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Virus Dengue in Italia? “Inevitabile che prenda sempre più piede”

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(Adnkronos) – La diffusione del virus Dengue in Italia è “un rischio veramente importante da tenere sotto controllo”.Con il riscaldamento climatico e l’epidemia ancora in corso in Sud America, “quest’anno dobbiamo aspettarci più casi” nel nostro Paese, non solo importati dall’estero come i 117 già registrati da inizio 2024 dall’Istituto superiore di sanità, ma “anche autoctoni”.

Che diventi endemica l’infezione trasmessa dalle zanzare, veicolata anche dalla Aedes albopictus (la ‘tigre’) presente “dappertutto lungo la Penisola”, è una prospettiva “realistica.Se non arriveremo a una vera e propria endemia, potremo sicuramente avere focolai molto più consistenti rispetto al passato.

Di Dengue e di altre arbovirosi”.Parola di Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), interpellato dall’Adnkronos Salute.  “L’attenzione è alta – osserva lo specialista, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all’università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili – e le circolari diramate dal ministero della Salute vanno nella giusta direzione.

Ma con la tropicalizzazione del clima e i potenziali vettori diffusi ormai ovunque – precisa – la possibilità che la Dengue e le altre arbovirosi prendano sempre più piede in Italia sarà inevitabile”.Ecco perché “è fondamentale che ci sia un controllo strettissimo sui singoli casi – ammonisce Caruso – con un’attenzione massima, anche da parte delle strutture sanitarie sul territorio, alla rapida identificazione dei contagiati così da procedere a una disinfestazione totale che permetta di neutralizzare le zanzare”.  Quello che un giorno potrebbe succedere anche alle nostre latitudini “lo stiamo vedendo oggi in Brasile e in altri Stati sudamericani: nel momento in cui aumenta il caldo – spiega il presidente dei virologi italiani – si riduce la moria delle larve che stagionalmente consentiva di tenere sotto controllo la popolazione di zanzare.

Ci si ritrova quindi con una massa di insetti vettori molto superiore rispetto agli anni passati, con una crescita inevitabile della trasmissione virale.Bisogna fare molta attenzione”, avverte Caruso. “Con il climate change ci aspettiamo vettori sempre attivi anche a livello italiano”, zanzare ‘4 stagioni’ pronte ad alimentare focolai autoctoni che appunto “tenderanno a espandersi”.  “Nel momento in cui si sviluppa un qualsiasi segno di infezione – insiste l’esperto – bisogna subito procedere a disinfestazioni mirate, perché l’unico modo per scongiurare il pericolo di focolai è togliere di mezzo il vettore che è la zanzara, anche la tigre.

Siccome queste malattie non si trasmettono da uomo a uomo, ma solo attraverso i vettori – ricorda Caruso -, quando abbiamo evidenza di un caso sospetto bisogna eliminare i vettori”.Se le zanzare restano, azzerare le probabilità di puntura (e di contagio) è impossibile.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Vannacci, legale presenta ricorso al Tar contro sospensione disciplinare

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(Adnkronos) – Il generale Roberto Vannacci ha presentato oggi, 15 aprile, ricorso al Tar del Lazio contro la sospensione disciplinare di 11 mesi inflittagli nel febbraio scorso dal ministero della Difesa. A depositare l’istanza è stato il suo avvocato, Giorgio Carta, chiedendo “l’annullamento e la previa sospensione della sanzione disciplinare irrogata al generale”.  “Con il gravame – riferisce l’avvocato – è stata prospettata la violazione sia della legislazione nazionale che di quella europea ed internazionale regolatrice del diritto di manifestazione del pensiero.Obiettivo del ricorrente è la riaffermazione di questo fondamentale diritto dell’uomo, militare e non, dinnanzi ad ogni livello di giurisdizione che si renderà necessario, eventualmente anche europeo”, sottolinea il difensore. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emofilia, Santoro (Aice): “Istituzionalizzare registro di patologia”

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(Adnkronos) – “Un registro di patologia è una raccolta sistematica e organizzata di tutti i dati relativi a una patologia.E’ estremamente importante per una serie di fattori; innanzitutto perché migliora la conoscenza della patologia stessa: ci può dare informazioni sulla frequenza, l’incidenza, la prevalenza e la storia naturale della malattia e anche i fattori prognostici”.

Lo ha detto Rita Carlotta Santoro, presidente Associazione italiana dei centri emofilia (Aice), in un messaggio indirizzato a FedEmo-Federazione associazioni emofilici nell’ambito del convegno “Io conto!Mec: il registro di patologia e i dati sanitari, fondamentali strumenti di conoscenza e programmazione”, promosso in occasione della XX Giornata mondiale dell’Emofilia che si celebra in tutto il mondo il 17 aprile.  “Si può anche valutare l’efficacia della terapia stessa attraverso una serie di ‘out gamma’, come ad esempio la valutazione della sopravvivenza, della qualità di vita e capire se ci sono delle aree di miglioramento e agire su queste aree carenti per migliorarle – prosegue Santoro – Il registro di patologia può anche essere un’ottima fonte di dati per quanto riguarda la ricerca clinica.

I dati epidemiologici possono poi servirci per la pianificazione sanitaria e anche per sapere dove allocare le risorse”.  La “nostra intenzione è quella di avere un registro di patologia che possa essere istituzionalizzato.Stiamo parlando con l’Istituto superiore di sanità proprio per cercare di realizzare questo registro che di fatto è già stato ideato e realizzato da Aice, noi vorremmo che venisse acquisito.

La finalità è di avere uno strumento che possa avere delle caratteristiche migliorative in quanto ai dati.E anche per arrivare a un numero maggiore di centri, perché i dati che attualmente si hanno sono dei dati parziali.

Per quanto riguarda Aice, invece, la possibilità di dare uno strumento sia ai medici sia ai pazienti anche per finalità di ricerca”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Attacco Iran a Israele, “risposta Stato Ebraico possibile già oggi”

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(Adnkronos) –
Israele risponderà presto all’attacco iraniano, forse già oggi.E’ quanto scrive il Wall Street Journal, che cita fonti americane e occidentali, che esprimono tuttavia l’auspicio che questo non avvenga, avendo sia Tel Aviv che Teheran rivendicato la vittoria nell’attacco di sabato sera, che gli permette di avere una via d’uscita dall’escalation. E’ stata intanto interrotta dopo tre ore di discussioni, e dovrebbe riprendere domani, la riunione del gabinetto di guerra israeliano incentrata sulla possibile risposta dello Stato ebraico all’attacco di Teheran, ha riferito quindi l’emittente Channel 12. Il gabinetto di guerra, composto da Benjamin Netanyahu, dal ministro della Difesa Yoav Gallant, dall’ex ministro della Difesa Benny Gantz e da diversi altri consulenti, si era già riunito ieri sera.

Secondo fonti della Cnn, tutti sarebbero determinati a una risposta.Ma oltre a una potenziale risposta militare, si valuterebbero anche opzioni diplomatiche per isolare ulteriormente l’Iran.  Secondo le fonti Gantz spingerebbe per una risposta veloce, convinto che più si aspetta più sarà difficile raccogliere il sostegno internazionale per questo attacco, mentre a frenare sarebbe il premier Netanyahu.

Fra le proposte considerate, quella di un attacco contro un sito in Iran che possa inviare un messaggio, ma senza provocare vittime.  Le autorità militari israeliane hanno intanto revocato le restrizioni imposte alla popolazione civile alla vigilia dell’attacco iraniano, in particolare sulle attività previste in ambito scolastico e sulle riunioni in luoghi pubblici e sul posto di lavoro.Fanno eccezione alcune località del paese situate nei pressi del confine con Gaza o con il Libano.

Ai cittadini viene comunque chiesto di assicurarsi la possibilità – nel caso sia necessario – di raggiungere in breve tempo un rifugio in caso di emergenza.  Israele avrebbe deciso di rinviare la sua annunciata offensiva militare a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, dopo l’attacco iraniano.Lo riporta la Cnn, citando due fonti israeliane anonime, secondo cui proprio oggi le Idf avevano in programma di rendere noti gli ordini di evacuazione per le circa 1,4 milioni di persone che vivono nella città.

Quei piani per il momento sono stati accantonati.L’emittente pubblica Kan, precisa la Cnn, ha riferito la stessa notizia nelle scorse ore, ma il Likud – il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu – ha smentito. ”Il regime islamico di oggi non è diverso dal terzo reich e l’Ayatollah non è diverso da Adolf Hitler”.

Questo quanto affermato intanto da Gilad Erdan, rappresentante di Israele, durante il suo intervento nella riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. ”Dobbiamo condannare con fermezza l’Iran, e infliggergli delle sanzioni: va fermato ora non per il bene di Israele, non per quello della Regione ma per il mondo intero”, ha detto ancora sottolineando che ”il mondo deve schierarsi contro l”Iran, dobbiamo batterci e la sola opzione possibile è utilizzare tutti i mezzi che abbiamo perché paghino per questi crimini e reati orribili il giusto prezzo”. ”L’Iran viola da anni la Carta dell’Onu è il primo sponsor del terrorismo e oggi ha gettato la maschera”, ha concluso. “Israele deve rispondere delle sue azioni, dei crimini e delle atrocità commesse.Il Consiglio di sicurezza deve agire tempestivamente.

Qui non c’e nessuna guerra per procura e noi non vogliamo un’escalation del conflitto”, ha detto quindi Amir-Saeid Iravani, rappresentante dell’Iran durante il suo intervento nella riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. ”Si è trattato di autodifesa come sancito della carta dell’Onu e riconosciuto anche dal diritto internazionale”, ha poi sottolineato. ”Questa azione è stata necessaria, moderata, proporzionale, con soli bersagli militari e portata avanti attentamente per minimizzare il potenziale di escalation e per evitare di nuocere ai civili”. ”E stato trascurato e ignorato il nostro diritto di rispondere alle violazioni al principio di base dello stato di diritto, ovvero l’inviolabilità della rappresentanza diplomatica e dell’integrità delle sedi diplomatiche cosa questa che e stata violata chiaramente”, ha quindi affermato Amir-Saeid Iravani, riferendosi all’attacco subito dal consolato iraniano a Damasco. ”Abbiamo chiesto di prendere misure e adottare provvedimenti per condannare anche tutto questo da parte della comunità internazionale – ha sottolineato – abbiamo fatto appello al Consiglio di sicurezza, abbiamo chiesto di denunciare fortemente queste azioni assolutamente disumane, abbiamo chiesto di consegnare alla giustizia gli artefici di crimini e reati nei confronti delle sedi diplomatiche e questo dovrebbe valere nei confronti di tutte gli stati.Ma il tentativo è fallito: il Consiglio di sicurezza non ha agito nel mantenere la sicurezza e la pace, non ha fatto nulla.

E questo è un atto deplorevole.In queste circostanze l’Iran non aveva nessuna alternativa all’esercizio della legittima difesa in conformità al diritto internazionale”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Asstra: “Per Italiani Tpl e Ia binomio positivo per sicurezza, comfort ed efficienza”

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(Adnkronos) – L’intelligenza artificiale non spaventa più come all’inizio, anzi è utile se serve a migliorare l’esperienza dell’utenza, i tempi di attesa, la gestione dei flussi di traffico e persone e la prevenzione su incidenti e guasti dei mezzi pubblici.Di converso, si notano riserve rispetto a scenari avveniristici di sistemi di guida interamente autonoma, soprattutto quando integrata su taxi.

Questa una sintesi delle principali opinioni emerse dalla ricerca demoscopica “L’intelligenza Artificiale e il Trasporto Pubblico Locale nella prospettiva degli utenti (e non) tpl”, condotta da Asstra in collaborazione con Gpf – Inspiring research e presentata in occasione del XVIII convegno nazionale Asstra.  “L’intelligenza artificiale, come ultima frontiera della digitalizzazione, appare un driver di innovazione straordinario, in grado di accelerare l’evoluzione dei processi produttivi trasformandone i paradigmi e ridefinendo il concetto stesso di lavoro”, ha dichiarato Andrea Gibelli, presidente di Asstra, in apertura del convegno. “Le applicazioni di intelligenza artificiale promettono un cambiamento radicale dei modelli di business e delle professionalità necessarie e ci spingono verso nuove sfide legate alla produttività e all’efficienza per rendere il servizio di trasporto pubblico il sistema operativo delle città”, ha concluso Gibelli.  L’indagine che ha inteso fotografare lo status quo e il futuro percepito sull’intelligenza artificiale, sia in termini generali sia nel settore specifico del tpl, è stata condotta a marzo 2024 su un campione di 1.500 persone, rappresentativo di una parte di cittadini che utilizzano in modo regolare i mezzi pubblici.La domanda che ha ispirato tutte le altre è stata: “In che modo viene percepito il valore aggiunto dell’intelligenza artificiale nel tpl?”.  Il primo dato che emerge dall’indagine è l’ambito a cui l’intelligenza artificiale viene immediatamente associata dai cittadini, sintomo di un’opinione ancora non del tutto formata: “robotica”, “automazione” e “automatismo”, sono infatti i termini più frequentemente associati a questa innovazione, trascurando o, in certi casi, ignorando che l’elemento principale dell’intelligenza artificiale è l’abilità di apprendere, adattarsi, dimostrare creatività e migliorare i processi in autonomia.  Tuttavia, alla luce di queste informazioni ragionate sulle caratteristiche dell’intelligenza artificiale, la maggioranza relativa è molto attratta ed orientata in modo positivo e soltanto poco più di un decimo del campione esprime“grande ostilità” poiché vede l’intelligenza artificiale come una incognita (sociale e individuale), e un ulteriore quinto la vede con una “certa ostilità”.

Analizzando in particolare le rilevazioni relative alla percezione dell’utilità dell’intelligenza artificiale nel tpl, ciò che emerge è che il valore aggiunto nei trasporti non è percepito in modo dirompente, lasciando quindi un ampio margine di potenzialità alla comunicazione che il settore potrà e dovrà effettuare in futuro sull’applicazione di sistemi di intelligenza artificiale per migliorare i servizi.  Infatti, se le applicazioni elettive dell’intelligenza artificiale sono viste come importanti principalmente nella ricerca scientifica (62,3%), nel settore medico e nella ricerca medica (53,6%) etc, nei trasporti la percentuale si attesta al 19,1%.Dal lato degli stakeholder, intervistati a latere dell’indagine, i “pilastri” più impattanti dell’Ai sull’esperienza di servizio sono quattro: gestione operativa, sicurezza, customer care, eccellenza tecnico-ingegneristica.

Nella vision degli esperti, tutti questi ambiti sono cruciali e già oggetto di applicazione.  In termini di gestione operativa, con l’intelligenza artificiale si ha la possibilità di gestire la rete in auto-apprendimento e, dunque, fare modifiche virtuose sulla rete perché c’è la capacità da parte del sistema di apprendere informazioni in modo realistico e dinamico.La sicurezza si traduce principalmente nella grande opportunità della manutenzione predittiva e “real-time” dei mezzi.

L’aspetto del customer care è molto importante e tra i più facilmente applicabili.Grazie all’intelligenza artificiale, il call center potrà dare risposte giuste e non ripetitive in modalità di apprendimento.

Inoltre, se l’interfaccia è scritta, per esempio via Whatsapp, il tutto potrà essere gestito in automatico, con modalità non percepibili dall’utente.  Da non trascurare la capacità dell’intelligenza artificiale di essere facilmente proattiva rispetto ai sistemi attuali di informazione su disagi, ritardi, cancellazioni.Un sistema di intelligenza artificiale efficiente potrà presto provvedere a quella che veramente è la mass customization del servizio di tpl, proponendo soluzioni calzate sulle esigenze dei singoli.

L’eccellenza sugli aspetti ingegneristici, in effetti, è quella che più pertiene all’ambito dell’offerta poiché connaturata nei sistemi sia di ricerca e sviluppo, sia di operatività e gestione.  È tuttavia tra quei campi di attività che rimane ancora velata dietro le quinte: serve a semplificare e rendere più efficaci i processi di gestione tecnica di reti e mezzi, ma rispetto agli altri elementi, è quello meno percepito dall’utente finale.La ricerca ha poi analizzato le risposte dei cittadini in merito ai benefici dell’intelligenza artificiale, secondo alcuni scenari dettagliati. È stata chiesta, in particolare, la loro opinione sul livello di impatto di tali novità sul tpl e il sentiment suscitato (attrattiva, indifferenza, ostilità, timore?).  Ebbene, l’appeal verso l’intelligenza artificiale è forte se serve a garantire sicurezza ai mezzi, alle strade e una buona analisi dei dati del traffico.

Tra gli scenari giudicati più impattanti, in particolare, il 72,3% indica l’utilità del monitorare e segnalare eventuali danni alle infrastrutture, strade, ponti etc.Il 70,6% punta invece sulla possibilità di favorire in automatico la manutenzione preventiva del parco mezzi pubblici.

Il 69,3% giudica l’intelligenza artificiale utile per la gestione dei dati sugli orari e sui flussi di traffico.Ma anche la prevenzione delle frodi (67,4%) e la gestione degli orari in tempo reale (63,6%) sembrano interessare particolarmente.  Scenari considerati invece meno impattanti e più rischiosi sono una customer care in assenza di persone fisiche (60,2%), sistema di gestione del trasporto pubblico sulla base di soli parametri ambientali (57,3%), sistemi di guida autonoma e intelligente di taxi senza conducente (41,6%) e, ancor più, veicoli senza conducente capaci di prendere decisioni autonome (41,3%) e guida autonoma intelligente di bus e tram senza autista (37,1%).

Nel suo complesso, la ricerca restituisce un quadro articolato, in cui l’immagine stessa di intelligenza artificiale, nell’opinione pubblica, è molto variegata e soggettiva.Appare evidente la necessità di avviare azioni di informazione e sensibilizzazione sull’effettivo ruolo di affiancamento e supporto che l’intelligenza artificiale rivestirebbe, con particolare riguardo al trasporto pubblico locale.  In merito a questo ultimo aspetto, gli elementi che più spaventano, come si è visto, sono quelli attinenti alla guida autonoma, soprattutto se implementata sui taxi.

Tra i settori più facilmente accettati, in cui in modo più oggettivo si coglie il valore aggiunto dell’intelligenza artificiale, si situano sicuramente quello della sicurezza e del comfort.Il principio di fondo che emerge dalla ricerca, che potrebbe essere vista come un piccolo esperimento sociale, è la necessità che l’intelligenza artificiale-powered tpl vada verso la direzione di una maggiore efficienza e user-friendliness, con garanzie alte di sicurezza e customer care, inconcepibili senza il supporto dell’intelligenza artificiale. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emofilia, Arcieri (Iss): “Da buon funzionamento registro Mec vantaggi pazienti”

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(Adnkronos) – “Il paziente e i decisori avrebbero l’informazione completa sia sulla storia naturale, sia soprattutto sulla dimensione del fenomeno, essendo una malattia rara.Abbiamo ovviamente un numero piccolo di pazienti all’interno delle Regioni, per cui è importante per i decisori conoscere l’impatto che questa patologia comporta a livello sanitario.

Ogni Regione avrebbe un feedback sui propri assistiti e poi eventualmente monitorare e decidere di competenza a livello organizzativo le appropriate cure per i pazienti affetti da malattia congenita”.Così Romano Arcieri, dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sui vantaggi del buon funzionamento del registro Mec, in un messaggio indirizzato a FedEmo-Federazione Associazioni Emofilici nell’ambito del convegno “Io conto!

Mec: il registro di patologia e i dati sanitari, fondamentali strumenti di conoscenza e programmazione”, promosso in occasione della XX Giornata mondiale dell’Emofilia che si celebra in tutto il mondo il 17 aprile.  Ripercorrendo la nascita del registro Mec, Arcieri prosegue: “Il registro Mec nasce nel 1988-90 con il compito di sorvegliare le infezioni da Hcv e Hiv nell’ambito delle patologie trasmissibili con il sangue, dopo di che si viene ad un accordo nel 2005 con l’Associazione italiana di emofilia e inizia a costituirsi un registro di patologia.Così, il registro tende ad avere maggiori informazioni sulla storia naturale della stessa, andando a recuperare informazioni sia dal punto di vista epidemiologico, terapeutico e anche degli eventi avversi relativamente legati alla comparsa degli inibitori, che è una delle principali.

Nel 2017, tramite un Dpcm del ministero della Salute, viene istituito e riconosciuto ufficialmente il registro all’interno dell’Istituto superiore di sanità”. Arcieri non nega la presenza di criticità sulla trasmissione, la gestione e la conservazione dei dati stessi: “Purtroppo sì, ma diciamo limitatamente, perché essendoci una buona collaborazione fra la società scientifica e l’Istituto di sanità, abbiamo una buona copertura dell’informazione dei dati.Ovviamente questa copertura deve essere migliorata.

Deve essere strutturata: il Dpcm del 2017 determina la configurazione all’interno delle Regioni di centri deputati alla trasmissione dei dati, dei centri di riferimento.Già dal 2018 l’istituto ha chiesto alle Regioni quali debbano essere questi centri e come debbano essere inviati i dati relativamente al registro”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tesla, Musk taglia 14mila posti di lavoro con una mail

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(Adnkronos) –
Tesla taglierà più del 10% della sua forza lavoro in tutto il mondo, pari a circa 14mila dipendenti.Lo riferisce la pubblicazione tecnologica Usa Electrek, citando un’e-mail interna del patron del gruppo Elon Musk. Nell’ambito degli sforzi per tagliare i costi e aumentare la produttività, “abbiamo fatto una revisione approfondita dell’organizzazione e abbiamo preso la difficile decisione di ridurre il nostro organico di oltre il 10% a livello globale”, scrive Musk, secondo l’e-mail citata da Electrek.

Secondo il rapporto annuale, alla fine dello scorso anno Tesla contava più di 140.000 dipendenti.Tesla ha sorpreso gli analisti riportando un calo delle vendite nel primo trimestre dell’8% su anno, fermando le vendite a circa 387mila veicoli.  A pesare anche gli attacchi dei ribelli Houthi dello Yemen alle navi che attraversano il Mar Rosso causando problemi di approvvigionamento per la produzione dello stabilimento Tesla di Grünheide, vicino a Berlino.

All’inizio dell’anno l’impianto è stato colpito anche da un sabotaggio dell’alimentazione elettrica.Secondo l’e-mail di Musk citata da Electrek, la rapida crescita ha portato a una “duplicazione di ruoli e funzioni lavorative in alcune aree”. “Non c’è niente che io odi di più, ma deve essere fatto.

Questo ci permetterà di essere snelli, innovativi e affamati per il prossimo ciclo di crescita”, ha scritto Musk. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giacomo Matteotti, dimenticato e attuale: “Io vi accuso” di Concetto Vecchio

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(Adnkronos) – “La memoria di Matteotti è stata calpestata.Il suo monumento, sul Lungotevere, a me pare lo specchio di questo mancato riconoscimento: è brutto, incomprensibile per chi vi passa, mai illuminato col buio…”.

Le parole sono di
Concetto Vecchio
, quirinalista del quotidiano La Repubblica e autore di un libro, ‘Io vi accuso.Giacomo Matteotti e noi’ (Utet), che è, insieme, inchiesta giornalistica, scrittura cinematografica, biografia politica, ritratto psicologico, storia.

Sono parole significative perché identificano il punto di vista con il quale ha scelto di ricostruire, raccontare, e ridare dignità al profilo di un uomo che, nonostante lo spessore, è uscito troppo poco dai manuali scolastici.  Per questo, Concetto Vecchio definisce il libro “un’inchiesta su una dimenticanza”, perché Giacomo Matteotti “venne, a lungo, oscurato anche a sinistra, specie dai comunisti, perché da riformista socialdemocratico era stato troppo in anticipo sui tempi, e dirsi socialdemocratico era una sorta di bestemmia nel lungo Dopoguerra italiano”. Individuata la premessa, l’intuizione che ha fatto nascere e crescere l’interesse per il personaggio, è servito poi il metodo per portare a termine un lavoro che, in poco più di 200 pagine, riesce ad andare oltre il timore che Concetto Vecchio confessa nei ringraziamenti del libro, quel “Matteotti mi faceva paura” con cui descrive il suo iniziale ‘no’ alla proposta del suo editore.E’ stato necessario mettersi in gioco fino in fondo per allontanare quella paura. “Da giornalista io vado nei posti matteottiani col mio taccuino e la macchina fotografica, faccio parlare la coppia che ha messo la targa sul muro di via Pisanelli 40, da dove Matteotti uscì per andare incontro alla morte, (“senza chiedere permesso a nessuno”, mi ha detto l’avvocato Marocchi), scovo Franco Nero, l’unico (!) volto di Matteotti al cinema, do voce a Stefano Caretti, il più grande studioso di Matteotti che lontano dai riflettori, e snobbato dalle grande case editrici, ha tenuto viva la memoria del martire, e infine incontro Laura Matteotti, la nipote di Giacomo, che mi racconto di come la morte del nonno fosse un tabù: quelle ultime dieci pagine sono la chiave della indagine, il senso di tutto”. Va letta tutta questa “inchiesta sul trauma pubblico (perché Matteotti venne dimenticato) ma anche privato (che cosa succede nelle famiglie, anche a distanza di generazioni, dopo un delitto politico?)”.

E il lettore deve abbandonarsi alla prospettiva che gli concede l’autore, senza risparmiarsi, accettando di seguirlo.Si arriva, attraverso pagine in cui trova spazio anche “l’amore con Velia, la moglie, il cui rapporto sfocia nel romanzesco”, alla dimensione attuale del profilo di Matteotti. “Risiede nella sua difesa strenua del Parlamento, della democrazia, della scuola pubblica (a Benedetto Croce, a Montecitorio, disse: “Voi state speculando sulle nuvole.

Qui non si viene con i libri di estetica ma con dei programmi pratici”): oggi si batterebbe per la sanità pubblica”, sintetizza Vecchio. Il peso del Matteotti antifascista è ben presente. “Capì per primo la forza distruttrice del fascismo, ma fu solo nella lotta, e quindi questo è anche un libro sulla solitudine di un politico”, sostiene l’autore.Vecchio, quindi, riferendosi alla cultura, alla competenza, e allo spessore del politico, ricorda: “Proprio perché il più bravo venne fatto uccidere dagli sgherri di Mussolini”.

Ma la sua storia, nella ricostruzione dell’autore di ‘Io vi accuso’, “è anche una lezione per la sinistra di oggi, perché Matteotti fu concreto, popolare, si sporcò le mani nella fatica di ogni giorno, conscio che è nella lotta alle disuguaglianze la missione di un socialista”.Oggi, conclude, “Matteotti sarebbe ogni giorno in periferia!”. (Di Fabio Insenga) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eni presenta ‘sunRice – la ricetta della felicità’ al FuoriSalone

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(Adnkronos) – In occasione del FuoriSalone 2024, Eni presenta oggi presso l’Orto Botanico di Brera, a Milano, l’iniziativa ‘sunRice – la ricetta della felicità’, nata dalla collaborazione con Niko Romito e realizzata su progetto di Cra – Carlo Ratti Associati e Italo Rota (1953-2024) che ci lascia in eredità un’installazione di grande visione.SunRice è un percorso esperienziale dedicato alla forza delle idee innovative e delle competenze, e di come queste rendono possibili soluzioni e applicazioni di economia circolare e sostenibilità.

L’installazione si inserisce nella cornice della Mostra Interni Cross Vision, coniugando gli elementi del mondo naturale e di quello artificiale, e sarà aperta al pubblico dal 15 al 25 aprile.Si tratta di un progetto relativo ai temi cardine alla base delle economie trasformative, del benessere e della salute, delle competenze e della formazione che prevede un percorso focalizzato sul riso, quale cereale presente nelle tradizioni gastronomiche di tutto il mondo.  L’installazione rappresenterà un esempio di un ciclo completo di economia circolare grazie al riutilizzo degli scarti del riso.

Così, all’interno dell’Orto Botanico, partendo dalla pianta del riso, passando per l’ingrediente e per il suo uso innovativo in cucina, arriviamo a vedere i suoi scarti diventare materia prima per l’architettura, sostenendo l’importanza della formazione e dello sviluppo delle competenze.A fine esposizione, l’installazione subirà l’ultima trasformazione, recuperando il materiale usato in pacciamatura da reimmettere nei terreni per nuove coltivazioni.

Centrale il contributo della startup RiceHouse – premiata da Joule, la scuola di Eni per l’impresa – che ha ideato una soluzione tecnologica per la lavorazione degli scarti del riso che si trasformano nel materiale edile nell’installazione.Ciò riflette l’importanza che per Eni riveste l’imprenditorialità innovativa e sostenibile a supporto del processo di decarbonizzazione e il tema dell’economia circolare, una leva imprescindibile del percorso di transizione energetica.  Per sunRice, Niko Romito interpreta l’idea di creatività utile realizzando un biscotto salato per i visitatori.

Il prodotto, studiato ad hoc per il progetto, dialoga con l’ambiente che ospita il percorso, da cui Romito attinge alcune materie prime erbacee oltre il riso, e diventa parte tangibile e edibile dell’esperienza, contribuendo a promuovere ed esaltare i valori chiave dell’iniziativa.Dal 2018 Eni è presente al Fuorisalone di Milano organizzato dalla rivista Interni.

Negli anni la partecipazione ha consentito ad Eni di raccontare più da vicino temi e progetti strategici per la società, così come i valori fondanti che quotidianamente guidano il proprio agire. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schillaci: “Dieta mediterranea eccellenza italiana e strumento di prevenzione”

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(Adnkronos) – “Oggi si celebra la prima Giornata nazionale del Made in Italy, fortemente voluta da questo Governo, e come ministero della Salute abbiamo deciso di dedicare un evento alla dieta mediterranea perché è un’eccellenza italiana ed è un fattore di promozione della salute e di corretti stili di vita.Abbiamo scelto di promuovere questa iniziativa nel Cilento dove lo studioso americano Ancel Keys teorizzò e valorizzò i benefici della dieta mediterranea sulla salute”.

Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che questa mattina ha visitato il Museo vivente della Dieta mediterranea a Pioppi, in provincia di Salerno, in occasione della prima Giornata nazionale del Made in Italy.Nel corso della visita al museo, il ministro della Salute, insieme al viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e al sindaco di Pollica, Stefano Pisani, ha incontrato studenti di scuola elementare e di scuola media che hanno presentato lavori realizzati sulla dieta mediterranea. “Bisogna imparare da bambini – ha sottolineato Schillaci – che mangiare in modo corretto e sano significa migliorare il proprio stato di salute.

Per questo sono impegnato affinché la prevenzione, a partire dalla sana alimentazione e dall’attività fisica, trovi spazio adeguato proprio nelle scuole.Oggi a Pioppi e Paestum celebriamo la dieta mediterranea, basata sulle nostre produzioni locali, che ha la capacità, come dimostrato da numerosi studi scientifici, di contribuire a prevenire molte malattie croniche non trasmissibili.

La dieta mediterranea è parte del nostro patrimonio culturale e dobbiamo fare in modo che siano sempre di più gli italiani che aderiscono a questo modello alimentare sano, che salvaguarda la biodiversità e che è economicamente sostenibile”. Il ministero della Salute, sempre nell’ambito della Giornata del Made in Italy, ha realizzato insieme alla Fism (Federazione italiana delle società mediche e scientifiche) una guida con indicazioni per seguire un’alimentazione corretta e sana secondo i principi della dieta mediterranea, con un focus specifico sui bambini e sugli anziani.L’impatto benefico sulla salute della dieta mediterranea è anche al centro dell’evento promosso sempre dal ministero presso il Parco archeologico di Paestum e Velia.  Significativo il contributo di esperti del mondo scientifico e accademico, a sostegno dell’importanza dell’impatto sulla prevenzione dei corretti stili di vita.

Alla giornata partecipa anche lo chef Alessandro Circiello, presidente dell’Unione regionale cuochi Lazio, autore di un menu basato sui cinque colori della dieta mediterranea per testimoniare come si può mangiare in modo salutare senza rinunciare al gusto.Come riconoscimento per il contributo agli studi che hanno permesso di far conoscere il valore della dieta mediterranea per la salute su basi scientifiche, Schillaci ha consegnato un attestato alla famiglia Keys e all’associazione dieta mediterranea Ancel Keys. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Amadeus, Carlo Conti: “Sono certo abbia fatto una scelta difficile ma ben ponderata”

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(Adnkronos) – “Perdo un grande compagno di squadra.Sono però certo che abbia fatto una scelta difficile ma ben ponderata”.

A dirlo all’Adnkronos è Carlo Conti, commentando la notizia che Amadeus lascerà la Rai alla scadenza del suo contratto per andare – secondo insistenti rumors, ancora non confermati ufficialmente – al Nove. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inzaghi riceve al Coni il premio Bearzot: “Ai ragazzi dico sempre di crederci”

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(Adnkronos) – Il tecnico dell’Inter, Simone Inzaghi, ha ricevuto oggi presso il Salone d’Onore del Coni il prestigioso Premio Nazionale ‘Enzo Bearzot’, giunto alla XIII edizione e organizzato dall’Unione Sportiva Acli con il patrocinio della Figc. “E’ sempre emozionante tornare a Roma, poi in una platea come questa.Sono orgoglioso di ricevere un premio intitolato a Bearzot – ha detto il tecnico dell’Inter -.

Un pensiero ai ragazzi presenti oggi, vedo le immagini di Bearzot e mi viene in mente quando io e mio fratello giocavamo a calcio in cameretta sperando di diventare come Paolo Rossi.Ci abbiamo sempre creduto, mio fratello ha vinto anche un mondiale e per questo ai ragazzi dico che con il sacrificio quotidiano si può raggiungere ogni obiettivo”. L’evento è l’occasione per parlare dello scudetto, che l’Inter può conquistare vincendo il derby lunedì prossimo. “Sappiamo quello che abbiamo fatto dal 13 luglio.

Siamo vicini al traguardo che sognavamo.I ragazzi hanno fatto un grandissimo percorso.

Molti non ci pronosticavano all’inizio, ma ho un gruppo solido, una grande società e un grande pubblico che ci ha sempre sostenuto”.  E il futuro? “L’Inter mi ha dato tanto, siamo cresciuti.Sono arrivato in un momento difficile e insieme all’aiuto della società abbiamo fatto questo percorso.

Io sto bene, ho una società forte.A fine anno parleremo, ma non ci saranno problemi a continuare questo percorso”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sangiuliano: “Gentile tra i più autorevoli studiosi del ‘900” -FOTOGALLERY

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(Adnkronos) – “Giovanni Gentile è stato riconosciuto da autorevoli studiosi uno tra i più importanti filosofi europei del Novecento, insieme a Benedetto Croce”.Lo ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, visitando oggi la mostra ‘Scendere per strada.

Giovanni Gentile tra cultura, istituzioni e politica’ (FOTOGALLERY) che aprirà al pubblico domani a Roma all’Istituto Centrale per la Grafica in via Poli al civico 54. “La sua è un’elaborazione teorica che offre ancora oggi spunti, dal richiamo al Risorgimento oppure come quando nel saggio postumo ‘Genesi e struttura della società italiana’ individuò il valore della comunità.La stessa scelta del titolo indica una visione: ‘Scendere in strada’ è un motto che lo stesso Gentile adoperò per esortare gli intellettuali a proporre la cultura tra la gente”.  All’anteprima erano presenti, tra gli altri, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, il sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti, il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, il presidente della Commissione Sanità, Lavoro e Affari Sociali del Senato, Franco Zaffini, il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, i deputati Alessandro Amorese e Ilaria Cavo, gli eredi della famiglia tra cui i due nipoti, il direttore Generale Educazione e Ricerca del MiC, Andrea De Pasquale, il direttore generale della Dg Creatività contemporanea del MiC, Angelo Piero Cappello, il direttore dell’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, Giuseppe Parlato, i presidenti di Cinecittà e Anica, Chiara Sbarigia e Francesco Rutelli, il produttore cinematografico e televisivo, Pietro Valsecchi. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Design Week, a Milano la circularity di Iqos al centro dell’installazione-evento

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(Adnkronos) –
Iqos torna alla Milano design week e nella lounge realizzata per l’occasione racconta alla sua community di users il nuovo programma di economia circolare.Gli ambienti della lounge, situata in Via Tortona 31, ospitano infatti dal 15 al 21 aprile un’installazione dedicata a Rec, il progetto di riciclo di Philip Morris Italia totalmente dedicato ad Iqos, il prodotto a tabacco riscaldato con oltre 2 milioni di utilizzatori in Italia, e al riscaldatore di tabacco Lil.  Le pareti della lounge vengono inoltre progressivamente arricchite, con il trascorrere delle ore e per l’intera manifestazione, da motivi grafici a linea continua che esprimono il mutamento incessante della materia e la centralità del programma di economia circolare dedicato ad Iqos e Lil. Il progetto Rec punta a riciclare entro il 2024 fino a 500mila rifiuti di dispositivi Iqos e Lil, con un obiettivo di recupero in media di oltre l’80% delle materie prime presenti nei device, tra cui materiali plastici e metallici, magneti, batterie agli ioni di litio e circuiti.

Gli Iqos users che visitano la lounge durante la Milano design week possono contribuire all’obiettivo di Rec scegliendo di lasciare i propri dispositivi Iqos e Lil che non usano più, affinché possano essere recuperate le materie prime, trasformando così i rifiuti in risorsa, in un’ottica di circolarità. “La speciale cornice di pubblico della Milano design week rappresenta un’occasione preziosa per presentare il nostro programma di economia circolare -commenta Gianluca Iannelli, head of smoke-free products di Philip Morris Italia-.Oltre alla presentazione di Rec, un progetto molto importante nel riciclo dei rifiuti dei dispositivi a tabacco riscaldato Iqos e Lil, oggi questa visione si arricchisce con l’attivazione di Iqos Refreshed, un’iniziativa che ha l’obiettivo di dare una seconda vita ai dispositivi Iqos Iluma, contribuendo a ridurre la creazione di rifiuti”. Presso la Iqos lounge, infatti, gli Iqos users possono acquistare in anteprima nazionale i primi 200 dispositivi Iqos Iluma destinati al mercato italiano della linea ‘Iqos Refreshed’, l’usato premium di Iqos.

I dispositivi di questa linea, dopo essere stati restituiti da precedenti utilizzatori, vengono ispezionati, puliti, sanificati e testati, il firmware viene aggiornato e, se necessario, le componenti funzionali ed estetiche e la batteria vengono sostituite.Questi dispositivi saranno venduti esclusivamente in questa occasione in una particolare box, insieme a una speciale cover numerata in edizione limitata.  Gli Iqos users potranno inoltre scoprire le esclusive iniziative Iqos pensate per la Milano design week, tra cui gli accessori resi unici dai peculiari motivi grafici realizzati in esclusiva per la manifestazione e apposti a mano dal collettivo Amano Lab.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emofilia, Cassone (FedEmo): “I nostri dati siano gestiti in modo adeguato”

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(Adnkronos) – “Vogliamo che i nostri dati vengano raccolti e gestiti nella maniera adeguata, affinché si possa fare programmazione sanitaria seria e investire in questa patologia.L’appello lo rivolgiamo a coloro che abbiamo invitato a questa giornata: l’Istituto superiore di sanità, il ministero della Salute e il Cnel”.

Sono queste le parole di Cristina Cassone, presidente Federazione delle associazioni emofilici (FedEmo), nell’ambito del convegno ‘Io conto!Mec: il registro di patologia e i dati sanitari, fondamentali strumenti di conoscenza e programmazione’, promosso in occasione della XX Giornata mondiale dell’emofilia che si celebra il 17 aprile. “E’ un compleanno importante per noi: festeggiamo un ventennio spegnendo questa candelina con molto entusiasmo – evidenzia Cassone – perché i temi che abbiamo trattato negli anni sono diversi, ma si riassumono tutti nel tema di oggi.

Lo slogan è ‘Contaci’, che ha un significato doppio per noi: non solo a livello numerico, ma anche a livello di importanza della patologia.Noi vogliamo focalizzare la nostra attenzione sull’importanza della raccolta dei nostri dati all’interno di un registro di patologia che già esiste dal 2017 presso l’Iss.

Questo registro è un registro Mec e vorremmo che le Regioni e i centri si impegnassero di più affinché questi dati confluissero all’interno di questo registro”.Non è un solo “un registro che censisce i pazienti – precisa – ma è un registro anche epidemiologico, che raccoglie quindi dei dati importanti sia per gli studi scientifici sia per fare programmazione e organizzazione sanitaria”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Riva (Cnel): “Senza dati sui pazienti emofilici non si ottiene nulla”

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(Adnkronos) – “La raccolta di dati è essenziale per programmare tutto ciò che è la spesa sanitaria e investire i soldi che lo Stato mette a disposizione del cittadino.Senza dati non si può far nulla”.

E’ il commento di Francesco Riva, consigliere del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), nell’ambito del convegno ‘Io conto!Mec: il registro di patologia e i dati sanitari, fondamentali strumenti di conoscenza e programmazione’, promosso da FedEmo in occasione della XX Giornata mondiale dell’emofilia che si celebra in tutto il mondo il 17 aprile. “Il Cnel, come organo consultivo dello Stato – ha sottolineato – può attivare delle audizioni in cui andare a coordinare questo tipo di attività.

Il nostro presidente Brunetta è sempre dell’idea che senza dati non si può ottenere nulla”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata mondiale emofilia, FedEmo: “Dati dei pazienti nel registro Mec”

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(Adnkronos) – I dati sanitari contenuti nel registro malattie emorragiche congenite (Mec) dell’Istituto superiore di sanità (Iss) vanno incentivati, valorizzati e diffusi perché sono uno strumento indispensabile per garantire una programmazione sanitaria efficace ed efficiente, che va a riflettersi in maniera diretta sull’assistenza e i servizi forniti ai pazienti.E’ l’appello di FedEmo in vista della XX Giornata mondiale dell’emofilia che si celebra in tutto il mondo il 17 aprile, lanciato in occasione del convegno ‘Io conto!

Mec: il registro di patologia e i dati sanitari, fondamentali strumenti di conoscenza e programmazione’, organizzato oggi a Roma. L’emofilia è una patologia genetica rara caratterizzata dall’incapacità di produrre un adeguato livello di alcuni fattori della coagulazione del sangue.Nella persona colpita, una semplice emorragia può diventare un evento estremamente pericoloso.

Nel mondo si stimano circa 400mila persone con questa patologia, 4mila solo in Italia.Secondo l’ultimo rapporto dell’Iss sulle coagulopatie congenite del 2022, i pazienti sono in totale 9.784: circa il 30% con emofilia A; 28,6% con malattia di von Willebrand; 7,2% con emofilia B; 34,1% con carenze di altri fattori.  La Giornata dell’emofilia quest’anno vuole richiamare l’attenzione di istituzioni, dirigenze sanitarie, clinici, pazienti e in generale dell’opinione pubblica sull’importanza dei dati contenuti nel registro di patologia per le Mec – uno dei 15 registri ufficiali di patologia attualmente attivi in Italia – rispetto alla programmazione sanitaria, al sostegno alla ricerca e ad una ottimale ed efficiente gestione dell’assistenza ai pazienti.

Se opportunamente analizzati, integrati con quelli del fascicolo sanitario elettronico e approfonditi, i dati del registro Mec – si legge in una nota – consentirebbero di orientare in modo lineare i programmi di assistenza e darebbero un significativo contributo nella formulazione di strumenti operativi, come i Pdta (Percorsi diagnostico terapeutico assistenziali) regionali di patologia. “Come FedEmo rivolgiamo un appello urgente alle istituzioni affinché si attivino, ciascuna alliinterno della propria specifica sfera di competenza – afferma Cristina Cassone, presidente FedEmo – per far sì che i dati sanitari dei pazienti italiani affetti da Mec, raccolti dai numerosi centri di cura del Paese, possano confluire in maniera fluida e completa nel registro di patologia delle Mec detenuto dall’Iss”.  Decreti e procedure regionali particolarmente rigide, una scarsa ottimizzazione e uniformità dei sistemi informatici coinvolti nel processo, infatti, sono tutte difficoltà oggettive che incontra l’Iss nella raccolta dei dati provenienti dai centri emofilia, impedendo la fluidità del processo. “Finora la rispondenza dei centri per la diagnosi e cura dell’emofilia è stata buona – spiega Romano Arcieri dell’Iss – anche se ultimamente c’è stata una leggera flessione nelle percentuali di copertura di alcune regioni.Negli ultimi mesi l’Iss si è attivato, con la collaborazione dell’Aice (Associazione italiana centri emofilia), per prendere in carico un nuovo applicativo, ideato appositamente per la raccolta dei dati sulle Mec, da mettere a disposizione dei centri e delle regioni.

Questo passaggio non si è ancora concluso, ma confidiamo di portalo a termine in breve tempo”. Come chiarisce Rita Carlotta Santoro, presidente Aice, “allo stato attuale i dati dei pazienti vengono trasmessi all’Iss, in forma anonima”, annualmente su richiesta dell’istituto, “per quanto riguarda sia i dati epidemiologici che quelli di trattamento.L’invio dei dati avviene dai singoli centri emofilia, ma non da tutti, verso l’Iss.

In alcuni casi vengono inviati dalle Regioni, ma anche in questo caso non da tutte.Ci sono ad esempio Regioni che, pur avendo ottimi registri di patologia, non inviano i dati all’Iss.

Il problema è che essendoci modalità diverse di invio dei dati, non costanti e non uniformi, molti vanno dispersi”.Sono molti i vantaggi di poter avere un quadro preciso dei numeri e delle macro-caratteristiche dei pazienti: una razionalizzazione dei costi e una programmazione dei servizi a misura delle reali necessità dei pazienti.

Senza trascurare le importanti e positive ricadute sull’utilizzo di strumenti essenziali di programmazione sanitaria quali i Pdta che, nel caso delle Mec, sono ancora assenti in molte regioni.In particolare, “in futuro il registro potrebbe rivelarsi uno strumento utile per rispondere alle nuove esigenze e ai nuovi scenari di gestione delle patologie attraverso anche le nuove tecnologie – osserva Arcieri – come la telemedicina, che permetterebbe il monitoraggio a distanza delle condizioni cliniche del paziente, secondo criteri che garantiscano la continuità assistenziale e terapeutica”. A livello istituzionale “il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), la terza camera dello Stato, oltre alla sua funzione consultiva – conclude Francesco Riva del Cnel – può esercitare una spinta propulsiva, proponendo audizioni e organizzando progettualità, in questo caso con Iss, Aice e FedEmo, fino ad aprire un tavolo di consultazioni con le Regioni e sperabilmente sottoporre i risultati anche ad Hera, l’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Virus B scimmie, i dati: qualche centinaio di casi umani e 1 contagio uomo-uomo

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(Adnkronos) –
“Sono qualche centinaio”, ma “nessuno in Italia,” i casi umani di virus B trasmesso dalle scimmie registrati a livello globale da quando questo patogeno è noto.Infezioni documentate “dagli anni Trenta del secolo scorso a oggi, quindi nell’arco di quasi un secolo”.

Lo spiega all’Adnkronos Salute Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), mentre i riflettori delle cronache si sono riaccesi sull’Herpesvirus simiae che a Hong Kong ha colpito un 37enne attaccato durante un’escursione in un parco.  “Nella storia di questa infezione – sottolinea lo specialista, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all’università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili – è stato documentato anche un caso di trasmissione del virus da uomo a uomo, soltanto uno”.Se quindi “la trasmissione scimmia-uomo” del virus ‘Monkey B’ “è ormai è chiara” ed è legata a morsi o graffi da parte di primati infetti, almeno “virtualmente – precisa Caruso – è possibile anche una trasmissione uomo-uomo”.

Come? “Probabilmente, è l’ipotesi, sempre attraverso lo scambio di fluidi infetti, tramite tagli o rapporti sessuali”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Infarto e ictus, microplastiche trovate nel sangue: lo studio

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(Adnkronos) – Le microplastiche sono davvero ovunque.Basta cercarle e aumentano le evidenze della loro presenza in diversi organi e tessuti umani, dalla placenta al latte materno, dal fegato e dai polmoni ai tessuti cardiaci.

E non solo.Non si trovano solo nelle arterie, ma anche nei trombi, formazioni solide costituite da componenti del sangue come piastrine, globuli rossi e bianchi e fibrina, che si formano nei vasi sanguigni o nelle cavità cardiache.

A documentare al loro interno notevoli concentrazioni di microplastiche è uno studio cinese, pubblicato su Lancet.  “Le microplastiche sembrano essere un problema molto più importante di quello che si pensi.Invece di berciare su inesistenti danni da vaccino, sarebbe il caso di affrontare una questione che non è per niente semplice da risolvere”, sottolinea Roberto Burioni, professore di virologia all’università Vita-Salute San Raffaele Milano, postando e commentando su X lo studio della Shantou University .  Per indagare sul potenziale impatto di queste sostanza sulla salute umana, in particolare sul sistema circolatorio, la ricerca è stata condotta con l’obiettivo di identificare, e quantificarne le concentrazioni, i tipi di polimeri e le proprietà fisiche delle microplastiche nei trombi umani prelevati chirurgicamente dalle arterie cerebrali, dalle coronarie e dalle vene profonde negli arti inferiori.

I ricercatori, inoltre, hanno valutato la potenziale associazione tra i livelli di microplastiche e la gravità della malattia. I campioni di trombi analizzati sono stati raccolti da 30 pazienti sottoposti a procedure di trombectomia dopo essere stati colpiti da ictus ischemico, infarto miocardico o trombosi venosa profonda.Ebbene, le microplastiche sono state rilevate, mediamente, nell’80% (24/30) dei trombi, con concentrazioni più alte in quelli prelevati dai pazienti che avevano avuto un infarto.

Nel dettaglio, sono stati trovati la poliammide 66 (Pa66), il cloruro di polivinile (Pvc) e il polietilene (Pe): quest’ultimo è il polimero più presente (53%).Ulteriori analisi hanno suggerito che concentrazioni più elevate di microplastiche possono essere associate a una maggiore gravità della malattia.

Per gli scienziati, dunque, “è urgentemente necessaria una nuova ricerca con un campione più ampio per identificare le fonti di esposizione e convalidare le tendenze osservate nello studio”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid, inchiesta mascherine: pm chiede condanna a 1 anno e 4 mesi per l’ex commissario Arcuri

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(Adnkronos) – La Procura di Roma ha chiesto una condanna a 1 anno e 4 mesi per l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, accusato di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla maxifornitura di mascherine provenienti dalla Cina nella prima fase dell’emergenza sanitaria.  I pm Fabrizio Tucci e Gennaro Varone hanno sollecitato inoltre una decina di rinvii a giudizio per gli altri imputati che hanno optato per il rito ordinario.Nell’inchiesta compare anche il nome dell’imprenditore Mario Benotti (poi deceduto), al quale veniva contestato il reato di traffico di influenze.

Benotti, secondo l’accusa “in concorso con altri, sfruttava le proprie relazioni personali e occulte con Arcuri, ex commissario per l’emergenza sanitaria, ottenendo che quest’ultimo assicurasse ai partner di Benotti un’esclusiva in via di fatto nell’intermediazione delle forniture di maschere chirurgiche e dispositivi di protezione individuali”.  Secondo l’accusa veniva così garantita “la facoltà di avere rapporto commerciale con la Pa senza assumere alcuna responsabilità sul risultato della propria azione e sulla validità delle forniture che procurava; la quasi totale esclusiva nella intermediazione di fatto delle forniture di mascherine chirurgiche e dpi importati dalla Cina”.L’inchiesta riguardava affidamenti per un valore di 1,25 miliardi per l’acquisto di oltre 800 milioni di mascherine, effettuate con l’intermediazione di alcune imprese italiane. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)