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Atp Barcellona, Nadal fuori al secondo turno: De Minaur vince in 2 set

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(Adnkronos) – Rafa Nadal sconfitto al secondo turno del torneo Atp di Barcellona.Il 37enne spagnolo, al primo torneo dopo 4 mesi, viene sconfitto dall’australiano Alex de Minaur, testa di serie numero 4, che si impone per 7-5, 6-1 in 1h52′.

Nadal, reduce dalla vittoria ottenuta ieri contro Flavio Cobolli, tiene testa all’avversario nel primo set – sprecando una palla break sul 4-3 con la prospettiva di allungare – ma crolla nel secondo parziale. Eliminato anche Lorenzo Musetti.L’azzurro cede allo spagnolo Roberto Carballés Baena, che prevale per 7-6 (7-4), 6-4 in 2h15′.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Virtus Francavilla, la storia dell’avversario della Juve Stabia e l’arbitro

Virtus Francavilla, la storia in pillole del prossimo avversario della Juve Stabia e l’arbitro del match.

L’Unione Sportiva Virtus Francavilla Calcio è nata nel 2014 dalla fusione
delle due società calcistiche cittadine, la G.S.D. Virtus Francavilla (nata nel
2011 e voluta fortemente dal presidente Antonio Magrì) e l’A.S.D.Francavilla
Calcio (storica società fondata nel 1946), entrambe militanti, nella
stagione 2013-2014, nel campionato di Eccellenza Pugliese.

La storia della Virtus Francavilla.

Nella sua storia il Francavilla Calcio ha militato per 40 anni in campionati di
livello regionale (anche se per diversi anni di V livello nazionale) fino al 1986,
quando, sotto la presidenza di Giuseppe Ruggiero, ha ottenuto la promozione
nel Campionato Interregionale.

Al termine della stagione 2015-2016, classificandosi al primo posto nel girone
H di Serie D, la Virtus Francavilla di Calabro guadagna la promozione in Lega
Pro, approdando per la prima volta nella propria storia nel calcio
professionistico.La stagione 2020-2021 subisce forti condizionamenti per il persistere
della pandemia di COVID-19.

La quarta partecipazione della Virtus
alla Coppa Italia maggiore risulta limitata al solo primo turno, in match unico
disputato in trasferta, nel quale la Virtus viene sconfitta per 2-1
dal Catanzaro.Due anni fa finisce sesta in classifica ma ai playoff viene
eliminata al secondo turno e nella passata stagione viene richiamato in
panchina Mr.

Antonio Calabro con il quale chiude al 13° posto.Quest’anno
erano partiti con Alberto Villa in panchina prima di essere sostituito dall’ex
Cosenza Roberto Occhiuzzi, ma dopo dopo risultati non proprio esaltanti c’è
stato il ritorno di Mister Villa.

Lo score di questa stagione:
18^ in classifica con 33 punti dopo 36 gare
con 8 vittorie, 9 pareggi e 19 sconfitte 29 gol fatti e 49 subiti
In casa:
7 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte con 20 gol fatti e 19 subiti
Fuori casa:
1 vittoria, 4 pareggi e 13 sconfitte con 9 gol fatti e 30 subiti.

Il direttore di gara.

Sarà il sig.Simone Gavini della sezione AIA di Aprilia a dirigere il match Virtus Francavilla – Juve Stabia valevole per la 18^ giornata di ritorno del Campionato di Serie C girone C 2023 – 2024, in programma domenica 21 aprile 2024 allo stadio Giovanni Paolo II – Nuovarredo Arena di Francavilla Fontana con inizio alle ore 20.

Il sig.Gavini sarà coadiuvato dal sig.

Ionut Eusebiu Nechita della sezione AIA di Lecco e dal sig.Manuel Cavalli della sezione AIA di Bergamo, il IV° ufficiale sarà il sig.

Matteo Canci della sezione AIA di Carrara.

Scuola, Valditara: “No chiusure per feste non riconosciute dallo Stato”

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(Adnkronos) – “Definire le festività religiose è compito dello Stato, mentre definire il calendario scolastico è compito delle Regioni.Risulta illegittimo consentire a una scuola di sostituirsi allo Stato e alle Regioni riconoscendo di fatto festività religiose non riconosciute dall’ordinamento italiano, precludendo il diritto costituzionale allo studio di studenti di altra o nessuna religione”.

Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara rispondendo al question time alla Camera a interrogazioni sul provvedimento in materia del calendario scolastico.  
L’intervento sul calendario “che ho anticipato, peraltro previo l’assenso dell’intero governo, vuole innanzitutto evitare che la scuola precipiti nel caos o nella discriminazione. – continua Valditara – Abbiamo detto: solo 3 giorni di deroga sono consentiti, calcolando che sono normalmente usati nell’interesse delle famiglie degli studenti e dei docenti per organizzare i ‘ponti’ a cavallo di festività, il rischio è che si crei una competizione a rivendicare festività a seconda delle religioni o delle festività nazionali di ciascuna comunità, per accaparrarsi un giorno a scapito del tradizionale ponte”.  “Ogni comunità potrebbe a quel punto a buon diritto rivendicare un giorno di chiusura della scuola.Ma attenzione: chiudere una scuola significa privare del diritto costituzionale allo studio quasi sempre la maggioranza degli studenti che non si riconoscono in quella religione o in quella festa di una nazione straniera. – sottolinea Valditara – La futura normativa allo studio non sarà contro questa o quella religione, ma sarà concepita per garantire la difesa della legalità, per favorire una scuola ordinata che sappia assolvere ai propri compiti costituzionali in una società sempre più complessa e per assicurare il principio di non discriminazione fra le religioni e le nazionalità.

Siamo fermamente convinti che l’integrazione si fa tenendo le scuole aperte”. In merito al caso dell’istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello, che aveva deliberato la sospensione delle lezioni per il giorno di fine Ramadan, Valditara ribadisce di essere “intervenuto per far rispettare delle regole non banali, capisco che a qualcuno queste regole possano non interessare ma una democrazia vive nel rispetto della legge.La scuola modificando la sua precedente delibera ha riconosciuto che le regole erano state violate”. “Trovo grave che qualcuno abbia cercato di far passare un intervento volto semplicemente a ripristinare la legalità come ad un intervento addirittura razzista”, ha aggiunto Valditara.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Simone Viola: “Vi racconto mio nonno Scalfari attraverso i ricordi inediti di 100 amici”

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(Adnkronos) – La gaffe di Christian De Sica sulla bigamia di una vita, la procace vicina di casa che sconvolgeva i viaggi in ascensore, le lunghe nuotate al Pellicano, le feste nella casa di Velletri il 14 luglio, i capodanni a casa di Bianchina Riccio, Luca Barbarossa che fa il menestrello, le canzoni al piano con Arbore, le governanti che sapevano a memoria le storie su Calvino, lui e il principe Caracciolo completamente sbronzi.In ‘100 volte Scalfari’, in edicola allegato a ‘Repubblica’, ci sono decine di storie privatissime del fondatore, che per tutti resta ancora ‘il Direttore’.

Raccolte dal suo unico e adorato nipote, Simone Viola, 24 anni e un futuro da procuratore sportivo. “Non escludo il giornalismo, ma per ora l’ho praticato per caso”, dice all’Adnkronos.Il nonno lo affascinava con l’Illuminismo e la Rivoluzione francese, il giovane Simone rispondeva con il calcio. “Ne capiva poco, anni fa pensava che Silvio Piola fosse alla Roma, quando era una bandiera della Lazio.

Lo sport era l’unica materia in cui potevo giocarmela”. Nel libro, cento ricordi di altrettanti giornalisti, politici, attori, musicisti, collaboratori, amici, le definizioni di Scalfari vanno molto oltre l’ormai frusto soprannome ‘Barbapapà’: personaggio fiabesco, un attore, terribilmente simpatico, pronto all’immortalità come premio alla carriera, una leggenda, il massimo dello chic, conservatore sempre pronto a ricominciare, il solo capitano, “Voltaire, Pericle e Pannunzio in una sola barba”.Secondo Roberto Benigni, “poteva parlare, con la stessa intensità, di De Mita e di Rilke, della Confindustria e dell’Illuminismo”, e Simone Viola conferma: “In casa portava il personaggio pubblico, con le telefonate e le visite dei grandi della Storia, ma sapeva essere giocoso e molto affettuoso, allegro e scanzonato”.  Amato e temuto sul lavoro, conquistava uomini e donne con fascino e mosse inaspettate, come quando si sdraiò a terra davanti a Paolo Guzzanti: per lasciare ‘Repubblica’ e andare al ‘Corriere’ doveva passare sul suo corpo (non lo fece). Simone Viola nel 2011 si è trasferito a Parigi con la madre Donata, che era diventata corrispondente per il Tg5, e il padre Ettore, che lavorò come grafico a ‘Repubblica’ ed è nipote di Sandro, uno dei fondatori del giornale nel 1976. “Tornavamo spesso a Roma, e nella casa in campagna di Velletri.

Per me il nonno aveva un affetto smisurato, ma in generale amava parlare con i giovani e capire come vedevano il mondo”, commenta con l’Adnkronos l’autore del libro, uscito nell’anno in cui Scalfari ne avrebbe compiuti 100.Vissuti fino all’ultimo con la stessa curiosità: “Quando invecchi non è che smetti di desiderare o desideri di meno, hai solo meno forze per realizzarli, tutti quei desideri”, diceva. Non mancano le cronache della ‘messa cantata’, la mitica riunione di redazione, né i traumi per i bigliettini scritti da Scalfari e consegnati a chi prendeva buchi o faceva errori negli articoli.

Si narrava che al terzo si era licenziati.In generale, tra un certo benevolo ‘patriarcato’ (copyright Concita De Gregorio) e i metodi bruschi, si capisce perché non potrebbe più esistere un giornale come la ‘Repubblica’ di Scalfari: al primo cazziatone, i ventenni di oggi correrebbero a denunciarlo alle Risorse Umane e si metterebbero in malattia per sei mesi.

Invece gli ex discepoli rimpiangono certe sfuriate che valevano un master di giornalismo: “era una tecnica studiata per tenere sempre alta la nostra attenzione”, secondo Giorgio Dell’Arti. Chissà cosa sarebbe successo se il progetto del grande gruppo editoriale europeo, con ‘Le Monde’, ‘El Pais’ e ‘The Independent’ fosse andato in porto. “Ne parlano Bernard Guetta e Marc Semo – spiega Viola – nonno aveva una passione per la Francia e per i suoi giornali.D’altronde me ne accorgevo persino io che ero un ragazzino: tra i miei compagni di medie e liceo francesi c’era un maggiore interesse – e partecipazione – per la politica.

Lì i quotidiani hanno ancora un ruolo importante nella società, vengono distribuiti nelle università, e anche in termini di copie vendute l’Italia è rimasta indietro rispetto ad altri Paesi europei”. Giuliano Amato spiega come nasce il suo soprannome, ‘Dottor Sottile’, negli anni in cui lavorava a stretto contatto con Bettino Craxi, decisamente non amato da Scalfari: “La definizione nasce di fronte alla necessità in cui lo ponevo di distinguere tra i suoi giudizi negativi (a cui non rinunciava) e quel che di positivo gli mettevo davanti, inducendolo tuttavia a far convivere le due cose l’una accanto all’altra”. Tra l’invidia (ricambiata) di Renzo Piano, i ricordi scritti da Ugo Intini ed Ernesto Assante – recentemente scomparsi – ecco l’amico adolescente di Simone Viola che assiste alla scena di una chiamata di Papa Francesco “come fosse lo zio Peppino che telefona a casa”.Lo stretto rapporto tra Scalfari e Bergoglio è ormai noto, ed è stato anche oggetto di uno sketch di Maurizio Crozza (“L’ho fatto vedere a mio nonno, non ho mai capito se fosse divertito o contrariato”, confida Viola), e nel libro è raccontato dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, dalla segretaria del Direttore e pure dalla loro corrispondenza, pubblicata integralmente: “Carissima Santità, ho ricevuto il suo graditissimo regalo per il mio compleanno.

Lei sa quanto io Le sia affezionato.Mi cruccio di non poterla incontrare ma come sa, non esco più da casa.

Le ricordo che il mio ultimo pensiero prima di addormentarmi è per Lei e continuerà a essere così finché vivrò.Un fraterno abbraccio.

Eugenio Scalfari”.  (di Giorgio Rutelli)  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kinsella e il cancro al cervello, cos’è il glioblastoma che l’ha colpita

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(Adnkronos) – “Alla fine del 2022 mi è stato diagnosticato il glioblastoma, una forma di cancro al cervello aggressivo.Non l’ho condiviso prima perché volevo assicurarmi che i miei figli fossero in grado di ascoltare ed elaborare queste notizie nella privacy e adattarsi alla nostra ‘nuova normalità'”.

Inizia così il racconto affidato ai social dalla scrittrice britannica Sophie Kinsella, che ha voluto rendere pubblica la sua malattia spiegando di essere stata presa in carico da un team dell’University College Hospital di Londra e di aver subito un intervento chirurgico che è andato bene.A seguire “radioterapia e chemioterapia, che è ancora in corso”, ha aggiunto l’autrice di ‘I Love Shopping’.   Il glioblastoma è il più comune dei tumori maligni del cervello e in Italia colpisce circa 1.500 persone ogni anno, riferisce l’Osservatorio malattie rare (Omar).

Questa neoplasia si sviluppa a partire dalle cellule gliali, che svolgono importanti funzioni di sostegno e nutrizione delle cellule nervose, approfondisce una scheda pubblicata online sul sito dell’Irccs ospedale San Raffaele di Milano.Questo tumore può insorgere in qualsiasi parte del cervello “ed è generalmente caratterizzato da un rapido accrescimento e dalla capacità di infiltrare il tessuto circostante”, si legge.

Anche gli esperti dell’Istituto clinico Humanitas ne evidenziano l’aggressività.Nella ‘famiglia’ dei tumori gliali, fa parte della classe degli astrocitomi, che sono l’85% circa di tutti i gliomi dell’adulto.

Nel mondo i nuovi casi ogni anno sono circa 40mila.   I sintomi del glioblastoma, elenca il San Raffaele, variano a seconda della posizione nel cervello: mal di testa; nausea; vomito; debolezza; difficoltà di equilibrio; problemi di vista o udito; difficoltà di memoria e di linguaggio; crisi epilettiche; cambiamenti di personalità.E’ possibile inoltre che il glioblastoma esordisca in maniera simile ad un ictus, con un deficit neurologico improvviso, solitamente secondario al sanguinamento acuto della lesione.

I fattori di rischio del glioblastoma includono l’età avanzata, l’esposizione a radiazioni ionizzanti, la presenza di determinate mutazioni geniche, la storia familiare di tumori cerebrali.Tuttavia, la maggior parte dei casi si verificano in assenza di fattori di rischio noti.

Il sospetto di una lesione gliale di alto grado viene posto solitamente con la risonanza magnetica.La diagnosi è istologica e richiede un prelievo del tumore mediante un intervento neurochirurgico.   La ricerca è al lavoro per migliorare i trattamenti disponibili per questo tumore.

Attualmente il glioblastoma può essere affrontato con un triplice approccio: chirurgia per rimuovere il tumore, chemioterapia con temozolomide e radioterapia, spiega la Fondazione Veronesi, che aggiunge: “Ultimamente alcuni studi hanno dimostrato, in un sottogruppo di tumori, l’efficacia seppur parziale dell’immunoterapia.Strategie di cura che comunque non hanno mai migliorato sensibilmente il dato della sopravvivenza”.  Questa è una malattia che colpisce prevalentemente le persone dopo i 50 anni.

E purtroppo, nonostante le terapie, l’aspettativa di vita resta bassa.Ciò accade perché il glioblastoma presenta tassi di recidiva molto elevati.

E quando il tumore si ripresenta è spesso resistente alle terapie.Gli scienziati puntano ad approfondire proprio a cosa è dovuta la scarsa risposta alle terapie che caratterizza molti casi, con l’obiettivo di arrivare a trattamenti più mirati e di allungare la sopravvivenza.

E si lavora a terapie sperimentali, che è la missione anche di scienziati italiani attivi sia nel Belpaese che all’estero.Scienziati come Antonio Iavarone e Angelo Vescovi, che hanno all’attivo diverse pubblicazioni scientifiche al riguardo.   —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Furti di veicoli, in 10 anni ne sono spariti nel nulla quasi 1 milione

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(Adnkronos) – Continuano a crescere i furti di auto, moto e altri veicoli.Il 2023 ha registrato una nuova crescita in Italia: +7%.

Dal 2013 ad oggi sono stati rubati 1 milione e 550mila veicoli: solo 609mila sono stati ritrovati, di quasi 940mila si sono perse le tracce, instradati su mercati esteri o cannibalizzati e utilizzati per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio.A livello europeo il nostro Paese è secondo alla sola Francia, dove però i furti sono in deciso calo.

In tutti gli altri stati membri dell’UE si rubano meno di 40mila veicoli l’anno.E intanto la minaccia degli hacker si fa strada e vede sempre più veicoli colpiti da attacchi che ne mettono a rischio la sicurezza e la privacy del conducente.

Sono questi i principali trend che emergono dal “Dossier sui Furti di veicoli 2024”, elaborato da LoJack Italia, società del Gruppo CalAmp (Nasdaq: CAMP) leader nelle soluzioni telematiche per l’Automotive e nel recupero dei veicoli rubati, che ha raccolto e analizzato i dati forniti dal Ministero dell’Interno sul 2023 e li ha integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report nazionali e internazionali sul fenomeno.  Lo scorso anno si è registrata una nuova evidente crescita dei furti di veicoli (+7% vs 2022), che hanno raggiunto quota 131.679 unità nel nostro Paese.L’incremento ha toccato praticamente tutte le categorie di veicoli, vetture/SUV, moto/scooter.

Un aumento ancora più significativo ha riguardato nello specifico gli autoveicoli (+11%), ritornati vicini alle 100mila sottrazioni annue, mentre hanno registrato solo un leggero incremento i motoveicoli (+2%).Rimane ben sotto la metà del totale rubato, al 44%, la percentuale di veicoli recuperati e restituiti al legittimo proprietario a seguito del furto.

Il dato conferma le difficoltà di contrasto di questo crimine e come queste attività siano oggi prerogativa di vere e proprie holding di smercio e/o di smontaggio dei veicoli sottratti, in grado di agire con grande tempestività e di instradare i veicoli oppure le singole componenti disassemblate lungo le direttrici balcaniche dell’Est Europa oppure verso il Nord Africa e perfino in Medio Oriente.  Dal post COVID in poi questo business criminale ha vissuto una fase di continua crescita, tale da aumentare il livello di allerta registrato soprattutto in alcune aree del nostro Paese, in special modo per i possessori dei veicoli più gettonati dai ladri di auto.Osservando il trend degli ultimi dieci anni, dal 2013 al 2023 i dati si rivelano decisamente allarmanti, nonostante il quasi totale fermo delle attività nel 2020: 1 milione 550mila sono stati i veicoli (auto, SUV/Crossover, VAN, mezzi pesanti, motoveicoli) rubati in Italia.

Di questi solo 609mila sono stati recuperati (il 39% del totale), 939.500 sono spariti nel nulla.Se guardiamo alle sole quattro ruote, dal 2013 a oggi le sottrazioni ammontano a oltre 1 milione e 113mila, poche centinaia di migliaia di unità in meno rispetto alle immatricolazioni di vetture registrate nel 2023.  Ma quali sono i trend che stanno guidando questa crescita?

Senza dubbio incide l’utilizzo sempre più frequente da parte dei ladri di dispositivi hi-tech in grado di agevolare e rendere più rapida e meno vistosa la violazione delle auto di ultima generazione e la loro sottrazione.LoJack stima che oggi oltre 1 sottrazione su 3 di veicoli dotati di sistemi di apertura contactless (con apertura e chiusura dell’abitacolo senza l’inserimento della chiave) venga portato a termine anche grazie all’impiego di device tecnologici, spesso acquistabili online per pochi euro.

La crescente attenzione verso gli Sport Utility Vehicles è il secondo fattore trainante degli ultimi anni.Oggi oltre 1 furto di autoveicolo su 5 riguarda i SUV/Crossover, una categoria sempre più attrattiva per questo business sia grazie alla crescente diffusione sul mercato nazionale (e alla conseguente ampia richiesta di pezzi di ricambio), sia grazie all’appeal che questa categoria registra su mercati esteri in cui vengono “piazzati” i mezzi prelevati nel nostro Paese.  Nelle grandi città come Milano e Roma e in alcune aree del nostro Paese (soprattutto se vicino a porti o a frontiere), il furto è spesso finalizzato al riciclaggio internazionale.

Un traffico redditizio in cui sono coinvolti i ladri che sottraggono fisicamente l’auto, i proprietari di garage o magazzini in cui l’auto solitamente viene lasciata a “decantare” alcune ore/giorni prima di essere smontata o caricata in container o veicoli commerciali, i trasportatori e infine i broker criminali che presidiano i vari passaggi e governano le operazioni fino alla vendita nel Paese di destinazione.Secondo gli esperti, chi sottrae fisicamente una utilitaria può assicurarsi un guadagno immediato di poco inferiore ai 1.000 euro, provento che può salire fino a 5mila euro per le vetture di lusso del valore di 100mila €.

Il costo del trasporto si aggira attorno ai 2-3mila €, se la vettura viene spostata verso l’Est, mentre l’intera operazione che comprende il trasporto del veicolo a bordo di una nave (all’interno di un container) può variare tra i 10.000 e i 15.000 €.Decisamente meno oneroso risulta spostare la vettura affidandosi a una staffetta di autisti che si danno il cambio alla guida dell’auto sottratta fino a destinazione: tra i 500 e i 1.000 euro il loro profitto.  “I dati relativi al 2023 e ai primi mesi dell’anno in corso certificano e consolidano i segnali registrati negli scorsi anni di recrudescenza del business criminale dei furti di auto”, ha osservato Maurizio Iperti, Presidente EMEA LoJack, “Un fenomeno che in alcune aree del nostro Paese assume contorni decisamente allarmanti.

Solo un intervento rapido ed efficace può ridurre le possibilità che del veicolo si perdano le tracce per sempre.Grazie alla nostra tecnologia e a un team di esperti che supporta sul campo le Forze dell’Ordine nella ricerca, oggi possiamo contare su percentuali di recupero doppie rispetto a quelle del mercato”  La classifica dei modelli di vetture più rubate riserva poche sorprese rispetto allo scorso anno, con quelli del Gruppo Stellantis che presidiano le posizioni di vertice.

In testa la FIAT Panda con 12.571 sottrazioni (1 autoveicolo rubato su 10 è una Panda), seguita dalla FIAT 500 (5.889), dalla FIAT Punto (4.604), dalla Lancia Ypsilon (4.472), dalla FIAT 500 L (2.637) e dalla Alfa Romeo Giulietta (2.075).Le ultime quattro posizioni sono occupate dalla Smart Fortwo (1.976), dalla Citroen C3 (1.741), dalla Volkswagen Golf (1.465) e dalla Renault Clio (1.365).

Oltre la metà dei furti di auto, il 54%, riguarda questi modelli.Una curiosità: in questa particolare graduatoria le tre vetture che più difficilmente vengono ritrovate sono, nell’ordine, Golf (la si recupera solo nel 35% dei casi), C3 (36%) e Fortwo (37%).

Nella categoria SUV/Crossover, i più ambiti sono la FIAT 500X (1.997 unità sottratte nel 2023, il 10% del totale SUV), seguito dalla Jeep Renegade (1.653), dalla Peugeot 3008 (778), Jeep Compass (713) e dalla Renault Captur (663).  L’incremento dei furti di autoveicoli (vetture + furgoni + SUV/Crossover) ha riguardato in modo abbastanza uniforme tutte le aree del Paese, ma, guardando alla distribuzione geografica del fenomeno, si conferma la totale polarizzazione sulle consuete cinque regioni a bollino rosso: nell’ordine Campania, Lazio, Puglia, Sicilia e Lombardia.Qui si registrano 80.559 delle 99.153 sottrazioni totali nazionali: 8 furti su 10 di fatto si concentrano in questi territori.

Il dato non sorprende, visti i trend degli anni passati e conferma una volta di più come le organizzazioni criminali privilegino operare all’interno delle grandi metropoli o in alcuni contesti del Sud Italia in cui queste hanno tradizionalmente radicato le proprie attività.  Il primato negativo della Campania resta irraggiungibile con 26.045 furti (+9% rispetto al 2022), seguita con distacco da Lazio, con 16.912 episodi (anch’esso in crescita lo scorso anno, del 12%), Puglia (14.978), Sicilia (13.174) e Lombardia (9.750 e +15% vs 2022). Campania e Lazio sono anche le Regioni in cui le percentuali di recupero restano più basse, rispettivamente al 36% e al 35%.In queste aree le speranze di rientrare in possesso della propria auto rubata si assottigliano: in quasi 2 casi su 3 la vettura rubata sparisce nel nulla dopo il furto.

Nel cuore della Puglia, invece, la sfida dei ritrovamenti di vetture rubate assume una sfumatura particolare.Qui, i già bassi tassi di recupero si traducono spesso in ritrovamenti che lasciano un’amara traccia: i veicoli recuperati sono spesso ridotti a relitti, smantellati in meno di 24 ore per la vendita dei pezzi di ricambio.

Diverse, invece, sono le Regioni in cui i proprietari di un’auto possono dormire possono tranquilli.Restano, infatti, otto le Regioni in cui le sottrazioni non raggiungono i 600 casi l’anno: Basilicata, Valle D’Aosta, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Molise, Trentino-Alto Adige e Umbria. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fondazione Cotec, più competitività per chi adotta pratiche per attrarre talenti

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(Adnkronos) – La percentuale di imprese che si aspetta un aumento del fatturato nel 2024 è maggiore tra quelle che adottano pratiche per attrarre e trattenere talenti rispetto alle altre (41% vs 31%).Nel Report annuale di Cotec – Fondazione per l’Innovazione, redatto in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne – Unioncamere, emerge il nesso diretto tra talenti e performance aziendali.

Questo si traduce in una maggiore competitività che si esprime anche sui mercati internazionali: sempre nel 2024, un aumento dell’export è atteso dal 36% delle imprese Talent strategy contro il 26% nel caso delle altre imprese.Con la trasformazione digitale, i laureati Stem sembrano attrarre sempre di più l’interesse delle imprese e delle pubbliche amministrazioni.  “Stiamo lavorando per dare un volto nuovo alla Pubblica amministrazione, per farla diventare ‘accessibile’, dinamica, competente, meritocratica e, dunque, attrattiva.

Vogliamo richiamare l’attenzione dei nostri giovani, favorire il loro ingresso nell’universo del pubblico impiego e, al tempo stesso, trattenere i talenti, garantendo loro percorsi di carriera basati sul merito.In questo senso ho molto apprezzato che nel Rapporto 2024 la Fondazione Cotec faccia riferimento a tre temi fondamentali e strettamente legati tra loro come appunto talenti, capacità e merito.

Solo valorizzando il capitale umano, in tutti i contesti, si possono ottenere risultati concreti e duraturi in termini di crescita umana e professionale del personale pubblico”, ha detto Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione, all’evento Talent Management – Una sfida per le imprese e la pubblica amministrazione, promosso da Cotec – Fondazione per l’Innovazione in collaborazione con Philip Morris Italia. La fuga dei talenti all’estero rappresenta un ulteriore problema significativo: l’Italia è considerata uno dei paesi europei meno ‘attraenti’.Secondo l’indicatore di Attrattività dei talenti dell’Ocse nell’Ue, l’Italia si posiziona al penultimo posto tra gli Stati membri.

Incremento salariale, benefit aziendali, flessibilità degli orari di lavoro e percorsi di crescita professionale sono solo alcune delle azioni che possono ridurre la “fuga” dei giovani cervelli italiani (nel decennio 2012 – 2021 una perdita complessiva di oltre 79mila giovani laureati). Nel Report Cotec dedicato al Talent Management sono stati riportati i dati emersi da una ricerca condotta da Intesa Sanpaolo in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, che stila l’identikit dell’expat laureato individuando le caratteristiche e le motivazioni più comuni che lo spingono ad abbandonare il Bel Paese, tra cui la ricerca di maggiori possibilità di carriera, di sviluppo e soprattutto di benessere aziendale, inclusa un’adeguata work-life balance. All’evento di oggi, dedicato al Talent management e alla discussione dei dati emersi nel Report Cotec, hanno partecipato Almaviva, Ferrovie dello Stato Italiane, Leonardo, Materias, Philip Morris Italia e Sisal, in una tavola rotonda in cui sono state presentate le relative talent strategies e avanzate ipotesi di soluzione a ricorrenti criticità, in dialogo anche con rappresentanti del sistema universitario (Università degli Studi di Padova e Luiss Guido Carli). —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Argentina, Estela de Carlotto (Nonne di Plaza de Mayo): “La memoria e verità in pericolo”

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(Adnkronos) – “Oggi, alcune delle politiche di ‘Memoria, verità e giustizia’ sono in pericolo.I discorsi dell’odio e del negazionismo, in molti casi pronunciati dagli integranti dei governi di turno, cercano di delegittimare la nostra lotta”.

A dirlo è Estela de Carlotto presidente dell’associazione delle Abuelas de Plaza de Mayo (Nonne di Plaza de Mayo), associazione nata per mettersi alla ricerca di ragazzi scomparsi in Argentina durante gli anni più bui della dittatura tra il 1976 e il 1983.Domani, giovedì 18 aprile 2024, sarà ricevuta in udienza speciale da papa Francesco. Più volte candidata al Nobel per la pace, durante la sua lectio magistralis per il conferimento della laurea honoris causa in Lingua e letterature didattiche e la traduzione, all’Università degli Studi Roma Tre, Estela de Carlotto ha spiegato: “Uno dei giorni più felici della mia vita è stato il 5 agosto del 2014, quando ebbi l’immensa fortuna di ritrovare mio nipote. È musicista, come suo papà, e nel suo cuore arde la fiamma di mia figlia Laura.

La sua apparizione è stata meravigliosa, come quella di ogni nipote che ha potuto recuperare la sua identità.Attualmente, abbiamo ritrovato 137 nipoti”, ha spiegato Estela de Carlotto. “La dittatura civico militare che tra il 1976 e il 1983 usurpò il potere in Argentina ha sequestrato e fatto scomparire migliaia di persone, compresi i nostri e le nostre nipoti.

Abbiamo iniziato a riunirci, prima come Madres di Plaza de Mayo, poi come Abuelas di Plaza de Mayo, e ci siamo rese conto che, insieme, potevamo farci ascoltare.E così, il nostro dramma personale si è convertito, negli anni, in una lotta pubblica e collettiva – sono state le sue parole – Nel mio caso, tutto è iniziato quando, grazie alla testimonianza di una sopravvissuta, venni a sapere che mia figlia aveva dato alla luce un bambino durante la sua prigionia: mio nipote.

La prima volta che andai a Plaza de Mayo tremavo come una foglia.C’erano molti militari, cavalli, fucili”. Estela de Carlotto indica anche i risultati raggiunti: “Negli Stati Uniti, un gruppo di scienziati – commossi dalla nostra lotta – lavorò per due anni per arrivare a ciò che si conosce come ‘indice di nonnità’.

E subito dopo, in Argentina, riuscimmo a creare la Banca nazionale dei dati genetici.Una banca unica al mondo che raccoglie e conserva i profili genetici delle famiglie dei nipoti e delle nipoti che cerchiamo e quelli delle persone che dubitano della loro identità, al fine di incrociarli”. Estela de Carlotto conclude: “Abbiamo anche favorito dei progressi in ambito legislativo, come l’inclusione degli articoli 7, 8 e 11 nella Convenzione internazionale sui Diritti del bambino.

Nel 1992 si è poi istituita la Commissione nazionale per il Diritto all’identità, una politica pubblica unica al mondo che ha il compito di proteggere il diritto all’identità delle bambine e dei bambini”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, c’è un piano segreto della Russia?

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(Adnkronos) – Un piano top secret per la Russia di Vladimir Putin nella guerra contro l’Ucraina per ‘plasmare’ il quadro internazionale. Poco più di un anno dopo l’inizio del conflitto, la Russia in un documento segreto del ministero degli Esteri tratteggiava piani per indebolire gli Stati Uniti e gli altri avversari occidentali, usando proprio la guerra con Kiev per forgiare un nuovo ordine globale libero da quella che veniva definita la dominazione americana.  “Dobbiamo continuare a modulare il nostro approccio alle relazioni con gli stati non amici – si legge nel documento datato 11 aprile 2023 che il Washington Post ha ottenuto da un servizio di intelligence europeo – è importante creare un meccanismo per trovare punti vulnerabili delle loro politiche estere e interne e puntare a sviluppare misure concrete per indebolire chi si oppone alla Russia”.  Tra queste misure il documento, che è un addendum secretato del rapporto pubblico sulla “Visione della politica estera della Federazione russa”, cita “un’offensiva attraverso campagne di informazioni” e altre azioni “nelle sfere militari, politiche, economiche, commerciali e di psicologia dell’informazione” contro la “coalizione dei Paesi non amici” guidata dagli Stati Uniti. Il documento, quindi, fornisce una conferma e anche delle linee guida di quella che ormai molti dell’élite di Mosca considera una guerra ibrida contro l’Occidente, in cui la Russia cerca di sovvertire il sostegno occidentale all’Ucraina creano tensioni nelle politiche interne di Usa e Paesi europei, attraverso campagne di propaganda a sostegno di politiche isolazioniste ed estremiste.Come dimostrano documenti del Cremlino rivelati nelle scorse settimane sempre dal Post.

Il nuovo documento offre una cornice più ampia, in cui si afferma che gli Stati Uniti guidano la coalizione dei “Paesi non amici” per indebolire la Russia considerata “una minaccia all’egemonia globale occidentale”.In questo quadro, il risultato della guerra in Ucraina “determinerà a un livello maggiore le linee del nuovo ordine mondiale”.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Clima, 38mila miliardi di danni ogni anno fino al 2050: lo studio

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(Adnkronos) – Anche se le emissioni di CO2 dovessero essere drasticamente ridotte a partire da oggi, l’economia mondiale è destinata a una riduzione del reddito del 19% fino al 2050 a causa dei cambiamenti climatici.In Italia il reddito medio si ridurrà del 15%, di più che in Francia (13%), ma meno che in Grecia (17%) e Spagna (18%).

Complessivamente, i danni annuali globali sono stimati in 38mila miliardi di dollari.E’ quanto emerge da un nuovo studio pubblicato su ‘Nature’ firmato da tre ricercatori del Potsdam Institute for Climate Impacts Research. Questi danni – secondo lo studio – sono sei volte superiori ai costi di mitigazione necessari per limitare il riscaldamento globale a due gradi.

Sulla base di dati empirici provenienti da oltre 1.600 regioni di tutto il mondo negli ultimi 40 anni, gli scienziati dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico (Pik) hanno valutato gli impatti futuri del cambiamento delle condizioni climatiche sulla crescita economica e sulla loro persistenza.  “Si prevedono forti riduzioni del reddito per la maggior parte delle regioni, tra cui il Nord America e l’Europa.L’Asia meridionale e l’Africa saranno le più colpite.

Le riduzioni sono causate dall’impatto del cambiamento climatico su vari aspetti rilevanti per la crescita economica, come le rese agricole, la produttività del lavoro o le infrastrutture”, afferma Maximilian Kotz, scienziato del Pik e primo autore dello studio.Complessivamente, i danni annuali globali sono stimati in 38mila miliardi di dollari, con una probabile forbice tra 19-59mila miliardi di dollari nel 2050.

Questi danni derivano principalmente dall’aumento delle temperature, ma anche da cambiamenti nelle precipitazioni e nella variabilità delle temperature.La considerazione di altri fenomeni meteorologici estremi, come tempeste o incendi, potrebbe farli aumentare ulteriormente. “La nostra analisi mostra che il cambiamento climatico causerà ingenti danni economici entro i prossimi 25 anni in quasi tutti i Paesi del mondo, anche in quelli altamente sviluppati come Germania, Francia e Stati Uniti – afferma Leonie Wenz, scienziata del Pik che ha guidato lo studio – Questi danni a breve termine sono il risultato delle nostre emissioni passate.

Avremo bisogno di maggiori sforzi di adattamento se vogliamo evitare almeno alcuni di questi danni.E dobbiamo ridurre drasticamente e immediatamente le nostre emissioni: in caso contrario, le perdite economiche diventeranno ancora più ingenti nella seconda metà del secolo, fino a raggiungere il 60% in media globale entro il 2100.

Questo dimostra chiaramente che proteggere il nostro clima è molto più conveniente che non farlo, e questo senza nemmeno considerare gli impatti non economici come la perdita di vite umane o di biodiversità”.  Ad oggi, le proiezioni globali dei danni economici causati dai cambiamenti climatici si concentrano tipicamente sugli impatti nazionali delle temperature medie annuali su orizzonti temporali lunghi.Includendo le più recenti scoperte empiriche sull’impatto del clima sulla crescita economica in più di 1.600 regioni subnazionali in tutto il mondo negli ultimi 40 anni e concentrandosi sui prossimi 26 anni, i ricercatori sono stati in grado di proiettare i danni subnazionali derivanti dai cambiamenti di temperatura e di precipitazioni in modo molto dettagliato nel tempo e nello spazio, riducendo al contempo le grandi incertezze associate alle proiezioni a lungo termine.

Gli scienziati hanno combinato modelli empirici con simulazioni climatiche all’avanguardia (Cmip-6).Inoltre, hanno valutato e tenuto conto della persistenza degli impatti climatici sull’economia in passato.   “Il nostro studio evidenzia la notevole iniquità degli impatti climatici: Troviamo danni quasi ovunque, ma i Paesi dei tropici saranno quelli che soffriranno di più perché sono già più caldi.

Un ulteriore aumento della temperatura sarà quindi più dannoso in questi Paesi.Si prevede che i Paesi meno responsabili del cambiamento climatico subiranno una perdita di reddito del 60% superiore a quella dei Paesi a più alto reddito e del 40% superiore a quella dei Paesi a più alte emissioni.

Sono anche quelli che hanno meno risorse per adattarsi ai suoi impatti.Spetta a noi decidere: un cambiamento strutturale verso un sistema di energia rinnovabile è necessario per la nostra sicurezza e ci farà risparmiare.

Rimanere sulla strada che stiamo percorrendo porterà a conseguenze catastrofiche.La temperatura del pianeta può essere stabilizzata solo se smettiamo di bruciare petrolio, gas e carbone”, afferma Anders Levermann, capo del dipartimento di ricerca Complexity Science del Potsdam Institute e coautore dello studio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cuneo, auto fuori strada: l’incidente a Vezza d’Alba, 2 morti e 3 feriti

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(Adnkronos) – Grave incidente stradale a Vezza d’Alba, nel cuneese.Per cause ancora in corso di accertamento un’auto è finita fuori strada con 5 persone a bordo, tutte di giovane età.

Due le vittime mentre un terzo occupante della vettura è stato elitrasportato in codice rosso.Gli altri due occupanti della vettura hanno riportato ferite da codice giallo.

Sul posto i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e le forze dell’ordine.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto in Giappone oggi, la scossa di magnitudo 6.4

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(Adnkronos) – Una scossa di terremoto di magnitudo 6.4 ha colpito il sudovest del Giappone.Lo rende noto l’emittente Nhk citando il Centro sismologico giapponese e spiegando che l’epicentro è stato registrato nel Canale di Bungo.

Non è stato emesso l’allarme tsunami. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G7 Capri, focus su Medio Oriente e Ucraina. Tajani: “Lavoriamo per sanzioni all’Iran”

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(Adnkronos) –
Al via a Capri la tre-giorni del G7 dedicata all’atteso vertice dei ministri degli Esteri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America.Una riunione che arriva in un periodo particolarmente delicato per gli equilibri internazionali.

Non solo il conflitto tra Russia e Ucraina, ma anche l’escalation vissuta in Medio Oriente, con l’attacco dell’Iran in Israele e le tensioni nella Striscia di Gaza.Il livello di allerta è altissimo e sia l’isola di Capri che Napoli sono letteralmente blindate.   “Noi lavoreremo per cercare insieme innanzitutto l’unità.

Vedremo se si potrà trovare una soluzione per infliggere delle sanzioni all’Iran e di che tipo.Ieri durante la riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea l’orientamento europeo era quello di dare sanzioni a chi dà missili e droni come quelli utilizzati contro l’Ucraina, contro Israele e contro i mercantili nel Mar Rosso”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, incontrando i giornalisti prima dell’inizio del vertice. Il titolare della Farnesina ha poi sottolineato che nel bilaterale con il segretario di Stato, Antony Blinken, in programma nelle prossime ore parlerà di de-escalation in Medio Oriente. “Stiamo lavorando per una de-escalation.

Ieri ho parlato a lungo con il ministro degli Esteri di Israele e gli ho detto qual era la nostra posizione”, ha spiegato Tajani, che riferendosi all’attacco di Teheran ha affermato che lo Stato ebraico ha ottenuto “una vittoria militare perché il 99% dei missili e dei droni non ha raggiunto l’obiettivo e quindi ha perso l’offensiva iraniana”. “Bisogna vedere cosa accadrà, che tipo di reazione ci sarà” da parte di Israele, ha proseguito Tajani, aggiungendo: “Noi ci auguriamo che prevalga sempre la prudenza.Ne parleremo certamente tutti insieme.

Lavoreremo per una de-escalation”.   “Perché ho scelto Capri?Ho scelto Capri perché è una bellissima isola italiana, il fiore all’occhiello della Regione Campania e il fiore all’occhiello della città di Napoli.

Un sito amato da tutti, quindi i miei ospiti hanno accolto con grande entusiasmo la decisione italiana di svolgere qui tre giorni di lavoro”, ha detto Tajani, in un video girato al suo arrivo nell’isola e pubblicato sul suo account X. “Naturalmente parleremo della situazione in Medio Oriente, quello che è accaduto tra Iran e Israele, la situazione a Gaza, la situazione nel Mar Rosso, ma anche la guerra in Ucraina.Noi vogliamo sostenere la libertà e l’indipendenza di Kiev”.

ha aggiunto il titolare della Farnesina.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stem women congress, a Milano la prima edizione italiana

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(Adnkronos) – Incontro, dialogo e confronto per il sostegno e lo sviluppo delle carriere femminili nei settori scientifico-tecnologici.In nuce, è questo il significato dello Stem women congress, al suo debutto per la prima volta in Italia, il 28 maggio a Milano grazie all’intuizione di Orange media group, network di comunicazione indipendente, di Fma hub agenzia specializzata negli eventi, e Women at Business, piattaforma di incontri professionali tra donne e aziende, in sinergia con il Comune di Milano e in particolare con il Patto per il Lavoro. Rivolto ad aziende, istituzioni, scuole e organizzazioni, il format è nato a Barcellona nel 2019 su iniziativa della Stem women association: Stem – che in inglese è l’acronimo di science, technology, engineering, mathematics – è il termine utilizzato per indicare le discipline che afferiscono alla scienza, alla tecnologia, all’ingegneria e alla matematica.

Un ambito in cui la parità di genere è ancora, non solo in Italia, ma da noi in modo ancora più drammatico, molto lontana dall’essere raggiunta, come evidenzia lo Swc annual report 2023: se tutte le bambine e ragazze di età tra 0 e 16 anni optassero oggi per una carriera Stem, non si raggiungerebbe il 50% di presenza femminile nel settore fino al 2050.Non solo: in Italia la media dei laureati Stem è del 6,7%, rispetto al 12-13% europeo e solo 1 su 3 è di sesso femminile, con le donne che occupano solo il 22% di tutti i posti di lavoro tecnologici nelle aziende europee.

Solo il 15% sceglie studi Stem secondo l’Osservatorio di Fondazione Deloitte con una penalizzazione forte nel gender pay gap che vede le donne a parità di carriera e competenze pagate meno degli uomini.Numeri che devono ancora fare molto riflettere.  La giornata si articolerà con un’alternanza di speech delle imprese e panel di condivisione progetti per poi dare spazio all’interazione tra candidate e aziende: dalla lettura del Manifesto, ai dati Ipsos del settore agli interventi più autorevoli di grandi talenti femminili in diversi settori Stem.

Dal palco alla platea si alterneranno voci d’ispirazione per le giovani che vogliano iniziare un percorso lavorativo ma anche incoraggiamento per le donne che hanno incontrato ostacoli nel proseguire.Ad aprire la prima edizione in Italia, sarà il Comune di Milano con Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro, che il 9 maggio a Madrid virtualmente raccoglierà il testimone per un simbolico passaggio dall’evento spagnolo.  “Siamo molto felici che Milano ospiti un evento come questo, che avvicinerà concretamente le ragazze della città ai percorsi di formazione e ai mestieri dell’area Stem” dichiara Alessia Cappello, Assessora alle Politiche del Lavoro e Sviluppo Economico del Comune di Milano. “Lo Stem women congress è infatti subito diventato uno dei progetti del Patto per il Lavoro, il grande piano sottoscritto 3 anni fa tra i protagonisti del mondo del lavoro e della formazione della città per promuovere opportunità di crescita professionale, colmare il mismatch tra domanda e offerta e favorire l’empowerment femminile.

Non vediamo l’ora che le ragazze trovino grazie a questo evento ispirazione, orientamento e, soprattutto, occasioni di lavoro in ambito tecnico-scientifico”. “E’ un privilegio e una responsabilità portare in Italia questo format di congresso internazionale, uno strumento concreto per attuare un cambiamento culturale necessario affinché le bambine e le ragazze possano avere accesso a studi, formazione e carriere negli ambiti Stem” dichiara Laura Basili, presidente di Stem women congress Italia. “Abbiamo già tutto: serve solo maturare la consapevolezza, tutti insieme, che il cambiamento è davvero già possibile.L’entusiasmo riscontrato nelle istituzioni, aziende, scuole, community femminili, giovani e famiglie ci dice che la strada è quella giusta.

Soprattutto per generare un dibattito costruttivo e trovare soluzioni misurabili rivolte alle pari opportunità e al superamento, finalmente, del gender gap”.  Aggiunge Matteo De Laurentis, general manager di Stem women congress Italia: “Ci sono diversi fattori sociali e culturali che scoraggiano i giovani talenti, soprattutto quelli femminili, dallo scegliere questo tipo di carriere; noi vogliamo aiutare questi talenti a conoscere le opzioni Stem.Il congresso promuove dunque una missione di cambiamento e di crescita, per costruire un futuro in cui l’uguaglianza di genere sia una realtà tangibile, soprattutto nei settori Stem”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Si sente male su volo Torino-Lamezia Terme, morto giovane passeggero

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(Adnkronos) – Tragedia questa mattina all’aeroporto di Torino Caselle dove un uomo trentenne è morto dopo essersi sentito male mentre era in volo dal capoluogo piemontese verso Lamezia Terme.  Secondo una prima ricostruzione, la vittima, che si trovava in compagnia della moglie, si sarebbe sentito male quando era a metà del tragitto e avrebbe ricevuto un primo soccorso a bordo mentre il comandante ha invertito la rotta e fatto rientro nello scalo torinese per un atterraggio di emergenza.All’arrivo, si apprende dalla Sagat, la società che gestisce l’aeroporto, l’aereo era atteso in pista dall’ambulanza aeroportuale e dal personale medico aeroportuale.  Medico e infermiere sono saliti immediatamente a bordo dell’aereo e hanno prestato soccorso ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare, il passeggero è deceduto.

La moglie colpita da malore è stata accompagnata in ospedale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Engineering al 5G&CO, driver strategico per lo sviluppo del settore telco e media

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(Adnkronos) – L’AI al centro dello sviluppo del settore Telco e Media attraverso una costante integrazione con le tecnologie di frontiera come il 5G, per creare ecosistemi digitali ad alte prestazioni, sicuri e capaci di offrire servizi sempre più immersivi e di abilitare soluzioni che portano benefici reali ai cittadini. È questo uno dei messaggi chiave che Engineering, azienda leader nei processi di digitalizzazione per aziende e Pa, ha portato al 5G&Co, conferenza promossa dal Cnit, in programma a Roma il 16 e 17 aprile.Nel corso della due giorni, Engineering è intervenuta con il ceo Maximo Ibarra, Nello Luzi (telco & media executive director) e Giuseppe Sajeva (direttore tecnico, PNT Italia).  Intervistato da Andrea Biondi del Sole24Ore, Maximo Ibarra ha spiegato in che modo una digital transformation company come Engineering può supportare la crescita e l’innovazione del settore Telco: “Attraverso le nostre competenze in tecnologie all’avanguardia come l’Intelligenza Artificiale, e grazie alla nostra profonda conoscenza del settore, in Engineering agiamo su 3 direttrici: garantire e migliorare la business continuity delle piattaforme esistenti; abilitare la loro evoluzione, utilizzando l’AI per ottimizzare le risorse di rete e realizzare servizi sempre più data oriented e quindi personalizzabili; creare ecosistemi digitali che permettano a player del mondo Telco e Media di creare sinergie con operatori provenienti da altri mercati, come quelli dell’energy o del fintech.

Tre sfide che affrontiamo con le nostre soluzioni proprietarie e in partnership con importanti tech player internazionali”. Nel panel ‘5G e Intelligenza Artificiale’, Nello Luzi ha spiegato: “AI e 5G sono due tecnologie assolutamente complementari, che interagendo sinergicamente, creano un ecosistema tecnologico avanzato dove abilitare l’edge computing, espandere l’IoT in settori strategici come l’Industry 4.0, le smart city e le reti di trasporto intelligenti, migliorare l’interazione tra l’uomo e la macchina”.Giuseppe Sajeva, intervenendo nel panel ‘5G e sanità’ ha invece raccontato i vantaggi della Telemedicina e la roadmap della Piattaforma nazionale di telemedicina, realizzata da Engineering insieme con Almaviva: “Lo sviluppo delle tecnologie di telecomunicazione, in particolare reti ad alte prestazioni e affidabilità come quelle del 5G, stanno abilitando nuove modalità per la presa in cura dei pazienti, in particolare per quelli con fragilità e anziani, che possono usufruire di prestazioni sanitarie direttamente dal proprio domiciliare.

In questo contesto la Piattaforma nazionale di telemedicina offrirà modelli di governo e monitoraggio e strumenti per ottimizzare i percorsi di cura, diffondendo le migliori pratiche”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattia Giani, morto per malore in campo: si indaga per omicidio colposo

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(Adnkronos) – Si indaga per omicidio colposo dopo la morte di Mattia Giani, il calciatore 26enne deceduto per un arresto cardiaco durante una partita.Al momento non risultano persone indagate nel fascicolo d’indagine aperto dalla Procura di Firenze.  L’indagine della Procura è stata avviata dopo che i genitori di Mattia Giani sono stati sentiti martedì 16 aprile, ‘a sommarie informazioni’ come persone informate sui fatti dai carabinieri della compagnia di San Miniato (Pisa), comune in cui la famiglia del 26enne risiede.

Il punto da chiarire, secondo genitori del calciatore, è quello che riguarda la tempistica dei soccorsi.I genitori di Mattia Giani, che ancora non hanno presentato una denuncia, erano sulle tribune dello stadio di Campi Bisenzio domenica scorsa e hanno seguito momento per momento quello che stava accadendo nel campo di gioco. Domenica 14 aprile il calciatore del Castelfiorentino United si è sentito male durante una partita del campionato di Eccellenza contro il Lanciotto Campi allo stadio di Campi Bisenzio in provincia di Firenze.

Il 26enne è morto il lunedì successivo all’ospedale fiorentino di Careggi.Il pubblico ministero titolare del fascicolo, Giuseppe Ledda, ha disposto che venga effettuato l’esame autoptico sulla salma. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Negli Emirati mai così tanta pioggia in 75 anni, 18 morti in Oman per alluvione

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(Adnkronos) – Oltre 250 millimetri di pioggia in meno di 24 ore, le precipitazioni più abbondanti degli ultimi 75 anni.Con strade allagate, palme sradicate, facciate degli edifici distrutti e un uomo di 70 anni che ha perso la vita dopo essere stato trascinato con la sua auto a Ras Al Khaimah.

Succede negli Emirati Arabi Uniti che, come si legge in una nota del governo, sono stati colpiti dalle piogge più forti dal 1949.  La perturbazione si è poi spostata nella Penisola Arabica e verso il Golfo dell’Oman.Ed è proprio in Oman che il bilancio delle vittime delle inondazioni causate dalle piogge è più alto: almeno 18 morti, come ha reso noto il Comitato nazionale per la gestione delle emergenze di Muscat.

Tra loro anche studenti, come ha riferito l’agenzia di stampa omanita. Le Nazioni Unite confermano che a Dubai in sole 12 ore sono caduti cento millimetri di pioggia, tanta quanta ne cade solitamente in un anno intero.E nonostante gli allarmi che erano stati diramati, le stesse autorità sono rimaste stupite della potenza delle precipitazioni oltre che della loro rapidità.

Duro colpo anche per la circolazione e il traffico, che è stato bloccato.Chiuso l’aeroporto internazionale di Dubai, il secondo più trafficato al mondo, dove i voli sono stati cancellati e la compagnia Emirates ha cancellato i check in per i passeggeri in partenza da Dubai.  Grandi disagi anche per gli automobilisti che, sorpresi dalla pioggia caduta così forte e così rapidamente, sono stati costretti ad abbandonare le loro auto in strade trasformate in fiumi.

Allagata anche una stazione della metropolitana di Dubai. Dagli Emirati, la perturbazione si è poi spostata verso est colpendo alcune zone dell’Iran meridionale e del Pakistan.La città più meridionale dell’Iran, Chabahar, nella provincia del Sistan e del Baluchistan, ha registrato 130 millimetri di pioggia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Massimo Ghini: “‘Doris’ campione di incassi non me lo aspettavo, mi manca il fiato”

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(Adnkronos) – “Confesso la mia sorpresa, nessuno di noi se lo aspettava, trovarsi in testa al botteghino, campione di incassi, solo al pensiero mi manca il respiro.E di biopic ne ho interpretati tanti, dal giovane papa Roncalli a Galeazzo Ciano, forse persino più di ‘Picchio’ Favino.

Avevo qualche timore all’inizio sulla tenuta del film, speravo sulla curiosità degli spettatori.Un risultato che va al di là di ogni aspettativa”.

Massimo Ghini parla all’Adnkronos e commenta il film di Giacomo Campiotti, di cui è protagonista, ‘Ennio Doris – C’è anche domani’ dedicato al fondatore della Banca Mediolanum, primo in classifica nel box office di ieri con 94mila euro incassati e un totale ad oggi di oltre 350mila euro. “Abbiamo raccontato una storia vera, quella di una famiglia semplice, unita – aggiunge Ghini – I Doris sono tra le quattro famiglie più ricche d’Italia, non si danno arie, scherzando l’ho detto alla moglie Lina, ai figli Massimo e Annalisa, ‘ma voi siete una famiglia finta’.Ho conosciuto gente arrogante, presuntuosa.

I Doris non sono così, al contrario sono educati, gentili, rispettosi.Lina, la moglie del banchiere, me la sono trovata seduta su un tronco d’albero, ‘non voglio disturbare’, mi ha detto facendomi anche complimenti inattesi.

Io non sono alto come Ennio, non ho i suoi occhi azzurri – prosegue Ghini – Eppure la moglie mi ha confessato di essere stata sorpresa non tanto dall’interpretazione fisica, ma soprattutto dal modo di comportarmi, dalla mia grinta.In tutto questo riconosceva il marito, ne sono stato profondamente lusingato”. E Massimo Ghini conclude ricordando di “aver conosciuto Ennio Doris grazie a questo film.

Un uomo che ha costruito un impero, che ha lasciato un segno e una eredità morale – spiega l’attore- E lo si vede da tutte quelle persone che lavorano nella sua banca Mediolanum.Positive, entusiaste, sanno di far parte di una grossa squadra, di un team.

Li ho conosciuti sul set, ed è proprio così.Fanno i soldi, lavorano con slancio e passione e rispettano il prossimo.

E’ questo l’insegnamento che ci lascia il grande Ennio Doris”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mare, Barbaro (Mase): “Italia promuoverà approvazione accordo mondiale Bbnj”

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(Adnkronos) – “L’Italia si impegna a promuovere, nell’ambito della Presidenza G7, una dichiarazione politica che consenta di raggiungere l’obiettivo della ratifica dell’accordo mondiale Bbnj.Questo entro la terza conferenza Onu sugli oceani (Unoc-3) programmata a Nizza a giugno 2025.

Bbnj, è l’accordo sulla conservazione e uso sostenibile della biodiversità marina delle aree al di là della giurisdizione nazionale, è uno strumento importantissimo di rafforzamento della governance dell’alto mare, e reale contributo all’implementazione di obiettivi ambiziosi internazionali quali il target sulla conservazione del 30% dell’Oceano mondiale entro il 2030”.Così il sottosegretario al Mase Claudio Barbaro nel suo intervento odierno alla IX Our Ocean Conference di Atene, alla presenza di 15 Capi di Stato, 62 ministri e sottosegretari e 120 delegazioni di governo.  Nella IX edizione della Our Ocean Conference, sono stati trattati i temi del turismo sostenibile nelle aree costiere e insulari, con particolare attenzione agli interessi delle comunità locali e delle piccole isole, oltreché all’adattamento del settore turistico ai cambiamenti climatici; il green shipping, incluso la decarbonizzazione, la riduzione di emissioni inquinanti (diossido di zolfo e di azoto) e la gestione dei rifiuti; la riduzione dell’inquinamento marino da plastica e microplastica e la transizione verde nel Mediterraneo.

Particolare attenzione, infine, è stata riservata all’Accordo mondiale sulla conservazione e uso sostenibile della biodiversità marina delle aree al di là della giurisdizione nazionale quale storico successo in tema marino, con focus alla implementazione dei suoi goal.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)