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Bari, ipotesi scioglimento Comune per intrecci mafia-politica. Il sindaco Decaro: “Atto di guerra”

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(Adnkronos) – Comune di Bari verso lo scioglimento?E’ l’ipotesi al vaglio della commissione nominata dal ministro dell’Interno Piantedosi che ha fatto infuriare il sindaco Antonio Decaro che sui social parla di “un atto di guerra contro la città”.

Ma che per il Viminale “è atto necessario”. L’ipotesi di commissariamento del Comune pugliese deriva dall’inchiesta ‘Codice Interno’, che ha rivelato intrecci tra mafia, imprenditoria e mondo della politica.L’indagine, condotta dalla direzione distrettuale antimafia, il 26 febbraio scorso ha portato all’arresto di 130 persone accusate di vari reati e, tra loro, di due esponenti politici, Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale, e della moglie Maria Carmen Lorusso, consigliera comunale di maggioranza, poi dimessasi.

L’inquinamento avrebbe riguardato, secondo quanto emerso, in particolare l’azienda municipalizzata dei trasporti (Amtab).  “Oggi è stato firmato un atto di guerra nei confronti della città di Bari.Il ministro Piantedosi mi ha comunicato telefonicamente che è stata nominata la commissione di accesso finalizzata a verificare una ipotesi di scioglimento del Comune”, scrive sulla propria pagina facebook.  “L’atto, come un meccanismo a orologeria – spiega Decaro – segue la richiesta di un gruppo di parlamentari di centrodestra pugliese, tra i quali due viceministri del Governo e si riferisce all’indagine per voto di scambio in cui sono stati arrestati tra gli altri l’avvocato Giacomo Olivieri e la moglie, consigliera comunale eletta proprio nelle file di centrodestra.

Incuranti delle parole del Procuratore distrettuale antimafia che in conferenza stampa ha detto testualmente: ‘L’amministrazione comunale di Bari in questi anni ha saputo rispondere alla criminalità organizzata’, gli stessi soggetti che nel 2019 hanno portato in Consiglio Comunale due consiglieri arrestati per voto di scambio, ora spingono per lo scioglimento di un grande capoluogo di regione, evento mai successo in Italia, nemmeno ai tempi dell’inchiesta su Mafia Capitale. È un atto gravissimo – continua Decaro – che mira a sabotare il corso regolare della vita democratica della città di Bari, proprio, guarda caso, alla vigilia delle elezioni.Elezioni che il centrodestra a Bari perde da vent’anni consecutivamente.

Per le quali stenta a trovare un candidato e che stavolta vuole vincere truccando la partita”.  “È giusto che si sappia che negli scorsi giorni – precisa il sindaco – mi è stato richiesto di raccogliere tutte le attività svolte dal Comune di Bari contro la criminalità organizzata.Bene, è stato consegnato al Prefetto alle 12.00 di ieri, un voluminoso dossier, composto da 23 fascicoli e migliaia di pagine, contenente le attività svolte dal Comune contro la criminalità organizzata in questi anni. È evidente, vista la rapidità con cui è giunta la notizia della nomina della Commissione – continua Decaro – che nessuno si è curato di leggere quelle carte.

Ha avuto dunque più valore la pressione politica del centrodestra barese che fatti, denunce, documenti, testimonianze.Si tratta di una vicenda vergognosa e gravissima, che va contro la città, contro i cittadini perbene, contro il sindaco.  
A questa aggressione io mi opporrò con tutto me stesso, come mi sono opposto ai mafiosi di questa città.

Fosse l’ultimo atto della mia esperienza politica.Non starò zitto.

Non assisterò in silenzio – assicura il primo cittadino – a questa operazione di inversione della verità e di distruzione della reputazione di una amministrazione sana e di una intera città”.Poi aggiunge in un post scriptum: “se gli uffici del Ministero non hanno ritenuto di leggere le carte che ho consegnato, le farò leggere ai cittadini.

E come ho sempre fatto, lascerò che siano loro a giudicare”.  A stretto giro arriva in una nota la replica del Viminale.In relazione al provvedimento di accesso ispettivo nei confronti del Comune di Bari, di cui ha dato notizia il Sindaco Decaro, il ministero dell’Interno precisa “che lo stesso si è reso necessario in esito a un primo monitoraggio disposto dal Viminale circa i fatti emersi a seguito dell’indagine giudiziaria che ha portato a più di 100 arresti nel capoluogo pugliese e alla nomina, da parte del Tribunale, ai sensi dell’art. 34 del codice antimafia, di un amministratore giudiziario per l’azienda Mobilità e Trasporti Bari spa, interamente partecipata dallo stesso Comune”. Il Viminale precisa inoltre “che l’accesso ispettivo, disposto ai sensi di specifiche previsioni di legge, a Bari come in altri diversi enti locali per analoghe circostanze, non è pregiudizialmente finalizzato allo scioglimento del Comune bensì ad un’approfondita verifica dell’attività amministrativa, anche a tutela degli stessi amministratori locali che potranno offrire, in quella sede, ogni utile elemento di valutazione”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kate e la foto ritoccata, la difesa di Trump: “Lo fanno tutti”

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(Adnkronos) – La principessa Kate trova un difensore a sorpresa nel caso della foto ritoccata che tante polemiche ha scatenato, tra dubbi e ipotesi al limite del complottismo sulle condizioni della moglie del principe William. “Non dovrebbe essere un grande problema, tutti ritoccano le foto”: firmato, Donald Trump.L’ex presidente degli Stati Uniti, intervistato da Nigel Farage su Gb News, si schiera senza esitazioni a difesa di Kate Middleton. “Vedi questi attori del cinema e poi l’incontri e dici ‘è la stessa persona della foto’?”, aggiunge l’ex presidente.  Kate, come è noto, si è assunta la responsabilità di aver ritoccato la foto diffusa da Kensington Palace per la festa della mamma: l’immagine della principessa in compagnia dei 3 figli è stata modificata, come è apparso evidente da alcuni dettagli.

Le principali agenzie internazionali hanno ritirato la foto e la vicenda ha alimentato ulteriori dubbi sulle condizioni della principessa, sparita dalle scene pubbliche dopo l’intervento addominale subìto a gennaio.Per Trump, il caso non esiste. “E poi ho guardato la foto, si tratta proprio di piccoli ritocchi, non capisco perché ci debba essere tutto questo rumore in proposito”, dice ancora l’ex presidente ricordando che la principessa di Galles sta affrontando “un momento difficile”.  Nelle ultime ore, è apparso online un video che avrebbe dovuto fermare ogni possibile speculazione sulla salute di Kate.

Invece, la clip della sua uscita per andare a fare la spesa ha suscitato una nuova ondata di dubbi sul fatto che chi accompagnasse William a Windsor farm Shop, nei pressi dell’Adelaide Cottage, fosse effettivamente la principessa del Galles.Le riprese nelle quali la ormai presunta Kate Middleton è sembrata, a chi l’ha vista, “felice, sana e rilassata” ovvero in buona salute, rischiano di trasformarsi nell’ennesima fake news, dopo quella della foto ritoccata dalla stessa principessa e che era stata diffusa da Kensington Palace in occasione della Festa della mamma. Ieri, i futuri regnanti britannici erano stati visti in uno dei loro negozi d’alimentari preferiti e la notizia della presenza di Kate, intenta in una normale attività, com’è quella di fare la spesa, era stata interpretata come il segnale incoraggiante della fine della sua convalescenza, dopo l’operazione all’addome subita a gennaio.

L’apparizione in pubblico della principessa avrebbe dovuto mitigare le preoccupazioni dei sudditi britannici per le sue condizioni di salute.Invece, il nuovo video ha scatenato un dibattito sui social, con gli utenti più critici che hanno segnalato che ad esempio il video era troppo sgranato in un’epoca in cui ogni telefono ha una videocamera 4K o Hd.

In molti hanno affermato di credere che la donna ripresa non fosse Kate, ma piuttosto una sosia.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fermo, 15enne muore dopo caduta da terrazzo: ipotesi incidente

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(Adnkronos) – Un ragazzo di 15 anni è morto dopo essere caduto da un terrazzo a Grottazzolina, in provincia di Fermo.Il corpo del giovane è stato rinvenuto sull’asfalto questa mattina, 19 marzo, da alcuni passanti che immediatamente hanno chiamato il 118 ma per il 15enne non c’è stato nulla da fare.

Sul posto i carabinieri.  Secondo una prima ricostruzione si sarebbe trattato di un incidente, senza il coinvolgimento di altre persone.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente oggi 19 marzo

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(Adnkronos) – Nessun ‘6’ né ‘5+1’ nell’estrazione di oggi 19 marzo del Superenalotto.Centrati, invece, tre ‘5’ da oltre 63mila euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 77,9 milioni. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell’eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Ecco la combinazione vincente: 4 – 19 – 58 – 60 – 67 – 82.

Numero Jolly: 48.Numero Superstar: 29. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, la storia filo-Putin nei sussidiari italiani. Mim: “Problema da risolvere”

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(Adnkronos) – Dodici sussidiari su 13 delle scuole medie italiane raccontano la versione di Putin della storia (e della geografia) di Russia e Ucraina.L’allarme, lanciato da un gruppo di attiviste ucraine attraverso la giornalista Irina Cascei che da anni vive a Roma, è stato raccolto da Massimiliano Di Pasquale, direttore dell’Osservatorio Ucraina presso l’istituto Gino Germani, esperto di guerra ibrida e misure attive.

L’Adnkronos ha parlato con entrambi e visionato le foto. In “Vivi la geografia” (Zanichelli) si legge testuale: “Dal 1991, dopo un periodo di pace, in Europa sono scoppiate altre guerre sanguinose, in particolare in Europa orientale.Qui il crollo dei regimi comunisti, che sostenevano la pacifica convivenza tra le etnie, ha favorito la rinascita di nazionalismi, cioè movimenti politici fondati sull’identità culturale, economica e religiosa di una nazione”.  L’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014, in aperta violazione dei confini e del diritto internazionale, viene raccontata così: “Dopo aver chiesto l’intervento delle truppe di Mosca, la Crimea, abitata in maggioranza da russi, si è autoproclamata indipendente con un referendum ed è stata annessa alla Russia”.

Dunque non Mosca che invia le sue forze speciali (senza uniformi ufficiali) a occupare illegalmente li territorio sovrano di un altro Stato – territorio mai rivendicato negli anni che seguirono la fine dell’Urss – ma un popolo che “chiede” l’intervento delle truppe di Mosca. Gli esempi continuano negli altri volumi: mappe in cui “la regione russa” include i confini di Ucraina e paesi baltici (nel 2018!), cancellando qualunque identità che non sia quella di Mosca; i russofoni d’Ucraina che diventano direttamente “russi” (e dunque perché mai dovrebbero far parte di un altro Stato, si chiederà il lettore undicenne); la Crimea che viene “ceduta” dall’ex Unione Sovietica all’Ucraina nel 1954 (ma all’epoca l’Ucraina era parte dell’Unione Sovietica); la narrazione forzata sulla povertà e l’arretratezza dell’Ucraina; i conflitti etnici (mai esistiti) tra ucraini e russofoni… insomma tutto l’armamentario della dottrina russa che è alla base dell’aggressione del 24 febbraio 2022. “Siamo davanti a un tipico caso di misure attive”, esordisce Di Pasquale. “È una definizione sovietica, aktivnye meroprijatija, azioni di influenza e destabilizzazione politica e psicologica usate dal Kgb e dal partito comunista sovietico per favorire l’indebolimento e il collasso dell’occidente capitalistico, e l’espansione del sistema comunista.Discorso ripreso dall’ideologia imperialista di Putin che mischia stalinismo e fascismo con la componente identitaria della Chiesa ortodossa russa.

Le tecniche sono le stesse: operazioni palesi e occulte di propaganda; reclutamento di agenti di influenza, inseriti in politica, media, università, aziende.Finanziamento di partiti comunisti e della sinistra anti-sistema, anti-euro, anti-Nato; uso di milizie come la Wagner; l’appoggio al terrorismo di sinistra, etnico, separatista; operazioni brutali delle forze speciali come l’assassinio dei dissidenti in patria e all’estero, e i sabotaggi”, prosegue lo studioso. “Infine l’uso della storia e della cultura come armi, in particolare con soggetti giovani e ancora ‘intellettualmente vergini’, in cui piantare il seme anti-democratico attraverso organizzazioni non governative e sedicenti pacifisti, quelli che dicono all’Ucraina di arrendersi; e anche, certamente, attraverso la diffusione di una versione distorta della storia nei libri di scuola, in cui leggiamo che i regimi comunisti anelavano la pace mentre gli Stati liberati dalla caduta dell’Urss sono oggi in preda a nazionalisti spietati”, dice all’Adnkronos Di Pasquale, che con i materiali raccolti da Irina Cascei sta preparando un paper scientifico, come quello inserito nel libro della Columbia University uscito nel 2021 sui fiancheggiatori della Russia nelle democrazie liberali. “Finché non avremo analizzato la questione a fondo, insieme ad altri esperti, non intendo sbilanciarmi in un giudizio su questo o quell’autore, o casa editrice.

Ma in questi libri di scuola si insinua l’idea di una guerra civile in Donbas, invece di spiegare che è una guerra per procura, manovrata e decisa dalla Russia con l’obiettivo di destabilizzare e infine annettere l’Ucraina”.E nessuno che citi mai il diritto internazionale violato. “Il caso della Crimea è sconcertante: tutti questi testi danno per scontato che sia “russa” ma nessuno cita il Memorandum di Budapest, con cui nel 1994 l’Ucraina si impegnò a cedere l’arsenale nucleare alla Russia in cambio della garanzia sulla sua sicurezza e integrità territoriale”, conclude Di Pasquale.  “Trovo molto grave che ci siano dei libri di storia dove sono contenute inesattezze e assurdità.

In importanti scuole medie di Roma gli studenti studiano su testi assolutamente inidonei…”, afferma all’Adnkronos Paola Frassinetti, sottosegretario al ministero dell’Istruzione e del merito. ”Sostenere in un libro che il ‘Comunismo sosteneva la pacifica convivenza tra le etnie’ -avverte l’esponente di Fdi- è offensivo per i milioni di vittime che proprio l’ideologia del potere comunista sovietico ha mietuto in ogni parte del mondo”. ”L’inadeguatezza dei libri di testo e di quelli di storia in particolare -sottolinea Frassinetti- è nota ed è uno dei problemi da risolvere ma a tutto credo ci sia un limite ed arrivare a stravolgere le dinamiche dell’attuale guerra Russia-Ucraina senza individuare l’invasore e l’invaso è davvero inaccettabile cosi come è inaccettabile la distorsione degli avvenimenti e dei fatti tanto da occultare l’occupazione illegale della Russia sul territorio di un altro Stato sovrano”.  Una narrazione che preoccupa moltissimo l’Ucraina. “La disinformazione russa presente nei libri italiani costituisce una grave preoccupazione, poiché favorisce la creazione di una versione distorta degli eventi, alterando la realtà e manipolando la percezione della storia, della geografia, dei processi politici”, dice all’Adnkronos l’ambasciatore d’Ucraina in Italia, Yaroslav Melnyk. “Questo è il risultato di una massiccia campagna del Cremlino volta a diffondere narrazioni false, influenzare l’opinione pubblica nella società italiana e a promuovere gli obiettivi politici di Mosca di dividere la società europea”, spiega. “Purtroppo, in questo modo anche i bambini diventano vittime di propaganda del Cremlino.Di conseguenza, le informazioni distorte contenute nei libri per studenti creano inevitabilmente una comprensione errata di determinati eventi storici e fatti, della situazione geopolitica mondiale e persino dell’eredità culturale di certi Paesi.

La diffusione di narrazioni sulla ‘creazione artificiale dell’Ucraina dopo il crollo dell’Urss’, ‘conflitti etnici’, ‘referendum libero in Crimea per l’adesione alla Federazione Russa’ combinata con la retorica imperialista dei moderni putinisti sui canali europei – continua l’ambasciatore – crea una falsa immagine sull’intervento militare russo in Ucraina e mina i principi democratici nel mondo.L’Ambasciata d’Ucraina in Italia monitora casi simili e cerca di portare all’attenzione delle principali case editrici italiane i fatti della diffusione dell’informazione distorta sull’Ucraina, sulla storia e sulla geografia, ed è aperta alla collaborazione”. Chiamata direttamente in causa, con il libro “Vivi la geografia”, la casa editrice Zanichelli attraverso la sua direttrice editoriale, Elena Bacchilega chiarisce che “non è volontà dell’editore sostenere o giustificare alcun regime”.  “Il libro – sottolinea Bacchilega – è stato pubblicato nel 2021, antecedentemente all’invasione russa dell’Ucraina” e fa sapere che “il testo è già stato oggetto di revisione che verrà riportato nell’aggiornamento della prossima edizione”.

E ancora, la direttrice editoriale di Zanichelli tiene a precisare che tra gli esempi riportati viene citata la frase riferita “all’annessione della Crimea alla Russia del 2014, omettendo la parte conclusiva della stessa frase ovvero che ‘questo mutamento dei confini non è stato però riconosciuto dalla comunità internazionale'”.Ma questo certo non cambia l’affermazione ‘Dopo aver chiesto l’intervento delle truppe di Mosca, la Crimea, abitata in maggioranza da russi, si è autoproclamata indipendente con un referendum ed è stata annessa alla Russia”. Nel dettaglio, Bacchilega anticipa la modifica estesa che sarà apportata nella nuova edizione: “Già parte dell’Urss, da cui si è separata nel 1991, l’Ucraina negli ultimi anni si è avvicinata all’Unione Europa e dal giugno 2022 è un paese candidato per l’adesione all’organismo comunitario.

A seguito di questa svolta filo europea, la Russia è intervenuta militarmente a più riprese nel territorio ucraino; dapprima nel 2014 nelle regioni abitate in prevalenza da cittadini ucraini di lingua russa della Crimea e delle aree orientali di Donets’k e Luhans’k.La successiva annessione di queste aree alla Russia non è stata però riconosciuta dalla comunità internazionale.

In seguito, nel febbraio 2022, le truppe di Mosca hanno scatenato un’ulteriore offensiva militare con l’obiettivo di rovesciare il governo ucraino democraticamente eletto.L’Ucraina ha però resistito grazie anche agli aiuti e alla solidarietà occidentali”. Riguardo invece alla seconda citazione estrapolata dal libro di testo, riferita al crollo dei regimi comunisti e alla rinascita dei nazionalismi, la casa editrice precisa che “si tratta di una estrapolazione da un paragrafo più ampio che affronta conflitti e tensioni in Europa su base etnica o nazionale.

Non è volontà dell’editore – prova a spiegare – sostenere o giustificare alcun regime; il brano riporta una sintesi di quanto espresso dall’ideologia comunista che antepone l’internazionalismo comunista alle visioni nazionaliste, anche in modo autoritario”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia-Casertana, le sanzioni esemplari e quelle ridicole – La Bastonatura

Juve Stabia-Casertana, la varietà delle sanzioni: da quella esemplare del Prefetto alle Vespe, a quella ridicola alla Casertana dal giudice sportivo.

Juve Stabia-Casertana, dopo ben 16 giorni da quella maledetta notte degli scontri sul Viale Europa che caratterizzò il post-gara del “Menti”, tanto tuonò che piovve.Peccato però che piovve il ridicolo perchè mentre alla Juve Stabia è stata comminata una sanzione esemplare con un turno a porte chiuse col Taranto disposto dal Prefetto di Napoli, niente di tutto ciò alla Casertana.

La decisione del giudice sportivo su Juve Stabia-Casertana.

Il giudice sportivo, valutando solo quanto avvenuto all’interno dello stadio, ha evidenziato quanto segue nel suo dispositivo.

“I sostenitori della Società Casertana, posizionati nel Settore Curva Ferrovia Settore Ospiti, hanno:
1.

lanciato, durante la gara, otto petardi nel recinto di gioco; due di questi al 5° minuto del primo
tempo esplodevano vicino a due Vigili del Fuoco in servizio provocando, ad uno di essi, un iniziale
stordimento tale da rendere necessario l’accesso al Pronto Soccorso; nella stessa circostanza due
fotografi erano costretti ad abbandonare la loro postazione vicino alla bandierina del calcio d’angolo
a causa del forte scoppio;
2.intonato, al 7° minuto del secondo tempo, cori offensivi nei confronti dei tifosi avversari, ripetuti
per tre volte;
3.

danneggiato numerosi seggiolini posizionati nel Settore a loro riservato e parti dei servizi igienici
loro riservati, in particolare la rottura di alcune porte e di alcuni water con le rispettive tubazioni.

Delibera di sanzionare la Società Casertana con l’obbligo di disputare una gara casalinga con l’intero
Settore denominato “Distinti”, destinato ai sostenitori della Società ospitante, privo di spettatori e con
l’irrogazione di EURO 1.000 di AMMENDA.
Dispone che la gara casalinga da disputare con i Settori sopra specificati privi di spettatori inflitta
alla Società Casertana, sia scontata in occasione della seconda gara casalinga di Campionato che
la Società disputerà successivamente alla data di pubblicazione della presente decisione, al fine di
consentire l’attuazione delle necessarie misure organizzative (r.proc.

fed., r.c.c., documentazione
fotografica, obbligo di risarcimento danni se richiesto”. 

Le amare riflessioni sulle sanzioni adottate.

Già di per sé la decisione del giudice sportivo con la chiusura di un solo turno dei Distinti del Pinto, con due Vigili del Fuoco costretti alle cure ospedaliere, appare alquanto ridicola e minimalista.

Ma siccome al peggio non c’è mai limite, quel limite viene raggiunto quando si vanno a valutare le sanzioni su Juve Stabia-Casertana inflitte alle due società dalle istituzioni.Fermo restando il massimo rispetto per il lavoro delle forze dell’ordine sempre molto complicato in queste circostanze, e posto che la Juve Stabia è stata giustamente sanzionata a causa di un manipolo di teppisti stabiesi che sul Viale Europa si è reso protagonista di una sassaiola come risulta dai verbali della polizia, tuttavia per quanto fatto dai teppisti di Caserta il rapporto nelle sanzioni doveva essere almeno di uno a cinque per la gravità dei fatti di cui questi ultimi si sono resi protagonisti.

Invece niente di tutto ciò.Da un lato il Prefetto di Napoli che commina una punizione esemplare alla Juve Stabia sulla base dei verbali della polizia, dall’altro lato il Prefetto di Caserta che per ora non decide alcunché e chiude entrambi gli occhi su quanto avvenuto.

Due pesi e due misure.

E così mentre la Juve Stabia ha dovuto pagare un pesante dazio agli incidenti del 4 marzo con la disputa disposta dal Prefetto di Napoli a porte chiuse del match col Taranto che avrebbe fruttato un incasso notevole con la presenza di almeno 6-7.000 spettatori sugli spalti, per la Casertana e le autorità locali casertane è come se quella sera del 4 marzo non fosse successo praticamente niente tra le strade di Castellammare.

Anzi è quasi come se per le vie di Castellammare sul Viale Europa ci fossero solo teppisti stabiesi quella sera.Alla Ponzio Pilato si è deciso di non decidere da parte del Prefetto di Caserta.

E, ironia della sorte, la Casertana ha già giocato con la piena presenza del pubblico e senza alcuna limitazione la gara col Cerignola e nelle stesse condizioni si è disputata anche la gara col Francavilla.Due pesi e due misure, una vergogna assoluta e un’altra ingiustizia perpetrata nei confronti della Juve Stabia.

La disparità di trattamento.

Quantomeno strano che gli stessi provvedimenti presi dal Prefetto di Napoli sulla base di verbali delle forze dell’ordine, non siano stati adottati anche dalle autorità locali casertane che per ora non hanno preso alcun provvedimento e non sappiamo a questo punto, a 16 giorni dai fatti, quando e se lo faranno, nonostante una minoranza della tifoseria casertana si sia resa protagonista nella notte dello scorso 4 marzo di pesantissimi atti di vandalismo nella città di Castellammare arrivando a scorrazzare tra le strade cittadine e a distruggere auto e qualsiasi cosa si presentasse sul loro percorso, ferendo persone con spranghe di ferro e mettendo in scacco tutte le strade intorno al Viale Europa.

Una decisione che ha offeso una tifoseria intera la cui stragrande maggioranza si è sempre dimostrata molto corretta in ogni stadio d’Italia e che ha penalizzato pesantemente una società come la Juve Stabia sottraendole un incasso che di sicuro sarebbe stato rilevante contro il Taranto.In pratica a pagare è stata finora solo la Juve Stabia mentre i filmati diventati virali sul web mostrano una realtà ben diversa con i teppisti casertani (una minoranza della tifoseria casertana) che hanno avuto un ruolo decisivo negli incidenti del post-gara seminando distruzione e terrore nel centro cittadino.

Ma in questo caso le autorità locali hanno chiuso un occhio, anzi entrambi a quanto sembra dalle decisioni adottate finora.E complimenti vivissimi a chi ha gestito ad ogni livello le soluzioni e le sanzioni da adottare su Juve Stabia-Casertana: a senso unico e nella vergogna più totale dei due pesi e delle due misure.

Torino, ferì studente lanciando bici da Murazzi: condannato a 10 anni

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(Adnkronos) – E’ stato condannato a dieci anni e 8 mesi il 19enne, ritenuto responsabile di aver lanciato una sera di gennaio dello scorso anno una bici dalla balaustra dei Murazzi del Po, ferendo gravemente Mauro Glorioso, studente siciliano di Medicina, che si trovava di sotto.La sentenza al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

Al giovane sono state concesse le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.All’udienza era presente anche il padre della vittima che lasciando Palazzo di Giustizia dopo la lettura della sentenza, accompagnato dai suoi legali ha osservato: “Ad oggi non abbiamo riscontrato alcun pentimento da parte di nessuno, questa è la cosa che fa più male.

Il resto è una sentenza, rispettiamo la sentenza”.  Per la vicenda sono già stati condannati in primo grado tre minorenni a pene comprese tra i 6 anni e 8 mesi e i 9 anni e 9 mesi.Per una quinta giovane, maggiorenne, il processo avrà inizio a dicembre con rito ordinario.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

James Bond avrà il volto di Aaron Taylor-Johnson

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(Adnkronos) – Il prossimo James Bond potrebbe essere Aaron Taylor-Johnson.La fase delle indiscrezioni sul successore di Daniel Craig sembra finita: secondo il tabloid britannico “Sun”, l’attore britannico Aaron Taylor-Johnson è pronto a ricoprire il ruolo dell’agente 007.

Secondo il giornale, il 33enne interprete di “Animali notturni” ha già un contratto pronto per essere firmato.Una fonte vicina all’attore ha dichiarato al “Sun”: “Bond è il lavoro di Aaron, se lo sceglie.

Stanno aspettando che si faccia sentire”.Anche il “Daily Mail” riporta che Aaron Taylor-Johnson è il favorito per l’iconico ruolo ed è la prima scelta della produttrice Barbara Broccoli. Si era già parlato di Taylor-Johnson nel ruolo dell’agente segreto al Servizio di Sua Maestà e l’attore ha recentemente dichiarato che è stato “un grande onore per la gente vedermi in questo ruolo. È un grande complimento”. Taylor-Johnson ha recitato negli adattamenti cinematografici Marvel “Captain America: The Winter Soldier” (2014) e “Avengers: Age of Ultron, regia di Joss Whedon” (2015). È apparso anche nel thriller di spionaggio “Tenet” di Christopher Nolan e sarà al fianco di Ryan Gosling nella commedia d’azione “The Fall Guy” di David Leitch, che uscirà nelle sale a maggio. Da quando l’attore Daniel Craig ha annunciato anni fa di non voler più interpretare il ruolo di 007, si sono susseguite le speculazioni.

Si è parlato anche di Idris Elba, Richard Madden, Tom Hiddleston e Cilian Murphy come suoi ipotetici successori.Secondo il “Sun”, le riprese del prossimo film di Bond dovrebbero iniziare entro la fine di quest’anno.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ventenne italiano trovato morto ad Amsterdam

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(Adnkronos) – E’ stato ritrovato morto ad Amsterdam, in Olanda, il ragazzo di 20 anni, di Lecce, sulla scomparsa del quale era stato lanciato un appello sui social network.I genitori sono volati in Olanda.

Da chiarire le cause del decesso.Da quanto si apprende in Italia non era stata presentata una denuncia per la sua scomparsa.  Il giovane, che sarebbe stato trovato senza vita in una stazione vicino ai binari, si era trasferito in Olanda da un paio di mesi e lavorava come cameriere.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Percorsi degli Anniversari – Conferenza “Procedere a zigzag – Italo Calvino tra labirinti, boschi, città”.

Serata all’insegna della cultura a Castellammare di Stabia, per ricordare Italo Calvino, uno dei maggiori intellettuali del Novecento, con la conferenza “Procedere a zigzag – Italo Calvino tra labirinti, boschi, città”.L’evento, organizzato dalle Associazioni “Achille Basile – Le ali della Lettura” e “Certamen Plinianum”, Delegazione Stabiese dell’AICC, con il patrocinio dell’Associazione Italiana di Cultura Classica, si è svolto presso il Palazzetto del Mare.

Un omaggio al grande scrittore del Novecento, a cura di Virginia Di Martino, Docente di Letteratura Italiana Contemporanea presso l’Università “Federico II” di Napoli.

Le parole della prof.ssa Carmen Matarazzo durante l’evento dedicato ad Italo Calvino

In apertura l’intervento della prof.ssa Carmen Matarazzo, presidentessa delle Associazioni “Achille Basile” e “Certamen Plinianum”, entrambe molto attive nella divulgazione della cultura sul territorio.Questa iniziativa, come ha ricordato Carmen Matarazzo, fa parte del ciclo ”Percorsi degli Anniversari” iniziato due anni fa, con all’attivo 14 percorsi, soprattutto di carattere storico-letterario.

La prof.ssa Di Martino ha offerto ai presenti un approfondimento sull’autore attraverso un significativo e insolito itinerario culturale.Secondo la relatrice, un discorso esaustivo su Calvino, non solo scrittore ma anche grandissimo saggista, sarebbe impossibile in quanto la sua opera è molto complessa.

Di qui la necessità di procedere “a zig zag, come dice un suo personaggio, per cercare di rintracciare un suo atteggiamento, un suo modo per rapportarsi al reale.”

Attraverso la lettura di passi rappresentativi, la prof.ssa Di Martino ha guidato i presenti nella ricerca di alcuni temi ricorrenti nell’opera calviniana.Un excursus dalle tante suggestioni e dalle molteplici chiavi di lettura che attraversa tutta la produzione di Italo Calvino.

Una di esse è quella della complessità del reale: l’autore cerca punti di vista diversi sul mondo per affrontare la sua complessità.

italo calvino 2

Le parole della prof.ssa Virginia Di Martino

“Calvino cerca una sintonia tra il mondo e il proprio stato d’animo.Si accorge che c’è un divario tra una scrittura che lui vorrebbe scattante e tagliente, ma c’è qualcosa che non va: l’opacità del mondo”.

“Potremo interpretare il poeta come colui che cerca punti di vista diversi, che mantiene un rapporto col mondo ma senza lasciarsi influenzare dalla sua pesantezza”.

“Calvino si sente coinvolto nelle cose ma è consapevole di doverne prendere le distanze: per Calvino se non troviamo il giusto equilibrio non possiamo conoscerle.”

“Per cercare di capire le storie a volte bisogna fare un passo indietro ed osservarle a distanza, per poi poterle raccontare, come ne “Il sentiero dei nidi di ragno”.

”Calvino riesce a raccontare quando sceglie di trasporre tutto in terza persona.

Usa un filtro: un bambino di nome Pin” – sottolinea la prof.ssa Di Martino.

“Conoscere il reale è deformare il reale.C’è questo problema della conoscenza, un filo rosso che attraversa tutta l’opera di Calvino.”

Dalla sua penna nascono personaggi complessi, che cercano la giusta distanza per capire gli eventi che succedono intorno a loro e tra i quali corre un filo invisibile.

In Calvino città e luoghi problematici sono “labirinti” nei quali l’umanità si perde e deve confrontarsi con la loro complessità.Non può altro che fare una mappa per orientarsi o arrendersi al “labirinto”.

La letteratura a cosa può servire?

“Davanti alla complessità della realtà non serve negarla” – afferma Virginia Di Martino.

“Calvino è l’esortazione alla pazienza: la complessità del mondo va con molta pazienza osservata e dipanata.”

“La letteratura può definire l’atteggiamento migliore, può allenarci a pensare alla sfida al “labirinto”, non alla resa.Per Calvino è importante questo atteggiamento di sfida”.

Tra gli altri spunti emersi: l’importanza dell’apprendimento continuo e l‘idea della necessità della leggerezza, che Calvino voleva ci portassimo nel secondo millennio.Una bella lezione di letteratura contemporanea, partita da un’analisi attenta e meditata, che ha emozionato e fatto riflettere.

Un plauso agli organizzatori di questa interessante conferenza, che con le loro molteplici iniziative tengono acceso il faro della cultura nella nostra città.

Studente fa segno pistola contro Meloni. Premier: “Colpisce in anniversario di Marco Biagi”

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(Adnkronos) – “Mi colpisce un gesto del genere nel giorno dell’anniversario della morte di Marco Biagi, che ha pagato con la vita la sua disponibilità per le Istituzioni”.Così Giorgia Meloni commenta il gesto di uno studente di 16 anni del Liceo scientifico Righi di Roma che oggi, in visita con la scuola in Senato, ha fatto con le mani il segno della pistola proprio contro di lei in Aula per le comunicazioni in vista del consiglio europeo.  A segnalare il “gesto non elegante” è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa. “Mentre salutavo gli studenti ospiti del Senato – ha riferito La Russa – uno di questi ha infatti rivolto la mano con il pollice alzato e due dita unite verso il premier, poi ripreso dall’insegnante.

Voglio condannare” questa cosa “nella maniera più decisiva, anche se si tratta di un ragazzino”. Il giovane ha avuto un lungo incontro con il senatore questore anziano del Senato, Gaetano Nastri e non ha nascosto dispiacere per quanto successo, si è scusato, chiarendo che il suo gesto è stato frutto di una emotività fuori luogo.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump e la cauzione da 464 milioni: “Mi vogliono costringere a svendere miei beni

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(Adnkronos) –
Donald Trump denuncia il tentativo di fargli “svendere” le sue proprietà per poter versare entro la prossima settimana, come ha stabilito il giudice con la sua “ridicola decisione”, una cauzione equivalente ai 464 milioni che è stato condannato a pagare nel processo di frode a New York.In un post pubblicato oggi su Truth Social l’ex presidente si scaglia contro il giudice Arthur Engoron “che vuole che io paghi centinaia di migliaia di dollari prima del mio appello contro la sua ridicola decisione.

In altre parole, mi sta togliendo il diritto di presentare ricorso, non si è mai vista una cosa del genere”. “Sarei costretto a ipotecare o vendere importanti beni, probabilmente a prezzi da svendita, e poi se e quando vinco l’appello, li avrò persi.Ma questo ha un senso?

Caccia alle streghe, interferenze elettorali”, conclude con il suo solito mantra.Lo sfogo sui social di Trump arriva dopo che ieri i suoi legali hanno reso noto che è stato impossibile trovare una società assicuratrice in grado di garantire la cauzione di 464 milioni di dollari che Trump dovrà versare la prossima settimana.  
Tutte le società riconosciute dal dipartimento del Tesoro a cui si sono rivolti non possono superare cauzioni del valore di 100 milioni.

Per fare ricorso contro la sentenza che lo condanna a pagare 355 milioni di multe e sanzioni per aver frodato sul valore dei suoi beni, Trump deve versare una cauzione equivalente a questa somma, che con gli interessi arriva appunto a 464 milioni di dollari, come prevede la legge dello stato di New York.  Trump ha definito, in una serie di post pubblicati tra ieri e oggi, la mossa del giudice incostituzionale e antiamericana: “Una cauzione dell’entità fissata dal giudice controllato del club dei democratici nella caccia alle streghe illegale della corrotta e razzista Letitia James – ha scritto riferendosi in questi termini alla procuratrice che l’ha incriminato che è afroamericana – è incostituzionale, antiamericana, senza precedenti e praticamente impossibile per qualsiasi società, anche per una di successo come la mia”. “Le società specializzate in cauzioni non hanno mai visto una cauzione del genere, di questa portata né possono coprirla”, ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manuali di scuola pro Russia, lo sconcerto degli storici

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(Adnkronos) – Manuali di scuola con una narrazione delle vicende pro Russia.Un racconto che ha suscitato più di qualche perplessità in un gruppo di attiviste ucraine. “E’ sconcertante che nei libri di testo per la scuola si possano leggere certe affermazioni su avvenimenti internazionali degli ultimi anni” dichiarato all’Adnkronos lo storico Francesco Perfetti, professore emerito di Storia contemporanea della Facoltà di Scienze politiche della Luiss-Guido Carli di Roma, direttore della rivista “Nuova Storia Contemporanea” e presidente della Giunta Storica Nazionale. “I libri di testo devono raccontare in maniera obiettiva i fatti, non esprimere giudizi di parte.

E comunque certe affermazioni quanto meno discutibili dovrebbero essere argomentate”. “E’ giusto denunciare episodi così sconcertanti – ha aggiunto Perfetti – perché ci sia una maggiore sensibilizzazione presso gli autori in modo che siano più cauti e più responsabili e anche presso i docenti che dovrebbero valutare meglio le adozioni dei libri di testo”.  “Trattare temi di un’attualità in evoluzione è estremamente scorretto, poiché si rischia di abbandonare l’obiettività e il distacco dell’autore per lasciare spazio alle passioni e agli interessi di parte” dice all’Adnkronos lo storico Cosimo Ceccuti, professore emerito di storia contemporanea dell’Università di Firenze e presidente della Fondazione Giovanni Spadolini Nuova Antologia. “Il che è particolarmente grave quando ci si rivolge a ragazzi della scuola media, in via di formazione, certo più influenzabili degli studenti liceali.Si rischia il cosiddetto ‘lavaggio di cervello’ in un senso o nell’altro”. “Ricordo che Giovanni Spadolini dovette combattere dieci anni perché la Storia Contemporanea venisse riconosciuta materia di insegnamento con piena dignità scientifica nelle Università italiane – ha aggiunto Ceccuti -.

Credo sia compito del docente spiegare ciò che accade, spiegando senza prendere personale posizione le ragioni di entrambe le parti in conflitto”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bracco: “Orgogliosi polittico agostiniano, operazione unica a livello internazionale”

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(Adnkronos) – ”Fondazione Bracco è orgogliosa di questa operazione culturale unica a livello internazionale e di valore storico.Sono passati 555 anni, Piero della Francesca è un pittore eccezionale.

Nelle sue figure c’è un’aura di preveggenza: penso all’Arcangelo San Michele che è veramente splendido e mi stupisco, vedo dei riflessi anche posteriori del Novecento, perché io ho un Casorati metafisico che me lo ricorda molto.Ma mi ricorda anche Massimo Campigli nella sua opera ‘Danzatrici’, perché ha questa aura preveggente”. Lo ha detto Diana Bracco, presidente di Fondazione Bracco, intervenuta a margine dell’evento di presentazione, da parte del Museo Poldi Pezzoli di Milano, della mostra ‘Piero della Francesca.

Il polittico agostiniano riunito’ con il sostegno di Fondazione Bracco quale Main Partner.In un’esposizione unica e irripetibile, viene presentato, per la prima volta nella storia, dopo 555 anni dalla sua realizzazione, un capolavoro di Piero della Francesca: il Polittico agostiniano.  L’opera realizzata da Piero Della Francesca per l’altare maggiore della chiesa degli agostiniani a Borgo San Sepolcro è databile al 1454-1469 e conta otto tavole al momento conosciute in quanto quella centrale e gran parte della predella sono attualmente disperse. La mostra, ideata da Alessandra Quarto, direttore del Museo Poldi Pezzoli, è a cura di Machtelt Brüggen Israëls (Rijksmuseum e Università di Amsterdam) e Nathaniel Silver (Isabella Stewart Gardner Museum, Boston), studiosi di livello internazionale e gli ultimi a proporre la ricostruzione del polittico nel 2013 presso la Frick Collection di New York sulla base delle indagini finora condotte.

L’organizzazione della mostra è a cura di Lavinia Galli, conservatrice, e Federica Manoli, collection manager, del Museo Poldi Pezzoli, con il coordinamento di Arianna Pace, dell’ufficio mostre: “Ho applaudito l’attività della dottoressa Quarto perché effettivamente in brevissimo tempo ha messo insieme un evento straordinario – sottolinea Bracco – ed effettivamente siamo passati a pochi centimetri da queste tavole e siamo davvero fortunati ad avere questa bellezza italiana sotto mano, sotto gli occhi, con il mezzo diretto del museo”.  A colpire maggiormente la presidente di Fondazione Bracco, l’aura del San Michele Arcangelo: “Quello che mi piace di più è questa immagine dell’Angelo che è incredibile e assorta, che guarda oltre e ha tutta una struttura che mi ricorda addirittura Giotto, però mi fa venire in mente anche i moderni, come Sironi, Campigli e il mio meraviglioso Casorati metafisico, ha proprio quest’aura”. La diagnostica per immagini sul “San Nicola da Tolentino” del Poldi Pezzoli, voluta da Fondazione Bracco e realizzata in situ dal team di ricercatori dell’Università di Milano, dello spinoff IUSS Pavia DeepTrace Technologies con la collaborazione del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, coordinato dalla professoressa Isabella Castiglioni, ha permesso di ripercorrere le tecniche di lavoro del pittore e i materiali utilizzati, nonché le strade della composizione, dello smembramento e della ricostruzione del polittico: “Unire alla parte culturale, che è quella che ci commuove, che ci piace e che esalta anche la tematica scientifica è una cosa che Fondazione Bracco fa sempre.La tematica scientifica si traduce nell’andare all’interno delle opere con le procedure diagnostiche più moderne e capirle fino in fondo – precisa Bracco – In questo caso lo possiamo vedere nel video che è stato creato dove sono sintetizzate tutte le scoperte sul colore, perché anche il colore è una tematica importantissima.

Qui ci sono tecniche di Beato Angelico nuovissime come quelle dello spolvero di carbone che sono assolutamente nuove”.  “Si è parlato della particolarità dell’attività di Fondazione Bracco quando partecipa ad un evento culturale ed è quello di applicare la sua abilità storica che è quella delle analisi diagnostiche all’opera d’arte e anche qui è stata fatta questa operazione.La dottoressa Castiglioni ha coordinato, e non è la prima volta che lavoriamo insieme, questo team di analisi diagnostiche con diverse tecniche non invasive e anche di restauro, riuscendo a lavorare sui colori.

Noi diciamo che la bellezza serve alla salute, questo è vero, in quanto ci sono diversi studi che dimostrano come la fruizione della bellezza aiuti il malato, la psicologia e il coraggio.Quindi la bellezza aiuta la salute e la scienza aiuta la salute, è un binomio veramente formidabile e noi lo continueremo a portare avanti”, conclude. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Con sostegno Fondazione Bracco, al via mostra ‘Piero della Francesca. Il polittico agostiniano riunito’

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(Adnkronos) – Un’esposizione unica e irripetibile quella presentata il 19 marzo al Museo Poldi Pezzoli di Milano, che con il sostegno di Fondazione Bracco quale Main Partner ha dato il via alla mostra ‘Piero della Francesca.Il polittico agostiniano riunito’, aperta al pubblico dal 20 marzo al 24 giugno 2024 e presentata per la prima volta nella storia, dopo 555 anni dalla sua realizzazione.  Era il 1469 quando Piero della Francesca finiva di dipingere il suo magnifico polittico per l’altare maggiore della chiesa degli agostiniani a Borgo San Sepolcro (Arezzo), iniziato nel 1454.

La pala, fra le opere di maggiore impegno di Piero della Francesca, fu smembrata e dispersa entro la fine XVI secolo.Oggi ciò che resta del polittico agostiniano, ovvero otto pannelli (la tavola centrale e gran parte della predella non sono state finora rintracciate), si trova in musei in Europa e negli Stati Uniti, oltre che al Museo Poldi Pezzoli, proprietario del pannello raffigurante San Nicola da Tolentino, uno dei quattro santi che appartenevano alla parte centrale del polittico.  Gian Giacomo Attolico Trivulzio, presidente della Fondazione Artistica Poldi Pezzoli, è intervenuto spiegando le origini del progetto: “E’ nato tutto nel giro di sei mesi, da quando ha preso servizio la nostra direttrice Alessandra Quarto, prima raccogliendo l’autorizzazione della Frick Collection di New York di lasciarci le quattro predele (San Giovanni Evangelista, la Crocifissione, Santa Monica e San Leonardo) e poi ottenendo l’autorizzazione dai direttori degli altri tre musei di Lisbona, Washington e Londra, riuscendo a riunire queste otto predele in soli sei mesi – spiega il presidente della Fondazione Artistica Poldi Pezzoli – Ne mancano altre 22, in quanto il polittico originariamente prevedeva 30 predele, ma finora non sono state rintracciate.

Quindi questo sarà un progetto destinato agli storici dell’arte in quanto ci sono delle particolarità emerse dalle radiografie, che saranno oggetto di studio per gli storici dell’arte e combineremo anche delle giornate di studio proprio sull’origine di questi capolavori”. La mostra, ideata da Alessandra Quarto, direttore del Museo Poldi Pezzoli, è a cura di Machtelt Brüggen Israëls (Rijksmuseum e Università di Amsterdam) e Nathaniel Silver (Isabella Stewart Gardner Museum, Boston), studiosi di livello internazionale e ultimi a proporre la ricostruzione del polittico nel 2013 presso la Frick Collection di New York sulla base delle indagini finora condotte.L’organizzazione della mostra è a cura di Lavinia Galli, conservatrice, e Federica Manoli, collection manager, del Museo Poldi Pezzoli, con il coordinamento di Arianna Pace, dell’ufficio mostre.

La direttrice del Museo Poldi Pezzoli, ha parlato, infatti, della grande collaborazione e al lavoro di squadra dietro a un progetto così importante: “E’ davvero un lavoro straordinario, perché ha visto impegnati i musei prestatori, che hanno creduto nel progetto scientifico e hanno approvato i prestiti, nonostante le tempistiche, perché è tutto legato alla chiusura temporanea della Frick Collection, quindi abbiamo avviato una grande avventura grazie a questa collaborazione straordinaria dei musei, ma anche grazie alla collaborazione con l’Università Bicocca e con la Fondazione Bracco per le analisi diagnostiche, che è stata veramente importante, innanzitutto perché le scoperte che sono state effettuate grazie a questa indagine hanno portato a nuove informazioni sulla storia del polittico.Poi, come ogni ricerca scientifica, il lavoro è multidisciplinare, quindi abbiamo avuto modo di lavorare con scienziati, restauratori, curatori ed è stata una squadra che ha operato in maniera molto armonica e in sinergia, riuscendo a superare un traguardo così sfidante come una mostra così importante”. Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura della città di Milano ha espresso l’orgoglio per la riuscita di un progetto all’interno di un importante museo della città come il Poldi Pezzoli: “E’ una giornata speciale per Milano, perché molti mesi fa ci siamo trovati con la direttrice Quarto a ragionare su questa intuizione di riunire il polittico di Piero della Francesca al Museo Poldi Pezzoli, un’intuizione molto milanese e meneghina, perché questo è un luogo che piace molto ai milanesi.

L’idea che possa atterrare un progetto di questa qualità all’interno di uno dei nostri musei ci riempie di gioia e orgoglio.Il senso è quello di riunire, attraverso tutti i grandi istituti che hanno deciso di guardare a Milano come ad una città autorevole che ha avuto un’idea giusta e fortunata, delle opere che dopo 555 anni tornano insieme.

E’ un momento storicamente importante non solo per quanto riguarda la frequentazione e il turismo culturale, i mondi della cultura che si affacceranno a questa mostra, ma ha anche un valore storico ontologico per quanto riguarda la storia delle grandi opere, dei grandi capolavori del passato.E in più c’è questo secondo livello non meno importante della diagnostica.

Quindi, grazie ai sostenitori che ringrazio che hanno potuto contribuire a questa mostra, si arriva anche a studiare Piero della Francesca da un punto di vista scientifico”. Machtelt Brüggen Israëls, curatrice della mostra, espone, infine, l’unicità della mostra e dei progetti futuri: “È una mostra-miracolo perché porta insieme gli unici frammenti superstiti di un grande polittico di Piero della Francesca, per la prima volta dopo più di 450 anni.Già questa è un’ occasione irripetibile. È stata una grande occasione di ricerca perché abbiamo potuto fare delle indagini diagnostiche, che ci hanno consentito di svelare un bel po’ di misteri che c’erano ancora attorno a questo polittico.

Abbiamo fatto un video che presenta anche al pubblico le indagini che abbiamo fatto e che consentono di capire la tecnica, il modo di lavorare di Piero della Francesca.Inoltre ci sarà un percorso all’interno del museo che fa vedere anche gli oggetti dipinti da Piero della Francesca per capire quanto era realistico e quanto aveva sviluppato una pittura mirata a poter rendere gli effetti bellissimi di gioielli, di perle, ma anche di armi angeliche, di broccati d’oro, nonchè ci sarà anche una giornata di studio: abbiamo coinvolto molti colleghi e porteremo avanti le indagini diagnostiche sui pannelli a cominciare da una giornata di studio al Museo Poldi Pezzoli il 7 maggio, che verranno poi presentate e pubblicate e il museo ha organizzato degli eventi per le scuole e per il grande pubblico, con delle visite a questa mostra”.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gaza, il ‘progetto’ del genero di Trump: “Lungomare affare immobiliare”

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(Adnkronos) –
Jared Kushner, il genero di Donald Trump che è stato il suo principale consigliere per il Medio Oriente alla Casa Bianca, è convinto che il “lungomare di Gaza” abbia un potenziale “grande valore” immobiliare.E ritiene anche gli israeliani dovrebbero trasferire i civili palestinesi di Gaza in un’area del deserto del Negev.

Il marito di Ivanka Trump, rampollo di una famiglia di immobiliaristi ebrei del New Jersey, ha rilasciato queste controverse dichiarazioni durante un intervento alla Harvard University nelle scorse settimane, riporta oggi il Guardian.  “Le proprietà sul lungomare di Gaza potrebbero avere un grande valore se la gente fosse concentrata sul migliorare il proprio standard di vita”, ha detto Kushner rispondendo alle domande presidente della Middle East Initiative, il professore Tarek Masoud, lamentandosi di “tutti i soldi” che sono stati spesi a Gaza per la rete dei tunnel e le armi invece che per l’istruzione e l’innovazione. “Lì c’e’ una situazione un po’ disgraziata”, ha detto ancora, definendo in questi termini la guerra in corso da 5 mesi a Gaza che ha provocato oltre 30mila vittime ed ha ridotto la Striscia ad una disperata crisi umanitaria. “Ma dalla prospettiva di Israele io farei del mio meglio per far uscire le persone e ripulire”, ha aggiunto Kushner che quando ha mediato per l’amministrazione del suocero gli accordi di Abramo per la normalizzazione dei rapporti tra Israele e i Paesi del Golfo, ha bypassato la questione del futuro dei palestinesi.  “Ma non credo che Israele abbia affermato che non vuole che le persone non possano tornare in seguito”, ha poi aggiunto Kushner, il quale però ha espresso la convinzione che Israele dovrebbe riuscire a far uscire i civili da Gaza, in particolare da Rafah e “con la diplomazia” riuscire a farli spostare in Egitto.  Ma non si fermano qui i consigli di Kushner, che gettano una luce sul tipo di politica potrebbe adottare una futura nuova amministrazione Trump in Medio Oriente: “In aggiunta di questo, io azionerei i bulldozer nel Negev, e cercherei di spostare lì le persone, penso che questa sarebbe l’opzione migliore, così possiamo andare ora e finire il lavoro”.Un concetto che ha ribadito: “io penso che aprire ora il Negev, creare un’area sicura, spostare lì i civili e quindi andare e finire il lavoro sarebbe la cosa migliore”.  Alla domanda se crede che Netanyahu non permetterà ai palestinesi fuggiti di tornare a Gaza, Kushner ha risposto: “forse”.

Aggiungendo di “non essere sicuro che non ci sia molto rimasto a Gaza in questo momento”.Su una cosa comunque il genero di Trump è assolutamente certo: la realizzazione di uno stato palestinese è “un’idea superbamente cattiva che essenzialmente sarebbe un premio per un’azione terroristica”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terna, in 2028 previsti ricavi in crescita a 4,60 mld: in 2024 crescita dividendo 4% annua

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(Adnkronos) – Nel 2028, i ricavi di gruppo di Terna sono previsti in crescita a 4,60 miliardi di euro, con un Ebitda a 3,25 miliardi di euro, in crescita media annua nell’arco di piano di circa l’8% per i ricavi e di oltre l’8% per l’Ebitda.E’ quanto emerge dal Piano industriale 2024-2028 approvato oggi da Terna.

Il mantenimento di una struttura del capitale solida, si legge nella nota di accompagnamento al piano, grazie alla robusta generazione di cassa, contribuirà a sostenere la crescita degli investimenti e un’attrattiva politica dei dividendi.Inoltre, l’impegno costante del Gruppo alla realizzazione delle attività previste nel Piano industriale e al conseguimento dei relativi obiettivi economico-finanziari è confermato dal raggiungimento e superamento delle guidance comunicate ai mercati finanziari per gli anni 2022 e 2023, solida base di partenza per il conseguimento dei nuovi target previsti.  Nel documento, in particolare, è previsto che nel 2024 i ricavi si attestino a 3,55 miliardi di euro e l’Ebitda a 2,42 miliardi di euro.

Previsto in miglioramento, rispetto al consuntivo 2023, anche l’utile netto di gruppo che porterà a un utile per azione di 49 centesimi di euro nel 2024 e di 55 centesimi nel 2028, con una crescita media annua nell’arco di piano di circa il 5%.La nuova politica dei dividendi, sottolinea Terna, garantisce una crescita costante e prevedibile, nonché una piena visibilità; più nel dettaglio, nell’arco di piano la nuova politica prevede una crescita annua minima del dividendo per azione pari al 4%, assumendo il 2023 come anno di riferimento.

Per il 2024, il dividendo per azione sarà pari al valore più alto tra la crescita del 4% rispetto al 2023 e un payout del 75%.L’eventuale maggior dividendo distribuito nel 2024 non avrà impatto sui dividendi dal 2025 in poi.   Nonostante l’accelerazione degli investimenti, Terna punta a preservare una solida e sostenibile struttura del capitale, anche attraverso l’emissione di ulteriori strumenti ibridi, con l’obiettivo di mantenere l’attuale livello di rating, con un rapporto Funds from operations (FFO)/Net Debt che a fine piano si attesti intorno all’11%.

Il costo del debito netto di piano è previsto pari a circa il 3,3%.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, ambasciatore Ucraina: “Preoccupa disinformazione russa in libri di testo italiani”

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(Adnkronos) –
“La disinformazione russa presente nei libri italiani costituisce una grave preoccupazione, poiché favorisce la creazione di una versione distorta degli eventi, alterando la realtà e manipolando la percezione della storia, della geografia, dei processi politici”.Lo dice all’Adnkronos l’ambasciatore d’Ucraina in Italia, Yaroslav Melnyk, a proposito della narrazione delle vicende di Russia e Ucraina presenti in alcuni manuali scolastici di storia che ha suscitato perplessità in un gruppo di attiviste ucraine. “Questo è il risultato di una massiccia campagna del Cremlino volta a diffondere narrazioni false, influenzare l’opinione pubblica nella società italiana e a promuovere gli obiettivi politici di Mosca di dividere la società europea”, spiega. “Purtroppo, in questo modo anche i bambini diventano vittime di propaganda del Cremlino.

Di conseguenza, le informazioni distorte contenute nei libri per studenti creano inevitabilmente una comprensione errata di determinati eventi storici e fatti, della situazione geopolitica mondiale e persino dell’eredità culturale di certi paesi.La diffusione di narrazioni sulla ‘creazione artificiale dell’Ucraina dopo il crollo dell’Urss’, ‘conflitti etnici’, ‘referendum libero in Crimea per l’adesione alla Federazione Russa’ combinata con la retorica imperialista dei moderni putinisti sui canali europei – continua l’ambasciatore – crea una falsa immagine sull’intervento militare russo in Ucraina e mina i principi democratici nel mondo.

L’Ambasciata d’Ucraina in Italia monitora casi simili e cerca di portare all’attenzione delle principali case editrici italiane i fatti della diffusione dell’informazione distorta sull’Ucraina, sulla storia e sulla geografia, ed è aperta alla collaborazione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terna, in piano 2024-2028 investimenti complessivi per 16,5 mld

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(Adnkronos) – Il Consiglio di amministrazione di Terna, riunitosi oggi sotto la presidenza di Igor De Biasio, ha esaminato e approvato il Piano industriale 2024-2028 che prevede investimenti complessivi per 16,5 miliardi di euro.Il nuovo Piano industriale, spiega la società, punta a consolidare il ruolo strategico dell’azienda quale abilitatore del sistema elettrico italiano e, più in generale, a rafforzare l’impegno a servizio del Paese per la transizione energetica.

Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima in tema di decarbonizzazione, che prevedono una riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030 di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990, Terna ha previsto una significativa crescita degli investimenti, “i più alti mai registrati nella storia del gruppo”, che nell’arco di piano saranno pari complessivamente a 16,5 miliardi di euro, +65% rispetto all’ultimo piano, di cui 2,6 miliardi di euro nel 2024.    A guidare lo sviluppo del Piano industriale è la sostenibilità degli investimenti, “parte integrante del processo di creazione di valore per l’azienda e di benefici per il sistema e l’ambiente”.Gli interventi di Terna, infatti, “sono considerati sostenibili al 99% secondo i criteri di ammissibilità introdotti dalla tassonomia europea”.    Per adempiere al suo ruolo di ‘transmission system operator’ e abilitatore della transizione, Terna ha individuato una serie di obiettivi chiave: “Innanzitutto -sottolinea la società- con gli investimenti previsti dal piano il gruppo continuerà a garantire il servizio di trasmissione dell’energia al Paese, con standard di assoluta qualità ed elevata adeguatezza in uno scenario sempre più mutevole”.

Del resto, “si sta passando da un sistema tradizionale con impianti di generazione centralizzati a un sistema complesso e decentralizzato, caratterizzato dalla crescente integrazione delle fonti rinnovabili che, per la loro natura non programmabile e intermittente, richiederanno un cambio di paradigma, per la loro gestione”.   Tuttavia, osserva Terna, “non può esserci una transizione energetica senza una contestuale transizione digitale che la accompagni e la sostenga”.Per questo motivo “il concetto di ‘twin transition’ è il fondamento del nuovo Piano industriale, con lo stanziamento di circa 2 miliardi di euro in digitalizzazione e innovazione, valore in forte crescita (+60%) rispetto al precedente piano”.  Questi investimenti in tecnologie e strumenti digitali, quali ad esempio l’Intelligenza artificiale e la robotica, “permetteranno alla rete di essere sempre più connessa, smart e sicura”.

La trasformazione digitale coinvolgerà anche i sistemi di gestione della rete, nonché il controllo della catena di approvvigionamento e l’efficienza delle persone del gruppo: “la twin transition -spiega Terna- non può realizzarsi senza una solida e adeguata organizzazione del lavoro, basata anche su nuove competenze e capacità che saranno formate e valorizzate internamente, o ricercate all’esterno, con l’obiettivo di poter contare su figure professionali più adatte a gestire l’evoluzione del sistema elettrico”.    Gli investimenti “serviranno anche ad accrescere la resilienza della rete di fronte all’intensificarsi di eventi meteorologici estremi, introducendo nuove soluzioni digitali e tecnologiche per gestire con efficienza e rapidità il sistema, garantendo qualità e continuità dell’approvvigionamento elettrico al minor costo possibile per il consumatore finale”.Compito chiave di Terna sarà anche quello di “continuare a garantire un elevato livello di sicurezza della rete elettrica, per far fronte alle nuove sfide che un sistema sempre più decentralizzato e complesso pone a livello di sicurezza degli asset fisici e di cybersecurity”.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terna: in 2023 utile netto di gruppo sale a 885,4 mln, dividendo 0,34 euro per azione (+8%)

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(Adnkronos) – Terna archivia il 2023 con un utile netto di gruppo dell’esercizio pari a 885,4 milioni di euro, in crescita di 28,4 milioni di euro (+3,3%) rispetto agli 857milioni di euro del 2022.   Il Consiglio di amministrazione della società proporrà all’assemblea degli azionisti, che si terrà, come comunicato al mercato lo scorso 29 gennaio 2024, il giorno 10 maggio 2024, in unica convocazione, l’approvazione di un dividendo complessivo per l’esercizio 2023 di 682.593.283,20 euro pari a 33,96 centesimi di euro per azione e la distribuzione, al netto dell’acconto sul dividendo ordinario relativo all’esercizio 2023 pari a 11,46 centesimi di euro per azione già posto in pagamento dal 22 novembre 2023, dei rimanenti 22,50  centesimi di euro per azione, al lordo delle eventuali ritenute di legge, da mettere in pagamento dal 26 giugno 2024 con data stacco della cedola al 24 giugno 2024.  L’ammontare del saldo del dividendo dell’esercizio 2023 spettante alle azioni proprie detenute dalla società alla record date, avverte Terna, sarà destinato alla riserva denominata ‘utili portati a nuovo’. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)