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Chico Forti, quando il fratello della vittima scrisse: “È innocente, chiedo il suo rilascio”

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(Adnkronos) – “Chico è innocente, chiedo il suo immediato rilascio”.E’ quanto scriveva, a suo tempo, Bradley Pike, fratello di Anthony Dale Pike, l’uomo che Chico Forti avrebbe ucciso a Miami nel 1998, al governatore della Florida.

Una lettera che è stata letta durante l’ultima puntata di ‘Quarto Grado’, in onda ieri sera su Retequattro.Il fratello della vittima di recente ha scritto alla mamma di Chico Forti esprimendole la “felicità” per il fatto che lei abbia potuto rivedere il figlio dopo i 24 anni di detenzione in Usa. “Scrivo questa lettera a sostegno dell’immediato rilascio di Chico Forti, che è stato giudicato colpevole dell’omicidio di mio fratello Anthony e successivamente condannato all’ergastolo nel giugno del 2000.

Credo fermamente che il signor Forti sia innocente rispetto al reato per il quale è stato ingiustamente detenuto per vent’anni.Considerata questa dura circostanza, sostengo pienamente la concessione della grazia al signor Forti il prima possibile”, aveva sottolineato il fratello della vittima nella lettera al governatore della Florida. “L’omicidio di mio fratello – aveva aggiunto – è stata una tragedia che mi ha perseguitato negli ultimi vent’anni, ma aggiungerlo alla sofferenza di un uomo innocente è un peso troppo grande da sopportare per il resto dei miei giorni.

Chiedo quindi, per favore, che il signor Forti venga rilasciato dal carcere per evitare ulteriori sofferenze inutili e ingiustificate”. Lo zio di Chico Forti, Gianni, ospite di ‘Quarto Grado’, ha detto che per quanto ora “i prossimi passi li lasciamo agli avvocati, sarà la giustizia italiana a decidere il destino di Chico, noi abbiamo fatto il massimo sforzo per riportarlo in Italia, sono state 25 anni di battaglie…”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni e l’ironia sul monopolio Rai: “L’unica Telemeloni che esiste è questa”

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(Adnkronos) – “L’unica Telemeloni che esiste è questa, il resto sono fake news di una sinistra che essendo abituata a occupare la televisione pensa che gli altri siano come lei, ma poiché noi siamo molto e orgogliosamente diversi dalla sinistra abbiamo già smontato questa bufala dati alla mano”.La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sfodera l’ironia e sui social nel suo appuntamento fisso con gli ‘Appunti di Giorgia’ si presenta in mise da telegiornalista con tanto di scritta ‘sovrimpressa’ per replicare a chi la accusa di aver monopolizzato la Rai.  Poi sfida frontalmente la leader Pd Elly Schlein. “La segretaria Schlein ha detto di recente che, in questo anno e mezzo di governo, io starei cancellando la libertà delle persone, accusa singolare diciamo così, per chi ha votato i provvedimenti per chiudere dentro casa la gente durante la pandemia, provvedimenti sui quali invece noi votammo contro”. “Voglio chiedere a Elly Schlein di dire, con chiarezza – incalza – quali siano le libertà che sarebbero state cancellate da questo governo e con quali provvedimenti sarebbero state cancellate.

Perché quello che vedo io è che noi stiamo riformando il sistema per consentire alla gente per esempio di votare direttamente il capo del governo?Libertà di voto?

La sinistra è contraria.Per aiutare le imprese italiane a essere competitive ad assumere libertà d’impresa?

La sinistra è contraria, per aiutare le donne a non dover scegliere tra mettere al mondo un bambino e avere un posto di lavoro libertà di scelta e la sinistra non ci dà una mano…”.  “Le nostre sono battaglie di libertà, quindi ci dica il Pd quali sono le libertà che avremo cancellato”, aggiunge. “Se invece la segretaria del Pd parla di Sanità e allora mi corre l’obbligo di ricordarle che siamo il governo nella storia d’Italia che ha messo più soldi sul fondo sanitario.La libertà in Italia è sempre stata limitata solo dalla sinistra, il punto è che i cittadini lo hanno capito”. La premier se la prende poi anche con Bruxelles definendo “folli” le motivazioni che hanno portato alla procedura di infrazione contro l’assegno unico. “L’assegno unico – rivendica Meloni – è uno strumento efficace, riguarda sei milioni di famiglie, ma la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione con motivazioni che non esito a definire folli.

Spero che la prossima commissione Ue abbia approccio diverso”. “Buone nuove sul fronte dell’immigrazione illegale.Grazie al lavoro lungo e complesso che stiamo portando avanti, gli sbarchi in Italia continuano a diminuire.

A oggi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono diminuiti quasi del sessanta per cento.Chiaramente sono dati che devono migliorare.

E che miglioreranno.Però, il risultato del nostro lavoro comincia a vedersi.

La soddisfazione maggiore – scandisce la premier – mi arriva dall’accordo con l’Albania che voi sapete abbiamo fatto per gestire lì una parte dei migranti illegali che vorrebbero sbarcare in Italia”. “Con buona pace della sinistra nostrana l’Italia sull’immigrazione sta facendo scuola”, rivendica. ”Qualche giorno fa -ha ricordato la presidente del Consiglio- quindici paesi europei su ventisette, quindi, la maggioranza dei paesi europei ha firmato un appello alla Commissione europea sull’immigrazione nel quale tra le altre cose c’è scritto che l’Ue deve seguire il modello italiano dell’accordo con l’Albania.La lettera dice testualmente che bisogna costruire modelli come quelli del protocollo tra Italia e Albania.

Insomma, con buona pace della sinistra nostrana e dei suoi tentativi di far fallire qualsiasi risposta sul fronte dell’immigrazione illegale, l’Italia sull’immigrazione sta facendo scuola”. “In queste ultime ore si è parlato molto del cosiddetto redditometro.Si è detto che il governo aveva reintrodotto un meccanismo da Grande Fratello fiscale con l’emanazione di un decreto del ministero delle Economie e delle Finanze.

Ovviamente non è così.Anche perché, come tutti sanno, noi siamo sempre stati e rimaniamo contrari al redditometro tanto caro invece alla sinistra”, prosegue Meloni nel video.  “Nelle ultime ore – spiega – avevo incontrato il viceministro Leo” sul redditometro. “Ci siamo confrontati sui contenuti del decreto, che era stato predisposto dagli uffici del ministero dell’Economia e siamo giunti alla conclusione che il decreto vada sospeso e serva una ulteriore riflessione per assicurare maggiori garanzie ai contribuenti.

E per questo ci siamo presi del tempo per lavorare con più calma a una norma diversa sulla quale ci sono due ipotesi sostanzialmente.Superare in toto il principio dell’accertamento sintetico.

Oppure, lavorare a una norma che circoscriva questo strumento ai fenomeni oggettivamente inaccettabili”.  La premier torna poi ancora acne sul superbonus definito un “fardello da inizio legislatura, un costo altissimo” per “un provvedimento che ha favorito chi di case ne aveva molte”. “Siamo dovuti tornare in uno degli ultimi consigli dei ministri su questo macigno, nel tentativo di frenare questa slavina, abbiamo varato nel tempo una serie di provvedimenti abolendo la follia del credito, diminuendo la percentuale dello sconto fiscale e via via tutte le altre misure, per cercare di uscire da quest’incubo e nonostante i padri di questa misura ancora cerchino di convincerci che quasi quasi è una misura che ci è convenuta, arrivano implacabili i report di Istat, Banca d’Italia, ufficio parlamentare di bilancio, Fondo Monetario Internazionale che confermano come la misura abbia avuto un costo altissimo e un beneficio minimo”.Così Giorgia Meloni, parlando negli ‘appunti di Giorgia’. “Il costo complessivamente di tutti i bonus edilizi è oggi superiore duecento miliardi di euro pari a circa duecentoventi miliardi di euro -ricorda il premier- .

Per darvi un parametro è più dell’importo dell’intero piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr.E sono soldi quelli dei bonus che sono serviti a ristrutturare poche case perlopiù per chi stava meglio e che sono stati tolti a lavoratori, famiglie, scuole e sanità”.  Oltretutto queste misure queste misure acuito le disuguaglianze sociali come è stato sottolineato anche dal procuratore nazionale antimafia e anti terrorismo, per non parlare delle truffe alle quali queste misure si sono prestate, a oggi le irregolarità certificate sono pari a 17 miliardi di euro, per capirci l’equivalente di tutta la ricchezza prodotta in Italia in un anno dal nostro comparto del vino. È per questo che noi sul superbonus dobbiamo essere fermi” per questo “l’ultimo intervento per limitare questi effetti deleteri prevede una allungamento del periodo di detrazione dei crediti del superbonus che arriva ora fino a dieci anni per gli interventi sostenuti nel 2024” perché “questo ci consente di diluire la spesa dello Stato in più anni”. “Un’altra misura riguarda le banche e le società finanziarie che hanno acquistato questi crediti e in particolare quelle che hanno acquistato questi crediti a meno del 75% del loro valore”, spiega Meloni. Il decreto casa “è un provvedimento che io considero di assoluto buonsenso, che permetterà di dare risposta a una serie di esigenze abitative e anche di dare un po’ di respiro al mercato immobiliare che oggi è un mercato in sofferenza e che noi vogliamo rilanciare”.

Così Giorgia Meloni, parlando negli ‘appunti di Giorgia’. “La norma consente, sostanzialmente, di porre rimedio alle piccole e lievi difformità che oggi si trovano nelle case di tantissimi italiani -assicura la premier-.E che impedì di acquistare o di vendere quegli immobili perché sono formalmente considerati irregolari”.  “Non parliamo ovviamente di abusi edilizi che nessuno di noi intende sanare, a scanso di equivoci e contrariamente a quello che dice l’opposizione, ma parliamo di quelle piccole irregolarità per lo più formali e burocratiche che oggi non ti consentono se vuoi di vendere la tua casa o anche solo di ristrutturarla e non ti consentono a volte di di acquistarne una”.  Per il Sud “abbiamo liberato complessivamente oltre 2,8 miliardi di euro per creare nuova occupazione.

La principale delle misure previste è l’esonero dal pagamento del 100% dei contributi previdenziali per due anni” cioè “se si assumono giovani sotto i trentacinque anni che non hanno mai avuto contratti a tempo indeterminato a patto che quei giovani vengano assunti con un contratto stabile”.Lo dice Giorgia Meloni, parlando in una diretta web, tornando con ‘gli appunti di Giorgia’. “Nelle regioni del mezzogiorno il provvedimento vale però anche per gli over trentacinque che sono disoccupati da almeno due anni -sottolinea- .

La decontribuzione vale per le donne a prescindere dall’età su tutto il territorio nazionale con maggiore accessibilità al beneficio per le donne che vivono nel Mezzogiorno”.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Yara, procura chiede archiviazione pm. Bossetti si oppone: “Lei ha mentito”

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(Adnkronos) – “Abbiamo chiesto che non gli sia consentito di accedere a questi reperti, né ora né mai, né per la revisione né per niente altro”.La dichiarazione del pm di Bergamo Letizia Ruggeri resa alla procura di Venezia e contenuta nell’ultimo atto della difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, sarà presto valutata dal gip Alberto Scaramuzza – lo stesso che aveva sollecitato approfondimenti sulla magistrata indagata per frode in processo e depistaggio – ma mediaticamente riaccende fin da ora l’attenzione sui campioni di Dna che la difesa ha potuto visionare solo lo scorso 13 maggio, a ormai dieci anni dal match genetico con Ignoto 1.  Il 17 luglio prossimo il gip Scaramuzza dovrà pronunciarsi sulla richiesta della procura di Venezia di archiviare l’indagine sul pm Ruggeri e sull’opposizione presentata dall’avvocato Claudio Salvagni, istanza che ha già superato il vaglio di ammissibilità.

I due provvedimenti – visionati dall’Adnkronos – svelano dettagli nuovi su quella che è la prova regina contro Bossetti, ma gettano anche ombre su presunte ipotesi di dirottare il processo.  
Al centro della disputa c’è la conservazione dei 54 campioni di Dna – estratti dagli abiti di Yara e contenenti la traccia mista di vittima e carnefice – spostati dal frigo dell’ospedale San Raffaele all’ufficio Corpi di reato del tribunale di Bergamo.Un cambio di destinazione che interrompendo la catena del freddo (i reperti erano conservati a 80 gradi sotto zero) potrebbe aver compromesso il materiale biologico e la possibilità di nuove analisi.

Un trasferimento che sarebbe stato deciso dal pm Letizia Ruggeri senza attendere il provvedimento della corte d’Appello di Bergamo, giudice dell’esecuzione, ignorando l’allarme dei carabinieri sul rischio di deterioramento dei campioni di Dna e pregiudicando così la possibilità di un giudizio di revisione che la difesa da tempo persegue.  
Cosa succede adesso – Sono due le questioni su cui il gip di Venezia dovrà fare chiarezza: se il pubblico ministero di Bergamo era consapevole che spostando i campioni di Dna avrebbe potuto comprometterne l’integrità e se questa scelta abbia avuto come fine quello di depistare le indagini.  
La tesi della procura – La procuratrice aggiunta di Venezia Paola Mossa non ha dubbi: Letizia Ruggeri ha agito con “correttezza”.Nelle richiesta di archiviazione di cinque pagine si ricorda che nel novembre del 2018 – poco dopo la sentenza della Cassazione su Bossetti – i carabinieri del Reparto operativo di Bergamo chiedono di indicare la destinazione dei reperti che verranno spostati in tribunale solo il 2 dicembre dell’anno successivo, a testimoniare “nessuna ‘ansia di distruzione'” da parte del pubblico ministero “ma solo richieste e provvedimenti conformi al dettato normativo e alle autorizzazioni ricevute”.  “E’ vero che nel provvedimento di confisca la corte d’Assise fa riferimento alla non opportunità di provvedere, allo stato, alla distruzione dei reperti, e che il deposito degli stessi in luogo non dotato di congelatori ne avrebbe probabilmente alterato l’integrità; ma è altrettanto vero che quel provvedimento interviene solo il 15 febbraio 2020” quando le provette sono già da due mesi e mezzo all’ufficio Corpi di reato.

Una “soluzione di prudenza da parte del giudice” i cui costi economici avrebbe dovuto comportare “l’ipotesi di una responsabilità sotto il profilo contabile per il pubblico ministero” scrive la procura.Soprattutto “non vi era poi alcuna ragione perché la Ruggeri dovesse ‘temere’, così da volerlo impedire, il giudizio di revisione e con esso la possibilità di pervenire a un risultato diverso.

La prova scientifica su cui si fonda il giudizio di responsabilità a carico del Bossetti è risultata assolutamente solida e non vi sono elementi per ritenere che accertamenti successivi e ulteriori possano inficiarla”. Per la procuratrice aggiunta di Venezia, “i dati acquisiti durante le indagini e valorizzati in sede dibattimentale consentono di affermare la perfetta corrispondenza” tra Ignoto 1 e Bossetti, conformità che “non è stata mai posta in dubbio neanche dalla difesa” ed “è dato non superabile”.Dunque “deve ritenersi privo di qualunque fondamento un interesse del pubblico ministero – la bontà del cui operato è attestata anche dalla Corte di Cassazione che riconosce a coloro che si erano occupati delle indagini ‘caparbietà e competenza’ – a sottrarre quei reperti ad accertamenti ulteriori che mai potrebbero mettere in discussione quel risultato”. 
Bossetti non ci sta – Di tutt’altro tono l’opposizione della difesa di Bossetti che chiede il rinvio a giudizio della pm Letizia Ruggeri, la quale “nessun diritto aveva a distruggere i campioni, provvedimento riservato esclusivamente al giudice”, ordinando il 2 dicembre del 2019 il trasferimento delle 54 provette in tribunale “quando già aveva avuto conoscenza dell’autorizzazione del giudice dell’esecuzione alla difesa di esaminare i campioni”, ok arrivato tre giorni prima. “Ha agito in modo consapevole (conoscendo le norme e ignorando anche l’allarme prospettatole dai carabinieri), in modo tale da rendere i reperti biologici inservibili per nuove indagini” si legge nell’istanza di 43 pagine.  Avrebbe così messo in atto “una attività criminale, un abuso inaccettabile, una violenza gratuita” distruggendo i campioni di Dna che hanno portato alla condanna di Massimo Bossetti e che, “se sottoposti a nuovo esame (ancora possibile in stato di corretta conservazione come affermato dai consulenti tecnici Lago e Casari al pm di Venezia), avrebbero potuto scagionarlo”.

Questi reperti “sono stati distrutti non per caso fortuito o forza maggiore, non è stata una casuale interruzione di energia elettrica a bloccare i frigoriferi in laboratorio, a provocare lo scongelamento delle provette, ma una attività ordinata da chi quei reperti li doveva, per legge, custodire.Ora, ed è confessorio, si è avuta la conferma del perché di tale volontaria e scientifica distruzione: ‘abbiamo chiesto che non gli sia consentito di accedere a questi reperti, né ora né mai, né per la revisione né per niente altro'” si legge nell’istanza della difesa che riporta una frase delle dichiarazioni spontanee del 13 febbraio del 2023 del pm Letizia Ruggeri.  
Le rivelazioni nei verbali – Affermazione che se legata a quella del professor Giorgio Casari davanti all’allora procuratore vicario di Venezia Adelchi D’Ippolito – “mi venne quasi spontaneo chiedere come mai allora non si accolse quella insistente richiesta della difesa del Bossetti di procedere in contraddittorio ad una nuova comparazione del Dna con il materiale (i 54 campioni, ndr) …anche perché e voglio ribadirlo anche in questa sede tale comparazione era a mio giudizio assolutamente possibile.

Il professor Previderé mi ha risposto dicendomi che, in una situazione del genere, appariva più opportuno non ripetere un esame che, a fronte della scarsità del materiale genetico e di possibili contaminazioni, avrebbe potuto dare risposte ambigue e di fatto non significative vale a dire un non risultato” – rappresenta per la difesa Bossetti un'”inquietante presa di coscienza: quell’esame, se ripetuto, “non avrebbe restituito il medesimo risultato, ‘smontando’ così, una inchiesta dai costi esorbitanti.Ed è per questo che, a fronte di una autorizzazione ‘imprevista’, andavano distrutti”.  
Le contraddizioni a verbale – Su quelle provette chi conosce il caso non dimentica le domande fatte sempre dal procuratore D’Ippolito alla Ruggeri (riportate nella prima opposizione della difesa): “Le contesto e la porto a conoscenza del fatto che il professor Casari e il colonnello Lago (Ris di Parma, ndr) hanno qui detto, da me interrogati, che l’esame era assolutamente ripetibile e che c’era del Dna sufficiente per poter effettuare una nuova comparazione e vedere se quel Dna era effettivamente oppure no il Dna di Bossetti, che si poteva fare…”.  
Le risposte di Letizia Ruggeri – che spiazzano. “Ma assolutamente no, ma abbiamo tutto un processo in cui – mette a verbale la pm -…ho tutti i verbali del processo in cui è emersa una cosa completamente diversa.

Ma…cioè sono anche abbastanza meravigliata”.E aggiunge: “Si, certo, qualcosa magari si tira fuori, ma..

ma non..ma non con questa certezza in questi termini con cui mi viene prospettato adesso, nel modo più assoluto.

Io so che era un materiale assolutamente…cioè i rimasugli assolutamente scadente, inidoneo per qualsiasi altra comparazione e ripetizione di esame.Cioè il Dna di Bossetti, così bello, così limpido, di cui abbiamo parlato per tutte queste udienze, così inequivocabile, da quei reperti non verrà mai più fuori.

Questo è quello che loro hanno detto a me.Per cui rimango veramente sorpresa”.  
Le provette nascoste per falsare i processi? – Per Bossetti c’è anche un’altra precedente ‘colpa’ della magistrata che è il volto dell’inchiesta sull’omicidio di Yara. “Non ha mai dichiarato in alcun modo, l’esistenza dei 54 reperti biologici, non l’ha fatto all’udienza preliminare, quando la difesa insisteva per giungere a un incidente probatorio, non l’ha fatto quando ha domandato di acquisire la consulenza genetica al fascicolo del dibattimento come accertamenti irripetibili, non l’ha fatto quando ha conosciuto la sentenza di secondo e terzo grado”, ma “è rimasta in silenzio, in assoluto silenzio, un assordante e clamoroso silenzio” si legge nell’opposizione alla richiesta di archiviazione.  “Sono proprio quei reperti, tenuti opportunamente nascosti, per evitare la formazione della prova in dibattimento, che dovevano essere assolutamente distrutti per evitare che venisse, anche nella fase esecutiva, in superficie la verità, ovverosia che tre gradi di giudizio sono stati completamente falsati, proprio per effetto di quel ‘nascondimento'”.

I campioni di Dna “non solo non erano esauriti, ma erano idonei per nuove analisi, come affermato dai testimoni qualificati”.Un silenzio che per la difesa, che con ‘sorda ostinazione’ prova a riaprire il processo, ha impedito di dimostrare, e oggi rende ancora più complicato farlo, che il match tra Ignoto 1 e Massimo Bossetti è un “clamoroso errore”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Italia vieti sculacciate ai bambini”, l’appello del pediatra

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(Adnkronos) – La sculacciata quando il bambino esagera con capricci estremi e comportamenti tanto sbagliati? “Mai.Anche in Italia andrebbero vietate espressamente”.

E’ l’appello lanciato dal pediatra Italo Farnetani.Il tema delle punizioni fisiche è tornato nuovamente sotto i riflettori nei giorni scorsi in Uk, sulla scia della presa di posizione dei pediatri del Royal College of Pediatrics and Child Health (Rcpch), in un report che espone tutte le “ragioni sanitarie, educative e legali” a supporto di una modifica legislativa finalizzata a rimuovere il concetto di ‘punizione ragionevole’ e a “proibire ogni punizione fisica verso i bambini in Inghilterra e Irlanda del Nord”.

E infatti, hanno osservato i camici bianchi britannici, se la Scozia e il Galles sono nel gruppo degli “oltre 60 Paesi del mondo che hanno adottato misure per garantire ai bambini la stessa protezione dalle aggressioni che hanno gli adulti”, in Inghilterra e Irlanda del Nord ancora “un genitore può avvalersi della difesa della ‘punizione ragionevole’ per giustificare la punizione fisica di un bambino in certe circostanze”, ad esempio nel caso di uno schiaffo o uno scapaccione.  Il problema sollevato oltremanica, come spiegato dall’esperto del Rcpch Andrew Rowland, riguarda la “natura vaga delle leggi” in questione ed evidenzia che “non devono esserci zone grigie quando si tratta di tutelare i bambini”, esortando a cambiare le normative in Inghilterra e Irlanda del Nord per garantire “assoluta chiarezza” sul fatto che “non ci sono casi in cui è accettabile o legale schiaffeggiare un bambino”.Sul fronte italiano, Farnetani si dice “perfettamente d’accordo con i colleghi inglesi”, spiega all’Adnkronos Salute.

Le sculacciate andrebbero vietate “non solo per un motivo di scelta pedagogica, ma ancora prima per evitare proprio una violenza nei confronti dei bambini, per evitare l’autoritarismo da parte degli adulti di riferimento (genitori, insegnanti)”. In altre parole, “qualunque tipo di punizione corporale nei confronti di un bambino o di un adolescente è una forma di violenza, di sopraffazione e di autoritarismo e non ha nessuna giustificazione dal punto di vista psicopedagogico”, evidenzia il professore ordinario di pediatria dell’Università Ludes-United Campus of Malta. “Fa solo cadere l’autostima del bambino e sicuramente non ottiene effetti educativi.Non li deve adottare nessuno, tantomeno i genitori.

Perché se lo fanno sono genitori violenti, non autorevoli.I genitori autorevoli mettono i limiti ai figli: sono i famosi ‘no che aiutano a crescere'”.  “I limiti sono fondamentali per l’educazione del bambino e i genitori li devono mettere e li devono far rispettare dai figli, ma devono farlo spiegando loro le motivazioni, attuare un dialogo e convincerli delle ragioni per cui hanno imposto delle regole.

Il genitore autorevole non ha bisogno della violenza delle percosse per educare il figlio, dunque, ma del dialogo continuo con loro”, continua Farnetani. Nel rapporto dei pediatri britannici, si entra nel merito degli impatti negativi sulla salute delle punizioni fisiche durante l’infanzia, spiegando che questi effetti sono “ben documentati”.I bambini che subiscono punizioni fisiche hanno “quasi tre volte (2,6 volte) più probabilità di sviluppare una salute mentale peggiore e hanno più del doppio (2,3 volte) delle probabilità di sperimentare gravi aggressioni fisiche e abusi.

La punizione fisica aumenta anche la probabilità di problemi comportamentali durante l’infanzia, rapporti più scadenti con i genitori e la famiglia e casi di aggressività più avanti nella vita”. “I genitori devono spiegare i limiti imposti e farli rispettare in modo preciso senza ricorrere ad altro che a parole ferme e autorevoli.Perché non va dimenticato che da violenza nasce violenza.

E anche una sculacciata lancia un messaggio in questo senso”.In pratica comunica ai bambini che per ottenere il rispetto delle regole si può usare la forza.

E, conclude Farnetani, “anziché ottenere risultati, questi genitori avranno l’effetto opposto di allevare figli violenti”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Guido Crosetto dimesso dall’ospedale

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(Adnkronos) – Il ministro della Difesa Guido Crosetto è stato dimesso dall’ospedale San Carlo di Nancy, dove era ricoverato da martedì scorso.Crosetto ha lasciato ieri la struttura sanitaria.  “Gli accertamenti clinici hanno confermato che si è trattato di un nuovo episodio di pericardite presentatosi in forma molto più dolorosa rispetto all’episodio precedente e, come allora, senza implicazioni cardiache.

Passata la fase acuta di dolore, la pericardite viene trattata come una normale infezione, con terapia anti infiammatoria” ha dichiarato il primario di cardiochirurgia del San Carlo di Nancy, prof.Giuseppe Speziale, all’indomani del ricovero.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incentivi auto 2024, pubblicato il decreto: il nuovo piano

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(Adnkronos) –
Via agli incentivi auto 2024. È stato pubblicato in data odierna in Gazzetta Ufficiale il DPCM riguardante la rimodulazione degli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti.La nuova piattaforma Ecobonus per il servizio di prenotazione per l’acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti, sarà attiva dal 3 giugno 2024 dalle 10 (https://ecobonus.mise.gov.it/).

Sul sito, gestito da Invitalia per conto del Mimit, saranno resi disponibili i moduli per chiedere il bonus e le tabelle che, distinte per categorie di veicoli, riportano i criteri di attribuzione dei contributi. Per Ecobonus 2024, misura promossa dal ministero delle Imprese e del Made in Italy guidato dal ministro Adolfo Urso, sono disponibili risorse pari a 950 milioni di euro a cui si aggiungono 50 milioni per i veicoli per l’anno in corso stanziati dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178, per un totale di un miliardo di euro.Tra le novità, previsti contributi proporzionali alla classe ambientale di appartenenza del veicolo da rottamare, incluse le vetture di classe Euro 5. È agevolato l’acquisto di auto elettriche, ibride plug-in e a motore termico con un livello di emissioni di CO2 fino a 135 gr/km, nonché di motocicli e ciclomotori elettrici e non elettrici e di veicoli commerciali leggeri.

Il prezzo di listino compresi optional (Iva esclusa) non deve essere superiore ai 35 mila euro per le autovetture delle fasce 0-20 gr/km (elettriche) e 61-135 gr/km (termiche) e ai 45 mila euro per la fascia 21-60 g/km (ibride plug-in).Il contributo massimo ottenibile per l’acquisto di un veicolo elettrico nuovo, a fronte della rottamazione di un veicolo fino a Euro 2, salirà da 5 mila a 13.750 euro per chi è in possesso di un Isee sotto 30mila euro.  L’obiettivo del provvedimento è incentivare la rottamazione delle auto più inquinanti (classi Euro 0, 1, 2 e 3) che oggi rappresentano il 25% dell’attuale parco circolante.

Con questa finalità, è previsto un contributo fino a 2.000 euro per l’acquisto di veicoli usati di classe Euro 6 con emissioni fino a 160 g/km CO2, a fronte della rottamazione di un’auto fino ad Euro 4. Infine, il provvedimento introduce un contributo all’installazione di impianti nuovi a GPL o a metano per autotrazione su autoveicoli di classe fino a Euro 4: il contributo è pari a 400 euro per gli impianti a GPL e 800 euro per quelli a metano.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Auto, Assogasliquidi: “Decreto ecobonus fondamentale, auspichiamo piena utilizzazione fondi”

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(Adnkronos) – “Provvedimento fondamentale quello adottato dal Mimit perché aiuta anche quegli italiani che non possono permettersi l’acquisto di un’auto nuova.Auspichiamo quindi che a breve siano disponibili i provvedimenti attuativi della misura contenuta nel Decreto Ecobonus appena pubblicato, al fine di consentire ai consumatori di accedere agli incentivi al retrofit”.

Ad affermarlo in una nota è Andrea Arzà, il presidente di Assogasliquidi-Federchimica commentando il Decreto Ecobonus che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.Tra gli investimenti previsti, un fondo di 10 milioni di euro sarà destinato ad incentivare la trasformazione a gpl (400 euro ad intervento) o a gas naturale (800 euro) di auto a carburanti tradizionali con motorizzazione da Euro 4 in su. In tal senso, spiega Arzà, “la nostra richiesta è che si stabiliscano modalità tali da garantire la piena utilizzazione dei fondi entro la fine del 2024.

Perché il retrofit a gas rappresenta un valido strumento per contenere le emissioni di quelle auto che continuerebbero comunque a circolare nelle nostre città.La misura darà quindi a queste auto una seconda ma più virtuosa vita dal punto di vista ambientale, oltre alla possibilità di continuare a circolare durante le domeniche ecologiche nella gran parte dei comuni che sono costretti a prendere provvedimenti restrittivi sul traffico.

A questi benefici si aggiungono anche i potenziali vantaggi economici in favore non soltanto delle imprese italiane della componentistica e della distribuzione dei carburanti, ma anche delle tante officine sparse in tutto il territorio nazionale”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, primo caso a Rovigo

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(Adnkronos) – Una giovane donna di Rovigo, di rientro dall’estero, è attualmente sotto osservazione per un caso di dengue.La donna ha accusato sintomi compatibili ed è stata sottoposta a specifici test di laboratorio che hanno confermato un’alta probabilità d’infezione.

Scattato quindi il protocollo che prevede anche una totale disinfestazione nel raggio di 200 metri dalla sua casa.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina e armi Nato per colpire in Russia, Tajani a Stoltenberg: “Decisioni sono collegiali”

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(Adnkronos) –
Altolà dell’Italia alla Nato dopo le parole del segretario generale Jens Stoltenberg che ha proposto di dare via libera all’Ucraina per l’uso delle armi degli alleati per colpire in Russia. “Le scelte di Kiev sono scelte di Kiev, noi non manderemo un militare italiano in Ucraina e gli strumenti militari mandati dall’Italia vengono usati all’interno dell’Ucraina”, ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.  “Lavoriamo per la pace, i messaggi che arrivano dalla Russia poi provocano anche una guerra ibrida che si combatte però dobbiamo sempre lavorare per la pace e abbassare i toni.Noi siamo parte integrante della Nato ma ogni decisione dev’essere presa in maniera collegiale”, ha concluso Tajani.  Linea confermata anche dal vicepremier Matteo Salvini. “Stoltenberg chiede di eliminare il divieto all’Ucraina di colpire obiettivi militari russi con le armi Nato?

Non se ne parla nemmeno, l’Italia non è in guerra contro nessuno e non voglio che i miei figli crescano con la paura della terza guerra mondiale”.  “Abbiamo aiutato l’Ucraina fin dal primo momento anche con aiuti militari però – ricorda Salvini – quelle armi non devono uccidere fuori dai confini”. “Mi opporrò sempre e in ogni sede all’invio anche di un solo militare italiano di combattere e morire in Ucraina”, conclude.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Domenica In, il ricordo di Mike Bongiorno: ospiti Mara Venier 26 maggio

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(Adnkronos) – È affidato a Daniela Bongiorno il ricordo del grande Mike, a 100 anni dalla nascita, nella nuova puntata di ‘Domenica In’, condotta da Mara Venier e in onda domenica 26 maggio alle 14 su Rai 1 e Rai Italia.A seguire, i Ricchi e Poveri saranno protagonisti di uno spazio nel quale ripercorreranno i loro successi tra cui il brano presentato a Sanremo “Ma non tutta la vita”, oltre a esibirsi con il nuovo singolo “Aria”.

Zucchero, in collegamento da Pontremoli, proporrà alcuni suoi successi come “Diamante”, “Baila”, “Diavolo in me” oltre ad annunciare le nuove date del suo ultimo tour “Overdose d’Amore – World Tour”.Ancora musica con Orietta Berti che presenterà il nuovo singolo “Una vespa in 2”, che già si annuncia come il tormentone dell’estate.

L’attore Vinicio Marchioni, protagonista di tanti film e serie tv di successo, interverrà per presentare il suo romanzo “Tre Notti”.Pierluigi Diaco, che ha da poco concluso il suo programma “Bella Mà”, sarà in studio per presentare la serata “Bella Rai 2”, in onda giovedì 30 maggio in prima serata su Rai 2 per celebrare i 70 anni della Rai.

La puntata si concluderà con l’attore Ronn Moss che si esibirà in una originale interpretazione del brano “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incontro Tajani-premier Anp: “L’Italia riparte con i finanziamenti all’Unrwa”

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(Adnkronos) – L’Italia riparte con i finanziamenti all’Unrwa.Lo ha annunciato oggi, 25 maggio, il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani incontrando alla Farnesina il primo ministro e ministro degli Esteri e degli Emigrati dell’Autorità Palestinese, Mohammed Mustafa.  “L’Italia, grazie alle sue posizioni equilibrate, vuole svolgere un ruolo di ponte e lavorerà con sempre maggiore intensità affinché si chiuda questa fase dello scontro militare a Gaza.

In questo si inserisce la visita a Roma del primo ministro palestinese, che è la prima in Europa dal suo insediamento”, ha commentato Tajani.  “Ho informato Mustafa – ha aggiunto – che il Governo ha disposto nuovi finanziamenti a favore della popolazione palestinese, per un totale di 35 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi a quanto già fatto in risposta alla crisi.Di questi, 5 milioni saranno destinati a Unrwa: a seguito del lavoro svolto dalla Commissione indipendente presieduta dall’ex ministra francese Colonna e delle misure a tutela del principio di neutralità, l’Italia ha deciso di riprendere a finanziare specifici progetti destinati all’assistenza ai rifugiati palestinesi, ma solo dopo controlli rigorosi che garantiscano che neanche un centesimo possa rischiare di finire al sostegno al terrorismo”, mentre 30 milioni di euro saranno dedicati all’iniziativa ‘Food for Gaza’. Nel corso del colloquio, Tajani ha infatti annunciato che, dopo i primi due pacchetti di aiuti da 20 milioni già stanziati, il Governo ha deciso di predisporre un nuovo, terzo pacchetto che, dai 20 milioni già decisi nelle scorse settimane, si è disposto di incrementare a 30 milioni di euro.

L’iniziativa ‘Food for Gaza’, che il vicepremier aveva presentato al ministro degli Esteri israeliano Katz durante la sua visita a Roma del 7 aprile, è stata attivata in coordinamento con Fao, Pam e Ficross per portare un aiuto concreto, in termini di sicurezza alimentare, alla popolazione palestinese.  Si tratta di un ulteriore sostegno che si aggiunge al lavoro fatto dall’Italia sul fronte umanitario durante gli scorsi mesi per esfiltrare dalla Striscia di Gaza 156 cittadini palestinesi, tra cui 58 minori feriti che hanno beneficiato in Italia delle cure dei nostri ospedali e relativi accompagnatori.Rimane attiva in parallelo la collaborazione con gli Eau dal punto di vista medico con l’invio di personale italiano negli Emirati Arabi Uniti, dove i nostri medici hanno contribuito a visitare e operare alcuni pazienti pediatrici con gravi traumi, trasportati da Gaza.  “Noi crediamo che sia necessario lavorare alla soluzione ‘due popoli, due Stati’ nella cornice di un più ampio processo politico che porti alla pace, frutto di un’azione regionale coordinata, con un forte appoggio della comunità internazionale. È essenziale affrontare sia l’emergenza umanitaria del popolo palestinese e le sue legittime aspirazioni ad avere un proprio Stato, sia le altrettanto legittime esigenze di sicurezza di Israele.

La creazione di uno Stato palestinese deve essere parte integrante di tale percorso”, ha dichiarato il Vice Presidente.  Tajani ha ribadito che l’Italia continuerà ad assicurare, come nel passato, il pieno sostegno all’Autorità Palestinese e al suo rafforzamento, come dimostrano le iniziative per lo sviluppo di capacità autonome nel settore della governance e della sicurezza. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gruppo Bracco, Bracco: “Rispettare l’ambiente e investire in R&I è la via per vincere sui mercati globali”

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(Adnkronos) – “Nella nostra esperienza lo abbiamo toccato con mano: rispettare l’ambiente con cicli produttivi all’avanguardia e sicuri, limitare gli scarti, ridurre al minimo gli impatti sulla biodiversità preservando gli ecosistemi, investire in modo continuo in R&I, è la via per vincere sui mercati globali”.Ad affermarlo è Diana Bracco, Presidente e Ceo del Gruppo Bracco, intervenendo al Festival dell’Economia di Trento nella Tavola rotonda L’economia circolare, nuova frontiera della competitività, aperta da un dialogo tra Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare ed Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola. “E’ questa la filosofia che ha permesso al nostro Gruppo in 97 anni di storia di diventare leader mondiale dell’imaging diagnostico con oltre 1,8 mld di fatturato e 3700 dipendenti”, ha aggiunto Diana Bracco nel suo messaggio video. “Oggi business e tutela dell’ambiente – ha spiegato – devono andare di pari passo e per perseguire questo obiettivo ci sono strategie precise e molto concrete come l’utilizzo di materie primarie ricavate da fonti rinnovabili, la messa a punto di processi efficienti dal punto di vista energetico e la minimizzazione dei costi di approvvigionamento.

Sono cose che si possono e si devono fare.Noi di Bracco le facciamo.

Il nostro impegno per uno sviluppo sostenibile, che significa green chemistry e smart solution, è infatti di lunga data: pensate che già nei primi anni Settanta, prima ancora dell’approvazione della Legge sulla tutela delle acque (la cosiddetta Legge Merli), mio padre Fulvio Bracco decise di costruire un pionieristico – per l’epoca – impianto di depurazione delle acque del fiume Lambro, costruito col sistema della Ciba Geigy.Un altro tratto caratteristico del nostro impegno sostenibile è la scelta di non costruire mai su aree vergini (green field) ma di recuperare aree ad alta impronta chimica”. Il nostro sito principale di Ceriano Laghetto, rileva Diana Bracco, “è nato nell’area ex Acna, su cui Bracco ha contribuito a un’importante bonifica ambientale.

Anche in Friuli-Venezia Giulia, all’inizio del Duemila, abbiamo costruito una moderna fabbrica 4.0 inserendola nelle storiche architetture della Snia a Torviscosa.Inoltre, tutti gli insediamenti produttivi di Bracco, in Italia ma anche nel resto del mondo, prestano una particolare attenzione all’impatto ambientale e alla sicurezza”. L’impegno del Gruppo Bracco per uno sviluppo sostenibile riguarda naturalmente soprattutto l’abbattimento delle emissioni di CO2.

Di recente, l’azienda ha aderito a Renewability, il primo modello di ‘comunità energetica remota’ in Italia, che consente ai membri del consorzio di investire in impianti rinnovabili in forma aggregata e di approvvigionarsi dell’energia prodotta dagli impianti di proprietà del consorzio. ‘Circular Water 4 Healthcare’ è poi il titolo di un innovativo progetto ispirato all’economia circolare promosso da Bracco e Synlab in collaborazione con l’Irccs Ospedale Galeazzi del Gruppo San Donato, che anticipa le direttive nazionali ed europee sul trattamento dei rifiuti ospedalieri che entreranno in vigore entro il 2035.L’obiettivo dell’iniziativa, che ha lanciato una Call per aggregare start up, è sviluppare tecnologie per la gestione circolare delle risorse idriche in ambito ospedaliero con il recupero di materie prime e l’attivazione di processi circolari di riutilizzo.  “Insomma, produrre sul modello della circular economy – ha concluso Diana Bracco al Festival dell’Economia di Trento – è per noi la risposta in positivo alla sciagurata cultura della decrescita, perché puntare sulla sostenibilità e su tecnologie pulite è il modo migliore per creare posti di lavoro duraturi.

Le preoccupanti derive ideologiche che minano la competitività dell’Europa mettendo in pericolo la sostenibilità economica e sociale vanno tenute a freno”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, 19enne perde controllo auto e finisce contro due persone: morto 65enne

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(Adnkronos) – Una 19enne ha perso il controllo dell’auto finendo contro due persone a bordo strada, tra cui un uomo di 65 anni, morto sul posto.L’incidente mortale è avvenuto a Roma, intorno alle 23.15 di ieri venerdì 24 maggio, in via Suor Maria Mazzarello in zona Tuscolano.

Ancora da accertare le cause per cui la giovane, alla guida di una Volkswagen Up, abbia perso il controllo del mezzo.Il 61enne che era con la vittima è stato trasportato in codice rosso all’ospedale San Giovanni e non risulta al momento in pericolo di vita.  Tuttora sono in corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto.

A bordo dell’auto era presente solo la conducente, che non è rimasta ferita, ma è stata comunque accompagnata per gli accertamenti sullo stato alcolemico e tossicologico al San Giovanni.L’auto è stata posta sotto sequestro.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sbanda con la moto e finisce contro guardrail, morto ristoratore 52enne

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(Adnkronos) –
Alla guida di una moto, ha perso il controllo del mezzo, sbattendo violentemente la testa contro il guardrail: così è morto un uomo di 52 anni, residente a Calci (Pisa).  L’incidente è avvenuto poco dopo mezzanotte sulla strada provinciale 56 del Monte Serra a metà tra Castelmaggiore e il Cristallo, nel comune di Calci.Quando è arrivata l’ambulanza con medico a bordo della Pubblica Assistenza di Pisa il conducente della moto era già deceduto.

Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri.  La vittima è Silvio Degli Innocenti, titolare del ristorante ‘Le Porte’ sul Monte Serra.Il 52enne aveva da poco chiuso il suo locale e stava tornando a casa quando avrebbe improvvisamente perso il controllo della moto schiantandosi sulle protezioni a bordo strada.

Tra le ipotesi, anche quella che il motociclista possa avere accusato un malore che gli ha fatto perdere il controllo del mezzo.Secondo una prima ricostruzione, nell’incidente non sarebbero stati coinvolti.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superbonus, quanto è costato fino a ora alle casse dello Stato: lo studio

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(Adnkronos) – Il Superbonus sino a ora, rileva la Cgia, “si è comportato come un Robin Hood al contrario: ha tolto ai poveri per dare ai ricchi”.E’ costato alle casse pubbliche 122,6 miliardi di euro di detrazioni fiscali, fa presente.

Ebbene se lo Stato, anziché finanziare quasi esclusivamente l’edilizia privata, avesse investito queste risorse (pari a oltre 6 punti di Pil) per realizzare alloggi pubblici a un costo ipotetico di 100mila euro cadauno, potremmo contare su 1,2 milioni di nuove unità abitative.Pertanto, in linea puramente teorica, avremmo potuto demolire tutte le 800mila case popolari presenti in Italia, molte delle quali versano in condizioni fatiscenti, e ricostruirle con tecniche innovative e con classi di efficienza energetica elevate.  Grazie a questa operazione disporremmo di 400mila alloggi pubblici in più di quanti ne contiamo adesso.

Insomma, investendo tutte queste risorse nel social housing avremmo in massima parte risolto l’emergenza abitativa che colpisce, in particolare, le fasce sociali più deboli del nostro Paese corrispondenti, secondo il Censis, a 3,5 mln di persone.E’ quanto sostiene l’Ufficio Studi della Cgia sottolineando che “altro non è che una provocazione” che “tuttavia dà l’idea di come, attraverso il Superbonus, lo Stato abbia speso con una certa ‘leggerezza’ una cifra ingentissima destinandola soprattutto alle persone più danarose”. Il Superbonus “si è comportato come un Robin Hood al contrario: ha tolto ai poveri per dare ai ricchi.

Con una spesa di oltre 122 mld, nei prossimi anni sarà molto difficile far quadrare i nostri conti pubblici, pregiudicando la possibilità di reperire nuove risorse aggiuntive da destinare alla sanità pubblica, all’edilizia sovvenzionata e per contrastare la povertà e l’esclusione sociale.Settori, quelli appena citati, di primaria importanza, perché costituiscono l’asse portante del nostro welfare che, in massima parte, è chiamato a sostenere le persone meno abbienti dal punto di vista economico e sociale”, rileva la Cgia. Anche la Corte di Conti “ha avuto modo di denunciare come le risorse impegnate per il cosiddetto 110% abbiano interessato, in particolare, le persone più benestanti.

Secondo la magistratura contabile, infatti, le detrazioni per il risparmio energetico estrapolate dalle dichiarazioni dei redditi Irpef relative all’anno di imposta 2021 hanno interessato il 5,6% dei contribuenti con meno di 40mila euro di reddito e il 37% circa di quelli con oltre 150mila euro.Insomma – con un costo spaventoso per le finanze dello Stato che, in massima parte, ha avvantaggiato i più ricchi – il Superbonus è diventato una misura dai contorni ‘surreali’, se non fosse, purtroppo, che a pagare il conto nei prossimi anni saranno chiamati a rispondere tutti gli altri, in particolare le fasce sociali più deboli.

Queste, infatti, non potranno beneficiare di risorse aggiuntive a sostegno delle principali misure di welfare state; in quanto il nostro debito pubblico, a seguito della generosità di questo provvedimento, è destinato ad aumentare, di un ulteriore punto tra il 2024 e il 2026, arrivando così a toccare il 137,7%del Pil”. Chi politicamente ha voluto e continua difendere questo provvedimento, sottolinea la Cgia, “sostiene che non si debba guardare solo alla spesa che lo Stato si è fatto carico fino ad ora, ma anche agli effetti economici positivi che esso ha generato.Vale a dire più gettito (Irpef, Ires, Iva, etc.), più occupazione, più Pil, più risparmio energetico e meno emissioni di inquinanti.

E’ un’obiezione corretta che, tuttavia, è facilmente confutabile dalla posizione tenuta dalla Cgia; se invece di ricorrere al Superbonus per incentivare quasi esclusivamente gli interventi di edilizia privata ci fossimo avvalsi di questa misura per costruire/rifare solo gli edifici residenziali pubblici, le conseguenze appena richiamate dai “sostenitori” del 110% sarebbero state praticamente le stesse.Con una differenza sostanziale: nel secondo caso avremmo compiuto un’azione di giustizia sociale che la misura attualmente in vigore ha paurosamente disatteso”. Anche i risultati ottenuti dall’incentivo fiscale in oggetto, rileva la Cgia, “sarebbero stati molto modesti.

Ancorché non ci siano valutazioni scientifiche rigorose sotto il profilo ambientale, l’abbattimento delle emissioni di CO² sarebbe molto contenuto.Sempre secondo la Banca d’Italia, le prime evidenze dimostrerebbero che nello scenario migliore i benefici ambientali del Superbonus compenserebbero i costi finanziari in quasi 40 anni.

In termini strettamente economici, invece, tra il 2021 e il 2022 gli investimenti in edilizia residenziale sarebbero aumentati del 60%.Sebbene non sia possibile quantificare l’incidenza degli incentivi fiscali su questo incremento, va ricordato che la quota sul Pil nazionale del settore delle costruzioni è poco meno del 6 per cento (prezzi correnti).

Tuttavia, il contributo del Superbonus alla crescita della ricchezza del Paese in questo biennio non dovrebbe aver superato gli 1,8 punti, di cui 1,2 nel primo anno (su 7 punti di crescita totale) e circa 0,7 nel 2022 (su 3,8 punti complessivi).Il numero degli occupati nel settore in questi ultimi anni, invece, ha subito un deciso aumento.

Non poteva essere altrimenti, con un investimento di oltre 122 miliardi di euro abbiamo ‘drogato’ il mercato, facendo esplodere la domanda e, conseguentemente, anche la platea degli addetti in edilizia.Tuttavia, ora che il ricorso al Superbonus sta “scemando”, gli occupati di questo settore stanno diminuendo”. Grazie all’agevolazione fiscale del 110%, rileva ancora la Cgia, “è stata pressoché eliminata qualsiasi forma di partecipazione dei beneficiari al costo.

Venuto meno il contrasto di interessi tra cliente e costruttore, questa situazione, affiancata anche dagli effetti legati alla ripresa post Covid, ha contribuito ad aumentare a dismisura i prezzi delle materie prime e dei prodotti/servizi correlati, con una ricaduta sui costi di costruzione degli edifici residenziali del tutto ingiustificata, con conseguenze molto negative anche sugli appalti pubblici.L’impennata dei costi di moltissimi materiali sta imponendo una revisione dei prezzi per un gran numero di opere pubbliche già cantierate, causando alla Pubblica Amministrazione non poche difficoltà ad adeguarsi per il deciso aumento del costo dell’opera e in molti casi provocando il rallentamento o addirittura la sospensione dei lavori nei cantieri”. Il Superbonus è venuto alla ‘luce’ nel maggio del 2020 e sin dall’inizio la sua applicazione, sottolinea la Cgia, “è stata fortemente legata agli altri bonus edilizi (ristrutturazione edilizia, rigenerazione energetica, sisma, mobili, etc.).

Questo “intreccio” ha contribuito a far esplodere la giungla burocratico-legislativa che in questi quattro anni ha comportato oltre 280 modifiche normative e relativi chiarimenti in materia di bonus edilizi.Una situazione che ha creato tra gli addetti ai lavori e tra i proprietari di abitazioni tanta confusione e altrettanta incertezza applicativa, favorendo, in parte, anche la proliferazione di truffe ai danni dello Stato.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, ad oggi le frodi riconducibili ad un utilizzo illegale dei bonus edilizi sono state pari a 15 miliardi di euro, di cui 8,6 sono stati oggetto di sequestri preventivi da parte dell’autorità giudiziaria e 6,3 sono stati sospesi”.  Entro il 30 aprile scorso, gli interventi di ristrutturazione/efficientamento edilizio realizzati per mezzo del Superbonus, sottolinea la Cgia, “sono stati poco meno di 500mila (precisamente 495.469).Nonostante gli oneri a carico dello Stato siano pari a 122,6 miliardi di euro, solo il 4,1% del totale degli edifici residenziali presenti nel Paese è stato interessato dall’agevolazione fiscale.

A livello regionale, invece, è il Veneto ad aver registrato il ricorso più numeroso al 110%.Con 59.588 asseverazioni depositate, l’incidenza percentuale di queste ultime sul numero degli edifici residenziali esistenti è stata pari al 5,6%.

Seguono l’Emilia Romagna con 44.364 asseverazioni e un’incidenza del 5,4%, il Trentino Alto Adige con 11.314 interventi e sempre con un tasso del 5,4%, la Lombardia con 77.992 asseverazioni e un’incidenza del 5,2 e la Toscana con 38.166 operazioni e anch’essa con una incidenza del 5,2%.Per contro, a “snobbare” l’incentivo sono state le regioni del Mezzogiorno: Molise e Puglia, ad esempio, hanno interessato solo il 2,9% dei propri edifici residenziali, la Calabria il 2,6% e la Sicilia solo il 2,2%”. Sempre a livello nazionale, l’onere medio a carico dello Stato, osserva la Cgia, “è stato di 247.531 euro per edificio residenziale interessato da un intervento con il Superbonus.

Il picco massimo lo scorgiamo in Valle d’Aosta con 401.671 euro per edificio: seguono la Basilicata con 298.909 euro, la Liguria con 298.063 euro, la Lombardia con 295.222 euro e la Campania con 294.632 euro.Chiudono la graduatoria il Veneto con un costo medio per intervento di 194.896 euro per edificio, la Sardegna con 187.413 e, infine, la Toscana con 182.930 euro”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mutui, tassi fisso e variabile oggi: andamento e previsioni

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(Adnkronos) – Negli ultimi mesi, le banche hanno iniziato una progressiva riduzione dei tassi praticati alle famiglie con il tasso medio fisso che è sceso al 3,69% a marzo scorso.La riduzione è stata meno accentuata sui mutui a tasso variabile con la media stabile sopra il 4%.

E’ quanto rileva la Fabi in un’analisi. I tassi sui mutui sono scesi a una media del 3,69%, rispetto a livelli medi superiori al 5% del 2023: una riduzione che comporta, nel caso di un prestito immobiliare di 25 anni da 200.000 euro, un risparmio complessivo di 54.000 euro (-14,9%).  I tassi sul credito al consumo sono scesi a una media dell’8,93%, dopo picchi superiori al 14%: vuol dire che un’automobile da 25.000 euro comprata interamente a rate, con un finanziamento di 10 anni, costa 10.000 euro in meno (-20,7%); mentre per una lavatrice da 750 euro, con un credito di 5 anni, il risparmio, oggi, è di 144 euro (-13,1%). Dopo 10 rialzi consecutivi, nelle successive riunioni di fine 2023 e di inizio 2024, la Bce ha lasciato i tassi fermi, lasciando ipotizzare che nella riunione del 6 giugno possa essere avviata l’auspicata una riduzione.E se le rate dei vecchi mutui a tasso fisso, cioè quelli erogati fino alla fine del 2021-inizio 2022, non cambiano e resteranno intatte fino al termine del piano di rimborso, le rate dei vecchi mutui a tasso variabile sono cresciute fino al 78% in più.

Chi pagava una rata di circa 500 euro al mese, oggi paga, al mese, 890 euro ovvero 390 euro in più.Tuttavia “è molto probabile che, alla luce della decisione di giugno, le rate dei vecchi mutui a tasso variabile possano iniziare una progressiva discesa, anche se è difficile, al momento, indicare una traiettoria precisa”.

E’ quanto emerge da un’analisi della Fabi. A partire da luglio 2022, rileva la Fabi, i nuovi mutui a tasso fisso sono passati da un interesse medio di circa l’1,8% anche fino a oltre il 6% con le rate mensili che, pertanto, sulla base delle offerte delle banche, erano anche più che raddoppiate.Negli ultimi mesi, le banche hanno iniziato una progressiva riduzione dei tassi praticati alle famiglie con il tasso medio fisso che è sceso al 3,69% a marzo scorso.

La riduzione è stata meno accentuata sui mutui a tasso variabile con la media stabile sopra il 4%. Nel corso del 2023, i nuovi mutui a tasso variabile erano arrivati anche oltre il 6% dallo 0,6% di fine 2021, oggi la media è pari al 3,67%: vuol dire che per un prestito da 150.000 euro della durata di 20 anni la rata mensile è di 1.180 euro, ben 515 euro in più (+77,4%) rispetto a quella che si sarebbe ottenuta due anni fa ovvero 665 euro.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Corte Aja ordina stop offensiva su Rafah ma raid continuano

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(Adnkronos) – La Corte suprema delle Nazioni Unite ha ordinato a Israele di fermare “immediatamente” l’assalto militare alla città meridionale di Gaza, Rafah, affermando che la situazione umanitaria nel territorio palestinese è “disastrosa”.La sentenza, letta ad alta voce dal giudice Nawaf Salam presso la Corte internazionale di giustizia (CIG) dell’Aia, è stata emessa in risposta a una richiesta urgente presentata dal Sudafrica.

Una sentenza respinta dallo Stato ebraico che ha proseguito anche ieri con i suoi raid, in particolare sul campo profughi di Shaboura, nel centro di Rafah secondo quanto riferito dalla Bbc.La rete britannica ha citato un attivista che si trova nel vicino ospedale kuwaitiano e ha parlato di boati terrificanti e dense colonne di fumo sul campo di Shaboura.

Anche il Times of Israel ha rilanciato la notizia da fonti palestinesi che riferivano di un massiccio raid aereo israeliano nella zona di Shaboura.  ”La Corte non è convinta che gli sforzi di evacuazione e le relative misure che Israele afferma di aver intrapreso per rafforzare la sicurezza dei civili nella Striscia di Gaza, e in particolare di quelli recentemente sfollati dal governatorato di Rafah, siano sufficienti ad alleviare l’immenso rischio che cui è esposta la popolazione palestinese a causa dell’offensiva militare a Rafah”, ha dichiarato il presidente della Corte internazionale di giustizia dell’Aia Nawaf Salam. ”Israele – ha aggiunto – deve adottare misure efficaci per garantire il libero accesso alla Striscia di Gaza a qualsiasi commissione d’inchiesta o organo investigativo incaricato dagli organi competenti delle Nazioni Unite di indagare sulle accuse di genocidio”. La Corte ha ordinato alle autorità israeliane di presentarsi entro un mese in tribunale per riferire sui progressi compiuti rispetto alle misure indicate oggi.Finora, ha sottolineato il giudice, le misure provvisorie adottate da Israele dopo il precedente verdetto della Cig su Gaza non hanno affrontato pienamente le conseguenze della situazione.Il Sudafrica ha giustificato la sua richiesta alla CIG sostenendo che le precedenti misure della Corte in relazione alla guerra di Gaza erano inadeguate. Israele ha respinto la sentenza: “Le accuse di genocidio mosse dal Sudafrica contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia dell’Aia sono false, oltraggiose e moralmente ripugnanti”, hanno dichiarato in una nota congiunta il capo del Consiglio di sicurezza nazionale e il portavoce del ministero degli Affari esteri.

Israele è “obbligato a continuare a combattere per far tornare i suoi ostaggi e garantire la sicurezza dei suoi cittadini, in qualsiasi momento e luogo, anche a Rafah”, ha dichiarato il ministro del gabinetto di guerra israeliano e leader del partito Unità nazionale, Benny Gantz, in una nota diffusa a seguito di un colloquio telefonico avuto con il segretario di Stato americano, Antony Blinken, dopo l’ordinanza della Corte internazionale di giustizia (Cig) su Rafah. “Continueremo ad agire secondo il diritto internazionale a Rafah e ovunque operiamo, e faremo ogni sforzo per evitare di recare danno alla popolazione civile.Non per il Tribunale dell’Aja, ma soprattutto per quello che siamo”, ha aggiunto. ”Fermare la guerra contro Hamas”, come chiesto dalla Corte internazionale di giustizia, equivarrebbe a ”un suicidio collettivo”, ha dichiarato il portavoce del governo di Israele David Mencer parlando alla Bbc. “Non c’è potere al mondo che ci possa spingere a commettere un suicidio pubblico, perché è di questo che si tratta se fermiamo la nostra guerra contro Hamas”, ha detto Mencer. L’Autorità Palestinese dal canto suo ha chiesto di aumentare la pressione internazionale su Israele dopo la decisione della Corte Internazionale di Giustizia.

La comunità internazionale dovrebbe costringere Israele ad attuare la decisione, ha dichiarato in una dichiarazione pubblicata a Ramallah venerdì.L’Autorità ritiene che la decisione della Corte confermi l’opinione che Israele stia commettendo crimini di guerra. Il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha dichiarato che le decisioni della Corte internazionale di giustizia sono “vincolanti” e “confida che le parti si conformino debitamente all’ordine della Corte”, ha dichiarato il suo portavoce Stéphane Dujarric. “In conformità con lo Statuto della Corte, il Segretario generale trasmetterà prontamente al Consiglio di sicurezza la notifica delle misure provvisorie ordinate dalla Corte”, ha dichiarato. Sebbene le sentenze del massimo tribunale delle Nazioni Unite siano vincolanti, non ha modo di imporne il rispetto.

Può però chiedere al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di agire. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato il primo ministro e ministro degli Esteri e degli Emigrati dell’Autorità nazionale palestinese, Mohammed Mustafa. “L’Italia, grazie alle sue posizioni equilibrate, vuole svolgere un ruolo di ponte e lavorerà con sempre maggiore intensità affinché si chiuda questa fase dello scontro militare a Gaza.In questo si inserisce la visita a Roma del Primo Ministro palestinese, che è la prima in Europa dal suo insediamento”, ha commentato Tajani. “Ho informato Mustafa – ha aggiunto – che il Governo ha disposto nuovi finanziamenti a favore della popolazione palestinese, per un totale di 35 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi a quanto già fatto in risposta alla crisi”.  “Siamo molto fieri che la nostra visita in Europa sia iniziata dall’Italia.

Ringrazio il Governo italiano e il Ministro Tajani per l’invito.Apprezziamo, il ministro Tajani, il suo impegno per la pace e per il processo politico”, ha detto Mustafa a Tajani nel loro incontro alla Farnesina. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Taiwan, Cina annuncia fine manovre militari. Taipei: “Palese provocazione”

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(Adnkronos) – Si sono conclusi i due giorni di manovre militari cinesi intorno a Taiwan, avviate subito dopo l’insediamento di William Lai (Lai Ching-te), il nuovo presidente dell’isola di fatto indipendente ma che Pechino considera una “provincia ribelle” da “riunificare”.  I media ufficiali del gigante asiatico hanno riferito che i militari cinesi “hanno completato con successo” le esercitazioni.Per la presidenza di Taiwan, riferisce stamani la Cna, si tratta di “provocazioni militari unilaterali” e anche di “palesi provocazioni rispetto all’ordine internazionale” che suscitano “seria preoccupazione”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fiere, presentata la terza edizione del Pipeline & Gas Expo e la prima edizione del Cybsec-Expo

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(Adnkronos) – Sono state presentate nella Sala conferenze di Confindustria Piacenza la 3ª edizione del Pipeline & Gas Expo e 1ª edizione Cybsec-Expo, i due eventi collegati, entrambi organizzati da Mediapoint & Exhibitions, in programma dal 29 al 31 Maggio 2024 nei padiglioni del Piacenza Expo.A introdurre le due manifestazioni, la Sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, il Direttore di Confindustria Piacenza, Luca Groppi, il Presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli e Fabio Potestà, Direttore di Mediapoint & Exhibitions. 
Pipeline & Gas Expo (Pge), giunta alla 3ª edizione, è l’unica mostra-convegno anche a livello europeo dedicata ai settori del “Mid-Stream” e delle reti distributive di “Oil & Gas”, del “Power Generation” ma anche di quelle idriche.

La kermesse raccoglie le principali imprese attive nella progettazione, costruzione e manutenzione di gasdotti, oleodotti, metanodotti e acquedotti, reti distributive del gas (sia primarie che secondarie) e idriche, con i relativi fornitori di impianti, macchine, attrezzature, materiali e software a loro necessari. Il Cybsec-Expo, invece, è l’innovativo appuntamento interamente dedicato alla sicurezza informatica, alla protezione dei dati e delle infrastrutture critiche.Un contenitore nel quale si ritroveranno una accanto all’altra le maggiori società italiane ed estere che si occupano di cyber-sicurezza, i principali esperti di sicurezza informatica nazionali e internazionali e i primari enti certificatori del nostro Paese.  “Grazie alla preziosa sinergia con Mediapoint & Exhibitions, Piacenza Expo sarà sede di due eventi di grande rilievo su temi strategici, afferenti ad ambiti diversi ma entrambi aventi un ruolo chiave in termini di sviluppo, investimenti e competitività del Paese: il mid-stream e le reti distributive oil & gas, le reti idriche ed energetiche da una parte, dall’altra l’ambito della sicurezza informatica che costituisce un elemento imprescindibile per un’economia sempre più vocata all’innovazione e un orientamento ai servizi pubblici in cui la trasformazione digitale è un fattore chiave.

Grazie a queste due manifestazioni che si svolgono in concomitanza, il territorio sarà fulcro di un intenso programma di dibattiti e convegni che si affiancano alla presenza di espositori internazionali di primo piano: un’occasione importante anche per valorizzare la vocazione di Piacenza alla ricerca e alla sostenibilità, declinata in tutte le sue accezioni”, commenta Katia Tarasconi, sindaca di Piacenza Due manifestazioni volutamente affiancate da Mediapont, perché in stretta correlazione: le principali vittime della criminalità informatica sono spesso le utilities fornitrici di servizi pubblici essenziali.In particolare, i grandi gestori di reti distributive di gas, elettricità e acqua, ovvero i protagonisti del PGE.

Da qui l’idea vincente di affiancare loro i protagonisti dell’universo della sicurezza informatica, che possono fornire le soluzioni per rispondere alle cyber-minacce, ovvero gli espositori del Cybsec-Expo.  Afferma Luca Groppi, direttore Confindustria Piacenza: “Piacenza Expo, grazie all’ormai storica partnership con Mediapoint ed Exhibitions, si prepara ad ospitare due fiere molto importanti, anche se per ragioni differenti.Da una parte la terza edizione di Pipeline e Gas Expo è pronta a fare un ulteriore salto, e Piacenza rappresenta certamente per questi settori la casa naturale vista la sua tradizione e le realtà di eccellenza presenti sul territorio.

Dall’altra abbiamo Cybsec-Expo, che tratta di una tematica – la sicurezza informatica – sempre più sentite anche dalle aziende nostre associate.Confindustria Piacenza sta rispondendo a questa esigenza con seminari dedicati, tenuti dalle imprese del RICT, il nostro cluster delle aziende digitali e innovative.

La nascita di una fiera specifica e verticale sul tema è certamente un altro importante passo per Piacenza”. Ma, soprattutto, due eventi destinati a un pubblico selezionato e di alta specializzazione.Come sottolinea il presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli: “Mi piace sottolineare questo aggettivo ‘specialistico”. È un aggettivo che caratterizza sempre più il calendario della nostra società fieristica, dato che nell’epoca in cui viviamo, per poter fare la differenza, per poter offrire valore aggiunto al mercato e al sistema economico-produttivo, sono necessarie competenze, professionalità ma anche e soprattutto specializzazioni.

E l’evento fieristico organizzato dalla Mediapoint che presentiamo oggi – Pipeline & Gas, giunto quest’anno alla sua terza edizione e che avrà come corollario, per la prima volta, anche Cybsec-Expo, dedicata ai sistemi e ai programmi per la sicurezza informatica e la protezione dei dati – è un evento specialistico di altissimo livello tecnico e tecnologico”, conclude Cavalli.  “Nonostante la mia non più giovane età,” afferma Fabio Potestà Direttore della Mediapoint & Exhibitions srl e organizzatore degli eventi “ resta forte la propensione della nostra azienda e del suo fortissimo team di collaboratori, di proporre eventi innovativi, e ciò anche se l’essere “apripista” comporta sempre enormi fatiche sia dal punto di vista commerciale, che finanziario.Questa 3ª edizione del PGE è di fondamentale importanza, essendo quello del “Mid Stream” un comparto per il quale non è presente anche a livello europeo un evento similare, e non vi è dubbio che le prime due precedenti edizioni della mostra piacentina siano state fortemente colpite dalla presenza del Coronavirus, essendo stata l’edizione del 2020 cancellata per decreto ministeriale e quella successiva del 2022 certamente depotenziata dal riacutizzarsi del Covid sia a livello italiano che a livello europeo.

Le tematiche della “Cyber Security” ci sono state, invece, evidenziate da centinaia di nostri clienti fidelizzati, stimolandoci ad organizzarvi un evento dedicato, un’iniziativa questa che spero possa avere il medesimo sviluppo della nostra precedente manifestazione innovativa dedicata all’idrogeno che fu affiancata nel 2022 al PGE, ovvero la Hydrogen Expo la cui 3ª edizione si terrà a Piacenza dall’11 al 13 Settembre prossimi con già oltre 100 espositori confermati. Come tradizione per tutti gli eventi organizzati dalla Mediapoint & Exhibitions, si terrà nella serata di Mercoledì 29 Maggio (giornata inaugurale delle manifestazioni) presso la Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza, la cena di gala riservata ai partecipanti dei due eventi, serata che darà modo agli espositori di apprezzare le bellezze artistiche e culturali della sede museale, avendo nel contempo la possibilità di fare “networking” in un’atmosfera conviviale e rilassata.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terremoto oggi ai Campi Flegrei, nuova scossa nella notte

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(Adnkronos) – La terra continua a tremare a Napoli.Una nuova scossa di terremoto si è verificata nell’area dei Campi Flegrei oggi, sabato 25 maggio.

Come rileva l’ingv, alle 3.03 c’è stato un evento sismico di magnitudo 2.7, a una profondità di due km.Ieri c’è stato l’inconro a Palazzo Chigi tra governo e sindaci di Pozzuoli e Bacoli per delineare gli interventi per l’area flegrea dopo le continue scosse degli ultimi giorni.  Tra il 20 e il 21 maggio sono state oltre 150 le scosse che si sono verificate nella zona con danni agli edifici, famiglie sgomberate e tanta tanta paura.

Una scossa di magnitudo 4.4, la più forte nella zona dal 1980, è stata avvertita anche a Napoli alle 19.51. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)