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Chiara Ferragni ai fan: “Sono stata malissimo, non so cosa mi succede”

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(Adnkronos) – "Non so cosa sta succedendo al mio fisico, sono stata malissimo", dice Chiara Ferragni tornando a parlare nelle Instagram Stories, cosa che, a detta dell'influencer e imprenditrice, non faceva "da una vita".Ferragni, reduce dal dissing tra Tony Effe e l'ex Fedez, ha ripreso a informare i suoi follower sulla sua vita privata e sugli eventi lavorativi. "Ieri sono stata malissimo e sono rimasta tutto il giorno a letto, il che è strano perché anche settimana scorsa sono stata quattro giorni a letto a casa.

Sono stata super influenzata", spiega in italiano e in inglese Ferragni che si trova ad Atene per un evento del suo brand. "Sono stata bene nel weekend e di colpo sono tornata a stare male". L'aggiornamento video di Chiara Ferragni si apre con il suo celebre 'Ciao guys', come cominciavano spesso le sue 'stories' prima del 'Pandoro gate' e della rottura con Fedez.Da tempo, come ha spiegato lei stessa, aveva smesso di rivolgersi ai fan nelle Instagram Stories: "Mi mancava, voglio tornare a farlo". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Luppi (Msd): “Fondo per innovativi va sfruttato a pieno”

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(Adnkronos) – "Per migliorare ancora di più il percorso del paziente con tumore al polmone bisogna rendere il Paese ancora più attrattivo rispetto all'innovazione.Questo si più fare andando a generare più risorse intorno al paziente stesso, quindi ben venga l'opportunità di incrementare il Fondo sanitario nazionale.

Sarebbe poi auspicabile che tutta l'innovazione venisse riconosciuta come tale andando a sfruttare a pieno il Fondo dei farmaci innovativi, in modo che tutti i pazienti possano avere un rapido accesso all'innovazione e a una maggiore speranza di vita in buona salute".Lo ha detto Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia, oggi a Milano a margine della presentazione dei risultati della fase di studio del progetto 'L'importanza del partenariato pubblico-privato nella gestione del paziente oncologico', frutto della partnership tra Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, Msd Italia e la School of management del Politecnico di Milano. "Presentiamo una partnership che è davvero strategica perché al centro c'è il valore nuovo e innovativo che verrà generato dal paziente, ma dietro c'è una straordinaria collaborazione che permetterà di mettere a fattore comune tutte le reciproche capacità, esperienze e competenze relative al paziente stesso – prosegue Luppi – L'obiettivo è generare un nuovo percorso di cure che possa creare più valore e quindi più vita e più qualità di vita per tutti i pazienti che avranno l’opportunità di essere inseriti in questo percorso". Il progetto ha previsto una prima fase di analisi approfondita dello stato attuale dei processi di presa in carico e gestione del paziente con tumore al polmone, dalla quale è emerso che l'Int di Milano si posiziona come centro di riferimento a livello nazionale, con 1.900 accessi annui per tumore al polmone, di cui oltre la metà provenienti da regioni diverse dalla Lombardia.

La partnership ha l'obiettivo di ottimizzare i processi di presa in carico precoce e gestione del paziente al fine di raggiungere una diagnosi tempestiva della malattia, oltre che l'attuazione di un percorso di cura efficace e capace di rispondere alle esigenze del paziente e del proprio caregiver. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nicora (Int): “Innovazione organizzativa migliora gestione pazienti”

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(Adnkronos) – "Introduciamo nel nostro modello organizzativo un elemento: l'innovazione, che caratterizza l’Istituto.Noi siamo abituati a parlare di innovazione quando parliamo di tecnologia ma oggi parliamo di innovazione organizzativa: un nuovo modo di riuscire a vedere quanto fatto fino a ieri, aiutato dalla metodologia del Politecnico, che permette di raggiungere con le stesse risorse, come il capitale umano, gli investimenti e la tecnologia, un risultato migliore per i nostri pazienti".

Lo ha detto Carlo Nicora, direttore generale Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, in occasione della presentazione dei risultati della fase di studio del progetto “L’importanza del partenariato pubblico-privato nella gestione del paziente oncologico”, frutto della partnership tra Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, Msd Italia e la School of management del Politecnico di Milano. "Noi curiamo i pazienti, siamo qui per cercare di liberarli da questa malattia, il cancro.La possibilità di ottimizzare risorse, uomini, donne, tecnologie e struttura è un moltiplicatore – spiega Nicora – grazie a questa opportunità che ci è stata data e grazie all'innovazione organizzativa che mettiamo in campo". La partnership ha l’obiettivo di ottimizzare i processi di presa in carico precoce e gestione del paziente al fine di raggiungere una diagnosi tempestiva della malattia, oltre che l’attuazione di un percorso di cura efficace e capace di rispondere alle esigenze del paziente e del proprio caregiver. "Per riuscire ad arrivare qui abbiamo utilizzato lo strumento della partnership pubblico privato: il pubblico, noi, l'Accademia, il Politecnico e in questo caso il privato Msd si sono messi insieme per cercare di riuscire ad aumentare il valore della nostra attività, che non è un valore economico, ma di servizio e di risultato.

Quindi, per la prima volta la collaborazione pubblico privato è l'elemento chiave che ci caratterizza, non solo per l'aspetto finanziario, che è importante, ma poco cogente in questo, ma soprattutto per la contaminazione culturale.L'unione fa la forza e in questo caso abbiamo sostituito al segno del 'più', il 'per', che significa che aumentiamo il prodotto", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Orfeo nuovo direttore di Repubblica al posto di Molinari, lascia anche Elkann

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(Adnkronos) – Mario Orfeo è il nuovo direttore di 'Repubblica'.A quanto apprende l'Adnkronos, Orfeo lascia l'incarico di direttore di Rai3 per succedere, a partire da lunedì prossimo, a Maurizio Molinari, che lascia dunque la direzione del quotidiano di cui rimarrà editorialista e collaboratore.

Contestualmente, John Elkann lascerà la presidenza di Gedi che verrà assunta da Maurizio Scanavino, mentre Gabriele Comuzzi diventerà amministratore delegato. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cancro al polmone, al via nuovo progetto telemedicina per gestione pazienti

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(Adnkronos) – Migliorare l'assistenza al paziente con tumore al polmone, grazie anche al supporto di strumenti innovativi e digitali, come la telemedicina.E' questo l'obiettivo del progetto 'L'importanza del partenariato pubblico-privato nella gestione del paziente oncologico', che vede un lavoro congiunto di Msd Italia, Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano e School of Management del Politecnico di Milano.

Un progetto – riporta una nota – nato sulla base di una collaborazione fattiva che, dopo la fase di analisi da poco conclusa, entra sempre più nel vivo, proponendosi di innovare i processi organizzativo-gestionali che caratterizzano il percorso di cura del paziente con tumore al polmone. "La crescente complessità del contesto sociale, economico e sanitario in cui operiamo e le innumerevoli sfide legate alla salvaguardia della salute richiedono un approccio sinergico e innovativo che coinvolga il settore pubblico quanto quello privato – dichiara Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia – La partnership è essenziale per garantire quell'accesso alle cure sempre più completo, equo e di qualità di cui le persone necessitano.Spinti da questo grande senso di responsabilità, abbiamo dato vita – con la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori e il Politecnico di Milano – a una collaborazione virtuosa, fondamentale nella definizione di un processo innovativo capace di migliorare la gestione e la presa in carico del paziente con tumore al polmone.

In un mondo in cui la salute è una priorità globale, siamo consapevoli che all'investimento in Ricerca&Sviluppo (per il quale primeggiamo tra le aziende farmaceutiche a livello mondiale e anche nel nostro Paese) vadano affiancate collaborazioni strategiche in grado di far fronte alle sfide del futuro per garantire il benessere di tutti".  Tra gli obiettivi principali della partnership c'è l'ottimizzazione dei processi di presa in carico precoce e gestione del paziente al fine di raggiungere una diagnosi tempestiva della malattia, oltre che l'attuazione di un percorso di cura efficace e capace di rispondere alle esigenze del paziente e del proprio caregiver.  Dalla fase di studio – prosegue la nota – emerge che l'Int si posiziona come centro di riferimento a livello nazionale, con 1.900 accessi annui per tumore al polmone, di cui oltre la metà provenienti da regioni diverse dalla Lombardia.L'Int offre ai pazienti la possibilità di completare l'iter diagnostico in tempi brevi e con un approccio multidisciplinare – grazie all'istituzione di un percorso Centro accoglienza toracica (Cat) dedicato ai pazienti non in possesso di una diagnosi pregressa – che vede il coinvolgimento delle figure professionali dell'oncologo, del chirurgo toracico e dello pneumologo nella definizione della diagnosi e del piano di trattamento più appropriato per il paziente, entro 30 giorni dal primo accesso.  Nel percorso Cat, che prevede la discussione dei casi, si confrontano quindi, per definire il piano di trattamento più appropriato per il paziente, lo staff multidisciplinare formato da circa una decina di specialisti, ai quali si aggiunge il contributo fondamentale anche del Case Manager, figura che si occupa della presa in carico complessiva del paziente e nello specifico delle attività amministrative e gestionali inerenti al corretto e rapido svolgimento dell'iter diagnostico. Presso l'istituto i pazienti soggetti a terapia, nell'arco dell'anno oggetto di analisi, sono stati circa 3.600, di cui quasi l'80% per terapia breve.

A tal proposito, l'Int offre ai pazienti diverse opzioni terapeutiche attraverso trial interventistici, ma anche osservazionali (che vedono coinvolti circa il 95% dei pazienti in carico).Nonostante una stima di fabbisogno annuale di Tc di circa 1.400 prestazioni l'anno, con valori più elevati per la fase di trattamento e follow-up, è reale la difficoltà dell'istituto nel rispondere adeguatamente alla richiesta di approfondimenti diagnostici, a causa della scarsità delle risorse radiologiche disponibili al suo interno.

Una mancata prestazione, questa, che porta i pazienti a rivolgersi esternamente per approfondimenti radiologici di questo tipo. Grazie anche al confronto con la community global di Msd – continua la nota – nella fase di analisi l'Int è stato messo a confronto con altri 8 centri di rilievo internazionali, con l'obiettivo di cogliere eventuali elementi di innovazione e best practice da importare e adottare al proprio interno.I centri considerati, con riferimento al contesto europeo ed extra-europeo, sono tra quelli di eccellenza nel panorama della cura oncologica, a partire dall'istituto stesso.

Tra i casi di valore emersi da questa analisi di benchmark troviamo l'utilizzo di nuove tecnologie (es.strumenti di intelligenza artificiale e di telemedicina), ma anche cambiamenti di processo e di tipo organizzativo.

Le azioni di miglioramento riscontrate sono state catalogate all'interno di una matrice complessità-impatto per fornire all'istituto uno strumento attraverso cui valutare la fattibilità di implementazione di ciascuna azione e prioritizzare di conseguenza tali miglioramenti. "L'integrazione pubblico-privato – commenta Gustavo Galmozzi, presidente Fondazione Irccs Int di Milano – rappresenta una sinergia molto positiva per il sistema sanitario, consentendo allo stesso di sviluppare ricerca e innovazione nella diagnosi e nella cura, nonché di progettare e di realizzare nuovi modelli organizzativi".Osserva Carlo Nicora, direttore generale dell'istituto: "Oggi più che mai la domanda di salute e di servizi, le innovazioni tecnologiche, i cambiamenti dei quadri epidemiologici, le pressioni sociali, politiche ed economiche, sono alla base della crescente complessità della sanità moderna.

Per il nostro Irccs ciò si traduce nella missione di unire le prestazioni clinico-assistenziali di ricovero e cura a specifiche attività di riorganizzazione dei setting assistenziali e di ricerca scientifica, laddove l'accento è posto appunto sulla contestualità e complementarità fra queste dimensioni".  Il progetto "rappresenta un esempio vincente di collaborazione tra pubblico e privato – sottolinea Paolo Locatelli, responsabile scientifico dell'Osservatorio Sanità digitale della School of Management del Politecnico di Milano – che ha consentito una vasta gamma di competenze ed expertise multidisciplinari.Lo studio approfondito del percorso del paziente con tumore al polmone ha permesso di evidenziarne sia le peculiarità che le aree di miglioramento.

I risultati hanno confermato il ruolo centrale dell'istituto come centro di eccellenza, anche per l'accesso facilitato e rapido dei pazienti al percorso di cura.Msd Italia ha creato l'opportunità per condurre questo tipo di progettualità, un forte interesse nel favorire progetti innovativi portando la propria esperienza anche in contesti internazionali che hanno ulteriormente valorizzato i punti di forza individuati.

I risultati rafforzano l'importanza di tali partnership che, attraverso impegno e cooperazione, possono contribuire a migliorare la qualità dei percorsi di cura".Dello stesso parere Emanuele Monti, presidente Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia della Regione Lombardia, per cui "investire in sinergie tra pubblico e privato rappresenta un pilastro strategico per il futuro del nostro sistema sanitario per garantire innovazione e qualità nelle prestazioni.

Collaborazioni come quella che viene raccontata oggi, che favorisce l'integrazione tra ricerca, sviluppo tecnologico e cura del paziente, apportano benefici importanti al sistema".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo in Emilia-Romagna, è allerta rossa: ordine di evacuazione a Bagnocavallo

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(Adnkronos) –
Sale l'allarme maltempo in Emilia-Romagna, dove nelle ultime ore di oggi, giovedì 3 ottobre, in alcune zone l'allerta è passata da arancione a rossa per piene dei fiumi nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.   L'ulteriore intensificazione, in particolare sulle aree appenniniche centro-orientali e sulla pianura romagnola, delle precipitazioni diffuse in corso su tutta la regione già da questa mattina, porterà infatti a rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici sui corsi d'acqua del settore centro-orientale che, a partire dalle ore pomeridiane, potranno superare le soglie 2. Allerta arancione per piene dei fiumi nelle province di Parma, Reggio Emilia, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini; per frane e piene dei corsi minori nelle province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini; per temporali nelle province di Bologna, Ravenna, Folrì-Cesena, RiminiRN; per vento nelle province di Ferrara,, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini ; per stato del mare nelle province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini.  "Pochi minuti fa è stata emanata un'allerta rossa.Questa allerta è stata emessa non per la gravità degli eventi metereologici in corso, ma per la vulnerabilità dei territori già pesantemente colpiti dagli eventi alluvionali del 19 settembre.

Abbiamo deciso di procedere comunque, in via precauzionale, all'evacuazione totale delle aree di Traversara, Borghetto di Traversara e Boncellino (via Muraglione e zone limitrofe), come da preallerta di ieri pomeriggio", scrive su Facebook il sindaco di Bagnocavallo, Matteo Giacomoni.In un post successivo sottolinea come chi è iscritto ad Alert System sarà contattato telefonicamente dal numero 054538300. "Le evacuazioni inizieranno questo pomeriggio, è già stato predisposto l'hub per accogliere chi avesse necessità nel Palazzetto dello Sport di Bagnacavallo (largo de Gasperi 38).

Ricordo che sono attivi i numeri 334 2192758 (per segnalazioni e per le necessità di pernottamento di questa notte) e 800 072525 (per emergenze)", conclude.  L'allerta meteo per oggi è arancione per cinque regioni: Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria.Per altre 13 invece (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Sardegna e Basilicata) è stata diramata l'allerta gialla.

Scuole di ogni ordine e grado chiuse a Livorno e Massa Marittima, solo le superiori nel grossetano. La Protezione civile del Veneto ha emesso un avviso di criticità idrogeologica e idraulica fino a venerdì 4 ottobre, per un vasto sistema perturbato che sta interessando la regione.Allerta arancione è segnalata in tre bacini: Po, Fissero-Tartaro-CanalBianco e Basso Adige, Basso-Brenta Bacchiglione, Basso Piave, Sile e Bacino scolante in laguna.

Allerta gialla invece nel bacino Livenza, Lemene e Tagliamento. A causa del maltempo una pianta è caduta su un furgone in transito: un uomo di 56 anni è stato trasportato dai sanitari del 118 della Asl Toscana sud est in codice 2 all'ospedale della Gruccia di Montevarchi (Arezzo).E successo questa mattina poco dopo le 12.30 nel comune di Cavriglia (Arezzo), in via della Diga.

Sul posto sono intervenuti ambulanza della Misericordia di San Giovanni Valdarno, vigili del fuoco e forze dell’ordine.A quanto si è appreso, le condizioni del ferito sono gravi ma non sarebbe in pericolo di vita.  "Questa mattina sono caduti più di 40 mm di pioggia in un'ora e nel quartiere di Ponte Lambro ci sono stati allagamenti in via Vittorini", ha comunicato via social l'assessore comunale alla Sicurezza e Protezione civile di Milano, Marco Granelli. "Il Lambro ora dovrebbe scendere e le piogge sono diminuite e quindi anche fognatura dovrebbe riprendere ad assorbire", ha sottolineato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matthew Perry, medico si dichiara colpevole per la morte da overdose dell’attore

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(Adnkronos) – Un medico californiano si è dichiarato colpevole per la morte da overdose di ketamina di Matthew Perry.Secondo quanto riporta la Bbc il 54enne avrebbe ammesso davanti alla Corte federale di Los Angeles di aver fornito senza adeguato monitoraggio la sostanza all'attore di Friends, morto il 28 ottobre 2023 nella sua vasca idromassaggio in California. "E' pentito.

Sta collaborando" ha detto il suo avvocato, aggiungendo che il suo cliente ha consegnato il passaporto e la sua licenza medica.Resterà libero su cauzione fino alla sentenza che è attesa per il 2 aprile del 2025.  Un rapporto dell'autopsia ha rivelato che è morto a causa degli effetti acuti della ketamina.

Al momento del decesso, Matthew Perry era sottoposto a trattamenti con ketamina sotto controllo medico per la depressione e l'ansia, anche se il rapporto dei medici legali ha rilevato che l'ultimo trattamento con la sostanza prescrittogli risaliva a una settimana e mezza prima della morte. All'apice della sua fama, Perry ha lottato contro la dipendenza da antidolorifici e alcol e ha frequentato più volte le cliniche di riabilitazione.Nel 2016 aveva dichiarato di non ricordare tre anni di riprese di 'Friends' a causa dell'alcol e delle droghe.

Dopo aver tentato di curarsi, nel suo libro di memorie ha scritto di essere rimasto per lo più sobrio dal 2001, "salvo circa 60 o 70 incidenti".  Sintetizzata nel 1962 come farmaco anestetico e antidolorifico, la ketamina è utilizzata ancora oggi per indurre e mantenere l'anestesia, soprattutto in veterinaria.E' un farmaco fondamentale, ma anche una potente droga.  La doppia faccia della ketamina è bene spiegata dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri –Irccs.

La forma più comune di ketamina, usata in ambito medico, è quella di un liquido chiaro, incolore e insapore, molto simile all’acqua, disponibile in fiale o flaconcini.Per essere venduta come sostanza illegale viene sottoposta a un processo di evaporazione in modo da ottenere una polvere bianca che può essere sniffata o assunta in compresse o capsule, oppure sciolta in un liquido e iniettata. Come droga la ketamina è in grado di provocare euforia, una forte sensazione di distacco dal corpo e una percezione alterata della realtà.

La persona sotto effetto di ketamina entra in uno stato di dormiveglia: può rispondere a dei comandi ma non sente dolore.Tra gli effetti più preoccupanti derivati dall’uso prolungato della ketamina c’è il pericolo di sviluppare dipendenza e assuefazione.

La dipendenza è determinata sia dalle proprietà psichedelico/dissociative che dagli effetti neurobiologici che ha in comune con la cocaina, gli oppiacei, l'alcol e la cannabis.Chi consuma questa sostanza d'abuso assiduamente corre il pericolo di subire seri danni alla vescica, fino a dover ricorrere, in alcuni casi, a un intervento per l'asportazione dell’intero organo.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siemens, Rastelli: “Siamo partner di multi-utilities per raggiungere la transizione energetica”

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(Adnkronos) – “Le multi-utilities hanno una sfida molto importante, quella della transizione che noi chiamiamo gemella e che altro non è che la transizione sostenibile e digitale.Siemens si pone al loro fianco come partner tecnologico proprio per facilitare la sfida di questa transizione.

Oggi lanciamo un nuovo prodotto, un nuovo portafoglio completamente sostenibile.Il quadro normativo recentemente emanato dalla Comunità Europea impone il bando dei gas fluorurati.

Per questo Siemens ha sviluppato un portafoglio completamente sostenibile e digitale per supportare la transizione in questa direzione”.Queste le parole di Marco Rastelli, head of electrification and automation di Siemens Smart Infrastructure, in occasione della presentazione del primo quadro in media tensione isolato in gas privo di SF6 (gas fluorurati a effetto serra) in Italia. “La sostenibilità per Siemens è una priorità, da molti anni.

Siemens ha investito con il progetto R&D proprio per assicurare che i quadri di media tensione isolati in gas potessero essere completamente sostenibili – conclude Rastelli – Da diversi anni il portafoglio è stato rivisto in chiave SF6-free, quindi privo di gas inquinanti, ed è stato venduto nel mercato internazionale con diverse referenze.In Italia, il nostro quadro è stato sottoposto a delle procedure di abilitazione e di conformità alle normative locali che abbiamo terminato recentemente.

Siamo contenti di poter dire di aver fatto un primo progetto pilota con Unareti installando recentemente a Milano il primo quadro che rappresenta la prima referenza importante per il mercato italiano”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siemens, Ciccone: “Blu Gis risponde a esigenze di mercato e di sostenibilità”

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(Adnkronos) – La società presenta i nuovi quadri elettrici che sostituiscono il gas SF6 con il Clean Air "Con il lancio del portafoglio blue Gis abbiamo dato evidenza della tecnologia che Siemens ha sviluppato negli ultimi dieci anni per rispondere alle esigenze di mercato, a richieste di sostenibilità e anche a regolamentazioni europee che dal 2026 ci impongono l’abbandono completo di gas isolanti a base SF6 nella quadristica di media tensione”.Così, Fabio Ciccone, Head of Totally Integrated Power di Siemens S.p.A, a proposito dei quadri elettrici isolati in gas (GIS) di Siemens, denominati “blue GIS” che sostituiscono l’SF6 con il Clean Air, un gas isolante di origine naturale. “Negli ultimi tre anni abbiamo fatto dei progetti pilota con clienti Dso e privati in Europa – conclude Ciccone – abbiamo evidenziato un abbattimento di 2,5 tonnellate di CO2 con l’installazione della nuova tecnologia del portafoglio blue GIS”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alex Britti ospite all’Adnkronos: “Ritirarmi? Suonerò finché vivo” – Video

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(Adnkronos) – La sua chitarra, compagna di sempre, la paternità, che vive in modo viscerale, e la passione per la cucina, retaggio dell’infanzia al negozio del papà.Alex Britti a tutto tondo ospite in esclusiva all’Adnkronos.

Il cantautore romano si racconta, tra il sogno di risalire sul palco dell’Ariston di Sanremo e una certezza: il 18 ottobre al Palasport di Roma, dove torna a incantare il suo pubblico. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Automobilismo, ecco date e percorso della 1000 Miglia 2025

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(Adnkronos) – Ancora una volta la 1000 Miglia non rinuncia all’effetto sorpresa, ispirandosi alle pagine più remote e affascinanti della propria storia.Dopo il successo del giro in senso antiorario dello scorso anno, dal 17 al 21 giugno la Freccia Rossa tornerà, per la prima volta nella storia della rievocazione, a ricalcare le corse leggendarie dell’anteguerra, stavolta con un percorso “ad otto” come quello delle prime 12 edizioni della 1000 Miglia di velocità, confermando per il terzo anno consecutivo il format delle 5 giornate di gara. Martedì 17 giugno, il convoglio dei 400 gioielli d’epoca, accompagnato dalle Ferrari del Tribute, dalle auto Full-Electric della 1000 Miglia Green e dalle Supercar della 1000 Miglia Experience, passerà da Desenzano, Sirmione, Verona, Bovolone e Ferrara, per poi concludere la giornata di gara a San Lazzero di Savena, ultima città di tappa della scorsa edizione.

Il secondo giorno gli equipaggi affronteranno i Passi della Raticosa e della Futa ripercorrendo le gesta dei piloti degli anni Trenta, che affrontavano questo tratto, considerato il più difficile e insidioso della corsa, a pochi chilometri dalla partenza, contrariamente a come avveniva negli anni Cinquanta.Una volta passati da Prato e Siena, gli equipaggi scenderanno poi fino a Roma.  Dopo il giro di boa della Capitale sarà la volta di Orvieto, Foiano della Chiana, Arezzo e San Sepolcro.

A seguire, ecco il ritorno in San Marino, che precederà l’arrivo di tappa a Cervia-Milano Marittima.Il quarto giorno, la Corsa più bella del mondo attraverserà per intero l’Italia da Est a Ovest: ripartita da Cervia la 1000 Miglia 2025 toccherà Forlì, poi il taglio attraverso gli appennini fino a Empoli.

Continuando sempre verso Ovest, la Freccia Rossa raggiungerà la costa tirrenica passando per Pontedera.A quel punto riprenderà la risalita e, toccando Viareggio e valicando il Passo della Cisa, la penultima tappa si chiuderà a Parma, da dove, il giorno seguente, gli equipaggi si muoveranno alla volta di Brescia, fino alla passerella conclusiva sulla rampa di Viale Venezia, che ogni anno si fa sempre più gremito. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cultura, Groupama con Fai per valorizzazione patrimonio italiano

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(Adnkronos) – Groupama Assicurazioni – tra i principali player nel settore assicurativo in Italia – rinnova il suo impegno per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano attraverso il supporto delle 'Giornate Fai d’Autunno', organizzato dal Fai-Fondo per l’Ambiente Italiano Ets.Grazie al sostegno della Compagnia assicurativa, il 12 e il 13 ottobre, numerosi luoghi di interesse storico e artistico apriranno le loro porte, offrendo l’opportunità di riscoprire le radici del nostro Paese sotto una diversa prospettiva.  Per l’occasione, infatti, palazzi storici, giardini e borghi solitamente inaccessibili sveleranno i loro tesori, invitando il pubblico in un viaggio alla scoperta di storie affascinanti e tradizioni millenarie.

Un'iniziativa che non solo ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza del nostro patrimonio culturale, ma anche di contribuire a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e a sostenere lo sviluppo sostenibile del territorio.E, in questo contesto, si inserisce il supporto di Groupama che, da sempre attenta alla tutela dell'ambiente e al benessere delle comunità locali, ha deciso di impegnarsi per il secondo anno consecutivo a favore di questa manifestazione in grado di coniugare cultura e solidarietà. "Valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico nazionale, sensibilizzazione ambientale e responsabilità sociale sono valori da sempre al centro delle priorità di Groupama – dichiara Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni – Un impegno che oggi vogliamo concretizzare nel sostegno al territorio attraverso azioni tangibili per uno sviluppo sostenibile in ogni aspetto della vita.

In quest’ottica, siamo orgogliosi di essere anche quest’anno al fianco del Fai per promuovere le 'Giornate Fai d’Autunno'.Un’occasione unica per ribadire l’impegno della nostra Compagnia a essere vicini alle persone anche attraverso progetti capaci di valorizzare arte, ambiente e società", spiega ancora Pierre Cordier. "Siamo molto felici della rinnovata fiducia di Groupama nei confronti del Fai – dichiara Davide Usai, direttore generale del Fondo per l’Ambiente Italiano – Questa collaborazione, nata nel 2022, si basa sui valori comuni di protezione e responsabilità nei confronti del nostro Paese e continua anche quest’anno con l’obiettivo di promuovere e sensibilizzare sempre più cittadini alla tutela del patrimonio italiano.

Grazie quindi a Groupama per aver scelto di sostenere la nostra missione ed essere nuovamente al nostro fianco in occasione delle prossime Giornate FAI d’Autunno", precisa ancora Davide Usai. La rinnovata collaborazione con il Fai per l’edizione 2024 delle ‘Giornate Fai d’Autunno’, oltre a rinsaldare lo storico sodalizio che vede la Compagnia assicurativa già Corporate Golden Donor del Fai da diversi anni, si aggiunge al più lungo e ampio percorso che l’azienda ha intrapreso per lasciare un segno ancora più concreto e tangibile sul fronte della sostenibilità.Non a caso Groupama ha dato vita al programma di Sostenibilità 'Care' attraverso il quale si impegna ad attivare progetti e attività di supporto alla cultura, alla formazione, all’educazione, all’ambiente e più generale alla società e al benessere di ognuno, nonché allo sviluppo di prodotti e servizi che siano sempre in linea con gli obiettivi di sostenibilità della Compagnia assicurativa.  In quest’ambito, in aggiunta alla già citata collaborazione con il Fai, sono stati realizzati progetti come 'Giochiamo d’anticipo', il percorso dedicato all’educazione alla prevenzione dei rischi e alla cultura assicurativa promosso presso le scuole Secondarie di Primo Grado, ‘The Life Savers Program’, l’iniziativa globale della Compagnia che ha sensibilizzato oltre 150.000 persone in tutto il mondo, sul valore del primo soccorso e sull’importanza dei 'gesti' che possono contribuire a salvare la vita delle persone, la collaborazione con la Fondazione Feltrinelli per accendere i riflettori sulle sfide più critiche della contemporaneità e con Treedom attraverso un progetto che coinvolge i neo assunti della Compagnia, prevedendo la possibilità di piantumare un albero per contribuire alla formazione della 'Foresta Groupama' in Tanzania.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Urologia oncologica, con ‘lavoro di squadra’ cambia la gestione della malattia in 1 caso su 3

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(Adnkronos) – In uro-oncologia il 'lavoro di squadra' risulta migliore di quello del singolo specialista, soprattutto nelle prime fasi della malattia.Quando è il team multidisciplinare a valutare il tumore, un caso su 3 cambia tipologia di diagnosi e di trattamento.

In Italia sono potenzialmente oltre 28mila le forme di cancro al tratto genito-urinario che potrebbero cambiare e migliorare gestione, con vantaggi sostanziali per il malato e il servizio sanitario nazionale.E' questo il principale tema al centro del XXXIV Congresso nazionale della Siuro (Società italiana di urologia oncologica) che si apre oggi a Bologna.

Per 3 giorni si riuniscono nella città emiliana oltre 500 specialisti che discutono sulle più recenti innovazioni diagnostico-terapeutiche messe a punto nel campo dei tumori uro-oncologici.  "La multidisciplinarietà si deve sempre più spostare nelle fasi precoci delle neoplasie prostatiche, vescicali, testicolari e renali – sottolinea Sergio Bracarda, presidente nazionale Siuro – E' quanto hanno dimostrato molte evidenze scientifiche emerse negli ultimi congressi di oncologia internazionali.L'assistenza da parte di un team, composto da diversi specialisti, è un consolidato e imprescindibile elemento di qualità nell'inquadramento iniziale e nella valutazione di tutti i tumori urologici.

Per anni la gestione delle fasi precoci della patologia è stata patrimonio quasi esclusivo dello specialista d'apparato.Adesso il nuovo approccio prevede già dall'inizio il coinvolgimento di diversi professionisti che insieme possono valutare altre strade, anche multidisciplinari, rispetto al solo intervento valutando di concerto sia la possibilità di guarigione che i possibili effetti collaterali legati alle scelte effettuabili".  "Esemplare in questo senso è il carcinoma della prostata, la neoplasia maschile più diffusa nel nostro Paese – prosegue Giario Conti, segretario e tesoriere Siuro – Si calcola che il 40% dei nuovi casi è caratterizzato da una bassa o del tutto assente aggressività.

Si possono quindi proporre al paziente anche protocolli di sorveglianza attiva o di vigile attesa in alternativa a chirurgia o radioterapia.In altre parole, possiamo limitarci ad un accurato monitoraggio di una neoplasia che risulta localizzata e ai primissimi stadi.

Si evitano così trattamenti invasivi che possono essere inutili, e a volte addirittura controproducenti, per il benessere psico-fisico del paziente".  "La chirurgia radicale o i cicli di radioterapia sono tuttavia cure salvavita e indispensabili per molte forme di tumore – sostiene Alberto Lapini, past president Siuro – Ma nei casi meno gravi non determinano benefici sostanziali, anche se a volte possono determinare effetti collaterali non trascurabili come incontinenza o impotenza.Si tratta di due delle controindicazioni più temute tra i nostri pazienti.

La sorveglianza attiva è un'opzione di trattamento che può essere applicata anche ad altre patologie uro-oncologiche.Viene valutata anche nel carcinoma renale e in quello testicolare.

Deve essere compito del team multidisciplinare uro-oncologico identificare i pazienti che possono accedere a questi particolari monitoraggi di malattia".  Ogni anno in Italia si registrano oltre 41mila nuovi casi di tumore della prostata, 29mila alla vescica, 12mila al rene, 2.400 al testicolo e 500 al pene. "Sono tutte forme di cancro che possono essere affrontate integrando le diverse tipologie di cure disponibili – afferma Rolando Maria D'Angelillo, vicepresidente Siuro – La radioterapia, per esempio, viene di solito utilizzata da sola o in combinazione con altre terapie in un paziente su 4 colpito da cancro della prostata.La combinazione dei trattamenti comporta spesso un incremento in termini di sopravvivenza e guarigione.

E' stato dimostrato che con la gestione del team uro-oncologico nel 25% dei casi viene raccomandato un trattamento multimodale".  La multidisciplinarietà può infine "favorire anche la partecipazione decisionale del paziente e dei suoi caregiver al percorso di cura – conclude Bracarda – I nostri team devono coinvolgere specialisti di diverse discipline come anatomopatologi, medici nucleari, radiologi, geriatri e farmacologi, oltre agli urologi, oncologi medici e radioterapisti.Anche se prevista in quasi tutti i Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta), la gestione collegiale dei tumori urologici non sempre viene garantita sull'intero territorio nazionale.

La nostra società scientifica da 34 anni promuove in tutta Italia la cultura della multidisciplinarietà nel trattamento delle patologie uro-oncologiche.E' un approccio ormai divenuto indispensabile, soprattutto considerando la grande evoluzione dei trattamenti registrata negli ultimi anni".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Philip Morris Italia, nuove nomine nel dipartimento relazioni esterne

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(Adnkronos) – Philip Morris Italia ha annunciato oggi tre cambiamenti organizzativi per il dipartimento relazioni esterne: Eleonora Santi, attualmente Direttrice del dipartimento, viene promossa a capo degli uffici di Bruxelles di Philip Morris International.In questa nuova posizione, Eleonora Santi si occuperà di regolamentazione e advocacy per l’Azienda a livello europeo e internazionale.

Michele Samoggia, attualmente Senior manager communication, sustainability & public policy, assume il ruolo di direttore delle Relazioni Esterne per Philip Morris Italia.Nel suo nuovo ruolo Samoggia sarà a capo della struttura dedicata agli affari regolatori e fiscali, all’area medico scientifica, alla comunicazione e al contrasto al commercio illecito. Contestualmente Antonio Mirabella, già manager communications per l’Azienda, acquisirà il ruolo di responsabile della comunicazione di Philip Morris Italia, assumendo la responsabilità della comunicazione esterne per le affiliate di Roma e Bologna.

Prima di entrare in Philip Morris, Eleonora Santi ha ricoperto diversi ruoli istituzionali sia in Italia che a Bruxelles, dove ha ricoperto l’incarico di Manager European Union Affairs dal 2015 al 2018.La sua lunga carriera in Philip Morris è iniziata nel 2009 all’interno dell’affiliata italiana come Manager del Dipartimento di Relazione Esterne.Dopo un’esperienza internazionale maturata tra Losanna e Bruxelles, dal 2018 al 2019 Santi ha ricoperto il ruolo di Direttrice Regulatory e Scientific Affairs per l’Italia, acquisendo poi il ruolo di Direttrice delle Relazioni Esterne. Michele Samoggia, in Philip Morris Italia dal 2016, vanta un’esperienza decennale nel settore delle relazioni esterne, con ruoli di responsabilità sia negli affari istituzionali che nella comunicazione.

Prima di Philip Morris ha lavorato in Enel, Basf, Ministero dello Sviluppo Economico, Unicef e Fao. È attualmente Presidente del Consiglio di Amministrazione di Erion Care, il consorzio non profit del Sistema Erion dedicato a contrastare l’abbandono dei rifiuti dei prodotti del tabacco nell’ambiente.Antonio Mirabella, parte del team di Philip Morris Italia dal 2012, ha ricoperto diversi ruoli nel dipartimento Relazione Esterne delle affiliate italiane, tra le sedi di Roma e Bologna.

A Bologna, tra il 2014 e il 2019 ha seguito la comunicazione esterna dell’Azienda durante gli anni dell’annuncio dell’investimento industriale di Philip Morris International a Crespellano, il più rilevante investimento Greenfield realizzato in Italia negli ultimi 25 anni.Nel suo incarico più recente ha gestito la comunicazione interna ed esterna dell’Azienda e la realizzazione di campagne di comunicazione Corporate a livello nazionale. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Università: 8 docenti Lum ‘Giuseppe Degennaro’ in World’s top 2% scientists Stanford University

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(Adnkronos) – Sono otto i docenti dell’Università Lum 'Giuseppe Degennaro' presenti nella World’s Top 2% Scientists 2024, l’autorevole classifica a livello mondiale degli scienziati più citati e influenti al mondo in diverse discipline. Si tratta dei professori Giovanni Schiuma (Ordinario di Ingegneria Gestionale e Direttore del Dipartimento di Ingegneria della Lum), Giustina Secundo (Ordinario di Ingegneria Economico Gestionale), Filippo Vitolla (Ordinario di Economia Aziendale), Licia Iacoviello (Ordinario di Igiene Generale e Applicata), Pasquale Del Vecchio (professore Associato di Ingegneria Economico Gestionale), Alessandro Massaro (professore Associato di Fisica), Anna Picca (professore Associato di Biologia Applicata) e Nicola Raimo (professore Associato di Economia Aziendale). La classifica, curata dalla Stanford University, si basa sulle informazioni bibliometriche dei 190 mila ricercatori profilati nel database Scopus, il più grande database di abstract e citazioni al mondo e comprende scienziati di tutti i campi della ricerca.Su circa 9 milioni di scienziati, il ranking indica il primo 2% degli studiosi più citati a livello globale. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cucchi, processo d’Appello per i depistaggi: due carabinieri rinunciano alla prescrizione

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(Adnkronos) – Hanno rinunciato alla prescrizione due degli otto carabinieri imputati processo di Appello sui depistaggi seguiti al pestaggio e alla morte di Stefano Cucchi, il 31enne romano arrestato il 15 ottobre del 2009 e morto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini, che aprirà il prossimo 16 dicembre.  “È una decisione dei miei assistiti – ha commentato all’Adnkronos l’avvocato Giorgio Carta, difensore dei due carabinieri Francesco Di Sano e Massimiliano Colombo Labriola – che hanno ritenuto che accettare la prescrizione sarebbe potuto sembrare equivoco.Sono sicuri di essere innocenti e confidano che venga riconosciuta la loro completa estraneità ai fatti contestati”.  
Un terzo carabiniere, Lorenzo Sabatino, ha fatto sapere il suo difensore in aula, sta riflettendo e comunicherà la sua decisione prima dell’apertura del processo di Appello, dove nel frattempo è intervenuta la revoca della costituzione di parte civile di Ilaria Cucchi e del padre.  Nel processo nato dall’inchiesta del pm Giovanni Musarò, il 7 aprile 2022 erano stati condannati tutti gli otto carabinieri imputati: a 5 anni il generale Alessandro Casarsa, 4 anni per Francesco Cavallo e Luciano Soligo, 2 anni e mezzo per Luca De Cianni, un anno e 9 mesi per Tiziano Testarmata, un anno e 3 mesi per Francesco Di Sano, un anno e tre mesi per Lorenzo Sabatino e un anno e nove mesi per Massimiliano Colombo Labriola.

Le accuse contestate agli otto militari dell’Arma, a vario titolo e a seconda delle posizioni, vanno dal falso, al favoreggiamento, all’omessa denuncia e calunnia.  “L'ampia istruttoria dibattimentale ha permesso di ricostruire i fatti contestati e di accertare un'attività di sviamento posta in essere nell'immediatezza della morte di Stefano Cucchi, volta, ad allontanare i sospetti che ricadevano sui carabinieri per evitare le possibili ricadute sul vertice di comando del territorio capitolino”, aveva scritto il giudice monocratico Roberto Nespeca nelle motivazioni della sentenza di primo grado.  Il giudice aveva sottolineato, inoltre, che “le ulteriori condotte realizzate nel 2015, nel contesto delle nuove indagini della Procura della Repubblica di Roma, fossero finalizzate a celare quelle di falso risalenti al 2009 (coinvolgenti il Comandante del Gruppo di allora, il Colonnello Alessandro Casarsa e il suo più stretto collaboratore, il tenente Francesco Cavallo in servizio in quel momento presso il Comando Provinciale di Roma, contiguo all'ufficio del Comandante del Reparto Operativo, Colonnello Lorenzo Sabatino), considerata la qualità dei protagonisti e dei rapporti tra alcuni di loro, e che i fatti risalenti al 2018, nel corso del dibattimento del cosiddetto Cucchi bis, avessero lo scopo di svilire la credibilità di Riccardo Casamassima, teste rilevante per l'ipotesi accusatoria”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pagliaro (Inca): “Cittadini in crisi su pratiche digitali, serve relazione personale con utenti”

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(Adnkronos) – "La nostra indagine ha l'obiettivo di focalizzare quello che è l'approccio delle cittadine e dei cittadini del nostro Paese verso la possibilità di fruire di pratiche digitali.E con un campione significativo, circa 6.000 soggetti che si sono sottoposti alla nostra indagine.

E quello che emerge è che sostanzialmente il 92% degli intervistati si dichiara non all'altezza di fruire una pratica digitale.E ci fa dire che probabilmente in questo Paese esiste ancora l'esigenza di un ruolo nell'ambito della relazione fisica, della relazione personale con gli utenti".

Così Michele Pagliaro, presidente del Patronato Inca Cgil, commentando, con Adnkronos/Labitalia, l’indagine demoscopica, promossa dal Patronato e realizzata dalla Fondazione Di Vittorio, sul rapporto tra italiani e pratiche digitali nella pubblica amministrazione.  Secondo Pagliaro, le difficoltà riscontrate dall'indagine nel rapporto tra italiani e procedure digitali di Istituti come Inps e Inail derivano anche dal fatto che "la digitalizzazione in questo Paese ha avuto un'evoluzione molto spezzettata". "Le singole pubbliche amministrazioni hanno agito probabilmente senza una visione di insieme.Poi noi dalla nostra prospettiva osserviamo tantissimi limiti in alcune scelte compiute.

Spesso la digitalizzazione in linea generale viene effettuata dalla pubblica amministrazione trasformando in digitale un modello cartaceo", sottolinea con rammarico Pagliaro.  Secondo Pagliaro, "quella probabilmente non è digitalizzazione e quindi noi riteniamo che ci debba essere un confronto.Anche in vista dell'utilizzo sempre più spinto dell'intelligenza artificiale che impatta su una sfera di privacy e riservatezza delle persone".  E Pagliaro chiarisce che la posizione del Patronato è tutt'altro che conservatrice: "Lo diciamo perché comunque siamo consapevoli che questo è un processo probabilmente molto virtuoso che può aumentare la qualità della vita e la qualità dei servizi.

Però ci deve essere la possibilità di fruire poi di questi servizi sino in fondo".  "Lo diciamo -prosegue Pagliaro- in un Paese dove c'è una Costituzione, dove le tutele e i diritti sono prevalentemente diritti e tutele universali, dove si parla di pari opportunità e la sensazione che noi avvertiamo è che spesso tutti diritti sono appesi ad un flag".  "E quindi serve anche la necessità di confrontarsi per progettare sistemi che prevedono la possibilità di intervenire qualora si commetta un errore.E non lo dico solo pensando alla sfera dei patronati ma anche pensando a quella dei cittadini, deve essere un'opzione che probabilmente ad oggi non è contemplata" "Il sistema dei Patronati ha evidentemente bisogno di una riforma.

La legge 152, che regolamenta il nostro settore, mostra tutti i suoi anni perché immaginata e nata in un momento in cui l'era digitale era agli inizi.E oggi necessariamente dovrà essere adeguata a quelle che sono le nuove dinamiche e i processi di transizione digitali".  Per Pagliaro, "anche con la digitalizzazione noi pensiamo che il rapporto diretto, il rapporto consulenziale è centrale".

Secondo il presidente dell'Inca Cgil, "la necessità di una riforma che semplifichi le modalità di funzionamento del sistema dei patronati dovrebbe diventare una priorità che si muove di pari passo con la digitalizzazione del Paese", conclude.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Indagine Inca Cgil-Fdv: “Italiani in difficoltà, 92% non in grado di svolgere pratiche online”

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(Adnkronos) – Un quadro sconfortante.E' quello che traccia un’indagine demoscopica, promossa da Inca Cgil e realizzata dalla Fondazione Di Vittorio, che Adnkronos/Labitalia ha potuto visionare in anteprima, sul rapporto tra italiani e procedure digitali nella pubblica amministrazione.

Secondo la ricerca, su un campione di 6.000 persone intervistate, sufficientemente rappresentativo della popolazione residente in Italia, in tema di welfare state, gli italiani fanno molta fatica ad accedere e a farsi riconoscere le diverse misure (indennità, pensioni, sussidi, ecc.) ricorrendo ad una procedura online.Infatti, la quasi totalità (92%) degli intervistati ha dichiarato di “non essere in grado di svolgere pratiche digitali con la pubblica amministrazione”.

Solo l’8% è certo di farcela, di cui il 53% uomini e il 47% donne.  Entrando maggiormente nel dettaglio e disaggregando i dati per fascia di età, quello che colpisce è la percentuale di persone con una età tra i 35 e i 55 anni, quelli che per età ed esperienze hanno più occasioni di interloquire con la PA, che dichiarano apertamente la propria incapacità (60% del campione).Un risultato che si riflette su quanti hanno avuto un qualche rapporto con una qualsiasi amministrazione: solo il 56%, di cui il 41% uomini e 59% donne e su quanti non c’hanno neppure mai provato: il 53% uomini e il 47% donne.

Tra quanti hanno avviato una pratica digitale (56% del campione), solo il 26% dichiara di essere riuscito facilmente ad “ottenere quello che voleva”, mentre: il 48% è riuscito ad ottenere le risposte con grandi difficoltà; il 12% solo dopo avere chiesto aiuto ad un parente; l’8% solo dopo avere chiesto aiuto ad un patronato; il 6% non è riuscito.  Questo quadro generale, che segnala un ritardo nell’apprendimento delle procedure online, non migliora, sottolinea l'indagine Inca-Fdv, quando le domande si fanno più specifiche sui rapporti con Inps e Inail.Se il 47% del campione complessivo dichiara di aver avuto rapporti con l’Inps (57% uomini e 43% donne), soltanto il 16% dichiara di essere riuscito facilmente ad ottenere quello che voleva, mentre il 41% sì, ma con grande difficoltà, il 18% ha dovuto chiedere aiuto ad un familiare e l’8% si è dovuto rivolgere ad un patronato.

Il 17% comunque dichiara di non esserci riuscito.Colpisce il 65% di coloro, con un’età tra i 35 e il 55 anni, che dichiara di non esserci riuscito, ma anche il 59% di coloro che si sono rivolti ad un patronato.  Per quanto riguarda l’Inail, la percentuale del campione che dichiara di aver avuto un qualche rapporto con l’Istituto scende al 21% (47% uomini e 53% donne), ma soltanto l’11% è riuscito ad ottenere quello che voleva; il 38%, si, ma con grande difficoltà; il 12% solo dopo avere chiesto aiuto ad un parente; il 24% solo dopo avere chiesto aiuto ad un patronato; il 15% afferma di non esserci riuscito.

Fin qui le domande poste erano finalizzate a comprendere il livello di conoscenza della macchina digitale della Pubblica amministrazione genericamente intesa, per ottenere una qualsiasi informazione, anche solo di tipo formale.  Ma quando al campione vengono sottoposte domande più incalzanti sulle richieste online per il riconoscimento di qualunque prestazione previdenziale e socioassistenziale, il quadro diventa ancor più complicato.Con l’Inps, per esempio, il 32% del campione complessivo non ha mai fatto una pratica attraverso un cellulare o un pc; mentre il 41% lo ha fatto utilizzando un pc e soltanto l’8% con un cellulare, nonostante tutti gli intervistati fossero dotati di smartphone, considerando che il questionario è stato somministrato telematicamente.

Colpisce in questo caso il 77% degli intervistati, compresi nella fascia di età tra i 35 e 55 anni, che risponde “non so”. Tra quelli che hanno usufruito dei servizi online di Inps: solo il 4% ha ottenuto facilmente quello che voleva; il 56% ha ottenuto quanto desiderato con grande difficoltà; il 4% solo dopo avere chiesto aiuto ad un familiare; il 28% solo dopo avere chiesto aiuto ad un patronato; l’8% non ci è riuscito.Con l’Inail, il quadro non cambia: il 58% del campione complessivo dichiara di non aver mai fatto una pratica online all’Inail attraverso un cellulare o un pc; mentre tra quelli che lo hanno fatto (38% del campione complessivo): solo il 5% ha ottenuto facilmente quello che voleva; il 26% ha ottenuto quanto desiderato con grande difficoltà; il 16% solo dopo avere chiesto aiuto ad un familiare; il 38% solo dopo avere chiesto aiuto ad un patronato; il 15% non è riuscito. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Rutte a sorpresa a Kiev: “Più vicina che mai alla Nato”

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(Adnkronos) – Il nuovo segretario generale della Nato Mark Rutte si è recato in visita a sorpresa a Kiev pochi giorni dopo aver assunto l'incarico.Nella capitale ucraina, l'ex primo ministro olandese ha avuto colloqui con il presidente Volodymyr Zelensky.  Secondo Rutte, sostenere l'Ucraina è un investimento nella sicurezza europea e i costi per aiutare Kiev sono inferiori rispetto ai possibili costi che andrebbero sostenuti in caso di vittoria russa. ''L'Ucraina è oggi più vicina che mai alla Nato'', ha dichiarato il nuovo segretario generale dell'Alleanza Atlantica.

Il percorso dell'Ucraina verso l'adesione alla Nato è "irreversibile", ha aggiunto Rutte, affermando che la Russia "non ha diritto di voto, né di veto su questa questione". 
Zelensky ha illustrato a Rutte ''il piano per la vittoria'' dell'Ucraina sulla Russia, ha detto il presidente ucraino nel corso della conferenza stampa congiunta, aggiungendo di aver discusso con l'ex premier olandese anche della ''situazione sul campo di battaglia''. ''La prima visita di Mark Rutte come segretario generale della Nato è in Ucraina e questo è davvero significativo'', ha scritto Zelensky su 'X'. ''Delinea immediatamente e chiaramente le priorità, evidenziando dove i valori condivisi dell'intera regione euro-atlantica vengono difesi in questo momento'', ha aggiunto.La visita di Rutte a Kiev, ha proseguito Zelensky, ''sottolinea inoltre che noi in Ucraina possiamo contare sulla continua leadership personale di Mark'' Rutte. ''Il nostro obiettivo principale, ovviamente, rimane la piena adesione dell'Ucraina all'Alleanza'', ha sottolineato Zelensky spiegando di aver discusso con Rutte anche ''delle esigenze attuali delle nostre truppe, nonché delle esigenze di difesa aerea dell'Ucraina e di un'ulteriore cooperazione con i nostri vicini''.

Infine, ha concluso, ''con l'avvicinarsi dell'inverno è fondamentale attuare tutti gli accordi sulla difesa aerea, in particolare quelli discussi al vertice Nato di Washington''. 
Mosca accusa Kiev per una raffica di droni che, afferma, sono stati abbattuti nelle ultime ore in territorio russo.La difesa aerea ha "intercettato e distrutto 113 droni ucraini", comunica il ministero della Difesa di Mosca, secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass.

La maggior parte dei droni sono stati abbattuti sulla regione di Belgorod, rendono noto da Mosca, precisando che altri Uav sono stati distrutti sulle regioni di Voronezh, Kursk e Bryansk. 
Kiev da parte sua afferma di aver abbattuto 78 droni kamikaze lanciati dalla Russia nella notte contro diverse regioni ucraine.Nella notte, stando alle notizie ufficiali riportate dai media ucraini, "sono stati rilevati 105 droni Shahed" e 78 sono stati abbattuti dalla difesa aerea ucraina sulle regioni di Kiev, Cherkasy, Vinnycja, Khmelnytskyi, Kirovohrad, Zhytomyr, Poltava, Chernihiv, Kherson, Odessa, Kharkiv, Sumy, Dnipropetrovsk, Rivne e Ivano-Frankivsk.

Secondo le informazioni diffuse dagli ucraini, "un drone è andato in direzione della Bielorussia" e altri "sono scomparsi dai radar". Il governatore dell'Oblast di Kharkiv, Oleh Syniehubov, ha riferito che la Russia ha attaccato Kharkiv la scorsa notte con una bomba guidata Kab, che ha colpito un edificio residenziale e ferito almeno 12 persone, tra cui un bambino.Tutti i residenti dell'edificio sono stati evacuati e i soccorritori stanno lavorando sul luogo dell'attacco.

Potrebbero esserci persone sepolte sotto le macerie, ha aggiunto Syniehubov. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nestlé, nel 2023 oltre 3,5 milioni di euro per progetti di rilevanza sociale

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(Adnkronos) – Destinati nel 2023 più di 3,5 milioni di euro in favore di progetti a rilevanza sociale; oltre 140mila bambini e ragazzi coinvolti in progetti di educazione nutrizionale, di sensibilizzazione sull’uso dell’acqua e per il rispetto degli animali domestici; donate più di 2mila tonnellate di prodotti alimentari e di prima necessità (+10% vs 2022), pari a 41.610 carrelli della spesa, e 2,2 milioni di euro (+65% vs 2022) a organizzazioni ed enti benefici.Un impatto sociale positivo e misurabile che emerge dal report 'Il nido che condividiamo', il primo Studio di Impatto Sociale, relativo al 2023, presentato da Nestlé e realizzato in collaborazione con Luiss Business School e Scs Consulting. Sono diversi gli ambiti di impegno sociale e in materia di welfare aziendale analizzati dallo studio, sintetizzati in cinque macro-aree: benessere delle persone del Gruppo Nestlé in Italia e delle loro famiglie, supporto alle comunità locali, educazione alimentare, salute e benessere nutrizionale, sicurezza sul lavoro.

Per ottenere questo importante risultato, il Gruppo Nestlé in Italia ha destinato, solo nel 2023, oltre 3,5 milioni di euro in favore di misure e progetti a impatto sociale.  Guardando alla genitorialità, il 91% dei padri o secondi caregiver che lavorano nel Gruppo Nestlé ha deciso di usufruire della Nestlé Baby Leave, il congedo di tre mesi retribuito al 100% introdotto dall’azienda nel 2022.Una percentuale decisamente molto più alta del dato nazionale che ha visto fermarsi al 64% i papà che hanno usufruito del permesso di 10 giorni previsto dalla legge alla nascita di un figlio.

In aggiunta alla Nestlé Baby Leave, nel 2023 l’azienda ha contribuito al pagamento di 27 rette di asilo nido per i figli dei suoi collaboratori, per un ammontare di quasi 75mila euro, oltre a più di 58.500 euro di prodotti alimentari per la prima infanzia forniti gratuitamente ai neogenitori. Significativo anche l’impulso che Nestlé fornisce all’educazione delle giovani generazioni: sono infatti oltre 140mila i bambini e i ragazzi coinvolti in iniziative promosse dall’azienda su tematiche quali corretta nutrizione, sensibilizzazione sull’uso dell’acqua, cura e rispetto degli animali domestici.Il Gruppo Nestlé si impegna anche ad aiutare associazioni ed enti benefici, come Banco Alimentare, attraverso donazioni di prodotti alimentari.

Solo nel 2023 queste ultime hanno superato le 2mila tonnellate (+10% rispetto al 2022), pari a 41.610 carrelli della spesa, e si aggiungono alle donazioni di natura monetaria, per un totale (sempre lo scorso anno) di 2,2 milioni di euro (+65% rispetto al 2022).  “Siamo orgogliosi di condividere il nostro primo Report di Impatto Sociale, che certifica l’impegno e la responsabilità nei confronti delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo, le quali rappresentano i capisaldi del nostro modello di business – ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del Gruppo Nestlé in Italia – Sono diverse le misure e i progetti che abbiamo promosso per generare un impatto positivo e duraturo, con il desiderio di creare un futuro migliore per tutti.Gli importanti risultati conseguiti ci spingono a lavorare con ancora più entusiasmo e dedizione, nella convinzione che la nostra crescita come azienda e come individui sia strettamente legata al valore sociale che riusciamo a generare ogni giorno con il nostro lavoro”.  “In un periodo storico in cui la responsabilità sociale è sempre più centrale nel percorso intrapreso da ogni impresa verso il perseguimento del cosiddetto Successo Sostenibile, siamo stati felici di collaborare con il Gruppo Nestlé in Italia che ambisce a generare cambiamenti sociali positivi – ha dichiarato Cristiano Busco, professore ordinario, Luiss Business School – Il Report di Impatto Sociale 2023 del Gruppo Nestlé in Italia si propone infatti di condividere, a valle di un rigoroso processo di identificazione e misurazione, gli impatti più significativi generati dal Gruppo.

Le iniziative sociali realizzate hanno impattato positivamente ambiti di impegno quali, tra gli altri, il benessere delle loro persone e famiglie, il supporto alle comunità locali, l’educazione alimentare.Tali ambiti di impegno sono oggi tra gli ingredienti più preziosi della ‘ricetta’ d’impatto sociale proposta dall’azienda, una ricetta che, grazie al primo Report di Impatto Sociale, il Gruppo Nestlé in Italia ha deciso di raccontare”.  Il valore sociale generato dalle attività di Nestlé è anche legato all’impegno e alla generosità delle sue persone che, grazie al pieno sostegno dell’azienda, possono dedicare il proprio tempo a chi ne ha più bisogno.

Il volontariato aziendale retribuito rappresenta infatti un importante cardine della responsabilità sociale del Gruppo.Nel 2023 sono stati 90 i dipendenti a svolgere attività di volontariato con un permesso aziendale retribuito e l’azienda punta ad arrivare a 450 persone entro il 2026. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)