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Juventus-Empoli 1-1, Baldanzi risponde a Vlahovic

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(Adnkronos) – L’Empoli ferma la Juventus sul pari 1-1 allo Stadium.La squadra di Allegri si porta così a 53 punti a +2 sull’Inter che ha però due gare ancora da giocare.

Occasione persa dai bianconeri, rimasti però in dieci uomini dal 18′ per l’espulsione di Milik, prima del big match contro i nerazzurri domenica prossima a San Siro.L’Empoli, invece, ha subito sentito gli effetti della cura Nicola.

Dopo i tre punti pesanti con la vittoria 3-0 sul Monza, arriva il pareggio a Torino con i bianconeri.I toscani salgono così a 17 punti agganciando il Verona in penultima posizione in classifica.  Allegri per la sfida dello Stadium pensa già al prossimo big match con l’Inter e lascia fuori Danilo, in diffida, per dare spazio ad Alex Sandro.

In avanti la novità è Milik che prende il posto di Yildiz al fianco di Vlahovic in attacco.A centrocampo McKennie con Locatelli e Miretti.

Nicola invece recupera Baldanzi che parte però dalla panchina, in avanti gioca Cerri con Cambiaghi.  La Juve va subito in avanti e al 6′ ci prova Vlahovic con una punizione dai venti metri, che Caprile manda in angolo.La squadra di Allegri sembra in controllo ma al 18′ la gara cambia.

Cartellino rosso per Milik per l’entrata in scivolata su Cerri.Marinelli lo estrae dopo che viene richiamato al Var.

L’Empoli in vantaggio di un uomo inizia ad avere il possesso del pallone e al 26′ ci prova Cambiaghi dalla distanza ma è attento Szczesny.Al 42′ punizione dalla trequarti per l’Empoli con Maleh al tiro cross, Gyasi intercetta la sfera ma manda al lato.

Al 47′ occasione colossale per la JUventus: errore in impostazione di Gyasi che serve Miretti, ma il centrocampista entra in area e davanti al portiere spara alto sopra la traversa. Ad inizio ripresa la Juve entra in campo convinta nonostante l’inferiorità e al 50′ passa in vantaggio: su calcio d’angolo Gatti intercetta di testa il pallone che rimbalza sulla schiena di Ismajli e arriva a Vlahovic che sotto non sbaglia e fa 1-0.Nicola cambia e manda in campo Baldanzi e Cancellieri per un attacco più mobile.

La Juve arretra e l’Empoli avanza.Al 69′ Cambiaghi dal fondo mette un pallone morbido in area e Cancellieri di testa manda al lato di poco.

Il gol è nell’aria e arriva al 70′ con Luperto che al limite appoggia per Baldanzi che controlla e calcia un rasoterra che si infila nell’angolino alla sinistra di Szczesny per l’1-1.  Al 78′ la Juventus recrimina un calcio di rigore per un presunto fallo di mano in area di rigore di Ismajli che non c’è e sulla ripartenza dell’Empoli Cambiaghi serve in profondità Cancellieri che si fa recuperare da Weah in area.Allegri cerca il nuovo affondo ed inserisce Yildiz e Iling Junior.

All’82’ è ancora la squadra di Nicola a rendersi pericolosa con Zurkowski che serve Cambiaghi, la cui conclusione è messa in angolo da Szczesny.Anche nel recupero la Juve non sfonda e anzi rischia ancora nel finale ma finisce 1-1.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Adorante: la Juve Stabia deve pensare solo a sé

Adorante, le sue dichiarazioni in sala stampa al termine del match Potenza – Juve Stabia.

Andrea Adorante, attaccante della Juve Stabia, oggi per la prima volta in campo dal primo minuto dopo il suo arrivo tra le Vespe nel mercato di gennaio, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match vinto dalle Vespe a Potenza per 1-3 con la doppietta dello stesso Adorante e gol di Erradi al minuto 8 del secondo tempo.

Le dichiarazioni di Andrea Adorante al termine del match di Potenza sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“La cosa che mi aspettavo era la squadra che aveva grande voglia di prendersi i tre punti dopo tre pareggi ed era la cosa più importante.Sono contento per me ma molto di più per la squadra per tre punti importantissimi e per la classifica.

Ho imparato a non pensare a niente, sono libero di testa.

E cerco di dare sempre il massimo in gara e sono felice soprattutto per la mia squadra che ottiene tre punti importanti in questo momento particolare e cruciale del campionato. 
Noi dobbiamo pensare sempre solo a noi stessi e non alle altre ma abbiamo dato una risposta a noi stessi più che alle dirette concorrenti nella lotta al primo posto”.

https://youtu.be/BVqNQvU786U?si=oQ2lj5vkqi28URdP

Juve Stabia, Pagliuca: stiamo costruendo un puzzle da difendere

Pagliuca, le sue dichiarazioni in conferenza stampa al termine del match Potenza-Juve Stabia.

Guido Pagliuca, tecnico della Juve Stabia, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match di campionato col Potenza terminato col punteggio di 1-3.

Le dichiarazioni di Guido Pagliuca sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Sono contento per i ragazzi.Siamo un gruppo splendido. È un gruppo che ha grandi valori.

E’ un momento speciale e dobbiamo lottare perché un momento così non si vivrà sempre in carriera.Ho un grande staff, sono tutti ragazzi splendidi.

Dobbiamo lottare per difendere il nostro primato.

E’ un puzzle a cui ha contribuito tutto il gruppo.Abbiamo perso Bentivegna e Maselli che sono due ragazzi splendidi e Sergio è andato via con le lacrime agli occhi dal nostro spogliatoio.

Ci sono altre squadre che faranno un grande campionato ma sono orgoglioso dei miei ragazzi.Il puzzle che abbiamo costruito lo dobbiamo difendere.

Sono contento degli attaccanti, si volevano provare dei cross per sfruttare il potenziale di Adorante.

E’ un buon giocatore come altri con grandi qualità morali.Deve migliorare l’aspetto difensivo e avrà possibilità di crescere.

Un ragazzo del 2000 che viene a Castellammare con grandi obiettivi di crescita.

Sono contento del lavoro che hanno fatto gli attaccanti.Oggi gli ultimi 5 minuti sono stati quelli più brutti da quando alleno.

Perché volevo premiare altri calciatori e ho fatto un cambio in meno.Li potevo far entrare ma la mente è andata a quei minuti finali con Monterosi.

Leone sta trovando grande continuità.

Era con me a Siena.Gli auguro il meglio e sono convinto che insieme agli altri farà un grande strada in carriera.
Quando uno dei miei ragazzi si diverte con gli altri sta bene ed esprime il meglio di sé.

Sono convinto che il Potenza farà un grande campionato con una rosa molto forte.Me lo aspettavo tra le prime 4-5 del campionato e sono convinto che farà una grande stagione.

Dobbiamo pensare ad esprimerci, la nostra squadra è la più giovane del campionato.

Col Monterosi – prosegue Pagliuca al termine di Potenza-Juve Stabia -abbiamo preso due gol clamorosi nel finale e forse è stata una gestione dello stress molto difficile in quel caso.Dobbiamo essere sereni, siamo una squadra sostenibile e dobbiamo vivere col sorriso ogni cosa che abbiamo fatto.

Siamo contenti di quello che stiamo facendo.Erradi per me è un grande ma lo scappellotto fa parte del gioco.

Siamo contenti di Billy, lo dobbiamo valorizzare anche lui che farà una grande carriera”.

https://youtu.be/qSDers5344o?si=BVC3KVf7QKMB896t

Morto a 80 anni Rod Holcomb, regista della serie ‘E.R. – Medici in prima linea’

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(Adnkronos) – Il regista statunitense Rod Holcomb, vincitore di un Emmy per aver diretto la prima serie tv “E.R. – Medici in prima linea” con George Clooney, è morto a Los Angeles all’età di 80 anni dopo una lunga malattia.L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla Directors Guild of America. “Il suo uso pionieristico della Steadicam e di altre tecniche ha portato uno stile più cinematografico in televisione, contribuendo a stabilire un’estetica visiva che continua ancora oggi”, ha dichiarato il presidente della Dga, Lesli Linka Glatter, in un comunicato. “L’influenza di Rod come regista pilota di serie come ‘E.R., tra le tante, ha risuonato profondamente con i registi e il pubblico, lasciando un’impronta culturale”. Nel corso della sua lunga carriera, Holcomb ha diretto centinaia di episodi televisivi e ha ricevuto quattro nomination agli Emmy per il suo lavoro: tre per ‘E.R.’ e una per ‘China Beach’.

Ha diretto episodi di telefilm come “Quincy”, “Hill Street giorno e notte”, “Top secret”, “Un giustiziere a New York”, “Wolf”, “Shark – Giustizia a tutti i costi”, “Moonlight”, “Ncis: Los Angeles”, “Csi: Miami” , “Low & Order: Los Angeles”, “Elementary”, “Chicago Fire”, “The Mentalist”. Nato il 28 maggio 1943 a San Francisco, Rod Holcomb ha iniziato la sua carriera come regista televisivo dopo essersi trasferito a Los Angeles e aver ottenuto un lavoro presso gli Abc Studios.In quell’occasione, gli fu chiesto di scrivere una pubblicità per il telefilm “L’uomo da sei milioni di dollari”.

Il network apprezzò il suo lavoro e lo assunse come produttore associato della serie, che lo portò a dirigere diversi episodi tra il 1977 e il 1978.La sua carriera di regista televisivo si è conclusa oltre 45 anni dopo dirigendo i primi episodi della serie “Criminal Minds: Beyond Borders” (2016). —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In aumento i casi di pertosse: ecco dove, sintomi e durata

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(Adnkronos) – Il Regno Unito non fa i conti solo con’epidemia di morbillo.I casi di pertosse fra i bambini sono raddoppiati in appena due settimane a Londra: secondo la UK Health Security Agency, riferiscono i media britannici, nella capitale sono stati segnalati 42 casi nella settimana fino al 21 gennaio.

Un aumento del 147% rispetto al dato riportato appena due settimane prima.In generale, in Inghilterra e Galles si contano 636 casi sospetti dall’inizio del 2024.

Nello stesso periodo dello scorso anno erano appena 29.  La pertosse è un’infezione batterica altamente contagiosa che si diffonde attraverso la tosse e gli starnuti.La tosse ripetuta può durare fino a tre mesi, da qui il soprannome di ‘tosse dei 100 giorni’.

I primi sintomi sono simili a quelli del comune raffreddore, ma una tosse intensa può manifestarsi nel giro di una settimana.Può causare gravi complicazioni nei bambini piccoli, che potrebbero essere ricoverati in ospedale.

Ma un bimbo su dieci non ha ricevuto la vaccinazione prima dei due anni. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In Italia la marcia dei trattori non si ferma, il 31 gennaio a Fieragricola

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(Adnkronos) – La protesta degli agricoltori dilaga anche in Italia, come un’onda che partita dalla Germania e dalla Francia sembra non fermarsi per contrastare una politica europea troppo penalizzante, orientata come è al Green Deal.E mentre anche oggi pomeriggio, decine di trattori hanno bloccato il traffico sulla A1 all’altezza dell’uscita di Orte nel Lazio, in entrambe le direzioni, nuovi grandi raduni sono previsti martedì prossimo, in varie zone della Lombardia, di Toscana e Sardegna organizzate dal movimento ‘Riscatto Agricolo’.

E un altro momento topico sarà il presidio del 31 gennaio (mercoledì) a Verona, in occasione della inaugurazione di Fieragricola, la fiera di riferimento del settore.Coltivatori e allevatori italiani, ridotti allo stremo da costi di produzione esagerati e basse remunerazioni, faranno sentire sempre di più la loro voce sfilando con i loro trattori per le strade e nelle piazze. “Non ci sentiamo rappresentati dalle organizzazioni agricole, ci sono questioni che riguardano la politica europea ma molte vanno affrontate anche a livello nazionale come il fatto che venga riconosciuto un costo di produzione, fermo dal 2019” afferma all’Adnkronos Giorgio Bissoli, contoterzista di Verona, portavoce di un movimento di base, che risponde allo slogan ‘Uniti si vince’.

Una protesta dunque che esula dalle appartenenze di ciascun agricoltore o allevatore alle associazioni del settore come Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri.  Martedì scorso Remo Roncari, 52 anni, commerciante veneto di materie prime, ha partecipato ad una manifestazione sempre a Verona nei pressi del mercato ortofrutticolo che si è svolta in maniera pacifica.Gli agricoltori si sono accampati nei pressi del mercato ortofrutticolo per due giorni, sono rimasti tutta la notte e sono andati via il pomeriggio del giorno seguente. “Siamo arrivati con 400 trattori, eravamo un migliaio, – riferisce raggiunto al telefono – se non avremo risposte andremo avanti ma non vogliamo fare blocchi stradali, noi chiediamo sempre le autorizzazioni.

Nel mio gruppo whatts app siamo circa 900 persone”.Si tratta infatti di gruppi di centinaia di contadini che interagiscono tra loro e si autoconvocano via social nelle varie province, da nord a sud.  “Il mercato sta cambiando per via delle massicce importazioni di prodotti agricoli come il mais che fanno abbassare i prezzi delle nostre produzioni mentre non si sono abbassati i costi produttivi e gli agricoltori non ce la fanno – spiega ancora Roncari – e quello che ci fa anche innervosire è che il prezzo al consumo non si è abbassato”.

Anche le tasse, dall’Imu all’Irpef pesano sui redditi agricoli ed incombe la minaccia che possa essere tolta l’agevolazione sul carburante, secondo quanto riferiscono i diretti interessati, come è avvenuto per i colleghi francesi e tedeschi.Tra le varie rivendicazioni anche quella di contenere la fauna selvatica che provoca ingenti danni come, ad esempio, le nutrie in Emilia Romagna.  Steven Tuffi, 27 anni, è titolare di un’azienda agricola con vacche da latte a Frosinone, ha partecipato ad una manifestazione di tre giorni in piazza a Frosinone con corteo in città nei giorni scorsi con una partecipazione numerosa con circa 200 trattori. “Ci stiamo battendo per una giusta remunerazione che viene ostacolata da norme europee, come quella sull’obbligo di non coltivare il 4% dei terreni, ma non solo. – sostiene l’imprenditore agricolo – Noi vogliamo tutelare i prodotti italiani e sfatare l’opinione che gli agricoltori inquinano quando invece siamo i custodi dell’ambiente.

Noi stiamo scendendo in piazza senza bandiere sindacali perché le associazioni a cui aderiamo non sono riuscite a raggiungere determinati obiettivi e ci siamo rotti le scatole.Il latte che proviene dall’estero viene venduto come italiano e questo è intollerabile, inoltre la filiera guadagna ma al produttore arriva ben poco”. Quanto alla politica Tuffi afferma: “siamo aperti al dialogo con il ministero e con l’Europa ma dobbiamo raggiungere determinati risultati.

Siamo compatti e vogliamo far sentire la nostra voce sui territori comunali, provinciali e anche a livello nazionale.Facciamo manifestazioni pacifiche e ci dissociamo da chi può creare danni alla popolazione.

Ma siamo disposti ad andare avanti perché vogliamo salvaguardare le nostre aziende e le nostre famiglie”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta-Udinese 2-0, le reti di Miranchuk e Scamacca

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(Adnkronos) – L’Atalanta liquida la pratica Udinese con un 2-0 al Gewiss Stadium grazie alle reti di Miranchuk e Scamacca nel primo tempo, trovando la quinta vittoria consecutiva in casa.La squadra di Gasperini sale così al quarto posto a 36 punti scavalcando la Fiorentina, che sarà impegnata domani contro l’Inter, mentre l’Udinese resta ferma a 18 punti.

La Dea, imbattuta nel 2024, era reduce da tre vittorie nelle ultime quattro partite, tra cui quella in casa del Milan, che ha significato la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia.  Per la sfida i nerazzurri hanno dovuto fare a meno di Koopmeiners, Hien e Lookman, ancora impegnato in Coppa d’Africa, così il tecnico ha inserito Miranchuk sulla trequarti, alle spalle della coppia formata da Scamacca e De Ketelaere.Quattro, invece, gli indisponibili per Cioffi, tutti ormai di lungo corso: Deulofeu, Bijol, Ebosse e Davis.

Il tecnico ha schierato Perez al centro della difesa, nonostante l’argentino sia al centro di voci di mercato che lo vorrebbero a un passo dal Napoli.  La squadra di casa va subito vicina al vantaggio con Scamacca e Scalvini, poi al 33′ trova il vantaggio grazie a Miranchuk, che gira in porta l’assist dal fondo di De Ketelaere.Al 35′ ci prova Ebosele ma è ben posizionato Carnesecchi.

Al 43′ ancora Udinese pericolosa con Samardzic che raccoglie un pallone vagante al limite dell’area e calcia forte verso la porta ma Carnesecchi mette in corner.Al 46′ l’Atalanta trova il raddoppio: belga appoggia con la coscia per il suo compagno di reparto una rimessa laterale di Holm e Scamacca conclude incrociando per il 2-0. Ad inizio ripresa ancora Atalanta vicina al gol.

Al 56′ De Ketelaere alza il pallone in area per Holm che si coordina e colpisce in semirovesciata ma il portiere bianconero respinge.L’Udinese tiene il possesso della palla e cerca spazi nella difesa atalantina senza riuscirci.

Al 79′ un calcio di punizione centrale di Lovric quasi sorprende Carnesecchi ma blocca in due tempi.L’Udinese non incide più e l’Atalanta porta a casa un successo importante per la classifica.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Tajani: “Hamas come le SS”

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(Adnkronos) – “L’antisemitismo e Hamas sono le nuove SS, la nuova Gestapo, perché la caccia all’ebreo è stata compiuta in maniera scientifica”.Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Forum Economia della Consulta di Forza Italia a Milano. “Dobbiamo far sì che vengano rispettati i diritti della popolazione civile palestinese, ci sono troppe vittime – ha osservato il ministro -.

Non sono militanti di Hamas, e l’ho detto a Israele”.  Quanto alle manifestazioni pro-Palestina annunciate in questi giorni e vietate oggi in tutta Italia in occasione del Giorno della Memoria, “l’importante – ha evidenziato Tajani – è che sia garantita la sicurezza, che le manifestazioni che forse era più opportuno svolgere in una giornata diversa”.Tajani ha quindi ricordato i “sei milioni di ebrei sterminati, e anche Rom, sinti, omosessuali, testimoni di Geova uccisi” per questo e “sterminati con una volontà di genocidio”.

Fatti, ha proseguito, che “non possiamo cancellare dalla nostra memoria”.  “Ci sono alcune cose che sono condivisibili, altre che non esistono da un punto di vista giuridico come il genocidio perché non c’è il presupposto cioè la volontà di sterminare un popolo così come c’è stata la volontà dei nazisti, di Hitler, di sterminare il popolo ebreo”, ha detto ancora Tajani all’indomani della richiesta della Corte internazionale di giustizia (Cig) a Israele di fare tutto il possibile per prevenire atti di genocidio nella Striscia di Gaza.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata Memoria, cortei pro Palestina in tutta Italia. Scontri a Milano – Video

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(Adnkronos) – Scontro tra manifestanti pro Palestina e forze dell’ordine oggi a Milano.I ragazzi in prima fila al corteo, non autorizzato perché concomitante con la Giornata della Memoria, hanno usato i bastoni delle bandiere per provare a serrare i ranghi e hanno lanciato contro le forze dell’ordine bottigliette e altri oggetti.

Carabinieri e polizia hanno cercato di arginare i manifestanti con gli scudi, brandendo i manganelli. Dopo aver ‘rotto’ il divieto i manifestanti hanno potuto percorrere solo qualche decina di passi da piazzale Loreto verso la periferia, poi si sono trovati di fronte le camionette della polizia – che gli hanno bloccato interamente la strada – con davanti carabinieri e polizia.  Cortei pro Palestina ci sono stati oggi, però, in tutta Italia nonostante lo stop del Ministero dell’Interno.La richiesta era stata fatta al Viminale dalle Comunità ebraiche.

Come da programmi, invece, ci sono state manifestazioni a Milano, Roma e Napoli, oltre a un sit-in a Cagliari. “Free Gaza from Hamas” si legge sul cartello che un ragazzo ha esposto fuori dalla finestra di un palazzo di via Padova a Milano, nel corso della manifestazione non autorizzata pro Palestina.Un messaggio provocatorio per gli oltre 1.200 manifestanti, che hanno rivolto all’uomo fischi e grida “scendi”.   Fumogeni rossi e verdi, tra i colori della bandiera palestinese, sono stati accesi in piazza Vittorio Emanuele a Roma, dove si sono dati appuntamento i manifestanti pro Gaza.

Sventolavano le bandiere palestinesi, sugli striscioni e i cartelli frasi contro Israele ma anche citazioni di Primo Levi.Sono circa mille, secondo fonti qualificate, al sit in in sostegno di Gaza nella Capitale.

I manifestanti sono riuniti in assemblea e gli interventi si alternano nella piazza. “Sventoliamo le bandiere che oggi non si voleva fossero sventolate” dicono i manifestanti, scesi in piazza, nonostante la richiesta di rinviare l’iniziativa a un’altra data. “Abbiamo ribadito che era inconcepibile che il Giorno della Memoria cancellasse cosa sta succedendo a Gaza, dove l’Olocausto sta avvenendo nell’indifferenza dei governi”.Passandosi il megafono e prendendo la parola in assemblea i manifestanti chiedono il “cessate il fuoco e una netta e chiara posizione dell’Italia”.  “Qui segnalo che non faremo passi indietro rispetto alle intimidazioni e rispediamo al mittente le accuse infamanti di antisemitismo rivolte a noi con il tentativo di strumentalizzazione per delegittimare le iniziative in solidarietà con la Palestina”, prosegue un altro manifestante parlando alla piazza.

Le accuse sono anche contro un governo ‘bollato’ come “complice” di Israele: “Osano dare a noi lezioni di cosa è l’antifascismo quando abbiamo un presidente del consiglio che ha ancora la fiamma tricolore nel simbolo del partito e il presidente del senato con il busto di Mussolini”.  “Hanno provato a criminalizzarci”, affermano gli studenti e gli attivisti dei collettivi, “hanno provato a negare il genocidio che da 70 anni c’è in Palestina.Siamo qui per ricordare che in Palestina ci stanno studenti che lottano come noi.

Hanno tentato di andare contro la manifestazione, ma noi studenti siamo qui”. “Gli studenti sanno da che parte stare – sottolinea uno dei manifestanti – noi siamo antisionisti e contro il genocidio in Palestina”. “Quello che accade in Palestina è la storia che si ripete – prosegue un’altra attivista – e non possiamo accettare che un genocidio venga portare avanti con la complicità dell’Italia”.  “Quello di oggi – spiega un manifestante – è un giorno simbolico, non c’è stato un solo genocidio nella storia e anche in questi giorni ne sta avvenendo uno con migliaia di persone che muoiono ogni giorno.Di genocidi ce ne sono tanti e sono tutti uguali, non devono succedere mai più e questo deve valere per tutti”.

Secondo la manifestante quindi non è giusto vietare nella giornata di oggi i cortei: “Deve essere una giornata simbolica per tutti nella quale non si deve stare in silenzio”, continua. “Basta complicità con l’occupazione sionista, no ai rapporti commerciali e militari tra Italia e Israele”. “La ‘memoria’ è uno strumento potentissimo che dobbiamo utilizzare per impedire ed impedirci di ripetere gli orrori del passato” è il post su Facebook del centro sociale ‘Mezzocannone occupato’, sceso a manifestare in piazza San Domenico Maggiore nel centro storico di Napoli. “Il mondo non potrà mai dimenticare l’orrore dell’Olocausto, il genocidio perpetrato dal regime nazista che portò alla morte sei milioni di ebrei e altre 10 milioni di persone, tra cui le popolazioni slave dell’est Europa, rom, minoranze etniche, gruppi religiosi, dissidenti e prigionieri politici, omosessuali, persone con disabilità”.  “Oggi come allora sentiamo viva e fortissima la necessità di onorare la memoria delle vittime del nazismo – continua il messaggio su Fb – la nostra coscienza di antifascisti, infatti, ci impone di contrastare quotidianamente qualsiasi reminiscenza antisemita, razzista e di estrema destra.La ‘memoria’ non può essere un concetto vuoto e rituale, ma è anzitutto uno strumento potentissimo che dobbiamo utilizzare per impedire ed impedirci di ripetere gli orrori del passato”. “Non possiamo accettare un uso strumentale della giornata della memoria, che non può adeguarsi alla propaganda del governo israeliano a sostegno del progetto sionista, perché ontologicamente è una giornata antifascista, antinazista e, di conseguenza, antisionista” aggiungono. “Ieri il tribunale dell’Aja, con una decisione storica, nella causa per genocidio presentata dal Sud Africa, ha ordinato ad Israele di porre fine agli atti genocidari di far arrivare gli aiuti umanitari a Gaza.

Ciò racconta che è possibile stracciare il velo di Maya della propaganda sionista a senso unico.L’unico modo che riteniamo opportuno per onorare la Giornata della Memoria è fermarl’attuale genocidio e gli omicidi di massa diretti dallo stato, a partire dalla Palestina”. Circa trecento manifestanti si sono radunati nel piazzale del Teatro Lirico in via Sant’Alenixedda a Cagliari. “Fermiamo il genocidio ‘Mai più’, è ora” recita lo striscione principale del Comitato sardo di solidarietà con la Palestina e dell’associazione A Foras.

Davanti a loro carabinieri e polizia sono schierati per impedire che il sit-in diventi, anche in questo caso, una manifestazione non autorizzata. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cenare presto per non ingrassare? Cosa dice l’esperto

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(Adnkronos) – C’è stato il momento della dieta chetogenica, poi la fase del digiuno intermittente.Adesso siamo alle prese con la crono-nutrizione, il regime alimentare che si fonda sull’assunzione di determinati alimenti in precisi momenti della giornata seguendo i ritmi della cronobiologia.

Ma mangiare presto la sera aiuta davvero a non ingrassare? Alcuni nutrizionisti consigliano di rispettare il timing dei pasti per non ingrassare: la colazione fra le 6 e le 8, il pranzo meglio fra le 12 e le 13 e la cena fra le 18.30 e le 19.30, perché l’abitudine di mangiare molto tardi la sera è nociva per la silhouette considerato che il metabolismo rallenta.  “Tutto inutile se non si adotta uno stile di vita sano ed equilibrato.Bene cenare presto, ma va bene anche dopo le 20: se si segue la dieta mediterranea e si pratica attività fisica, non c’è alcun rischio di ingrassare”.

Così all’Adnkronos Salute la professoressa Silvia Migliaccio, specialista in Endocrinologia e Nutrizione umana, presidente della Società italiana di scienze dell’alimentazione, parla della moda della crono-nutrizione.  “Alcune persone, tra cui volti noti dello spettacolo, consumano la cena entro le 16-17 del pomeriggio – spiega Migliaccio – dopo quell’ora non assumono più nulla fino al mattino seguente.Ecco, oltre che all’orario occorre fare attenzione a cosa si mangia e alle quantità”.

La “crono-nutrizione si occupa delle correlazioni tra il ritmo circadiano del nostro corpo e l’alimentazione – sottolinea l’esperta – Il ritmo circadiano è coordinato dall’orologio biologico interno e regolato dalla luce solare.In particolare, vi è un ormone – la melatonina – che ha un picco notturno mentre il cortisolo ha un picco mattutino”.  Certe persone sono già produttive al mattino presto, mentre altre si sentono cariche di energie di sera.

Da qui il cronotipo, che definisce la caratteristica di un individuo a seguire dei particolari ritmi giornalieri: ci sono le ‘allodole’, notoriamente mattiniere.Il loro orologio biologico molecolare è in anticipo rispetto all’orario effettivo della giornata.

Le allodole raggiungono il massimo della loro produttività già prima di mezzogiorno.In cambio, accusano stanchezza già nelle prime ore della sera.

E poi ci sono e i ‘gufi’, noti per essere dormiglioni, preferiscono svegliarsi tardi e sono molto produttivi di sera.  “Alcuni studi suggeriscono che il ‘cronotipo gufo’, che quindi mangia più tardi la sera, ha maggior rischio di aumentare peso rispetto a coloro che appartengono al ‘cronotipo allodola’, che si svegliano prima e consumano i pasti nella prima parte della giornata – sottolinea Migliaccio – L’alterazione dei ritmi circadiani è collegata a un’alterazione della ritmicità di questi ormoni.Nella stessa maniera possiamo parlare di una ritmicità dei pasti, cioè prima colazione, pranzo e cena (eventuali spuntini).

In ogni caso a prescindere dal cronotipo e dall’orario dei pasti, durante la giornata il mantenimento del peso corporeo è dato dall’equilibrio tra le entrate – cioè le calorie che assumiamo con gli alimenti – e le uscite, ovvero le calorie che ‘bruciamo’ facendo attività fisica”.Quindi per “mantenere il giusto peso corporeo” è fondamentale seguire uno “stile di vita sano ed equilibrato” che si compone di “alimentazione corretta con un giusto equilibrio di macro e micro nutrienti (dieta mediterranea) e attività fisica, che deve essere adeguata alle necessità dell’individuo”. Quanto ai due spuntini di mattino e pomeriggio, il primo – secondo i seguaci della crono-nutrizione – è consigliabile fra le 10 e le 11, mentre quello di metà pomeriggio fra le 16 e 18.

Sono questi gli orari in cui l’insulina si alza e, in particolare nelle persone più sensibili a questo ormone, si avverte un forte senso di appetito.Anche su questo aspetto, però, Migliaccio puntualizza: “È bene ribadire che l’insulina si alza quando si segue una dieta ipercalorica e dopo aver assunto pasti ricchi soprattutto in carboidrati, a prescindere dal momento specifico della giornata”, conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata della Memoria, cortei pro Palestina in diverse città d’Italia nonostante lo stop

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(Adnkronos) – Cortei pro Palestina in tutta Italia oggi, sabato 27 gennaio, nonostante la richiesta di rinvio avanzata dal Ministero dell’Interno per la concomitanza con il Giorno della Memoria.La richiesta era stata fatta al Viminale dalle Comunità ebraiche.

Come da programmi, invece, ci sono state manifestazioni a Milano, Roma e Napoli.  Al grido “Palestina libera” anche gli studenti e gli attivisti dei collettivi sono scesi in piazza Vittorio Emanuele a Roma per la manifestazione pro Palestina. “Hanno provato a criminalizzarci”, affermano, “hanno provato a negare il genocidio che da 70 anni c’è in Palestina.Siamo qui per ricordare che in Palestina ci stanno studenti che lottano come noi.

Hanno tentato di andare contro la manifestazione, ma noi studenti siamo qui”.  “Gli studenti sanno da che parte stare – sottolinea uno dei manifestanti – noi siamo antisionisti e contro il genocidio in Palestina”. “Quello che accade in Palestina è la storia che si ripete – prosegue un’altra attivista – e non possiamo accettare che un genocidio venga portare avanti con la complicità dell’Italia”.Sventolano bandiere della Palestina, di ‘Cambiare rotta’ e di Osa. ‘Manifestare contro Israele non è reato’ è uno dei manifesti che campeggia in piazzale Loreto a Milano, all’angolo con via Padova, dove centinaia di persone – che sventolano bandiere della Palestina – si stanno radunando dopo la decisione del governo di fermare i cortei nella Giornata della memoria. ‘Fateci manifestare’, ‘Palestina libera’ sono le richieste urlate a gran voce. “Nella giornata della memoria mi avete ricordato che la vita di un bambino palestinese vale quanto quello di un bimbo ebreo durante l’Olocausto” è un cartellone sorretto da una donna.  A un altro angolo della piazza gli organizzatori ricordano di aver avuto richiesta di spostare il corteo di 27 gennaio (sono più sabati che si svolgono cortei pro Palestina) che coincide con la Giornata della Memoria. “Questa richiesta è stata presa ieri, l’abbiamo accettata con amarezza, ma non è corretta: non è la comunità ebrea che deve comandare e decidere.

Noi abbiamo accettato per rispetto, ma con amarezza.Non volevamo creare problemi, domani faremo la nostra manifestazione.

Anche oggi abbiamo dimostrato il nostro senso di responsabilità nei confronti della questura e del governo”.  Un altro organizzatore della comunità palestinese sottolinea come “non possiamo dimenticare la sofferenza di nessun popolo, aver fatto la manifestazione oggi non avrebbe superato il ricordo della Memoria, ma se il genocidio degli ebrei richiama l’attenzione di tutti, questo non avviene per il genocidio dei palestinesi.Fino a quando il nostro popolo soffre saremo in piazza, nessuno di noi e antisemita.

Siamo sempre stati antifascisti, siamo contro il razzismo e la discriminazione.Serve il cessate il fuoco”. Un manichino con la faccia del premier israeliano Benjamin Netanyahu, vestito da deportato con la stella di David, le mani incatenate e insanguinate, viene esposto da un manifestante al sit-in pro Palestina in piazza Vittorio a Roma.

Un’iniziativa estemporanea contro la quale si è levata anche la protesta di qualche manifestante che ha protestato contro il ragazzo che esponeva il manichino: “Ora sui giornali si parlerà di quello invece che della piazza”, ha criticato una donna. Nonostante la richiesta di rinvio avanzata dal Ministero dell’Interno per la concomitanza con il Giorno della Memoria, questa mattina il centro sociale “Mezzocannone occupato” è sceso in piazza, precisamente in piazza San Domenico Maggiore, al centro storico di Napoli.Questo è il messaggio che si legge sulla pagina Facebook del centro sociale: “Il mondo non potrà mai dimenticare l’orrore dell’Olocausto, il genocidio perpetrato dal regime nazista che portò alla morte sei milioni di ebrei ed altre 10 milioni di persone, tra cui le popolazioni slave dell’est Europa, rom, minoranze etniche, gruppi religiosi, dissidenti e prigionieri politici, omosessuali, persone con disabilità.

Oggi come allora sentiamo viva e fortissima la necessità di onorare la memoria delle vittime del nazismo – continua il messaggio su Fb – la nostra coscienza di antifascisti, infatti, ci impone di contrastare quotidianamente qualsiasi reminiscenza antisemita, razzista e di estrema destra.La ‘memoria’ non può essere un concetto vuoto e rituale, ma è anzitutto uno strumento potentissimo che dobbiamo utilizzare per impedire ed impedirci di ripetere gli orrori del passato”.

Si legge ancora: “Rigettiamo l’equiparazione tra antisemitismo ed antisionismo, poiché in nessun caso criticare il progetto sionista può corrispondere ad un sentimento di odio nei confronti della popolazione ebraica.Non possiamo accettare un uso strumentale della giornata della memoria, che non può adeguarsi alla propaganda del governo israeliano a sostegno del progetto sionista, perché ontologicamente è una giornata antifascista, antinazista e, di conseguenza, antisionista.

E non parliamo solo di quanto sta accadendo a Gaza ed in Cisgiordania dal 7 ottobre di quest’anno (che ha portato all’uccisione di più di 30mila persone, di cui 12mila bambini, in cento giorni di assedio), ma ci riferiamo ad un regime di oppressione e pulizia etnica che dura da quasi un secolo, un “genocidio al rallentatore”. “Ieri il tribunale dell’Aja, con una decisione storica, nella causa per genocidio presentata dal Sud Africa, ha ordinato ad Israele di porre fine agli atti genocidari di far arrivare gli aiuti umanitari a Gaza.Ciò racconta che è possibile stracciare il velo di Maya della propaganda sionista a senso unico.L’unico modo che riteniamo opportuno per onorare la giornata della memoria è fermarl’attuale genocidio e gli omicidi di massa diretti dallo stato, a partire dalla Palestina.

Abbiamo detto mai più nel 1945 ed oggi lo diciamo con più forza”, si chiude il messaggio. Questa mattina il centro sociale “Mezzocannone occupato” è sceso in piazza, precisamente in piazza San Domenico Maggiore, al centro storico di Napoli.Questo è il messaggio che si legge sulla pagina Facebook del centro sociale: “Il mondo non potrà mai dimenticare l’orrore dell’Olocausto, il genocidio perpetrato dal regime nazista che portò alla morte sei milioni di ebrei ed altre 10 milioni di persone, tra cui le popolazioni slave dell’est Europa, rom, minoranze etniche, gruppi religiosi, dissidenti e prigionieri politici, omosessuali, persone con disabilità.

Oggi come allora sentiamo viva e fortissima la necessità di onorare la memoria delle vittime del nazismo – continua il messaggio su Fb – la nostra coscienza di antifascisti, infatti, ci impone di contrastare quotidianamente qualsiasi reminiscenza antisemita, razzista e di estrema destra.La ‘memoria’ non può essere un concetto vuoto e rituale, ma è anzitutto uno strumento potentissimo che dobbiamo utilizzare per impedire ed impedirci di ripetere gli orrori del passato”. Si legge ancora: “Rigettiamo l’equiparazione tra antisemitismo ed antisionismo, poiché in nessun caso criticare il progetto sionista può corrispondere ad un sentimento di odio nei confronti della popolazione ebraica.

Non possiamo accettare un uso strumentale della giornata della memoria, che non può adeguarsi alla propaganda del governo israeliano a sostegno del progetto sionista, perché ontologicamente è una giornata antifascista, antinazista e, di conseguenza, antisionista.E non parliamo solo di quanto sta accadendo a Gaza ed in Cisgiordania dal 7 ottobre di quest’anno (che ha portato all’uccisione di più di 30mila persone, di cui 12mila bambini, in cento giorni di assedio), ma ci riferiamo ad un regime di oppressione e pulizia etnica che dura da quasi un secolo, un “genocidio al rallentatore”. “Ieri il tribunale dell’Aja, con una decisione storica, nella causa per genocidio presentata dal Sud Africa, ha ordinato ad Israele di porre fine agli atti genocidari di far arrivare gli aiuti umanitari a Gaza.Ciò racconta che è possibile stracciare il velo di Maya della propaganda sionista a senso unico.

L’unico modo che riteniamo opportuno per onorare la giornata della memoria è fermarl’attuale genocidio e gli omicidi di massa diretti dallo stato, a partire dalla Palestina.Abbiamo detto mai più nel 1945 ed oggi lo diciamo con più forza”, si chiude il messaggio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Enzimi pancreatici e allarme Fedez, replica di Aifa e ministero Salute

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(Adnkronos) – Sono introvabili gli enzimi pancreatici, secondo l’allarme lanciato da Fedez, operato al pancreas per un tumore a marzo del 2022.Il farmaco, che surroga le funzioni di un organo asportato o ridotto, è necessario ai pazienti per assimilare il cibo, ma se ne registrano importanti carenze dall’autunno del 2023.

Carenze che potrebbero protrarsi fino a tutto il 2025, evidenzia una nota informativa dell’Agenzia italiana del farmaco, rivolta agli operatori sanitari.  “A causa di problemi produttivi/elevata richiesta i medicinali a base di pancrelipasi Creon* 10.000, Creon* 25.000 e Creonipe* 35.000 – spiega l’Aifa nella nota del 25 ottobre 2023, con il titolare/concessionario di vendita Viatris Italia Srl – sono attualmente distribuiti in maniera contingentata; tale situazione si protrarrà presumibilmente fino al 31/12/2025.La carenza non è dovuta a problematiche di sicurezza o qualità ed è stata già comunicata all’Autorità regolatoria in accordo alla normativa vigente”.  L’Aifa invita, dunque, gli operatori sanitari a prescrivere questi farmaci “solo per le indicazioni autorizzate, a informare i pazienti già in trattamento anche al fine di evitare fenomeni di accaparramento e a prescrivere Creon 10.000 e 25.000 e Creonipe 35.000 solo se strettamente necessario, nella minima dose efficace, e se per l’indicazione in questione non esistono valide alternative terapeutiche o se, per i pazienti in trattamento, non è possibile effettuare lo switch ad altri medicinali.

Ciò al fine di garantire che le confezioni disponibili, in quanto limitate, siano utilizzate per le indicazioni per cui il medicinale non è sostituibile”.Nel frattempo si sono moltiplicate le segnalazioni di pazienti a caccia del farmaco. “Sto ricevendo tantissime mail.

Sembrerebbe che la questione sia più grande di quanto sembrasse all’inizio e che nel nord Italia non ci sia più”, dice Fedez nelle sue stories di Instagram taggando il ministero della Salute. A Fedez ha replicato anche il ministero della Salute: “Riguardo alla carenza di enzimi pancreatici, si precisa che la questione riguarda, nello specifico, il farmaco Creon.Si tratta di una situazione nota e indipendente dalle attività regolatorie di Aifa, che ha già da tempo fornito ai pazienti e agli operatori sanitari adeguate informazioni anche di carattere operativo”, spiega in una nota. “Ad oggi l’unica azienda produttrice (Viatris Italia Srl) ha comunicato l’impossibilità di soddisfare la domanda per eccesso di richiesta – prosegue il ministero – Tuttavia, come per altro già comunicato da Aifa attraverso le procedure ordinariamente utilizzate in caso di carenza di farmaci, l’Agenzia consente alle strutture sanitarie l’importazione per analogo farmaco autorizzato all’estero, nel caso in cui le strutture stesse dovessero riscontrare discontinuità nella fornitura, a livello delle reti distributive cui hanno accesso – sottolinea – Inoltre, le farmacie che non dovessero reperire il prodotto negli usuali canali distributivi possono effettuare un ordine diretto al titolare tramite l’apposito servizio di Customer Service”.

Il ministero della Salute “segue la questione, così come tutte quella afferenti a fattispecie di carenza di farmaci, con grande attenzione e pone in essere tutte le attività di competenza finalizzate a garantire la continuità terapeutica dei pazienti”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A1, protesta agricoltori blocca traffico: chiuso il casello di Orte

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(Adnkronos) – Decine di trattori e tir stanno bloccando il traffico sull’A1 in entrata e in uscita da Orte.La manifestazione di protesta degli agricoltori, con il tricolore sventolato dai mezzi fermi, ha costretto alla chiusura del casello all’altezza del km 491.3 in entrambe le direzioni.

Sul sito di Autostrade è consigliata, provenendo da Roma, la chiusura Magliano Sabina, mentre da Firenze quella di Attigliano. La protesta degli agricoltori dilaga anche in Italia, come un’onda che partita dalla Germania e dalla Francia sembra non fermarsi per contrastare una politica europea troppo penalizzante, orientata come è al Green Deal.E coltivatori e allevatori italiani ridotti allo stremo da costi di produzione esagerati e basse remunerazioni faranno sentire sempre di più la loro voce sfilando con i loro trattori per le strade e nelle piazze.

Raduni sono previsti anche martedì prossimo 30 gennaio in varie zone della Lombardia, in Toscana e Sardegna dal movimento ‘Riscatto Agricolo’ mentre mercoledì 31 a Verona un altro gruppo sta organizzando un grande presidio in occasione della inaugurazione di Fieragricola, la fiera di riferimento del settore che si tiene nel quartiere fieristico. “Non ci sentiamo rappresentati dalle organizzazioni agricole, ci sono questioni che riguardano la politica europea ma molte vanno affrontate anche a livello nazionale come il fatto che venga riconosciuto un costo di produzione, fermo dal 2019” afferma all’Adnkronos Giorgio Bissoli, contoterzista di Verona, portavoce di un movimento di base, che risponde allo slogan ‘Uniti si vince’.Una protesta dunque che esula dalle appartenenze di ciascun agricoltore o allevatore alle associazioni del settore come Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri. Martedì scorso Remo Roncari, 52 anni, commerciante veneto di materie prime, ha partecipato ad una manifestazione sempre a Verona nei pressi del mercato ortofrutticolo che si è svolta in maniera pacifica.

Gli agricoltori si sono accampati nei pressi del mercato ortofrutticolo per due giorni, sono rimasti tutta la notte e sono andati via il pomeriggio del giorno seguente. “Siamo arrivati con 400 trattori, eravamo un migliaio, – riferisce raggiunto al telefono – se non avremo risposte andremo avanti ma non vogliamo fare blocchi stradali, noi chiediamo sempre le autorizzazioni.Nel mio gruppo whatts app siamo circa 900 persone”.

Si tratta infatti di gruppi di centinaia di contadini che interagiscono tra loro e si autoconvocano via social nelle varie province, da Nord a Sud. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potenza-Juve Stabia, Rileggi LIVE 1-3

Potenza-Juve Stabia, il live testuale del match in diretta dallo stadio Viviani di Potenza.

Potenza-Juve Stabia non è mai stata una gara banale, in modo particolare quest’anno con le Vespe in testa al campionato ormai da inizio stagione e con i lucani che sembrano in progresso con la guida tecnica di Marchionni, il terzo a sedersi sulla panchina del Potenza dopo le parentesi Colombo e Lerda.

I temi di Potenza-Juve Stabia.

I lucani arrivano alla sfida con la capolista dopo una striscia molto positiva fatta di 3 vittorie e una sola sconfitta (quella nell’ultima giornata col Monopoli) nelle ultime 4 partite.Secondo Marchionni il suo Potenza è una squadra in salute e lo dimostrano le tante occasioni da gol create nelle ultime 4 gare e anche nella sconfitta di Monopoli.

Per Marchionni che riconosce i meriti della Juve Stabia da capolista, servirà la gara perfetta contro la capolista.Una gara perfetta che è nelle corde dei lucani, sospinti sicuramente da un pubblico numeroso e caldo, non fosse altro per le tante individualità della rosa di mister Marchionni di primo livello.

Sicura la conferma del 3-5-2 che sta dando buoni risultati nelle ultime gare del Potenza.

La Juve Stabia.

La Juve Stabia di mister Pagliuca arriva al match col Potenza con la voglia di tornare alla vittoria dopo 3 pari che ne hanno un pò rallentato la corsa da inizio anno.Per Pagliuca serve una squadra con grande fame in campo e con il solito morso sul metro che deve caratterizzare ogni gara delle Vespe.

Ritorna Giuseppe Leone a dirigere il centrocampo delle Vespe dopo il turno di squalifica ed è un ritorno di grande spessore nel centrocampo gialloblè.Torna a sedersi in panchina dopo due turni di squalifica anche lo stesso mister Pagliuca che in conferenza ha fatto capire che si continuerà col minutaggio e quindi verosimilmente con la presenza di 3 under in campo dal primo minuto.

Il direttore di gara.

Sarà il sig.

Valerio Crezzini della sezione AIA di Siena a dirigere il match Potenza – Juve Stabia valevole per la 4^ giornata di ritorno del Campionato di Serie C girone C 2023 – 2024, in programma sabato 27 gennaio 2024 allo stadio Alfredo Viviani di Potenza con inizio alle ore 16,15.Il sig.

Crezzini sarà coadiuvato dal sig.Andrea Cravotta della sezione AIA di Città di Castello e dal sig.

Santino Spina della sezione AIA di Palermo, il IV° ufficiale sarà il sig.Leonardo Di Mario della sezione AIA di Ciampino.

Le formazioni ufficiali.

POTENZA (3-5-2): Alastra; Sbraga, Armini (27° s.t.

Verrengia), Maddaloni (14° s.t.Spaltro); Pace, Candellori, Schiattarella (14° s.t.

Steffe) , Saporiti (14° s.t.Volpe), Hadziosmanovic; Caturano, Rossetti (40° s.t.

Gagliano).

A disposizione: Cucchietti, Galiano, Marchisano, Steffe, Maisto, Laaribi, Castorani, Verrengia, Mazzeo, Spaltro, Gagliano, Hristov, Volpe.Allenatore: sig.

Marco Marchionni.JUVE STABIA (4-3-1-2): Thiam; Baldi, Bachini, Bellich, Mignanelli; Buglio, Leone, Romeo (1° s.t.

Erradi); Piscopo; Candellone (44° s.t.Gerbo), Adorante (27° s.t.

Andreoni).

A disposizione: Esposito, Signorini, La Rosa, Meli, Guarracino, Folino, Gerbo, D’Amore, Andreoni, Rovaglia, Erradi, Picardi, Marranzino, Mosti, Piovanello.Allenatore: sig.

Guido Pagliuca.Angoli: 3-1

Ammoniti: 17° Romeo (J), 35° Rossetti (P), 46° Schiattarella (P), 18° s.t.

Candellone (J).Espulsi:

Note: prima della gara osservato un minuto di raccoglimento per la morte Gigi Riva, il più grande attaccante della nazionale italiana di calcio.

Spettatori 2.905.Concesso un minuto di recupero nel primo tempo. 4 i minuti di recupero nel secondo tempo.

Primo tempo live Potenza-Juve Stabia.

2° Cross di Mignanelli dalla sinistra e presunto fallo di mani al centro dell’area di rigore del Potenza.

Il fallo di mani di Sbraga sembrava esserci.Azione molto dubbia.

6° Potenza in vantaggio ma l’arbitro annulla per fuorigioco.

Cross dalla fascia destra e gol in spaccata di Caturano che però è in posizione di fuorigioco sul passaggio di Saporiti.

13° Cross dalla fascia sinistra di Bellich e colpo di testa di Adorante da ottima posizione, para Alastra.

16° Cross di Pace dalla sinistra e colpo di testa di Caturano con palla che termina di poco oltre la traversa.Potenza pericoloso.

17° Ammonito Romeo per la Juve Stabia.

19° GGGOOLLLLL DELLA JUVE STABIA: cross dalla destra di Piscopo e colpo di testa di Adorante che supera Alastra inutilmente proteso in tuffo per cercare di evitare la rete. 

32° GGGOOOLLLL DELLA JUVE STABIA: grande giocata di Romeo sulla fascia sinistra e cross al centro ancora per la testa di Adorante, implacabile oggi al Viviani. 

35° Ammonito Rossetti per gomitata su Romeo.

46° Finisce il primo tempo con un netto e meritatissimo 0-2 per le Vespe.

Primo temo dominato dalla Juve Stabia che ha imposto la legge del più forte e ha legittimato il doppio vantaggio con due colpi di testa di Adorante.Ha pagato la scelta da noi auspicata in settimana di schierare il trio di attacco Adorante-Candellone-Piscopo dal primo minuto.

Secondo tempo live Potenza-Juve Stabia.

1° Occasione gol per il Potenza: cross di Pace per la testa di Rossetti e grandissima parata di Thiam che salva il risultato.

Terzo gol della Juve Stabia, di pregevole fattura: Buglio, ottimo filtrante per Erradi che tutto solo davanti ad Alastra lo batte imparabilmente. 

10° Juve Stabia vicinissima al poker: cross di Mignanelli dalla sinistra di destro per la testa di Candellone che mette di pochissimo oltre la traversa.

18° Ammonito Candellone per la Juve Stabia.

38° Azione di Erradi che scarica per Candellone che entra in area di rigore dalla destra e tira un diagonale che termina di pochissimo fuori.

41° Gol del Potenza: azione di Volpe che si porta al limite e fa partire un tiro angolatissimo che batte Thiam nell’angolino alla destra. 

48° Grande parata di Thiam su punizione battuta da Caturano dal limite dell’area di rigore.

49° Finisce la gara con una bella vittoria delle Vespe che torna alla vittoria dopo tre pareggi e lancia il guanto di sfida alle concorrenti nella lotta promozione.

 

 

 

 

 

Italia Indipendent, da soci ok a liquidazione società fondata da Lapo Elkann

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(Adnkronos) – L’assemblea dei soci di Italia Indipendent Group, fondata nel luglio 2004 da Lapo Elkann, ha deliberato lo scioglimento e la liquidazione della società.A seguito di tale decisione, si è tenuta l’assemblea dei soci della controllata Italia Independent che ha approvato la medesima decisione.

Marco Cordeddu, attuale amministratore delegato della società e amministratore unico di Italia Independent, è stato nominato liquidatore di entrambe le società’ del Gruppo.  Le decisioni relative alla liquidazione sono state prese, si legge in una nota, non essendo pervenute al consiglio di amministrazione offerte vincolanti, debitamente garantite, di capitalizzazione della società, così come era stato deliberato dal cda riunitosi lo scorso 15 dicembre.L’assemblea dei soci ha infine deliberato la modifica della denominazione sociale da Italia Independent Group in IIG in adempimento agli accordi raggiunti nell’ambito della cessione del marchio Italia Independent avvenuta a settembre 2023, nonché il trasferimento della sede sociale nel Comune di Valperga.  Il processo di liquidazione rappresenta la naturale conclusione del percorso di risanamento della società che è stato possibile a seguito dell’immissione di risorse personali dell’azionista Lapo Elkann che, pur avendo avuto fin dalla costituzione della società ruoli prevalentemente creativi, ha permesso alla società di poter far fronte alle proprie obbligazioni.  Nel primo semestre del 2023, infatti, le societa’ del Gruppo avevano portato a compimento con successo le procedure di risanamento dei debiti con l’apporto finanziario dell’azionista di riferimento, Lapo Elkann appunto, che, dopo aver supportato versato nelle casse del gruppo oltre 25 milioni di euro aveva aggiunto risorse personali per oltre 12,8 milioni di Euro per consentire il successo dell’operazione.  Lo scorso 12 settembre, Italia Independent aveva stipulato con M Group, società che controlla il Gruppo Modo di Alessandro Lanaro, il contratto di cessione del marchio ‘Italia Independent’ ma, sebbene il patrimonio netto della società fosse positivo, a seguito della cessione del marchio , le società del Gruppo non avevano più alcuna attività operativa pertanto il cda ha deciso di sottoporre ai soci la decisione di scioglierle e di procedere allo liquidazione. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ricchi e Poveri: “Al festival all’insegna del carpe diem”

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(Adnkronos) – “Carpe Diem è la parola chiave.Questa canzone è un invito a non rinviare, a lanciarsi per perseguire ciò che si desidera non solo nella sfera affettiva, nel rapporto di coppia ma in generale nelle cose che ci appassionano”.

Angela Brambati e Angelo Sotgiu parlano così all’Adnkronos del ritorno dei Ricchi e Poveri in gara a Sanremo 2024, per la tredicesima volta, con il brano ‘Ma non tutta la vita’, prodotto dall’etichetta DM Produzioni su licenza Carosello Records, casa discografica legata al gruppo sin dagli esordi (1967) “quando Franco Califano, nostro talent scout – raccontano – organizzò la prima audizione proprio negli studi milanesi di Carosello.Lui allora era il direttore e ci tenne due giorni a fare il juke box, poi per farci da manager si licenziò.

E adesso, a 32 anni dall’ultima partecipazione in gara (nel 1992 con il brano ‘Così Lontani’, ndr.), torniamo a Sanremo per chiudere un cerchio e ci torniamo con la nostra prima etichetta”.  ‘Ma non tutta la vita’ è “una dichiarazione di intenti, una traduzione in chiave pop della filosofia del cogliere l’attimo”. “Ti giri un momento la notte è finita.Le stelle già stanno cadendo, dell’amore che si aspetta ma non tutta la vita, dei treni da prendere al volo, delle occasioni da non sciupare”, cantano Angela e Angelo nel brano scritto da Edwyn Clark Roberts, Cheope e Stefano Marletta e arrangiato da Merk&Kremont e Edwyn Roberts. “È un inno a vivere pienamente la vita, a scendere adesso in pista”, dicono i due componenti attuali dei Ricchi e Poveri che confessano: “Quando Cheope ci ha messo in contatto con Edwyn e ci hanno fatto ascoltare il provino, abbiamo subito detto: questa è una hit!”. L’autocitazione nell’incipit, che recita ‘Che confusione’, “proietta un tormentone del passato nell’era della Gen Z” con un ritmo elettro-dance che farà ballare chi lo ascolta. “Ci diverte il fatto che non tutti si aspettassero un pezzo con queste sonorità da noi, ci proietta nel futuro, che è poi anche il senso del brano”, sottolineano. “E comunque non ci discostiamo molto dal nostro passato, perché abbiamo sempre fatto canzoni leggere e festose: è il nostro marchio di fabbrica”, dicono.

E infatti, nella migliore tradizione dei Ricchi e Poveri, i versi sono immediati (“Anche la più bella rosa diventa appassita.Va bene, ti aspetto, ma non tutta la vita oppure Dammi retta scendi adesso in pista.

Gira, gira, girerà la testa”) e si fondono perfettamente con le sonorità, questa volta decisamente dance.  La loro ultima apparizione sul palco dell’Ariston in veste di ospiti risale al 2020, quando la storica reunion dell’intero quartetto originario sul palco, anche con Franco Gatti e con Marina Occhiena (che dal gruppo era uscita nel 1981 per dissidi con Angela), e con la partecipazione straordinaria di Fiorello nei panni del “quinto Ricco e Povero”, è rimasta negli annali come uno dei maggiori picchi d’ascolto dei festival del nuovo millennio.Questa volta all’Ariston saranno in due: “Un po’ di nostalgia – ammettono – sarà inevitabile ma noi a Franco (Gatti, scomparso nell’ottobre 2022, ndr.) pensiamo ogni sera che saliamo sul palco per un concerto e certamente lo ricorderemo anche all’Ariston”.  Il gruppo italiano più famoso nel mondo ha venduto 22 milioni di dischi, realizzato 30 album, con 5,7 milioni di ascoltatori mensili si conferma il più streammato di Spotify tra gli artisti in gara al Festival di Sanremo 2024, dato che attesta l’intergenerazionalità di un repertorio di grandi successi, tra i quali: ‘La prima cosa bella’, ‘Che sarà’, ‘Mamma Maria’, ‘Voulez vous danser’, ‘Se m’innamoro’ e ‘Sarà perché ti amo’, inno di festa che ha collezionato 186.000.000 di streaming.

Due di queste canzoni, ‘Mamma Maria’ e ‘Sarà perché ti amo’, le porteranno sul palco in un medley per la serata delle cover di Sanremo e le canteranno insieme a Paola e Chiara: “Sono le nostre bandiere, conosciute in tutto il mondo, e ci piaceva l’idea di unire il nostro duo con un altro duo, come quello di Paola e Chiara, che sono anche loro conosciute fuori dai confini italiani”, sottolineano Angela e Angelo che continuano a macinare concerti in tutto il mondo.  I Ricchi e Poveri sono infatti appena rientrati dal tour internazionale che ha toccato Mongolia (Ulan Bator), Moldavia (Chișinău), Romania (Bucarest), Uzbekistan (Samarcanda), Germania (Norimberga), Kazakistan (Almaty) e che, dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, proseguirà in Estonia (Haapsalu), Australia (Melbourne e Sidney), Georgia (Tbilisi e Batumi) e molti altri paesi. “Poi in estate gireremo l’Italia.Il nostro pubblico – affermano – è composto ormai da quattro generazioni, dai bambini ai nonni”.

Come d’altronde il pubblico del festival di Sanremo.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schlein: “Meloni come Wanna Marchi, regina delle televendite”

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(Adnkronos) – “Guardando la televisione pubblica Giorgia Meloni sembra diventata la regina delle televendite, ispirandosi a Wanna Marchi.Ma la tv pubblica non può essere Telemeloni”.

E’ quanto ha detto Elly Schlein all’evento del Pd sull’Europa a Cassino. “Dobbiamo difendere la libertà di stampa.Mi hanno segnalato un titolo di ieri nella televisione pubblica: mille euro in più per gli anziani, si vota l’8 e il 9 giugno.

Una propaganda nella forma più becera, fatta sulla pelle degli anziani”. “Organizzeremo un sit per difendere la libertà di stampa” aggiunge la leader Dem. “Non dobbiamo permettere alla destra di tornare indietro, non esiste una destra sociale, questa destra è letale su tutti diritti” attacca.  “Non possiamo tollerare il rigurgito di antisemitismo feroce in Italia e in Europa” dice la segretaria del Pd. “Dobbiamo contrastare ogni forma di razzismo, di islamofobia.L’esercizio della memoria no deve essere retorico, questo è l’impegno che dobbiamo portare avanti giorno per giorno”. “Il ricordo va alle vittime della Shoah, la pagina più cupa della storia dell’umanità.

Le parole di Mattarella hanno rinsaldato il patrimonio collettivo.Quando dice che è stato il male assoluto.

Ci sono dei chiari responsabili, questa parte non va dimenticata di fronte al tentativo pericoloso si riscrivere le pagine della nostra storia”. “Ci mobiliteremo in tutto il Paese contro l’autonomia differenziata, un disegno pericoloso frutto di un baratto cinico che rischia di scardinare l’impianto istituzionale e la tenuta del Paese” promette Schlein, aggiungendo tra l’altro: “Dietro il decidete voi di Giorgia Meloni c’è un decido io per voi e potete andare ogni 5 anni giusto ad acclamare un capo”. “La mozione parlamentare del Pd vorremo si trasformasse in un Odg nei territori per il cessate il fuoco umanitario immediato per far ripartire il processo di pace verso l’unica soluzione possibile, due popoli e due Stati che possano vivere in pace e sicurezza” dice, parlando del conflitto in Medio oriente. “Dopo il salario minimo c’è un’altra misura che ci da speranza che si possa lavorare insieme con le altre opposizioni, il congedo paritario al per entrambi i genitori, non trasferibile, una misura concreta che aiuta l’occupazione femminile e le famiglie.Si vive meglio, è importante.

Dopo la pandemia torna a contare la qualità della vita”.  “Il Next generation Eu è un inizio di piano industriale europeo, siamo noi che l’abbiamo voluto.Facciamo in modo che quella parentesi non si chiuda, è questo il rischio che corriamo.

Servono più risorse europee, serve che il Next generation Eu sia attuato, non sta facendo così questo governo.Non hanno mai creduto realmente in quel piano, la forza politica di Giorgia Meloni non ha votato a favore”. “Il governo sta svendendo gli asset strategici, non accetteremo 20mld privatizzazioni, non c’è una visione, c’è il rischio di non aver capito la lezione della pandemia” ha detto Schlein a Cassino, aggiungendo: “Ora si parla di Poste, tutti ricordano un volantino di una giovane Giorgia Meloni che dice no alla privatizzazione di Poste.

Ora stanno svendendo i gioielli di Stato”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Magistratura, Nordio: “Impegno per colmare organici entro 2026”

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(Adnkronos) – “Dobbiamo riuscire entro il 2026 a colmare gli organici della magistratura”.E’ l’impegno che ha assicurato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte d’Appello a Brescia. “Sono già in piedi 3 concorsi per 400 posti, un quarto sta arrivando, con la collaborazione del Csm, dividiamo i compiti.

Stiamo abbreviando i tempi, oggi intollerabilmente lunghi: dal momento della domanda al conferimento della toga passano 5 anni”, ha ricordato. Nordio ha parlato anche della situazione nelle carceri. “Il carcere è una ferita, bisogna aver visto per sapere cosa sia il carcere”, ha detto il ministro della Giustizia. “La vostra problematicità carceraria è alla nostra attenzione, i fondi ci sono”, ha assicurato il ministro, riferendosi agli istituti della città.  “Sono stati assunti 236 educatori – ha ricordato poi, riferendo dati nazionali – anche questa è una cosa che va detta insieme alla gratitudine che tutti vogliamo esprimere alla polizia penitenziaria che lavora in condizioni disagiate e di cui stiamo cercando di aumentare organico e colmare vuoti”.E’ infatti previsto l’arrivo di circa 2mila agenti.

I 236 nuovi educatori penitenziari, si apprende, saranno assunti a febbraio, e “completeranno le piante organiche di tutti gli istituti”.Quanto ai nuovi agenti della polizia penitenziaria, arriveranno tra aprile e giugno.  Quando si parla di giustizia “ad essere centrale è il tema delle riforme che ogni governo ritiene necessarie e che sono sempre più ricorrenti.

Eppure la giustizia, come ogni altro servizio pubblico, prima ancora che di riforme ha bisogno di essere amministrata e finanziata per riuscire a fronteggiare esigenze ordinarie e straordinarie come quelle imposte dagli obiettivi del Pnrr”, ha detto Giuseppe Ondei, presidente della Corte d’Appello di Milano, nel suo intervento che sancisce l’inaugurazione dell’anno giudiziario.  “Purtroppo, viviamo una bulimia riformatrice, in cui una grande riforma divora la precedente, già dimenticata, senza mai considerare i risultati ottenuti, anche per valorizzare i lati positivi e correggere gli altri.Si ignora il principio basilare per cui anche la giustizia, come qualsiasi organizzazione, richiede una relativa stabilità”, ha evidenziato.  Nella relazione per l’anno giudiziario, il procuratore generale facente funzioni di Roma, Salvatore Vitello, ha evidenziato che nel distretto “sono state emesse n. 36.567 sentenze di primo grado, di queste n. 17.399 sono state pronunce assolutorie, con una percentuale complessiva del 47,5%”. “E tuttavia, disaggregando il dato complessivo, si può evidenziare come le percentuali di sentenze assolutorie siano difformi a seconda delle sezioni interessate.

Infatti, l’analisi dei dati consente di ricondurre la maggiore percentuale di assoluzioni alle sezioni monocratiche dei Tribunali – ha spiegato – gravate dalle citazioni dirette del Pubblico Ministero ed è auspicabile che, in virtù della riforma e del nuovo parametro di giudizio, l’incidenza delle sentenze di assoluzione possa essere ricondotta ad una misura più ‘fisiologica’, con corrispondente ampliamento delle richieste di archiviazione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Anthony Bivona, inchiesta non sarà archiviata

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(Adnkronos) – Il Gip presso il tribunale di Roma ha accolto l’opposizione avanzata dai familiari alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero per la morte di Antonino, “Anthony” Bivona.E’ il risultato arrivato a due anni e mezzo dai fatti grazie ai dubbi avanzati dai familiari della vittima e alle istanze degli avvocati Paola Paladina e Francesco Messina.

I fatti.Il 27enne catanese viene trovato morto in Germania il 17 luglio 2021, impiccato nella tromba delle scale della palazzina in cui viveva.

Il decesso viene liquidato come suicidio, vero è che l’autopsia non viene disposta. “Con la propria richiesta di archiviazione il pm – scrive l’avvocato Paladina nella richiesta di opposizione – ha dimostrato di aver trascurato la ricostruzione dei fatti, non effettuando necessarie quanto obbligatorie attività di indagine e formulando la richiesta di archiviazione sulla base esclusivamente dell’esito incerto della autopsia (a causa dell’avanzato stato di decomposizione del corpo) accantonando fondamentali elementi conoscitivi”.  I legali della famiglia di Antonino hanno evidenziato la “superficialità con cui le indagini sono state condotte”. “L’autopsia viene effettuata solo sei mesi dopo la morte, quando il corpo è in avanzato stato di decomposizione, le carte prodotte dagli inquirenti tedeschi non vengono nemmeno tradotte.Ci penserà, anche qui, l’avvocato della famiglia Bivona, mettendo in evidenza le contraddizioni nelle dichiarazioni fatte dalla fidanzata di Antonino, una ragazza turca conosciuta in Germania, che indirizza fin da subito gli investigatori verso la pista del suicidio.

La stessa 24enne avvisa i genitori della morte del ragazzo “solo dopo 14 ore dal decesso, pur avendo il loro numero telefonico”, si legge ancora nella richiesta di opposizione all’archiviazione.In particolare la madre di Antonino aveva dichiarato di averlo sentito telefonicamente, brevemente in videochiamata nell’immediatezza dell’incidente che aveva avuto lo stesso giorno con la sua auto guidata dalla fidanzata, e subito dopo il rientro in casa, in presenza della sorella Grazia, intorno alle 23.41, poco prima della sua morte: in nessun momento, secondo le due donne, il ragazzo aveva manifestato intenzione suicide, comunicando anzi alla mamma l’intenzione di recarsi, il giorno seguente, dal padre della ragazza, per discutere sul pagamento dei danni prima di interrompere frettolosamente la chiamata”. “Nell’opposizione – spiega l’avvocato Paladina all’Adnkronos – il gip ha detto che dovranno essere sentiti i testimoni ma anche la fidanzata per la versione poco chiara da lei fornita.

Si dovrà anche lavorare sul telefono della vittima, su una chiamata ricevuta da un amico un’ora dopo la morte e sul fatto che un consulente informatico abbia periziato grazie a una app come lo stesso cellulare si trovasse a 900 metri di distanza rispetto a dove il ragazzo è morto.Martedì voglio andare dal pm a chiedere se è opportuno depositare una memoria con le traduzioni giurate dei testimoni ascoltati in Germania che entro 60 giorni devono essere sentiti”. (di Silvia Mancinelli) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez, allarme enzimi pancreatici: “Introvabili, contatterò l’Aifa”

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(Adnkronos) – “Sto ricevendo tantissime mail su un problema che ho riscontrato anche io.Essendo stato operato al pancreas, come tutte le persone come me ho bisogno di assumere enzimi pancreatici per poter mangiare e assimilare il cibo, e stiamo avendo dei problemi.

L’azienda che li produce sembrerebbe essere una sola, e da un mesetto a questa parte sembra non si trovino”.Così Fedez nelle sue Stories di Instagram lancia un ‘allarme’ sulla carenza degli enzimi pancreatici, proteine di cui necessita chi è stato operato al pancreas per poter assimilare il cibo. “Un problema che sto riscontrando anche io -spiega il rapper- che avevo da parte una piccola scorta di enzimi pancreatici, li sto finendo e non riesco a trovarli”. “Come si può risolvere?

Senza non possiamo mangiare, non assimiliamo nulla e quando andiamo in bagno non è divertente”, aggiunge il rapper, che poi pubblica una serie di messaggi nei quali diversi utenti gli fanno presente che il problema è sentito da più parti. “Sembrerebbe che la questione sia più grande di quanto sembrasse all’inizio e che nel nord Italia non ci sia più.Mandateci le vostre mail così provvederemo a contattare l’Aifa”, dice Fedez taggando nelle Stories il ministero della Salute. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)