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Repubblica di Venezia tra ‘500 e ‘600, focus su carte di famiglie e archivio del Castello di Thiene

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(Adnkronos) – I numerosi archivi privati di famiglia delle dimore nobiliari venete costituiscono una fonte importante per la storia del territorio, soprattutto in relazione con la Repubblica di Venezia.Uno dei più significativi del Veneto è quello del Castello di Thiene, che testimonia dall’XI al XX secolo le vicende di quattro illustri famiglie nobiliari venete: i Porto, i Colleoni, i Thiene e i Capra, committenti di Palladio e Veronese.

L’Associazione Castello di Thiene Ets, che lavora per la promozione, valorizzazione e divulgazione dell’archivio, si è adoperata per finanziare il convegno Carte di famiglia nella Repubblica di Venezia tra ‘500 e ‘600 che oggi vedrà riuniti storici delle Università di Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Trento, oltre al Cnr, che studiano gli archivi privati e in particolare quelli nobiliari durante la prima età moderna.  “Abbiamo riunito storiche e storici di vari dipartimenti universitari – spiega Andrea Savio, docente del dipartimento DissGeA dell‘Università di Padova – per presentare lo status quo archivistico relativo alla vita nobiliare della prima età moderna (‘500-‘600).Una fotografia dell’argomento, che possa essere conosciuta e apprezzata anche da un pubblico più ampio, come ad esempio i rapporti tra nonni e nipoti nella prima età moderna”. “Ho fortemente voluto questo convegno nella nostra dimora – dichiara Francesca di Thiene, presidente dell’Associazione Castello di Thiene Ets – perché l’archivio rappresenta un’opportunità unica per scoprire le mille sfumature di secoli di storia conservate nei documenti.

Ritengo sia importante riuscire a valorizzare ciò che il Castello ancora oggi è in grado di raccontare: cerchiamo di farlo tutti i giorni attraverso l’Associazione e sicuramente i contributi pubblici finora ottenuti ci hanno consentito di investire e proseguire nell’inventariazione e valorizzazione del nostro patrimonio archivistico”.  “Dall’archivio – prosegue – emergono importanti documenti che hanno aiutato gli storici dell’arte a rinominare correttamente due dipinti del Veronese che ritraggono Iseppo da Porto con il figlio Leonida (visibile agli Uffizi) e la moglie Livia con la figlia Deidamia (ora al The Walters Art Museum di Baltimora).Committenti del grande pittore oltre che del Palladio, i Porto intrattenevano rapporti anche con la corte Estense e proprio dalla documentazione emergono alcuni doni che furono scambiati tra i due casati, tutti rigorosamente registrati, quali partite di anguille o galline selvatiche particolarmente pregiate” ricorda Francesca di Thiene che, sulle orme dell’antenata Angelica di Thiene (che nel ‘700 fu coinvolta nelle vicende di ordinamento dell’archivio di allora), si batte per la valorizzazione di questo patrimonio archivistico.

Una famiglia di donne molto determinate, dedite alla cultura, quella dei di Thiene.  “Tra i documenti presenti al Castello di Thiene – conclude Francesca di Thiene – sono custodite importanti mappe che oltre a descrivere morfologicamente il territorio, delineano le attività che vi erano insediate, da quelle agricole (con i vati tipi di colture dell’epoca) a quelle produttive (da cui emerge l’ampia filiera per la produzione della seta, con la coltivazione dei gelsi e l’allevamento dei bachi, oltre alla filatura e tessitura)”. Il patrimonio documentario comprende pergamene, mappe e disegni, lettere, bolle papali e ducali, privilegi imperiali, libri di conti, registri e vari altri materiali, originali e in copia.Dal 2018 l’archivio è stato oggetto di alcuni importanti lavori di ordinamento e inventariazione informatizzata, grazie al coordinamento scientifico della Biblioteca civica Bertoliana di Vicenza, che ha reso possibile la pubblicazione on line degli inventari, liberamente accessibili nel “Portale degli archivi della Bertoliana”, un’innovativa piattaforma web realizzata da Regesta.exe. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gli italiani e la carne, sempre di più quelli che non la mangiano: i vegani sono quadruplicati

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(Adnkronos) –
Aumentano gli italiani che scelgono di non mangiare più carne. “E’ vegetariano il 7,2% degli italiani, seguiti dal 2,3% di chi si dichiara vegano.Il 5% dichiara di essere stato vegetariano in precedenza.

Tra i vantaggi di questa alimentazione ci sarebbe la sensazione di una migliore condizione fisica (86,4%)”.Ma soprattutto, “il trend di coloro che si dichiarano vegetariani è in crescita rispetto allo scorso anno (+3%), invertendo il trend negativo iniziato nel 2021 e segnando il valore più alto rilevato nei 10 anni considerati”.

E’ la fotografia che scatta il 36esimo Rapporto Italia dell’Eurispes, pubblicato oggi. Coloro che si dichiarano vegani sono “invece stabili rispetto al 2023: sembra quasi che si possa iniziare a considerare il valore percentuale di poco meno del 2,5% come un valore consolidato nella popolazione, se si esclude il calo del 2022.Interessante – si legge nel report – è valutare la variazione decennale della percentuale di popolazione vegana: tra il 2014 e il 2024 il campione vegano rilevato si è quadruplicato”.  Se “l’86,4% del campione che si è dichiarato vegetariano/vegano afferma” appunto “di sentirsi meglio fisicamente – sottolinea l’Eurispes – il 73,3%” sostiene “di mantenere con più facilità il peso forma.

Anche la creatività in cucina sembra beneficiarne, secondo il 66,5% degli intervistati.Unico svantaggio” la nostalgia per “i sapori dell’alimentazione tradizionale: li rimpiange il 39,8%”. “Il 36,1% dei vegetariani/vegani non si sente ‘mai’ infastidito in presenza di persone che mangiano carne/pesce, ma nel complesso il 63,8% dice di esserlo ‘qualche volta’, ‘spesso’ o ‘sempre’.

Solo il 23,6% non ha mai notato un atteggiamento negativo e intollerante nei suoi confronti, mentre ben il 76,4% riporta episodi di questo tipo, anche se con diversa frequenza”, evidenzia il sondaggio dell’Eurispes.Dall’altra parte, “l’86,8% di chi è onnivoro dichiara di sentirsi per nulla o poco infastidito in presenza di persone che seguono un’alimentazione vegetariana/vegana; esiste però una quota, anche se minoritaria, di chi prova molto e abbastanza fastidio (13,2%)”. L’indagine sugli italiani a tavola ha esplorato anche le abitudini in relazione all’assunzione di alcuni alimenti ‘senza’, chiedendo agli intervistati se acquistano alimenti privi di glutine, lattosio, lievito, uova e zucchero. “I più consumati – risulta – sono gli alimenti senza lattosio (30,9%), acquistati per il 19,8% da coloro che non sono intolleranti.

A seguire, gli alimenti senza zucchero (25%), senza glutine (21%), senza lievito (18,3%) e senza uova (13,8%).Ad acquistarli sono soprattutto coloro che non sono intolleranti, rispetto a coloro che hanno un’intolleranza certificata”, conclude l’Eurispes.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Servizio civile, Eurispes: “50.040 giovani lo hanno svolto in Italia nell’ultimo anno”

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(Adnkronos) – Il servizio civile viene introdotto nell’ordinamento italiano con la legge del 15 dicembre 1972, n.772 come alternativa al servizio di leva militare.Nell’ultimo anno hanno svolto il servizio civile in Italia 50.040 giovani, la maggior parte dei quali (54%) provengono dal sud e dalle isole.

Dal 2018 ad oggi la fascia d’età con il maggior numero di volontari è stata quella dei 21 – 23enni, fino al 2022 hanno partecipato al servizio civile il doppio delle donne rispetto agli uomini (67% vs 33%)”.E’ quanto emerge dal rapporto Eurispes.  Il volontariato è una scelta motivata innanzitutto dalla volontà di ‘fare nuove esperienze/mettere alla prova me stesso’ (64,2% degli intervistati); segue la volontà di ‘fare qualcosa di utile per gli altri/conoscere meglio il contesto sociale in cui vivo’ (40,7%), mentre il 33,2% sceglie il servizio civile per avere un’entrata economica fissa.

Il 77% dei volontari ha contatti quotidiani o assidui con gli utenti, facendo del contatto con l’altro un elemento fondamentale dell’esperienza.Per quanto riguarda i suggerimenti dei volontari, il 33% chiede meno burocrazia, il 24% propone di accorciare i tempi di presentazione della domanda.

Tagli e riduzioni di anno in anno hanno colpito il servizio civile, ne è un esempio il bando del 2023 quando si è registrato un taglio di posti pari al 26,8%.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes: “Digitalizzazione fisco fondamentale, giudice tributario professionale obiettivo cruciale”

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(Adnkronos) – “La digitalizzazione del processo tributario è fondamentale per ridurre i tempi dei procedimenti e migliorare l’accesso alla giurisprudenza.La creazione di un giudice tributario professionale rimane un obiettivo cruciale per garantire un equo rapporto tra fisco e contribuente”.

Ad affermarlo è l’Eurispes nel rapporto Italia 2024 sottolineando che “la riforma fiscale del 2023, guidata da nove decreti legislativi, rivoluziona diversi ambiti della tassazione, inclusi l’irpef e il contenzioso tributario.Le modifiche all’irpef riducono gli scaglioni e introducono un’aliquota unica, mentre nel contenzioso tributario si semplificano le procedure con trattamenti telematici e conciliazione in Cassazione”.  “Le modifiche allo statuto del contribuente – sottolinea l’Eurispes – mirano a garantire una maggiore certezza e razionalità nel sistema tributario, mentre il pnrr evidenzia la necessità di ridurre i ricorsi in cassazione”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, morta la donna colpita da proiettile vagante mentre era in auto al Prenestino

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(Adnkronos) – E’ morta questa mattina la donna di 81 anni rimasta ferita ieri pomeriggio da un proiettile vagante mentre si trovava a bordo di una smart sulla via Prenestina, a Roma.  La donna, ferita alla schiena, era ricoverata da ieri al Policlinico Umberto I in prognosi riservata. Secondo quanto appreso dall’Adnkronos, al momento della sparatoria la donna si trovava seduta al lato passeggero della Smart guidata da una sua amica di 64 anni rimasta illesa.I colpi sono partiti da una Fiat 500 con due persone a bordo, all’altezza di via don Primo Mazzolari, di fronte al centro commerciale. Ancora in corso le indagini della squadra mobile per risalire ai responsabili della sparatoria. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lirica, Eurispes: “Le fondazioni sinfoniche tra luci e ombre”

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(Adnkronos) – “Luci e ombre definiscono il contesto in cui operano le fondazioni lirico-sinfoniche.Luci perché definiscono la nostra cultura musicale e non solo, sono inoltre degli asset economici strategici in termini di valori e personale impiegato oltre che volàno per il settore turistico, se ben posizionati a livello di immagine e reputazione internazionale”.

E’ quanto mette in luce l’Eurispes nel suo Rapporto Italia giunto quest’anno alla 36esima edizione  “Ombre perché – afferma l’Eurispes – ad oggi il vento di managerizzazione non sembra essersi affermato, i contributi dei privati rimangono ancora bassi, soprattutto per alcune fondazioni lirico-sinfoniche.Tale scenario fa sì che il settore viva in un cronico malessere, per far fronte al quale lo Stato italiano ha previsto dal 2013 che le fondazioni lirico-sinfoniche in difficoltà economico patrimoniali presentassero un piano di risanamento.

Tra le richieste statali: riduzione dell’organico tecnico e amministrativo e razionalizzazione di quello artistico”.  Sul fronte della sostenibilità economica, l’Eurispes ricorda “che a sostenere le perfoming arts vi è il Fondo unico per lo spettacolo (Fus), istituito dalla legge 163/1985, così ripartito: il 50% in considerazione dei costi di produzione derivanti dalle attività realizzate da ogni Fondazione nell’anno precedente a quello cui si riferisce la ripartizione, sulla base di indicatori di rilevazione della produzione; il 25% in considerazione del miglioramento dei risultati della gestione attraverso la capacità di reperire risorse, il 25% in considerazione della qualità artistica dei programmi.A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, vi sono state alcune deroghe.

Dal 2010 al 2017 poco meno del 50% del totale è stato assegnato alle Fondazioni liriche-sinfoniche, superando questa percentuale dal 2017 al 2020.Tra il 2010 e il 2020 – evidenzia l’Eurispes – il Fus è sceso del 4%, passando dagli oltre 190 milioni di euro del 2010 ai quasi 183 milioni di euro del 2020.

Nel 2020 più del 16% è attribuito al Teatro alla Scala di Milano, seguito dal Teatro dell’Opera di Roma (9,9%) e dal Teatro la Fenice di Venezia (8,6%).Seguono le altre Fondazioni lirico-sinfoniche che variano dall’8% al 5% del Fus attribuito alle stesse.

I contributi in conto esercizio rimangono la quota più importante del valore della produzione, anche non considerando il 2020, in cui a causa della pandemia sono crollati i ricavi da vendite e prestazioni”. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ansiolitici e antidepressivi, nell’ultimo anno li ha usati un italiano su 5

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(Adnkronos) – E’ peggiorata la salute mentale degli italiani dopo la pandemia Covid. “Nell’ultimo anno 1 italiano su 5 ha assunto farmaci come ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, antipsicotici, ansiolitici e tranquillanti sono tra i farmaci psicotropi più utilizzati (85,1%).Ad assumerli soprattutto persone anziane”.

Lo evidenzia il 36esimo Rapporto Italia dell’Eurispes pubblicato oggi che comprende i dati dell’indagine sull’consumo di psicofarmaci degli italiani.  Ai partecipanti alla rilevazione è stato chiesto se nel corso dell’ultimo anno avessero assunto farmaci come ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, antipsicotici. “Il 19,8% (circa 1 su 5) degli interpellati ha assunto farmaci come ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell’umore, antipsicotici nel corso dell’ultimo anno, contro l’80,2% di chi non ne ha fatto uso.Sono soprattutto gli anziani (65 anni e oltre) a far registrare le percentuali più alte di assunzione (22,4%).

Una maggiore incidenza di consumo di psicofarmaci è stata rilevata tra le donne (il 21,7% contro il 17,8% degli uomini)”.   “Ansiolitici e tranquillanti sono tra i farmaci psicotropi più utilizzati anche se con diversa frequenza (85,1%): nello specifico – si legge nel report – ne ha fatto uso il 51,4% qualche volta, il 24,9% spesso, l’8,8% sempre.Seguono, gli antidepressivi (usati complessivamente nel 51,2% dei casi), gli stabilizzatori dell’umore (40,5%) e gli antipsicotici (21,4%)”.

La spesa media in farmaci.Tra chi ne fa uso, “il 43,8% investe mediamente tra i 31 e i 100 euro mensili per psicofarmaci psicoattivi e terapie correlate.

Inoltre, il 41,3% dichiara di spendere meno di 30 euro al mese”, conclude il report. I ragazzi “tra i 18 e i 24 anni di età sono i più colpiti per quanto riguarda il verificarsi di sbalzi d’umore (72,7%), sintomi depressivi (71%), crisi di panico (51,2%)”, evidenzia l’Eurispes che ha dedicato una sezione dell’annuale indagine campionaria al tema del consumo di psicofarmaci.Il report ha evidenziato le difficoltà emotive e i giovani sono i più fragili. “Nel corso dell’ultimo anno, gli sbalzi d’umore hanno rappresentato uno stato emotivo condiviso dal 60% degli italiani anche se con diverse intensità (qualche volta: 39,7%; spesso: 16,8%; sempre: 3,6%).

Diffuse in egual modo l’insonnia (59%) e la sensazione di sentirsi depressi (58,9%)”, sottolinea l’Eurispes. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sean ‘Diddy’ Combs, un’altra donna accusa il rapper di violenza sessuale

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(Adnkronos) –
Nuova denuncia per Sean ‘Diddy’ Combs.Il rapper è stato accusato di aggressione sessuale, violenza e inflizione intenzionale di stress emotivo da una donna di nome April Lampros, che afferma di averlo incontrato nel 1994 quando era studentessa al Fashion Institute of Technology di New York. Secondo la denuncia, depositata a New York, Lampros accusa Combs di quattro casi di violenza sessuale dalla metà degli anni ’90 all’inizio degli anni 2000, talvolta dopo averle fatto assumere droga o alcol.

La documentazione non è stata ancora esaminata dal cancelliere della contea. “Sono fiduciosa che la giustizia prevarrà e il velo sarà rimosso così nessun’altra donna dovrà sopportare quello che ho sopportato io”, ha detto Lampros in una dichiarazione alla Cnn. Questa è l’ottava causa contro Combs da novembre, la settima che lo accusa direttamente di violenza sessuale.Una delle otto cause legali, intentate dall’ex fidanzata Cassie Ventura, è stata risolta.

Un’altra causa ha accusato suo figlio Christian Combs di violenza sessuale e Sean Combs è accusato di favoreggiamento. La causa è stata intentata dall’avvocato di Lampros, Tyrone Blackburn, che rappresenta anche altri che hanno intentato cause contro Combs, tra cui Rodney Jones, così come Grace O’Marcaigh, la donna che ha accusato suo figlio Christian Combs di aggressione.Gli imputati nominati nella causa includono anche Bad Boy Records, Arista Records e Sony Music Entertainment.

Lampros era uno stagista per la Arista Records – una filiale della Sony Music Entertainment ed ex società madre della Diddy’s Bad Boy Records – durante almeno una delle presunte aggressioni, dice la causa. L’ultima causa arriva appena due giorni dopo che l’ex modella e vincitrice del concorso Model Mission di MTV del 1998, Crystal McKinney, ha accusato Combs di averla drogata e violentata.Viene anche dopo la pubblicazione di un video di sorveglianza esclusivi che mostra Combs attaccare fisicamente la sua allora fidanzata Cassie Ventura nel 2016. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rapporto Italia 2024: “L’Italia è al bivio, serve coraggio”

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(Adnkronos) – L’Italia è al bivio in riferimento alle scelte culturali, politiche ed economiche da compiere.Serve coraggio.

E’ quanto emerge dal Rapporto Italia 2024 di Eurispes, giunto quest’anno alla 36a edizione. “Siamo, dunque, arrivati ad un bivio, dobbiamo scegliere: adattamento o trasformazione?Patto per la conservazione, o patto per il futuro?”, è il ragionamento del presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, che apre il rapporto di quest’anno. “Le crisi obbligano alla scelta e alla decisione”, continua Fara per il quale “il percorso possibile è uno e uno solo: trasformazione, più precisamente trasformazione sistemica, indicativa della capacità di un sistema di rigenerarsi, bloccando ed evitando per tempo ogni possibile processo involutivo di regresso” perché “l’Italia, nonostante le sue gravi difficoltà, ha le risorse umane, culturali ed economiche per uscire da una crisi sempre più sistemica e multidimensionale”. Il bivio riguarda anche l’impatto dei cambiamenti climatici, la riorganizzazione del sistema di welfare, gli effetti di medio e lungo periodo dei cambiamenti demografici, dei flussi migratori, dell’inclusione sociale, delle modifiche strutturali nel mondo del lavoro e dell’istruzione, il contributo che il nostro Paese può dare a livello internazionale per la costruzione di un nuovo ordine multilaterale. Tre le possibili vie d’uscita individuate.

La prima, “ritornare alla centralità dell’uomo.Oggi, si parla in filosofia di nuovo umanesimo di fronte alla potenza delle tecnologie e alle accresciute incertezze del futuro che ci attende.

Di fronte alla complessità odierna, vogliamo dare, attraverso le parole del sociologo Edgar Morin, un’indicazione chiara, al pari di un imperativo categorico: ‘Per l’uomo è tempo di ritrovare se stesso'”, dice il presidente Eurispes. La seconda, “ripensare i sistemi avanzati secondo criteri di redistribuzione della ricchezza”, per la creazione di un sistema più equo delle risorse e del benessere all’interno delle nazioni. “Una tassa del 2% sui super-ricchi ridurrebbe le disuguaglianze e raccoglierebbe risorse fondamentali per la crescita delle nazioni”, suggerisce Fara.Terzo, “collocare l’educazione, insieme all’educazione ai media e alle nuove tecnologie, come elemento portante delle economie in termini di capacità di produzione di ricchezza”. In ultimo, un appello alla comunità di studiosi, scienziati, filosofi, economisti, teologi, storici, tecnologi, insieme alla politica e ai cittadini, di contribuire ad una riflessione collettiva e condivisa, trasversale e multidisciplinare, “per immaginare e stilare un nuovo ‘Patto per il Futuro’ che veda protagonista della trasformazione la società nella sua interezza”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Eurispes: pochi nomadi digitali tra gli italiani, solo il 9,1%

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(Adnkronos) – Meno di un decimo degli italiani (9,1%) lavora interamente da remoto in una località diversa da quella dove ha sede la sua azienda e un 38,3% conosce persone che lo fanno.Il nomadismo digitale (riferito a chi abbandona il tradizionale luoghi fisico del lavoro per vivere una vita senza vincoli e con maggiore libertà, spesso spostandosi da un paese all’altro) in Italia è una realtà ma non ancora consolidata.

Lo rileva il 36esimo Rapporto Italia di Eurispes.Secondo la ricerca, l’8,2% del campione ha lasciato il lavoro che svolgeva per privilegiare la propria qualità della vita e le proprie inclinazioni (avere più tempo libero, dedicarsi ai propri hobby, interessi e affetti).

Il 28,5% ha almeno un parente, amico, conoscente, che ha fatto questa scelta (il 63,3% no).  Il 5,2% riferisce di aver lasciato definitivamente il lavoro per la nascita di un figlio; molti di più, il 31,2%, conoscono qualcuno che lo ha fatto.Per il 6,7% la rinuncia a lavorare conseguente alla nascita di un figlio è stata temporanea; il 36,6% ha parenti, amici o conoscenti che hanno smesso di lavorare per qualche tempo.

La propensione a lavorare all’estero, soprattutto in cerca di migliori condizioni economiche.Quasi la metà dei lavoratori italiani (47,3%) ha valutato, più o meno concretamente, l’eventualità di un trasferimento lavorativo in un paese straniero; in particolare, il dato si divide tra chi ci ha pensato ma alla fine ha deciso di non farlo (16,2%) o non ha potuto farlo (14,9%), chi lo ha fatto per un periodo (quasi un decimo, 9,9%), chi, infine, ha intenzione di farlo in futuro (6,3%).  Sono soprattutto i laureati ad aver considerato l’ipotesi di lasciare l’Italia per lavorare fuori dal Paese (non ci ha mai pensato la minoranza, 44,8%).

La ragione che avrebbe spinto quanti hanno pensato di andare a lavorare all’estero è stata la possibilità di poter ottenere migliori condizioni economiche (28,2%).Seguono: conseguire più sicurezza e stabilità lavorativa (17,8%), avere più possibilità di trovare lavoro (17,5%), perché all’estero ci sono maggiori opportunità di crescita professionale nel settore di interesse (16,2%) e, con valori minori, perché un’esperienza professionale all’estero rende più competitivi sul mercato del lavoro (11,9%) o, infine, altri motivi (8,3%).  Il lavoro nero è una realtà diffusa.

Il 40,5% degli intervistati, infatti, dichiara di aver lavorato senza contratto: l’8% sempre o spesso, mentre quasi un terzo (32,5%) una volta o qualche volta.La maggioranza degli intervistati che lavorano attualmente o hanno lavorato in passato (59,5%) afferma di non aver mai lavorato senza contratto.

Tra questi, il 38,2% non accetterebbe di farlo, il 21,3%, al contrario, accetterebbe in caso di bisogno.I dati – rileva il rapporto – confermano la diffusione del lavoro nero nel nostro Paese, anche tenendo conto che il fenomeno tende a restare in parte nascosto e potrebbe, dunque, coinvolgere una quota anche superiore di cittadini.

L’esperienza di lavorare senza regolare contratto viene riferita con maggiore frequenza della media dagli intervistati con basso titolo di studio: il 55,2% tra chi non ha alcun titolo di studio e il 50,8% tra quanti hanno la licenza elementare.D’altra parte, il fenomeno tocca in maniera consistente anche il 39,3% di chi ha un diploma e il 35,2% di quanti sono laureati.

Lavorare senza contratto è capitato con frequenza ai giovanissimi: il 56,8% dei 18-24enni (spesso e qualche volta).A seguire si sono trovati a lavorare in nero il 48,3% dei 35-44enni e il 43,3% dei 25-34enni. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, cresce uso social network per accedere alle notizie

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(Adnkronos) – La vendita dei quotidiani in Italia è in declino dagli anni Novanta, mentre cresce l’uso dei social network per accedere alle notizie.E’ quanto evidenzia l’Eurispes nel Rapporto Italia 2024.

Negli anni Ottanta si contavano oltre 6 milioni di copie di quotidiani vendute ogni giorno.Già 10 anni fa, invece, erano sotto i 4 milioni (rapporto Fieg 2013).

La vendita dei quotidiani nel 2019 era di circa 2,5 milioni di copie al giorno, e nel 2022 la vendita è calata di altre 500mila copie (dati Ads).Dal 2019 al 2023 le copie complessive sono diminuite del 32,8%.

Nel periodo considerato la vendita di copie cartacee ha segnato un -37,2%, le copie digitali +13,9%.  Secondo il digital news report 2023, riporta Eurispes, in Italia, al primo posto tra i social network utilizzati per diffondere le notizie c’è Facebook (44%); seguono Whatsapp (27%), Instagram (20%), Youtube (19%), Telegram (9%), Tiktok (8%).   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, 52,4% italiani contrario a legalizzazione prostituzione, 3,6 mln utenti OnlyFans

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(Adnkronos) – “In Italia, formalmente lo scambio economico tra maggiorenni consenzienti in cambio di una prestazione sessuale non è illegale, ma risulta molto complesso da mettere in pratica in sicurezza.Nel convegno sullo sfruttamento sessuale promosso dall’ente di ricerca sociale Irs (2024) è stato analizzato il lavoro sessuale indoor, ovvero in appartamento, e si è riscontrata una larga maggioranza di lavoro femminile, ma anche una percentuale importante di persone transessuali (tra il 20 e il 30%), e di uomini (una minoranza tra il 3 e il 7%)”.

Lo rileva l’Eurispes nel Rapporto Italia 2024. Gran parte del ‘sex work’ si svolge ormai online. “Le piattaforme digitali sono diventate centrali favorendo quattro macrotipologie di lavoro sessuale: a distanza: webcamming, phone sex, instant messages; consumo di contenuti pornografici; consumo asincrono di contenuti prodotti dai/lle sex workers su piattaforme quali OnlyFans.Per ciò che concerne l’Italia, emerge un traffico organico di 3.6 milioni di utenti italiani per la piattaforma Onlyfans (Semrush)”, riporta Eurispes.

In Italia, “chi adopera in questa e altre piattaforme web può aprire una partita Iva e dichiarare così i propri incassi.Mentre per il mondo offline, ogni Stato adotta modelli legislativi che variano considerevolmente”.

Nel 2024, il 52,4% dei cittadini si dice contrario alla decriminalizzazione della prostituzione, auspicando di mantenere inalterata la legge Merlin del 1958, un dato tendenzialmente in linea con quanto rilevato nel 2023 (54,3%).Inoltre, nel corso degli ultimi anni (2019-2024) il numero di quanti si sono detti contrari alla legalizzazione della prostituzione hanno sempre rappresentato la maggioranza del campione, con l’unica eccezione del 2020 (49,5%).  La pandemia non ha bloccato il mercato del sesso a pagamento, ma ha comportato un significativo cambiamento nelle modalità di fruizione dei servizi offerti.

Si è registrato un aumento dell’uso del web da parte sia dei clienti sia delle lavoratrici, con queste ultime che sempre più spesso offrono i propri servizi tramite webcam o attraverso annunci pubblicati online, accogliendo i clienti a casa propria o recandosi presso il loro domicilio.Questo mercato coinvolge principalmente circa 90mila lavoratrici fisse (di cui il 10% minorenni e il 55% provenienti da paesi dell’Europa dell’Est e dell’Africa), a cui si aggiungono altre 20mila lavoratrici occasionali che ricorrono al sesso via web solo in situazioni di necessità economica o per finanziare spese di lusso come viaggi, abbigliamento di marca, accessori griffati, eccetera.

Le tariffe per i servizi sono molto variabili: vanno dai pochi euro per una videochiamata erotica fino ai 500 euro all’ora per le escort che offrono servizi più esclusivi.Inoltre, l’Italia rientra nella top 10 dei paesi al mondo che consumano maggiormente video pornografici secondo il report 2023 “Year in Review” di Pornhub.    l —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

In Italia attivi due milioni di influencer, è il secondo mercato europeo: i dati Eurispes

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(Adnkronos) – L’Italia, “con due milioni di influencer attivi (21% del totale del mercato europeo), rappresenta il secondo mercato europeo dopo il Regno Unito per la concentrazione di influencer.La maggior parte degli influencer risiede a Milano (5%), Roma (4,5%) e Napoli (4%)”.

E’ quanto mette in luce l’Eurispes nel suo Rapporto Italia giunto quest’anno alla 36esima edizione sottolineando in particolare che a “tra il 2021 e il 2022, gli influencer hanno avuto un impatto significativo sulla società e sul mercato italiano” e rimarcando che “il 46% dei consumatori italiani ha dichiarato di aver acquistato almeno un prodotto consigliato da un influencer”.  Secondo l’Eurispes, inoltre, “l’83% tiene in considerazione i loro consigli di acquisto.I settori principali in cui gli influencer influenzano gli acquisti sono il beauty, il food e il fashion”.

L’Istituto di ricerca segnala poi che una ricerca di Buzzoole ha rivelato “che il 58% degli italiani segue gli influencer per ricevere informazioni e consigli, soprattutto nei settori della cucina e dell’intrattenimento.Nel 2022 sono stati pubblicati oltre 146.000 contenuti sponsorizzati con hashtag della trasparenza, principalmente su instagram (84,2%) e tiktok (7,5%).

Il formato dei post è il più diffuso (64%), seguito dai reel (23%) e dai video su youtube e tiktok (13%).La moda è il settore principale che utilizza gli hashtag della trasparenza (26,8%), seguito dal food (19,9%), e dalla cosmesi (13,2%)”. In questo contesto, segnala l’Istituto di Ricerca, “la regolamentazione dell’attività degli influencer è diventata cruciale per proteggere i consumatori” anche se “la moltitudine di creatori di contenuti e piattaforme rende difficile applicare regole uniformi”.

In ogni caso, nel 2016, l’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria (Iap), evidenzia l’Eurispes, “ha introdotto il codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, noto come digital chart, per regolamentare l’attività degli influencer”.  L’Eurispes spiega ancora che “dal 2017, l’unione nazionale consumatori monitora i casi di pubblicità occulta.Nel 2018 l’autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha emesso linee guida per promuovere la trasparenza pubblicitaria.

Secondo un sondaggio Swg – riporta l’Eurispes – il 27% della generazione z e il 24% dei millennials sarebbero favorevoli a un coinvolgimento politico di influencer.Questo fenomeno, noto come ‘news finds me’ indica che le persone si affidano sempre più ai social media per ricevere informazioni politiche, ritenendo gli influencer più affidabili dei media tradizionali”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eurispes, 57% italiani arriva a fine mese con difficoltà: pesano bollette e affitto

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(Adnkronos) – Poco più di un italiano su quattro riesce a risparmiare (28,3%) mentre il 36,8% attinge ai risparmi per arrivare a fine mese.Il 57,4% arriva a fine mese con difficoltà.

E’ quanto emerge dal 36esimo rapporto Italia dell’Eurispes sottolineando che bollette (33,1%) e affitto (45,5%) mettono in difficoltà molte famiglie, seguono le rate del mutuo (32,1%) e le spese mediche (28,3%).  I prezzi dei beni di consumo, rileva Eurispes, “sono in aumento per l’83% degli italiani.Secondo il rapporto, inoltre, “la maggior parte degli italiani (55,5%) ritiene che la situazione economica del paese abbia subìto un peggioramento nel corso dell’ultimo anno, per il 18,6% la situazione è rimasta stabile, mentre solo un italiano su dieci (10%) ha indicato segnali di miglioramento.Il 15,6% non sa o non ha voluto fornire alcuna risposta”.  Guardando al futuro, rileva Eurispes, “gli italiani sono invece cauti: per il 33,2% la situazione economica italiana resterà stabile nei prossimi dodici mesi.

I pessimisti, che attendono un peggioramento, sono il 31,6%, mentre il 10,8% prospetta un periodo di crescita economica.Un quarto del campione non indica una risposta.

Il 40,9% dei cittadini afferma però, che la situazione economica personale negli ultimi 12 mesi è rimasta stabile”.Anche se con diversa intensità, sottolinea il rapporto, “complessivamente il 35,4% degli italiani denuncia un peggioramento della propria condizione economica, mentre il 14,2% riferisce un miglioramento”.   Nelle difficoltà economiche la famiglia d’origine è un punto di riferimento: il 32,1% degli italiani ha chiesto sostegno finanziario alla famiglia di origine.

Alcuni sono ricorsi al sostegno di amici, colleghi e altri parenti (17,2%); il 16% ha richiesto un prestito in banca, mentre il 13,6% ha dovuto chiedere soldi in prestito a privati (non amici o parenti”).Diffusa, inoltre, sottolinea l’Eurispes, “la vendita online di beni e oggetti su canali di compravendita on line, tipo E-Bay, Vinted, aste online, ecc.(27,5%).

Il 15,3% ha dovuto vendere o ha perso beni come la casa o l’attività commerciale/imprenditoriale.Si acquista molto a rate (42,7%), spesso su piattaforme online a interessi zero (21,3%)”.  Sul fronte dei pagamenti il 24,8% ammette di aver pagato le bollette con forte ritardo, il 22,1% ha avuto ritardi nel pagamento delle tasse, il 18,5% è stato in ritardo/arretrato con le rate del condominio e il 14,9% ha saldato in ritardo i conti presso commercianti/artigiani.

Inoltre, osserva Eurispes, un terzo degli italiani paga in nero alcuni servizi.Il bisogno di risparmiare ha spinto il 33,6% degli italiani infatti a pagare in nero alcuni servizi come ripetizioni, riparazioni, baby sitter, medici, pulizie, ecc., il 37,6% ha dovuto rinunciare alla baby sitter e il 24,3% alla badante.

Il 14,6% dei rispondenti ha noleggiato abiti e accessori in occasione di feste o cerimonie, e l’11,7% è tornato a vivere in casa con la famiglia d’origine.Le rinunce toccano anche la salute.

La necessità di ridurre le spese comporta spesso, oltre alla messa in atto di strategie per risparmiare e ottenere liquidità, anche alla rinuncia a spese importanti di carattere sanitario, in alcuni casi anche essenziali per la salute.Poco meno di un italiano su tre ha rinunciato a cure/interventi dentistici (29,5%), a controlli medici periodici/preventivi (28,7%) e a trattamenti/interventi estetici (28%).

Il 23,1% ha rinunciato a visite specialistiche per disturbi o patologie specifiche, il 17,3% a terapie/interventi medici e il 15,9% all’acquisto di medicinali.   
Il lavoro nero è una realtà diffusa: il 40,5% degli intervistati, infatti, dichiara di aver lavorato senza contratto; l’8% sempre o spesso, mentre quasi un terzo (32,5%) una volta o qualche volta.La maggioranza degli intervistati che lavorano attualmente o hanno lavorato in passato (59,5%) afferma di non aver mai lavorato senza contratto.

Tra questi, il 38,2% non accetterebbe di farlo, il 21,3%, al contrario, accetterebbe in caso di bisogno.I dati – rileva il rapporto – confermano la diffusione del lavoro nero nel nostro Paese, anche tenendo conto che il fenomeno tende a restare in parte nascosto e potrebbe, dunque, coinvolgere una quota anche superiore di cittadini.  L’esperienza di lavorare senza regolare contratto viene riferita con maggiore frequenza della media dagli intervistati con basso titolo di studio: il 55,2% tra chi non ha alcun titolo di studio e il 50,8% tra quanti hanno la licenza elementare.

D’altra parte, il fenomeno tocca in maniera consistente anche il 39,3% di chi ha un diploma e il 35,2% di quanti sono laureati.Lavorare senza contratto è capitato con frequenza ai giovanissimi: il 56,8% dei 18-24enni (spesso e qualche volta).

A seguire si sono trovati a lavorare in nero il 48,3% dei 35-44enni e il 43,3% dei 25-34enni.   Ci sono pericoli legati all’adozione del concordato preventivo biennale.Nella radiografia delle dichiarazioni 2022 sui redditi 2021, su 2,42 milioni di autonomi censiti erano ben 1,34 milioni a fermarsi sotto la sufficienza rappresentata dall’8, con il 55,4% che non ha quindi raggiunto la sufficienza Isa (Indice di Affidabilità Fiscale).

In questo gruppo il reddito medio dichiarato si ferma a 23.530 euro all’anno, vale a dire il 68,5% in meno dei 74.698 euro dichiarati dai contribuenti ‘affidabili’.Circa il 68,8% delle imposte dovute (68,8 euro ogni 100) sfugge alle casse dello Stato, con una sottrazione media al bilancio pubblico, negli ultimi tre anni, pari a 31,2 miliardi l’anno. Come ricorda poi l’Eurispes, sono invece 111 i soggetti di grandi dimensioni che hanno aderito alla cooperative compliance.

Nel 2023, l’Agenzia delle Entrate italiana ha inviato alle controparti straniere ben 273 accordi, rispetto ai 224 dell’anno precedente, a fronte della Germania, che ne ha inviati solo 10, della Francia, che ne ha inviati 16, degli Usa che ne hanno inviati 26 (Ocse).Nel caso di accordo tra Fisco e contribuente, anche dopo post accertamento, non si parla più di compliance ma di istituti deflativi del contenzioso attraverso uno dei molteplici istituti che il nostro Ordinamento giuridico prevede (adesione, conciliazione, etc.).

Negli ultimi anni sono stati conclusi con multinazionali estere accordi in adesione (post accertamento) per le seguenti cifre: Apple (318 milioni di euro); Amazon (100 milioni di euro); Gucci/Kering (1,2 miliardi di euro); Google (306 milioni di euro); Facebook (oltre 100 milioni di euro); Netflix (oltre 55 milioni di euro); Airbnb (576 milioni di euro).   “Il quoziente familiare, a differenza di quanto avviene oggi in Italia, dove la tassazione ha una base individuale che, a parità di reddito, penalizza le famiglie monoreddito e quelle con figli a carico, favorirebbe una riduzione delle tasse”, afferma l’Eurispes ricordando che il quoziente familiare è un indicatore della situazione economica delle famiglie che, al momento, viene utilizzato in via di sperimentazione per l’agevolazione del Superbonus edilizio al 90% sugli edifici unifamiliari.L’intenzione del Governo è però quello di estendere la sua portata nel 2024, anche in termini di imposizione generale Irpef.

Rispetto all’Isee, il quoziente familiare è un indicatore più semplice, perché si ottiene dividendo il reddito complessivo del nucleo familiare per il numero dei suoi componenti in base a dei coefficienti, senza tener conto della composizione del patrimonio. La tassazione familiare, da un punto di vista della teoria del diritto tributario, rileva Eurispes, “si può ottenere applicando due schemi differenti: il cumulo dei redditi e la tassazione per parti”.Che cosa comporterebbe l’introduzione del quoziente familiare? “Il quoziente familiare, in sostanza, ribalterebbe il sistema attuale di tassazione, basato sui redditi individuali.

Questo sistema avvantaggerebbe le famiglie con figli, diventando così, seppur indirettamente, un incentivo alla natalità.L’imposizione fiscale cadrebbe sul reddito medio pro capite, piuttosto che su quello familiare unitario.

Anche oggi vi è in realtà, un sistema di detrazioni per le spese relative ai figli a carico, che va dunque considerato nel calcolo complessivo dei vantaggi che un tale nuovo sistema di tassazione porterebbe per le famiglie più numerose”.  La disciplina del suo attuale, limitato, utilizzo, sottolinea Eurispes, consente alle persone fisiche la possibilità di beneficiare della predetta detrazione nella misura del 90% delle spese sostenute nell’anno 2023, a condizione però che i lavori siano avviati dal 1° gennaio 2023 e che sussista un determinato requisito reddituale.Il reddito di riferimento per usufruire dell’agevolazione non deve superare l’importo di 15.000 euro; il reddito complessivo familiare è costituito dalla somma dei redditi complessivi posseduti, dal contribuente, dal coniuge del contribuente, o dal soggetto legato da unione civile, nell’anno precedente a quello di sostenimento della spesa.

Vanno sommati, inoltre, i redditi posseduti: dal convivente del contribuente, presente nel nucleo familiare, nonché quelli dei familiari, diversi dal coniuge o dal soggetto legato al contribuente da unione civile, presenti nel nucleo familiare, se ricorrono i requisiti reddituali per essere considerati fiscalmente a carico.  
Introdurre anche in Italia il quoziente familiare secondo il modello francese, sottolinea Eurispes, “potrebbe senz’altro comportare per le famiglie un risparmio medio annuo di imposta, che andrebbe ad aumentare al crescere del reddito e del numero dei componenti delle famiglie.I vantaggi sono assicurati dal fatto che le aliquote progressive verrebbero applicate sul reddito medio pro capite (per definizione inferiore) e non sul reddito di ogni componente familiare”. Utilizzando il sistema vigente in Francia, in caso di un cittadino single con un reddito imponibile di 30mila euro senza alcuna deduzione o detrazione, essendo il coefficiente pari a 1, rileva Eurispes, “il quoziente familiare risulterà di 30mila euro e il totale di imposta da pagare (con aliquota marginale del 30%) sarà pari a 2.921,95 euro.

Nel caso di un genitore single con due figli e un reddito di 30mila euro, il quoziente familiare sarà di 12mila euro (ovvero 30mila diviso 2,5), per un’imposta di 195,25 euro che, moltiplicata per il coefficiente di 2,5, darà un totale di 488,12 euro.Rispetto al lavoratore single del primo esempio, a parità di reddito, il risparmio sarà di ben 2.433 euro”.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chi era Franco Anelli, rettore della Cattolica dal 2013

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(Adnkronos) –
Franco Anelli, il rettore dell’Università Cattolica morto nella tarda serata di ieri, era un giurista e avvocato.Nato a Piacenza il 26 giugno 1963, ha ricoperto la carica di rettore della Cattolica dal primo gennaio 2013.  In quest’università ha trascorso la maggior parte della sua vita.

Alla Cattolica di Milano si è laureato in giurisprudenza, conseguendo successivamente il dottorato di ricerca in diritto commerciale.Nel 1991 ha superato l’esame di Stato per l’accesso all’avvocatura, diventando cassazionista nel 1998.

E’ stato professore ordinario di diritto civile nella sede di Piacenza della Cattolica fino all’anno accademico 2011/2012, ha poi insegnato istituzioni di diritto privato nella sede di Milano dell’ateneo.  Il 13 maggio 2022 Anelli è stato nominato da Papa Francesco consultore della Congregazione per l’educazione cattolica, diventando così uno dei cinque italiani tra i 19 nuovi consultori nominati dal Santo Padre. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan e Pioli si separano a fine stagione, arriva la nota ufficiale

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(Adnkronos) – Ora è ufficiale, Ac Milan e Stefano Pioli si separano a fine stagione.Il club e l’allenatore hanno comunicato che “nella prossima stagione non proseguiranno insieme, intendendo interrompere il rapporto professionale che li lega da ottobre 2019”.  “Il Milan ringrazia con affetto Stefano Pioli, e tutto il suo staff, per aver guidato la Prima Squadra in questi cinque anni, ottenendo uno Scudetto che resterà indimenticabile e per aver riportato il Milan stabilmente nelle più importanti competizioni europee.

Stefano con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i valori fondamentali del Club”, spiega il Milan in una nota. “Stefano Pioli ringrazia il Milan per l’opportunità di far parte della Storia di questo glorioso Club e esprime profonda gratitudine nei confronti di proprietà, dirigenti, squadra, staff e tutto il personale di Milanello e di Casa Milan per il supporto e la grande professionalità.Il tecnico rivolge un pensiero speciale ai tanti tifosi che hanno sostenuto il Milan in questi anni, dimostrando un attaccamento incondizionato”. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ilaria Salis in tribunale, per la prima volta senza catene e manette

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(Adnkronos) – Ilaria Salis è arrivata nel tribunale di Budapest per sua terza udienza, per la prima volta senza catene e manette, facendosi strada attraverso una grande folla, soprattutto stampa italiana e amici, che l’attendeva all’ingresso del palazzo.Accompagnata dal padre, Salis – accusata di aver aggredito alcuni partecipanti di una manifestazione neonazista a Budapest dell’11 febbraio 2023 – stringendo in mano un foglio di carta, si è diretta verso la sala riunioni del tribunale. La 39enne da ieri ha lasciato il carcere ungherese dove è stata detenuta per circa 15 mesi ed è stata trasferita ai domiciliari dove resterà fino alla fine del suo processo.

Lo si apprende da fonti legali.La 39enne è accusata di aver aggredito alcuni partecipanti di una manifestazione neonazista a Budapest dell’11 febbraio 2023.

I suoi difensori italiani, gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini, sono in Ungheria. “Siamo molto contenti, aspettiamo di incontrare Ilaria e auspichiamo che al più presto le sia revocata ogni misura cautelare o quantomeno gli arresti domiciliari possa scontarli in Italia”, afferma all’Adnkronos l’avvocato Mauro Straini.L’incontro tra i difensori italiani e l’insegnante è atteso in giornata. “Presto presenteremo la richiesta di trasferirla in Italia e speriamo che il nostro governo si impegni affinché ciò avvenga”. E’ scarno ma preciso il documento con cui, il 15 maggio scorso, il tribunale ungherese di seconda istanza ha accolto la richiesta di domiciliari e della cauzione nei confronti della 39enne insegnante in carcere con l’accusa di aver aggredito tre persone. Imputata nel procedimento iniziato lo scorso 28 marzo davanti ai giudici di Budapest – l’atto stabilisce che la sua detenzione in carcere “terminerà con il pagamento della cauzione al tribunale distrettuale di Elsofoku”, cauzione il cui importo va saldato “da oggi entro un mese” e “ordina la sorveglianza speciale fino alla pronuncia finale”.

In regime di domiciliari Ilaria Salis potrà lasciare l’abitazione “solo con il permesso del tribunale”, inoltre “sarà controllata con un dispositivo” ossia il braccialetto elettronico.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Suv prende fuoco spontaneamente sul vialetto di casa, famiglia salva per miracolo – Video

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(Adnkronos) – Un suv ha preso fuoco spontaneamente nel vialetto di una casa di Bethesda, nel Maryland, la scorsa settimana.Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, ma l’incidente poteva avere conseguenze molto gravi se la Nissan Murano 2015 fosse stata parcheggiata all’interno del garage di casa.

Il proprietario e la sua famiglia dicono che sono fortunati ad essere vivi. La telecamere di sorveglianza ha catturato i momenti in cui dall’auto inizia ad uscire prima del fumo dal cofano e poi le fiamme.Il video mostra anche la risposta dei vigili del fuoco e dei servizi di emergenza sanitaria della contea di Montgomery.

Il proprietario ha rifeito ai media locali che l’incendio ha causato l’esplosione degli airbag, svegliando loro, i loro gemelli di cinque anni e il loro bambino di 7 anni.   In seguito all’incidente, produttore automobilistico giapponese ha richiamato una parte dei veicoli immatricolati tra il2015 al 2019 a causa del rischio di perdite che potrebbero causare problemi elettrici e, in rari casi, un incendio.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Toti chiederà revoca dei domiciliari, governatore tra destino politico e giudiziario

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(Adnkronos) – Giovanni Toti difende se stesso e il ‘modello Genova’ e il giorno dopo l’interrogatorio di otto ore davanti ai pm che lo accusano di corruzione per aver favorito alcuni imprenditori e voto di scambio per essere eletto, il governatore ligure non abdica ma prova a ‘riabilitarsi’ con la richiesta di revoca degli arresti domiciliari.A più di due settimane dalla misura scattata lo scorso 7 maggio, il presidente della Regione Liguria tenta di tirarsi fuori dall’angolo, prima rispondendo alle domande serrate del procuratore aggiunto Vittorio Miniati e dei pm Luca Monteverde e Federico Manotti, poi consegnando una memoria di 17 pagine che suona come un manifesto morale e politico, quindi rivendicando un ruolo pubblico a cui, in tanti, gli hanno chiesto di rinunciare.  “Presto presenteremo l’istanza al gip di revoca della misura cautelare, ma non ho ancora deciso quando” spiega il difensore Stefano Savi.

Tornare libero è la prima condizione per il confronto con una maggioranza che potrebbe portare alle dimissioni che, in tanti, chiedono a gran voce e che Toti sembra non volere.  “Nel mio percorso politico ho sempre perseguito l’interesse pubblico” che si concretizza – scrive nella sua memoria – in un’apertura alle imprese che ha come “unica prospettiva la tutela dell’interesse collettivo”.Ed è in questa chiave che va letta la volontà di modernizzare il porto di Genova, l’attenzione con cui monitora “e ove necessario sollecita il disbrigo delle pratiche, ovviamente nel pieno e trasparente rispetto della legge e delle procedure”.

Un’attenzione priva di discriminazione: tutti sono stati ascoltati, finanziatori del partito e non.E’ questa la sua difesa a oltranza.  “Non ho mai travalicato le specifiche competenze degli enti e degli uffici preposti, mai ho ingerito nelle libere scelte e decisioni dei soggetti coinvolti mai ho fatto pressioni verso alcun soggetto, mai ho servito un interesse particolare in danno di quello collettivo”.

Una trasparenza rivendicata anche sotto il profilo dei conti. “Ogni euro incassato ha avuto una destinazione politica: nessun contributo ha prodotto arricchimento o utilità personale a me, agli altri appartenenti al mio partito o a terzi privati” sono le parole che consegna ai magistrati. E per fugare ogni minimo possibile sospetto, Toti spiega che l’attività politica ha conti correnti “dedicati e ‘trasparenti’, con strumenti di accredito e spesa tracciati, tracciabili e sempre rigorosamente documentabili”.Si tratta di finanziamenti alla politica dunque e non ‘mazzette’ come sostiene la procura di Genova che contesta al governatore di aver incassato (tramite i comitati) circa 74mila euro dall’imprenditore Aldo Spinelli, anche lui agli arresti domiciliari, per garantirgli la concessione trentennale del terminal Rinfuse o interessarsi della privatizzazione della spiaggia pubblica di Punta Olmo.  E’ sul restyling del porto, gli affari legati alla diga finanziata con il Pnrr, il finanziamento fatto da Francesco Moncada per sbloccare l’apertura di due punti vendita Esselunga (non indagata, ndr) a Sestri Levante e a Savona, i 195mila euro versati ai comitati elettorali dall’imprenditore dei rifiuti Pietro Colucci prima dell’ok all’ampliamento di due discariche in provincia di Savona che si concentrano le domande a cui Toti risponde punto su punto.

Per ore, interrogato dai pm, offre precisazioni, ricostruisce i rapporti trasversali degli imprenditori con le altre forze politiche, incrocia le date dei bonifici con la sua agenda, respinge l’idea di essere debitore verso chi ha finanziato la sua politica, rimarca le decisioni collegiali sull’ammodernamento del porto e sostiene di non aver favorito Spinelli neppure per la spiaggia a Celle Ligure.  Ai magistrati, che gli contestano il voto di scambio, evidenzia i 380mila voti con cui vince le elezioni e come l’apporto di 400 preferenze della comunità Riesina “non è tale da turbare l’equilibrio democratico”.La sua è una difesa alla sua morale e alla sua politica.

In 17 dense pagine, in cui si dice pronto a collaborare per la verità sottolinea come “l’unica ragione del mio agire è stata quella di aiutare l’iniziativa privata per far crescere la Liguria” e come l’intervento nel porto sia stato solo per evitare guerre o contenziosi legali e bloccare un’attività che porta soldi nelle casse di Genova e dello Stato.Parole da governatore, di chi non vuole rinunciare, ma il destino politico di Toti, come quello giudiziario, è ancora tutto da decidere. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto il rettore della Cattolica Franco Anelli, aveva 61 anni

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(Adnkronos) – E’ morto a 61 anni il rettore dell’università Cattolica di Milano, Franco Anelli.Nella tarda serata di ieri, nella sua abitazione milanese, il magnifico rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli è “tragicamente scomparso in circostanze in corso di accertamento”. ”Con profonda costernazione – si sottolinea in una nota dell’ateneo – la comunità dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, alla quale egli ha dedicato la propria opera e l’intera sua vita, si raccoglie nel compianto e nella preghiera, esprimendo il più sentito cordoglio alla sua mamma e ai suoi cari”. Anelli era un giurista e avvocato.

Nato a Piacenza il 26 giugno 1963, ha ricoperto la carica di rettore della Cattolica dal primo gennaio 2013.In quest’università ha trascorso la maggior parte della sua vita.

Alla Cattolica di Milano si è laureato in giurisprudenza, conseguendo successivamente il dottorato di ricerca in diritto commerciale.Nel 1991 ha superato l’esame di Stato per l’accesso all’avvocatura, diventando cassazionista nel 1998.

E’ stato professore ordinario di diritto civile nella sede di Piacenza della Cattolica fino all’anno accademico 2011/2012, ha poi insegnato istituzioni di diritto privato nella sede di Milano dell’ateneo. Il 13 maggio 2022 Anelli è stato nominato da Papa Francesco consultore della Congregazione per l’educazione cattolica, diventando così uno dei cinque italiani tra i 19 nuovi consultori nominati dal Santo Padre.  —salute/sanitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)