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Francesco Folino: con i tifosi una grande alchimia, sembra siano in campo con noi

Francesco Folino, difensore della Juve Stabia, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show” , sui canali social ViViCentro, andato eccezionalmente in onda martedì sera alle 20:30. 

Il talk riprenderà regolarmente di giovedì a partire dalla prossima settimana.Le dichiarazioni di Folino , sulla sua titolarità nel campionato di Serie B della Juve Stabia, rilasciate durante la prima puntata del nostro talk show sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

Credo che nessuno si sarebbe mai aspettato un campionato come lo scorso anno anche se tutti lo speravamo.

Dobbiamo continuare così anche quest’anno, per noi, per la Juve Stabia, per i tifosi.Valutare partita dopo partita e vedremo cosa tiriamo su.

Non vedevo l’ora di tornare al Menti.Fortunatamente sabato torneremo.Lo scorso anno si era creata un’alchimia incedibile con i tifosi.Quando eravamo in campo li sentivamo con noi.

Abbiamo bisogno dei nostri tifosi per supporto e sostegno.

Il mio modello di riferimento, nulla togliere a Buongiorno e Bastoni,  è Bonucci.Un difensore che mi piace, bravo a difendere ed impostare.

E’ lui!Le ammonizioni fanno parte di alcune dinamiche di gioco che si possono creare.Bisogna stare attenti perché a lungo andare si pagano.Piuttosto prendo un rosso per non far fare goal all’avversario.

Lo scorso anno anche se ho giocato poco è stato un campionato unico.

Siamo stati la miglior difesa con 6 goal subiti.Ero contentissimo che Bachini e Bellich stessero facendo un campionato formidabile così come tutta la squadra.

Lo scorso anno mi sono allenato tutti i giorni per sentirmi pronto alla chiamata del Mister.Quest’anno ho avuto fiducia e darò ogni giorno del mio meglio per la Juve Stabia.Bellich ha un ottimo senso del goal, posso solo imparare da lui.Ogni settimana lavoriamo sulle palle inattive, avevamo studiato questo schema ed è capitato a me.

Il mister vedendo il mio percorso, gli allenamenti, ha pensato fosse giusto schierarmi in campo.

Forse lo scorso anno faceva scelte diverse.Il mister mi ha dato una mano alla riconferma con la Società, così come i miei compagni ed il Direttore Lovisa.

Contro il Francavilla, ho visto tutta la prateria, sono andato a tu per tu con il portiere, ho fatto lo scavetto e la palla è entrata.Un mix di emozioni!Con il Palermo daremo il massimo!”

Trump attacca Taylor Swift: “Pagherà per aver sostenuto Harris”

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(Adnkronos) –
Taylor Swift ''pagherà il prezzo'' per aver espresso il suo sostegno a Kamala Harris.Donald Trump 'giura vendetta' dopo l'endorsement di Taylor Swift alla vicepresidente degli Stati Uniti in vista delle elezioni in programma il 5 novembre.

La pop star, che ha 283 milioni di follower su Instagram, ha annunciato la sua decisione con un post dopo il dibattito televisivo tra i due candidati. La cantante americana ha condiviso una sua foto con un gatto per fare riferimento alle 'gattare senza figli', l'epiteto utilizzato dal candidato vicepresidente repubblicano JD Vance in relazione a Harris.Trump ha definito l'artista ''una persona molto liberale". "Sembra sempre sostenere un democratico e probabilmente ne pagherà il prezzo sul mercato", ha dichiarato. "Voterò per Kamala Harris e Tim Walz alle elezioni presidenziali".

Con un post Instagram Taylor Swift ha deciso di esprimere il suo sostegno a favore della candidata democratica alle elezioni presidenziali americane. Il lungo post inizia con un riferimento al dibattito televisivo della notte scorsa tra Harris e Trump: "Come molti di voi, ho seguito il dibattito.Se non l'avete ancora fatto, è un ottimo momento per documentarsi sui temi in discussione e sulle posizioni assunte dai candidati sugli argomenti che vi interessano di più.

Come elettore, cerco di guardare e leggere tutto ciò che posso sulle politiche e sui piani proposti per questo Paese". Poi la popstar incalza: "Di recente sono stata informata che sul suo sito è stata pubblicata una foto mia che appoggiava falsamente la corsa presidenziale di Donald Trump.La cosa mi ha fatto sorgere dei timori riguardo all'Ai e ai pericoli della diffusione di informazioni errate".

Per questo, "sono arrivata alla conclusione che devo essere molto trasparente sui miei reali piani per queste elezioni e il modo più semplice per combattere la disinformazione è la verità".  "Voterò per Kamala Harris perché si batte per i diritti e le cause che credo abbiano bisogno di un guerriero che li difenda.Ritengo – continua – che sia una leader ferma e dotata e credo che possiamo ottenere molto di più in questo Paese se siamo guidati dalla calma e non dal caos.

Sono stata molto rincuorata e colpita dalla scelta del suo compagno di corsa, Tim Walz che da decenni si batte per i diritti delle persone LGBTQ+, per la fecondazione assistita e per il diritto delle donne a decidere del proprio corpo", scrive ancora."Io ho fatto le mie ricerche e io ho fatto la mia scelta – conclude -.Fate le vostre ricerche e la vostra scelta.

Vorrei anche dire, soprattutto a chi vota per la prima volta, che Ricordate per votare dovete essere registrati!Trovo anche che sia molto più facile con il voto anticipato.

Con amore e speranza, Taylor Swift, gattara senza figli", la conclusione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cinieri (Fondazione Aiom): “Fondamentale accettazione del trattamento”

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(Adnkronos) – "L'accettazione del trattamento è fondamentale non soltanto per il risultato della cura, ma anche perché il paziente sia predisposto a fare il trattamento antitumorale.Sono cure che durano spesso anni".

In questo tempo "non dobbiamo permetterci che un cittadino perda la sua attività normale".Lo ha detto Saverio Cinieri, presidente Fondazione Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), oggi a Milano, alla presentazione della campagna nazionale 'Tumore del seno e qualità di vita’ dedicata alla malattia in fase avanzata o metastatica', realizzata con il contributo non condizionato di Gilead. "Noi oncologi abbiamo imparato a gestire gli effetti collaterali parlando con le pazienti – continua Cinieri – Questo, inoltre, ci ha portato a lavorare con specialità della medicina con cui avevamo pochissimi rapporti: penso agli endocrinologi, agli oculisti, agli andrologi, per cercare appunto di dare la terapia giusta al paziente giusto" nella gestione degli effetti collaterali. "Sono terapie che per fortuna ci permettono spesso di cronicizzare la malattia – sottolinea – quindi vanno somministrate per periodi lunghi di tempo.

Mi colpiva il dato che il 69% dei nostri pazienti perde i capelli.E' un dato forte, è un dato a cui si può in parte porre rimedio con l'uso dei nuovi dispositivi medici, con un miglioramento su un effetto che noi oncologi riteniamo, in terapia adiuvante, transitorio e di cui ci interessiamo relativamente, ma è sbagliato.

E' un effetto collaterale che per le pazienti è drammatico, molto più drammatico di quello che possiamo capire noi oncologi medici e noi oncologi medici maschi.Anche perché – conclude – il maschio è più abituato a perdere i capelli". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giuli, debutto alla Camera: il ministro saluta “la sorella d’Italia”

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(Adnkronos) –
Primo giorno 'di scuola' per Alessandro Giuli, neo-ministro della Cultura, che oggi esordisce alla Camera per il question time.L'ex presidente del Maxxi nominato al vertice del Mic dopo il passo indietro di Gennaro Sangiuliano è l'uomo più atteso in Transatlantico.

Completo blu scuro con pochette bianca, Giuli, al suo arrivo nel 'corridoio dei passi' perduti è stato subito circondato da parlamentari e cronisti. "Allarghiamo un po' ai moderati…", ha scherzato il leader di Nm Maurizio Lupi salutando Giuli.  Anche Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia, ha voluto dare il suo in bocca al lupo al nuovo ministro, così come Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura ed esponente di Fdi.Ma l'abbraccio più lungo il ministro lo ha dedicato a sua sorella Antonella, storica addetta stampa di Fratelli d'Italia: "C'è prima una sorella d'Italia da salutare…" ha scherzato il titolare del Mic abbracciando la giornalista, visibilmente commossa.

Breve scambio anche con alcuni esponenti delle opposizioni, tra cui Gianni Cuperlo del Pd, Nicola Fratoianni di Avs e la dem Laura Boldrini, che si è raccomandata con Giuli: "Vedi di comportarti almeno degnamente…".Il ministro ha sorriso di rimando. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cellulari e social, da pediatra ‘no’ a limiti di età: ecco perché

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(Adnkronos) – "Non sono d'accordo con l'idea di mettere un limite di età all'uso di smartphone e social".Questi strumenti sono "dannosi se assunti alla 'dose' sbagliata, per un tempo eccessivo", ed è su questo parametro che occorrerebbe intervenire. "E' lo stesso concetto che si applica all'uso dei farmaci: alla dose giusta e con opportune modalità di somministrazione fanno bene, in caso contrario possono essere anche mortali".

E' la riflessione del pediatra Italo Farnetani, che interviene nel dibattito suscitato dalla petizione lanciata su 'Change.org' da un gruppo di esperti (pedagogisti, psicoterapeuti e altri) che invocano uno stop dell'uso dello smartphone sotto i 14 anni d'eta e dei social sotto i 16.  Per Farnetani la fruizione di smartphone e social va piuttosto "gestita nel modo giusto sia da parte delle famiglie sia della scuola – evidenzia all'Adnkronos Salute – Non si deve cioè creare un 'proibizionismo' aspecifico, ma insegnare ai bambini l'uso responsabile, consapevole e documentato di tali strumenti.Inutile vietare qualcosa che ormai è divenuto non solo uno strumento della vita quotidiana, ma è entrato nello stile di vita delle persone, delle famiglie e della società, con indubbi vantaggi.

Sono strumenti che rappresentano una forma di socializzazione e incontro, una modalità aggiuntiva per vivere il gruppo dei coetanei e sappiamo quanto sia importante, durante l'infanzia e l'adolescenza, conoscersi e identificarsi nei coetanei per poter verificare che la crescita, le modificazioni nel proprio corpo, nell'affettività, nei gusti, nelle preferenze, sono le stesse che presentano altre persone della stessa età.E' meglio di persona, ma quando non è possibile, va bene anche potersi confrontare attraverso i social.

Come è avvenuto durante la pandemia di Covid-19".  Un adolescente, continua il professore ordinario di Pediatria dell'università Ludes-United Campus of Malta, il gruppo dei pari lo incontra "a scuola, qualche volta facendo sport o nei parchi pubblici" quindi all'aperto, nel verde, "ma potresti confrontare con altri coetanei è sempre positivo purché" la modalità virtuale "non diventi una modalità esclusiva di incontro, di conoscenza, e per troppo tempo.Ecco perché a mio avviso, anziché mettere un divieto aspecifico legato all'età, sarebbe importante che i genitori creassero alternative di incontro" per i loro ragazzi, "oltre a insegnare loro a usare la rete e i supporti elettronici.

E infine è ovvio che smartphone e social non devono divenire una baby-sitter".L'esperto offre dunque "3 consigli per rendere questi strumenti un aiuto per la crescita dei minori". Il primo suggerimento del pediatra è per i genitori: "Anziché 'nascondere' il problema, è più utile avere un dialogo con i figli quotidiano e continuativo" su questo fronte.

Il confronto e la condivisione" devono essere "uno stile di vita familiare.Vale per tutti gli aspetti educativi e di relazione con i figli".

Se è così, "quando inizieranno a usare lo smartphone e successivamente i social, sarà naturale per loro rivolgersi ai genitori per chiedere consigli chiarimenti e sciogliere i dubbi.Diversamente, con il proibizionismo" si rischia che "i figli si trovino senza supporto.

Dunque il primo consiglio è quello di non lasciare soli i figli, ma aiutarli nell'ambito di una consuetudine al dialogo.In questo modo sarà più facile fargli conoscere i tranelli, i rischi, insegnare loro il modo giusto di usare social e smartphone". Il secondo consiglio riguarda la gestione del tempo: "Facciamo usare lo smartphone e anche i social, ma per un tempo ben determinato e soprattutto creiamo occasioni per riempire il tempo libero lasciato dalla scuola – esorta Farnetani – Far fare sport ai bambini e agli adolescenti è per esempio un modo di promuovere la salute fisica e occasione per aggregarsi, per uscire di casa e incontrare coetanei.

Smartphone e social devono essere un integratore di socialità, non rappresentare un modo di chiudersi in casa e isolarsi dal mondo reale".Altro momento da proteggere è il sonno, continua. "Da anni parliamo di 'cyber-insonnia', perché l'uso di supporti elettronici prima di dormire, ancora peggio se distesi a letto, disturba l'addormentamento.

Non vanno usati nemmeno durante i pasti". Il terzo consiglio è di fare "scuola di smartphone e social.Come ci vuole la patente di guida, e per ottenerla serve fare scuola guida, non si capisce perché si debba lasciare al fai-da-te l'uso di questo strumento ormai divenuto componente essenziale della vita quotidiana.

La 'scuola di smartphone e social', è ovviamente in primo luogo compito dei genitori a livello familiare, ma è importante che la società affronti dei percorsi di formazione, come ormai avviene per ogni settore, anche rivolgendosi a personale esperto come informatici, Polizia postale, insegnanti opportunamente formati.Un percorso di formazione che deve iniziare già dai bambini più piccoli e fra i banchi, dove fino a 16 anni, cioè il periodo della scuola dell'obbligo, possiamo raggiungere tutti i ragazzi.

Questa formazione, che non si sostituisce al ruolo della famiglia ma ne integra la potenza, può essere messa in campo non solo dalla scuola, ma anche dalle associazioni di volontariato e del Terzo settore".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regno Unito, per entrare gli italiani pagheranno il visto: cos’è l’Eta e quando entra in vigore

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(Adnkronos) – I viaggiatori europei che visitano il Regno Unito senza visto dovranno presto pagare una tassa di esenzione di 10 sterline: in pratica, in base alle nuove regole, che entreranno in vigore nel corso del prossimo anno, il sistema di autorizzazione elettronica al viaggio (Eta) del Regno Unito, introdotto per la prima volta per i cittadini del Qatar, verrà ampliato per includere i viaggiatori di tutti gli altri Paesi, compresi i cittadini dell'Unione Europea. Secondo i piani annunciati dal Ministro degli Interni britannico Yvette Cooper, la tassa non rimborsabile si applicherà a tutti i visitatori del Regno Unito, compresi i neonati e i bambini, senza visto o permesso di residenza, per lavoro o studio.Attualmente, i cittadini di Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti devono richiedere un Eta prima di entrare nel Regno Unito.

A novembre il programma sarà esteso alla maggior parte degli altri cittadini, compresi quelli statunitensi ma esclusi gli europei.Entro la prossima primavera, il programma sarà nuovamente ampliato per includere i cittadini europei: nello specifico, gli italiani potranno richiedere l'Eta a partire dal 5 marzo 2025 e si potrà utilizzare l'autorizzazione elettronica a partire dal 2 aprile 2025. "Una volta attuato completamente, il programma Eta colmerà l'attuale lacuna dei permessi anticipati e implicherà la possibilità di avere una conoscenza completa di coloro che si recano nel Regno Unito", ha aggiunto in un comunicato. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Vicepresidente della Juve Stabia D’Elia: il bello, ovvero il difficile, ancora deve arrivare.

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Il Vicepresidente della Juve Stabia D’Elia, è intervenuto nel corso del programma “Juve Stabia Live Talk Show”, sui canali social ViViCentro, andato eccezionalmente in onda martedì sera alle 20:30. 

Il talk riprenderà regolarmente di giovedì a partire dalla prossima settimana.Le dichiarazioni di D’Elia , sull’ inizio campionato della Juve Stabia, rilasciate durante la prima puntata del nostro talk show sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it:

Mi consenta di salutarvi tutti che siete parte integrante della Juve Stabia, sempre presenti.

Come voi ben sapete, lo scorso anno pensavamo di dover lottare per mantenere la categoria.Si erano fatte delle scelte, merito del Presidente a cui va riconosciuto, come l’allenatore Pagliuca e il Direttore Lovisa, coraggiose e a margine di un passaggio societario importante per dare la svolta al campionato.

Siamo partiti per mantenere la categoria e abbiamo vinto il campionato ritrovandoci in serie B.Nel chiuso delle stanze?

Manteniamo i piedi per terra e questo va detto a tutti.Se lo scorso anno siamo riusciti a vincere, quest’anno le squadre blasonate con cui ci scontreremo e con le competenze che non abbiamo, devono farci mantenere modesti, combattere partita dopo partita.

Siamo fiduciosi ma consapevoli che il bello, ovvero il difficile, ancora deve arrivare.

Ieri siamo tornati a casa nostra.Eravamo letteralmente stati espropriati per un adeguamento necessario ma già fatto gli scorsi anni.

La società ha fatto la sua parte.L’amministrazione è stata valida e ci è stata di fianco.

Adesso , ritornati a casa nostra, è bello vivere il dodicesimo uomo che non è una metafora.Al Menti c’è un giocatore in più.

Negli anni scorsi c’è stata partecipazione, ma quest’anno è stata superiore, una serata emozionante.Una presenza suggestiva per colori, presenza, cori.

Ci auguriamo che le presenze si consolidino in un numero crescente di abbonamenti.Il Presidente Langella impegna le sue giornate oltre che nelle proprie aziende, nella Juve Stabia.

Pertanto è determinante la presenza dei tifosi così come gli sponsor.Il nostro sponsor storico, Givova, ci sta di fianco come gli altri.

Abbiamo bisogno di tutti per affrontare un campionato e di mantenere la categoria consolidando la cadetteria che spetta alla città di Castellammare per tradizione.Ci aspettiamo ottimi risultati con il sostegno di tutti.

Come ben sapete, il Presidente è un uomo solo al comando di una nave in acque tempestose come un campionato così importante.

C’è bisogno di un sostegno finanziario.Sono napoletano ma da cinque anni frequento Castellammare.

Al di là della bellezza che andrebbe valorizzata, ho conosciuto tantissimi imprenditori tra sponsor e tifosi che hanno tutti i requisiti per affiancare degnamente Langella.E’ possibile aprire una finestra verso gli imprenditori che vogliano collaborare in ogni modo con la Juve stabia.

Avere un team che ci ha consentito di fare quel campionato in serie C e confermarlo nella serie cadetta dimostra il coraggio del Presidente.

E’ un coraggio legato alla tenacia e al valore del team e dei dirigenti che fa sperare bene per la costruzione di medio periodo.Sarebbe stato più facile per il Presidente cambiare le carte in tavola.

Il percorso è lungo ma le prime battute ci danno ragione.Questi ragazzi hanno la possibilità di farsi notare in serie B ma anche in serie A.

La vittoria con il Mantova è stata la più complicata.

Sapere di dover giocare una partita a settecento chilometri di distanza in una situazione già gravosa per lo stadio, ha messo in condizione  i ragazzi di dimostrare il meglio di se stessi.Con il Palermo?

Sono fiducioso per un risultato da 1-0!”

 

Icsc, nel primo semestre utile netto a 8,5 mln (+43%)

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(Adnkronos) – L’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (Icsc) ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile netto pari a 8,5 milioni di euro, in crescita del 43% rispetto al primo semestre del 2023.Lo rende noto l'Icsc dopo che il Cda presieduto da Beniamo Quintieri ha approvato la semestrale.

Nel primo semestre dell’anno sono stati erogati nuovi crediti per 151 milioni di euro, in crescita di 19 milioni di euro (+22%) rispetto al giugno 23, grazie alla corposa spinta dei crediti agli Enti Territoriali (+48 milioni di euro vs giugno 23).In significativa crescita anche le nuove delibere di concessione, che si attestano a 244 milioni di euro (+106 milioni vs giugno 23), frutto delle nuove linee di credito relative allo student housing e al finanziamento del circolante delle squadre di calcio professionistiche. Si rafforza ulteriormente la presenza della banca nel segmento dei beni e delle attività culturali, con erogazioni in crescita di 5 milioni rispetto al giugno 23, grazie ai nuovi crediti per il finanziamento delle produzioni cinematografiche.

Le nuove erogazioni portano il segmento “Cultura” a raggiungere un peso dell’8,1% sul totale dell’attivo della banca, in crescita rispetto al 6,2% del giugno 23.Si amplificano gli impatti socioeconomici positivi generati dalla banca con una media di portafoglio Sroi (Social Return on Investment) ex ante di 3,44x, in crescita rispetto al 3,21x della chiusura 2023.

I nuovi impieghi erogati nel primo semestre dell’anno hanno registrato uno Sroi ex ante medio di 4,1x, per effetto dei rilevanti impatti stimati ex ante per i crediti a favore degli Enti Territoriali (Sroi ex ante 4,6x). Si consolida e conferma la solidità patrimoniale dell’Istituto, con un Cet1 ratio al 75,3%, così come la posizione di liquidità con un Lcr medio mensile pari a 917%.L’Npl ratio netto si attesta al 4,16%, in riduzione di 14 bps rispetto al giugno 23, mentre si rafforza significativamente il coverage dei crediti deteriorati che sale al 58,7% (+120 bps vs giugno 23). "Sono particolarmente orgoglioso – commenta il presidente Beniamino Quintieri – dei risultati raggiunti dall’Istituto nel primo semestre del 2024, che confermano l’azione anticiclica della banca in un contesto di restrizione dell’offerta di credito.

Grazie all’impegno condiviso e alla collaborazione di tutti i nostri stakeholder siamo riusciti a ottenere risultati positivi, raggiungendo un nuovo record negli impieghi, migliorando sensibilmente la redditività della banca.Questo successo va ben oltre le semplici cifre finanziarie: rappresenta una testimonianza concreta dell’impatto sociale significativo che i nostri investimenti stanno generando.

Ogni euro investito dall’Istituto moltiplica il suo valore attraverso i benefici che porta alle comunità: dalle opportunità di crescita per i giovani, grazie ai progetti legati allo student housing, alla promozione di uno sport inclusivo e accessibile, fino alla conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale". "Guardiamo al futuro con la consapevolezza che il nostro ruolo di banca pubblica non si esaurisce con l’erogazione di finanziamenti.Siamo chiamati a essere un motore di cambiamento sistemico, contribuendo in modo concreto e responsabile allo sviluppo del Paese e al benessere delle persone che lo vivono.

Continueremo a lavorare con questa visione, mantenendo al centro del nostro operato la crescita sostenibile e la creazione di valore sociale", aggiunge Quintieri. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bergamo, Mazzoncini (A2A): “Teleriscaldamento di quarta generazione è il futuro”

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(Adnkronos) – "Il progetto che presentiamo oggi nella sede di Rea Dalmine è un ottimo esempio di cooperazione tra imprese, A2A e il gruppo Green Thesis proprietario del termovalorizzatore e di buona amministrazione perché ci sono diversi comuni coinvolti che hanno saputo coordinarsi per consentire un attraversamento della nostra infrastruttura di teleriscaldamento in una delle zone più antropizzate d'Europa.Non era semplice portare i sei chilometri di condutture dalla Rea Dalmine fino alla città di Bergamo".

Lo ha detto all’Adnkronos l’Amministratore Delegato di A2A Renato Mazzoncini in occasione della presentazione del progetto di sviluppo della rete di teleriscaldamento da Dalmine a Bergamo.  "È un progetto molto importante – ha spiegato Mazzoncini – perché il teleriscaldamento di quarta generazione, che consente di utilizzare il calore di scarto, è il futuro: consente di portare calore decarbonizzato alle abitazioni.Siamo automaticamente compatibili con la direttiva europea ‘Case Green’.

La direttiva prevede, entro un periodo che va tra il 2035 e il 2040, che anche le abitazioni riducano il loro impatto di CO2.Questo si può fare ovviamente in maniera passiva, con cappotti e serramenti, oppure decarbonizzando la sorgente di energia, ed è quello che stiamo facendo". La rete di Bergamo "oggi è una rete di 87 chilometri e l'estensione prevista è di 22.

Questo dà l'idea della quantità di calore che si riesce a portare – sottolinea Mazzoncini – L'efficienza dell'impianto di Rea Dalmine, che già produceva energia elettrica, passa dal 27% all'80%.A dimostrazione di quanto sia importante in questi impianti il recupero di energia elettrica e del calore.

Il recupero del calore è particolarmente importante nelle città del Nord Italia, come appunto Dalmine o Bergamo, che durante l'inverno hanno bisogno di molto calore ed è tra l'altro il periodo dell'anno in cui abbiamo meno rinnovabili, poiché il sole d'inverno spinge di meno.Quindi è un bel progetto di cui siamo molto orgogliosi".  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bergamo, Sperandio (Rea Dalmine): “Da termovalorizzatore meno 15mila tonnellate Co2”

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(Adnkronos) – “Finalmente, abbiamo completato i lavori che consentiranno, grazie a questa collaborazione industriale tra Rea Dalmine e A2A Calore e Servizi, di fornire calore green, quindi calore di recupero, di scarto, del nostro termovalorizzatore, alla rete di teleriscaldamento di Bergamo che potrà così spegnere diverse migliaia di caldaiette con un bilancio di riduzione dell’equivalente di circa 15 mila tonnellate di Co2, dall'ambiente e dalla città di Bergamo, ogni anno”.Lo ha detto Marco Sperandio, presidente del Consiglio di amministrazione di Rea Dalmine, Gruppo Greenthesis, in occasione della presentazione del progetto di sviluppo della rete di teleriscaldamento da Dalmine a Bergamo.  “Questo impianto – racconta Sperandio – nasce come idea alla fine degli anni 90, quando la regione Lombardia si trova ad affrontare la crisi dei rifiuti”, per i quali non si “trovavano abbastanza spazi in Italia”, tanto che, “venivano addirittura asportati all'estero.

L'iniziativa, totalmente privata, a servizio inizialmente della città e della provincia di Bergamo, ha permesso quindi l'autosufficienza di tutta la provincia di Bergamo nella valorizzazione che fino ad oggi è stata esclusivamente per la produzione di energia elettrica dai rifiuti della provincia”.Con il passare degli anni “è nata anche questa opportunità di incrementare l'efficienza di recupero dell'impianto.

Noi produciamo l'equivalente del consumo civile di tutta la città di Bergamo”. Questo “è uno degli impianti, sotto il punto di vista della qualità delle emissioni, più performanti in Italia e in Europa, con livelli di inquinanti emessi dal 60 al 99% più bassi degli attuali limiti di legge dell'Unione Europea”, conclude. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scoperto meccanismo chiave dell’Alzheimer: speranza per diagnosi e cure

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(Adnkronos) – La ricerca italiana compie un passo avanti nella lotta all'Alzheimer, aprendo a nuove possibilità di diagnosi precoce e di cura.Scienziati dell'Istituto superiore di sanità, dell'Irccs San Raffaele di Roma e del Consiglio nazionale delle ricerche hanno svelato un nuovo meccanismo molecolare alla base della perdita della memoria e delle capacità cognitive che caratterizzano le demenze.

Al centro della scoperta c'è una proteina che all'interno dei neuroni ha il compito di riparare i danni al Dna.Lo studio, pubblicato su 'Embo Reports' – comunica l'Iss – aggiunge nuovi importanti tasselli di conoscenza in una patologia che riguarda in Italia circa 2 milioni di persone (1,1 milione con demenza e 900mila con un disturbo cognitivo lieve), e in futuro potrebbe fornire un nuovo biomarcatore di malattia.

Per un test in grado di intercettarla prima. La ricerca – riporta l'Iss – dimostra per la prima volta che l'enzima Dna-PKcs, una proteina chinasi coinvolta nei meccanismi di riparazione del Dna all'interno delle cellule nervose, è localizzata nelle sinapsi, cioè nel punto di contatto funzionale al livello del quale avviene la trasmissione delle informazioni tra i neuroni.Gli autori hanno osservato che nelle sinapsi la Dna-PKcs è responsabile della fosforilazione (una particolare modificazione della struttura di una molecola) di PSD-95, una proteina responsabile dell'organizzazione delle sinapsi, della loro struttura e di conseguenza anche della trasmissione dei segnali. "La modificazione di PSD-95 da parte della Dna-PKcs rende PSD-95 stabile all'interno delle sinapsi e non suscettibile di degradazione, come avviene per esempio nell'Alzheimer", spiega Daniela Merlo, dirigente di ricerca del Dipartimento di Neuroscienze e direttrice della Struttura interdipartimentale sulle Demenze dell'Iss, coordinatrice dello studio. Nel 2016 lo stesso gruppo di scienziati aveva scoperto che l'attività dell'enzima Dna-PKcs viene inibita dalla beta-amiloide, la proteina che tipicamente si accumula nel cervello dei pazienti con Alzheimer.

Nel cervello dei malati, infatti, è stata osservata la diminuzione dei livelli e dell'attività di Dna-PKcs.E la mancata riparazione dei danni al Dna che deriva dall'inibizione di Dna-PKcs è implicata nella morte dei neuroni osservata in diverse malattie neurodegenerative, tra cui appunto l'Alzheimer. "Questa nuova scoperta dimostra che la Dna-PKcs ha un ruolo fondamentale nella memoria e nei deficit cognitivi che caratterizzano l'Alzheimer e le demenze", sottolineano Cristiana Mollinari, ricercatrice dell'Istituto di Farmacologia traslazionale del Cnr, e Leonardo Lupacchini, ricercatore del San Raffaele Roma, primi autori dell'articolo. "Pertanto – evidenzia Merlo – questo studio propone un nuovo scenario in cui nella malattia di Alzheimer, ma non solo, la ridotta attività enzimatica della Dna-PKcs, mediata dall'accumulo di beta-amiloide, provoca la riduzione dei livelli di PSD-95 nelle sinapsi dovuta alla sua mancata fosforilazione, e di conseguenza la disfunzione delle sinapsi.

Che è alla base della perdita di memoria". "La mancata fosforilazione di PSD-95 nelle patologie neurodegenerative caratterizzate da deficit cognitivo potrebbe rappresentare un nuovo biomarcatore per la diagnosi precoce e per il monitoraggio nel tempo della malattia", prospetta Merlo. "Questo studio – commenta Enrico Garaci, presidente del Comitato tecnico scientifico dell'Irccs San Raffaele Roma – ha identificato nuove vie cellulari che possono essere modulate farmacologicamente, e quindi strategie terapeutiche mirate a regolare l'attività della Dna-PKcs e l'integrità di PSD-95 potrebbero avere un importante impatto terapeutico sulla perdita delle sinapsi e quindi sui deficit cognitivi in diverse malattie neurologiche". "La malattia di Alzheimer e le demenze hanno un impatto considerevole in termini socio-sanitari e rappresentano una delle maggiori cause di disabilità nella popolazione generale e in quella anziana in particolare, rappresentando uno dei problemi più rilevanti in termini di sanità pubblica", afferma Massimo Fini, direttore scientifico dell'Irccs San Raffaele Roma. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump all’attacco dopo il dibattito con Harris: “Duello truccato”

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(Adnkronos) – E' stato un ''dibattito totalmente truccato'' quello di ieri sera con Kamala Harris, tanto che all'emittente Abc che lo ha ospitato ''andrebbe tolta la licenza''.L'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump all'attacco dopo il duello tv in una intervista sul programma Fox and Friends. "Continuavano a correggermi", ha affermato il candidato repubblicano, "molte cose che ho detto sono state smentite'' mentre Harris ''poteva dire tutto quello che voleva''. Trump ha quindi accusato l'Abc di essere "la rete di notizie più disonesta" affermando che il dibattito era contro di lui. ''Dovrebbero togliergli la licenza per il modo in cui hanno gestito'' il dibatto e ''penso che abbiano perso molta credibilità", ha proseguito. "Siccome ho vinto il dibattito, non so se voglio farne un altro", ha poi aggiunto sulla richiesta di Harris, che gli ha proposto un nuovo duello tv per ottobre.

Se mai dovesse esserci questa possibilità, ha detto Trump, "non vorrebbe" Martha MacCallum e Bret Baier come moderatori perché non "sono stati bravi ieri sera". Il tycoon ha rivendicato più volte di aver vinto ''di gran lunga'' su Harris.E' stato il suo dibattito "migliore di sempre" anche se ''ampiamente truccato'' dalla Abc, ha sottolineato, per poi accusare la dem di aver detto "vere e proprie bugie". Gli americani, ''tutti dovrebbero essere molto arrabbiati per quanto male hanno gestito questo paese" il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e la sua vice, ha continuato.

Trump, che oggi si troverà insieme a Biden e Harris alle commemorazioni per gli attacchi dell'11 settembre a New York, ha detto che ''non sono sicuro'' di dire qualcosa al presidente americano e alla sua rivale nella corsa alla Casa Bianca. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bergamo, sindaco Carnevali: “Ampliamento teleriscaldamento A2A strategico per la città”

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(Adnkronos) – "Per la città di Bergamo è un progetto visionario, strategico e per noi fondamentale.Significa poter avere 11.000 appartamenti in più che verranno collegati ai 36.000 già attuali e soprattutto una riduzione di 15.000 tonnellate di riduzione di CO2.

Noi abbiamo un appuntamento importante che non possiamo mancare, che è quello dell'accordo che abbiamo sottoscritto con l'Unione Europea per l'azzeramento del CO2 da qui al 2030.Parte fondamentale è sicuramente il rapporto come abbiamo visto in questo progetto, accordo territoriale con tre comuni e l'accordo poi con due società – Rea Dalmine e A2A – che sono di particolare rilevanza. È un obiettivo di cui essere particolarmente orgogliosi".

Lo ha detto all’Adnkronos il sindaco di Bergamo Elena Carnevali in occasione della presentazione, oggi, del progetto di sviluppo della rete di teleriscaldamento da Dalmine a Bergamo.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Export, Fioravanti (sindaco Ascoli Piceno): “Ritorno a dati pre-Covid, economia solida”

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(Adnkronos) – "Il tessuto imprenditoriale della provincia è molto solido, abbiamo avuto una crescita costante negli ultimi anni e soprattutto aziende, non solo locali, ma anche nazionali che hanno investito nel territorio piceno hanno avuto uno sviluppo, grazie a una classe di lavoratori molto qualificata.Negli ultimi anni abbiamo avuto delle 'bolle', in città infatti sono presenti anche delle multinazionali che sono state impegnate nell'emergenza Covid e quello ha determinato un'impennata della produzione e dell'export.

Adesso stiamo pian piano tornando al periodo pre-Covid per quanto riguarda le esportazioni, quindi siamo in linea con le altre regioni e anche come territorio".Così, con Adnkronos/Labitalia, Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, spiega i dati Istat di oggi sul calo dell'export delle Marche e della provincia di Ascoli.

L'Istat segnala infatti che la flessione marcata dell’export delle Marche verso la Cina è spiegata soprattutto dalle minori vendite di prodotti farmaceutici.  "Negli ultimi due anni -sottolinea Fioravanti- non abbiamo rimarcato tanto nella comunicazione dei dati positivi sull'export perché comprendevamo che erano legati alla contiguità del momento". Al di là degli ultimi dati sull'export, ribadisce Fioravanti, l'economia del territorio è solida. "Abbiamo annunciato nell'ultimo anno delle industrie che hanno investito nel nostro territorio non solo aprendo siti produttivi ma assumendo diversi lavoratori.Il tessuto produttivo è in crescita costante, ci sono anche aziende del territorio che hanno avuto negli anni una crescita importante con fatturati importanti e con un aumento dell'occupazione molto significativa", sottolinea Fioravanti.  E le idee del primo cittadino su come sostenere lo sviluppo del territorio sono chiare. "Innanzitutto visito costantemente le aziende -spiega- perché secondo me bisogna prevenire le delocalizzazioni: quando un'azienda ha già deciso di andare via non riesce più a tenerla.

Quindi cerco di visitarle e di capire cosa possono fare le istituzioni per mettere in condizione le aziende di investire ancora e di crescere a livello di occupazione", sottolinea.  Ma i programmi di Fioravanti sono più ampi e guardano alla rigenerazione del territorio. "Sto strutturando un progetto di realizzazione della visione di Ascoli da qui ai prossimi 5 anni, sia a livello architettonico perché noi siamo il quarto Comune in Italia per fondi Pnrr e questo porterà a una rigenerazione e trasformazione di tutto il patrimonio pubblico, e non solo perché abbiamo anche la partita 'sisma' di ricostruzione privata e quindi una rigenerazione dell'aspetto estetico della città e del territorio", spiega.  Sostenibilità al centro della visione amministrativa. "E in più stiamo strutturando un progetto legato allo sviluppo ambientale, quindi vedere la transizione ecologica come sviluppo lavorativo.Quindi ad esempio stiamo attivando una bonifica importante dell'area ex Carbon, un'area industriale inquinata che stiamo disinquinando.

Stiamo portando lì un progetto di smart city, dove il legame è l'infrastruttura digitale, la città intelligente del futuro e la città green dove la produzione energetica ha impatto zero".E non finisce qui. "In più c'è un altro progetto interessante che è quello della filiera del legno, con la tutela dei boschi che passa attraverso una filiera corta delle aziende del territorio per produrre pellet sostenibili e con anche l'utilizzo del legname per la produzione dell'energia", conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terzo settore, giornata lascito solidale: cresce consapevolezza italiani, +12% in 5 anni

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(Adnkronos) – Continua ad aumentare la conoscenza del lascito solidale, che cresce di ben 12 punti percentuali in 5 anni.E' quanto emerge dall’indagine “Valori, donazioni e lasciti solidali” realizzata da Walden Lab-Eumetra per il Comitato Testamento Solidale su un campione rappresentativo di italiani di 25+ anni (circa 46,5 milioni, in base ai dati Istat).

I risultati della ricerca sono stati presentati oggi a Roma, nell’ambito dell’evento dal titolo “Lascito Solidale – Un ponte tra passato e futuro” organizzato dal Comitato Testamento Solidale, con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato, in occasione della Giornata internazionale del Lascito Solidale, che ricorrerà il prossimo 13 settembre. Un panel di esperti ha fatto il punto sullo stato della solidarietà in Italia a partire proprio da quanto emerso dall’indagine.Nella prima parte dell’evento, in cui sono stati presentati i risultati della ricerca “Valori, donazioni e lasciti solidali”, sono intervenuti Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale; Paolo Anselmi, Fondatore e Presidente di Walden Lab e Docente di Marketing Sociale presso l’Università Cattolica di Milano e Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Notariato per il sociale.

Nella seconda parte, durante il talk “Lascito solidale: Un ponte tra passato e futuro”, sono intervenuti Emanuela Di Pietro, Presidente del Comitato Testamento Solidale; Luca Vallario, Psicologo, Psicoterapeuta, Didatta Collegio Europeo di Scienze Psicosociali (ECOPSYS) – Napoli e Docente Associazione per la Ricerca in Psicoterapia Cognitivo Interpersonale (ARPCI), Roma e Paolo Apolito, Antropologo, Università Roma Tre.L’evento è stato moderato della giornalista Francesca Romana Elisei. A quanto emerge dalla ricerca, l’onestà, il rispetto degli altri, la famiglia, il rispetto delle regole e lo spirito di generosità sono i principali valori che gli italiani dichiarano di aver ricevuto dalla famiglia e reputano cardine nella propria vita.

Quando poi si chiede loro di sceglierne uno prevalente su tutti, gli italiani indicano al primo posto la famiglia (25%) seguito di poco dall’onestà (23%).E, a prescindere da quale sia quello più importante, la quasi totalità degli abitanti del Belpaese (97%) è concorde nel dichiarare che ci sono sicuramente valori tramandati dalla famiglia che si sono rivelati fondamentali nella propria vita.

Quando si parla, poi, di valori scoperti sulla base della personale esperienza, nel corso della propria vita, emergono le nuove sensibilità, traccia del cambiamento culturale più recente: la parità di genere e il rispetto della natura sono entrambi al 23%, seguiti da cultura e conoscenza (22%), amicizia e rispetto del diverso (entrambi al 19%). La famiglia, cellula costitutiva della società italiana, si conferma dunque inamovibile dal vertice della piramide: è il primo tra i valori che gli italiani dicono di aver ereditato ed è prima anche nel ruolo di tutela e promozione dei valori stessi per il 75% degli italiani, che la reputano il soggetto che più si sta impegnando in questa missione.Subito dopo la famiglia, troviamo il Terzo Settore insieme alla scuola, entrambi al 65%. La gerarchia dei valori cambia poco anche se si pensa a quelli da trasmettere ai discendenti e alle future generazioni: nelle prime cinque posizioni ritroviamo l’onestà (39%), il rispetto degli altri (36%) e, ancora, la famiglia (30%), seguiti dal rispetto delle regole (22%) e dalla generosità (21%).

Una menzione speciale per la gentilezza, che viene riconosciuta come valore ricevuto in eredità dal 14%, scoperto con l’esperienza dal 17% e da tramandare ai posteri dal 19%, attestandosi così come l’unico valore in crescita nelle tre domande, segno della percezione di una carenza di questo valore nella società contemporanea. Se si chiede poi agli italiani, quale simbolo del nostro mondo vorrebbero lasciare a chi verrà dopo di noi, mentre 6 su 10 non riescono a indicare un oggetto che rappresenti i valori importanti, tra coloro che rispondono – il 41% – è elevato il numero di coloro (108) che fanno riferimento a un valore o a una qualità e non ad un oggetto/prodotto: il rispetto, l’onestà, la pace, la sincerità, la conoscenza, l’unità della famiglia, la libertà, l’amore tra i più citati.Ma c’è anche chi cita un oggetto “materiale”: tra i più gettonati, libri, elementi naturali come alberi e fiori, la casa di famiglia, un simbolo religioso come un crocefisso o un testo sacro, oggetti con un elevato valore simbolico (la bandiera italiana, la Costituzione/il Codice Civile, il fazzoletto scout…) o con un valore affettivo/familiare (un orologio, un bracciale, un quadro). Spostandoci dalla dimensione individuale a quella collettiva, chi potrebbe rendere migliore la nostra società?

Gli italiani non hanno dubbi: in primo luogo i cittadini (88%) e il Terzo settore (87%), seguiti da enti locali (84%), Europa (80%), mass media e governo (entrambi al 79%), PMI (77%) e grandi imprese (76%), Chiesa (73%) e infine banche (67%).Ma passando dal potenziale al reale, chi lo sta concretamente facendo?

Qui il Terzo settore torna prepotentemente primo con il 77%, con un profondo distacco da tutti gli altri attori: Chiesa (48%), cittadini (47%), Europa (42%), PMI (41%), enti locali (39%), mass media (34%), grandi imprese (33%), governo (27%) e infine banche (22%).  Nel gap tra aspettative e percezioni, dunque, l’unico attore che mantiene una coerenza di posizione è il Non Profit.Gli italiani lo considerano un faro per la tenuta sociale e ne riconoscono la grande rilevanza per il contributo che dà alla realizzazione di una società migliore (84%), dal punto di vista culturale per i valori che rappresenta e promuove (82%), dal punto di vista economico per il valore dei servizi che produce (76%).

Per l’83% degli intervistati, il Non profit interpreta e trasmette valori indispensabili per la tenuta e la coesione della nostra società; per l’82% rappresenta un modello alternativo di società, basata sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione; l’81% pensa che sopperisca alle istituzioni nel dare risposta ai bisogni più urgenti. Guardando alla propensione degli italiani a fare testamento, per 7 su 10 si tratta ancora di un tema lontanissimo: nel 2024 stabile e maggioritaria è la percentuale di chi è decisamente contrario (71% vs 72% nel 2023), così come resiste quel 18% che lo ha già fatto o è intenzionato a farlo (19% nel 2023). Ma continua ad aumentare la conoscenza del lascito solidale, che cresce di ben 12 punti percentuali in 5 anni: nel 2024 l’84% degli over 50 sa cosa sia un lascito testamentario a sostegno di cause benefiche e ne ha sentito parlare (vs 82% nel 2023, 79% nel 2022, 73% nel 2021, 72% nel 2020).In concreto, sono 6,3 milioni gli italiani (24% degli over 50) che hanno un orientamento positivo verso il lascito solidale: il 2%, più di mezzo milione di individui, ha già previsto un lascito nel proprio testamento, ma soprattutto cresce in modo significativo (dal 19% al 22%, pari a oltre 5,7 milioni di persone) la percentuale di quanti si dichiarano propensi a prenderlo in considerazione.

Per il restante campione, il 30% è indeciso (35% nel 2023) e il 46% è sfavorevole (44% nel 2023).  Il lascito si conferma un “affare di famiglia”: 7 italiani su 10 coinvolgerebbero i parenti più stretti nella scelta (68%) e solo il 18% dichiara che prenderebbe questa decisione da solo.La prima decisione da prendere insieme ai familiari riguarda l’importo o il bene da destinare al lascito solidale (64%), l’organizzazione da supportare (42%), Il numero e la tipologia di cause da sostenere (21%).  “I dati ci raccontano come, in uno scenario di crescente incertezza, il Terzo Settore goda di grande fiducia tra gli italiani, che gli riconoscono un ruolo veramente decisivo nella costruzione di una società migliore – dichiara Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’Oro – Sono notizie che ci lasciano ben sperare: è indubbio come le organizzazioni del Terzo Settore svolgano un ruolo cruciale in molte aree dove spesso le istituzioni non riescono ad arrivare, offrendo supporto e servizi essenziali a comunità e individui in difficoltà.

Il loro impegno quotidiano per il bene comune, la loro capacità di rispondere rapidamente alle emergenze sociali e di innovare nelle soluzioni sono elementi che contribuiscono significativamente alla costruzione di una società più equa e solidale.Siamo consapevoli che il lascito solidale continua ad essere scelto solo da una minoranza di italiani.

Tanti italiani in più rispetto al passato, però, ora sanno che esiste questa forma di solidarietà; negli ultimi undici anni, il Comitato ha accompagnato l’opinione pubblica in un percorso di conoscenza e consapevolezza sul lascito solidale, di cui oggi vediamo i frutti.Il lavoro da compiere è ancora tanto, il nostro impegno continua”. “Come Notariato lavoriamo con grande entusiasmo al progetto di diffusione della cultura del lascito solidale e registriamo con orgoglio il crescente interesse degli italiani verso uno strumento così importante per sostenere cause benefiche e per portare una visione positiva ed altruista nella società – dichiara Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Notariato con delega al Notariato per il sociale – Negli ultimi cinque anni, la consapevolezza sul tema è cresciuta del 12% tra gli over 50, segno che sempre più persone riconoscono l’importanza di pianificare tramite testamento la devoluzione del proprio patrimonio, in modo responsabile e consapevole.

Ma c’è ancora molto da fare: il 71% degli italiani considera il testamento un argomento distante e poco rilevante.Questo dimostra quanto sia necessario continuare a informare e sensibilizzare i cittadini sui vantaggi di una buona pianificazione testamentaria.

Il nostro impegno, come notai, è quello di continuare a promuovere la cultura del testamento, ed in particolare del testamento solidale, fornendo ai cittadini gli strumenti di conoscenza necessari per far sì che la volontà del testatore sia riportata in modo chiaro nel rispetto della legge e venga pertanto sempre rispettata”. Il Comitato Testamento Solidale, nato nel 2013 per opera di 6 Organizzazioni promotrici, è impegnato da oltre un decennio nel coinvolgimento del mondo del Non Profit in importanti attività di studio del settore, di informazione e di sensibilizzazione.Attualmente il Comitato conta 28 associazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Humanitas per la Ricerca, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica ETS, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, San Patrignano, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS. Accedendo al sito www.testamentosolidale.org è possibile avere un’esaustiva panoramica sui progetti e le iniziative realizzate dalle associazioni non profit che aderiscono al Comitato Testamento Solidale e scaricare la Guida ai lasciti solidali che offre informazioni ampie e dettagliate sull’argomento. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stop smartphone sotto 14 anni e social sotto i 16, appello degli esperti al governo

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(Adnkronos) – "Ogni tecnologia ha il suo giusto tempo".E' la premessa con cui un gruppo di pedagogisti, psicoterapeuti, neurobiologi, neuropsichiatri infantili e altri esperti si è fatto promotore di una petizione per ottenere lo "stop a smartphone e social" per i ragazzi sotto una certa età.

Un appello lanciato nelle scorse ore che – a metà mattina dell'11 settembre – ha superato il traguardo delle 5mila firme.  Lanciata sulla piattafoma 'Change.org', la petizione chiede "al Governo italiano di impegnarsi per far sì che nessuno dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze possa possedere uno smartphone personale prima dei 14 anni e che non si possa avere un profilo sui social media prima dei 16.Aiutiamo le nuove generazioni", chiedono i firmatari dell'appello promosso dal Centro psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti (Cpp).

Le prime sigle sono quelle del pedagogista Daniele Novara, direttore del Cpp, e del medico e psicoterapeuta Alberto Pellai.Seguono le firme di 24 esperti e di diversi esponenti di Unita (Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo), tra cui molti attori, da Stefano Accorsi a Luca Zingaretti. "Se è vero che spesso le tecnologie migliorano la qualità della vita, questo non accade quando si parla di educazione nella prima infanzia e nella scuola primaria – avvertono i promotori della petizione – I bambini e le bambine che utilizzano strumenti tecnologici e interagiscono con gli schermi subiscono due danni: uno diretto, legato alla dipendenza", e l'altro "indiretto, perché l'interazione con gli schermi impedisce di vivere nella vita reale le esperienze fondamentali per un corretto allenamento alla vita.

E' ormai chiaro che prima dei 14 anni avere uno smartphone personale possa essere molto dannoso così come aprire, prima dei 16 anni, un proprio profilo personale sui social media". Gli esperti precisano che non si tratta di "una presa di posizione anti-tecnologica", ma dell'accoglimento "di ciò che le neuroscienze hanno ormai dimostrato: ci sono aree del cervello, fondamentali per l'apprendimento cognitivo, che non si sviluppano pienamente se il minore porta nel digitale attività ed esperienze che dovrebbe invece vivere nel mondo reale.Simili comportamenti in età prescolare portano ad alterazioni della materia bianca in quelle aree cerebrali fondamentali per sostenere l'apprendimento della letto-scrittura". Gli esperti scrivono che "nelle scuole dove lo smartphone non è ammesso gli studenti socializzano e apprendono meglio.

Prima dei 14-15 anni, il cervello emotivo dei minori è molto vulnerabile all'ingaggio dopaminergico dei social media e dei videogiochi".Quindi, concludono, "anche nelle scuole bisogna essere coerenti con quello che ci dicono le neuroscienze.

Smartphone e tablet devono essere usati solo dai docenti per arricchire le proposte didattiche senza prevedere, in classe o a casa e almeno fino ai 15 anni, alcun uso autonomo degli studenti".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il ‘Kostas’ di Stefano Fresi sbarca su Rai1: “Porto nel personaggio la mia empatia”

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(Adnkronos) – "La mia personalissima empatia col mondo è entrata ad ammorbidire il Kostas dei romanzi.E' stato un gioco di equilibri, perché sono d'altra parte contento di aver incontrato la durezza del personaggio, che forse stempera un po' la mia proverbiale diplomazia".

Stefano Fresi tratteggia così il suo personaggio in 'Kostas', la nuova fiction Rai tratta da tre dei romanzi di Petros Markaris incentrati sulla figura del commissario greco Kostas Charitos.La serie, che va in onda da domani 12 settembre in prima serata su Rai1, è composta da tre puntate prodotte da Palomar in collaborazione con Rai Fiction, e diretta da Milena Cocozza.  "Quello che mi è piaciuto è questo suo equilibrio precario fra la sua durezza e la morbidezza che pure gli appartiene, questa continua lotta fra i due aspetti, che gli regalano anche una certa fragilità", spiega l'attore.

Che commenta il paragone avanzato da alcuni tra la serie e quella del commissario Montalbano. "Kostas un Montalbano greco?Non amo molto i confronti -dice Fresi- perché ledono un po' l'originalità di un autore che ha scritto i romanzi prima del '95, ma è chiaro che ci auguriamo di avere lo stesso successo di Montalbano".

La serie tv è ambientata interamente ad Atene, la scelta dunque è stata wuella di mantenere l'ambientazione originale. "Mi auguro che il pubblico provi lo stesso amore con il quale lo abbiamo fatto.Anche per la stessa Atene, che è un personaggio vivo della serie e della quale ci siamo innamorati", dice il protagonista. "Il problema principale era quello di raccontare una storia ambientata ad Atene con personaggi greci, ci siamo chiesti se fosse possibile riportarla in Italia -dice la regista Milena Micozza- Abbiamo pensato invece fosse necessario ambientarla nel luogo di origine, perché i personaggi sono fortemente radicati nel loro territorio".

La scrittura è post datata rispetto a quella originaria, nell'intento di modernizzare contesto e personaggi. "Abbiamo raggruppato la storia al 2009, all'inizio della crisi economica in Grecia.Per farlo, abbiamo dovuto lavorare molto sui personaggi, che erano molto legati al periodo precedente.

Abbiamo poi ringiovanito questi personaggi per renderli più vicini a noi, il Kostas di Markaris era un po' più anziano", dice Micozza.Che svela una collaborazione costante con l'autore durante la lavorazione. "Ci siamo sempre relazionati con l'autore, che essendo anche sceneggiatore ci ha lasciato molta libertà, accogliendo con grande disponibilità le nostre proposte.

Ci ha sempre appoggiato". E sulla scelta di Fresi come protagonista, la regista spiega: "Dovevamo raccontare un personaggio molto forte, con delle sfaccettature che potevano risultare antipatiche.La scelta di un attore così empatico come Fresi ha creato una maggiore empatia nel personaggio".

C'era l'idea "di avere un personaggio estremamente umano, lui rappresenta un uomo molto vicino a tutti noi, qualcuno che tutti potremmo conoscere, avere come vicino di casa.Ho provato a far emergere i lati più umani e terreni del protagonista, anche nella coppia".

Un maschio alfa però, a tutti gli effetti. "Il suo personaggio è anche molto 'maschio', rappresenta il patriarcato di una volta.Si attacca alle tradizioni, alla famiglia, non è rivoluzionario in questo", osserva Micozza. Nel ruolo di Adriana, la moglie del commissario greco, c'è Francesca Einaudi: "La difficoltà più grande è stata proprio quello di modernizzare questo personaggio, elevandola al rango non di moglie di Kostas ma Adriana Charitos -spiega l'attrice- Raccontare una coppia che funziona perché ci sono due poli, non solo un polo che brilla".

Il desiderio di Adriana "non è tanto di riscatto o di emancipazione, ma semplicemente un desiderio di crescita che viene ad un certo punto della vita".Ci sono donne "che ad un certo punto desiderano sposarsi e avere dei figli e non per questo queste donne sono meno valevoli delle altre", aggiunge la Einaudi.  'Kostas' è una sfida su cui la Rai punta molto. "La letteratura torna in prima serata su Rai -dice il capostruttura Rai Luigi Mariniello- Il genere ci permette ancora una volta di raccontare la società, i presupposti per essere un titolo di punta della prossima stagione ci sono tutti".

E su una prossima seconda serie, chiosa: "Ci auguriamo di andare avanti perché la serie dei romanzi è molto lunga, ma per dirlo aspettiamo di mandare in onda la stagione". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terzo settore, Anselmi: “Cresciuto l’orientamento positivo verso il lascito solidale”

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(Adnkronos) – “Conduciamo questa ricerca da undici anni, quindi abbiamo avuto la possibilità di vedere qual è la tendenza, l'evoluzione degli atteggiamenti degli italiani nei confronti del lascito.E sono segnali positivi: innanzitutto è cresciuta molto la conoscenza.

Nel 2013, l'anno della prima ricerca, solo il 58% degli italiani sapeva cos'era un lascito.Oggi siamo all'84%.

Quindi la larga maggioranza ha ricevuto le informazioni che la mettono in condizione di valutare questa scelta, questo significa che il Comitato e le organizzazioni non profit hanno lavorato molto bene.Negli ultimi anni è cresciuto l'orientamento positivo verso il lascito, ovvero la disponibilità a prenderlo in considerazione: il 19% degli italiani dice che lo potrebbe fare e che è una scelta che sta valutando.

Quelli che lo hanno effettivamente già fatto sono ancora una minoranza, il 2 e il 3%, però è evidente che l'orientamento positivo si tradurrà quasi certamente in una scelta effettiva”.Così Paolo Anselmi, fondatore e presidente di Walden Lab e Docente di Marketing Sociale presso l’Università Cattolica di Milano, in occasione dell'evento annuale del Comitato Testamento Solidale, che si tè tenuto a Roma presso la Sala del Refettorio, Biblioteca della Camera dei Deputati. “Sopravvivono due pregiudizi nei confronti del lascito, il primo è che sia una scelta riservata a chi non ha figli, la seconda barriera è l'idea che il lascito sia una scelta riservata a chi ha grandi patrimoni, ma anche un piccolo lascito, così come una piccola donazione, ha valore.

Un altro segnale interessante e positivo che la ricerca ci dà è l'immagine estremamente positiva del Terzo Settore, visto come positivo non solo dal punto di vista sociale, per quello che fa per contribuire a una società più equa, più inclusiva, più giusta, ma anche dal punto di vista culturale.” —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terzo settore, Fiocchi (Notariato): “Mission è formare e informare su lascito solidale”

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(Adnkronos) – “Oggi siamo qui per testimoniare l'impegno di tutte le associazioni del Terzo Settore e del Notariato in un contesto, quello della solidarietà, che è diventato sempre più importante.Dalla ricerca emergono risultati veramente sorprendenti circa i valori che oggi contano veramente, come l'onestà e il rispetto.

Il notariato da sempre sostiene il Comitato del Testamento solidale, ed è l'unico ordine professionale che risulta tra i fondatori perché con il nostro supporto, con la nostra formazione e informazione vogliamo portare ai cittadini italiani la cultura del Testamento, in primis, e del Testamento solidale come supporto per lasciare un mondo migliore.Questa è la nostra mission”.

Lo ha detto Flavia Fiocchi, Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Notariato per il sociale nell'ambito dell'evento “Lascito Solidale – Un ponte tra passato e futuro” organizzato dal Comitato Testamento Solidale, con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato, in occasione della Giornata internazionale del Lascito Solidale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terzo settore, Mulé: “Lascito solidale significa cogliere appieno il senso della vita”

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(Adnkronos) – “L'invenzione del lascito solidale è la possibilità di restituire quello che non sei riuscito a consegnare in vita.E' un messaggio di straordinaria portata, civica e civile.

Per fare questo ci vogliono però associazioni che riescano a trasformare la materialità del bene.Le associazioni in questo hanno una grande responsabilità, la responsabilità di non tradire”.

Queste le parole di Giorgio Mulé, vicepresidente della Camera dei deputati, in apertura dell'evento annuale del Comitato Testamento Solidale, che si tè tenuto a Roma presso la Biblioteca della Camera dei Deputati. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)