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Nestlé, nel 2023 oltre 3,5 milioni di euro per progetti di rilevanza sociale

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(Adnkronos) – Destinati nel 2023 più di 3,5 milioni di euro in favore di progetti a rilevanza sociale; oltre 140mila bambini e ragazzi coinvolti in progetti di educazione nutrizionale, di sensibilizzazione sull’uso dell’acqua e per il rispetto degli animali domestici; donate più di 2mila tonnellate di prodotti alimentari e di prima necessità (+10% vs 2022), pari a 41.610 carrelli della spesa, e 2,2 milioni di euro (+65% vs 2022) a organizzazioni ed enti benefici.Un impatto sociale positivo e misurabile che emerge dal report 'Il nido che condividiamo', il primo Studio di Impatto Sociale, relativo al 2023, presentato da Nestlé e realizzato in collaborazione con Luiss Business School e Scs Consulting. Sono diversi gli ambiti di impegno sociale e in materia di welfare aziendale analizzati dallo studio, sintetizzati in cinque macro-aree: benessere delle persone del Gruppo Nestlé in Italia e delle loro famiglie, supporto alle comunità locali, educazione alimentare, salute e benessere nutrizionale, sicurezza sul lavoro.

Per ottenere questo importante risultato, il Gruppo Nestlé in Italia ha destinato, solo nel 2023, oltre 3,5 milioni di euro in favore di misure e progetti a impatto sociale.  Guardando alla genitorialità, il 91% dei padri o secondi caregiver che lavorano nel Gruppo Nestlé ha deciso di usufruire della Nestlé Baby Leave, il congedo di tre mesi retribuito al 100% introdotto dall’azienda nel 2022.Una percentuale decisamente molto più alta del dato nazionale che ha visto fermarsi al 64% i papà che hanno usufruito del permesso di 10 giorni previsto dalla legge alla nascita di un figlio.

In aggiunta alla Nestlé Baby Leave, nel 2023 l’azienda ha contribuito al pagamento di 27 rette di asilo nido per i figli dei suoi collaboratori, per un ammontare di quasi 75mila euro, oltre a più di 58.500 euro di prodotti alimentari per la prima infanzia forniti gratuitamente ai neogenitori. Significativo anche l’impulso che Nestlé fornisce all’educazione delle giovani generazioni: sono infatti oltre 140mila i bambini e i ragazzi coinvolti in iniziative promosse dall’azienda su tematiche quali corretta nutrizione, sensibilizzazione sull’uso dell’acqua, cura e rispetto degli animali domestici.Il Gruppo Nestlé si impegna anche ad aiutare associazioni ed enti benefici, come Banco Alimentare, attraverso donazioni di prodotti alimentari.

Solo nel 2023 queste ultime hanno superato le 2mila tonnellate (+10% rispetto al 2022), pari a 41.610 carrelli della spesa, e si aggiungono alle donazioni di natura monetaria, per un totale (sempre lo scorso anno) di 2,2 milioni di euro (+65% rispetto al 2022).  “Siamo orgogliosi di condividere il nostro primo Report di Impatto Sociale, che certifica l’impegno e la responsabilità nei confronti delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo, le quali rappresentano i capisaldi del nostro modello di business – ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del Gruppo Nestlé in Italia – Sono diverse le misure e i progetti che abbiamo promosso per generare un impatto positivo e duraturo, con il desiderio di creare un futuro migliore per tutti.Gli importanti risultati conseguiti ci spingono a lavorare con ancora più entusiasmo e dedizione, nella convinzione che la nostra crescita come azienda e come individui sia strettamente legata al valore sociale che riusciamo a generare ogni giorno con il nostro lavoro”.  “In un periodo storico in cui la responsabilità sociale è sempre più centrale nel percorso intrapreso da ogni impresa verso il perseguimento del cosiddetto Successo Sostenibile, siamo stati felici di collaborare con il Gruppo Nestlé in Italia che ambisce a generare cambiamenti sociali positivi – ha dichiarato Cristiano Busco, professore ordinario, Luiss Business School – Il Report di Impatto Sociale 2023 del Gruppo Nestlé in Italia si propone infatti di condividere, a valle di un rigoroso processo di identificazione e misurazione, gli impatti più significativi generati dal Gruppo.

Le iniziative sociali realizzate hanno impattato positivamente ambiti di impegno quali, tra gli altri, il benessere delle loro persone e famiglie, il supporto alle comunità locali, l’educazione alimentare.Tali ambiti di impegno sono oggi tra gli ingredienti più preziosi della ‘ricetta’ d’impatto sociale proposta dall’azienda, una ricetta che, grazie al primo Report di Impatto Sociale, il Gruppo Nestlé in Italia ha deciso di raccontare”.  Il valore sociale generato dalle attività di Nestlé è anche legato all’impegno e alla generosità delle sue persone che, grazie al pieno sostegno dell’azienda, possono dedicare il proprio tempo a chi ne ha più bisogno.

Il volontariato aziendale retribuito rappresenta infatti un importante cardine della responsabilità sociale del Gruppo.Nel 2023 sono stati 90 i dipendenti a svolgere attività di volontariato con un permesso aziendale retribuito e l’azienda punta ad arrivare a 450 persone entro il 2026. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alzheimer, possibile svolta da nuova molecola: sferra doppio attacco a proteina Tau

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(Adnkronos) – "Una svolta significativa" nella ricerca di nuovi farmaci anti-Alzheimer.Viene descritta così – sulla rivista 'Alzheimer's & Dementia' – una molecola che per la prima volta riesce a sferrare un doppio attacco alla proteina Tau, una di quella che si accumula nel cervello dei malati, colpendola nei 2 punti chiave per la formazione dei grovigli che soffocano i neuroni.

Il composto, un inibitore peptidico sviluppato grazie alla biologia computazionale e battezzato Ri-Ag03, per adesso è stato testato con successo in laboratorio e sui moscerini della frutta.I suoi 'papà' lo studieranno ora nei roditori, con la speranza di passare successivamente alla sperimentazione clinica sull'uomo.  La ricerca è coordinata dal Regno Unito.

Finanziata da Alzheimer's Society Uk, è guidata dalla Lancaster University in collaborazione con l'università di Southampton e la Nottingham Trent University, mentre fuori Gb hanno partecipato al lavoro il Tokyo Metropolitan Institute of Medical Science in Giappone e lo University of Texas Southwestern Medical Centre negli Usa. "Il nostro studio rappresenta un passo importante verso la creazione di trattamenti in grado di prevenire la progressione di malattie come l'Alzheimer", afferma l'autore principale Anthony Aggidis, ex ricercatore associato post-doc alla Lancaster University e visiting researcher all'ateneo di Southampton. "Colpendo entrambe le aree chiave della proteina Tau – sottolinea – questo approccio unico potrebbe aiutare ad affrontare il crescente impatto della demenza nella società, fornendo una nuova opzione tanto necessaria per il trattamento di queste malattie devastanti".E' "una svolta significativa", dicono gli scienziati. "Una 'prima volta' promettente". Le proteine ​​Tau hanno un ruolo cruciale nel mantenere la struttura e la funzione dei neuroni, ma nella malattia di Alzheimer ​​non funzionano bene e si aggregano: formano lunghe fibrille contorte che poi diventano grovigli neurofibrillari, masse che alla lunga uccidono le cellule cerebrali compromettendo la memoria e il pensiero, alterando il comportamento, fino al declino cognitivo. "Nella proteina Tau ci sono 2 regioni che fanno da 'cerniera' consentendole di aggregarsi", spiega Amritpal Mudher, professore di neuroscienze a Southampton.

Mentre i trattamenti messi a punto finora prendono di mira uno o l'altro di questi 2 'punti caldi', Ri-Ag03 li attacca e li blocca entrambi. "Per la prima volta abbiamo un farmaco che inibisce entrambe le regioni" e "questo doppio targeting – prospetta Mudher – apre potenzialmente la strada a terapie più efficaci".Ma anche più tollerate, aggiunge Aggidis: se "gli attuali inibitori dell'aggregazione hanno tanti effetti collaterali perché possono interferire con le funzioni di molte altre proteine, Ri-Ag03 è specificamente progettato contro la proteina Tau", è più mirato e dunque sulla carta più sicuro. Per valutare Ri-Ag03 in un organismo vivente è stato scelto il moscerino della frutta, molto usato in medicina perché condivide con l'uomo il 60% del Dna.

I ricercatori dell'università di Southampton hanno somministrato il farmaco a moscerini con Tau patogena, modelli di Alzheimer prodotti da Shreyasi Chatterjee, docente della Nottingham Trent University.Risultato: Ri-Ag03 ha soppresso la neurodegenerazione e allungato la vita dei moscerini della frutta malati di Alzheimer di circa 2 settimane, non poco considerando l'aspettativa di vita di un insetto.

Analizzando quello che succedeva nel cervello dei moscerini trattati con la nuova molecola, gli scienziati hanno visto che negli insetti nutriti con il farmaco le fibrille patogene di Tau diminuivano significativamente.E "più alta era la dose somministrata, maggiore era il miglioramento nella durata di vista dei moscerini", rimarca Mudher. Per assicurarsi che l'osservazione non valesse solo per i moscerini della frutta, i ricercatori dello University of Texas Southwestern Medical Centre hanno testato Ri-Ag03 in una cellula biosensore, un tipo di linea cellulare umana vivente progettata per rilevare la formazione di fibrille Tau patogene.

Anche in questo caso, hanno visto che il farmaco penetrava nelle cellule e riduceva l'aggregazione di ​​Tau. "La demenza è il primo killer nel Regno Unito e comporta costi e pressioni enormi per il nostro sistema sanitario, motivo per cui ci impegniamo a finanziare studi leader nel mondo come questo", dichiara Richard Oakley, direttore associato Ricerca e innovazione di Alzheimer's Society Uk. "Questa ricerca – commenta – sta compiendo passi promettenti verso una nuova terapia unica nel suo genere", un farmaco che "ha il potenziale per essere più mirato di altri attualmente allo studio" e che "speriamo abbia meno effetti tossici.E' importante evidenziare che la sperimentazione è nelle sue fasi iniziali – puntualizza Oakley – quindi non sappiamo ancora se funzionerà o sarà sicuro per gli esseri umani, ma lo sviluppo è entusiasmante e non vediamo l'ora di vedere dove ci porterà".

Il rappresentante della charity britannica è convinto che "la ricerca sconfiggerà la demenza, ma dobbiamo accelerare" il raggiungimento di questo traguardo "con più finanziamenti, più partnership e più persone che partecipano agli studi". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Vaudano (Cni): “L’importanza degli ingegneri deriva da diritti Costituzione”

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(Adnkronos) – "Il nostro compito, come Consiglio nazionale, è quello di far capire bene qual è l'importanza della nostra professione.L'importanza deriva dai diritti fondamentali che la Costituzione italiana pone tra i diritti del cittadino: alla salute, alla difesa, alla sicurezza".

A dirlo, all'Adnkronos/Labitalia, Remo Giulio Vaudano, vicepresidente vicario del Consiglio nazionale ingegneri, a margine della seconda giornata del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena. "Noi – ricorda – siamo deputati alla sicurezza dei nostri concittadini, sicurezza intesa nel poter utilizzare strutture, edifici, macchinari che siano funzionali a quello per cui sono destinati e che siano ovviamente sicuri, quindi che non creino problemi all'incolumità delle persone a tutti i livelli".  "In questo Congresso – sottolinea – abbiamo fatto un piccolo esperimento, quello di aprirci un pochino di più all'esterno.Il rischio di queste manifestazioni è sempre quello dell'autoreferenzialità, cioè di essere un po' chiusi e di parlarci addosso.

Invece abbiamo organizzato diversi eventi fuori della sede congressuale, abbiamo provato a dialogare anche con il cittadino che passava.Perché è importante far capire quanto sia importante il collegamento tra la cittadinanza e noi, che siamo al servizio della cittadinanza.

Speriamo che questa iniziativa abbia talmente successo da poterla replicare anche negli anni successivi".  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Gaudini (Siena): “Nuove branche dell’ingegneria focus al Congresso nazionale”

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(Adnkronos) – "Per la prima volta abbiamo affrontato i temi dell'ingegneria non tradizionale e questo in virtù del fatto che la categoria è pienamente cosciente dei cambiamenti e delle svolte che sono in atto, sia da un punto di vista tecnologico sia da un punto di vista della società".A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Francesco Gaudini, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Siena, a margine del 68esimo Congresso nazionale degli Ingegneri d’Italia, dal titolo 'Svolte-ingegneria per governare il cambiamento, in corso a Siena.  "Come sappiamo – spiega – l'ingegnere non è solo quello civile, ma si occupa degli edifici.

Le nuove ingegnerie si occupano di moltissimi altri settori, c'è poi l'ingegneria emergente che è quella informatica, quella che si occupa di intelligenza artificiale e di tecnologia artificiale".  "Siamo riusciti a concentrare il focus del Congresso – sottolinea Gaudini -su questi temi attuali e a coinvolgere iscritti e non; questo è l'esperimento di congresso diffuso, quindi aperto anche alla cittadinanza.Siamo infatti riusciti a coinvolgere la collettività su temi di estrema attualità che riguardano l'ingegneria e la società civile".  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Iran abbandonato anche da alleati Cina e Russia, Brics non pervenuti

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(Adnkronos) – Il conflitto tra Israele e Iran rientra nella più ampia contrapposizione tra democrazie liberali e autocrazie, che negli ultimi dieci anni ha in parte ricalcato dinamiche e schieramenti della Guerra fredda.Per questo la domanda in questi giorni è: dove sono Russia e Cina?

Come mai sia Xi Jinping (sempre molto cauto) che Putin (decisamente più ciarliero) tacciono davanti alla morte di Nasrallah e alla evidente difficoltà del loro alleato?L’Iran ha strettissimi rapporti con Mosca, cui fornisce droni e anche missili balistici da usare nella sua guerra contro l’Ucraina, ed è membro della Sco, la Shanghai cooperation organization, una specie di ‘anti-Nato’ istituita nel 2001 e guidata dalla Cina.

Che è il primo partner commerciale di Teheran e compra l’89% del petrolio iraniano (dati febbraio 2024, Atlantic Council).  Nonostante questo, e nonostante la propaganda anti-occidentale che descrive il fronte delle autocrazie come una corazzata unita e invincibile, i due principali alleati non fanno nulla in favore degli ayatollah.La verità è che non potrebbero, anche volendo: la Cina, dopo aver organizzato la plateale e parecchio gonfiata 'distensione' con l’Arabia Saudita, non ha fatto passi avanti nella sua influenza mediorientale.

Né a livello politico né tantomeno militare: se nell’Indo-Pacifico mostra i muscoli, in altri quadranti si muove coi piedi di piombo.Una crisi più profonda nella regione, e il danneggiamento di pozzi e strutture petrolifere (anche dell’Arabia Saudita, che nel 2019 fu colpita da asset iraniani, ed è il secondo fornitore di Pechino), sarebbe un disastro per l’economia cinese, già in grande difficoltà e dipendente da sempre maggiori quantità di greggio.  La Russia non ha forniture militari da elargire, visto che il percorso è inverso: è Teheran a sostenere lo sforzo bellico putiniano, insieme alla Corea del Nord.

Certo, il ministro degli Esteri Lavrov visita spesso il Paese, ma il fatto che non sia arrivato nessun segnale in loro favore in questi giorni è molto preoccupante per il regime.E gli altri Brics, il blocco di cui l’Iran è entrato a far parte dal 1 gennaio 2024?

Zero.Anzi, da alcuni c’è aperta ostilità.  Solo due settimane fa, l’ayatollah Khamenei ha attaccato i ‘nemici dell’Islam’ che maltrattano le minoranze musulmane, e tra questi ha incluso l’India. La risposta è stata dura: “Inaccettabile, guardi in casa sua come vengono trattate le minoranze”.

Il Brasile non entra proprio nella partita, mentre l’Indonesia, che da anni valuta di unirsi al club dei Brics, ospita la più grande popolazione sunnita al mondo e come gli altri paesi a maggioranza sunnita ha trovato gravissimo che l’attacco iraniano abbia messo nel mirino anche l’area di Gerusalemme, sacra per i sunniti ma poco rilevante per gli sciiti.A parte il Fattah-1, che ha una testata dotata di un motore indipendente e che si può manovrare da remoto, gli altri missili balistici lanciati dall’Iran hanno un raggio di impatto piuttosto ampio; dunque, se qualcuno fosse sfuggito al sistema di intercettazione israeliano, sarebbe potuto cadere su aree a maggioranza musulmana o di valore storico-religioso.

Insomma, se la guerra prendesse una piega ancora più grave, non ci sarebbe nessuno capace di (o disposto a) correre in soccorso di Teheran.  Dall’altra parte, Israele che in questi mesi non è certo il più amato dalla comunità internazionale, ha incassato la condanna delle Nazioni Unite nei confronti dell’Iran (senza menzioni sulla sua condotta, una vittoria diplomatica) e può contare su un Joe Biden che questa volta si schiera a favore di una risposta misurata, ma dura.Mentre ad aprile gli Stati Uniti, dopo la pioggia di razzi, missili e droni, e il successivo ‘strike’ israeliano su obiettivi mirati iraniani, hanno consigliato a Netanyahu di 'prendersi la vittoria’ senza fare ulteriori mosse, in queste ore stanno decidendo insieme a lui quale sarà la risposta nei confronti di Teheran.  Si parla di colpire siti militari, infrastrutture energetiche, forse l’area dei siti nucleari Isfahan, Natanz e Fordow.

Che però si trovano a una profondità tale da essere al riparo dalle bombe ‘bunker buster’ che hanno una testata da circa 1.000 kg e che Israele ha usato per uccidere Nasrallah in Libano.Gli unici ad avere armi in grado di danneggiare le centrali costruite sotto la roccia sono gli Stati Uniti, con i bombardieri B-1 armati di Massive Ordnance Penetrator (Mop), bombe con testate da 2.500-3.000 kg.

Ma non ci sono indicazioni che a Washington, soprattutto alla vigilia di un’elezione cruciale, siano pronti a una scelta simile. (di Giorgio Rutelli) —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Perrini: “Dalla sicurezza all’IA e all’economia ecco le competenze degli ingegneri”

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(Adnkronos) – "Prima gli ingegneri erano conosciuti perché erano i protagonisti della realizzazione di edifici, ponti, condotte.Erano i professionisti che si occupavano di tutto quello che serviva per lo sviluppo civile.

Ora invece l'ingegnere è una figura che si occupa della società a 360 gradi, dalla bioingegneria all'intelligenza artificiale, all'economia perché ci sono anche interventi in cui la tecnica ovviamente deve essere compresa negli investimenti, c'è l'ingegneria gestionale per esempio, quindi noi siamo ormai in grado di occuparci di tutte quelle questioni che riguardano la sicurezza dei cittadini".A dirlo, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Angelo Domenico Perrini, a margine del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d’Italia, in corso a Siena. "Proprio per questo – ribadisce – stiamo facendo una battaglia per l'iscrizione obbligatoria dell'albo, perché è giusto che tutti gli ingegneri che svolgono un'attività professionale siano controllati dal proprio ordine e siano capaci di svolgere l'attività con scienza e coscienza; è questo che si aspetta dalla società da noi".   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve, per Bremer lesione legamento crociato e stagione finita

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(Adnkronos) – Stagione finita per Bremer.Il difensore brasiliano della Juventus ha riportato una lesione al legamento crociato del ginocchio sinistro nel match di Champions League vinto ieri dai bianconeri per 3-2 a Lipsia.

Il difensore sarà operato nei prossimi giorni come rende noto il club.La Juve nei prossimi impegni farà a meno anche di Nico Gonzalez, out per un problema muscolare.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue, salgono i casi in Italia: la situazione a Fano

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(Adnkronos) – Salgono a 572 i casi confermati di Dengue in Italia dall'1 gennaio all'1 ottobre 2024, rispetto ai 500 di una settimana fa.Sempre zero i decessi.

Del totale contagi segnalati al sistema di sorveglianza nazionale, 442 sono importati (associati a viaggi all'estero) e 130 sono casi autoctoni (erano 64 la settimana scorsa).Di questi, 102 si concentrano nelle Marche dove è in corso un focolaio nell'area di Fano.

E' quanto riporta l'ultimo bollettino dell'Istituto superiore di sanità.  "Al primo ottobre – si legge nell'ultimo aggiornamento, relativamente ai casi autoctoni – sono stati identificati diversi eventi indipendenti di trasmissione locale del virus Dengue (Denv) in Italia.Il focolaio di dimensioni maggiori, con 102 casi confermati di infezione da Denv di tipo 2 e tutti sintomatici, è localizzato in un comune nella regione Marche.

Casi sporadici e focolai più limitati di infezione autoctona da Denv di tipo 1, 2 e 3 sono stati segnalati in Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Abruzzo e Toscana". Dei 130 casi autoctoni, oltre ai 102 delle Marche si contano ad oggi 19 contagi in Emilia Romagna, 6 in Lombardia, 1 in Veneto, 1 in Toscana e 1 in Abruzzo sul quale sono ancora in corso indagini in merito all'esatta attribuzione geografica. "Le indagini epidemiologiche in corso, al 1 ottobre 2024 – precisa l'Iss – non hanno mostrato evidenze di collegamenti epidemiologici/microbiologici tra loro o con i casi segnalati dalla Regione Marche".  "Ad oggi a Fano si registrano 105 casi confermati di Dengue e 14 casi probabili.I casi sono tutti autoctoni", riferisce la Regione Marche, dopo un incontro di aggiornamento del Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie, al quale hanno partecipato esperti di vari settori, sia regionali che dell'Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Pesaro Urbino. Durante la riunione, che si è svolta oggi, si è fatto il punto sull'evoluzione del focolaio che "mostra un trend in diminuzione con casi sporadici negli ultimi giorni", sottolinea la Regione. "E la curva di incidenza, che si basa sulla data inizio sintomi, è al momento in fase discendente", aggiunge, ribadendo che "la situazione è monitorata con attenzione".

Inoltre, "è in corso una collaborazione con il ministero della Salute e l'Istituto superiore di sanità per valutare l'andamento del focolaio epidemico".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Benetton: “Ispirato dai miei figli, gli under 30 il futuro della mia Fondazione”

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(Adnkronos) – Una nuova Fondazione che nascerà nel 2025 dove, nel comitato scientifico, siederanno solo under 30 e che avrà come focus sport e formazione.Lo annuncia in un'intervista a 'Grazia' Alessandro Benetton, Presidente di Edizione, spiegando che la Fondazione "nasce dal desiderio di dare ai giovani certezze, anche economiche.

Non più solo isolati, filantropici, atti generosi, ma azioni strutturali su inclusione sociale, sostenibilità, terzo settore".A ispirare il suo sguardo sempre rivolto al futuro e l’idea della Fondazione sono i tre figli, Agnese, Tobias e Luce: «La mia priorità è che siano felici.

Cerco di lasciare sempre spazio al dialogo alla pari, senza però che questo confonda il mio ruolo».  Benetton spiega che con la Fondazione "si parte nel 2025 con progetti da finanziare, all’inizio in Italia ma poi anche all’estero, nel campo dello sport e della formazione coinvolgendo aziende di Edizione, da Mundys ad Aeroporti di Roma.L’obiettivo è avere più scuole ristrutturate e digitali, promuovere il merito attraverso la collaborazione tra università italiane e straniere, permettendo a ragazzi capaci ma senza risorse di studiare; avviare progetti culturali per concorsi tra giovani artisti, che esibiranno le loro opere nei nostri aeroporti» spiega l’imprenditore, ricordando che già oggi l’aeroporto di Fiumicino ospita l’acceleratore di start up Innovation Hub dove “i ragazzi che ci lavorano hanno ideato nuovi sistemi di telecamere, app per snellire le code, servizi relativi ai bagagli.

Hanno dimostrato che si possono intercettare aree di miglioramento anche nelle realtà più solide».  Quanto al rapporto con i figli Alessandro Benetton osserva come "stando con loro da solo, oltre a rendermi conto della fatica che fanno le donne che lavorano fuori e dentro casa, ho capito quanto i ragazzi siano felici di condividere tempo di qualità.Durante il lockdown abbiamo cucinato, giocato, fatto sport, parlato dei loro problemi e perfino di crisi sentimentali.

Questo mi ha cambiato profondamente.Mi ha reso più paziente".

Secondo l’imprenditore, quando si è l’unica figura genitoriale a casa, «il più efficace sistema di educazione è l’esempio, quello che si trasmette vivendo davanti a loro, lavorando senza trasgredire a certe regole morali.Ho consigliato loro di scegliere sempre il futuro, mantenendo una buona memoria del passato.

Per scoprire il proprio talento, per migliorarsi come persone, bisogna uscire dalla comfort zone perché i privilegi vanno riconquistati ogni volta.Prendersi delle responsabilità, anche di fallire, è un atteggiamento maturo, e sono felice che anche i miei figli vivano con questo modello le loro occasioni» conclude Benetton che, rispetto all’equilibrio dei ragazzi tra USA e Treviso, afferma: «Treviso è una piccola città, un ottimo posto da cui partire e in cui tornare.

Dove sei nato, lì hai l’anima". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Gherardo Guidi, signore della notte con la ‘Capannina’: aveva 84 anni

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(Adnkronos) – L'imprenditore Gherardo Guidi, patron della Capannina di Forte dei Marmi (Lucca), autentico 'signore della notte', amico delle più grandi star dello spettacolo, è morto per un malore improvviso all'età di 84 anni all'alba di questa mattina nella sua casa nella celebre località balneare.La notizia della scomparsa è stata confermata all'Adnkronos da amici della famiglia.  Dal 1929 la Capannina è il locale cult per antonomasia della Versilia e da allora è il più antico locale notturno tuttora attivo.

Dal 1977 ad oggi alla sua guida c'è stato Gherardo Guidi, Grande Ufficiale della Repubblica, la cui storia professionale inizia quando, nel 1960, Guidi si trovò in mano le chiavi di un locale notturno da gestire, la Sirenetta a Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, dove era nato nel 1940.Da lì sono arrivati nuovi locali, sfide, città e pubblico da conquistare: i Tigli e il Regine a Firenze, lo Sporting club a Bologna, il Carillon, ma solo in affitto, a Viareggio e infine la Capannina.  Sotto la direzione di Guidi, storico locale di Forte dei Marmi, ha visto passare centinaia di personaggi famosi: da Peppino di Capri a Gino Paoli, da Grace Jones e Gloria Gaynor, da Mina a Gianni Morandi, passando per Edoardo Vianello, Patty Pravo, Little Tony, Don Backy, fino a Jerry Calà e al cast del film cult 'Sapore di mare' di Carlo Vanzina.

Molti i vip ospiti nelle sue sale in riva al mare: Agnelli, Barilla, Marzotto, Moratti.  L'amore per la Versilia ha portato Guidi nei primi anni '80 all'acquisto della Bussola di Focette.Nei locali di Guidi sono cresciute intere generazioni.

Il patron ha fatto ballare le teste coronate, ha ricevuto i protagonisti del nostro tempo, è stato il primo gestore a coinvolgere Mike Bongiorno come presentatore nei dancing.Non solo: ha ospitato i grandi dello spettacolo, da Ray Charles a Paul Young, ha lanciato le stelle Ivana Spagna, Valeria Marini, Belen, fino ai campioni di domani. È stato lui a volere, insieme a Vittorio Cecchi Gori, gli schermi nazionali per Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello.

Oltre che patron della Capannina, uno dei rari punti di riferimento internazionali per la vita notturna, Guidi ha prodotto trasmissioni televisive per la Rai e film di successo.Nel 2017 ha pubblicato la sua autobiografia dal titolo "Così ho sedotto la notte.

I segreti della Capannina" (Polistampa), curata dal giornalista Gianluca Tenti. La storia di Gherardo Guidi è la storia stessa del divertimento danzante del Bel Paese: una storia che inizia con la capacità, più unica che rara, di portare nella provincia pisana i primi mostri sacri dello spettacolo, da Mike Bongiorno a Gino Paoli.Un percorso che tocca la Versilia del 1970, al Carillon di Marina di Pietrasanta con le gemelle Kessler, che poi approda a Firenze al dancing "I Tigli" dove la provocazione porta i nomi di Renato Zero e Amanda Lear, conquista il pubblico bene del capoluogo toscano con il 'Regine' frequentato dai nobili e campioni dello sport, prima di regalare serate indimenticabili nella Bologna dei cantautori.  Ma è il 1977 l'anno della svolta: proprio nel momento in cui la famiglia Guidi rileva la Capannina, esplode la disco music.

Nel locale che storicamente ha ospitato i nomi più grandi dello spettacolo internazionale, torna Ray Charles.In un rapido crescendo Forte dei Marmi torna ad essere il faro della notte, il tutto mentre Gherardo Guidi si assicura anche un altro mito della Versilia: la Bussola di Focette.

La straordinaria capacità nella gestione dei locali notturni trova eco anche in altre iniziative imprenditoriali.  Guidi diventa infatti nei primi anni '80 consigliere della Fiorentina, produttore cinematografico e organizzatore di festival musicali per la Rai.Nei suoi locali sbocciano i nuovi talenti dello spettacolo italiano, dal cast del film 'Sapore di mare' ai giovani mattatori di 'Aria Fresca'. Una storia che si lega all'affermazione di protagonisti dello spettacolo come Jerry Calà, Carlo Conti, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni.

Sullo sfondo i successi della bellezza italiana che porta i nomi di Luisa Corna, Valeria Marini e Belen Rodriguez.Un gioco di seduzione nel quale Guidi, come racconta nel volume autobiografico, si diletta a definire costantemente le frontiere per i giovani. (di Paolo Martini) —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sassetti (Cni): “Gruppo di lavoro di ingegneri sulla rigenerazione urbana”

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(Adnkronos) – "Sulla rigenerazione urbana, come Consiglio nazionale degli ingegneri, abbiamo istituito un gruppo di lavoro per analizzare i testi di legge, ne sono presentati 6 al Senato e 3 alla Camera, che sono oggetto di un testo unificato che adesso va in discussione".A dirlo Irene Sassetti, consigliere e tesoriere del Consiglio nazionale ingegneri, intervenendo alla seconda giornata del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena. "Apprezziamo la necessità – spiega – che ci sia una legge su questa tematica perché è questa la sfida vera dell'urbanistica del presente e del futuro.

Ma il punto fondamentale è che questa legge non è pensata solo per gestire le grandi città, il territorio italiano è caratterizzato da piccoli borghi con un tessuto verde; quindi la vera sfida è anche attenzionare i piccoli Comuni".   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Re Carlo si esibisce in una danza samoana: i passi imparati prima della visita ufficiale – Video

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(Adnkronos) –
Re Carlo si esibito in una danza samoana durante un ricevimento del Commonwealth a St James' Palace.Il sovrano ha ricevuto una lezione del ballo tradizionale prima del suo viaggio nella nazione del Pacifico, che avverrà a fine mese e durante il quale visiterà anche l'Australia.

Durante la festa, alla presenza di 300 ospiti illustri, il rugbista Freddy Tuilagi ha insegnato al re alcuni movimenti, che Carlo ha saputo imitare, alzando e muovendo le braccia sul petto, tanto che il suo improvvisato insegnante, commentandone la performance, ha dichiarato che "il re sa muoversi bene". Tuilagi, che è anche console onorario dell'Alto commissariato samoano, ha dichiarato di aver proposto a re di voler ballare per lui, perché, gli ha detto, "quando andrai a Samoa, balleranno così".Fra gli ospiti che hanno preso parte all'evento, oltre alla duchessa di Edimburgo e al duca di Kent, c'erano l'attrice Cate Blanchett, l'iconica cantante Grace Jones, l'acclamata ballerina Motshegetsi Mabuse-Voznyuk, il giocatore di rugby samoano Theodore McFarland, il soprano Isabella Moore e il musicista neozelandese Neil Finn.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambiente, ingegneri: “Piano nazionale di ristrutturazione del costruito entro il 2025”

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(Adnkronos) – "Nel 2025 l’Italia dovrebbe disporre di un Piano nazionale di ristrutturazione del costruito, ma al momento non sappiamo con esattezza dove si trovano gli edifici più energivori".A dirlo il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, in occasione del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena. "Rendere progressivamente meno impattante dal punto di vista energetico l’ambiente costruito – spiega – ha un costo e richiede una strategia di medio lungo periodo che, al momento, il nostro Paese sembra non volersi dare.

Il dibattito acceso che ha coinvolto l’uso dei cosiddetti Superbonus per l’edilizia e la posizione dell’attuale Governo che ha sempre considerato questa operazione come un costo netto per lo Stato senza alcun beneficio, fa comprendere come il problema sia complesso.La Direttiva europea Epbd per l’efficientamento energetico degli edifici, approvata a marzo 2024, pone tuttavia molti quesiti e problemi al momento irrisolti".  "I Paesi membri – ricorda il Centro studi – dovranno provvedere a ridurre del 16% i consumi energetici degli edifici entro il 2030, considerando come anno di inizio il 2020 e attestarsi ad una riduzione del 20-22% al 2035 intervenendo sia con nuove costruzioni ad impatto zero che, soprattutto attraverso opere di ristrutturazione di edifici esistenti, intervenendo in una prima fase sul 43% di quelli più energivori.

A partire dal 2028 gli edifici pubblici di nuova costruzione e dal 2030, tutte le altre tipologie di nuovi edifici, dovranno essere ad emissione 'zero' di combustibili fossili.Entro il 2025 ciascun Paese dovrà presentare alla Commissione europea un Piano nazionale di ristrutturazioni che individua l’esatto percorso e le metodologie di intervento finalizzate a raggiungere il taglio dei consumi energetici derivanti da fonti fossili". "Sullo sfondo restano tuttavia – osserva – molti punti essenziali da chiarire e soprattutto fondamentali questioni di metodo da definire.

La Direttiva prevede che l’intervento massiccio di ristrutturazione inizi dagli edifici più energivori, ma in realtà, non si sa con esattezza quali essi siano.Sappiamo ad esempio, attraverso la banca dati Enea sulle Attestazioni di prestazione energetica, che gli immobili residenziali nelle classi meno performati, ovvero E, F e G rappresentano il 70,1% del totale dei 12 milioni di immobili presenti in Italia.

Ragionando in termini unità abitative occupate da residenti (escludendo le case vacanza o seconde case), secondo le stime del Cni, quelli più energivori, secondo la classificazione nazionale (classi E, F e G) sarebbero 13,4 milioni.Siamo pronti ad affrontare lavori su così vasta scala, che coinvolgano in pochi anni circa 13 milioni di proprietari di immobili?".  "Per potere progettare nel modo più efficace possibile – suggerisce – senza sprechi di risorse finanziarie, un intervento così massiccio come richiesto dalla Direttiva Epbd necessita di un livello di dettaglio ben più elevato di quello di cui si dispone attualmente.

Da tempo, infatti, il Consiglio nazionale degli ingegneri ha messo in evidenza la carenza di dati di dettaglio sullo stato effettivo del patrimonio edilizio e la mancanza di diagnosi energetiche degli edifici (l’Ape non è una diagnosi energetica) che consentano sia di stabilire una scala di priorità che un insieme di interventi differenziati a seconda delle condizioni dei singoli edifici su cui si intende intervenire".  "Il secondo aspetto – continua – riguarda il reperimento e la predisposizione di un piano finanziario che consenta, attraverso l’imprescindibile compartecipazione tra risorse pubblico e private, di realizzare interventi di ristrutturazione di lungo periodo.Anche sulla scorta dell’esperienza maturata in Italia con i Superbonus, sappiamo che realizzare piani simili a totale carico dello Stato è impossibile, così come è impensabile però immaginare che quote consistenti di un intervento che rientra comunque nell’alveo delle politiche sociali e per la tutela dell’ambiente, possano essere pagate dai singoli proprietari di immobili.

Su questo aspetto il Governo non si è mai pronunciato". "D’altra parte – rimarca il Centro studi del Cni – non possiamo sottacere che le famiglie interessate a spese di ristrutturazione potrebbero essere numerose.Il Centro Studi stima che la prima parte di interventi ritenuti più urgenti, relativa, secondo le indicazioni della Direttiva, al 43% degli edifici più energivori coinvolgerebbe 11,8 milioni di alloggi utilizzati da residenti (sono quindi escluse le seconde case) e quindi altrettante famiglie.

I risvolti sociali di tale operazione non possono essere sottovalutati.Ciò che tuttavia è più preoccupante è che giunti quasi alla fine del 2024 non esiste neanche la parvenza di un Piano di ristrutturazione degli edifici così come la Direttiva Europea Epdb vorrebbe".  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Salute, medicina estetica: al via a Milano il 26esimo congresso internazionale

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(Adnkronos) – Si apre oggi al MiCo la 26esima edizione del congresso internazionale di medicina estetica organizzato da Agorà.Un evento annuale che resta un punto di riferimento per medici e operatori del settore.

Nel 2023 vi hanno partecipato 437 relatori in 98 sessioni, con oltre 6.500 presenti.Anche l'edizione 2024 promette novità importanti, mantenendo un alto livello scientifico e una visione internazionale.

Da segnalare le prestigiose collaborazioni con The International Association for Prevention of Complications in Aesthetic Medicine (Iapcam) e la società indiana di dermatologia Stalwarts of Dermatology Congress (Sodc). Il tema portante di questa edizione è "The Anatomy Behind Safety", focalizzato sull'importanza della conoscenza anatomica per garantire sicurezza ed efficacia dei trattamenti estetici.Verranno approfonditi i tre terzi del volto, dal superiore all'inferiore, anche con l'ausilio di dissezioni dal vivo.

Un focus specifico sarà dedicato all'utilizzo dell'ecografia nei trattamenti del viso. Nutrito il programma scientifico, 19 gold session coordinate con il supporto di Agorà su prevenzione e gestione delle complicanze, nuove tecnologie come i fili di sospensione, integrazione di laser e medicina rigenerativa.Al dialogo con le aziende del settore sarà dedicata una sessione istituzionale, con la presenza del ministero della Salute, nello specifico la Direzione generale Dispositivi medici e del Servizio farmaceutico, e Confindustria Dispositivi medici. Spazio anche all'impegno sociale della medicina estetica.

Un'attenzione particolare sarà riservata alla medicina estetica restitutiva, coinvolgendo l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), l’Associazione professionale di estetica oncologica (Apeo) e quelle dei pazienti Salute Donna e il Gruppo di lavoro di "Tricologia Oncologica" di Sitri per discutere protocolli operativi e trattamenti personalizzati.Confermata la borsa di ricerca con Fondazione Veronesi sui tumori cutanei e la collaborazione con Fondazione Onda Ets, per evidenziare che la sostenibilità non è solo una questione ecologica, ma è profondamente radicata nel concetto di benessere.  Quest’anno, il quarantennale di Agorà Amiest (Società italiana di medicina ad indirizzo estetico), non è solo un momento di celebrazione, ma un'opportunità per riflettere sulle sfide future: un impegno costante nella promozione della formazione continua, nella ricerca scientifica e nella creazione di standard di qualità. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo, in Italia a rischio alluvione oltre 9 milioni di persone e 2 milioni di edifici

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(Adnkronos) – Il maltempo porta di nuovo l'attenzione sul rischio idrogeologico nel nostro Paese. "Più di 9 milioni di persone e 2 milioni di edifici, in Italia, sono esposti ad alto rischio alluvione.Bisogna migliorare il coordinamento degli interventi di prevenzione tra Centro e periferia.

Il cambiamento climatico in atto rimette al centro dell’attenzione, sia dei tecnici che della classe politica, il problema del dissesto idrogeologico nel nostro Paese.Ad essersi aggravata non è la fragilità geomorfologica in sé, ma la virulenza con cui determinati agenti agiscono sul territorio determinando fenomeni di dissesto.

In particolare, l’accentuarsi di lunghi periodi siccità a piogge torrenziali mette profondamente sotto stress le aree del Paese a maggior rischio alluvionale e a rischio frana".A dirlo il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, in occasione del 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena. "Sebbene molti sforzi in materia di prevenzione e mitigazione del rischio – ammette – siano stati messi in atto nel lungo periodo, di fronte a questo cambio di scenario, intervenuto con maggiore evidenza negli ultimi 5 anni, non siamo sufficientemente preparati, prova ne sono i fenomeni distruttivi che hanno colpito negli ultimi due anni l’Emilia-Romagna". Dati alla mano, il Centro studi Cni ricorda che "6,8 milioni di abitanti risiedono in aree a rischio alluvionale medio e 2,4 milioni vivono in zone alluvionali ad alto rischio, complessivamente il 15% della popolazione.

Gli edifici in zone alluvionali ad alto e medio rischio sono 2,1 milioni, il 15% del totale.Le regioni a maggior rischio alluvionale sono l’Emilia-Romagna, la Toscana, la Campania, il Veneto, la Lombardia e la Liguria.

Più di 3 milioni di famiglie (16% del totale) sono esposte a rischio alto o medio.Ma ben 12,2 milioni di persone vivono in aree dove il rischio è considerato basso, ma sempre di rischio si tratta, 1,3 milioni di abitanti sono esposti ad elevato rischio frane per corrispondenti 1,3 milioni di abitanti e oltre 565.000 edifici. "Il problema oggi – ribadisce – è sottovalutare anche le aree a medio o basso rischio.

L’Emilia-Romagna ad esempio non ricade tra le aree a maggiore rischio ma a rischio medio.Tuttavia, quanto accaduto a metà maggio 2023 mette in evidenza che anche nelle zone non sottoposte a maggiore allerta gli eventi possono ormai essere disastrosi, impensabili, forse, anche secondo i più sofisticati modelli previsionali.

L’Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, rileva che negli ultimi 20 anni la spesa per interventi sia stata pari a 6,6 miliardi di euro, per un totale di 6.063 interventi ed un valore medio di poco superiore a 300 milioni di euro".  "Riteniamo – commenta – che un certo sforzo sia stato messo in campo, ma anche i fatti dimostrano come sia necessario soddisfare due condizioni: realizzare un numero maggiore di opere, intervenendo in modo più capillare (senza attendere situazioni di emergenza) e concentrare nel tempo tali opere.Si stima, dai diversi dati disponibili, che per innalzare in modo 'efficace' il livello di sicurezza contro i rischi sempre più imminenti, servirebbero ancora 8.000 opere di prevenzione per una spesa intorno a 27 miliardi di euro.

Il Consiglio nazionale degli ingegneri ritiene che il problema vada affrontato su più piani con una stretta collaborazione tra istituzioni centrali, enti locali autorità di bacino e le strutture di rappresentanza dei professionisti tecnici con competenze in materia di contrasto e mitigazione al dissesto idrogeologico.Serve in particolare una razionalizzazione nell’uso delle risorse finanziarie pubbliche ed una chiara rappresentazione degli interventi prioritari su scala nazionale.

I terminali importanti delle operazioni di intervento sui singoli territori sono gli Enti locali, che giocano un ruolo rilevante, ma che molto di frequente, come ha rilevato una indagine della Corte dei Conti, non dispongono di figure tecniche per poter realmente avviare i cantieri di messa in sicurezza".  "Resta critica – precisa il Centro studi Cni – la durata delle diverse fasi che portano alla realizzazione delle opere di mitigazione e di prevenzione.In Italia la durata media totale di realizzazione di opere di contrasto al rischio idrogeologico e di 4,8 anni, di cui mediamente 2,3 anni vengono assorbiti dalla fase di progettazione, 7 mesi vengono impiegati per l’affidamento e 1,8 anni per l’esecuzione effettiva dell’opera.

La fase esecutiva risente pertanto delle fasi precedenti, ma soprattutto i tempi di attraversamento, ovvero i tempi amministrativi e i tempi morti rappresentano il 48,6% del tempo totale per la realizzazione di un’opera in ambito idrogeologico". "Negli anni – osserva – le risorse pubbliche disponibili sono state prevalentemente devolute ad interventi emergenziali, cioè successivi ad eventi catastrofici, mentre minore spazio è stato dedicato alla prevenzione con una prospettiva di medio-lungo periodo.La Corte dei Conti sottolinea come lo stesso Piano ProteggItalia non ha individuato strumenti di pianificazione territoriali efficaci in grado di attuare una politica di prevenzione efficace e non sono mai stati individuati con chiarezza interventi prioritari distinguendoli da quelli urgenti".

Per il Centro studi Cni "il Piano ProteggItalia non ha unificato i criteri e le procedure di spesa di competenze di Ministeri e Dipartimenti diversi e non ha risolto il problema dell’unicità di interventi con sfumature e obiettivi diversi.Non sembra esservi stata negli ultimi anni una accelerazione nell’uso delle risorse finanziarie disponibili il che chiama in causa complessità procedurali a monte, gestite dalle Amministrazioni competenti per i singoli capitoli di spesa, fatta eccezione per il Dipartimento della Protezione Civile che opera in regime di emergenza".  "La Corte dei Conti – ricorda – sottolinea inoltre la ridotta capacità progettuale e di spesa delle Regioni e anche degli stessi commissari straordinari/Presidenti delle Regioni anche a causa della carenza di strutture tecniche dedicate alla programmazione e monitoraggio degli interventi in ambito idrogeologico". "Il consistente numero di strutture di indirizzo e gestionali (strutture di missione, cabine di regia, segreterie tecniche e task force) – precisa – istituite negli anni, secondo la Corte dei Conti non sembrano avere contribuito in modo determinate a realizzare un piano efficace di interventi".

Il Centro studi Cni mette poi in evidenza come "la scarsa capacità di spesa delle amministrazioni pubbliche in termini di interventi di prevenzione dal rischio idrogeologico è il frutto di progetti di scarsa valenza pratica perché basati su ipotesi di massima che poi non vengono approfondite per cambi di orientamento o per lunghezze autorizzative". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Scuola, Italia deferita a Corte Ue per contratti insegnanti precari

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(Adnkronos) – La Commissione europea deferisce l'Italia alla Corte di Giustizia dell'Ue perché non ha posto fine, come richiesto, all'uso "abusivo" di contratti a tempo determinato e a condizioni di lavoro "discriminatorie" nella scuola.Secondo la Commissione, l’Italia "non dispone" delle norme necessarie per vietare la discriminazione relativa alle condizioni di lavoro e l’uso "abusivo" di successivi contratti a tempo determinato.  La Commissione constata che la normativa italiana che determina la retribuzione degli insegnanti a tempo determinato nelle scuole pubbliche non prevede una progressione retributiva incrementale basata sui periodi di servizio precedenti, cosa che "costituisce una discriminazione rispetto ai docenti assunti a tempo indeterminato, che hanno diritto a tale progressione retributiva". Inoltre, contrariamente al diritto comunitario, l’Italia non ha adottato misure efficaci per prevenire l’utilizzo abusivo di successivi contratti di lavoro a tempo determinato del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole statali.

Tutto questo, sottolinea l'esecutivo Ue, viola la normativa europea sul lavoro a tempo determinato.La Commissione ritiene che gli sforzi delle autorità siano stati finora insufficienti e deferisce pertanto l'Italia alla Corte di Giustizia.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dengue Fano, Burioni ancora all’attacco su kit anti-zanzara: “Errore di comunicazione come Chiara Ferragni?”

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(Adnkronos) – "Sempre più surreale la storia del kit antizanzare per contrastare la Dengue a Fano".Il virologo Roberto Burioni torna all'attacco via social, dopo i post di ieri in cui domandava quale fosse il principio attivo contenuto nel prodotto repellente incluso nel kit in vendita in farmacia, a base di oli essenziali di lavanda e menta.

Oggi un nuovo appunto: "Il prodotto non funziona, ma potete sostituirlo (se venite autonomamente a sapere che non funziona, però)", osserva commentando un articolo di stampa in cui si cita il presidente della società Aset che gestisce le farmacie comunali della località marchigiana.  "Come per Chiara Ferragni, si tratta di un 'errore di comunicazione'", scrive Burioni in merito alle dichiarazioni riportate in cui le farmacie ammettono "un errore di comunicazione perché non abbiamo spiegato alla gente che quello in vendita è un 'kit base', ma che poi il prodotto può essere sostituito, grazie alla consulenza del farmacista, con uno più aggressivo, in base alla caratteristiche della persona, senza spendere un euro in più".E' un errore di comunicazione "che sarebbe opportuno evitare – chiosa lo scienziato – quando sono professionisti sanitari che 'comunicano' ai cittadini come prevenire una infezione molto pericolosa". Il professore di virologia e microbiologia dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano conclude con un "PS: il presidente delle farmacie comunali di Fano, Giacomo Mattioli, rassicura i cittadini affermando che il repellente contenuto nel kit è utile.

Però si dimentica di dirci la cosa più importante, e io ripeto la domanda: qual è il principio attivo contenuto in questo repellente?
", insiste Burioni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Blitz anticamorra a Napoli, nel mirino clan De Micco-De Martino: controllava le case popolari di Ponticelli

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(Adnkronos) –
Blitz anticamorra oggi al centro di Napoli: 60 gli arresti.Nel mirino il clan De Micco-De Martino che "aveva il controllo assoluto di gran parte della città", ha detto il procuratore Nicola Gratteri sottolineando che "oggi i cittadini di Napoli sono un po' più liberi e possono scegliere da che parte stare". Le persone arrestate sono gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, associazione a delinquere finalizzata al furto, concorso esterno in associazione mafiosa, tentato omicidio, possesso ingiustificato di armi e ordigni esplosivi, estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, furto e ricettazione.  Secondo l'indagine, condotta tra il 2021 e il 2022, il clan De Micco-De Martino controllava chi poteva risiedere negli alloggi popolari nel rione Ponticelli.

In particolare è stata documenta l’esistenza e l’operatività del gruppo camorristico, operante nell’area orientale del capoluogo e in alcuni comuni della provincia, facente capo alle famiglie De Micco (Bodo) e De Martino (XX), espressione, sui predetti territori, del più noto clan Mazzarella.  Tra i dettagli emersi nel corso delle indagini, c'è la gestione degli alloggi popolari, con tanto di prezziario, all'interno delle cosiddette nel rione Fiat del quartiere Ponticelli.Le indagini hanno dimostrato come il coan gestisse, in modalità monopolistica, il racket degli alloggi popolari, grazie alla capacità di affidare le abitazioni a persone compiacenti e dietro il pagamento dai 2500 ai 5mila euro.

Il clan controllava anche i servizi di pulizia dei comprensori popolari di Ponticelli, affidati a soggetti affiliati ai quali gli inquilini erano costretti a rivolgersi. Sugli alloggi popolari occupati illegalmente, "i clan creano condizioni affinché non entrino altre persone estranee all'organizzazione" ha spiegato Gratteri.  Circa 350 gli operatori della Polizia di Stato che questa mattina hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P.del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 200 chilogrammi tra cocaina, eroina, marijuana e droghe sintetiche.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turismo, al via Ttg Travel Experience e Inout: alla Fiera di Rimini 2.700 espositori e 200 talk

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(Adnkronos) –
Ttg Travel Experience e InOut|The Contract Community, le manifestazioni italiane di riferimento per la promozione del turismo mondiale e l’accoglienza turistica, organizzate da Italian Exhibition Group, scaldano i motori.Dal 9 all’11 ottobre, alla Fiera di Rimini, ci saranno oltre 2.700 espositori, più di 1.000 buyer provenienti da 75 Paesi, 55 start-up con le migliori innovazioni di settore e più di 250 speaker che interverranno negli oltre 200 talk sui palchi delle 9 Arene dedicate a confronti e dibattiti.

Un ricco programma con ospiti di fama internazionale in cui si parlerà dello stato attuale del turismo, partendo dai dati più recenti: la stagione estiva 2024 infatti restituisce un bilancio positivo per l’Italia, con oltre 215 milioni di presenze, secondo i dati Fipe-Confcommercio, e una crescita dell’1,6% rispetto all’estate 2023.  Diversi i talk di riferimento: si parte mercoledì 9 alle ore 12 con la opening ceremony (Main Arena, hall Sud) alla quale prenderanno parte importanti figure istituzionali per proseguire alle 14,30 con Turismo territoriale e portali: la verità dietro i numeri in programma alla Village Arena (padiglione A2).Mentre, analizzando gli scenari dei prossimi anni, occorre segnalare sempre mercoledì 9 alle 16,30 Travel&Hospitality Vision +25 by Ttg (Main Arena), con la rilevazione dei segnali che orienteranno le scelte del mercato turistico nei prossimi 3 anni.  Ancora, giovedì 10 è da non perdere 'In dato Veritas': i 5 trend di consumo del mercato turistico (Main Arena, 11-13) in un’analisi realizzata dall’Osservatorio Travel del Politecnico di Milano.

Infine, 'Turismo obiettivo 2035: momento della verità e nuove sfide' con Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio-Imprese per l’Italia (Main Arena, mercoledì 10 alle 15,30). Spazio anche a prestigiosi riconoscimenti, come il concorso Nona edizione Oscar degli stabilimenti balneari ‘Best Beach’ (Beach Arena, Padiglione B7-D7, dalle 16,20 alle 17,30) promosso dal portale online di riferimento Best Beach, o il 'Ttg Star 2024 Personaggio dell’anno' selezionati dalla redazione e dal direttore di Ttg Italia e InOut Review, Remo Vangelista.Infine, da segnalare anche importanti dibattiti come 'Tourism Dream Gap: la verità sulla leadership femminile nelle imprese del turismo' (giovedì 10 ottobre, 14,20-15,20 alla Main Arena) o 'La verità sui Millenials e Gen Z: come trovare un’intesa tra chi offre e cerca lavoro' (venerdì 11 ottobre dalle 12,10 alle 13,10 alla Village Arena, padiglione A2). In contemporanea con Ttg Travel Experience, alla Fiera di Rimini ci sarà anche InOut|The Contract Community, il format ideato sempre da Italian Exhibition Group e dedicato all’intera community dell’indoor e dell’outdoor per l’accoglienza turistica.

D’altronde, in Italia il turismo en plein air è in crescita.In base ai dati Faita la stagione estiva appena trascorsa ha totalizzato 11,4 milioni di arrivi complessivi tra italiani e internazionali, pari al 3,5% in più rispetto alla stagione estiva 2023, mentre le presenze ammontano quasi a 71 milioni, con un incremento del 1,3%.  Non mancheranno quindi talk di riferimento sull’accoglienza turistica outdoor e indoor.

Mercoledì 9 alle 14 (Main Arena) ecco 'Turismo agricolo come strumento identitario e rigenerativo', mentre un focus specifico sarà dedicato al turismo nautico – settore che 2023 ha visto le prenotazioni salire del 130% rispetto al 2022 con un +53% di spesa media degli italiani nel comparto – attraverso 'La promozione del turismo nautico in Italia come occasione di sviluppo turistico ed economico' (BeActive Arena, padiglione B4) alle 13,20. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arriva guida ‘Pianeta=Casa’, II edizione dedicata all’economia circolare

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(Adnkronos) – Raccontare i cicli della natura e l’importanza dell’economia circolare nella nostra vita quotidiana.Viene pubblicata oggi la seconda edizione di 'Pianeta=Casa', la guida gratuita dedicata al tema dell’economia circolare.

Frutto della collaborazione di Procter&Gamble Italia, Altroconsumo, Corepla, Eiis e Wwf Italia: realtà diverse, ma che condividono l’impegno per la sostenibilità, nonché l’obiettivo di aiutare a comprendere l’importanza della salvaguardia dell’ambiente e di uno stile di vita meno gravoso per il Pianeta, informando e sensibilizzando le persone di ogni età rispetto ai comportamenti quotidiani che possono fare la differenza.  A partire dal concetto di 'economia circolare' e delle '4 R' (ridurre, riciclare, riparare, riusare), passando dall’eco-design, fino alle buone pratiche sostenibili come il risparmio dell’acqua e la raccolta differenziata, per salvaguardare le risorse del Pianeta e di tutti gli esseri che lo abitano.Come l’edizione 2023, la guida 'Pianeta=Casa.

Impariamo l’economia circolare' è un grande viaggio sostenibile in due tappe.La prima parte è un’esplorazione dei cicli naturali a cui l’economia circolare si ispira: dal ciclo della vita a quello dell’aria, dal ciclo dell’acqua a quello del suolo, la guida mostra come la natura funziona a cicli chiusi e non conosce rifiuti.

Sono i comportamenti umani a provocare la rottura dei cicli naturali, che da chiusi diventano aperti, con conseguenze evidenti: cambiamenti climatici, minore fertilità dei suoli, diffusione di sostanze tossiche, minore biodiversità. La seconda parte della guida, ripercorrendo i cicli naturali, spiega come mettere in pratica un approccio circolare nelle nostre case per risparmiare e non gravare troppo sul Pianeta: nel 'Ciclo dell’aria in casa' suggerisce strategie efficaci ed economiche per una buona qualità dell’aria nelle nostre abitazioni, nel 'Ciclo dell’acqua in casa' fornisce consigli per limitare gli sprechi di acqua, nel 'Ciclo dei rifiuti' spiega come una corretta raccolta differenziata permetta di rimettere in circolo materiali preziosi, e nel 'Ciclo dei rifiuti organici' come ridurre lo spreco alimentare e conferire correttamente i rifiuti organici che rappresentano l’inizio dell’economia circolare, per la rigenerazione del suolo.In tutti i casi, quelli suggeriti da 'Pianeta=Casa.

Impariamo l’economia circolare' sono accorgimenti che è possibile adottare senza difficoltà nel quotidiano.Coinvolgendo anche i più piccoli, a cui la guida dedica curiosità, semplici laboratori o brevi quiz per aiutarli a comprendere il valore della sostenibilità.  Per Paolo Grue, presidente e ad di Procter&Gamble Italia, "attraverso il programma di cittadinanza d'impresa 'P&G per l’Italia' stiamo sostenendo azioni concrete di sostenibilità ambientale e sociale in tutto il Paese, e la guida 'Pianeta=Casa' ne è un meraviglioso esempio.

Si tratta di un'iniziativa di educazione ambientale che contribuisce a informare e sensibilizzare le persone, a partire dai più piccoli e nella concretezza della loro quotidianità, su come funziona la natura e su come le loro azioni la influenzino.A livello globale, ci siamo posti obiettivi di sostenibilità ambiziosi e abbiamo avviato diverse iniziative per tutelare l'ambiente.

I nostri marchi continuano a innovare per offrire prodotti sempre meno impattanti, ma non basta: gli studi Lca dimostrano che la maggior parte delle emissioni legate ai nostri prodotti si genera in fase di utilizzo, ovvero a casa.Ecco perché è indispensabile che ognuno di noi adotti comportamenti più sostenibili, a partire da piccoli accorgimenti che, senza stravolgere la nostra quotidianità, possono fare un'enorme differenza per il Pianeta che chiamiamo casa".  "Con la collaborazione alla guida 'Pianeta=Casa.

Impariamo l’economia circolare', rinnoviamo il nostro impegno per promuovere una cultura del consumo consapevole – dice Federico Cavallo, responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo – Come Altroconsumo, siamo da sempre impegnati nel sensibilizzare sull’importanza di adottare stili di vita sostenibili e nel supportare le buone pratiche quotidiane legate all’economia circolare.Ogni gesto individuale può davvero fare la differenza per il nostro pianeta, contribuendo a un cambiamento collettivo.

Come ribadiamo anche con la nostra piattaforma-manifesto 'Impegnati a cambiare', ogni scelta individuale e consapevole può diventare il tassello fondamentale di un cambiamento collettivo e il motore di un futuro più sostenibile".  "La cultura della sostenibilità si fonda sulla conoscenza delle buone pratiche da adottare e, soprattutto, sulla consapevolezza di poter dare un contributo attraverso dei semplici gesti quotidiani, come fare correttamente la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica – rimarca Andrea Campelli, direttore della Comunicazione e delle Relazioni Esterne di Corepla – Attraverso questa guida, e grazie a dei partner di valore, abbiamo voluto dar vita a un progetto di responsabilità condivisa, il risultato di un nuovo approccio dove aziende e associazioni collaborano per promuovere il bene comune con l'obiettivo di tracciare insieme un nuovo percorso all'insegna della sostenibilità".  "La sostenibilità è un gioco di squadra, dove il raggiungimento dell’obiettivo finale non dipende dalla 'somma', ma dal 'prodotto' dei diversi contributi apportati dai singoli attori coinvolti.In pratica, quindi, basta che uno solo dei soggetti che compongono la filiera non faccia la sua parte per azzerare lo sforzo fatto da tutti gli altri.

Ecco perché l’impegno nell’educare i cittadini a uno stile di vita più sostenibile è fondamentale per l’intero mercato dei beni di consumo", sottolinea Carlo Alberto Pratesi, presidente di Eiis – European Institute of Innovation for Sustainability. Per Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del Wwf Italia, "non passa settimana senza che la scienza mandi allarmi sulla gravità della crisi ambientale.La specie umana da tempo ha cambiato le regole del gioco, modificando l’ambiente, per adattarlo a sé mentre in passato si adattava ad esso.

La questione centrale diventa la sostenibilità (o insostenibilità) delle attività umane per la biosfera, che non ha bisogno di noi, ma da cui invece noi strettamente dipendiamo.Ripensare il rapporto tra le nostre società, l'economia e la natura è fondamentale per recuperare il debito nei confronti degli ecosistemi e sanare la frattura che nel tempo si è creata, agendo sulle cause e non sugli effetti.

La guida 'Pianeta=Casa' ci racconta come l'osservazione della natura stessa debba essere fonte di ispirazione, ma anche strumento di innovazione". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)