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Sole 24 Ore, Napoletano assolto in via definitiva. I giudici: “Ex direttore capro espiatorio”

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(Adnkronos) –
Roberto Napoletano, l’ex direttore del Sole 24 Ore ora alla guida del Quotidiano del Sud, imputato per aggiotaggio e false comunicazioni sociali nell’inchiesta sui conti del gruppo editoriale nel periodo in cui era ai vertici, è stato assolto in via definitiva ‘per non aver commesso il fatto’.La sentenza, infatti, è passata in giudicato dopo che alla scadenza dei termini non è stata presentato alcun ricorso.

La mancata impugnazione, scelta anomala della procura generale di Milano e della parte civile Consob, chiude così una vicenda giudiziaria lunga quasi 7 anni, in cui il giornalista, difeso dagli avvocati Guido Alleva ed Edda Gandossi, non ha mai voluto patteggiare, ma ha sempre fermamente sostenuto la sua innocenza, rivendicando di aver “sempre e soltanto esercitato il proprio ruolo di direttore editoriale del Sole 24 Ore in modo appassionato e sempre rigoroso” potendo così dimostrare “di aver salvato un giornale sull’orlo del baratro”.  Nelle motivazioni, scritte dai giudici della seconda sezione penale della corte d’Appello di Milano, se i testimoni provano ad allontanare da sé i sospetti, “cercando di indirizzare le attenzioni investigative su un capro espiatorio esterno alla effettiva catena di comando operante in azienda”, ciò che emerge è che Napoletano “anche formalmente del tutto estraneo alla complessa e stratificata macchina amministrativa ed alla concreta catena di comando che reggevano la gestione aziendale”, mai avrebbe potuto assumere “un tale sopravvento su un’intera schiera di dirigenti e tecnici” come l’accusa ha tentato di sostenere in un impianto accusatorio risultato inconsistente.L’idea che Napoletano abbia contribuito a diffondere dati falsi, tra il 2014 e il 2016, sulle vendite e sulla diffusione del Sole 24 Ore, per veicolare un messaggio positivo sull’andamento del principale quotidiano economico in modo da influenzare il prezzo di vendita degli spazi pubblicitari – che portò alla sospensione di Napoletano e poi alla risoluzione del rapporto con il giornale nel 2017 – viene respinta con vigore.  
Che il direttore “con callida predeterminazione avesse costantemente accuratamente dunque, sin dall’inizio e lungo l’intero percorso della propria attività professionale presso il Sole evitato di comunicare con strumenti tracciabili proprio e solo in materia di dati diffusionali, risulta essere francamente una mera inaccettabile presunzione, priva di qualsivoglia fondamento”.

Così come sui rapporti con Di Source, la società incaricata di gestire gli abbonamenti digitali, nessuno dei testimoni ben informati parla di “ingerenze” così escludendo “esplicitamente qualsivoglia coinvolgimento” di Napoletano.  I giudici mettono in evidenza anche come “il Tribunale impedì alle parti di utilizzare per le contestazioni ai testi ex art. 500 c.p.p.i verbali delle dichiarazioni rese dai testimoni dinanzi agli Ispettori della Consob, né detti verbali vennero acquisiti agli atti del giudizio”.

Una decisione che sembrerebbe “stridere con la possibilità, niente affatto negata dalla giurisprudenza, di utilizzare nel giudizio penale le dichiarazioni rese da soggetti informati dinanzi ad organismi amministrativi, quali ad esempio il curatore incaricato in un fallimento”. “Non si comprende perché detti atti non siano stati comunque acquisiti al processo quali documenti – osservano – rifiutare in tal modo di prendere atto di tali evidenze, palesemente favorevoli all’imputato, è equivalso ad alterare gravemente ed in radice il punto di vista valutativo e ad inficiare gli strumenti a tal fine disponibili”. 
Perentorie le conclusioni dei giudici d’appello che si associano a un punto centrale ricostruito dalla difesa che rimarca come, “contrariamente a quanto sostenuto nelle memorie Consob, proprio le e-mail che effettivamente coinvolgevano l’imputato Napoletano (inviate o ricevute) dimostrano – scrive la corte – come egli fosse il semplice destinatario e fruitore dei dati sulla diffusione digitale, che gli venivano comunicati, e non dunque il loro falsificatore o l’ispiratore della loro falsificazione”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gp Bahrain, Ricciardo leader in prime prove libere e Ferrari si nasconde

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(Adnkronos) – Daniel Ricciardo è il più veloce nella prima sessione di prove libere del Gp del Bahrain, prima prova del mondiale di Formula 1 2024.Sul circuito di Sakhir l’australiano al volante della Racing Bulls gira in 1’32″869 precedendo le due McLaren dell’inglese Lando Norris (1’32″901) e del connazionale Oscar Piastri (1’33″113).

Sesto tempo per il campione del mondo in carica, l’olandese della Red Bull Max Verstappen (1’33″238) e ottavo posto per la migliore delle Ferrari, quella del monegasco Charles Leclerc (1’33″268).Undicesimo crono per la rossa dello spagnolo Carlos Sainz (1’33”385).

Alle 16 la seconda sessione di prove libere.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nati il 29 febbraio, speciali o sfortunati? Ecco gli italiani famosi ‘orfani’ di compleanno

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(Adnkronos) – Alcuni si sentono ‘speciali’, quasi appartenenti a una élite, altri sfortunati per essere nati in anno ‘bisesto’ che la superstizione vuole sia ‘funesto’, ma sono tanti gli ‘orfani di compleanno’, i nati il 29 febbraio, anche ribattezzati ‘leapers’ perché nel mondo anglosassone l’anno bisestile viene chiamato leap year, anno del salto: le stime parlano di 4-5 milioni di persone, nel mondo, che compiono gli anni in questo giorno.In Italia tra i nomi più famosi del passato si ricordano in particolare il compositore Gioachino Rossini, nato a Pesaro il 29 febbraio 1792, ma anche Papa Paolo III, nato nel 1468.  
Diversi gli sportivi accomunati dal giorno di nascita; dal fantino italiano Mauro Matteucci, classe 1956, all’ex calciatrice Monica Placchi e all’ex calciatore Marco Sinigaglia, entrambi nati nel 1968, al pilota motociclistico Ivan Goi e all’ex tennista Andrea Stoppini, tutti e due classe 1980.

E ancora, nel mondo dello spettacolo e della cultura: il danzatore e coreografo Giorgio Mancini, l’attrice e regista Antonella Ponziani, la giornalista Rai Elisabetta Caporale (tutti e tre classe 1964, compiono oggi 60 anni) e la showgirl, modella e attrice Sylvie Lubamba (1972).  Non sappiamo come ognuno dei leapers abbia deciso nella vita di festeggiare il proprio compleanno, ma se avesse voluto farlo solo quando il calendario segna 29 febbraio, Rossini oggi avrebbe appena 56 anni, come ironizza il Rossini Opera Festival di Pesaro che su Instagram scrive: “Tanti auguri Gioachino per i tuoi 56 anni!Ma come 56, non sono 232?

Forse il maestro avrebbe apprezzato questa ironia sulla sua data di nascita, sicuramente gli sarebbe piaciuto invecchiare con questo ritmo più lento: compiendo gli anni solo ogni 4!”.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Transnistria chiede aiuto alla Russia, 5 possibili risposte da Mosca: l’analisi

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(Adnkronos) – Dalla Transnistria è arrivata una richiesta di aiuto alla Russia sufficientemente ambigua per offrire al Cremlino ampio margine di manovra, ora o nel futuro, “strade diverse che non si escludono a vicenda”, commenta l’Institute of War.Sono cinque possibili percorsi, il più pericoloso dei quali è quello di usare il Congresso della Transnistria come trampolino per intensificare le operazioni ibride con l’obiettivo di destabilizzare e polarizzare ulteriormente la Moldova in vista dei negoziati di adesione con l’Ue e delle elezioni presidenziali, rispettivamente a giugno e novembre, o l’annessione formale della Transnistria per giustificare un intervento militare contro la Moldova a lungo termine.  Anche il termine “zashchita” usato nella risoluzione in sette punti approvata ieri dal Congresso dei deputati della regione indipendentista della Moldova lascia spazio all’ambiguità: significa protezione, ma anche difesa, quindi con un intervento militare, in aiuto dei 220mila residenti con passaporto russo, per esempio.  La risoluzione di Tiraspol risuona nelle parole pronunciate il 14 di questo mese, dal ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, che ha espresso “preoccupazione” per i cittadini russi in Transnistria, sottolineando che la Russia “non consentirà che diventino vittime di un’altra avventura dell’Occidente”.  Il Congresso della Transnistria si è poi rivolto anche alle istituzioni e Paesi internazionali, Onu, Parlamento europeo, Osce, Comunità degli Stati indipendenti, Croce rossa internazionale, Unione europea e Stati Uniti, “per dare legittimità alla regione come entità sovrana separata dalla Moldova, senza insistere sull’indipendenza, ma fornendo al Cremlino la giustificazione per una escalation e un intervento allo scopo di attuare gli impegni della Russia e di altri sullo scenario internazionale”, sottolinea il ‘think tank’.  L’appello rivolto alla Comunità degli Stati indipendenti può, sulla stessa linea sfumata, essere interpretato come l’autorizzazione alla Csi a “prevenire l’escalation” sia in Moldova che in Transnistria.  L’appello è incentrato sulla necessità di proteggere i diritti e le libertà dei residenti della Transnistria fornisce al Cremlino le condizioni per applicare una narrativa simile al prevenire le “discriminazioni” e il “genocidio” contro i “russi” in Moldova, proprio come la Russia ha fatto prima e durante l’invasione dell’Ucraina.  Nell’appello, non c’è un orizzonte temporale.

Tiraspol offre al Cremlino la possibilità di scegliere quando, oltre che come, intervenire.Ma la “giustificazione senza data di scadenza” è formalizzata.

E non dipende dall’esito della guerra in Ucraina.  Il Presidente della Commissione Csi della Duma di Stato russa, Konstantin Zatulin, ha dichiarato che la Camera bassa del Parlamento considererà la richiesta del Congresso della Transnistria.Mentre il vice Presidente della Commissione esteri, Alexei Chepa, ha precisato che la richiesta implica, da parte di Mosca, assistenza economica e che al momento non ci sono colloqui in corso su questo fronte.

La richiesta contribuirà ad “accelerare il processo decisionale” da parte russa, ha aggiunto.Mosca è disposta a considerare assistenza economica, ha precisato il vice Presidente della Commissione esteri del Consiglio della Federazione, Vladimir Dzhabarov, ma un cambiamento dello status politico della Transnistria “è fuori discussione in questo momento”.  Ma ecco nel dettagli le cinque possibili risposte di Mosca, secondo l’analisi dell’Isw. 
Prima strada: la Russia potrebbe decidere di non agire immediatamente e lasciare andare avanti la situazione così come è.

E nel caso in cui la risoluzione è stata un tentativo di forzare la mano al Cremlino, Putin ha ampio spazio di manovra per rispondere negativamente subito o lasciar passare del tempo.  La seconda strada: il Cremlino potrebbe aumentare le pressioni diplomatiche sulla Moldova perché revochi il recente Codice sulle dogane, necessario per allineare la Moldova alle richieste dell’Ue, entrato in vigore il primo gennaio scorso che la Transnistria denuncia come lesivo nei confronti dei suoi interessi economici, come “guerra economica” di Chisinau nei suoi confronti.Mosca potrebbe anche fornire alla regione ulteriori aiuti umanitari ed economici, o nuovi accordi sul commercio.  La terza strada è che il Cremlino cerchi di inviare in futuro ulteriore assistenza militare alle forze stazionate in Transnistria, anche se non è chiaro come potrà la Russia trasportare equipaggiamenti o militari nella regione, dato che i suoi aerei militari dovrebbero attraversare lo spazio aereo dell’Ucraina o della Romania.

L’unica alternativa è quella di forzare un improbabile percorso attraverso la regione di Odessa.  
Quarta ipotesi: il Cremlino potrebbe intensificare le operazioni ibride per destabilizzare e polarizzare ulteriormente la politica e la società della Moldova prima dei negoziati di adesione della Moldova all’Ue e delle elezioni Presidenziali per ostacolare o ritardare l’adesione della Moldova all’Ue.  Infine, il quinto scenario: il Cremlino potrebbe decidere di annettere formalmente la Transnistria in futuro, per giustificare un intervento militare contro la Moldova a lungo termine.Non ci sono indicazioni tuttavia di una preparazione di un tale intervento.

Operazione forse superiore alle possibilità della Russia dal momento che la Moldova, quindi la Transnistria, è isolata e accessibile solo attraverso la Romania o l’Ucraina.E le forze russe stazionate ora in Transnistria non stanno dando segni di preparazione a operazioni di destabilizzazione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verso il libero mercato dell’energia, l’impegno di A2A per Napoli

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(Adnkronos) – Con un’esperienza consolidata a livello nazionale come secondo operatore energetico per capacità installata e volumi elettrici venduti ai clienti finali, il Gruppo A2A rafforza la presenza nel Sud Italia e, attraverso la controllata A2A Energia, porta anche a Napoli le sue competenze e know-how nel settore.A seguito dell’aggiudicazione del Servizio Tutele Graduali (Stg), aumentano infatti del 75% i clienti A2A Energia in Campania, che diventa la terza regione per numero di contratti attivi gestiti dal Gruppo.

A partire dall’1 luglio, il passaggio avverrà in automatico garantendo una continuità del servizio senza interruzioni di fornitura, a condizioni economiche estremamente competitive e uniformi in tutto il Paese che saranno rese note dall’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) nel mese di giugno, in prossimità dell’avvio del nuovo regime.  “Per Napoli continueremo a essere un partner di fiducia, offrendo non solo energia pulita, ma anche soluzioni su misura e servizi di qualità che contribuiscano a favorire lo sviluppo sostenibile di questa regione – ha dichiarato Andrea Cavallini, presidente e amministratore delegato di A2A Energia – Siamo consapevoli che il passaggio al libero mercato può essere un momento di cambiamento e incertezza per i cittadini.Ci impegniamo ad accompagnarli offrendo loro supporto e assistenza sul territorio durante il periodo di transizione.

Il nostro obiettivo è assicurarci che ognuno possa fare una scelta informata e consapevole rispetto alle proprie esigenze energetiche”. Per favorire la corretta informazione sulle opportunità del mercato libero dell’energia elettrica, A2A ha collaborato con l’Istituto Bruno Leoni (Ibl) per la realizzazione del report ‘Chi ti tutela?Come funzionerà il mercato elettrico dopo la liberalizzazione’.

Un vademecum per spiegare le nuove dinamiche di mercato, i vantaggi di un sistema basato sulla concorrenza e le forme di protezione a favore dei consumatori.La Società è pronta ad accompagnare gli utenti campani verso la liberalizzazione del mercato e, per garantire un adeguato supporto, ha messo a disposizione diversi strumenti: oltre ai canali di contatto tradizionali – call center, sito e app MyA2A – sono già presenti più di 180 punti fisici per servizi di vendita.

Attraverso l’apertura di uno Spazio A2A a Napoli e di nuovi touch-point, la presenza del Gruppo nei prossimi mesi diventerà sempre più capillare.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Flora intestinale migliore per i ‘figli del lockdown’, studio sui bimbi nati durante il Covid

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(Adnkronos) – I ‘figli del lockdown’, bimbi nati durante l’isolamento imposto in emergenza Covid, hanno una flora intestinale migliore.Un microbioma più sano: da un lato ricco di batteri buoni ‘ereditati’ dalla madre grazie a un allattamento al seno più prolungato, dall’altro favorito da una riduzione delle infezioni contratte e quindi degli antibiotici assunti.

Un mix che sembra proteggere anche contro le allergie.Lo suggerisce uno studio pubblicato su ‘Allergy’, condotto dalla University of Medicine and Health Sciences del Royal College of Surgeons in Irland (Rcsi), con Children’s Health Ireland e Apc Microbiome Ireland, centro di ricerca basato allo University College di Cork.  I detrattori delle restrizioni disposte in pandemia avranno dunque un argomento in meno, stando alle conclusioni dei ricercatori irlandesi che hanno esaminato campioni fecali di 351 bambini nati nei primi 3 mesi di pandemia, confrontandoli con coorti pre-pandemia.

I campioni sono stati raccolti a 6, 12 e 24 mesi di vita dei bebè e i test allergologici eseguiti a 12 e 24 mesi.Attraverso questionari online, inoltre, sono state chieste informazioni su dieta, ambiente domestico e salute.

L’analisi – la prima a indagare in modo specifico sulla salute intestinale dei neonati negli anni del Covid – ha rilevato “differenze significative nello sviluppo del microbioma nei bambini nati in lockdown rispetto ai bambini pre-pandemia”.Rispetto a questi ultimi, i primi presentavano anche “tassi inferiori al previsto di allergie, ad esempio alimentari”.  “Un risultato affascinante – segnala l’immunologo Liam O’Mahony, co-autore senior dello studio – è che per la ridotta esposizione ai contatti umani con consequente protezione dalle infezioni, solo il 17% dei bimbi necessitava di un antibiotico entro il primo anno di vita.

Ciò si associa a livelli più alti di germi intestinali buoni come i bifidobatteri”.Per l’altro co-autore senior, il pediatra Jonathan Hourihane, “i tassi di allergia più bassi tra i neonati in lockdown potrebbero evidenziare l’impatto dello stile di vita e dei fattori ambientali, come il consumo frequente di antibiotici, sull’aumento delle malattie allergiche” in condizioni di vita normali, extra-lockdwon. “Contiamo di riesaminare questi bambini quando avranno 5 anni – aggiunge – per capire se i cambiamenti osservati del microbioma intestinale avranno un effetto a lungo termine”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve, per Pogba 4 anni di squalifica per doping

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(Adnkronos) – Il centrocampista della Juventus, Paul Pogba, è stato squalificato 4 anni per doping, a quanto apprende l’Adnkrons.E’ stata quindi accolta la richiesta della Procura antidoping.

Il giocatore era risultato positivo al testosterone dopo Udinese-Juventus del 20 agosto.  Una decisione molto dura per il giocatore transalpino che compirà 31 anni il 15 marzo.Questa squalifica potrebbe portare Pogba a chiudere la sua carriera agonistica, con la Juventus che ora dovrà prendere le sue decisioni.

La sentenza potrà essere impugnata dai legali del giocatore al Tas di Losanna. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni torna sui social: “Giornate toste, ma restiamo positivi”

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(Adnkronos) – Chiara Ferragni torna sui social, condividendo con i suoi follower il periodo difficile che sta attraversando.Nelle storie postate su Instagram parla di “giornate un po’ toste” per ‘giustificare’ la sua assenza.

Ma “vi leggo, tanto” ci tiene a sottolineare.E dopo aver ringraziato i suoi fan (“Sapete starmi vicino in qualsiais momento della mia vita”), scherza sull’oroscopo, sul fatto che questo in teoria dovrebbe essere l’anno del Toro: “Mi sembra che tutto sia tranne un bell’anno per ora, ma restiamo positivi”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, ancora un caccia russo abbattuto da Kiev

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(Adnkronos) – Le forze di Kiev hanno abbattuto oggi un secondo caccia russo Su-34, portando a 12 il numero di aerei avversari colpiti nel mese di febbraio. “Dopo il successo di operazioni di combattimento contro aerei nemici, il 29 febbraio sono stati distrutti altri due cacciabombardieri Su-34 nelle direzioni di Avdiivka e Mariupol”, ha scritto su Facebook il generale Olexsandr Syrskyi, comandante in capo delle forze ucraine.  Nel mese di febbraio, gli ucraini hanno abbattuto una dozzina di aerei militari russi fra cui un aereo spia A-50.Un altro di questi aerei di allarme e controllo era stato abbattuto a metà gennaio.

Secondo l’intelligence militare britannica alla Russia rimangono ora solo sette A50. L’ultima rivendicazione di un abbattimento di un A-50 in volo sul mare di Azov era arrivata il 23 febbraio scorso attraverso l’annuncio del comandante delle forze aeree, Mykola Oleshchuk.A quanto ricordava il Kyiv Independent, la Russia possedeva nove A-50 e un altro di questi aerei era stato abbattuto dagli ucraini sul mare d’Azov il 14 gennaio. Come aerei di allarme e controllo, gli A-50 possono individuare sistemi di difesa anti aerea, guidare missili e coordinare gli obiettivi dei caccia russi.

A febbraio, gli ucraini hanno rivendicato l’abbattimento di diversi aerei russi: due caccia Su-34 il 21, un Su-34 e un Su-35s il 19, un Su-34 il 18, due Su-34 e Su-35 il 18.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry “il più possibile” in Uk, più vicino a re Carlo dopo la malattia

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(Adnkronos) – Il principe Harry tornerà “il più possibile” nel Regno Unito a trovare il padre, dopo la diagnosi di cancro fatta a re Carlo.Il duca di Sussex ha visto il sovrano subito dopo l’annuncio della sua malattia, in un viaggio lampo dalla California a inizio mese.

Secondo fonti vicine al secondogenito di Carlo, Harry desidererebbe avere un ruolo reale, aiutando il padre, nel momento in cui questi è costretto a rinviare i propri impegni pubblici.  Il principe Harry ha dichiarato al programma Good Morning America della Abc che ha intenzione di vedere la sua famiglia “il più possibile” dopo la diagnosi del re e di sperare che la malattia possa “riunire la famiglia, che ama”, ma, ha aggiunto di avere “anche una propria famiglia” in California.Parlando di Harry con Gb News, la commentatrice reale Katie Nicholl ha affermato che l’anno ha avuto un “inizio traballante” per la famiglia reale, ma che è “sempre stata intenzione di re Carlo” avere il principe Harry “al suo fianco” una volta diventato re.  Ed “era anche intenzione di William avere il fratello come suo gregario”, ha aggiunto la Nicholl: “Se il duca di Sussex fosse qui per motivi di lavoro, penso che la famiglia reale sembrerebbe meno vulnerabile.

Ma chiaramente dovrà passare molta acqua sotto i ponti perché ciò accada adesso”.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dalle gambe a X al gomito del tennista, ecco la top 10 dei falsi miti

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(Adnkronos) – Le gambe a X, il gomito del tennista, il dolore alla cervicale, l’ernia del disco.Gli ortopedici hanno passato in rassegna la ‘top 10’ dei miti della specialità da sfatare.

Credenze e luoghi comuni che oggi sono superati. “False credenze e luoghi comuni in ambito ortopedico sono molto diffusi, influenzano spesso la percezione delle persone e, tra il ‘sentito dire’ e le informazioni raccolte sulla Rete, aumentano il rischio di generare confusione e falsi miti intorno a patologie le cui diagnosi e terapie hanno indicazioni spesso ben precise.Raccomandiamo di rivolgersi sempre ad uno specialista in caso di dubbi o domande riguardo sintomi persistenti o patologie conclamate ed evitare il fai-da-te”.

Così il presidente della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot), Alberto Momoli, direttore Uoc Ortopedia e Traumatologia, ospedale San Bortolo di Vicenza.  1) Mi fa male la cervicale. “Nella medicina tradizionale non esiste alcun disturbo ufficialmente riconosciuto con il termine cervicale, quindi espressioni come ‘mi fa male la cervicale’ oppure ‘ho la cervicale’ dal punto di vista scientifico sono prive di senso”, evidenzia la Siot. “La cervicalgia, o dolore cervicale, infatti, è il termine tecnico utilizzato per indicare un generico dolore alla zona posteriore del collo in corrispondenza del tratto cervicale della colonna vertebrale che si estende dalla prima vertebra cervicale nota come atlante all’ultima vertebra C7, chiamata prominente in quanto più sporgente rispetto alle altre.La cervicalgia, o dolore cervicale, può essere molto invalidante per il soggetto che ne soffre, tale da interferire con l’esecuzione delle comuni attività di vita quotidiana.

Infiammazione o dolore cervicale possono essere causati da vari fattori come stress, scarso esercizio fisico, utilizzo eccessivo e non adeguato di dispositivi elettronici come smartphone e tablet, fattori ambientali come umidità e freddo, in seguito ad eventi traumatici (colpo di frusta), disordini posturali, patologie artrosiche o dischi intervertebrali”.  Come si interviene? “Le cause che possono portare ad un dolore alla colonna cervicale possono essere individuate attraverso esami diagnostici quali Rx o risonanza magnetica.Nella maggior parte dei casi – spiegano gli ortopedici – un trattamento fisioterapico, dopo una valutazione clinica, può portare ad un miglioramento del quadro sintomatico”. 2) Mi si è ‘accavallato un nervo’. “Nella realtà i nervi non si possono accavallare.

Tuttavia – sottolinea la Siot – a volte può succedere che generino un dolore improvviso e piuttosto forte, comunemente ricondotto ad un presunto accavallamento, ma che altro non è se non una contrazione muscolare improvvisa che talvolta può essere causata da una pressione sul nervo da parte dei muscoli.I sintomi più comuni sono: intorpidimento della zona, bruciore, formicolio e sensazione di aghi piantati nel muscolo.

Queste contratture improvvise hanno diverse cause: stress, stile di vita sedentario, disordini posturali o allenamenti troppo intensi.Come si interviene: molto spesso tali contratture muscolari si risolvono spontaneamente; ove persistessero, escludendo patologie in atto, un trattamento decontratturante (massoterapia, caute manipolazioni) porta a risoluzione del problema”.  3) Gomito del tennista o gomito del golfista. “E’ il termine comune – spiegano gli ortopedici – per indicare l’epicondilite laterale che consiste nell’infiammazione dei tendini dei muscoli estensori dell’avambraccio, muscoli che s’inseriscono all’esterno del gomito e permettono di sollevare la mano e il polso.

Non soltanto chi gioca a tennis rischia di essere colpito dal cosiddetto ‘gomito del tennista’, ma tutti coloro che, a causa della loro particolare attività sportiva o lavorativa, ripetono in modo continuativo determinati movimenti del braccio, del polso o della mano.Il dolore associato all’epicondilite, che in genere è più intenso durante o dopo lo sforzo, inizialmente interessa solo i tendini, ma in seguito può irradiarsi per tutta la lunghezza dei muscoli dell’avambraccio.

Nei casi più gravi anche la semplice azione di afferrare degli oggetti, anche se leggeri, può risvegliare il dolore.Una condizione simile, che però riguarda il lato interno del gomito, viene chiamata gomito del golfista o epitrocleite.

Come si interviene: queste patologie richiedono diverso tempo per risolversi se non adeguatamente curate; i trattamenti fisioterapici rappresentano il primo step per la risoluzione della sintomatologia; non sono da escludere eventuali cicli di infiltrazioni”. 4) Gambe a X, “o più correttamente valgismo delle ginocchia – puntualizza la Siot – E’ una deviazione assiale degli arti inferiori, con aumentato angolo tra il femore e la tibia, che porta le ginocchia a tendere verso l’interno, quasi a toccarsi.Il ginocchio valgo non presenta soltanto conseguenze estetiche, ma soprattutto funzionali, in quanto è associato ad anomalie nella deambulazione, sovraccarico delle strutture del ginocchio (menischi e cartilagine), instabilità del ginocchio, infiammazione e dolore”.

Come si interviene? “I trattamenti possono essere di due tipi: conservativo o chirurgico.Le opzioni conservative, che sono consigliate quando il disturbo è di grado lieve oppure moderato, comprendono esercizi mirati di fisioterapia e di ginnastica posturale, contenimento del peso corporeo.

Ove il sovraccarico dovuto alla deformità causasse sintomi dolorosi, è utile l’assunzione di farmaci antinfiammatori e di integratori condro-protettori o trattamenti ortobiologici (acido ialuronico, Prp).L’intervento chirurgico, in casi più seri, prevede un’osteotomia femorale finalizzata al ripristino del corretto asse dell’arto inferiore”. 5) L’ernia del disco non si opera più? “L’ernia del disco – chiariscono gli ortopedici – è una condizione che può essere molto dolorosa e si verifica quando la parte gelatinosa del disco che si trova tra le vertebre, detto nucleo polposo fuoriesce dalla sua sede naturale.

Questo materiale che si trova all’interno dei dischi, che sono una sorta di cuscinetti ammortizzatori posti tra una vertebra e l’altra, permette il naturale movimento della colonna vertebrale, consentendo la flessibilità della struttura e preservandola dai carichi eccessivi.L’ernia del disco può verificarsi in qualsiasi parte della colonna vertebrale, anche se il tratto più frequentemente interessato è quello lombare.

Come si interviene: il trattamento conservativo ha l’obiettivo di eliminare il dolore spegnendo la reazione infiammatoria della radice nervosa, attraverso una terapia con cortisonici o antinfiammatori non steroidei, associati a trattamenti fisioterapici mirati.L’intervento chirurgico si rende necessario, invece, nei casi in cui le ernie del disco provocano gravi compressioni delle strutture nervose, causando deficit neurologici o dolore intrattabile che possono compromettere la qualità di vita del paziente”. 6) Tacchi alti o tacchi bassi.

Secondo la Siot, “l’uso prolungato di scarpe con il tacco alto o eccessivamente basso possono provocare disturbi di diversa entità.Camminare con i tacchi alti può facilmente causare lesioni alla caviglia e al piede da microtraumi: il peso del corpo è infatti completamente sbilanciato sulla punta dei piedi, rendendo impossibile una camminata e una postura corretta.

Uno dei disturbi più comuni causati dai tacchi alti e calzature troppo strette è sicuramente l’alluce valgo, ossia un’alterazione dell’articolazione che causa una deviazione dell’alluce verso l’esterno in direzione delle altre dita e un dolore localizzato vicino alle dita da sovraccarico (metatarsalgia).Anche le scarpe completamente prive di tacco possono risultare nocive: possono manifestarsi disturbi al tallone (talalgie) da fascite plantare.

Una deambulazione non corretta da scarpa a suola piatta ha effetti negativi sulla colonna vertebrale.L’ideale sarebbe quindi non indossare frequentemente né scarpe con tacchi troppo alti, né scarpe completamente piatte, e mantenersi su un’altezza media di 2 cm per gli uomini e 4-5 cm per le donne”. 7) Il robot sostituisce il chirurgo? “Quando si parla di chirurgia robotica si intende un aiuto, accurato e personalizzato, che permette di eseguire operazioni chirurgiche tramite un robot semi-autonomo che non sostituisce mai il chirurgo.

Lo specialista, quindi – rimarcano gli ortopedici – integra l’intervento tradizionale manovrando un robot a distanza, seduto ad una console computerizzata posta all’interno della sala operatoria.La chirurgia robotica porta a benefici quali una maggiore precisione chirurgica.

Tra gli ambiti di intervento della chirurgia robotica in ortopedia vi sono le protesi monocomportamentali e totali di ginocchio, la protesi d’anca.Il robot per la chirurgia protesica assiste il chirurgo, ma la sua esperienza è necessaria per ottenere i massimi risultati possibili”. 8) L’alluce valgo si opera con il laser? “Per alluce valgo si intende la deviazione verso le altre dita dell’alluce stesso: la punta dell’alluce si rivolge verso le dita del piede, esponendo la base articolare ad infiammazioni a lungo andare molto dolorose nei movimenti, in particolare a contatto con scarpe strette.

Le cause – avvertono gli specialisti – possono essere molteplici: da un’errata postura all’utilizzo di calzature non idonee che vanno a sommarsi con il fattore familiare che ha una certa rilevanza sull’insorgere della patologia.Un trattamento farmacologico può essere utile nelle forme iniziali, in particolare nelle persone in cui il dolore non è troppo acuto e non è troppo limitata la mobilizzazione, ma per una efficace correzione dell’alluce valgo è sempre necessario ricorrere all’intervento chirurgico eseguito con tecniche variabili in rapporto alla tipologia di deformità.

Non esiste, pertanto, la possibilità di operare con il laser per correggere l’alluce valgo”.  9) Le protesi di anca e ginocchio sono eterne? “Le protesi di anca e ginocchio non sono certamente eterne – corregge la Siot – Si tratta di elementi meccanici che per questo, soprattutto quando si parla delle articolazioni sottoposte al carico (anca e ginocchio in primis), sono anch’essi soggetti a usura nel tempo portando ad un ‘consumo’ della protesi.E’ difficile prevedere la durata dei vari impianti.

In condizioni ideali oggi l’aspettativa su una protesi d’anca e di ginocchio è di oltre 20 anni.Ma sono calcoli che possono variare in base alle specifiche situazioni di ciascun soggetto e si spera possano comunque migliorare nel tempo”. 10) Tc e risonanza magnetica sono meglio della radiografia? “Non esiste un esame migliore di un altro in generale – assicurano gli ortopedici – Si tratta di metodiche differenti tra loro, scelte e prescritte dal medico specialista a seguito di un’accurata valutazione della patologia.

La tomografia computerizzata (Tc) e la risonanza magnetica (Rm) sono due tecniche diagnostiche, utili per ottenere delle immagini dettagliate di diverse aree del corpo.La prima utilizza le radiazioni ionizzanti (raggi X) ed è utile per la valutazione delle strutture scheletriche.

La seconda, invece, sfrutta un campo magnetico per valutare la struttura delle ossa e non solo; la sua particolare capacità di differenziazione dei tessuti rende questo esame particolarmente adatto per lo studio delle articolazioni.La radiografia, che utilizza radiazioni ionizzanti come la Tc, consente di diagnosticare traumi e patologie ossee ed è il primo esame da eseguire in caso di traumi e di sospette fratture”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, Giletti con ‘La tv fa 70’ vince la serata

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(Adnkronos) – Lo show celebrativo per i 70 anni della televisione, ‘La Tv fa 70’, condotto da Massimo Giletti su Rai1 si è aggiudicato gli ascolti della serata di ieri con 2.511.000 telespettatori e il 20% di share.Il ‘Grande Fratello’ su Canale 5 ha registrato 2.239.000 telespettatori e il 16,5%.

Terzo posto per Rai3 che con ‘Chi l’ha visto?’ ha ottenuto 1.855.000 telespettatori e il 10,7% di share. Appena fuori dal podio Italia 1 con ‘Taken 3 – L’ora della verità’, seguito da 1.439.000 telespettatori pari al 7,7%, mentre Rai2 con la terza puntata di ‘Mare Fuori 4’ ha raccolto 995.000 telespettatori e il 5,7% di share. ‘Una Giornata Particolare – I Medici: La congiura dei pazzi’, in replica su La7, ha registrato 899.000 telespettatori e il 4,9% e Retequattro con ‘Fuori dal Coro’ ha segnato il 4,5% di share e 670.000 telespettatori.Chiudono la classifica Tv8 con ‘Italia’s Got Talent’ (560.000 telespettatori, share 3%) e Nove con ‘Stargate – La porta delle stelle’ (320.000 telespettatori, share 1,8%).  Nell’access prime time domina Rai1 con ‘Cinque Minuti’ (4.371.000 telespettatori, share 21,4%) e, a seguire, ‘Affari Tuoi’ (5.313.000 telespettatori, share 25,3%).

Su Canale 5 ‘Striscia la notizia’ è stato visto invece da 3.213.000 telespettatori pari al 15,3%.Anche nel preserale Rai1 è vincente con ‘L’Eredità’, che ha conquistato 4.632.000 telespettatori e il 26,3%, mentre ‘Avanti un altro!’ su Canale 5 ha ottenuto 3.781.000 telespettatori e 22,4% di share.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Oppenheimer’ super favorito agli Oscar

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(Adnkronos) – La Notte degli Oscar si avvicina e, aspettando di poter rivedere per la quarta volta sul palco del Dolby Theatre Jimmy Kimmel, come conduttore, insieme a ospiti del calibro di Al Pacino, Nicolas Cage o Zendaya, gli esperti di Sisal hanno già pronosticato i vincitori.E non hanno (quasi) dubbi che ‘Oppenheimer’ possa conquistare più statuette di tutti, dopo aver collezionato 12 candidature agli Oscar, 5 Golden Globe, 7 Bafta e 8 Critics Choice Award, una candidatura al Cesar, 5 candidature a People’s Choice Awar.

Solo in Italia – ricorda una nota Sisal – la pellicola ha incassato 27,2 milioni di euro, un successo che, secondo gli esperti Sisal, varrà la vittoria di ben 8 statuette.  L’avvincente storia del fisico che mise a punto la bomba atomica porterà a Christopher Nolan il riconoscimento per miglior regista a 1,05 e, a tutto il cast, quello di miglior film che è invece offerta a 1,08.Mentre, la straordinaria interpretazione di Cillian Murphy lo vedrebbe sul palco di Los Angeles a ritirare l’Oscar quale miglior attore si gioca a 1,10.

Ad ‘Iron man’ Robert Downey Jr.spetterebbe lo spettacolo di poter godere dell’applauso del Dolby per migliore attore non protagonista, in quota a 1,05.

Gli altri 4 premi che secondo gli esperti di Sisal riceverà Oppenheimer il 10 marzo sono: Miglior colonna sonora (1,05); Miglior fotografia (1,08); Miglior sonoro (1,40) e Miglior montaggio (1,08).  ‘Killers of the flower moon’, l’ultimo capolavoro di Martin Scorsese, nei suoi 206 minuti ha saputo raccontare senza filtri il lato oscuro dell’America degli anni ‘20 attraverso la storia dello sterminio della tribù Osage.La straordinaria interpretazione dell’attrice nativa-americana Lily Gladstone, nel ruolo di Mollie Kyle, le ha già valso il plauso della critica.

Oggi è la favoritissima, a 1,65, anche per il riconoscimento agli Oscar quale Miglior attrice.  Da ‘Vine Joy Randolph sembra non avere rivali per essere la Migliore attrice non protagonista (1,05).In ‘The holdovers’, la sua Mary è un personaggio fortemente empatico e con cui ha saputo, in modo magistrale, trasmettere il dolore per il lutto di un figlio e la successiva elaborazione.

Ha fatto commuovere e immedesimare tanti spettatori, tant’è che per questo ruolo ha già vinto il Golden Globe, il Critics Choice Award, il Premio Bafta e lo Screen Actors Guild Award.Manca solo la statuetta degli Oscar in una gara che la vede partire, al momento, davanti a tutte le altre candidate.  ‘The Zone of Interest’, scritto e diretto dal regista e sceneggiatore inglese Jonathan Glazer, potrebbe aggiudicarsi l’Oscar per il Miglior film straniero, vincente a 1,05.

La pellicola, presentata all’ultimo di Festival di Cannes, è stata accolta in modo molto positivo dalla critica per come, attraverso la quotidianità della famiglia del comandante del campo concentramento di Auschwitz Rudolf Höß, ha riacceso i riflettori sull’Olocausto.Il film sta inoltre continuando a raccogliere consenso anche dal pubblico italiano essendo terzo in classifica al Box Office. Per restare aggiornati sulle quote e i pronostici Sisal – conclude la nota -è possibile consultare: https://www.sisal.it/scommesse-matchpoint/quote/spettacolo/oscar.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, Putin avverte l’Occidente: “Abbiamo armi per colpirvi”

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(Adnkronos) – ”L’operazione militare speciale che la Russia” sta conducendo in Ucraina da due anni ”è una lotta giusta per la sicurezza e la sovranità” di Mosca.Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rivolgendosi all’Assemblea federale russa in quella che, secondo il suo portavoce Dmitry Peskov, può essere considerato il suo messaggio elettorale in vista delle presidenziali di metà marzo.

Mosca, ha sottolineato Putin, ”non permetterà a nessuno di interferire nei propri affari interni”.Tra l’altro, ha aggiunto, ”la maggioranza assoluta dei russi sostiene l’operazione militare speciale” e ”i combattenti sanno che l’intero Paese è con loro”. Inoltre, secondo il presidente russo, ”l’Occidente voleva fare con la Russia lo stesso che ha fatto con l’Ucraina, per portare discordia e indebolirla dall’interno, ma ha sbagliato i calcoli”.

In Ucraina, ”le forze armate russe stanno avanzando con sicurezza in varie direzioni”, ha aggiunto, sottolineando che ”le capacità di combattimento delle forze armate russe sono aumentate molte volte”. In un messaggio alle nazioni occidentali che potrebbero prendere in considerazione l’invio di truppe in Ucraina, Putin ha avvertito che la Russia reagirà e “sconfiggerà” la Nato sul proprio territorio: “Devono capire che anche noi disponiamo di armi in grado di colpire obiettivi sul loro territorio”. “Si stanno preparando a colpire il nostro territorio e utilizzano le migliori forze possibili per farlo.Ma ricordiamo il destino di coloro che hanno tentato di invadere il nostro territorio e, naturalmente, il loro destino sarà molto più tragico di qualsiasi cosa potremmo affrontare”, ha detto il leader del Cremlino, secondo cui la minaccia di espansione potrebbe innescare un “conflitto con l’uso delle armi nucleari e di conseguenza la distruzione della civiltà”. Putin sostiene inoltre che i russi sono vittime della cosiddetta “russofobia” che definisce “insensata”: “Senza una Russia forte e sovrana non può esserci un ordine mondiale stabile”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scontri Pisa, Tajani: “Fare processo a forze dell’ordine è un errore”

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(Adnkronos) – “Dobbiamo ricordare cosa rischiano ogni giorno poliziotti, carabinieri, finanzieri, agenti della polizia penitenziaria e la polizia locale.Sono persone che guadagnano poco e rischiano la pelle.

Non è facile stare giorno e notte sulla strada per garantire la sicurezza.Guai a togliergli la solidarietà.

Fare il processo alle forze dell’ordine è un grave errore”.Af affermarlo il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un convegno sull’energia intervendo sugli scontri ai cortei di Pisa e Firenze.  “La sinistra ha provato a farlo, ma non si può pensare che l’errore di qualcuno, può essere imputato a migliaia di uomini e donne che indossano la divisa.

Forza Italia resta a sostegno delle forze dell’ordine.Se qualcuno ha sbagliato sarà sanzionato giustamente, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio”, ha aggiunto. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto a 73 anni Luis Molteni, l’attore era considerato il Danny DeVito italiano

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(Adnkronos) – Dagli amici dell’ambiente cinematografico era definito il ‘Danny DeVito italiano’, per un aspetto molto simile a quello dell’attore statunitense.Luis Molteni, all’anagrafe Gianluigi Molteni, caratterista sul piccolo e grande schermo, è morto a Roma all’età di 73 anni.

L’attore è presente in un film in questi giorni nelle sale, ‘Romeo è Giulietta’ di Giovanni Veronesi e interpretato da Sergio Castellitto, Pilar Fogliati, Geppi Cucciari e Maurizio Lombardi. Luis Molteni aveva esordito al cinema con il regista Maurizio Nichetti con un piccolo ruolo in ‘Ho fatto splash’ (1980), con cui tornò a recitare in ‘Domani si balla!’ (1983), ‘Ladri di saponette’ (1989), ‘Palla di neve’ (1995) e ‘Luna e l’altra’ (1996).La sua filmografia comprende 118 titoli, alternando ruoli da co-protagonista a semplici cameo.

Tra i film in cui ha recitato: ‘Nero’ (1992) di Giancarlo Soldi, ‘Perdiamoci di vista’ (1994) e ‘Viaggi di nozze’ (1995) di Carlo Verdone, ‘Il trionfo dell’amore’ di Clare Peploe (2001), ‘Tutta la conoscenza del mondo’ (2001) di Eros Puglielli, ‘Pinocchio’ di Roberto Benigni, dove ha interpretato l’Omino di burro, ‘Tutti all’attacco’ di Lorenzo Vignolo (2005), ‘Miacarabefana.it’ (2009) di Lodovico Gasparini e il suo seguito ‘S.O.S.Befana’ (2011) di Francesco Vicario. In tv Molteni è apparso in episodi di ‘Distretto di Polizia 2’, ‘Elisa di Rivombrosa’, ‘Don Matteo 4’, ‘Crimini’, ‘Il commissario Manara’, ‘L’ispettore Coliandro’, ‘Distretto di Polizia 10’, ‘Un medico in famiglia 8’, ‘Don Matteo 10’, ‘Sono Lillo’. Nato a Seregno, in Brianza, il 5 novembre 1950, Molteni iniziò la carriera recitando a teatro nello spettacolo ‘Quelli di Grock’ tra il 1979 e il 1985.

Ha continuato a lavorare sul palcoscenico a lungo, recitando in ‘Arti Mestieri’ (1988-1991), ‘Sumerycon (ovvero Nutella amara)’ (1991, con Corrado Guzzanti, Francesca Reggiani e Cinzia Leone), ‘A piedi nudi nel parco’ (1993-1994, diretto da Sergio Castellitto e Margaret Mazzantini), ‘Igloo’ (1997-1998), ‘Irma la dolce’ (2002), ‘Scherzi d’amore’ (2004, con Francesca Reggiani e Rolando Ravello), nonché ‘La guerra dei Roses’ (2007-2008) diretto da Ugo Chiti.Nella stagione teatrale 2015-2017 ha preso parte allo spettacolo ‘Il principe abusivo’ con Alessandro Siani e Christian De Sica. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grande Fratello, Marco Maddaloni lascia momentaneamente la casa: cosa succede

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(Adnkronos) – Marco Maddaloni ha lasciato temporaneamente oggi, giovedì 29 febbraio, la casa del Grande Fratello.Sul sito del reality si legge solo che l’uscita è legata a motivi personali.

Judoka, napoletano, due volte campione d’Europa, tre medaglie d’oro conquistate in Coppa del Mondo, 7 volte campione italiano, Maddaloni è sposato e ha tre figli.Nel 2013 ha partecipato a Pechino Express e nel 2019 ha vinto la quattordicesima edizione de L’isola dei famosi.

Marco ha deciso di devolvere l’intero montepremi allo Star Judo Club, il Centro sportivo della sua famiglia a Scampia: la palestra Maddaloni è attiva a 360°.Aiuta gli ultimi e lo sport è un’alternativa valida per i giovani e per tutte le periferie. Maddaloni ha lasciato la casa nella notte, al termine della 40esima puntata.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Credito, 1 italiano su 5 ha più di quattro debiti. Ecco l’identikit

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(Adnkronos) – Uomo, over 40, impiegato in attività commerciali a tempo indeterminato, due debiti contratti a causa di prestiti personali per una cifra tra i 10mila e i 20mila euro: questo è l’identikit della persona media indebitata in Italia.A livello geografico, in Lombardia (16,1%), Lazio (11,8%) e Campania (9,2%) si riscontra il maggior numero di persone con debiti.

Complessivamente un italiano su cinque ha più di quattro debiti da saldare e oltre la metà impiega almeno due anni per estinguere il proprio passivo. È quanto emerge dal primo Osservatorio sull’indebitamento di Bravo, la fintech che opera nella gestione e liquidazione dei debiti privati, che ha intervistato oltre 9mila persone che affrontano una situazione di indebitamento per analizzare la situazione nel Paese. Il Co-Country Manager di Bravo in Italia, Daniel Martinez, indica che “nel 2023 il debito medio a persona è stato pari a circa 25.500 euro, in crescita del 6,6% rispetto all’anno precedente”. “L’inflazione e il caro vita – spiega – hanno aumentato le difficoltà finanziarie degli italiani ed a indebitarsi sono in prevalenza gli over 40 residenti al nord, con un lavoro stabile, perché hanno tutte le condizioni che consentono di accedere al credito”.Martinez osserva inoltre che “nell’ottica di prevenire situazioni di indebitamento, è importante acquisire competenze di finanza personale, informarsi sulle condizioni di richiesta di prestiti e prodotti finanziari, porsi obiettivi di risparmio costanti e raggiungibili, pianificare con precisione le proprie spese sulla base delle entrate e delle uscite mensili”.  L’Osservatorio evidenzia alcune tendenze significative rispetto al tema dell’indebitamento, tracciando una panoramica della situazione in Italia.

Due terzi dei debitori intervistati sono uomini, il 57% ha un’età compresa tra 40 e 59 anni, ma nell’ultimo anno c’è stato anche un incremento del 3-4% di soggetti tra i 30 e i 39 anni, che rappresentano il 17,3% del totale.La grande maggioranza ha un lavoro stabile, a dimostrazione di come l’indebitamento sia un fenomeno trasversale e non limitato alle categorie più fragili.

Il 69,7% del campione analizzato ha un contratto a tempo indeterminato, prevalentemente come impiegati in attività commerciali e nei servizi (39%), seguiti da artigiani e operai specializzati (17,2%) e da lavoratori con mansioni da ufficio (14%).Il 14,7% è in pensione, solo il 5% è disoccupato. “Le persone con un lavoro stabile hanno una maggiore propensione a richiedere prestiti, sia perché spesso avere un contratto a tempo indeterminato è un requisito fondamentale per ottenerli (soprattutto per importi elevati) sia perché la sensazione di stabilità porta a contrarre più debiti, senza considerare che il reddito non solo non aumenta, ma il potere d’acquisto viene eroso dall’inflazione” commenta Cristina Cervantes, Co-Country Manager di Bravo in Italia.

La manager avverte che “per non ricadere in una situazione di sovraindebitamento, il pagamento dei debiti non dovrebbe mai assorbire più del 20% del proprio reddito, per evitare che diventi ingestibile nel tempo”.  L’analisi di Bravo ha inoltre rivelato che per quasi 8 persone su 10 (77%) le cause d’indebitamento riguardano prestiti personali (finalizzati e non).La carta revolving è indicata dal 14% degli intervistati, mentre la carta di credito e il fido bancario rispettivamente dal 6% e dal 2,5%.

Questa suddivisione riflette la varietà di strumenti finanziari utilizzati dalle persone per far fronte alle esigenze di liquidità immediata, ma sottolinea anche la necessità di una gestione finanziaria oculata per evitare l’accumulo di debiti. Dai dati raccolti da Bravo emerge che per estinguere i debiti oltre la metà degli intervistati (51%) impiega circa 24 mesi, mentre il (46,8%) al massimo un anno e il 2,2% necessita di almeno 36 mesi.Secondo l’Osservatorio di Bravo, una persona su tre (32,4%) si trova a dover gestire due debiti, il 26,7% solo uno, mentre il 21,7% arriva a tre.

Al crescere del numero di debiti le percentuali si abbassano: solo il 10,5% ne conta quattro, il 4,9% cinque, il 3,8% almeno sei.  Per quanto riguarda l’entità del debito per singola persona, nel 18,6% dei casi è fino a 10mila euro, nel 32,1% tra 10mila e 20mila euro, il 20,8% tra 20mila e 30mila euro, il 20% tra 30mila e 50mila e l’8,5% oltre 50mila euro. Analizzando il campione intervistato da Bravo su base geografica, le regioni settentrionali evidenziano una maggiore presenza di persone indebitate (il 43,6% del totale nazionale) rispetto a quelle centrali (22,3%) e meridionali (34,1%), che si spiega con la presenza di redditi mediamente più elevati e di più opportunità di lavoro stabile in queste regioni rispetto al resto d’Italia, con una conseguente maggiore facilità di accesso al credito.  La maggior parte delle persone in situazioni di indebitamento risiede in Lombardia (16,1%), Lazio (11,8%) e Campania (9,2%).Seguono Piemonte (8,2%), Sicilia (7,6%) ed Emilia Romagna (7,1%).

Al contrario, la Valle d’Aosta registra la percentuale più bassa, con solo lo 0,23% della popolazione con debiti da saldare.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Usa, nuovi guai per Trump: giudice lo esclude dalle primarie in Illinois

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(Adnkronos) – Con una mossa a sorpresa, una giudice dell’Illinois ha escluso l’ex presidente Donald Trump dal voto per le primarie Repubblicane del 19 marzo prossimo, sulla base del divieto di candidarsi previsto dal 14mo emendamento, sezione Tre, per coloro che si rendano responsabili di atti di insurrezione.La decisione è sospesa fino a venerdì.  La giudice democratica Tracie R.

Porter, della State Circuit Court della contea di Cook, ha stabilito che l’ex presidente Donald J.Trump non è idoneo a comparire sulla scheda elettorale alle primarie dello stato.

La decisione crea incertezza per le elezioni di marzo, in cui il voto anticipato è già in corso. Essendo la decisione sospesa fino a venerdì, Trump può rimanere sulla scheda elettorale dell’Illinois almeno fino ad allora.Un portavoce della campagna di Trump ha detto che la sentenza è incostituzionale e ha promesso di ricorrere in appello.  Intanto la Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato di esprimersi sull’immunità dell’ex presidente.

La Corte ha accettato di accelerare il caso e di ascoltare le argomentazioni pro e contro nella settimana del 22 aprile.I giudici, che sono a maggioranza conservatrice (6 contro 3), valuteranno se il procedimento giudiziario contro Trump relativo alle accuse di aver cospirato per sovvertire i risultati delle elezioni del 2020 potrà andare avanti o se ha il diritto all’immunità presidenziale.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scontri Pisa, oggi informativa Piantedosi. Meloni: “Sanzioni a chi sbaglia ma pericoloso togliere sostegno a polizia”

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(Adnkronos) –  Resta alta la tensione dopo i fatti di Pisa e Firenze.Oggi il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sarà in Parlamento per un’informativa, prima alla Camera (alle 11 ) poi al Senato (alle 15).

E mentre ieri a Torino alcune decine di persone appartenenti all’area dell’autonomia e dei centri sociali hanno assaltato una volante, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – in un’intervista al Tg2 Post – ha deciso di intervenire su quanto avvenuto la scorsa settimana. “Penso che sia molto pericoloso togliere il sostegno delle istituzioni a chi ogni giorno rischia la sua incolumità per garantire la nostra, è un gioco che può diventare molto pericoloso”, ha detto la premier. “Le lezioni sul governo autoritario da parte di quelli che sparavano con gli idranti su lavoratori inermi seduti a terra perfettamente immobili o che rincorrevano gli italiani da soli in spiaggia con i droni anche no”, ha poi aggiunto facendo riferimento a episodi accaduti durante le proteste contro il green pass o nella prima fase della pandemia. “Penso che per giudicare correttamente quanto accaduto sia utile raccontare qualche numero: dal 7 ottobre scorso, data dell’attacco di Hamas contro Israele, in Italia ci sono state oltre mille manifestazioni, in quelle manifestazioni ci sono stati 26 agenti feriti.Nel 2023 gli agenti feriti nelle manifestazioni sono stati complessivamente 120, i casi in cui ci sono stati problemi in queste manifestazioni, momenti di tensione, sono il 3%”, ha quindi affermato. “Noi a differenza di quanto accaduto in altri Paesi europei abbiamo scelto di non vietare le manifestazioni a favore della Palestina, da noi la libertà di manifestazione viene garantita indipendentemente da ciò per cui si manifesta – ha proseguito la premier – In altri Paesi non è stato così, noi abbiamo scelto di garantirle, quelle manifestazioni sono state moltissime ma i dati dicono che la gestione dell’ordine pubblico molto complessa oggettivamente è stata una gestione per la quale nel 97% dei casi non ci sono stati problemi”. La scorsa settimana, a Pisa, le forze dell’ordine hanno effettuato cariche contro un corteo di studenti. “In alcuni casi ci sono stati problemi, se ci sono degli errori, delle responsabilità, degli abusi, chiaramente si devono sanzionare.

Però non si può parlare delle forze dell’ordine solo quando qualcosa non funziona, perché in tutti gli altri casi, nei casi in cui ci sono stati 120 agenti di polizia che sono finiti all’ospedale, che sono stati feriti per garantire l’ordine pubblico, la nostra incolumità e magari anche con stipendi inadeguati, nessuno ha detto a loro grazie”, ha quindi affermato la presidente del Consiglio. “Allora forse è il caso di fare anche questo, dire grazie alle forze dell’ordine per il lavoro che fanno ogni giorno.Fermo restando che se poi qualcuno sbaglia chiaramente si deve intervenire e si deve sanzionare come prevede il nostro ordinamento”, ha aggiunto la premier. Le parole di Meloni sono arrivate poche ore dopo rispetto ai momenti di tensione ieri davanti alla questura di Torino, dove un gruppo di persone appartenenti all’area dell’autonomia e dei centri sociali hanno assaltato una volante per impedire il trasferimento di un cittadino straniero, che nella notte era stato denunciato perché sorpreso a imbrattare un sottopasso alla periferia del capoluogo piemontese scritte offensive, a un centro di rimpatrio.

Un agente è rimasto ferito. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiamato il capo della Polizia per essere informato di quanto avvenuto e per esprimere solidarietà agli agenti della pattuglia aggredita a Torino.Ribadendo fiducia e vicinanza nei confronti della Polizia, ha riferito il Quirinale. “Sono sdegnato per la gravissima aggressione ad un mezzo della Polizia di Stato oggi pomeriggio nel centro di Torino.

Questo inaccettabile atto di violenza è sintomatico del clima di veleno e sospetto a cui sono sottoposti in questi giorni le Forze dell’ordine e in particolare la Polizia di Stato, a cui va la mia solidarietà e vicinanza”, ha dichiarato dal canto suo il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Come ministro dell’Interno – ha aggiunto Piantedosi – mi prodigherò in ogni sede per affermare la dignità e l’onore di lavoratori e servitori dello Stato che quotidianamente, anche mettendo a rischio la loro incolumità personale, concorrono ad affermare i valori di libertà e democrazia nel nostro Paese”. Sempre ieri, a meno di una settimana dalle manganellate agli studenti di Pisa e Firenze, c’è stato un avvicendamento ai vertici della polizia.A quanto apprende l’Adnkronos, Silvia Conti, dirigente del Reparto Mobile di Firenze, è stata trasferita ad altro incarico.

Secondo quanto fatto sapere da fonti della sicurezza, il cambiamento era già programmato da prima della manifestazione di Pisa in cui si sono verificati gli scontri.Conti non ha avuto un ruolo operativo nella gestione dell’ordine pubblico a Pisa: il dirigente del reparto mobile organizza uomini e mezzi nella sede del reparto e li invia nel luogo della manifestazione, ma le squadre sono poi affidate al funzionario della questura locale che gestisce l’ordine pubblico. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)