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Neurofibromatosi, nelle scuole progetto ‘siamo infinite sfumature’

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(Adnkronos) – I bambini con neurofibromatosi di tipo 1 (Nf1), una malattia genetica rara che si presenta con una grande variabilità di segni che impattano sull’aspetto fisico, possono sentirsi ‘diversi’ ed essere ostacolati nel rapporto con i coetanei, a partire dall’ambito scolastico.Per sensibilizzare bambini, insegnanti e adulti al valore dell’inclusività e per promuovere, attraverso la conoscenza, l’abbattimento delle barriere nei confronti di tutte le diversità, nasce la campagna ‘Siamo infinite sfumature.

Oltre i segni della neurofibromatosi, promossa dalle Associazioni Ananas (Associazione nazionale aiuto per la neurofibromatosi amicizia e solidarietà), Anf (Associazione Neuro Fibromatosi), e Associazione Linfa (Lottiamo insieme contro le neurofibromatosi), in collaborazione con Alexion, AstraZeneca Rare Disease.  La Nf1 – spiega una nota – è una malattia che colpisce nel mondo una persona su 3 mila e che in Italia si stima coinvolga circa 20 mila pazienti.I segni clinici sono estremamente variabili e possono comprendere la comparsa di macchie caffè-latte, lentiggini delle pieghe come collo e ascelle, neurofibromi cutanei e sottocutanei multipli, complicazioni oculari, neurologiche e oncologiche.

Nel 30-50% dei casi la malattia può manifestarsi con segni molto vistosi come i neurofibromi plessiformi: tumori che crescono sulle guaine nervose e possono causare deformazioni, provocare dolore e rendere difficili i movimenti. “La Nf1 – spiega Maria Cristina Diana, Uoc Neurologia pediatrica e Malattie muscolari Irccs Istituto Gaslini, Genova – è una patologia complessa che, proprio per la varietà dei suoi segni e sintomi, andrebbe affrontata con un approccio multidisciplinare, specialmente in presenza di neurofibromi plessiformi.Questi tumori possono coinvolgere tutta una serie di organi e distretti.

Tuttavia, questo non è sempre possibile poiché ancora non esiste un percorso diagnostico-terapeutico standardizzato e uniforme”.  La malattia influenza inoltre tutti gli ambiti della vita, soprattutto quello delle relazioni sociali e bambini si ritrovano spesso in situazioni di emarginazione e stigma.Come illustrano le Associazioni Ananas, Anf e Linfa, “la Nf1 pone numerose sfide per i bambini e le loro famiglie e la socialità è una di queste.

Per chi convive con questa patologia, la qualità della vita è spesso compromessa non solo per l’impatto sulla salute, ma anche a causa delle difficoltà di inclusione sociale che spesso portano i bambini all’isolamento.Accendere i riflettori e aumentare l’informazione sulla malattia è il primo passo da compiere per contribuire ad abbattere questi ostacoli, partendo proprio dalla scuola come luogo chiave per insegnare, a tutti, il valore dell’inclusività.

Non dobbiamo però fermarci al solo contesto scolastico, ma andare oltre e costruire percorsi che abbiano come priorità il benessere complessivo di questi bambini e ragazzi, accompagnandoli nel cammino della loro crescita”. La campagna ha visto la realizzazione di un progetto educativo, ‘Speciale come noi.Più amici più forti’ con un percorso per far conoscere la Nf1 e, più in generale, le malattie rare, all’interno delle scuole, in particolare nelle classi IV-V della scuola primaria e nella secondaria di I grado.

La prima tappa è stata un laboratorio in cui bambini, con Nf1 e non, hanno giocato insieme e, grazie a parole e disegni, hanno espresso desideri, preoccupazioni e paure.Da qui, grazie agli spunti raccolti e all’impegno di tutti – associazioni di pazienti e clinici, in collaborazione con la casa editrice Librì progetti educativi – è stato realizzato un kit educativo che verrà distribuito nelle scuole il prossimo settembre. “I bambini con Nf1 – ribadisce Claudia Santoro, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Napoli – devono spesso sopportare la crescita, anche repentina, dei neurofibromi plessiformi.

Questo può sicuramente avere un impatto negativo sulla loro qualità di vita alimentando anche ansia e preoccupazioni.Su questi aspetti possiamo sicuramente agire con le opzioni terapeutiche a disposizione, ma questo non basta.

Curare i pazienti e migliorare la loro qualità di vita significa anche promuovere e supportare progetti di valore che guardano alla loro crescita e al loro futuro”.  Il kit educativo è composto da un libro di narrativa, una guida per gli insegnanti e un opuscolo informativo per i genitori.Il libro racconta le avventure di Giò, un ragazzo con Nf1 che frequenta il primo anno della secondaria di I grado.

Utilizzando shortstories, il lettore conoscerà il protagonista, entrando in contatto con la sua vita quotidiana la patologia.Il libro ha un duplice obiettivo: spiegare e raccontare una patologia complessa come la Nf1 e sensibilizzare i bambini e le bambine sul tema dell’inclusione e sulla forza degli amici.

La guida per gli insegnanti rappresenta lo strumento operativo che permetterà di progettare e realizzare, in classe, riflessioni, attività e laboratori sulle tematiche dell’emozioni, dell’identità, delle relazioni ed empatia.Insieme ai consulenti scientifici del progetto sono state realizzate 8 ‘Q&A’ per rispondere alle domande più comuni sulla patologia Nf1.

La campagna arriverà poi anche in famiglia, attraverso uno strumento divulgativo che permetterà di raccontare la patologia ai genitori e presentare anche le associazioni pazienti coinvolte nel progetto. “Siamo infinite sfumature è un progetto che ci assomiglia – conclude Anna Chiara Rossi, Vp & General Manager Italy, Alexion, AstraZeneca Rare Disease – Come Alexion è ambizioso, perché vuole fare la differenza per le persone che hanno una malattia rara e per le loro famiglie.Proprio come facciamo noi, impegnandoci ogni giorno da 30 anni nella ricerca di soluzioni innovative.

E punta sull’inclusione, uno dei valori per noi più importanti, dentro la nostra azienda e fuori, con uno sguardo attento ai pazienti e ai caregiver”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Pan: “Salto di qualità europeo solo attraverso industria più forte”

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(Adnkronos) – “Siamo di fronte a una sfida storica che possiamo vincere solo con un’Europa più forte, più competitiva, che sia in grado di fare salto di qualità per mantenere la pace sociale e le prestazioni sociali, che sono le più alte al mondo.Tutto questo si può fare solo con un’industria forte, un rinascimento della competitività industriale europea.

L’Italia ha un ruolo centrale in questo”.Sono le parole di Stefano Pan, delegato del Presidente di Confindustria per l’Europa, a margine dell’incontro degli imprenditori nordestini con i candidati al Parlamento Europeo della circoscrizione nord-orientale (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto), presso il Four Point by Sheraton di Padova, al fine di aprire un confronto diretto sulle proposte del position paper “Fabbrica Europa”, il documento di Confindustria che raccoglie il risultato di un capillare esercizio di consultazione tra gli imprenditori associati di tutti i settori e i territori italiani finalizzato a costruire una forte politica industriale europea, basata sulle tre sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e supportata da un adeguato livello di investimenti.   “Abbiamo lanciato Fabbrica Europa, il documento di Confindustria, che unisce tutto il sapere per declinare e proporre al nuovo Parlamento europeo una politica industriale che metta al centro la società, che dia respiro e visione ai giovani e che ci permetta di competere con i più grandi competitor al mondo, come la Cina, gli Stati Uniti e l’India, che stanno crescendo molto più di noi – spiega Pan – L’Europa sta perdendo terreno, quindi è necessario invertire la rotta.

Si può fare con l’impegno delle imprese e questo documento sprona a un dialogo molto intenso con il mondo della politica, con le parti sociali, con i giovani e con il mondo della ricerca”.   “Il Veneto fa parte del cuore industriale europeo, che ha bisogno di essere connesso con il centro del motore europeo.Quindi, ci sono delle tematiche che tocchiamo nel documento di Fabbrica Europa e che hanno un’importanza particolare per il Veneto, dalla logistica alle infrastrutture, che collegano il nord e il sud dell’Europa e la capacità del Nord-Est di esprimere un’imprenditorialità sempre innovativa e aperta al mondo.

Il focus del documento è quello di dare una visione delle nostre imprese, far capire che hanno un sostegno e che c’è una visione politica che rafforza il loro ruolo.In tale contesto, il Veneto è particolarmente importante perché la vocazione industriale del Veneto fa scuola a tutta Italia”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Pignedoli: “Pmi tessuto produttivo territorio, Europa a supporto per fronteggiare sfide globali”

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(Adnkronos) – “L’Europa deve dare una mano alle piccole e medie imprese che sono il tessuto produttivo del nostro territorio, per cercare di far fronte alle nuove sfide globali.Da un lato abbiamo tutte le problematiche relative alle guerre in corso: il costo dell’energia, l’approvvigionamento delle materie prime, ma dall’altro ci sono nuove sfide, come quella dell’intelligenza artificiale, che le nostre piccole e medie imprese devono riuscire ad affrontare”.

Lo ha detto Sabrina Pignedoli, europarlamentare Movimento 5 Stelle, in occasione dell’incontro degli imprenditori nordestini con i candidati al Parlamento Europeo della circoscrizione nord-orientale (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto), presso il Four Point by Sheraton di Padova, al fine di aprire un confronto diretto sulle proposte del position paper “Fabbrica Europa”, il documento di Confindustria che raccoglie il risultato di un capillare esercizio di consultazione tra gli imprenditori associati di tutti i settori e i territori italiani finalizzato a costruire una forte politica industriale europea, basata sulle tre sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e supportata da un adeguato livello di investimenti. “Essendo piccole, le Pmi, hanno bisogno di maggiore aiuto ed è importante che questo supporto arrivi dall’Europa e noi europarlamentari dobbiamo cercare di fare sistema-Italia proprio per aiutarle”, conclude Pignedoli.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Donazzan (Fdi): “Competenze e relazioni possono diventare occasione per metodo lavoro”

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(Adnkronos) – “Fratelli d’Italia si è dichiarato partito produttivista.Io sono la responsabile per Fratelli d’Italia del Dipartimento Nazionale Imprese e Mondi Produttivi.

Dopo 19 anni in qualità di assessore al lavoro, che ha gestito tutte le crisi e le trasformazioni aziendali di questo territorio, tra i maggiori per capacità attrattiva, penso che competenze e relazioni possano diventare l’occasione per un nuovo metodo di lavoro, come è stato chiesto dal presidente Destro, ma dalla Confindustria oggi”.Con queste dichiarazioni, Elena Donazzan, assessore all’Istruzione della Regione Veneto – Fratelli d’Italia, è intervenuta in occasione dell’incontro degli imprenditori nordestini con i candidati al Parlamento Europeo della circoscrizione nord-orientale (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto), presso il Four Point by Sheraton di Padova, al fine di aprire un confronto diretto sulle proposte del position paper “Fabbrica Europa”, il documento di Confindustria che raccoglie il risultato di un capillare esercizio di consultazione tra gli imprenditori associati di tutti i settori e i territori italiani finalizzato a costruire una forte politica industriale europea, basata sulle tre sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e supportata da un adeguato livello di investimenti.  “Un metodo di lavoro che si posi sulla valutazione dell’impatto che le politiche europee generano.

Oggi è stata una accusa vera di una iper regolamentazione, senza tenere conto di che cosa accade realmente quando delle direttive impattano sui territori.Oggi abbiamo bisogno di più Italia in Europa, il governo Meloni sta facendo proprio questo e Fratelli d’Italia, in qualità di responsabile nazionale del Dipartimento, ha molto a cuore l’ascolto verso le imprese italiane e il fatto che le direttive impattino nel miglior modo possibile sul sistema produttivo italiano.

Fare il bene dell’Italia vuol dire anche fare il bene dell’Europa”, conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ue, Carraro: “Necessaria l’industria per la crescita dell’Europa”

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(Adnkronos) – “Fabbrica Europa è un nome che sta ad indicare che l’Europa per crescere ha bisogno della fabbrica e dell’industria.Vedendo gli ultimi anni di politica industriale europea, infatti, pare che se ne sia dimenticata.

L’appello che abbiamo lanciato è quello di un’Europa forte che non prevale gli Stati aderenti, ma che insieme accompagni l’estate alla grande sfida soprattutto verso la Cina e gli Stati Uniti”.Così, Enrico Carraro, presidente Confindustria Veneto, a margine dell’incontro degli imprenditori nordestini con i candidati al Parlamento Europeo della circoscrizione nord-orientale (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto), presso il Four Point by Sheraton di Padova, al fine di aprire un confronto diretto sulle proposte del position paper “Fabbrica Europa”, il documento di Confindustria che raccoglie il risultato di un capillare esercizio di consultazione tra gli imprenditori associati di tutti i settori e i territori italiani finalizzato a costruire una forte politica industriale europea, basata sulle tre sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e supportata da un adeguato livello di investimenti.   “Oggi è un momento in cui è necessario lavorare tutti insieme: mi aspetto che i candidati di diverso colore politico possano portare avanti gli interessi dell’intero Paese – spiega Carraro – Per questo oggi non possiamo guardare al Veneto come singola regione, ma in questi momenti di grande sfida dobbiamo guardare all’Italia nel suo complesso”.   “Il Veneto parte da una situazione più rosea: si investe molto in ricerca più che in altre parti d’Europa e d’Italia.

Abbiamo già un footprint industriale molto variegato e pesante, quindi partiamo più avanti rispetto agli altri.Però, le sfide sono molto importanti e l’industria non ha colore politico, ma rappresenta la crescita dell’intero dell’intero Paese, dalla sua crescita, infatti, ne deriva il benessere del Paese”, conclude. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maestra aggredita a Ostia, Valditara visita la scuola: “Solidarietà del governo, lo Stato c’è”

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(Adnkronos) – Visita del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, questa mattina, nella scuola di Ostia finita alla ribalta della cronaca nei giorni scorsi perché una maestra è stata aggredita dalla mamma di un alunno della famiglia Spada, per un rimprovero al figlio.  “Ho incontrato la docente e le ho portato la solidarietà e la vicinanza del governo, dello Stato e mia personale.Lo Stato come sempre è qui presente” , ha detto il ministro. “La maestra era ovviamente preoccupata: lei ha fatto il suo dovere e ha evitato che ci fosse una rissa in classe”, ha spiega Valditara riportando la ricostruzione dell’insegnante secondo la quale “un bambino in quel momento stava picchiando un altro bimbo e quindi li ha separati”. “Ha fatto quello che un insegnante dovrebbe fare – ha sottolineato Valditara – Nelle nostre scuole la violenza non è ammessa.

La cultura del rispetto è quello che chiediamo a tutti gli insegnanti di trasmettere a tutti i bimbi e quell’insegnante stava cercando di trasmettere la cultura del rispetto.Sappiamo cosa è successo dopo – ha proseguito il ministro – Solidarietà all’insegnante ma soprattutto voglio sottolineare la solidarietà a tutti coloro che insegnano in un contesto complicato”. “Ho visto bambini meravigliosi, molti mi hanno voluto abbracciare, tantissimi hanno scambiato il cinque e hanno voluto darmi la mano – ha raccontato il ministro che ha svolto in forma riservata una visita dell’istituto insieme al personale scolastico – Non dobbiamo permettere che qualche genitore o qualche famiglia possa rovinare bambini stupendi”.  “Un figlio è quanto di più prezioso per un genitore e dobbiamo far capire a tutti i genitori, parlo in generale perché purtroppo sono tante le aggressione ai docenti, che è interesse del genitore stesso, se ama veramente il proprio figlio, avere un buon rapporto con la scuola e rispettare gli insegnanti: dialogare con loro e non aggredirli”, ha insistito Valditara. “La maestra (aggredita, ndr) riprenderà a breve servizio”, ha quindi riferito il ministro. “Quello che ha passato non è stato facile”.

E a chi gli chiedeva se la docente farà denuncia Valditara ha replicato: “Non credo che l’azione abbia necessità di una denuncia: c’è un’indagine e chi ha aggredito l’insegnante, dopo gli opportuni accertamenti di forze dell’ordine e magistratura, si ritroverà a rispondere dei risultati degli accertamenti”. “Lo Stato è molto determinato.Ho colto apprezzamento per questa mia presenza.

Sappia qualsiasi mafia o qualsiasi singolo individuo che lo Stato è molto più forte di qualsiasi singolo individuo e di qualsiasi singola mafia e ha tutti gli strumenti per farsi rispettare”, ha scandito Valditara.  “Vogliamo una scuola del rispetto in cui ci sia amore per i bambini che, sono una realtà stupenda”. “Ho trovato un clima di grande vicinanza allo Stato e di grande condivisione”, ha proseguito aggiungendo che certamente c’è anche “preoccupazione” ma “ho detto a tutti che lo Stato è qui e, come ha dimostrato a Caivano, non dimentica e non scappa”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tumori, Marchetti (Fmp): “Test molecolari alla diagnosi per cure mirate a mutazioni Idh”

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(Adnkronos) – La sopravvivenza di tumori rari e difficili da trattare migliora con terapie mirate contro la proteina Idh.Per questo è necessario, già al momento della diagnosi, fare il test molecolare.

E’ l’appello per sensibilizzare clinici e istituzioni lanciato dalla Fondazione per la medicina personalizzata (Fmp), oggi a Roma nel corso di un media tutorial sulla frontiera più avanzata dell’oncologia di precisione, focalizzato sul ruolo oncogenico delle mutazioni Idh e realizzato con il contributo non condizionante del Gruppo Servier in Italia.La mutazione del gene Idh1, scoperta recentemente – spiega una nota – è riscontrabile nell’80% dei gliomi di basso grado, un tipo di cancro del cervello, nel 20% dei colangiocarcinomi e nel 10% dei casi di leucemia mieloide acuta.  “Nel modello istologico l’indicazione terapeutica si basava sulla sede del tumore, in quello mutazionale deriva dalla profilazione genomica – spiega Paolo Marchetti, presidente Fmp – Il punto chiave del nuovo processo è rappresentato dalla profilazione genomica, cioè dall’individuazione delle alterazioni molecolari che giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo della malattia e, da qui, deriva la scelta del farmaco e l’indicazione terapeutica, indipendentemente dalla sede del tumore, dall’età e dal sesso del paziente”. Nel dettaglio, “i gliomi sono una forma di tumore del cervello e fanno registrare ogni anno in Italia circa 3mila nuovi casi – afferma Andrea Pace, responsabile Neuroncologia Irccs Istituto tumori Regina Elena di Roma – Il 20% è costituito dai gliomi di grado 2, cioè di basso grado, che sono più frequenti nei giovani fra i 20 e i 40 anni.

I sintomi all’esordio sono costituiti di solito da crisi epilettiche, spesso resistenti ai trattamenti, perché le cellule malate tendono a infiltrare il tessuto nervoso sano.Queste neoplasie cerebrali hanno una crescita lenta, ma con il passare degli anni possono diventare di alto grado e, quindi, più aggressive.

Per 20 anni le terapie successive alla chirurgia”, chemioterapia e radioterapia, “sono rimaste identiche – evidenzia – Oggi la neuroncologia può beneficiare della medicina di precisione.Le mutazioni di Idh1 sono presenti nell’80% dei gliomi di grado 2, quelle di Idh2 in circa il 5%.

Nello studio Indigo pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’, su circa 330 pazienti con gliomi di grado 2 non aggressivi, sottoposti all’intervento chirurgico ma non a chemioterapia e radioterapia, vorasidenib, inibitore di Idh, rispetto alla sola osservazione, ha più che raddoppiato la sopravvivenza libera da progressione: 27,7 mesi rispetto a 11,1.E’ fondamentale, come stabilito dalla classificazione dell’Oms, che in ogni paziente, al momento della diagnosi, sia eseguita l’analisi molecolare”.  Le mutazioni di Idh1 sono presenti anche in circa il 20% dei casi di colangiocarcinoma (nella forma intraepatica). “E’ un tipo di tumore primitivo del fegato che fa registrare ogni anno circa 5.400 nuove diagnosi in Italia – illustra Andrea Casadei Gardini, oncologo dell’Uo Oncologia medica Irccs Ospedale San Raffaele di Milano e professore associato di Oncologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano – Il 70% dei pazienti presenta alla diagnosi una malattia già in fase avanzata”.

La sopravvivenza a 5 anni è ancora bassa, pari al 17% negli uomini e al 15% nelle donne. “Il 45% dei pazienti con colangiocarcinoma – continua lo specialista – presenta un’alterazione genetica potenzialmente ‘actionable’, cioè bersaglio di terapie mirate.Le più frequenti nelle forme intraepatiche sono le mutazioni di Idh1, presenti in circa il 20% dei casi, e le traslocazioni di Fgfr2, rilevabili nel 10%”.

Studi clinici hanno dimostrato l’efficacia di terapie mirate, in particolare con ivosidenib, il primo inibitore mirato di Idh1 approvato in Europa per i pazienti con colangiocarcinoma localmente avanzato o metastatico con una mutazione Idh1, precedentemente trattati con almeno una linea di terapia sistemica. “Nello studio ClarIdhy pubblicato su ‘Jama Oncology’ – aggiunge Casadei Gardini – la nuova molecola ha evidenziato una riduzione del rischio di progressione di malattia del 63%.I benefici sono stati confermati anche in uno studio ‘real world’, che riproduce la pratica clinica quotidiana”.  La profilazione molecolare è una parte fondamentale anche nella diagnosi nella leucemia mieloide acuta (Lma), un tumore del sangue che colpisce ogni anno in Italia circa 2.100 persone. “La sopravvivenza a 5 anni è di circa il 30% – sottolinea Maria Teresa Voso, professore ordinario di Ematologia all’Università Tor Vergata e responsabile del laboratorio di Diagnostica avanzata oncoematologica del Policlinico Tor Vergata di Roma – L’età media alla diagnosi è di 69 anni.

I pazienti anziani o fragili non sono in grado di tollerare la chemioterapia intensiva standard” e l’eventuale “trapianto allogenico di cellule staminali”.Fino al 50% presenta almeno una mutazione potenzialmente actionable per una terapia mirata”.

Le mutazioni a carico dei geni Idh sono tra le più comuni: il 10% ha Idh1 e il 10-15% Idh2.La Commissione europea ha approvato ivosidenib in associazione con un agente ipometilante, azacitidina, per il trattamento di pazienti adulti con Lma di nuova diagnosi con mutazione di Idh1, che non sono idonei a ricevere la chemioterapia di induzione standard. “Nello studio Agile, pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ – precisa Voso – la terapia mirata con ivosidenib in combinazione con azacitidina in prima linea ha triplicato la sopravvivenza globale mediana rispetto a placebo e azacitidina, 2 anni contro 7,9 mesi”. “Oggi vi è una crescente disponibilità di test di profilazione genomica estesa, con pannelli che possono esaminare anche 500 geni con un singolo esame – conclude Marchetti – E’ quindi fondamentale istituire i Molecular Tumor Board, nei quali sono coinvolte competenze provenienti da diverse aree, quali l’oncoematologia, l’anatomia patologica, la genetica medica, la biologia molecolare, la farmacologia clinica, la farmacia ospedaliera e altre figure professionali”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diffamazione a Lollobrigida, prosciolta prof. Di Cesare

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(Adnkronos) – Il giudice monocratico di Roma ha prosciolto con la formula ‘perché il fatto non costituisce reato’ la professoressa Donatella Di Cesare, docente di Filosofia Teoretica alla Sapienza, accusata di diffamazione aggravata ai danni del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.I fatti risalgono a un anno fa, al 18 aprile 2023, quando Lollobrigida in un intervento pubblico disse: “Non possiamo arrenderci alla sostituzione etnica”.  La sera dello stesso giorno, nel corso del talk-show DiMartedì, interpellata dal conduttore, la professoressa aveva commentato: “La sostituzione etnica è un mito complottistico, è il cuore dell’hitlerismo, credo che le parole del ministro non possano essere prese per uno scivolone, perché ha parlato da governatore neo-hitleriano”.  “Sono molto soddisfatta, perché ho vissuto il processo come una grande ingiustizia, il mio era un commento, un parallelo storico e non doveva essere un motivo per un processo” ha detto la Professoressa dopo che, dopo la sentenza, è apparsa commossa e ha mostrato la bandiera dell’Anpi con il tricolore italiano. “Mi preoccupa questa tendenza a criminalizzare il dissenso, le voci critiche.

L’Italia democratica non merita questo” conclude.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, stimati fino a 400 milioni di casi l’anno: ok Oms a secondo vaccino

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(Adnkronos) – Mentre nel mondo si stimano già 100-400 milioni di casi di Dengue l’anno ed è atteso che le infezioni aumentino e si espandano geograficamente, arriva l’ok dell’Oms al secondo vaccino.L’Organizzazione mondiale della sanità ha infatti concesso la prequalifica a un nuovo vaccino contro la malattia.

Si tratta di un vaccino vivo attenuato contenente versioni indebolite dei 4 sierotipi di virus che causano la Dengue.TAK-003, prodotto-scudo sviluppato da Takeda, ha ricevuto la prequalifica il 10 maggio scorso, informa l’agenzia Onu in una nota, ed è il secondo vaccino prequalificato dall’Oms.  L’uso di TAK-003 è raccomandato nei bambini e ragazzi di età compresa tra 6 e 16 anni in ambienti con elevato carico di Dengue e intensità di trasmissione.

Il vaccino deve essere somministrato secondo uno schema a 2 dosi, con un intervallo di 3 mesi l’una dall’altra.  “La prequalifica di TAK-003, ora idoneo per l’appalto da parte di agenzie delle Nazioni Unite tra cui Unicef e Paho (Pan American Health Organization), è un passo importante nell’espansione dell’accesso globale ai vaccini contro la Dengue”, commenta Rogerio Gaspar, direttore Oms per l’ambito regolatorio e la prequalifica. “Con solo 2 vaccini contro la Dengue prequalificati ad oggi, non vediamo l’ora che altri sviluppatori si facciano avanti per la valutazione di loro prodotti, in modo da poter garantire che i vaccini raggiungano tutte le comunità che ne hanno bisogno”.L’elenco Oms dei farmaci prequalificati comprende anche il vaccino CYD-TDV contro la Dengue sviluppato da Sanofi Pasteur. La Dengue è sempre più sotto i riflettori internazionali, visto l’aumento di casi che si sta registrando nell’ultimo periodo.

E’ questa una malattia trasmessa da vettori, il contagio avviene attraverso la puntura di una zanzara infetta.La malattia grave è una complicanza potenzialmente letale che può svilupparsi a seguito di infezioni Dengue.

Si stima che siano 3,8 miliardi le persone che vivono in Paesi endemici, la maggior parte dei quali in Asia, Africa e nelle Americhe.Il maggior numero di casi di Dengue segnalati si è verificato nel 2023, con la regione delle Americhe dell’Oms che ha segnalato 4,5 milioni di casi e 2.300 decessi.

E’ probabile che i casi aumentino e che l’epidemia allarghi i suoi confini, complice il cambiamento climatico e l’urbanizzazione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Kiev ritira soldati da villaggi Kharkiv: Zelensky cancella missioni all’estero

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(Adnkronos) –
L’Ucraina ammette di aver ritirato soldati e mezzi da diversi insediamenti della regione di Kharkiv, nel nord est del Paese, sotto la spinta degli attacchi della Russia.La situazione sul campo, sul terzo fronte della guerra aperto dalle truppe di Mosca che venerdì della scorsa settimana hanno superato il confine a nord, si aggrava tanto che il Presidente Volodymir Zelensky, per cui “la situazione più difficile” è ora nelle regioni di Kharkiv e Donetsk, ha cancellato una visita in Spagna e Portogallo.   “In alcune aree, intorno a Lukyantsi e Vovchansk – due insediamenti a 30 chilometri di distanza, e vicini al confine con la Russia ndr – in risposta al fuoco nemico e ad assalti delle forze di terra, per salvare la vita dei nostri uomini ed evitare perdite, le nostre unità hanno effettuato manovre e si sono spostate su posizioni più vantaggiose”, ha annunciato lo stato maggiore ucraino nella notte fra ieri e oggi, usando la formula usata da entrambe le parti in questa guerra per confermare un ritiro.

La situazione, si precisa, “rimane difficile” ma le forze di Kiev “non stanno lasciando che gli occupanti russi prendano piede”.  
Le forze russe sono riuscite a penetrare, in due diverse direzioni, per 5-7 chilometri nella regione di Kharkiv e ad assumere il controllo di postazioni della Guardia di frontiera ucraina, malgrado i rinforzi del Direttorato per l’intelligence (Hur) inviati nel frattempo.Mosca rivendica anche il controllo di diversi insediamenti vicino al confine e di essere riuscita a entrare nelle città di Vovchansk e Lyptsi.  “I combattimenti sono pesanti”, ha ammesso il generale Serhii Melnyk, il comandante delle forze di difesa di Kharkiv, precisando che si combatte “in tre punti diversi”.

Le forze ucraine hanno respinto undici attacchi e stanno contenendo l’avanzamento delle forze russe “verso Lyptsi da Hlyboke e Lukiantsi, e verso towards Vovchansk from the direction of Shebekino (Russia),” Melnyk said.Ieri un raid aereo ha colpito la città di Kharkiv, provocando la morte di un civile, una donna di 80 anni, il ferimento di 24 persone, fra cui quattro bambini e danni a palazzi residenziali.

Un’altra persona è stata uccisa a Hatyshche.   
Mosca ha annunciato di aver preso il controllo di Buhrovatka, sempre nella regione di Kharkiv.A confermare la gravità della situazione nella regione di Kharkiv, sono quasi 8mila i civili che hanno abbandonato i centri abitati a fronte dell’avanzata russa, quattrocento delle quali nelle ultime 24 ore, come ha reso noto il governatore regionale Oleg Sinegubov: su Telegram Sinegubov ha parlato di 7.991 persone costrette ad abbandonare le proprie case, inclusi oltre 600 bambini.

La maggior parte di queste persone ha lasciato zone della parte nord di Kharkiv, 1.100 da Vovchansk.  
Le forze di difesa aeree russe nel frattempo hanno intercettato 17 droni ucraini, nelle regioni occidentali del Paese, Belgorod, Kursk e Bryansk, e 10 missili Atacms di fabbricazione americana sulla Crimea nella notte, ha annunciato il ministero della Difesa russo.In seguito all’attacco di un drone abbattuto sul Tatartan, che dista mille cento chilometri dal confine con l’Ucraina, sono stati chiusi provvisoriamente aeroporti nella regione russa, a Kazan e Nizhnekamsk.

Un deposito di combustibile è esploso, in seguito all’attacco di due droni, a Rostov, la città in cui è basato il quartier generale dell’operazione militare speciale, come ha reso noto il governatore della regione, Vasily Golubev.   
Zelensky ha quindi cancellato all’ultimo momento la missione all’estero: venerdì avrebbe dovuto partecipare a un ricevimento organizzato in suo onore da Re Felipe di Spagna.Con il Premier Pedro Sanchez avrebbe dovuto firmare un accordo bilaterale di sicurezza sul modello degli accordi già sottoscritti con Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Danimarca e Canada.

Un portavoce del governo portoghese ha confermato la cancellazione della visita, ma senza precisare la ragione.  La televisione di Stato ha citato invece la grave situazione interna in Ucraina, con la nuova offensiva russa a Kharkiv.Anche se Zelensky era già stato a Granada, per un vertice dell’Ue, la sua sarebbe stata la prima in Spagna.

Intorno alla mezzanotte di ieri il Palazzo della Zarzuela, la residenza privata del Re a Madrid, ha annunciato la cancellazione degli impegni di Zelensky, annunciati solo poche ore prima, “generando un poco di confusione”, come ha scritto il Pais, dal momento che né il governo, né il ministero degli Esteri avevano ancora confermato ufficialmente la visita.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nasce Voice Italia, la prima community per la longevità nel nostro paese

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(Adnkronos) – L’Italia è il secondo Paese al mondo per longevità dopo il Giappone, ed è uno dei luoghi con la più alta aspettativa di vita alla nascita: 83 anni in media (81 per gli uomini, 85 per le donne) secondo il Rapporto ISTAT 2023 sul Benessere equo e solidale pubblicato ad aprile 2024.Proprio l’Italia è quindi un esempio di come si possa vivere a lungo e in salute.

Una condizione che impone di occuparsi del tema dell’invecchiamento in modo nuovo, acquisendone consapevolezza e studiando soluzioni perché la longevità sia una prospettiva di vita in salute e benessere.  Per farlo nasce Voice Italia, presentata oggi in anteprima a Milano, presso il Meet Digital Culture Center.Si tratta della prima piattaforma digitale e fisica nel nostro Paese che raccoglie una community attiva di cittadine e cittadini per progettare soluzioni per una vita più sana, lunga e soddisfacente.

La piattaforma Voice Italia prende vita nel solco dell’esperienza di Voice Global, nata nel 2007 nel Regno Unito, ed è fondata dal National Innovation Centre for Ageing (NICA) insieme a Fondazione Ravasi Garzanti, con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Amplifon.  Il suo obiettivo è quello di coinvolgere persone con background e ruoli diversi, che insieme a università e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e comunità locali, imprese del settore pubblico e privato possano contribuire a progetti e iniziative mirate ad affrontare concretamente le sfide globali legate al tema dell’invecchiamento, con il diretto coinvolgimento delle persone. “Di fronte al fenomeno sempre più crescente e trasversale dell’invecchiamento a livello mondiale, Italia e Gran Bretagna si sono incontrate per affrontarlo – ha affermato Nic Palmarini, AD di Voice Italia e Director di NICA –.Insieme hanno deciso di mettere a fattor comune esperienze e network creando Voice Italia, un’impresa sociale nata sulla scorta dell’esperienza partecipativa inglese, al servizio di chi, nel nostro Paese, intende affrontare da diverse prospettive le sfide che questa grande trasformazione propone”. All’evento di lancio di Voice Italia hanno partecipato Giovanni Azzone, Presidente Fondazione Cariplo; Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano; Mario Cera, Presidente Fondazione Ravasi Garzanti; Lynne Corner, Director di Voice Global e COO di NICA; Maria Cristina Ferradini, Consigliere Delegato di Fondazione Amplifon; Catriona Graham, Console Generale britannico a Milano e Direttore Italia del Department for Business & Trade – DBT; Maria Grazia Mattei, Presidente di MEET Digital Culture Center; Maurizio Moirano, rappresentante di Voice Italia; Assunta Morresi, Vice Capo di Gabinetto del Ministero per la famiglia, la natalità e le pari opportunità; Nic Palmarini, AD di Voice Italia e Director di NICA; Felice Scalvini, Direttore della Fondazione Ravasi Garzanti e Presidente di Voice Italia; Ros Wilson, rappresentante di Voice UK.  Voice è una piattaforma fisica e digitale che coinvolge cittadine e cittadini di tutte le età – con particolare attenzione alle persone anziane, alle loro famiglie e alle comunità con cui si relazionano – con l’obiettivo di rimettere in circolo la loro esperienza e conoscenza a vantaggio della ricerca e dell’innovazione sociale.  Intorno a Voice si crea una comunità di persone pronte all’innovazione, appassionate e desiderose di partecipare con le loro idee allo sviluppo di soluzioni innovative per vivere meglio e più a lungo. Attraverso i metodi di co-progettazione, workshop ed eventi, la community di Voice Italia dà il suo contributo per identificare bisogni, priorità e aspirazioni spesso inascoltate o non soddisfatte, fornendo una visione nuova e inaspettata su prodotti, servizi, contesti ed esperienze alle organizzazioni pubbliche e private.  “In Italia Fondazione Ravasi Garzanti, frutto dello spirito filantropico dell’editore Livio Garzanti, lavora da anni sui temi dell’invecchiamento coniugando ricerca, azione culturale e sperimentazioni sul campo, a Milano e non solo – ha spiegato Felice Scalvini, Direttore della Fondazione Ravasi Garzanti e presidente di Voice Italia –.

Era quindi naturale il suo coinvolgimento nella fondazione di Voice Italia, che nasce come centro di competenze e di azione e si propone di coinvolgere in tutte le sue iniziative i cittadini e le cittadine attraverso una piattaforma collaudata di ingaggio online della comunità.Sarà uno strumento che faciliterà il coinvolgimento e la condivisione dell’esperienza delle persone e permetterà di collegare l’Italia alle altre comunità internazionali”. Voice è un meccanismo sperimentato ed efficace per coinvolgere la community: non solo gli anziani, ma anche le loro famiglie e i caregiver, per rimettere in circolo la loro straordinaria esperienza e conoscenza, a vantaggio della ricerca e dell’innovazione sociale.  Voice è innanzitutto una piattaforma digitale alla quale le persone possono iscriversi per partecipare a workshop, sondaggi, discussioni e opportunità di coinvolgimento su servizi e prodotti, proposti da università e centri di ricerca, istituzioni pubbliche e comunità locali, imprese del settore pubblico e privato. La partecipazione avviene sia online sia attraverso incontri dal vivo, secondo modalità diverse per ciascun progetto.

Questo consente a cittadine e cittadini di dare il loro contributo di pensiero, idee, esperienza per la messa a punto di soluzioni concrete per la società attuale e futura. La piattaforma digitale Voice Italia vuole incentivare le persone anziane a contribuire con le loro idee e opinioni ad accelerare l’innovazione che li riguarda, attraverso la partecipazione a sondaggi, focus group, interviste e ricerche etnografiche commissionate da enti pubblici e privati.Dopo essersi iscritti ed essere diventati parte della comunità, è possibile aver visione di opportunità alle quali decidere di partecipare volontariamente per dare il proprio contributo, e ottenere punti in cambio di questa partecipazione per poi convertirli in azioni di impatto sociale o individuale. Ros Wilson, 78 anni, fa parte da oltre un decennio della community Voice in Gran Bretagna e intervenendo alla presentazione milanese afferma: “I membri di Voice restituiscono alla società l’esperienza che hanno vissuto, che è qualcosa che tutti abbiamo.

Diamo il nostro punto di vista sui problemi pratici legati all’invecchiamento, come l’utilizzo dei trasporti pubblici, le esigenze abitative e l’accesso e la comprensione delle nuove tecnologie.Partecipando a Voice e restituendo qualcosa alla società, ho dato ancora senso e uno scopo alla mia vita e ho trovato nuova fiducia in me stessa.

I membri di Voice vengono ascoltati e hanno la possibilità di influenzare i processi decisionali”. Maurizio Moirano, uno dei primi cittadini che ha aderito a Voice Italia, racconta: “La mia prima esperienza è stata molto coinvolgente perché faccio parte di quella generazione di persone che dalla tecnologia può avere un valido aiuto nella propria vita quotidiana, nel potenziare e nel mantenere a pieno la propria capacità di socializzazione e interazione con il mondo.Esercitare l’ascolto dei bisogni e le aspirazioni delle persone senior è centrale e il valore che può essere trasferito da e verso è inestimabile.

Le persone over 60 oggi hanno una maggiore dimestichezza e capacità rispetto alla generazione dei loro genitori, e Voice è uno strumento che aiuta a potenziare la propria capacità di relazione, di lavoro, di divertimento e di vita nel suo complesso.In modo che non ci sia più quello stacco tra vita lavorativa attiva e vita in pensione che esisteva in passato.

Non possiamo e dobbiamo permettercelo”. Voice Italia vuole influenzare il futuro per una longevità in salute, ascoltando le voci delle persone e valorizzando la loro esperienza vissuta.Ha l’ambizione di diventare un modello di riferimento per il coinvolgimento dei cittadini italiani e promuovere un network di scambio e di collaborazione con i membri di Voice nei diversi paesi del mondo. Voice Italia collabora attivamente con il mondo della ricerca, della pubblica amministrazione e delle aziende, nella convinzione che solo co-innovando e co-sviluppando prodotti, servizi ed esperienze insieme a chi ne dovrà beneficiare sia possibile accelerare l’innovazione e la trasformazione per una società sempre più longeva. Gli europei vivono più a lungo e in salute che mai.

Oltre all’aumento della longevità, l’Europa sta assistendo a un invecchiamento generale della popolazione, che porta con sé sia opportunità che sfide. Il rapporto EUROPOP23 dell’Eurostat (Population projections in the EU – Statistics Explaine) prevede che nei prossimi 80 anni il numero di persone molto anziane (definite come persone di età pari o superiore a 80 anni) nella popolazione totale dell’UE (a 27 stati) sarà più che raddoppiato sia in termini assoluti che relativi, passando da 27,1 milioni nel 2022 (6,1 % della popolazione totale) a 64 milioni (15,3 %) nel 2100.  Secondo le proiezioni, nel 2100 l’età media in Italia sarà di 53 anni.Già nel 2050 le proiezioni indicano che nell’UE ci saranno meno di due persone in età lavorativa per ogni persona anziana.

Per tre Stati membri dell’UE — Grecia, Portogallo e Italia — si prevede che l’indice di dipendenza degli anziani dalle fasce di popolazione più giovani supererà il 60,0 % entro il 2050.  Nel 2100 la popolazione dell’UE sarà inferiore a quella del 2022 e la sua struttura sarà sempre più vecchia, con una notevole riduzione del numero e della quota di persone in età lavorativa.Il rapporto Eurostat conferma che gli indici di dipendenza degli anziani dovrebbero continuare ad aumentare, evidenziando sfide per la spesa pubblica in relazione ai costi delle pensioni, dell’assistenza sanitaria e dell’assistenza a lungo termine.  Sfide che dovranno essere affrontate a livello globale, considerando che già oggi nel mondo ci sono più anziani che bambini: poco meno di un miliardo di persone ha più di 65 anni.

Un bambino nato oggi può aspettarsi di vivere oltre i 100 anni e, guardando al futuro, entro il 2050, si prevede che ci saranno oltre 2,1 miliardi di over 60, con la fascia di età in più rapida crescita degli over 80. Per affrontare e governare questo scenario con efficacia diventa urgente coinvolgere attivamente la fascia di popolazione che sta diventando prevalente, e con Voice questo è oggi concretamente possibile anche in Italia.  Fulcro degli interventi di Voice Italia sono le grandi città, a cominciare da Milano.Secondo il primo Rapporto sull’invecchiamento della Fondazione Ravasi Garzanti (“La metropoli e le stagioni della vita.

Milano e l’invecchiamento”, Casa Editrice il Mulino), in Italia il 35% degli anziani vive nelle città, dove una persona su quattro ha almeno 65 anni.La Lombardia è la regione d’Europa con il maggior numero assoluto di cittadini over 65 (quasi 2.3 milioni), che da soli formerebbero la decima regione d’Italia per ampiezza demografica.  Ecco perché è necessario cambiare prospettiva e passare dal concetto di “age friendly city” (città amica delle persone anziane) a “longevity city” (città della longevità), assumendo l’invecchiamento come un processo che non inizia quando la popolazione diventa vecchia ma come una dinamica continua che permea la città. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia Green Film Festival, applausi per il film francese ‘Bad Seed’

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(Adnkronos) – Continuano le proiezioni dei film in Selezione Ufficiale del 5° Italia Green Film Festival nei luoghi e nei palazzi più belli della Capitale.Applausi nel pubblico per il film francese ‘Bad Seed’ e del polacco ‘The Seed of Awareness 40 min’.

Applausi anche per il documentario Olandese ‘The Walking Forest’ e per il cartone animato ‘Bo and Trash’.Premiere Nazionale per ErdKinder del regista italiano Tore Manca una pellicola intensa e profonda, capace di toccare le corde più profonde dell’animo per temi legati all’ambiente e alla sostenibilità.  Una sfida portata avanti da studenti con il metodo Erkinder, una tecnica educativa e di insegnamento dove la funzione del docente è proprio questa: interrogare lo studente su ciò che veramente ha capito, cercando di stimolare quella competenza di problem posing e rising per sollevare più domande che risposte.

EedKinder è un film d’autore che attraverso più linguaggi affronta il disagio di una generazione con un unica necessita: recuperare la bellezza, la luce, l’educazione, l’ambiente, un dialogo senza parole tra genitori e figli, un racconto per immagini.  Attraverso la trasposizione con l’utilizzo del linguaggio cinematografico il progetto ‘Erdkinder’ vuole innescare dinamiche di coscienza sociale e affermare principi e relazioni di solidarietà che possano sensibilizzare la società, in particolare i giovani.La foresta rappresenta lo spazio neutrale in cui le generazioni si confrontano ‘ad armi pari’. ”Ogni cosa intimamente collegata su questo pianeta è il legame speciale che esiste tra infanzia e natura, insostituibile.

Il richiamo della foresta rappresenta la necessita di riconnettersi con le proprie origini; radici che riportano alla spontaneità di azioni come quelle di camminare, correre, saltare e arrampicarsi, azioni essenziali per il nostro sviluppo, cosi come conoscere il proprio corpo”. I valori e lo spirito green e social che incarna l’Igff si sposano a pieno con questo film che, dal lancio ha riscosso un interesse tra gli spettatori e gli addetti ai lavori.Un percorso che porterà alle fasi finali della Kermesse cinematografica che quest’anno ha raggiunto un livelli di maturità davvero elevato: la quinta edizione dell’Italia Green Film Festival è una pietra miliare per un tragitto in continua evoluzione, fatto di innovazione e desiderio di cogliere al meglio i temi legati all’ambiente e allo sostenibilità senza filtri e senza paure. ”Sono fiero delle opere in concorso nella quinta edizione – dice il direttore artistico Pierre Marchionne, che da sempre ha creduto in questo progetto – legare la scuola e l’arte cinematografica, la potenza delle immagini alla magia del cinema per condividere qui messaggi, quelle testimonianze che ogni film possiede.

Questo è l’obiettivo che mi ero prefissato.Le richieste di partecipazione crescono anno dopo anno come l’interesse di critici e guru del settore.

Questo ci riempie d’orgoglio e ci spinge a fare sempre meglio”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, chi ha vinto tra ‘Il Clandestino’ e ‘Il Volo – Tutti per Uno’

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(Adnkronos) – L’ultima puntata della fiction di Rai1 ‘Il Clandestino’ con Edoardo Leo chiude con 2.821.000 di telespettatori e il 16,1% di share.Su Canale5, l’esordio di ieri della seconda edizione de ‘Il Volo – Tutti per Uno’ è stato visto da 2.632.000 spettatori con il 18,9% di share mentre il programma di Italia 1 ‘Le Iene’ ottiene 1.560.000 spettatori e l’11,2% di share.  Su La7, il programma di Giovanni Floris, ‘DiMartedì’, ha interessato 1.412.000 spettatori e l’8,6% di share.

Seguono ‘Cartabianca’ su Rete4 (634.000 spettatori, 4,4% share); ‘Un’Estate in Provenza’ su Rai2 (782.000 spettatori, 4,2% di share); ‘Donne sull’Orlo di una Crisi di Nervi’, con Piero Chiambretti, su Rai3 (608.000 spettatori, 3,7% di share).Chiudono la classifica degli ascolti ‘La Preda Perfetta’ sul Nove (272.000 spettatori; 1,6% di share) e ‘Celebrity Chef’ su Tv8 (260.000 spettatori, 1,3% di share).  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giornata asma, pneumologi: “3 mln con malattia che non guarda età”

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(Adnkronos) – “L’asma è una malattia che non guarda l’età: colpisce la popolazione pediatrica, gli adolescenti e gli adulti.Stiamo parlando del 5-6% della popolazione generale, quindi almeno 3 milioni di italiani.

Di questi circa il 10% è affetto dalla forma grave della malattia, che oltre a rappresentare una sfida per la salute del paziente, hanno un impatto significativo anche dal punto di vista economico.L’ asma grave, infatti, è causa di visite non programmate, ripetuti accessi al Pronto soccorso e ricoveri in ospedale e, in casi rarissimi, anche di morte.

Nonostante la malattia in aumento, se il paziente è ben controllato e segue la terapia nessuna attività è preclusa.L’asma non ha fermato un campione come l’ex calciatore David Beckham vicino al Pallone d’oro nel 1999”.

Così all’Adnkronos Salute Paola Rogliani, professoressa ordinaria di Malattie dell’Apparato Respiratorio e direttore Uoc della Fondazione Policlinico Tor Vergata e presidente-eletto della Società Italiana Pneumologia (Sip-Irs) in occasione della Giornata mondiale dell’asma, tema al centro di una conferenza stampa promossa oggi a Palazzo Giustiniani su iniziativa del senatore della Lega Roberto Marti. “Va detto, però, che un bambino con asma non necessariamente diventerà un adulto asmatico – tiene a precisare Rogliani – perché durante la crescita è possibile che i sintomi diminuiscano o che la malattia regredisca completamente”. Nel mondo l’asma è una “patologia in lieve incremento, specialmente nei cosiddetti Paesi industrializzati.Sicuramente – fa notare Rogliano – riscontriamo una maggiore incidenza e prevalenza nelle zone urbane anche a causa dell’inquinamento.

Con l’arrivo della primavera e del periodo di fioritura del polline, i pazienti asmatici che sono allergici a specifici tipi di polline possono riscontrare un peggioramento dei loro sintomi.Molti asmatici possono presentare inoltre un’iperattività bronchiale, rendendo le loro vie aeree particolarmente sensibili a stimoli come odori intensi, eccessiva umidità o appunto il polline”. La Giornata mondiale dell’asma è un appuntamento importante “per ricordare la parola chiave di questa malattia, ‘controllo’ – conclude Rogliani – termine che implica il controllo dei sintomi, la gestione delle crisi acute e l’aderenza alla terapia inalatoria, che è generalmente semplice da seguire e si basa sull’associazione di farmaci broncodilatatori e corticosteroidi.

Tale terapia mira a alleviare i sintomi e a ridurre l’infiammazione delle vie aeree.Se ben controllata e se il paziente segue la terapia del proprio medico curante nessuna attività è preclusa.

L’asma non ha fermato campioni dello sport, italiani e stranieri, come David Backham che ha vinto di tutto”.  Per l’esattezza: nel Manchester United in 12 anni l’ex centrocampista inglese ha vinto 6 campionati, 2 Coppe d’Inghilterra, 2 Charity Shield, una Champions League e una Coppa Intercontinentale.Beckham ha all’attivo 265 match in Premier League con 62 gol e in totale 394 partite in cui ha realizzato 85 gol. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giro d’Italia 2024, oggi undicesima tappa: orario, dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Il Giro d’Italia affronta oggi la tappa numero 11, la Foiano di Val Fortore-Francavilla di 207 km tutta in Abruzzo.La frazione di oggi 15 maggio 2024, con un percorso quasi totalmente pianeggiante, è destinata ad offrire una nuova chance ai velocisti con un probabile arrivo in volata che potrà essere seguito in diretta tv e streaming.

Giornata di riposo, sulla carta, per la maglia rosa Tadej Pogacar. Dopo 48 km, il programma prevede il Gran premio della montagna di terza categoria di Pietracatella: troppo poco, probabilmente, per diventare il trampolino per una fuga.Una discesa graduale fa da prologo agli ultimi 100 km totalmente pianeggianti: il gruppo può marciare spedito verso il traguardo e verso la volata.

In giornata, riflettori sul traguardo volante di Casacalenda che mette in palio punti per la maglia ciclamino e su quello di Fossacesia Marina, con secondi di abbuono per la classifica generale.  L’undicesima tappa del Giro d’Italia sarà trasmessa in diretta in tv in chiaro e in streaming.La Rai racconterà la giornata della seconda tappa in chiaro ogni giorno di gara.

La giornata televisiva comincerà con un’ora di ‘Giro Mattina’ su Rai Sport HD, che proporrà poi ‘Prima diretta’ per seguire il momento della partenza della tappa, in programma oggi alle 12.15.L’arrivo è atteso tra le 17 e le 17.30. Per la parte clou della programmazione il palinsesto della Corsa Rosa si trasferisce su Rai 2, con ‘Giro in Diretta’ fino alle 16:15 e ‘Giro all’Arrivo’.

Subito a ruota, le tradizionali analisi del dopo gara del Processo alla Tappa.Il Giro può essere visto anche su Eurosport 1 HD e in streaming su Rai Play, discovery+, Sky Go, NOW e DAZN.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Minimo storico nascite in 2023, lavoratori dipendenti nuovi poveri: l’Italia secondo l’Istat

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(Adnkronos) – Poche nascite, povertà assoluta che sale con i lavoratori dipendenti che sono i nuovi poveri, giovani che fumano e bevono meno mentre aumenta però l’eccesso di peso.E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Istat. ”Il 2023 ha fatto registrare l’ennesimo minimo storico in termini di nascite.

Nonostante una riduzione dell’8 per cento dei decessi rispetto al 2022, il saldo naturale della popolazione resta fortemente negativo.Negli ultimi anni si è, inoltre, ridotto l’effetto positivo che la popolazione straniera ha esercitato sulle nascite a partire dai primi anni Duemila”.  La diminuzione delle nascite è legata a quello della fecondità: il numero medio di figli per donna scende da 1,24 nel 2022 a 1,20 nel 2023, avvicinandosi al minimo storico di 1,19 figli registrato nel 1995.

La fecondità delle italiane è pari a 1,18 figli in media per donna (2022), stesso valore dell’anno precedente; quello delle straniere arriva a 1,86 (era 1,87 nel 2021). L’Istituto osserva che gli attuali giovani “hanno transizioni sempre più protratte verso l’età adulta”.Nel 2022, il 67,4 per cento dei 18-34enni vive in famiglia (59,7 per cento nel 2002), con valori intorno al 75 per cento in Campania e Puglia.

Si posticipano anche la nuzialità e la procreazione.Nel 2022, l’età media al (primo) matrimonio è di 36,5 anni per lo sposo (31,7 nel 2002) e 33,6 per la sposa (28,9 nel 2002); quella della prima procreazione per le donne è salita a 31,6 anni, contro 29,7 nel 2002.  
In Italia mancano 200.000 bambini perché 30 anni fa non sono nati i potenziali ‘genitori’. ”Il consistente calo delle nascite degli anni più recenti ha radici profonde, ed è dovuto alle scelte di genitorialità (meno figli e sempre più tardi) da parte delle coppie italiane di oggi e di quelle di ieri”, rileva ancora l’Istat spiegando che la decisione di fare meno figli, 30 anni fa, oggi ha portato a un minor numero di potenziali genitori.

A questo si aggiunge ovviamente le scelte delle famiglie di oggi, in linea con quelle di ieri.Inoltre, negli ultimi anni si è ridotto anche il contributo alle nascite da parte dei cittadini stranieri, che aveva prodotto una ripresa della natalità a partire dai primi anni Duemila. Nel 2023 peggiorano gli indicatori di povertà assoluta, che ha colpito il 9,8% degli individui e l’8,5% delle famiglie. ”Si raggiungono così livelli mai toccati negli ultimi 10 anni, per un totale di 2 milioni 235 mila famiglie e di 5 milioni 752 mila individui in povertà”. ”L’incremento di povertà assoluta ha riguardato principalmente le fasce di popolazione in età lavorativa e i loro figli.

Il reddito da lavoro, in particolare quello da lavoro dipendente, ha visto affievolirsi la sua capacità di proteggere individui e famiglie dal disagio economico”.Gli indicatori di povertà negli ultimi 10 anni mostrano una ”convergenza territoriale tra le ripartizioni, ma verso una situazione di peggioramento”, aggiunge l’Istituto. Nell’arco del decennio considerato, l’incidenza della povertà assoluta a livello familiare è salita dal 6,2 all’8,5 per cento, e quella individuale dal 6,9 al 9,8 per cento.

Rispetto al 2014 sono aumentate di 683 mila unità le famiglie in povertà (erano 1 milione e 552 mila) e di circa 1,6 milioni gli individui in povertà (erano 4 milioni e 149 mila).L’incidenza di povertà assoluta familiare è più bassa nel Centro (6,8 per cento) e nel Nord (8,0 per cento sia il Nord-ovest sia il Nord-est), e più alta nel Sud (10,2 per cento) e nelle Isole (10,3 per cento).

Lo stesso accade per l’incidenza individuale: 8,0 per cento nel Centro, 8,7 nel Nord-est, 9,2 nel Nord-ovest e 12,1 per cento sia nel Sud sia nelle Isole. Tra il 2014 e il 2023, l’incidenza familiare aumenta molto nel Nord (nel Nord-ovest, dal 4,6 all’8 per cento; nel Nord-est, dal 3,6 all’8 per cento), sale in maniera più moderata nel Centro (dal 5,5 al 6,8 per cento) e nel Sud (dal 9,1 al 10,2 per cento) e rimane pressoché stabile nelle Isole (dal 10,6 al 10,3 per cento).L’incidenza individuale sale nel Nord-ovest dal 5,9 al 9,2 per cento; nel Nord-est da 4,5 a 8,7; nel Centro da 5,7 a 8,0; nel Sud da 8,9 a 12,1 e nelle Isole da 11,8 a 12,1.

Tra il 2014 e il 2023 si registra quindi una convergenza territoriale tra le ripartizioni, ma verso una situazione di peggioramento.Si dimezza, infatti, lo scarto massimo tra le incidenze massime e minime. Tra il 2020 e il 2022 l’erogazione del Reddito di cittadinanza ha permesso di uscire dalla povertà a 404 mila famiglie nel 2020, 484 mila nel 2021 e 451 mila nel 2022.

Per quanto riguarda gli individui, l’uscita dalla povertà ha riguardato 876 mila persone nel 2020 e oltre un milione nel 2021 e nel 2022.Senza il rdc, l’incidenza di povertà assoluta familiare nel 2022 sarebbe stata superiore di 3,8 e 3,9 punti percentuali rispettivamente nel Sud e nelle Isole. Tra le famiglie in affitto, l’incidenza di povertà sarebbe stata 5 punti percentuali superiore.

Tra le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione, l’incidenza avrebbe raggiunto il 36,2 per cento nel 2022, 13,8 punti percentuali in più.L’erogazione del Rdc ha portato il poverty gap a una riduzione da 9,1 a 5,2 miliardi nel 2020, da 9,5 a 5,2 miliardi nel 2021, e da 9,8 a 6,2 miliardi nel 2022. I giovani, tra 16 e 24 anni, negli ultimi 20 anni hanno ridotto il consumo di bevande alcoliche e l’abitudine al fumo ma aumenta l’eccesso di peso.

Secondo il rapporto annuale dell’Istat l’eccesso di peso è passato dal 10,6 per cento del 2003 al 15,6 per cento del 2023, con un incremento più marcato a partire dal 2017.Tra il 2003 e il 2023 si riduce tra i giovani il consumo giornaliero di bevande alcoliche (dall’11,2 per cento al 4,8 per cento) ma si osserva l’aumento del consumo occasionale (dal 56,3 per cento al 59,1 per cento) e di quello fuori pasto (dal 35,5 per cento al 39,7 per cento). Anche l’abitudine al fumo si riduce tra i 16 e i 24 anni (dal 24,2 per cento del 2003 al 19,9 per cento del 2023), ma si registra un incremento di nuove tipologie di consumo di tabacco e nicotina.

La sigaretta elettronica è passata dallo 0,8 per cento del 2014 all’8,6 per cento nel 2023.Il tabacco riscaldato non bruciato, monitorato a partire dal 2021, è passato dal 4,6 per cento all’8,4 per cento. Negli ultimi venti anni aumenta la pratica sportiva tra i giovani (dal 54,2 per cento del 2003 al 57,7 per cento del 2023).

Parallelamente, si è osservato un lieve aumento dell’attività fisica (dal 18,7 per cento al 20,6 per cento).Queste dinamiche si riflettono in una riduzione della sedentarietà tra i giovani (dal 26,6 per cento del 2003 al 21,7 del 2023).

Nel 2023 oltre la metà dei giovani di 16-24 anni esprime un voto tra 8 e 10 per la propria vita.Le dimensioni con i livelli di soddisfazione più elevata sono il tempo libero e la salute, ambiti in cui è massima la differenza con il resto della popolazione.

Quanto alla soddisfazione economica, nel 2023 4 ragazzi su 10 di 16-24 anni si dichiarano poco o per niente soddisfatti. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iezzi (AbbVie): “Da retinopatia a glaucoma, impegnati a difendere vista”

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(Adnkronos) – Maculopatia, retinopatia diabetica, glaucoma: contro i “ladri della vista” e compagni silenziosi per oltre 3 milioni di italiani, scende in campo l’azienda biofarmaceutica globale AbbVie. “Il nostro gruppo conferma il suo interesse in tre maggiori indicazioni terapeutiche nell’ambito dell’oftalmologia: glaucoma, occhio secco, malattie della retina, compresa la retinopatia diabetica – spiega all’Adnkronos Salute Annalisa Iezzi, Medical Director di AbbVie Italia – In particolare nel glaucoma AbbVie ha un presidio terapeutico per ogni momento del percorso del paziente con la patologia legata al deterioramento del nervo ottico e seconda causa di cecità nel mondo.Quindi dalle gocce in mono, o combo-terapia, fino ai device in grado di mettere il paziente al centro e ridurre la frequenza di somministrazione della terapia”.

Il “nostro è un portfolio ricco che guarda l’esperienza di malattia del paziente avendo soluzioni a 360° per l’organo” aggiunge. Ogni anno in Italia 63mila persone rischiano la vista perché colpite da una maculopatia – 1 milione al momento convivono con la degenerazione maculare legata all’età.E ancora: 1,2 milioni i pazienti stimati con glaucoma (il 2% della popolazione over40) e oltre 1 milione le persone con diabete che soffrono di retinopatia diabetica, la principale complicanza del diabete e la prima causa di cecità in età lavorativa.

Tuttavia, nonostante 4 milioni di persone con diabete, appena il 18% degli italiani si sottopone – secondo i dati del ministero della Salute – all’esame del fondo oculare. In tutte e tre le indicazioni terapeutiche “AbbVie ha una ricca pipeline.Per quel che riguarda la malattia dell’occhio secco” – un’alterazione cronica del film lacrimale che colpisce circa il 20-30% della popolazione generale dopo i 50 anni di età – “ci sono delle molecole innovative che uniscono all’efficacia attuale richiesta dai medici miglior benessere da parte del paziente quindi miglior comfort nell’erogazione e minori effetti collaterali” sottolinea il Direttore Medico di AbbVie Italia. Per quel che riguarda il glaucoma, invece, “pur avendo soluzioni che possono accompagnare il paziente nel suo percorso – aggiunge Iezzi – l’evoluzione ulteriore è quella di avere la molecola tradizionale di cui è riconosciuta e confermata l’efficacia ma sotto forma di un device che permetta una somministrazione o due l’anno per mantenere così l’efficacia, indipendentemente dall’aderenza del paziente, facilitandola quindi.

La vera novità è quella nell’ambito della malattia della retina, per cui sia nelle maculopatie senile umida sia in quella nella retinopatia diabetica di cui conosciamo una forte incidenza e prevalenza, AbbVie sta portando l’innovazione della terapia genica.In questo momento in Italia 10 centri stanno sperimentando la terapia genica per queste patologie”. Non solo farmaci. “Per Abbvie la prevenzione in oftalmolgia è un pilastro fondamentale – rimarca Iezzi – Prendiamo l’esempio della retinopatia diabetica, è un’area in cui l’azienda è assolutamente consapevole che per il benessere del paziente è importante agire prima possibile.

Per i pazienti con diabete un controllo della retina al momento della diagnosi e poi a intervalli regolari consente di individuare in tempo la retinopatia diabetica.Ma nonostante le linee guida richiedono un controllo annuale per i pazienti diabetici, in Italia meno del 20% si sottopone allo screening.

Ed è per questo che abbiamo messo in atto localmente dei progetti in partnership con le società scientifiche e associazioni dei pazienti diabetici che ci permettono di prenotare per loro programmi di prevenzione, in primis l’esame del fondo oculare da ripetere” con cadenza annuale. “Tra i nostri obiettivi invitare i pazienti, in particolare le persone con diabete per i diabetici, a fare prevenzione.Noi non ci occupiamo solo di terapie ma dobbiamo continuare con quello che è il nostro impegno, proteggere la vista a qualsiasi età” conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Moby, al via la stagione da Genova: tornano le corse per Olbia e Bastia

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(Adnkronos) – L’8 maggio è ripartita la “Classicissima del mare”, la rotta Genova – Olbia, una delle più amate dai viaggiatori che scelgono la Sardegna per le loro vacanze, una vera e propria “porta” per l’isola, in particolare per chi arriva dal Nord Italia e dal Nord Europa.Per l’estate 2024, il ponte sul mare fra Genova e Olbia si prolunga fino al 3 novembre, cogliendo fino all’ultimo la straordinaria stagione che contraddistingue la Sardegna, contribuendo anche alla destagionalizzazione del turismo che tanto successo ha avuto sull’isola negli ultimi anni.

Quattro le navi che copriranno questa rotta: Moby Aki, Moby Wonder, Moby Otta e Moby Drea con quattro partenze notturne, due in direzione Genova e due in direzione Olbia per permettere a ciascuno di modulare il viaggio secondo le proprie esigenze.E in più, dal 27 luglio al primo settembre, si aggiungono ulteriori partenze diurne, tre da Genova in direzione Sardegna e tre da Olbia in direzione Nord Italia.
 Nell’anno in cui si moltiplica l’offerta di Moby per la Corsica, con nuove linee e il prolungamento delle date in cui vengono effettuate quelle storiche, torna anche la linea tra Genova e Bastia e viceversa, che parte oggi e andrà avanti fino al 30 settembre, con orari differenziati nel corso dell’estate che vengono incontro alle esigenze dei passeggeri.

Per l’andata da Genova a Bastia, infatti, fino al 14 agosto, la partenza avverrà alle 21 con arrivo in Corsica alle 7 della mattina successiva, mentre dal 16 agosto le partenze da Genova saranno alle 11 con arrivo a Bastia alle 18,30.Specularmente, i viaggi da Bastia a Genova fino al 14 agosto saranno diurni con partenza alle 11 e arrivo in Italia alle 18,30, mentre da Ferragosto le partenze saranno alle 21 dalla Corsica con l’approdo a Genova alle 7 della mattina successiva. Venendo incontro alle esigenze dei passeggeri, sulla tratta Genova-Bastia-Genova verranno utilizzate navi con ampia capacità di cabine e nei giorni di maggiore affluenza, da giugno a settembre, nei fine settimana verranno aggiunte ulteriori partenze supplementari diurne veloci con Moby Aki e Moby Wonder, che permetteranno di raggiungere la Corsica con un viaggio ancora più rapido.

Praticamente, una metropolitana sul mare per venire incontro a tutte le esigenze dei passeggeri, con i migliori servizi di bordo a disposizione, dalla ristorazione di assoluta qualità e contraddistinta da stagionalità, leggerezza e freschezza alla possibilità di assistere a tutti gli eventi sportivi e non perdere nemmeno un minuto della grande stagione di Sky nemmeno in mezzo al mare. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità: studio su appalti, con regole green più lavoro e meno impatto ambientale

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(Adnkronos) – Cambiare rotta e accelerare la transizione a basse emissioni di carbonio nell’Unione Europea.Gli appalti pubblici (oggi responsabili del 15% del Pil e del 10% dell’impronta di carbonio di tutta l’Unione Europea) possono giocare un ruolo chiave per raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica.

Come?Acquistando prodotti a minori emissioni, generando in tal modo un effetto volano a sostegno della transizione delle imprese europee verso un’economia a basso contenuto di carbonio, generando benefici socio-economici per i cittadini degli stati membri.

Questa la premessa ha dato il via oggi a Roma il Forum Compraverde Buygreen: la manifestazione di riferimento in Italia e in Europa per le politiche, i progetti, i beni e i servizi di green procurement, pubblico e privato promosso dalla Fondazione Ecosistemi.  Durante la conferenza di apertura degli Stati Generali degli Acquisti Verdi è stato mostrato uno studio, ‘Buy European and Sustainable Act’, secondo il quale se l’Unione Europea adottasse nei primi 100 giorni di insediamento del nuovo Parlamento criteri che fissano un tetto alle emissioni climalteranti negli acquisti pubblici di materiali pesanti, veicoli e cibo si avrebbe una significativa riduzione delle emissioni di CO2 equivalente.Inoltre, se si introducesse anche un criterio relativo alla provenienza europea di tali prodotti, si registrerebbero anche importanti risultati in termini di occupazione locale e investimenti, aiutando così l’economia europea a rafforzarsi anche rispetto a competitors importanti come la Cina e gli Stati Uniti.   Nel documento, in particolare si dimostra che, se l’Italia avesse deciso di allineare i criteri per gli appalti pubblici ai parametri dell’accordo di Parigi per la riduzione delle emissioni climalteranti dal 2019, oggi avremmo una riduzione del 5,8% dell’impronta di carbonio degli appalti pubblici italiani.

Inoltre aver adottato questi criteri avrebbe permesso di riallocare 8 miliardi di euro della spesa per gli appalti pubblici a sostegno di attività virtuose all’interno del Paese, generando significativi investimenti in tutti i settori analizzati.  Sostenere attraverso gli appalti pubblici le attività con minori emissioni in settori altamente impattanti come edilizia, trasporti e ristorazione collettiva, in Italia, così come nel resto di Europa, avrebbe permesso di favorire la crescita di imprese innovative e competitive sui mercati internazionali orientati alla decarbonizzazione, dando così all’industria la visibilità necessaria per effettuare investimenti significativi a favore della transizione a basse emissioni di carbonio.Infine, significativi benefici si sarebbero registrati anche sotto il profilo dell’occupazione, elemento chiave per rendere la transizione ecologica desiderabile oltre che necessaria e per redistribuire i costi e i benefici della transizione in modo più equo.

Il Besa infatti avrebbe creato molti posti di lavoro in Italia, circa 31mila, di cui il 6% corrisponderebbe a posti di lavoro aggiuntivi delocalizzati (o ri-localizzati) in Europa da altre aree geografiche.  In media, in Europa, grazie al Besa ogni anno verrebbero mobilitati 86 miliardi di euro per la promozione di attività verdi attraverso gli appalti pubblici europei.Questo include un aumento delle vendite annuali di 6 miliardi di euro per le aziende dell’Ue e un miglioramento della bilancia commerciale europea.

Allo stesso modo, il Besa potrebbe creare molti posti di lavoro verdi nell’Ue, in media 384mila negli anni analizzati.L’8% di questo totale (30mila posti di lavoro) corrisponderebbe a posti di lavoro delocalizzati che sono aggiuntivi a livello europeo.

Lo sviluppo di questi posti di lavoro verdi è essenziale per la sicurezza dell’occupazione nell’Ue in un contesto di transizione verso la neutralità del carbonio.  Il Forum, che si svolge oggi e domani a Roma, riunisce ogni anno i principali attori nazionali e internazionali coinvolti nella diffusione e attuazione degli acquisti di beni e servizi sostenibili e nella costruzione di modelli di sviluppo coerenti con le sfide europee del Pnrr della direttiva Case Green e della transizione ecologica.Molti i temi che verranno affrontati nei diversi panel previsti in questa XVIII edizione: con i numerosi ospiti si discuterà di progetti innovativi di educazione ambientale, di diritti sociali e umani negli appalti, dell’impatto della ristorazione collettiva, degli ospedali verdi, di sport e sostenibilità, fino ad affrontare le pratiche sleali del green e social washing, valorizzando le buone pratiche per comunicare la sostenibilità e affrontare il tema dei cambiamenti climatici.

Protagonisti del Forum anche gli amministratori delle città, che con la rete dei sindaci proporranno nuove iniziative per garantire la pace, la tutela dei diritti sociali e umani, la difesa dei beni comuni ambientali.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Baccini: “Così Fiumicino continua a crescere dimostrando di non essere una dependance dell’aeroporto”

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(Adnkronos) – Baccini: “Il porto commerciale rappresenta un’altra tappa della crescita costante di Fiumicino come città.Eravamo considerati come una dependance dell’aeroporto di Fiumicino ma stiamo dimostrando di essere molto di più tra BluEconomy e Green Economy.

Grazie all’impegno di Ministero dei Trasporti e Autorità Portuale e della nostra città, metteremo in sicurezza tutta la flotta dei pescherecci e parte della cantieristica.Un work in progress molto importante.

Stiamo sistemando tutti i problemi del demanio marittimo e abitativo.Fiumicino conta 24 chilometri di costa, siamo quasi 90.000 persone, insomma una città in pieno sviluppo e sono contento di aver ricevuto tante personalità importanti nella città che rappresento”  Ha spiegato Mario Baccini, Sindaco di Fiumicino al termine della presentazione del progetto per la realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)