Con quasi 250 milioni di abbonati a livello globale, Netflix è il più grande servizio di streaming al mondo. (di Antonella Nesi) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Contatti Meloni-Draghi dopo ‘incidente’ alla Camera

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(Adnkronos) – A quanto si apprende, ci sarebbero stati contatti tra la premier Giorgia Meloni e Mario Draghi dopo le parole della presidente del Consiglio ieri in Aula alla Camera sul suo predecessore.Parole, ha spiegato in serata Meloni, dirette al Pd ma che tiravano in mezzo anche l’ex numero uno della Bce.  
I due, riferiscono fonti autorevoli all’Adnkronos, sono stati sempre in contatto in questi mesi, per lo più con scambi di messaggi, un’abitudine che era già in essere quando Draghi sedeva a Palazzo Chigi, e Meloni era l”unica voce’ fuori dal coro, fermamente all’opposizione.

A Draghi la presidente del Consiglio avrebbe ribadito, come oggi in Aula al Senato, che il suo non voleva essere in alcun modo un attacco diretto contro di lui. “Mi ha molto colpito – ha detto la premier ieri alla Camera in un passaggio sulla politica estera e sulle critiche al governo – che si sia fatto riferimento al grande gesto da statista del mio predecessore Mario Draghi e la foto in treno verso Kiev con Macron e Scholz.Per alcuni la politica estera è stata farsi foto con Francia e Germania quando non si portava a casa niente.

L’Europa non è a tre ma a 27, bisogna parlare con tutti: io parlo con la Germania, la Francia e pure con l’Ungheria, questo è fare bene il mio mestiere”.Alle parole della premier, anche tra i banchi del governo c’è chi si è scambiato sguardi sorpresi per l’affondo appena perpetrato. Ma poco dopo, a margine di un dibattito rovente, Meloni ha aggiustato il tiro, spiegando con fermezza che il suo non era affatto un attacco all’ex numero uno della Bce, ma al Pd “che come al solito pensa che tutto il lavoro che il presidente del Consiglio Draghi ha fatto si riassuma nella fotografia con Francia e Germania.

Non è la foto con Macron e Scholz che determina il lavoro di Draghi.Lui non c’entra niente, anzi – puntualizzava – ho rispettato la sua fermezza di fronte alle difficoltà che aveva nella sua maggioranza.

Il suo lavoro non si può risolvere in una fotografia accanto ai leader di Parigi e Berlino”. Il suo, ribadiva con convinzione, era “un attacco al Pd, secondo il quale la politica estera è solo farsi le foto con Francia e Germania, quando invece questo Governo rivendica l’abilità di riuscire a dialogare con tutti in Europa e anche a livello internazionale.L’intenzione non era certo quella di attaccare Draghi e ancora di meno di attaccare l’impulso che Draghi è riuscito a dare nel sostegno europeo all’Ucraina”.

Per Meloni l’incidente si è chiuso qui.Con Draghi, perché con le opposizioni la polemica non si arresta, anzi: è destinata a farsi più rovente con l’avvicinarsi dell’appuntamento elettorale delle europee.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milano, 73enne trovata morta in casa con lesione testa

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(Adnkronos) – Una 73enne è stata trovata oggi riversa a terra morta con una evidente lesione al cranio nel suo appartamento in via Crocefisso nel pieno centro di Milano.A quanto si apprende da fonti investigative si tratta di Fiorenza Rancilio, sorella di Augusto, sequestrato dall’Anonima nel 1978. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia Milano Duomo che stanno indagando sulla morte della donna.

Nell’appartamento è presente anche la sezione rilievi del comando provinciale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaticano apre a conservazione ceneri, il canonista: “Norma va incontro agli affetti”

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(Adnkronos) – La nuova normativa sulla conservazione delle ceneri nei luoghi che sono stati cari al defunto, pure se in ‘minima parte’, “va incontro agli affetti e ai sentimenti a patto che non venga oscurato il senso cristiano” della sepoltura.Lo sottolinea all’Adnkronos don Davide Cito, docente di Diritto penale canonico, vicerettore della Pontificia Università della Santa Croce che il Papa ha nominato consultore della Congregazione per l’Educazione cattolica.

Una decisione che come spiega il canonista, rivela il “desiderio di venire incontro alle diverse sensibilità.Il tema della morte accomuna tutti e tocca nel profondo.

In fondo, si parla di una prassi che già esiste e che riafferma il senso cristiano della sepoltura”.  Le nuove disposizioni del dicastero per la Dottrina della Fede, approvate dal Papa che sono arrivate in risposta ad un quesito presentato dall’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, prevedono che si possa anche predisporre un luogo sacro ”per l’accumulo commisto e la conservazione delle ceneri dei battezzati defunti”, cioè un cinerario comune dove le singole ceneri vengono riversate. Il Dicastero, nel testo a firma del cardinale prefetto Victor Fernandez, ha ricordato che ”le ceneri devono essere conservate in un luogo sacro (cimitero), e anche in un’area appositamente dedicata allo scopo, a condizione che sia stata adibita a ciò dall’autorità ecclesiastica”.Si citano le motivazioni di questa scelta, e cioè la necessità di «ridurre il rischio di sottrarre i defunti al ricordo e alla preghiera dei parenti e della comunità cristiana» e di evitare «dimenticanze e mancanze di rispetto», nonché «pratiche sconvenienti o superstiziose».  Viene inoltre ribadito che “la nostra fede ci dice che risusciteremo con la stessa identità corporea che è materiale», anche se «quella materia sarà trasfigurata, liberata dai limiti di questo mondo.

In questo senso, la risurrezione sarà in questa carne nella quale ora viviamo».Ma questa trasformazione «non implica il recupero delle identiche particelle di materia che formavano il corpo».

Perciò il corpo del risorto «non necessariamente sarà costituito dagli stessi elementi che aveva prima di morire.Non essendo una semplice rivivificazione del cadavere, la risurrezione può avvenire anche se il corpo è stato totalmente distrutto o disperso.

Ciò ci aiuta a capire perché in molti cinerari le ceneri dei defunti si conservano tutte insieme, senza mantenerle in posti separati”.  L’ex Sant’ Uffizio ha poi evidenziato che “le ceneri dei defunti procedono da resti materiali che sono stati parte del percorso storico vissuto dalla persona, al punto che la Chiesa ha particolare cura e devozione circa le reliquie dei Santi.Questa attenzione e memoria ci porta anche a un atteggiamento di sacro rispetto” verso le ceneri, che “conserviamo in un luogo sacro adatto alla preghiera”.

La normativa mette in guardia da “ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Antonio Juliano, portò Maradona al Napoli

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(Adnkronos) – E’ morto oggi a Napoli all’età di 80 anni Antonio Juliano detto ‘Totonno’, storico giocatore e dirigente del club azzurro.Fu lui a portare a sotto il Vesuvio Diego Maradona e Ruud Krol.

Da giocatore con la maglia del Napoli ha totalizzato 505 presenze con 38 reti in 17 stagioni tra il 1961 e il 1978, vincendo due Coppe Italia (nel 1962 e nel 1976), una Coppa delle Alpi (1966) e una Coppa di Lega Italo-Inglese (1976).Per Juliano anche 18 presenze in Nazionale, con la quale ha vinto il campionato d’Europa nel 1968 e si è classificato secondo ai mondiali di Messico 1970, dove è sceso in campo per pochi minuti nella finale persa 4-1 contro il Brasile.  “Il mondo del Calcio e la città di Napoli piangono la scomparsa di Antonio Juliano, figura storica e bandiera azzurra.

Juliano ha segnato un’epoca indelebile prima da calciatore e poi da dirigente.Cresciuto nelle giovanili, ha vestito per 17 anni la maglia del Napoli diventandone capitano e simbolo generazionale.

Dopo aver vinto la prima Coppa Italia giovanissimo nel 1962, fu il primo napoletano a conquistare la Coppa Italia da capitano nel 1976.Centrocampista di talento e personalità, Juliano ha fatto parte anche della Nazionale Campione d’Europa del 1968 e vice Campione del Mondo nel 1970, giocando tre Mondiali e disputando la finale contro il Brasile in Messico”, il ricordo del Napoli in una nota. “Il suo legame con il Napoli non si staccò mai anche quando smise di giocare -aggiunge la società partenopea nel comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale-.

Divenne dirigente azzurro e sotto la sua carica di Direttore Generale arrivò l’acquisto di Diego Maradona.Fiero figlio di Napoli e icona della fedeltà azzurra, Juliano lascia una eredità sportiva ed emotiva che resterà per sempre nella memoria.

Il Presidente Aurelio De Laurentiis, i dirigenti, lo staff tecnico, la squadra e tutta la SSC Napoli si uniscono al dolore della famiglia per la scomparsa di Antonio Juliano, indimenticabile capitano ed eterna bandiera azzurra”.  “Condoglianze alla famiglia di Juliano, è un momento molto duro ma la vita è così.Antonio è stato un grande avversario e un grande direttore sportivo, è un giorno triste.

Quando Juliano mi portò a Napoli capii subito che aveva la testa dura”, dice Ruud Krol a Radio Kiss Kiss.Il difensore olandese, uno degli interpreti più moderni nel ruolo negli anni ’80, arrivò a Napoli proprio su intuizione di Juliano. “All’epoca l’Italia non era aperta tanto agli stranieri, ma Antonio mi diceva sempre che io ero il suo primo acquisto.

Venne a Vancouver all’aeroporto e mi convinse ad accettare il Napoli, e per me fu un grande onore giocare per lui ed avere la sua amicizia.Per me resterà sempre un grandissimo amico ed una grandissima persona”, dice Krol —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, Israele: “Avanti con o senza sostegno internazionale”. 10 soldati morti in imboscata

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(Adnkronos) – I militari israeliani hanno confermato la morte di dieci soldati in combattimenti avvenuti nel nord di Gaza.La giornata di ieri, evidenzia la Bbc, è stata la peggiore per i soldati israeliani dall’inizio delle operazioni di terra contro Hamas nell’enclave palestinese.

Tra i dieci caduti, nove – compresi un comandante di battaglione e un colonnello – sono morti a Shejaiya, a est di Gaza City.Secondo le forze israeliane (Idf), sono caduti in un’imboscata.

Dall’inizio delle operazioni di terra a fine ottobre sono almeno 115 i caduti, stando al bollettino ufficiale. Sarebbero invece 18.608 i morti e 50.594 i feriti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre, secondo gli ultimi dati resi noti dal ministero della Salute di Gaza, sotto il controllo di Hamas.  “Israele continuerà la guerra contro Hamas con o senza il sostegno internazionale”, ha detto dal canto suo il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, aggiungendo che “un cessate il fuoco nella fase attuale è un regalo all’organizzazione terroristica Hamas e le consentirà di ritornare e minacciare i residenti di Israele”.Cohen ha anche invitato la comunità internazionale ad agire “in modo efficace e aggressivo” per proteggere le rotte marittime globali dopo che il movimento Houthi sostenuto dall’Iran nello Yemen ha lanciato una serie di nuovi attacchi contro navi legate a Israele nel Mar Rosso.  Il Guardian scrive di “uno degli incidenti più letali per i soldati israeliani” nei due mesi di guerra a Gaza, dell’uccisione da parte di Hamas di due ufficiali e sette soldati (tre maggiori e militari di unità di recupero in combattimento), di un’ “imboscata complessa” nonostante le Idf sostengano di essere sul punto di avere il controllo operativo delle principali roccaforti di Hamas nel nord di Gaza.

Un’ “imboscata complessa” avvenuta a Shejaiya, area che negli ultimi giorni è stata teatro di intensi scontri. Fra i caduti, evidenzia il giornale britannico, c’è il tenente colonnello Tomer Greenberg, un comandante della Brigata Golani, che era stato in prima linea il 7 ottobre, che aveva raccontato di aver salvato due gemelli neonati a Kfar Aza dopo l’uccisione dei loro genitori, e che è morto nel tentativo di recuperare quattro soldati feriti.Greenberg e altri militari, scrive il giornale, sono stati uccisi in combattimenti con Ied, colpiti da colpi d’arma da fuoco esplosi dagli edifici.  “Mentre erano impegnati in perlustrazioni per ripulire gli edifici nel cuore della casba di Shejaiya, una zona considerata affollata e piena di obiettivi terroristici, c’è stata una grande esplosione in uno degli edifici e diversi soldati del 13esimo battaglione sono rimasti feriti”, ha fatto sapere la Brigata Golani.

Secondo i rapporti, i soldati si stavano avvicinando a un edificio quando sono stati attaccati, con colpi esplosi da un palazzo alto, ed è così iniziato uno scontro a fuoco durante il quale sono stati colpiti da granate e da una carica esplosiva che ha provocato il ferimento di quattro militari, rimasti così isolati dal resto dell’unità.E quando altri soldati sono arrivati in soccorso del primo gruppo, si è verificata un’altra esplosione.

Anche un terzo gruppo, che cercava di avvicinarsi per trasferire i feriti, è stato colpito da un’esplosione. Sulla dinamica della battaglia, raccontata anche dal Times of Israel, non ci sono stati commenti da parte di Hamas.Il giornale israeliano scrive di un “incidente mortale”, ricorda come nel 2014 sette soldati della stessa Brigata Golani morirono a Shejaiya con accuse a Hamas di non aver mai consegnato il corpo di uno di loro e anche come il battaglione di Greenberg sia stato il più colpito negli attacchi del 7/10 con 41 caduti.

Da allora le Idf hanno confermato un totale di 444 morti. Per l’ex capo di Stato Maggiore israeliano Benny Gantz, ora nel gabinetto di guerra israeliano, la guerra sta avendo un “prezzo pesante, doloroso e difficile”, come ha scritto su X.Ieri le Idf hanno anche reso noto che sono morti a causa del fuoco amico o di incidenti almeno 20 dei soldati israeliani caduti a Gaza dall’inizio dell’operazione militare contro Hamas (13 sono stati scambiati erroneamente per “terroristi”). Secondo la Bbc, anche se la maggior parte degli israeliani continuano a considerare necessario il conflitto, sui social media ci sono israeliani che si interrogano se l’escalation nelle operazioni di terra possa essere collegata al pressing degli Usa per ridurre l’intensità dei raid aerei.

Tutto mentre crescono di ora in ora i timori per la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, dove le condizioni vengono descritte come disperate e dove – secondo il ministero della Salute controllato da Hamas – si conterebbero più di 18.000 morti dal 7 ottobre.  
Forti piogge hanno colpito la Striscia di Gaza nella notte, rendendo ancora più difficili, se possibile, le condizioni degli sfollati che vivono in ripari di fortuna e che spesso usano un telone di plastica come tetto.Come riporta la Bbc, gli acquazzoni – che continueranno a infierire sull’enclave anche nelle prossime ore – sono stati causati da una depressione atmosferica proveniente dall’Africa nord-orientale che si è spostata verso il Mediterraneo orientale.

Sul web circolano diverse immagini degli effetti che hanno avuto le piogge ed il fango sulla popolazione, una delle quali mostra un campo profughi allagato a Rafah, nel sud, mentre in altre si vedono persone cercare con i pochi attrezzi a disposizione di allontanare il fango dalle loro tende ed impedire che l’acqua penetri all’interno.  
Nuove sanzioni di Gran Bretagna e Stati Uniti contro Hamas e la Jihad islamica.In una nota, Downing Street ha annunciato che, in coordinamento con l’amminstrazione americana, sono state decise nuove sanzioni contro sette individui legati ad Hamas, “per contrastare la minaccia continua posta dall’organizzazione terroristica, tagliare il suo accesso alle finanze e imporre nuove restrizioni di viaggio”.

Sanzionato anche un leader della Jihad islamica.La decisione di oggi, che secondo le parole del ministro degli Esteri britannico David Cameron è finalizzata a garantire che “Hamas non abbia futuro a Gaza”, è la seconda serie di sanzioni mirate imposte dal Regno Unito a personaggi associati ad Hamas dopo gli attacchi del 7 ottobre contro Israele.

Mahmoud Zahar, cofondatore di Hamas, è tra i soggetti presi di mira dalle sanzioni.Nel mirino c’è anche Ali Baraka, capo delle relazioni esterne di Hamas, che ha difeso pubblicamente gli attacchi del 7 ottobre e ha cercato di giustificare la presa di ostaggi.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid Italia, oltre 300 morti in 7 giorni. “Anziani non vaccinati e fragili”, ecco chi sono

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(Adnkronos) – Oltre 300 morti Covid, in Italia, nell’ultima settimana.Quasi 900 in un mese.

Come mai i numeri sono tornati così alti? “Di decessi realmente legati al Covid io personalmente ne ho visti molto pochi – risponde all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova – e si tratta di pazienti che non avevano fatto alcuna dose di vaccino, avevano anche altre patologie importanti e soprattutto un’età significativa.Sto parlando di persone di 70-80 anni che magari avevano deciso di non vaccinarsi, sono arrivati in ospedale e hanno avuto delle complicanze.

Questo è l’identikit del vero paziente Covid oggi in ospedale: età media 85 anni e ultima dose di vaccino nell’autunno 2021.Nessun richiamo nel 2022 e nel 2023″. “Guardiamo il dato dei ricoveri – prosegue Bassetti – l’80% circa di chi viene ospedalizzato oggi con il Covid è ricoverato per altre ragioni e poi dal tampone in ospedale scopre di essere positivo.

Non ha la polmonite, dunque, né altri gravi sintomi dell’infezione.Credo perciò che l’80% dei decessi che noi oggi vediamo non sia legato alla polmonite e al virus: sono persone che hanno anche il Covid, ma muoiono per altre ragioni.

Quel 20-25% che muore ancora di Covid, fondamentalmente è costituito da persone che hanno più di 70-80 anni e fragili, che non hanno fatto nessuna dose di vaccino o come se non avessero fatto nessuna, se si sono sottoposti a vaccinazione nel 2021 senza fare i booster.Nei reparti e nelle terapie intensive – sottolinea – ricoverati per Covid ci sono solo non vaccinati”. E in effetti, secondo gli ultimi dati della Fondazione Gimbe, la campagna vaccinale anti-Covid è “al palo” soprattutto per gli anziani e i fragili: fra gli over 80, la fascia di età più suscettibile a ricoveri e decessi, si è immunizzato solo il 7,4%, con intervalli che vanno dallo 0% dell’Abruzzo al 17% della Toscana.

Nonostante le raccomandazioni, i tassi di copertura negli ‘over 60’, e in particolare negli over 80, rimangono dunque molto bassi a livello nazionale e prossimi allo zero in quasi tutte le Regioni del Sud.Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, i decessi risultano quasi esclusivamente a carico degli over 80.

A fronte di un tasso di mortalità di 3 decessi per milione di abitanti, infatti, sono 23 per milione di abitanti nella fascia 80-89 anni e 46 per milione di abitanti negli over 90.   Trecento morti in una settimana, 6.600 posti letto ordinari occupati da pazienti Covid-positivi, 219 nelle terapie intensive.Sono i numeri del virus oggi, voci che risultano in aumento mentre l’Italia si addentra nella stagione invernale. “Ma serve una narrazione un po’ diversa”, spiega all’Adnkronos Salute il virologo Massimo Clementi. “Vedo che alcuni esperti si sono ributtati in interventi dai toni un po’ accesi e secondo me invece non c’è motivo di particolare preoccupazione, se non che siamo in inverno e circolano le infezioni respiratorie, e che ancora questa infezione da coronavirus Sars-CoV-2 non è proprio imbrigliata, non è diventata una di quelle infezioni stagionali che si ripetono, ma ha ancora un minimo di aggressività soprattutto per le fasce di età alta, over 70 e per i fragili come le persone che hanno malattie croniche”. “Un minimo di rischiosità, insomma – prosegue Clementi – questo virus ancora ce l’ha per le categorie a rischio.

E tutti quei ricoverati e quelle morti a cui si fa accenno, come i pochi ricoverati in terapia intensiva, fanno parte di questa fascia.Quindi, aveva un senso dire ‘vaccinatevi’ soprattutto a queste popolazioni.

Ma l’intervento per informare sulla vaccinazione doveva essere molto più focalizzato.Invece è stata fatta una propaganda generica e solo adesso si comincia a dire con più incisività: guardate, dobbiamo vaccinare gli anziani.

Andava fatto e detto prima”.Tutto questo, aggiunge, “non è molto diverso da ciò che si fa tutti gli anni per l’influenza.

Anche con i virus influenzali c’è un aumento di mortalità, la patologia cronica può essere scompensata proprio dall’influenza che si va aggiungere ad una situazione clinica non normale”. Ecco, evidenzia Clementi, “adesso con Covid siamo in una condizione che è più vicino a ciò che tutti gli anni sono le infezioni respiratorie.Non c’è ancora in questo momento una situazione di allarme, ma c’è semplicemente una situazione in cui si deve ricordare che siamo in inverno e che le infezioni respiratorie per le persone che hanno altre patologie possono essere importanti”.

Il dato dei decessi è un numero che è in qualche modo più vicino ai dati dell’influenza? “Sì, ma adesso il mio timore è che si ritorni alla conta dei morti, come facevamo in passato.Non c’è nessun motivo per farlo”, ammonisce l’esperto. “Omicron – precisa – non è più un virus aggressivo per le polmoniti.

I casi di polmonite sono molto pochi, sono veramente l’eccezione.Omicron infetta le vie aeree alte, anche nelle sue versioni più recenti, tant’è che ha avuto un grosso ruolo nell”immunizzare’ la popolazione.

L’invito alle persone fragili e agli over 70 è dunque quello di fare il richiamo” aggiornato alle varianti di Sars-CoV-2 più recenti, “di avere questa attenzione.E’ una vaccinazione che protegge dalla malattia e dalle conseguenze che può avere.

E va fatta se non ci sono stati dei problemi importanti certificati nelle precedenti vaccinazioni”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conservazione e dispersione delle ceneri, cosa prevede la legge italiana

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(Adnkronos) –
Sì alla conservazione delle ceneri da parte dei propri cari, ma nel rispetto di una serie di autorizzazioni, limiti, norme anche comunali.Dopo l’apertura del Vaticano alla conservazione di “una minima parte delle ceneri” di un congiunto “in un luogo significativo per la storia del defunto”, in molti si chiedono quali siano le regole da seguire in questi casi.  Nel caso in cui sia stata autorizzata la cremazione, la legge 130/2001 prevede, per la conservazione delle ceneri, “nel rispetto della volontà espressa dal defunto, alternativamente, la tumulazione, l’interramento o l’affidamento ai familiari”.  In linea generale la normativa prevede “l’obbligo di sigillare l’urna” e “le modalità di conservazione delle ceneri devono consentire l’identificazione dei dati anagrafici del defunto”.

La dispersione delle ceneri è consentita, nel rispetto della volontà del defunto, “unicamente in aree a ciò appositamente destinate all’interno dei cimiteri o in natura o in aree private; la dispersione in aree private deve avvenire all’aperto e con il consenso dei proprietari, e non può comunque dare luogo ad attività aventi fini di lucro – sottolinea la normativa – la dispersione delle ceneri è in ogni caso vietata nei centri abitati” mentre “la dispersione in mare, nei laghi e nei fiumi è consentita nei tratti liberi da natanti e da manufatti”. “La dispersione delle ceneri è eseguita dal coniuge o da altro familiare avente diritto, dall’esecutore testamentario o dal rappresentante legale dell’associazione riconosciuta che abbia tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati cui il defunto risultava iscritto o, in mancanza, dal personale autorizzato dal comune”, prevede la stessa normativa. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferrari, collaborazione E-Lab e Philip Morris International su decarbonizzazione impianti

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(Adnkronos) – Ferrari e Philip Morris International (PMI), che hanno una partnership strategica attiva dal 1973, annunciano l’apertura di un nuovo capitolo del loro rapporto: infatti – come si legge in una nota – Ferrari E-Lab, in collaborazione con PMI, “metterà a sistema le competenze tecnologiche delle due aziende per individuare ed esplorare nuove tecnologie legate all’energia che possano supportare il percorso di decarbonizzazione dei rispettivi stabilimenti produttivi di Maranello e Crespellano, situati a 30 km di distanza l’uno dall’altro nella Regione Emilia-Romagna”.La partnership – si sottolinea – “ha l’obiettivo di valutare soluzioni che contribuiscano all’elettrificazione industriale nella generazione, stoccaggio e trasformazione di energia rinnovabile.

Il primo studio esplorerà la fattibilità delle tecnologie di stoccaggio dell’energia a lunga durata e dovrebbe essere completato entro il terzo trimestre del 2024″.Ferrari mira a diventare neutrale dal punto di vista delle emissioni di carbonio entro il 2030. Commentando l’intesa Benedetto Vigna, Ceo della casa di Maranello, sottolinea come “nel 50° anniversario della nostra partnership, Ferrari e PMI condividono il desiderio di fare evolvere la loro collaborazione nel segno della open innovation.

Le nostre aziende collaboreranno alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per sviluppare e ottimizzare l’uso dell’energia nei nostri processi industriali.Possiamo imparare molto dall’unione di team altamente specializzati provenienti da settori diversi”.  Jacek Olczak, Chief Executive Officer di PMI, spiega che “PMI dà il benvenuto a questo nuovo capitolo della partnership di lunga data con Ferrari, stabilendo una nuova area di collaborazione per le nostre due organizzazioni, legate da una comune passione per l’innovazione.” Scott Coutts, Senior Vice President Operations di PMI, ha aggiunto: “Siamo ansiosi di collaborare con Ferrari mentre continuiamo a implementare la nostra strategia e il nostro approccio alla decarbonizzazione su tre fronti che includono la riduzione del consumo di combustibili fossili, il passaggio a energie rinnovabili e la compensazione delle emissioni inevitabili.

Siamo particolarmente interessati a esplorare il potenziale che l’elettrificazione industriale potrebbe giocare nella nostra strategia”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

18a edizione Premio Asi Sport&Cultura, Nazionale Davis vince sezione Atleta dell’anno

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(Adnkronos) – Torna il “Premio ASI Sport&Cultura”, organizzato da ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane).Ad ospitare l’evento, giunto alla 18a edizione, sarà il Salone d’Onore del CONI di Roma che venerdì 15 dicembre, alle ore 18:30, aprirà le porte ai vincitori dell’edizione 2023 e ad alcuni dei massimi rappresentanti dello sport italiano.

In lizza per la sezione “Atleta dell’anno”, c’erano Francesco Bagnaia, Gianmarco Tamberi e la Nazionale italiana di tennis, vincitrice della Coppa Davis 2023.La giuria ha assegnato il premio agli Azzurri del tennis e a ritirare il premio, venerdì, sarà il capitano non giocatore Filippo Volandri.

Alla cerimonia sarà presente Nicola Pietrangeli, capitano non giocatore dell’Italia di Coppa Davis del 1976.  Storicamente di alto profilo la partecipazione alla cerimonia tra personalità istituzionali della governance dello sport italiano, campioni assoluti dello sport e personaggi che, con le loro storie sportive e di vita, hanno lasciato il segno nella società.Il premio, nato nel 2004 in occasione del decennale della fondazione di Asi, per richiamare l’attenzione sui valori che l’Ente, prossimo al compimento dei 30 anni, incarna quotidianamente attraverso l’impegno, l’aggregazione, l’innovazione, la solidarietà, il coraggio dei suoi numerosi praticanti, agonisti o appassionati.

Un appuntamento che nasce per raccontare le storie virtuose dello sport non solo di vertice.  “Il ‘Premio ASI Sport&Cultura’ -sottolinea Claudio Barbaro, Presidente di Asi- esalta chi ogni giorno dimostra, con le proprie scelte e i propri progetti, come lo sport sia un veicolo potentissimo di crescita sociale ed economica.L’idea fondante è quella di pensare allo sport come uno strumento determinante per garantire la salute delle persone e il loro benessere psico-fisico favorendo al contempo processi di aggregazione e integrazione sociale”.

Alle tre categorie storiche – “ICS Impiantistica e Promozione Sportiva”, “Innovazione tecnologica” e “Gesto Etico Sportivo – Fabrizio Quattrocchi” – si aggiungono, già dal 2019, una “sezione Media” (in memoria di Gian Piero Galeazzi, che quest’anno è stato assegnato a un grande atleta divenuto personaggio televisivo e portatore di importanti valori) e il “Premio Atleta dell’anno”, intitolato a Carlo Pedersoli, Bud Spencer nella sua seconda vita di attore.Infine, ci sarà un riconoscimento promosso da Enel X sul tema, quantomai attuale, della sostenibilità degli impianti sportivi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, in vendita i biglietti per il match con il Francavilla

Juve Stabia, aperta la vendita dei biglietti per il match di campionato con la Virtus Francavilla.

Juve Stabia, sono in vendita i biglietti per il match valevole per la 18esima giornata del campionato di Lega Pro Girone C con la Virtus Francavilla in programma al “Romeo Menti” sabato 16 dicembre alle ore 18:30.

Il comunicato ufficiale con i prezzi e le modalità di acquisto dei biglietti per il match tra la Juve Stabia e la Virtus Francavilla.

“La S.S. Juve Stabia comunica che sono a disposizione i tagliandi per il match Juve Stabia-Virtus Francavilla, gara valida per la diciottesima giornata Serie C Now, che si giocherà sabato 16 dicembre alle ore 18:30 allo stadio Romeo Menti.

Tutti i tifosi potranno acquistare il proprio titolo d’accesso allo stadio Romeo Menti anche attraverso il portale www.etes.it oltre che allo store ufficiale S.S. Juve Stabia sito in Corso Giuseppe Garibaldi, 24, Castellammare di Stabia.

Si rende noto, quindi, che saranno disponibili:

Curva San Marco € 10 + 2 prevendita – ridotti 6/16 anni, donne € 6 + 2;

Tribuna Varano € 14 + 2 prevendita – ridotti 6/16 anni, donne € 9 + 2;

Tribuna Quisisana € 16 + 2 € prevendita – ridotti 6/16 anni, donne 10 + 2 €;

Tribuna Monte Faito € 20 + 2 € prevendita – ridotti 6/16 anni, donne € 15 + 2 €.

 

I tagliandi potranno essere acquistati nei seguenti punti vendita:

Bar Dolci Momenti, Via G. Cosenza 192;

Bar Gialloblu, Viale Europa 101;

Agenzia Intralot, Viale Europa 31;

Tabaccheria del Corso, Corso Vittorio Emanuele 11;

Planet Davidos, C.so Alcide De Gasperi 114/116;

Goldbet, Piazza Giovanni XXIII, 33;

Anca Caffè, Strada Panoramica 1b/1c;

Movida Caffè, Via Napoli 297;

Bar degli Amici, via Pioppaino, 39/41;

Il Bar del Porto, via Bonito, 123;

Napodos Caffè, via Regina Margherita, 196;

Punto Vincente Sala Slot, via Madonna delle Grazie, 196, Santa Maria la Carità;

Tabaccheria Muratori, via Napoli, 229.

La prevendita al botteghino dello stadio Romeo Menti sarà attiva solo venerdì dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:30 e i tagliandi acquistati saranno privi dei costi di prevendita.

Si invitano i tifosi ad anticipare l’ingresso all’impianto per evitare assembramenti.

S.S. Juve Stabia”. 

Tesla, in arrivo maxi richiamo per 2 milioni di vetture: ecco perché

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(Adnkronos) – Tesla ha annunciato un maxi richiamo che coinvolgerà più di due milioni di veicoli a causa delle preoccupazioni suscitate dall’Autopilot, il suo sistema di pilota automatico: il richiamo fa seguito a un’indagine avviata da oltre due anni da parte della NHTSA, l’autorità di regolamentazione della sicurezza automobilistica statunitense . Il richiamo riguarda alcuni modelli Tesla 3, S, X e Y prodotti tra il 2012 e il 2023, e verte sul fatto che il sistema di pilota automatico di Tesla potrebbe non disporre di controlli sufficienti per prevenire l’uso improprio da parte del conducente.L’azienda offrirà ai proprietari dei modelli interessati un aggiornamento software gratuito.  Nel 2021, ricorda il Wall Street Journal, la Nhtsa aveva aperto un’indagine sul sistema Autopilot dopo una serie di incidenti: la casa fondata da Elon Musk ha tuttavia difeso apertamente la sua tecnologia.

Tesla è stata tra le prime nel settore automobilistico a implementare su larga scala le sue funzionalità di assistenza alla guida, offrendole su veicoli costruiti già alla fine del 2014.​ —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dall’influencer all’insegnista, ecco i 10 lavori che emergeranno nel 2024

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(Adnkronos) – Dal social seller all’insegnista, ecco le 10 mansioni che emergeranno nel 2024. “Sempre più persone abbracciano professioni intellettuali non regolamentate da albi, ordini o collegi professionali.Si tratta di attività dove spesso la creatività e l’innovazione giocano un ruolo chiave.

Questi professionisti necessitano sia di tutela legislativa sia di avere a disposizione un network che li supporti e che permetta di condividere esperienze, scambiare idee e stabilire collaborazioni proficue” spiega Luciana Barone, presidente di Formazione24H (formazione24h.it), associazione riconosciuta dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, che s’impegna a promuovere l’eccellenza e la qualità nel mondo professionale. La strada dell’autonomia lavorativa sembra dare soddisfazioni anche a livello personale.Un recente sondaggio realizzato negli Stati Uniti, dove i cosiddetti self-employed sono circa 15 milioni, dal Pew Research Center evidenzia un maggior appagamento nei liberi professionisti rispetto ai lavoratori dipendenti.

Il 62% dei lavoratori autonomi dichiara di essere estremamente o molto soddisfatto del proprio lavoro, rispetto al 51% dei lavoratori dipendenti.  Questi ultimi sono anche più propensi a dichiarare di trovare il loro lavoro stressante e opprimente.Grande divario anche se si parla di gratificazione: il 48% dei freelance afferma che il proprio contributo sul lavoro è molto apprezzato, rispetto al 25% di coloro che non sono autonomi.

E se la cosiddetta Gig Economy basata sul lavoro a chiamata si appresta a chiudere l’anno, sempre secondo Statista, con 455 miliardi di dollari di ricavi (dato più che raddoppiato rispetto ai 204 miliardi del 2018), nascono ed emergono nuove professioni destinate ad essere protagoniste nel 2024.  “Tra le professioni in crescita – prosegue Luciana Barone – stiamo notando una forte richiesta di mediatori familiari: a seguito della riforma Cartabia, la nostra associazione sta ricevendo numerose richieste dai tribunali per fornire elenchi dei nostri soci specializzati in tale settore Continuano ad aumentare anche gli influencer e si fanno strada professioni come l’insegnista e il social seller.Il nostro obiettivo è creare un’alleanza di successo nei campi dell’intelligenza non regolamentata offrendo supporto e formazione senza dimenticare gli aspetti etici e sociali.

L’associazione, infatti, promuove la responsabilità sociale d’impresa, sostenendo progetti beneficenza e iniziative comunitarie”. 1) Social seller: è una componente essenziale nel mondo delle vendite moderne, poiché consente di stabilire connessioni autentiche con i potenziali clienti attraverso i social media e di sviluppare relazioni di fiducia che alla fine si traducono in vendite.Un social seller deve comprendere i social media, creare contenuti di qualità, identificare potenziali clienti e costruire relazioni professionali. 2) Influencer: una professione che non accenna a calare la sua attrattività ma che richiede competenze da mantenere sempre aggiornate.

Un influencer deve ovviamente saper offrire contenuti di qualità al suo pubblico, ma anche conoscere le strategie di marketing e di analisi dati.Una formazione continua è indispensabile per mantenersi competitivi. 3) Mediatore familiare: la mediazione familiare è un procedimento attraverso il quale i coniugi che intendono porre fine agli effetti civili del matrimonio possono raggiungere un accordo, o una serie di accordi, riguardo ai vari aspetti conseguenti alla separazione, come l’affidamento dei figli, il mantenimento o l’assegnazione della casa familiare.

Si tratta di una figura che ha ricevuto una notevole considerazione grazie alla Riforma Cartabia (legge n. 206 del 2021). 4) Disability manager: il mondo del lavoro deve puntare sempre più all’inclusione e in quest’ottica risulta fondamentale la figura del disability manager.Questo professionista si impegna attivamente a rimuovere le barriere e a creare un ambiente che favorisca la partecipazione piena e l’uguaglianza per tutti. È importante conoscere leggi e normative nazionali e internazionali che proteggono i diritti delle persone con disabilità, e al tempo stesso possedere empatia e una comprensione autentica delle sfide affrontate dalle persone con disabilità. 5) Digital marketing specialist: si tratta di un professionista altamente specializzato nel campo del marketing digitale.

Questa figura ha una vasta gamma di competenze che gli consentono di pianificare, implementare e gestire strategie di marketing online efficaci per promuovere prodotti, servizi o marchi.Saper programmare la giusta strategia è importante tanto quanto essere aggiornato sulle ultime tendenze e novità nel campo del marketing digitale.

Una gestione mirata del budget a disposizione e tanta creatività sono altre due caratteristiche indispensabili. 6) Coach: un coach eccellente dimostra empatia genuina e pratica l’ascolto attivo, creando un ambiente in cui i clienti si sentono compresi e supportati.Possiede abilità comunicative avanzate per trasmettere concetti complessi in modo chiaro e aiuta a definire obiettivi chiari e sviluppare piani d’azione realistici per raggiungerli.  7) Insegnista: dare vita a messaggi visivi unici attraverso insegne (luminose e non) sia esterne che interne.

Questo è il compito dell’insegnista.Un professionista capace di esprimere la propria passione per il design visivo, attirando l’attenzione e comunicando messaggi efficaci per aziende e attività commerciali. 8) Hse advisor: per le aziende la sicurezza dei propri lavoratori deve essere una priorità.

Per centrare quest’obiettivo è necessario affidarsi a un esperto Hse advisor in grado di garantire la sicurezza e la protezione dei lavoratori in diversi ambienti.Le responsabilità non mancano: dall’analisi dei rischi alla progettazione del piano di formazione.

La sua missione è fornire competenze e conoscenze che possano fare la differenza nella salvaguardia della salute e dell’incolumità dei lavoratori. 9) Traduttore dei segni: una figura richiesta in ambiti scolastici, giuridici, sanitari e altro ancora.L’interprete e traduttore della lingua dei segni è in grado di fornire servizi di alta qualità in molteplici ambiti passando dall’attività di traduzione in convegni e conferenze al lavoro di interprete per cinema, teatro, home video e testi vari.

La versatilità è fondamentale e le doti di tutor uno strumento in più per istruire e supportare altri interpreti.  10) AI expert: l’intelligenza artificiale fa sempre più parte del quotidiano e cresce la richiesta di esperti del settore.Sono richieste competenze in diverse aree che vanno dallo sviluppo di algoritmi, all’analisi di dati, alla consulenza.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Covid continua a circolare e a mutare”: ecco cosa dice l’Oms

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(Adnkronos) – Il covid “continua a circolare e a mutare, con un’importante evoluzione genetica e antigenica della proteina Spike”.Lo sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità, dopo l’ultima riunione del Gruppo consultivo tecnico sulla composizione del vaccino Covid (Tag-Co-Vac), il 4 e il 5 dicembre.

Un incontro a seguito del quale gli esperti hanno suggerito di proseguire con l’attuale ‘ricetta’ vaccinale, benché la valutazione – precisa l’Oms in una nota – si sia basata su dati con vari limiti.Fra gli altri, le “lacune persistenti e crescenti nella sorveglianza a livello globale”. Considerando “la limitatezza delle evidenze da cui derivano le raccomandazioni” sulla composizione vaccinale e “la prevista continua evoluzione del virus”, il Tag-Co-Vac “incoraggia fortemente” a produrre dati sulla risposta immunitaria e clinica, in vari gruppi di popolazione, agli attuali vaccini aggiornati a XBB.1.5 (Kraken) basati su diverse piattaforme, nonché sulle performance di tutti vaccini Covid-19 approvati contro le varianti emergenti.

Non solo.Si invita anche a una “sorveglianza epidemiologica e virologica rafforzata”, per capire ad esempio “se le varianti emergenti sono in grado di sostituire le varianti circolanti”, e alla “valutazione clinica di nuovi antigeni vaccinali, in particolare quelli emergenti dai lignaggi discendenti XBB e BA.2.86” o Pirola.  Infine, il gruppo tecnico “continua a incoraggiare l’ulteriore sviluppo di vaccini che potrebbero migliorare la protezione contro le infezioni e ridurre la trasmissione di Sars-CoV-2”. I vaccini anti-Covid aggiornati a Kraken, quelli somministrati nelle campagne in corso, funzionano contro le varianti circolanti di Sars-CoV-2.

Gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità raccomandano pertanto di mantenere per i vaccini Covid-19 la ‘ricetta’ attuale.  I diversi vaccini monovalenti adattati alla variante XBB.1.5, informa oggi l’Oms in una nota, “suscitano risposte anticorpali neutralizzanti ampiamente cross-reattive contro le varianti Sars-CoV-2 circolanti.Considerata l’attuale evoluzione di Sars-CoV-2 e l’ampiezza delle risposte immunitarie dimostrate dai vaccini monovalenti XBB.1.5 contro le varianti circolanti, Tag-Co-Vac consiglia di mantenere l’attuale composizione antigenica del vaccino Covid”, quindi di andare avanti con un vaccino “XBB.1.5 monovalente”, così come suggerito dallo stesso gruppo tecnico nel maggio scorso.

Allora gli esperti avevano consigliato “l’uso di un lignaggio discendente XBB.1 monovalente, come XBB.1.5”.Dopo il nuovo incontro confermano l’indicazione, precisando che “possono essere prese in considerazione anche altre formulazioni e/o piattaforme che ottengono robuste risposte anticorpali neutralizzanti contro le varianti attualmente circolanti, inclusi i lignaggi discendenti XBB e BA.2.86” o Pirola.  Secondo la strategia definita dal Gruppo strategico consultivo di esperti sulle vaccinazioni (Sage) dell’Oms, “i programmi di vaccinazione – si legge nella nota – possono continuare a utilizzare qualsiasi vaccino Covid-19 elencato o prequalificato per l’uso d’emergenza”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crotone – Juve Stabia: Il nostro diario di bordo

Juve Stabia Live, il nostro diario di bordo: la cronaca della trasferta a Crotone di un gruppo di giornalisti che, animati dalla passione per le Vespe e per il giornalismo sportivo, sabato mattina 09 dicembre 2023 si mettono in marcia verso lo stadio Ezio Scida.

Castellammare di Stabia ore 8:00 – E’ tempo di una nuova trasferta, è tempo di iniziare a scrivere un nuovo diario di bordo, è tempo di una nuova sveglia mattutina che ci prepara per la terra di Pitagora, Crotone, per seguire la nostra amata Juve Stabia.

A dire il vero la giornata inizia già con un fraintendimento, scendo e mi precipito al luogo dell’appuntamento, ma sbaglio distributore, attendo ma ovviamente invano. Scorgo da lontano la live car che arriva ma stranamente, per me, va dritta, bha dove andranno penso io, ovviamente al distributore difronte.

Sbrigo velocemente le pratiche di licenziamento da un lato e pronta assunzione dall’altro, facciamo rifornimento, si controllano le pressioni degli pneumatici e poi la lieta sorpresa.

Infatti a farci compagnia nel viaggio di andata il nostro amico e tifosissimo della Juve Stabia Mario Molinari.

Insieme a lui ecco poi l’immancabile Giovanni Di Capua per l’immancabile rito del corno e la nostra Daniela Saraco che per altri impegni calcistici viene per salutarci e augurarci buon viaggio e riempirci di cose dolci e buone.

La Juve Stabia Live Car di andata

Ore 9:30 – Inizia la discesa verso il sud dello stivale, non prima della rituale sosta con tanto di caffè offerto dal nostro Mario Di Capua, altro rito scaramantico.

Si va in diretta e con i tanti messaggi che arrivano si sviluppano tanti argomenti, la linea generale vuole che la gara crotonese si collochi inesorabilmente tra quelle difficili ma di sicuro non impossibili. Tra una battuta e un ricordare tempi e trasferte passate, ecco che ritorna prepotentemente alla ribalta l’iconica “Signora Coriandoli” che con i suoi lanci assist per la pubblicità sta diventando ormai l’istante più atteso delle live, con gli inevitabili commenti che arrivano dal web.

L’arrivo a Crotone

Ore 14:00 – L’arrivo a Crotone è di quelli in perfetto orario, dopo aver attraversato con la giusta attenzione la Sila con i suoi tratti fatti di nebbia e freddo intenso, è lì che ci attende il nostro meritato ristoro.

Come al solito prima battaglia vinta alla grande, sul “tavolo della contesa” vengono posati ad uno ad uno delle vere gemme culinarie che gli occhi assaporano ancor prima della bocca, un’apoteosi di profumi e sapori che solo il Sud sa regalare.

Il post pranzo è un percorso che ci indica da vero cicerone crotonese il nostro Mario Molinari, degustazione di un buon caffè e passeggiata sul lungomare con tanto di foto e video ricordo della giornata, mentre l’aria si fa sempre più fredda e il vento insieme al mare si fanno sentire con spifferi sempre più intensi e mareggiate a conquistare di forza la battigia.

Ore 17:00 – Si riparte direzione Stadio Ezio Scida, nuova diretta dall’esterno dell’impianto pitagorico con tanto di messaggi, pensieri, speranze e la lettura finalmente dei giocatori che scenderanno in campo nel Crotone e nella Juve Stabia che appuntiamo nel nostro diario. Qualche sorpresa ma anche conferme. Anche qui ci sono da fare un bel po’ di scale, niente paura, ci anima da sempre il seguire le gesta dei nostri gladiatori in gialloblù, si raggiunge la postazione a noi assegnata, di fianco abbiamo il nostro Mario Molinari che si erige a rappresentante unico in tribuna della città di Castellammare di Stabia.

Il primo tempo

Pronti via, appena dieci minuti e si va in vantaggio, dal dischetto per un sacrosanto rigore implacabile è il nostro Leonardo Candellone. Si sciorina calcio fatto di morso e applicazione, alla mezz’ora però la squadra di casa pareggia su uno dei pochissimi momenti di distrazione della retroguardia.

Capita poi che il Crotone vada in rete a gioco ampiamente fermo per una giusta segnalazione precedente dove l’arbitro ravvisa un tocco di mano di un avversario. Scoppia il putiferio in campo, l’arbitro viene accerchiato dai giocatori locali e non solo da loro, in campo ci vanno un po’ tutti a mò di festa, per la serie l’amico dell’invitato può invitare. Insomma tanta gente in campo e negli spogliatoi di personaggi che nulla avevano a che vedere con l’organizzazione della gara.

E proprio nella discesa che porta agli spogliatoi, cosi come poi appreso dagli organi federali, è successo il finimondo con il signor Zauli, allenatore dei locali, ad iniziare a provocare l’allenatore dei portieri stabiese Amedeo Petrazzuolo il quale poi reagendo ha colpito a sua volta chi in prima battuta lo aveva preso a cazzotti e non solo, tale Zizza, che per il cognome ricorda nel nostro dialetto, cose da ammirare, ma da quelle parti probabilmente e decisamente no. Avremmo fatto a meno molto volentieri di questo ultimo racconto, ma il nostro diario di bordo non può esimersi dal raccontare tutto e poi farlo giudicare a chi legge.

Il secondo tempo

Entrambe le squadre amministrano in maniera gagliarda e con qualche apprensione la gara, ma la stessa finisce con un pari per 1-1. Questa era la speranza e invece no, purtroppo anche in sala stampa in sede di conferenza post gara succede un’altra sceneggiata. Questa volta siamo spettatori di una vera presa di posizione al limite della gogna con diverse domande dei colleghi crotonesi verso mister Pagliuca con un unico denominatore, l’annullamento del gol da parte dell’arbitro, cosa che inevitabilmente ha fatto via via esacerbare gli animi rendendo di fatto il lavoro giornalistico un vero e proprio dopo partita di livello parrocchiale, sentendoci dire che probabilmente abbiamo dato l’impressione di venire da Oxford con tono sarcastico.

Potrebbe pur esser vero perché non ci sarebbe nulla di male, ma quello che è sicuro che a noi invece l’impressione è stata di aver vissuto un pomeriggio nel Bronx.

Ritorno a casa con la Juve Stabia Live Car

Ore 21:30 – Ci attende la strada del ritorno e questa volta si opta per una strada più agevole, si saluta il nostro Mario Molinari che rimane li in zona e si riparte verso la nostra Castellammare. Ancora in diretta con i nostri web spettatori, gli argomenti non mancano e si sviscera il tutto con la solita verve tutta gialloblù che abbiamo nel DNA. Portiamo a casa un punto prezioso che tiene a debita distanza le inseguitrici, siamo felici, contenti, forse stanchi ma non ci pesa perchè la passione non ha prezzo quando viene ripagata sul campo come fanno i ragazzi, guardare il casello autostradale nostro a tarda notte è solo un dettaglio.

Ore 2:30 – Siamo arrivati orgogliosamente nella nostra Oxford!

50 anni fa l’attentato Fiumicino, il fratello del finanziere ucciso: “Strage dimenticata”

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(Adnkronos) – 50 anni fa, il 17 dicembre 1973, la strage di Fiumicino
ad opera di un commando di cinque terroristi palestinesi. 32 le persone che hanno perso la vita nell’attentato mentre altre 15 sono rimaste ferite.Tra le vittime sei sono italiane, la famiglia De Angelis, con Giuliano, Emma e la figlioletta Monica, Raffaele Narciso, Domenico Ippoliti e il finanziere Antonio Zara, ucciso mentre cerca di opporre resistenza ai terroristi.

Giovanissimo finanziere in servizio nell’aeroporto, Zara prova ad affrontare i terroristi in una reazione disperata ma viene assassinato con un colpo alle spalle. “La strage di Fiumicino non viene mai ricordata, ciò ha creato nella nostra famiglia disagio e sconforto”, afferma all’Adnkronos Angelo Zara, fratello di Antonio, raccontando la tragedia che “stravolse” la vita della sua famiglia lasciando tuttora “molti interrogativi irrisolti”. “Erano le 12.51 del 17 dicembre 1973 – ricorda – Un’edizione straordinaria del telegiornale diede l’annuncio della strage che si stava consumando all’aeroporto di Fiumicino.Alle 15 il comandante provinciale della Guardia di Finanza ci portò la notizia, ricordo ancora il tragitto fino a Roma quando ancora pensavamo che mio fratello fosse solo ferito”.

Angelo all’epoca aveva 25 anni, cinque in più del fratello minore Antonio, e ha ancora impresso nella mente il momento in cui la salma del giovane finanziere fece rientro a San Felice del Molise, paese della provincia di Campobasso del quale era originario: “La piccola piazza era gremita di gente, ma non si sentiva volare una mosca.Risuonava solo l’urlo di mia mamma che chiamava il figlio”. L’attentato, ricorda Angelo Zara, ha cambiato tutto: “Io e la mia famiglia abbiamo passato periodi molto brutti.

Sconforto e dolore hanno preso il sopravvento sulla calma e sulla serenità che regnavano prima”. “I primi tempi pensavamo solo al nostro dolore, poi usciti dal tunnel ci siamo posti delle domande: perché quella strage?Perché negli anni non se ne è mai parlato?

Tutti punti interrogativi tuttora irrisolti”.Il fratello del finanziere Zara assicura che in questi 50 anni “la Guardia di Finanza ci è stata sempre vicina, ci ha sempre supportato e a questa istituzione va tutta la mia ammirazione e il mio ringraziamento”.

Quanto alle altre istituzioni Angelo Zara ha qualche dubbio: “Non lo so, io penso che una medaglia d’oro al valore militare (riconoscimento di cui fu insignito il finanziere ucciso ndr) dovrebbe essere ricordata.Le altre medaglie d’oro al valore militare vengono ricordate mentre mio fratello no”.

A ciò si aggiunge la mancanza di una verità giudiziaria: “La magistratura quando accadono queste cose apre un fascicolo, svolge indagini – aggiunge il fratello del finanziere eroe – Noi non siamo mai stati informati né sull’apertura di un fascicolo né di un’eventuale chiusura”.L’attentato di Fiumicino del 1973 sembra “un tabù – conclude – Speriamo un giorno di saperne di più”. Intanto, venerdì 15 dicembre alle ore 10, sarà presentato alla Fondazione Willy Brandt a Roma il libro “Lo sparatore sono io – Prigioniero dello Stato per aver difeso lo Stato”, di Antonio Campanile, Nuccio Ferraro e Francesco Di Bartolomei.

Il volume racconta la strage anche attraverso il racconto di Antonio Campanile che, all’epoca poliziotto in servizio allo scalo romano, si oppose ai fedayin sparando alcuni colpi d’arma da fuoco da un terrazzo.Un gesto, accusa, caduto nell’oblio e in seguito al quale fu addirittura trattenuto in caserma sei giorni. “Il 90% degli italiani non conosce l’attentato di Fiumicino del 1973.

Si parla di tutte le stragi, mai di questa triste ricorrenza.Da qui nasce la mia indignazione e mi domando il perché di tutto questo: non si ricorda un evento del genere in cui sono morte 32 persone tra le quali il finanziere Antonio Zara”, sottolinea l’ex poliziotto. Campanile ha ancora impressi negli occhi quei momenti: “Ero in servizio al controllo passaporti quando ho sentito alle spalle un forte boato: raffiche di mitra all’improvviso, gente che scappava, così sono andato all’ufficio dove stava il maresciallo, comandante pro tempore di quel giorno, e ho preso un’arma lunga con 3-4 caricatori e sono scappato sul terrazzo insieme ad altri poliziotti”.

Dall’alto Campanile racconta di aver visto il finanziere Zara, “mio coetaneo, che veniva strattonato” dai terroristi e poi “dal portellone dell’aereo si è affacciato un fedayn che ha iniziato a sparare, mi ha visto sul terrazzo e ha iniziato a spararmi anche addosso.Ho visto Zara cadere (sotto i colpi sparati alle spalle ndr) e non ci ho visto più, ho sparato e il terrorista è scappato nell’aereo”, continua. “Quando sono sceso dal maresciallo gli dissi che avevo sparato e lui mi chiese di recuperare i bossoli – prosegue Campanile – Poi mi è stato chiesto chi mi aveva dato l’ordine di sparare.

Io risposi che era stata una difesa personale, avevo addirittura proposto di bloccare l’aereo invece mi venne rifiutato”.Nei giorni successivi, si racconta nel libro, Campanile è stato trattenuto in caserma sulla base di un provvedimento relativo alla possibilità di fuga di informazioni compromettenti. “Il settimo giorno – sottolinea – mi mandarono a casa con una licenza breve, poi al rientro mi sono visto trasferire per tre mesi dall’aeroporto internazionale a quello nazionale, ma non ho mai capito il motivo”.

Da allora restano tante le domande alle quali Campanile non è riuscito a dare risposta: “Mi domando come sia potuta accadere una strage del genere” e perché la sensazione è che la sua vicenda sia stata cancellata: “Anni fa andai all’archivio di Stato e non ho trovato documenti sul mio conto, è come se non fossi mai esistito”.Ma lui, assicura, non scorda ciò che è accaduto: “Io non ho mai dimenticato l’odore di carne bruciata di quel giorno (i morti nell’esplosione degli ordigni ndr) e ancora oggi vedo davanti a me la smorfia di Antonio Zara assassinato con un colpo nella schiena – conclude l’ex poliziotto – Domenica 17 dicembre credo che andrò all’aeroporto di Fiumicino dove ci sta una targa dedicata proprio a Zara”. Secondo la studiosa Giordana Terracina “in tutti questi anni c’è stato un silenzio istituzionale sull’attentato di Fiumicino del ’73”.

Ora, passati i 50 anni, “decadono i vincoli legati alla segretezza della documentazione e si può arrivare a una declassificazione completa della documentazione”, continua la ricercatrice spiegando le ragioni, secondo lei, alla base dell’oblio calato sulla strage del ’73. “La strage di Fiumicino è l’attentato collegato di più al Lodo Moro – afferma la ricercatrice – C’è chi dice che il Lodo Moro sia nato poco prima dell’attentato e c’è chi dice, invece, che fu il fattore scatenante che convinse il governo italiano a stipulare il patto con le associazioni terroristiche palestinesi”.L’attentato del ’73, secondo la studiosa, è “un po’ il simbolo del Lodo Moro e delle motivazioni che hanno portato a concludere l’accordo: immediatamente prima, nel ’72, in Europa ci fu l’attentato di Monaco, che come è stato accertato, fu all’origine del ‘lodo tedesco’.

Sono grossi eventi da cui sono scaturiti gli accordi dei vari governi europei, la cui importanza è stato il riconoscimento di Arafat come personaggio politico, la sua legittimazione internazionale”. “Il ’73 dal mio punto di vista rappresenta lo spartiacque tra il terrorismo arabo e quello di matrice puramente palestinese.Nel ’73, con la guerra del Kippur, si conclude il ciclo delle guerre arabe contro Israele: poi ci saranno gli attentati e l’Intifada ma non saranno più guerre di Stato – prosegue – I paesi arabi, a mio avviso, riconoscono che non è pensabile arrivare alla distruzione di Israele attraverso una guerra di Stato.

C’è allora un cambio di strategia e nasce il terrorismo di matrice palestinese, finanziato sì dagli stati arabi, ma diverso da una guerra di Stati.Questo è significativo, secondo me, anche per la leadership di Arafat perché lo costringe a costruirsi una figura di mediatore e di uomo politico”. “In tutto questo – continua Terracina – si inserisce l’attentato di Fiumicino e la nascita del Lodo Moro che sigla il riconoscimento politico di Arafat”.

Da ricordare anche, conclude la studiosa, che proprio quel 17 dicembre 1973, giorno della strage, si stava celebrando l’udienza “per il gruppo di terroristi arrestati a Ostia e trovati con i missili Strela”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco e la tomba a Santa Maria Maggiore, chi altro vi è sepolto

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(Adnkronos) – A Santa Maria Maggiore, dove Papa Francesco ha scelto di essere sepolto, ci sono già i resti di altri cinque papi: Pio V, (Antonio Ghislieri 1504-1572) il Papa inquisitore; Sisto V (Felice di Peretto 1521-1590), il pontefice che fece costruire un nuovo acquedotto, L’Acqua Felice, primo costruito a Roma dopo la fine dell’Impero Romano.  A Santa Maria Maggiore ci sono inoltre le spoglie di Clemente XIII, (Carlo Rezzonico 1693-1769); di Paolo V (Camillo Borghese 1550-1621) giurista e canonista e di Clemente IX (Giulio Rospigliosi 1600-1669) che fu papa per soli due anni dal 1667 al 1669.La sua vita è rimasta strettamente legata a Santa Maria Maggiore per la quale avviò i lavori di rifacimento della tribuna.  Nella Basilica di S.

Maria Maggiore, precisamente nella cripta della Cappella del Crocifisso, è sepolto anche l’ex arcivescovo americano Bernhard Law, nominato arciprete della Basilica da Giovanni Paolo II, che si dimise dopo l’accusa di avere coperto i preti pedofili di Boston in seguito all’inchiesta del The Boston Globe che aprì a numerose indagini sui casi di pedofilia nella Chiesa cattolica.Una sepoltura che sollevò l’indignazione delle vittime: “E’ offensivo, non merita quell’onore”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

50 anni fa la strage palestinese all’aeroporto di Fiumicino: bombe, ostaggi e 32 morti

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(Adnkronos) – Sono le ore 12.51 del 17 dicembre 1973.All’aeroporto romano di Fiumicino un commando di cinque terroristi palestinesi arrivato al controllo passaporti, tira fuori le armi e prende alcuni ostaggi.

Mentre viene attaccato un aereo della compagnia Pan American, fermo sulla piazzola delle partenze, gettando ordigni al fosforo e seminando la morte tra i passeggeri, altri terroristi si dirigono con gli ostaggi a bordo di un altro aereo della Lufthansa dall’altra parte della pista.  L’equipaggio viene poi costretto a decollare e a sorvolare i cieli del Medio Oriente, con una tappa ad Atene e un’altra a Damasco, fino al giorno dopo quando l’incubo finisce all’aeroporto del Kuwait dove passeggeri e ostaggi vengono liberati e i terroristi arrestati.Ricorrono quest’anno i 50 anni dall’attentato di Fiumicino in cui hanno perso la vita 32 persone e altre 15 sono rimaste ferite.  
Tra le vittime sei sono italiane, la famiglia De Angelis, con Giuliano, Emma e la figlioletta Monica, Raffaele Narciso, Domenico Ippoliti e il finanziere Antonio Zara, ucciso mentre cerca di opporre resistenza ai terroristi.

Giovanissimo finanziere in servizio nell’aeroporto, Zara prova ad affrontare i terroristi in una reazione disperata ma viene assassinato con un colpo alle spalle. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)