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Mielofibrosi, Vannucchi (UniFi): “Nuovo Jak inibitore migliora anche anemia”

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(Adnkronos) – “L’anemia è uno dei problemi più importanti nel paziente con mielofibrosi”, un tumore del midollo osseo caratterizzato dal progressivo accumulo di tessuto fibroso che impatta sulla produzione di globuli rossi, bianchi e piastrine. “Il 40% dei pazienti ha un’anemia al momento della diagnosi”, pazienti “che anche come conseguenza dei trattamenti attuali della mielofibrosi diventano il 60-70%, con una quota rilevante di trasfusione-dipendenti.I farmaci per controllare questa condizione sono efficaci nel 20% dei pazienti, ma tale effetto si perde entro l’anno e le trasfusioni ripetute possono causare accumulo di ferro negli organi con sviluppo di conseguente tossicità.

Questa condizione si associa a un’astenia che ha un altissimo impatto sulla qualità della vita.Si stanno sviluppando ora farmaci” come momelotinib, “che pur appartenendo alla famiglia dei Jak inibitori riescono a migliorare l’anemia anche in una fetta di pazienti anemici e trasfusione-dipendenti”.

Così Alessandro Maria Vannucchi, professore ordinario di Ematologia, Università di Firenze e direttore della Struttura complessa di Ematologia, Azienda ospedaliera universitaria Careggi, intervenendo oggi a Verona a un incontro con la stampa organizzato da Gsk. “La mielofibrosi, una neoplasia mieloproliferativa cronica – spiega Vannucchi – viene alle volte diagnosticata in modo del tutto casuale per il riscontro di alterati valori all’esame del sangue o per i sintomi che il paziente riferisce”.La mielofibrosi “si differenzia dalla policitemia vera e della trombocitemia essenziale, che sono le altre neoplasie mieloproliferative croniche.

Il paziente con mielofibrosi generalmente si presenta con una serie di sintomi che sono legati soprattutto all’aumento di volume della milza che, quindi, a sua volta può causare dei disturbi dal punto di vista digestivo, come una sensazione di pienezza.Ci sono anche manifestazioni sistemiche, nelle forme più avanzate, come la perdita di peso, sudorazioni notturne importanti e, a volte, anche una febbricola che non ha altre motivazioni.

La riduzione del numero di globuli rossi, quindi l’anemia, comporta tutti i sintomi della facile stancabilità, ma anche difficoltà a concentrarsi”. La terapia della mielofibrosi “è stata largamente palliativa fino all’introduzione dei Jak inibitori”, introdotti a partire dalla comprensione che la maggior parte dei sintomi e delle manifestazioni cliniche della mielofibrosi sono dovuti all’infiammazione e al sovraccarico di citochine, causati da un “problema nella Jak-Stat – illustra il professore – che è una via intracellulare importante per la regolazione dell’attività delle cellule del midollo, ma anche, e soprattutto, per l’ambiente infiammatorio.Questi farmaci, che vanno a inibire questa via di segnalazione Jak-Stat attivata, sono risultati efficaci soprattutto su alcuni bisogni clinici importanti del paziente quali l’aumento di volume della milza e sulla sintomatologia sistemica”. “L’anemia, che impatta molto sulla qualità della vita – rimarca Vannucchi – è difficile da trattare.

Ci sono stati tutta una serie di tentativi nel corso degli anni con farmaci che peraltro, in parte, si continuano a utilizzare – eritropoietina, ormoni di tipo androgenico – per stimolare il midollo.Sono però terapie che hanno efficacia in una piccola percentuale dei pazienti e per un tempo generalmente molto breve.

Il problema è stato complicato dal fatto che la maggior parte dei Jak inibitori hanno, come effetto collaterale, molto spesso, anche se non necessariamente, un peggioramento dell’anemia”.Per “alcuni pazienti che già partivano anemici”, si assiste a “un peggioramento.

Altri che partivano con un problema di emoglobina quasi al limite della normalità sono diventati anemici e, in alcuni casi, anche trasfusione-dipendenti.Questa non è una regola: molti pazienti tollerano i Jak2 inibitori più vecchi nel loro uso clinico senza sviluppare un’anemia trasfusione dipendente”. Più recentemente “si è osservato però che ci sono delle molecole” come momelotinib, approvato in Europa e negli Stati Uniti, “che appartengono alla famiglia dei Jak inibitori – precisa l’ematologo – però hanno anche dei bersagli molecolari aggiuntivi, rispetto alla sola Jak2, e che, pur mantenendo un’efficacia sulla splenomegalia e sui sintomi, hanno anche spesso una importante efficacia sull’anemia, correggendola.

In questi pazienti, che partono anemici o che sviluppano anemia sotto trattamento di un Jak inibitore, rappresentano una valida alternativa”. In questo momento “c’è un panorama estremamente variegato di molecole che vengono indagate negli studi clinici come molecola singola oppure in aggiunta a un Jak inibitore – conclude Vannucchi – in modo quindi da sfruttare l’effetto, l’efficacia del Jak inibitori, magari potenziandola, oppure cercando di prevenire o di ridurre gli effetti collaterali tipo quello della citopenia indotta dal Jak inibitori”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mielofibrosi, Passamonti (UniMi): “Con meno trasfusioni si vive di più e meglio”

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(Adnkronos) – “Risolvere il problema dell’anemia e avere un minor numero di pazienti con mielofibrosi che sono trasfusioni-dipendenti potrebbe sicuramente impattare molto sulla loro qualità e quantità di vita, perché il paziente trasfusione-indipendente vive di più e meglio” e questo “è un dato estremamente importante”.Lo ha detto Francesco Passamonti, professore ordinario di Ematologia, Università degli Studi di Milano e direttore di Struttura complessa, dipartimento di Oncologia e Onco-Ematologia del Policlinico di Milano, intervenendo questa mattina a Verona in un incontro con i giornalisti organizzato da Gsk, in cui sono state presentate le ultime novità terapeutiche per la cura di questa neoplasia del midollo osseo caratterizzata dalla proliferazione di globuli rossi anomali e dall’accumulo di tessuto fibroso. “I problemi principali del paziente con mielofibrosi sono la splenomegalia”, ingrossamento della milza, “la presenza di sintomatologia sistemica e l’anemia o la piastinopenia – spiega Passamonti – I farmaci attualmente impiegati per la cura della mielofibrosi, i Jak inibitori ruxolitinib e fedratinib, approvati in Italia e rimborsati per la prima linea ruxolitinib e per la prima e seconda linea fedratinib, riducono la splenomegalia e migliorano i sintomi sistemici, ma possono anche peggiorare l’anemia.

Recentemente, ha ricevuto approvazione”, anche in Europa, un nuovo Jak inibitore, “momelotinib, per il paziente con mielofibrosi anemico perché questa molecola ha dimostrato di migliorare non solo la splenomegalia, ma anche l’anemia”. “Alle nuove molecole per la cura della mielofibrosi, infatti – illustra il professore – chiediamo di affrontare anche il problema dell’anemia, perché il 20% di questi pazienti richiede trasfusioni e si devono recare all’ospedale inizialmente una volta al mese, poi ogni 3 settimane, poi ogni 2, ogni una e anche 2 volte a settimana, perché ovviamente nel tempo c’è un minimo di refrattarietà alle trasfusioni e, soprattutto, la malattia progredisce”.Negli accessi all’ospedale, spesso il paziente deve “essere accompagnato da un caregiver”, cosa che comporta una “perdita di giorni di lavoro per entrambi e un impatto sociale estremamente importante”.

A livello clinico, inoltre, “c’è soprattutto un accumulo di ferro nel cuore, nei reni, nel fegato.La cosa non dà problemi in 6 mesi, ma in anni.

Quindi un’anemia cronica trasfusione-dipendente può avere una serie di problemi”.  “La mielofibrosi, definibile rara data l’incidenza di 1,2-1,4 nuovi casi nei 100mila abitanti/anno – prosegue Passamonti – ha degli aspetti che noi chiamiamo mielopoliferativi come la leucocitosi, la splenomegalia, la presenza di una sintomatologia sistemica come febbre, sudorazione e calo di peso e, in molti pazienti, si accompagna anche a effetti di citopenia, cioè anemia e piastinopenia, che rappresentano degli ‘unmet medical needs’, cioè delle aree in cui oggi non abbiamo terapie”.Certo “la fisiopatologia della mielofibrosi non è del tutto definita – aggiunge lo specialista – ma interessa l’attivazione di una via cellulare, la via Jak-Stat, che svolge un ruolo essenziale perché coinvolta nelle funzioni metaboliche e immunitarie e nell’emopoiesi.

Dal 2005 in poi abbiamo capito anche la patogenesi di questa malattia”, che nell’85% dei casi presenta mutazioni in almeno uno di 3 geni: Jak2 (prevalenza 50-60%); Mpl (prevalenza 5-9%); Calr (prevalenza 20-35%). “Quando il gene Jak2 è iperattivo, si attiva la produzione di globuli bianchi emoglobina e piastrine”.  I farmaci Jak inibitori “sono in grado di rallentare la pathway, la via cellulare Jak-Stat, iperattivata dai geni Jak2, Mpl e Carl.Ovviamente, tutte queste molecole Jak inibitori, agendo sulla Jak-Stat, possono migliorare la splenomegalia e la sintomatologia sistemica, ma determinare anche anemia e piastinopenia”.

Momelotinib ha dimostrato invece di migliorare anche l’anemia.Il farmaco, infatti – è stato ricordato nel corso dell’evento – oltre a inibire Jak1 e Jak2 inibisce anche un altro target (Acvr1), riducendo efficacemente la produzione di epcidina, ripristinando l’omeostasi del ferro e aumentando i livelli di emoglobina, migliorando sintomi costituzionali, splenomegalia e citopenie”.  I Jak inibitori “non rappresentano l’unica opzione terapeutica che abbiamo nella mielofibrosi – conclude l’ematologo – Il trapianto di midollo osseo allogenico è l’unica procedura che oggi noi abbiamo per guarire, ma può essere indicata nel 10-15% dei pazienti ed è una procedura ad alto rischio vita”.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mielofibrosi, Rosati (Gsk): “Nuovo Jak inibitore già usato in 230 italiani”

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(Adnkronos) – “Abbiamo già sottomesso la richiesta di approvazione di questo farmaco ad Aifa, al nostro ente regolatorio.Ma attraverso quello che in Italia è codificato come Gsk Aid (Patient assistance programm, ndr)”, momelotinib “è già a disposizione dei pazienti con mielofibrosi e dei clinici che ne fanno richiesta.

Di questo ci occupiamo noi, come direzione medica Italia, unitamente al team globale.Il medico che vedesse un’opportunità per questo prodotto per un suo paziente può farcene richiesta e noi, attraverso un questionario che identifica le caratteristiche che corrispondono a dove il farmaco ha prodotto efficacia, attiviamo la richiesta interna.

Se la richiesta è conforme, nell’arco di 2, massimo 3 settimane viene approvata e il farmaco arriva al paziente per tutto il tempo che sarà necessario e per tutto il tempo che potrà beneficiarne e che, rispetto ai dati clinici, può essere di anni.Attualmente in Italia sono stati trattati più di 230 pazienti, un numero importante se consideriamo la difficoltà di identificare questa patologia”.

Così Maria Sofia Rosati, responsabile medico e direttore Oncoematologia Italia Gsk, partecipando oggi a Verona all’incontro con i giornalisti organizzato dall’azienda farmaceutica. Negli anni, ricorda Rosati, “sono stati sviluppati dei farmaci importanti che possono cambiare il corso della mielofibrosi”, efficaci “soprattutto sul controllo della malattia stessa, ma anche sulla parte legata alla qualità di vita.Gsk è intervenuta in questo percorso con il paziente, a fianco del paziente.

Non abbiamo solo sviluppato un farmaco, ma lo abbiamo fatto pensando a quelli che erano i suoi bisogni”.E momelotinib, che è un Jak inibitore, “ci permetterà di offrire a questi pazienti l’opportunità non solo di vivere una vita migliore, ma di liberarsi, o comunque di migliorare, una delle componenti più importanti, la trasfusione-dipendenza, che è la caratteristica tipica di questi pazienti spesso fortemente anemici”. La mielofibrosi è “una patologia ancora purtroppo poco conosciuta, silente ma estremamente destruente nella vita quotidiana di chi ne è affetto perché ha un impatto importante sulla qualità di vita, forse più di quanto non ne abbiano tante altre – osserva il direttore oncologia Gsk Italia – La patologia è infatti gravata dal fatto che, per anni, il paziente viene visto da vari medici senza arrivare a una diagnosi” e così “continua ad avere sintomi come una terribile fatica nel vivere la sua quotidianità”, senza “comprenderne perché.

La grande stanchezza che prova” viene spesso attribuita “alla depressione o a problemi lavorativi ma, in realtà, dietro c’è una malattia” oncoematologica “molto importante che comporta delle limitazioni nella vita sua e delle persone che gli sono vicine”. Il paziente con mielofibrosi presenta un’anemia che, oltre a essere responsabile di sintomi invalidanti come la stanchezza cronica, lo costringe a sottoporsi alle trasfusioni. “Immaginate – sottolinea Rosati – l’impatto di tale condizione sulla vita di un paziente che deve recarsi all’ospedale, nella maggior parte dei casi, vista l’età dell’incidenza della patologia, accompagnato da un familiare o caregiver, per essere trasfuso una volta o più volte a settimana.C’è una limitazione non solo nella sua vita personale, ma anche quella di chi lo accompagna, con un impatto sociale importante”.

A tale proposito “la tecnologia che stiamo sviluppando, il farmaco Jak inibitore recentemente approvato dall’Agenzia europea (Ema) – ribadisce – permette a molti di questi pazienti di potersi liberare o comunque limitare la necessità delle trasfusioni.E’ un piccolo passo, ma è grandissimo se ci mettiamo nei panni di tutti questi pazienti che ne sono affetti.

Ma la nostra ambizione – conclude Rosati – resta quella di sconfiggere la malattia”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cavalli in fuga a Londra, panico e feriti in centro

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(Adnkronos) – Cavalli in fuga nel centro di Londra e 4 persone rimangono ferite.Momenti di panico stamattina nel cuore della City, con un numero imprecisato di cavalli – a quanto pare fuggiti da una scuderia delle forze armate – che si sono concessi una pericolosa escursione tra auto, bus e bici e pedoni. Secondo la Bbc, i cavalli sono stati avvistati a Buckingham Palace attorno alle 8.30 di oggi prima della fuga.

Due cavalli, in particolare, hanno seminato il panico al galoppo: uno nero e uno bianco, con il manto abbondantemente sporco di sangue.Uno dei due cavalli si è scontrato con un taxi su Buckingham Palace Road, mandando in frantumi i vetri.

La polizia ha registrato anche una collusione con un doubledecker bus, il caratteristico mezzo a due piani.Alla fine, come hanno reso noto le forze armate, tutti i cavalli sono stati ‘recuperati’. “Un numero di cavalli delle forze armate sono fuggiti durante un’esercitazione di routine.

Tutti i cavalli sono stati recuperati e condotti nella scuderia.Alcune persone e alcuni cavalli sono rimasti feriti e hanno ricevuto le cure appropriate”, la nota dell’esercito.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Premier League, due giocatori arrestati con l’accusa di stupro

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(Adnkronos) –
Due giocatori della Premier League sono stati arrestati nel fine settimana in relazione a un’accusa di stupro.La polizia ha detto che due ragazzi di 19 anni sono stati arrestati dopo che avevano ricevuto una denuncia di stupro venerdì scorso (19 aprile).  Uno è stato arrestato sabato con l’accusa di favoreggiamento in uno stupro, un secondo è stato arrestato domenica con l’accusa di stupro, ha riferito ancora la polizia spiegando che entrambi sono stati rilasciati su cauzione. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni, aut aut dei Consumatori a Balocco: “Risarcimento o chiederemo altri 1,5 milioni”

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(Adnkronos) – ”Se la Balocco non accoglierà le nostre richieste di risarcire con un gesto spontaneo gli utenti ingannati dal caso del pandoro pink Christmas ed effettuare una donazione in favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino, proporremo appello incidentale per chiedere nuovamente una donazione di un milione e mezzo all’ospedale e contrastare il ricorso annunciato oggi dall’azienda”.Lo affermano Codacons, Adusbef e Associazioni Utenti Radiotelevisivi, commentando l’annuncio della Balocco di un ricorso in Corte d’Appello contro la sentenza del Tribunale di Torino che ha accertato la pratica scorretta messa in atto dalla società. Proprio per illustrare alla stampa l’importante sentenza del tribunale, analizzarne le ripercussioni sull’inchiesta aperta dalla Procura di Milano per truffa aggravata a carico di Chiara Ferragni e presentare una nuova azione risarcitoria in favore dei cittadini che hanno acquistato il pandoro, le tre associazioni hanno indetto per domani una conferenza online riservata ai giornalisti e agli acquirenti del pink Christmas Balocco, alla quale sono stati invitati a partecipare la stessa Balocco e Chiara Ferragni. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, il 15-16 maggio a Roma il Forum Compraverde

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(Adnkronos) – Acquistare europeo, acquistare sostenibile: questo è il tema che caratterizza, la nuova edizione del Forum Compraverde Buygreen, la manifestazione di riferimento in Italia e in Europa per le politiche, i progetti, i beni e i servizi di Green Procurement, pubblico e privato promosso dalla Fondazione Ecosistemi.La due giorni, mercoledì 15 e giovedì 16 maggio a Roma, si svolgerà negli spazi WeGil, in Largo Ascianghi 5.   Molti i temi che verranno affrontati nei diversi panel previsti in questa XVIII edizione: con i numerosi ospiti si discuterà di progetti innovativi di educazione ambientale, di diritti sociali e umani negli appalti, dell’impatto della ristorazione collettiva, degli ospedali verdi, di sport e sostenibilità, fino ad affrontare le pratiche sleali del green e social washing, valorizzando le buone pratiche per comunicare la sostenibilità e affrontare il tema dei cambiamenti climatici.

Protagonisti del Forum anche gli amministratori delle città, che con la rete dei sindaci proporranno nuove iniziative per garantire la pace, la tutela dei diritti sociali e umani, la difesa dei beni comuni ambientali.Il programma completo sarà presentato nei prossimi giorni nel corso di una conferenza stampa.  Il Forum Compraverde Buygreen gode del patrocinio e della partecipazione del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Regione Lazio, di Roma Capitale, in partnership con Legambiente, il Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Ali – Autonomie Locali Italiane e Fairtrade Italia.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez e Chiara Ferragni, addio anche sui social: non si seguono più su Instagram

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(Adnkronos) –
Addio anche sui social, non solo nella vita reale.A quanto pare Fedez e Chiara Ferragni avrebbero smesso di seguirsi su Instagram.

Dopo una condivisione quasi quotidiana della loro vita familiare, i due ormai separati hanno deciso di togliere la reciproca amicizia sul social network.  Ferragni dopo giorni senza post e storie è recentemente ricomparsa sui social.Il suo silenzio stava facendo da contraltare alla ‘prolificità’ di Fedez.

Il rapper infatti, dopo la messa in onda dell’intervista a Belve, volato in California per assistere al festival di Coachella, ha documentato in maniera dettagliata tutti i momenti delle sue giornate.Per trovare una traccia di Chiara Ferragni, invece, era necessario ricorrere ai profili Instagram delle sorelle Valentina e Francesca.

Tra le storie, ecco una foto di gruppo allo stadio di Cremona, città della famiglia.Con la mamma Marina Di Guardo, le 3 ragazze posavano in tribuna allo stadio, dove assistono al match della Cremonese. L’imprenditrice quindi ha ripreso a pubblicare con ampia diffusione di foto per impegni professionali a Venezia.

Sono invece di qualche ora fa le storie che raccontano dell’influencer a Monte Carlo per 24 ore.Per Fedez invece interviste, momenti con i figli e allenamento di pugilato nelle ultime ore.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Antonella Clerici a Ligabue: “Metto su il sugo, tu vieni a ‘È sempre mezzogiorno’ con il lambrusco”

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(Adnkronos) – “Ieri sera ho detto a ‘Belve’ che il cantante che non aveva voluto venire al mio festival di Sanremo perché sapevo troppo di sugo era Ligabue.Lui ha fatto un video dove ha detto che non era vero, che non era lui.

E quindi io gli credo naturalmente.Anche perché la certezza non ce l’ho.

Forse la verità non si saprà mai.Chissà chi era.

Però avrei una propostina, caro Liga.Liga, senti, facciamo una cosa.

Tu vieni con il lambrusco, io ti metto su il sugo.Quindi ti aspettiamo a mezzogiorno.

E finisce qui.Cioè finisce quando tu vieni, mi raccomando”.

Così Antonella Clerici, durante la diretta di oggi di ‘È sempre mezzogiorno’ ha controreplica a Luciano Ligabue, in merito all’ormai celebre ‘sugo gate’.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kate prima reale a entrare nell’Ordine dei Compagni d’Onore

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(Adnkronos) –
Kate Middleton è la prima reale a fare ingresso nel prestigioso Ordine dei Compagni d’Onore.L’onorificenza come ‘Compagna Reale’ – per i risultati raggiunti nelle arti, nella medicina, nelle scienze e nel servizio pubblico – le è stata conferita da re Carlo.

Anche la regina Camilla e il principe William hanno ricevuto storiche onorificenze, ha annunciato Buckingham Palace. Il principe di Galles diventa Gran Maestro dell’Ordine del Bagno, mentre la sovrana è Gran Maestro dell’Ordine dell’Impero Britannico, un tempo detenuto dal padre del re, il principe Filippo, e dal nonno Giorgio VI.Le nomine per questi storici ordini reali, tradizionalmente annunciate il giorno di San Giorgio, hanno premiato i componenti principali della famiglia reale, in un momento in cui sia il re Carlo che Kate sono in cura per il cancro.  Catherine, mentre continua a riprendersi dai suoi problemi di salute, diventa la prima reale a essere nominata Compagna d’Onore nei 107 anni di storia dell’ordine, in quella che sarà vista come una dimostrazione di sostegno da parte del re che ne ha voluto la nomina.

Si unisce a un gruppo selezionato di persone onorate per il loro contributo alla vita pubblica, come artisti e figure creative, tra cui sir David Attenborough, Ian McEwan e sir Elton John. L’onoreficenza assegnata al principe William come Gran Maestro dell’Ordine del Bagno lo vedrà assumere il ruolo ricoperto da suo padre quando era principe di Galles.L’Ordine fu istituito nel XVIII secolo come ricompensa per il servizio esemplare nella vita militare o civile.

Nel frattempo, la duchessa di Gloucester Birgitte Eva van Deurs diventa membro del più antico degli ordini cavallereschi, l’Ordine della Giarrettiera, che risale al XIV secolo.  —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

AZ Picerno, la storia dell’avversario della Juve Stabia e l’arbitro

AZ Picerno, la storia della squadra prossima avversaria della Juve Stabia e il direttore di gara.

AZ Picerno, fondato nel 1973 ha all’attivo 5 campionati di
Serie D.

La storia del Picerno.

Ha vinto, nella stagione 2018/2019, il GIRONE H della stessa
anzidetta competizione nazionale, quarto livello del campionato
nazionale di calcio, ottenendo così la promozione in Serie C per la prima
volta nella sua storia.Nella stagione 2013-2014 vince, per la prima volta, la Coppa Italia
Dilettanti Basilicata.

Presidente onorario dell’AZ Picerno è Donato Curcio,
imprenditore picernese emigrato negli Stati Uniti, co-finanziatore anche
dello stadio locale in erba artificiale che porta il suo nome.In Serie C l’AZ Picerno ottiene il primo punto contro la Cavese, alla prima giornata, nella partita finita 1-1.

Chiude la stagione regolare al sedicesimo posto, per poi
centrare la salvezza vincendo i play-out contro il Rende, ma, a causa della
combine relativa alla partita di Serie D del maggio 2019 contro il Bitonto,
il club picernese viene condannato all’ultimo posto ed alla retrocessione.La sentenza di retrocessione viene confermata dalla Commissione di
Appello Federale l’11 settembre 2020.

Disputa il campionato di Serie D
terminando al secondo posto del girone.Il 27 luglio 2021 viene
riammesso in Serie C al posto del rinunciatario Gozzano.

Due anni fa playoff arrivando decima con la guida di mister Colucci, mentre nella
passata stagione con l’attuale Emilio Longo, ancora playoff ma da sesti e
sempre fuori al primo turno.

Lo score del Picerno.

Il Picerno ha chiuso ormai matematicamente (non può né migliorare, né peggiorare la sua posizione) il campionato al sesto posto e parteciperà ai prossimi playoff.Ha 58 punti in classifica frutto di 51 gol fatti e 37 subiti.

In casa il Picerno ha conquistato 34 punti con 27 gol fatti e 12 subiti mentre fuori casa ha prodotto 24 punti con 24 gol fatti e 25 subiti.

L’arbitro.

Sarà il sig.Francesco Burlando della sezione AIA di Genova a dirigere il match Juve Stabia – Picerno valevole per la 19^ giornata di ritorno del Campionato di Serie C girone C 2023 – 2024, in programma sabato 27 aprile 2024 allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia con inizio alle ore 18,30.

Il sig.Burlando sarà coadiuvato dal sig.

Tommaso Mambelli della sezione AIA di Cesena e dal sig.Angelo Tomasi della sezione AIA di Lecce, il IV° ufficiale sarà il sig.

Paolo Redolfo Benestante della sezione AIA di Aprilia.

Gravina replica alla Lega e attacca Lotito

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(Adnkronos) –
Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, replica alla Lega di Serie A e punta il dito contro Claudio Lotito, presidente della Lazio. “Parlare di derive autoritarie penso sia una mancanza di rispetto istituzionale”, dice Gravina nel suo intervento “Il Foglio a San Siro” in merito alle dichiarazioni del presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini nell’audizione alla Commissione cultura, istruzione e sport del Senato sulle prospettive di riforma del calcio italiano. “È particolare rilevare che qualche mese fa la Federazione era considerata statica ed incapace di fare proposte.Appena ne facciamo, allora si parla di autoritarismo.

Non va confuso con l’esercizio della democrazia.Abbiamo il dovere di far rispettare il quadro normativo”, aggiunge. “C’è una strategia evidente della Lega Serie A, dobbiamo capire fino in fondo come in Italia alcuni personaggi possano fare parte del consiglio federale, del consiglio di Lega ed essere sia proprietario di una società, sia anche senatore”, afferma ancora Gravina chiamando in causa il presidente della Lazio Claudio Lotito. “Sulla litigiosità Federazione-Lega starei attento, io ho uno splendido rapporto con tanti presidenti.

Ci sono poi soggetti che pensano di gestire il mondo del calcio a proprio piacimento.Mi riferisco a Lotito e al lotitismo”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Zelensky ha bisogno di soldati al fronte: stretta su chi vive all’estero

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(Adnkronos) –
L’Ucraina ha bisogno di reclutare diverse centinaia di migliaia di soldati quest’anno nella speranza di fermare l’avanzata della Russia nella guerra iniziata a febbraio 2022.Il presidente, Volodymyr Zelensky, ha così da poco firmato una nuova legge sulla mobilitazione – che rende l’intero procedimento “più efficace e trasparente” – e nel contempo annuncia una stretta sui maschi adulti residenti all’estero. Fino al 18 maggio saranno quindi sospesi i servizi consolari, una misura destinata a colpire le centinaia di migliaia di cittadini in età di servizio militare – 860mila maschi adulti nei soli paesi Ue, secondo Eurostat, a gennaio di quest’anno – che risiedono all’estero. La sospensione resterà in vigore fino al 18 maggio, quando sarà effettiva la legge sulla mobilitazione: questa prevede l’obbligo per tutti gli uomini in età militare di presentarsi agli uffici di leva per aggiornare i loro documenti militari, a distanza o di persona, entro 60 giorni.  Gli uomini adulti all’estero avranno bisogno di quei documenti per ricevere servizi consolari, ossia per ottenere qualunque assistenza richiesta, dal rinnovo dei documenti di identità al certificato di matrimonio.

La sospensione in vigore fino all’attuazione dell nuova legge impedisce allora a chi all’estero avrebbe potuto decidere di affrettarsi ad usufruire dei servizi consolari per tempo. L’Ucraina ha imposto la legge marziale all’inizio della guerra vietando agli uomini di età compresa tra i 18 e i 60 anni di viaggiare all’estero senza una dispensa speciale e avviando una mobilitazione a rotazione di uomini civili nelle forze armate.La decisione di sospendere i servizi consolari è stata accompagnata da una dura presa di posizione del ministro degli Esteri Dmytro Kuleba: “La tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini ucraini all’estero è sempre stata e rimane una priorità per il ministero.

Allo stesso tempo, date le circostanze dell’aggressione su vasta scala da parte della Russia, la priorità principale è proteggere la nostra Patria dalla distruzione”.  “Ecco come è la situazione”, continua il ministro. “Un uomo in età di leva va all’estero, mostra al suo stato che non gli importa della sua sopravvivenza, e poi viene e vuole ricevere servizi da questo stato.Non funziona in questo modo.

Il nostro paese è in guerra.Del resto l’obbligo di aggiornare i propri documenti presso i centri di leva esisteva già prima dell’approvazione della nuova legge sulla mobilitazione.

Se c’è chi crede che mentre altri combattono lontano in prima linea rischiando la vita per questo Stato, qualcun altro resta all’estero ma usufruisce dei suoi servizi, allora non è così che funziona”. “Il soggiorno all’estero – continua – non solleva il cittadino dai suoi doveri verso la Patria.Ecco perché ieri ho ordinato misure per ripristinare un atteggiamento giusto nei confronti degli uomini in età di leva in Ucraina e all’estero”.  Sono scoppiati incendi nei depositi di carburante nei distretti di Smolensky e Yartsevo della regione russa di Smolensk.

Lo scrive la Tass, citando il capo della regione Vasily Anokhin, che su Telegram ha precisato che gli incendi sono dovuti a un attacco di droni ucraini. “La nostra regione è di nuovo sotto attacco degli Uav ucraini.Le forze di difesa aerea russe sono intervenute per contrastare l’attacco, a seguito del quale sono andati a fuoco impianti civili di carburante”, ha detto il governatore.  Il capo della regione ha chiarito che i dipendenti del ministero per le Situazioni di emergenza sono sul posto e ha invitato i cittadini a mantenere la calma e a non lasciarsi prendere dal panico.  Sei persone sono rimaste ferite nell’attacco contro la città ucraina orientale di Kharkiv, colpita dai missili russi che hanno causato anche danni a tre edifici residenziali, altrettanti edifici non abitati e una conduttura del gas.

Il sindaco Ihor Terekhov ha parlato di due missili S-300 usati nell’attacco.Secondo fonti delle forze militari russe citate dalla Ria Novosti ad essere colpita sarebbe stata una caserma militare.  Il tribunale distrettuale Basmannyj di Mosca, su richiesta delle autorità investigative, ha deciso “nei confronti del viceministro della difesa della Federazione Russa Timur Vadimovich Ivanov una misura preventiva sotto forma di detenzione per un periodo di due mesi, fino al 23 giugno 2024”.

Lo comunica l’ufficio stampa del tribunale.  Ivanov è accusato di aver ricevuto una tangente insieme a Sergei Borodin, precedentemente arrestato.Quest’ultimo, si legge nella nota, “essendo in rapporti amichevoli con il viceministro della Difesa della Federazione Russa Ivanov, che ha supervisionato la costruzione e le importanti riparazioni delle strutture del ministero della Difesa, è entrato in un’associazione a delinquere con terzi, ricevendo una tangente su scala particolarmente ampia sotto forma di fornitura di servizi immobiliari durante lavori di appalto e subappalto per le esigenze del Ministero della Difesa”.   E’ stato respinto da un tribunale di Mosca il ricorso in appello presentato dal reporter del Wall Street Journal, Evan Gershkovich, contro la sua detenzione.

La decisione – sottolinea il quotidiano – implica che il giornalista, in attesa di giudizio da oltre un anno, resterà dietro le sbarre almeno fino al 30 giugno.Gershkovich, che ieri si è presentato in tribunale, è chiamato a rispondere di accuse di spionaggio smentite con forza da lui, dal Wall Street Journal e dal governo degli Stati Uniti.

Il Dipartimento di Stato di Washington lo ha definito ‘detenuto erroneamente’, impegnando di fatto il governo ad attivarsi per il suo rilascio.  Il giudice si è rivolto al 32enne reporter al termine di un’udienza a porte chiuse presso la prima corte di appello di giurisdizione generale, ed ha confermato la decisione presa in precedenza da un’altra istanza giuridica. “Evan Gershkovich, ha compreso la decisione presa dal tribunale, procedura e termini per ricorrere in appello?” ha chiesto il giudice. “Tutto chiaro”, ha risposto Gershkovich.Il Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa ha arrestato il giornalista nel marzo dello scorso anno. “Resta scandaloso che Evan sia stato ingiustamente detenuto dal governo russo per più di un anno”, ha dichiarato il Journal in un comunicato dopo la sentenza. “La libertà di Evan è attesa da tempo e invitiamo l’amministrazione a fare tutto il possibile per assicurarne il rilascio”.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scurati, già in ristampa suo ultimo libro per aumento richieste

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(Adnkronos) – Le roventi polemiche esplose intorno al mancato monologo di Antonio Scurati in Rai fanno decollare le vendite del suo ultimo libro

.Secondo quanto apprende l’Adnkronos, infatti, ‘Fascismo e Populismo.

Mussolini oggi’, uscito nell’autunno 2023 per Bompiani, è stato ristampato in fretta e furia dall’editore nei giorni scorsi a causa dell’aumento delle richieste del pubblico.La conferma arriva dal presidente dell’Ali (Associazione Librai Italiani), Paolo Ambrosini: “In libreria c’è stata richiesta soprattutto del suo ultimo libro che è stato prontamente ristampato dall’editore, e che i lettori possono trovare disponibile già questa settimana”, afferma il presidente dell’Ali.  L’incremento dell’interesse del pubblico a cui si riferisce Ambrosini parte proprio da domenica, il giorno successivo alla mancata partecipazione di Scurati al programma Rai del sabato sera ‘Che sarà…’ condotto da Serena Bortone.

La bufera mediatica che ne è scaturita non sembrerebbe dunque aver nuociuto alla produzione letteraria dello scrittore.Anzi: l’episodio, e la bagarre conseguente, sembrerebbero aver suscitato ancor più la curiosità del pubblico.  Un indizio di questo rinnovato interesse si evince anche facendo una breve ricerca su Google Trends: nei giorni conseguenti al ‘mancato monologo’ dello scrittore in Rai, infatti, si evidenzia un picco di ricerche degli utenti relative sia al nome dello scrittore che alla lettera ‘M’ correlata a Scurati, che è la lettera con la quale iniziano tutti i libri della trilogia di Scurati dedicata a Benito Mussolini e al Fascismo. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezia, pezzi di cemento cadono dal campanile di San Marco: avviati accertamenti

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(Adnkronos) – Alcuni pezzi di cemento armato si sono staccati dal campanile di San Marco cadendo sulla piazza, ma senza conseguenze.Lo riporta il Gazzettino.

Per la Procuratoria di San Marco non ci sono però pericoli imminenti.Il cemento armato staccatosi risale ai primi anni del Novecento, quando il campanile fu rifatto dopo il suo crollo, ed era una scelta all’avanguardia per l’epoca.

La Procuratoria di San Marco sta raccogliendo informazioni per procedere a un intervento di consolidamento.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tik Tok, Senato Usa approva legge per metterlo al bando: cosa succede ora

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(Adnkronos) – Il destino negli Stati Uniti di Tik Tok è quanto mai incerto dopo che il Congresso ha approvato la legge, che Joe Biden oggi firmerà, che potrebbe portare a un bando del social media che ha 170 milioni di utenti nel Paese se la società proprietaria cinese, ByteDance, non troverà un acquirente americano entro nove mesi.Il presidente, prevede ancora la legge, potrebbe allungare di altri 90 giorni la scadenza.  Analisti ed esperti del settore americani ritengono però che in realtà potrebbero passare anche diversi anni prima che il possibile bando possa entrare in vigore, non solo perché ByteDance, come è scontato, avvierà una battaglia legale, invocando la violazione del primo emendamento che sancisce la libertà di espressione, che dovrà probabilmente passare tutti i gradi di giudizio, contro la misura.  La legge, bisogna ricordare, ha ottenuto un vasto sostegno bipartisan alla luce delle preoccupazioni del fatto che la proprietà cinese del social media così diffuso, e forte a livello sia economico che culturale negli Usa, possa essere utilizzato dal governo cinese per raccogliere dati sugli americani. I congressisti non si sono fatti dissuadere dalle proteste arrivate ai loro uffici e centralini da parte di utenti di Tik Tok arrabbiati, o dalla campagna pubblicitaria avviata negli ultimi giorni dal social per garantire il sistema di sicurezza dei dati.

E anche il fatto che Tik Tok ha denunciato che il Congresso abbia usato “un importante pacchetto di aiuti all’estero” per “coprire un divieto che calpesterà il diritto di espressione di 170 americani”.  Secondo Isaac Boltannsky, della società di servizi finanziari Btig, il ricorso di ByteDance potrà arrivare entro il prossimo autunno e il caso arriverà di fronte alla Corte d’appello di D.C., ed a questo punto il conto alla rovescia dei nove mesi di scadenza sarà messo in pausa.Dopo la sentenza della Corte d’appello, la parte sconfitta sicuramente ricorrerà alla Corte Suprema degli Stati Uniti.

Questo significherebbe – spiega ancora Boltansky a Nbcnews – che il bando sarà bloccato ancora per un anno, rinviando la sua possibile entrata in vigore al 2026.  ByteDance non userà solo l’argomento in aula dell’incostituzionalità della misura, ma anche porterà avanti una campagna di lobbying, già avviata, per sottolineare come il bando avrà una ricaduta su settori chiave dell’economia, presentando studi che affermano che nel 2023 Tik Tok ha contribuito con 24, 2 miliardi al Pil Usa.E per fare questo può contare su un esercito di influencer: “dobbiamo fare rumore in modo che non ci tolgano la nostra voce”, ha scritto sul social @dadlifejason che ha 13,8 milioni di follower.  Per quanto riguarda la ricerca di un possibile acquirente americano, che secondo la legge permetterebbe al social di continuare ad operare, anche su questo fronte lo scenario è complesso.

Se grandi società Tech amerebbero mettere le mani sulla piattaforma, secondo Boltansky l’amministrazione Biden – per non parlare dei repubblicani, Donald Trump in testa, che odiano Big Tech – non ha interesse ad espandere ulteriormente il potere e l’influenza dei grandi social americani.  Nei mesi scorsi si era parlato della possibilità che emergessero nuovi attori, come la cordata che Steve Mnuchin, ex Goldman Sachs ed ex ministro del Tesoro di Trump, a marzo aveva detto che aveva intenzione di mettere insieme per comprare TikTok.E’ stato riportato anche, dal Wall Street Journal, che l’ex Ceo di Activision, Bobby Kotick, starebbe cercando partner per l’acquisto.  C’e’ poi la questione del prezzo: se ByteDance, che possiede altre società, vale centinaia di miliardi di dollari, Tik Tok varrebbe molto meno soprattutto, sottolineano gli esperti, se messo in vendita senza il suo prezioso algoritmo di raccomandazione.

Ma è improbabile che ByteDance accetti qualsiasi tipo di vendita, con il governo cinese che anche mantiene questa posizione, considerando l’algoritmo del social un asset di sicurezza.E senza questo TikTok diventa molto meno attraente per i potenziali acquirenti.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso ‘Agenda’, interrogazione Gasparri a Piantedosi: “Approfondire legami sinistra-Soros”

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(Adnkronos) – Dopo la Lega, che ieri in Aula alla Camera ha invocato l’intervento del Copasir, anche Forza Italia si muove sul caso dell’associazione ‘Agenda’.In un’interrogazione presentata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e firmata dal capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri, Fi chiede di fare chiarezza sui finanziamenti (oltre un milione di euro in due tranche, tra il 2022 e il 2023) arrivati ad ‘Agenda’, l’associazione fondata nel 2022 dall’ambientalista americana ed ex guru elettorale di Barack Obama, Jessica Shearer, e da altre tre esponenti del Pd, da parte della Democracy & Pluralism, fondazione svedese presieduta dall’imprenditore Daniel Sachs, ‘vice chair’ della Open Society del magnate George Soros.

I fatti erano emersi da un’inchiesta condotta nei giorni scorsi dall’Adnkronos.  Per il presidente dei senatori di Forza Italia “sarebbe utile approfondire i legami ed i condizionamenti della sinistra italiana in riferimento a Soros e alle sue attività estese in tutto il mondo”, e per questo – si legge nel testo dell’interrogazione, che l’Adnkronos ha potuto visionare – viene chiesto al titolare del Viminale se i fatti esposti siano avvenuti “nel rispetto delle procedure e della normativa vigenti”.Gasparri, tra le altre cose, sottolinea come le comunicazioni dei versamenti della fondazione svedese ad ‘Agenda’ siano state trasmesse al Parlamento italiano “soltanto il mese scorso, cioè il 27 marzo del 2024” sebbene i due bonifici risalgano “uno al 2022 e l’altro al 2023”. Nel corso della seduta di ieri a Montecitorio è stato il deputato della Lega Stefano Candiani a intervenire sul caso ‘Agenda’. “Il fatto che ci sia un’intromissione da parte di uno straniero o di una fondazione straniera che mette soldi nella politica italiana per condizionare la vita democratica del Paese, credo sia un tema su cui il Parlamento si deve interrogare, perché il meccanismo con cui arrivano questi finanziamenti è opaco e va chiarito”, ha rimarcato Candiani, chiamando in causa sia il Copasir che l’esecutivo: “Deve intervenire il Comitato per la sicurezza della Repubblica e il governo si deve interessare della questione.

Perché non è ammissibile che certe informazioni passino sui giornali e restino come acqua che scorre sul marmo”, le parole del parlamentare leghista. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medicina, verso stop a numero chiuso: sì a testo base in Senato

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(Adnkronos) – Si va verso lo stop al numero chiuso nelle facoltà di Medicina. “Esprimo molta soddisfazione per l’adozione, da parte del comitato ristretto, del testo base che verrà ora esaminato in commissione Istruzione al Senato. È stato un lavoro intenso che ha trovato la massima convergenza di tutte le forze politiche.L’odioso numero chiuso che abbiamo conosciuto negli ultimi 25 anni non ci sarà più”.

Così in una nota il senatore della Lega Roberto Marti, presidente della commissione Istruzione a Palazzo Madama. Si tratta, rivendica Marti, di “un impegno che la Lega aveva preso in campagna elettorale.Un mandato chiaro che ha rappresentato uno stimolo anche nella decisione di assumere l’incarico di presiedere la commissione.

Offriremo così ai nostri ragazzi la possibilità di iscriversi liberamente alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, e di iniziare un percorso che gli permetterà di avere tempo e modo per orientarsi nel mondo universitario, che costituisce per ognuno una grande novità.Gli studenti avranno modo di verificare anche la propria vocazione e di dimostrare le competenze acquisite con lo studio delle discipline di base di questi corsi di laurea.

Finalmente, non più una roulette russa: affidiamo al governo una piena delega per restituire al Paese un sistema di buonsenso”. A mostrare perplessità sul testo è il senatore del Pd Andrea Crisanti, segretario della commissione Cultura a Palazzo Madama. “Questo testo accoglie alcuni dei suggerimenti portati dal Partito democratico durante la discussione, tuttavia contiene ancora delle criticità che sono state espresse in sede di conclusione dei lavori e che verranno portate nella discussione in Commissione.Il testo licenziato prevede l’iscrizione libera a Medicina per i primi sei mesi, superando le procedure di selezione attuali.

Il proseguimento degli studi è subordinato al conseguimento, da parte del candidato, di crediti formativi”, spiega. “In particolare, il Partito democratico ha evidenziato come le procedure proposte non permettano agli studenti che non abbiano raggiunto i requisiti per proseguire gli studi a Medicina di ripetere la procedura di ammissione.Inoltre, il testo identifica solo dei criteri minimi di accesso al corso di laurea, senza chiarire come venga stilata la graduatoria che deve necessariamente stabilire gli studenti che possono proseguire il percorso di studio in base al numero programmato.

Inoltre, rimangono delle incertezze sulle modalità di accesso ad altri corsi di esame per coloro che non sono stati ammessi a Medicina.Il Gruppo del Pd ha svolto un ruolo importante per migliorare la proposta iniziale e giungere a una sintesi preliminare, ma confida che in sede emendativa il testo possa essere ulteriormente migliorato”, conclude.  Il Partito democratico lavora dunque ad emendamenti, fa sapere la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo nella Commissione Scuola, università e ricerca. “Il Partito Democratico in commissione settima ha condiviso la necessità del superamento delle modalità di accesso ai corsi di laurea di medicina e chirurgia, e in generale di superare gli attuali test per l’accesso a quei percorsi di studi, contribuendo alla discussione anche con un proprio disegno di legge.

Abbiamo lavorato con serietà nel comitato ristretto, ed oggi la settima commissione ha adottato il testo base frutto di questo lavoro, ma per noi rimangono numerose criticità”. “Si tratta di questioni fondamentali, a partire dalla delega, troppo larga e vaga sugli aspetti che riguardano esattamente le nuove modalità di accesso, la definizione di una graduatoria nazionale dopo aver frequentato solo un semestre, e aver acquisito Cfu senza che sia definito come e con quali criteri si compone graduatoria.Abbiamo più volte sottolineato la necessità di un’offerta di qualità e di liberare ragazzi e famiglie dall’enorme spesa che oggi sono i corsi di preparazione al test.

Ma la delega sull’orientamento nelle scuole superiori e i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento è anch’essa vaga e confusa.Sono alcune questioni di primaria importanza, che saranno oggetto dei nostri emendamenti”, conclude.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Doc acquisisce Muscoril da Sanofi, firmato accordo

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(Adnkronos) – L’azienda farmaceutica italiana Doc, secondo operatore per dimensioni nel mercato dei farmaci equivalenti nel nostro Paese, ha annunciato di aver firmato un accordo per l’acquisizione di Muscoril*, farmaco ad azione miorilassante, oggi commercializzato da Sanofi, per l’Italia, il Portogallo e la Repubblica Ceca.L’operazione, sostenuta dagli azionisti di Doc, Tpg e Icg – riporta una nota – arricchirà ulteriormente l’offerta e la crescita dell’azienda e getterà le basi per futuri piani di espansione.

Muscoril rafforzerà la linea di prodotti esistente di Doc, già ricca di oltre 250 molecole in varie aree terapeutiche.L’accordo è soggetto alle consuete condizioni di chiusura. “La firma di questo accordo – dichiara Riccardo Zagaria, Ceo di Doc – rappresenta un importante passo avanti per Doc nel nostro percorso di espansione nel mercato italiano.

Muscoril non solo potenzia il nostro attuale portfolio, ma si allinea perfettamente alla nostra strategia di crescita sia nell’ambito dei prodotti branded sia nel mercato dei farmaci equivalenti.Operazioni come questa ci permettono di costruire una piattaforma solida e resiliente, capace di sostenere la nostra crescita futura”.

Per Karthic Jayaraman, partner di Tpg, “la firma dell’acquisizione di Muscoril dimostra l’abilità di DOC nel riconoscere asset di valore e nel creare una piattaforma integrata per migliorare le cure grazie all’accesso a trattamenti essenziali e di alta qualità.Questa operazione rafforzerà il ruolo di Doc come partner affidabile per medici, farmacisti e pazienti.

Siamo orgogliosi di supportare l’azienda nella sua continua espansione”.  L’accordo – dettaglia la nota – prevede il trasferimento di marchi, dossier e autorizzazioni all’immissione in commercio in Italia, Portogallo e Repubblica Ceca.L’acquisizione non include il trasferimento di stabilimenti produttivi, in quanto la produzione sarà gestita conto terzi.

Grazie alla sua comprovata efficacia, Muscoril si è affermato come uno dei marchi leader tra i farmaci miorilassanti in Italia.Il prodotto è disponibile in diverse forme farmaceutiche, tra cui compresse orodispersibili, capsule e soluzioni iniettabili, offrendo così ai pazienti diverse opzioni di trattamento.

Questa scelta strategica rafforzerà ulteriormente la posizione di Doc sul mercato, confermando l’impegno dell’azienda a migliorare la salute attraverso trattamenti efficaci e accessibili. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gina Lollobrigida, l’ex factotum Piazzolla: “Non pago arretrati per mio figlio perché non lavoro”

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(Adnkronos) – “Sono Andrea Piazzolla, assistente della signora Gina Lollobrigida e vorrei rispondere in merito a tutte le accuse che mi stanno piovendo addosso attraverso notizie diffuse da quotidiani e trasmissioni televisive di queste ultime ore”.Comincia così la lettera che Andrea Piazzolla, ex assistente di Gina Lollobrigida, ha inviato all’Adnkronos, per replicare alle accuse dopo essere stato travolto da una nuova bufera giudiziaria: l’ex compagna, Sara Urriera, lo accusa infatti di doverle un ingente importo per il mancato pagamento degli alimenti al figlio avuto con lei, Manuel. 
Piazzolla, condannato in primo grado a tre anni di carcere lo scorso novembre per circonvenzione di incapace nei confronti dell’attrice (morta a 95 anni il 16 gennaio 2023), si trova dunque ora coinvolto in un nuovo processo, in merito al quale l’ex compagna ha rilasciato una serie di dichiarazioni ad alcuni media nelle quali lo accusa di doverle circa 80mila euro.

Accuse a cui lui, nella missiva, replica così: “E’ assolutamente vero che io devo versare una somma di arretrati per il mantenimento di mio figlio – ammette l’ex factotum della Lollo – Mi scuso con Manuel se questo non è ancora avvenuto ma purtroppo non è dipeso dalla mia volontà perché non ho un lavoro e ho moltissime difficoltà a trovare un impiego dopo la diffusione delle notizie riguardanti i processi a mio carico”.Una mancanza che il 36enne giura di voler riparare al più presto. “Mi impegno sin da ora – scrive nella lettera – ad adempiere ai miei obblighi non appena sarò nelle condizioni di poterlo fare”.  La situazione debitoria, secondo quanto scrive nella lettera Piazzolla, sarebbe causata “dalla condanna in primo grado per circonvenzione di incapace nei confronti della Lollobrigida, dai processi mediatici e dall’atteggiamento ridicolo di enti come l’agenzia delle entrate che sulla base di presunzioni basate anche da articoli di giornali mi chiedono 1.500.000 euro”, scrive Piazzolla. “Vorrei poter dire che ho ancora fiducia nella Giustizia italiana ma non è così”.

Piazzolla rivela poi che aveva chiesto all’ex compagna di non rilasciare dichiarazioni pubbliche: “Manuel è un giovane ragazzo ed io voglio evitare azioni che potrebbero danneggiarlo.Come tutti i ragazzi della sua età va a scuola ed io non voglio che possano accadergli episodi che potrebbero creargli disagio e mi addolora il fatto che si trovi coinvolto in vicende di cui non ha nessuna responsabilità”. “A me sembra folle che la mia vita privata venga periodicamente data in pasto ai media – scandisce Piazzolla – sulla base di cronache giornalistiche e televisive a cui è consentito di distruggere immagine e dignità personale, il tutto senza mai chiedere un contraddittorio”. Infine, nella lettera inviata all’Adnkronos Piazzolla parla anche di Gina Lollobrigida: “La signora Lollobrigida è stata sempre una donna molto coraggiosa e non esitava a manifestare il suo pensiero in merito alla giustizia – scandisce l’ex factotum – Anche io oggi ho trovato quel coraggio e l’unica cosa che mi fa sentire libero è potermi esprimere con rispetto ma senza omettere nulla.

Ho sempre ammirato e rispettato il lavoro delle autorità e vorrei poter dire che la mia stima è rimasta immutata nel tempo”. “Mi auguro solo che questa vicenda possa contribuire a una riflessione ріù seria e più giusta per evitare che altri cittadini possano essere vittime di pregiudizi, giudizi sommari e condanne ingiuste”, conclude Piazzolla. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)