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Boom del betting sportivo in Italia: +12% nel primo trimestre grazie alla Serie A

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Chi conosce davvero il mercato delle scommesse sportive sa bene che i numeri non mentono, ma vanno interpretati col giusto occhio.Non basta vedere una crescita a due cifre per capire cosa si muove sotto la superficie: serve mestiere, esperienza, e quel tipo di sguardo che solo chi ha fatto della lettura dei trend un’abitudine quotidiana può avere.

Ebbene, il primo trimestre del 2025 ci consegna un dato che, a chi sa leggere, parla forte: +12% di crescita nel comparto del betting sportivo.

Una spinta solida, guidata da dinamiche precise e dal campionato di Serie A, che più che un motore è stato un acceleratore a pieno regime.

La combinazione perfetta tra calendario, offerta e abitudini

Chi è nuovo del settore tende a pensare che un buon trimestre sia solo frutto di più partite o di qualche promozione azzeccata.Ma chi, come noi, ha analizzato centinaia di report e flussi stagionali, sa che serve una combinazione calibrata di fattori per ottenere risultati simili.

Gennaio, febbraio, marzo e aprile hanno portato una Serie A incandescente, con molte squadre in lotta per obiettivi importanti fin dalle prime giornate.

A questo si è aggiunta una copertura media senza precedenti: ogni partita è stata seguita, analizzata, segmentata in decine di micro-eventi live, da “chi segna per primo” a “calci d’angolo in un quarto d’ora”.E ogni evento è stata un’occasione per scommettere.

Anche l’offerta dei bookmaker si è fatta più sofisticata.

Molti operatori si sono spostati verso sistemi predittivi integrati che offrono quote in tempo reale, adattandosi a ogni variazione del match.Il cliente moderno, ormai, vuole poter scommettere con un clic e cambiare idea al secondo tempo.Chi non ha saputo stare al passo, è rimasto indietro.

Serie A: perché resta il perno del betting italiano

Negli anni abbiamo sentito dire che la Premier League ha sorpassato la Serie A in popolarità globale.Può darsi.

Ma in Italia, quando si parla di scommesse, la Serie A non ha rivali.Chi scommette qui vuole conoscere bene ciò su cui punta.

E i nostri club, le nostre dinamiche tattiche, il nostro calcio, sono ancora al centro della scena.

La percentuale di giocate riferite alle partite di Serie A ha toccato, secondo gli ultimi dati, il 43% del totale.Un’enormità se si pensa alla quantità di eventi sportivi disponibili ogni giorno.

E questo succede perché il calcio italiano è leggibile: chi ha occhio sa che una squadra che schiera un 4-2-3-1 con esterni bassi difficilmente supererà il 2.5 di over. È una questione di ritmo, di impostazione, di mentalità.Elementi che chi lavora nel betting impara a riconoscere come un enologo distingue un Barolo da un Chianti solo dall’aroma.

Il richiamo delle piattaforme estere: mercato ufficiale e alternative

Non è più un segreto da iniziati: molti utenti avanzati stanno esplorando realtà fuori dal perimetro ADM.

I siti scommesse stanno attirando quote crescenti di traffico.Perché?

offrono quote più competitive, mercati più ampi e promozioni meno ingessate.Tuttavia, ci sono operatori affidabili, con anni di presenza sul mercato, capaci di offrire un’esperienza fluida, intuitiva e sicura.

Non è una fuga dal sistema, ma un’espansione.

Chi conosce bene il settore sa che un mercato maturo include anche alternative regolamentate a livello internazionale.Sta all’utente saper selezionare.

La differenza la fa chi sa leggere il gioco

Il vero segreto nel betting è l’intuizione supportata dall’esperienza.

Un professionista riconosce una quota fuori posto, legge il linguaggio del corpo di un allenatore in conferenza stampa, anticipa un calo fisico in base al minutaggio della settimana precedente.Parliamo di dettagli invisibili a chi punta “per simpatia” o segue le mode.

Il campionato di quest’anno, ad esempio, ha visto molte partite sbloccarsi nei minuti finali.

Chi ha studiato i dati ha colto che diverse squadre avevano una tenuta atletica superiore nella seconda metà.Questo ha spinto molti esperti a puntare su goal oltre il 75° minuto, con ottimi ritorni.

Ma queste letture non si improvvisano: si costruiscono con pazienza, errore dopo errore, fino a formare l’occhio clinico.

Il settore corre, ma bisogna sapere dove si sta andando

La crescita del 12% è un segnale di dinamismo, ma anche di trasformazione.Chi crede che il betting sia sempre lo stesso gioco di qualche anno fa, si sbaglia di grosso.

L’utente è cambiato, la tecnologia corre, le abitudini si evolvono.Ma una cosa resta immutata: chi sa leggere tra le righe, chi interpreta i segnali prima degli altri, continuerà a fare la differenza.

Perché se il mercato cresce, è nostro compito farlo crescere bene.

Con rispetto per le regole, certo, ma anche con apertura verso ciò che il futuro sta già iniziando a sussurrare.E chi sa ascoltare quei sussurri oggi, domani ci costruirà sopra una strategia vincente.

Crescono del 23% le giocate online in Italia rispetto all’anno precedente

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In un settore dove ogni variazione di percentuale racconta una storia, il dato che spicca quest’anno è uno di quelli che non si possono ignorare: le giocate online in Italia sono cresciute del 23% rispetto all’anno precedente.Una progressione che, per chi conosce a fondo i meccanismi di questo mercato, non è frutto del caso ma il risultato di una serie di fattori che si muovono all’unisono: tecnologia, offerta, comportamento dell’utente e deregolamentazione parziale.

Oggi, il giocatore digitale è più informato, più veloce nel prendere decisioni e più propenso a esplorare alternative ai circuiti tradizionali.

Proprio qui entra in gioco il fenomeno crescente dei casino non aams, che stanno intercettando una fetta consistente dell’utenza, attirata da un’offerta più ampia, bonus più aggressivi e meno vincoli operativi. È una tendenza che non può essere letta solo dal punto di vista tecnico o legislativo: bisogna capirla a fondo, entrando nella testa di chi gioca.

L’utente italiano oggi: più attivo, meno prevedibile

Una delle lezioni più importanti che abbiamo imparato negli ultimi dieci anni è che il giocatore non segue schemi rigidi.Cambia piattaforma, cambia abitudini, cambia persino lingua d’interfaccia se convinto che ne valga la pena.

Non è più lo stesso utente che 5 o 6 anni fa si accontentava di un’interfaccia statica e di qualche free spin.

Oggi, l’italiano medio che gioca online cerca varietà, fluidità nell’esperienza e soprattutto un equilibrio tra rischio e controllo.La crescita del 23% delle giocate online non è fatta solo da nuovi utenti, ma anche da utenti storici che hanno aumentato la frequenza e l’intensità delle sessioni.

Le fasce orarie si sono ampliate, così come la platea d’età.

Vediamo un incremento significativo tra i 35 e i 55 anni, utenti che usano dispositivi mobili come principale accesso e che hanno confidenza con i sistemi di pagamento digitali, dalle carte virtuali ai wallet crypto.

Mobile e infrastruttura: il motore invisibile della crescita

Chi lavora nel settore da un po’ sa bene che senza una solida infrastruttura, i numeri restano sulla carta.E negli ultimi anni, in Italia, c’è stato un vero e proprio salto di qualità: connessioni 5G più stabili, app native performanti, sistemi di caching distribuito e server europei con latenze ridottissime.

Il risultato?

Esperienze di gioco fluide anche con titoli che richiedono alta interattività, come le slot con modalità megaways o i live game da studio.Tutto questo ha permesso di mantenere alta la retention, riducendo i drop rate che una volta falcidiavano anche i portali più ben progettati.

Non è un caso che il tasso di sessioni concluse in vincita o bonus riscattato sia aumentato: oggi il giocatore non si ferma per un glitch o un rallentamento.

Se succede, cambia piattaforma.Ecco perché chi non ha investito in ottimizzazione sta già perdendo quote di mercato.

La leva del contenuto: non basta più offrire giochi

Un altro fattore decisivo nella crescita delle giocate online è la qualità del contenuto.

Non parliamo solo di nuovi giochi caricati in homepage ogni settimana, ma di un ecosistema narrativo che avvolge il giocatore: missioni, tornei a tempo, percorsi fedeltà, mini-game integrati.Elementi che trasformano l’utente passivo in protagonista attivo.

E qui i casino non aams hanno giocato d’anticipo.

Offrendo esperienze più dinamiche, ricche di livelli di progressione, sfide personalizzate e storytelling coinvolgente, sono riusciti ad attirare una fetta di pubblico che prima si limitava a sporadiche giocate.Hanno alzato l’asticella in termini di engagement, costringendo anche i competitor regolamentati a rivedere le proprie logiche.

In poche parole, chi tratta oggi l’utente come un semplice “giocatore” ha già perso il treno.

Quello che serve è una visione da piattaforma, non da vetrina.

I numeri dietro la crescita: perché il 23% conta più di quanto sembri

Per qualcuno, un +23% può sembrare solo una cifra incoraggiante.Per noi addetti ai lavori, è un campanello d’allarme e un’opportunità insieme.

Significa che c’è una massa critica in movimento, che il pubblico ha fame di esperienze nuove, che i margini di miglioramento sono ancora ampi.

Ma attenzione: non basta sedersi sui numeri.Serve analisi granulare, KPI reali e uno sguardo lungo.

Dobbiamo chiederci da dove arriva questa crescita, quali segmenti la guidano, quali sono le conversioni da dispositivo mobile e quali, invece, restano ancorate al desktop.

Il rischio, altrimenti, è quello di interpretare male i segnali e investire dove non serve.

Cosa ci aspetta: verticalizzazione e personalizzazione

Guardando avanti, possiamo aspettarci un’ulteriore verticalizzazione dell’offerta.I portali che segmentano i propri cataloghi in modo intelligente saranno quelli che manterranno l’attenzione degli utenti.

Stesso discorso per la personalizzazione: offerte dinamiche, promozioni in tempo reale, suggerimenti basati sul comportamento reale di gioco.

Chi saprà integrare questi strumenti in modo armonico e rispettoso, senza cadere nel marketing aggressivo, guadagnerà fiducia.E in questo settore, la fiducia è la valuta più preziosa che esista.

Il 60% degli utenti mobile gioca su slot online almeno una volta al mese

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In un settore che non dorme mai, dove l’evoluzione tecnologica corre a braccetto con il comportamento degli utenti, c’è un dato che ci dice più di mille parole: oggi, il 60% degli utenti da dispositivi mobili gioca alle slot online almeno una volta al mese.  Un numero che non sorprende chi, come noi, ha visto il gioco trasformarsi da passatempo da sala a fenomeno culturale digitale.Parliamo di un segmento che ha cambiato pelle più volte, ma che oggi trova nello smartphone il suo habitat naturale.

E lo capiamo bene quando guardiamo le statistiche di traffico, i tassi di conversione e la retention.  La verità è che il giocatore moderno cerca immediatezza, varietà e emozioni forti, come quelle offerte dalle slot soldi veri, sempre più accessibili tramite app o browser ottimizzati.

Non è più solo una questione di “giocare”, ma di farlo quando e dove si vuole, con pochi tocchi e zero attese.

L’era del “tap & spin”: come il mobile ha riscritto le regole

Un tempo, chi voleva tentare la fortuna davanti a una slot doveva infilare una moneta, tirare una leva e aspettare che i rulli si fermassero.  Oggi, basta uno swipe sullo schermo.

Il passaggio dal fisico al digitale ha fatto da ponte, ma è stato il mobile a fare da propulsore definitivo.  E chi non lo capisce rischia di restare indietro.

Le app mobile sono state progettate per ridurre ogni attrito.

Interfacce snelle, caricamento rapido, modalità demo sempre disponibili.  E poi ci sono le notifiche push, le offerte personalizzate e le sessioni di gioco ottimizzate per il formato verticale.

Tutto lavora per mantenere l’utente dentro l’esperienza, minuto dopo minuto.

E non dimentichiamo la qualità grafica.  Le slot moderne offrono animazioni in 3D, suoni cinematografici, addirittura colonne sonore originali.

Ormai ogni slot è una mini-produzione multimediale, costruita per intrattenere e sorprendere.

Il profilo del nuovo giocatore: più fluido, più selettivo

Chi pensa che il giocatore mobile sia un tipo impulsivo che gioca senza riflettere, sbaglia di grosso.  L’utente odierno è molto più selettivo di quanto si creda.

Scarica due o tre app concorrenti, confronta i bonus di benvenuto, valuta il ritorno teorico al giocatore (RTP) e sceglie solo se trova una combinazione che soddisfa i suoi standard.

Ecco un dettaglio che molti trascurano: l’RTP delle slot mobile è ormai un fattore decisivo.  Le slot con un valore sopra il 96% vengono cercate attivamente, mentre quelle sotto il 94% sono rapidamente abbandonate.

Lo stesso vale per la volatilità.  Molti utenti ormai sanno distinguere tra slot ad alta e bassa varianza, e regolano le proprie aspettative di conseguenza.

Insomma, il mobile ha democratizzato l’accesso, ma ha anche alzato l’asticella.

Chi vuole restare competitivo deve offrire valore reale, non solo grafiche sgargianti e promesse esagerate.

Slot e comportamento d’uso: le dinamiche nascoste

Un altro aspetto che gli addetti ai lavori non possono permettersi di ignorare è la frequenza d’uso.  Giocare una volta al mese non significa solo “tentare la fortuna ogni tanto”.

Significa che c’è una routine, un’abitudine, spesso legata a momenti precisi della giornata o della settimana.

Le analisi comportamentali rivelano che i picchi di gioco avvengono la sera, tra le 21:00 e le 23:00, e nei weekend.  Il venerdì è il giorno con la più alta conversione.

Non è casuale.  Dopo una settimana di lavoro, molti utenti cercano una distrazione rapida e coinvolgente.Le slot mobile lo offrono in modo più immediato di qualsiasi altra forma di intrattenimento.

C’è anche un’interessante correlazione tra gioco e stato d’animo.  Le sessioni più lunghe si verificano quando l’utente è rilassato o in cerca di distrazione.

Il che ci dice molto su come progettare l’esperienza e strutturare l’offerta.

Il mobile ha vinto, ma l’industria è pronta?

E qui arriva la vera domanda che tutti, prima o poi, dovremo farci: l’industria è davvero pronta a seguire questo cambiamento?  Perché non basta semplicemente adattare il sito desktop a un formato responsive.

Servono architetture pensate per il mobile first, cataloghi di slot ottimizzati, meccaniche di gioco che tengano conto della durata media delle sessioni da smartphone (che spesso non superano i 6-7 minuti).

Servono anche sistemi di pagamento semplificati, onboarding più snelli e meccanismi antifrode più intelligenti.  Chi ha ancora una UX appesantita da passaggi inutili, oggi perde terreno.

In pochi secondi, l’utente ha già chiuso la scheda e aperto quella del concorrente.

Dove stiamo andando: previsioni e punti critici

La crescita del gioco mobile non si arresterà, ma la vera sfida sarà la sostenibilità.  La regolamentazione dovrà stare al passo, così come i sistemi di tutela per i giocatori.

Il rischio non è solo tecnologico, ma anche etico.

Eppure, chi saprà leggere bene i segnali, investire in innovazione consapevole e offrire esperienze di valore, continuerà a guadagnarsi la fiducia degli utenti.  Le slot online, oggi più che mai, non sono solo un gioco.

Sono una finestra sul comportamento digitale contemporaneo.

E noi, come osservatori ed esperti del settore, abbiamo il compito di raccontarlo con lucidità.  Perché solo chi conosce davvero i numeri, i meccanismi e le dinamiche nascoste, può aiutare a distinguere tra evoluzione e deriva.

Juve Stabia, l’agente di Andrea Adorante parla di futuro del suo assistito: Tra sogno e realtà come finirà?

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Ai microfoni di MondoPrimavera.com, il procuratore Pino Letterio ha fatto il punto sulla situazione di Andrea Adorante, suo cliente. L’attaccante del 2000, reduce da una stagione straordinaria con la Juve Stabia, è al centro di crescenti attenzioni sul mercato, incluse quelle provenienti dalla Svezia, sponda Malmo.

“Confermo, diverse società estere hanno manifestato il loro interesse,” ha dichiarato Letterio. “Le performance di Andrea non sono passate inosservate, ed è significativo che un centravanti della Serie B riesca a calamitare l’attenzione di club che militano nelle massime serie europee. Ciò evidenzia come lo scouting a livello globale sia sempre più attento alla qualità del giocatore, al di là del campionato di provenienza. Ad ogni modo, stiamo conducendo un’attenta analisi con la dirigenza stabiese, nelle persone del direttore sportivo Lovisa, del presidente Langella e del direttore generale Polcino, per decidere quale sia il percorso più vantaggioso per Andrea.”

Nonostante le lusinghe, la priorità di Adorante resta la permanenza a Castellammare di Stabia. “Senza alcun dubbio,” ha proseguito l’agente. “Per Andrea, vestire la maglia della Juve Stabia è come giocare nel suo ‘Real Madrid’, si sente a casa. È naturale, tuttavia, che le offerte di altri club rappresentino una tentazione, un’occasione per compiere un salto di qualità e prestigio nella sua carriera. Molto dipenderà anche dalle intenzioni della Juve Stabia e da un’eventuale proposta di rinnovo. È fondamentale riconoscere gli enormi sacrifici compiuti in questi anni dal presidente Langella. Parliamo di un imprenditore, non di un fondo speculativo o di un magnate che investe con leggerezza; ogni suo sforzo è frutto di duro lavoro. Gestisce un’azienda, è un uomo pragmatico e nessuno può imporgli degli investimenti. Se decidesse di presentare un nuovo progetto, saremmo i primi ad ascoltarlo con grande interesse, perché la nostra esperienza qui è stata eccellente. Di conseguenza, Castellammare rimane la nostra scelta principale.”

Juve Stabia, Leonardo Candellone: Il cuore gialloblù di un biennio indimenticabile

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Leonardo Candellone non è stato solo un giocatore della Juve Stabia negli ultimi due anni; è stato un vero e proprio protagonista indiscusso di un ciclo glorioso, un biennio di successi che ha visto le “vespe” volare altissimo, prima in Serie C e poi in Serie B, il tutto sotto la sapiente guida di mister Guido Pagliuca. Arrivato a Castellammare di Stabia nell’estate del 2023, l’attaccante è diventato in breve tempo il perno di una squadra capace di imprese memorabili.

Nella stagione 2023-2024, quella della promozione, Candellone si è imposto come leader tecnico e realizzativo. Con 10 gol in 34 presenze nel Girone C della Serie C, ha trascinato i suoi compagni verso una vittoria del campionato dominata dall’inizio alla fine, culminata con la matematica certezza della promozione ottenuta l’8 aprile 2024 nel derby contro il Benevento. La sua capacità di segnare gol pesanti e di lavorare per la squadra è stata fondamentale nel plasmare il carattere di un gruppo vincente.

L’approdo in Serie B, poi, ha confermato la sua crescita e la sua adattabilità. In un campionato notoriamente più difficile e tattico, Candellone ha continuato a essere un punto di riferimento offensivo. Pur misurandosi con difese di ben altro spessore, ha saputo confermare le sue doti di attaccante completo, mettendo a referto 6 gol e 2 assist nella stagione cadetta. Questi numeri dimostrano che il suo talento non era limitato alla categoria inferiore. La sua generosità e la sua intelligenza tattica lo hanno reso un elemento imprescindibile anche sul palcoscenico della Serie B, contribuendo in modo significativo a consolidare la posizione della squadra e, in certi momenti, a far sognare in grande.

Leonardo Candellone è molto più di un semplice attaccante per la Juve Stabia; è un vero e proprio gioiello di casa, un talento che ha conquistato non solo il cuore dei tifosi gialloblù, ma anche l’apprezzamento di addetti ai lavori e appassionati di calcio in tutta Italia. Ciò che rende Candellone un giocatore così speciale è la sua costanza e la sua capacità di incidere. Non è solo un finalizzatore, ma un attaccante moderno, capace di spaziare su tutto il fronte offensivo, pressare gli avversari e creare superiorità numerica. La sua duttilità tattica lo rende un elemento prezioso per qualsiasi modulo e la sua generosità in campo è contagiosa per i compagni.

Con le sue giocate brillanti, la sua visione di gioco e i suoi gol decisivi, Candellone è diventato una pedina insostituibile per la Juve Stabia. Le sue prestazioni non passano inosservate: è un giocatore che “si fa notare”, attirando l’attenzione per la sua dedizione e per la qualità delle sue azioni. Questa visibilità ha fatto sì che il suo valore, con un contratto in scadenza a giugno 2025, fosse riconosciuto non solo dai tifosi stabiesi, che lo acclamano ad ogni partita, ma anche dagli osservatori esterni, che vedono in lui un potenziale di crescita ancora molto elevato.

Leonardo Candellone incarna perfettamente lo spirito della Juve Stabia: impegno, talento e la voglia di non mollare mai. È un esempio di come la passione e il duro lavoro possano far brillare un giocatore, trasformandolo in un idolo della propria tifoseria e in un simbolo di due stagioni che resteranno scolpite nella storia del club.

Juve Stabia, Filippo Polcino: Il mago dei conti economici, un artefice silenzioso dei successi gialloblù

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Nel complesso universo del calcio moderno, il successo di una squadra non è mai figlio unicamente del talento dei singoli atleti scelti con oculatezza da un DS o delle intuizioni tattiche dell’allenatore. Certo, avere campioni in campo facilita il percorso, così come disporre di budget importanti può fare la differenza. Tuttavia, la capacità di investire con saggezza queste risorse è cruciale, altrimenti si rischiano sonore delusioni, come purtroppo testimoniato da alcune blasonate compagini anche nel campionato di Serie B appena trascorso.

Alla Juve Stabia, l’uomo che da anni si distingue per far quadrare i conti e, soprattutto, per una visione gestionale a 360 gradi, è il Dottor Filippo Polcino.

Sulla carta, il suo ruolo è quello di amministratore unico della società. Nella realtà quotidiana di Castellammare di Stabia, Polcino incarna la figura del classico “uomo ovunque”, indispensabile e versatile, un vero e proprio punto di riferimento per tutte le stagioni del club.

Professionista dei numeri, senza dubbio, ma anche profondo conoscitore delle dinamiche sportive, nel corso degli anni è diventato un volto familiare e amico per tifosi e giornalisti, apprezzato per la sua disponibilità e trasparenza.

Una delle qualità più riconosciute del Dottor Polcino è la sua capacità di metterci la faccia, soprattutto nei momenti difficili. Lungi dal nascondersi dietro a un dito quando le cose non giravano per il verso giusto, ha sempre affrontato le criticità con coraggio e responsabilità. Un atteggiamento che non è passato inosservato al cuore pulsante del tifo stabiese: la Curva Sud, in occasione della storica promozione in Serie B, lo omaggiò con una coreografia dedicata, a testimonianza del profondo legame e della stima per il suo operato.

Dopo periodi in cui si è dovuto “masticare amaro”, Filippo Polcino sta ora assaporando, con la soddisfazione che merita, i frutti di un lavoro instancabile e meticoloso. I trionfi recenti sono il giusto premio per una persona che si dedica anima e corpo, senza sosta, ai colori gialloblù.

Un pò amministratore, un pò direttore, un pò dirigente: un mix esplosivo di professionalità che lo rende un interlocutore chiave per la squadra, per l’allenatore e un prezioso “specchio di idee” anche per il Presidente Andrea Langella. Quest’ultimo trova in Polcino un vulcano di contenuti interessanti, spesso promotore di iniziative volte a coinvolgere e valorizzare la tifoseria.

In definitiva, Filippo Polcino non è solo un gestore oculato, ma un vero e proprio pilastro della Juve Stabia del presente e, senza ombra di dubbio, una figura centrale su cui costruire anche il futuro ambizioso delle Vespe.

Carlo Ametrano: “Felice di essere all’Orgoglio Motoristico Romano con lo speaker Domenico Sabatino”

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Carlo, sappiamo che sei di nuovo in partenza!Destinazione?

“Si va a Roma, all’Orgoglio Motoristico Romano.Quarta edizione di un evento straordinario organizzato da un super presidente e una grande persona come Stefano Pandolfi.Sono molto felice di farne parte e di poter partecipare.

Con me ci sarà lo speaker della comunicazione Domenico Sabatino”.

Qual è la cosa che rene questo evento speciale?

“La cosa che lo rende speciale è sicuramente il luogo: è un evento che si svolge nella capitale e, con tutti i grandi ospiti che ci sono, ti avvolge in tutta la sua bellezza.Parliamo della quarta edizione, il che fa già capire il grande successo già ottenuto”.

 

Tutto questo grazie alla straordinaria organizzazione del presidente Stefano Pandolfi.

“Sì, Stefano è una persona eccezionale.Mi fa sentire sempre a casa.Lo ringrazio di cuore per la sua enorme disponibilità e gentilezza”.

Quali sono i tuoi prossimi appuntamenti?

“Siamo al terzo appuntamento, dopo aver fatto il Senna Day e il Gran Premio.

A settembre chiuderemo poi il tutto con il Minardi Day.Ringrazio sempre tutti per darmi queste opportunità.Un grazie anche a Odeon Tv per avermi come opinionista, grazie a Martina Renna, Federica Afflitto e Filippo Gherardi”.

Ci vediamo all’Orgoglio Motoristico Romano, dunque.

“Assolutamente.Vi aspettiamo in tanti a Roma: 6-7-8 giugno.

Non mancate!”.

Brescia ospita l’incontro tra il Ministro Tajani e l’omologo Indiano Goyal ,Giovedì 5 giugno

I Ministri Tajani e Goyal a Brescia per Dialogo economico e Forum imprenditoriale Italia-India , al Museo Santa Giulia.
Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, presiederà giovedi 5 giugno a Brescia, con il Ministro del Commercio e dell’Industria indiano, Piyush Goyal, il Dialogo economico di Alto Livello ed il Forum imprenditoriale Italia-India.

“In continuità con il Forum Imprenditoriale a cui ho preso parte a New Delhi lo scorso aprile, gli eventi a Brescia sottolineano l’impegno italiano per rafforzare gli ottimi legami con l’India, un Paese chiave per la nostra politica estera, soprattutto in uno scenario geopolitico così complesso. É fondamentale offrire alle nostre imprese un quadro sempre più favorevole per cogliere le opportunità di commercio ed investimento, intensificando i flussi commerciali e gli investimenti” ha dichiarato il Ministro.

Prima di dare avvio ai lavori del Dialogo economico di Alto Livello e del Forum imprenditoriale Italia-India, Tajani e Goyal visiteranno insieme l’impianto del termovalorizzatore di Brescia del Gruppo A2A, uno dei maggiori player italiani nei settori della transizione energetica e dell’economia circolare.

Seguiranno i lavori del Forum imprenditoriale incentrato su quattro ambiti prioritari di collaborazione: industria 4.0; trasporti; transizione energetica ed economia circolare; spazio. L’obiettivo è sostenere il rafforzamento delle relazioni bilaterali attraverso lo sviluppo di nuove opportunità per le imprese ed iniziative congiunte in ambito economico. L’interscambio commerciale tra Italia e India ha infatti superato i 14 miliardi di Euro nel 2024, con una crescita delle esportazioni italiane di oltre il 30% negli ultimi sette anni.

È importante promuovere il valore del nostro territorio. Per questo motivo ho scelto la città di Brescia, sesta provincia a maggior vocazione all’export di tutta Italia, che solo nel 2024 ha esportato per un valore di 20 miliardi” ha dichiarato Tajani, aggiungendo che “è un riconoscimento internazionale dell’eccellenza italiana poter ospitare il Forum Imprenditoriale al Museo di Santa Giulia, iscritto alla Lista del Patrimonio mondiale promossa dall’UNESCO”.

Al Dialogo economico e al Forum Imprenditoriale Italia-India parteciperanno anche rappresentanti di alto livello delle associazioni imprenditoriali e delle agenzie governative dei due Paesi, tra cui Confindustria, ICE, CDP, SACE, SIMEST, Federation of Indian Chamber of Commerce and Industries, Confederation of Indian Industries e Associazione Italia-India per la Cooperazione fra i due Paesi.

Da Nota Farnesina

L’AZZURRO PENSIERO ESTIVO. Ndoye è il preferito di Conte. La maglia di McTominay venduta per 24mila Euro

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Benvenuti a quella che sarà una rubrica settimanale su quello che accade nel Mondo del Napoli in questa Estate 2025.Partiamo oggi con il riassunto delle ultime notizie importanti in casa azzurra.
Stani Lobotka ha parlato del suo futuro sottolineando le sue sofferenze nelle ultime gare di Campionato in cui è stato fuori per infortunio e non ha potuto aiutare i compagni in campo.

Ha affermato di stare molto bene a Napoli e di valutare altre opzioni solo nel caso di miglioramento della sua condizione attuale.

La maglia dello scozzese McTominay indossata in Napoli – Cagliari è stata venduta ad una cifra esorbitante.Si parla di 24mila euro sborsati da un acquirente su un’asta online.
Sul fronte mercato, è dato per certo ormai l’arrivo di Kevin De Bruyne in maglia azzurra.

L’asso belga avrebbe già acquistato una villa a Posillipo e dovrebbe svolgere le visite mediche dopo l’impegno con le Nazionali, ma ci sarebbe un rallentamento nella trattativa.

Sono calde anche le piste Kang-In-Lee e Federico Chiesa.Quest’ultimo ha scritto un post al miele su Antonio Conte che anche l’anno prossimo siederà sulla panchina azzurra.

Per la difesa si cerca un difensore centrale, mentre sugli esterni il nome più in voga è quello di Ndoye del Bologna.

Alle pendici del Vesuvio, non è ancora affatto terminata la sbornia per la vittoria del quarto tricolore che già si pensa a costruire un solido e ancora più forte Napoli per l’anno venturo.

IL MORSO DELLA VESPA ESTIVO Come sarà il calciomercato della Juve Stabia? Pagliuca e Lovisa riconfermati?

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Benvenuti a quella che sarà una rubrica settimanale su quello che accade nel Mondo della Juve Stabia in questa Estate 2025.Partiamo oggi con il riassunto delle ultime notizie importanti in casa gialloblu.
La festa organizzata dal Comune per abbracciare la Juve Stabia dopo il magnifico Campionato appena concluso, avrebbe ospitato sul palco esponenti della camorra locale.

C’è chi chiede lo scioglimento del consiglio comunale.Una polemica sorta dopo un post su Facebook del consigliere comunale in quota PD Sandro Ruotolo che, attaccando la sua stessa maggioranza, ha mostrato sdegno per la presenza dei boss sul palco.

Crediamo che oltre alla denuncia bisognerebbe fare qualcosa di pratico per la città, partendo dal partecipare di più ai consigli comunali, ad esempio.

Il prestito di Demba Thiam è in scadenza e quindi ci si interroga sul futuro del portiere senegalese.A parer mio, è uno dei pilastri della rosa stabiese e si dovrebbe fare in modo di tenercelo ben stretto alle falde del Faito.

Al netto degli errori che ci sono stati, questo è chiaro.

Un altro discorso importante è quello riguardante il tecnico Guido Pagliuca, corteggiato da diverse società importanti (vedi Empoli in primis) e che il presidente Andrea Langella vorrebbe tenere con sé anche l’anno prossimo, considerato come ha dichiarato che i Playoff sono stati una medaglia per il futuro della squadra.Ci sono da valutare motivazioni e volere il bene comune della Juve Stabia in primis.

Lo stesso tecnico ha lasciato intendere di volere un confronto con la società e che niente è ancora deciso.

In bilico anche la posizione di Matteo Lovisa il DS che in due anni con mezzi di gran lunga inferiore alle altre partecipanti al campionato ha costruito e poi migliorato la rosa a disposizione.
Sempre sul fronte mercato, sono date per certe le partenze di Floriani Mussolini, Fortini e Rocchetti, in più ci sono tanti dubbi sul resto della squadra.
Infine, l’ufficio stampa della Juve Stabia si è congratulato per la vittoria della Champions’ League di Gianluigi Donnarumma, un orgoglio per la città.Emblematica la foto sui social che lo ritrae con la Coppa della grandi orecchie in mano ed al collo una sciarpa gialloblu delle vespe.

Juve Stabia, Marco Ruggero è un gigante silenzioso: Un calciatore inatteso diventato il muro della difesa

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Ogni stagione calcistica porta con sé le sue storie, e quella della Juve Stabia ne ha scritta una particolarmente affascinante nel cuore della sua difesa. Se molti riflettori erano puntati sugli attaccanti o sui centrocampisti di qualità, la vera sorpresa, il protagonista inaspettato che ha eretto un muro invalicabile, risponde al nome di Marco Ruggero.

Arrivato forse senza i clamori dei “pezzi da novanta”, Ruggero si è imposto con il lavoro, la costanza e prestazioni di altissimo livello, diventando un pilastro insostituibile della retroguardia gialloblù. Quella che doveva essere una stagione di assestamento o di semplice rotazione, si è trasformata nella consacrazione di un difensore roccioso e affidabile.

Nelle gerarchie iniziali, Marco Ruggero poteva sembrare un’alternativa, un elemento da dosare. Ma la sua capacità di leggere il gioco, la fisicità nei contrasti e, soprattutto, una sorprendente abilità nel costruire l’azione da dietro, lo hanno reso rapidamente imprescindibile. Partita dopo partita, Ruggero ha conquistato la fiducia dello staff tecnico e l’ammirazione dei tifosi, che hanno imparato ad apprezzare il suo stile essenziale ma estremamente efficace.

Le sue prestazioni sono state un crescendo di solidità. Non solo ha dimostrato una grande intelligenza tattica nel posizionamento, ma anche una determinazione feroce nel duello individuale. È diventato il tipo di difensore che gli attaccanti avversari odiano affrontare: difficile da superare, tenace nella marcatura e sempre presente nel momento cruciale per sventare pericoli.

Quella di Ruggero è la storia del lavoro silenzioso che ripaga. Non è il classico difensore che fa notizia per gol spettacolari o giocate funamboliche. La sua bravura risiede nella costanza, nella pulizia degli interventi e nella capacità di infondere sicurezza a tutto il reparto. In un campionato dove ogni errore può essere fatale, avere un elemento così affidabile in difesa è un lusso.

La sua crescita ha contribuito in maniera determinante alla solidità complessiva della squadra, che ha spesso basato i propri successi su una difesa granitica. Se la Juve Stabia ha potuto sognare in grande, gran parte del merito va anche a questo “gigante” silenzioso, che ha saputo trasformare le aspettative in certezze.

Concluso il primo PCTO per Amministratore di Condominio: Ponte tra scuola e mondo del lavoro a Castellammare

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Si è concluso con successo il primo anno del Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) dedicato alla figura dell’Amministratore di Condominio. Questo progetto formativo innovativo, nato dalla sinergia tra un Istituto di Istruzione Superiore locale e l’Associazione N.A.C.A. – Associazione Nazionale Amministratori di Condominio e Affini, ha offerto agli studenti un’opportunità unica per avvicinarsi al mondo delle professioni tecniche e giuridiche.

Avviato nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, il PCTO ha fornito agli studenti un’esperienza formativa immersiva in un settore strategico e in continua evoluzione. Attraverso moduli didattici approfonditi, simulazioni pratiche realistiche, la redazione di atti e attività di laboratorio, i partecipanti hanno avuto modo di confrontarsi direttamente con le principali responsabilità che spettano a un amministratore condominiale. Il percorso ha coperto aspetti cruciali come la convocazione e verbalizzazione delle assemblee, l’analisi dei bilanci, la gestione dei conflitti e l’applicazione della normativa vigente, fornendo una visione completa e pratica della professione.

Il successo di questo progetto è il frutto di un impegno congiunto. Fortemente voluto dalla Dott.ssa Sabrina Apuzzo, il corso è stato coordinato dal Dott. Antonio Rocco, esperto in diritto condominiale, Coordinatore Nazionale N.A.C.A. e Responsabile alla Formazione per l’Associazione. Il supporto dei tutor scolastici, Prof.ssa De Simone, Prof.ssa Avino e Prof.ssa Menduto, è stato fondamentale, così come la supervisione e il determinante sostegno della Dirigente Scolastica Prof.ssa Cinzia Toricco.

Questo PCTO rappresenta un modello significativo di integrazione tra scuola e mondo del lavoro, con l’obiettivo primario di valorizzare i giovani talenti e orientare le nuove generazioni verso professioni che comportano un’alta responsabilità sociale. L’iniziativa non solo arricchisce il bagaglio di competenze degli studenti, ma li prepara anche ad affrontare le sfide di un mercato del lavoro in costante mutamento.

L’Associazione N.A.C.A. ha già espresso la ferma intenzione di replicare e potenziare l’iniziativa nel prossimo anno scolastico. I piani futuri includono l’ampliamento del numero degli istituti coinvolti e l’aumento delle opportunità di stage formativi presso studi professionali e società di gestione, offrendo così a un numero ancora maggiore di giovani la possibilità di esplorare questa carriera dinamica.

Per ulteriori informazioni sul PCTO e sulle attività dell’Associazione N.A.C.A., potete visitare il sito web www.associazionenaca.it o inviare una mail a segreteria@associazionenaca.it.

Tre ex Juve Stabia con tre destini diverse inizieranno il campionato di Serie C

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Castellammare di Stabia è una città che respira calcio, e le vicende dei suoi ex protagonisti spesso continuano a fare notizia ben oltre il campo da gioco. In questo racconto, ci addentriamo nelle storie di tre figure che hanno lasciato il segno in maglia gialloblù, seppur con ruoli e percorsi differenti, e che ora si trovano di fronte a nuove sfide nel mondo del calcio.

Giuseppe Figliomeni: Da Difensore Gialloblù a DS del Campobasso

Il primo nome è quello di Giuseppe Figliomeni, difensore della Juve Stabia nella stagione 2012-2013. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2023, Figliomeni ha intrapreso con successo la carriera dirigenziale. Come annunciato ufficialmente, è il nuovo Direttore Sportivo del Campobasso FC, con un contratto biennale.

Nato a Reggio Calabria nel 1987, Figliomeni vanta una lunga carriera da difensore centrale tra Serie B e Serie C. La sua ultima esperienza dirigenziale, alla guida dell’area tecnica del Gelbison, ha confermato le sue qualità, attirando l’attenzione di diversi club. La scelta è ricaduta sul Campobasso, una piazza che lo ha conquistato per il suo progetto ambizioso e la sua tifoseria passionale.

“Sono orgoglioso di essere qui – ha dichiarato Figliomeni – e impaziente di iniziare questa nuova avventura. Campobasso è una città che vive di calcio e la sua tifoseria merita il massimo. Darò tutto me stesso per contribuire alla crescita del club, dentro e fuori dal campo”. Un benvenuto che si estende dalla dirigenza del Campobasso a un ex gialloblù che ha dimostrato di avere visione e competenza anche lontano dal campo.

Un Tuffo nel Passato Gialloblù: L’Eredità di Logiudice e l’Ascesa di De Liguori a Cava de’ Tirreni

Passando a Cava de’ Tirreni, troviamo un’altra storia che si lega indissolubilmente al passato della Juve Stabia: quella di Pasquale Logiudice e Vincenzo De Liguori. Logiudice, pur non essendo stato un calciatore gialloblù, ha avuto un ruolo fondamentale nella storia recente della Juve Stabia come Direttore Sportivo. Dopo la retrocessione del 2014, fu lui a riportare entusiasmo e a costruire una squadra di qualità che fece sognare i tifosi di Castellammare.

Ora, la Cavese 1919 Srl ha annunciato la risoluzione del rapporto con Logiudice, ringraziandolo per il suo contributo alla promozione in Serie C nella stagione 2023/24 e alla permanenza nella categoria nell’annata 2024/25.

Al suo posto, la società blufoncé ha affidato l’incarico di Direttore Sportivo a Vincenzo De Liguori, ex calciatore gialloblù negli anni ’90, con un contratto fino al 30 giugno 2027. De Liguori, già componente della Direzione Sportiva del club con la carica di responsabile dell’area Scouting dalla stagione sportiva 2023/24, raccoglie ora un’eredità importante.

Queste tre storie, pur diverse tra loro, sottolineano come il mondo del calcio sia in continua evoluzione, e come le figure che un tempo calcavano i campi possano ritrovare nuove sfide e successi dietro le scrivanie dirigenziali, mantenendo sempre un legame, diretto o indiretto, con le piazze che li hanno visti protagonisti.

La Vesevus Hub Volley: Una storia di successi in soli nove mesi

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La Vesevus Hub Volley è una realtà sportiva che sta riscrivendo le regole del successo nei Paesi Vesuviani.Nata appena nove mesi fa, questa società ha già collezionato traguardi che molte squadre impiegano anni a raggiungere, dimostrando una determinazione e una visione straordinarie.

La stagione che sta per concludersi è stata a dir poco trionfale.Le ragazze della categoria Under 16 Femminile hanno conquistato il titolo di Vice-Campionesse Provinciali ASI, un risultato eccezionale che sottolinea la qualità del lavoro svolto con le giovani atlete e la loro promettente crescita.

Ma i successi non si fermano qui.La squadra Under 19 Maschile ha dominato il proprio campionato, laureandosi Campione Provinciale ASI.

Una vittoria netta che evidenzia la forza e la preparazione di un gruppo capace di imporsi con autorità.Anche in ambito FIPAV, la Vesevus Hub Volley si è fatta notare.

La squadra della Seconda Divisione Maschile ha raggiunto i Play Off, sfiorando una promozione che avrebbe coronato una stagione già ricca di soddisfazioni.Questa partecipazione ai play off dimostra la capacità della società di competere ad alto livello anche nelle competizioni più strutturate.

Questi risultati, ottenuti in così poco tempo, sono la prova tangibile di un progetto solido, basato sulla passione per la pallavolo, sulla professionalità degli allenatori e sull’impegno costante degli atleti.La Vesevus Hub Volley non è solo una società sportiva, ma un vero e proprio punto di riferimento per la crescita e lo sviluppo dei talenti locali.

Cosa riserverà il futuro a questa giovane ma già affermata realtà?Con una partenza così esplosiva, le aspettative sono altissime e la Vesevus Hub Volley è pronta a scrivere nuove pagine di successo nel panorama pallavolistico campano e non solo.

Juve Stabia, Marta Mari: La tifosa che vive in Brasile torna in città per respirare l’aria del sogno serie A

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Castellammare di Stabia, il profumo del mare e l’eco di una passione inarrestabile. In questi giorni, la città ha riabbracciato una delle sue figlie più affezionate, Marta Mari, la tifosissima della Juve Stabia che da anni vive e respira gialloblù dal lontano Brasile. Il suo ritorno non è stato un semplice viaggio di piacere ma un vero e proprio pellegrinaggio nel luogo che ha custodito e raccontato le gesta della sua amata squadra in un campionato indimenticabile: la Masseria delle Grazie dei fratelli Mimmo e Michele Sabatino.

È qui, per ben quindici puntate, che il talk show “Juve Stabia Live” ha tenuto incollati gli appassionati, narrando passo dopo passo la cavalcata trionfale che ha portato le Vespe fino alle semifinali playoff per la Serie A. Un percorso emozionante, vissuto da Marta con l’intensità che solo un vero tifoso può provare nonostante la distanza geografica.

All’arrivo alla Masseria, l’emozione era palpabile. Ad attenderla, oltre ai padroni di casa, c’era un volto altrettanto noto e amato nel panorama del tifo stabiese: la Vespa Regina, Patrizia Esposito. Un incontro tra anime affini, entrambe impegnate da sempre a diffondere il “verbo Juve Stabia”, specialmente tra le tifose, dimostrando che la passione non ha confini di genere.

Marta, come testimoniato dalle sue storie sui social e dai racconti di chi la conosce, non ha mai nascosto l’orgoglio di essere una grande tifosa della Juve Stabia. Anzi, la sua fede è tale che persino il celebre stadio Maracanã in Brasile l’ha vista indossare maglietta e vessilli gialloblù, un gesto che racchiude tutto l’amore e la fierezza per i colori della sua squadra.

Le foto che immortalano questo commovente ritorno la ritraggono sorridente, in compagnia della sua splendida famiglia, mentre esplora gli ambienti della Masseria delle Grazie. Un momento speciale è stato sicuramente quello in cui Marta si è concessa una foto con la maglietta gialloblù della Juve Stabia, un cimelio prezioso donato alla Masseria in occasione della storica promozione in Serie B del campionato 2018-2019. Un simbolo di una passione che si rinnova di anno in anno, di campionato in campionato, e che trova sempre il modo di tornare alle sue radici, anche da oltreoceano.

Il ritorno di Marta Mari a Castellammare è più di una semplice visita; è la dimostrazione vivente che la passione per la Juve Stabia è un filo invisibile che unisce le persone, superando distanze e barriere, e che il cuore gialloblù batte forte in ogni angolo del mondo.

Stabia, Napoli e Paris, tutti per uno: anno da sogno per lo storico asse

Nei cori tra tifoserie spesso si gioca sulle alleanze tra i vari gruppi organizzati di varie squadre in giro per l’Italia, per l’Europa e per il mondo intero.Un’alleanza tra le più solide e le più durature coinvolge la Juve Stabia, il Napoli e il Paris-Saint Germain.I vari cori intonati dai tifosi spesso accennano a questo legame, simboleggiato da un atleta al centro dei riflettori mondiali: Gianluigi Donnarumma.Nativo di Castellammare, in provincia di Napoli, leader del club francese.

Insomma, vita e carriera si incrociano in questa figura motivo d’orgoglio di una terra e sicurezza per i successi oltralpe.Tuttavia, la stagione è stata superlativa per le 3 realtà e, nuovamente, Gigio rappresenta il collante di questi grandi successi.

Risultati storici ed esultanze sfrenate: Stabia, Napoli e Paris unite

Ripercorrendo i risultati sportivi dei 3 club, la stagione 2024/25 è da considerare estremamente memorabile per l’asse Stabia-Napoli-Paris.Le Vespe, al ritorno in Serie B dopo alcuni anni di assenza, hanno vissuto un cammino trionfale: gli uomini di Guido Pagliuca hanno raggiunto le semifinali playoff della cadetteria, sfiorando un’incredibile promozione in massima serie da squadra con il minor monte ingaggi della stagione, data per spacciata dai pronostici a inizio stagione ma capace di cacciare il meglio da sé con il perfetto connubio tra dirigenza, staff tecnico e rosa.I partenopei, reduci da un disastroso decimo posto nella scorsa stagione con tre allenatori in panchina, sono tornati sul tetto d’Italia.

La vittoria dello Scudetto (il secondo in tre anni) ha consacrato il club presieduto da Aurelio De Laurentiis come una grande potenza del calcio italiano e mondiale: per ricostruire, si punta su garanzie come Antonio Conte.E quel che consolida ulteriormente la reputazione azzurra sta avvenendo fuori dal campo: convincere il tecnico salentino a proseguire il suo cammino e l’ipotetico arrivo di giocatori dal blasone internazionale sono due ampie dimostrazioni di forza.Infine, les parisiens: poche presentazioni necessarie.Il tutto è sintetizzabile con una sola parola: treble (o triplete, se si preferisce l’accezione italiana del termine).

Quella appena conclusa è la prima stagione senza le stelle assolute come Messi, Neymar, Mbappé, Ibrahimovic, eccetera.Sulla carta, il club transalpino partiva notevolmente indebolito rispetto al passato.Ma, tuttavia, c’è un fattore che stravolge totalmente questo discorso: il concetto di squadra.Sotto la guida dell’esperto e saggio Luis Enrique il gruppo è parso più compatto che mai, pieno di spirito di sacrificio e di voglia di non deludere più nessuno.

Non ci sono stelle o ambizioni personali, ma solo un grande gruppo di campioni (sia tecnicamente che moralmente parlando) che sono riusciti a dare il meglio di sé, spinti dall’atteggiamento spregiudicato e mai arrendevole del proprio tecnico.E dunque, per la prima volta dopo anni, le tre piazze dell’alleanza Stabia-Napoli-Paris han potuto gioire tutte insieme.L’apporto delle tre tifoserie in stagione è stato colossale: la presenza di napoletani stabiesi a Monaco di Baviera tra il tifo organizzato parigino racchiude tutto questo: unione e condivisione comune per piazze abituate ad aspettare, a costruire, a combattere.Ora è il momento della gloria, delle esultanze e dei sogni realizzati.

Ma, si sa, il calcio non si ferma mai: è più difficile confermare i miracoli piuttosto che realizzarli una singola volta. 

Stroppa e le sue lezioni di stile, ecco il boomerang Cremonese: il calcio cambi registro da Nord a Sud

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È passata più di una settimana da quando la Juve Stabia ha visto sfumare il sogno promozione, eliminata ai playoff da una Cremonese che ha poi ampiamente dimostrato il proprio valore, conquistando la Serie A nella finale di ritorno a La Spezia.

A Castellammare, oltre al rammarico per non aver potuto disputare la sfida al massimo delle proprie potenzialità, bruciano ancora le dichiarazioni del tecnico grigiorosso Stroppa. Parole che, rilette oggi, suscitano un fastidio (eufemismo) palpabile, percepite da molti come un maldestro tentativo di impartire lezioni non richieste alla panchina stabiese.

“Devono stare zitti”, tuonò Stroppa, proseguendo con un affondo diretto: “alla Juve Stabia sono abituati a fare dei teatrini perché a turno si mettono in piedi per protestare contro il direttore di gara”. La chiosa, “se vogliono restare a questi livelli devono imparare la professionalità” suonò come una sentenza.

Un “consiglio” che però sembrò trovare ascolto nell’arbitraggio della gara di ritorno: nessun provvedimento per un fallo evidente su Andreoni, la sua espulsione successiva definita “scandalosa” e, dulcis in fundo, l’allontanamento del tecnico Pagliuca per un presunto atteggiamento “irridente”.

L’ironia, però, è un piatto che a volte si serve freddo, direttamente dal tavolo del Giudice Sportivo. Proprio oggi, infatti, sono arrivate le sanzioni relative alla finale playoff Spezia-Cremonese. E chi troviamo tra i puniti? Proprio alcuni “attori di teatro” che sedevano sulla panchina della Cremonese:

  • DALL’ASTA Federico (Cremonese): Squalifica per una giornata effettiva “per avere, al termine del primo tempo, negli spogliatoi, assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti di un dirigente della squadra avversaria.”
  • BRESCIA Giuseppe (Cremonese): Squalifica per una giornata effettiva “per avere, al 47° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina, assunto un atteggiamento provocatorio nei confronti dei calciatori della squadra avversaria.”

Un vecchio adagio recita: “Non sputare in cielo, che in faccia ti torna”.

Questa situazione si inserisce in un contesto più ampio che riguarda il comportamento del pubblico, un tema su cui anche a Castellammare si è spesso dibattuto, prendendo le distanze da quei 5-10 individui che ciclicamente causano problemi in tribuna scoperta al Menti. È innegabile che la Juve Stabia sia stata multata più di altre società a causa di pochi, ma è altrettanto vero che non si può e non si deve generalizzare. Spesso, purtroppo, si percepisce una “mano pesante” nei confronti delle società considerate più piccole, come la Juve Stabia, o degli ambienti meridionali, vittime di stereotipi che vedono nella repressione l’unica soluzione.

Senza voler additare nessuno, ma per sottolineare come il problema sia diffuso, le decisioni del Giudice Sportivo post-finale playoff illuminano una realtà inequivocabile anche sul fronte del tifo:

  • Ammenda di € 12.000,00 alla Soc. SPEZIA per lancio di fumogeni (due dei quali hanno causato un’interruzione di gara) e bottigliette.
  • Ammenda di € 3.000,00 alla Soc. CREMONESE per lancio di bicchieri di plastica.

Questi episodi dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la necessità di un cambio di atteggiamento nei confronti del gioco del calcio e dell’accettazione della sconfitta è un’esigenza nazionale, da Nord a Sud. Il problema è che, come sempre, per colpa di pochi pagano tutti. Sarebbe ora di allontanare seriamente chi danneggia il calcio, per permettere alle famiglie di riavvicinarsi serenamente a questo sport. È fin troppo facile, sui social, puntare il dito contro questa o quella piazza, quando le cronache nazionali riportano costantemente episodi spiacevoli ovunque: dal motorino lanciato dagli spalti a San Siro, ai derby Roma-Lazio trasformati in guerriglia urbana, dai tafferugli in autostrada dopo Lucchese–Perugia, alla tragica morte dell’ispettore Raciti prima di Catania-Palermo. Le inchieste sul tifo organizzato, poi, non mancano da nessuna parte d’Italia.

In conclusione, chiediamo con forza che la Juve Stabia e la piazza di Castellammare non venga considerata l’unica responsabile di intemperanze – da cui, lo ribadiamo, prendiamo le distanze – e che non vengano più trattate come la “Cenerentola” del campionato da sestetti arbitrali e commissari di campo. Le persone negative esistono a Castellammare come a Bolzano e devono essere isolate. Ma ci sono anche tantissime persone per bene che seguono la propria squadra con passione e civiltà, come dimostrato dagli oltre 10.000 spettatori presenti alla semifinale d’andata a Castellammare, una partita svolta senza incidenti e senza multe, o dal bellissimo gesto dei tifosi stabiesi che, al termine del match di ritorno della semifinale play off allo Zini, hanno ripulito il proprio settore.

Chiudiamo il nostro editoriale con: “È ora di cambiare registro, per tutti!”

Juve Stabia, Christian Pierobon: L’ascesa inarrestabile del Guerriero del centrocampo Gialloblù

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È trascorso un tempo significativo da quando Christian Pierobon ha vestito per la prima volta la gloriosa casacca delle “Vespe”. In questo periodo, il suo nome non è semplicemente transitato, ma si è impresso in maniera indelebile nella storia recente del club. La vittoria del campionato di Lega Pro rappresenta un sigillo collettivo ma è la sua traiettoria personale a stagliarsi come un fulgido esempio di crescita, dedizione e tenacia. Una scalata impressionante che lo ha visto trasformarsi da promettente riserva in Serie C a titolare inamovibile nel catino infuocato della Serie B.

Nella passata stagione, Pierobon era spesso l’arma tattica dalla panchina, il giocatore chiamato a iniettare ossigeno e dinamismo nel centrocampo durante le fasi cruciali dei match. Indipendentemente dal minutaggio concessogli il suo impatto si rivelava costantemente significativo. Ogni suo ingresso era caratterizzato da una generosa dose di corsa e sostanza, elementi che non sfuggivano all’occhio attento del pubblico e della critica, i quali intravedevano in lui un potenziale luminoso. La sua presenza in mediana, abbinata a una spiccata capacità nel recupero palla e a un’acuta intelligenza tattica, lo rendevano una pedina preziosa anche per frazioni di gara.

Tuttavia, è nell’attuale, arduo campionato di Serie B che Christian Pierobon ha compiuto il definitivo e meritato salto di qualità. Con una maturità e una costanza sorprendenti, si è guadagnato sul campo, con sudore e sacrificio, un posto da titolare che ora appare indiscutibile. La sua incrollabile dedizione, un’energia che sembra inesauribile e la sua feroce determinazione nel lottare su ogni pallone lo hanno consacrato come un pilastro del centrocampo gialloblù. Ha affrontato senza timore reverenziale avversari più esperti e blasonati, mettendo in mostra qualità tecniche e caratteriali che lo proiettano verso un futuro ancora più radioso.

La parabola di Pierobon è la testimonianza vivente che, attraverso il duro lavoro, la perseveranza incrollabile e la giusta mentalità nessun traguardo è precluso. Da preziosa alternativa a perno insostituibile della squadra in Serie B, la sua ascesa è l’emblema della determinazione che anima l’intera Juve Stabia. Un ragazzo che sta investendo ogni sua energia per continuare a scrivere pagine memorabili con la maglia delle Vespe.

La sua prestazione superlativa nella semifinale play-off contro la Cremonese, dove è stato universalmente riconosciuto come il migliore in campo, non è stata un’eccezione, bensì la conferma di un rendimento elevatissimo. A coronare una performance maiuscola, si è tolto anche la soddisfazione di realizzare un gol tanto bello quanto difficile, contro un avversario di caratura superiore e in una vetrina di assoluto prestigio. Pierobon si è affermato come uno degli elementi più positivi dell’intero torneo e, con l’approssimarsi della finestra estiva di calciomercato, il suo nome è destinato a diventare uno di quelli capaci di accendere le fantasie di tifosi, addetti ai lavori e amanti di questo sport.

Associazione ’50&Più’ istituisce ‘Giornalismo inclusivo’ per un linguaggio più giusto

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(Adnkronos) – Associazione 50&Più, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, istituisce il premio ‘Giornalismo inclusivo’. Il riconoscimento è indirizzato agli operatori dell’informazione che si distinguono per l’utilizzo di un linguaggio non discriminante nei confronti delle persone anziane. Sono due le categorie di concorso, articolo e reportage, a cui giornalisti professionisti e pubblicisti potranno iscriversi. Il valore del premio è di mille euro per ogni categoria.  

L’Associazione 50&Più, impegnata da oltre cinquant’anni nella tutela dei diritti delle persone anziane, continua a promuovere iniziative volte al contrasto dell’ageismo. Già lo scorso anno, 50&Più aveva firmato con l’Odg Campania la ‘Carta di Napoli’, un protocollo d’intesa che – per la prima volta in Italia – tutela i diritti dei senior a mezzo stampa. Il documento, unico nel suo genere, fornisce un vademecum utile per la redazione di scritti in riferimento agli anziani.  

“A causa del calo demografico – dichiara Carlo Sangalli, presidente di 50&Più – la componente senior nella nostra società è in continua crescita. È, dunque, prioritario invertire questa tendenza e nello stesso tempo promuovere l’invecchiamento attivo che identifica la persona anziana anche come risorsa e non solo come problema. Proprio per questo riteniamo particolarmente importante favorire il dialogo intergenerazionale attraverso l’utilizzo più giusto delle parole per evitare stereotipi e pregiudizi. Abbiamo, così, voluto istituire il premio ‘Giornalismo inclusivo’ dedicato ai professionisti della comunicazione perché sia sempre maggiore la consapevolezza dell’utilizzo di un linguaggio che costruisca ponti e non barriere”. Per partecipare al Concorso, sarà necessario iscriversi utilizzando l’apposito form sul sito www.premiogiornalisti.50epiu.it, consultando il bando. La giuria, composta da rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti, esperti nel campo del giornalismo sociale, dell’invecchiamento e longevità e da organi politici di 50&Più, valuterà i lavori che saranno stati pubblicati su testate cartacee e on line dal 29 ottobre 2024 al 1° settembre 2025. La consegna del Premio, del valore di mille euro per ogni categoria, avverrà nel mese di ottobre, a Roma con modalità che saranno comunicate ai partecipanti.  

50&Più è un’associazione libera, volontaria e senza fini di lucro del sistema Confcommercio. Fondata nel 1974, opera per la rappresentanza e la tutela dei diritti dei propri soci (circa 300mila) e per il riconoscimento degli over 50 come risorsa della società, promuovendone il ruolo sociale e il protagonismo attivo. Ha sedi sull’intero territorio nazionale e rappresentanze all’estero. Organizza attività ed eventi che favoriscono la socializzazione e la partecipazione di persone anziane alla vita di comunità. Mette a disposizione un’informazione puntuale anche su temi della terza età attraverso la rivista 50&Più, il giornale web Spazio50 e webinar. L’Osservatorio Studi, Ricerca e Sviluppo 50&Più gestisce una banca dati bibliografica, costantemente aggiornata, sulla condizione anziana. Dalla consulenza previdenziale all’assistenza fiscale, 50&Più è al fianco delle persone per offrire risposte concrete: l’impegno è quello di creare le condizioni per costruire una società più giusta e solidale che combatte discriminazioni anche legate all’età.  

Andrea Bajani vince Premio Strega Giovani

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(Adnkronos) – Andrea Bajani con il romanzo “L’anniversario” (Feltrinelli) è il vincitore della dodicesima edizione del Premio Strega Giovani, promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, in collaborazione con Bper Banca. Quello di Andrea Bajani, con 97 preferenze su un totale di 595 espresse, è stato il libro più votato da una giuria di ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da oltre 100 scuole secondarie di secondo grado distribuite in Italia e all’estero. Al secondo e terzo posto si sono classificati Nadia Terranova, autrice di “Quello che so di te” (Guanda), con 62 voti, e Valerio Aiolli, autore di “Portofino blues” (Voland), con 56 voti. I tre libri ricevono un voto valido per la designazione dei finalisti al Premio Strega.  

Il libro vincitore è stato annunciato nel corso dell’evento condotto da Loredana Lipperini, realizzato al Teatro Comunale di Cardito (Napoli) con il patrocinio della Camera dei deputati e del Comune di Cardito. La proclamazione è avvenuta alla vigilia della selezione della cinquina dello Strega, che si terrà domani, mercoledì 4 giugno, al Teatro Romano di Benevento, mentre la serata conclusiva si terrà giovedì 3 luglio come di consueto nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e in diretta televisiva su Rai 3.  

Oltre a Bajani, Aiolli e Terranova, gli altri libri in gara per entrare nella cinquina dello Strega sono: Saba Anglana con “La signora meraviglia” (Sellerio Editore); Elvio Carrieri con “Poveri a noi” (Ventanas); Deborah Gambetta con “Incompletezza. Una storia di Kurt Gödel” (Ponte alle Grazie); Wanda Marasco con “Di spalle a questo mondo” (Neri Pozza); Renato Martinoni con “Ricordi di suoni e di luci. Storia di un poeta e della sua follia” (Manni); Paolo Nori con “Chiudo la porta e urlo” (Mondadori; Elisabetta Rasy con “Perduto è questo mare” (Rizzoli); Michele Ruol con “Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia” (TerraRossa); Giorgio van Straten con “La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri” (Laterza).  

All’evento al Teatro Comunale di Cardito hanno partecipato il sindaco Giuseppe Cirillo, Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Giuseppe D’Avino, presidente di Strega Alberti Benevento. Lorena De Vita, ufficio Sponsorships di Bper Banca, ha consegnato il Premio Strega Giovani per la migliore recensione ad Alessandra Ruotolo, studentessa del Liceo Don Gnocchi di Maddaloni (Caserta): la vincitrice ha ricevuto una borsa di studio offerta dalla banca per la sua recensione al libro “Poveri a noi” di Elvio Carrieri. 

Hanno ricevuto una menzione speciale le recensioni di Matteo Lechiara, del Liceo Classico Pitagora di Crotone, al libro “Ricordi di suoni e di luci” di Renato Martinoni e Allegra Raia, del Liceo Scientifico Mancini di Avellino, al libro “Di spalle a questo mondo” di Wanda Marasco. 

L’incontro è stato anche l’occasione per raccontare la prima edizione del progetto della Fondazione Bellonci ‘Storie di Periferia. Riportare le periferie al centro della storia’, realizzato con il sostegno di Enel Cuore, la Onlus del Gruppo Enel, con la collaborazione speciale della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie. Sono intervenuti il presidente della Commissione parlamentare, Alessandro Battilocchio (in collegamento da remoto), il consigliere delegato e segretario generale di Enel Cuore Onlus, Andrea Valcalda, e la responsabile del progetto per la Fondazione Bellonci, Serena Ferraiolo. 

Il progetto, puntando sulla potenza trasformativa della cultura e della bellezza, ha coinvolto nel corso dell’ultimo anno scolastico alcune delle voci migliori della narrativa contemporanea, impegnando in laboratori di lettura e scrittura decine di ragazze e ragazzi delle aree di Tor Bella Monaca (Roma) e Caivano (Napoli). Un momento significativo del racconto di questa esperienza è stato l’intervento di Massimiliano Virgilio, scrittore e tutor del laboratorio di Caivano. L’evento ha incluso anche la proiezione di un video, realizzato dagli studenti dell’Istituto Pertini Falcone di Roma, che ha documentato il lavoro svolto nella periferia di Tor Bella Monaca con la scrittrice Elena Stancanelli offrendo uno sguardo diretto sulla partecipazione e l’entusiasmo dei giovani coinvolti. 

Al Teatro Comunale di Cardito è stato assegnato infine il Premio Leggiamoci 2025, il concorso nato sulla piattaforma Leggiamoci.it in cui studenti delle scuole secondarie superiori dai 13 ai 19 anni possono condividere la loro passione per la lettura e la scrittura. Leggiamoci.it è un progetto promosso dalla Fondazione Bellonci e il Centro per il libro e la lettura, in collaborazione con Bper Banca, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Sistema della Formazione Italiana nel Mondo, Festival 42 gradi, idee sostenibili della libreria Vecchie Segherie Mastrototaro e Sygla. Premiate ex aequo Franca Pousa Oneto (in collegamento da remoto), della Scuola Paritaria Italiana Castelfranco di Córdoba (Argentina), per il racconto grafico Borsa viva, tartaruga di plastica, e Noemi Mascolo e Mariateresa Tassetto, del Liceo Braucci di Caivano (Napoli), per il racconto La leggenda della casa di ferro.