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Autonomia differenziata, raggiunte le 500mila firme per il referendum

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(Adnkronos) – Sono state raggiunte le 500mila firme per il referendum contro l'autonomia differenziata. "Sono un traguardo davvero importante, ma non ci fermeremo qui", ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein. "Siamo riusciti ad unire un largo schieramento che ha visto insieme partiti, forze sociali ed associazioni che si sono mobilitati e organizzati contro una legge che spacca l’Italia.Si tratta di un risultato politico importante e non scontato – ha aggiunto la leader dem – Il Paese è convinto che quella legge sia sbagliata e pericolosa e la nostra battaglia continuerà con tutte le persone che si sono già mobilitate e che continueranno a farlo nelle nostre feste, nelle strade e nelle piazze.

A loro va il nostro più sentito ringraziamento.Un’alternativa a questa destra è possibile e noi la stiamo costruendo, insieme".  Di "segnale potentissimo" parla Giuseppe Conte sui social. "Una grande ondata di partecipazione che ci ha portato alle 500mila firme in pochissimi giorni contro la legge sull'autonomia differenziata – scrive il leader M5S – I cittadini non si fanno ingannare e stanno aderendo in massa all’appello per l’abrogazione.

Non vogliono vivere in un’Italia divisa, frammentata in tante regioni e in tutte le materie, dalla sanità all’istruzione, dai trasporti al commercio.Hanno compreso che ci rimetteremmo tutti, nessuno escluso.

Non ci fermeremo qui, è solo l'inizio". "Come previsto, tra firme cartacee e firme digitali è stato di fatto raggiunto già entro metà settimana il quorum per il quesito del referendum che abroga l’autonomia differenziata", dice Riccardo Magi, segretario di +Europa. "Non nascondo un pizzico di orgoglio per aver contribuito, con la piattaforma pubblica e gratuita per la raccolta delle sottoscrizioni, al raggiungimento di questo risultato.Ma ciò che conta è il dato politico: in 10 giorni mezzo milione di italiani ha già detto no all’autonomia differenziata.

Un successo incredibile che è solo l’antipasto della batosta che aspetta Giorgia Meloni quando i cittadini saranno chiamati a pronunciarsi su questa riforma", conclude il deputato.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parigi 2024, Ceccon fuori da finale 200 dorso per 7 centesimi

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(Adnkronos) –
Esclusione eccellente dalla finale dei 200 dorso alle Olimpiadi di Parigi 2024.L'azzurro Thomas Ceccon, oro nei 100 dorso, ha chiuso con il nono tempo le semifinali in 1'56"59 arrivando quarto nella sua batteria e rimanendo escluso dagli otto finalisti per appena 7 centesimi.  "Mi dispiace, potevo limare qualcosa a questo tempo, mi dispiace per non essere entrato in finale.

Una gara in più non faceva mai male.Non sono entrato con la stessa convinzione che avevo nei 100 dorso. È un errore, l'ho imparato", dice Ceccon a RaiSport. "Era una gara lineare, sono un po' calato nel finale, sono un po' stanco.

Si dorme poco, fa molto caldo, al villaggio si mangia male…Non sto cercando scuse, sono situazioni che riguardano tutti, abbiamo tutti gli stessi problemi…

E' per dare un'informazione a chi ci guarda…Sette centesimi, si poteva fare meglio".

Ora? "Adesso un paio di giorni per recuperare e poi si pensa alla staffetta mista".  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

New York Times: Khamenei ha ordinato di colpire Israele

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(Adnkronos) – L'ayatollah Ali Khamenei avrebbe dato l'ordine di colpire direttamente Israele, come rappresaglia per l'uccisione a Teheran del leader di Hamas, Ismail Haniyeh.Lo rivela il New York Times, che cita tre funzionari iraniani informati sull'ordine, tra cui due membri dei Guardiani della rivoluzione, secondo cui la disposizione di Khamenei sarebbe arrivata durante una riunione d'emergenza del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano stamattina. Intanto l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Fars ha riferito che nel raid israeliano di ieri a Beirut contro il comandante di Hezbollah Fouad Shukr è rimasto ucciso anche un consigliere militare iraniano, Milad Bedi.

L'uomo si trovava nello stesso edificio di Shukr ed è stato identificato solo qualche ora fa. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, rivolgendosi alla nazione dopo l'uccisione del leader politico di Hamas, ha dichiarato che Israele sta ''combattendo l'asse del male iraniano'' in quella che è una ''guerra per l'esistenza'' dello Stato ebraico. ''Ci aspettano giornate molto difficili'', ma "siamo pronti a tutti gli scenari'', ha detto Netanyahu. ''Siamo determinati contro gli attacchi a Israele, contro chiunque sarà contro di noi'' e ''faremo pagare un prezzo molto alto'' a chi attacca Israele, ha scandito il premier israeliano. ''Continueremo a dare la caccia ai leader di Hamas e a distruggere le infrastrutture di Hamas'' nella Striscia di Gaza, ha detto ancora. ''Ci vuole tempo e molta pazienza, ma negli ultimi mesi non c'è stata un'unica settimana in cui non abbiamo combattuto all'interno e all'esterno del nostro Paese e abbiamo raggiunto tutti i risultati possibili'', ha aggiunto, mettendo in chiaro: ''Non ascolterò le voci dei nostri deterrenti'', perché ''se non avessimo distrutto le infrastrutture Hamas sarebbe rimasto al potere''. Netanyahu ha ribadito che ''gli obiettivi di questa guerra sono riportare a casa tutti i nostri ostaggi e distruggere tutte le capacità di Hamas per assicurarci che Hamas non sia più una minaccia per Israele''.Il premier ha parlato anche della necessità di ''far tornare nelle loro case coloro che vivono nel nord di Israele''. ''Non ci siamo arresi, abbiamo esercitato pressione internamente ed esternamente.

Non è stato facile.Ho dovuto respingere molta pressione, ma abbiamo raggiunto tutti questi risultati perché i nostri soldati stanno combattendo come dei leoni e sono determinati a vincere'', ha scandito. Rivolgendosi alla nazione Netanyahu ha inoltre sottolineato che Israele ha inferto ''colpi devastanti'' ai suoi nemici negli ultimi giorni. "Tre settimane fa abbiamo attaccato il capo militare di Hamas, Mohammad Deif.

Due settimane fa abbiamo attaccato gli Houthi, in uno degli attacchi più lontani che l'Aeronautica abbia mai portato a termine.Ieri abbiamo attaccato il capo militare di Hezbollah, Fuad Shukr", ha detto il primo ministro israeliano. "Regoleremo i conti con chiunque ci faccia del male, chiunque massacri i nostri figli, chiunque uccida i nostri cittadini, chiunque danneggi la nostra nazione: il sangue è sulla loro testa", ha concluso. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Leone: alla Juve Stabia mi sento a casa, spero di restare a lungo

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Giuseppe Leone, centrocampista della Juve Stabia, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Marina di Stabia nel corso della cerimonia di presentazione delle nuove maglie ufficiali delle Vespe per la stagione 2024-2025.

Le dichiarazioni di Giuseppe Leone sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“E’ un’emozione indescrivibile aver vinto il campionato, ora ci stiamo allenando e non vediamo l’ora di iniziare la Serie B.Per la maggior parte di noi è la prima esperienza in B.

Negli allenamenti c’è più intensità, ci stiamo preparando bene per la Serie B. 

Mi trovo benissimo a Castellammare sia con la città che con i tifosi, mi sento a casa e non ho nessun problema.Da parte mia sul rinnovo non c’è alcun problema e spero di restare qui a lungo. 

L’affetto e il calore che ti trasmette una piazza come Castellammare è grandioso e lo apprezzo tanto.

Con i nuovi li stiamo integrando nel gruppo come fecero gli altri con me lo scorso anno. 

Tutte le grandi piazze in cui giocheremo in Serie B sono importantissime.Sono molto legato al Marassi perchè ho mio zio che è grande tifoso della Sampdoria e l’ho già avvertito (ride – ndr -).

Non vedo l’ora di iniziare questa avventura nuova”.

Adorante: la Juve Stabia e Castellammare le ho nel cuore

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Andrea Adorante, attaccante della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della cerimonia di presentazione a Marina di Stabia delle maglie ufficiali delle Vespe per la stagione 2024-2025.

Le dichiarazioni di Andrea Adorante sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViVicentro.it.

“Siamo molto contenti di essere in questa bellissima location per la presentazione delle nuove maglie che ci accompagneranno in questa bellissima stagione che speriamo di rendere meravigliosa. 

Con Pagliuca è stata una preparazione molto impegnativa.Il mister è sempre sul pezzo ed è un punto a favore nostro.

Sono molto contento di aver fatto una preparazione completa con lui. 

Quando i tifosi mi hanno cantato il coro credo sia stata la cose più bella che ho vissuto in questi anni.Castellammare ce l’ho nel cuore e speriamo di ripeterci quest’anno.

Il rapporto con Artistico è un rapporto sano e spero lo sia anche negli allenamenti perchè la concorrenza fa sempre bene.Non ci sono invidie o cose del genere. 

Castellammare è un punto di partenza per me e non di arrivo, ho tante ambizioni e spero che il calcio mi porti ancora tante soddisfazioni e ambizioni nel futuro. 

Penso di non aver mai avuto un gruppo così umile, bello e unito.

Anche i nuovi arrivati si sono integrati benissimo e ho un ottimo rapporto con tutti.Daremo tutto per onorare questa maglia e ottenere il massimo possibile”. 

 

Parigi 2024, Quadarella quarta in finale 1500 stile libero: “Ho lottato, delusione enorme”

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(Adnkronos) – Delusione per Simona Quadarella che finisce ai piedi del podio dei 1500 stile libero ai Giochi di Parigi 2024.Katie Ledecky si aggiudica la medaglia d'oro alle Olimpiadi migliorando il suo record olimpico registrato a Tokyo 2020.

Secondo posto per la francese Anastasiia Kirpichnikova, e bronzo per la tedesca Isabel Gose che ha staccato Quadarella, quarta, nell'ultima vasca. "Ho lottato tantissimo, è stata una gara molto faticosa, ma sono sincera per me è una delusione enorme.Ci ho provato fino in fondo e ho fatto un buon tempo ma alla fine ero stanchissima e avevo le gambe che mi scoppiavano", ha detto l'azzurra alla Rai dopo il quarto posto. "C'è stata una battaglia per il terzo posto, mi dispiace perché loro sono andate fortissimo, ma sono delle atlete che nelle ultime gare avevo sempre battuto", ha aggiunto Quadarella sulle atlete che sono andate all'argento e al bronzo. "Mi sentivo abbastanza bene, per questo mi dispiace molto, forse c'erano troppo aspettative, troppa tensione, l'ho vissuta come la gara più importante della mia vita, perché magari riuscirò a fare un'altra Olimpiade, ma non so come ci arriverò ed era come se fosse l'ultima cartuccia da sparare in ambito olimpico.

Era la mia gara, quella dove sarei dovuta andare meglio, adesso ci sono gli 800, ma non me li sento come i 1500", ha concluso l'azzurra. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gerbo: emozione per gli stadi caldi in cui giocherà la Juve Stabia

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Alberto Gerbo, capitano e centrocampista della Juve Stabia, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della cerimonia di presentazione delle maglie ufficiali da gioco della Juve Stabia per il campionato di Serie B 2024-2025.

Le dichiarazioni di Alberto Gerbo sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Il gruppo sta lavorando bene, dimostrando di avere fame e voglia di dire la sua.C’è emozione per i tanti avversari forti e gli stadi caldi in cui giocheremo.

Penso all’esordio di Bari, stadio caldissimo in cui ho giocato già da rivale.

Sarà importante mantenere il giusto equilibrio nell’arco di tutta la stagione per avvicinarci passo passo al nostro obbiettivo.Teniamo a fare bene nel derby di Coppa Italia con l’Avellino; dispiace non si giochi a Castellammare ma questa è una motivazione in più per regalare una gioia ai nostri tifosi”. 

Mignanelli: con l’Avellino vogliamo passare il turno di Coppa Italia

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Daniele Mignanelli, difensore della Juve Stabia, è intervenuto nel corso della cerimonia di presentazione delle maglie ufficiali della Juve Stabia 2024-2025 a Marina di Stabia.

Le dichiarazioni di Daniele Mignanelli sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Ripartiamo con l’entusiasmo di un campionato vinto meritatamente.Affronteremo squadre importanti e di blasone con l’obiettivo di mantenere la categoria.

Non abbiamo intenzione di lasciarci intimorire dalle rivali ma siamo pronti a puntare sulle nostre armi per fare bene gara dopo gara.Guardiamo però alla gara di domenica con l’Avellino, in cui vogliamo fare bene e passare il turno”.

 

 

Langella, Juve Stabia in linea con l’obiettivo salvezza: giocheremo al Menti

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Andrea Langella, presidente della Juve Stabia, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Marina di Stabia nel corso della cerimonia di presentazione delle nuove maglie della Juve Stabia 2024-2025. 

Le dichiarazioni di Andrea Langella sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Queste maglie ci accompagneranno nella splendida stagione che ci attende.Siamo fiduciosi di poter fare bene con l’aiuto anche degli sponsor e soprattutto dei tifosi.
Abbiamo allestito una squadra in linea con quello che è il nostro obiettivo, ovvero la salvaguardia della nuova categoria.

Siamo soddisfatti di quanto fatto finora.

Abbiamo ripulito il club da un grave situazione debitoria, riportando tra l’altro la squadra in Serie B.Faccio quindi un appello ai tifosi finalizzato alla fiducia ed alla convinzione che le partite casalinghe si giocheranno tutte al Menti.

Con l’aiuto dell’amministrazione comunale riusciremo a mettere a punto tutti i passi necessari.

Sul mercato potremo fare ancora qualcosa; ci affidiamo al diesse Lovisa che si è mosso con largo anticipo, attenendosi al budget della società e ripartendo dalla base e dal mordente dello scorso anno.

A Pagliuca ho chiesto di essere se stesso: una persona combattiva, grintosa ma al contempo umile e guida della squadra.Keita Balde?

Una fake news.Con lui non c’è stato alcun contatto..ma se volesse aggregarsi a noi, ben venga”.

Salerno, simula suo rapimento per riscatto da mezzo milione euro: arrestato

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(Adnkronos) – Un 42enne della provincia di Salerno è stato arrestato dai carabinieri in un'indagine della Dda di Potenza, con le accuse di estorsione aggravata, simulazione di reato e calunnia.Un'altra persona è risultata irreperibile nell'esecuzione della misura cautelare, mentre altri complici sono indagati a piede libero.  Secondo una prima ricostruzione l'uomo insieme ai complici avrebbe simulato il suo rapimento per ottenere la somma di 500mila euro di riscatto dal cognato imprenditore, il marito della sorella del falso rapito.

La messinscena è durata otto giorni, a novembre scorso.L’auto del 42enne fu fatta trovare abbandonata con i fari accesi per accreditare l’ipotesi di un rapimento da parte di persone della criminalità campana con cui l’uomo avrebbe dovuto avere un incontro.

Lasciati a casa anche i cellulari.La moglie e la sorella ricevevano continue telefonate per convincerle che fosse tutto vero, ossia che l’uomo si trovava in un luogo segreto per cui si chiedeva il mezzo milione di euro.

La tentata estorsione non andò in porto per dubbi e resistenze da parte dei familiari dell’imprenditore a cui era stato richiesto l’aiuto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incendio oggi Roma: cause e danni, cosa è successo a Monte Mario

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(Adnkronos) – Un incendio oggi mette in ginocchio una parte di Roma.Un rogo divampato il 31 luglio 2024 a Monte Mario cresce alimentato dal vento, in una giornata caratterizzata dal caldo afoso, e manda in tilt una porzione della capitale invasa dal fumo e minacciata dalle fiamme: edifici evacuati, traffico deviato, strade chiuse, effetti anche sull'attività della sede Rai di via Teulada.

Intervengono squadre dei vigili del fuoco, canadair e elicotteri per domare l'incendio.  In serata, quando l'allarme inizia a rientrare, il punto del sindaco Roberto Gualtieri. "E’ un incendio di natura puramente boschiva, non è bruciato altro che bosco e sterpaglie.La situazione è circoscritta e il peggio è passato.

Rispetto alle cause, e chiaramente ci saranno le inchieste, da una valutazione preliminare è possibile che l'incendio sia partito colposamente da un accampamento all'interno del parco" nella zona di via Romeo Romei "in cui è probabile che durante la preparazione di un pasto, quindi con il fuoco, l'incendio sia scoppiato e poi il vento lo abbia fatto rapidamente diffondere".  Il fuoco divora vegetazione, in fiamme bosco e sterpaglie.Nel corso della giornata, evacuate per precauzione alcune abitazioni in via Goiran e via Teulada mentre sono andate parzialmente in fiamme alcune auto in sosta.

Evacuazione decisa anche per 40 persone dall'interno dell’Osservatorio Astronomico.In totale, evacuati 6 edifici.  La procura di Roma ha effettuato un sopralluogo nel primo pomeriggio.

Il magistrato attende nelle prossime ore un'informativa dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine, intervenuti sul posto, per ricostruire l'origine del maxi-rogo.Nella zona, già la notte scorsa, si era verificato un incendio di dimensioni più ridotte rispetto a quello divampato il 31 luglio.  L'incendio fa scattare l'allarme nella sede Rai di via Teulada.

Per precauzione, si esce. "Stiamo evacuando lo studio, l'incendio a Monte Mario è serio.Scappano tutti, non mi è mai capitato di evacuare così, nemmeno a scuola.

Corrono tutti", racconta Nunzia De Girolamo, documentando l'evacuazione dallo studio dell'Estate in diretta, il programma di informazione pomeridiano sospeso oggi a causa dell'ordine di lasciare l'edificio in via precauzionale. "All'inizio credevo fosse uno scherzo degli autori.Poi sono arrivate le sirene, le voci che dicevano di abbandonare l'edificio.

Stiamo tutti bene, le fiamme non hanno intaccato la sede, ma spero riescano a spegnerle il prima possibile".    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia-Cina, Meloni chiude a Shanghai e avvia “nuova fase”

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(Adnkronos) – (dall'inviata Ileana Sciarra) “Risultati concreti dalla missione in Cina” per la premier Giorgia Meloni.Dal volo che la sta conducendo a Parigi per le Olimpiadi, la presidente del Consiglio posta un lungo video su X della sua ‘quattro giorni’ nel Colosso asiatico. “Abbiamo aperto una nuova fase dei nostri rapporti bilaterali”, assicura, lasciando intendere di poter superare le ‘ruggini’ legate all’addio alla Nuova Via della Seta.

Per la presidente del Consiglio si cambia passo.Puntando ad “aprire nuovi spazi alle nostre imprese” e rimuovendo “gli ostacoli all’ingresso dei prodotti italiani nel mercato cinese”.

Si è trattato, dunque, di “un viaggio costruttivo e concreto che rilancia i rapporti con un interlocutore fondamentale”.  Il ‘disgelo’ del dialogo, accompagnato da una rivitalizzazione della cooperazione commerciale sulla rotta Roma-Shanghai, potrebbe fornire al governo la possibilità di spendersi a Bruxelles come interlocutore privilegiato del Dragone, messaggio lasciato intendere da Meloni al Presidente Xi Jinping nel lungo incontro alla Diaoyutai State House.Un bilaterale che ha visto fuori la stampa italiana -presenti al cosiddetto ‘pool spray’ solo Associated Press e Reuters- e che per questo ha generato non poche polemiche. "Era previsto solo il giro di tavolo per immagini e fotografie e non le dichiarazioni iniziali, siamo rimasti spiazzati anche noi", spiega Palazzo Chigi. Intanto da Pechino, che tra poco più di due settimane vedrà scattare i primi dazi europei sul biodiesel, qualche segnale sembra arrivare.

Il portavoce del ministro degli Esteri cinese vede infatti nella missione in Cina della premier italiana un’opportunità per “contrastare insieme il de-coupling”, mentre l’Ungheria promuove a pieni voti la visita e invita l’Ue a non polemizzare, reduce delle pesanti critiche mosse a Viktor Orban per la scelta di recarsi a Pechino subito dopo aver assunto la presidenza semestrale dell’Unione. "Speriamo vivamente – scrive infatti su Facebook il ministro degli Esteri ungherese, Petere Szijjarto – che né l'Unione europea né nessun leader dello Stato membro dell'Ue attacchino il presidente del Consiglio italiano per la sua visita a Pechino”, poiché è un segnale positivo “quando il primo ministro di un paese europeo del G7 e il presidente cinese siedono al tavolo dei negoziati.Nell'attuale situazione internazionale estremamente attiva, solo i canali diplomatici e il dialogo possono essere la soluzione", si dice convinto Szijjarto che vede nella Cina “un partner inevitabilmente importante”. Meloni ha scelto di chiudere la sua prima missione nel Gigante asiatico a Shanghai, centro nevralgico dell’economia e della finanza, tassello fondamentale del mercato cinese per le aziende italiane che muovono il loro business nel Dragone.

Questa mattina, quando a Roma era notte fonda, la presidente del Consiglio ha avuto l’ultimo incontro istituzionale in agenda: ha visto il segretario del Partito comunista cinese della municipalità di Shanghai, Chen Jining, l’uomo destinato a scalare i vertici del Pcc.  La scelta di dividere la missione in due, prima Pechino e poi Shanghai, è finalizzata a spingere sull’acceleratore della cooperazione con la Cina, a poche ore dalla sigla del Piano d’azione triennale e delle sei intese con cui la premier mira a ricucire i rapporti dopo lo strappo sulla Via della Seta.E Shanghai, snodo finanziario di importanza mondiale, considerata la capitale del fashion in Oriente, può fare la differenza.

Le aziende italiane che operano in Cina sanno che la cittadina sul fiume Huangpu, la più popolosa del Dragone con i suoi 26 milioni di abitanti, è imprescindibile per fare affari nel Gigante asiatico.La dicono lunga i numeri snocciolati nell’incontro con Meloni da Jining, “A Shanghai ci sono quasi 1.200 imprese italiane”.

Tanto che “l'interscambio Shanghai-Italia rappresenta quasi il 20% dell’interscambio totale tra Cina e Italia”, ha rimarcato l’esponente del Partito comunista cinese.  “Il nostro obiettivo”, è tornata a ribadire Meloni, è “rafforzare la cooperazione tra le nostre azioni -cooperazione economica e commerciale, cooperazione culturale, cooperazione scientifica-, e farlo in un'ottica anche di riequilibrio dei nostri rapporti, aiutare e sostenere le aziende italiane che già da tempo hanno deciso di investire in Cina e che, particolarmente a Shanghai, hanno contribuito allo sviluppo di questa straordinaria realtà”.La premier ha poi ricordato il gemellaggio Milano-Shanghai risalente al 1979, confermando di essere “molto soddisfatta” dai risultati messi a segno nella missione cinese.  Con il ‘restyling’ del piano strategico risalente al 2004, Meloni vuole dimostrare che uscire dalla Via della Seta non lederà alla cooperazione con il Gigante asiatico, ma che si possono fare affari più e meglio fuori dalla Bri, vedi Francia e Germania. “La bilancia commerciale nel 2022, quando siamo arrivati noi – ha rimarcato ieri Meloni nell’incontro con la stampa – produceva un disavanzo per l'Italia di 41 miliardi di euro, quindi evidentemente non ha funzionato.

Io ho sempre detto che l'Italia avrebbe dovuto uscire dalla Via della Seta e che questo non avrebbe compromesso i rapporti con la Cina”.  Se riuscirà a superare la delusione di Pechino, che con l’Italia ha visto uscire dalla Belt and Road Initiative l’unico Paese del G7 ad avere aderito, solo il tempo e il giro di affari Roma-Bejing potranno dirlo.Ma la tappa a Shanghai -dove la premier ha visitato il suggestivo Bund e la città vecchia risalente alla dinastia Ming- era una mossa decisiva da muovere sulla scacchiera della partita con la Cina.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parigi 2024, Imane Khelif e il sogno d’oro: attacchi e bugie contro la pugile algerina

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(Adnkronos) –
Imane Khelif affronta Angela Carini alle Olimpiadi di Parigi 2024 nel match del primo turno del torneo di boxe femminile della categoria 66 kg.Nell'avvicinamento alla sfida del primo agosto, l'atleta algerina, 25 anni, è finita sotto i riflettori: l'esclusione dagli ultimi Mondiali per un livello elevato di testosterone ha acceso il dibattito.

Khelif, secondo il Cio, ha tutti i requisiti per partecipare alla competizione femminile ai Giochi.Non è una trans, come è stata erroneamente definita.

Khelif, sulla base delle informazioni disponibili, è una persona intersex. La definizione – come ricorda l'Istituto superiore di sanità – "include tutte le variazioni innate (ovvero presenti fin dalla nascita) nelle caratteristiche del sesso".Tali variazioni "possono riguardare i cromosomi sessuali, gli ormoni sessuali, i genitali esterni o le componenti interne dell'apparato riproduttivo".

Khelif si è sempre socializzata come donna e tutta la sua carriera agonistica si è sviluppata nelle competizioni femminili. Il nome di Khelif è finito sotto i riflettori durante i Mondiali del marzo 2023: l'atleta algerina è stata squalificata dalla competizione organizzata dall'International Boxing Association – che non viene riconosciuta dal Cio – perché i test avrebbero evidenziato un livello eccessivo di testosterone e la presenza di cromosomi maschili nel Dna.La squalifica, contestata dall'atleta, secondo l'Iba è scattata dopo una "meticolosa revisione" e ha portato all'esclusione di due concorrenti – anche la taiwanese Lin Yu-ting – che avrebbero avuto "vantaggi competitivi" sulle rivali. A Parigi, il Cio non è sceso nei dettagli e si è limitato ad evidenziare che tutte le atlete iscritte alle competizioni rispettano i requisiti.

Khelifi è alla seconda Olimpiade, dopo quella di Tokyo 2020 in cui non ha centrato il podio nella categoria 60 kg.  Ha scoperto la boxe pochi anni fa, dopo aver visto in tv le Olimpiadi di Rio 2016.Dal villaggio di Tairet, è iniziata la sua rincorsa.

Contro la volontà della famiglia, che all'inizio non l'ha appoggiata.Dieci chilometri ogni giorno per arrivare in palestra, ha venduto metallo raccolto nei rifiuti per pagarsi l'autobus e gli allenamenti.

Risultato: debutto ai Mondiali del 2018 chiusi al 17esimo posto.La crescita è stata graduale, nel 2021 e nel 2022 è stata premiata come migliore atleta algerina, ora è anche ambasciatrice dell'Unicef. "Ho iniziato con nulla, ora ho tutto – ha detto in un colloquio con l'Unicef-.

E ora entrambi i miei genitori mi sostengono, sono i miei più grandi tifosi".Il messaggio che vuole mandare dal ring di Parigi è indirizzato alle ragazze: "Non lasciate che gli ostacoli vi fermino.

Io sogno la medaglia d'oro". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Netanyahu: “Combattiamo asse del male iraniano, pronti a tutti gli scenari”

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(Adnkronos) –
Israele sta ''combattendo l'asse del male iraniano'' in quella che è una ''guerra per l'esistenza'' dello Stato ebraico.Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu rivolgendosi alla nazione dopo l'uccisione del leader politico di Hamas Ismail Haniyeh a Teheran. ''Ci aspettano giornate molto difficili'', ma "siamo pronti a tutti gli scenari'', ha detto Netanyahu. ''Siamo determinati contro gli attacchi a Israele, contro chiunque sarà contro di noi'' e ''faremo pagare un prezzo molto alto'' a chi attacca Israele, ha scandito il premier israeliano. ''Continueremo a dare la caccia ai leader di Hamas e a distruggere le infrastrutture di Hamas'' nella Striscia di Gaza, ha detto ancora. ''Ci vuole tempo e molta pazienza, ma negli ultimi mesi non c'è stata un'unica settimana in cui non abbiamo combattuto all'interno e all'esterno del nostro Paese e abbiamo raggiunto tutti i risultati possibili'', ha aggiunto, mettendo in chiaro: ''Non ascolterò le voci dei nostri deterrenti'', perché ''se non avessimo distrutto le infrastrutture Hamas sarebbe rimasto al potere''. Netanyahu ha ribadito che ''gli obiettivi di questa guerra sono riportare a casa tutti i nostri ostaggi e distruggere tutte le capacità di Hamas per assicurarci che Hamas non sia più una minaccia per Israele''.

Il premier ha parlato anche della necessità di ''far tornare nelle loro case coloro che vivono nel nord di Israele''. ''Non ci siamo arresi, abbiamo esercitato pressione internamente ed esternamente.Non è stato facile.

Ho dovuto respingere molta pressione, ma abbiamo raggiunto tutti questi risultati perché i nostri soldati stanno combattendo come dei leoni e sono determinati a vincere'', ha scandito. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italia-Cina, Meloni chiude missione a Shanghai: centro nevralgico per le imprese italiane

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(Adnkronos) – Chiude il viaggio a Shanghai, centro nevralgico dell’economia e della finanza del gigante asiatico, tassello fondamentale del mercato cinese per le aziende italiane che muovono il loro business nel Dragone.Giorgia Meloni lascia la Cina dopo una missione di 4 giorni, tra le più lunghe da quando è al timone di Palazzo Chigi, per poi volare a Parigi, dove, ancora una volta con la figlia Ginevra al suo fianco, assisterà a una gara dei giochi olimpici per poi visitare Casa Italia.  Questa mattina, quando a Roma era notte fonda, la presidente del Consiglio ha avuto l’ultimo incontro istituzionale in agenda: ha visto il segretario del Partito comunista cinese della municipalità di Shanghai, Chen Jining, l’uomo destinato a scalare i vertici del Pcc muovendo proprio dalla città dove il partito è nato, nel 1921.  La scelta di dividere la missione in due, prima Pechino e poi Shanghai, è finalizzata a spingere sull’acceleratore della cooperazione con la Cina, a poche ore dalla sigla del Piano d’azione triennale e delle sei intese con cui la premier mira a ricucire i rapporti dopo lo strappo sulla Via della Seta.

E Shanghai, snodo finanziario di importanza mondiale, considerata la capitale del fashion in Oriente, può fare la differenza.  Le aziende italiane che operano in Cina sanno che la cittadina sul fiume Huangpu, la più popolosa del Dragone con i suoi 26 milioni di abitanti, è imprescindibile per fare affari nel Gigante asiatico.La dicono lunga i numeri snocciolati nell’incontro con Meloni da Jining, “A Shanghai ci sono quasi 1.200 imprese italiane”.

Tanto che “l'interscambio Shanghai-Italia rappresenta quasi il 20% dell’interscambio totale tra Cina e Italia”, ha rimarcato l’esponente del Partito comunista cinese.  “Il nostro obiettivo”, è tornata a ribadire Meloni, è “rafforzare la cooperazione tra le nostre azioni – cooperazione economica e commerciale, cooperazione culturale, cooperazione scientifica – e farlo in un'ottica anche di riequilibrio dei nostri rapporti, aiutare e sostenere le aziende italiane che già da tempo hanno deciso di investire in Cina e che, particolarmente a Shanghai, hanno contribuito allo sviluppo di questa straordinaria realtà”.La premier ha poi ricordato il gemellaggio Milano-Shanghai risalente al 1979, confermando di essere “molto soddisfatta” dai risultati messi a segno nella missione cinese.  Con il ‘restyling’ del piano strategico risalente al 2004, Meloni vuole dimostrare che uscire dalla Via della Seta non lederà alla cooperazione con il Gigante asiatico, ma che si possono fare più affari e meglio anche fuori dalla Bri, vedi Francia e Germania. “La bilancia commerciale nel 2022, quando siamo arrivati noi – ha rimarcato ieri Meloni nell’incontro con la stampa – produceva un disavanzo per l'Italia di 41 miliardi di euro, quindi evidentemente non ha funzionato.

Io ho sempre detto che l'Italia avrebbe dovuto uscire dalla Via della Seta e che questo non avrebbe compromesso i rapporti con la Cina”.  Se riuscirà a superare la delusione di Pechino, che con l’Italia ha visto uscire dalla Belt and Road Initiative l’unico Paese del G7 ad avere aderito, solo il tempo e il giro di affari Roma-Bejing potranno dirlo.Ma la tappa a Shanghai – dove la premier ha visitato il suggestivo Bund e la città vecchia risalente alla dinastia Ming – era una mossa decisiva da muovere sulla scacchiera della partita con la Cina. (dall'inviata Ileana Sciarra) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Haniyeh, da Sinwar a Meshaal ecco chi sono i possibili successori

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(Adnkronos) – Sono tre i possibili successori di Ismail Haniyeh alla guida di Hamas, quelli che potrebbero prendere il posto del capo politico ucciso nella notte a Teheran.E che, per le loro posizioni filo iraniane, potrebbero ulteriormente estremizzare il gruppo. Uno di loro è Yahya Sinwar, dal 2017 leader di Hamas nella Striscia di Gaza e considerato la mente dell'attacco a Israele del 7 ottobre.

Nato nel campo profughi di Khan Younis sessantuno anni fa da una famiglia espulsa da Ashkelon nel 1948, si ritiene viva nei tunnel dell'enclave palestinese.Israele ha diffuso un video nelle settimane scorse proprio in uno di quei tunnel per dimostrarlo.

E' il ricercato numero uno di Israele, ''l'imprendibile''.Le autorità israeliane lo hanno liberato dal carcere nel 2011 durante uno scambio di prigionieri insieme ad altri 1.026 palestinesi in cambio del rilascio del soldato israeliano rapito a Gaza Gilad Shalit.

Sinwar ha trascorso 22 anni in carcere in Israele, dove avrebbe dovuto scontare cinque ergastoli per aver ucciso due soldati israeliani e quattro palestinesi che considerava collaboratori di Israele nel 1989. Nel settembre 2015 è stato designato terrorista dal governo degli Stati Uniti.Nel maggio scorso il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan ha chiesto un mandato di arresto per Sinwar per crimini di guerra e crimini contro l'umanità, come parte dell'indagine della Cpi. Altro candidato a succedere a Haniyeh è l'ex leader politico di Hamas, Khaled Meshaal, che ha guidato il gruppo dal 1996 al 6 maggio 2017.

Cofondatore di Hamas insieme a Ahmed Yassin, dal 2012 vive a Doha, in Qatar, e potrebbe prepararsi a lanciare una sfida alla leadership, anche se ha sempre avuto relazioni difficili con l'Iran.Nel 1997 ad Amman sopravvisse a un attentato ordito dal Mossad su ordine del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

Meshaal rimase per qualche ora tra la vita e la morte fino a quando re Hussein di Giordania riuscì a ottenere da Netanyahu l'antidoto per neutralizzare l'azione del veleno che gli agenti del Mossad avevano iniettato nell'orecchio del leader di Hamas. Meshaal nel 1971 entra a far parte dei Fratelli Musulmani e si laurea in Fisica a 22 anni.Dopo la prima guerra in Iraq viene espulso dal Kuwait che, irritato per il sostegno di Yasser Arafat all’invasione sferrata da Saddam Hussein, caccia 30mila palestinesi.

Si trasferisce in Giordania dove diventa leader assoluto di Hamas.Dopo avergli salvato la vita, la casa reale lo espelle nel 1999 per attività politiche illecite. Viene a volte indicato come il capo della leadership in esilio di Hamas.

E' stato coinvolto nei negoziati per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit.Recentemente ha ammorbidito le proprie posizioni verso Israele, dicendo di riconoscerne la "realtà", ma subordinando il riconoscimento dello Stato alla fine dell'occupazione israeliana dei Territori palestinesi e alla creazione di uno Stato palestinese.

Nel maggio 2017 ha preso le distanze dai Fratelli Musulmani e sottolineato che Hamas rimane una organizzazione palestinese indipendente. Un altro vice di Haniyeh, ma per la Cisgiordania, e potenziale candidato alla sua successione è Zaher Jabareen.Da responsabile dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane si ritiene che possa svolgere un ruolo chiave nelle trattative in corso sugli scambi tra gli ostaggi e i detenuti in Israele.

Nato a Salfit in Cisgiordania, fa parte del politburo di Hamas dal 2021.E' anche membro di spicco delle Brigate Izz al-Din al-Qassam.

Ha guidato attacchi contro obiettivi israeliani negli anni Novanta ed è stato più volte detenuto sia da Israele, sia dall'Autorità nazionale palestinese (Anp).Vive in esilio dal 2011.

Si ritiene che ora sia nel campo profughi di Burj al-Shemali in Libano.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa a sorpresa a Ostia tra i circensi: “Grazie per essere portatori di sorrisi e di gioia”

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(Adnkronos) – "Grazie per essere portatori di sorrisi, di gioia e pace”.Il Papa, poco dopo le 15 di oggi, 31 luglio, nonostante il caldo torrido ha fatto un blitz a sorpresa tra i giostrai e i circensi di Ostia.

E, con un saluto a braccio, come riferisce all’Adnkronos don Giovanni Patané, parroco di Regina Pacis da tempo legato a questa categoria di lavoratori degli spettacoli viaggianti, ha voluto sostenere una categoria particolarmente colpita durante il Covid.Il Pontefice, che in Vaticano ha incontrato varie volte questo mondo, era stato invitato da don Patané nei mesi scorsi.

Oggi, la sorpresa.  “La cosa bella che il Papa ha ripetuto loro – riferisce don Patanè – è il grazie per essere portatori di sorrisi, di gioia e di pace.Nel momento in cui viviamo ce ne è molto bisogno.

E’ stato un incontro semplice e fraterno, come una riunione di famiglia.Non c’era nulla di preparato.

Ha voluto chiudere le sue ‘vacanze’ con noi, ci ha fatto piacere”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incendio Roma, annuncio social di Nunzia De Girolamo: “Dobbiamo scappare” – Video

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(Adnkronos) – "Stiamo evacuando lo studio, l'incendio a Monte Mario è serio.Scappano tutti, non mi è mai capitato di evacuare così, nemmeno a scuola.

Corrono tutti".A raccontare sul suo profilo social l'evacuazione della sede Rai di via Teulada, per l'incendio a Monte Mario, è Nunzia De Girolamo.

La conduttrice dell'Estate in diretta, il programma di informazione pomeridiano sospeso oggi a causa dell'ordine di lasciare l'edificio in via precauzionale, ha poi aggiunto: "All'inizio credevo fosse uno scherzo degli autori.Poi sono arrivate le sirene, le voci che dicevano di abbandonare l'edificio.

Stiamo tutti bene, le fiamme non hanno intaccato la sede, ma spero riescano a spegnerle il prima possibile". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump: “Harris avrà difficoltà per il suo aspetto”

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(Adnkronos) – Donald Trump ritiene che la vicepresidente Kamala Harris non sarebbe in grado di tenere testa ai leader mondiali, a causa del suo aspetto.Ha aggiunto di non volerlo dire chiaramente, ma che gli spettatori avrebbero capito cosa intendeva. "Sarà come un giocattolo", ha detto l'ex presidente repubblicano nuovamente candidato, che ha un passato ricco di attacchi e stereotipi sessisti contro le donne, in un'intervista di Fox News con Laura Ingraham, una parte della quale è andata in onda ieri sera. "La guardano e dicono: 'Non possiamo credere di essere stati così fortunati'.

La calpesteranno". Trump si è poi voltato, ha guardato direttamente verso la telecamera e ha aggiunto: “E non voglio dire il perché.Ma molti lo capiscono”.

La portavoce della campagna di Trump, Karoline Leavitt, ha affermato che l'ex presidente non si riferiva alla razza o al genere della vicepresidente e ha continuato a criticare Harris per i suoi risultati sull'immigrazione e su altre politiche dell'amministrazione Biden.  “Lei è debole, disonesta e pericolosamente liberale, ed è per questo che il popolo americano la rifiuterà il 5 novembre”, ha detto Leavitt.La campagna di Kamala Harris non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.

Il super Pac American Bridge 21st Century, comitato pro-Harris, ha definito l’osservazione di Trump su come Harris si sarebbe confrontata con i leader mondiali “molto grossolana e strana”. Martedì scorso, la campagna aveva criticato Trump per aver accusato senza fondamento Harris, che è sposata con un uomo ebreo, di detestare gli ebrei. “Donald Trump è odioso, spregevole e non dovrebbe essere il nostro presidente”, ha affermato la campagna in una dichiarazione non firmata. “Fa il tifo contro l’America.Insulta l'America.

Perché dovremmo metterlo a capo dell’America?”. Nel corso dell'intervista a Fox News, Ingraham ha chiesto a Trump come migliorerebbe la vita delle donne nere, alle quali Harris sta dando energia.Trump ha risposto dicendo che Harris porterebbe verso vie non sicure e ha aggiunto: “Avrete milioni di persone che verranno a prendersi il vostro lavoro e quello dei vostri mariti”.

Ieri Harris ha esortato Trump a impegnarsi per un dibattito.Trump ha espresso apertura al dibattito, ma ha manifestato dubbi su una data a settembre, ospitata da Abc News, che aveva precedentemente concordato con il presidente Joe Biden, prima che si ritirasse dalla corsa.  "Donald, spero che riconsidererai l'idea di incontrarmi sul palco del dibattito", ha detto in un'arena gremita di Atlanta. "Come dice il proverbio, se hai qualcosa da dire, dillo in faccia".

Trump ha l'abitudine di criticare l’aspetto e l’intelligenza delle sue avversarie politiche, da Carly Fiorina a Hillary Clinton e Nikki Haley.La settimana scorsa i leader repubblicani della Camera hanno chiesto ai membri del partito di non attaccare Harris a causa della sua razza e della sua identità, dopo che diversi legislatori l’avevano liquidata come “candidata Dei”, usando l’abbreviazione per “diversità, equità e inclusione”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rai, nomine cda in stallo: La Russa propone voto, Lega frena e Pd ‘rimanda’ a settembre

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(Adnkronos) – Resta lontano il voto per il cda della Rai in Senato.Il presidente Ignazio La Russa durante la riunione dei capigruppo ha proposto di fissare una data per il voto sui vertici Rai, così come aveva anticipato prima di iniziare.

Ma sulla sua proposta ha dovuto registrare la freddezza della Lega, che ha espresso dubbi sui tempi, non garantendo di poter aderire alla richiesta della maggioranza.Esitazioni che potrebbero a questo punto portare a uno slittamento della procedura, che ha nell'elezione dei membri del cda solo un primo passaggio per arrivare alla nuova struttura di comando di Viale Mazzini.

Davanti all'incertezza degli interlocutori La Russa si è riservato di fare una nuova riunione lunedì, dopo l'Aula convocata dopo la seduta pomeridiana delle 16, alle prese con gli ultimi decreti prima della pausa estiva. "Lunedì ci sarà una nuova capigruppo che dovrà valutare se c'è una maggioranza attorno a una data" per eleggere il cda della Rai, ha detto La Russa, lasciando la conferenza. "Come sapete -ha ricordato- il regolamento del Senato non prevede che sia il Presidente a fare il calendario, come invece avviene alla Camera in caso di differenza tra maggioranza e opposizione.Qui decide la maggioranza dei Presidenti dei gruppi, vedremo lunedì".  A spiegare la posizione di Fi è stato Maurizio Gasparri, presidente del gruppo azzurro. "Il gruppo del partito democratico si è espresso contro la calendarizzazione" entro la pausa estiva e "il gruppo della Lega ha detto di riflettere, di non essere pronto a dare un assenso, io ho ricordato che la procedura è complessa, prevede vari passaggi", ha detto facendo il punto della situazione.

Parole che sono sembrate un invito a prendere atto dello stallo, evitando di forzare la mano.Dopo l'eventuale voto "si riunisce il Consiglio di Amministrazione della Rai per procedere a un secondo adempimento, che non può avvenire in cinque minuti: deve eleggere l'amministratore delegato e deve indicare il Presidente che deve poi essere sottoposto al voto della Commissione parlamentare di vigilanza, che deve dare una sua eventuale approvazione a due terzi di maggioranza", ha spiegato Gasparri. "Quindi, oggi è il 31 luglio, lunedì ne avremo cinque…", ha concluso con riferimento alla prossima capigruppo che proverà ad affrontare nuovamente il nodo del voto parlamentare.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)