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Attacco Iran, Usa: Israele sceglie risposta ma no escalation

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(Adnkronos) –
Israele deciderà se e come rispondere all’attacco dell’Iran.Gli Stati Uniti, però, non vogliono un’escalation nella regione.

E’ il messaggio che Washington ha inviato al governo del premier Benjamin Netanyahu.A recapitarlo è stato, nelle ultime ore, il segretario di Stato Antony Blinken.

Il numero 1 della diplomazia americana ha parlato con Benny Gantz, ministro del Gabinetto di guerra israeliano, e ha “messo in chiaro che non vogliamo vedere un’escalation nella regione”. Blinken, come ha chiarito in ogni caso il Dipartimento di Stato, ha comunque sottolineato che quella dell’eventuale risposta all’Iran è una decisione deve prendere come stato sovrano.Israele, in tal senso, non ha passato nessuna informazione a riguardo agli Usa. 
Israele, d’altra parte, ha come obiettivo quello di costringere l’Iran ad una snervante attesa.

L’orientamento è stato confermato dal gabinetto di guerra, che è tornato a riunirsi. “Lasciamo che si preoccupino”, hanno detto le fonti interpellate dal Times of Israel, riferendosi agli iraniani, aggiungendo che la risposta di Israele potrà essere “all’interno o all’esterno dell’Iran”.Israele potrebbe quindi colpire il territorio di Teheran o prendere di mira un partner della repubblica islamica. L’Iran non può pensare di uscire “indenne” dalla situazione, dice Daniel Hagari, portavoce delle forze di difesa israeliane, alla base militare di Julis, dove ai media viene mostrato ciò che resta di un missile balistico iraniano.   Sulla scena internazionale, molti paesi – Italia compresa – sono all’opera per evitare un’escalation drammatica nella regione. “Ho avuto un lungo colloquio con il ministro degli Esteri israeliano al quale ho espresso la solidarietà dell’Italia ed ho invitato Israele, visto che ha avuto una vittoria militare perché il 99% dei proiettili partiti da zone controllate dall’Iran non ha avuto effetto, alla prudenza e cercare di evitare un’escalation non solo con un’azione contro l’Iran ma anche per quanto riguarda l’attacco a Rafah”, dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato da Bruno Vespa a “Cinque Minuti” su Raiuno. Il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro della Difesa di Israele Yoav Gallant hanno avuto, una lunga conversazione telefonica in cui il ministro italiano ha sottolineato che “l’Italia è amica di Israele; lo è stata quando ha subito il barbaro attentato terroristico da parte di Hamas e lo è in questo momento di crescente instabilità nell’area mediorientale, culminato sabato notte con l’attacco gravissimo condotto dall’Iran, con il lancio di centinaia di droni e missili sul territorio israeliano.

Un attacco senza precedenti i cui danni, per fortuna, sono stati limitati, grazie all’efficacia della difesa aerea e anti missile israeliana, e al supporto ricevuto da alcuni paesi, che hanno contribuito alla sua difesa”. “Nel manifestare al ministro Gallant la mia amicizia ho ribadito anche le mie preoccupazioni per la possibile evoluzione nella regione medio orientale, già duramente provata”, aggiunge Crosetto. “Il superamento di una precisa linea rossa, con l’attacco diretto a Israele, sul suo territorio, inquieta cionondimeno proprio ora occorre maturità e agire secondo le regole del diritto internazionale per evitare di alimentare la spirale di violenza che ci vedrebbe tutti sconfitti.L’Italia continuerà a fornire aiuti umanitari alla popolazione palestinese e favorire in ogni modo le condizioni per tornare a un tavolo dei colloqui”, conclude Crosetto.  In un quadro ad altissima tensione, spiccano le parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che punta il dito contro Netanyahu. ”Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e la leadership di Israele sono gli unici responsabili della recente escalation delle tensioni in Medio Oriente e dell’attacco lanciato dall’Iran”, dice Erdoga. ”Israele cerca di diffondere il conflitto nella regione attraverso provocazioni”, prosegue Erdogan contestando ai Paesi occidentali la mancata condanna degli atti provocatori israeliani che minacciano la stabilità regionale. Citato dal Daily Sabah, Erdogan dice anche che la Turchia non ha permesso la vendita di materiale che potesse essere utilizzato per scopi militari da Israele già molto prima dei massacri di Gaza.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Illycaffè, Brussa: “Per noi sostenibilità va di pari passo con qualità”

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(Adnkronos) – “Qualità e sostenibilità sono due facce della stessa medaglia.Per fare un caffè espresso si usano 50 chicchi che devono essere perfetti.

Già all’inizio degli anni ’90 abbiamo iniziato ad andare a ricercare questa qualità col produttore ma dovevamo dare loro una sostenibilità economica: negli anni ‘90 il caffè veniva usato per asfaltare le strade, valeva meno della ghiaia.Quindi abbiamo capito qual era il contesto, i costi di produzione, abbiamo formato i produttori e iniziato da allora a pagare per il valore di un prodotto di qualità.

Questa sostenibilità economica si è portata immediatamente con sé la sostenibilità sociale, perché abbiamo migliorato le condizioni di vita lungo le supply chain, di fatto abbiamo tagliato gran parte dell’intermediazione per andare direttamente dai produttori o dal primo anello della catena di fornitura”.Così David Brussa, Total Quality Director and Sustainability Illycaffè, intervenendo all’appuntamento di Adnkronos Q&A ‘Le nuove strade della sostenibilità’ presso il Palazzo dell’Informazione. Questa economia più “sostenibile e sociale, che va dalla gestione del terreno a quella dell’acqua e quindi tratta tutto l’aspetto ambientale, di forza è entrato a far parte di questo contesto – sottolinea Brussa – Quindi una sostenibilità che noi chiamiamo qualità sostenibile, di fatto poi si poggia su tre gambe: qualità; regole e norme dei Paesi produttori e dei Paesi utilizzatori e il rispetto dei diritti umani; formazione e cultura”.

Tra gli obiettivi di Illycaffè “vogliamo raggiungere la Carbon Neutrality nel 2033. È dal 2018 che stiamo lavorando incessantemente verso questo obiettivo, con l’avvio di misure dirette sui campi delle piantagioni e la revisione dei modelli di calcolo della ‘carbon footprint’ della nostra organizzazione” ha poi concluso. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Champions, Barcellona-Psg 1-4: Mbappé show e Luis Enrique in semifinale

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(Adnkronos) –
Il Psg rifila quattro gol al Barcellona al Montjuïc, si impone 4-1 in rimonta nel ritorno dei quarti di finale e conquista un posto nelle semifinali di Champions League.I campioni di Francia allenati dall’ex Luis Enrique ribaltano il k.o.

casalingo subito all’andata per 3-2.I francesi vincono grazie ai gol di Dembélé al 40′, di Vitor Ferreira al 54′ e alla doppietta di Mbappé su calcio di rigore al 61′ e infine al 90′.

Alla squadra di Xavi, espulso al 56′, non basta il gol iniziale di Raphinha al 12′. La sfida si decide virtualmente al 29′ quando Federico Araujo da Silva viene espulso direttamente per un intervento falloso da ultimo uomo ai danni di Barcola: Barca in dieci uomini per un’ora.I parigini prendono in mano le operazioni e vanno a segno quattro volte sfiorando il gol in diverse altre occasioni.

Il Barca non molla, provando ad impensierire Donnarumma con Lewandowski, senza però riuscire a portare la sfida ai supplementari.Il Psg potrà così provare a riportarsi ad una finale di Champions dopo quella persa nel 2020 con il Bayern Monaco.  E’ il Barca a sbloccare la sfida al 12′ con Raphinha, dopo una perfetta azione di Lamine Yamal che giunto sulla linea di fondo con un morbido tocco d’esterno trova il tap-in vincente del compagno.

Al 21′ ancora Barca pericoloso: Mendes rinvia in modo impreciso, ne approfitta Lewandowski che tenta la conclusione non trovando lo specchio di poco.Il Psg si fa vedere al 28′ con un tiro potente e ravvicinato di Mbappé respinto con un riflesso da Ter Stegen.

Al 29′ la svolta con l’espulsione di Araujo.Al 40′ arriva il pari dei francesi con l’ex Ousmane Dembelé che mette in rete un preciso servizio di Barcola.

Al 54′ ancora francesi in rete con Vitor Machado Ferreira che sfrutta al meglio un’azione da corner.Poi sale in cattedra Mbappe che al 61′ realizza il calcio di rigore fischiato per un fallo di Cancelo su Dembelè e al 90′ cala il poker mettendo in rete una palla incustodita in area dopo il salvataggio dei blaugrana e chiudendo la sfida.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Borussia Dortmund-Atletico Madrid 4-2, tedeschi in semifinale Champions

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(Adnkronos) – Il Borussia Dortmund batte 4-2 l’Atletico Madrid nel ritorno dei quarti di finale di Champions League, ribalta la sconfitta per 2-1 incassata all’andata e vola in semifinale a 11 anni di distanza dall’ultima apparizione tra le ultime 4 del torneo.La squadra allenata da Terzic in una sfida ‘pazza’ va prima avanti 2-0, poi si fa raggiungere sul 2-2 e infine si impone 4-2.

Sfuma così la quarta semifinale per il Cholo Simeone alla guida dei colchoneros.  Partita tesa e ben giocata dalle due squadre con occasioni anche clamorose sbagliate dai rispettivi attaccanti.Al 3′ Adeyemi scappa sulla sinistra e crossa basso per Sabitzer, che controlla e calcia a botta sicura da due passi ma Azpilicueta salva la porta iberica. Al 5′ si divora il gol Morata in contropiede mandando al lato a tu per tu con Kobel.

In cinque minuti il Dortmund ribalta il risultato dell’andata e si porta avanti 2-0: al 34′ con Brandt servito da Hummels e al 39′ con un perfetto diagonale ci pensa Maatsen a firmare il raddoppio. L’Atletico però non molla e in avvio di ripresa si rimette in carreggiata.Al 49′ arriva l’autorete di Mats Hummels su corner e al 64′ c’è il 2-2 grazie al nuovo entrato Correa dopo un batti e ribatti in area.

Ma in tre minuti il Dortmund ribalta ancora la partita.Al 71′ arriva la rete di Füllkrug che anticipa Gimenez e gira splendidamente di testa sul secondo palo.

Poi al 74′ il 4-2 di Sabitzer che dal limite trova il sinistro nell’angolino.L’Atletico non ne ha più e rischia il tracollo: Oblak salva ancora su Fullkrug e Sabizer, ma sono i gialloneri ad andare in semifinale.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi

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(Adnkronos) –
Nessun ‘6’ né ‘5+1’ nell’estrazione del Superenalotto di oggi, 16 aprile 2024.Il concorso di oggi è il primo della settimana.

Si torna a giocare tra 2 giorni, giovedì 18 aprile, per la seconda estrazione.   La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell’eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L’opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L’entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E’ possibile verificare eventuali vincite attraverso l’App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  Ecco la combinazione vincente: 1 – 3 – 11 – 53 – 75 – 81.

Numero Jolly: 61.Numero Superstar: 26.

Centrati invece dieci ‘5’ da oltre 18mila euro ciascuno.Il jackpot per il prossimo concorso sale a 91,3 milioni.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ponte Messina, ministero delle Infrastrutture: “Integrazioni al progetto entro 30 giorni”

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(Adnkronos) – “Le integrazioni al progetto del Ponte sullo Stretto, richieste in sede di conferenza di servizi, saranno fornite entro 30 giorni”.Lo annuncia il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti guidato da Matteo Salvini. “Si tratta della normale procedura ed è corretto approfondire tutti gli aspetti di un’opera che sarà unica al mondo”, sottolinea il Mit. “Nella giornata di lunedì 15 aprile, entro il termine stabilito dalla legge, la Commissione Via-Vas del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha approvato e trasmesso alla società Ponte sullo Stretto di Messina spa la richiesta di integrazioni sulla istanza presentata da quest’ultima lo scorso 26 febbraio”, ha reso noto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. “Con questa istanza – aggiunge il ministro – si è dato avvio, ai fini del relativo aggiornamento e completamento, alla procedura di valutazione di impatto ambientale relativa all’opera.

Il procedimento avviato con l’istanza del 26 febbraio scorso si connette, per un verso, a quello iniziato nel 2011 e, per altro verso, alla nota che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha trasmesso alla Commissione Ue in data 8.11.2023, con alcuni chiarimenti riguardo alla Via e alla Vinca.Nella definizione del testo della richiesta di integrazione, che è atto tipico della prima parte di ogni procedimento di valutazione di impatto ambientale, si è tenuto conto, come di consueto, anche di elementi tratti dai contributi di Ispra e di soggetti non pubblici aventi diritto, per legge, ad esprimersi”, conclude. Sulla richiesta di chiarimenti avanzata dal ministero dell’Ambiente l’opposizione va all’attacco. “Apprendiamo che il ministero dell’Ambiente ha letto i documenti sul progetto definitivo del Ponte di Messina di Salvini e ha fatto più di 200 rilievi denunciando la carenza di documenti essenziali.

Quando lo abbiamo denunciato noi, con un esposto e in Parlamento, il ministro Salvini ci ha accusato di essere nemici dell’Italia, ci chiediamo se a questo punto lo sia anche il suo collega ministro Pichetto Fratin”, afferma la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Evidentemente anche il ministero dell’Ambiente conferma ciò che da mesi non solo il Pd, ma le associazioni, il territorio, dicono: siamo di fronte a un progetto dannoso, inutile, costoso e pieno di incertezze, su cui gli esperti sollevano enormi criticità”.  Di un “macigno” che arriva “sul progetto del Ponte sullo Stretto, con più di 200 richieste di integrazione da parte del Ministero dell’Ambiente, che corrispondono a altrettante lacune” è anche il leader 5 Stelle Giuseppe Conte. “È la conferma – attacca – di quanto avevamo preannunciato ieri a Messina, dove ho incontrato rappresentanti di associazioni e cittadini che si oppongono al progetto.Ho esposto la nostra posizione: il nostro non è un no ‘ideologico’. È il no di chi non può accettare che un Governo nazionale, di fronte alle gravi carenze infrastrutturali della Sicilia e della Calabria, risponda con uno slogan propagandistico, con un progetto vecchio, risalente al 2011/2012, pieno di falle sul piano ingegneristico, ambientale, trasportistico e finanziario.

Presidente Meloni, ministro Salvini – dice poi Conte rivolgendosi direttamente ai vertici del governo- : basta con gli spot elettorali.Meno promesse e più serietà nell’affrontare i problemi veri dell’Italia”.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scontri alla Sapienza, studenti assaltano Commissariato: dirigente preso a pugni – FOTOGALLERY

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(Adnkronos) – Scontri all’università La Sapienza di Roma.Erano circa 300 gli studenti pro-Palestina dei Collettivi che nel pomeriggio di oggi hanno manifestato all’interno dell’ateneo, provando ad assaltare prima il Rettorato, poi il Commissariato (FOTOGALLERY). I primi momenti di tensione quando alcuni di loro hanno tentato di fare irruzione all’interno del Rettorato, dove erano riuniti in seduta congiunta Senato accademico e consiglio d’amministrazione dell’Università per l’approvazione di un documento che rifiuta “il boicottaggio della collaborazione scientifica internazionale”.

L’irruzione è stata contenuta e respinta dalla polizia.  A quel punto i manifestanti hanno dato vita a un corteo spontaneo all’interno della città universitaria, durante il quale uno degli studenti è saltato su una volante, danneggiandola ed è stato arrestato.Il nutrito gruppo di manifestanti ha, quindi, assaltato i locali del Commissariato presso l’Università.

Durante il tentativo di irruzione uno di loro ha aggredito il dirigente di polizia a calci e pugni, procurandogli ferite. Il manifestante è stato arrestato dalla polizia.Dopo aver tentato più volte di fare irruzione, gli studenti hanno raggiunto il vicino Commissariato di San Lorenzo.

Tante le scritte lasciate alla Sapienza dai manifestanti: ‘Free Palestine’, ‘Polimeni complice del genocidio’, ‘Basta accordi con Israele’.C’era anche chi mostrava la bandiera di Israele, oltraggiata con un disegno offensivo al posto della Stella di David. Durante gli scontri i manifestanti hanno pesantemente danneggiato due auto della vigilanza in servizio alla Sapienza.  Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha sentito personalmente il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, per sincerarsi delle condizioni di salute degli operatori delle forze di polizia aggrediti durante gli scontri, esprimendo loro la propria vicinanza e solidarietà. ”La mia vicinanza alla Rettrice, Antonella Polimeni” scrive su X la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. “Quello che sta accadendo all’Università La Sapienza è vergognoso.

La protesta legittima non può mai sfociare in violenza e prevaricazione”. “La mia più ferma condanna per i gravissimi fatti accaduti oggi a Roma, perpetrati dai collettivi più violenti e facinorosi della sinistra, e la mia più completa solidarietà alla rettrice de La Sapienza e alle forze dell’ordine coinvolte negli scontri”.Lo dichiara il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Ribadisco quanto affermato pochi giorni fa: la tolleranza del passato verso simili episodi ha poi portato agli anni bui del terrorismo e dell’odio”. “Colpire oggi pezzi di società e corpi dello Stato significa non avere imparato una lezione costata carissima alla nazione intera.

Ci aspettiamo a breve una unanime, severissima e netta presa di distanza da tutte le forze politiche, in special modo da una certa sinistra che a questi gruppi continua a guardare con colpevole indulgenza”, conclude l’esponente di FdI. Gli studenti del Fronte della Gioventù comunista, che postano anche un video sui social, parlano di “almeno tre studenti fermati dalle forze dell’ordine e numerosi altri feriti”. “Di fronte alla mobilitazione degli studenti di oggi la risposta della Sapienza è stata nuovamente un Senato Accademico blindato e la celere – scrivono su Fb -.L’ateneo è disposto a caricare i propri studenti piuttosto che ascoltare le istanze di migliaia tra studenti, ricercatori e docenti.

La Rettrice si assuma le sue responsabilità: dimissioni immediate”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto oggi a Siena, scossa magnitudo 3.4

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(Adnkronos) – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 19.49 dall’Ingv vicino Siena, in Toscana.L’epicentro del sisma oggi, 16 aprile 2024, è stato localizzato a 4 km da Poggibonsi, ad una profondità di 8 km.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto contro tir nel tarantino, morti mamma e figlio di 12 anni

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(Adnkronos) – Due persone, mamma e figlio di 12 anni, sono morte in un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di oggi 16 aprile sulla statale 100 all’altezza di San Basilio di Mottola, in provincia di Taranto, in un tratto già teatro di numerose tragedie.  La Kia, a bordo della quale viaggiavano si è scontrata con un tir.Il conducente della vettura, rispettivamente marito e padre delle due vittime, è rimasto ferito in modo grave.

Sul posto sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco e 118.Ferito anche il conducente del mezzo pesante.

L’asfalto era leggermente viscido per la pioggia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Zelensky: “Nato ha difeso Israele, Ucraina si difende da sola”

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(Adnkronos) – Con l’azione per difendere Israele dall’attacco dell’Iran, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia “hanno dimostrato di essere alleati non sulla carta, ma nei cieli, sul terreno, in azione.Mentre l’Ucraina difende i suoi cieli da sola” nella guerra contro la Russia.

E’ questa la notazione polemica espressa dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista con l’americana Pbs, in cui ha sottolineato come gli alleati occidentali, insieme alla Giordania, abbiano “risposto e sostenuto la protezione di Israele, con una serio scudo di difesa per Israele”. “Israele da solo non sarebbe stato in grado di difendersi da così tanti raid e sicuramente ha un sistema di difesa aerea, aviazione e molte altre cose che mancano, per essere franchi, all’Ucraina – ha continuato il presidente ucraino – diciamo che l’Ucraina difende i suoi cieli da sola.Certamente abbiamo alleati che ci forniscono questo o quell’equipaggiamento, che ora scarseggiano.

Ma la cosa più importante – ha concluso – è che Israele non si è difeso da solo, aveva la protezione degli alleati”. Zelensky è andato anche oltre, citando l’argomento usato per dire che “non si può intervenire in Ucraina con questa o quella forza perché questo verrebbe percepito come un coinvolgimento della Nato”. “Voglio farvi una domanda: Israele è parte della Nato?La risposta è no, ma gli alleati Nato hanno difeso Israele, hanno mostrato agli iraniani che Israele non è solo.

Questa è una lezione – ha osservato – questa è la risposta a chiunque dica che bisogna aiutare l’Ucraina con attenzione in modo da non coinvolgere la Nato in una guerra”.  Zelensky ha ribadito l’assoluta importanza degli aiuti bloccati al Congresso degli Stati Uniti.Il pacchetto da 60 miliardi è stato approvato dal Senato ma non ancora dalla Camera dei Rappresentanti.

Senza l’indispensabile fornitura di armi, l’Ucraina non ha chance nella guerra con la Russia. “Posso dirvi, francamente, che senza questo sostegno non avremo alcuna possibilità di vincere”, ha affermato, rispondendo ad una domanda sui circa 60 miliardi di dollari bloccati al Congresso. “Bisogna essere molto più forti del vostro nemico.Oggi il nostro rapporto di proiettili d’artiglieria è di 1 a 10.

Riusciremo a resistere?No.

In ogni caso, con questi numeri, ci respingeranno ogni giorno.Per difendere il 100% di ciò che è sotto il nostro controllo, dovremmo salire da 1 ad un numero paragonabile, 10-10″.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Imprese, Livi (SostenibleOggi.it): “Bilancio sostenibilità deve essere valorizzato”

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(Adnkronos) – “Il bilancio di sostenibilità di fatto è un grande contenitore di informazione” che deve essere però “valorizzato.Le aziende si trovano davanti uno scenario molto complesso, fatto di una trasformazione complessiva in tante aree che deve essere tracciata e monitorata.

Le aziende devono quindi capire come sono inserite nell’ambito di questo scenario così mutevole.Per farlo devono avere dei dati di riferimento che, alcune volte, sono suggeriti da alcuni organismi internazionali, e che ci aiutano a tracciare tutte le nostre azioni nell’ambito della sostenibilità”.

Così Livio Livi, Founder di SostenibleOggi.it, intervenendo all’appuntamento di Adnkronos Q&A ‘Le nuove strade della sostenibilità’ presso il Palazzo dell’Informazione. “Le aziende che si propongono di fare un bilancio evoluto di sostenibilità – continua Livi – hanno intrapreso un percorso per tracciarsi all’interno di questo scenario mutevole, ma naturalmente non basta avere l’informazione.Un bilancio di sostenibilità evoluto è figlio di un percorso perché avere un dato credibile all’interno di un’azienda non è semplice e all’inizio bisogna avere dei processi adeguati e credibili che riescano a dare un risultato spendibile all’esterno.

Quindi, prima di tutto, internamente, devo avere i processi che mi consentano di avere l’informazione”.  “Il documento da solo, però, non serve a niente: è solo un contenitore.Le aziende invece sono molto prese dall’ansia di dimostrare, di scrivere, di espandere le informazioni e stanno facendo volumi sempre più ampi, complessi, pieni di iniziative, numeri, informazioni, che però non sono leggibili dall’esterno.

E questo non serve nell’era della comunicazione attuale.Non basta produrre un bilancio di sostenibilità, deve essere valorizzato e in questo, la tecnologia – conclude Livi – è un aiuto”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Ciatti, Cassazione conferma condanna a 23 anni di carcere per Bissoultanov

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(Adnkronos) –
Confermata in Cassazione la condanna a 23 anni di carcere per Rassoul Bissoultanov, il ceceno, tuttora latitante, per aver pestato e ucciso Niccolò Ciatti nella notte tra l’11 e il 12 agosto 2017 fuori da una discoteca di Lloret de Mar in Spagna.  I supremi giudici della prima sezione penale, accogliendo quanto chiesto dal sostituto procuratore generale di Cassazione Antonietta Picardi, hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa.Diventa così definitiva la sentenza emessa lo scorso luglio dalla Corte di Assise d’Appello di Roma che aveva confermato la condanna di primo grado.  Bissoultanov venne arrestato il 12 agosto 2017 in Spagna e poi dopo 3 anni e 10 mesi rimesso in libertà.

Dopo essere stato scarcerato il ceceno lasciò Girona e venne in seguito arrestato in Germania su mandato di cattura internazionale e in seguito estradato in Italia.Nel dicembre 2021 però la Corte d’Assise di Roma lo ha rimesso in libertà, con un provvedimento poi annullato dalla Cassazione.

Tornato in Spagna, dopo la condanna a 15 anni, confermata anche in Appello, Bissoultanov ha fatto perdere le sue tracce ed è ancora latitante. “Siamo soddisfatti, è stata accolta la nostra richiesta.Passa così in giudicato la sentenza italiana”, dice all’Adnkronos l’avvocato Agnese Usai legale, insieme al collega Massimiliano Stiz, della famiglia di Niccolò Ciatti. “Significa che la sentenza che sarà eseguita è quella italiana e che se Bissoultanov verrà trovato sconterà la pena in Italia.

Ora leggeremo le motivazioni.Questa sentenza non restituisce il figlio a Cinzia e Luigi però è stata fatta giustizia”, sottolinea la penalista.  “Credo sia importante che sia stata riconosciuta la colpevolezza di Bissoultanov.

Questo è il primo passo ma adesso va ricercato affinché vada in carcere perché purtroppo Niccolò non può fare quello che fa lui e non è giusto”, commenta Luigi Ciatti.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Dentis (Coripet): “Importante scadenza 2025 plastica riciclata in bottiglie Pet”

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(Adnkronos) – A partire dal 1 gennaio “2025 le bottiglie per bevande in PET” dovranno contenere “almeno il 25% di plastica riciclata.Questa scadenza cambia radicalmente quello che è stato l’approccio finora alla riciclabilità e a quella che è la politica industriale.

Siamo partiti da lontano, con quella che era una volontà dell’Europa di raccogliere di più, soprattutto partendo dagli imballaggi.Poi ci siamo resi conto che la raccolta in quanto tale era poco funzionale al raggiungimento dell’obiettivo, ovvero preservare la materia per ulteriori e nuove opportunità di applicazione, visto che le risorse del pianeta sono finite.

Quindi si è passati a quella che è la dinamica del riciclo, non più raccogliere per raccogliere ma raccogliere per riciclare”.Così Corrado Dentis presidente di Coripet, il consorzio per la raccolta e il riciclo delle bottiglie in PET, intervenendo all’appuntamento di Adnkronos Q&A ‘Le nuove strade della sostenibilità’ presso il Palazzo dell’Informazione. “L’evoluzione di questo passaggio” è stata la Direttiva SUP per la plastica monouso, “una legge che vieta l’uso di piatti, bicchieri, forchette in plastica e mette veramente in atto una vera politica industriale nel mondo del riciclo”.

La norma in arrivo dal 1° gennaio 2025 “sarà il primo passo di un cammino lungo che porterà al 2030 all’obbligo del 30% per andare ancora più in là al 2040 con l’obbligo del 65% di Pet riciclato adatto alla produzione”.Così – aggiunge – “prende consistenza vera quello che è il modello industriale preconizzato da Coripet e che vogliamo quindi trasporre a tutta la nostra filiera in modo tale che il settore del beverage, produttori di acqua e di bibite, possa ottemperare a quelli che sono gli obblighi normativi”.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, il pediatra: “Troppo caldo in estate, giusto stop di 3 mesi accorciare altre vacanze”

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(Adnkronos) – “Troppi tre mesi di pausa estiva per gli studenti italiani?Io al contrario da tempo ho proposto addirittura la riapertura delle scuole” non a settembre, ma “al primo ottobre.

Il motivo è semplice e riguarda la temperatura.Con il riscaldamento climatico che c’è, le alte temperature non favoriscono l’apprendimento e la frequenza scolastica.

Nel mio ‘pacchetto’ c’è anche la proposta di ridurre di qualche giorno le vacanze natalizie, proprio per poter poi allungare la durata delle vacanze durante l’estate”.Per il pediatra Italo Farnetani, se si deve tagliare qualcosa, è meglio concentrarsi su altre pause durante l’anno scolastico piuttosto che sulla bella stagione. “Questa scelta offrirebbe due vantaggi”, spiega all’Adnkronos Salute, commentando le parole di Matteo Salvini che vanno nella direzione opposta: tre mesi estivi di stop, per il vicepresidente del Consiglio, sono un unicum in Ue e sarebbe meglio scadenzare lungo l’anno delle settimane di pausa per i ragazzi.

Farnetani sostiene al contrario un ulteriore allungamento del periodo estivo, accompagnato dalla scelta di abbreviare gli stop durante l’anno.  “Il primo vantaggio di questa strategia – analizza il professore ordinario di pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta – è che ciò permetterebbe ai ragazzi di studiare e apprendere quando le temperature sono più miti e l’organismo ha un miglior funzionamento e meno stress.Inoltre, non meno importante è la continuità che verrebbe così maggiormente garantita durante l’anno scolastico: gli alunni, soprattutto alle elementari ma vale anche per gli adolescenti, hanno bisogno di mantenere certi ritmi, non hanno ancora una capacità di operazioni mentali tale da potersi adattare rapidamente ai cambiamenti e ai mutamenti di vita quotidiana”.  “È dunque importante”, per l’esperto, “garantire la continuità, che poi corrisponde ai ritmi circadiani dell’organismo.

Per questo due settimane di stop durante il periodo natalizio sono un’interruzione che dopo obbliga ad almeno 5 giorni di adattamento al rientro a scuola”.Cambiare, ma in un senso diverso da quello che potrebbe suggerire il governo, “è nell’interesse didattico e di apprendimento degli alunni”, assicura Farnetani. E il punto di vista dei genitori, che hanno difficoltà a gestire chiusure delle scuole così lunghe in estate? “In effetti uno dei motivi dell’inverno demografico che si vive in Italia, e un po’ in tutto il mondo occidentale, dipende proprio dal fatto che i ritmi della vita quotidiana odierna creano difficoltà nell’accudimento dei figli – ragiona il pediatra – Ma questo problema non si risolve prolungando le lezioni che, ripeto, vanno svolte quando le condizioni climatiche sono le migliori”.  “È però giusto ed è molto importante che il ministero dell’Istruzione e del Merito si prenda carico anche del periodo estivo – puntualizza infine Farnetani – e questo avrebbe un doppio vantaggio: aiutare le famiglie, ma soprattutto potrebbe essere l’occasione per far praticare sport e vita all’aria aperta ai ragazzi, che è quello che spesso manca durante il periodo scolastico.

Il mio consiglio è pertanto di sfruttare il periodo che va dai primi giorni di giugno fino al termine del mese di settembre non tanto per la frequenza scolastica, ma per promuovere soprattutto lo sport e in particolare, vista la possibilità di usufruire delle piscine all’aperto, il nuoto.La scuola si prenderebbe così carico della missione di fare diversamente didattica, combattendo la vita sedentaria con tutte le patologie connesse, promuovendo lo sport in generale come elemento di salute e, a proposito del nuoto, anche come elemento di sicurezza, per combattere gli annegamenti e gli incidenti in mare”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Luglini (Leonardo): “E’una leva del business”

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(Adnkronos) – La sostenibilità è assolutamente una leva di business, una leva della nostra strategia per creare valore.Affrontiamo la sostenibilità come gestiamo le altre leve del piano industriale, del piano strategico di gruppo che, nel caso specifico, è un piano a 5 anni.

Si tratta di una declinazione secondo un framework comune e con un approccio che dal punto di vista degli obiettivi e delle guidance è top down, ma da un punto di vista poi della costruzione e dell’execution, è bottom-up rispetto al portafoglio di business ”.Lo ha detto Raffaella Luglini, Chief Sustainability Officer Leonardo, intervenendo all’appuntamento di Adnkronos Q&A ‘Le nuove strade della sostenibilità’ presso il Palazzo dell’Informazione. “Gli obiettivi sono definiti e si integrano con quelli economico-finanziari e naturalmente commerciali e sono tipicamente declinati su quelli che sono gli indicatori, i 4 pillar dell’azienda che – ricorda Luglini – nasce industriale e poi, con l’innovazione tecnologica è, oggi, anche digitale.

Gli obiettivi sono gli stessi – noi siamo più di 55 mila persone, abbiamo siti, oltre che in Italia, in Uk, Polonia, Svizzera e negli Stati Uniti – ma vengono gestiti in un sistema a breve e lungo termine nei siti”.  A proposito di sostenibilità, “si è investito molto in digitalizzazione – continua Luglini – sulla capacità di calcolo e sull’intelligenza artificiale per cambiare le attività che accompagnano i business dal momento della progettazione all’ingegnerizzazione fino alla customer support e al training dei clienti.Gran parte delle attività e test sono su realtà virtuale e quindi creano efficienza e competitività, oltre che sostenibilità per clienti ed ecosistema.

Si creano così – conclude -delle curve di velocità di apprendimento molto più rapide” e sostenibili.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Pasceri (Subito) ’26 mld il giro d’affari del mercato usato nel 2022′

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(Adnkronos) – Da dieci anni Subito misura il mercato della Second hand economy, e in questi dieci anni “il mondo è cambiato moltissimo, è cambiato il modo in cui le persone in Italia approcciano alla compravendita, in particolare all’online.L’ultimo report dell’osservatorio annuale, che uscirà domani, ci dice che nel 2023 il giro d’affari dell’usato in Italia è arrivato alla cifra record di 26 miliardi di euro, pari all’1,3% del Pil nazionale, un dato di tutto rispetto”.

Lo ha sottolineato Giuseppe Pasceri, ceo di Subito.it, piattaforma numero uno in Italia nella compravendita di beni usati, intervenendo al meeting Adnkronos Q&A ‘Le nuove strade della sostenibilità’ presso il Palazzo dell’Informazione. “Sono ormai il 60% gli italiani che scelgono la second hand – sottolinea Pasceri – Lo scorso anno sono stati oltre 26 milioni e per il 19% di questi si è trattato della prima volta.Tra l’altro è un comportamento che dal 2014 al 2023 è molto cambiato non solo dal punto di vista quantitativo ma anche qualitativo”.

Dieci anni fa “c’era pregiudizio, ‘facevo second hand perché avevo bisogno’, oggi invece è un comportamento smart e quindi più sostenibile – aggiunge il manager – Addirittura per il 61% degli italiani è il primo canale di acquisto e di compravendita.Se poi lo guardiamo da un punto di vista sociale e della sostenibilità, la second hand è un’economia distribuita perché per chi compra risparmia mediamente il 40% sul nuovo di pari qualità, per chi vende invece rappresenta in media di circa 850 euro a venditore”.  Dei 26 miliardi del giro d’affari del mercato dell’usato “il 50%, quindi 13 miliardi, avviene online” rimarca Pasceri, una attività che “dal 2014 è cresciuta del 140% mentre l’offline è salita del 44%”.

Insomma, “il mercato si sta espandendo e l’online è un po’ se vogliamo la locomotiva di questo fenomeno in Italia”.La second hand economy si basa sul concetto primario e principale del ridare una nuova vita agli oggetti e alle cose. “Allungare la vita di un oggetto significa non produrne potenzialmente di nuovi” e risparmiare in termini di gas-serra e CO2. “Una t-shirt pesa 2 kg di Co2, un sofà pesa 250 kg di Co2, un cellulare pesa 50 kg di Co2.

Perché produrre un telefono pesa 100 grammi più 49,9 kg di Co2.Quindi questa è una cosa che bisogna tenere ben presente in mente”.

Nel 2022 grazie all’attività di Subito “si sono risparmiate diverse tonnellate di Co2”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, Salvini: “3 mesi di pausa estiva è unicum in Ue, tempo da rivedere”

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(Adnkronos) – “Dovremmo rivedere il nostro tempo scuola perché una cesura di tre mesi è un unicum a livello europeo”.Così il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sulla chiusura delle scuole in estate. “Ho ringraziato il ministro Valditara per i 400 milioni che ha messo sull’apertura estiva delle scuole – fa sapere il vicepremier -, perché per i ragazzi è una festa ma tre mesi non tutti i genitori se li possono permettere.

Piuttosto, scadenzare lungo l’anno qualche settimana di pausa anche peri ragazzi sarebbe meglio – sostiene Salvini – rispetto a una cesura trimestrale”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sydney, attacco in chiesa. Polizia: “E’ terrorismo”

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(Adnkronos) – L’attacco nella chiesa di rito orientale siriaco alle porte di Sydney, in cui un 16enne ha pugnalato il vescovo Mar Mari Emmanuel e ferito altri fedeli intervenuti per difendere il prelato, è indagato dalla polizia australiana come atto terroristico.  “Chiunque abbia informazioni su attività di estremisti o possibili minacce alla comunità si faccia avanti, non importa quanto piccola o insignificante possa apparire l’informazione”, si legge in un comunicato diffuso oggi dalla polizia del New South Wales che precisa che l’indagine sull’attacco è stata affidata alla team di anti-terrorismo che raggruppa diverse agenzie di sicurezza del governo australiano. Arrestato dalla polizia dopo essere stato bloccato dai fedeli, il 16enne ora è ricoverato, in stato di arresto, a causa delle ferite riportate durante la colluttazione. “Non c’è posto per la violenza nella nostra comunità, non c’è posto per la violenza estremista, noi siamo una nazione che ama la pace”, ha dichiarato il premier Anthony Albanese. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Depistaggio Borsellino, chiesta condanna per i tre poliziotti

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(Adnkronos) –
Il depistaggio sulla strage di Via D’Amelio “c’è stato” e la responsabilità “è dei poliziotti che non lo hanno fatto per una banale voglia di fare carriera ma per agevolare Cosa nostra.Un tradimento che non può essere perdonato”.

Ecco perché i tre poliziotti sul banco degli imputati “vanno condannati”.A pene pesanti.

Il procuratore generale di Caltanissetta, Fabio D’Anna, al termine di una requisitoria fiume, ha chiesto 11 anni e 10 mesi di carcere per Mario Bo e 9 anni e 6 mesi ciascuno per Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo.Le stesse pene richieste nel processo di primo grado.

Sono accusati di calunnia aggravata per aver costruito a tavolino falsi pentiti, inducendoli a mentire, per depistare le indagini sulla strage di via D’Amelio.Il tribunale di Caltanissetta, in primo grado, il 12 luglio 2022, aveva dichiarato prescritte le accuse contestate a Mario Bo e Fabrizio Mattei, mentre il terzo imputato, Michele Ribaudo venne assolto.

Ma la Procura generale non ci sta e chiede adesso la condanna per tutti.Con l’aggravante mafiosa.  “Le indagini, fin da subito dopo la strage, hanno subito un inquinamento probatorio”, dice il Procuratore generale D’Anna.

Che tira in ballo anche l’apparato dello Stato.Cioè i magistrati che 30 anni fa si occuparono delle indagini. “Leggendo la sentenza ci accorgiamo e non possiamo esimerci nel dire che a questo inquinamento probatorio ha contribuito anche il comportamento di alcuni colleghi.

Colleghi poco attenti che non sono stati in grado di cogliere elementi di indici di falsità dell’ex collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino”, dice.  “C’è stato un tradimento da parte degli apparati dello Stato che hanno tradito non solo Borsellino ma anche gli agenti della scorta.Un tradimento che non può essere perdonato.

Si può tradire per tanti motivi: per soldi, sì ce ne sono stati nei confronti di La Barbera ma non nei confronti degli odierni imputati, per la carriera, ma La Barbera non ne aveva bisogno, era ancora giovane e a breve sarebbe diventato questore, che motivo aveva di impelagarsi con un balordo come Scarantino”. “Un altro motivo – ha continuato – poteva essere il fatto che occorreva dare un colpevole da dare all’opinione pubblica: ma perché Scarantino?Cioè l’unico che faceva parte di una famiglia che non c’entrava.

Ma perché lui?La risposta me la sono data: l’unico interesse che spiega la pervicacia del gruppo Falcone-Borsellino è che loro sapevano perfettamente che con il loro comportamento stavano allontanando dalla verità delle indagini, vuoi per proteggere apparati dello Stato vuoi per proteggere apparati mafiosi”. Loro, gli imputati, “non sono, però, gli unici demoni”. “Sul banco degli imputati la fila di demoni dovrebbe essere lunga, ma o sono morti o l’hanno fatta franca”, dice il pm Maurizio Bonaccorso, applicato alla Procura generale. “Ci sono vertici e soggetti che l’hanno passata liscia e sappiamo chi sono”, aggiunge.

E poi sottolinea: “Ci sono una serie di elementi che danno certezza del coinvolgimento di figure istituzionali nell’eliminazione del dottore Borsellino”.  Secondo il sostituto procuratore generale Gaetano Bono, la sentenza di primo grado era “contraddittoria, illogica, iniqua e fuorviante”.Perché i poliziotti sul banco degli imputati, oggi tutti in pensione, hanno deliberatamente depistato le indagini sull’attentato a Paolo Borsellino. “Il regista del depistaggio fu Arnaldo La Barbera, morto alcuni anni fa da osannato investigatore antimafia”, aggiunge il pg Gaetano Bono, che al momento della strage era ancora una bambino di nove anni.

Dice: “Si registra una illogicità della sentenza di primo grado che a distanza di poche pagine traccia un quadro incoerente sull’attendibilità di Vincenzo Scarantino”, il falso collaboratore di giustizia che fece condannare sette innocenti, dice Bono che cita alcune frasi della sentenza di primo grado.I giudici scrivono: ‘E’ da ritenersi sussistente un nucleo di limitata attendibilità’, e Bono elenca “4 punti”. “Poi, a distanza di diverse pagine la sentenza afferma che ‘Scarantino è pienamente attendibile ove evidenzia un indottrinamento fin dal primo interrogatorio del giugno 1994′”, dice il pg.  Secondo il pg Gaetano Bono la sentenza va riformata “sia per i profili di fatto che di diritto”.

In quanto la “pronuncia assolutoria è incoerente”.Per l’accusa la “contraddittorietà riguarda l’associazione mafiosa che è la questione più importante di tutto il processo.

Si ritiene sussistente la circostanza aggravante che permetterebbe alla Corte di pronunciarsi sulle responsabilità di Mario Bo e Fabrizio Mattei ma anche su quella di Michele Ribaudo”.Secondo Bono “siamo in presenza di una motivazione insufficiente”. Il pm Maurizio Bonaccorso spiega nel suo lungo intervento: “Solo dopo la morte di Arnaldo La Barbera si scoprì che c’era un rapporto di collaborazione tra il poliziotto e il Sisde, da cui emerge che la Barbera aveva intrattenuto un rapporto di collaborazione dal febbraio 1986 al marzo 1988, con nome in codice ‘Rutilius’, mentre era dirigente della Squadra mobile di Venezia”.

L’ex dirigente ed ex questore di Palermo “era pagato in nero, e non per pagare i confidenti ma per esigenze personali, perché amava stare in albergo”, dice Bonaccorso . “Una situazione di una gravità inaudita un dirigente che viene finanziato in nero dai Servizi segreti”, aggiunge il pm.E se la prende con la sentenza di primo grado che “ha minimizzato un dato molto importante”.  Poi sottolinea che Arnaldo La Barbera “era a libro paga dei Madonia”. “La Barbera aveva un tenore di vita altissimo.

Abbiamo accertato che versava continuamente soldi sul suo conto corrente.In un anno circa 100 milioni di vecchie lire.

Difficile credere che si potesse trattare di trasferte.Neanche avesse fatto il giro del mondo.

Quello che è significativo sono le modalità in cui questo contante viene versato.Nel ’91 c’è un solo versamento di 8 milioni di lire, nel ’92 questa persona di colpo cambia abitudini rispetto alla sua attività bancaria e comincia a fare versamenti continui per importi davvero consistenti.

Certamente non sono tutti proventi illeciti ma questo dato ci conferma quello che hanno detto i collaboratori Vito Galatolo e Francesco Onorato e cioè che La Barbera era a libro paga dei Madonia.Quindi abbiamo un personaggio ambiguo che da un lato viene costantemente finanziato dal Sisde.

Dall’altra parte abbiamo i collaboratori che ci raccontano di un rapporto con la mafia”. Ribadisce poi che la “collaborazione tra la Procura di Caltanissetta e il Sisde nacque dall’ostinazione del Procuratore Tinebra”.Il magistrato parla di una “anomala collaborazione, per non dire inquietante, tra la Procura di Caltanissetta e il Sisde nella fase iniziale delle indagini”.

Poi, rivolgendosi alla difesa dei tre imputati dice: “Mi auguro di non sentire frasi da parte della difesa, sul fatto che si processano i morti, chi non è in grado di difendersi, sugli schizzi di fango, così come fatto in primo grado.Perché al di là delle frasi ad effetto mi piacerebbe capire cosa dovrebbe fare un pubblico ministero quando c’è l’ipotesi di un’azione delittuosa concorsuale nel momento in cui la figura centrale è deceduta.

Dovremmo archiviare anche per gli altri?E nemmeno si possono omettere tutte le argomentazioni che riguardano la figura centrale”.  Poi dice: “Ho il rammarico che, purtroppo, in questo processo non è stato possibile effettuare la discovery completa degli elementi finora emersi, e mi auguro che un giorno non dovremmo mangiarci le mani in relazione all’esigenza di preservare un indagine in corso”.

Il magistrato fa riferimento all’inchiesta sull’agenda rossa e sulla documentazione ritrovata a casa dell’ex dirigente della Squadra mobile di Palermo Arnaldo La Barbera.A settembre del 2023 un teste aveva detto: “A casa dei familiari di La Barbera c’è l’agenda rossa di Paolo Borsellino”.

E i carabinieri del Ros effettuarono perquisizioni molto accurate, l’agenda rossa non c’era.Però fu sequestrata una copiosa documentazione bancaria risalente all’inizio degli anni Novanta.

Sul conto di La Barbera sarebbero finiti tanti soldi, che lui stesso depositava mese dopo mese nel suo conto. “Fra il 1990 e il 1992 furono fatti versamenti per complessivi 114 milioni delle vecchie lire”, ha detto in aula il pubblico ministero Maurizio Bonaccorso. ”Le anomalie riguardano soprattutto il 1992, la Guardia di finanza ha accertato una sperequazione di circa 97 milioni rispetto al reddito percepito”. Nel corso della lunga requisitoria la Procura generale è tornata a parlare dell’agenda rossa di Paolo Borsellino. “In questa agenda lui annotava una serie di riflessioni sulla strage di Capaci nella speranza di essere sentito a Caltanissetta”, dice il pm Maurizio Bonaccorso. “La signora Agnese Piraino, vedova di Paolo Borsellino ha spiegato che, nella certezza di essere ucciso, Borsellino aveva cominciato a usare due agende, quella grigia e quella rossa, dove annotava sue riflessioni spiega la Procura generale – Il secondo dato è la presenza dell’agenda rossa nella borsa di Borsellino il 19 luglio 1992.Abbiamo sul punto le dichiarazioni della figlia, Lucia Borsellino, che ci dice: ‘Papà aveva tre agende, una marrone, dove metteva qualche dato e numeri di telefono, l’altra grigia, dove annotava alcune cose, e quella rossa che per lui era importantissima’.

Quella mattina aveva portato l’agenda con sé perché non verrà ritrovata a casa dei familiari”. “Altro dato significativo è che non stata Cosa Nostra ad appropriarsi dell’agenda rossa.Perché non è pensabile che sulla scena della strage ci fossero dei mafiosi intervenuti per appropriarsi dell’agenda”.

E ricorda che “la borsa ricompare nella stanza di Arnaldo La Barbera a mesi di distanza, in maniera irrituale, senza che sia stato fatto un verbale di sequestro, e soprattutto viene riconsegnata in maniera irrituale alla famiglia di Borsellino”.Dopo la richiesta di condanna ha preso la parola l’avvocato di parte civile Giuseppe D’Acquì che rappresenta due dei sette innocenti condannati ingiustamente, Natale Giuseppe Gambino e Gaetano Scotto.

Il processo è stato rinviato al prossimo 23 aprile per sentire le parti civili. (dall’inviata Elvira Terranova)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Barcellona, Nadal torna e batte Cobolli al primo turno

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(Adnkronos) – Rafa Nadal torna in campo e vince.Nel torneo Atp di Barcellona, il 37enne spagnolo si impone per 6-2, 6-3 in 1h25′ sull’italiano Flavio Cobolli nel match valido per il primo turno. Nadal, fermo da gennaio dopo i quarti raggiunti a Brisbane, domina la sfida ipotecando il primo set con un break che lo lancia sul 4-1.

L’iberico strappa il servizio una seconda volta all’azzurro per archiviare la prima frazione.Nel secondo set, Nadal scappa sul 2-0 prima di restituire il break (2-1).

L’equilibrio dura poco: lo spagnolo allunga di nuovo (3-1) e non si guarda più indietro.Il mancini di Manacor, che a Barcellona ha vinto 12 volte, ora affronterà l’australiano Alex de Minaur, numero 4 del tabellone. Prosegue intanto la corsa di Matteo Arnaldi.

L’azzurro si impone in rimonta sull’argentino Sebastian Baez, testa di serie numero 8 del torneo spagnolo, annullando tre match point all’avversario nel tie-break del secondo parziale, e chiudendo con il punteggio di 5-7, 7-6 (10-8), 6-2 in 2h50′.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)