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Esperti: “Cancro ovarico si può prevenire con screening oncogenetici”

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(Adnkronos) – Quando si ha una diagnosi di tumore ovarico, è improntate rivolgersi ai centri di cura specializzati.In Campania c’è una rete oncologica, attiva dal 2016, che sta coinvolgendo anche i medici di medicina generale. “Il tumore dell’ovaio è una patologia estremamente complessa e difficile da curare perché si manifesta quasi sempre in forma avanzata e non è prevenibile se non identificando soggetti sani che hanno mutazioni che li espongono a un maggior rischio”.

Lo ha detto Sandro Pignata, Presidente Comitato Tecnico Scientifico ACTO Campania, Alleanza contro il tumore ovarico, intervenendo questa mattina a Napoli all’evento ‘Tumore ovarico in Campania: Cambiamo Rotta’ – realizzato con il patrocinio di ACTO Campania e la sponsorizzazione di GSK – che ha visto, a partire dall’esempio virtuoso della Regione, un confronto tra clinici, rappresentanti istituzionali e associazioni di pazienti per proseguire nel ‘cambio di rotta’ e rispondere ai bisogni insoddisfatti delle donne che convivono con il tumore ovarico.  “In Campania – continua Pignata – abbiamo sviluppato 2 documenti”, 2 percorsi diagnostico terapeutici. “Il PDTA dei tumori ovarici e il PDTA dei tumori ereditari.Abbiamo cercato di applicarli individuando centri chirurgici in grado di affrontare la difficile chirurgia richiesta per l’asportazione di questi tumori.

Per i tumori ereditari, abbiamo identificato 6 centri, uno per milione di abitanti, che sono responsabili dello screening oncogenetico, quindi della ricerca della mutazione a scopi preventivi.Dobbiamo promuovere la cultura della prevenzione coinvolgendo di più la medicina generale e la popolazione.

Bisogna avere consapevolezza che alcuni tumori possono essere trasmessi su base ereditaria e che oggi “ci sono molte innovazioni sia in ambito chirurgico, che farmacologico.I PARP Inibitori, ad esempio, possono essere usati, ma” essendo a bersaglio specifico, “richiedono che siano svolti prima test molecolari”. A tale proposito, “i test genomici che identificano la mutazione che appartiene al tumore – sottolinea Umberto Malapelle, Professore Associato, Direttore del Laboratorio di Patologia Molecolare Predittiva, Dipartimento di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II – sono fondamentali dal punto di vista terapeutico perché identificano la popolazione che può ricevere il trattamento a bersaglio molecolare, come i farmaci inibitori di PARP.

In Campania ci sono istituzioni come la Federico II e il Pascale che offrono questo test alle pazienti con tumore serioso di alto grado dell’ovaio, consentendo di identificare la sottopopolazione sensibile all’inibitore di PARP.Uno dei vincoli è rendere questo test un automatismo per proporlo quando il farmaco è disponibile”, cosa che in molte regioni “paradossalmente” non accade perchè il farmaco è disponibile, ma non il test.  A seguito dell’esperienza della rete oncologica campana, “ci sono molte regioni che stanno cercando di implementare dei modelli simili – afferma Francesco Perrone, Presidente AIOM, Direttore Struttura Complessa Sperimentazioni Cliniche dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale, Napoli – attraverso i processi organizzativi si possono raggiungere dei risultati completamente inaspettati rispetto alle premesse.

Alcune regioni del Sud, come il Lazio e le Marche, hanno iniziato a chiedere notizie della rete oncologica campana”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, arriva Starbucks con 30 nuovi posti di lavoro, città accoglie secondo store in Campania

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(Adnkronos) – Inaugura domani, nella suggestiva cornice della Galleria Umberto I di Napoli, il secondo store Starbucks® della Campania.Il negozio, aperto in partnership con Percassi, partner licenziatario esclusivo del brand in Italia, è il 38° in Italia e porta con sé 30 nuovi posti di lavoro.

Ogni partner (dipendente) sarà seguito lungo tutto il percorso professionale grazie a un’offerta di corsi di formazione e aggiornamento.  La cultura italiana del caffè è stata l’ispirazione per l’iconica esperienza Starbucks® iniziata 40 anni fa e il nuovo store Starbucks® sorgerà proprio nel cuore di uno dei più importanti fulcri della tradizione e dell’artigianato del caffè dell’Italia.Progettato con rispetto per integrarsi nel centro storico di Napoli, patrimonio mondiale dell’Unesco, all’interno della Galleria Umberto I il negozio accoglierà sotto le volte in vetro della struttura cittadini locali e turisti.  La posizione strategica dello store permette inoltre di raggiungere in pochi minuti i punti nevralgici della città, come Piazza del Plebiscito, l’Università Federico II e i Quartieri Spagnoli.

Ogni cliente potrà assaporare la gamma completa dell’inconfondibile menù Starbucks®, dall’iconico Frappuccino® fino all’intramontabile espresso, passando per le imperdibili proposte stagionali e i grandi classici.Per chi predilige una pausa più sostanziosa, Starbucks® offre anche un’ampia scelta di prodotti dolci e salati, tra i quali bagel, prodotti da forno e dessert, preparati con ingredienti appetitosi e di qualità.  Articolato su due piani e sviluppato lungo poco meno di 300 metri quadri, lo store è uno dei più grandi Starbucks® in Italia.

Gli interni del negozio sono caratterizzati da soffitti molto alti, elementi di arredo di design e artwork a tema faunistico per conferire carattere all’ambiente.Lo store è distribuito in ambienti separati, con un accogliente bar per rifocillarsi in compagnia, e più riservate aree lounge e caffè.  
Matteo Morandi, ceo di Starbucks Italy, ha commentato: “Siamo orgogliosi di portare l’offerta di Starbucks® in una città vitale e piena di energia come Napoli, la cui tradizione culinaria e culturale attira ogni anno centinaia di migliaia di turisti.

Il nostro arrivo in Campania avviene nel massimo rispetto del territorio e delle risorse che collaborano con noi, con la valorizzazione del patrimonio architettonico di ogni store e l’erogazione di corsi di formazione per ciascun dipendente”.  “La partnership tra Starbucks e Percassi ha portato negli anni il brand della sirena verde in siti suggestivi e contesti diversificati.Il nostro percorso prosegue all’insegna di un più ampio progetto di espansione, che prevede ancora nuove sorprese e aperture entro la fine dell’anno”, ha concluso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matthew Perry, cos’è la ketamina e quali sono gli effetti

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(Adnkronos) – Dopo la morte dell’attore americano Matthew Perry, causata dagli “effetti acuti della ketamina” che avrebbe assunto in dosi massicce, la polizia di Los Angeles ha aperto un’indagine per capire come la star di Friends abbia ottenuto la sostanza trovata nel suo organismo.Ma che cos’è la ketamina e quali sono i suoi effetti collaterali? La ketamina è un farmaco che ha forti “poteri” anestetici e analgesici e che viene assunto in dosaggi limitati per portare all’anestesia.

Una sostanza, tuttavia, che agisce anche sul sistema nervoso e che contribuirebbe a provocare una dissociazione tra corpo e mente. Può essere assunto via intramuscolare, con iniezioni o tramite pastiglie e ha una durata in genere, di un’ora. La ketamina è efficace contro la depressione ma deve essere assunta in dosaggi limitati per via dei suoi effetti collaterali e per l’interazione con altri farmaci.Viene spesso associata ad altre tipologie di sostanze stupefacenti ed è stata trovata nelle compresse di ecstasy e cocaina, eroina, amfetamine. Quali sono gli effetti collaterali della ketamina?

Principalmente tachicardia, vertigini, indolenzimento degli arti inferiori e perdita della coordinazione motoria.Con dosaggi molto alti si rischia di andare incontro all’ipotermia (abbassamento della temperatura corporea) e all’arresto cardiaco e respiratorio. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, ipotesi modifica confini Baltico. Fonti Mosca: “Nessuna intenzione”

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(Adnkronos) –
La Russia non ha intenzione di rivedere i confini sul Baltico.Lo riferisce una fonte militare diplomatica, citata dall’agenzia Tass, affermano che il ministero della Difesa ha proposto di chiarire il confine sui Baltico per quanto riguarda la regione di Kaliningrad. “Non c’erano e non ci sono intenzioni di rivedere l’ampiezza delle acque territoriali, la zona economica, la piattaforma continentale e il confine di stato della Federazione russa sul Baltico”, ha detto la fonte.  Ieri era stata sempre la Tass a riferire che il ministero della Difesa a Mosca ha proposto, unilateralmente, una variazione dei confini marittimi della Federazione Russa, a seguito di “un cambiamento dei limiti esterni delle acque territoriali”.

L’agenzia citava un documento generico, privo dei riferimenti dettagliati pubblicato sul portale del governo, è stato proposto un “elenco” di variazioni delle “coordinate geografiche che definiscono l’ampiezza delle acque territoriali”, della costa e delle isole del Mar Baltico”.  L’approvazione delle variazioni proposte, si legge nel documento, “istituirà un sistema base di linee rette ora assente sulla porzione meridionale delle isole russe nel Golfo di Finlandia orientale, vicino a Baltiysk e Zelenogradsk (che si trovano nell’enclave di Kaliningrad, ndr) e consentirà l’uso di queste acque come interne”.   “La Russia sta facendo operazioni di propaganda anche interna attraverso scelte provocatorie, per vedere la reazione dell’Occidente.Noi non siamo in guerra con la Russia”.

Lo ha detto il vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlano alla Farnesina a margine del seminario “Global Gateway Ue e Settore Privato – Sfide e opportunità per il sistema Italia”, parlando della eventualità dell’allargamento da parte di Mosca dei confini nel Baltico. “Bisogna comunque e sempre rispettare il diritto internazionale e anche la Russia lo deve fare, ha aggiunto Tajani.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corona: “Barillari? Dovrebbe ringraziare Depardieu…”

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(Adnkronos) – “Rino Barillari deve ringraziare, se è vero, Gerard Depardieu di averlo picchiato e di aver fatto così ritornare un mondo che era morto”.Lo afferma all’Adnkronos Fabrizio Corona, l’ex agente fotografico dei vip, rispondendo con una battuta sulle scene da ‘dolce vita’ ieri in via Veneto dove il ‘re dei paparazzi’ Rino Barillari ha denunciato di essere stato preso a pugni dall’attore Gerard Depardieu al quale stava scattando delle foto mentre pranzava ai tavolini di un locale.

Vicenda che ha scatenato accuse incrociate visto che l’attore, tramite il suo legale, ha puntato il dito contro il fotoreporter accusandolo di aver spinto la sua compagna e di essergli caduto addosso nel tentativo di intervenire.  Corona afferma di non essersi trovato in situazioni simili: “Io non facevo le foto, ma se qualcuno fosse venuto a picchiarmi per le foto, sicuramente gliele avrei date io”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aviaria, bimbo contagiato in Australia: cosa dicono gli esperti

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(Adnkronos) –
Primo caso umano di aviaria in Australia.Si tratta, informa il Dipartimento della Salute di un “bambino che ha contratto l’infezione in India ed è, poi, rientrato nello Stato di Victoria”.

I sintomi risalgono a marzo.Il virus dell’influenza aviaria è stato rilevato successivamente attraverso ulteriori test su campioni influenzali positivi, effettuati per rilevare ceppi di virus nuovi o di interesse, come parte di un programma di sorveglianza potenziata.  Il tracciamento dei contatti, informano le autorità sanitarie, non ha identificato ulteriori casi di influenza aviaria collegati a questo.

Il bambino aveva sviluppato “una grave infezione”, ma adesso “non sta più male e si è ripreso completamente”, si legge nella nota.Gli esperti precisano che “non ci sono prove di una trasmissione” del virus in corso “nel Victoria e la possibilità che si verifichino ulteriori casi umani è molto bassa”.  Sebbene il caso vittoriano sia dato dal virus H5N1 ad alta patogenicità, non è lo stesso ceppo rispetto a quelli che hanno causato epidemie negli Stati Uniti fra le mucche da latte e il caso umano nel lavoratore del settore lattiero-caseario, precisano gli esperti.

Questa, informano infine i funzionari sanitari, è anche “la prima volta” in assoluto “che l’H5N1 viene rilevato in Australia, in una persona o in un animale”. La segnalazione del primo caso umano di influenza aviaria H5N1 in Australia, in un bambino che si è contagiato in India, dice all’Adnkronos Salute il virologo dell’università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco, dimostra “una sensibilizzazione e la capacità di individuare infezioni che a oggi sono un po’ come il proverbiale ago nel pagliaio.Vediamone anche l’aspetto positivo”.

L’invito è a “rafforzare la sorveglianza” anche perché, ammette, la notizia “inquieta”.  Il potenziale pericolo rappresentato dal virus H5N1 per l’uomo “di certo inquieta”, sottolinea l’esperto.Fa pensare, precisa, “soprattutto il passaggio in Australia, quindi in un contesto territorialmente distinto dal resto del mondo.

Un Paese che pone grande attenzione agli aspetti riguardanti l’importazione di animali o di alimenti da altri territori”.Non solo. “Il caso in realtà, da quanto si apprende, è stato individuato in un bimbo dall’India e anche questo inquieta – riflette Pregliasco – perché in quei contesti la capacità, la sensibilità dei sistemi di sorveglianza non ha le stesse caratteristiche” che in altre aree del mondo. “L’elemento di preoccupazione è un po’ questo, ossia che l’H5N1 sia ancora più diffuso di quanto non si pensi, non si dica e non si sia rilevato ad oggi.

Invece – ribadisce il virologo – è un elemento che deve farci rafforzare a livello globale le attività di sorveglianza”. Il caso umano di infezione di influenza aviaria A H5N1, segnalato in Australia “non c’entra nulla con l’epidemia in Usa” e, dice all’Adnkronos Salute l’epidemiologo Massimo Ciccozzi, “ipotizzo che possa trattarsi di una passaggio volatile-uomo visto che il bambino ha contratto l’infezione in India dove l’aviaria c’è come nel Sud Est asiatico”. “Nel 2003 quando ci fu l’epidemia di aviaria, in Turchia si ammalarono molti anziani e bambini che vivevano a stretto contatto con i polli.La buona notizia è che questo caso registrato in Australia a marzo non ha poi portato ad altri contagi nel Paese.

E’ una influenza temporanea, dovuta probabilmente al contatto con un animale contagiato”. L’influenza aviaria e i rischi che potrebbe rappresentare anche per la salute umana, commenta all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, “negli ultimi mesi, sono ormai all’ordine del giorno della cronaca infettivologica”.Io credo che sia arrivato il momento di alzare ulteriormente il livello di attenzione”: gli ospedali dovrebbero avere a disposizione test specifici per diagnosticare eventuali infezioni da virus H5N1 e andrebbe approvato il nuovo piano pandemico.  “Le notizie che stanno uscendo con una certa costanza – ragiona l’esperto – dovrebbero non dico allarmare, ma quantomeno invitare ad alzare l’attenzione su quello che è un fenomeno ormai globale.

Siamo di fronte a un’infezione, quella da virus aviario negli esseri umani, che ha avuto origine nel Sudest asiatico, ha raggiunto il continente nordamericano e adesso l’Australia, passando per l’India.In pratica, non ci sono aree del mondo che non siano interessate da questo patogeno”.

Riguardo al caso australiano, “non è chiaro da che parte il bambino abbia contratto l’H5N1, però mi pare che si comprenda molto bene come sempre di più questa infezione faccia parlare di sé”.Pertanto “credo sia giunto il momento di fare un passaggio importante che è quello diagnostico”.

Concretamente, Bassetti ritiene opportuno “che gli ospedali di tutto il mondo si attrezzino per avere sistemi di diagnosi del virus H5N1.Siccome è un microrganismo che come stiamo vedendo può colpire l’uomo, quando si è di fronte a un’infezione respiratoria di cui non si capisce quale possa essere l’aziende eziologico, credo andrebbe presa in considerazione l’ipotesi di avere a disposizione tra i test anche quello per l’H5N1.

Almeno negli ospedali di riferimento”. Di aviaria “mi pare che sia giusto parlarne sempre di più, ma anche attrezzarci”, è il monito dell’infettivologo. “Mi risulta che il nuovo Piano pandemico italiano è stato preparato – ricorda – ma non ancora approvato definitivamente, non è stato ancora mandato alle Regioni.Spero e mi auguro – auspica Bassetti – che tutte queste notizie stimolino chi di dovere a lavorare anche su questo punto”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“C’è scarsità di vocazioni in Italia”, il dolore del Papa

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(Adnkronos) – Il Papa, a fine udienza generale, dà voce al suo dolore per la scarsità di vocazioni nel nostro Paese.L’occasione per la riflessione amara è data dal saluto alle novizie che hanno partecipato al corso promosso dall’Unione Superiore Maggiori d’Italia.  “Vedo queste novizie – ha detto Bergoglio a braccio nel corso dei saluti – e mi domando: quante sono italiane?

Eh, poche.C’è una scarsità di vocazioni in Italia.

Pensiamo e preghiamo per le vocazioni alla vita consacrata”.  Gli ultimi dati dell’Annuario Pontificio e di quello statistico parlano di un inarrestabile calo delle vocazioni.Anche le suore sono in vistosa diminuzione.

A livello globale passano da 608.958 unità, nel 2021, a 599.228 nel 2022.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matthew Perry ucciso da ketamina in dosi massicce, polizia apre indagine

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(Adnkronos) – La polizia di Los Angeles ha aperto un’indagine sulla morte dell’attore Matthew Perry.L’interprete della popolare sitcom “Friends” è morto lo scorso 28 ottobre all’età di 54 anni e il suo corpo fu rinvenuto immerso nella vasca da bagno della sua casa a Pacific Palisades.

Come hanno dichiarato all’epoca i funzionari della medicina legale, il decesso era stato causato dagli “effetti acuti della ketamina”, che avrebbe assunto in dosi massicce.  L’indagine verificherà come l’attore abbia ottenuto la ketamina trovata nel suo organismo.Anche l’annegamento è stato indicato come un fattore che ha contribuito alla sua morte, che è stata dichiarata un incidente.

In una dichiarazione rilasciata ai media, il Dipartimento di Polizia di Los Angeles ha confermato che sta collaborando con la Drug Enforcement Agency, l’agenzia federale antidroga, e il Servizio di Ispezione Postale degli Stati Uniti per indagare sulla morte. Non è chiaro a che punto sia l’indagine – di cui ha parlato per primo il sito di gossip TMZ – né chi sia stato interrogato nell’ambito di essa.L’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles ha dichiarato a dicembre che erano stati trovati “alti livelli di ketamina nel campione di sangue esaminato post-mortem”.

Il vice medico legale Raffi Djabourian ha aggiunto che altri fattori che hanno contribuito alla sua morte sono stati la malattia coronarica e gli effetti della buprenorfina, utilizzata per trattare il disturbo da uso di oppioidi.A causa dello stato di incoscienza, Perry sarebbe annegato nella vasca da bagno. “La malattia coronarica avrebbe contribuito al decesso a causa dell’esacerbazione degli effetti miocardici indotti dalla ketamina sul cuore”, ha dichiarato il dottor Raffi Djabourian.  Al momento del decesso, Matthew Perry era sottoposto a trattamenti con ketamina sotto controllo medico per la depressione e l’ansia, anche se il rapporto dei medici legali ha rilevato che l’ultimo trattamento con ketamina prescrittogli risaliva a una settimana e mezza prima della morte. All’apice della sua fama, Perry ha lottato contro la dipendenza da antidolorifici e alcol e ha frequentato più volte le cliniche di riabilitazione.

Nel 2016 aveva dichiarato di non ricordare tre anni di riprese di “Friends” a causa dell’alcol e delle droghe.Dopo aver tentato di curarsi, nel suo libro di memorie ha scritto di essere rimasto per lo più sobrio dal 2001, “salvo circa 60 o 70 incidenti”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neonato morto dopo 3 giorni di vita, tre medici indagati a Napoli

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(Adnkronos) – Sarebbe stato ucciso da una infezione in appena tre giorni di vita il piccolo Antonio, deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli la scorsa settimana dopo il parto alla clinica Stabia di Castellammare e il primo ricoveri all’ospedale San Leonardo.Le Procure di Napoli e Torre Annunziata hanno aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia, dopo la denuncia ai carabinieri presentata dai genitori.

Tre medici sono indagati: si tratta del ginecologo che ha seguito la mamma durante la gravidanza, il responsabile del Nido della divisione di Ostetricia e Ginecologia della Clinica Stabia di Castellammare, dove Antonio è venuto alla luce, e un pediatra.  Secondo la ricostruzione, il parto era riuscito, ma sarebbe subentrata una misteriosa infezione batterica con febbre sopra i 40 che ha stroncato il bimbo in ospedale, gettando nella disperazione i suoi genitori, una coppia di Torre del Greco che, non riuscendo a capacitarsi della tragedia, si è rivolta a Studio3A e ha presentato un esposto.  La Procura di Napoli, per il tramite del Pubblico Ministero Federica D’Amodio, dopo aver aperto un procedimento penale per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in ambito sanitario per la morte di un neonato di tre giorni avvenuta mercoledì 15 maggio all’ospedale Monaldi, ora ha disposto anche l’autopsia sul corpicino del bimbo e iscritto nel registro degli indagati, anche come atto dovuto per dare loro modo di nominare eventuali consulenti di parte per gli accertamenti tecnici non ripetibili, i tre medici. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Crosetto in ospedale, ricoverato per pericardite: sta meglio

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(Adnkronos) –
Le condizioni di salute del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sono in netto miglioramento dopo il ricovero di ieri sera all’ospedale San Carlo di Nancy di Roma. “Gli accertamenti clinici hanno confermato che si è trattato di un nuovo episodio di pericardite presentatosi in forma molto più dolorosa rispetto all’episodio precedente e, come allora, senza implicazioni cardiache.Passata la fase acuta di dolore, la pericardite viene trattata come una normale infezione, con terapia anti infiammatoria” ha dichiarato il primario di cardiochirurgia del San Carlo di Nancy, prof.

Giuseppe Speziale.Il ministro ha trascorso tranquillamente la notte, sempre monitorato presso l’unità coronarica dell’ospedale. Crosetto ha annullato gli impegni di oggi e domani ma in mattinata ha avuto un incontro con i più stretti collaboratori per il quotidiano briefing sulle evoluzioni del quadro di sicurezza.

In forse una call odierna con un collega estero. “Vorrei ringraziare tutte le persone, amiche, conosciute o sconosciute, che in queste ultime ore mi hanno inviato messaggi di amicizia, vicinanza e affetto”, afferma Crosetto. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pronto soccorso in crisi, mancano 4.500 medici e 10mila infermieri

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(Adnkronos) – L’indagine della Commissione Affari sociali della Camera sull’emergenza-urgenza in Italia e la situazione dei pronto soccorso fotografa “una situazione difficile, che oggi in Italia rappresenta la ‘punta dell’iceberg’ e la conseguenza di problemi complessi, spesso inveterati, connessi gli uni con gli altri”, tra le cause “la mancanza di 4.500 medici e 10mila infermieri, i tempi di attesa per il ricovero (boarding), la carenza di posti letto disponibili nei reparti di degenza causata e la difficoltà a garantire un turnover adeguato del persone”.Gli accessi al pronto soccorso, secondo l’indagine, “hanno raggiunto numeri elevatissimi, che secondo alcune stime dovrebbero superare i 20 milioni l’anno, con un incremento in determinati periodi, legato alla stagionalità di fattori epidemiologici e alla mobilità della popolazione (periodo influenzale e periodi di vacanza e turismo)”.

Inoltre, è stato riscontrato “l’elevato numero di accessi impropri: numerosi sono gli assistiti che si auto-presentano al pronto soccorso; il numero di ‘codici verdi’ e di ‘codici bianchi’ supera abbondantemente il 50% degli accessi totali”. Le conclusioni della Commissione, dopo avere ascoltato nelle audizioni tutti i rappresentanti del settore dalle società scientifiche ai sindacati di categoria, sono state raccolte in un documento conclusivo approvato ieri, e indicano diversi punti su cui intervenire: il potenziamento della medicina del territorio; maggiore disponibilità di posti letto; riduzione delle liste di attesa; riorganizzazione del sistema dell’emergenza-urgenza; potenziamento del personale; tutela del personale sanitario; promozione della diffusione di corrette informazioni presso la popolazione. Ecco le soluzioni individuate:  1) Potenziamento della medicina del territorio.A conclusione dell’indagine, “sembra non esserci dubbio sul fatto che, se si vuole provare a risolvere la situazione problematica in cui versa attualmente la medicina di emergenza-urgenza, sia fondamentale realizzare una vera e propria riforma del sistema nel suo complesso, potenziando la medicina territoriale.

Solo agendo in questa direzione si potrebbero intercettare le richieste di salute non connotate da effettiva urgenza, che attualmente si concentrano impropriamente sul pronto soccorso, con gravi conseguenze sul piano del sovraffollamento”.  2) Maggiore disponibilità di posti letto. “Dalla riorganizzazione della medicina del territorio, dallo sviluppo delle strutture intermedie per le cure a bassa intensità, dalla maggiore integrazione ospedale-territorio, dovrebbe derivare una maggiore disponibilità di posti letto ospedalieri e il turnover di questi ultimi.Occorre, infatti, decongestionare il pronto soccorso sia in entrata che in uscita, attraverso l’allocazione appropriata delle basse priorità, da un lato, e assicurando le cure a elevata intensità ai pazienti che ne necessitano, dall’altro.

L’approccio corretto al problema, dunque, passa sia attraverso l’erogazione di risorse che mediante la rimodulazione dei modelli organizzativi”. 3) Riduzione delle liste di attesa. “Il problema delle liste d’attesa rappresenta una delle cause principali del sovraffollamento dei pronto soccorso.Occorre, dunque, individuare una soluzione volta ad affrontare il problema in modo organico.

In tal senso, oltre alle disposizioni recate dalla Legge di bilancio per il 2024, che prevedono l’incremento delle tariffe orarie per tutte le prestazioni aggiuntive espletate dal personale medico e del comparto sanità, dal 2024 al 2026 nonché la previsione per cui le regioni possono utilizzare una quota non superiore allo 0,4% del livello di finanziamento indistinto del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato per l’anno 2024 per il recupero delle liste di attesa, presso il ministero della Salute è stato istituito il Tavolo tecnico per l’elaborazione e l’operatività del Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa 2024-26, con l’obiettivo principale di innovare radicalmente gli strumenti di monitoraggio dei tempi di attesa al fine di renderli sempre più tempestivi e precisi, e prontamente disponibili per la programmazione”. 4) Riorganizzazione del sistema dell’emergenza-urgenza.Occorre agire anche sul piano dei modelli organizzativi, in modo da rendere più efficiente il sistema dell’emergenza. “Da più parti è stata sollevata, inoltre, l’esigenza di procedere alla revisione del decreto ministeriale n. 70 del 2015, in modo da realizzare compiutamente l’integrazione della rete dell’emergenza-urgenza nella rete ospedaliera.

Tra le misure non procrastinabili, è stata individuata l’implementazione di percorsi alternativi per la presa in carico e la cura di situazioni classificabili come ‘urgenze minori’, quali i percorsi a gestione infermieristica ‘see and treat’ e i percorsi di presa in carico precoce ‘fast track’, attivabili per codici a bassa e media complessità assistenziale.Di primaria importanza appare anche l’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale del Numero unico per le emergenze 112, nel quale viene convogliato, tra gli altri, il numero 118″. 5) Potenziamento del personale. “Non c’è soluzione indicata che non passi dal superamento dei tetti di spesa per consentire il reclutamento di nuovo personale sanitario.

Per quanto concerne specificamente la medicina di emergenza-urgenza, il problema sembra essere legato anche alla scarsa attrattività del settore, per le ragioni che sono state più volte evidenziate.Uno degli strumenti ritenuti idonei ad attrarre il personale sanitario verso questo settore è la previsione di incentivi, non solo economici”. 6) Tutela del personale sanitario. “È stata sollevata da più parti, da un lato, l’esigenza di tutelare il personale sanitario che opera nell’ambito della medicina dell’emergenza-urgenza contro le aggressioni fisiche e verbali, che colpiscono in modo particolare questa categoria di professionisti della sanità”. 7) Promozione della diffusione di corrette informazioni presso la popolazione. “Un aspetto del problema è considerato la mancanza di una cultura sanitaria, per cui accade che i cittadini non riescano a valutare i propri bisogni, soprattutto per quanto riguarda l’accesso al sistema dell’emergenza, non riuscendo a distinguere un bisogno di assistenza sanitaria urgente da un sintomo che può essere affrontato in sede di medicina generale”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Di Foggia (Terna): “Col portale Terra nuovo passo avanti nella transizione energetica”

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(Adnkronos) – “Oggi tracciamo un nuovo, fondamentale, passo in avanti nel percorso di transizione energetica del nostro Paese, a conferma del ruolo strategico che Terna ricopre.Il portale TE.R.R.A.

crea una base sostanziale per la programmazione territoriale efficiente e sostenibile, fornendo informazioni trasparenti e accessibili sullo stato attuale e futuro degli impianti di rete e di accumulo, sulle richieste di connessione e sui vincoli ambientali, paesaggistici e culturali che ricadono sul territorio nazionale”.Così Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna, presentando oggi il portale digitale per la programmazione efficiente delle infrastrutture energetiche del Paese. “Ringrazio il ministro Pichetto Fratin per la fiducia che ha riposto nell’esperienza di Terna per la realizzazione e lo sviluppo di questo progetto, basato sull’evoluzione digitale al servizio della transizione energetica.

Sono fiera – continua Di Foggia – di poter presentare il portale TE.R.R.A.nel rinnovato Centro Nazionale di Controllo di Terna, un’eccellenza e un’avanguardia tecnologica nel quale, tramite l’attività di dispacciamento e conduzione, si garantisce il monitoraggio e il controllo del Sistema Elettrico Nazionale secondo criteri di sicurezza, efficienza, efficacia ed economicità”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turbolenze in volo sempre più forti e improvvise con cambiamento climatico: ecco perché

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(Adnkronos) – La maggior parte delle persone ha sperimentato turbolenze durante un viaggio in aereo.Di solito si tratta di momenti concitati, che non provocano danni, a parte la paura.

Ma quello che il caso del volo Londra Singapore del 21 maggio, la morte di un passeggero ha riacceso i riflettori sul fenomeno delle turbolenze, in particolare quelle forti improvvisi, che possono mettere in difficoltà anche il pilota più esperto.Questo perché, secondo gli esperti, sono diventate sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico.  Le turbolenze sui voli possono essere causate da tempeste, montagne e forti correnti d’aria chiamate correnti a getto.

Ma il tipo di turbolenza probabilmente coinvolta nell’incidente di oggi è chiamata “turbolenza dell’aria limpida”, che non è collegata ad alcun indizio visivo come tempeste o nuvole.A differenza della normale turbolenza, colpisce all’improvviso ed è difficile da evitare perché non viene visualizzato sul radar meteorologico nella cabina di pilotaggio. Negli incidenti non mortali, secondo la Federal Aviation Administration , la turbolenza è la principale causa di lesioni agli assistenti di volo e ai passeggeri, ed è uno degli incidenti aerei più comuni oggi, secondo il National Transportation Safety Board degli Stati Uniti. “Le vittime di turbolenze sui voli commerciali sono fortunatamente molto rare, ma purtroppo sono destinate a d aumentare”, ha detto alla CBC News Paul Williams, professore di scienze atmosferiche all’Università di Reading, nel Regno Unito, secondo il quale il cambiamento climatico stia modificando la turbolenza.  Secondo uno studio del 2021 del National Transportation Safety Board (NTSB), la turbolenza – uno spostamento improvviso e violento del flusso d’aria – è la causa più comune di incidenti aerei che comportano lesioni.

Dal 2009 al 2018, l’agenzia statunitense ha rilevato che le turbolenze hanno rappresentato oltre un terzo degli incidenti aerei segnalati e la maggior parte ha provocato uno o più feriti gravi.In circa il 28% degli incidenti legati alla turbolenza, l’equipaggio di volo non ha ricevuto alcun preavviso. E probabilmente la situazione non farà altro che peggiorare a causa del cambiamento climatico, hanno notato gli esperti di clima e aviazione.

Ci sono prove evidenti che la turbolenza sia in aumento a causa del cambiamento climatico, ha detto Williams, citando la sua stessa ricerca secondo cui le gravi turbolenze con aria limpida nel Nord Atlantico sono aumentate del 55% dal 1979. “Abbiamo eseguito alcune simulazioni al computer e le nostre ultime proiezioni future indicano un raddoppio o triplicamento della grave turbolenza nel Nord Atlantico e delle correnti a getto nei prossimi decenni, se il clima continuerà a cambiare come ci aspettiamo”, afferma. Altre ricerche recenti pubblicate su Nature Climate Change mostrano che il cambiamento climatico sta distorcendo la corrente a getto, rendendo i potenti venti nell’alta atmosfera ancora più veloci. “Sulla base di questi risultati e delle nostre attuali conoscenze, ci aspettiamo venti da record”, ha detto Tiffany Shaw, professoressa di scienze geofisiche all’Università di Chicago. “Ed è probabile che si tradurranno in una riduzione dei tempi di volo, in un aumento della turbolenza nell’aria limpida e in un potenziale aumento di eventi meteorologici gravi.”  
Ciò non significa, però, che volare sarà meno sicuro. “Gli aerei non inizieranno a cadere dal cielo, perché gli aerei sono costruiti secondo specifiche molto elevate e possono resistere alle peggiori turbolenze che possano mai aspettarsi di incontrare, anche in futuro”, afferma Williams. Tuttavia, la durata media della turbolenza aumenterà. “In genere, su un volo transatlantico, potresti aspettarti 10 minuti di turbolenza.Penso che tra qualche decennio questo potrebbe aumentare fino a 20 minuti o mezz’ora.

Purtroppo per i passeggeri il segnale della cintura di sicurezza verrà acceso molto di più”.  “Esiste una scala per misurare quanto è forte la turbolenza”, ha detto Williams. “C’è una leggera turbolenza, che mette un po’ di tensione sulla cintura di sicurezza, ma il servizio di ristorazione può continuare e probabilmente potrai passeggiare per la cabina, magari con qualche difficoltà.Poi c’è una moderata turbolenza, una certa tensione per le cinture di sicurezza, tutto ciò che non è fissato verrà spostato e camminare sarà difficile; agli assistenti di volo viene solitamente chiesto di prendere posto.

La peggiore è la forte turbolenza: è la più forte e se non indossi la cintura di sicurezza verrai sballottato all’interno della cabina.Questo è il tipo di turbolenza che provoca lesioni gravi, come ad esempio la rottura delle ossa”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

StabiAmore, Gianfranco Piccirillo: La Juve Stabia è stata costruita benissimo

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Gianfranco Piccirillo, Presidente onorario dell’Associazione Stabiamore, è intervenuto nel corso del programma “Il Pungiglione Stabiese” che va in onda ogni lunedì dalle ore 20:30 sui canali social ViViCentro.Le sue dichiarazioni rilasciate durante la trentacinquesima puntata del nostro programma sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

Credo che dal punto di vista del campionato vinto, il secondo in pochi anni, sia più bello dell’ultimo.

Una squadra che ha dimostrato grande forza calcistica e morale.Nel girone di andata non si è subita neanche una rete e pur avendo un attacco non stellare si è giunti al primo posto.

Credo che l’elogio vada fatto al mister e ai calciatori che hanno dato il massimo impegno.

Una grande fase difensiva, il centrocampo e l’attacco.Una grandissima squadra costruita in estate ma anche rafforzata in inverno.”

Le conclusioni di Gianfranco Piccirillo presidente dell’associazione StabiAmore:

“L’arrivo di Adorante, con cui Candellone è complementare, molto bravo di testa, anche ieri ha fatto un goal bellissimo, ma ne avrebbe fatti tanti altri.

Pagliuca ha superato Caserta.

Anche nella Super Coppa si è giocato tutto, e come da me richiesto, ha tentato di vincere.Una partita straordinaria, restare in partita è ciò che conta.

Per noi tifosi è questo l’importante.

Complimenti per l’annata eccezionale al Mister e per la Super Coppa in quanto, nonostante la batosta con il Mantova, Pagliuca contro il Cesena non ha mollato.

Mi piacerebbe che la Juve Stabia si occupasse anche di una squadra femminile, come tanti esempi femminili sia in nazionale che in Campania!”

Ascolti tv, ‘Il Volo’ vince la prima serata

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(Adnkronos) – “Il Volo – Tutti per Uno” su Canale5 vince la prima serata di ieri con 2.600.000 spettatori e il 18.1% di share.Su Rai1 la seconda e ultima puntata di ‘Marconi – L’Uomo che ha connesso il mondo’ è stata vista da 2.803. 000 e il 15.7% di share.

Terzo gradino del podio per il programma ‘Le Iene’ su Italia1 che ha raccolto 1.572,000 spettatori con un 10.7% di share.  Fuori dal podio La7 che con ‘DiMartedì’ conquista 1.372.000 spettatori e uno share dell’8.4%.Seguono Rai2 con ‘Un Uomo Sopra la Legge’, visto da 953.000 spettatori pari al 5% di share, e Rete4 che con ‘Cartabianca’ conquista 703.000 spettatori e il 4.9% di share. ‘Donne sull’Orlo di una Crisi di Nervi’ con Piero Chiambretti su Rai3 ottiene il 2.8% di share e 481.000 spettatori.

Chiudono la classifica il Nove con ‘La Vera Storia della Uno Bianca’ (342.000 spettatori, 2.1% di share) e Tv8 con ‘Celebrity Chef’ (294.000 spettatori, 1.5% di share). —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Perseguitava Angelina Mango e la madre, arrestato stalker 39enne

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(Adnkronos) –
Perseguitava la cantante vincitrice di Sanremo Angelina Mango e sua madre.L’uomo, un 39enne pregiudicato residente in provincia di Ferrara, è stato arrestato il 20 maggio scorso dai carabinieri della stazione di Mesola.

L’arresto è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Milano applicativa della misura cautelare provvisoria del ricovero presso struttura del servizio psichiatrico ospedaliero.L’uomo si trovava dallo scorso febbraio agli arresti domiciliari perché ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti della nota cantante e della madre che avevano sporto denuncia nel luogo di residenza.  Dopo questo provvedimento che prevedeva il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con le vittime che risiedono nella provincia di Milano, l’uomo aveva continuato imperterrito a inviare loro raccomandate e messaggi whatsapp.

Il Giudice, valutati gli elementi raccolti dalla procura di Milano, ha deciso di applicare al 39enne, nel frattempo sottoposto anche a un trattamento sanitario obbligatorio, una misura più afflittiva in attesa di una valutazione circa la sua eventuale infermità mentale.I militari lo hanno condotto nel reparto di psichiatria dell’Arcispedale di Cona dove verrà costantemente piantonato da personale della Polizia Penitenziaria.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo Conti nuovo conduttore Sanremo, Amadeus: “In bocca al lupo”

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(Adnkronos) – Nessun messaggio social ma Amadeus non ha fatto mancare il suo sostegno a Carlo Conti, nuovo direttore artistico e conduttore del festival di Sanremo.Secondo quanto apprende l’Adnkronos, Amadeus ha mandato un messaggio al collega e amico che prontamente lo ha richiamato.

Tra i due c’è stata una telefonata affettuosa durante la quale l’ex direttore artistico ha fatto un grande in bocca al lupo al suo successore sul palco dell’Ariston, in una telefonata molto cordiale e di reciproca stima.L’annuncio di Carlo Conti al timone di Sanremo è arrivato questa mattina al Tg1 e, da allora, come ha rivelato lo stesso Conti, “il tam tam è iniziato e il telefono non smette di squillare”.  Tra i primi a congratularsi c’è stato Fiorello, ed era naturale che anche Amadeus, legato a Conti da un rapporto di lunga data, fatto di stima reciproca e amicizia, esprimesse tutto il suo supporto.

Amadeus, che negli ultimi 5 anni ha radicalmente rinnovato il festival, ottenendo risultati record per la Rai, lascia a Conti una base solida da cui partire.Ora, l’attenzione è tutta rivolta a vedere com il nuovo direttore artistico intenderà proseguire e sviluppare ulteriormente il lavoro sul festival più amato d’Italia.  Carlo Conti, intanto, ha svelato i principali passi del suo imminente lavoro: “Adesso c’è la cosa più importante, ovvero il regolamento.

Dopodiché inizieremo ad ascoltare le canzoni delle nuove proposte, poi quelle dei Big e come ultima cosa cercherò di capire la squadra che con me salirà sul palco, tutti gli ospiti e quello che ne deriva”.Quando gli è stato chiesto della possibile presenza fissa sul palco degli amici Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello, Conti ha risposto con un tono scherzoso, negando questa eventualità: “Credo di no, almeno non in presenza fissa.

L’idea è di alternare e di proporre qualcosa di diverso.Con loro facciamo troppe cose insieme a noi, non li sopporto quasi più quei due”, ha riso il conduttore.

Con la sua esperienza e la sua capacità di collegare tradizione e innovazione, Conti era stato già da tempo designato come la figura ideale per guidare il Festival di Sanremo in questa nuova fase, garantendo sempre la centralità della musica.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Scopinaro (Uniamo): “Inclusione significa vedere persona e non malattia”

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(Adnkronos) – “Si può fare moltissimo per migliorare la qualità della vita delle persone con malattie ematologiche rare partendo, soprattutto, dal non considerarle ‘malate’. È per questo che mi piace molto il progetto di Sobi ‘Blood Inclusivity’, che ribalta il punto di vista.Ossia mettere in luce quello che accomuna e non quello che divide.

Credo che questo approccio sia quello che dovrebbe essere usato per tutte le malattie rare, per evitare di creare isolazionismo ed esclusione, invece che esclusività”.Così Annalisa Scopinaro, presidente di Uniamo – Federazione italiana malattie rare, a margine dell’appuntamento di Sobi dedicato all’inclusione e alla possibilità per le persone con malattie ematologiche rare di avere un’elevata qualità della vita.

L’evento – che si è tenuto ieri a Milano – fa parte del progetto ‘Let’s Talk’ di Sobi, lanciato lo scorso ottobre per approfondire argomenti di attualità e prospettive inesplorate nel contesto delle malattie rare.  Un altro elemento emerso dal dibattito è l’importanza di lanciare un messaggio positivo alle persone con una malattia ematologica rara o poco conosciuta.La ricerca scientifica sta facendo enormi progressi.

Oltre a quelli raggiunti, si stanno affacciando nuovi trattamenti, in grado di assicurare una qualità di vita sempre migliore.  A frenare una più ampia inclusione è per Scopinaro il fatto che “non si pone la persona al centro di ogni discorso.Noi vediamo la malattia e non la persona.

Quello che dobbiamo fare è un cambio di prospettiva, solo in questo modo riusciremo a considerare la patologia una delle caratteristiche della persona, non la sua caratteristica principale”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, ematologa Di Gregorio: “Ampio ventaglio farmaci per pazienti emofilia”

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(Adnkronos) – “Oggi le persone con emofilia hanno la possibilità di accedere a un ventaglio di farmaci veramente ampio”.Lo ha detto Patrizia Di Gregorio, ematologa e direttrice del Servizio di Medicina trasfusionale della Asl Vasto-Chieti, a margine del terzo appuntamento del progetto ‘Let’s Talk’ di Sobi, lanciato lo scorso ottobre per approfondire argomenti di attualità e prospettive inesplorate nel contesto delle malattie rare.

Al centro del terzo talk, intitolato ‘Health equity, esperienze e obiettivi per una migliore Quality of Life delle persone con malattie rare’, il tema dell’inclusione e della possibilità, per le persone con malattie ematologiche rare, di avere un’elevata qualità di vita.  “Avere l’emofilia in passato era un problema molto grave, pensiamo agli anni ‘50 e ad oggi: non è trascorso molto tempo ma ora abbiamo molti strumenti in più – aggiunge Di Gregorio – Uno degli obiettivi che ci prefiggiamo è quello di rendere queste persone ‘emofilia free mind’, ossia con la mente libera dall’idea della loro malattia, e già in parte le abbiamo rese tali, grazie alle nuove terapie che si stanno sviluppando.E non solo in virtù di queste, ma anche e soprattutto grazie alla capacità di tutti coloro che sono intorno alle persone con emofilia e ai loro caregiver di formare un network in grado di facilitare il miglioramento della qualità di vita delle stesse”.  “Non parliamo solo di medici, ma anche di fisioterapisti, psicoterapeuti – sottolinea l’ematologa – Perché io credo profondamente che una buona psicoterapia possa giovare a tutti.

C’è chi sostiene che ci sarà la possibilità di curare definitivamente l’emofilia, anche se personalmente vedo questo traguardo ancora lontano.Tuttavia, oggi abbiamo un armamentario terapeutico in grado di favorire l’inclusività, soprattutto per le giovani generazioni, e far sì che possano svolgere le attività dei propri coetanei e avere una vita sociale attiva.

Chi, dei pazienti con emofilia, non appartiene alla fascia di età più giovane, i problemi, come i danni articolari, purtroppo li hanno già avuti.Quello che possiamo fare è farli sentire al meglio delle proprie possibilità, perché l’inserimento sociale è per tutti e deve essere per tutti”, conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malattie rare, Petruzzelli (Lampada di Aladino): “Innovazione cambia storia oncoematologia”

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(Adnkronos) – “In questi ultimi anni l’ematologia oncologica, attraverso l’innovazione nella ricerca, sta cambiando la storia di diverse patologie.Tuttavia, ciò che manca è la presa in carico delle persone, è l’essere vicini ad esse.

Oggi siamo in grado di allungare la ‘quantità’ della vita, ma spesso non abbiamo la consapevolezza di cosa significhi la ‘qualità’ della vita stessa.L’inclusione a livello sociale e di un percorso di cura, ad esempio, è un buon inizio”.

Lo ha detto ieri a Milano Davide Petruzzelli, presidente de ‘La Lampada di Aladino Ets’, in occasione del terzo appuntamento della serie ‘Let’s Talk’ di Sobi, durante il quale si è parlato di inclusione e della possibilità per le persone con malattie ematologiche rare di avere un’elevata qualità di vita. “Siamo in un momento storico molto positivo, perché stiamo ridisegnando il Sistema sanitario, parliamo di prossimità delle cure e tutto questo può migliorare la qualità di vita delle persone con una malattia oncoematologica – spiega Petruzzelli – Ad esempio, un paziente può sottoporsi a una prestazione medica, come un prelievo di follow up, in una Casa della comunità, piuttosto che dover raggiungere l’ospedale, magari lontano dalla propria abitazione”.La “direzione è tracciata: abbiamo un Piano oncologico nazionale, che si declina nelle reti oncologiche regionali, perfino attraverso la rete nazionale dei tumori rari, approvato in Conferenza Stato-Regioni pochi mesi fa.

Questi sono fatti concreti sui quali oggi ci dobbiamo basare.Dobbiamo, però, renderli operativi”, conclude.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)