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Iran oggi al voto tra stanchezza politica e crisi economica

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(Adnkronos) – Sullo sfondo di due guerre a cui non è certo estraneo, a Gaza come attore protagonista e in Ucraina più defilato, l’Iran vota oggi per il rinnovo del Parlamento e dell’Assemblea degli Esperti.In quelle che saranno le prime consultazioni nazionali dalla morte nel settembre 2022 di Mahsa Amini, che innescò un’ondata di proteste antigovernative, i vincitori annunciati sono i cosiddetti ‘principalisti’ (gli ultraconservatori), mentre il Fronte riformista, che raggruppa 31 fazioni, ha annunciato il boicottaggio.

Decisivo, come sempre nella Repubblica islamica per valutare il livello di sostegno popolare al sistema, sarà il dato dell’affluenza.Le stime non fanno sorridere gli ayatollah: gli ultimi sondaggi indicano che sarà tra il 37 ed il 46%, con grandi differenze tra Teheran, dove è stimata intorno al 17%, e le altre province. Come sempre accade alla vigilia delle elezioni, la Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha lanciato un appello per una partecipazione “massiccia”.

Prendendo la parola durante un incontro con un gruppo di giovani che voteranno per la prima volta, Khamenei ha sottolineato che un’alta partecipazione alle elezioni causerà “una delusione per i nemici che tengono gli occhi puntati sull’Iran” per poi tentare di pungere nell’orgoglio gli iraniani. “Venerdì andranno alle urne tutti coloro che amano l’Iran e la Repubblica islamica, la rivoluzione, il potere nazionale ed il progresso”, ha scandito, prima di scatenarsi con la solita retorica anti-statunitense e anti-israeliana. Secondo Raffaele Mauriello, docente dell’Università ‘Allameh Tabatabai’ di Teheran, le elezioni “non democratiche ma con elementi democratici” di oggi non vanno sottovalutate, malgrado tutte le loro imperfezioni.Innanzitutto per il ‘peso’ che ha il Majlis, uno dei tanti organi politici della Repubblica islamica, che oltre ad approvare i singoli ministri ed il budget, ha il compito di votare anche gli accordi internazionali come avvenuto nel 2015 per il Jcpoa, l’intesa sul nucleare.

Il Paese, spiega all’Adnkronos il professore, arriva al voto in un clima di “stanchezza” economica e politica e in un momento in cui la Repubblica islamica è alle prese con una “crisi di legittimità”.  L’economia “non brilla”, taglia corto, sottolineando come il Paese fatichi a rialzarsi dopo il combinato disposto del Covid-19 che si è sommato alle sanzioni ripristinate dagli Stati che hanno avuto un’incidenza “devastante”.L’inflazione è schizzata in alto (l’ultimo dato di autunno della Banca Centrale indicava un più 56%), ma finalmente da circa un anno – ed è tra i meriti del governo Raisi – i prezzi stanno iniziando a tornare sotto controllo.

Quei problemi già visti verso la fine del mandato di Hassan Rohani sono esplosi sotto l’attuale presidenza e l’inflazione ha toccato livelli “mai visti nella storia della Repubblica islamica”. C’è anche una malcelata stanchezza politica.Le proteste nazionali innescate dalla morte in custodia della polizia di Amini, che secondo Mauriello nascevano di fondo da problemi economici ed erano “più complesse” di una semplice battaglia femminista come è stata rappresentata, hanno portato “pochi risultati”, ma proprio sull’obbligo di indossare velo si sono registrati “passi avanti” sul piano pratico.  “Oggi tante donne a Teheran non lo portano, anche se la legge non è cambiata”, precisa.

Il momento è “cruciale”, prosegue il professore, ricordando come lo stesso Raisi, il presidente eletto con il numero più basso di voti nella storia dell’Iran, abbia faticato nella prima fase del suo mandato e solo ora sia riuscito a “consolidare” la sua amministrazione.Intanto a Teheran c’è un clima di relativa tranquillità, ma le autorità per sicurezza in questi giorni hanno imposto qualche limite in più alle comunicazioni con l’esterno. Mauriello evidenzia come in queste elezioni parte dei candidati ammessi siano indipendenti, mentre sono pochi i riformisti.

Secondo la Bbc, sono solo 30.Ci sono, è vero, liste elettorali, ma si sono costituite solo dopo il via libera del Consiglio dei Guardiani e sulla base della sensibilità dei politici che hanno ricevuto il via libera.

A Teheran ci sono tre liste, una riconducibile all’ex sindaco e attuale Speaker, Mohammed Bagher Qalibaf, una a Raisi e una chiamata ‘Voce della Nazione’, guidata da Ali Motahari e che vede tra le sue fila la 44enne Afifeh Abedi, una delle rare riformiste ammesse al voto.  Un personaggio che promette di far parlare di sé e che rappresenta a pieno il “ricambio generazionale” a livello politico in corso in Iran, precisa Mauriello, sottolineando come i politici che a lungo sono stati per l’Occidente punti di riferimento sono usciti di scena o sono sul punto di farlo.L’unico caposaldo sono i Guardiani della Rivoluzione che continuano ad avere “tantissimo peso” sulla scena politica e rappresentano sempre più “l’ossatura dello Stato”. Secondo i media ufficiali, 15.200 candidati tra cui 1.713 donne – oltre il doppio delle 819 registrate nel 2020 – si sfideranno per i 290 seggi del nuovo Majlis, che si insedierà a fine maggio.

Gli occhi saranno puntati anche sull’Assemblea degli Esperti, organo composto da 88 membri eletti ogni otto anni, che elegge ed, eventualmente, può rimuovere la Guida Suprema e che assume un ruolo fondamentale visto che Khamenei ad aprile spegnerà 85 candeline.  Nelle scorse settimane ha suscitato scalpore l’esclusione dalla corsa all’Assemblea degli Esperti dopo tre mandati consecutivi dell’ex presidente, Hassan Rohani.Le motivazioni di questa decisione non sono state chiarite.

Probabilmente sono politiche, ma è anche una conferma di un ricambio generazione che a livello politico si sta concretizzando lontano dagli occhi dell’Occidente. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Erba, a Brescia l’udienza sulla revisione: Olindo e Rosa in aula

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(Adnkronos) – La strage di Erba riapproda oggi, venerdì 1 marzo 2024, in un’aula di giustizia.Davanti alla seconda sezione della corte d’Appello di Brescia, a 13 anni dalla condanna definitiva all’ergastolo decisa dalla Cassazione, che ricalca le due sentenze precedenti, Olindo Romano e Rosa Bazzi tornano a sperare in una revisione che dovrà smontare una sentenza granitica.

Un traguardo insperato per un caso in cui la presenza del testimone oculare, di più confessioni e un movente ha finora messo d’accordo i giudici e che, invece, a sorpresa, di recente ha diviso la procura generale di Milano.  Sarà il procuratore generale di Brescia Guido Rispoli e l’avvocato generale dello Stato Domenico Chiaro a rappresentare la pubblica accusa e a contrastare una difesa che, per la prima volta nella storia, può contare su una richiesta di riapertura del processo firmata da un magistrato, il sostituto pg di Milano Cuno Tarfusser, convinto dell’innocenza della coppia condannata per il quadruplice omicidio.A quasi 18 anni di distanza si parlerà ancora di quanto accaduto nella corte di via Diaz a Erba (Como) la sera dell’11 dicembre del 2006 quando sotto i colpi di spranga e coltelli vengono uccisi Raffaella Castagna (30 anni), il figlio Youssef Marzouk di soli due anni, la nonna materna del piccolo Paola Galli (57).

E’ la mancina Rosa ad affondare la lama nella gola del bambino.  Le fiamme appiccate cancellano le tracce, ma quando gli aggressori si chiudono alle spalle la porta dell’appartamento di Raffaella si trovano di fronte, increduli, i vicini di casa: si salva per una malformazione alla carotide Mario Frigerio brutalmente assalito da Olindo, viene colpita sulle scale e poi nella loro mansarda la moglie Valeria Cherubini (55).Dicono questo le sentenze contro i coniugi Romano animati da un profondo odio verso la famiglia Castagna-Marzouk.  
Olindo e Rosa saranno in Aula oggi, lontano dai giornalisti accreditati a cui sarà possibile seguire l’udienza solo da uno schermo, in una stanza accanto.

Saranno assenti (tranne Azouz) i parenti dei familiari delle vittime, parti civili, che preferiscono restare lontano dal circo mediatico.  In aula l’accusa prenderà la parola per prima: facile prevedere che si pronuncerà per l’inammissibilità del ricorso della difesa (gli avvocati Fabio Schembri, Nico D’Ascola, Luisa Bordeaux e Patrizia Morello) che ha, al suo arco, medici e consulenti di fama internazionale, oltre a una ventina di testimoni.La lista presentata è lunga tra vicini di casa intervenuti per primi la sera della strage, l’ex brigadiere di Como che eseguì l’accertamento tecnico sulla macchia di sangue di Valeria Cherubini trovata sul battitacco della Seat Arosa di Olindo, il testimone che raccontò di una faida per il controllo dello spaccio che avrebbe coinvolto il marito di Raffaella e l’assenza di intercettazioni su giornate cruciali per le indagini.  Il pool difensivo si appella alla scienza per dimostrare che il ricordo del testimone Frigerio (morto nel 2016) è un ricordo falso, indotto da domande suggestive.

Rimette in dubbio le modalità dell’aggressione a Valeria Cherubini, prova a smontare le plurime confessioni ritenute, a suo dire, incomplete ed ‘estorte’ e ritenute, invece, genuine e attendibili in tre gradi di giudizio.Non sarà sufficiente insinuare una crepa in un impianto granitico per provare a ridare la libertà al 62enne ex netturbino detenuto a Opera e a Rosa Bazzi (60) che da gennaio esce ogni giorno dal carcere di Bollate per lavorare in una cooperativa poco distante. Difficile fare pronostici per un caso di cronaca che, nonostante il trascorrere degli anni, continua a far discutere.

Due i possibili scenari per i giudici della corte d’appello di Brescia: il rigetto immediato delle prove contenute nella richiesta di revisione con la conferma dell’ergastolo oppure un provvedimento con cui si chiarisce quali nuovi testimoni sentire in aula.Solo dopo la possibile ‘riapertura’ del dibattimento potrebbe essere riconosciuta l’assenza di responsabilità, e quindi il proscioglimento per Olindo e Rosa. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Navalny, oggi a Mosca i funerali: cimitero sotto stretta sorveglianza

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(Adnkronos) – Funerali oggi a Mosca per Alexey Navalny, il dissidente morto il 16 febbraio scorso nella colonia penale di Kharp in cui era detenuto.La cerimonia funebre – che sarà trasmessa in diretta su Youtube secondo quanto riportato dal team di Navalny – è fissata per le due del pomeriggio (ora locale) nella chiesa dell’Icona della madre di Dio nel quartiere di Maryno, a sud est della capitale russa.

Una cerimonia breve perché il dissidente sarà sepolto poco dopo, alle 16, presso il cimitero Borisovskoe. Il funerale, aperto al pubblico, si terrà nella chiesa ortodossa del quartiere in cui Navalny aveva vissuto con la moglie Yulia e i due figli, Dasha e Zakhar prima dell’avvelenamento dell’agosto del 2000, il successivo trasferimento d’urgenza in Germania, e l’arresto immediato al suo ritorno in Russia sei mesi dopo.L’entourage di Navalny avrebbe voluto che il funerale si svolgesse ieri, ma non c’è stata alcuna risposta positiva alle richieste di un luogo, forse perché in coincidenza del discorso di Vladimir Putin all’Assemblea federale.  E in oltre due ore di discorso in Parlamento, Putin intanto non ha fatto il minimo accenno al dissidente russo.

La scelta di ignorare completamente Navalny, dopo che la vedova è intervenuta ieri al Parlamento europeo, non può certo sorprendere.Putin è noto per non aver mai menzionato in pubblico Navalny, indicandolo di volta in volta come “quel signore”, “quella persona”, “una certa forza politica”. Intanto, alla vigilia delle esequie, nessun carro funebre a Mosca era disponibile per trasportare il corpo del dissidente russo. “Prima non ci è stato permesso di affittare una sala funebre per salutare Alexey”, ora ci dicono che nessun carro funebre accetta di portare il corpo in chiesa dall’obitorio, riferisce il team Navalny, citato da Meduza.  Tutti i conducenti di carri funebri, ha detto uno dei collaboratori di Navalny, Leonid Volkov, “ricevono telefonate anonime di minacce perché non prendano il corpo di Navalny”. “E’ pura follia.

Questo da solo basterebbe per far bruciare all’inferno Putin e i suoi scagnozzi”, ha commentato. La polizia russa ha intanto iniziato già da ieri a sorvegliare il cimitero moscovita di Borisovskoe.Il canale Telegram “We can explain” affermava infatti che agenti di polizia erano impegnati a chiedere i motivi della visita, esaminando i documenti, perquisendo chi entrava nel cimitero e spiegando di essere impegnati nella “prevenzione di operazioni terroristiche”.

RusNews riferiva di pattuglie di agenti attorno al cimitero, mentre venivano predisposte recinzioni metalliche e installate telecamere sui lampioni.Altri agenti stazionavano davanti alla vicina uscita della metropolitana.  “Pensavo che avrei avuto tempo per preparare questo discorso, ma prima abbiamo impiegato una settimana ad ottenere il corpo di Alexey e per organizzare il funerale.

Poi ho scelto il cimitero e la bara.Il funerale si terrà dopodomani e non sono sicura se sarà pacifico o se la Polizia arresterà coloro che verranno a dire addio a mio marito”, le parole della vedova Yulia Navalnaya ieri a Strasburgo. Intanto, alla vigilia dei funerali e a due settimane dalla morte, il ministero dell’Istruzione in Russia ha riproposto sulla piattaforma per gli insegnanti Edinyurok.rf un video diretto agli studenti e ai loro docenti in cui si ribadisce la proibizione a partecipare a manifestazioni non autorizzate.  Il video di tre minuti “per la prevenzione della partecipazione di minorenni a manifestazioni non autorizzate”, già diffuso la prima volta l’agosto del 2022, mostra spezzoni di proteste e ricorda che gli organizzatori di ‘rally’ sono tenuti a coordinare la loro azione con le autorità.  In caso contrario, la protesta, si sottolinea, è illegale.

Come negli Stati Uniti e i diversi Paesi europei, dove, per aver partecipato a un evento illegale, “rischi multe enormi o anche fino a dieci anni di carcere”.La piattaforma “lezioni unificate”, voluta dalla Presidente del Consiglio della Federazione e introdotta nel 2015, Valentina Matviienko, propone materiali per insegnanti caldeggiati dal ministero. L’incaricato d’affari dell’ambasciata d’Italia a Mosca parteciperà ai funerali di Navalny, si apprende intanto da fonti della Farnesina, secondo cui su istruzioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, il numero due dell’ambasciata, Pietro Sferra Carini, seguirà la cerimonia in chiesa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sicurezza Pubblica a Castellammare di Stabia: Analisi del Territorio e Impegno Antimafia

Approfondiamo la riunione strategica a Castellammare di Stabia, con sindaci della penisola sorrentina e forze dell’ordine sulla sicurezza pubblica.Analisi geografica della sicurezza, impegno antimafia e prospettive per una stagione turistica sicura.

Castellammare di Stabia: Riunione Strategica sulla Sicurezza Pubblica con Autorità Locali

Il  Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito nel Comune di Castellammare di Stabia, presieduto dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, con la partecipazione delle Commissioni Straordinarie di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, i Sindaci dei Comuni della penisola sorrentina, il Presidente del Tribunale, il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, il Procuratore aggiunto di Napoli – DDA, i vertici provinciali delle Forze dell’ordine e il rappresentante della Città metropolitana.

**Analisi del Contesto: Variazioni Geografiche nella Sicurezza Pubblica**

L’incontro ha esaminato l’ordine e la sicurezza pubblica nei comuni di Torre Annunziata, Boscoreale, Castellammare di Stabia e nella penisola sorrentina.

Emergono differenze significative, con una maggiore incidenza della criminalità nell’area torrese-stabiese rispetto a quella della penisola sorrentina.

**Impegno dei Sindaci della Penisola Sorrentina per la Sicurezza Locale**

I sindaci della penisola sorrentina hanno illustrato il loro impegno nel migliorare il territorio, focalizzandosi su regole, tutela paesaggistica, contrasto all’abusivismo edilizio e commerciale, oltre al monitoraggio di aree critiche tramite tecnologie avanzate.

**Azioni delle Forze dell’Ordine e Impegno Antimafia**

I vertici delle forze dell’ordine hanno presentato i risultati delle loro operazioni, evidenziando l’impegno contro la criminalità.Il Prefetto ha sottolineato l’attenzione delle consorterie criminali sulle attività economiche, testimoniato dalla Prefettura con azioni antimafia.

**Pianificazione per la Stagione Turistica: Incremento dei Controlli**

In vista della stagione turistica, il Prefetto ha annunciato un aumento dei controlli su tutta l’area, frequentata da turisti.

Questo intervento non solo mira a garantire la sicurezza ma contribuirà anche a rafforzare la percezione di sicurezza tra i cittadini.

MasterChef 13, l’annuncio del vincitore in finale – Video

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(Adnkronos) – L’annuncio del nome del vincitore chiude MasterChef Italia, edizione numero 13 dello show di Sky.Bruno Barbieri annuncia il verdetto della finale: a contendersi il titolo Eleonora Riso, Michela Morelli e Antonio Mazzola.

Ecco il momento della proclamazione.  Immagini concesse da Sky.MasterChef Italia è sempre disponibile on demand. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo sull’Italia, è ancora allerta rossa per il Veneto

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(Adnkronos) – Il maltempo non molla l’Italia e soprattutto il Veneto dove, anche oggi venerdì 1 marzo, è ancora allerta rossa per le condizioni meteo, con la pioggia protagonista nonostante il progressivo miglioramento annunciato.Situazione da monitorare anche in Emilia Romagna, con porzioni della regione caratterizzate dall’allerta arancione.  Da giorni il Veneto convive con un quadro meteo complicato.

La pioggia ha creato disagi e ‘gonfiato’ i fiumi soprattutto nella zona di Vicenza.Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile della Regione ha emesso un avviso di criticità, valido fino alle 20 di oggi. Le condizioni di maltempo si sono attenuate nella giornata di ieri.

Nel primo giorno di marzo, però, è prevista una fase di tempo moderatamente perturbato con precipitazioni diffuse a tratti moderate.La neve dovrebbe cadere a partire da 1600/1800 metri di quota, ma nel corso della giornata potrebbe presentarsi anche a 1200/1400 metri. Sulla base delle previsioni è confermata l’allerta rossa per criticità idrogeologica nel bacino del Basso Brenta – Bacchiglione, in particolare nella bassa padovana, dove la rete secondaria di corsi d’acqua è in sofferenza a causa delle forti precipitazioni dei giorni scorsi.

La criticità idraulica è arancione.Nel bacino dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone l’allerta idraulica è scesa ad arancione, gialla quella idrogeologica.   In Emilia Romagna, prosegue il costante monitoraggio dei fiumi mentre è stata ammessa una nuova allerta, arancione e gialla (per possibili criticità idrauliche e idrogeologiche), dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile e Arpae. “Si conferma una situazione sotto controllo- ha ribadito Irene Priolo, vicepresidente con delega alla Protezione civile-, non si evidenziano problemi particolarmente significativi né sui corsi d’acqua, né in Appennino che non stanno causando isolamenti di popolazione”. La pioggia prevista nella giornata potrebbe comportare incrementi dei livelli dei corsi d’acqua del settore centro-occidentale e potrebbe innescare frane e ruscellamenti lungo i versanti nelle aree montane e collinari centro-occidentali.

Nella pianura ferrarese, attenzione è legata al reticolo secondario dei corsi d’acqua.  In Lombardia, spicca l’allerta gialla che scatterà a Milano.L’annuncio è stato diramato dal Centro monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia.

Il Centro operativo comunale (Coc) della Protezione civile sarà attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambro e per coordinare gli eventuali interventi in città.  Allerta gialla anche in Toscana. “Emessa allerta gialla per rischio idrogeologico su area Bisenzio e Ombrone Pistoiese, Valle del Reno, Mugello, Toscana meridionale e Arcipelago per tutta la giornata” del primo marzo.Previste precipitazioni sparse anche a carattere di rovescio o isolato temporale, più probabili e diffuse nella seconda parte della giornata, in particolare sulla fascia costiera”, rende noto il presidente della Toscana, Eugenio Giani. L’Agenzia regionale di protezione civile del Lazio ha emesso un’allerta gialla dalle prime ore di oggi e per le successive 12-18 ore.

Sul Lazio sono previste precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o breve temporale specie sulle zone meridionali. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

MasterChef Italia 13, Eleonora Riso trionfa in finale

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(Adnkronos) –
Eleonora Riso è la vincitrice di MasterChef Italia 13.La concorrente di 27 anni, cameriera a Firenze, è la trionfatrice della stagione 2023-2024 dello show.

In finale, Eleonora trionfa superando Michela Morelli, personal trainer 44enne di Appiano sulla Strada del Vino (Bolzano), e Antonio Mazzola, 28 anni geometra che vive a Monaco di Baviera tenendo sempre nel cuore la sua Palermo.Ad annunciare la vincitrice, la viva voce di Bruno Barbieri.

Lui e i due colleghi Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli hanno assaggiato i tre menù.  Al quarto posto si piazza Sara Bellinzona: impiegata di 24 anni di Montalto Pavese (Pavia), è stata eliminata dopo la Mystery Box e l’Invention Test per i quali è arrivato in cucina Andreas Caminada, vero genio della cucina mondiale che in carriera ha conquistato 3 stelle Michelin, 19 punti Gault Millau e, dal 2010, un posto nella classifica World’s 50 Best Restaurants con il suo ristorante Schloss Schauenstein. Con la sua vittoria, Eleonora – favorita dai pronostici della vigilia – conquista 100.000 euro in gettoni d’oro e l’accesso a un prestigioso corso di alta formazione presso ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana; in più, come da tradizione, conquista la possibilità di pubblicare il proprio primo libro di ricette grazie alla casa editrice Baldini+Castoldi: “Laboratorio di sapori”, in uscita l’8 marzo.  Prima di partecipare a Masterchef, la concorrente si definiva una ragazza “fuori dagli schemi”, quasi come i suoi capelli che negli anni hanno cambiato frequentemente lunghezza e colore: li ha avuti blu, verde, bianconeri, corti e lunghi, mentre nella gara culinaria di Sky si è presentata con taglio corto e un colore scuro. Nata e cresciuta in provincia di Livorno, dopo aver vissuto a Pisa per l’università si è trasferita per due settimane in Francia a fare la vendemmia, quindi è tornata a Firenze dove ha deciso di vivere in mezzo alla natura, in una ‘casa nel bosco’ che è una sorta di comune. In questo ambiente ha imparato a tagliare la legna, coltivare l’orto e raccogliere le uova delle galline, oltre ad apprendere anche i segreti dell’apicoltura.Nel capoluogo toscano si mantiene facendo la cameriera in un ristorante nel quale, racconta, “mi sono emozionata ad assaggiare un piatto tipico che fanno lì: una roba con le frattaglie, quando l’ho assaggiato ho pianto”. La cucina, una delle sue passioni, l’ha aiutata nel superare disturbi alimentari avuti negli anni.

Da qualche tempo cucina perlopiù piatti vegani e vegetariani “per una questione etica e di salute”, sposa pienamente la filosofia della cucina anti-spreco.La sua cucina è legata alla tradizione e ricca di sapori e spezie, ricerca gli ingredienti ed è attenta alle materie prime.

Tra le sue altre passioni c’è “tutto quello che è arte”, quindi ama musica, cinema, lettura e disegno.Eleonora si è iscritta a MasterChef Italia perché, diceva, “mi voglio divertire”.

Lo ha fatto in pieno.  In finale ha presentato un menù chiamato ‘Ichigo Ichie – Quant’è bello leggere tra le righe’, che descrive così: “Qualche anno fa ho letto un libricino che descriveva in modo semplice e comprensibile a noi occidentali il concetto giapponese di ‘ichigo ichie’.Sintetizzando, stiamo parlando di un momento presente che va vissuto appieno, perché la vita è un susseguirsi di avvenimenti ognuno dei quali è unico e irripetibile: l’invito è quello di non rimandare, provando a fare cose mai fatte prima, cambiando le cose se non ci sentiamo bene, rincorrendo i momenti speciali e respirando”. “Ho cercato quindi di placare il caos che avevo dentro – spiega ancora Eleonora – è impulso ed emozione, ma può essere anche distruttivo.

Mi sono accorta di non avere nessun altro vero obiettivo nella vita se non quello di ricercare un minimo di equilibrio.Così per il mio menù ho deciso di ispirarmi alla cucina giapponese, intrecciandola alle mie tradizioni e alle mie esperienze rendendo protagonisti gli ingredienti a cui sono affezionata, perché mi ricordano dei momenti importanti e significativi della mia vita.

Il mio menù sarà semplice, giocoso ed equilibrato”. 
I piatti che ha portato all’assaggio sono stati: l’antipasto Nonno Umami, chips di carta di riso, con insalata russa” scomposta, concentrato di acciughe e vin santo, wasabi; Fiume Sacro, dei ravioli al vapore ripieni di patate aromatizzate al rosmarino, tartare di trota marinata, pompelmo, brodo dashi; Pelle Ribelle, anguilla in doppia cottura e laccata, salsa di albicocche e alloro, insalatina di sedano, cetriolo, mela verde, rafano e zenzero; infine, Mochi = Grande Fortuna, mochi ripieno di bavarese al cocco e cardamomo con frutta fresca, bubble tea con sfere al caffè e tè matcha.Un menù trionfale, da MasterChef.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bangladesh, incendio in un palazzo di sette piani a Dacca: almeno 44 morti

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(Adnkronos) – Sono almeno 44 persone le persone rimaste uccise in un incendio a Dacca in Bangladesh.Decine i feriti.

Il rogo è scoppiato al Green Cozy Cottage, edificio di sette piani, che ospita numerosi ristoranti e negozi di abbigliamento, sulla centrale Bailey Road.I vigili del fuoco hanno recuperato i corpi, per lo più ospiti del ristorante, dopo aver impiegato più di tre ore per domare l’incendio, hanno detto i soccorritori che hanno salvato 75 persone dall’interno dell’edificio.

Ma il bilancio rischia di aggravarsi.Tra i feriti sarebbero, infatti, ventidue quelli in condizioni critiche.  Ancora ignote le cause dell’incendio: secondo le prime indagini una stufa a gas in uno dei ristoranti al piano terra potrebbe aver provocato la fiammata che ha portato alla propagazione dell’incendio.

Secondo un testimone alcune persone si sarebbero lanciate dal secondo piano.Quello odierno è solo l’ultimo incidente in una serie di gravi incendi in edifici a più piani: questo tipo di tragedie sono frequenti in Bangladesh a causa delle carenze nel rispetto e nel controllo delle norme di sicurezza antincendio. A luglio 2021 l’incendio che devasto’ una fabbrica di lavorazione di prodotti alimentari vicino alla capitale fece almeno 52 vittime, fra cui molti lavoratori intrappolati in stanze chiuse a chiave, mentre a febbraio 2019 furono più di 70 le vittime di un incendio scoppiato in una zona residenziale densamente popolata nella parte vecchia di Dacca.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pesaro, muore sbranata dal suo cane in giardino

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(Adnkronos) –
Una donna di 80 anni è stata azzannata e uccisa dal proprio cane nel giardino di casa.E’ successo in località Cà Nova, a Mercatino Conca.

Inutili i soccorsi tempestivi dei sanitari del 118, chiamati dal marito.L’anziana è morta sul posto.  “In località Cà Nova una signora è stata aggredita e uccisa dal suo stesso cane” scrive in una nota Omar Lavanna, sindaco di Mercatino Conca, in provincia di Pesaro. “Non si tratta di destino o coincidenze, certi animali sono potenzialmente un’arma che richiede adeguatezza e senso di responsabilità, non sono un gioco e non si scherza.

Grazie al 118, ai carabinieri, ai vigili, ai veterinari dell’Asur per il pronto intervento ma non si poteva fare altro.Sincere condoglianze al marito Italo, serva di esperienza a tutti noi”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, rapina choc: rompe finestrino auto con pistola e le ruba gioielli per 50mila euro

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(Adnkronos) – Rapina choc, questa sera, in zona Flaminio.Una 62enne, ferma al volante della propria auto in via Armando Spadini, è stata avvicinata da un uomo con il volto coperto dal casco integrale e i guanti indossati che, dopo averle rotto il finestrino lato guida con il calcio della pistola, si è fatto consegnare sotto minaccia due bracciali e un orologio Bulgari del valore di 50mila euro.

E’ successo intorno alle 19.30.Sul posto i poliziotti di Villa Glori, chiamati da alcuni testimoni.

Il bandito si è allontanato a piedi facendo perdere le proprie tracce.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden frena su auto elettriche: “Cina potrebbe usarle per spiarci”

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(Adnkronos) – I cinesi potrebbero spiare l’Occidente con le auto elettriche.Joe Biden annuncia di aver ordinato al dipartimento del Commercio Usa di avviare un’indagine sui rischi per la sicurezza nazionale perché, sostiene il presidente americano, questi “veicoli connessi come smartphone con le ruote e potrebbero anche raccogliere dati sensibili dei nostri cittadini, delle nostre infrastrutture e inviarli alla Cina”. “La Cina è determinata a dominare il futuro del mercato automobilistico, anche usando pratiche scorrette.

Le politiche della Cina possono inondare il nostro mercato con i loro veicolo, costituendo un rischio per la nostra sicurezza nazionale, io non permetterò che questo succeda”, ha detto ancora il presidente americano, ricordando che “la Cina impone restrizioni alle auto americane e straniere che operano in Cina.Perché questi veicoli connessi cinesi dovrebbero poter operare nel nostro Paese senza limitazioni?”. La nuova indagine, che potrebbe portare a restrizioni dell’uso di alcune componenti di auto negli Usa, riflette la crescente preoccupazione all’interno dell’amministrazione Biden sul rischio che Paesi come la Cina possano sfruttare le stazioni di car-sharing per raccogliere dati di intelligence o sabotare le infrastrutture.

Biden ribadisce, inoltre, l’impegno a difendere “l’industria automobilistica americana e i suoi lavoratori che sono i migliori del mondo”. “Come presidente – conclude – mi sono impegnato per fare la cosa giusta per questi lavoratori, con questa ed altre azioni garantirò che il futuro dell’industria automobilistica sia fatta qui in America con lavoratori americani”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, strage di civili in coda per cibo. Pressing su Israele per cessate il fuoco

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(Adnkronos) –
Oltre 100 morti, centinaia di feriti.La strage di civili Gaza, stavolta durante la distribuzione di aiuti, è l’ennesima pagina nera della crisi in Medioriente in un quadro in cui l’accordo tra Israele e Hamas diventa sempre più complesso.

Israele respinge le accuse mentre scorrono le immagini del caos alla rotonda di Nabulsi in Al-Rashid Street.Migliaia di persone stremate attorno ai camion che distribuiscono aiuti all’alba.

I soldati israeliani aprono il fuoco, i camion si mettono in marcia.Nel marasma, oltre 100 morti, con molte persone travolte dai mezzi pesanti. 
Le forze di difesa israeliane hanno sparato colpi di avvertimento nel tentativo di disperdere la folla che si era avventata contro un convoglio di aiuti nel nord della Striscia di Gaza, “non c’è stato alcun raid”, dice il portavoce delle Idf, Daniel Hagari, in una conferenza stampa a Tel Aviv, durante la quale propone la ricostruzione dei fatti. “L’Idf ha coordinato un convoglio di 38 camion per fornire ulteriore assistenza umanitaria ai residenti del nord di Gaza”, dice Hagari, secondo cui mentre gli aiuti si avvicinavano ai gazawi, “a migliaia si sono precipitati sui camion, alcuni hanno iniziato a spingere violentemente e a calpestare altri gazawi fino alla morte, saccheggiando le forniture umanitarie”. Ammesso che “lo sfortunato incidente ha provocato decine di morti e feriti”, il portavoce precisa: “I nostri carri armati erano lì per proteggere il corridoio umanitario per il convoglio di aiuti.

I nostri droni erano presenti per fornire alle nostre forze un’immagine chiara dall’alto.Alle 4.45 del mattino, una folla ha teso un’imboscata ai camion degli aiuti, fermando il convoglio”.

Hagari mostra un video con le immagini dei carri armati dai quali i soldati “cercano cautamente di disperdere la folla con colpi di avvertimento…quando le centinaia di gazawi sono diventate migliaia e la situazione è sfuggita di mano, il comandante ha deciso di ritirarsi per evitare di colpire le migliaia di gazawi che si trovavano lì”. “Si può vedere quanto fossero cauti quando facevano marcia indietro.

Stavano indietreggiando in modo sicuro, rischiando la propria vita, senza sparare alla folla”, dice ancora il portavoce, assicurando: “Le Idf operano secondo le regole di ingaggio e il diritto internazionale.Nessun raid è stato condotto contro il convoglio”.

E ricorda che operazioni del genere sono state condotte “nelle ultime quattro notti, senza alcun problema”, ribadendo infine che “la nostra guerra è contro Hamas, non contro il popolo di Gaza”. 
Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres “condanna l’incidente avvenuto oggi nel nord di Gaza, in cui più di cento persone sono rimaste uccise o ferite mentre cercavano aiuti salvavita” e ribadisce la necessità di un cessate il fuoco immediato, come dice un portavoce.Secondo Guterres “i civili disperati di Gaza hanno bisogno di aiuto urgente, compresi quelli del nord assediato, dove le Nazioni Unite non sono state in grado di fornire aiuti per più di una settimana”. Il segretario generale “ribadisce il suo appello per un immediato cessate il fuoco umanitario e per il rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi e chiede ancora una volta misure urgenti affinché gli aiuti umanitari” arrivino a Gaza.

possano arrivare a Gaza e attraversarla per tutti coloro che ne hanno bisogno”.Guterres infine si dice “sconvolto dal tragico bilancio umano del conflitto a Gaza, in cui sono state uccise più di 30.000 persone e ferite oltre 70mila”.   
Joe Biden ammette che la strage di palestinesi a Gaza complicherà i negoziati, anche se afferma di “non avere ancora una risposta” su cosa sia effettivamente successo.

A chi gli chiede se si aspetta ancora il cessate il fuoco entro lunedì, il presidente risponde: “La speranza è l’ultima a morire, sono stato al telefono con persone nella regione, probabilmente non lunedì, ma ho speranza”.Ed alla domanda se teme che quello che è successo a Gaza possa complicare il quadro dei negoziati ha poi risposto: “Lo so che lo farà”. Riguardo alla dinamica dell’incidente, Biden dice che “stiamo controllando in questo momento, ci sono due versioni contrastanti di quello che è successo, non ho ancora una risposta”. Il riferimento è al fatto che mentre le autorità di Gaza hanno detto che gli israeliani hanno aperto il fuoco contro i palestinesi in attesa degli aiuti alimentari, uccidendo 104 persone e ferendone 280.

Gli israeliani, pur ammettendo di aver aperto il fuoco colpendo 10 palestinesi, sostengono che la maggioranza delle vittime è stata provocata dalla calca e dai camion presi d’assalto che hanno perso il controllo. 
Biden, intanto, scavalca il premier israeliano Benjamin Netanyahu e si muove autonomamente sul fronte diplomatico con un colloquio con l’emiro del Qatar, Tamim Bin Hamad Al-Thani.I due leader sottolineano che “il tragico e allarmante incidente” di Gaza” evidenzia l’urgenza di arrivare a una conclusione dei negoziati al più presto possibile e di ampliare il flusso dell’assistenza umanitaria a Gaza”. Biden parla anche con il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi, con il quale concorda che “il rilascio degli ostaggi risulterebbe in cessate il fuoco immediato e sostenibile a Gaza per un periodo di almeno sei settimane”, come riferisce la casa Bianca in una nota, nella quale si sottolinea che il presidente ringrazia la leadership di al Sisi “per la consegna di aiuti umanitari a Gaza”.

I due presidenti evidenziano come “un periodo di calma prolungata possa essere reso più duraturo, l’aumento dell’assistenza umanitaria e di come il cessate il fuoco potrebbe assicurare che questa arrivi ai civili in difficoltà in tutta la Striscia”. 
“Troppi palestinesi sono morti” nella strage di Gaza e gli Stati Uniti “stanno facendo pressione per avere risposte” da Israele, aggiungeo il portavoce del dipartimento di Stato americano Matthew Miller, secondo cui “due cose sono chiare: basta guardare le riprese aeree per concludere subito che la situazione è incredibilmente disperata.La gente si accalca su questi camion perché ha fame, perché ha bisogno di cibo, perché ha bisogno di medicine e di altra assistenza.

E questo ci dice che dobbiamo fare di più per far arrivare l’assistenza umanitaria”. Anche l’Italia prende posizione. “Ho appreso con profondo sgomento e preoccupazione la drammatica notizia di quanto accaduto a Gaza”, dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “È urgente che Israele accerti la dinamica dei fatti e le relative responsabilità.Le nuove e numerose vittime civili impongono di intensificare immediatamente gli sforzi sui negoziati in atto per creare le condizioni per un cessate il fuoco e per la liberazione degli ostaggi”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, numeri estrazione oggi 29 febbraio

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(Adnkronos) – Nessun ‘6’ né ‘5+1’ nell’estrazione del Superenalotto di oggi 29 febbraio.In 5 hanno centrato il montepremi a disposizione dei punti 5, portandosi a casa rispettivamente 37.715,96 euro.

Il jackpot stimato per il prossimo concorso, a disposizione dei punti 6, raggiunge così quota 68.200.000,00 euro. . La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto ad una quota dell’eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Ecco la combinazione vincente: 13, 28, 36, 41, 79, 88; NumeroJolly 30; SuperStar 32.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Paolo Taviani, il ricordo di Pupi Avati: “Era ancora pieno di entusiasmo, mi mancherà”

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(Adnkronos) – “Io avevo una consuetudine telefonica con lui negli ultimi tempi.Era stato dimesso da poco, doveva incominciare a fare un film, era pieno di entusiasmo, io lo caricavo perché per lui, come per me, il lavoro era la vita, non ci sono alternative”.

A parlare all’Adnkronos è Pupi Avati che, raggiunto telefonicamente, ricorda commosso il collega regista Paolo Taviani scomparso oggi a 92 anni. “Erano telefonate nella prospettiva del futuro malgrado l’età che lui aveva e io ho -dice Avati- Voleva fare un film importante con le energie che gli stavano tornando.Forse chiamava me per questo, perché fra i colleghi ero quello più vicino a lui anagraficamente.

Ho la sensazione che ci volessimo proprio bene, che ci confidassimo a livelli molto intimi e personali come prima non era mai accaduto”. Le conversazioni fra i due maestri del cinema abbracciavano tanti temi. “Le sue telefonate erano veramente uno scambio di rassicurazione reciproca”, ricorda commosso il regista bolognese.Che tiene a sottolineare: “Voglio ricordare le ingiustizie che ha patito, le emarginazioni che ha subito nel suo lavoro, ‘Leonora Addio’ è un film meraviglioso che non ha preso nessun riconoscimento e la cosa mi scandalizzò”. “Era considerato una persona che ormai non faceva più parte del circolo attivo del cinema italiano, invece aveva una prospettiva nitida e tanti progetti.

Il rammarico è enorme, non ci posso credere.Mi mancherà moltissimo”, conclude Avati. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

All’I.I.S.S. “M.P. Vitruvio” di Castellammare di Stabia un Percorso di educazione finanziaria per la prevenzione dell’usura e del gioco d’azzardo

29 settembre 2024, importante iniziativa all’IIS “M.P.Vitruvio” di Castellammare di Stabia col Progetto “Pcto Percorso di educazione finanziaria”.

Ideato e Promosso da “Exodus ’94 fondazione antiusura”, si è svolto stamattina nell’Aula Magna del Vitruvio, nell’ambito del percorso, un incontro sul concetto di competenza “Sapere, saper fare e saper essere in relazione al contesto”.Referente del progetto formativo, rivolto ai numerosi alunni delle classi quarte dello storico istituto stabiese, la prof.ssa Giusy Agozzino, docente dello Staff del “M.P.

Vitruvio”.

Durata e obiettivo del percorso di educazione finanziaria per la prevenzione dell’usura e del gioco d’azzardo

Il percorso, di circa 30 ore, è articolato in sette incontri che trattano dell’uso responsabile del denaro, indicando i pericoli del gioco d’azzardo e di altre dipendenze.Principale obiettivo quello di far acquisire o accrescere negli studenti la conoscenza delle opportunità e dei rischi del mondo finanziario, per fare scelte consapevoli.

Relatori del corso il dott.Gaetano Gargiulo, consulente strategico d’impresa, e la dott.ssa Anita Lotito, sociologa A.N.S., che con consumata perizia sono riusciti a coinvolgere attivamente anche i più distratti.

Il percorso è presentato ai giovani in un linguaggio semplice e con tecniche di comunicazione innovative, in un percorso basato sull’approccio “trials and errors”.

Il commento della Dirigente Scolastica Angela Cioffi

“Insegnare ai nostri ragazzi a gestire il proprio denaro è fondamentale per evitare che da adulti possano incorrere in problemi economici difficili da superare – ha spiegato la Dirigente del “Vitruvio, prof.ssa Angela Cioffi – per questo abbiamo aderito con entusiasmo all’iniziativa.”

“I motivi per cui molte persone si rivolgono agli usurai, oltre alla precarietà lavorativa, sono il gioco d’azzardo o i debiti con finanziarie, che non sanno più come restituire.”

“È evidente che queste persone non hanno un buon rapporto col denaro, e per questo non sono in grado di gestirlo.Forse perché nessuno gliel’ha mai insegnato.”

Gli argomenti trattati nel Percorso di formazione finanziaria di “Exodus ’94” servono proprio a colmare questo vuoto educativo.

Vanno dall’impostazione del proprio bilancio domestico, all’uso delle carte di credito/debito; dalla stipula di un mutuo, all’investimento dei propri risparmi in banca.Di particolare interesse le nozioni sulle cause dell’indebitamento, che possono essere di natura familiare, legate a problemi di salute o a stili di vita inadeguati.

Altre cause: il gioco d’azzardo e l’indebitamento/sovraindebitamento, che possono sfociare nel prestito usuraio, una vera e propria piaga sociale.Questo percorso fornisce anche importanti nozioni su come si costituisce un’azienda, su quali sono gli adempimenti amministrativi e fiscali e la scelta della forma giuridica.

A conclusione del percorso, cenni di Economia Sostenibile: “comportamenti virtuosi per un’ecologia inserita dentro l’economia”.

“Exodus ’94 fondazione antiusura” opera nell’area Sorrentino-Stabiese, in cui sono presenti problemi quali la disoccupazione, la criminalità organizzata, l’usura e il gioco d’azzardo.

La fondazione Exodus ’94

La fondazione “Exodus’ 94” nasce a Castellammare trent’anni fa, precisamente il 17 marzo 1994, per iniziativa dell’avv.

Luigi de Simone e di mons.Felice Cece, con ventidue soci fondatori.

È una fondazione no profit che aiuta concretamente persone, famiglie e aziende, “individuando i loro problemi e accompagnandoli alla libertà e allo svincolo (all’Esodo)”.

L’impegno della Fondazione “Exodus ’94” è quello di sostenere le persone che si trovano in difficoltà economica, in primis strappandole alla morsa dell’interesse usuraio.

Da trent’anni la Fondazione, infatti, contrasta questo triste fenomeno, erogando prestiti a persone vittime dell’usura nel territorio stabiese e sorrentino.Inoltre “Exodus ’94” ha iniziato una campagna di sensibilizzazione all’uso consapevole del danaro, attraverso attività svolte soprattutto nelle scuole e nelle parrocchie.

Tra esse il Progetto “Pcto Percorso di educazione finanziaria”, un importante strumento di crescita personale per gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “M.P.Vitruvio”.

Un apprezzabile esempio di buone pratiche educative, nato sul territorio dall’alleanza strategica tra Scuola e Organizzazioni no profit per prevenire l’usura e il gioco d’azzardo.

Strage di Erba, Olindo: “Tarfusser ci ha ridato fiducia, spero in processo sereno”

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(Adnkronos) – “A me e Rosa in questi anni è mancata la possibilità di stare insieme come facevamo prima, vogliamo solo quello”.Lo ha dichiarato Olindo Romano alla trasmissione ‘Iceberg Lombardia’ di Telelombardia, alla vigilia dell’udienza del processo di revisione a Brescia sulla strage di Erba. “Ci aspettiamo che finalmente possa esserci un processo vero che con oggettività valuti le prove.

Speriamo che a Brescia ci siano magistrati che valuteranno con serenità tutte le anomalie di questa vicenda”.  Domani “penso proprio che saremo in aula”, dice Olindo, ringraziando “il procuratore generale di Milano Tarfusser che ci ha fatto riconquistare la fiducia nella giustizia”.In caso di scarcerazione, “non c’è un posto preciso dove vorrei andare, ma visto che ho appena ringraziato Tarfusser e so che lui è del Trentino, un giro nella sua regione lo farei volentieri”. Poi un pensiero ai fratelli Castagna, che nella strage di Erba persero la madre Paola Galli, la sorella Raffaella e il nipotino di due anni Youssef Marzouk. “Penso che dovrebbero essere interessati a capire come sono andati veramente i fatti e non capisco perché nascondano la testa sotto la sabbia pur di non confrontarsi con gli innumerevoli dubbi che continuano a emergere da questa vicenda.

Non so chi sia il colpevole e non posso accusare nessuno senza prove, so io cosa vuol dire e non lo auguro a nessuno”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Paolo Taviani, il regista aveva 92 anni

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(Adnkronos) – Addio al regista e sceneggiatore Paolo Taviani, che con il fratello Vittorio (scomparso all’età di 88 anni il 15 aprile 2018) ha formato la coppia più impegnata e importante del cinema italiano del secondo Dopoguerra.  Nato a San Miniato (Pisa) l’8 novembre 1931, poco più di due anni dopo Vittorio, Paolo è morto oggi nella clinica Villa Pia a Roma all’età di 92 anni dopo una breve malattia.Accanto a lui fino all’ultimo la moglie Lina Nerli, costumista di fiducia dei due fratelli registi e di tanti altri film, e i figli Ermanno e Valentina.

Lunedì 4 marzo si terrà la cerimonia laica funebre alla Promototeca del Campidoglio dalle ore 10 alle 13. “I fratelli Taviani” sono diventati nel tempo un vero e proprio ‘marchio cinematografico’: nel 1967 iniziarono un’attività autonoma, dirigendo, da allora sempre insieme, il primo film, “I sovversivi”.Coerenti interpreti di un cinema civilmente impegnato, nella seconda fase della loro carriera, pur continuando a rappresentare la necessità e il rimpianto dell’utopia, si sono dedicati soprattutto alla rievocazione del passato e alla trascrizione filmica di opere letterarie.  Tra i film di maggior successo dei fratelli Taviani figurano: “Sotto il segno dello Scorpione” (1969); “San Michele aveva un gallo” (1971); “Allonsanfàn” (1974); “La notte di San Lorenzo” (1982); “Kaos” (1984), ispirato alle novelle di Luigi Pirandello; “Fiorile” (1993); “Le affinità elettive” (1996), dall’originale romanzo omonimo di Goethe; “Tu ridi” (1998).

Nella loro filmografia spicca “Padre padrone” (1977), dal libro-simbolo dello scrittore sardo Gavino Ledda, vincitore della Palma d’Oro e del Premio della Critica al Festival di Cannes, con Roberto Rossellini presidente della giuria.La pellicola ottenne anche il Gran Prix al Festival di Berlino, il David di Donatello speciale e il Nastro d’Argento per la miglior regia.  Del 2007 è “La masseria delle allodole”, tratto dall’omonimo bestseller della scrittrice Antonia Arslan che racconta il genocidio del popolo armeno durante la prima guerra mondiale, mentre nel 2012 i due registi hanno diretto “Cesare deve morire”, dramma carcerario ambientato a Rebibbia che nello stesso anno è stato insignito dell’Orso d’oro al Festival di Berlino ed è valso ai Taviani i due maggiori premi ai David di Donatello, quelli di miglior film e di migliore regista. Nel 2015 i fratelli sono tornati alla regia con “Maraviglioso Boccaccio”, liberamente ispirato al Decamerone, cui ha fatto seguito nel 2017 “Una questione privata”.

Nel 2016 hanno ricevuto il David di Donatello Speciale per il 60° anniversario della cerimonia.  Figli di un avvocato che sotto la dittatura fascista aveva incontrato le ostilità del regime per le sue idee politiche, in gioventù Paolo e Vittorio, assieme a un amico partigiano, Valentino Orsini, organizzarono degli spettacoli e delle proiezioni cinematografiche a Pisa e Livorno, dando presto vita al Cineclub di Pisa.I tre amici inseparabili nel 1954 iniziarono a realizzare una serie di documentari a sfondo sociale, largamente ispirati al Neorealismo e in particolar modo alla pellicola di Roberto Rossellini “Paisà”, come “San Miniato, luglio ’44” (1954) con la collaborazione di Cesare Zavattini, e “L’Italia non è un paese povero” (1960) di Joris Ivens.  Con Valentino Orsini i fratelli Taviani firmarono i film “Un uomo da bruciare” (1962) e “I fuorilegge del matrimonio” (1963).

Il primo film autonomo dei Taviani fu “I sovversivi” (1967), con il quale anticipavano gli avvenimenti del ’68.Con Gian Maria Volonté raggiunsero il grande successo con “Sotto il segno dello scorpione” (1969) in cui s’avvertono gli echi di Brecht, Pasolini e Godard.

Era l’inizio di una filmografia più unica che rara del cinema italiano.  La tematica della rivoluzione è poi presente sia in “San Michele aveva un gallo” (1972), adattamento del racconto di Lev Tolstoj “Il divino e l’umano”, film molto apprezzato dalla critica, vincitore del premio Interfilm a Berlino, che nel film sulla Restaurazione “Allonsanfàn” (1974) in cui si rilegge l’epoca attraverso la lente di una differente coscienza storica per segnalare il tradimento della classe proletaria: protagonista è Marcello Mastroianni, attorniato da Laura Betti e Lea Massari.In entrambe le pellicole sono presenti i loro attori feticcio Giulio Brogi e Renato Scarpa.  Ma è con “Padre padrone”, autobiografia di Gavino Ledda, ex pastore sardo diventato scrittore e filologo, che nel 1977 i fratelli Taviani guadagnarono fama internazionale grazie alla Palma d’Oro e al Premio della Critica al Festival di Cannes.  La filmografia dei Taviani è continua con “Il prato” (1979), in cui si riscontrano echi neorealistici, e “La notte di San Lorenzo” (1982) che ha aggiunto un attore feticcio in più alla loro lista: Omero Antonutti che ben si è destreggiato nella storia di un gruppo di uomini e donne che fuggono dai tedeschi nel tentativo di raggiungere una zona occupata dagli alleati.

La musica di Nicola Piovani accompagnava questo film sulla speranza e profondamente antibellico che fruttò alla coppia di registi il Gran Premio della Giuria a Cannes, nonché i conseguenti David e Nastri d’Argento per la regia e sceneggiatura.  Membri della giuria al Festival di Venezia nel 1984, quello stesso anno i fratelli Taviani adatteranno quattro novelle di Luigi Pirandello in “Kaos” (1984), vincendo il David di Donatello e il Nastro d’Argento per la sceneggiatura, scritta a sei mani con Tonino Guerra.  Il Leone d’Oro alla carriera della Mostra del Cinema di Venezia nel 1986 li invogliò a continuare il loro percorso artistico con “Good Morning, Babilonia (1988)”, con Vincent Spano e Joaquin De Almeida, “Il sole anche di notte” (1990), “Fiorile” (1993) e “Le affinità elettive” (1996).Due anni più tardi, i fratelli Taviani realizzano “Tu ridi” (1998), film a episodi con Antonio Albanese e Sabrina Ferilli, successivamente seguito, nel 2001, dalle miniserie televisiva “Resurrezione”, con Stefania Rocca, e Luisa Sanfelice (2004) con Laetitia Casta e Adriano Giannini, mentre nel 2007 continuarono a parlare dell’uomo e della sua esistenza, fra violenza e innocenza ne “La masseria delle allodole” (2007) con Paz Vega, Angela Molina e Alessandro Preziosi, tratto dall’omonimo romanzo di Antonia Arslan.  Ancora attivissimi, nonostante l’età avanzata, Vittorio e Paolo hanno vinto l’Orso d’Oro a Berlino 2012 per “Cesare deve morire”.

Il film racconta la preparazione e la messa in scena dell’opera di William Shakespeare da parte di alcuni detenuti nel carcere di Rebibbia.Ancora una volta i fratelli trionfarono nell’impegno sociale e nella qualità cinematografica, ottenendo anche il David di Donatello per il miglior film e il David di Donatello per il miglior regista.  Nel 2017 sono tornati al cinema, per l’ultima volta in coppia, con il film “Una questione privata”, tratto dal romanzo omonimo di Beppe Fenoglio, presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma.  Nel 1996 la città natale di San Miniato, in provincia di Pisa aveva intitolato ai due fratelli un centro di cultura cinematografica: il Centro Cinema Paolo e Vittorio Taviani. (di Paolo Martini) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mei: “Arrabbiato per Mondiali 2027? Se non mi fanno gareggiare mi girano…”

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(Adnkronos) – “Io faccio il presidente, non conosco tutte le dinamiche parlamentari e su quello sono un po’ carente, ma ho visto tante manifestazioni sportive risolversi in un attimo, quando c’era la volontà di farlo.Forse l’atletica non piace a tutti, può essere che ci siano sport più attrattivi.

D’altro canto il ministro dello sport, quando abbiamo vinto la Coppa Europa non mi ha mandato neanche un messaggio o fatto una telefonata”.Questo l’appunto del presidente della Fidal Stefano Mei al Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi in un colloquio con l’Adnkronos dopo il ritiro della candidatura di Roma ad ospitare i Mondiali di atletica a Roma nel 2027.
 “Se sono arrabbiato?

Io sono uno sportivo e se non mi fanno gareggiare mi girano.E soprattutto dimmelo prima.

Perché noi potevamo portare la cosa migliore del mondo e sarebbe andata così.Non c’entrava quanto buono fosse il lavoro che abbiamo fatto.

Semplicemente era troppo tardi, ma ha detto che era tardi anche a novembre”, ha aggiunto Mei. “La gestione da bar del tennis sulla candidatura per ospitare i Mondiali di atletica del 2027, da noi non c’è stata.Io dico solo che, con un po’ di chiarezza, avremmo evitato, di perdere un sacco di tempo, di figuracce e anche di soldi.

Io tutto questo l’ho fatto quando ho capito che c’era uno spiraglio per entrare.E’ vero che ci vogliono degli anni per preparare una cosa così, però se c’è un’occasione, e la mia atletica sta rendendo così tanto, devo provare.

Io l’ho fatto per questi ragazzi, per Mattia Furlani, per Larissa Iapichino, per Gimbo Tamber

i che vorrebbe smettere finito quest’anno e che magari gli viene voglia di allungarsi fino a Roma.L’ho fatto per loro”, ha proseguito amareggiato il presidente della Fidal. “Sentire che abbiamo fatto le cose da bar del tennis mi fa girare.

Non mi permetterei mai di fare una cosa contro il Governo, contro l’istituzione o cercare di spingere l’istituzione, ma è chiaro che devo portare avanti le ragioni del mio mondo che in tre anni ha prodotto quanto neanche ai tempi di Cova, Mennea e Simeoni.Quello che fa un po’ strano in tutto questo è che, ho un ministro dello sport e a lui devo fare il riferimento, e spero sempre che il mio ministro di riferimento mi dica tutto quello che deve essere fatto e soprattutto informi chi di dovere, perché se non ha il portafoglio, qualcuno dovrà sapere questa cosa”, ha aggiunto Mei. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, condanna a morte eseguita in Texas: le ultime parole dell’uomo sono state “sono innocente”

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(Adnkronos) – E’ stato ucciso la notte scorsa con un’iniezione letale nella camera della morte della prigione di Huntsville, in Texas, Ivan Cantu, che da oltre 20 anni denunciava di essere stato condannato a morte sulla base di una falsa testimonianza e prove infondate.E Cantu ha usato le sue ultime parole per ribadire più volte di essere innocente dall’accusa di aver ucciso, nel novembre del 2000, il cugino e la sua fidanzata, per motivi legati allo spaccio di droga.  Ai tentativi di salvare la vita al 50enne condannato a morte hanno partecipato anche diverse celebrities, tra le quali Kim Kardashian e l’attore Martin Sheen, insieme al deputato dem Joaquín Castro e al fratello Julian, ex ministro dell’amministrazione Obama.

Persino tre membri della giuria che condannò Cantu avevano chiesto che la sua esecuzioni venisse rinviata, dal momento che, alla luce dei nuovi elementi, ora avevano dubbi sulla sua colpevolezza. La mobilitazione non è servita a nulla: lunedì scorso la commissione per la grazia del Texas ha respinto, all’unanimità, la richiesta di commutare la sentenza capitale di Cantu e anche la richiesta di rinviare l’esecuzione.Il giorno dopo due diverse corti texane hanno anche respinto la richiesta di fermare l’esecuzione, con la corte d’appello del quinto circuito che ha definito “non credibili” le nuove prove che mettevano in dubbio la condanna a morte.

Il condannato aveva poi rinunciato a presentare il ricorso alla Corte Suprema degli Stati Uniti, nella convinzione di non avere nessuna possibilità di successo.Anche se la sua legale Gena Bunn ha ribadito che le nuove prove “impugnano l’integrità del processo condotto e sollevano la possibilità che lo stato del Texas mandi a morte un uomo innocente”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

De Laurentiis contro la Juve: “Non dovrebbe andare al Mondiale per club”

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(Adnkronos) – “La Juve non merita di andare al Mondiale per club”.Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, lancia un siluro al club bianconero, favorito rispetto agli azzurri per la qualificazione al Mondiale per club organizzato dalla Fifa.

Il Napoli, per staccare il biglietto, ha bisogno di fare strada in Champions League dopo l’1-1 casalingo con il Barcellona nell’andata degli ottavi di finale. “Se dovessimo battere il Barcellona e poi fare una vittoria o un pareggio nei quarti di Champions, di diritto dovremmo andare noi al Mondiale per club e non la Juventus.Penso però che il Napoli dovrebbe andarci comunque, perché se la Juve è fuori dalle coppe europee non dovrebbe essere ammessa al Mondiale per club”, dice il presidente del Napoli intervenuto al ‘Business of Football Summit’, un evento promosso dal Financial Times, che si è tenuto oggi a Londra. De Laurentiis affronta una serie di temi. “Sarò favorevole alla Superlega solo se sarà in grado di essere democratica, solo se ci si entrerà per merito e non per pedigree.

Loro hanno promesso di essere operativi dal 2025.Chi vivrà vedrà”, dice. Capitolo calcio in tv: “Deve essere gratis per tutti.

Se vuoi recuperare pubblico devi andare in diretta tv gratis e tu come imprenditore devi essere quello che sa raccogliere una pubblicità gigantesca.E conta anche come fai vedere il calcio.

Non solo negli stadi, che in Italia sono fatiscenti e non confortevoli per il pubblico.Parlo anche della tv: non è possibile che in Formula 1 le immagini mi facciano quasi credere di essere al posto del pilota e nel calcio non sia così”. “Io dico sempre che l’esempio di come trasmettere una partita è la finale del Mondiale tra Argentina e Francia -prosegue De Laurentiis-.

Ma il calcio si è invecchiato anche come gioco: bisognerebbe sedersi ad un tavolo e riflettere, ma il nostro è un grande circo in cui non ti puoi fermare a pensare e quindi non puoi ribellarti”. Quindi, bordata ai procuratori: “Gli agenti sono un cancro del calcio e la classe arbitrale dovrebbe dipendere dai club, con cui dovrebbe dialogare perché non sia una casta ma dei collaboratori.Non esiste che un arbitro espella un allenatore, il calcio sembra una barzelletta per questo”. Calciomercato: in estate Victor Osimhen andrà via? “Osimhen è un grandissimo giocatore ma si sa: Napoli è un posto fantastico, ci sono alcuni giocatori che si sono innamorati e ci sono rimasti come Hamsik per 11 anni.

O altri per otto anni.C’è invece chi è stato attratto dal Real Madrid, dal Psg, dall’Arsenal, dal Manchester City, dal Chelsea.

Quindi non puoi fermarli, soprattutto quando hanno una clausola rescissoria con cui possono essere acquistati”.Osimhen ha da poco rinnovato il contratto. “La sua clausola è una cifra molto alta (130 milioni di euro, ndr).

Partirà?Vedremo.

I soldi sono l’ultimo problema del Napoli.Abbiamo sempre fatto ottimi acquisti, li faremo anche in futuro.

Quando vedi un giocatore andare via è come un figlio.Sei felice anche se questo figlio ha un successo fantastico ovunque”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)