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Boom West Nile in Italia nel 2022. Da salmonella a Escherichia coli, su anche le altre infezioni

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(Adnkronos) –
Boom di infezioni da virus West Nile in Italia nel 2022. “L’aumento delle notifiche rispetto al 2021 è stato particolarmente marcato: +1.012,3%”, si segnala nel rapporto European Union One-Health Zoonoses 2022, realizzato da Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ed Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), con il coordinamento dell’Istituto superiore di sanità.In totale sono stati segnalati all’Ecdc 723 casi confermati umani di West Nile, prevalentemente dal Nord-Est d’Italia.

Una quota che rappresenta il 65,1% di tutti i casi di virus West Nile riportati in Europa (1.111).Nel Paese aumentano le segnalazioni per quasi tutte le infezioni, rilevano gli autori del report.  
A livello Ue, le zoonosi più frequentemente riportate nell’uomo nel 2022 sono state da campylobacter e salmonella, anche se il loro numero è ancora inferiore rispetto al periodo pre-pandemico.

Mentre listeriosi (cioè le infezioni da Listeria monocytogenes) e West Nile virus sono le infezioni più gravi, con il maggior tasso di decessi tra i casi.In generale sono state rilevate circa 137mila segnalazioni di campilobatteriosi nel 2022 in Ue (dato stabile rispetto al 2021) e 65mila di salmonellosi (in lieve aumento). Nel complesso, si evidenzia nel rapporto, nel 2022 in Ue il numero di focolai (oltre 5.700) e casi di malattia trasmessa da alimenti (oltre 48mila), ricoveri (circa 2.700) e decessi segnalati (64) è stato superiore rispetto al 2021.

Il numero di decessi dovuti a focolai epidemici è stato il più alto mai segnalato nell’Ue negli ultimi 10 anni.Tra i casi epidemici, il maggior numero di decessi è stato registrato tra i pazienti con listeriosi (28) e salmonellosi (8).  
Stringendo l’obiettivo sull’Italia, emerge che nel 2022 sono cresciuti anche i casi di salmonellosi (+85,2%) e di infezione da Escherichia coli produttori di Shigatossina-Stec (+81,5%), sebbene in modo più contenuto rispetto a West Nile.

Questo incremento ha riportato le segnalazioni dei casi di salmonellosi ai livelli simili osservati negli anni pre-pandemici (2018, 2019).Il 2022, terzo anno di pandemia di Covid, è stato “caratterizzato dalla cessazione dello stato di emergenza in Italia che ha portato ad un graduale allentamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia – si spiega nel rapporto -.

Questi cambiamenti potrebbero aver favorito il ritorno ad uno stile di vita ordinario e all’adozione di comportamenti sociali ed individuali degli anni pre-pandemici, con possibili ripercussioni sull’esposizione dell’uomo agli agenti zoonotici”. 
Nel 2022 si è osservato dunque un aumento del numero di casi umani notificati dall’Italia all’Ecdc rispetto al 2021 per tutte le zoonosi, ad eccezione della campilobacteriosi il cui numero di casi è rimasto invariato e della brucellosi che è andata riducendosi (37,5% casi in meno rispetto al 2021).I casi di tularemia, sebbene numericamente molto limitati, sono rimasti stabili mentre non sono stati riportati casi di febbre Q.

La malattia zoonotica maggiormente segnalata nell’uomo in Italia continua ad essere la salmonellosi (3.332 casi) seguita dalla campilobacteriosi (1.539), contrariamente a quanto si è osservato in Europa dove i casi di campilobatteriosi sono circa il doppio rispetto a quelli di salmonellosi.Seguono le infezioni da virus West Nile, listeria monocytogenes e escherichia coli produttori di shigatossina (Stec).

Come negli anni precedenti, non sono stati segnalati casi di echinococcosi e toxoplasmosi.  Il numero delle infezioni da Stec registrate in Italia, viene evidenziato infine, è stato il più alto mai osservato dall’avvio della raccolta dati ‘Tessy’ (il sistema di sorveglianza europeo) dell’Ecdc, superando ampiamente il numero dei casi degli anni pre-pandemici.Tale aumento è prevalentemente imputabile proprio alla crescita dei casi di Sindrome emolitico uremica.   —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medici, nuovo sciopero lunedì 18 dicembre: a rischio 25mila interventi

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(Adnkronos) –
Nuovo sciopero dei medici lunedì 18 dicembre 2023.Si tratta della seconda giornata di protesta dopo quella del 5 dicembre.

Questa volta a incrociare le braccia sono i camici bianchi dei ‘servizi’ di Asl e ospedali: veterinari, anestesisti-rianimatori e specialisti di patologia clinica e dell’area radiologica.La stima dei sindacati di categoria, che oggi a Roma hanno presentato le ragioni dello sciopero, è che il 18 dicembre saranno a rischio 25mila interventi chirurgici.

Sempre lunedì alle 11 i sindacati saranno in presidio davanti al ministero della Salute a Roma. “La sanità pubblica sta morendo, il Governo deve intervenire con dei segnali nella legge di bilancio.Il nostro non è uno sciopero temerario ma una legittima e doverosa protesta”, hanno sottolineato l’Aaroi-Emac (sindacato degli anestesisti e rianimatori); il Fassid (radiologi, patologi, psicologi del Ssn e farmacie ospedalieri), Fvm-Federazione veterinari e Cisl Medici.  Nel giorno dello sciopero si prevedono disagi in tutti i servizi ospedalieri e territoriali e nella filiera agro-zootecnica alimentare. “Se la protesta rimarrà inascoltata, la mobilitazione proseguirà”, sottolineano le sigle. I veterinari delle Asl sono “fondamentali per le certificazioni nelle filiere zootecniche.

Ci arrivano notizie che alcuni industriali preoccupati per le scadenze in vista del Natale vorrebbero chiedere ai prefetti di precettarci.Noi lunedì sciopereremo comunque, anzi si deve capire che senza veterinari pubblici, che hanno fatto sì che la peste suina non dilagasse nella filiera che vale 40 miliardi, il rischio di malattie infettive aumenterà”, ha fatto sapere Aldo Grasselli, presidente nazionale della Fvm, Federazione veterinari, medici e dirigenti sanitari, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa indetta dall’Aaroi-Emac (sindacato degli anestesisti e rianimatori); il Fassid (radiologi, patologi, psicologi del Ssn e farmacie ospedalieri), Fvm-Federazione veterinari e Cisl Medici, per presentare le ragione dello sciopero di lunedì. “La delusione per la legge di Bilancio che tradisce le aspettative sull’azione di Governo è molto profonda – afferma Grasselli -.

Le roboanti promesse della campagna elettorale prevedevano la cancellazione della legge Fornero.Oggi, invece, con l’articolo 33 della legge di Bilancio, un articolo di una stoltezza politica e di una gravità sociale enorme, le pensioni di 700mila lavoratori della Pubblica amministrazione sono finite in ostaggio del Mef per ripianare il bilancio dello Stato.

Il taglio sino al 25% delle pensioni di alcune fasce di lavoratori – prosegue – è un crimine contro il sistema di welfare e contro i cittadini che lavorando come dipendenti pagano regolarmente le tasse e i contributi previdenziali”. “Un vero e proprio ‘pizzo di Stato’ pagato affinché gli evasori fiscali non debbano essere disturbati dal Governo Meloni che li coccola insieme alle banche alle quali non tassa gli enormi extra profitti – aggiunge – L’articolo della legge di Bilancio deve essere totalmente soppresso.Nessun emendamento governativo che ne tenga in vita i principi patologici sarà considerato soddisfacente.

Questa Manovra ci porterà a infiniti contenziosi amministrativi sino alla verifica di costituzionalità.Scioperare per chi lavora in sanità è ovviamente un gesto estremo – conclude – è una condizione di protesta frenata dal senso di responsabilità nei confronti degli assistiti.

Una missione che spesso i sanitari non possono assolvere perché la loro giornata di lavoro è un calvario di 12 ore”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kanye West nella bufera, presenta nuovo album con cappuccio stile Ku Klux Klan

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(Adnkronos) – In quello che doveva essere l’evento di lancio del suo prossimo progetto congiunto con il rapper Ty Dolla Sign, intitolato ‘Vultures’, il 46enne Kanye West è tornato a far parlare di sé soprattutto sul tema del razzismo. ‘Ye’, infatti, si è presentato sul palco del Wynwood Marketplace di Miami indossando un cappuccio nero molto simile a quelli del Ku Klux Klan, una scelta che non sembra casuale visti i precedenti dell’artista.  Non è la prima volta che West evoca l’immagine del Kkk.Nel 2013, Ye pubblicò infatti un singolo intitolato ‘Black Skinhead’, ma all’epoca non era chiaro quanta “ironia” ci fosse nei testi dell’artista.

L’incidente di ieri, dall’altra parte, sta già scatenando i social, dove i fan si sono riversati per esprimere confusione e frustrazione riguardo la scelta dell’abbigliamento, soprattutto in considerazione del fatto che è un uomo di colore e che sua figlia North, di 10 anni, si trovava accanto a lui sul palco.  EX candidato alla presidenza degli Stati Uniti nel 2020, propostosi come vice a Donald Trump in vista del voto dell’anno prossimo, nell’ottobre del 2022 il rapper indossò una maglietta a maniche lunghe con la scritta ‘White Lives Matter’ alla Settimana della moda di Parigi.West è stato per anni nel mirino della “cancel culture” per le sue posizioni razziste, tra cui si ricorda anche un’intervista del 2018 in cui definì la schiavitù “una scelta degli africani”. A novembre 2022, West tornò nella bufera per delle dichiarazioni antisemite e negazioniste dell’Olocausto, che costrinsero la sua casa di produzione, la Universal Music Group, a prendere le distanze dall’artista.

Nel nuovo singolo presentato ieri a Miami, ‘Ye’ ha risposto a modo suo alle accuse di antisemitismo, raccontando di essere stato a letto con una ragazza ebrea.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

William allaccia il grembiule e serve a cena beneficenza per Natale

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(Adnkronos) – La famiglia reale è sempre più impegnata in opere di beneficenza, soprattuto con l’avvicinarsi del Natale.Dopo aver visto la principessa Kate alla Baby Bank di Maidenhead impacchettare, assieme ai tre figli, regali per i bambini bisognosi, tocca a William fare il volontario.

L’erede al trono ha così indossato il grembiule per servire cibo ai senzatetto, in una visita a sorpresa al The Passage Charity di Londra, dove ha aiutato a preparare e a servire la cena di Natale.Il principe di Galles si è poi seduto attorno al tavolo e ha chiacchierato con i commensali, posando assieme a loro per le foto di rito.  Oltre a essere il patrono reale di The Passage, William conosce bene l’ente di beneficenza che aiuta i senzatetto: la principessa Diana portò l’allora adolescente primogenito a visitare l’organizzazione nel 1997, cosa che “mi commosse profondamente”, ha raccontato il futuro re.

Da parte sua, l’ente ha condiviso su X la visita del principe. “Ieri ci siamo divertiti moltissimo alla festa di Natale – ha scritto sul social – Un ringraziamento speciale al nostro patrono reale, il principe William, che si è unito a noi per preparare e servire il cibo e per incontrare coloro che supportiamo.Ci auguriamo che tutti si siano divertiti tanto quanto noi”.  Un fan della famiglia reale ha commentato sulla piattaforma che “la principessa Diana sarebbe orgogliosa che William stia continuando il suo lavoro a favore dei senzatetto.

Sta facendo quello che lei avrebbe voluto”.Lo sarebbe senza dubbio, così come è certo che, dopo essersi prestati l’altroieri al volontariato, per confezionare doni per i bambini del regno meno fortunati di loro, anche i figli dell’erede la trono, George, Charlotte e Louis, abbiano riempito di orgoglio i principi di Galles.

Soprattutto quando il rampollo maggiore ha risposto “sì” alla domanda di mamma Kate, se si rendesse conto di “quanto sia gratificante questo tipo di lavoro, sapendo che stai aiutando gli altri”.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allarme attentati negli Usa, Fbi: “Rischio attacchi di lupi solitari sotto Natale”

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(Adnkronos) –
L’Fbi lancia l’allarme sul rischio di attacchi condotti da ‘lupi solitari’ durante il periodo delle feste natalizie, mentre continua a salire la tensione per il conflitto tra Israele e Hamas.In un bollettino, diffuso insieme al dipartimento per la Sicurezza Interna e al centro dell’antiterrorismo, l’agenzia federale sottolinea che la guerra fa aumentare “la minaccia di violenze da parte di lupi solitari che prendono di mira luoghi affollati durante l’inverno”.  Si sottolinea infatti che il periodo delle feste possano essere “obiettivi convenienti per chi intende commettere violenze contro le comunità ebraiche, cristiane, musulmane ed arabe”. “Gli appelli alle violenze possono aumentare nei giorni in prossimità delle feste e prima di altri importanti eventi questo inverno – continua il bollettino – fattori che possono esacerbare la minaccia in violenza includono il conflitto tra Israele e Hamas e episodi di violenza in patria che possono ispirare azioni di emulazione o rappresaglie”.  “Noi quindi chiediamo a tutti di rimanere vigili e di denunciare ogni minaccia di violenza o attività sospetta alle forze di sicurezza”, conclude l’allame dell’Fbi che, insieme alle altre agenzie di ordine pubblico, sta registrando un aumento di “potenziali crimini d’odio” dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre e il conseguente inizio del conflitto a Gaza.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Istat: in 3° trimestre +65mila occupati

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(Adnkronos) – Nel terzo trimestre 2023, gli occupati aumentano in termini congiunturali di 65mila unità (+0,3% rispetto al secondo trimestre 2023).Lo rileva l’Istat nella nota sul mercato del lavoro, spiegando che a seguito della crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+75mila, +0,5%) e degli indipendenti (+10 mila, +0,2%) che ha più che compensato il calo dei dipendenti a termine (-19 mila, -0,6% in tre mesi). Nello stesso periodo il numero di disoccupati è sostanzialmente stabile (+2mila, +0,1% in tre mesi) e prosegue il calo degli inattivi di 15-64 anni (-84 mila, -0,7%).  I tassi presentano una dinamica simile: quello di occupazione sale al 61,5% (+0,2 punti), quello di disoccupazione è stabile al 7,6% e il tasso di inattività 15-64 anni cala al 33,3% (-0,2 punti).

La crescita dell’occupazione e del relativo tasso interessa soltanto gli ultracinquantenni, tra i giovani infatti diminuiscono entrambi gli indicatori e tra i 35-49enni il calo del numero di occupati si associa alla stabilità del tasso. L’offerta di lavoro per gli over 50 (fascia 50-64 anni) ha infatti segnato un rialzo dello 0,6% nel terzo trimestre su trimestre e del 2,3% su anno; tra i giovani (15 – 34 anni) è invece scesa dello 0,1% nel terzo trimestre su base congiunturale ed è salita dello 0,8% su base annua; mentre per la fascia tra i 35 e i 49 anni si è registrata una variazione nulla nel terzo trimestre e +0,8% su base annua. L’input di lavoro – misurato dalle ore lavorate – e il pil aumentano in termini congiunturali e tendenziali, pur mostrando il secondo una dinamica più debole.L’input di lavoro è aumentato dello 0,4% rispetto al secondo trimestre 2023 e il pil dello 0,1%; l’aumento rispetto al terzo trimestre 2022 si attesta all’1,8% e allo 0,1% rispettivamente. Cresce l’occupazione del terzo trimestre 2023 anche su base annua, segnando un incremento dei posti di lavoro in valori assoluti di 481 mila unità in più e un rialzo del tasso del 2,1%.

Il rialzo tendenziale coinvolge i dipendenti a tempo indeterminato (+3,1%) e gli indipendenti (+1,6%), ma non i dipendenti a termine che diminuiscono (-2,3%); prosegue il calo dei disoccupati (-80 mila in un anno, -4,1%) e quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-442 mila, -3,4%).Tale dinamica si riflette nella crescita del tasso di occupazione (+1,3 punti rispetto al terzo trimestre 2022) e nella diminuzione dei tassi di disoccupazione e di inattività (-0,4 e -1,1 punti, rispettivamente).  Nel mese di ottobre su base congiunturale i disoccupati crescono più degli occupati, rileva ancora l’Istat.

A ottobre si osserva infatti, rispetto al mese precedente, la crescita degli occupati (+27 mila, +0,1%) e, soprattutto, dei disoccupati (+45 mila, +2,3%) che si traduce nell’aumento di entrambi i tassi (+0,1 punti rispetto al mese precedente); gli inattivi di 15-64 anni risultano in calo (-69 mila, -0,6%), così come il tasso di inattività (-0,2 punti). —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Beppe Grillo, dimissioni in stand by: deve sottoporsi a terapia

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(Adnkronos) – Beppe Grillo resta in ospedale.Per l’attore comico e fondatore del Movimento 5 Stelle proseguirà ancora oggi il ricovero nel nosocomio di Cecina (Livorno) dove è arrivato domenica dopo un malore.

A quanto apprende l’Adnkronos Salute, Grillo dopo gli accertamenti, che hanno escluso problemi seri, è stato sottoposto a una terapia e questo non permette ancora il suo ritorno a casa.  Grillo, proprietario di una villa a Marina di Bibbona sulla costa sud di Livorno, si sarebbe recato al pronto soccorso per alcuni accertamenti dopo un malessere.I medici lo hanno subito trattenuto in osservazione in attesa dei risultati di una serie di analisi.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giallo di via Poma, procura chiede archiviazione della nuova inchiesta

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(Adnkronos) – La procura di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, riaperta nel marzo dello scorso anno, sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, uccisa con 29 coltellate nell’agosto del 1990 in via Poma.Il nuovo fascicolo, per omicidio volontario contro ignoti, era stato avviato dopo l’esposto presentato dai familiari di Simonetta.  Al termine delle indagini svolte dai magistrati capitolini con la sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri di piazzale Clodio, con l’audizione di più venti persone nella veste di persone informate sui fatti e dopo aver rianalizzato gli atti dei processi che si sono svolti, è stata sollecitata al gip l’archiviazione.

Al termine dei nuovi accertamenti svolti non sono emersi, a quanto si apprende, nuovi elementi utili. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, vince ‘Un professore’ su Rai1 col 21,3%

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(Adnkronos) – La quarta puntata della seconda stagione della fiction ‘Un Professore’, in onda ieri su Rai1, è stata la trasmissione più seguita del prime time di martedì, con 3.880.000 spettatori e il 21.3% di share.Al secondo posto, la partita di Champions League Inter-Real Sociedad, su Canale 5, con 3.729.000 spettatori e il 18% di share.

Al terzo posto, ‘Le Iene’ su Italia1, con 1.307.000 spettatori e il 9% di share. A seguire, tra gli altri ascolti di prime time: ‘DiMartedì’ su La7 (1.275.000 spettatori, share 7.3%), il film ‘Burraco Fatale’ su Rai2 (809.000 spettatori, share 4.1%), ‘È Sempre Cartabianca’ su Rete4 (756.000 spettatori share 5.2%), ‘Un Corgi Sotto l’Albero’ su Tv8 (534.000 spettatori, share 2.7%), ‘Avanti Popolo’ su Rai3 (335.000 spettatori, share 1.9%), ‘Via dall’Incubo’ sul nove (306.000 spettatori, share 1.7%). Complessivamente, la comparazione delle reti generaliste Rai e Mediaset più il rispettivo canale all news (RaiNews24 per la Rai e TgCom24 per Mediaset) vede prevalere la Rai sia nell’intera giornata (con il 30,5% di share contro il 28%) che nella prima serata (con il 29,2% di share contro il 28,2%).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni in Senato: “Mes? Governo Conte ha lasciato pacco a noi”

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(Adnkronos) – Sul Mes “capisco la vostra difficoltà e il vostro imbarazzo, ma dalla storia non si esce.Questo foglio dimostra la scarsa serietà di un governo che prima di fare gli scatoloni lasciava questo pacco al governo successivo”.

Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in replica al Senato sulle comunicazioni in vista del Consiglio Ue, attacca il M5S, mostrando il fax inviato all’allora rappresentante Massari da Luigi Di Maio in cui lo autorizzava a siglare il Mes. “Il governo Conte alla chetichella, col favore delle tenebre, ha dato l’assenso al Mes” e lo ha fatto, accusa ancora Meloni, “il giorno dopo le dimissioni del governo Conte, quando era in carica solo per gli affari correnti”. La linea seguita dall’Italia sul Pnrr, dice ancora la premier, “sarebbe stata folle e avrebbe portato quasi l’Italia fuori dall’Europa.Questo racconto sempre francamente un po’ distorto e distruttivo non fa stato del ruolo dell’Italia e di quello che noi possiamo ottenere con un po’ di pragmatismo e un po’ di buon senso.

Quello che noi abbiamo dimostrato è che le cose se fatte bene si possono ottenere e nonostante sono d’accordo con chi ricordava che si è tifato più perché all’Italia non venisse pagata la terza del Pnrr che alla finale di Coppa Davis, siamo riusciti ad ottenere il pagamento della terza reta del Pnrr, ad essere la prima nazione in Europa alla quale viene pagata la quarta rata del Pnrr, entro la fine di quest’anno consegneremo tutti gli obiettivi della quinta rata del Pnrr e nel contempo abbiamo revisionato il Piano”. Sul Patto di Stabilità, aggiunge la premier, “la trattativa è chiaramente molto serrata.Le posizioni di partenza sono molto distanti.

Io penso che qualche spiraglio si veda ma la posizione italiana si deve decidere alla fine”.  “Io penso che la posizione italiana si debba decidere alla fine di questa trattativa che rimane molto complessa.Voi sapete quale è la posizione che il governo italiano ha portato avanti, mi pare sia una posizione condivisa trasversalmente tra le forze politiche”, sottolinea Meloni, che aggiunge: “Le posizioni però degli altri paesi sono anche delle posizioni distanti.

Quindi bisogna capire alla fine dove è che si riesce a raggiungere una sintesi e bisogna fare una valutazione serena su cosa sia più utile per l’Italia sapendo, e faccio riferimento a quello che diceva il presidente Monti su un “veto” da parte del governo italiano, che io non escludo nessuna delle scelte”. “E’ una posizione di buon senso.E’ una posizione pragmatica quella che stiamo portando avanti – prosegue Meloni – sulla quale non siamo ancora ad un accordo definitivo.

Però non posso non esprimere una soddisfazione su qualche passo avanti che viene fatto”. “Penso si debba fare la valutazione su ciò che è meglio per l’Italia, sapendo chiaramente che se non si trova una soluzione e un accordo noi torniamo ai precedenti parametri.Ma io farò tutto quello che posso per far ragionare e confrontarmi con i miei omologhi sul fatto che quello che stiamo proponendo è utile non solo a noi ma auna strategia”, conclude. “Il fondo sanitario arriva quest’anno al massimo di risorse”, ma un “piccolo escamotage vi permette di raccontare una storia diversa, cioè di provare a dire che non è vero che oggi sul fondo sanitario ci sono circa dieci miliardi in più di quanti ce ne fossero quando al Governo c’eravate voi durante gli anni del Covid, nonostante 180 miliardi di euro spesi a debito in quegli anni.

La ragione per la quale si fa sempre riferimento al rapporto in percentuale con il pil è che effettivamente durante gli anni in cui c’era al Governo il centrosinistra il pil crollava e quindi minori risorse sul fondo sanitario in percentuale con il pil erano superiori.Adesso con noi il pil va meglio e quindi anche se mettiamo più risorse la percentuale diminuisce.

Quindi vi ringrazio di vantarvi per il fatto che il pil crollava quando c’era al governo il centrosinistra”, dice ancora Meloni. “L’Ue deve occuparsi di meno materie.Le competenze dell’Ue vanno concentrate su ciò su cui i singoli Stati non sono in grado di fare.

E solo allora si potrà discutere di prendere le decisioni con quali maggioranze”, ha detto ancora la presidente del Consiglio, che ha anche ribadito che si tratta di far sì che l’Europa “da gigante burocratico diventi gigante politico”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Uccise padre violento per difendere madre, Alex Pompa condannato a 6 anni e 2 mesi

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(Adnkronos) –
Condanna a 6 anni e 2 mesi per Alex Pompa, il giovane che nel 2020 a Collegno, nel torinese, nel corso di un’ennesima lite, uccise a coltellate il padre per difendere la madre.A pronunciare la sentenza i giudici della Corte di Assise di appello di Torino.

In primo grado il giovane era stato assolto per legittima difesa.Nelle scorse settimane una sentenza della Corte di Cassazione a cui si erano rivolti i giudici torinesi aveva permesso l’applicazione della prevalenza di alcune attenuanti sulle aggravanti.

Per il giovane il pm aveva chiesto inizialmente 14 anni, oggi riformulata a 6 anni e 2 mesi.  Nella sentenza pronunciata questa mattina i giudici hanno anche disposto la trasmissione degli atti in procura perché si valutino le testimonianze di mamma e fratello di Alex. “Siamo passati da un’assoluzione in primo grado a una condanna con richiesta di trasmissione degli atti per valutare le dichiarazioni della madre e del fratello – ha commentato al termine della lettura della sentenza l’avvocato del giovane, Claudio Strata – è una scelta incomprensibile, molto difficile da accettare, leggeremo le motivazioni”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Grillo jr, oggi riprende processo: in aula video di quella notte

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(Adnkronos) – Riprende questa mattina davanti al Tribunale di Tempio Pausania il processo a carico di Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5S e dei suoi tre amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria per stupro di gruppo.Oggi e domani tornerà in aula, per altre due udienze che si preannunciano molto lunghe, la ragazza italo-norvegese che nell’estate del 2019 ha denunciato Ciro Grillo e i tre suoi amici di stupro di gruppo.  Dopo le prime due udienze di novembre, a tratti drammatiche, al punto da costringere il collegio del Tribunale a sospendere più volte la deposizione, ‘Silvia’, il nome è di fantasia, oggi e domani tornerà in aula, accompagnata dai suoi legali, gli avvocati Giulia Bongiorno e Dario Romano, per proseguire il racconto di quello che sarebbe accaduto nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 nel residence di Grillo, in Costa Smeralda.

Questa volta toccherà alla difesa degli imputati.  I legali dei quattro ragazzi hanno intenzione di portare in aula il video che la giovane non ha mai voluto vedere.Un video di una ventina di secondi.

Secondo la difesa dimostrerebbe che i rapporti di quella notte fossero consensuali.E’ un video fatto dagli stessi ragazzi durante quella notte.

Ma ci sarebbero anche chat e fotografie che verranno mostrate in aula, nell’udienza che si celebra a porte chiuse davanti al Tribunale di Tempio Pausania, in Sardegna. Nella scorsa udienza la giovane, tra le lacrime, aveva confidato alla Corte di avere provato il suicidio. “Dopo lo stupro di gruppo non avevo più voglia di vivere.Una sera mi misi a correre lungo i binari e volevo lanciarmi contro un treno in corsa.

Volevo farla finita…”, raccontò.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stalking sulla ex, applicato primo braccialetto elettronico ‘d’urgenza’

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(Adnkronos) – Applicato a un 30enne di Monza il primo braccialetto elettronico ‘d’urgenza’ per stalking previsto dal nuovo DDL contro la violenza sulle donne, entrato in vigore il 9 dicembre.Si tratta della prima applicazione sul territorio nazionale della nuova normativa. La misura, proposta del questore di Monza Salvatore Barilaro e approvata dal presidente della sezione autonoma Misure di Prevenzione di Milano, Giuseppe Cernuto, è stata applicata nella serata di ieri, martedì 12 dicembre, al trentenne brianzolo, con diversi precedenti penali, che aveva iniziato a perseguitare una giovane con la quale aveva avuto un flirt, non rassegnandosi mai alla decisione della stessa di non voler intraprendere una relazione sentimentale.  A seguito di una denuncia della ragazza, l’uomo nell’aprile scorso è stato destinatario di Ammonimento del Questore, ma non si è presentato ai colloqui con le psicologhe programmati nell’ambito del Protocollo Zeus avviato tra la Questura e il Centro Italiano per la Mediazione (CIPM) di Milano.

Inoltre ha violato in diverse occasioni il predetto provvedimento monitorio del Questore, venendo arrestato in flagranza da personale della Squadra Mobile brianzola nel settembre scorso, dopo che, per l’ennesima volta, si era appostato presso la fermata dell’autobus utilizzato dalla ragazza per raggiungere il luogo di lavoro sito in una zona centrale del Capoluogo brianzolo, cercando di raggiungerla con la propria autovettura tappezzata di striscioni con scritte riportanti frasi sulla stessa e venendo prontamente bloccato e trovato in possesso di tre cacciavite.  
Condannato in primo grado ad anni 1 e mesi 6 di reclusione, nel mese di novembre scorso e fino a pochi giorni fa, in più occasioni l’uomo non ha smesso di perseguitare la ragazza, raggiungendola sul luogo di lavoro o nei locali ove trascorreva la serata, ingenerando nella stessa e nei suoi amici e conoscenti un certificato stato di ansia. Grazie alla nuova normativa, è scattata quindi l’applicazione temporanea, in via di urgenza, del divieto di avvicinamento alla persona offesa con applicazione del braccialetto elettronico.Il soggetto destinatario può prestare consenso all’installazione, come avvenuto nel caso di specie; in caso di rifiuto, nel Decreto è stato stabilito un obbligo di presentazione alle Forze di Polizia per tre volte a settimana.

Qualora l’uomo dovesse manomettere il dispositivo o non si attenesse al divieto di avvicinamento, la nuova legge ha introdotto un’autonoma fattispecie di reato che prevede la reclusione da uno a cinque anni e l’arresto anche fuori dei casi flagranza. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morta suicida Emmanuelle Debever, l’attrice accusò di stupro Depardieu

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(Adnkronos) – L’attrice francese Emmanuelle Debever, 60 anni, si è tolta la vita gettandosi nella Senna a Parigi dopo aver lanciato accuse di violenza sessuale contro l’attore Gérard Depardieu.Il suicidio è avvenuto il 7 dicembre scorso, giorno in cui è stato trasmesso dalla tv France 2 il programma “Complément d’enquête”, inchiesta sui casi di presunte violenze sessuali commesse dall’attore francese, dal titolo “Gérard Depardieu: la chute de l’ogre”.

La notizia è riportata oggi dai media francesi.L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’Institut national de l’audiovisuel (Ina) sul suo account X (ex Twitter).

Secondo la giornalista Camille Nevers del quotidiano “Libération” l’attrice “si è gettata nella Senna qualche giorno fa”. Emmanuelle Debever, nata l’8 agosto 1963 a Marsiglia, è stata una delle prime attrici a denunciare pubblicamente Depardieu.Le molestie sessuali sarebbero avvenute durante le riprese nel 1982 del film ‘Danton’ (uscito nelle sale nel 1983) diretto da Andrzej Wajda dove interpretava Louison, la giovanissima moglie di Georges Danton (Depardieu), il rivoluzionario francese, campione del popolo, che nel 1793 di scontra con Maximilien de Robespierre.  Il 5 giugno 2019, in un post pubblicato sul suo account Facebook, Emmanuelle Debever denunciò le azioni dell’attore sul set. “Signor Depardieu.

Oggi assolto dall’accusa di stupro e violenza sessuale.No comment”, scrisse in seguito all’archiviazione di un’indagine contro l’attore per stupro e violenza sessuale.

Parlando di ‘Danton’, l’attrice aggiunse: “Il mostro sacro si era abbandonato a molte cose durante le riprese…Approfittando dell’intimità all’interno di una carrozza.

Facendo scivolare la sua grossa zampa sotto le mie sottovesti, presumibilmente per avere una migliore sensazione di me…” Il post era accompagnato da una foto d’archivio in bianco e nero scattata sul set del film, accanto all’attore.All’epoca fu una dichiarazione che passò inosservata.

A differenza di oggi, allora poche attrici si erano espresse a sostegno di Charlotte Arnould, che nell’agosto 2018 aveva sporto la prima denuncia contro Depardieu per stupro. L’attrice aveva esordito alla tv francese nel 1982 nelle serie “Joëlle Mozart”, per recitare in seguito nel telefilm “Le inchieste del commissario Maigret”.Tra i suoi film spicca “Un jeu brutal” (1983) di Jean-Claude Brisseau, in cui interpretava Isabelle, figlia adolescente del celebre scienziato professor Christian Tessier (Bruno Cremer), colpita da handicap alle gambe fin dalla nascita.  (di Paolo Martini) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra 2024, da affitti brevi a mutuo: gli emendamenti dei relatori

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(Adnkronos) – Sono arrivati nella notte in Commissione Bilancio del Senato 17 emendamenti e 3 sub emendamenti dei relatori alla Manovra 2024.Dalle 8.30, quindi, l’Ufficio di presidenza della commissione poi sospeso.  Uno degli emendamenti dei relatori chiarisce intanto la questione della cedolare secca al 26% per gli affitti brevi prevista nella legge di bilancio.

Nella disposizione si precisa che l’aliquota ridotta al 21% si applica ai redditi derivanti da contratti di locazione breve relativi a una unità immobiliare, individuata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi. Nel 2024 avranno accesso al fondo per l’acquisto della prima casa anche le famiglie numerose e con un Isee non superiore a 50mila euro per la fascia con più figli, prevede un altro dei 17 emendamenti. La priorità viene data, secondo quanto prevede la norma, ai nuclei familiari con 3 figli sotto i 21 anni e un Isee non superiore a 40mila euro, a quelli con 4 figli sotto i 21 anni e un Isee fino a 45mila euro, a quelli con 5 o più figli sotto i 21 anni e un Isee non superiore a 50mila euro. In base all’emendamento, per le domande di mutuo oltre l’80% del prezzo della casa presentate fino al 31 dicembre 2024 dalle famiglie numerose, la garanzia del fondo sarà rilasciata, rispettivamente, nella misura massima dell’80% della quota capitale per i nuclei con tre figli, dell’85% per quelli con quattro figli e del 90% per quelli con cinque o più figli.Per le garanzie rilasciate alle famiglie numerose viene accantonato a coefficiente di rischio un importo non inferiore, rispettivamente, all’8,5% dell’importo garantito dei mutui per le famiglie con 3 figli, del 9% per quelli garantiti alle famiglie con 4 figli e del 10% per i mutui garantiti per le famiglie con 5 o più figli.

E’ inoltre prevista una riserva complessiva di importo massimo pari a 100 milioni di euro.  Per tutte le categorie che hanno accesso al Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa, dalle famiglie numerose ai giovani, la garanzia rimane operativa anche in ipotesi di surroga del mutuo originariamente acceso per la prima casa, nel caso in cui le condizioni economiche rimangano sostanzialmente invariate o siano migliorative di quelle originarie e comunque non abbiano impatti negativi sull’equilibrio economico-finanziario del Fondo. “Siamo in alto mare, la verità è questa, si profila la discussione iniziando da domani e vorrà dire che il fine settimana sarà tutto dedicato a questa cosa”, ha commentato la senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita, uscendo dall’ufficio di presidenza, che riprenderà verso le 13. Secondo l’esponente di Iv, la maggioranza “deve dichiarare al più presto le inammissibilità e, se possibile, sgravare le cose localistiche.Poi deve darci tutto il tempo necessario per fare sub emendamenti” la cui scadenza per la presentazione è stata spostata dalle 20 di questa sera alle 15 di domani “e, infine, devono darci la possibilità di individuare una serie di priorità nei nostri emendamenti, facendoci lavorare su una quantità il più possibile ampia, perché sarebbe inaccettabile che ci dicano a questo punto ‘fatene 50’.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, von der Leyen: “Adesione Kiev a Ue vittoria per Ue”

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(Adnkronos) – Il “fallimento” del presidente russo Vladimir Putin nell’invasione “non si tradurrà automaticamente nella vittoria dell’Ucraina”.Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. “Mentre la guerra si trascina – ha aggiunto – dobbiamo dimostrare cosa significa sostenere l’Ucraina ‘per tutto il tempo necessario’.

L’Ucraina non combatte solo contro l’invasore, ma per l’Europa.Unirsi alla nostra famiglia sarà la vittoria finale dell’Ucraina.

E per questo abbiamo un ruolo decisivo da svolgere”.  Il rapporto sull’allargamento “mostra chiari progressi su tutti i passi” richiesti a Kiev: “Oltre il 90% delle riforme è stato completato in tempo”, prosegue von der Leyen.L’Ucraina “ha fatto un duro lavoro e l’obiettivo di completare sette passi è a portata di mano.

Kiev ci sta dimostrando quanto tiene alla nostra Unione e ai nostri valori.E noi dobbiamo essere all’altezza della loro determinazione”, ha affermato.  Visita in Norvegia per il presidente ucraino Volodomyr Zelensky, per colloqui con il premier Jonas Gahr Støre.

Lo ha annunciato il governo norvegese.Zelensky parteciperà anche al Nordic Summit in programma oggi a Oslo. “Sono lieto di avere l’opportunità di accogliere il presidente Zelensky in Norvegia – afferma in una dichiarazione il premier Jonas Gahr Støre – Auspico colloqui costruttivi.

La Norvegia continuerà a sostenere l’Ucraina nella battaglia per l’autodifesa.Stiamo assicurando sostegno mirato, a lungo termine per assistere l’Ucraina nella sua battaglia per libertà e democrazia.

Gli sforzi dell’Ucraina sono importanti a tutela di libertà e sicurezza anche qui in Norvegia”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Davigo, rivelazione choc da Fedez: “Dispiace imputati si suicidino, perdi una fonte”

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(Adnkronos) – Ha sollevato una vera e propria ondata di polemiche sui social lo scambio tra Piercamillo Davigo e Fedez trasmesso ieri a Muschio Selvaggio dedicata alla stagione di Tangentopoli.A lasciare di stucco gli ascoltatori le parole dell’ex pm del pool di Mani Pulite che, alla domanda di Fedez su come “umanamente ha vissuto i suicidi degli indagati, risponde cinicamente: “Purtroppo, per quanto sia crudo quel che sto dicendo, in questo mestiere capita che gli imputati si suicidino”. “La mortalità nelle carceri per suicidio è più alta che fuori.

La percentuale di suicidati rispetto al numero di indagati era più bassa, rispetto al numero di suicidi nelle carceri e rispetto al numero di detenuti”, spiega Davigo, che poi puntualizza: “Lo so che è una cosa spiacevole quella che sto per dire, ma è la verità.Bisogna aver chiare le cose: le conseguenze dei delitti ricadono su quelli che li commettono, non su coloro che li scoprono e li reprimono.

Perché altrimenti il ragionamento porterebbe a dire: allora non fate le indagini”. Ricordando il caso di Raul Gardini, Fedez chiede quindi a Davigo se almeno gli è dispiaciuto se qualcuna delle persone indagate da lui si è tolta la vita, la risposta è inscalfibile: “Ma certo che dispiace.Prima di tutto, se uno decide di suicidarsi lo perdi come fonte di informazione”.   —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cicchetti (ministero Salute), ‘differenze e iniquità punto più critico Ssn’  

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(Adnkronos) – “L’analisi delle criticità presentate da Salutequità è molto interessante e utile per il piano del ministero della Salute nell’affrontare il tema dell’equità.L’equità e le iniquità del Ssn sono l’elemento più critico: un sistema che ben performa dal punto di vista generale, ha troppe variabilità sulle quali è necessario certamente intervenire.

Le linee di indirizzo hanno a che fare con un recupero di programmazione, con strumenti diversi.Tornare al Piano sanitario nazionale è già una priorità identificata dal ministero.

La disponibilità di dati per l’analisi dei fabbisogni, grazie anche alla digitalizzazione, ci darà gli strumenti che permetteranno una programmazione molto più puntuale, una definizione di priorità all’interno del sistema, grazie anche all’utilizzo del Programma nazionale di Hta per i dispositivi medici e alla Commissione nazionale di aggiornamento dei Lea.In questo modo i servizi potranno essere resi disponibili ai cittadini e aggiornati in maniera molto più rapida”.

Così all’Adnkronos Salute Americo Cicchetti, direttore generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, in occasione del primo summit ‘Equità e Salute in Italia 2023’, giornata di dibattito promossa oggi a Roma da Salutequità con il patrocinio di Federsanità e Conferenza delle Regioni.  Cicchetti ha poi toccato il tema dell’allocazione delle risorse tra le Regioni. “Prima di mettere mano alla formula allocativa – ha detto – è importante capire quali sono i principi di giustizia distributiva sui quali vogliamo fondare il nostro sistema.Principi di giustizia distributiva che devono valere tra le regioni ma anche all’interno delle stesse, per fare in modo che le diversità e le disuguaglianze possano essere risolte in maniera tempestiva, sistematica e con i giusti strumenti”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corazza (Apiafco), ‘psoriasi per 2 mln italiani, inserirla in Piano cronicità’ 

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(Adnkronos) – “Il rilancio e l’ammodernamento del Ssn non può ignorare la dignità di 2 milioni di italiani affetti da psoriasi al pari degli altri pazienti cronici. È vero, le risorse sono poche ma noi siamo costretti a promuovere campagne di sensibilizzazione per portare la psoriasi al livello delle altre patologie.Se hai il diabete, sei compreso.

Se convivi con la psoriasi ti dicono ‘che saranno mai due brufoletti?’.In realtà la nostra è una malattia devastante per la quale da tempo chiediamo la sua introduzione nel Piano nazionale della cronicità con altre malattie. È un nostro diritto visto che si tratta di una malattia cronica che sviluppa altre comorbidità, patologie che già fanno parte del Piano nazionale cronicità.

Non vorremmo perdere questa occasione perché la prossima revisione chissà quando sarà.Siamo due milioni di malati psoriasici in Italia, dimenticarsi di noi sarebbe un’ingiustizia sociale.

E’ quindi necessario partire da un cambio culturale anche da parte delle nostre Istituzioni”.Così all’Adnkronos Salute Valeria Corazza, presidente dell’Associazione psoriasici italiani amici della Fondazione Corazza (Apiafco), in occasione del primo summit ‘Equità e Salute in Italia 2023’, giornata di dibattito promossa oggi a Roma da Salutequità con il patrocinio di Federsanità e Conferenza delle Regioni.  Nel corso dell’incontro un focus è stato dedicato proprio alla sfida della prevenzione e presa in carico della cronicità, con due esempi specifici di condizioni attualmente non ricomprese nel Piano nazionale Cronicità: psoriasi e cronicità in oncoematologia (ad esempio, leucemia linfatica cronica).

Sono 100 milioni le persone con psoriasi a livello mondiale – è emerso dal dibattito – nel nostro Paese si stima che una persona su 10 con cronicità o multicronicità sia affetta da psoriasi (circa 1,8 milioni su 24 milioni).Il rischio di psoriasi aumenta in soggetti con una storia familiare della malattia: il 15% delle persone con uno dei genitori affetti da psoriasi – riferisce una nota – sviluppa la patologia; il rischio arriva al 40% circa se entrambi i genitori ne sono colpiti (fonte psomother.it, progetto finanziato dal ministero della Salute).  Una persona con psoriasi su tre (33%) soffre di una comorbidità, una su cinque (19%) di due, e poco meno di una su dieci (8%) di tre.

Alla psoriasi – dettaglia la nota – sono associate altre patologie, quali sindrome metabolica (obesità), ipertensione, diabete, depressione dovuta alla severità della patologia e alla localizzazione (per esempio volto, mani, parti intime, zone sensibili), rischio di malattie cardiovascolari. “Nonostante questi numeri e i costi sanitari e sociali correlati – conclude Corazza – la patologia è invisibile alla programmazione nazionale con impatto sull’equità di accesso e di presa in carico per le persone con psoriasi”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da liste attesa a telemedicina nei Lea, Salutequità ’10 leve per Ssn’

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(Adnkronos) – Dal contrasto alle liste d’attesa all’inserimento della telemedicina nei Livelli essenziali di assistenza.Sono alcune delle 10 proposte per rilanciare il Ssn formulate da Salutequità.

Il decalogo è stato illustrato dal presidente di Salutequità, Tonino Aceti, e discusso oggi dai maggiori stakeholder sanitari del Paese nel primo Summit ‘Equità e Salute in Italia’ promosso a Roma da Salutequità con il patrocinio di Federsanità e Conferenza delle Regioni.  “Partendo dalle condizioni finanziarie, politiche, istituzionali e sociali che caratterizzano l’attuale contesto del nostro Ssn, Salutequità intende proporre dieci leve per incrementare il livello di equità di accesso alle cure delle comunità in tutto il Paese”, ha spiegato Aceti.Queste le proposte: 1.

Maggiore equità nel riparto tra le Regioni delle risorse del Ssn.Solo lo 0,75% del fondo – si legge nel report – è ripartito in base al tasso di mortalità della popolazione e solo lo 0,75% in base all’incidenza della povertà relativa individuale.

Incrementare la percentuale di risorse da distribuire in base all’incidenza della povertà relativa individuale; livello di bassa scolarizzazione; tasso di disoccupazione della popolazione, aumentando la quota di finanziamento condizionata alla verifica positiva da parte del livello centrale degli adempimenti Lea nelle Regioni e quelle per gli obiettivi di piano sanitario nazionale.  2.Rilancio della programmazione sanitaria nazionale, integrata con il sociale, e condivisa con le Regioni.

Il primo documento da aggiornare è il Piano sanitario nazionale, previsto da tutte le leggi sanitarie con cadenza di tre anni, ma l’ultimo risale a circa 15 anni fa – emerge dal documento – e vanno riformati contestualmente metodologia di definizione e verifica degli obiettivi di Piano sanitario nazionale e di erogazione dei relativi fondi, oggi vincolati nei riparti e che valgono circa 1,5 miliardi l’anno.Va aggiornato il Patto della Salute – è “in deroga” quello 2019-2021- e si dovrebbe istituire presso la Presidenza del Consiglio un Dipartimento per l’integrazione sociosanitaria degli interventi a favore della persona. 3.

Rafforzamento del “controllo di gestione” delle politiche sanitarie per la loro applicazione omogenea ovunque.Va, tra le altre cose illustrate nel documento, reso più incisivo il monitoraggio formale e sostanziale del livello centrale rispetto all’attuazione da parte di Regioni e Asl degli atti di programmazione/pianificazione approvati a livello nazionale, revisionato il sistema degli adempimenti Lea e garantito il coinvolgimento degli stakeholder nella fase di definizione, implementazione e monitoraggio delle politiche sanitarie. Emblematici sono gli esempi di ritardi del Piano nazionale cronicità – sottolinea Salutequità – recepito con un ritardo di anche 5 anni e l’attuazione della legge 38/2010 per la quale manca la rete di cure palliative pediatriche in 8 regioni (al 2021) e dati istituzionali sull’attuazione della rete di terapia del dolore.  4.

Più alto livello di garanzia ed equità di accesso ai Lea.oltre la revisione del Nuovo sistema di garanzia, e al potenziamento a livello delle Regioni – evidenzia il report – i Lea vanno aggiornati annualmente utilizzando i fondi stanziati ad hoc nella legge di Bilancio 2022 e quella attualmente in discussione per il 2024, nominando la nuova Commissione Nazionale per l’aggiornamento che ne revisioni anche la procedura rendendola più snella e dinamica, anche promuovendo la definizione, l’implementazione e il monitoraggio di standard assistenziali, strutturali, organizzativi e tecnologici negli ambiti che attualmente sono scoperti e definendo quelli di personale nelle aree che attualmente risultano scoperte, a partire dai dipartimenti di prevenzione e dalle tecnostrutture degli assessorati/dipartimenti alla sanità delle Regioni.  5.

Contrasto alle liste di attesa.Oltre ad approvare un nuovo Piano nazionale di governo, la strategia per il loro contrasto deve diventare uno degli obiettivi di Piano sanitario nazionale con risorse vincolate annualmente per le Regioni.

Va rafforzato il monitoraggio ex ante dei tempi di attesa – rimarca il report – superando la metodologia della rilevazione trimestrale nella settimana indice e solo per alcune prestazioni, integrato il Nuovo sistema di garanzia dei Lea con ulteriori specifici e più robusti indicatori “core” di monitoraggio e valutazione.E va previsto che l’atto della prenotazione coincida contestualmente con quello della prescrizione, sempre e per tutte le tipologie di prestazioni, comprese quelle che entreranno in vigore con i nuovi Lea come la Pma.  6.

Valorizzazione, sviluppo e attrattività del personale del Ssn.Va previsto un vero proprio “articolo 20” per il personale, in analogia con quello di investimenti per l’ammodernamento delle strutture in vigore dal 1988, aggiornato e rifinanziato ogni anno con fondi vincolati per valorizzare, sviluppare e attrarre il personale del Ssn.

Oggi mancano – denuncia Salutequità – 20-30mila medici e almeno 65.000 infermieri e si moltiplicano le fughe all’estero dove un medico, ad esempio in Germania, guadagna +79% e nel Regno Unito +40% rispetto al collega italiano, e un infermiere +56% in Germania, +46,2% in Svizzera circa il 20% nel Regno Unito rispetto all’Italia.  7.Prevenzione e presa in carico delle cronicità.

In Italia il 39,9% della popolazione ha dichiarato di avere una o più malattie croniche.Nel 2022 sono saltate circa 5,5 milioni di visite di controllo rispetto al 2019 (-17%). È stato approvato ormai sette anni fa il Piano nazionale della cronicità – dettaglia la nota di Salutequità – attuato solo in poche Regioni.

Va quindi aggiornato, finanziato e attuato il Piano introducendo anche nuove patologie come psoriasi e nuove cronicità (es.onco-ematologiche).

Pnrr e Dm 77/2022 prevedono risorse, strutture e standard per l’assistenza territoriale, funzionale alla presa in carico della cronicità e vanno attuati in fretta in tutte le Regioni, anche definendo il modello di collaborazione dei professionisti coinvolti nel percorso di presa in carico e orientando contratti e convenzioni in perfetta integrazione con il modello tracciata dalle nuove leggi.  8.Digitale per l’equità di accesso alle cure.

Va definito e adottato un Livello essenziale di assistenza digitale (Lead), da garantire in tutte le Regioni, anche attraverso lo stanziamento e la finalizzazione di specifiche risorse del Fondo sanitario; inserire la telemedicina nei Lea, superare i blocchi normativi previsti dalla disciplina sulla tutela della privacy che ostacolano la creazione, lo sviluppo, l’innovazione e la manutenzione delle infrastrutture digitali.  9.Maggiore tempestività ed uniformità di accesso all’assistenza farmaceutica.

Ridurre i tempi nazionali di autorizzazione all’immissione in commercio e di rimborso a carico del Ssn, anche attraverso la definizione di veri e propri standard di servizio che l’Aifa dovrà garantire.Abrogare i prontuari farmaceutici regionali vincolanti riformare la contabilità di Stato nella direzione della ‘programmazione integrata della spesa pubblica’, al fine di superare i silos budget. 10.

Riduzione del divario infrastrutturale.Rivedere e semplificare le procedure per l’accesso ai fondi dell’articolo 20 della L.67/1988 – che va rifinanziato – per superarne le difficoltà di utilizzo da parte delle regioni.

Implementare il Pnrr in tutte le Regioni e nei tempi previsti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)