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Ascolti tv, ‘Doc’ vola e conquista la prima serata

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(Adnkronos) – ‘Doc – Nelle Tue Mani 3’, in onda ieri su Rai1, è stato seguito da 5.160.000 spettatori con il 26.9% di share, risultando il programma più seguito dal prime time.Al secondo posto ‘Terra Amara’ su Canale 5, con 3.026.000 spettatori e il 15.7% di share.

Al terzo posto, ‘Le Iene presentano: Inside’ su Italia 1, con 1.161.000 spettatori e il 7.3% di share.  A seguire, tra gli ascolti di prime time: ‘Splendida Cornice’ su Rai3 (826.000 spettatori, share 4.4%), ‘Piazzapulita’ su La7 (806.000 spettatori, share 5.3%), ‘Dritto e Rovescio’ su Rete4 (729.000 spettatori, share 4.7%), ‘Only Fun – Comico Show’ sul Nove (689.000 spettatori, share 3.4%), ‘Attacco al Potere – Olympus Has Fallen’ su Tv8 (458.000 spettatori, share 2.3%), ‘Una Questione Privata’ su Rai2 (315.000 spettatori, share 1.5%).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In radio è ancora effetto Sanremo, ‘Sinceramente’ di Annalisa il brano più ascoltato

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(Adnkronos) – In radio è ancora forte l’effetto Sanremo e, dopo ‘Tuta gold’ di Mahmood e ‘La noia’ di Angelina Mango, questa settimana è ‘Sinceramente’ di Annalisa il brano più ascoltato.E’ la classifica di EarOne airplay radio che vede Annalisa conquistare la vetta, prendendo il posto occupato la scorsa settimana da Angelina Mango che è scivolata in quinta posizione.  A distanza di quasi un mese, il festival si fa ancora sentire nelle radio italiane: nei primi dieci posti della classifica ci sono otto brani che sono stati in gara. ‘Tuta gold’ di Mahmood si conferma al secondo posto e precede ‘Casa Mia’ di Ghali (terzo posto, +3) e ‘Un ragazzo una ragazza’ dei The Kolors (confermato al quarto posto).

Perde una posizione rispetto la scorsa settimana Geolier.La sua ‘I p’ me, tu p’ te’ è al sesto posto e precede ‘Apnea’ di Emma che si conferma in settima posizione.  Per trovare due canzoni non sanremesi bisogna scorrere la classifica fino all’ottavo posto dove ‘Training Season’ di Dua Lipa (+4) precede ‘Yes, and?’ di Ariana Grande (nono posto, -1).

Chiude la top 10 ‘Vai!’ di Alfa (decimo posto, +4).Le tre più alte nuove entrate sono: ‘Love On’ di Selena Gomez (posizione 26), ‘Mustang’ dei Kings Of Leon (posizione 79) e ‘Murder On The Dancefloor’ di Sophie Ellis-Bextor (posizione 97). Confermate le prime due posizioni della classifica EarOne airplay dance: ‘All Night Long’ di Kungs X David Guetta X Izzy Bizu precede anche questa settimana ‘Lovers In A Past Life’ di Calvin Harris & Rag’N’Bone Man.

Terzo posto per ‘Beat Of Your Heart’ di Purple Disco Machine e Ásdís (+2).La classifica EarOne airplay urban è guidata anche questa settimana da ‘I p’ me, tu p’ te’ di Geolier.

Secondo posto confermato per ‘Soli a Milano’ dei Club Dogo feat.Elodie mentre guadagna una posizione e sale al terzo posto ‘Cenere’ di Lazza.  ‘Fell In Love’ dei Blink-182 guida anche questa settimana la classifica EarOne airplay rock. ‘Oh No :: He Said What?’ della band britannica Nothing But Thieves guadagna una posizione (secondo posto) e supera ‘Avalanche’ dei Thirty Seconds To Mars (terzo posto, -1).

Nessuna novità nei primi tre posti della classifica EarOne airplay latin: ‘Contigo’ di Karol G & Tiësto (primo posto), Bubalu” di Feid e Rema (secondo posto) e ‘La Falda’ di Myke Towers (terzo posto).  I primi tre posti della classifica EarOne airplay tv sono occupati da ‘Sinceramente’ di Annalisa (+2), ‘Tuta gold’ di Mahmood e ‘Un ragazzo una ragazza’ dei The Kolors (+1). ‘Vai!’ di Alfa guida la classifica EarOne airplay radio indipendenti.I Negramaro con ‘Ricominciamo tutto’ si confermano al secondo posto, seguiti da Zerb & Sofiya Nzau con ‘Mwaki’ (+1).

La classifica EarOne airplay tv indipendenti vede nelle prime tre posizioni ‘Vai!’ di Alfa, ‘Ricominciamo tutto’ dei Negramaro e ‘Ti muovi’ di Diodato. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni a ‘Che Tempo Che Fa’, Tar respinge ricorso Codacons

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(Adnkronos) – Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dal Codacons contro la partecipazione di Chiara Ferragni a ‘Che tempo che fa’ su Nove Tv nella puntata di domenica 3 marzo.Lo rende noto la stessa associazione dei consumatori, che aveva presentato ricorso d’urgenza al Tribunale amministrativo chiedendo di garantire ai telespettatori “correttezza dell’informazione nel corso della trasmissione ed evitare che l’intervento dell’influencer si trasformasse, come avvenuto sul Corriere della Sera, in una difesa senza contraddittorio sullo scandalo del pandoro-gate, vicenda per la quale la Ferragni, oltre ad essere stata multata dall’Antitrust, è sotto indagine per il grave reato di truffa aggravata a danno dei consumatori”.  Il Tar del Lazio con un decreto monocratico emesso oggi a firma del presidente della IV sezione, Roberto Politi, ha ritenuto di non poter intervenire in assenza di una violazione già verificatasi, considerato che “il pregiudizio, come sopra paventato, rivesta carattere meramente ipotetico, in quanto sostanziato da condotte aventi futura collocazione temporale e non preventivabile contenuto.

Escluso che possa procedersi, nella presente sede cautelare, alla somministrazione (quantunque veicolata da un intervento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) di regole di condotta, quanto allo svolgimento di una trasmissione televisiva, chiaramente esulanti dai poteri dispositivi dell’adito giudice amministrativo”.  Il Tar del Lazio, tuttavia, fa sapere il Codacons, “rivolge un monito all’Agcom e al conduttore Fabio Fazio”, scrivendo nel decreto che “comportamenti eventualmente posti in essere in violazione delle vigenti regole ordinamentali presidianti il carattere di correttezza, completezza ed imparzialità dell’informazione televisiva, ben si prestano ad essere, dalla competente Autorità, vagliate al fine dell’adozione dei previsti provvedimenti di carattere repressivo e/o sanzionatorio”.  “Siamo certi che, come avvenuto con la vergognosa intervista sul Corriere della sera, in assenza di contraddittorio Chiara Ferragni potrà dire ciò che vorrà a ‘Che tempo che fa’, e magari continuare a derubricare le gravi scorrettezze messe in atto dalle sue società sui casi del pandoro Balocco, delle uova di Pasqua e della bambola Trudi come ‘fake news’ o semplici errori di comunicazione, ingannando così i telespettatori che da casa assisteranno alla trasmissione, e con la complicità di Fabio Fazio, notoriamente incline ad assecondare i propri ospiti evitando qualsiasi domanda scomoda – commenta il Codacons – Vedremo cosa accadrà domenica 3 marzo e, in caso di scorrettezze, se l’Agcom non adotterà provvedimenti il Tar potrà intervenire per decidere eventuali sanzioni”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mariano Russo, Juve Stabia: gesto eccezionale della Curva Sud che richiama Pagliuca nei festeggiamenti

Mariano Russo, amministratore della Pagina Stabiesi al 100%, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle ore 20:30 sui canali social ViViCentro.

Le dichiarazioni di Mariano Russo sul derby passato con la Turris e sul prossimo derby Juve Stabia – Casertana che si disputerà allo Stadio Menti rilasciate durante la ventitreesima puntata del nostro talk show sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

Vivere le partite della Juve Stabia, soprattutto quest’anno, da delle emozioni incredibili.Ho avuto la fortuna di vivere le gare in tre modalità diverse, dalla tribuna, dalla curva e dal campo.

Il derby contro la Turris è stato il Derby, con la D maiuscola, con insidie oltre la classifica.La cosa importante è che i nostri ragazzi hanno dimostrato di avere carattere.

In questo momento della stagione il carattere fa la differenza.Hanno tirato fuori gli attributi.

Una squadra che deve vincere anche per la nostra Castellammare capitanata da un gran condottiero, Mister Pagliuca.

Anche io ritorno in questa vostra trasmissione dal 2019.

Il pensiero su Pagliuca

Mister Pagliuca ha un animo da combattente e da guerriero.

Lo si denota durante i suoi atteggiamenti durante una partita.E’ passionale e quando hai passione puoi fregartene anche delle regole.

Mette in campo tutta la sua energia.Lo vedo una persona che è schietta e trasparente anche nei confronti della squadra, crea gruppo, è un leader.

Lo si vede da come tutti i giocatori interpretano il suo modello di gioco.

Ma vorrei darvi anche uno spaccato della sua gentilezza che si trapela dagli occhi.

Spesso la mattina lo incontro nelle mie passeggiate nel suo essere anonimo, passeggiando e immergendosi nella città.Quando l’ho salutato, sono riuscito a scorgere il suo viso sotto al cappellino, e l’ho trovato sorridente come un uomo che ama ciò che fa e ama questa terra.

Per questo motivo è stato grandioso il gesto della Curva Sud di lunedì che lo ha chiamato a festeggiare con la squadra, che lui aveva lasciato come protagonista.”

Mariano Russo prosegue:

Adorante credo sia il tassello che mancava alla Juve Stabia costruita quest’anno.Un gran complimento a Lovisa che è riuscito a strapparlo alla Triestina in un momento anche non facile.

Una vera furbata a portarlo a Castellammare.Oltre ad essere un bravo attaccante sta facendo giocare meglio il reparto offensivo.

Ricordiamo che nella prima parte della stagione, molti goal sono arrivati dai centrocampisti o dai difensori.

Vorrei sottolineare anche che nel 2018/2019, il preparatore delle Vespe era La Penna, quello attuale, sempre per corsi e ricorsi storici.E’ un derby, un altro derby.

Credo che vinceremo con maggior piglio, concretezza.Sento delle good vibes.

La squadra è matura per dare un altro segnale al Campionato!”

Lavoro, Istat: a gennaio occupazione in calo, -34mila su mese

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(Adnkronos) – A gennaio, rispetto al mese precedente, diminuiscono gli occupati e i disoccupati, mentre aumentano gli inattivi.L’occupazione cala (-0,1%, pari a -34mila unità) tra gli uomini, gli under 34, i dipendenti a termine, gli autonomi; cresce invece tra le donne e chi ha almeno 50 anni.

Il tasso di occupazione scende al 61,8% (-0,1 punti).E’ quanto emerge dalle rilevazioni diffuse dall’Istat. Confrontando il trimestre novembre 2023-gennaio 2024 con quello precedente (agosto-ottobre 2023), si registra un aumento del livello di occupazione pari allo 0,4%, per un totale di 90mila occupati.

La crescita dell’occupazione, osservata nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-3,5%, pari a -67mila unità) e alla stabilità degli inattivi. Il numero di occupati, a gennaio 2024, supera quello di gennaio 2023 dell’1,6% (+362mila unità).L’aumento coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età, a eccezione dei 35-49enni per effetto della dinamica demografica negativa: il tasso di occupazione, che nel complesso è in aumento di 0,8 punti percentuali, sale anche in questa classe di età (+0,4 punti) perché la diminuzione del numero di occupati 35-49enni è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva. Rispetto a gennaio 2023, calano sia il numero di persone in cerca di lavoro (-8,1%, pari a -162mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1,3%, pari a -157mila). A gennaio la diminuzione del numero di persone in cerca di lavoro (-0,2%, pari a -4mila unità) coinvolge gli uomini, i 15-24enni e i 35-49enni; al contrario, la disoccupazione aumenta lievemente tra le donne e gli ultracinquantenni.

Il tasso di disoccupazione totale è stabile al 7,2%, quello giovanile sale al 21,8% (+0,2 punti).La crescita del numero di inattivi (+0,5%, pari a +61mila unità, tra i 15 e i 64 anni) si osserva tra gli uomini e tra chi ha un’età compresa tra 15 e 49 anni; l’inattività diminuisce invece tra le donne e gli ultracinquantenni.

Il tasso di inattività sale al 33,3% (+0,2 punti).  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bassetti: “Se sanità in Campania non funziona è colpa di De Luca non di Schillaci”

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(Adnkronos) – “Non si può attaccare il ministro della Salute perché la sanità in Campania non funziona visto che è governata a livello regionale.Mi pare pretestuoso quello che fa De Luca che scarica le colpe su Schillaci quando le cose non funzionano nella tua regione”.

Così all’Adnkronos Salute l’infettivologo Matteo Bassetti interviene in difesa del ministro della Salute nello scontro tra Schillaci e il presidente della Campania Vincenzo De Luca, al centro la polemica per i manifesti della Regione che da alcuni giorni campeggiano in varie città campane e che accusano il governo di aver “tradito il Sud”. Sulla questione interviene il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. “Rispediamo al mittente le accuse da parte del governatore della Campania, De Luca nei confronti del Governo, del Ministro Schillaci e della sanità pubblica.La situazione in cui riversa la Campania è rovinosa – afferma – Non per niente la Regione tuttora governata da De Luca detiene il triste record negativo per mobilità sanitaria interregionale.

Mi spiace per De Luca ma questo Governo crede nel Sud, crede nella sanità pubblica e sta ridando quell’offerta di salute equa e omogenea che il Mezzogiorno merita, sancita dalla nostra Costituzione e dovuta a tutti i cittadini italiani”. “I fatti parlano chiaro e molte delle cose che lo stesso De Luca elenca, noi le abbiamo già portate a casa in soli 15 mesi di Governo.Cosa ha fatto lui in ben 9 anni di amministrazione? – continua Gemmato – Accusa il Governo di non stanziare fondi a sufficienza per il Sud, e quindi anche per la Regione da lui governata, quando invece l’applicazione dei nuovi criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale per il 2023 hanno spostato alle Regioni del Sud 220 milioni di euro.

Tra queste vi è la Campania, naturalmente, con quasi 84 milioni”.  “Per non parlare di edilizia sanitaria.A inizio mese il Governo ha attribuito alla Regione Campania 1 miliardo di euro per la realizzazione di 13 diversi interventi diffusi sul territorio regionale, destinati a potenziare la sanità pubblica della Regione.

Per quanto riguarda le azioni dedicate alla medicina di emergenza-urgenza, nel cosiddetto Decreto Bollette è stata prevista l’indennità di pronto soccorso per il personale impiegato nei ps, è stata aumentata la tariffa oraria della prestazione aggiuntiva nell’area dell’emergenza-urgenza e l’accesso ai concorsi per la Disciplina di Emergenza-Urgenza per chi abbia maturato almeno tre anni di servizio”, conclude.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Germania, 4 morti in sparatoria: un bimbo tra le vittime, arrestato un soldato

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(Adnkronos) – Una sparatoria avrebbe fatto quattro vittime nel Land tedesco della Bassa Sassonia.La polizia è intervenuta alle prime ore di oggi dopo una chiamata proveniente da un’abitazione a Scheeßel, dove si era verificata una sparatoria.

Gli agenti hanno messo in sicurezza l’edificio e lo hanno preso d’assalto.All’interno dell’abitazione, secondo la polizia, c’erano “diverse vittime”.

Secondo le informazioni dei media tedeschi, i morti sarebbero 4 tra cui un bambino.  La situazione sul terreno è rimasta molto tesa anche al mattino: alla vicina stazione ferroviaria di Rotenburg, tra gli altri luoghi, erano di stanza forze di sicurezza con fucili mitragliatori e diverse case erano state circondate.All’alba l’annuncio secondo cui il sospetto si è costituito ed è stato arrestato: si tratterebbe di un soldato della Bundeswehr.

Attualmente, un’operazione di polizia è in corso anche nella caserma von Düring di Rotenburg.Le ‘scene del crimine’, secondo la polizia, sarebbero due: una nella casa di Westervesede a Scheeßel e una a Bothel, distretto di Rotenburg.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage di civili a Gaza, Usa bloccano dichiarazione condanna Israele all’Onu

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(Adnkronos) – Gli Stati Uniti hanno bloccato al Consiglio di Sicurezza dell’Onu una dichiarazione di condanna di Israele per la strage avvenuta ieri a Gaza City, dove oltre 100 palestinesi che aspettavano aiuti alimentari sono rimasti uccisi.Il testo, presentato dall’Algeria, esprimeva “profonda preoccupazione” ed indicava che la tragedia era stata innescata “dal fatto che le forze israeliane hanno aperto il fuoco”. Secondo l’ambasciatore palestinese all’Onu, Riyad Mansour, nella riunione d’emergenza a porte chiuse del Consiglio 14 su 15 membri del Consiglio sostenevano il testo presentato dall’Algeria.

Ma non gli Stati Uniti: “Le parti stanno lavorando ad una formula per vedere se possiamo avere una dichiarazione, il problema è che in questa non abbiamo tutti i fatti” ha detto ai giornalisti il vice ambasciatore Robert Wood, sottolineando di volere un testo che rifletta “il necessario giusto controllo riguardo alle responsabilità”. Il diplomatico americano si riferisce al fatto che, mentre le autorità di Gaza incolpano le forze israeliane per la strage, gli israeliani affermano di non aver sparato sulla folla, ammettendo che i propri militari avrebbero sparato dei colpi di avvertimento quando le persone hanno iniziato ad avanzare verso il convoglio di aiuti.Secondo la ricostruzione fornita da Israele, la maggior parte dei civili sono rimasti uccisi nella calca e dai camion che hanno perso il controllo, mentre meno di 10 persone sarebbero rimaste uccise da militari israeliani. Mansour ha raccontato di aver incontrato prima della riunione l’ambasciatrice Usa all’Onu, Linda Thomas-Greenfield: “l’ho implorata di fare in modo che il Consiglio di Sicurezza potesse produrre un testo che condannasse queste uccisioni ed i responsabili di questo massacro” ha detto aggiungendo che se il Consiglio avesse “la determinazione di impedire che altri massacri come questo quello di cui abbiamo bisogno è un cessate il fuoco”.   Ad un mese dall’inizio dell’inchiesta sulle denunce di coinvolgimento di dipendenti dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati palestinesi (Unwra) nel massacro del 7 ottobre, l’Onu è ancora in attesa dei documenti di intelligence israeliani che confermerebbero le denunce.

Il portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric ha detto in un briefing che l’Ufficio di supervisione interna (Oios) sta attualmente cercando di “verificare ulteriori informazioni e di confrontare i dati ottenuti con i materiali in mano alle autorità israeliane, che l’OIOS si aspetta di ricevere a breve”.  Israele ha accusato diversi dipendenti dell’Unwra di essere coinvolti negli attacchi terroristici del 7 ottobre e molti dei principali donatori occidentali dell’agenzia, tra cui Stati Uniti e Germania, hanno temporaneamente sospeso i contributi all’agenzia. Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha definito credibili le accuse e ha promesso un’indagine approfondita, oltre a licenziare un certo numero di membri dello staff.A più di quattro settimane dall’inizio delle indagini, gli investigatori dell’Onu stanno ora programmando un viaggio in Israele per ottenere informazioni dalle autorità locali.

Finora sono stati analizzati numerosi altri documenti, anche provenienti da altri paesi.Stando alla Dpa, Israele avrebbe fornito all’Onu 12 nomi e dati di geolocalizzazione sul 7 ottobre, dati che sono stati verificati dall’Onu.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Pentagono: “Se Kiev cade, Nato combatterà la Russia”. La replica di Mosca

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(Adnkronos) – “Se cade l’Ucraina, veramente credo che la Nato dovrà combattere con la Russia”.E’ quanto ha detto il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, sottolineando, durante un’audizione al Congresso, che “sappiamo che se Putin ha successo qui, non si fermerà, continuerà ad adottare altre azioni aggressive nella regione”. “Se l’Ucraina cade, Putin non si fermerà – ha ripetuto il capo del Pentagono – continuerà ad avanzare ed attaccare territori sovrani suoi vicini.

Se io fossi un Paese baltico, io sarei veramente preoccupato di quello che potrà succedere, conoscono Putin, sanno quello di cui è capace”. Per questo, ha continuato Austin rivolgendosi in particolare ai repubblicani che stanno bloccando il pacchetto di aiuti militari a Kiev da 60 miliardi di dollari, “non aiutare l’Ucraina è un cammino molto pericoloso”, ricordando come “tutti i giorni” vediamo “i rischi sul campo di battaglia dove gli ucraini combattono con coraggio per difendere il loro territorio” e dove i russi stanno conquistando terreno, anche a causa del ritardo degli aiuti, che sta provocando l’esaurimento delle munizioni. “Se proseguiamo su questo cammino, sarà un regalo a Putin”, ha detto ancora riferendosi al blocco dei fondi a Kiev, che rischia anche di mettere in crisi il ruolo di Washington “come socio e alleato di cui fidarsi”. “Gli alleati sono preoccupati del messaggio che stiamo mandando e del mancato sostegno all’Ucraina che certamente sta avendo un impatto sul morale delle truppe ucraine”, ha poi aggiunto.  Mosca replica alle parole del segretario alla Difesa Usa, Lioyd Austin. “Sono una minaccia diretta alla Russia o vogliono essere una scusa per Zelensky? – si chiede su Telegram la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova – in entrambi i casi è una follia, però ora tutto il mondo vede chi è l’aggressore: Washington”.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue in Italia, cosa fare contro il virus? Le indicazioni in uno studio

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(Adnkronos) – La preparazione dei sistemi sanitari nell’affrontare la Dengue dovrebbe prevedere anche per l’Italia “una forte sorveglianza genomica” e “il tracciamento e l’identificazione delle catene locali di trasmissione del virus”.Sono alcune delle indicazioni contenute nello studio, in corso di accettazione su ‘Nature Microbiology’, firmato da Francesco Branda, Unità di statistica e Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma; Taishi Nakase, epidemiologo della Stanford University; Antonello Maruotti, statistico della Lumsa di Roma e Massimo Ciccozzi, responsabile dell’unità di Statistica medica ed Epidemiologia del Campus Bio-Medico di Roma; Marta Giovannetti della Fundação Oswaldo Cruz di Minas Gerais (Brasile).  Lo studio riassume le infezioni di Dengue segnalate in Italia negli ultimi otto anni e propone come obiettivo “di migliorare l’accessibilità alle informazioni da parte della comunità scientifica in modo tale che si possa generare maggior consapevolezza legate all’emergenza della Dengue nel Paese”.

Il lavoro ha anche esplorato il potenziale contributo dal cambiamento climatico a livello locale sulla trasmissione della Dengue in Italia.  “La Dengue ha come vettore una zanzara tropicale ma anche la nostra zanzara ‘locale’ può essere un vettore – spiega all’Adnkronos Salute Ciccozzi -, il rischio che corriamo è che si verifichi con la Dengue quello che è successo con la Chikungunya che si è adattata alla nostra zanzara e oggi è diffusa stabilmente in diverse zone.Dobbiamo sorvegliare per prevenire i focolai, anche intervenendo dove sono segnalati casi con azioni rapide di disinfestazione e l’uso di larvicidi”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

F1 GP Bahrain, oggi le qualifiche: orari e dove vederle in tv e in streaming

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(Adnkronos) – Giornata di qualifiche oggi, venerdì 1° marzo, per il GP del Bahrain, primo appuntamento del Mondiale 2024 di F1.Dopo le prime due sessioni di prove libere (FP1 e FP2) di ieri, sul circuito di Sakhir sono in programma le Libere 3 e le qualifiche che decideranno e a chi andrà la prima pole-position della stagione.

Domani, sabato 2 marzo, la gara che assegna i primi punti iridati dell’anno.  Ieri Lewis Hamilton è stato il più veloce nella seconda sessione di prove libere.L’inglese della Mercedes gira in 1’30″374 precedendo il connazionale e compagno di squadra George Russell (1’30″580) e lo spagnolo dell’Aston Martin Fernando Alonso (1’30″660).

Quarto posto per la migliore delle Ferrari, quella dello spagnolo Carlos Sainz (1’30″769) che si lascia alle spalle l’australiano della McLaren Oscar Piastri (1’30″784) e il campione del mondo in carica, l’olandese della Red Bull Max Verstappen (1’30″851).Nono posto per l’altra Rossa, quella del monegasco Charles Leclerc (1’31″113).

Si torna in pista domani con le terze libere alle 13.30, alle 17 ci saranno invece le qualifiche ufficiali.  
La prima sessione ha invece visto protagonista Daniel Ricciardo.L’australiano al volante della Racing Bulls ha girato in 1’32″869 precedendo le due McLaren dell’inglese Lando Norris (1’32″901) e di Piastri (1’33″113).

Sesto tempo per Verstappen (1’33″238) e ottavo posto per la migliore delle Ferrari, quella di Leclerc (1’33″268).Undicesimo crono per la rossa dello spagnolo Sainz (1’33”385).  Premessa: sono solo i primi collaudi e la pretattica regna sovrana.

Dopo le prove libere, emerge però un primo parziale quadro che può offrire spunti di analisi in vista delle qualifiche e della gara.Mercedes e Red Bull Racing, se si considerano anche i risultati dei test sull’asfalto di Sakhir, appaiono già in palla.

Ferrari e McLaren, rispetto al complicato avvio del Mondiale 2023, si avvicinano al primo semaforo verde lasciando intravedere una crescita e un potenziale che, quantomeno, potrebbero portare a ridurre il gap rispetto al ‘mostro Verstappen’.Categoria outsider: lecito aspettarsi sorprese positive da Alpine, Aston Martin e AlphaTauri.  L’appuntamento in tv con le Prove Libere 3 è alle 13:30 su Sky Sport F1, Sky Sport Uno, Sky Sport 4K e in streaming su NOW e SkyGo.

Le qualifiche e la gara saranno trasmesse in differita anche in chiaro sul digitale terrestre su TV8, rispettivamente alle ore 22 e alle 21.30. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid Italia, dati ultima settimana: Rt sale, ancora giù incidenza e ricoveri

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(Adnkronos) – Dopo una settimana di parametri Covid sempre in calo, in Italia torna a salire con un “lieve aumento” l’Rt, che però “è sempre sotto la soglia epidemica”.E il dato sull’occupazione dei posti letto in area medica e in rianimazione continua intanto ad essere in diminuzione.

E’ il quadro che emerge dal monitoraggio settimanale Covid della Cabina di regia ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Iss). “L’indice di trasmissibilità (Rt) basato sui casi con ricovero ospedaliero al 20 febbraio è sotto la soglia epidemica, pari a 0,73 (0,64–0,83), in lieve aumento rispetto alla settimana precedente (Rt 0,65 (0,57–0,73) al 13 febbraio)”, si legge nel report.  Al 28 febbraio “l’occupazione dei posti letto in area medica è pari a 1,9% , in diminuzione rispetto alla settimana precedente (2,1% al 21 febbraio).In riduzione anche l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari a 0,5%, rispetto alla settimana precedente (0,6% al 21 febbraio”, continua il report.

Infine, “l’incidenza di casi Covid diagnosticati e segnalati nel periodo 22-28 febbraio è pari a 2 casi per 100.000 abitanti, in diminuzione rispetto alla settimana precedente (3 casi per 100.000 abitanti nella settimana 15-21 febbraio)”, conclude il monitoraggio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage di Erba, parla Azouz: “Revisione è mia rivincita”

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(Adnkronos) – “Sono emozionato, stiamo avendo la nostra rivincita.Inizialmente pensavo che Olindo e Rosa fossero colpevoli, poi già nel primo anno dopo il massacro ho cambiato idea e ora credo che non è stata fatta giustizia.

Oggi possono riparare”.Lo spiega Azouz Marzouk, marito e padre di due delle quattro vittime della strage di Erba, entrando nell’aula di Brescia dove inizierà l’udienza del processo di revisione.  “La pista della droga è quella che tutti vogliono far credere, ma mi danneggia visto che mi sto trasferendo in Italia.

Credo non sia stata fatta giustizia e ora spetta ai giudici farla”, conclude.  A quasi 18 anni di distanza, in aula si parlerà ancora di quanto accaduto nella corte di via Diaz a Erba la sera dell’11 dicembre del 2006, quando sotto i colpi di spranga e coltelli vengono uccisi Raffaella Castagna (30 anni), il figlio Youssef Marzouk di soli due anni, la nonna materna del piccolo Paola Galli (57).  Olindo e Rosa saranno ci saranno, ma lontano dai giornalisti accreditati a cui sarà possibile seguire l’udienza solo da uno schermo, in una stanza accanto.Assenti (tranne Azouz) i parenti dei familiari delle vittime, parti civili, che preferiscono restare lontano dal circo mediatico. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nevicate straordinarie in arrivo sull’Italia, le previsioni meteo di oggi

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(Adnkronos) – Nubifragi, con forti temporali e piogge torrenziali, ma anche nevicate straordinarie sull’Italia.Il quadro meteo con le previsioni per oggi, 1 marzo 2024, e per i prossimi giorni delineato dagli esperti racconta di una condizione estrema di maltempo sul Paese, che rischia di continuare a oltranza.

Salvo una piccola pausa per la giornata di sabato. Come spiega Antonio Sanò, fondatore del sito www.ILMeteo.it, con la fine dell’inverno meteorologico arrivano nevicate straordinarie.Meteorologi e climatologi, per ragioni di semplicità nei calcoli statistici, differenziano infatti le stagioni da quelle astronomiche facendole iniziare sempre il primo del mese: siamo quindi già in primavera.

L’esperto conferma infatti le abbondanti nevicate degli ultimi giorni che hanno ammantato tutto l’arco alpino facendo salire il pericolo valanghe fino al grado 4 su una scala che va da un minimo di 1 ad un massimo di 5: ‘pericolo forte’ per tantissima neve caduta e non assestata a dovere. E un altro carico eccezionale di neve arriverà domenica 3 marzo, con accumuli oltre i 150 cm sulle Alpi occidentali; se la previsione verrà confermata in pieno, registreremo in alcune zone l’evento più forte degli ultimi 5-10 anni. Intanto l’Italia è ancora in balìa di un ciclone che rimbalza da Nord a Sud in modo preoccupante: fino a martedì questo ciclone ha distribuito nubifragi al Nord, da mercoledì temporali e piogge torrenziali al Centro-Sud; nelle ultime ore il vortice sta rimbalzando verso la Pianura Padana con piogge su regioni già colpite dai recenti allagamenti. Una situazione estrema che accompagnerà il nostro Paese ad oltranza; infatti, dopo le piogge potrebbe arrivare il freddo fuori stagione con nevicate a bassa quota verso le regioni centrali.Tutto da confermare a lunga scadenza, sono solo ipotesi; entriamo intanto nel dettaglio delle prossime ore. Il tempo sarà condizionato, come detto, dalla risalita verso nord del ciclone che si era spinto fin verso la Tunisia: sono attese nelle prossime ore piogge diffuse al Centro-Nord, in seguito anche su Campania e Sicilia.

Le temperature resteranno ancora leggermente superiori alle medie del periodo e la neve cadrà solo sulle Alpi oltre i 1300-1400 metri.L’Appennino vedrà qualche fiocco solo sulle cime più alte, ricordando un inverno che ha davvero dato poche soddisfazioni dal punto di vista della neve. Sabato ci sarà una pausa: vivremo una giornata di transizione con isolati piovaschi al Nord e nevicate solo sulle Alpi oltre i 1000 metri; al Centro-Sud invece arriverà una giornata primaverile con alternanza di sole e nuvole. Infine, attenzione alla prima domenica di marzo, il giorno 3 segnerà il ritorno al passato: un nuovo ciclone scenderà dal Nord Atlantico e si fionderà sul nostro Paese passando dalla Porta del Rodano (Francia); sono previste nevicate storiche in Valle d’Aosta e sul Piemonte con oltre 150 cm di neve fresca (nord della regione).

Questo ciclone attiverà anche una forte e mite ventilazione di Scirocco che ci farà sentire di nuovo in autunno, con tanta pioggia al Nord e lungo il versante tirrenico. Le stagioni, dunque, si mischieranno in modo selvaggio nei prossimi giorni: dalla fine dell’inverno alla primavera, al ritorno di un autunno con lo Scirocco e in tendenza verso un colpo di coda dell’inverno a metà della prossima settimana con neve in collina, addirittura al Centro-Sud. Venerdì 1.Al nord: piogge diffuse; neve a quote medio alte.

Al centro: via via piovoso ovunque.Al sud: piogge o temporali in arrivo su Sicilia e Campania. Sabato 2.

Al nord: piogge sparse con qualche momento asciutto in pianura, più instabile in montagna.Al centro: più piogge al mattino.

Al sud: piogge sulle zone tirreniche. Domenica 3.Al nord: maltempo estremo al Nord-Ovest.

Al centro: maltempo in arrivo sulle tirreniche.Al sud: a tratti soleggiato. Tendenza: intenso ciclone con spiccato maltempo al Nord in discesa verso il Centro-Sud fino a martedì, poi nuovo vortice da mercoledì. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden-Trump, duello al confine con il Messico: la sfida del dem al tycoon

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(Adnkronos) – Si sono accusati reciprocamente di essere responsabili della crisi migratoria, Joe Biden e Donald Trump che hanno duellato a distanza sul confine con il Messico dove entrambi ieri si sono recati in visita, confermando che quella dei migranti sarà una questione centrale delle prossime elezioni.  Biden in particolare ha accusato l’ex presidente di spingere i repubblicani del Congresso a bloccare la legge bipartisan che darebbe altri 20 miliardi di dollari per la sicurezza sul confine, aumenterebbe gli agenti, introdurrebbe misure più severe per la detenzione e renderebbe possibile chiudere il confine. La legge stava per passare fino a quando Trump “è arrivato ed ha detto, non fatelo perché favorirebbe il presidente in carica”, ha affermato Biden che ha esortato i membri del Congresso a mostrare “un po’ di spina dorsale” e di indipendenza da Trump. “Ricordatevi per chi lavoriamo, per l’amor di Dio”, ha continuato il presidente prima di rivolgersi direttamente al suo avversario: “Invece di fare giochi politici su questa questione, unisciti a me, o io mi unirò a te, nel dire al Congresso di approvare questa legge bipartisan sulla sicurezza del confine.Possiamo farlo insieme”.  “Questa è l’invasione provocata da Biden, gli Stati Uniti sono travolti dall’invasione criminale provocata da Biden.

E’ una nuova forma di feroce violazione del nostro Paese”.Così, parlando da Eagle Pass, Trump ha però attaccato il presidente democratico che nello stesso esatto momento pronunciava anche il discorso al confine con il Messico, a Bronwsville, a 500 chilometri di distanza, confermando che il messaggio catastrofista e populista sulla questione dei migranti sarà al centro della terza campagna presidenziale del tycoon. Trump ha usato un linguaggio aggressivo nei confronti dei migranti, come ha fatto in passato quando li ha accusati di “avvelenare il sangue del nostro Paese”, provocando un’ondata di critiche e polemiche di chi ha ravvisato un’eco della retorica nazista. “Sentiamo lingue nel nostro Paese che nessuno ha mai sentito – ha detto ieri descrivendo questa presunta invasione – sono veramente lingue straniere, nessuno le parla.

Si riversano nel nostro Paese e portano con sé tremendi problemi, anche di natura medica, come sapete”. Per la loro visita sul confine Biden e Trump hanno scelto località diametralmente opposte: il presidente è andato a Brownsville, roccaforte dem in Texas, che rappresenta il tradizionale approccio democratico al problema che bilancia sicurezza del confine e trattamento umano dei migranti.  Mentre Eagle Pass è diventato il simbolo della sfida repubblicana alle politiche dell’amministrazione democratica, da quando il governatore Greg Abbott ha inviato la Guardia Nazionale per erigere una barriera di filo spinato, sfidando anche la Corte Suprema che ha riconosciuto che sono le autorità federali a gestire la sicurezza sul confine. Abbott ha accompagnato ieri Trump che ha lodato le politiche adottate dal governatore repubblicano contro “l’invasione” di migranti che ha descritto come violenti, “usciti da prigioni e ospedali psichiatrici.Mentre in realtà i dati federali mostrano che gran parte dei migranti fermati al confine non hanno precedenti penali.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meteo, torna il gelo sull’Italia? Le previsioni per la prossima settimana

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(Adnkronos) – Dopo l’ondata di maltempo con tanta pioggia e neve, potrebbe tornare il gelo sull’Italia?Sì, almeno stando alle previsioni meteo degli esperti per la prossima settimana quando, nei primi giorni di marzo, una massa d’aria fredda potrebbe spostarsi dalla Penisola Scandinava e dalla Russia minacciando il cuore dell’Europa e, di conseguenza, anche il nostro Paese. Secondo gli esperti de ILMeteo.it, un insidioso ciclone in discesa dal Nord Atlantico condizionerà il tempo nel corso del prossimo weekend con effetti che si protrarranno fino all’inizio della settimana. Tra lunedì 4 e martedì 5 Marzo sono attese infatti tante precipitazioni, soprattutto al Nord Est e al Centro-Sud, con nevicate sugli Appennini oltre i 1400/1500 metri di quota.

Tra il pomeriggio di martedì e la successiva notte un nuovo impulso instabile porterà la neve sulle Alpi occidentali, con fiocchi fin verso gli 800 metri su Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia; ancora piogge, invece, sulle pianure.Poi il maltempo si estenderà rapidamente al Centro-Sud dove ci saranno ulteriori occasioni per rovesci, anche sotto forma temporalesca, con locali grandinate. Ma veniamo alla novità prevista per la seconda parte della settimana.

I principali Centri di Calcolo stanno iniziando a fiutare un radicale cambio di circolazione a livello emisferico.Infatti, una massa d’aria gelida, attualmente localizzata tra la Penisola Scandinava e la Russia, potrebbe riversarsi fin nel cuore del Vecchio Continente.

In concreto, ciò significherebbe un’ondata di freddo tardiva da giovedì 7 Marzo in rotta verso l’Europa centrale e meridionale, con conseguenze anche per l’Italia (temperature sotto la media climatica di riferimento). Attenzione perché questo tipo di dinamiche atmosferiche potrebbe riportare all’improvviso l’Inverno, quello vero, capace di far nevicare a bassissima quota, se non addirittura in pianura. Trattandosi di una proiezione sul lungo periodo ricordiamo sempre che non è possibile scendere nei dettagli e capire esattamente dove si formeranno i minimi depressionari e quindi le precipitazioni. Detto questo, sembra profilarsi un periodo molto movimentato, con il Generale Inverno pronto a giocare le sue ultime carte prima di cedere definitivamente il passo alla Primavera. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Erba, l’udienza tra protagonisti e assenti: anche Azouz Marzouk in aula

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(Adnkronos) – L’ultima immagine insieme di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva per la strage di Erba (Como) è dietro le sbarre un po’ stinte di una gabbia di un’aula di giustizia.Quell’amore “quadrupede” sembra resistere – nonostante siano passati quasi 18 anni da quell’11 dicembre 2006 – e ora è pronto a condividere la speranza di vedersi riconosciuta un’innocenza già sfuggita in tre gradi di giustizia.

E’ un percorso in salita, ma il sì all’udienza per la revisione davanti alla seconda sezione della corte d’Appello di Brescia è linfa vitale per l’ex netturbino di 62 anni che dietro le sbarre di Opera ha scoperto l’amore per l’orto e per Rosa, 60 anni, che da gennaio esce ogni giorno dal carcere di Bollate per raggiungere il suo posto di lavoro in una cooperativa poco distante. 
Saranno uno accanto all’altro, lontano dai giornalisti (non ammessi in aula), e anche da chi dal giorno del massacro nella corte di via Diaz vive una pena che non conosce sconti.Oggi, tra quei banchi, mancheranno tanti protagonisti di una storia che continua a dividere l’opinione pubblica.

Non ci sarà chi, tra i primi, ha creduto alla loro innocenza: l’avvocato Enzo Pacia scomparso nel 2009.Non ci sarà Carlo Castagna, il papà di Raffaella, il marito di Paola Galli e nonno del piccolo Youssef, morto nel maggio del 2006.

Uomo di chiesa fu capace di perdonare gli assassini ancor prima che avessero un nome e donò la casa dell’orrore alla Caritas trasformandola così un tetto per famiglie bisognose.  Non ci saranno i suoi figli, Pietro e Giuseppe (Beppe) che negli anni hanno subito attacchi neanche velati e un profondo odio social che ha portato, anche solo pochi giorni fa, a sentenze di condanna per i ‘leoni da tastiera’.Da sempre parti civili chiedono rispetto: “Abbiamo assistito ad ogni grado processuale e ci siamo convinti della colpevolezza dei coniugi Romano”.

Rappresentati dai legali Massimo Campa e Daniela non verranno in aula, restando lontani dal circo mediatico.  E resteranno un passo indietro anche Elena e Andrea Frigerio, i figli del ‘supertestimone’ Mario e di Valeria Cherubini entrambi comunque vittime di quella sera. “La nostra speranza è, soprattutto, che venga messa la parola fine a tutto questo clamore, a questo accanimento e che finalmente i nostri cari possano riposare in pace e con il rispetto che meritano” le parole affidate ieri all’Adnkronos tramite il loro avvocato Adamo De Rinaldis. “Confidiamo, come sempre, nella giustizia, come è sempre stato in tutti questi anni.Anni difficili, pesanti, in cui – confessano i fratelli che resteranno lontano dai riflettori – non abbiamo avuto modo di far rimarginare le ferite.

Anni in cui, però, abbiamo sempre confidato nella verità, quella processuale, quella delle aule di tribunale, quella che ha portato alle sentenze nei tre gradi di giudizio”.  Ci sarà un posto vuoto per il loro papà, morto di malattia nel settembre del 2016, e per l’avvocato Manuel Gabrielli che lo ha assistito anche in ospedale dove Frigerio pronunciò il nome di Olindo.L’uomo che si salvò solo per una malformazione alla carotide ha fatto in tempo ad assistere alla condanna definitiva e ora la difesa, nuovamente, prova a mettere in dubbio la genuinità del suo racconto.

Difficile capire se la corte potrà accogliere i dubbi di chi assiste gli imputati, piuttosto certo che non ci riuscirà con chi ha assistito dal vivo alla sua deposizione.  
Tra i banchi siederà, invece, Azouz Marzouk, l’unica parte civile che non crede alla sentenza.L’uomo che nella strage ha perso la moglie e il figlio Youssef di soli due anni ha fin dal primo grado messo in dubbio la colpevolezza dei coniugi Romano e anche adesso è pronto a ignorare quanto decretato, in modo univoco, da diversi giudici.

Dopo la teoria innocentista già espressa in primo grado anche adesso, con accanto l’avvocato Solange Marchignoli, tiene fede alla sua convinzione e si schiera al fianco di chi, secondo tre sentenze, gli ha sterminato la famiglia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tragedia a Gaza: Fame, Guerra e la Speranza Dei Negoziati

La fame provoca una tragedia a Gaza City, con 112 vittime in un assalto ai camion di aiuti.Le tensioni crescono tra autorità di Gaza ed esercito israeliano, minacciando le delicate trattative internazionali sulla pace.

Il presidente Biden, conscio dei rischi, esprime fiducia ma ammette la complicazione dei negoziati, mantenendo la speranza in un futuro accordo nonostante le sfide imminenti.

Strage di Fame e Verità: Il Tragico Episodio a Gaza City

Gaza City è teatro di un massacro, con 112 civili morti in un assalto ai camion di aiuti.La fame estrema ha spinto alla disperazione, complicando le trattative internazionali.

Nell’oscurità di ieri a Gaza City, un episodio sanguinoso ha visto 112 civili perdere la vita in circostanze ancora avvolte nel mistero.La fame ha scatenato l’assalto a camion di aiuti, aumentando il bilancio già pesante della guerra.

**La Fame come Nemico:**

Migliaia di persone, affamate e disperate, hanno preso d’assalto i pochi camion di aiuti destinati al nord della Striscia.

Questa lotta per la sopravvivenza mette in evidenza la tragica situazione umanitaria che affligge la regione.

**Accuse Incrociate:**

In questo contesto, le autorità di Gaza e l’esercito israeliano si scambiano reciproche accuse sulla responsabilità dell’assalto.Mentre la verità è ancora sfuggente, la retorica accusatoria aumenta le tensioni già palpabili nella regione.

**Impatto sulle Trattative Internazionali:**

Il presidente Biden, consapevole dell’importanza di mantenere il delicato equilibrio nelle trattative internazionali, ammette che l’incidente a Gaza City potrebbe compromettere gli sforzi per liberare gli ostaggi e raggiungere un cessate il fuoco temporaneo.

**Sfida per Biden:**

Prima di partire per il confine tra Messico e Texas, Biden dichiara che sebbene i negoziati si complicano, resta fiducioso.

Tuttavia, la data dell’accordo tra Hamas e Israele slitta, sfidando la speranza di un’intesa entro lunedì.

**Conclusione:**

Il massacro degli affamati ha sconvolto Gaza City, evidenziando la drammatica situazione umanitaria.Mentre le accuse si intensificano, la diplomazia internazionale è posta di fronte a una sfida cruciale, con l’incognita sul futuro delle trattative di pace.

Strage di Erba, le tappe: il massacro, l’ergastolo di Rosa e Olindo, la revisione

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(Adnkronos) – E’ l’11 dicembre 2006 quando i vigili del fuoco entrano, alle 20.29, nella palazzina del ghiaccio in via Diaz 25 a Erba, in provincia di Como, per domare le fiamme di un incendio e si trovano davanti a una macabra scoperta: quattro corpi senza vita e un solo sopravvissuto.Chi appicca il rogo lo fa proprio nel tentativo di nascondere le tracce del quadruplice omicidio.

Nel loro appartamento, sotto i colpi di spranga e coltelli muoiono Raffaella Castagna, 30 anni, il figlio Youssef di soli 2 anni, la nonna del piccolo Paola Galli (57), nell’abitazione al piano superiore, dove prova a rifugiarsi, c’è il corpo senza vita della vicina di casa Valeria Cherubini (55).Si salva, per una malformazione alla carotide, il marito e ‘supertestimone’ Mario Frigerio.

Una mattanza compiuta in una manciata di minuti, tra le 20 e le 20.25. Le indagini si concentrano su Azouz Marzouk, il compagno di Raffaella, ma viene rintracciato e scagionato: i tabulati telefonici dimostrano che è in Tunisia.Anche la pista di una vendetta legata allo spaccio di droga, che potrebbe coinvolgere lui e i suoi familiari, diventa un vicolo cielo.

E’ il conflitto tra vicini e gli atteggiamenti sospetti dei coniugi Romano, Olindo e Rosa Bazzi, ad attirare subito dei dubbi.Non sono presenti nella corte dove soccorritori, carabinieri e curiosi si muovono quella sera e al loro arrivo, intorno alle 2.30, la donna – senza chiedere nulla su quanto accaduto – mostra uno scontrino del McDonald’s.

Nell’abitazione la lavatrice è in funzione.Indizi e poi prove.

Sul battitacco dell’auto il luminol evidenzia una traccia di sangue (contiene il profilo generico della Cherubini), mentre dal letto di ospedale Frigerio, dopo un iniziale disorientamento, riconosce nel vicino il suo aggressore.  E’ l’8 gennaio del 2007 quando scatta il provvedimento di fermo e i due confessano, ritrattano in udienza preliminare.E’ Rosa ad assumersi l’intera responsabilità, poi il marito si aggiunge al racconto dettagliato del massacro.

Una strage premeditata che in rapida sequenza vede cadere sotto i colpi Raffaella e la madre, è Rosa a infierire sul bambino, poi i coltelli colpiscono i vicini che, scendendo le scale, sorprendono i coniugi Romano mentre si chiudono alle spalle la porta dell’appartamento in fiamme.Con i giorni le confessioni diventano sempre più ampie, ripetute, scritte da Olindo anche sulla Bibbia, e si aggiungono al racconto del testimone e al possibile movente: l’udienza per lesioni e ingiurie che pochi giorni dopo avrebbe potuto costringere la coppia a un risarcimento di Raffaella. Anche la logica offre risposte: se gli assassini avessero usato il terrazzo di casa Castagna non si sarebbero scontrati con i coniugi Frigerio, mentre la presenza del sangue della Cherubini che si ‘ferma’ sull’ultima rampa di scale in uscita indica che chi era armato si è lavato all’interno della ‘palazzina del ghiaccio’.

Verosimile il racconto del netturbino Olindo che sa in quali cassonetti buttare le armi e i vestiti sporchi di sangue, così come quello della maniaca della pulizia Rosa che sa come non lasciare traccia.  Il processo di primo grado, che si apre davanti alla corte d’Assise di Como, si conclude il 26 novembre del 2008 con la condanna all’ergastolo della coppia. “Eccoli lì, sono loro due, quei due delinquenti li, li riconosco” le parole di Frigerio mentre testimonia a pochi passi dalla gabbia dove gli imputati assistono all’udienza. “Era proprio lui, aveva due occhi da assassino, aveva uno sguardo che non riuscirò mai a dimenticare…E’ inutile che mi guardi, disgraziato” dice senza mai abbassare lo sguardo.Un racconto che insieme a un quadro solido portano all’ergastolo.  La sentenza è confermata dalla corte d’Assise d’Appello di Milano il 20 aprile del 2010.

Il dibattimento, nonostante le richieste dei difensori, non viene riaperto: le confessioni sono ritenute genuine, i dettagli noti solo a chi ha davvero infierito sulle vittime, e le ritrattazioni vengono ritenute solo un cambio di strategia.La corte non dubita del riconoscimento fatto da Frigerio e della sua incredulità di trovarsi di fronte Olindo, così come della traccia netta di sangue sul battitacco dell’auto: l’impronta del piede dell’assassino.

Inconcludenti le piste alternative: troppo generica l’indicazione sulla presenza nella corte di via Diaz di tre stranieri la sera della strage, la vendetta verso Azouz Marzouk avrebbe visto la malavita usare altre armi. L’ergastolo viene confermato anche in Cassazione il 3 maggio del 2011.Poco contano le domande sulle intercettazioni sollevate dalla difesa, i dubbi sulla genuinità del racconto del testimone oculare, l’intervento in ospedale di un carabiniere che con le sue domande potrebbe aver “inquinato” la memoria, l’ipotesi di contaminazione sulla macchia trovata sul battitacco o ancora le presunte pressioni a confessare in cambio di una cella ‘matrimoniale’.

Tutti elementi che adesso, a quasi 18 anni dai fatti, tornano centrali per la corte d’Appello di Brescia a cui spetta ora la decisione sulla revisione.Due i possibili scenari: il rigetto immediato delle prove contenute nella richiesta di revisione con la conferma dell’ergastolo oppure l’accoglimento delle argomentazioni con l’ammissione dei testi delle liste presentate dalle parti e quindi solo dopo la decisione.

In quest’ultimo caso potrebbe venire riconosciuta l’assenza di responsabilità, quindi il proscioglimento e la liberazione di Olindo e Rosa. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Erba, le tre prove della discordia al centro dell’udienza di revisione

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(Adnkronos) – Testimone oculare, prova scientifica e confessioni.Sono queste le prove della discordia sulla strage di Erba su cui la procura generale di Brescia e le difese di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati in via definitiva all’ergastolo, dibatteranno oggi in aula davanti ai giudici della seconda sezione penale della corte d’Appello di Brescia.

A rappresentare l’accusa sarà il procuratore generale Guido Rispoli e l’avvocato dello Stato Domenico Chiaro, sulla stessa linea gli avvocati di parte civile Massimo Campa e Daniela Spandri per i fratelli Giuseppe e Pietro Castagna, il legale Adamo De Rinaldis per Elena e Andrea Frigerio, contrari a qualsiasi riapertura.  Opposta la posizione del pool difensivo Romano (Fabio Schembri e Nico D’Ascola per Olindo, Luisa Bordeaux e Patrizia Morello per Rosa) ‘sostenuti’ a sorpresa dal sostituto pg di Milano Cuno Tarfusser (il primo a depositare la richiesta di revisione) e da Azouz Marzouk (legale Solange Marchignoli).  A quasi 18 anni dai fatti è il primo, difficile, tentativo di revisione su quanto accaduto nella corte di via Diaz quando in circa 20 minuti, a partire dalle ore 20, con armi mai trovate – si scriverà di spranga e coltello poi gettati in un cassonetto – vengono uccisi con ferocia Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk di soli 2 anni, la nonna del piccolo Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini, accorsa dopo le fiamme divampate in via Diaz.Si salverà solo per caso il marito Mario Frigerio, gravemente ferito alla carotide e unico testimone oculare della strage legata a contrasti di vicinato.  Da subito l’attenzione dei carabinieri si focalizza sui coniugi Romano.

Contro di loro c’è la macchia di sangue trovata il 26 dicembre sull’auto di Olindo, Frigerio che dal letto d’ospedale riconosce in Olindo il suo aggressore, non convince l’alibi dello scontrino di un McDonald’s del centro.L’8 gennaio del 2008 vengono fermati, due giorni dopo diranno “Siamo stati noi”, assumendosi la responsabilità della mattanza.

Caso chiuso a leggere le sentenze che a quelle tre prove dedicano decine di pagine – ben 70 per le confessioni, 23 per il riconoscimento e 21 per la macchia di sangue – e che la difesa prova a smontare nella richiesta di revisione.  Mario Frigerio era l’unico sopravvissuto e il solo testimone oculare della strage.E’ morto il 16 settembre del 2014 per una malattia, dopo aver visto la condanna di Olindo e Rosa Bazzi e senza mai dimenticare l’orrore e la brutalità di quella sera.

Ricoverato in rianimazione all’ospedale Sant’Anna di Como, solo a circa 86 ore dai fatti – può essere ascoltato.Dal 15 al 26 dicembre del 2006 viene sentito otto volte: prima riferisce di un killer sconosciuto con la pelle olivastra, dal 2 gennaio parla di Olindo come del suo aggressore.

In aula, a Como, punta il dito contro i due imputati, ma le lesioni riportate e in particolar modo “l’intossicazione da monossido di carbonio” per la difesa – che riporta la tesi di 12 professori universitari di livello internazionale – “hanno determinato il decadimento di funzioni cognitive importanti, come alterazioni della memoria, della capacità di ricordare e della capacità di orientamento”.  La difesa lamenta “la mancanza di circa il 60% delle audio registrazioni” e insiste su un punto: le dichiarazioni dopo il 15 dicembre “sono da considerarsi non idonee in quanto esito di centinaia di domande suggestive che oggi sappiamo essere in grado di provocare alterazioni del ricordo, e che hanno attecchito facilmente nel testimone in una condizione di vulnerabilità psichica” che ha determinato la creazione di una “falsa memoria in merito a Olindo Romano quale aggressore”.  Di avviso opposto la procura generale che segue le motivazioni delle condanne in cui non vengono taciute le difficoltà iniziale di Frigerio ma le si ricollegano “non tanto nel fare affiorare il ricordo momentaneamente offuscato a causa del trauma, quanto la sua difficoltà a credere che ad inveire su di lui fosse stato Romano, suo vicino di casa che riteneva persona per bene e che dichiarava di aver riconosciuto distintamente nel momento in cui aprì la porta di casa Castagna, tanto da essersi chiesto cosa ci facesse in quel luogo” scrivono i giudici della Cassazione.E la “dolorosa fermezza” con cui ripete quel nome non fanno dubitare della “credibilità” del ricordo. Le confessioni non sono una ‘prova regina’ perché sono “false”, infarcite di “errori” e “discrepanze” è il responso del pool di 12 esperti alla difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi. “La confessione dell’innocente è – contrariamente a quello che si può ritenere – un evento relativamente frequente”, e “analizzando il contenuto delle confessioni della coppia emergono come “risultano piene di errori, molti elementi della scena del crimine vengono ‘sbagliati’ (tra il 50 e il 70%)”.

L’analisi mostra come le versioni “non siano dettagliate, non siano sovrapponibili, non siano combacianti, non siano coerenti e non siano costanti e dunque abbiano tutte le caratteristiche delle false confessioni”.  Olindo colleziona “centinaia fra ‘non lo so’, ‘non mi ricordo’, ‘mi sembra’, ‘questo adesso mi sfugge'”, lo stesso si può dire per Rosa. “Quelle che vengono definite confessioni sono, in realtà, una serie di ‘sì’ a suggerimenti sotto forma di domande chiuse” che nulla aggiungono rispetto a dettagli noti.E si definisce “incontrovertibilmente falsa” anche la narrazione sulla dinamica dell’omicidio della vicina di casa Valeria Cherubini.  Opposta la tesi della procura generale di Brescia. “Incontrovertibilmente falsa” è la narrazione sulla dinamica dell’omicidio della vicina di casa Valeria Cherubini.

Opposta la posizione della procura generale.Le confessioni sono “dettagliate” fino alla descrizione “di ogni minimo e più atroce particolare” sono “spontanee, coerenti, e non indotte da suggerimenti od altro, ritrattate senza alcuna ragione o prova convincente, se non una scelta difensiva diversa”, e “non certo frutto di pressioni” si legge nelle motivazioni della Cassazione.

In ben 11 documenti manoscritti e in una lettera, Olindo rende ulteriori ammissioni e il suo acredine contro la famiglia Castagna-Marzouk emerge sulla Bibbia.Viene ritenuta veritiera dalla procura generale la scena registrata in cui Rosa mima il modo in cui ha accoltellato alla gola il piccolo Youssef, così come le parole “più colpivo e più mi sentivo forte”. La traccia della vittima Valeria Cherubini trovata sul battitacco dell’auto di Olindo avrebbe una genesi sospetta, a dire della difesa dei coniugi Romano.

L’auto viene visionata due volte.La prima a poche ore dalla strage, poi la sera del 26 dicembre sempre dai carabinieri.

Le operazioni di ispezione, repertazione e verbalizzazione avvengono con tempi e modalità ritenute non trasparenti e con sospetta superficialità, malgrado la possibile rilevanza nell’indagine sul quadruplice omicidio.  Una prova che per il sostituto pg di Milano Tarfusser “trasuda criticità” e che mostra l’abilità della coppia “di essere riusciti a non lasciare alcuna loro traccia sul luogo dove hanno scatenato una sfrenata rabbia lasciando un bagno di sangue e di essere riusciti non ‘portare’ alcuna traccia del crimine appena commesso” nella loro casa. Chi oggi rappresenterà la pubblica accusa, invece, si rifà ai giudici di merito, e di fronte a una traccia “di alta qualità” esclude che possa aver subito “tanti passaggi” tanto più che macchie di sangue nel cortile non ne furono trovate a causa dell’incendio “che ha reso vano ogni tentativo di rinvenire orme, impronte, tracce di sangue, a partire dall’ingresso della palazzina del ghiaccio verso l’esterno, giungendo a ritenere del tutto plausibilmente che la traccia tanto nitida sul battitacco dell’auto fu molto verosimilmente trasportata in stretta concomitanza temporale con l’eccidio e fu, altrettanto verosimilmente, di diretta derivazione dalla scena del delitto”.Seppure la Cassazione ravvisa “la cattiva gestione della verbalizzazione dei carabinieri” non è sufficiente a mettere in dubbio il valore di prova della traccia di sangue trovata sulla Seat Arosa.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)