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Orban, l’affondo su Ilaria Salis: “Lo stile italiano è sorprendente”

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(Adnkronos) –
Ilaria Salis "è una questione italiana, se vi piace delegare questo tipo di persone è un affare vostro".E' l'affondo del premier ungherese Viktor Orban, interpellato a margine del Forum di Cernobbio sull'elezione di Ilaria Salis all'Europarlamento.

Salis è sotto processo in Ungheria per l'aggressione ai danni di un neonazista. "Dal punto di vista dell'Ungheria è più che sorprendente: venire in Ungheria in modo organizzato e commettere atti di violenza contro cittadini che camminano per strada e poi essere eletti nel Parlamento europeo è nello stile italiano.Non ungherese", dice Orban. "E' un crimine – evidenzia Orban -.

Anche se adesso non possiamo perseguirla perché il Parlamento probabilmente le concederà l'immunità". Al primo ministro ungherese, replicano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, dell’Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno candidato Ilaria Salis nelle elezioni Europee 2024. "In merito alle recenti dichiarazioni del presidente ungherese Viktor Orban sull’elezione di Ilaria Salis al Parlamento Europeo, è necessario ribadire alcuni punti fondamentali.In Italia, come in tutte le democrazie, le sentenze spettano ai giudici, non ai politici.

Ilaria Salis non è stata condannata, dunque le insinuazioni di Orban sono infondate", dicono. "Comprendiamo che per Orban, che controlla la magistratura in Ungheria, la separazione dei poteri possa essere difficile da accettare.Forse lo stile ungherese' a cui allude è proprio questo: l’ingerenza politica sulla giustizia.

Questo non è né lo stile dell’Italia né del Parlamento Europeo, che restano baluardi di democrazia e stato di diritto". "Del resto è la sua amica Giorgia Meloni ha fatto eleggere in Europa un condannato per corruzione e nel parlamento italiano una condannata per per peculato.Che Orban, nemico dell’Europa e amico di Putin, venga a darci lezioni di legalità è ridicolo.

Il suo astio nei confronti di Ilaria Salis eletta al parlamento europeo dai cittadini italiani e il suo giudizio inappellabile di colpevolezza senza uno straccio di giustizia decente, ci conferma il carattere illiberale e inaccettabile di quel regime che umilia il popolo ungherese e che offende i valori basilari della Ue.La presidente Meloni e il suo governo dovrebbero una volta per tutte rivedere profondamente ogni rapporto con questo loro sodale inqualificabile”.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Non solo Maria Rosaria Boccia, quando i cani hanno rubato la scena a intervistati e giornalisti

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(Adnkronos) – Durante l'intervista a Maria Rosaria Boccia, molti utenti hanno notato un cane abbaiare in sottofondo e si sono chiesti di chi fosse, come si chiamasse, perché fosse lì.Insomma, l'amico a quattro zampe – pur non apparendo in video – ha rubato un po' la scena all'intervistata.

Sicuramente, però, non è la prima volta che un cagnolino fa questo effetto: da Enrico Mentana fino al presidente irlandese, ecco alcune delle scene più memorabili.  Una giornalista russa è all'esterno, in diretta, quando un golden retriever arriva, salta, le ruba il microfono e lo porta via.  Un altro caso famoso di qualche anno fa, sempre in Russia.Mentre sta conducendo il telegiornale una giornalista viene sorpresa da un labrador nero che spunta sotto la scrivania, scondinzola e poi si tira su e mette il muso sul tavolo. Enrico Mentana ha svelato che ogni tanto gli capita di portare con i cagnolini con nsè a lavoro: eccolo pronto per la conduzione del tg con tanto di guinzaglio in mano.  C'è chi però il cane l'ha messo direttame in grembo durante la conduzione del telegiornale.

E' successo negli Stati Uniti: quando Pancho, il cagnolino del produttore Frank Espinoza non voleva scendere dalle gambe della giornalista, Sofía Ojeda ha proseguito il suo lavoro senza battere ciglio, informando gli spettatori su NBCHouston.  In Brasile aspettavano la sfilata delle ragazze che concorrevano al titolo di Miss São Mateus do Sul, un concorso di bellezza, e invece sulla passerella è apparso un cane, accolto da risa e applausi.  Notissima l'intervista concessa dal presidente d'Irlanda Michael D.Higgins all'emittente RTÉ.

Mentre parla alle telecamere, Higgins accarezza con calma il cucciolo che gli fa le feste.  

 —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sangiuliano, lettera a Meloni: “Dimissioni irrevocabili”

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(Adnkronos) – Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano rassegna le dimissioni irrevocabili con una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid Italia, contagi in calo: 12.876 casi e 75 morti nell’ultima settimana

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(Adnkronos) – Sono 12.876 i nuovi casi di Covid registrati in Italia dal 29 agosto al 4 settembre, in calo rispetto ai 15.221 del periodo 22-28 agosto (-15% circa).In riduzione anche i morti, che nell'ultima settimana sono stati 75 contro i 135 della precedente (-44%).

Sono i dati dell'ultimo bollettino diffuso dal ministero della Salute.  A fronte di 89.228 tamponi eseguiti (in discesa rispetto ai 94.171 della scorsa rilevazione), l'indice di positività cala al 14,4%, 1,8 punti percentuali in meno rispetto al 16,2% della 22-28 agosto.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Heather Parisi criticata perché non vede la figlia in Italia? “Non alimento gossip”

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(Adnkronos) – "Non devo difendere, proteggere o giustificare nulla della mia vita privata, non ho mai alimentato il gossip né mai lo alimenterò".A scriverlo Heather Parisi sul suo profilo Instagram.

L'ex ballerina americana, che oggi vive ad Hong Kong, è stata criticata sui social per essere venuta in Italia e non avere (secondo quanto riportato dal gossip) ancora incontrato la figlia Jacqueline Luna, compagna del cantante Ultimo ed ora in attesa di un bimbo.Con queste parole, sembrerebbe così rispondere agli attacchi degli haters. "Giornali e Tv lo usano come strumento di distrazione della gente.

Io lo trovo uguale alla pornografia.M'infastidisce anche quando riguarda gli altri perché mi disgusta l'idea che un personaggio pubblico debba far sapere i suoi fatti privati", aggiunge. "Voglio essere giudicata per il mio lavoro, per le mie idee, per le mie battaglie invece che per il mio privato -prosegue la showgirl- Oggi molti personaggi del mondo dei social o dello spettacolo usano la propria vita privata per far parlare di sé.

Questo succede quando non si ha nulla da raccontare dal punto di vista artistico perché non si hanno una carriera e un talento da artista.Io ho carriera e talento e non parlo dei miei fatti privati ad uso della pruderie e della morbosità di una società in cui farsi i cazzi propri non è più un valore". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, da mobilità a verde urbano: la sfida per il clima si vince nelle città

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(Adnkronos) –
La sfida per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 si gioca e si vince nelle città: le emissioni di CO2 nei capoluoghi italiani possono essere più che dimezzate attivando su vasta scala alcune leve già disponibili, come la mobilità elettrica, le pompe di calore, il fotovoltaico su tetto, il teleriscaldamento, il relamping, l’uso circolare dei rifiuti e il verde urbano.Un pacchetto di investimenti da 10 miliardi l’anno (270 miliardi al 2050) renderebbe possibile il processo di decarbonizzazione e il miglioramento dell’efficienza e della qualità della vita nelle città italiane. È quello che emerge dal Position Paper 'Sostenibilità urbana.

Decarbonizzazione, elettrificazione e innovazione: opportunità e soluzioni per città future-fit' realizzato da Teha Group in collaborazione con A2A e il contributo scientifico di ASviS, presentato oggi, nell’ambito della 50° edizione del Forum di Cernobbio.  Uno studio completo e dettagliato sul ruolo di catalizzatore economico e sociale delle città italiane e sulla loro rilevanza nel promuovere il processo di decarbonizzazione dell’intero sistema-Paese.Già oggi i centri urbani si caratterizzano per un’efficienza intrinseca che porta con sé anche un’efficienza complessiva: i 112 comuni capoluogo oggetto dell’analisi consumano il 29% del totale energetico nazionale, a fronte di circa il 60% del Pil generato.

Il Rapporto ha identificato una serie di leve tecnologiche e di servizio che possono accrescere l’efficienza delle città, migliorando al tempo stesso la sostenibilità urbana e la qualità della vita dei cittadini.Sono stati inoltre approfonditi i casi di 7 città italiane in cui si stanno implementando progettualità dirette a coniugare e accrescere il benessere dei cittadini e la sostenibilità nei territori (Milano, Brescia, Messina, Bergamo, Varese, Cremona e Cosenza).  “Le città hanno assunto un ruolo centrale nello sviluppo sociale ed economico, diventando veri e propri catalizzatori di innovazione e sostenibilità.

I dati indicano che, entro il 2050, il processo di urbanizzazione in atto potrebbe portare il 70% della popolazione mondiale a vivere in aree urbane; una percentuale che sale oltre l’80% in Italia e che avrà un conseguente impatto sulle emissioni, in aumento del 18%, e sul consumo energetico.La densità rende però al tempo stesso le città particolarmente efficienti: a livello nazionale, consumano il 29% dell’energia ma producono il 60% del Pil – ha commentato Roberto Tasca, presidente di A2A – I sindaci europei indicano come priorità la necessità di coniugare sviluppo e sostenibilità; per farlo è essenziale implementare strategie di decarbonizzazione e investire in nuove tecnologie.

Con un tale approccio non solo si potrà contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma anche stimolare una crescita economica sostenibile rendendo i centri urbani attrattivi e in grado di innalzare la qualità della vita di chi ci vive”.  “Grazie alle leve tecnologiche già oggi disponibili, è possibile ridurre le emissioni delle città di oltre il 50%: in valori assoluti, si tratta di 32 milioni di tonnellate di CO2, pari all’anidride carbonica assorbita da 210 milioni di alberi.Un contributo sostanziale al percorso verso la neutralità climatica e per il benessere delle persone – ha dichiarato Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A – Ne beneficerebbe anche l’attuale mix di consumi, con un aumento del peso di rinnovabili, elettricità e calore derivato di 20 punti percentuali sul totale, riducendo l’uso di combustibili fossili.

Le azioni individuate richiedono investimenti annuali per circa 10 miliardi di euro per un totale di 270 miliardi fino al 2050; risorse attivabili anche grazie alla presenza e alla capacità economico-finanziaria di operatori industriali, tra cui A2A, che possono ricoprire un ruolo di abilitatore e partner contribuendo così ad accelerare il percorso verso la sostenibilità”.  “Il 21° secolo è il secolo delle città.Con l’accelerazione dell’urbanizzazione che riguarda tutte le aree del mondo, le città sono sempre più i luoghi in cui l’economia e la società di un Paese crescono e si sviluppano – ha commentato Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di Teha – È necessario fare sì che le città continuino a svolgere il loro ruolo di acceleratori dello sviluppo e coniugare a questo la sostenibilità richiesta dai target europei e la qualità della vita.

La quota di cittadini italiani che si dichiara soddisfatta della vita nella propria città è infatti inferiore di 8,1 punti percentuali alla media europea.Nello Studio presentato oggi abbiamo identificato 7 leve d’azione immediatamente attuabili per la decarbonizzazione, l’elettrificazione e l’innovazione urbana (impianti fotovoltaici, installazione di pompe di calore elettriche, teleriscaldamento, water e waste management, elettrificazione del trasporto pubblico locale, illuminazione a LED e verde urbano), con importanti benefici in termini di CO2 ed efficientamento del mix energetico dei consumi”.  “Uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, da conseguire entro la fine di questa decade, è quello di costruire città sostenibili e resilienti – ha osservato Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) – il che richiede una piena coerenza delle politiche pubbliche economiche, sociali e ambientali.

Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile un approccio integrato sia tra le diverse parti dell’amministrazione locale, sia tra i diversi livelli di governo.In questa prospettiva, è indispensabile rendere operativo il Comitato interministeriale per le politiche urbane (Cipu), ricostituito dal Governo Draghi, ma mai convocato, con l’obiettivo di coordinare le azioni che impattano sullo stato delle città, specialmente di quelle metropolitane.

Lo studio presentato oggi dimostra le opportunità che un investimento ben coordinato sulla trasformazione delle città italiane produrrebbe un effetto importante sul benessere attuale e futuro di milioni di cittadini". LO SCENARIO DI RIFERIMENTO – Nel 2007, per la prima volta nella storia, la popolazione mondiale residente nelle aree urbane ha superato quella nelle aree rurali (50,1% contro 49,9%).Dal 2007 al 2024, i residenti in aree urbane sono saliti ulteriormente raggiungendo il 58,3% e la previsione è che tale quota possa arrivare a circa il 70% entro il 2050.

L’Italia, ad oggi, presenta la minore percentuale di residenti nelle aree urbane tra i Big-5 Paesi europei (oltre a Italia, si considerano UK, Francia, Spagna e Germania), pari al 72,6%, contro il 78,0% della Germania, l’82,1% della Spagna, l’82,3% della Francia e l’85,1% del Regno Unito.  I trend di urbanizzazione si legano al ruolo 'catalizzatore' economico e sociale delle città stesse.In Italia, nei 112 comuni capoluogo oggetto dello Studio, che coprono il 7% della superficie nazionale, si genera il 60% del Pil del Paese.

Inoltre, le aree urbane si caratterizzano già oggi per un’efficienza intrinseca, che lo studio ha valutato su 3 livelli: termica degli edifici, di servizi a rete e di mobilità.Queste, infatti, richiedono minor consumo termico (-21% per unità di superficie), generano economie di densità per le reti idriche, elettriche e gas (le utenze allacciate alla rete elettrica e del gas per km sono circa 5 e 3 volte superiori a quelle nel resto del Paese) e sostengono un minor utilizzo dei mezzi individuali per gli spostamenti (+54% di Tpl e di modalità sostenibili in città rispetto al resto d’Italia).

La concentrazione di attività nelle aree urbane rende necessario nei prossimi anni combinare tale efficienza con una crescente sostenibilità e qualità della vita.  A tal fine, nello studio sono stati identificati alcuni capoluoghi in cui si stanno portando avanti progettualità dirette a coniugare e accrescere qualità della vita e sostenibilità nei propri territori.Nel dettaglio, Teha ne ha individuati 7 esemplificativi in tal senso (Milano, Brescia, Messina, Bergamo, Varese, Cremona e Cosenza), trasversali rispetto all’area geografica di appartenenza e alla classe dimensionale.

Ciascuna delle città identificate riporta un diverso ricorso e mix di leve sul proprio territorio: l’installazione di impianti fotovoltaici (di grande taglia come nel caso di quelli installati sui tetti di Rho Fiera a Milano o piccola taglia come nel caso di Varese); il ricorso al teleriscaldamento sia per ridurre il conferimento in discarica sia per ridurre il ricorso ai combustibili fossili nella generazione di energia; l’adozione di modelli virtuosi di waste management, che possono anche riguardare l’elettrificazione del parco automezzi per la raccolta di rifiuti e l’installazione di pannelli fotovoltaici sui cestoni; l’elettrificazione della flotta Tpl e l’adozione di modelli sostenibili per incentivare il ricorso al trasporto pubblico; l’abilitazione di un’illuminazione pubblica più sostenibile grazie alla tecnologia Led con conseguenti minori consumi e maggiore sicurezza nelle strade; la creazione di isole di verde urbano e la piantumazione di alberi.  LE LEVE TECNOLOGICHE E DI SERVIZIO – Ad oggi sono disponibili una serie di leve tecnologiche e di servizio, all’interno del paradigma della Smart City, che possono accrescere l’efficienza delle città, migliorando al tempo stesso la sostenibilità urbana e la qualità della vita.Per stimare la diffusione delle leve tecnologiche e di servizio individuate è stato preso in considerazione come orizzonte temporale il 2050 o, dove possibile, è stato ipotizzato un pieno dispiegamento del relativo potenziale sulla base della tecnologia attuale.

Nel dettaglio, quelle identificate nello studio riguardano l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici residenziali, l’elettrificazione dei trasporti, l’installazione di pompe di calore elettriche, la diffusione del teleriscaldamento, l’ottimizzazione dei servizi di water e waste management, la sostituzione dei punti luce con illuminazione a Led (relamping) e lo sviluppo di verde urbano.Per ciascuna di tali leve è stata individuata una specifica metodologia per stimarne la potenziale adozione e diffusione nelle città italiane e i relativi benefici in termini di riduzione delle emissioni di CO2 e di shift dai combustibili fossili (petrolio e gas naturale) verso vettori e fonti energetiche come l’elettricità, le rinnovabili e il calore derivato.  In sintesi, secondo le stime di Teha, le leve individuate potrebbero ridurre le emissioni nelle città di oltre il 50% (32 milioni di tonnellate di CO2), incrementando l’elettrificazione, le Fer e il calore derivato nel mix di consumo delle aree urbane di circa 20 punti percentuali.

L’attivazione di tali leve tecnologiche e di servizio richiede un investimento complessivo di circa 270 miliardi di euro, ovvero circa 10 miliardi di euro annui fino al 2050.Queste azioni rappresentano le soluzioni più efficienti, in termini di costo-beneficio, per la riduzione delle emissioni e potranno essere attivate anche grazie al coinvolgimento e all’impegno di tutti gli stakeholder: cittadini, operatori privati ed enti pubblici.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezia 81, non solo Phoenix e Marinelli: le trasformazioni del corpo al cinema

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(Adnkronos) – Il mestiere dell'attore non è così semplice come sembra.Spesso, non basta un taglio di capelli, un paio di lenti a contatto colorate o un trucco prostetico per interpretare un ruolo.

Gli ultimi ad aver trasformato il loro corpo sono Joaquin Phoenix e Luca Marinelli, tra i protagonisti dell'81esima Mostra del Cinema di Venezia.Per interpretare Mussolini nella serie 'M – Il figlio del secolo', l'attore romano è ingrassato superando i 90 chili.

Phoenix per 'Joker' ha perso 25 chili e altrettanti per 'Joker: Folie à deux': "Questa volta è stato più difficile, forse perché c'erano più scene in cui dovevo ballare.Ho 49 anni, molto probabilmente non dovrei farlo di nuovo", ha dichiarato l'attore in occasione della conferenza stampa del sequel.   Da Hollywood all'Italia, sono molte le star che hanno trasformato il loro corpo con l'aumento o la perdita del peso.

Chi più di tutti ha messo a dura prova il fisico è Christian Bale, che per 'L'uomo senza sonno' ha perso 30 chili. "Durante l'arco della giornata mangiavo una mela, una tazza di caffè, un bicchiere di whisky e fumavo tante sigarette.Dormivo poco e non provavo più emozioni.

Ho ricominciato a sentirle quando ho ripreso a mangiare", ha raccontato l'attore in una vecchia intervista.   Sono 18 i chili persi da Alessandro Borghi per interpretare Stefano Cucchi nel film 'Sulla mia pelle'.L'attore ha raccontato quanto sia stato "difficile passare davanti le vetrine delle pasticcerie, ero diventato intrattabile.

Finite le riprese, la mia voleva che facessi lo stesso percorso al contrario, ma sempre graduale per riprendere peso e non sentirmi male".  Tra gli attori italiani anche Edoardo Leo, che ha preso 22 chili per 'Non sono quello che sono', Pierfrancesco Favino, che ha raggiunto circa i 100 chili per 'Senza nessuna pietà', e Stefano Accorsi che ne ha persi circa 12 per 'Veloce come il vento'.  Jared Leto e Matthew McConaughey hanno condiviso l'esperienza di trasformazione del loro corpo per 'Dallas Buyer Club', grazie a cui hanno vinto l'Oscar nel 2014. "Ho perso peso vivendo da 'eremita', non uscivo la sera ed evitato eventi mondani", ha dichiarato Leto prima dell'uscita del film.Per l'attore quella non è stata la prima volta. "Sono dimagrito circa 13 chili per 'Requiem for a dream' e sono ingrassato 27 chili per 'Chapter 27'", ha raccontato.

McConaughey, invece, è arrivato a pesare poco più di 50 chili perdendone quasi 20.   Trasformazione anche per Natalie Portman, che ha perso 10 chili per 'Il cigno nero', e Charlize Theron, che è ingrassata 22 chili per interpretare Aileen Wuornos in 'Monsters' sulla vera storia della serial killer statunitense condannata a morte e giustiziata per l'omicidio di sette uomini tra il 1989 e il 1990 in Florida.Si fa tutto per amore del cinema. E lo sanno bene anche Tom Hanks, che per 'Cast away' ha perso più di 20 chili, e Robert De Niro. 'Bob' è ingrassato 27 chili per interpretare Jack La Motta in 'Toro scatenato', un ruolo che gli è valso l'Oscar. "Mi dispiace che molti miei colleghi perdano peso, è una pratica pericolosa".

A dirlo è stato Gary Oldman, che per interpretare Winston Churchill ne 'L'ora più buia' avrebbe dovuto prendere 20-30 chili.L'attore, però, ha preferito l'aiuto dei truccatori del cinema. (di Lucrezia Leombruni) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università UniCamillus arriva in Sicilia, da ottobre corso di Medicina a Cefalù

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(Adnkronos) – L'Università Medica Internazionale UniCamillus ha ricevuto il via libera del ministero dell'Università e della Ricerca per l'accreditamento di un Corso di laurea in Medicina e chirurgia in Sicilia, dopo la proposta di accreditamento da parte dell'Anvur.E' la terza sede aperta dall'ateneo dopo Roma e Venezia.

Grazie alla collaborazione tra UniCamillus e Fondazione Giglio – riporta una nota – il nuovo corso di laurea parte a ottobre a Cefalù.  Sono 80 i posti disponibili già da quest'anno.La scadenza per l'iscrizione al test d'ingresso è il 23 settembre.

La prova si terrà il 27 settembre.I bandi di ammissione e tutte le altre informazioni relative al corso stesso, alle modalità di partecipazione al test, nonché alla successiva pubblicazione dei risultati, sono consultabili online sul sito ufficiale dell'ateneo (www.unicamillus.org).

Le lezioni, in lingua italiana, si terranno all'interno della struttura dell'Ospedale Giglio. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maria Rosaria Boccia e il ‘mistero’ del cane che abbaia durante la videointervista

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(Adnkronos) – Dopo l'intervista al Tg1 del ministro Sangiuliano, giovedì 5 settembre, è arrivata la replica dell'imprenditrice campana Maria Rosaria Boccia risponde su La Stampa.Due pagine sul giornale e una clip video dove Boccia in giacca nera, camicia bianca e con un sorriso stampato racconta la sua versione sul rapporto con il ministro della Cultura. Ma in questa storia dai contorni incredibili irrompe un terzo incomodo: un cane che abbaia in sottofondo durante tutta l'intervista concessa al vicedirettore della Stampa Federico Monga.

E anche su questo, nella rete, è partito il dibattito.  'Di chi è?', si chiedono diversi utenti sui social.Se sia o meno di Boccia è un elemento che, a detta di qualcuno, potrebbe andare più o meno a suo favore: che lo abbia portato con sé per non lasciarlo solo in casa? "Ho guardato lo spezzone dell'intervista – si legge in un messaggio su X – a Maria Rosaria Boccia, si sente un cane abbaiare, questo mi basta, io sto con lei.

Se ami i cani sei una persona sensibile".Ma sui profili di Boccia del cane non c'è traccia e considerando la sua iper pubblicazione si fa fatica a pensare che non lo abbia mai fotografato.

E allora?Di chi è?  Qualcuno avanza l'idea che sia di Monga.

Ma anche in questo caso appare poco probabile che il giornalista lo abbia portato con sé a fare l'intervista.Quindi?

Potrebbe essere degli avvocati di Boccia nello studio dei quali è stata ospitata la videointervista.Un piccolo mistero "a quattro zampe".

Nessuno lo ha visto ma tutti lo hanno sentito.Eccome.  Tant'è che c'è chi fa ipotesi persino sul nome.

D'altronde, anche questo potrebbe raccontare qualcosa di Boccia.E poi perché abbaiava?

Aveva fame?Si sentiva solo?

Forse lo avevano chiuso in una stanza per la durata delle riprese?Cosa voleva dire, anzi abbaiare?  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Francesca Carocci, ospedale: “Primi esami hanno escluso infarto”

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(Adnkronos) –
Francesca Carocci, l'attrice morta a 28 anni per un infarto, il 28 febbraio scorso è stata sottoposta ad accertamenti presso l'Aurelia Hospital: gli esami, secondo l'ospedale, "hanno categoricamente escluso una diagnosi di infarto miocardico acuto".
 La giovane, si legge in una nota, "all'accesso in pronto soccorso, in data 28 febbraio 2024, è stata sottoposta a tutti gli esami ed accertamenti clinici, completi ed approfonditi, richiesti per la sintomatologia presentata dalla paziente.Tali accertamenti, accuratamente valutati dall'équipe di cardiologia della struttura, hanno categoricamente escluso una diagnosi di infarto miocardico acuto".

L'ospedale "desidera innanzitutto esprimere il più sentito cordoglio per il decesso di Francesca Carocci" e "al fine di ristabilire una corretta lettura dei fatti riportati da alcuni articoli di stampa, intende però precisare alcuni punti".  Dopo avere avvertito una fitta molto forte al petto, Carocci si è recata il 28 febbraio scorso al pronto soccorso dell'Aurelia Hospital dove – come riporta oggi 'la Repubblica' – dopo la visita è stata rimandata a casa con la prescrizione di antidolorifici.E' deceduta dopo 48 ore e la Procura di Roma indaga per omicidio colposo. "Relativamente alla presunta terapia dell'infarto con antidolorifici", l'ospedale precisa che "veniva semplicemente confermata la stessa terapia già assunta in precedenza dalla paziente a domicilio.

Terapia chiaramente non in grado di poter mascherare i sintomi di un eventuale infarto.La paziente, a distanza di 2 giorni dalle dimissioni – prosegue la nota – è tornata in pronto soccorso in arresto cardiocircolatorio e, nonostante tutti i tentativi di rianimazione, è successivamente deceduta.

E' stata la stessa Aurelia Hospital, avendo precedentemente escluso la diagnosi di infarto, a richiedere il riscontro autoptico a seguito del decesso, proprio per chiarirne le cause". Tuttavia, Aurelia Hospital "non è stata invitata allo svolgimento dell'esame autoptico e non è tuttora a conoscenza dei risultati, anche se può fin d'ora osservare come le notizie riportate dalla stampa su alcune valutazioni attribuite al medico legale incaricato dalla Procura non siano assolutamente corrette", conclude la nota dell'ospedale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa in Nuova Guinea, appello per detenuto italiano: “Francesco aiutaci”

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(Adnkronos) – Da più di quattro anni è bloccato in Papua Nuova Guinea, accusato di traffico di droga prima, di terrorismo internazionale poi.Lui è l'italiano Carlo D'Attanasio, oggi ha 55 anni, nel 2019 partito in barca a vela per un giro del mondo e che invece ha trovato la sua ultima tappa proprio nel Paese oceanico.

Da 4 anni fermato nel Paese, e malato di tumore al colon.Per questo Juanita Costantini, che con Carlo ha avuto un figlio, all'Adnkronos affida un vero e proprio appello per Papa Francesco, nella speranza che il viaggio del Pontefice in Papua Nuova Guinea possa riuscire a sbloccare la situazione. "Nel marzo del 2020 – sottolinea Juanita Costantini – Carlo approda in Papua Nuova Guinea e decide di fermarsi per una sosta che si prolunga per 5 mesi, quando, in procinto di ripartire per terminare la sua impresa, un piccolo aeroplano si schianta sull’isola subito dopo il decollo.

All’interno del velivolo la polizia rinviene 611 chili di cocaina, probabilmente destinati all’Australia.Due giorni dopo vengono fermati due papuani e Carlo viene, senza alcuna spiegazione, arrestato.

Accusato.Incarcerato.

Dopo alcuni mesi, però, le accuse contro Carlo di traffico di droga cominciano a vacillare.La stessa stampa locale comincia a dubitare delle accuse nei confronti di Carlo e, poiché non hanno rinvenuto prove, l’accusa passa da traffico di droga a terrorismo internazionale".

Poi, tutto si ferma, fra processi che non si celebrano e legali che spariscono. "Nel frattempo Carlo è costretto in una piccola cella fatiscente.Con tanti altri detenuti.

Senza servizi igienici.Inizia un calvario umano.

Le sue grida di innocenza perdono la forza.E Carlo – continua Juanita nell'appello al Papa- inizia a manifestare malori continui.

Dolori lancinanti.Da qui la richiesta di essere sottoposto ad esami diagnostici, con tutti i ritardi del caso.

A inizio marzo, dopo un anno e mezzo di attesa, arriva la colonscopia.E la diagnosi è di adenocarcinoma del colon di 10 centimetri.

Carlo è stato sottoposto a intervento, portatore di due enterostomie, perde sangue, è cachettico, ha una ferita aperta in addome, astenico e sotto droghe antalgiche.Anemico.

Fisicamente e moralmente è sfinito, Sua Santità.Necessita di urgente ulteriore intervento chirurgico.

E di speranza e preghiera".Perché, conclude Juanita, "sono cinque anni che mi sveglio e vado a dormire con l’assenza del mio amore e condivido il suo dolore in ogni momento dentro di me.

E quando guardo gli occhi dolci del nostro piccolo Enea non so più come rispondere alle sue domande e garantire la serenità che merita". (di Lorenzo Capezzuoli Ranchi)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Loredana Bertè, problemi di salute: annullato concerto domani a Capri

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(Adnkronos) –
Annullato per problemi di salute il concerto di Loredana Bertè in programma domani sera a Capri.Alla cantante – come si legge sui suoi profili social – è stata diagnosticata una "gastroduodenite acuta complicata da ipertensione arteriosa in nota ernia iatale con migrazione intratoracica su fondo gastrico".

Le prime cure hanno migliorato ma non risolto il quadro clinico, per questo la dottoressa curante oggi le ha prescritto riposo e terapia medica per altri 7 giorni ripromettendosi di rivisitarla nei prossimi giorni per una rivalutazione medica. Bertè – riferisce il suo staff – già nella precedente data di Mantova del 31 agosto aveva iniziato il concerto con un ritardo di circa 35 minuti dopo una giornata nella quale aveva accusato forti dolori all'addome aggravati poi, una volta sul palco, dal forte caldo umido sofferto in maniera evidente anche dal pubblico presente.Era riuscita, seppur dovendosi sedere spesso (cosa mai successa prima), ad esibirsi , portando a termine il concerto con tenacia ma con grande fatica.
 Dunque, una volta rientrata a Milano, dopo un controllo medico le è stata fatta la diagnosi che la costringe a saltare il concerto di domani. "Siamo tutti estremamente rammaricati – commenta ancora lo staff – per questa data speciale alla quale tenevamo moltissimo in primis Loredana" che "terminerà comunque il suo 'Ribelle Summer Tour' con la data di Terni il 21 settembre".

Si rende noto infine che a breve saranno comunicate le modalità e le tempistiche di rimborso dei biglietti. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Sangiuliano, legale del ministro: “Non ha nulla da temere, denunceremo Boccia”

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(Adnkronos) – Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano denuncerà Maria Rosaria Boccia.La decisione è stata presa al termine di un lungo incontro fra il ministro e il suo difensore, l’avvocato Silverio Sica. "Il ministro non ha nulla da temere dalle dichiarazioni di questa donna – afferma Sica – Non c’è ragione per cui possa essere ricattato, non ci sono prove che sia stato ricattato, lo escludiamo senza dubbio".  Non è ancora arrivato in procura l'esposto annunciato da Angelo Bonelli sul caso Sangiuliano-Boccia.

Al momento, a quanto si apprende, non ci sono fascicoli aperti a Roma sulla vicenda.Nell’atto depositato dal portavoce dei Verdi si fa riferimento ai reati di peculato e rivelazione di segreto d’ufficio con, come allegati, una serie di articoli stampa e il materiale social pubblicato dalla Boccia. Una volta ricevuto l’esposto, i pm di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, procederanno all'apertura di un fascicolo, che inizialmente potrebbe essere a modello 45, cioè senza indagati e ipotesi di reato, per affidare poi delega per effettuare accertamenti.

Sulla vicenda anche il ministro sta pensando di contrattaccare e valuta la possibilità di presentare una denuncia contro Maria Rosaria Boccia.  Intanto la procura regionale della Corte dei Conti del Lazio, coordinata da Paolo Luigi Rebecchi, avvierà verifiche in relazione al caso Sangiuliano-Boccia.Da fonti qualificate si apprende che la vicenda "non è rimasta inosservata" e "si stanno facendo valutazioni su eventuali violazioni’’.

I magistrati contabili avvieranno controlli riguardo eventuali violazioni sull'utilizzo di denaro pubblico e un possibile danno erariale.  "Alla luce di quanto accaduto nell’ultima settimana con l’affaire Boccia, il ministro della Cultura non può rimanere al suo posto, deve dimettersi immediatamente!Sangiuliano è attualmente un ‘ministro’ dimezzato, travolto dagli eventi, che non può rappresentare il nostro Paese durante in un contesto così importante come quello del G7 della Cultura", attacca il portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli. “La misura è colma, dopo due anni di gaffes, mancate riforme e una gestione politicizzata delle nomine dei direttori dei musei nazionali -ricordo a tutti l’utilizzo del criterio o per meglio dire pregiudizio, di “italianità” per la scelta delle guide delle più importanti realtà museali italiane- le dimissioni sono un atto dovuto e la Meloni dovrebbe accoglierle, invece continua a difendere ministri imbarazzanti o rinviati a giudizio come Santanchè e Delmastro", prosegue. "Per la Premier è terminata la favoletta dell’urderdog, oggi è semplicemente una leader arroccata nei palazzi che teme un rimpasto di governo e il ‘fuoco amico’ degli alleati di Lega e Forza Italia e protegge i poteri forti.

Questo non lo dice Angelo Bonelli, ma lo dimostrano i fatti, basti guardare a l’ultimo decreto bavaglio che imbavaglia i giornalisti e ostacola il lavoro della magistratura.Ed emette un decreto sul cinema che penalizza le produzioni italiane per favorire le grandi multinazionali da Netflix in poi", conclude Bonelli.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cardiomiopatie, studio conferma efficacia inibitore miosina cardiaca 

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(Adnkronos) – Nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva (oHcm) sintomatica, i dati di follow-up a lungo termine presentati la scorsa settimana al Congresso della Società europea di cardiologia (Esc) a Londra rafforzano il profilo consolidato di efficacia e sicurezza di mavacamten, primo inibitore della miosina cardiaca.Con l'inclusione nelle linee guida europee (Esc) e americane (Aha/Acc) come opzione raccomandata quando i sintomi persistono dopo la terapia di prima linea, mavacamten è quindi uno standard di cura per l'oHcm sintomatica.  I nuovi risultati di follow-up a lungo termine – si legge in una nota diffusa da Bristol Myers Squibb (Bms) – si riferiscono alla coorte Explorer-Lte dello studio Mava-Long-Term Extension (Mava-Lte) che valuta mavacamten nei pazienti adulti con oHcm, classe Nyha (New York Heart Association) II-III.

I pazienti hanno riscontrato miglioramenti costanti e sostenuti nelle misure ecocardiografiche e nei biomarcatori dopo un massimo di 3,5 anni (180 settimane) di trattamento continuo, inclusi il gradiente del tratto di efflusso del ventricolo sinistro (Lvot) a riposo, il gradiente Lvot con manovra di Valsalva, il volume indicizzato dell'atrio sinistro e i livelli del frammento amino-terminale del propeptide natriuretico di tipo B (Nt-proBnp).E' stato anche riscontrato un miglioramento dei sintomi e della capacità funzionale valutati con la variazione della classe Nyha e i patient-reported outcomes (Pros), inclusa la maggior parte dei pazienti che ha raggiunto la classe Nyha I.

Il profilo di sicurezza di mavacamten fino a 3,5 anni è rimasto coerente con quanto già riscontrato, senza nuovi segnali di sicurezza identificati. "I miglioramenti costanti e sostenuti dei parametri cardiaci per oltre 3 anni con mavacamten – ha affermato Pablo García-Pavia, responsabile Unità Malattie cardiache ereditarie e scompenso cardiaco, Dipartimento Cardiologia Ospedale universitario Puerta de Hierro e professore all'Istituto spagnolo di Ricerca cardiovascolare (Cnic) Madrid, Spagna – dimostrano come questa terapia soddisfi un'importante esigenza di trattamento per i pazienti con Hcm ostruttiva sintomatica.Questi dati positivi a lungo termine, insieme all'inclusione di mavacamten nelle linee guida cliniche Esc per l'Hcm ostruttiva, sottolineano l'importante ruolo di questo farmaco nella cura a lungo termine di questa condizione permanente che richiede una gestione continua". Nel dettaglio, alla data del cut-off, 211 dei 231 pazienti arruolati nello studio Mava-Lte, una coorte dell'Explorer-Lte, erano in trattamento con mavacamten; 185 e 99 avevano raggiunto rispettivamente la settimana 156 e 180.

I principali risultati dell'analisi dei dati Explorer-Lte hanno mostrato miglioramenti sostenuti delle misure ecocardiografiche e dei biomarcatori alle settimane 156 e 180, rispetto al basale.Relativamente ai parametri ecocardiografici, i pazienti hanno sperimentato una riduzione di 55,3 mmHg del gradiente Lvot con manovra di Valsalva sia alla settimana 156 che alla settimana 180 e una riduzione di 40,2 mmHg e 40,3 mmHg del gradiente Lvot medio a riposo, rispettivamente, alla settimana 156 e 180.

I miglioramenti del volume atriale sinistro indicizzato medio rispetto al basale sono stati mantenuti alle settimane 144 e 180, con pazienti che hanno sperimentato una riduzione rispettivamente di 3,5 e 5,5 mL/m2.La frazione di eiezione ventricolare sinistra (Lvef) media è diminuita dell'11% rispetto al basale alla settimana 180 e la media (63,9%) è rimasta entro l'intervallo normale.

La valutazione dei dati dei biomarcatori ha mostrato che i livelli mediani di Nt-proBnp sono diminuiti di 504 ng/L alla settimana 156 e di 562 ng/L alla settimana 180. Alla settimana 180, la maggior parte dei pazienti (66,3%) era in classe Nyha I.Nel complesso, 108 pazienti (46,8%) hanno ottenuto una risposta completa, definita come raggiungimento della classe Nyha I e un gradiente Lvot con manovra di Valsalva minore/uguale di 30 mmHg durante lo studio e hanno mantenuto una risposta completa fino alla data del cut-off.

I Pros, misurati tramite l'Hcm Symptom Questionnaire (Hcmsq), hanno rilevato un miglioramento del punteggio correlato alla dispnea, rispetto al basale, durante le prime 12 settimane, confermato alle settimane 156 e 180. "Questi risultati, rilevati al follow-up più lungo dello studio di fase 3 Explorer fino ad oggi – ha commentato Roland Chen, Senior Vice President e Head of Immunology, Cardiovascular & Neuroscience (Icn) Development Bms – rafforzano ulteriormente il profilo di sicurezza ed efficacia consolidato di mavacamten.Come primo e unico inibitore della miosina cardiaca approvato per i pazienti con Hcm ostruttiva sintomatica e con migliaia di pazienti in tutto il mondo trattati fino ad oggi, mavacamten, che ha come bersaglio la causa" della patologia, "sta ridefinendo il panorama del trattamento per questa popolazione di pazienti".

L'analisi dello studio Explorer-Lte – conclude la nota – non ha rilevato nuovi segnali di sicurezza nel trattamento con mavacamten.Un totale di 20 pazienti (8,7%) ha sperimentato riduzioni transitorie della Lvef minore al 50%; tutti sono tornati a Lvef maggiore/uguale al 50% dopo l'interruzione del trattamento e 14 pazienti hanno ripreso il trattamento con mavacamten. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuovo look per William, il principe torna agli impegni pubblici con la barba

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(Adnkronos) – William con la barba: ad agosto era apparso così in un video in cui il futuro re insieme alla moglie Kate si congratulava con il team britannico dopo le Olimpiadi.E si era pensato che il nuovo look del figlio di Carlo e Diana fosse dovuto alla rilassatezza della vacanza, alla temporanea lontananza dagli impegni pubblici.

Invece il principe di Galles non l'ha tagliata, presentandosi con la mascella ispida al suo primo appuntamento lavorativo dopo le ferie.  William ha sfoggiato la barba ben curata durante la visita alla galleria Saatchi di Londra, per vedere una mostra di opere d'arte create da persone senza fissa dimora.Mentre ne ammirava i lavori, nell'ambito del suo progetto Homewards (l'organizzazione benefica del principe che si propone di cambiare la percezione del problema dei senzatetto e di sradicarlo), la sua barba corta ha attirato l'attenzione del pubblico, che sembra aver ben gradito il look dell'erede al trono. Il 64 per cento dei lettori del Telegraph, che hanno risposto a un sondaggio tramite la newsletter Royal Appointment, ha infatti dichiarato di apprezzare il nuovo look del principe William.

Non solo.I fan si sono infatti scatenati anche sui social: uno di loro ha scritto: "La barba di William è tornata, e non è mai stato così bello!

Speriamo che questa volta tenga lontano il rasoio…perché questa luminosità è 'fuoco'".

Un secondo ha aggiunto: "Quanto è bello il nostro futuro re".   —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’Oreal, Olivier Tessler è il nuovo Direttore Generale Lusso Italia

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(Adnkronos) – La Direzione Generale di L’Oréal Italia ha annunciato la nomina di Olivier Tessler a Direttore Generale Lusso di L’Oréal Italia.Olivier prende il posto di Francesco Santachiara, alla guida della divisione da maggio 2022.

Francesco ha deciso di lasciare il Gruppo per perseguire un nuovo progetto professionale dopo 10 anni di carriera prima nel Travel Retail, poi come GM Lusso per il Benelux e poi in Italia.La Direzione Generale di L’Oréal Italia, nel congratularsi con Olivier per la nuova nomina, vuole ringraziare Francesco "per l’importante contributo portato in questi anni e augurargli il meglio dal punto di vista professionale e personale". 
Olivier Tessler è entrato nel Gruppo L’Oréal in Francia 20 anni fa.

Può vantare un’importante carriera internazionale, ha infatti trascorso più di 10 anni nel Travel Retail prima in Europa e poi in Asia, dove ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale Consumer Product Division Travel Retail.Oggi ricopre il ruolo di Deputy General Manager di Shu Uemura in Giappone.  Nel 2021 Olivier si è trasferito in Italia come GM Excellence Pole.

In questo ruolo ha guidato l’accelerazione di YSL in Italia che è stato il brand con la crescita più rapida nel mercato selettivo della bellezza nel 2022.Olivier – si sottolinea in una nota – "è riconosciuto come leader curioso, coinvolgente e moderno, particolarmente impegnato nello sviluppo dei suoi team e nella promozione della collaborazione all'interno dell'organizzazione.

Il suo pensiero strategico, la sua mentalità collaborativa, la sua conoscenza approfondita del modello di business del Lusso e la sua passione per il mercato italiano della bellezza saranno strumenti chiave per avere successo in questo ruolo".Olivier assumerà la piena responsabilità di General Manager della Divisione Lusso di L’Oréal Italia a partire dal 1° ottobre —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, violenta la nipote di 10 anni: arrestato 26enne

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(Adnkronos) – La Polizia di Stato ha arrestato un 26enne napoletano gravemente indiziato del reato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti della nipotina di 10 anni.Le indagini, svolte dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale di Napoli, avviate a seguito della denuncia presentata dai genitori di un’altra minore vittima di molestie sessuali, hanno consentito di acquisire significativi elementi in ordine alle violenze sessuali che sarebbero state perpetrate dall’indagato nei confronti della giovane nipote.  La perquisizione disposta dalla Procura di Napoli – Sezione Tutela delle fasce deboli della popolazione e violenza di genere, che ha coordinato l’inchiesta, ha portato alla luce le gravi condotte del giovane, in particolare, controllando lo smartphone dell’indagato nel quale vi erano foto e video ritraenti le violenze sessuali perpetrate dal 26enne nei confronti della nipote convivente.

Infatti, gli investigatori della Polizia Postale intervenuti, ispezionando il dispositivo, hanno immediatamente intuito il tentativo dell’uomo di eliminare le tracce del reato cancellando una notevole quantità di contenuti multimediali di interesse investigativo memorizzati, che il personale di polizia, altamente specializzato, è riuscito a recuperare. Sulla base delle evidenze emerse, l’indagato è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale mentre la minore è stata affidata ad una struttura protetta.Il Giudice per le Indagini Preliminari, condividendo il quadro probatorio acquisito ha convalidato l’arresto emettendo contestuale custodia cautelare in carcere. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Orban: “Incontro tra Putin e Zelensky possibile e necessario”

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(Adnkronos) – Un incontro tra Putin e Zelensky "è certamente possibile è necessario".Il premier ungherese, Viktor Orban, a margine della 50esima edizione del Forum di Ambrosetti in corso a Cernobbio, rilancia la necessità di un piano diplomatico per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina. "C'è una grande letteratura in Europa di come creare la pace e questa letteratura e la mia personale esperienza è che la prima questione riguarda il dialogo – ha aggiunto Orban -.

Se non c'è dialogo in un tempo congruo cresce l'escalation e poi diventa più difficile".  Sul cessate il fuoco, ha osservato, "c'è un fraintendimento nell'opinione pubblica occidentale, secondo cui dovremmo prima mettere insieme un piano della pace, poi iniziare una negoziazione e poi attuare un cessate il fuoco.Non è così.

Il mio punto è prima il dialogo, poi il cessate il fuoco e poi si può iniziare una negoziazione su un accordo di pace".  "Penso dovremmo creare un contesto internazionale che possa esprimere in modo convincente che tutto il mondo vuole il cessate fuoco il più rapidamente possibile perché senza questo contesto internazionale sarà troppo difficile convincere le due parti". Ricordando le visite a Kiev e Mosca delle scorse settimane, il presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea e primo ministro dell'Ungheria ha spiegato che la sua "conclusione è stata, soprattuto dopo gli incontri con il presidente ucraino e russo, che non c'è nessuna intenzione né da una parte né dall'altra di raggiungere una pace, entrambi i leader mi hanno detto che pensano che il tempo possa giocare a loro favore". "La mia impressione è che non ci sia un'intenzione reale né da una parte dell'altra per arrivare a un cessate il fuoco e a una pace veloce e rapida", ha affermato. Per questo, ha aggiunto, "abbiamo bisogno di amici che sostengano questa idea di pace perché altrimenti non sarà possibile muovere verso la pace". "Se non c'è una comunicazione non c'è nessuna possibilità di bloccare la guerra" e "quello che stiamo facendo è sbagliato perché non c'è una comunicazione con i russi attualmente.Abbiamo bisogno di una comunicazione con l'Ucraina, ma abbiamo anche bisogno di una comunicazione con la Russia", ha insistito Orbán.  "Non è la mia prima guerra.

Sono primo ministro da 22 anni.La prima guerra per me è stata quella dei Balcani e ricordo anche la guerra in Georgia.

Ho una certa esperienza diretta sulla gestione delle guerre e sulla gestione della pace", ha rivendicato. "Non è possibile partire da un piano di pace – ha affermato – E' molto importante, ma prima ci vuole la comunicazione, poi ci vuole il cessate il fuoco e poi sarà possibile cominciare a negoziare per un piano di pace.Questo è l'ordine corretto delle cose e attualmente questo non sta accadendo".

Per questo, per "capire quali siano le possibilità di pace", ha affermato, "sono stato a Kiev, e poi sono stato a Mosca, a Pechino e poi anche al Summit della Nato a Wahisntgon e a Mar-a-Lago", da Donald Trump.  E a chi gli chiedeva se avrebbe fatto pace con Zelensky il premier ha replicato netto: "Abbiamo un buon rapporto, di cosa sta parlando?Il dialogo è veramente importante.

Se non c'è dialogo non ci sono chance per la pace” ha aggiunto. Parlando di Italia il premier ungherese ha speso poi parole affettuose nei confronti della presidente del Consiglio.Giorgia Meloni "è la mia sorella cristiana.

All'inizio questo tipo di rapporto non ha avuto un ruolo importante nella politica europea, ora insieme possiamo aprire una nuova era". Per Orban "avere le stesse basi culturali gioca un ruolo più importante rispetto al passato.Non è solo una collega politica ma una sorella cristiana".

Questo concetto, ha spiegato, "ha un senso politico fondamentale per l'Ungheria ma credo anche per l'Italia.Questo aspetto culturale della politica tornerà in Europa come è giusto che sia". Poi, a chi gli chiedeva se Meloni sia una nuova Angela Merkel, Orban ha replicato: "Non mi sembra che si sia candidata per le elezioni in Germania…".

Quello di cancelliere della Germania "non credo che oggi sia un ruolo facile e non glielo raccomando". Quanto a Ilaria Salis "è una questione italiana, se vi piace delegare questo tipo di persone è un affare vostro", afferma il premier ungherese. "Dal punto di vista dell'Ungheria è più che sorprendente: venire in Ungheria in modo organizzato e commettere atti di violenza contro cittadini che camminano per strada e poi essere eletti nel Parlamento europeo è nello stile italiano.Non ungherese.

E' un crimine – ha evidenziato Orban -.Anche se adesso non possiamo perseguirla perché il Parlamento probabilmente le concederà l'immunità". Orban torna quindi a sparare a zero contro l'esecutivo europeo di Ursula von der Leyen. "La precedente Commissione europea si è dimostrata fallimentare in termini di competitività dell'economia europea, immigrazione, stop alla guerra.

Lo stesso establishment è ancora lì a Bruxelles.E non è una cosa buona.

Oggi a Bruxelles hanno deciso di creare sostanzialmente la stessa Commissione – ha spiegato – quindi anche se penso che le persone possono cambiare e fare meglio di prima, è molto difficile da credere.Io proverò a supportare la Commissione quanto più possibile ma essendo un uomo razionale penso che abbiano ignorato il desiderio di cambiamento degli elettori". E a chi gli chiedeva un commento sulla candidatura del ministro Raffaele Fitto a un ruolo di peso nella Commissione europea ha risposto: "Non sono il presidente della Commissione europea.

Sono solo il presidente del Consiglio, lo conoscono ed è un uomo eccezionale". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dopo 7 anni tornano i Linkin Park: chi è la nuova cantante Emily Armstrong

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(Adnkronos) – I Linkin Park sono tornati.Con un concerto livestream da Los Angeles la band ha annunciato due grandi novità.

La prima è il ritorno, a sette anni dalla tragica scomparsa del cantante del gruppo Chester Bennington, con un nuovo album e un nuovo tour; la seconda è l'entrata in scena della nuova cantante Emily Armstrong. Le novità era attese.Una settimana fa erano cominciati una serie di misteriosi countdown, l'ultimo dei quali rimandava alla data del 5 settembre, creando così tra i follower suspence ed eccitazione.

Il gruppo si era preso una lunga pausa da quando nel 2017 Bennington era stato trovato senza vita nella sua residenza a Palos Verdes Estates in California.  Da Londra a Botogà, sono state annunciate le date del 'From Zero World Tour' che partirà già la prossima settimana e proseguirà nel corso dell'autunno.Si parte dagli Stati Uniti: 11 settembre a Los Angeles e 16 settembre a New York.

Poi due date in Europa (Amburgo, il 22 settembre, e Londra, il 24 settembre) e ancora una in Corea del Sud (Seoul, 28 settembre) e una in Colombria (11 novembre, Bogotà). Il nuovo album di inediti si chiamerà 'From Zero' e uscirà il prossimo 15 novembre, ma è possibile ascoltare un'anticipazione del nuovo sound del gruppo. È già uscito infatti il primo singolo inedito, cantato da Emily Armstrong, 'The emptiness machine'. Secondo la stampa statunitense, Emily Armstrong ha 38 anni.Nata nel 1986 a Los Angeles, ha da subito mostrato talento e interesse per la musica: a 11 anni ha imparato a suonare la chitarra e a 15 ha iniziato a cantare.

Nel 2005 ha fondato il gruppo alternative rock Dead Sara, insieme alla chitarrista Siouxsie Medley.Ora l'arrivo nei Linkin Park. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, Padovani (Sin): “Digitalizzazione migliora rapporto tra medico e paziente”

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(Adnkronos) – La digitalizzazione in neurologia "è importante per due ragioni.La prima perché il mondo va in questa direzione e così anche la medicina: siamo perfettamente allineati con l'Agenas per quanto riguarda la necessità di portare le branche specialistiche e le aree specialistiche in questa direzione.

La seconda perché la digitalizzazione permetterà di rendere sostenibile il sistema sanitario nazionale e lo renderà in grado di dare risposte più corrette, più appropriate e di prossimità".Così Alessandro Padovani, presidente della Società italiana neurologia (Sin), all'Adnkronos spiega l'impatto di una "rivoluzione" guidata dall'informatizzazione "alla quale le persone ancora sembrano poco credere, ma che cambierà in maniera favorevole anche il rapporto tra il medico e il paziente", oltre a contrastare il fenomeno della "desertificazione". Nel concreto, "la digitalizzazione permetterà al medico, innanzitutto, di controllare i propri atti e di poter evitare gli errori – continua Padovani – ma anche metterà a disposizione informazioni che il paziente non può ricordare, ma che fanno parte della sua storia clinica favorendo una scelta più corretta e precisa delle terapie.

L'altro aspetto riguarda il rendere più puntuale, più efficace, più tempestiva la risposta al paziente" che, inoltre, è "monitorato in maniera più puntuale".Grazie alla tecnologia "le varie aree mediche potranno armonizzare i percorsi di cura, dando risposte puntuali indipendentemente dalla sede". A questa rivoluzione "il Pnrr ha dato una forte spinta, ma non c'è dubbio che il ministro della Salute, Agenas, insieme alle Regioni, stiano dando un ulteriore significativo contributo – osserva Padovani – Ma i neurologi sono troppo pochi e concentrati nelle grandi metropoli.

In Italia ci sono circa 6.500 neurologi – precisa il presidente Sin – Si tratta di un numero molto inferiore all'1 su 10mila abitanti che definivamo come valore intoccabile.Il problema è che assistiamo a una desertificazione, soprattutto nelle periferie.

I neurologi, così come altri specialisti, si concentrano nelle grandi città, ma lasciano completamente sguarnite le periferie, le province, i piccoli comuni.Basti pensare – illustra Padovani – che ci sono regioni, tra cui anche la Lombardia, dove è difficile trovare neurologi.

Questo significa che dobbiamo fare ancora molto per ridistribuire le forze lavoro.Dobbiamo essere coscienti che, in una società che cambia e che invecchia, c'è più bisogno di neurologi di quelli che avevamo stimato essere necessari fino a 10 anni fa". Si parla molto della necessità "dello psicologo.

Il neurologo è visto non come una cenerentola, però certamente non è valutato come un cardiologo o l'oncologo.Certo – chiarisce Padovani – non siamo in competizione con gli psicologi, né tantomeno con gli psichiatri, con i quali condividiamo la stessa matrice e anche gli stessi interessi.

Ci occupiamo di malattie apparentemente stigmatizzate o dotate di grosso stigma come l'Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi multipla, l'epilessia, la sclerosi laterale amiotrofica.Ma in realtà il neurologo si occupa anche di ictus, di prevenzione delle malattie cerebrovascolari e di tutte le complicazioni in corso di altre malattie anche internistiche.

Il neurologo si occupa di gran parte delle patologie dell'anziano – elenca lo specialista – di sonno, di cefalea, di fatica e di tante altre condizioni". Questa desertificazione dei neurologi non è però dovuta a una scarsa attrattività. "Nelle scuole di specialità italiane raggiungiamo il 100% delle iscrizioni – assicura il presidente Sin – Credo che ci sia una programmazione figlia di un tempo diverso.Oggi la programmazione anche dei posti delle specialità dovrebbe essere rivalutate alla luce della transizione demografica e, se fosse così, avremmo bisogno di un numero di posti in più nelle scuole di specialità.

Ma forse dovremmo innanzitutto riuscire a spostare i neurologi dalle grandi città, dove si vive meglio, ai piccoli centri.Questa però – conclude Padovani – è una rivoluzione culturale difficile da sostenere", però la digitalizzazione potrebbe essere un aiuto.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)