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Trasporti, Misiani: “Offrire alternative Tpl a chi non può permettersi auto elettrica”

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(Adnkronos) – ”Tutti a parole diciamo che il Traporto pubblico locale è strategico per Paese: è vero, ma dobbiamo essere più consapevoli che non c’è transizione verde senza sistema Tpl che funziona e cresce.Stiamo avviando un processo di decarbonizzazione del sistema del trasporto e chi non può perdere il reddito per acquistare un’auto elettrica, allora dobbiamo offrire una alternative alle limitazioni ambientali al traffico privato.

Senza il Tpl che funziona, interi pezzi della società saranno fuori dalla mobilità”.Lo sottolinea Antonio Misiani, vicepresidente Commissione Bilancio del Senato, in occasione del XVIII Convegno Nazionale di Asstra in corso a Roma. ”L’Europa non si può non occupare più dal 2026 di risorse comuni.

Anche dopo il 2026 saranno necessarie risorse europee per la transizione verde.Con le risorse statali non andiamo da nessuna parte.

Se in Europa andiamo in ordine sparso finisce il mercato unico e noi andiamo peggio degli altri.Le nuove infrastrutture fatte con il Pnrr dovremo mantenerle.

E si fa fatica a fare una stima di questi costi nel dibattito comune”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torna in tv Oscio ‘Il Santone’, nella 2a stagione sarà una donna

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(Adnkronos) – “Visto che non c’è più Enzo Baroni, il ‘santone’ della prima edizione, l’intento in questa seconda stagione era di avere il primo santone donna.Così come abbiamo un premier donna, che vince un po’ tutti i pregiudizi all’interno della comunità.

Un po’ una metafora di quello che succede nella politica e nella società”.Così, con un chiaro riferimento al premier Giorgia Meloni, il vignettista Federico Palmaroli presenta la seconda stagione di ‘Il Santone’, la serie tv in 8 episodi da 30 minuti ciascuno ispirata ad Osho, il celebre personaggio creato da Palmaroli, che sarà in onda da venerdì 19 aprile in esclusiva su Raiplay prodotta da Stand By Me in collaborazione con Rai Fiction. La nuova stagione ha come protagonista assoluta Carlotta Natoli nei panni di Teresa Baroni che, rimasta sola con la figlia Novella dopo la morte del marito – la ‘guida spirituale’ di Centocelle – diventa il nuovo guru.

Ma è una lotta ‘di quartiere’, perché a contendersi il titolo c’è ‘The Only Oscio’, un pseudosantone di origine napoletana interpretato da Francesco Paolantoni. “Gli attori sono la forza di questa commedia – dice Leonardo Ferrara di Rai Fiction – e dico grazie anche agli autori: abbiamo cambiato il team di scrittura, un gruppo di giovani che ha portato freschezza”.In questa serie “c’è stato tantissimo lo spirito Rai, una grandissima professionalità per sfruttare i mezzi dell’azienda al massimo delle potenzialità -dice la produttrice Simona Ercolani – Il cast è fantastico, così come la scelta di girare ‘invadendo’ Centocelle.

Gli abitanti del quartiere sono stati partecipi, solidali, ci hanno persino suggerito delle battute lungo la strada”.  Palmaroli, che è coautore della serie insieme a Valerio Vestoso, Alessandro Bosi, Mary Stella Brugiati, Serena Tateo e Simona Ercolani, è un profondo conoscitore di Roma, ed è riuscito ad esprimerne profondamente lo spirito, conosce la politica e quindi l’Italia. “Quindi -spiega Ercolani – nonostante la serie racconti un microcosmo, quello di un quartiere, ognuno di noi si può riconoscere in uno dei tanti personaggi”.Un parterre di personaggi ben caratterizzati – nel cast anche Rossella Brescia che presta il volto all’agente pugliese Jacqueline – che la regista Laura Muscardin descrive così: “Noi ci vogliamo bene, e questa cosa esce fuori.

I nostri personaggi non si prendono sul serio ma sono buoni, umani, non hanno quel lato perfido.E poi c’è la new entry delle donne, che in questa nuova edizione cercano di prendere il potere.

C’è uno scambio, c’è il sentirsi, l’ascoltarsi ed è un grande risultato. 
La periferia è al centro della storia: “La serie cambia il modo in cui le periferie vengono in genere raccontate -spiega ancora Palmaroli- e cioè rappresentando la criminalità.Noi raccontiamo una periferia diversa, le botteghe, le tradizioni, e questo secondo me, che sono un nostalgico, è molto importante che venga rappresentato”.

Il tema della necessità di avere un ‘guru’ da seguire è poi centrale nella fiction: “L’italiano è un po’ pigro, aspetta sempre che qualcuno arrivi e gli semplifichi la vita, è sempre alla ricerca di un leader – osserva Carlotta Natoli – Abbiamo sempre bisogno di una guida spirituale, ma alla fine chi è questa guida?E’ il singolo o il gruppo?

Questa è una serie corale, io adoro le serie corali, la coralità sta anche in una lotta comune, come quella degli abitanti di Centocelle”. Quando una donna va al potere “deve fare il doppio della fatica -aggiunge Carlotta Natoli- La ‘santona’ si porta dietro tutte le complicazioni della sua vita privata”.Tratto caratteristico della serie è anche la ‘romanità’ dei protagonisti, non celata ma anzi tradotta a punto di forza. “Io ci tengo molto alla romanità, ci credo, credo in quello spirito che ha il sorriso ma che è appassionato, non semplifica ma riesce a sintetizzare un universo in una battuta”, dice ancora la Natoli.  A concludere è Francesco Paolantoni: “Mi complimento per l’intuizione di avermi scelto, nessuno poteva essere così cialtrone professionista come me, lo sono nella vita è l’ho ufficializzato nella fiction”, scherza l’attore.

E sul bisogno di un guru a tutti i costi, chiosa: “La sensazione è che la gente senta l’esigenza di avere uno spirito guida, specialmente in questo momento in cui non abbiamo appigli, né sociali, né politici -dice Paolantoni – Ed è pericoloso, perché poi si può incontrare gente come me”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti, Gualtieri (Asstra): “Aziende hanno ruolo importante in sviluppo economico e dei territori”

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(Adnkronos) – “Parlare di mobilità sostenibile significa avere aziende in grado di affrontare cambiamenti tecnologici ed epocali.Il caso dell’azienda che presiedo ritengo possa essere importante perché in questi anni sono state fatte scelte di investimento nel ferro in altre forme di trasporto fra cui anche il trasporto di sharing portato avanti con l’obiettivo della sostenibilità.

Bologna è una delle città che ha scelto la strada della decarbonizzazione per il 2030 e questo ci ha portato a una scelta di un mix di tecnologie che va dall’elettrico al biometano all’idrogeno con un investimento anche molto importante”.Così la vicepresidente di Asstra e Ad di Tper di Bologna, Giuseppina Gualtieri, a margine del XVIII Convegno Nazionale di Asstra tenutosi a Roma. “I contratti di servizio – ha continuato l’Ad delegato di Tper di Bologna – hanno bisogno di essere chiari, flessibili e anche di una durata adeguata per poter realizzare gli investimenti.

Stiamo parlando di un settore fatto da imprese quindi di un servizio destinato a essere industriale, dunque abbiamo il compito di fare azienda e nello stesso tempo di portare quei risultati di sostenibilità e di qualità di servizio per i cittadini che sono fondamentali nello sviluppo della vita dei territori”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grillo parla a Bruxelles: “Io butto lì anche un sacco di str…”. Mezza sala si alza e se ne va

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(Adnkronos) – “Io butto lì anche un sacco di str….te, me ne rendo conto”.Il cofondatore del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo ha tagliato corto il suo intervento nel convegno sul reddito universale organizzato dal Movimento in una sala del Parlamento Europeo, a Bruxelles, quando una parte della platea si è alzata per uscire, mentre lui stava parlando da una ventina di minuti. “Navi container enormi, meno male che ci sono gli Houthi…” ha detto, ammettendo che si trattava di una “battutaccia”.   “Le cinque cose, è stato scritto dai malati terminali di tumore, che avresti cambiato nella vita: la prima che hanno scritto, tutti, è stata ‘avrei lavorato di meno, avrei letto di più, avrei coltivato le mie amicizie’ – stava dicendo Grillo, nella sala al terzo piano del Palazzo Altiero Spinelli prenotata dalle eurodeputate Sabrina Pignedoli e Laura Ferrara, che l’hanno accolto – che cosa volete fare della vostra vita?

Non si può lasciare la salute, tutte le cose in mano ai medici, in mano ai tecnici, in mano agli economisti.Ci vogliono degli antropologi, ci vogliono dei filosofi, ci vogliono delle persone, che ci possano illuminare su che cosa vogliamo noi: quanto vogliamo vivere…perché la povertà è un fatto esistenziale, a volte”.  “Se tu parli – ha continuato – io c’ho dei vecchi in campagna, dove abito io, che prendono 500 euro di pensione, giocano a bocce, hanno la legna, la casa, l’orto e basta….” continua.  A questo punto, decine di persone, sull’ala destra della sala, si sono alzate all’unisono, prendendo giacche, borse e soprabiti (a Bruxelles oggi fa decisamente fresco) e avviandosi verso l’uscita. “Dove andate ?

Oh?Ferma, ferma, finito, finito”, ha reagito Grillo. “E che c… – ha continuato, sollevando risate in sala – va bene, allora io vi saluto…”.  La sala gli ha regalato un applauso e lui si è fermato a fare qualche selfie con i suoi sostenitori.

Le tante persone che si sono alzate, ha spiegato poi Pignedoli, lo hanno fatto perché “dovevano prendere l’aereo”.In ogni caso, Grillo avrebbe avuto ancora pochi minuti per parlare, perché la sala era prenotata da altri a partire dalle 16. Grillo non andava a Bruxelles da anni.

Il rapporto del fondatore con il Movimento, in particolare alla luce delle sue posizioni in politica estera, è stato uno degli scogli principali nel dialogo tra gli eurodeputati pentastellati e il gruppo dei Verdi/Ale, dopo la separazione del Movimento dalla Casaleggio Associati.  “Le cinque cose, è stato scritto dai malati terminali di tumore, che avresti cambiato nella vita: la prima che hanno scritto, tutti, è stata ‘avrei lavorato di meno, avrei letto di più, avrei coltivato le mie amicizie’ – stava dicendo Grillo, nella sala al terzo piano del Palazzo Altiero Spinelli prenotata dalle eurodeputate Sabrina Pignedoli e Laura Ferrara, che l’hanno accolto – che cosa volete fare della vostra vita?Non si può lasciare la salute, tutte le cose in mano ai medici, in mano ai tecnici, in mano agli economisti.

Ci vogliono degli antropologi, ci vogliono dei filosofi, ci vogliono delle persone, che ci possano illuminare su che cosa vogliamo noi: quanto vogliamo vivere…perché la povertà è un fatto esistenziale, a volte”.  “Se tu parli – ha continuato – io c’ho dei vecchi in campagna, dove abito io, che prendono 500 euro di pensione, giocano a bocce, hanno la legna, la casa, l’orto e basta….” continua.  A questo punto, decine di persone, sull’ala destra della sala, si sono alzate all’unisono, prendendo giacche, borse e soprabiti (a Bruxelles oggi fa decisamente fresco) e avviandosi verso l’uscita. “Dove andate ?Oh?

Ferma, ferma, finito, finito”, ha reagito Grillo. “E che c… – ha continuato, sollevando risate in sala – va bene, allora io vi saluto…”.  La sala gli ha regalato un applauso e lui si è fermato a fare qualche selfie con i suoi sostenitori.Le tante persone che si sono alzate, ha spiegato poi Pignedoli, lo hanno fatto perché “dovevano prendere l’aereo”.

In ogni caso, Grillo avrebbe avuto ancora pochi minuti per parlare, perché la sala era prenotata da altri a partire dalle 16. Grillo non andava a Bruxelles da anni.Il rapporto del fondatore con il Movimento, in particolare alla luce delle sue posizioni in politica estera, è stato uno degli scogli principali nel dialogo tra gli eurodeputati pentastellati e il gruppo dei Verdi/Ale, dopo la separazione del Movimento dalla Casaleggio Associati. L’attuale leader del M5S Giuseppe Conte l’8 marzo 2023 spiegò a Bruxelles agli eurodeputati ecologisti, a porte chiuse, che Grillo ormai è solo “il fondatore”, che oramai è dedito al teatro e che non decide “la linea politica” del M5S.

Le sue rassicurazioni non bastarono a convincere i Verdi ad accoglierli nelle loro file: gli eurodeputati pentastellati sono da cinque anni nei Non Iscritti. L’intelligenza artificiale, continua Grillo, a oggi “non si sa cosa sia”, ma “secondo me modificherà l’atlante del mondo”.Nell’attesa di comprenderne gli effetti, aggiunge, “se in quel lasso di tempo non c’è un reddito per tutti sarà un disastro”. “Il sistema della crescita, il sistema del consumo è finito” dice il cofondatore del Movimento Cinque Stelle. “Stiamo facendo ristrutturazioni e trucchi a un cadavere”. “Avete fatto il burro euro, avete fatto lo spaghetto euro, ma il cittadino euro è ancora da fare.

Se non viene a votare il 50% delle persone di che cosa parliamo?” conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Dialuce (Enea): “Decarbonizzazione processo complesso ma strada obbligata”

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(Adnkronos) – “Oggi siamo qui per parlare di sostenibilità” riflettendo sul dove siamo “lungo il percorso di decarbonizzazione che si presenta estremamente complesso e che richiederà una serie di azioni congiunte per non lasciare indietro nessuno ma anche per preservare la competitività dei sistemi produttivi.Chiaramente la strada della decarbonizzazione è stata obbligata per tutti”.

Lo ha detto il presidente di Enea Gilberto Dialuce intervenendo all’appuntamento di Adnkronos Q&A ‘Le nuove strade della sostenibilità’ presso il Palazzo dell’Informazione.Per Dialuce “occorre uno sforzo notevole da prolungare nel corso degli anni facendo ricorso a tutte le possibili alternative, anche in ottica di neutralità tecnologica, quindi anche di economia circolare, elettrificazione dei consumi, oltre a un cambiamento di stile di vita anche da parte del consumatore che avrà un ruolo più consapevole in questo processo di transizione e di grande trasformazione del settore industriale”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Niente carcere per i giornalisti, ritirati gli emendamenti al ddl Diffamazione

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(Adnkronos) –
Ritirati degli emendamenti sul carcere per i giornalisti, presentati inizialmente dal relatore Gianni Berrino di Fdi. “Abbiamo fatto una riunione con i capigruppo della maggioranza, è stata ripetuta la volontà del ritiro di alcuni emendamenti che erano stati presentati dal senatore Berrino”, ha spiegato al termine di una breve riunione per fare il punto sulle varie questioni aperte del ddl Diffamazione, la presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno.  “Nei prossimi giorni ci saranno ulteriori approfondimenti degli emendamenti che sono stati presentati, c’è una grande coesione nella maggioranza, non ci sono attriti e non ci sono divisioni, c’era stato soltanto la presentazione di questi emendamenti che aveva suscitato un dibattito, ma che è stato assolutamente superato”, assicura la leghista.  L’idea della maggioranza è ora quella di perfezionare norme “su meccanismi che consentano di rispettare la legge, in particolare cercheremo di focalizzare l’attenzione sui titoli -i titoli ricordiamoci che a volte uccidono- e sulle rettifiche, quindi non ci sono assolutamente divisioni, fratture o litigi”, sono le parole della Bongiorno. “Siamo coesi e si dovrebbero avere i pareri del governo a breve”, aggiunge all’AdnKronos Erika Stefani, capogruppo leghista in Commissione.Al tavolo anche Pierantonio Zanettin, per Fi e Gianni Berrino per Fdi.

Prossimo round sul ddl domani mattina, anche se potrebbe esserci uno slittamento dei lavori della seconda Commissione in attesa dei pareri del governo sugli emendamenti restanti. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rogo Primavalle, il 16 aprile 1973 la morte dei fratelli Mattei

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(Adnkronos) –
Stefano e Virgilio Mattei hanno 10 e 22 anni quando uno scoppio violentissimo preannuncia l’incendio che avrebbe bruciato da lì a pochi istanti l’intero appartamento al 33 di via Bernardo di Bibbiena, nel quartiere Primavalle, portandosi via le loro giovanissime vite.E’ il 16 aprile 1973.

Alle 3.20 un gruppo di giovani di Potere Operaio sale fin su al terzo piano del lotto 15, scala D, per lasciare davanti alla porta di un appartamento una tanica di benzina con un innesco artigianale.Attivano la miccia e fuggono via.

Qualche secondo ed è storia.  L’appartamento è quello di un ex netturbino, Mario Mattei, segretario della sezione ‘Giarabub’ del Msi, Movimento sociale italiano, in via Svampa.Ha sei figli: quando si accorge dell’incendio, si getta giù da un balcone.

La moglie Anna e i due figli più piccoli, Antonella di 9 anni e Giampaolo di soli 3 anni, riescono a fuggire dalla porta principale quando il fuoco comincia a diffondersi.Lucia, di 15 anni, grazie al padre si cala nel balconcino del secondo piano e da lì si butta, presa al volo da Mattei già a terra nonostante le ustioni sul corpo.

Silvia, 19 anni, si getta dalla veranda della cucina e finisce sul marciapiede del cortile riportando la frattura di due costole e tre vertebre.Gli altri due figli, Virgilio di 22 anni, militante missino dei Volontari Nazionali, e il fratellino Stefano di 10 anni, invece, non riescono a gettarsi dalla finestra per scampare alle fiamme.

Intrappolati, riescono ad affacciarsi e provano a chiedere aiuto.Alcune foto dell’epoca ritraggono Virgilio proprio mentre, completamente annerito e con il volto già devastato dalle fiamme, cerca di gridare.

Muoiono bruciati vivi nel giro di pochi minuti.I vigili del fuoco li trovano carbonizzati e abbracciati vicino alla finestra che non erano riusciti a scavalcare.  Le indagini, affidate nell’aprile del 1973 al sostituto procuratore Domenico Sica, si indirizzano subito verso piste collegate all’area della sinistra extraparlamentare e, in particolare, verso gli esponenti dell’ala considerata più movimentista di Potere Operaio.

Il 18 aprile vengono spiccati tre mandati di arresto per i presunti responsabili: Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo.Mentre Lollo viene catturato quello stesso giorno, Clavo e Grillo riescono a sfuggire all’arresto e si danno alla latitanza, riparando in Svizzera.

Il 7 maggio, a sole tre settimane dall’attentato, l’inchiesta giudiziaria viene chiusa.Il giudice istruttore Amato formalizza le accuse nei confronti di Achille Lollo (in carcere), Marino Clavo e Manlio Grillo (ancora latitanti). In favore dei tre esponenti di Potere Operaio parte una campagna innocentista alla quale contribuiscono anche alcuni autorevoli personaggi della sinistra, tra cui Dario Fo e Franca Rame, che organizza una raccolta fondi per Achille Lollo.

Una controinchiesta del collettivo Potere operaio, poi rivelatasi un depistaggio a tutti gli effetti, tenta di attribuire la responsabilità della tragedia a una faida interna tra esponenti di destra. Il processo di primo grado inizia il 24 febbraio 1975, a quasi due anni dal rogo, con due degli imputati, Manlio Grillo e Marino Clavo, ancora latitanti, e il solo Achille Lollo in carcere.Si conclude in Corte d’Assise il 15 giugno 1975 con l’assoluzione per insufficienza di prove degli imputati dalle accuse di incendio doloso e omicidio colposo.

Achille Lollo, Marino Clavo, Manlio Grillo vengono condannati solo nel processo di appello bis.Ma, rilasciato in attesa di processo d’appello, Lollo fugge in Brasile e si sottrae alla cattura come già Manlio Grillo, rifugiatosi in Nicaragua, e Marino Clavo, tuttora non rintracciabile.

La conferma della condanna in Cassazione arriva il 13 ottobre 1987.Tuttavia, la pena viene dichiarata estinta dalla Corte d’assise d’appello di Roma per intervenuta prescrizione, su istanza del difensore di Marino Clavo.  
Nel 2005 alcune interviste clamorose portano a una riapertura dei fascicoli.

In una di queste Achille Lollo ammette la colpevolezza propria e degli altri due condannati, aggiungendo che a partecipare all’attentato furono in sei, i tre condannati più Paolo Gaeta, Diana Perrone (figlia dell’editore Ferdinando) e Elisabetta Lecco, ammettendo inoltre di aver ricevuto aiuti dall’organizzazione per fuggire.Come lui, il 17 febbraio anche Manlio Grillo ammette per la prima volta la propria responsabilità e di aver ricevuto aiuti dall’organizzazione per fuggire.  La procura di Roma riapre quindi il caso: parte un procedimento contro Gaeta, Perrone, Lecco (Primavalle-bis), e un’inchiesta contro Lanfranco Pace, Valerio Morucci e Franco Piperno (Primavalle-ter) sulla base di una denuncia della famiglia Mattei che li indica quali mandanti dell’attentato.

Il procedimento Primavalle-bis, già chiuso nel 2010 per impossibilità di procedere, viene definitivamente archiviato nel 2011 a causa dell’assenza di trattati per rogatorie internazionali con il Nicaragua e il Brasile (Lollo, morto nel 2021, rientra in Italia solo nel 2011, dopo la prescrizione e l’archiviazione).Il Primavalle-ter viene invece sospeso, a causa dell’anomalia giuridica delle precedenti condanne per omicidio colposo e incendio.

Ad oggi, 51 anni dopo, il rogo di Primavalle resta ancora impunito.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Palou de Comasema (Merck Italia): “Importante dialogo fra generazioni”

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(Adnkronos) – “In un progetto di questo tipo è fondamentale la presenza di tutte le generazioni: prima di tutto dobbiamo capire la differente prospettiva delle diverse generazioni circa il concetto di salute.Secondo la percezione della generazione senior, la salute è solamente fisica, mentre per le nuove generazioni la salute è anche mentale.

Questa percezione deve aiutare l’industria farmaceutica Merck a sviluppare le innovazioni.Noi abbiamo quattro diverse generazioni da integrare, ma prima dobbiamo capirne le diverse prospettive”.

Così Ramon Palou de Comasema, presidente e amministratore delegato healthcare di Merck Italia, ieri a Roma, nel corso di del convegno ‘Emerging healthcare trends.A closer look across generations’ che ha visto la presentazione della ricerca realizzata dalla Luiss in collaborazione con Merck Italia che ha fotografato l’evoluzione del concetto di salute nelle generazioni italiane. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Costabile (Luiss X.Ite): “Cambia il concetto di salute in base alle generazioni”

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(Adnkronos) – “L’età incide sulle diverse dimensioni della salute.Le generazioni più avanti negli anni sono maggiormente sensibili alla salute fisica, relativamente meno le nuove generazioni.

La salute mentale è sempre più sociale, relazionale, strettamente interconnessa con concetti come il benessere familiare e professionale.La sensibilità tra le generazioni cambia, così come cambia il mix tra cura e attenzione.

Su tutto questo gioca un ruolo fondamentale la diffusione delle tecnologie, non tanto quelle legate al mondo della scienza, quanto quelle di consumo, che aiutano i singoli a prendersi più cura di se stessi”.Lo ha detto Michele Costabile, direttore Centro di ricerca Luiss X.Ite, ieri a Roma, in occasione del convegno ‘Emerging healthcare trends.

A closer look across generations’, nel corso del quale sono stati presentati i dati della ricerca realizzata dalla Luiss (Centro di Ricerca Luiss – X.ite su tecnologie e comportamenti di mercato), in collaborazione con Merck Italia. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Camerano (Cdp): “E’ sempre più al centro della nostra azione”

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(Adnkronos) – “Oggi l’approccio alla sostenibilità si sta orientando verso la giusta direzione, anche grazie al ruolo assunto dalle istituzioni pur se la sfida più grande spetta alle imprese, chiamate al cambiamento più significativo, soprattutto se si pensa a quelle di più ridotte dimensioni”.Così la Responsabile Scenari Economici di Cassa Depositi e Prestiti, Simona Camerano, intervenendo al convegno “Le nuove strade della sostenibilità” organizzato da Adnkronos.

Camerano ha spiegato come Cdp abbia “messo la sostenibilità al centro della sua azione in modo sempre più deciso, a partire da un modello operativo improntato su policy che promuovono interventi in settori ad alto valore aggiunto sul fronte della sostenibilità, cosi da indirizzare le risorse verso ciò che ha maggiore impatto”.  La sostenibilità, ha sottolineato Camerano, pone “obiettivi sfidanti anche dal punto di vista delle risorse necessarie per fare gli investimenti che servono, ecco che oltre alle risorse pubbliche c’è bisogno di quelle private”.  Al riguardo, Camerano ha ricordato come Cdp sia attiva nel campo della sostenibilità anche se si guarda all’attività di raccolta, grazie alla leva delle cosiddette emissioni green. “C’è una maggiore consapevolezza – ha aggiunto – sulla necessità di intraprendere questo percorso di sviluppo sostenibile, ci sono delle regole.Anche la finanza è molto più attenta al clima e all’ambiente.

Il passo maggiore spetta adesso alle imprese che sono quelle che devono fare gli investimenti e accompagnare e guidare il cambio di paradigma.Gli elementi ci sono: chiaramente è una sfida importante che presuppone una quantità significativa di investimenti, quindi risorse, capacità progettuale e cambio culturale”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Draghi, il discorso integrale: come deve cambiare l’Ue

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(Adnkronos) –
Mario Draghi intervenuto oggi, 16 aprile, a La Hulpe a una conferenza europea di alto livello organizzata dalla presidenza belga del Consiglio Ue, rilanciando il tema della competitività, richiama alla necessità di un cambiamento radicale dell’Unione europea nello spirito dei padri fondatori.Di seguito il discorso integrale dell’ex presidente del Consiglio.  Buongiorno a tutti.

In un certo senso questa è la prima volta che ho l’opportunità di iniziare a condividere con voi come si stanno delineando la struttura e la filosofia di quello che sarà il mio rapporto.Per molto tempo la competitività è stata una questione controversa per l’Europa.

Nel 1994, il futuro economista premio Nobel Paul Krugman definì l’attenzione alla competitività una “pericolosa ossessione”. La sua tesi era che la crescita a lungo termine deriva dall’aumento della produttività, che avvantaggia tutti, piuttosto che dal tentativo di migliorare la propria posizione relativa rispetto agli altri e acquisire la loro quota di crescita.L’approccio adottato nei confronti della competitività in Europa dopo la crisi del debito sovrano sembrava dimostrare la sua tesi.

Abbiamo perseguito una strategia deliberata volta a ridurre i costi salariali gli uni rispetto agli altri e, combinando ciò con una politica fiscale prociclica, l’effetto netto è stato solo quello di indebolire la nostra domanda interna e minare il nostro modello sociale. 
Ma la questione fondamentale non è che la competitività sia un concetto errato.Il fatto è che l’Europa ha avuto un focus sbagliato.

Ci siamo rivolti verso l’interno, vedendo i nostri concorrenti tra di noi, anche in settori come la difesa e l’energia in cui abbiamo profondi interessi comuni.Allo stesso tempo, non abbiamo guardato abbastanza verso l’esterno: con una bilancia commerciale positiva, dopo tutto, non abbiamo prestato sufficiente attenzione alla nostra competitività all’estero come una seria questione politica.

In un ambiente internazionale favorevole, abbiamo confidato nella parità di condizioni globale e nell’ordine internazionale basato su regole, aspettandoci che altri facessero lo stesso.Ma ora il mondo sta cambiando rapidamente e ci ha colto di sorpresa.

Ancora più importante, altre regioni non rispettano più le regole e stanno elaborando attivamente politiche per migliorare la loro posizione competitiva.Nella migliore delle ipotesi, queste politiche sono progettate per reindirizzare gli investimenti verso le loro economie a scapito delle nostre; e, nel peggiore dei casi, sono progettati per renderci permanentemente dipendenti da loro. 
La Cina, ad esempio, mira a catturare e internalizzare tutte le parti della catena di approvvigionamento di tecnologie verdi e avanzate e sta garantendo l’accesso alle risorse necessarie.

Questa rapida espansione dell’offerta sta portando a un significativo eccesso di capacità in molteplici settori e minacciando di indebolire le nostre industrie.Gli Stati Uniti, da parte loro, stanno utilizzando una politica industriale su larga scala per attrarre capacità manifatturiere nazionali di alto valore all’interno dei propri confini – compresa quella delle aziende europee – mentre utilizzano il protezionismo per escludere i concorrenti e dispiegano il proprio potere geopolitico per riorientare e proteggere catene di approvvigionamento.

Non abbiamo mai avuto un “accordo industriale” equivalente a livello UE, anche se la Commissione ha fatto tutto ciò che era in suo potere per colmare questa lacuna.Pertanto, nonostante una serie di iniziative positive in corso, manca ancora una strategia generale su come rispondere in molteplici aree. Ci manca una strategia su come tenere il passo in una corsa sempre più spietata per la leadership nelle nuove tecnologie.

Oggi investiamo meno in tecnologie digitali e avanzate rispetto a Stati Uniti e Cina, anche per la difesa, e abbiamo solo quattro attori tecnologici europei globali tra i primi 50 a livello mondiale.Manca una strategia su come proteggere le nostre industrie tradizionali da un terreno di gioco globale ineguale causato da asimmetrie nelle normative, nei sussidi e nelle politiche commerciali.

Un esempio calzante è rappresentato dalle industrie ad alta intensità energetica.In altre regioni, queste industrie non solo devono far fronte a costi energetici più bassi, ma devono anche far fronte a un minore onere normativo e, in alcuni casi, ricevono massicci sussidi che minacciano direttamente la capacità delle aziende europee di competere.

Senza azioni politiche strategicamente progettate e coordinate, è logico che alcune delle nostre industrie ridurranno la capacità produttiva o si trasferiranno al di fuori dell’Ue. E ci manca una strategia per garantire di avere le risorse e gli input di cui abbiamo bisogno per realizzare le nostre ambizioni senza aumentare le nostre dipendenze.Abbiamo giustamente un’agenda climatica ambiziosa in Europa e obiettivi ambiziosi per i veicoli elettrici.

Ma in un mondo in cui i nostri rivali controllano molte delle risorse di cui abbiamo bisogno, tale agenda deve essere combinata con un piano per proteggere la nostra catena di approvvigionamento, dai minerali critici alle batterie fino alle infrastrutture di ricarica.La nostra risposta è stata limitata perché la nostra organizzazione, il processo decisionale e i finanziamenti sono progettati per “il mondo di ieri”: pre-Covid, pre-Ucraina, pre-conflagrazione in Medio Oriente, prima del ritorno della rivalità tra grandi potenze. 
Ma abbiamo bisogno di un’UE adatta al mondo di oggi e di domani.

E quindi quello che propongo nella relazione che il Presidente della Commissione mi ha chiesto di preparare è un cambiamento radicale, perché è ciò di cui abbiamo bisogno.In definitiva, dovremo realizzare la trasformazione dell’intera economia europea.

Dobbiamo poter contare su sistemi energetici decarbonizzati e indipendenti; un sistema di difesa integrato e adeguato basato sull’UE; manifattura nazionale nei settori più innovativi e in rapida crescita; e una posizione di leadership nel deep-tech e nel digitale.Ma poiché i nostri concorrenti si muovono velocemente, dobbiamo anche valutare le priorità.

Sono necessarie azioni immediate nei settori con la maggiore esposizione alle sfide verdi, digitali e di sicurezza.Nella mia relazione ci concentriamo su dieci di questi macrosettori dell’economia europea. 
Ogni settore richiede riforme e strumenti specifici.

Tuttavia, nella nostra analisi emergono tre filoni comuni per gli interventi politici.Il primo filo conduttore è consentire la scalabilità.

I nostri principali concorrenti stanno approfittando del fatto di essere economie di dimensioni continentali per generare scala, aumentare gli investimenti e conquistare quote di mercato per i settori in cui conta di più.In Europa abbiamo lo stesso vantaggio in termini di dimensioni naturali, ma la frammentazione ci frena.

Nel settore della difesa, ad esempio, la mancanza di scala sta ostacolando lo sviluppo della capacità industriale europea, un problema riconosciuto nella recente Strategia europea per l’industria della difesa. I primi cinque operatori negli Stati Uniti rappresentano l’80% del suo mercato più ampio, mentre in Europa ne costituiscono il 45%.Questa differenza deriva in gran parte dal fatto che la spesa per la difesa dell’UE è frammentata.

I governi non appaltano molto insieme – gli appalti collaborativi rappresentano meno del 20% della spesa – e non si concentrano abbastanza sul nostro mercato: quasi l’80% degli appalti negli ultimi due anni proviene da paesi extra-UE.Per soddisfare le nuove esigenze di difesa e sicurezza, dobbiamo intensificare gli appalti congiunti, aumentare il coordinamento della nostra spesa e l’interoperabilità delle nostre attrezzature e ridurre sostanzialmente le nostre dipendenze internazionali. Un altro esempio in cui non stiamo sfruttando la scala è quello delle telecomunicazioni.

Abbiamo un mercato di circa 450 milioni di consumatori nell’UE, ma gli investimenti pro capite sono la metà di quelli degli Stati Uniti e siamo in ritardo nella diffusione del 5G e della fibra.Uno dei motivi di questo divario è che in Europa abbiamo 34 gruppi di reti mobili – e questa è una stima prudente, in realtà ne abbiamo molti di più – che spesso operano su scala nazionale, contro tre negli Stati Uniti e quattro in Cina. 
Per produrre maggiori investimenti, dobbiamo razionalizzare e armonizzare ulteriormente le normative sulle telecomunicazioni tra gli Stati membri e sostenere, non ostacolare, il consolidamento.

E le dimensioni sono cruciali, in modo diverso, anche per le giovani aziende che generano le idee più innovative.Il loro modello di business dipende dalla capacità di crescere rapidamente e commercializzare le proprie idee, il che a sua volta richiede un ampio mercato interno.

E la scala è essenziale anche per lo sviluppo di farmaci nuovi e innovativi, attraverso la standardizzazione dei dati dei pazienti dell’UE e l’uso dell’intelligenza artificiale, che ha bisogno di tutta questa ricchezza di dati di cui disponiamo, se solo potessero essere standardizzati.In Europa siamo tradizionalmente molto forti nella ricerca, ma non riusciamo a portare l’innovazione sul mercato e a migliorarlo.

Potremmo affrontare questo ostacolo, tra le altre cose, rivedendo l’attuale regolamentazione prudenziale sui prestiti bancari e istituendo un nuovo regime normativo comune per le start-up nel settore tecnologico. 
Il secondo filone riguarda la fornitura di beni pubblici.Laddove ci sono investimenti da cui tutti beneficiamo, ma che nessun paese può portare a termine da solo, abbiamo validi motivi per agire insieme, altrimenti non forniremo risultati adeguati rispetto alle nostre esigenze: non forniremo risultati soddisfacenti in termini di clima, ad esempio nella difesa, e anche in altri settori.

Nell’economia europea esistono diversi punti di strozzatura in cui la mancanza di coordinamento fa sì che gli investimenti siano inefficienti.Le reti energetiche, e in particolare le interconnessioni, ne sono un esempio.

Si tratta di un chiaro bene pubblico, poiché un mercato energetico integrato ridurrebbe i costi energetici per le nostre aziende e ci renderebbe più resilienti di fronte alle crisi future – un obiettivo che la Commissione sta perseguendo nel contesto di REPowerEU.Ma le interconnessioni richiedono decisioni sulla pianificazione, sul finanziamento, sull’approvvigionamento di materiali e sulla governance che sono difficili da coordinare – e quindi non saremo in grado di costruire una vera Unione dell’energia se non raggiungiamo un approccio comune. Un altro esempio è la nostra infrastruttura di supercalcolo.

L’UE dispone di una rete pubblica di computer ad alte prestazioni (HPC) di livello mondiale, ma le ricadute sul settore privato sono attualmente molto, molto limitate.Questa rete potrebbe essere utilizzata dal settore privato – ad esempio startup di intelligenza artificiale e PMI – e in cambio, i benefici finanziari ricevuti potrebbero essere reinvestiti per aggiornare gli HPC e sostenere l’espansione del cloud nell’UE.

Una volta identificati questi beni pubblici, dobbiamo anche darci i mezzi per finanziarli.Il settore pubblico ha un ruolo importante da svolgere, e ho già parlato in precedenza di come possiamo utilizzare meglio la capacità di prestito congiunta dell’UE, soprattutto in settori – come la difesa – in cui la spesa frammentata riduce la nostra efficacia complessiva.

Ma la maggior parte del gap di investimenti dovrà essere coperto da investimenti privati.L’UE dispone di risparmi privati molto elevati, ma sono per lo più incanalati nei depositi bancari e non finiscono per finanziare la crescita come potrebbero in un mercato dei capitali più ampio.

Questo è il motivo per cui il progresso dell’Unione dei mercati dei capitali (UMC) è una parte indispensabile della strategia complessiva per la competitività. 
Il terzo filo conduttore è garantire la fornitura di risorse e input essenziali.Se vogliamo realizzare le nostre ambizioni climatiche senza aumentare la nostra dipendenza dai paesi su cui non possiamo più fare affidamento, abbiamo bisogno di una strategia globale che copra tutte le fasi della catena di approvvigionamento minerale fondamentale.

Attualmente stiamo in gran parte lasciando questo spazio agli attori privati, mentre altri governi guidano direttamente o coordinano fortemente l’intera catena.Abbiamo bisogno di una politica economica estera che offra lo stesso risultato alla nostra economia.

La Commissione ha già avviato questo processo con la legge sulle materie prime critiche, ma abbiamo bisogno di misure complementari per rendere i nostri obiettivi più tangibili.Ad esempio, potremmo prevedere una piattaforma europea dedicata ai minerali critici, principalmente per gli appalti congiunti, la sicurezza dell’approvvigionamento diversificato, la messa in comune, il finanziamento e lo stoccaggio. Un altro input cruciale che dobbiamo garantire – e questo è particolarmente importante per voi, parti sociali – è la nostra offerta di lavoratori qualificati.

Nell’UE, tre quarti delle aziende segnalano difficoltà nel reclutare dipendenti con le giuste competenze, mentre 28 occupazioni che rappresentano il 14% della nostra forza lavoro sono attualmente identificate come caratterizzate da carenza di manodopera.Con le società che invecchiano e gli atteggiamenti meno favorevoli nei confronti dell’immigrazione, avremo bisogno di trovare queste competenze internamente.

Molteplici parti interessate dovranno lavorare insieme per garantire la pertinenza delle competenze e definire percorsi flessibili di miglioramento delle competenze.Uno degli attori più importanti in questo senso sarete voi, le parti sociali.

Siete sempre stati fondamentali in tempi di cambiamento e l’Europa farà affidamento su di voi per contribuire ad adattare il nostro mercato del lavoro all’era digitale e dare maggiore potere ai nostri lavoratori.Questi tre filoni ci impongono di riflettere profondamente su come ci organizziamo, cosa vogliamo fare insieme e cosa vogliamo mantenere a livello nazionale.

Ma data l’urgenza della sfida che ci troviamo ad affrontare, non possiamo permetterci il lusso di ritardare le risposte a tutte queste importanti domande fino alla prossima modifica del Trattato. Per garantire la coerenza tra i diversi strumenti politici, dovremmo essere in grado di sviluppare ora un nuovo strumento strategico per il coordinamento delle politiche economiche.E se dovessimo scoprire che ciò non è fattibile, in casi specifici, dovremmo essere pronti a considerare di procedere con un sottoinsieme di Stati membri.

Ad esempio, una cooperazione rafforzata potrebbe essere una via da seguire per mobilitare gli investimenti.Ma di norma, credo che la coesione politica della nostra Unione richieda che agiamo insieme – possibilmente sempre.

E dobbiamo essere consapevoli che la stessa coesione politica è oggi minacciata dai cambiamenti nel resto del mondo.Ripristinare la nostra competitività non è qualcosa che possiamo raggiungere da soli, o solo battendoci a vicenda.

Ci impone di agire come Unione europea in un modo mai fatto prima.I nostri rivali ci stanno precedendo perché possono agire come un unico paese con un’unica strategia e allineare dietro di essa tutti gli strumenti e le politiche necessarie.

Se vogliamo eguagliarli, avremo bisogno di un rinnovato partenariato tra gli Stati membri – una ridefinizione della nostra Unione che non sia meno ambiziosa di quella che fecero i Padri Fondatori 70 anni fa con la creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Belve, oggi ospiti di Francesca Fagnani: Ilenia Pastorelli, Simona Ventura e Marcella Bella

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(Adnkronos) – Nella puntata di Belve in onda oggi, 16 aprile, alle 21.30 su Rai2, ospiti di Francesca Fagnani saranno Ilenia Pastorelli, Simona Ventura e Marcella Bella.  In puntata anche Claudia Gerini, ospite dello ‘spazio canoro’ di Belve.Torna anche Carmine Del Grosso nel surreale ruolo di “scaldatore di interviste”, che, come di consueto, si confronterà con delle Belve decisamente “underground”.  Infine, non potevano mancare le “Eterobasiche”, ovvero Valeria De Angelis e Maria Chiara Cicolani, le due ragazze romane scoperte da Belve che hanno conquistato il web con le loro mille sfumature di ‘maschi etero basici’.

E, ovviamente, la sigla di chiusura con tutti i fuori onda degli ospiti della puntata, diventato negli anni uno dei momenti più attesi dal pubblico di ‘Belve’. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diete vegetariana e vegana più sostenibili di mediterranea: indagine Altroconsumo

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(Adnkronos) – La dieta vegetariana e quella vegana generano un impatto minore sull’ambiente rispetto alla dieta mediterranea e sono anche maggiormente sostenibili sul piano economico, data l’esclusione di carne e pesce.Sono i principali risultati di un’indagine condotta da Altroconsumo sulla sostenibilità di tre diverse diete: mediterranea, vegetariana e vegana.

La dieta giusta – spiega una nota – può quindi prevenire malattie anziché curarle, ma anche ridurre il proprio impatto ambientale proprio consumando alimenti più sostenibili, valorizzando al massimo i prodotti vegetali e stagionali e riducendo il consumo di carne e di latticini, visto che la loro produzione genera una ingente quantità di gas serra.Secondo il rapporto delle Nazioni Unite di dicembre 2023, la filiera alimentate è infatti responsabile del 30% delle emissioni di gas serra e queste sono causate al 60% circa dai prodotti animali. Altroconsumo ha quindi chiesto a un nutrizionista di costituire tre diete equilibrate dal punto di vista nutrizionale per un individuo medio con un apporto calorico giornaliero di 2 mila kcal.

Sulla base degli alimenti e delle quantità fornite per ciascuna dieta, è stato calcolato il costo e l’impatto ambientale delle diete per poi metterle a confronto.Secondo le analisi condotte da Altroconsumo una persona adulta che segue la dieta mediterranea ogni settimana produce 15 kg di CO₂ equivalente, e consuma 19 mq di suolo e 1.880 litri di acqua.

La dieta vegana, invece, è quella che complessivamente ha il minor impatto ambientale.Infatti, pesa il 32% in meno di quella mediterranea e il 18% in meno di quella vegetariana.

Questo perché non prevede alimenti di origine animale e si basa sul consumo di cereali, legumi, verdura e frutta (fresca e secca), oli e bevande vegetali e semi.Infatti, una persona adulta che segue la dieta vegana ogni settimana produce 8 kg di CO₂ equivalente, consuma 15 mq di suolo e 1.810 litri di acqua. La dieta vegetariana, rispetto a quella vegana, che prevede anche uova e latticini, consuma però più acqua, anche rispetto alla dieta mediterranea, per la presenza di formaggi.

Infatti, un adulto che segue la dieta vegetariana ogni settimana produce 11 kg di CO₂ equivalente, 17 mq di suolo e 1.980 litri di acqua.Il regime alimentare più economico è quindi quello vegetariano.

Infatti, il costo settimanale della spesa vegetariana è di 53 euro circa.Meno di quanto spende chi segue la mediterranea che deve mettere in conto 63 euro circa a settimana, il 17% in più.

Per i vegani, il costo della spesa settimanale è simile a quella dei vegetariani, 54 euro, mentre quella mediterranea costa il 15,5% in più.I vegani spendono di più per le alternative vegetali alle proteine, prodotti che incidono per il 16% sulla spesa settimanale, oltre a frutta e verdura che rappresentano il 45% della spesa. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Energia, Besseghini (Arera): “Su mercato libero fondamentale comunicazione chiara”

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(Adnkronos) – Nel passaggio al mercato libero dell’energia elemento di fondamentale importanza è “che ci sia una comunicazione che arrivi in maniera molto chiara, diretta e semplice ai consumatori sulle offerte e sul sistema che stiamo attraversando”.Così il presidente di Arera, Stefano Besseghini, intervenendo in collegamento all’appuntamento di Adnkronos Q&A ‘Le nuove strade della sostenibilità’ presso il Palazzo dell’informazione.  “L’elemento che credo debba accumunare tutti noi che operiamo nel settore è cercare di identificare le linee di fondo della comunicazione.

Gli aspetti di attenzione ai prezzi sono legati alle nostre caratteristiche di mix energetico – continua – Ci sono diverse opportunità: penso alle Cer o ai gruppi di acquisto oppure ad altri meccanismi in cui l’offerta esplora il campo dei prezzi fissi che stanno tornando dopo il periodo di crisi in cui erano sostanzialmente spariti dal meccanismo di offerta.Questi sono tutti elementi su cui costruire un’informazione corretta.

Quando gli strumenti cambiano anche dal punto di vista del linguaggio è importante che l’informazione da parte istituzionale cerchi di attenersi agli elementi più semplici e didascalici possibili”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Arzà (Federchimica): “BioGpl e bioGnl carburanti gassosi già disponibili”

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(Adnkronos) – “Il bio GPL e il bio GNL sono due carburanti gassosi immediatamente disponibili per garantire la transizione energetica.Rappresentano un miglioramento sostanziale rispetto ai carburanti e combustibili tradizionali”.

Lo ha sottolineato Andrea Arzà, presidente Federchimica, Assogasliquidi, intervenendo al meeting Adnkronos ‘Le nuove strade della sostenibilità’ presso il Palazzo dell’Informazione.Questi due carburanti – ha ricordato – “possono essere impiegati nei veicoli esistenti e possono essere distribuiti in tutta l’infrastruttura che già disponiamo.

Noi in Italia abbiamo una rete di stazioni di servizio di oltre 4.300 punti che è la più grande in Europa e che può garantire, senza costi addizionali, questa transizione.Il bio GPL”, la versione biocarburante del gas, derivata interamente da fonti rinnovabili e “il bio GNL” il biometano liquido, “sono due sostituti eccellenti da un punto di vista ambientale dei rifiuti dell’industria agroalimentare”.  “I carburanti e i combustibili gassosi hanno la caratteristica di avere valori di emissioni di polveri sottili praticamente quasi uguali a zero – spiega Arzà – L’industria sta lavorando alla produzione di molecole che possono essere impiegate sia nel settore dei trasporti sia pubblici che privati, sia di traffico leggero che di traffico pesante.

Delle due nuove molecole di origine bio, il BioGpl, in Italia è già prodotto in due bioraffinerie di Eni e viene già distribuita.Questo è un valore molto importante perché, uno dei modi secondo noi significativi per non impattare sull’ambiente, è cominciare a non costruire nuove infrastrutture”. A proposito della mobilità elettrica “sorprende che l’Unione Europea – osserva – abbia pensato di emanare prima una direttiva che vincoli la possibilità dell’uso dei motori endotermici a partire dal 2035 e poi si sia preoccupato di fare una direttiva sulle materie prime e non il contrario.

Sarebbe stato molto più logico” fare diversamente, “ma, del resto, si deve tener conto dell’approccio fortemente ideologico, e molto poco pragmatico”.E’ fortunamente seguito “un passo in avanti con un cambiamento verso una neutralità tecnologica” perché “l primo approccio – conclude Arzà – era stato veramente molto esagerato”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fumo, sondaggio: per 74% europei divieti non frenano consumo e aumentano mercato nero

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(Adnkronos) – In Europa la popolazione ha un elevato livello di consapevolezza e di comprensione degli impatti che può avere il commercio illecito di tabacco e prodotti contenenti nicotina, ma il problema sembra essere sottovalutato.Secondo un sondaggio che la società di analisi Povaddo ha effettuato per Philip Morris International, coinvolgendo oltre 14mila cittadini di 13 Paesi europei tra cui l’Italia, il 74% degli intervistati è d’accordo sul fatto che il divieto di alcuni prodotti contenenti tabacco e nicotina non porterà effettivamente a una riduzione del loro consumo, ma potrebbe invece favorire la crescita del mercato nero.  Inoltre, il 65% ritiene che il commercio illegale di tabacco e prodotti contenenti nicotina possa minare gli sforzi per ridurre i tassi di fumo con conseguenze sulla sicurezza e la salute pubblica.  Sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato come alternative per i fumatori che non smettono, una maggiore informazione scientifica e un’Unione europea che valuti con più attenzione gli impatti della fiscalità sul comparto.

Sono i tre punti chiave che emergono dal sondaggio Per il 69% degli intervistati l’informazione è cruciale: deve essere fornita in modo accurato, mostrando le caratteristiche dei prodotti innovativi senza combustione rispetto alle sigarette.Un impegno però che non riguarda solo i produttori, ma anche le istituzioni, come evidenzia la percentuale pressoché identica (67%) di chi ritiene che i governi dovrebbero incoraggiare i fumatori adulti che continuano a fumare a passare a valide alternative senza combustione.

Per questo motivo, i prodotti in questione dovrebbero essere sottoposti a una regolamentazione diversa rispetto a quella in vigore per i prodotti da fumo tradizionali.C’è poi un 66% della popolazione adulta in Europa che è concorde sul fatto che organizzazioni come l’Unione europea e l’Organizzazione Mondiale della Sanità dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla riduzione del rischio, incoraggiando l’utilizzo di valide alternative. “Questi risultati dell’indagine suggeriscono che c’è uno divario tra politica e cittadinanza quando si tratta di politiche sul tabacco”, commenta il presidente di Povaddo, William Stewart. “L’approccio dell’Unione europea sembra più focalizzato su un obiettivo irrealistico, la completa eliminazione del consumo di nicotina, mentre la maggior parte dei rispondenti è aperta al concetto pragmatico di riduzione del rischio e a incoraggiare i fumatori a utilizzare valide alternative”, aggiunge Stewart.  “Con una politica fiscale adeguata sarebbe possibile favorire i fumatori che non hanno intenzione di smettere a valutare prodotti alternativi come le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato “.

Spiega, all’ Adnkronos, il presidente di Povaddo, William Stewart. “Oltre il 50% dei fumatori intervistati – ha infatti spiegato – sarebbe poco propenso a fare questo ‘switch’ tra sigarette classiche e prodotti alternativi innovativi se la tassazione fosse simile tra le due scelte”.Per cui, ha evidenziato, “è evidente che si debba parlare del ruolo che la politica fiscale può avere nel fare cambiare idea alle persone.

Senza incentivi non può avvenire”, ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Pichetto: “Transizione è opportunità per essere i primi”

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(Adnkronos) –
Come si tengono insieme sostenibilità e sviluppo economico? “Questa è la sfida.Si tratta di tenere i piedi per terra, di capire che quello che stiamo vivendo è un cambiamento epocale dettato da tanti fattori: cambiamento climatico, scelte a livello di Stati, scelte dovute all’appartenenza all’Ue e scelte dovute alle alleanze militari.

Tutto incide”.Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto intervenendo all’appuntamento di Adnkronos Q&A ‘Le nuove strade della sostenibilità’ presso il Palazzo dell’Informazione.  “Si tratta di dare indirizzi che facciano cogliere le opportunità.

La transizione ecologica, energetica non è qualcosa da cui difenderci: siamo un Paese trasformatore e dobbiamo coglierla come un’opportunità per essere i primi e avere il migliore prodotto”, aggiunge.  “Confido” in un approccio diverso dell’Europa, in vista anche del prossimo voto alle europee; “lo sbandamento ideologico se poteva essere giustificato prima del 2020 quando si pensava al 2050 e ci si poteva lanciare nei sogni non è stato più ammissibile quando si è tentato di regolare situazioni che facevano anche sorridere, se pensiamo che il gas non era nella tassonomia Ue, e lo stesso nucleare, o quando sono uscite le prime proposte sui fabbricati.Fortunatamente l’aria, verso il realismo, è già cambiata negli ultimi mesi anche in Commissione; lo abbiamo visto sulle case e sugli imballaggi”, spiega. A proposito della direttiva sulle case green “ho un gruppo di lavoro che sta studiando il quadro complessivo dello stato dei fabbricati in Italia.

Gruppo di lavoro che ha un mandato specifico: dare un tracciato del percorso da qui la 2050 per arrivare al punto zero e individuare quali sono le azioni fondamentili con una proposta di intervento dello Stato nel merito”.  “Lo sforzo è anche quello di rispettare la direttiva che dobbiamo recepire nel biennio; ci sono spazi di azione a livello di singole nazioni ma non dobbiamo pensare di essere solo sulla difesa, dobbiamo essere determinati nel raggiungere l’obiettivo.Un obiettivo che è più difficile per l’Italia rispetto ai Paesi del Nord Europa perché abbiamo oltre il 70% degli edifici con più di 70 anni e l’80% di italiani proprietari”, aggiunge. Il nucleare di nuova generazione “credo che sia il miglior modo per dare continuità e garanzia alla produzione di energia.

Oggi possiamo dire di aver superato il 40% del prelievo di gas che avevamo dalla Russia, lo abbiamo sostituito attivando tutti gli spazi possibili di fornitura.Tutto questo va ancora riequilibrato e deve avere integrazioni che sono Piombino, che è già in funzione, Ravenna, e se chiudiamo l’accordo con la nuova giunta della Sardegna, Porto Torres – dice Pichetto – questo mix di pipeline e rigassificatori dovrebbe darci garanzia del veicolo di transizione che deve scendere in ottica 2050.

Dall’altra parte devono salire le rinnovabili: fotovoltaico, eolico e confido, in un futuro non immediato, in un off shore rilevante; poi bisogna dare continuità”. “Fotovoltaico ed eolico sono intermittenti – conclude – per dare continuità c’è l’idroelettrico, per quanto si può fare, il geotermico, l’idrogeno, ma il nucleare di nuova generazione è quello che probabilmente darà continuità e soluzione al continuo incremento della domanda di energia”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musk licenzia in Europa, Tesla taglia 3000 posti in Germania

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(Adnkronos) –
Elon Musk licenzia anche in Europa.Sarebbero circa 3mila i posti di lavoro che la casa automobilistica Tesla intende tagliare nello stabilimento in Germania: una quota rilevante sui 14mila esuberi totali nel mondo.

E’ la cifra circolata sui media tedeschi ma al momento smentita da un portavoce del gruppo che ieri ha annunciato la maxi scure sul 10% della forza lavoro. A pesare il calo dei ricavi per il crollo del mercato delle auto elettriche e della debolezza delle vendite a livello mondiale, nonché i ritardi nelle consegne nello stabilimento europeo di Grünheide per la crisi nel Mar Rosso. “Siamo convinti che solo un’organizzazione efficiente e snella sia ben posizionata per le sfide future.La nostra esperienza dimostra che questo approccio contribuisce in modo significativo al nostro successo”, ha dichiarato una portavoce di Tesla nel sito tedesco.  “Stiamo esaminando questa misura e la porteremo avanti per la Gigafactory di Berlino-Brandeburgo nel rispetto di tutti i requisiti in materia di diritto del lavoro e di co-determinazione, con il coinvolgimento del comitato aziendale”, sottolinea il gruppo in una nota definendo “infondata” la notizia circolata nei media di 3mila posti di lavoro da eliminare sui 12.000 dipendenti complessivi della gigafactory vicino Berlino.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trasporti, Mistretta (Amat Palermo): “125 nuovi autobus elettrici anche per il centro storico”

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(Adnkronos) – “Con il nuovo contratto di servizio cerchiamo di mettere in linea le principali attività.Stiamo cercando di mettere un po’ d’ordine quindi toglieremo quelle attività che non sono esattamente prioritarie rispetto al Core business, pertanto, manderemo fuori dalla nostra gestione sia i sar sharing che il servizio di rimozione”.

Così il presidente di Amat Palermo s.p.a., Giuseppe Mistretta, a margine del XVIII Convegno Nazionale di Asstra in corso a Roma. “Stiamo lavorando a un progetto molto ampio per quanto riguarda la transizione energetica – ha continuato Mistretta – contiamo di riuscire a produrre oltre 5 megawatt di energia, rendendo del tutto autosufficiente Amat, e in parte finanzieremo i bus elettrici che arriveranno a partire da metà di questo anno: si tratta di 125 automezzi.Molti sono piccoli e ciò ci permetteranno di effettuare un servizio anche nel centro storico di Palermo, uno dei più grandi d’Europa”, ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diffamazione a Giorgia Meloni, Luciano Canfora rinviato a giudizio

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(Adnkronos) –
Rinviato a giudizio il professor Luciano Canfora denunciato per diffamazione dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.Lo ha stabilito oggi, 16 aprile, il giudice monocratico del Tribunale di Bari Antonietta Guerra al termine della Camera di consiglio, seguita all’udienza predibattimentale di questa mattina.  Come ha spiegato ai giornalisti l’avvocato difensore dello storico, Michele Laforgia, il giudice “ha rilevato che è necessario fare una approfondita integrazione probatoria incompatibile con l’udienza predibattimentale, ha disposto il rinvio del giudizio davanti al giudice del dibattimento che è il dottor Santoro per l’udienza del 7 ottobre”.  I fatti contestati a Canfora risalgono ad aprile del 2022 quando la leader di Fratelli d’Italia non era ancora premier.

Il docente universitario in un convegno sulla guerra tra Russia e Ucraina tenuto in un liceo scientifico di Bari definì l’allora leader di Fdi durante un convegno in una scuola, “neonazista nell’animo”, mentre parlava della guerra in Ucraina. Canfora oggi era presente in aula.Al suo arrivo in tribunale ha trovato ad accoglierlo un gruppo di sostenitori.  La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella dichiarazione di costituzione di parte civile ha chiesto all’intellettuale un risarcimento danni di 20mila euro. “Il senso dell’intervento, condivisibile o meno – si legge in uno dei passaggi della memoria difensiva presentata da Laforgia – è chiaro e non si presta ad equivoci interpretativi: secondo l’imputato, il sostegno all’Ucraina avrebbe consentito all’Onorevole Meloni, solitamente emarginata e denigrata, di accreditarsi anche a livello internazionale come figura politica autorevole e affidabile. È dunque evidente il senso tutt’altro che diffamatorio delle espressioni utilizzate dal professor Canfora non già per esprimere un proprio giudizio in ordine alla querelante, bensì per descrivere – criticamente – l’atteggiamento delle forze politiche e dei principali commentatori degli organi di informazione mainstream nei suoi confronti, prima e dopo la posizione assunta sulla guerra in Ucraina”.  “Descrizione, peraltro, del tutto aderente alla realtà, se si ha riguardo al modo in cui Giorgia Meloni era definita dalla stampa estera (la rivista tedesca Stern il 22.9.2022 le aveva dedicato una copertina con il titolo ‘Die Gefährlichste Frau Europas’, ovvero ‘La donna più pericolosa d’Europa’) e dagli avversari politici, come riferito anche dalle testate giornalistiche dell’area di centro-destra”, aggiunge il legale.  Il riferimento è al passaggio del l’intervento di Canfora in cui il docente universitario critica il sostegno incondizionato della Nato all’Ucraina, “e la posizione successivamente assunta dall’Onorevole Giorgia Meloni, all’epoca dei fatti, antecedenti alle ultime elezioni politiche e alla formazione dell’attuale governo, solo presidente del partito Fratelli d’Italia.

Il professor Canfora, come risulta dal filmato acquisito agli atti e tuttora disponibile in rete, ha testualmente affermato quanto segue: “Non vedo, nello schieramento politico del nostro Paese, forze capaci di dire ‘Voglio capire’.Anche la terribilissima – e sempre insultata, poveretta! – leader di quel partito di destra che si chiama ‘Fratelli d’Italia’ – come se in Francia ci fosse ‘La Marsigliese’ come partito politico – trattata di solito come una mentecatta, pericolosissima, ecc, – siccome – essendo neonazista nell’animo – si è subito schierata con i neonazisti ucraini, è diventata una statista molto importante ed è tutta contenta naturalmente di questo ruolo'”.  “Va quindi senz’altro esclusa – Prosegue La memoria – la configurabilità del reato in relazione alle espressioni “poveretta” – o meglio, “sempre insultata, poveretta!” – e “trattata come mentecatta”, oggettivamente prive, nel contesto in cui sono state pronunciate, di qualsiasi concreta offensività nei confronti dell’On.

Meloni, risultando, semmai, critiche nei confronti di alcuni suoi detrattori, secondo il Prof.Canfora proni ai desiderata della Nato e degli Stati Uniti”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)