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Weekend delle Palme tra sole e acquazzoni, le previsioni meteo

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(Adnkronos) –
Weekend delle Palme tra sole e acquazzoni secondo le previsioni meteo di oggi, 22 marzo 2024, a causa degli effetti del Ciclone della Colomba: aria di lontana origine polare marittima che entrerà nel cuore del Continente dalla Porta Atlantica . Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, spiega che nel dettaglio, le prossime ore vedranno il transito di una perturbazione balcanica dal Centro verso il Sud: sono attese delle piogge al Centro al mattino poi in rapido isolamento al Sud.Queste piogge saranno di stampo primaverile, alternate ad ampie schiarite.

Al Nord il tempo sarà buono salvo nebbie in formazione dalle ore serali notturne.Nei prossimi giorni il ‘Ciclone della Colomba’ porterà altre precipitazioni.

In particolare questo profondo ciclone arriverà lunedì sera sull’Italia con tanta pioggia fino a giovedì.Poi ci saranno novità Pasquali. La giornata del sabato sarà a rischio nubifragi al Nord, in particolare dal pomeriggio tra Lombardia orientale e Triveneto: vivremo lo scontro tra la massa d’aria più fredda in arrivo dall’Atlantico ed i primi tepori primaverili, con la possibilità anche di locali grandinate.

Questo impulso più freddo scivolerà velocemente verso Est e verso Sud durante la Domenica delle Palme causando ancora locali rovesci sul versante adriatico e al Sud, in un contesto molto meno mite dei giorni precedenti.Domenica, infatti, soffieranno venti tesi su gran parte dell’Italia, le temperature massime crolleranno anche di 10 gradi e, solo in Sicilia, resisteranno massime intorno ai 25°C. Con l’inizio della Settimana Santa, entreremo nel clou del Ciclone della Colomba: come tutti i cicloni che si rispettano, lunedì 25 marzo vivremo la ‘Quiete prima della Tempesta’ poi da martedì si scatenerà il maltempo.

Lunedì il sole, infatti, sarà dominante con le prime avvisaglie perturbate solo in serata su Sardegna, Liguria ed Alpi occidentali.Martedì 26 marzo pioverà su tutta l’Italia, mercoledì soprattutto al Centro-Nord (stando alle prime indicazioni dei modelli meteorologici, da confermare vista la distanza temporale) ed il Giovedì Santo vivrà gli ultimi fenomeni in spostamento da Ovest verso Est.

Con il ‘Ciclone della Colomba’ ritroveremo anche la neve sulle Alpi! Sono infatti attese abbondanti nevicate martedì 26 oltre i 700-1000 metri con una spolverata possibile anche sull’Appennino settentrionale.La Colomba quest’anno ci riporterà inizialmente in Inverno, ma attenzione: ovviamente la Colomba della Pace vorrà regalare bel tempo per le festività pasquali e, al momento, si prevede una Pasqua e una Pasquetta all’insegna del tempo soleggiato e addirittura caldo per il periodo.

Conferme meteo permettendo. 
NEL DETTAGLIO
 
Venerdì 22.Al nord: bel tempo salvo locali nebbie in Val Padana.

Al centro: poco o parzialmente nuvoloso con qualche piovasco veloce al primo mattino.Al sud: rovesci sparsi. 
Sabato 23.

Al nord: temporali forti in arrivo sui rilievi del Triveneto, rari su quelli lombardi.Al centro: poco o parzialmente nuvoloso.

Al sud: sereno o poco nuvoloso. 
Domenica 24.Al nord: soleggiato, contenuto calo termico.

Al centro: rovesci sulle adriatiche, ventoso.Al sud: bel tempo. 
TENDENZA: inizio della Settimana Santa con il ‘Ciclone della Colomba’ e con possibile maltempo diffuso fino a giovedì 28 marzo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il paziente al centro, le sfide della sanità di oggi nel convegno Adnkronos a Roma

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(Adnkronos) – Prevenzione, nuove tecnologie, eccellenze e criticità del sistema salute italiano, tenendo sempre a mente che al centro deve esserci il paziente.Questi i temi, attuali e complessi, che sono stati approfonditi durante il convegno ‘Salute e Sanità, una sfida condivisa’, organizzata da Adnkronos presso il Palazzo dell’Informazione a Roma.

Un incontro che si è incentrato su due direttrici: la gestione delle risorse, quindi di problemi quali le liste d’attesa e l’accesso ai pronto soccorso, e l’innovazione tecnologica, che richiede una costante formazione e un nuovo approccio al paziente.Sullo sfondo, una medicina che cambia. Risorse e organizzazione, un binomio inscindibile Si parte da un presupposto, messo subito in chiaro da Francesco Rocca, governatore della Regione Lazio: “Il sistema sanitario italiano è uno dei migliori del mondo”.

Fondamentale è il suo universalismo, ha sottolineato Rocca: “Io credo nel servizio sanitario universale, perché ho conosciuto gli altri sistemi sanitari avendo girato il mondo in un’ottica di chi cerca di servire le persone più vulnerabili.E quindi in questo senso il mio servizio sanitario me lo tengo stretto e lo proteggo e faccio di tutto per rafforzarlo” Cosa serve per mantenerlo a sua volta in salute e migliorarlo?

Servono risorse ma, a monte, un’organizzazione adeguata, altrimenti diventa impossibile spendere bene i fondi di cui si dispone. D’accordo il direttore generale del Policlinico romano Umberto I, Fabrizio D’Alba, intervenuto su Pronto soccorso e liste d’attesa e che ha sottolineato come il tema delle risorse non possa essere svincolato da quello dell’organizzazione, perché il sistema sanitario è a risorse ‘scarse’, ovvero definite, quindi da gestire al meglio: “Una risorsa è adeguata o meno anche in base a quello che si decide di offrire”.Tutto passa attraverso la definizione dell’offerta assistenziale perché o si adeguano e ottimizzano le risorse oppure si rimodula l’offerta. Ma, ha precisato D’Alba, occorre anche lavorare sull’appropriatezza che condiziona l’accesso alle strutture e i percorsi assistenziali.

Sulle liste d’attesa, “dobbiamo far capire ai cittadini che la risposta a un bisogno ambulatoriale deve darlo il sistema, non una struttura singola”. Il sistema sanitario come pilastro della democrazia Un altro aspetto evidenziato nella mattinata è stato il ruolo del sistema sanitario come pilastro della democrazia, secondo i principi fondanti di universalismo, equità e uguaglianza. “Se non è più così, perché non ce li si può più permettere, occorre pensare a strade alternative governandole politicamente”, ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente Fondazione Gimbe. “Ci illudiamo di poter avere la spesa sanitaria pro capite più bassa d’Europa e con un ampio paniere di servizi Lea.Risultato: metà del Paese non ha avuto servizi e il personale sanitario è stato mortificato, ora non li ricompri nemmeno coi soldi: la spesa per il personale andrebbe tolta dal deficit dei Paesi, che permetterebbe a tutti di investire adeguatamente nel personale”, ha chiarito il presidente che auspica “un patto sociale: ognuno deve rinunciare a un pezzo di privilegio, a regole immutate non se viene fuori”. Inoltre, ha continuato Cartabellotta, occorre ridefinire i Lea, perché se ad esempio la diagnostica di bassa complessità ormai la fanno i privati, quindi i cittadini la pagano di tasca propria o attraverso le assicurazioni, “perché non levarla dai Lea”?

Sicuramente, ha riconosciuto il presidente Fondazione Gimbe, si tratterebbe di una misura impopolare, ma è importante tenere a mente che “il livello di salute e benessere della popolazione condiziona la crescita economica del Paese”. Anche Paolo Petralia, vice presidente vicario Fiaso, ha parlato di patti e accordi.Medici, pazienti, stakeholders, politica, aziende dovrebbero mettersi insieme e trovare una sintesi: “E’ tempo di una grande alleanza per fare una grande riforma, culturale prima che organizzativa”, con alla base un pensiero sostenibile e condiviso “con il paziente, o meglio la persona, al centro, in una logica complessiva di tenuta”. La medicina territoriale: medici, farmacie, Case della Comunità Si è poi parlato di medicina territoriale: “E’ fondamentale – ha detto Rocca -, è uno dei temi che deve essere accompagnato con attenzione a riprendersi, perché comunque è stato trascurato troppo a lungo. È la presa in carico del paziente, l’accompagnamento dei nostri cittadini nel momento di cui hanno necessità di un’attenzione medica, quindi su questo c’è un grande investimento programmato sulle Case della salute, gli Ospedali di comunità.

E poi, ovviamente, una buona medicina del territoriale è un ottimo filtro soprattutto per i nostri pronto soccorso cittadini”. 
Il governatore della Regione Lazio ha fatto riferimento alle case di comunità, le nuove strutture socio-sanitarie che entreranno a far parte del Servizio Sanitario Nazionale per potenziare e sviluppare l’assistenza territoriale e che prevedono un modello di intervento multidisciplinare, riunendo specialisti di vari settori per garantire servizi correlati al bisogno di diagnosi e cure della popolazione. Sul tema concorde Loreto Gesualdo, presidente Fism, per il quale anche le società scientifiche possono fare molto per mettere al cento il paziente e per il quale le case di comunità “devono fare multidisciplinarietà nello stesso posto, di concerto con RSA e ospedali”, perché spesso “il paziente è multidimensionale”, ha più patologie.Un tipo di organizzazione che, ha evidenziato, avrebbe ricasco sul decongestionamento dei Pronto soccorso e degli ospedali stessi. E nel contesto della territorialità anche le farmacie possono avere un ruolo significativo come punti di riferimento di prossimità, quindi rimettendo al centro i bisogni del paziente.

Ne ha parlato Marco Cossolo, presidente Federfarma, chiarendo che questo ruolo non è in alternativa a quello del medico di famiglia, bensì in team: le farmacie possono essere vicine alle persone non solo fisicamente ma anche come orari e professionalità.In particolare, gli ha fatto eco Sabrina De Camillis, head government affairs & communications GSK Italia, i pazienti più anziani che, tra le altre cose, potrebbero accedere alla prevenzione, quindi alle vaccinazioni, in un luogo conosciuto e di facile accesso. Notevole anche il contributo che possono dare i medici di famiglia.

Fiorenzo Corti, vice segretario nazionale Fimmg, oltre a sottolineare come non sempre sia garantito al cittadino il diritto di scegliere o cambiare il medico territoriale, ha spiegato anche il valore aggiunto di questa figura che potrebbe intervenire, tra le altre cose, nella gestione della patologia cronica e dell’assistenza domiciliare.O anche procedere a una diagnostica per immagine negli studi.

Corti però ha tirato anche un po’ le orecchie ai pazienti, che devono cambiare il loro approccio e non vedere più il medico di famiglia solo come quello che fa le ricette. Medicina difensiva e prevenzione, il ministro Schillaci Corti è tornato poi su un tema caldo già sfiorato, quello dell’appropriatezza delle prestazioni: “Non è detto che aumentando l’offerta il sistema migliori il servizio, molte volte si fanno esami non si sa perché”. Ed è stato il ministro Schillaci ad approfondire questo punto: in Italia si ricorre molto alla medicina difensiva che porta a “over prestazioni per 8-9 miliardi l’anno”.Invece, ha evidenziato Schillaci, “chi ha bisogno deve poter fare gli esami giusti nel momento giusto”.

Ecco perché il ministero ha messo in piedi lo scudo penale per i medici, calcolando anche che nel 98% dei contenziosi non si ravvisa un illecito di questo tipo nel loro comportamento.Stando questo dato, diventa invece importante garantire agli operatori sanitari la serenità per poter svolgere il proprio lavoro. 
Schillaci ha poi messo in luce la necessità di non abbandonare il paziente dopo la diagnosi o l’intervento, ma di realizzare un adeguato follow up: “Non lasciarlo solo”. Il ministro è intervenuto anche sulla prevenzione, sottolineando come in questo campo “non si spende ma si investe”.

L’obiettivo è sì vivere di più, e l’Italia ha una delle aspettative di vita più alte del mondo, ma anche di invecchiare meglio e in salute, o oggi non è sempre così.Un obiettivo che parte da lontano, “dall’educazione ai corretti stili di vita fin dalle elementari”. Un aspetto già toccato da De Camillis, per la quale “la prevenzione deve essere la star”, a cominciare dalle vaccinazioni che possono contribuire a mantenere in salute l’anziano e portare a un invecchiamento attivo. “Non servono più risorse ma una loro organizzazione più efficiente, usando anche le farmacie, ha affermato”.

Anche perché maggiore salute significa anche meno esami e meno ricoveri quindi meno ingolfamento del sistema e liste di attesa più snelle.A vantaggio dei pazienti. Il ruolo delle nuove tecnologie: un nuovo approccio per tutti Infine, le nuove tecnologie sono fondamentali per mettere il paziente al centro: innovazioni che, ha sottolineato Francesco Gabrielli, professore di eHealth all’Università San Raffaele, stiamo imparando man mano ad usare: oggi abbiamo una serie di dati dall’interno del corpo umano che ci consente una visione molto diversa rispetto alla medicina ‘800 e ‘900esca.

Servono però la sperimentazione clinica e un cambio di approccio, perché se continuiamo con i tempi di 50 o 100 anni fa abbiamo un sistema vecchio, non adatto alle esigenze attuali. Anche per D’Alba il ruolo della tecnologia è fondamentale, perché “consente di regolare in modo alternativo la prestazione e rendere più snelli e trasparenti i percorsi di prenotazione”. Paziente al centro anche attraverso la medicina predittiva, come ha rimarcato Gaetano Marrocco, Director of the Medical Engineering School

all’Università di Roma Tor Vergata, pensando da una parte al fenomeno della dematerializzazione del dispositivo medico che “diventa non più esterno ma spalmato sul corpo come una seconda pelle”, che fa analisi sui parametri vitali e trasmette i dati, e dall’altra alla digitalizzazione delle protesi, diffusissime (basi pensare alle capsule dentarie). Innovazioni che portano a una migliore qualità della vita: la digitalizzazione del dispositivo medico “potrebbe rilevare la temperatura corretta e anche la pressione, più precisa, senza l’effetto camice bianco”, che la fa innalzare quando è il medico a misurarla. “Si tratta di un cambiamento epocale – ha concluso Marrocco – perché dà una visione completamente differente” della salute del singolo, “ma anche permette di applicare le cure in maniera più adeguata”. In sintesi, il fil rouge tra i tanti interventi che si sono susseguiti durante i lavori è che per una sanità che metta al centro il paziente occorre la collaborazione di tutti: dalla politica alle aziende farmaceutiche, dalle società scientifiche ai medici e agli infermieri, fino alle farmacie sul territorio.Ma anche c’è bisogno del paziente stesso, perché, come ha sottolineato Pietro Giurdanella, consigliere Comitato centrale Fnopi (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche), in un’epoca digitale il cittadino non può più essere passivo ma deve svolgere un ruolo attivo. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto tra Puglia e Grecia, scossa di magnitudo 4.6 nel Mar Ionio

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(Adnkronos) – Forte scossa di terremoto oggi, 22 marzo 2024, tra Puglia e Grecia.Il sisma di magnitudo 4.6 è stato registrato alle 6:20 nel Mar Ionio, ad una profondità di 64 km.

Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il terremoto ha avuto epicentro a circa 50 chilometri dall’isola greca di Corfù.La scossa è stata avvertita distintamente nel Salento, ma non si segnalano danni a persone o cose. . —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diabolik, da Ferrovie Nord un albo speciale e una mostra per celebrare la nascita di un mito

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(Adnkronos) – La pubblicazione di un albo speciale con un’avventura originale di Diabolik, impegnato a districare il “segreto di Cadorna” e la realizzazione di una mostra, con statue, pannelli e oggetti all’interno della stazione.Sono questi i due omaggi che FERROVIENORD ha deciso di offrire per celebrare un pezzo di storia poco noto ma molto importante.  
La nascita di Diabolik nel 1962 è infatti strettamente legata alla storia delle Ferrovie Nord e in particolare alla stazione di Milano Cadorna.

Proprio osservando i pendolari che salivano e scendevano dai treni, l’editrice Angela Giussani ebbe l’idea di creare un fumetto tascabile per adulti di lettura facile e agevole e che potesse essere goduto in un tempo pari a quello necessario per arrivare al centro di Milano, partendo dalle città e dai paesi lombardi serviti dalle linee delle Ferrovie Nord.A sottolineare ancora di più questo legame c’è anche un dettaglio logistico.

La Casa Editrice Astorina aveva sede in via Leopardi 25, letteralmente a due passi dalla stazione di Cadorna che, con il suo fiume di gente in ingresso e in uscita, fu appunto ispirazione perla nascita di un vero e proprio mito, la cui notorietà e il cui successo sono ancora enormi dopo 62anni.  Le iniziative sono state presentate a Milano presso WOW Spazio Fumetto nel corso di un evento al quale sono intervenuti Franco Lucente Assessore Trasporti e Mobilità sostenibile Regione Lombardia, Claudia Maria Terzi, Assessore Infrastrutture e Opere pubbliche Regione Lombardia, Francesca Caruso, Assessore Cultura Regione Lombardia, Fulvio Caradonna, Presidente FERROVIENORD, Andrea Gibelli, Presidente FNM, Mario Gomboli, direttore editoriale Astorina, Gianni Bono, storico del fumetto, Riccardo Nunziati, disegnatore Diabolik e Luigi Bona, Direttore WOW Spazio Fumetto, Museo del Fumetto. A partire da lunedì 25 marzo e fino al 24 aprile, nella stazione di Milano Cadorna, si potranno dunque ammirare gli oggetti, le immagini e gli approfondimenti in mostra sulla storia di Diabolik e ritirare la propria copia gratuita dell’albo speciale “Diabolik e il segreto di Cadorna” (disponibile fino a esaurimento).  Per accedere agli spazi dedicati a queste due iniziative, è richiesta la prenotazione, utilizzando questo link: https://tinyurl.com/83mkre4f.La mostra e la distribuzione del fascicolo avranno gli stessi orari: dal lunedì al venerdì dalle 13.00 alle 19.00 nella galleria a cui si accede sulla destra prima dei tornelli,entrando in stazione da piazzale Cadorna dall’ingresso sulla destra.

Un’esposizione di statue che rappresentano i personaggi e le figure più importanti di Diabolik sarà collocata al centro dell’atrio.Alcuni contenuti aggiuntivi e di approfondimento (testi, immagini, interviste video) sono disponibili su una piattaforma on line a cui si accede da smartphone e tablet tramite un QR code stampato sulla seconda di copertina del fumetto stesso.

Questo il link di accesso alla piattaforma: https://www.globalmedia.mobi/cadorna/dk.php . 
“Per ricordare e celebrare il curioso intreccio di storie tra Diabolik e le Ferrovie Nord – sottolinea il presidente di FERROVIENORD Fulvio Caradonna – abbiamo deciso di promuovere queste iniziative.La riscoperta di un pezzo importante del nostro passato è la conferma, una volta di più, del significato profondo e della centralità che le nostre aziende hanno avuto nella società lombarda, nella vita e nell’immaginario di tantissime persone, a partire dal 1877. È un patrimonio culturale ricchissimo che siamo impegnati a valorizzare con tante attività.

Ne voglio ricordare solo due: il Museo Virtuale, dove i materiali di questa iniziativa troveranno la loro collocazione permanente e la ristampa ed esposizione dei manifesti storici di Carlo Dradi”.  La storia “Diabolik e il segreto di Cadorna”, nata da un’idea di Gianni Bono, è stata scritta da Mario Gomboli, storico soggettista di Diabolik, oggi direttore editoriale della Casa Editrice Astorina, e illustrata da Riccardo Nunziati, disegnatore molto apprezzato dai fan del Re del Terrore.Affascinato da una leggenda legata alla stazione Cadorna, Diabolik va in cerca di un misterioso tesoro.

Quando lo troverà, scoprirà un inedito dettaglio del suo passato… “Quando mi è stato chiesto di inventare una storia ambientata nella stazione Cadorna – dichiara Mario Gomboli, direttore editoriale di Astorina – mi sono chiesto come portare Diabolik in mezzo a treni e pendolari.Treni e pendolari che, si narra, tanti anni fa avevano attirato l’attenzione di Angela Giussani.

Quindi il Re del Terrore ha un debito d’onore verso quei binari: ecco la chiave della narrazione”.Dopo il 24 aprile, il fumetto e i materiali di approfondimento entreranno a far parte a pieno titolo del patrimonio culturale di FERROVIENORD, trovando spazio in una sezione apposita del Museo Virtuale: https://museo.ferrovienord.it/it/.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero treni 23-24 marzo, weekend difficile per chi viaggia: orari e fasce garantite

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(Adnkronos) – Disagi per chi viaggia in treno questo weekend 23-24 marzo per uno sciopero nazionale proclamato da alcune sigle sindacali autonome (CUB Trasporti, SGB e USB) per il personale del Gruppo Fs Italiane.Disagi e disservizi si potrebbero avere anche per Italo e Trenord.   Secondo quanto comunica il gruppo Fs in una nota, la mobilitazione, che inizierà alle 21 di sabato 23 fino alle ore 21 di domenica 24 comporterà cancellazioni totali e parziali di Frecce, Intercity e treni Regionali di Trenitalia e potrebbero avere un impatto significativo sulla circolazione ferroviaria.

Gli effetti, in termini di cancellazioni e ritardi, potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l’orario di termine degli scioperi,.   
Garantite da Trenitalia alcune corse nazionali che per legge non possono saltare e il cui elenco si trova sul sito dell’azienda.Salvi anche i treni regionali nelle fasce orarie più battute dai pendolari, quelle tra le 6 e le 9 e tra le 18 e le 21. Trenitalia, tenuto conto delle possibili importanti ripercussioni sul servizio, invita tutti i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione e, ove possibile, a riprogrammare il viaggio.  Informazioni su collegamenti e servizi attivi sono disponibili attraverso l’app Trenitalia, la sezione Infomobilità del sito web trenitalia.com, i canali social e web del Gruppo Fs Italiane, il numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni ferroviarie, le self-service e le agenzie di viaggio convenzionate. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Funivia del Faito riapre per Pasqua e Pasquetta 2024

La Funivia del Faito riapre per Pasqua 2024, garantendo sicurezza con controlli in corso.Esperienze uniche attorno al picnic del Lunedì in Albis attendono i visitatori.

Funivia del Faito: Riapertura per Pasqua 2024 e Picnic del Lunedì in Albis

Castellammare di Stabia – La Funivia sarà operativa a Pasqua e Pasquetta 2024, con conferma da parte dell’EAV che L’EAV ha avviato le prove tecniche per garantire un servizio sicuro.

Le corse riprenderanno il 30 marzo, permettendo agli escursionisti di godersi la natura durante il picnic del Lunedì in Albis.

Monte Faito è una meta popolare per gli abitanti di Stabia e Sorrento, ma attira anche visitatori da tutta la Campania.

Gaza, Blinken oggi in Israele. All’Onu voto risoluzione su cessate fuoco

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(Adnkronos) – Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, oggi n Israele per sollecitare il governo di Tel Aviv ad accettare una tregua a Gaza, in vista del voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite su un progetto di risoluzione statunitense che chiede un cessate il fuoco nell’enclave palestinese.Washington ha fatto sapere che sottoporrà al voto un documento sulla necessità di un “cessate il fuoco immediato come parte di un accordo sugli ostaggi”.  “I negoziatori continuano a lavorare.

Il divario si sta riducendo e continuiamo a spingere per un accordo a Doha.C’è ancora un lavoro difficile per arrivarci.

Ma continuo a credere che sia possibile”, ha detto ieri Blinken in Egitto, seconda tappa – dopo l’Arabia Saudita – del suo sesto viaggio nella regione dallo scoppio della guerra dopo il massacro da parte di Hamas del 7 ottobre. 
Il principale nodo che rallenta i negoziati è che Hamas sostiene che rilascerà gli ostaggi solo nel quadro di un accordo che metta fine alla guerra, mentre Israele è pronto a discutere solo di una pausa temporanea.Gli Stati Uniti speravano di ottenere un cessate il fuoco di sei settimane e un accordo sugli ostaggi entro l’inizio del Ramadan, il 10 marzo, ma i successivi round di colloqui non hanno ancora dato risultati, con Washington che in gran parte incolpa Hamas per la situazione di stallo.  
Oltre 350 “terroristi di Hamas e della Jihad Islamica” sono stati catturati nell’operazione che l’esercito israeliano sta portando avanti da giorni nel complesso dell’ospedale al-Shifa a Gaza City.

Lo ha indicato il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Daniel Hagari, spiegando in un briefing che i combattimenti nell’area continuano dal momento che “ci sono terroristi di Hamas e della Jihad islamica che hanno deciso di barricarsi nella zona del pronto soccorso”. Sottolineando che si tratta dell’operazione che ha visto il più alto numero di “terroristi” catturati dall’inizio della guerra, Hagari ha affermato che “si stanno arrendendo, li stiamo interrogando e ci stanno fornendo informazioni di intelligence molto preziose e importanti”. Secondo Hagari, finora sono stati arrestati 500 sospetti, “358 dei quali sono terroristi di Hamas e della Jihad islamica”.Il portavoce ha precisato che tra questi ci sono tre esponenti della Jihad islamica e alcuni dirigenti di Hamas.

Nell’operazione inoltre sono stati eliminati 140 “terroristi”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

F1: i risultati delle FP2 del GP d’Australia

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La Ferrari doveva essere aggressiva e, per essere solo venerdì, la risposta ottenuta è più che ottima.Prima Leclerc, poi Verstappen e Sainz.

L’olandese è a sandwich alle due SF-24 al termine delle FP2 del GP d’Australia.A dettare il passo c’è la Rossa di Leclerc che dimostra davvero un brillante inizio di weekend.

Ora i punti di domanda sono ovviamente sulla gara, con Verstappen che sembra essere leggermente avanti ma per quel che riguardano i dubbi su chi sarà la seconda forza in pista anche a Melbourne, ci sono tante certezze.Da segnalare, inoltre, anche l’ottimo inizio di weekend di Sainz, appena rientrato dall’operazione di appendicite del GP dell’Arabia Saudita.

La Ferrari c’è e oggi, per distacco, è stata la miglior monoposto in pista.https://twitter.com/redbullracing/status/1771040569222898017

McLaren c’è, in Mercedes Hamilton soffre tanto

Prova a brillare e a riprendere l’Aston Martin.

Stroll e Alonso, infatti, chiudono la top 5 con la quarta e la quinta piazza dando segnali particolarmente positivi da provare a confermare non solo in qualifica ma soprattutto in gara domenica.Dietro alle due AMR24 c’è la Mercedes di Russell.

Il pilota britannico è nettamente più avanti rispetto al suo compagno di squadra Hamilton solo diciottesimo.La scuderia di Brackley ha ammesso di aver sbagliato la scelta di assetto cambiato tra la prima e la seconda sessione.

Da capire se domani nelle FP3 riusciranno a cambiare qualcosa nel loro ritmo.Russell si posiziona davanti alla McLaren di Piastri, settimo e soprattutto particolarmente in sintonia con la sua vettura, anche nel passo gara.

Nono invece, il suo compagno di squadra Norris.

Chi prova a rialzarsi e chi riparte dalle difficoltà

Prova a dare segnali la Racing Bulls.Dopo un inizio di stagione non brillante, Yuki Tsunoda si piazza in decima posizione, mentre Ricciardo è dodicesimo.

Ancora in difficoltà, invece, le due Alpine con la quindicesima posizione di Gasly e la diciassettesima di Ocon.Sedicesimo tempo, invece, per Hulkenberg davanti al compagno di squadra Magnussen penultimo.

Chiude la classifica Albon che a seguito dell’incidente contro il muro nelle FP1, non è potuto scendere in pista per la seconda sessione.

GP Australia, i risultati delle FP2

1 Charles Leclerc

2 Carlos Sainz

3 Max Verstappen

4 Lance Stroll

5 Fernando Alonso

6 George Russell

7 Oscar Piastri

8 Sergio Perez

9 Lando Norris

10 Yuki Tsunoda

11 Guanyu Zhou

12 Daniel Ricciardo

13 Logan Sargeant

14 Valtteri Bottas

15 Pierre Gasly

16 Nico Hulkenberg

17 Esteban Ocon

18 Lewis Hamilton

19 Kevin Magnussen

20 Alexander Albon (Nessun tempo)

Ucraina, Pentagono: “Kiev deve prendere decisioni difficili”

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(Adnkronos) – “Sappiamo che l’Ucraina deve prendere decisioni strategiche, se ritirarsi da alcune aree per rafforzare le linee difensive.Sono decisioni difficili da prendere, non siamo in grado di fornire i sistemi di cui hanno bisogno perché non c’è l’autorizzazione del Congresso”.

Il Pentagono, attraverso le parole della portavoce Sabrina Singh, accenna alle strategie che l’Ucraina, in una fase cruciale della guerra con la Russia, è chiamata a varare. La carenza di munizioni e l’assenza di aiuti Usa, con il pacchetto da 60 miliardi bloccato al Congresso, obbliga Kiev a prendere decisioni drastiche. “Continuiamo a sostenere l’Ucraina.Il presidente è stato chiaro, soldati americani non metteranno piede sul terreno.

Abbiamo inviato pacchetti di aiuti ogni settimana fino a dicembre.Il modo migliore per sostenere l’Ucraina è ottenere il via libera del Congresso”, dice Singh rispondendo ad una domanda nel briefing al Dipartimento della Difesa.  La Russia spinge ma non sfonda.

L’Ucraina è in difficoltà per la carenza di munizioni ma resiste.E’ il quadro che delinea l’intelligence britannica fotografando la situazione nell’est dell’Ucraina, il fronte più caldo del conflitto.

Le forze russe “continuano a concentrare le loro operazioni nell’oblast orientale ucraino di Donetsk, ottenendo successi minimi”, afferma l’intelligence di Londra in una “situazione instabile” caratterizzata da difficoltà per entrambe i campi.  I russi “hanno cercato di espandere le aree di controllo a nord ovest della città di Donetsk e cercheranno di prendere una serie di villaggi, fra cui Orlivka, Tonenke, Pervpmaiske e Nevelske.Le avanzate russe si sono ridotte nelle ultime settimane, in parte per le pesanti perdite subite nella campagna per Avdiivka.

La situazione rimane instabile, con le carenze ucraine di personale e munizioni che limitano la loro capacità di tenere le posizioni”.  Rob Bauer, capo del comitato militare della Nato, nelle stesse ore mette in guardia contro un eccessivo pessimismo sulle possibilità di vittoria dell’Ucraina.Le guerre non vengono vinte dai pessimisti, “il mondo è stato tropo ottimista nel 2023, non dobbiamo fare l’errore contrario di diventare troppo pessimisti nel 2024”, dice Bauer intervenendo al Forum sulla Sicurezza a Kiev. Secondo Bauer, bisogna avere fiducia nel successo ucraino, anche se servono più rifornimenti bellici. “Gli alleati della Nato, e molte altre nazioni nel mondo, stanno fornendo un sostegno senza precedenti all’Ucraina e questo ha fatto la differenza, ma l’Ucraina ha bisogno di un ulteriore sostegno”, afferma. Bauer lodra le forze ucraine per la loro capacità di innovazione. “Di fronte ad una combinazione di trincee della prima guerra mondiale, sbarramenti di artiglieria e guerra del 21nesimo secolo con droni e intelligenza artificiale, avete saputo adattarvi velocemente e controbattere.

Siete – rimarca – dei pionieri dell’innovazione, capaci di utilizzare una combinazione di equipaggiamento sovietico e moderno materiale occidentale”.  La guerra si snoda anche attraverso raid per colpire infrastrutture strategiche.Le truppe russe hanno colpito le infrastrutture energetiche nella parte occupata dell’oblast di Kherson.

lasciando i residenti della città di Kakhovka, controllata dai russi, senza gas, elettricità e fornitura d’acqua, dice Yurii Sobolevsky, il primo vice capo del Consiglio dell’oblast di Kherson, definendo l’attacco russo “una provocazione”, poiché i delegati di Mosca hanno affermato che sono state le forze armate ucraine a condurre l’attacco. “L’esercito ucraino colpisce solo obiettivi militari.E lasciare le persone senza le condizioni di vita necessarie, questa è l’abitudine dell’esercito russo”, scrive Sobolevsky su Facebook.

Kakhovka è una città portuale situata sulla sponda orientale del fiume Dnipro, che ospitava circa 34.750 cittadini prima dell’inizio dell’invasione su vasta scala della Russia nel 2022.Le truppe russe hanno occupato la città fin dall’inizio della guerra e bombardano regolarmente città e villaggi ucraini dalla parte occupata dell’Oblast di Kherson. Dall’altra parte, la ferrovia verso la Crimea, che la Russia sta costruendo nelle aree occupate, è “un obiettivo significativo” per le forze armate di Kiev.

Lo chiarisce Andrii Yusov, rappresentante dell’intelligence militare ucraina, citato da Interfax-Ukaine.Il riferimento è alla ferrovia che le forze di Mosca avrebbero cominciato a costruire per collegare la città russa di Rostov alla Crimea, passando per l’oblast ucraino di Zaporizhzhia . La ferrovia “è una minaccia seria.

E quindi è un obiettivo significativo per le forze armate ucraine”, dice Yusov, ricordando come i russi ricorrano alla ferrovia per il rifornimento logistici militare, tanto più ora che il ponte di Crimea non è pienamente operativo.La domanda è se riusciranno costruire la ferrovia e “se ce la faranno, quanto a lungo e quanto efficientemente potrà operare”, aggiunge.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Più Furbo: Teatro Gioco Vita a Castellammare di Stabia – Spettacolo per Famiglie e Bambini (3+)

Lo spettacolo “IL PIÙ FURBO.Le disavventure di un incorreggibile lupo” arriva al Teatro Karol di Castellammare di Stabia.

Sabato 23 marzo, alle 17, l’arte del Teatro Gioco Vita da Piacenza si esibirà con un’interpretazione liberamente tratta dall’opera di Mario Ramos.

IL PIÙ FURBO.LE DISAVVENTURE DI UN INCORREGGIBILE LUPO.

Fabrizio Montecchi e Enrica Carini hanno adattato la storia, offrendo una narrazione che coinvolge grandi e piccini.

Il palco ospiterà un mix di tecniche d’ombra, caratteristiche del repertorio della compagnia, enfatizzate dalla regia di Montecchi.Lo spettacolo promette leggerezza e ironia, con una trama che rivisita la fiaba classica di Cappuccetto Rosso.

Il Lupo, convinto della sua astuzia, si ritrova in situazioni imbarazzanti nel tentativo di catturare la protagonista.Un unico attore, Andrea Coppone, darà vita a tutti i personaggi, creando uno spettacolo coinvolgente e dinamico.

Le sagome dei personaggi, tratte dai disegni di Ramos, insieme alle musiche di Paolo Codognola, completeranno l’atmosfera magica.Per prenotazioni e informazioni, contattare il Teatro Karol al 08118247921 o via email a teatrotk@casadelcontemporaneo.it.

Un’occasione da non perdere per divertirsi in famiglia e vivere l’arte teatrale in una prospettiva nuova e affascinante.

Sul ‘Sole 24ore’ i 60 anni dell’Adnkronos: “L’eco di 60 anni d’Italia”

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(Adnkronos) – “Nei 60 anni di vita dell’Adnkronos l’eco di 60 anni d’Italia”: il Sole 24 Ore dedica un servizio all’Agenzia di stampa “nata dalla fusione delle agenzie Kronos (fondata nel 1951 da Pietro Nenni) e Adn (Agenzia Di Notizie, fondata nel 1959 da Amintore Fanfani).Giuseppe Pasquale Marra, detto Pippo, editore e presidente, direttore e cronista, ha mandato alle stampe un libro che celebra e racconta i sessant’anni della agenzia: “Il 24 luglio 1963, la nuova testata vede per la prima volta la luce.

Siamo in un mese cruciale, alla vigilia di una svolta che vedrà il Partito socialista entrare nella stanza dei bottoni, per usare l’espressione coniata da Pietro Nenni e annotata nel suo diario: ‘Solo così, e solo allargando la base democratica dello Stato attraverso la partecipazione sempre più larga alla vita civile dei lavoratori e dei nuovi ceti culturali e sociali e attraverso la valorizzazione dei sindacati, solo rafforzando il controllo parlamentare sarà possibile dare sostanza e concretezza all’ingresso dei socialisti nella stanza dei bottoni'”.  La vicenda della Adnkronos, agenzia di stampa generalista, è la vicenda del Paese.Scrive nel suo contributo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “La redazione giornalistica ha collezionato in questi sei decenni di attività numerosi scoop ed esclusive.

Penso su tutti al 13 maggio 1981: l’Adnkronos è stata l’agenzia che ha catturato e diffuso la foto della pistola puntata da Mehmet Alì Agca contro San Giovanni Paolo II nell’attentato in piazza San Pietro”.La vicenda della Adnkronos è anche la storia di una minoranza – il socialismo laico – che non accetta la condizione di minorità conferita dal trovarsi – culturalmente e politicamente, quindi anche editorialmente – schiacciata fra i due grandi monoliti: il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana.

Ricorda Ugo Intini, a lungo giornalista dell’«Avanti!» e poi parlamentare del Psi e portavoce del suo segretario Bettino Craxi: “Nel 1978 mi sono trasferito a Roma come direttore dell’«Avanti!», ho conosciuto Pippo Marra, che nel frattempo ne era diventato presidente, e ho assistito alla success story dell’agenzia, legata dapprima alla collaborazione tra Marra e l’industriale Bracco, che ne aveva preso il controllo, poi alla instancabile attività del solo Marra.Il monopolio dell’informazione era ormai incrinato ma, ancora negli anni 80, quella che è stata definita la egemonia culturale comunista faceva sentire il suo peso.

Non solo i dirigenti di «Repubblica», ma anche quelli del «Corriere della Sera», della «Stampa», di quasi tutti i maggiori quotidiani e della Rai avevano un occhio di riguardo per il Pci.Gramsci aveva teorizzato esattamente questa egemonia”.  “In un passaggio storico come quello di Tangentopoli, in cui i giornali controllati dai grandi gruppi privati assecondano ogni scelta e ogni tumulto della magistratura, si verifica un caso particolare.

Sul piano politico -si legge sul quotidiano- Francesco Cossiga aveva dato un contributo di razionalità negli anni Ottanta contro i tabù dell’egemonia culturale comunista.Nei mass media il suo amico Marra aveva fatto lo stesso.

Nel 1992, alla caduta della Prima repubblica, Marra non aggrega la sua agenzia al coro giustizialista contro i partiti.Nonostante la illustrazione della forma del gruppo multimediale assunta ora da Adnkronos, resta viva la poesia descritta nel suo intervento in questo libro da Gianni Letta: ‘Per chi, come me, ha cominciato a fare il giornalista nell’era della carta (quella che ahimè va purtroppo scomparendo!) e che per tanti anni si è aggirato in redazione o in tipografia tra le macchine per scrivere, le telescriventi, le linotype, il piombo e poi il computer, le agenzie di stampa, rappresentano il “Quinto cavalleggeri” che libera dal panico della pagina bianca, l’amico geniale e fedele, il collega sempre a disposizione, mai in ferie, mai “di corsa”, mai al bar, sempre sobrio, costante nei sentimenti, senza bisogno di urlare, perché ci pensa la realtà a farsi udire.

Finché ho diretto “Il Tempo” le ho percepite come il rumore del mondo, non erano – ovviamente – persone in carne e ossa, ma neppure macchine disanimate: erano “cose vive”, la prima eco del nostro pianeta, che ruotando intorno al suo asse, esigeva la nostra attenzione con il ticchettio del telex e il fruscio della carta che si srotolava magicamente carica di informazioni sempre nuove'”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, il messaggio del Consiglio europeo al Cremlino: “Non siamo intimiditi”

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(Adnkronos) –
Le conclusioni del Consiglio Europeo mandano “un messaggio al Cremlino: siamo determinati.La rapidità con cui abbiamo preso decisioni estremamente importanti sul piano geopolitico segnalano la nostra determinazione.

Non siamo intimiditi: siamo robusti e continueremo a fare quello che è necessario per difendere la pace, la prosperità e la sicurezza”, ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel al termine del summit.  Una stretta ulteriore arriva dall’Europa nei confronti della Russia. “Abbiamo preparato una proposta per aumentare i dazi sulle importazioni dalla Russia e dalla Bielorussia” di alcuni prodotti agricoli. “Ci sono diverse buone ragioni per fare questa proposta: impedirà ai cereali russi di destabilizzare il mercato Ue; impedirà alla Russia di usare i ricavi derivanti dall’esportazione di queste merci nell’Ue e assicurerà che le esportazioni illegali russe di grano ucraino rubato non entrino nel mercato dell’Ue”, ha detto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.La proposta riguarda in particolare “i cereali, i semi oleosi e i prodotti derivati” importati nell’Ue provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia, ha specificato von der Leyen. Nel testo delle conclusioni sulla guerra in Ucraina adottatto dal Consiglio europeo, i leader invitano il Consiglio a “portare avanti il lavoro sulle proposte recenti dell’Alto Rappresentante e della Commissione” sull’uso dei profitti derivanti dal congelamento degli asset della Banca Centrale Russa.

E’ menzionata, come nelle bozze, la “possibilità” di utilizzarli per finanziare il “sostegno militare” a Kiev.All’interno del Consiglio Europeo c’è “forte sostegno per usare” i ricavi generati dal congelamento dei beni della Banca Centrale Russa “a scopi militari per l’Ucraina”, ha spiegato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, confermando indirettamente che sulla destinazione delle somme generate dal permanere dei beni congelati nei conti delle società di clearing non c’è ancora l’unanimità. “Ho detto ai leader che, se siamo rapidi nel concludere la proposta, potremmo erogare il primo pagamento già il primo luglio.

Dipende da noi: se saremo veloci, ci sarà un’azione concreta in estate”. Il Consiglio europeo si è occupato anche della guerra tra Israele e Hamas.La Striscia di Gaza “è sull’orlo della carestia e di una situazione umanitaria catastrofica.

Un accesso pieno, rapido e sicuro di aiuti umanitari attraverso tutte le rotte è essenziale.Cinquecento camion, o l’equivalente quantitativo di aiuti al giorno, deve entrare a Gaza via terra, via mare e per via aerea”, ha affermato von der Leyen, facendo riferimento alle conclusioni del Consiglio Europeo.

Israele “ha il diritto di fare tutto il possibile perché il 7 ottobre non si ripeta mai più, ma nell’ambito dei confini del diritto umanitario internazionale, ma ha anche il dovere di fare tutto il possibile per proteggere le vite dei civili”.  Il Consiglio Europeo ha adottato le conclusioni sul Medio Oriente, in cui chiede una “pausa umanitaria immediata che porti ad un cessate il fuoco sostenibile, il rilascio di tutti gli ostaggi e la fornitura di assistenza umanitaria” alla popolazione della Striscia di Gaza.I leader esortano Israele a “non lanciare un’operazione di terra a Rafah”, che “peggiorerebbe la già catastrofica situazione umanitaria e impedirebbe la fornitura di servizi di base e assistenza umanitaria, di cui c’è urgente bisogno”.

Si ricorda che “oltre un milione” di civili palestinesi hanno trovato rifugio nell’area.I leader sottolineano che la situazione umanitaria a Gaza è “catastrofica” e ha “effetti sproporzionati sui civili, in particolare sui bambini”.

Rimarcano “l’imminente rischio di carestia provocato dall’ingresso insufficiente di aiuti a Gaza” e definiscono “essenziale” l’accesso umanitario “per tutte le vie”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia-Venezuela 2-1 a New York, doppietta di Retegui

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(Adnkronos) – L’Italia batte il Venezuela 2-1 nella prima delle due amichevoli in programma per la Nazionale di Spalletti negli Stati Uniti.Pronti-via e il Venezuela, dopo due minuti, usufruisce subito di un rigore per un fallo di Buongiorno in area su Rondon dopo un difettoso disimpegno della difesa.

Donnarumma para il penalty dello stesso Rondon tuffandosi sulla propria sinistra, poi Savarino fallisce il tap in calciando alto.Primo squillo dell’Italia al 14′ con Chiesa, che da fuori area calcia a giro di destro ma manda fuori di poco.

Cinque minuti più tardi grande occasione per il Venezuela, con lo stesso Rondon che in spaccata manda a lato di un niente su un cross basso dalla sinistra di Machis.  Italia in vantaggio al 40′ con Retegui, che con un destro incrociato da dentro l’area finalizza un recupero palla italiano dopo un errore del Venezuela in disimpegno.La nazionale sudamericana pareggia tre minuti più tardi, sfruttando un regalo dell’Italia su ripartenza dal basso: è Bonaventura a servire involontariamente Machis, che insacca senza difficoltà. Nella ripresa, al 60′ è bravo Donnarumma a distendersi per allontanare un insidioso cross rasoterra dalla destra che poteva avere serie conseguenze per l’Italia.

Venezuela ancora a un passo dal vantaggio al 63′ con Machis, che si invola in contropiede e tira ma trova ancora pronto il portiere azzurro.Al 76′ si fa vedere il neo entrato Zaniolo, che da fuori area costringe il portiere Rafael Romo alla respinta.

E’ il preludio al gol del vantaggio azzurro, che arriva all’80’.E’ ancora Retegui a sfruttare nel migliore dei modi un assist di Jorginho.

Il risultato non cambia più, prossimo impegno per l’Italia domenica a New York contro l’Ecuador. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni al Consiglio europeo tra Gaza e sostegno a Ucraina, resta il nodo della difesa comune

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(Adnkronos) – Non è un Consiglio di guerra, come tiene a sottolineare il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ma l’eco dei conflitti che infiammano lo scacchiere internazionale – dall’Ucraina al Medio Oriente – riecheggia eccome nell’Europa Building di Bruxelles, dove sono riuniti i 27 Capi di Stato e di governo della Ue.Nel suo intervento durante la sessione di lavoro a cui partecipa anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, la premier Giorgia Meloni non nasconde la preoccupazione per le prospettive di un’operazione di terra di Israele a Rafah, città palestinese nel sud della striscia di Gaza.

E nell’auspicare un’immediata pausa umanitaria propedeutica a un cessate il fuoco sostenibile, evidenzia come la Ue possa e debba giocare un ruolo di primo piano nella soluzione della crisi.  Centrale nel discorso della presidente del Consiglio è anche la questione dei migranti, uno dei temi che saranno in cima all’agenda della presidenza italiana del G7: i trafficanti di esseri umani sono “nemici nostri e dello sviluppo delle Nazioni più povere”, scandisce Meloni davanti ai leader della Ue, ponendo l’accento sul Piano Mattei caro al governo italiano (un “volano”, secondo la leader di Fdi, per gli investimenti e la crescita delle nazioni africane) e invoca un ruolo incisivo dell’Onu nel contrasto all’immigrazione illegale.  Ma è ancora una volta il conflitto russo-ucraino a occupare una larga fetta del dibattito in seno al Consiglio europeo.In particolare i leader discutono della possibilità si utilizzare gli extraprofitti derivanti dal congelamento degli asset della Banca Centrale Russa per l’acquisto di ulteriori armi e munizioni da destinare all’Ucraina.

Una ipotesi che vede d’accordo il cancelliere tedesco Olaf Scholz e che viene caldeggiata dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo video-collegamento con il summit Ue.Il tema delle munizioni rappresenta una questione “vitale” per Kiev, dice Zelensky, che esorta la Ue a incrementare il proprio sostegno: “Purtroppo – il j’accuse del presidente ucraino – l’uso dell’artiglieria in prima linea da parte dei nostri soldati è umiliante per l’Europa, nel senso che l’Europa può dare di più.

Ed è fondamentale dimostrarlo adesso”.Anche il premier ungherese Viktor Orban, unico leader europeo a congratularsi con il presidente russo Vladimir Putin per la sua rielezione, fa trapelare che Budapest è disposta a negoziare sulla proposta della Commissione Ue di utilizzare i sopraprofitti degli asset russi bloccati. A margine del Consiglio l’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell prova a stemperare le tensioni dopo le dichiarazioni di alcuni leader europei – tra cui il francese Emmanuel Macron – sul rischio di una guerra nella Ue: “Non bisogna impaurire la gente inutilmente: la guerra non è imminente” in Europa, puntualizza Borrell pur evidenziando come sia necessario “aumentare le nostre capacità di difesa” per il futuro.  Ma il progetto di una difesa comune resta in alto mare.

All’Italia piace la possibilità di ricorrere agli eurobond per incrementare gli investimenti nella difesa.Germania e Paesi frugali, invece, restano contrari a questa prospettiva.

Dopo la cena che conclude la prima giornata di lavori, Meloni e gli altri leader adottano le conclusioni su Medio Oriente, con la richiesta di una pausa umanitaria immediata a Gaza, allargamento (dando il via ai negoziati per l’adesione della Bosnia-Erzegovina) e Ucraina.Sul tema dell’allargamento Palazzo Chigi esprime “grande soddisfazione” per “la storica decisione del Consiglio europeo di aprire i negoziati di adesione con la Bosnia Erzegovina”, un obiettivo “ricercato con convinzione dall’Italia”.

Con questa decisione, sottolinea la presidenza del Consiglio in una nota, l’Unione europea “invia un messaggio chiaro e inequivocabile non solo a Sarajevo, ma a tutti i Balcani Occidentali”. Ma mentre si avvicina il voto europeo di giugno a tenere banco è il tema delle alleanze.Se per il leader della Lega Matteo Salvini – che sabato ospiterà a Roma il raduno sovranista di Identità e democrazia – votare la presidente uscente della Commissione europea Ursula von der Leyen per un bis alla guida del governo Ue è “impensabile”, diverso è il discorso per Giorgia Meloni che ha trovato nella leader tedesca una solida alleata in Europa.

Ma all’interno della famiglia europea di Fdi, i Conservatori e riformisti (oggi riuniti a Subiaco per un summit), ci sono posizioni molto differenti, come quella di Vox che vedrebbe come il fumo negli occhi una rielezione di von der Leyen. (dall’inviato Antonio Atte) —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pechino Express 2024, Pasticcieri vincono terza tappa

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(Adnkronos) – I Pasticcieri, Damiano e Massimiliano Carrara, vincono la terza tappa di Pechino Express 2024 – La rotta del dragone.I Caressa si sono piazzati in seconda posizione, terze Le Amiche.

I concorrenti hanno completato il tragitto di 526 chilometri da Cao Bang, nell’estremo nord del Vietman, fino al traguardo di puntata Lao Cai, al confine con la Cina.In ballottaggio per l’eliminazione Kristian Ghedina e Francesca Piccinini (‘I Giganti’) e Estefania Bernal e Antonella Fiordelisi (‘Italia Argentina’).

Il verdetto finale è stato espresso dai Pasticcieri, decidono: eliminati i Giganti.Ghedina e Piccinini hanno l’ultima chance: la busta deve stabilire se la puntata preveda l’eliminazione o meno.

Nessuna eliminazione, Giganti salvi. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, la procura di New York si prepara al sequestro dei beni dell’ex presidente

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(Adnkronos) –
La procura di New York si prepara al possibile sequestro di beni immobiliari dell’ex presidente americano Donald Trump.La sentenza del processo per frode è stata depositata presso la contea di Westchester, dove il tycoon possiede un resort per il gioco del golf e una proprietà nota come Seven Springs, riferisce la Cnn. I passi della procura sono stati presi in relazione alla cauzione di 464 milioni fissata dal giudice Arthur Engeron nel processo per frode a New York.

Trump ha ora solo quattro giorni per trovare la somma.Ma i suoi legali hanno già fatto sapere di non riuscire a trovare una società assicuratrice in grado di garantire la cauzione.

La sentenza è stata anche depositata a New York dove l’ex presidente possiede la Trump Tower e altre proprietà. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente oggi 21 marzo

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(Adnkronos) – Nessun ‘6’ né ‘5+1’ nell’estrazione del Superenalotto di oggi 21 marzo.Centrati dodici ‘5’ che vincono 15.491,23 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 78.500.000 di euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell’eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Ecco la combinazione vincente del concorso di oggi: 2, 8, 17, 73, 77, 84.

Numero Jolly: 4.Numero SuperStar: 84.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Elezioni Basilicata, candidato centrosinistra Marrese ferito in un incidente stradale

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(Adnkronos) – Il presidente della Provincia di Matera e candidato presidente alle Regionali 2024 per centrosinistra e Movimento 5 stelle, Piero Marrese, è rimasto lievemente ferito in un incidente stradale nella notte mentre rientrava a casa da Potenza, dopo la conferenza stampa tenuta insieme ad Angelo Chiorazzo ed altri impegni politici. Era a bordo di una Bmw, guidata da un’altra persona, che per cause da accertare è uscita di strada all’una sulla strada statale 407 Basentana al km. 99.Ferito anche il vice sindaco di Montalbano Jonico Giuseppe Antonio Di Sanzo.

Entrambi sono stati soccorsi dal 118 e trasportati e medicati nell’ospedale di Policoro.Sul posto anche i vigili del fuoco del distaccamento di Tinchi.  Marrese ha rassicurato tutti con un messaggio. ”Sto bene – ha detto – e al lavoro da questa mattina per il perfezionamento delle liste.

Ieri sera, rientrando da Potenza, complici la fatica e la stanchezza, sono rimasto coinvolto con alcuni collaboratori in un incidente stradale.Tanto spavento, ma per fortuna nessuna grave conseguenza.

Ringrazio tutti per l’affetto e la vicinanza.Continuerò a lavorare anche nelle prossime ore per la nostra Basilicata e per il suo futuro”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Autovelox, multe in città solo per limiti sopra i 50 Km/h: la bozza del decreto

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(Adnkronos) – Approvata oggi 21 marzo in Conferenza Stato-Città la bozza del decreto autovelox, che disciplina le modalità di collocazione e uso dei dispositivi di rilevamento a distanza dei limiti di velocità di cui all’articolo 142 del Codice della strada.  L’obiettivo del dl autovelox “è garantirne un utilizzo conforme ad esigenze di sicurezza della circolazione, prevenzione degli incidenti e tutela degli utenti della strada”, sottolinea una nota del Mit.  La nuova disciplina – si spiega dal ministero – si applica alle postazioni fisse, mobili o a bordo di veicoli in movimento e nei casi in cui non è possibile effettuare la contestazione immediata delle violazioni.Inoltre sono dettate regole stringenti sul collocamento degli autovelox.

Questi potranno essere posizionati in aree ad elevato livello di incidentalità, documentata impossibilità o difficoltà di procedere alla contestazione immediata sulla base delle condizioni strutturali. Ma gli autovelox potranno essere collocati anche in aree dove il limite di velocità individuato non sia inferiore di oltre 20 km/h rispetto a quello massimo generalizzato, salvo specifiche e motivate deroghe.Ad esempio, sulle strade extraurbane principali, dove è previsto un limite di 110 km/h, il dispositivo può essere utilizzato solo se il limite di velocità è fissato ad almeno 90 km/h, ma non per limiti inferiori.  
In ambito urbano, non è possibile sanzionare per limiti di velocità inferiori a 50 km/h con le modalità previste dal decreto, essendo necessaria in tali casi la contestazione immediata.

Inoltre per le strade extraurbane deve intercorrere una distanza di almeno un chilometro tra il segnale che impone il limite di velocità e il dispositivo.Infine per arginare l’eccessiva proliferazione di sanzioni, spesso anche oggetto di contenzioso, si prevedono distanze minime per i tratti stradali su cui sono collocati i dispositivi oltre che distanze minime tra gli stessi autovelox. Il decreto – si sottolinea – precisa che i dispositivi a bordo di un veicolo in movimento possono essere utilizzati senza contestazione immediata dell’infrazione solo nei casi in cui non sia possibile collocare postazioni fisse o mobili.

Anche questi dispositivi, peraltro, devono essere resi visibili al cittadino.  Il testo – ricorda il Mit – è frutto di un ampio confronto con ANCI e UPI, con le quali si sono tenute tre riunioni in sede tecnica, oltre che numerosi incontri informali, al fine di definire una posizione condivisa sui contenuti del decreto.Si evidenzia, altresì, che gran parte delle modifiche richieste sono state accolte. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornalisti, in Italia donne solo 6 direttori su 38

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(Adnkronos) – In Italia, su 38 direzioni, includendo sia agenzie che testate giornalistiche, radio e TV, “i risultati evidenziano una marcata disparità di genere: solamente 6 direttori sono donne, mentre 32 sono uomini”.Sono i numeri allarmanti che emergono da una ricerca di SocalCom commissionata dalla neonata Associazione Giornaliste Italiane, che ha chiesto la realizzazione di una mappatura digitale del divario di genere nel giornalismo italiano.

Giornaliste Italiane, presentata oggi nella sede di Civita in Piazza Venezia a Roma, nasce con l’intento “di promuovere azioni mirate alla valorizzazione delle donne, alla loro crescita in tutti i campi professionali, al raggiungimento di una piena parità di genere sia nell’occupazione sia nella crescita professionale”.  “Cento anni e mille battaglie dopo, le donne sono ancora lì a scontrarsi con (pre)giudizi monolitici ed il mondo dell’informazione che pur dovrebbe essere ben più lungimirante di altri ambiti non ha ancora deposto le armi contro le donne che affollano la professione giornalistica”, spiegano.Si tratta, indubbiamente, “di una oggettiva disparità di genere e le cause vanno ben oltre gli stereotipi convenzionali: si tratta di un complesso intreccio di fattori che includono non solo discriminazioni esplicite, ma anche impliciti bias culturali, strutture di potere consolidate e modelli di lavoro che, spesso, non tengono conto delle esigenze e delle prospettive delle donne”.

Entrando nello specifico, su 10 giornali, ci sono 8 direttori e due direttrici; su 10 periodici, 8 sono direttori e 2 direttrici; su 9 Tg, 9 sono direttori e 0 sono direttrici.Su 9 testate radiofoniche, 7 sono capitanate da direttori e 2 da direttrici. L’analisi condotta per analizzare la visibilità sui social delle giornaliste disegna un quadro che vede una notevole distanza tra le migliori performances al femminile e quelle maschili. “La nostra ricerca mira a offrire un contributo empirico alla discussione, attraverso un’analisi comparativa dei canali social di un campione rappresentativo di giornalisti e giornaliste italiane”, spiegano.

L’obiettivo è quantificare le disparità di genere in termini di visibilità, engagement e influenza digitale, parametri chiave nell’epoca dell’informazione 2.0. “Attraverso la misurazione di metriche quali il numero di followers, le interazioni, i commenti e la frequenza dei post, intendiamo mettere in evidenza le dinamiche di genere che caratterizzano il panorama mediatico italiano”. Per quanto riguarda i canali social, è stato analizzato un totale di 150 canali social di giornalisti e giornaliste italiane.Su 85 canali di giornaliste donne, è la giornalista Milena Gabanelli a guidare la classifica con 4 canali social.

Seguono 11 giornaliste con 3 canali social, tra cui Veronica Gentili, Selvaggia Lucarelli, Nunzia De Girolamo, Francesca Fialdini, Rosanna Lambertucci ed Emma D’Aquino, e poi 17 giornaliste con 2 canali e 13 giornaliste con 1 canale.Su 65 canali di giornalisti uomini, guidano la classifica Marco Travaglio, Corrado Formigli e Andrea Scanzi con tre canali social, 23 giornalisti con 2 canali e 10 giornalisti con 1 canale social. Per quanto riguarda le interazioni del 2023, si registra una enorme differenza fra quelli dei giornalisti e delle giornaliste.

Sui social femminili si registra infatti un totale di 1.481.328 commenti, 21.923.353 interazioni e 17.244 post.Sul fronte dei social maschili, sono 6.324.063 i commenti, 49.769.027 interazioni e 47.122 post. “Insomma – conclude Giornaliste Italiane – questo non è un Paese per donne neppure nell’informazione”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)