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Italia? Paese di autovelox: oltre 11mila postazioni, +61,7% incassi nel 2022

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(Adnkronos) – L’Italia conta il maggior numero di autovelox installati lungo le strade, con le ultime stime – mai smentite – che registrano 11.130 mila apparecchi di rilevazione automatica della velocità lungo tutta la penisola, più di Gran Bretagna (circa 7.700), Germania (oltre 4.700), Francia (3.780).Lo afferma il Codacons, che interviene sui sempre più frequenti casi di autovelox smantellati ad opera di ignoti, fenomeno che sta interessando diverse zone d’Italia, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia Romagna. In base ai dati ufficiali del Ministero dell’Interno, nel 2022 le principali 20 città italiane hanno incassato un totale di 75.891.968 euro grazie alle sanzioni elevate tramite autovelox, con una crescita del +61,7% rispetto ai 46.921.290 euro di proventi registrati dalle stesse amministrazioni comunali nel 2021 – spiega il Codacons –.

La città con i maggiori incassi da autovelox è Firenze, pari a 23,2 milioni di euro, seguita da Milano (quasi 13 milioni), Genova (10,7 milioni) e Roma (6,1 milioni). Non mancano però le sorprese: se Napoli si ferma ad appena 18.700 euro di incassi nel 2022, i comuni nella zona del Salento hanno ottenuto complessivamente circa 23 milioni di euro grazie alle sanzioni elevate tramite gli autovelox.Il comune di Cavallino, ad esempio, ha visto gli introiti passare da zero del 2021 ai 2.520.121 euro del 2022 grazie all’apparecchio di rilevazione della velocità installato sulla statale 16 Lecce-Maglie.

L’amministrazione di Surbo ha incassato 309.580 euro, che salgono a 720.022 euro a Trepuzzi grazie ai tre autovelox installati sulla statale 613 Lecce-Brindisi.I maggiori introiti vanno però a Melpignano: 2.545.445 euro grazie agli autovelox sulla Statale 16 Lecce-Maglie. Ci sono poi i “casi anomali” di alcune strade, come la statale 372 ‘Telesina’, disseminate di postazioni autovelox, con limiti di velocità che sono stati modificati nel tempo creando confusione tra gli automobilisti e portando ad una raffica di sanzioni. “Quanto sta accadendo in questi giorni in Italia sul fronte degli autovelox attesta l’esasperazione dei cittadini che si sentono tartassati e braccati dalle multe stradali e dal moltiplicarsi delle postazioni per il controllo della velocità, ma non condividiamo atti di illegalità come quelli di chi distrugge e smantella gli autovelox – spiega il presidente Carlo Rienzi – Chi supera i limiti di velocità, mettendo a rischio la propria vita e quella altrui, va sanzionato con la massima severità, ma i comuni, dal canto loro, devono perseguire la sicurezza stradale e garantire l’incolumità degli automobilisti attraverso un uso più accorto degli autovelox, troppo spesso installati al solo scopo di far cassa e utilizzare i cittadini come bancomat”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

EDITORIALE Il Napoli risorge, la Fiorentina si sbriciola: 3-0 per gli azzurri e finale di Supercoppa raggiunta

Nel nostro editoriale post Napoli – Fiorentina, semifinale di Supercoppa Italiana, per spiegare la gara tra azzurri e gigliati potremmo utilizzare un film iconico – diretto da Elio Petri – che vinse il Gran Prix per la migliore pellicola al Festival di Cannes nel 1972.Attore protagonista uno straripante Gian Maria Volontè, colonna sonora affidata al maestro Ennio Morricone.

Il titolo, poi, sarebbe passato definitivamente alla storia del cinema italiano: “La classe operaia va in paradiso”.La trama ci racconta dei turbamenti di un operaio dapprima assuefatto ai ritmi asfissianti della vita in fabbrica, poi improvvisamente catapultato nella protesta alla ricerca di un’esistenza più equa e dignitosa.

Alla fine, il proletario ribelle, tornato al lavoro dopo un periodo di scontri, racconta d’aver vissuto un sogno dal messaggio evocativo: lui – e tutti i suoi amici manovali – erano finiti in Paradiso.

Editoriale Napoli – Fiorentina: le premesse

Deve averla sognata a lungo, una serata così, Walter Mazzarri.Lui che era venuto, al posto di Garcia, giurando a più riprese di aver studiato a memoria il Napoli di Spalletti e di averne appreso ogni minuzia, dicendosi pronto a voler ripristinare quei principi di gioco che avevano fatto bello e vincente il Ciuccio nella passata stagione.

Il campo, poi, ha detto cose diverse.Non sapremo mai se Walter Mazzarri, a quelle dichiarazioni proferite in più conferenze stampa, credesse davvero o meno.

Quello che abbiamo saputo per certo – e a cui ci è toccato abituarci – è che il Napoli dello Scudetto stravinto non sarebbe più tornato né tanto meno sarebbe riuscito il buon Walterone a riportarlo in vita.Troppe storie tese, troppi episodi avversi, troppi problemi manifestatisi dentro e fuori dal terreno di gioco.

No, l’intento dell’ex salvatore della Reggina, per quanto nobilissimo, ormai era palese a tutti che sarebbe rimasto solo un miraggio.Toccava scavare nel fondo per scovare una soluzione.

Toccava probabilmente abituare la squadra a fare cose diverse, senza frustarne i nervi nel tentativo di replicare una parentesi che – per quanto stupenda – aveva ormai matchato col tramonto.

La richiesta di usare la difesa a 3

Lo hanno provocato per settimane, Walterone. “Mister, e se il Napoli tornasse a giocare a 3?”.Domande simili si sono sentite spesso, dalla stampa, nell’ultimo mese.

E Walterone, coerente col suo proposito, aveva sempre detto a chiare lettere di declinare l’invito.Poi, a un certo punto, qualcosa nella coscienza deve essersi mosso per forza.

Il Napoli che parte alla volta dell’Arabia Saudita, per disputare la Supercoppa Italiana, arriva sicuramente come la meno attrezzata tra le 4 per la vittoria finale.Ci arriva trascinandosi dietro mesi interi di bruttezza, incertezza, confusione, mancanza di equilibrio, pochezza nelle idee e fragilità non solo espressa nelle fasi di gioco, ma pure nei nervi dei suoi addetti ai lavori.

Il calcio però sa essere stranissimo.Perché per quanto brutto anatroccolo tu possa essere, la possibilità di risalire la china è sempre lì, dietro l’angolo.

Walterone in Arabia non ci è andato per fare vacanza.Sa, che questa Supercoppa, forse può essere l’ultima possibilità della vita per alzare un altro trofeo, dopo la Coppa Italia vinta 12 anni fa col suo primo Napoli.

Di fronte, in semifinale, c’è Vincenzo Italiano con la sua Fiorentina: due autentiche bestie nere per il Napoli del recente passato.

Il racconto della gara

E così, forse all’ultima curva, Mazzarri abdica a quanto dichiarato finora e fa l’esatto opposto: 3-4-2-1 di partenza, con Di Lorenzo braccetto di destra, Mazzocchi e Mario Rui a tutta fascia e Politano con Kvara più tornanti che autentiche ali.Il resto sono gli uomini che sabato scorso hanno battuto, al fotofinish, la Salernitana.

Italiano probabilmente non se l’aspettava, il Napoli consegna senza troppi complimenti il possesso palla alla Viola e si protegge con linee strette e compatte.Alla Fiorentina va sì il possesso del pallone per la maggior parte del tempo, ma le idee – in compenso – si annebbiano.

Stavolta non è il Napoli sfilacciato, lungo e mal posizionato in campo, che nel goffo tentativo di abbozzare un’aggressione alta – fatta coi tempi sbagliati – cadeva nel tranello di Biraghi e compagni, come nell’1-3 per i toscani dello scorso Ottobre.Stavolta, nella trappola, ci finisce la Fiorentina.

Perché il Napoli accetta ben volentieri che siano gli avversari a condurre le operazioni, ma quando la palla viene recuperata – se la Viola non è perfetta nelle preventive – gli azzurri scappano via.

La perla di Simone per il vantaggio Napoli

Un blitz, uno solo ma fatto con i tempi perfetti.Quello che al 22esimo tramuta Juan Jesus in rifinitore e sfama l’appetito insaziabile del Cholito Simeone.

La Fiorentina è sotto, 1-0 per gli azzurri.E se un varco buono era difficile trovarlo prima, ora che il Napoli è in vantaggio – per Italiano and company – la strada si fa più che in salita.

Perché il Napoli su quel goal fulmineo ci costruisce la sua partita, fatta di agonismo, attenzione, ordine e pragmatismo.Doti che riportano alla memoria il primo Napoli di Mazzarri, quello a cui Walterone aveva giurato di voler rinunciare ( e forse, non ci credeva manco lui).

A volte ritornano, verrebbe da dire.

Ai toscani, restano solo due episodi.

Un goal giustamente annullato a Beltran per contestuale fuorigioco di Bonaventura e un rigore procurato assai furbamente ( ed è un eufemismo) da Ikonè e fallito da lui stesso.Della serie: la Giustizia Divina esiste.

La Fiorentina resta tatticamente al tappeto per tutta la ripresa: anche Italiano è più costretto a buttarla sul mischione che capace di offrire uno spartito migliore di quello di Mazzarri, tutto solidità e garra che pare quasi di vedere l’Atletico Madrid.Il possesso palla resta sempre marcato di forti tinte viola, ma permane sterile e inoperoso, a confronto di un Napoli che difende con una compatta linea di 5 e lascia le briciole ai rivali gigliati.

Il tempo scorre, la vittoria si avvicina.

Editoriale: I due morsi di Zerbin che chiudono Napoli – Fiorentina

Il Napoli la azzanna con due morsi di un encomiabile Alessio Zerbin: l’ex Frosinone prima fa 2-0, schiantandosi letteralmente con la testa in faccia al palo; poi fa doppietta e 3-0 appena 3 minuti dopo, con una fuga per la vittoria che termina con un destro perfetto sul palo lungo difeso da Terracciano.E’ finita: è il Napoli la prima finalista di Supercoppa.

Editoriale Napoli – Fiorentina: le considerazioni finali

Quasi 2 mesi dopo il suo ritorno, paradossalmente sembra essere proprio questo di stasera il primo vero Napoli del Mazzarri Bis.

Fedele a quelli che sono i dettami di campo che hanno fatto le fortune del tecnico di San Vincenzo: compattezza, concretezza e pochi fronzoli.E chissà che non possa essere proprio questa, al di là di come andrà questa Supercoppa, una possibile chiave di svolta per la restante parte della stagione azzurra: niente più scimmiottamento spallettiano ma tanta efficacia senza badare all’estetica.

A pugni e denti stretti, per un attimo sembra di rivedere il Napoli di Grava e Aronica.E se per la proposta di gioco questo non può che essere un regresso – o comunque sia un cambiamento quantomai drastico – quantomeno torna a pulsare il sangue nelle vene e il cuore batte forte.

Il Napoli deve ripartire da lì.Si deve aggrappare all’anima.

Ascolti tv, Supercoppa con Inter-Lazio vince la serata. Colpo di Luna secondo sul podio

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(Adnkronos) – La seconda semifinale di Supercoppa Italiana, Inter-Lazio, trasmessa da Canale 5 si è aggiudicata gli ascolti della prima serata di ieri con 4.777.000 telespettatori e il 22,7% di share.Su Rai1 la seconda puntata di Colpo di Luna ha ottenuto 2.768.000 telespettatori e il 17,4% di share (in leggero calo rispetto alla settimana precedente quando ne aveva registrati 3.320.000 con il 20%).

Su Retequattro ‘Quarto Grado’ ha raccolto 1.381.000 telespettatori con il 9,8%.  Appena fuori dal podio Italia 1 con ‘Rambo 2 – La vendetta’ ne ha registrati 1.294.000 con il 7,3%.Su Rai3 il film ‘L’ombra del giorno’ ha conquistato 1.043.000 telespettatori con il 6,1% di share, La7 con ‘Propaganda Live’ ha segnato il 6,2% di share con 874.000 telespettatori e Rai2 con ‘The Rookie’ ne ha totalizzati 680.000 con il 3,9% di share.

Chiudono la classifica del prime time Tv8 con ‘Cucine da incubo’ (485.000 telespettatori, share 3%) e Nove con ‘I Migliori Fratelli di Crozza’ (460.000 telespettatori, share 2,4%). Nell’access prime time Rai1 con ‘Cinque Minuti’ ha registrato 4.421.000 telespettatori con il 20,9% e, a seguire, ‘Affari Tuoi’ ne ha totalizzati 5.377.000 con il 24,7% di share.Nel preserale Rai1 con ‘L’Eredità’ ha raccolto 5.051.000 telespettatori pari al 29%, mentre Canale 5 con ‘Striscina la Notizina’ ne ha totalizzati 2.627.000 con il 14,9% di share.  Nel complesso, la comparazione delle reti generaliste Rai più RaiNews24 nei confronti di Mediaset più TgCom24 vede, nell’intera giornata, la Rai al 31,5% con 2.746.000 telespettatori contro il 26,4% e i 2.303.000 di Mediaset e, in prima serata, la Rai al 31,2% con 6.506.000 telespettatori contro il 29,5% e i 6.137.000 di Mediaset. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna a 30 km/h, Mit al lavoro su nuove misure per limiti velocità e autovelox

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(Adnkronos) – Bologna con il limite di 30 km all’ora.Come anticipato nei giorni scorsi ”il ministero dei Trasporti sta lavorando a una direttiva per chiarire e semplificare il tema dei limiti di velocità, con particolare riferimento ai centri urbani e come stabilito dall’articolo 142 comma 2 del codice della strada”.

L’obiettivo è ”far utilizzare i rilevatori di velocità e introdurre le zone 30 in aree sensibili e a rischio incidenti, anziché in modo generalizzato e quindi meno efficace se non addirittura vessatorio nei confronti degli utenti della strada”. L’obiettivo del dicastero ”è trovare un ragionevole equilibrio tra l’esigenza di garantire la sicurezza (che resta una priorità) ed evitare forzature che rischiano di generare l’effetto contrario.In questo senso, il Mit ha già portato in Conferenza unificata anche una proposta per limitare l’utilizzo degli autovelox nei centri urbani e per controllare limiti sotto i 50 all’ora (come nel caso del comune di Bologna)”.  “Il sindaco di Bologna ha deciso che in città si viaggi a 30 chilometri all’ora.

Nel dispositivo ho letto che grazie alla riduzione di 20 chilometri orari del limite massimo si sentirà meglio il canto degli uccellini” aveva detto ieri il ministro Salvini. “Penso che il diritto al canto degli uccellini e all’udibilità del loro canto debba essere contemperato con il diritto al lavoro di centinaia di migliaia di persone perché multare chi va a 36 chilometri all’ora non vuol dire tutela dell’ambiente”.  Il limite di 30 km/h in tutta la città di Bologna non appare una scelta ragionevole perché i problemi per i cittadini (in particolare per i lavoratori) rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale che resta comunque una delle priorità assolute per il ministro Matteo Salvini.Il dicastero di Porta Pia è pronto ad avviare un confronto immediato con l’amministrazione bolognese per verificare soluzioni alternative e prevenire forzature e fughe in avanti che poi rischiano di essere smentite anche dai giudici, come già successo a Milano a proposito dell’obbligo per i mezzi pesanti dei dispositivi per l’angolo cieco.    —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Discesa Kitzbuehel, vince Sarrazin e Paris è terzo

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(Adnkronos) – Il francese Cyprien Sarrazin vince la discesa libera maschile di Kitzbuehel, in Austria, valida oggi 20 gennaio 2024 per la Coppa del Mondo di sci alpino.Sulla Streif, Sarrazin si impone con il tempo di 1’52”96 rifilando quasi un secondo allo svizzero Marco Odermatt (1’53”87).

L’azzurro Dominik Paris chiude al terzo posto (1’54”40).Nella top ten anche Mattia Casse (1’55”05) e Florian Schieder (1’55”09), che chiudono al sesto e al settimo posto. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, i discografici tifano per un sesto festival di Amadeus

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(Adnkronos) – Alla vigilia di Sanremo 2024, i discografici tifano per una riconferma di Amadeus anche per il 2025. “I risultati di Amadeus parlano da soli: siamo a oltre 120 dischi di platino nelle sue edizioni che sono più di tutti quelli raccolti dalle canzoni passate nei festival dei dieci anni precedenti.Amadeus ha fatto un lavoro incredibile e non si può negare che ci sia l’interesse a vederlo confermato anche per il sesto festival”, dice all’Adnkronos Enzo Mazza, il Ceo di Fimi, la Federazione dell’industria musicale italiana.  
Quanto vale Sanremo per l’industria musicale italiana? “Per l’industria musicale italiana Sanremo vale sul complesso dei ricavi annuali intorno al 2%.

Sostanzialmente, dall’1% di qualche anno fa, adesso è arrivato intorno al 2%.Teniamo conto che sono anche cambiati un po’ i modelli: una volta l’artista usciva con l’album, adesso c’è una predilezione per i singoli, per le singole canzoni, anche perché il modello dello streaming è legato a questo tipo di prodotto e quindi sono un po’ cambiate anche le dinamiche economiche.

Però sicuramente è cresciuto rispetto al passato grazie all’innovazione che c’è stata sul fronte del festival”. Oggi Sanremo sembra avere tutt’altro appeal rispetto al passato per gli artisti in classifica e quindi per l’industria. “Sanremo è diventato un fenomeno sicuramente che attira tutti i cantanti delle nuove generazioni, non c’è più quella risposta sostanzialmente negativa che c’era qualche anno fa all’andare in gara.Una delle prove di questo entusiasmo mostrato dagli artisti è il fatto che negli ultimi tre anni l’artista con l’album più venduto dell’anno è in gara a Sanremo, abbiamo avuto Rkomi nel 2022, Lazza nel 2023, adesso abbiamo Geolier.

Qualcosa di inedito rispetto agli anni precedenti.Questa è una cosa che fino a tre anni fa era abbastanza inimmaginabile”, sottolinea Mazza. Che ricorda come qualche anno fa Sanremo sembrava avviato a diventare un prodotto televisivo datato, guardato solo dal pubblico televisivo più attempato. “Sanremo aveva avuto una trasformazione molto forte in un evento prevalentemente televisivo, in cui la musica sostanzialmente era diventata un contorno ad altro, ad uno spettacolo, al fatto che si prediligesse il gossip piuttosto che la presenza di ospiti non musicali.

Negli ultimi anni ha avuto una sostanziale trasformazione, una trasformazione che sicuramente è iniziata anche con i festival di Baglioni e di Conti e poi si è ulteriormente accentuata con i festival di Amadeus, che ha concentrato la sua attenzione sulla musica e soprattutto sulla musica che è in classifica, la musica che è consumata dai fan di musica, dai fan della discografia”. Così soprattutto si è lavorato a creare un pubblico per il festival del futuro.I giovanissimi sono tornati a guardare il festival. “Con gli artisti giovani presenti al festival, che sono legati al fenomeno dello streaming, che sono legati al fenomeno dei social media, questo ha fatto sì che i loro fan si siano spostati in massa sul festival, per seguire le serate, non solo magari sulla diretta televisiva, ma anche su quello che chiamiamo second screen, cioè sui vari device, su RaiPlay, quindi ha visto una crescita sia sulla parte televisiva, ma anche e soprattutto su tutto quello che ruota intorno al festival e che dà a questi artisti una visibilità e alla loro canzone il successo”. E infatti in questi anni si è avuto un numero record di dischi di platino legati ai pezzi che passano al festival. “Ma sicuramente il successo di Sanremo si misura soprattutto sui dischi di platino che sono stati raggiunti dagli artisti.

Solo negli anni di Amadeus abbiamo avuto 16 platini nel 2020, 28 nel 2021, 40 nel 2022 e 37 nel 2023.Una massa di dischi di platino che non si è mai vista nella storia del festival”, afferma Mazza.  Mazza sottolinea inoltre che, oltre ai dischi di platino, anche l’indotto legato al festival ha un certo valore, per esempio per il riverbero del festival sullo sbigliettamento dei concerti degli artisti. “Sicuramente la promozione e il passaggio al festival rappresenta un momento di visibilità molto importante per gli artisti, questo indipendentemente anche dal successo discografico.

La notorietà di un artista cresce davanti a un pubblico di 12-13 milioni di persone che assiste alle serate.E quindi questo evidentemente poi si riflette anche in benefici sull’attività dell’artista che poi in tour gode di questa promozione che ha avuto durante il festival.

E i festival di Amadeus hanno offerto un’illuminazione particolare”, conclude.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sardegna, alti e bassi sugli obiettivi per lo sviluppo sostenibile

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(Adnkronos) – Si parla tanto di sostenibilità ambientale e sociale a livello globale o di Stati nella loro interezza, ma qual è la situazione a livello territoriale e locale?A tale proposito, interessanti indicatori emergono dal Rapporto ‘I territori e lo sviluppo sostenibile 2023’ elaborato dall’Asvis, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.  Il Rapporto analizza il posizionamento, l’andamento e la distanza di Regioni, Province Autonome e Comuni italiani rispetto ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sulla base di un centinaio di indicatori statistici, affrontando temi cruciali per le politiche territoriali quali infrastrutture, politiche abitative, dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana, decarbonizzazione dei trasporti, qualità dell’aria. I dati del Rapporto Asvis evidenziano come dal 2010 al 2022 il bilancio della Sardegna registra alti e bassi rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

In particolare, si segnalano miglioramenti in 7 obiettivi (goal 2, 3, 4, 5, 8, 9, 12), un arretramento riguarda 4 obiettivi (goal 1, 10, 15, 16), mentre rimangono invece sostanzialmente stabili i goal 6,7,11,13,14.  La migliore performance della Sardegna riguarda l’obiettivo o goal n.3 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ovvero “garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età”.In questa graduatoria la Regione è tra quelle che ha avuto i progressi più significativi nel periodo considerato (2010-2022). In particolare, i dati del Rapporto Asvis sul tema salute e benessere indicano una decisa riduzione della mortalità infantile, diminuita di 2,4 deceduti per 1.000 nati.

Un miglioramento ancora più deciso per quanto riguarda i soggetti che fanno uso abituale di alcol, -5,2%.Inoltre, risultano in diminuzione del 5,1% i cittadini sardi sovrappeso od obesi, un importante indicatore dello stato di salute e benessere della popolazione.  L’andamento del dato regionale rispetto a salute e benessere è quello che risulta più allineato con l’andamento nazionale, i due indicatori procedono praticamente sulla stessa linea durante tutto il periodo considerato.

Al contrario, la Regione segna un miglioramento superiore al dato nazionale nel goal 2 (Sconfiggere la fame) e un peggioramento superiore alla media nazionale per il goal 15 (Vita sulla terra).  Pur rimanendo al di sotto del dato medio nazionale, la Sardegna registra un parziale progresso nell’Istruzione (Goal 4).Tra gli indicatori più positivi, una maggiore partecipazione (+2,2%) degli studenti con disabilità nella scuola secondaria di primo grado e una crescita del 4,8% dell’offerta di formazione continua. Andamento simile per la Parità di genere (Goal 5), seppur con un valore inferiore a quello italiano, con, ad esempio un incremento del 2,6% delle laureate in discipline STEM, solitamente più peculiari al genere maschile.

Per contro, si segnala un peggioramento del rapporto tra tasso di occupazione delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli (-2,3%).  Altri indicatori in parziale miglioramento sull’Isola riguardano Infrastrutture e Innovazione (Goal 9), dove si segnala un costante aumento delle famiglie connesse con banda larga (+32,9% nel periodo considerato) e Consumo e Produzione responsabili (Goal 12), con un +30% nella raccolta differenziata dei rifiuti.  In linea con i dati segnalati dall’Istat cresce la percentuale di individui in povertà assoluta nel 2022 specie a causa dell’inflazione, raggiungendo 11,3% nella ripartizione delle Isole rispetto al 10% del 2021.Inoltre, con riferimento al goal 10 sulle disuguaglianze, aumenta sull’Isola la quota di persone a rischio povertà, +12,5%.  In tema di Giustizia e Istituzioni (Goal 16) la Sardegna, pur registrando un lieve miglioramento generale nell’ultimo anno, ha indicazioni negative con riferimento a truffe e frodi informatiche, passate da 1,3 per 1.000 abitanti nel 2010 a 4,7 nel 2021 e anche alla partecipazione sociale dei cittadini, scesa del 6,5% dal 2013 al 2022.  Tra gli altri indicatori negativi, aumenta l’indice di copertura del suolo da 101,9 del 2012 a 104,7 del 2021, quindi anche sull’Isola si assiste al fenomeno della sottrazione delle superfici naturali come boschi, foreste e aree umide con conseguente impermeabilizzazione dei terreni, una delle cause di frane, smottamenti e inondazioni. Il Rapporto Asvis “I territori e lo sviluppo sostenibile 2023” individua gli indici compositi con riferimento ai singoli obiettivi dell’Agenda 2030 delle province e Città Metropolitane sarde.

Il quadro si presenta con alcuni indicatori migliori o molto migliori della media nazionale specie quelli legati ai goal Vita sulla terra (Goal 15) ed Economia circolare (Goal 12), ed altri inferiori o molto inferiori, segnatamente Lavoro (Goal 8), Imprese (Goal 9) e Istruzione (Goal 4).  Nello specifico, gli indicatori relativi a Lavoro e Imprese, registrano performance molto al di sotto della media nazionale in 4 province e CM sarde su 5, si salva solo Cagliari che è in linea con la media nazionale.Male anche l’Istruzione con valori molto sotto media a Sassari, Nuoro e Oristano. Un altro tema delicato per la Sardegna è quello legato all’Acqua (Goal 6): 4 province su 5 sono molto al di sotto delle performance nazionali, tranne il Sud Sardegna che invece ha risultati molto superiori a quelli italiani.

Nel goal 12, Economia Circolare, spiccano Nuoro, Oristano e Sud Sardegna con valori molto superiori alla media. L’impegno delle amministrazioni territoriali e dei cittadini, a volte, va oltre le aspettative superando anche i risultati a livello nazionale. È il caso di Nuoro che ottiene risultati superiori o molto superiori in 4 obiettivi di sviluppo sostenibile rispetto alla media italiana: Economia circolare (Goal 12), Vita sulla Terra (Goal 15), Energia (Goal 7), Parità di genere (Goal 5).Per contro, va male in altrettante 4 categorie: Istruzione, Lavoro, Imprese, innovazione e infrastrutture, Acqua.  La Città Metropolitana di Cagliari si distingue nelle azioni virtuose legate a tre obiettivi.

In particolare, nella Parità di genere (Goal 5) raggiunge performance decisamente superiori alla media nazionale e valori comunque superiori anche nella Salute (Goal 3) e nell’Economia circolare (Goal 12).Il capoluogo di Regione invece va male soprattutto in tema di Acqua, Energia, Istituzioni. La Città Metropolitana di Sassari si distingue invece solo per il Goal 7 Energia, con valori leggermente superiori a quelli nazionali, ma in 4 obiettivi registra valori molto inferiori alla media nazionale (Istruzione, Lavoro, Imprese, innovazione e infrastrutture, Acqua). Per quanto riguarda i target sociali regionali, nel 2022 la Sardegna peggiora di quasi tre punti percentuali il dato su povertà e rischio esclusione sociale che coinvolge il 36,4% dei sardi (media nazionale 24,4%).

Trend negativo anche per la quota di laureati, ferma al 22,1% e ben lontano dall’obiettivo del 50% entro il 2030.Per contro, la Regione ha un dato di disponibilità di posti educativi per l’infanzia superiore di 4,5 punti rispetto alla media italiana, il che dovrebbe far raggiungere il goal per il 2030.  Con riferimento alla dimensione economica, nel 2022 il tasso di occupazione della fascia 20-64 anni è al 58,6% e, seppur in crescita, ben lontano dal target 2030 del 78%.

La Città Metropolitana di Cagliari, però evidenzia un 62,6% incoraggiante e quasi in linea con la media nazionale (64,6%).In fatto di NEET, giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano, la Regione è al 21,4%, ma tale percentuale scende nella CM di Cagliari al 15,2%, facendo ben sperare per il target 2030 di scendere sotto il 9%.  Tra i target legati alla dimensione ambientale, è stata raggiunta la riduzione dell’uso di fertilizzanti in agricoltura e, anche in tema di acqua, la qualità dei corpi idrici superficiali è ottima o buona nel 53,4% dei casi, oltre 11 punti meglio della media nazionale.

Anche il dato sull’aria è almeno in parte positivo, con soli 22 giorni di superamento del PM10 contro i 75 dell’Italia, ma, al momento, non sufficiente a raggiungere il target fissato.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giugliano, Bertotto: contro la Juve Stabia mi aspetto concretezza

Bertotto, le dichiarazioni in conferenza dell’allenatore del Giugliano alla vigilia del derby con la Juve Stabia.

Valerio Bertotto, allenatore del Giugliano, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia.

Le dichiarazioni di Bertotto sul match Juve Stabia-Giugliano sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViVicentro.it.

“La difficoltà è uguale per Giugliano e Juve Stabia in questo derby.Dipende dalla capacità di esprimere la propria forza e le proprie qualità.

Noi vogliamo determinare come sempre la nostra qualità.Nella consapevolezza di riuscire ad esprimerci ad alto livello in questo derby. 

Sono arrivati due nuovi ragazzi e siamo molto contenti.

Sono ragazzi pronti con capacità importanti che alzano il nostro livello prestativo.Più si alza la concorrenza interna e più il giovamento all’interno del gruppo si eleva.

Non so se giocheranno ma siamo contenti del loro arrivo. 

Nel percorso, delle difficoltà ci possono stare ma ora è il momento di dare concretezza a ciò che stiamo facendo.Mi aspetto un finale di campionato di grande sostanza da parte del Giugliano.

Questa squadra si è creata delle certezze e lo scivolone di un paio di settimane fa è stato propedeutico a questa fase.Dobbiamo essere bravi a non sbagliare le uscite da dietro e le scelte di gioco.

Menna sta bene e giocherà. 

Sono felice perchè abbiamo vissuto una settimana di intensità e ferocia ancora superiore alle altre.Ciò mi fa molto piacere perchè i ragazzi ci credono sempre di più e rispondono bene. 

La filosofia del Giugliano non cambierà.

Chi è stato preso deve migliorare la nostra filosofia di gioco altrimenti sarebbe un fattore negativo. 

Rientra Salvemini che rientra dalla squalifica ma mancherà Sorrentino.Salvemini sta bene e potrebbe giocare dal primo minuto. 

Col Foggia vittoria importante nel gioco e nel risultato.

Il risultato è figlio del gioco e di ciò che è stato prodotto.Per la prima volta abbiamo capitalizzato tanto e nel volume e nella qualità di gioco ciò ha dato ancora più forza e questa squadra. 

La Juve Stabia è prima con merito, è lì perchè ha creato i presupposti per un percorso lineare e di grande rendimento e al momento gli vanno fatti grandi complimenti. 

Sono felice di giocare questa gara contro una squadra forte e sono curioso di vedere come i miei ragazzi riusciranno ad esprimersi in una grande competitività che questo tipo di gara comporta”.

 

 

 

Spazio, equipaggio missione Ax-3 in arrivo alla Stazione Spaziale Internazionale

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(Adnkronos) – E’ in arrivo alla Stazione Spaziale Internazionale l’equipaggio della missione Ax-3 di Axiom Space, partita dalla base di Cape Canaveral, in Florida lo scorso 18 gennaio.A bordo della capsula Dragon Crew di Space X viaggiano il comandante dell’equipaggio e veterano della Nasa Michael Lopez-Alegria, l’italiano Walter Villadei, colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana e pilota della navicella, lo svedese Marcus Wandt, astronauta della nuova classe dell’Agenzia Spaziale Europea, ed il primo astronauta turco Alper Gezeravci. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tajani a Schlein: “Armi a Israele? Deciso stop invio da inizio guerra, non c’è da discutere”

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(Adnkronos) – “È dal 7 ottobre scorso che abbiamo deciso di non inviare più armi a Israele, quindi non c’è da discutere”.Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, arrivando al congresso provinciale e cittadino di Milano di Forza Italia in corso nel capoluogo lombardo, replica alle affermazioni della segretaria del Pd Elly Schlein che durante il seminario dei deputati del Pd a Gubbio ha chiesto di evitare l’invio di armi verso il Medioriente e a Israele per non rischiare che vengano usate per crimini di guerra. “Su questo punto -sottolinea Tajani- la decisione è stata presa, e lo abbiamo detto in Parlamento”. “L’Italia ha interrotto dall’inizio della guerra di Gaza l’invio di qualsiasi tipo di armi a Israele.

E’ tutto bloccato.Il periodo in cui sono state inviate più armi a Israele è stato durante il governo Conte.

Ma da quando sono iniziate le ostilità abbiamo sospeso tutti gli invii di sistemi d’arma o materiale militare di qualsiasi tipo.E quindi Schlein parla di cose che non esistono.

E’ pura propaganda.Al Partito democratico dovrebbero essere meglio informati”, spiegava oggi Tajani, in un’intervista al Qn in cui parla di Gaza affermando che “bisogna concludere la guerra e creare un’amministrazione temporanea sotto l’egida delle Nazioni Unite”, una missione che “dovrebbe essere guidata da un Paese arabo”.

In questo quadro, ribadisce, “se ci verrà chiesto, noi siamo pronti a coinvolgere i nostri militari in una missione di pace”.Dopo la guerra, “dobbiamo dare vita a uno Stato palestinese che riconosca Israele e che sia riconosciuto da Israele.

A questo mi riferisco: nella fase di transizione una delle ipotesi è avere una presenza di forze delle Nazioni Unite che garantiscano pace e stabilità”. “Lunedì mi incontrerò a Bruxelles con i ministri degli Esteri dell’Unione europea – risponde a una domanda sul fronte del Mar Rosso – Il governo è unito nel difendere l’interesse nazionale e l’obiettivo è unire i Paesi europei sulla nostra proposta di creare una nuova missione marittima europea” per “proteggere la libertà di navigazione e il traffico marittimo essenziale per i nostri porti e il nostro export”. “Missioni di guerra nello Yemen non ce le ha chieste nessuno”, puntualizza. Sui Paesi baltici e le difese comuni ai confini con Russia e Bielorussia, Tajani afferma che “le minacce di Putin non vanno mai prese sottogamba, anche se non credo che lui voglia aprire un altro fronte di guerra” ed “è comunque giusto preparare dei piani militari per ogni evenienza ed è ovviamente fondamentale aiutare l’Ucraina”. “Dobbiamo porci la questione di evitare di alimentare questi conflitti, di evitare l’invio di armi e l’esportazione di armi verso i conflitti, verso il conflitto in Medio Oriente, in particolare in questo caso ad Israele.Perché non si può rischiare che le armi vengano utilizzate per commettere quelli che si possano configurare come crimini di guerra”, le parole di Elly Schlein ieri al seminario di Gubbio. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Raid su Damasco, attacco durante vertice tra leader filo-iraniani: almeno 4 morti

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(Adnkronos) – Sarebbe di almeno quattro morti il bilancio dell’attacco missilistico che i media ufficiali siriani attribuiscono a Israele e che ha colpito un palazzo nel quartiere di Mezzeh della capitale siriana Damasco.Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani.

Secondo le notizie rilanciate dai media arabi, nell’edificio si stavano incontrando “leader schierati con l’Iran”. Secondo l’Osservatorio, l’esplosione ha completamente distrutto il palazzo di quattro piani.Nessun commento per ora da parte israeliana. Sarebbero i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, l’obiettivo del raid, riferisce la tv satellitare al-Jazeera, che cita una fonte secondo cui nel mirino c’era “un’unità d’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione” e nel palazzo si trovavano un “ufficiale di alto livello dei Guardiani della Rivoluzione e i suoi assistenti”.  L’agenzia iraniana Mehr cita una fonte che parla dell’uccisione a Damasco di due “consiglieri militari di alto grado dei Guardiani della Rivoluzione” e di altri due Pasdaran.

Stando alle ultime notizie della Mehr, sono stati uccisi il “capo dell’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione in Siria” e il suo vice insieme ad altri due Pasdaran. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Pagliuca: Dobbiamo impegnarci al massimo per dare continuità al pareggio di Avellino

Pagliuca, le sue dichiarazioni nella conferenza stampa di vigilia di Juve Stabia – Giugliano.Guido Pagliuca, tecnico della Juve Stabia, analizza con noi il momento della sua squadra dopo il pareggio con l’Avellino, il prossimo derby con il Giugliano e le aspettative per il prosieguo del girone di ritorno da parte delle Vespe.

Queste sono state le sue parole raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

“Diciamo siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto ad Avellino con una parte della partita fatta in maniera importante.

Ci siamo scossi dopo aver preso il primo goal.Il nostro pareggio è stato bello: il terzino destro mette la palla dentro e il terzino sinistro fa goal.

Ci ha fatto piacere il goal di Mignanelli.

Paradossalmente la cosa positiva e buona per noi e aver preso il secondo goal a tempo scaduto.Qualche altra squadra sarebbe stata ammazzata considerando che venivamo dal pareggio beffa con il Monterosi.

La squadra da sola con grande resilienza e umiltà ha fatto un grande secondo tempo tenendo in considerazione di giocare con una squadra forte.

A tempo scaduto abbiamo fatto anche il terzo goal che però è stato giustamente annullato per un tocco di un nostro calciatore ma il fatto di aver generato questa opportunità ci ha dato fiducia, avremmo potuto vincere la partita.

Questo ci dà consapevolezza che se fino ad oggi abbiamo sempre avuto grande fiducia grazie ai risultati, oggi sappiamo che davanti alle difficoltà enormi la squadra sa reagire da uomini e giocatori con grande spessore caratteriale.Questo ci fa vivere un grande entusiasmo ma bisogna continuare a procedere con leggerezza ed umiltà.

La squadra ha grande fiducia nella consapevolezza tecnica e caratteriale.

Tutte le partite sono difficili non solo i derby.Finora siamo stati bravi nel girone di andata e dobbiamo esserlo anche d’ora in avanti.

C’è chi sostituisce Leone.

Ho visto tutta la rosa spingere negli allenamenti.Con i due ragazzi nuovi (Mosti e Adorante n.d.a.) abbiamo aumentato il carattere e l’esperienza della rosa.

Sognare?

Dormo poco (ride n.d.a.).

La cosa che dobbiamo fare è lavorare per ogni partita.L’umiltà deriva dal fatto che sappiamo il nostro viaggio di cosa è fatto e ci porterà una crescita esponenziale a livello individuale che sta già crescendo durante questo viaggio.

I risultati e le prestazioni sappiamo da cosa derivano: da tanti sacrifici, da una grande unione tra calciatori, tifosi e stampa.

Tutto questo ci porta a vivere questo momento con grande entusiasmo.

Juve Stabia – Giugliano: l’obiettivo di Pagliuca

Il Direttore Lovisa ha detto bene, domani sarà importantissimo dare continuità al pareggio di Avellino.

Siamo consapevoli di chi affrontiamo.Il Giugliano è una squadra costruita da un direttore bravo che è partita con delle grandi ambizioni, lo dimostra anche il cambio di allenatore.

Siamo consci della difficoltà della partita.

Dobbiamo divertirci ma con grande serietà e concentrazione.Quando ti diverti dai il meglio di te e quando poi attorno a te ci sono persone che ti vogliono bene dai il massimo.

Ecco noi abbiamo tutto questo.Bisogna essere maturi per concentrarsi sulla prestazione.

Lottare e dare tutto dipende solo da noi.

Come l’Avellino ha fatto riferimento alle sue certezze, anche noi abbiamo maggiori certezze dopo la gara del Partenio.

Dobbiamo abituarci al fatto che le squadre ci vedono come una squadra che sta facendo bene e quindi ci affrontano con l’atteggiamento e la cattiveria giusta.

Abbiamo ancora due allenamenti per fare le ultime valutazioni.C’è un entusiasmo innegabile e dobbiamo dare continuità.

Una cosa che ha contraddistinto i ragazzi e il morso che fa parte di noi e del nostro viaggio.Dobbiamo viaggiare crescendo e aumentando le ambizioni.

Dove arriveremo si vedrà, ma il viaggio ci sta migliorando a tutti, compreso allenatore, staff e società.

I tifosi presenti al Menti per Juve Stabia – Giugliano

Domani ci sarà un grande pubblico ma noi interessano i nostri tifosi.Sono il nostro valore aggiunto.

Siamo noi che dobbiamo trascinarli verso di noi con l’attaccamento alla maglia.Sono punti che non si quantificano ma sono importanti quelli dei tifosi.

Bentivegna

Per domani tutta la rosa sta bene.

Bentivegna?E’ in procinto di poter uscire, valuteremo se tenerlo ancora ma domani non ha problemi di salute.”

https://youtu.be/D8j3jVDzu1E

Australian Open, Paolini supera Blinkova e va agli ottavi

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(Adnkronos) – L’azzurra Jasmine Paolini approda agli ottavi di finale degli Open d’Australia, primo Slam stagionale.A Melbourne la toscana, testa di serie numero 26, si è imposta sulla russa Anna Blinkova per 7-6 (7-1), 6-4, che l’aveva battuta tre volte su cinque, e conquista un posto per il suo primo ottavo di finale in uno Slam: ad attenderla ci sarà un’altra russa, Anna Kalinskaya.

La Paolini è l’unica italiana rimasta in corsa nel tabellone femminile ed è la sedicesima volta di un’italiana in un ottavo di finale all’Australian Open. Nel tabellone femminile, avanza la cinese Qinwen Zheng – testa di serie numero 12 – che vince il derby con la connazionale Yafan Wang per 6-4, 2-6, 7-6 (10-8).La bielorussa Victoria Azarenka, numero 18 del seeding, sorprende la lettone Jelena Ostapenklo e si impone per 6-1, 7-5. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino, uomo ucciso a coltellate: corpo trovato in un bosco

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(Adnkronos) – Il cadavere di un uomo 43 enne di origine polacca, senza fissa dimora, stato trovato nel tardo pomeriggio di ieri a Venaria Reale in un’area boschiva che costeggia la linea ferroviaria Torino Ceres dove si era costruito un rifugio di fortuna.  Celibe, disoccupato, secondo i primi accertamenti del medico legale a causare il decesso della vittima sarebbero stati 7 fendenti inferti verosimilmente da un oggetto acuminato, in particolare tre al petto, due alla schiena e uno al polpaccio.La salma è stata portata al cimitero di Venaria Reale a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Sulla vicenda indagano i carabinieri  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia-Giugliano, la presentazione del match

Juve Stabia-Giugliano, la presentazione del match: le probabili formazioni e le ultimissime.

Juve Stabia-Giugliano, derby che caratterizza la 22esima giornata del Girone C di Lega Pro, è una gara ricca di fascino che può dire molto sugli obiettivi delle due squadre: le Vespe con l’obiettivo di consolidare le speranze primato e i tigrotti con quello di una salvezza tranquilla con un occhio rivolto alla zona playoff distante un solo punto.

I temi di Juve Stabia-Giugliano.

La Juve Stabia, reduce da un punto importantissimo conquistato in rimonta al Partenio-Lombardi di Avellino con due perle del sempre più positivo Daniele Mignanelli, è in serie positiva da 11 giornate e nonostante i due gol subiti ad Avellino resta la migliore difesa in Italia nelle serie professionistiche (Juve Stabia 10 gol subiti in 21 gare, Inter 10 gol in 20 gare) e la terza in Europa (PSV 7 gol subiti in 17 gare, Santa Clara, Serie B portoghese, 9 gol in 16 gare).Numeri di prim’ordine che evidenziano il grande lavoro che stanno facendo sia mister Pagliuca che il suo splendido gruppo che si è ulteriormente rinforzato a gennaio con l’arrivo di Adorante e Mosti e che potrebbe ulteriormente rinforzarsi prima del 31 gennaio con l’arrivo quasi certo di un centrocampista e di un difensore centrale.

La Juve Stabia ha la tegola della squalifica di Leone, appiedato per un turno dal giudice sportivo per aver raggiunto le 5 ammonizioni.Candidati alla sostituzione Maselli, oppure Gerbo o non si escludono altre ipotesi che Pagliuca starà valutando per sostituire al meglio un regista come Leone che si è dimostrato indispensabile nello scacchiere tattico delle Vespe.

Il Giugliano.

Il Giugliano dal canto suo ha 5 ex nella sua rosa del calibro di Danilo Russo, Marco Caldore, Scognamiglio, Berardocco e l’attaccante Sorrentino e proprio quest’ultimo sarà assente per squalifica.

I tigrotti sono reduci da 3 sconfitte e una vittoria larga contro il Foggia nelle ultime 4 giornate di campionato e proprio contro i dauni hanno mostrato grandi segni di miglioramento nel gioco che resta comunque improntato ad un 4-3-3 sempre molto propositivo.I tigrotti possono contare su un attacco che non da punti di riferimento agli avversari con giocatori poliedrici come Oviszach che possono ricoprire ogni zona del reparto offensivo e Ciuferri, classe 2004, scuola Roma, che ha tanta tecnica ed è sempre un elemento molto pericoloso.

Il Giugliano nelle ultime 10 gare ha in classifica gli stessi punti dell’Avellino (16).Meglio hanno fatto solo Taranto (17), Juve Stabia (20), Picerno, Sorrento, Casertana e Crotone (21).

Avversario quindi ostico per le Vespe e in una striscia comunque importante.

Il direttore di gara.

Sarà il sig.Andrea Zanotti della sezione AIA di Rimini a dirigere il match Juve Stabia – Giugliano valevole per la 3^ giornata di ritorno del Campionato di Serie C girone C 2023 – 2024, in programma domenica 21 gennaio 2024 allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia con inizio alle ore 20,45.

Il sig.Zanotti sarà coadiuvato dal sig.

Franck Loic Nana Tchato della sezione Aprilia e dal sig.Luca Landoni della sezione AIA di Milano, il IV° ufficiale sarà il sig.

Domenico Mirabella della sezione AIA di Napoli.

Le probabili formazioni.

JUVE STABIA (4-3-1-2): Thiam; Baldi, Bachini, Bellich, Mignanelli; Buglio, Maselli, Romeo; Meli; Candellone, Piscopo. 

Allenatore: sig.Guido Pagliuca.

GIUGLIANO (4-3-3): Russo; Menna, Berman, Caldore, Yabre; De Rosa, Berardocco, Gladestony; Oviszach, Ciuferri, De Sena. 

Allenatore: sig.Valerio Bertotto.

 

 

Oms e la minaccia di una nuova pandemia: “Non è questione di se, ma di quando arriverà”

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(Adnkronos) – La prossima pandemia dopo il Covid? “E’ già là fuori” e “non è questione di se, ma di quando” arriverà.A ribadire l’allarme sulla ‘malattia X’, che “non è un concetto nuovo”, è l’epidemiologa Maria Van Kerkhove, direttore Epidemic & Pandemic Preparedness and Prevention dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, dopo questi giorni di dibattito, oggi è tornata con un post su X sul tema di quanto dobbiamo temere la possibilità che in futuro si concretizzi una nuova minaccia pandemica, una ‘malattia X’.  “Il Covid-19 era la malattia X – ha evidenziato l’esperta – e la prossima malattia X è là fuori”.

Restare pronti è la chiave per Van Kerkhove e bisogna lavorarci anche adesso, con continuità: “La preparazione alla pandemia è una costante”, conclude. La misteriosa ‘malattia X’ è intanto entrata nell’agenda del Word Economic Forum di Davos.Già nel 2018, prima dell’emergenza Covid, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva ipotizzato l’arrivo di una pandemia causata da una patologia ancora sconosciuta, chiamata genericamente ‘Disease X’ ovvero malattia X. Una patologia che non esiste, ma il cui studio potrebbe facilitare la prevenzione in modo da preparare azioni flessibili e trasversali per arginare la diffusione di malattie tra cui appunto anche un ipotetico morbo a oggi ancora sconosciuto.

Ora la malattia X ha interessato i vari esperti riuniti a Davos perché nell’agenda del Wef c’è un incontro, coordinato dal direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, proprio dedicato a come affrontare una nuova pandemia da malattia X. “Abbiamo conosciuto il virus Zika, Ebola e sappiamo cosa può accadere.Ma dobbiamo avere un piano per una futura e sconosciuta ‘malattia X’, di cui parliamo da tanti anni.

Il Covid è stata la prima malattia X, ma può riaccadere e dobbiamo essere in grado di anticipare e preparaci a questo.Avere un sistema di allerta precoce, saper espandere velocemente i sistemi sanitari e investire di più nelle cure primarie”, dice il dg dell’Organizzazione mondiale della sanità. Gli esperti – oltre 300 scienziati sono stati radunati dall’Oms già nel novembre 2022 – ipotizzano che questa futura patologia potrebbe causare 20 volte più decessi del Covid.

Il meeting tiene accesi i riflettori sui “nuovi sforzi necessari per preparare i sistemi sanitari alle molteplici sfide future”. Inevitabilmente, il tema non è passato inosservato sui social.Abbondano, in particolare negli Stati Uniti, commenti e posizioni che stigmatizzano l’approccio e individuano nella ‘malattia X’ un pretesto per adottare misure simili a quelle implementate durante la pandemia di covid.

Su X, il social di Elon Musk, un disclaimer chiarisce che la malattia X non è “non è una reale patologia” ma un morbo ipotetico che “potrebbe causare una grave pandemia a livello internazionale in futuro”. Il direttore esecutivo del Programma per le emergenze sanitarie dell’Oms, Michael Ryan, ha evidenziato che accendere i riflettori su virus e agenti patogeni per ricercare e sviluppare contromisure è “essenziale per una risposta rapida ed efficace alle epidemie e alle pandemie”.Parlare di ‘malattia X’, in sostanza, serve ad identificare “lacune di conoscenza e priorità di ricerca” per un elenco di virus e agenti patogeni identificati come prioritari: il Covid-19, la febbre emorragica Crimea-Congo, il virus Ebola, la febbre di Lassa, la Sindrome respiratoria orientale (MERS), il virus Zika.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meteo, ecco il sabato più freddo: le previsioni in Italia di oggi

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(Adnkronos) – Sull’Italia inizia da oggi, 20 gennaio 2024, una fase polare con aria gelida da Nord a Sud che ‘regalerà’ – oltre al freddo e al gelo – paesaggi nevosi fino a 300-500 metri anche sulle regioni meridionali.Questo il quadro meteo per oggi e il weekend che si preannuncia all’insegna del crollo delle temperature anche di 10 o 15 gradi. Un crollo gelido dovuto a neve e vento freddo con aria di origine russa che darà luogo al ‘blizzard’ pronto a investire la Penisola.

Ecco cosa prevedono gli esperti. Secondo Mattia Gussoni, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, la neve cadrà abbondante in giornata con momenti di tormenta a causa del vento fortissimo che spazzerà tutto il Centro-Sud: in dettaglio sono previste nevicate tra Abruzzo, Molise, zone interne del Lazio fino al mattino, poi per buona parte della giornata tra Basilicata, Campania interna e Calabria; locali accumuli a quote collinari sono attesi anche in Puglia e Sicilia. La giornata del 20 gennaio sarà dunque archiviata per il freddo ‘democratico’, distribuito ovunque da Nord a Sud: le temperature crolleranno di 10-15 gradi ovunque e le massime anomale, fino a 20-26 gradi negli ultimi giorni al Centro-Sud, saranno un lontanissimo ricordo.In tutto questo contesto di bufere e tormente, il tempo invece sarà sereno e limpido al Nord con attenuazione dei venti e con una giornata dunque soleggiata seppur molto fredda. Di contro, sul resto dell’Italia, dovremo stare attenti alla viabilità, alle mareggiate sulle coste esposte e alla riduzione della visibilità durante le probabili tormente (vento + neve): un sabato 20 gennaio 2024 di forte maltempo al Centro-Sud. Domenica, invece, sarà tutto finito: il passaggio dell’aria gelida sarà velocissimo; resteranno al mattino, come ricordo del colpo gelido, diffuse minime sottozero di parecchi gradi al Centro-Nord, qualche nevicata in collina, residua, sulle estreme regioni meridionali e un vento forte al Sud in rapida attenuazione. Come sappiamo bene, dopo l’arrivo del freddo e del vento, appena la ventilazione si attenuerà, la massa d’aria fredda (aria più pesante) si depositerà in pianura: ecco che anche lunedì si temono gelate molto intense su tutto il Paese, anche in pianura da Nord a Sud. Infine, introduciamo una nota sulla prossima settimana: arriverà il caldo anomalo con temperature 10°C oltre la media, specie lungo le coste, in montagna e al Centro-Sud: vivremo dunque un vero e proprio cataclisma meteo nei prossimi giorni. Sabato 20.

Al nord: tutto sole e gran freddo.Al centro: ultime bufere di neve su Abruzzo e Molise, sole e freddo altrove.

Al sud: maltempo con bufere di neve in collina, freddo. Domenica 21.Al nord: soleggiato e freddo.

Al centro: bel tempo, ma freddo.Al sud: sole, venti freddi e clima invernale. Lunedì 22.

Al nord: soleggiato e freddo; nubi in aumento.Al centro: bel tempo, ma freddo; nubi in aumento.

Al sud: sole ma clima invernale. Tendenza: torna l’anticiclone nordafricano, temperature in sensibile aumento. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina chiede più armi: “Putin non si accontenterà di poche conquiste”

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(Adnkronos) – L’Ucraina chiede più armi agli alleati passati quasi due anni dall’inizio dell’invasione russa. “In questa fase della guerra il problema è che non è distribuito in modo omogeneo il numero delle armi, dei droni, delle granate o dei colpi di artiglieria”, ha detto il consigliere della presidenza ucraina, Mykhailo Podolyak, in un’intervista alla Bild, convinto della necessità di un rafforzamento al massimo delle difese dell’Ucraina con armi ad alta tecnologia. Servono investimenti nella produzione militare, ha incalzato, citando “missili a lunga gittata, droni, granate o colpi di artiglieria” e insistendo su un “gran numero di armi”. “L’intera linea del fronte è di ben 1.300 chilometri – ha rimarcato Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky – e i combattimenti avvengono su 600-800 chilometri”.Podolyak ha parlato di una situazione definita difficile dal punto di vista militare perché non cala l’intensità degli scontri, anche se – ha detto – in un anno non si sono registrate avanzate significative della Russia. “La Russia combatte in massa, è stata effettuata una mobilitazione segreta, molta forza lavoro è stata mandata al fronte, molti equipaggiamenti sono stati concentrati e va distrutto tutto”, ha detto, aggiungendo di ritenere che secondo le idee del leader russo Vladimir Putin la guerra dovrebbe andare avanti “fin quando non conquisterà l’intero territorio dell’Ucraina, non otterrà il dominio in Europa, conquisterà altri territori dello spazio post-sovietico”. “Nessuno – ha affermato – avvia una grande guerra dopo aver distrutto la sua reputazione e i rapporti se vuole accontentarsi di poco”. La Russia afferma intanto che è stato intercettato e abbattuto un drone ucraino nei cieli sulla provincia di Bryansk, al confine con l’Ucraina.

Secondo il ministero della Difesa di Mosca, stamani “intorno alle 6.30 ora locale è stato sventato un tentativo del regime di Kiev di effettuare” quello che viene descritto come “un attacco terroristico con l’utilizzo di un drone contro strutture all’interno del territorio della Federazione russa”.Un comunicato rilanciato dall’agenzia russa Tass aggiunge che “la difesa aerea ha distrutto il drone sulla regione di Bryansk”.

Il governatore della regione, Alexander Bogomaz, ha fatto sapere via Telegram che non risultano vittime né danni. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cagliari, schianto frontale contromano nella notte: un morto e tre feriti

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(Adnkronos) – Un’auto contromano si schianta contro un Suv, un morto e tre feriti nella notte a Cagliari.La vittima è un giovane di 20 anni alla guida di una Peugeot.

Verso le 3 del mattino, sotto una pioggia battente, ha imboccato contromano via Vesalio mentre viaggiava assieme a due amici.La strada a quell’ora era deserta, ma proprio in quel momento stava passando un Suv Maserati e l’impatto è stato inevitabile.

Il giovane alla guida è morto sul colpo e sono gravi le condizioni del passeggero al suo fianco.Ricoverati in ospedale anche il terzo occupante della Peugeot e il conducente del Suv.

Sul posto la Polizia locale per i rilievi e i vigili del fuoco che hanno estratto le persone dagli abitacoli per consegnarli agli operatori del 118. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Josh Radnor si è sposato, nozze per il Ted Mosby di ‘How I met your mother’

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(Adnkronos) –
Ted Mosby si è sposato davvero.L’attore Josh Radnor, diventato famoso per la serie cult ‘How I met your mother’, sul suo profilo Instagram ha postato le foto del suo matrimonio avvenuto due settimane fa in piena bufera di neve. “È stato un incredibile fine settimana pieno di beatitudine nevosa e travolgente”, ha scritto l’attore 49enne ringraziando tutti gli amici che hanno partecipato al lieto evento.

Ma soprattutto ringraziando Jordana: “Non riesco a credere alla grande fortuna che ho di poter chiamare questa donna straordinaria mia moglie”.  
La moglie della star di ‘How I met your mother’ è Jordana Jacobs, una psicologa di Brooklyn.I due si sono sposati il 6 gennaio a Cedar Lakes Estate, un campo estivo trasformato in uno spazio per eventi a Port Jervis, New York. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)