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Natalità, Colacurci (Sigo): “Contro il calo delle nascite ‘gratificare la maternità”

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(Adnkronos) – “Il modello è da cambiare.Se la gravidanza torna centrale, gratificante e non penalizzante per la donna, probabilmente si sarà maggiormente portati a fare figli.

Avere figli non deve potare a una penalizzazione nella propria realizzazione lavorativa”, dato che anche la questione economica ha un peso nella scelta di diventare genitori. “Non si deve scegliere tra la possibilità di realizzarsi nel mondo del lavoro e l’avere figli.La maternità deve essere gratificata”.

Lo ha detto all’Adnkronos Nicola Colacurci, past president Sigo, Società italiana di ginecologia e ostetricia, tra i 50 esperti europei riuniti fino a domani a Parigi al convegno ‘Tackling infertility’, organizzato dalla Federazione francese di studi sulla riproduzione (Ffer), con il supporto di Merck, con l’intento di realizzare un Manifesto di raccomandazioni per i legislatori degli Stati Ue per affrontare la denatalità del Vecchio continente. “Dobbiamo cambiare il sistema di gratificazione maschile – continua Colarcurci – Oggi, inevitabilmente, una donna, per fare carriera, si confronta con un modello maschile.C’è una sorta di rifiuto della femminilità, nei paesi del Nord Europa viene usata molto la pillola che dilaziona nel tempo la mestruazione.

Sembra il rifiuto di una caratteristica che non è un optional.Fino a quando il modello di riferimento resta quello maschile inevitabilmente non viene previsto che la donna allatti, quindi, non può allattare in ufficio o nel posto di lavoro.

Non è previsto – conclude – che il bambino abbia un luogo dove poter stare” mentre la mamma lavora. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sampdoria, Sottil: gara a porte chiuse surreale, Juve Stabia in salute ma dobbiamo vincere

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Andrea Sottil, allenatore della Sampdoria, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di campionato con la Juve Stabia.

Le dichiarazioni di Sottil sono state raccolte dai colleghi di sampnews24.com e sintetizzate dalla redazione di ViViCentro.it.

“Ho sia allenato che giocato da calciatore a porte chiuse.E’ qualcosa di surreale, è un po’ come fra virgolette ammazzare un po’ lo spettacolo perché, specie in casa nostra, il pubblico è meraviglioso e trascinante.

Detto questo, non possiamo che prenderne atto.Non dobbiamo farne una scusa e un alibi perché lo sappiamo da diversi giorni.

E’ successa questa cosa ed è stata presa questa decisione.Abbiamo l’obbligo di andare sopra tutto e tutti, fare una grande prestazione e raggiungere un risultato importante.

L’unico obiettivo che abbiamo davanti è la Juve Stabia, squadra in salute, allenata bene e rodata.E’ una squadra che ha un’identità forte, rispettiamo la Juve Stabia ma dobbiamo pensare alla nostra partita.

Ieri ho visto una giornata di grande concentrazione, oggi la pretenderò ancora di più perché per noi è importante dare continuità di prestazione e punti.Diciamo che per quanto riguarda Pedrola è quasi a posto.

E’ un giocatore che manca da parecchi mesi dall’allenamento attivo.Quando si parla di giocatore pronto è perché ha fatto un lavoro propedeutico, ci vorranno qualche settimana ma la sosta lo aiuterà a condizionarsi sempre meglio.

Per Cesena penso sarà convocabile.Stiamo valutando Romagnoli e Vieira ma abbiamo già le idee chiare.

Per il resto sono tutti a disposizione.Borini?

Ha avuto un problema influenzale, è rientrato.E’ un po’ debilitato ma è assolutamente disponibile.

Il giocatore ha qualità e ha il colpo, lo ha dimostrato nel derby.Nel nostro progetto devono sentirsi tutti coinvolti perché questo è un campionato lungo, faticoso e difficile.

Ci sarà bisogno di tutti e con le cinque sostituzioni devi diventare il protagonista della partita anche se non si parte da titolare”.

 

Fonte: sampnews24.com

Natalità: Anserini (Sifes-Mr), ‘la Pma non risolve tutti i problemi della fertilità’

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(Adnkronos) – “Purtroppo i successi delle tecniche fanno pensare che possano risolvere tutto, ma non è così.Abbiamo uno strumento molto potente, che è la crioconservazione degli ovociti per motivi oncologici e medici, ma anche sociologici”, il social freezing. “La possibilità però di avere figli con quegli ovociti è del 90%.

Nel 2005 la media dell’età delle donne che facevano cicli di fecondazione assistita era 35 anni e il 20,7% aveva oltre 40 anni.Nel 2021, la media è salita a 36,8 anni e le donne over 40 sono il 34,4%.

I dati si riferiscono a quelle che fanno cicli con i loro gameti, escludendo quindi l’ovodonazione”.Così Paola Anserini, presidente Sifes-Mr, Società italiana di fertilità sterilità e medicina della riproduzione, all’Adnkronos Salute oggi, a Parigi, dove una cinquantina di esperti europei si confronta al convegno ‘Tackling infertility’, organizzato dalla Federazione francese di studi sulla riproduzione (Ffer), con il supporto di Merck, per la realizzare di un Manifesto di raccomandazioni per i legislatori degli Stati Ue per affrontare l’inverno demografico del nostro Continente. “La Pma non è l’ultima spiaggia: se non si riesce ad avere figli, ci si deve rinvolgere allo specialista della fertilità”, avverte Anserini ricordando che attualmente i bimbi nati con la fecondazione medicalmente assistita sono intono al 4% del totale.

Pensando poi a una roadmap ideale per invertire la tendenza della denatalità, per l’esperta è fondamentale “rendere i centri pubblici di procreazione mediamente assistita (Pma) in grado di competere con il livello dei privati perché la Pma è sostenuta, ma non troviamo biologi, medici disposti a lavorare in questi centri”.  Riferendosi poi all’aumento delle donne over 40 che desiderano avere figli, l’esperta sostiene l’importanza di incrementare l’ovodonazione.Come è noto con l’avanzare dell’età anche gli ovociti invecchiano riducendo quindi la probabilità di portare a una gravidanza.

Attualmente, in Italia “quasi il 100% degli ovociti viene importato da banche private estere – sottolinea Anserini – Questa è una realtà che segue criteri commerciali per la carenza di ovociti che è difficile da sostenere anche per il sistema pubblico.Per questo andrebbe incentivata l’autopreservazione degli ovociti nel pubblico non solo per questioni di salute – trattamenti oncologici, malattie neurodegenerative, menopausa precoce – ma anche nelle donne tra i 28 e 33 anni, chiaramente coinvolgendo giuristi e bioeticisti, ma credo sia una strada da percorrere, come una possibilità in più, ma anche in ottica di ovodonazione, nel caso in cui la donna non ne facesse uso”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natalità, esperti a Parigi su crisi della fertilità in Europa: “Una sfida per tutti”

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(Adnkronos) – Il calo della fertilità in Europa richiede una mobilitazione collettiva a livello continentale.Con un tasso di natalità medio di 1,46 figli per donna, ben lontano dal valore soglia di 2,1 per la sostituzione della popolazione, l’Ue è in pieno inverno demografico.

La crisi della fertilità può essere attribuita a numerosi fattori socioeconomici, culturali, medici e ambientali, rendendola particolarmente difficile da affrontare.In questa che è ‘una sfida per tutti’, con l’obiettivo di far avanzare il dibattito e formulare raccomandazioni concrete applicabili negli stati membri dell’Ue, 50 esperti europei sono riuniti oggi e domani a Parigi, all’evento ‘Tackling infertility’, organizzato sotto l’egida di Samir Hamamah, presidente della Federazione francese di studi sulla riproduzione (Ffer), con il supporto di Merck.

All’incontro partecipano professionisti della sanità, ricercatori, associazioni di pazienti e decisori politici in un dialogo sulle sfide legate al calo della fertilità e alla crisi della natalità in Europa. Secondo i dati pubblicati da Eurostat nel 2022, il tasso di natalità era di 1,16 in Spagna, 1,24 in Italia e 1,29 in Polonia.Anche la Francia, con 1,79 figli per donna, superiore la media europea che è di 1,46, non è immune al declino generale: il suo tasso di fertilità è stimato in calo a 1,68 nel 2023.

Definita dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come “l’incapacità di ottenere una gravidanza clinica dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti”, l’infertilità colpisce circa 1 persona su 6 durante gli anni riproduttivi, 25 milioni di europei.Eppure, nonostante l’urgenza della situazione, la natalità non è ancora stata posta al centro dell’agenda delle politiche pubbliche europee.

Le risposte fornite finora, spesso limitate a un solo aspetto del problema e non coordinate, non sono riuscite a fermare il calo della natalità. In questo contesto, l’obiettivo dell’incontro del 3 e 4 ottobre, all’ombra della Torre Eiffel, è quello di incoraggiare un approccio olistico al calo della fertilità e di sviluppare soluzioni per le varie dimensioni della crisi della natalità in Europa, inclusa l’infertilità.Le raccomandazioni a cui lavorano gli esperti riuniti a Parigi si concentrano su 3 questioni chiave: sensibilizzazione, accesso alle cure e rafforzamento delle politiche pubbliche. Molti europei non sono a conoscenza delle cause e delle possibili soluzioni all’infertilità, ma la sensibilizzazione pubblica è una questione cruciale.

Gli esperti sono quindi al lavoro per esplorare vari modi per informare efficacemente il pubblico e combattere stereotipi e pregiudizi, in particolare tra le giovani generazioni, che generalmente sono meno interessate ai problemi di fertilità.Una particolare attenzione è riservata anche alla formazione iniziale e continua dei professionisti della sanità, che svolgono un ruolo chiave nel trasmettere questi messaggi di prevenzione e informazione. Tra i vari fattori che pesano sull’infertilità, oltre agli stili di vita e all’esposizione a sostanze nocive, c’è anche la carenza di politiche in grado di favorire l’equilibrio tra vita lavorativa e privata e un facile accesso ai servizi scolastici e agli asili nido per l’infanzia.

Secondo gli esperti, a livello politico, servono servizi e regolamenti adeguati per questo raccomandano misure per sostenere la fertilità, affrontando le cause dell’infertilità e facilitando i progetti di genitorialità. Un’altra area chiave di intervento è il miglioramento del percorso dei pazienti affetti da infertilità.In Europa, ad esempio, l’accesso alla procreazione medicalmente assistita (Pma) rimane altamente variabile.

In base all’esperienza dei pazienti o dei professionisti e alla letteratura scientifica, nel corso del convegno viene affrontato il tema delle disuguaglianze nell’accesso alle cure, che possono dipendere dalla regione di residenza o dalla copertura economica del trattamento.Oltre alle opportunità per migliorare i percorsi di cura, con particolare attenzione alla diagnosi, al supporto medico e psicologico, il confronto riguarderà anche il possibile ruolo dei datori di lavoro e l’informazione adeguata ai pazienti.

Le raccomandazioni condivise nella due giorni parigine saranno raccolte in un Manifesto, che sarà comunicato ai decisori e legislatori europei per sensibilizzarli sulle sfide poste dalla crisi della fertilità e per fornire loro percorsi di azione su questo grave problema per il futuro del continente. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter, l’ultrà Beretta: “Salvo per una soffiata, hanno provato a uccidermi”

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(Adnkronos) –
Andrea Beretta, l'ex capo della curva Nord colpito dall'ordinanza di custodia cautelare per l'indagine sul tifo organizzato e già detenuto a San Vittore per l'omicidio di Antonio Bellocco, "è riuscito più volte a sventare il progetto omicidiario grazie alle rivelazioni ricevute dalla persona incaricata a tirarlo in trappola, verosimilmente con un sonnifero, e condurlo in un luogo idoneo a perfezionare la sua esecuzione: qui sarebbe stato colpito con arma da fuoco e sotterrato".E' uno dei dettagli che emerge da una delle integrazioni che i pm di Milano Sara Ombra e Paolo Storari hanno inoltrato al gip Domenico Santoro per chiedere gli arresti.  
Un'esecuzione sventata che sarebbe stata legata alla volontà di estrometterlo dal business del merchandising e che appare verosimile se si tiene conto che lo scorso 23 luglio ci sarebbe stato un incontro minatorio all'interno dell'abitazione di Bellocco.  Dopo l'omicidio del rampollo del clan di Rosarno, si legge sempre nel documento della procura, il capo ultrà nerazzurro Marco Ferdico avrebbe commentato con un altro degli arrestati la possibile presenza di "nuovi soggetti terzi interessati alla gestione della tifoseria" interista facendo riferimento a tale 'Davidino'", ossia Davide Flachi, oltre che sulla necessità "di tenere un 'profilo basso' in modo da non insospettire le forze dell'ordine".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carburanti, ipotesi allineamento accise gasolio-benzina. Mef: “Nessun aumento”

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(Adnkronos) – Sarebbe allo studio un allineamento delle accise del petrolio e della benzina.A darne notizia è il ministero dell'Economia e delle Finanze, escludendo che ci possa essere alcun aumento. "Sulla base degli impegni Pnrr, delle Raccomandazioni specifiche della Commissione europea e del Piano per la transizione ecologica, approvato nel 2022, il Governo è tenuto ad adottare misure volte a ridurre i sussidi ambientali dannosi" spiegano da Viale XX Settembre.  "In coerenza con l'impostazione di questo governo, l'intervento non si tradurrà nella scelta semplicistica dell'innalzamento delle accise sul gasolio al livello di quelle della benzina, bensì in una rimodulazione delle due" si legge nella nota. "Il Piano strutturale di bilancio di medio termine ha previsto che questo allineamento sarà definito nell'ambito delle misure attuative della delega fiscale".   ''L’ipotesi di aumentare le accise sul gasolio, emerse tra le righe del piano strutturale di bilancio, predisposto in vista della prossima Manovra, appare assurda, addirittura paradossale'' afferma Federconsumatori in una nota. ''Specialmente se si considera che il governo che la propone è lo stesso che, finché era all’opposizione e in campagna elettorale ha reso l’abolizione delle accise sui carburanti uno dei suoi cavalli di battaglia'', aggiunge l'associazione.  
L’allineamento delle accise diesel/benzina (portando cioè l’attuale accisa sul gasolio da 0,617 a 0,728 euro) avrebbe sugli automobilisti e su tutti i cittadini un effetto disastroso.

Secondo le stime dell’osservatorio nazionale Federconsumatori, in termini diretti, ogni automobilista subirebbe un aumento per il rifornimento di gasolio, di circa 112 euro annui.Ma le ripercussioni più gravi si avrebbero per gli effetti indiretti di tale operazione, dal momento che in Italia circa l’84% delle merci è trasportato su gomma: l’aumento del costo del diesel produrrebbe un ulteriore aggravio dei beni di largo consumo pari a 121 euro annui a famiglia (per tutte le famiglie, anche quelle che non posseggono un’auto). L’aggravio totale, per una famiglia che ha un’auto diesel, ammonta a circa 233 euro annui. ''Si tratta di un disegno inaccettabile da ogni punto di vista'', secondo Federconsumatori. ''Forse il Governo ci ha frainteso quando chiedevamo di intervenire sulle accise: rivendicavamo l’urgenza di un taglio delle accise sui carburanti, immediato e congruo, oppure la definizione di un’accisa mobile realmente efficace; nonché lo scorporo delle accise dall’applicazione dell’iva sui carburanti, eliminando così l’iniqua imposizione di una tassa su un’altra tassa''. ''Un aumento delle accise sul gasolio, mirato a equipararle a quelle già gravanti sulla benzina, diventerebbe una vera e propria stangata per famiglie e imprese.

L'imposizione fiscale sui carburanti nel nostro Paese è già tra le più alte d'Europa, e andrebbe ridotta, non aumentata'' afferma Faib Confesercenti in una nota.Un ulteriore incremento delle accise sul gasolio ''genererebbe un trascinamento anche sui costi di trasporto delle merci, con un effetto a cascata sui prezzi finali dei prodotti.

In caso di rialzi della materia prima, ci potremmo trovare di fronte ad aumenti drammatici, come purtroppo ciclicamente accade'', sottolinea l'associazione. Faib propone di introdurre ''un'accisa mobile, ovvero un meccanismo che consenta di impiegare il maggior gettito iva legato agli aumenti dei prezzi dei carburanti, per ridurre in modo dinamico le accise.Una misura di equità che andrebbe a vantaggio di imprese e consumatori, perché permetterebbe di trattenere l’inflazione generata dal caro-carburanti e di spalmare i benefici della riduzione dei prezzi alla pompa su più fronti''. 'L'aumento delle accise sui carburanti, e in particolare sul gasolio, non solo rappresenta un aggravio immediato per famiglie e imprese, ma rischia di innescare una pericolosa e perversa spirale inflazionistica che andrebbe a colpire l’intera economia'' dichiara il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, in una nota. ''Oltre a contraddire la linea politica del governo, la misura non sembra tenere conto delle difficoltà economiche che stanno già affrontando i cittadini italiani.

Pertanto, un ripensamento su questa strategia appare non solo opportuno, ma necessario per evitare conseguenze economiche ancora più gravi'', aggiunge. Una misura di questo tipo, secondo il presidente, ''risulterebbe fortemente penalizzante per l'economia italiana.Sia le famiglie sia le imprese ne risentirebbero in maniera profonda, con ripercussioni a catena che finirebbero per erodere il potere d'acquisto dei cittadini e aumentare i costi di gestione per le aziende, innescando una spirale perversa di aumenti dei prezzi al consumatore finale''. ''Uno degli aspetti più controversi di questa proposta di aumento delle accise – secondo Ferrara – è la sua evidente contraddizione con la linea politica del governo guidato da Giorgia Meloni.

Durante la campagna elettorale e nei primi mesi di governo, l’esecutivo si è più volte dichiarato contrario a nuove tasse sui carburanti, ritenendo che tali misure avrebbero solo peggiorato la situazione economica per famiglie e imprese''. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Medio Oriente, Meloni sente Schlein: “Momento difficile, avanti coesi”

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(Adnkronos) – La crisi in Medio Oriente al centro della telefonata tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein.In un quadro ad altissima tensione – dopo l'attacco missilistico dell'Iran contro Israele e con le azioni israeliane contro Hezbollah in Libano – la presidente del Consiglio oggi 3 ottobre avrebbe auspicato unità e coesione – raccontano i beninformati – da parte di tutte le forze politiche in questo difficile frangente internazionale. Ben consapevole di come nell'opposizione si registrino sensibilità e posizioni diverse, Meloni confida si possa comunque marciare uniti, per senso di responsabilità e a maggior ragione considerando il ruolo che l'Italia riveste, al timone del G7.

La premier, a quanto si apprende, non dovrebbe sentire da qui in avanti altri leader di opposizione, da Conte a Bonelli passando a Fratoianni, Renzi e Calenda: ha parlato con la leader del maggior partito del centrosinistra affinché anche agli altri arrivasse il suo messaggio di unità.  Dopo la riunione del G7 – con la condanna dell'attacco iraniano e l'impegno comune per una soluzione diplomatica – continuano i contatti della presidente del Consiglio con alleati e partner internazionali.Bocche cucite a Palazzo Chigi su chi stia sentendo – l'ultima telefonata resa pubblica è quella di martedì scorso con il primo ministro libanese Najib Mikati-, ma chi l'ha vista in queste ore la descrive impegnatissima e fortemente preoccupata per un conflitto che allarga le sue ombre e che, a distanza di un anno da quel drammatico 7 ottobre, non accenna a spegnersi. Mentre il tavolo del governo sulla crisi mediorientale resta convocato in forma permanente -continui i contatti con Farnesina e Difesa-, oggi Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi anche il Presidente della Repubblica del Kyrgyzstan, Sadyr Japarov, con cui ha siglato alcune intese, in particolare sul fronte della giustizia e della cultura.   —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Musumeci a congresso ingegneri: “Prevenzione contro il rischio sismico”

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(Adnkronos) – "In Italia finora si è pensato essenzialmente alla ricostruzione, che poteva essere limitata se lo stesso interesse ci fosse stato verso la prevenzione.La pianificazione urbanistica non ha mai tenuto conto di quella della protezione civile.

C'è stata una particolare attenzione a costruire senza tenere conto però di paramenti essenziali che ogni ingegnere e ogni sana amministrazione conosce".Così si è espresso il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, intervenuto in apertura della seconda giornata del 68° Congresso degli Ordini degli ingegneri d’Italia in corso a Siena, nell’ambito del modulo di approfondimento dedicato alle politiche e le modalità di intervento per la tutela del territorio.  “Con il governo Meloni – ha poi proseguito – siamo a una svolta perché si è deciso di fare della cultura della prevenzione l'obiettivo prioritario, in un'Italia che finora ha seguito solo l'emergenza.

Per quanto ci riguarda stiamo lavorando alla revisione della Protezione civile, il ddl per la prevenzione sul rischio sismico presto lo porteremo all'esame del Consiglio dei ministri, dove abbiamo previsto l’introduzione del fascicolo del fabbricato perché non si può parlare di intervento se non si sa dove intervenire".Sulla questione della ricostruzione ha poi affermato: "La delocalizzazione non è più un argomento tabù.

In alcuni casi è necessario allontanarsi se il ricostruito si trova nelle stesse condizioni dove prima si era costruito".  Interloquendo con il Ministro, Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, ha sottolineato che ormai da anni gli ingegneri italiani spingono per l’attuazione delle opere di prevenzione, anche sulla base di numerosi rapporti del Centro Studi CNI che dimostrano come la prevenzione sia economicamente più vantaggiosa rispetto ai costi che lo Stato è costretto a sostenere per le varie ricostruzioni.In questo senso, Perrini ha auspicato che i fondi del Pnrr vengano utilizzati integralmente, superando anche le tradizionali pastoie burocratiche. Nell’ambito dello stesso tema è intervenuto anche il commissario straordinario Sisma Centro Italia 2016 Guido Castelli che si è espresso così: "La professionalità degli ingegneri fa parte delle soluzioni al problema della prevenzione.

La prevenzione deve essere infatti oggetto di formazione, di specializzazione, ma anche di sensibilizzazione culturale.L'ingegnere è un portatore sano di questo messaggio.

Ringrazio gli ingegneri per l'apporto che quotidianamente danno a questa complessa opera di ricostruzione dopo il sisma del 2016, che ha visto 70.000 edifici lesionati, tra cui 1.200 edifici di culto e 5.000 beni culturali.E' stata una devastazione che però ha consentito anche di introdurre metodiche sperimentali e di innovazione che fanno di questa ricostruzione, spero di poter dire, un grande contributo all'ingegneria sismica italiana". Poi ha parlato di numeri. "Sono circa 20mila i cantieri autorizzati e 11mila quelli già completati.

Stiamo lavorando per riportare i cittadini nelle loro case.Le richieste di contributo presentate per la ricostruzione privata sono 31mila, per quasi 14 miliardi di euro di valore complessivo.

Per la ricostruzione pubblica sono stati stanziati 4 miliardi e 200 milioni di euro per oltre 3500 interventi.Complessivamente è stato avviato il 95% delle opere programmate.

Si lavora per città e paesi sicuri, sostenibili e connessi.Grazie al programma NextAppennino sono stati stanziati 1 miliardo e 80 milioni di euro per oltre 870 interventi.

Sono state assegnate risorse per 700 milioni per il rilancio economico e sociale.Ad oggi a sostegno delle imprese sono state garantite concessioni per quasi 500 milioni di euro, per 1400 progetti.

E' stato stanziato 1 miliardo e mezzo per oltre 450 interventi di edilizia scolastica, 62 milioni per la ricerca universitaria.Con 71 milioni sono stati finanziati 22 comunità energetiche rinnovabili.

La rinascita, inoltre, passa anche per le strade con 300 milioni di euro per la struttura viaria". A completamento dei lavori congressuali della mattina si sono tenuti tre moduli di approfondimento dedicati: abitare, costruire e rigenerare di fronte alla sfida della sostenibilità; industria; l’intelligenza artificiale per i professionisti tra paure, mito e realtà.Nel pomeriggio i lavori congressuali sono proseguiti con i Focus group riservati ai delegati al Congresso.

Poi spazio al FuoriCongresso con, tra le altre cose, l’incontro dedicato alle comunità energetiche rinnovabili, la casa del futuro e i quartieri ecosostenibili, oltre ad un ulteriore approfondimento sull’Intelligenza Artificiale. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manageritalia Veneto, da orari di lavoro chiari a welfare ecco best practice per il turismo

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(Adnkronos) – Dall’abbandono dei turni spezzati all’adozione di un turno unico di otto ore con due giorni di riposo settimanale, passando per la creazione di foresterie capaci di accogliere i lavoratori del turismo le loro famiglie con tutti i servizi e confort in moderni spazi pensati per la socialità e la convivialità sino a percorsi di carriera professionalizzanti per i più giovani oltre a un moderno sistema di welfare che premi l’impegno personale e a datori di lavoro sempre più attenti al benessere del lavoratore.Sono queste alcune delle buone pratiche per attrarre e fidelizzare il capitale umano impegnato nel comparto alberghiero e della ristorazione in Veneto emerse nell’incontro 'Turismo e imprese nuovi modelli di business, innovazione e pratiche nello sviluppo e gestione del capitale umano, nell'organizzazione del lavoro, nell'adozione di nuove tecnologie', organizzato oggi a Venezia da Manageritalia Veneto e Ciset. Si tratta del terzo appuntamento del progetto quadriennale 'Turismo: Giovani – Imprese – Lavoro.

Il Veneto verso Milano – Cortina 2026', promosso da Manageritalia Veneto e Ciset, in stretta collaborazione con Confcommercio Veneto, Federalberghi Veneto e Confindustria Veneto e tutti gli stakeholder pubblici e privati, nato per stimolare istituzioni, scuola e operatori a riflettere sul futuro dei turismi e sul valore del capitale umano nel settore turistico in Veneto. L’incontro, nella cornice della Scuola Grande di San Marco a Venezia, ha messo a confronto manager, imprese turistiche e dell’accoglienza, istituzioni territoriali, mondo accademico e del lavoro tra cui: Lucio Fochesato, presidente Manageritalia Veneto, Marco Ballarè, presidente Manageritalia, Michele Tamma, presidente del Ciset, Simone Venturini, assessore al Turismo e Sviluppo economico Comune di Venezia, Federico Caner, assessore Turismo Regione Veneto, Vanni Chiozzi, area manager nordest Fondazione Milano Cortina 2026, Mauro Giovanni Viti, direttore Direzione Turismo Regione del Veneto e molti altri. L’edizione di quest’anno pone al centro del confronto il tema di come le imprese turistiche stanno affrontando l’innovazione tecnologica e dei processi di gestione del personale nonché il miglioramento delle pratiche organizzative, del welfare contrattuale e l’attuazione di “nuovi modelli” di business per garantire un futuro prospero all’intero comparto turistico veneto e nazionale.Nelle due passate edizioni sono state affrontate altre rilevanti tematiche: come attrarre i giovani e le loro scelte professionali nel campo turistico (2022) e l’annoso problema dell’insufficienza del personale e del capitale umano nel comparto alberghiero e della ristorazione (2023). “Le prossime Olimpiadi invernali di Milano -Cortina 2026, saranno il vero banco di prova per il turismo veneto.

Non possiamo più perdere tempo e dobbiamo farci trovare pronti come manager, imprese, istituzioni e organi di formazione mettendo al centro non solo la qualità dei nostri servizi e dell’offerta turistica del territorio ma soprattutto la valorizzazione del nostro personale, perché senza capitale umano il turismo non si fa!”, sottolinea Lucio Fochesato, presidente Manageritalia Veneto.  "Abbiamo la responsabilità -prosegue- di costruire insieme a tutti gli operatori del settore nuovi modelli di business che, anche grazie alle nuove tecnologie, mettano al centro il lavoratore attraverso contratti vantaggiosi, un sistema di welfare aziendale che premi il merito affiancati anche da percorsi di carriera professionalizzanti capaci di garantire un futuro per i più giovani.Tutti elementi, che richiedono competenze manageriali nella gestione delle imprese, con cui attrarre e fidelizzare i nuovi lavoratori nel turismo.

Solo così – conclude Fochesato – potremmo far fronte all’attuale scarsità di personale e fare tornare il lavoro nel comparto turistico ancora attrattivo”. “Le tendenze del mercato del lavoro, i nuovi assetti sociali, le giovani generazioni – sottolinea Michele Tamma, presidente del Ciset, centro internazionale di studi sull'economia turistica – pongono di fronte ad un quadro che negli ultimi anni è cambiato e difficilmente tornerà indietro.Anche se certamente non solo, nel mondo del turismo e dei servizi, tale evoluzione si avverte in modo forte, in Italia come in Europa.

L'esigenza di soluzioni flessibili, cresciuta nel tempo per le imprese, ora è una richiesta sempre più marcata anche da parte di persone, in specie giovani – come la gen Z – che cercano la via per conciliare vita professionale, familiare, sociale”.  “Allo stesso tempo, l'imperativo di elevare la qualità della capacità di competere delle imprese, del lavoro e dei luoghi di lavoro, delle opportunità e dignità dei percorsi personali, crea l'esigenza di trovare soluzioni in grado di conciliare le diverse spinte generate da un quadro più frammentato e articolato di un tempo.La sfida è rispondere, con approcci, tecnologie, e pratiche nuove in grado di mantenere, pur nella flessibilità e frammentazione, quel quantum di stabilità e certezze indispensabili, sia per le imprese che per i lavoratori, per investire reciprocamente, innovare, trovare efficienza", conclude Tamma. “Grazie al percorso condiviso di definizione del Piano Strategico del Turismo Veneto per il periodo 2025-2027, come Regione miriamo a fare del capitale umano il punto di partenza per un cambio di passo nel rapporto tra lavoratore e azienda.

Un’azienda che funziona, funziona sicuramente meglio se il suo lavoratore si sente parte del sistema”, commenta Federico Caner, assessore Turismo Regione Veneto.  "Abbiamo messo in campo un’ampia sinergia tra le Direzioni turismo, Direzione Lavoro, Formazione e Istruzione con il Sistema Camerale e la Società Veneto Lavoro al fine di analizzare da una parte i nuovi fabbisogni di personale nel comparto turistico, dall’altra migliorare le condizioni lavorative all'interno delle aziende e, simultaneamente, a rinvigorire la concezione del lavoro nel settore turistico, attraverso anche una “campagna profonda” per rilanciare il lavoro nel turismo e la facilitazione del ricambio imprenditoriale, Un progetto proposto dal CISET presso le aziende del settore”, continua.  “La valorizzazione del capitale umano nel turismo è l’elemento essenziale per la crescita del settore e per continuare ad attrarre lavoratori in questo ambito.Dobbiamo mettere al centro della discussione economica e politica il tema dell’alloggio, dei trasporti e di stipendi adeguati capaci di garantire non solo la “sopravvivenza” ma una buona qualità della vita nelle città a vocazione turistica come a Venezia e non solo”, sottolinea Simone Venturini, assessore al Turismo e Sviluppo economico Comune di Venezia che conclude: ”Come amministrazione siamo impegnati grazie al dialogo con le associazioni di categoria, gli imprenditori e i lavoratori a individuare soluzioni che consentano a chi lavora nel comparto di vivere al meglio la città e i suoi servizi”. Il confronto tra gli addetti ai lavori ha preso il via dall’analisi dei dati sui servizi turistici dell’ufficio studi Cgia di Mestre con l’indagine dal titolo 'L’andamento dell’occupazione nel turismo veneto tra mutamenti e demografia', che vedono nel 2023 la presenza di oltre 36mila imprese attive per 51mila localizzazioni.  Un quadro simile all’Emilia Romagna, la prima in Italia, ma con un maggiore numero di addetti (222mila) il 9,5% del totale nazionale e un +7% rispetto all’anno record 2019).

Delle oltre 14.500 assunzioni tra 2019 e 2023, 10.400 hanno riguardato giovani (15-29 anni) e 4.100 i senior (55 anni e più) e solo 65 nella fascia 30-54.Anche nel 1* semestre 2024, salgono le assunzioni di lavoratori over 55 +4,3%, mentre quelle dei giovani rimangono pressoché stabili 0,4%.

Il settore è primo anche per assunzioni di lavoro dipendente, che sfiora il +10% rispetto al 2019.Spiccano ristorazione (+12mila addetti e +16%) e attività creative/intrattenimento (+1.800 e +34%). In crescita il full-time (+13%) che sale al 56,5% sul totale assunzioni mentre il part-time cresce del 5,6% e riguarda il 43% delle nuove assunzioni.

L’intero settore, negli ultimi quattro anni, continua a confermarsi poco attrattivo per i laureati -16%.Di converso, salgono le assunzioni dei «senza titolo» che fanno segnare +75% (7.600).

crescono anche i diplomati + 5,2% pari a 3900 lavoratori.Quasi il 30% lavoratori stranieri, di questi il 70% non ha titolo di studio o solo quello elementare.  L’indagine oltre a sottolineare la carenza di personale qualificato dovuta a un minor interesse dei lavoratori più giovani nel turismo e alla fuoriuscita di risorse con competenze e esperienza, ha fornito anche indicazioni utili per operatori, imprese e istituzioni volte a motivare e fidelizzare i collaboratori nonché a migliorare la percezione del lavoro nel turismo.Tra le altre, la necessità di rivedere l'organizzazione del lavoro ripensando turni e mansioni anche con il supporto della tecnologia e ponendo maggiore attenzione ai bisogni e al benessere del dipendente attraverso benefit e premialità azioni di sostegno al welfare.

L’implementazione di percorsi di formazione, interni o esterni all’azienda, che consentano al lavoratore di ampliare le proprie competenze rendendole spendibili sul mercato del lavoro.L’individuazione di chiari percorsi di carriera che consentano una adeguata crescita economica e professionale.

Fondamentale l’attenzione, da parte della componete datoriale, dell’accomodation del personale non più solo semplici alloggi ma vere strutture capaci di offrire servizi di qualità sempre più rivolti alla persona e alla famiglia volti a favorire la socialità, così da far sentire il lavoratore membro di una comunità. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chi è Mario Orfeo, da lunedì al timone di Repubblica

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(Adnkronos) – Certi amori "fanno dei giri immensi e poi ritornano", diceva Venditti.E' ciò che è accaduto a Mario Orfeo che, partito professionalmente dalla allora neonata redazione napoletana di 'Repubblica', nel 1990, da lunedì torna al quotidiano del gruppo Gedi con il ruolo di direttore.

Orfeo, classe 1966, nel 1988 diventa giornalista professionista al 'Giornale di Napoli' e collabora con diverse testate nazionali, tra cui il settimanale 'Panorama', per poi passare a 'Repubblica' dove diviene prima vice allo Sport, poi passa agli Interni e nel 2001 diventa redattore capo centrale.Nel 2002 diviene direttore de 'Il Mattino'.  La sua carriera in Rai comincia nel 2009, quando viene nominato direttore del Tg2 su proposta dell'allora direttore generale Mauro Masi.

Dopo una pausa dalla tv di Stato, da marzo 2011 a novembre 2012 – quando accetta la proposta dell'editore Caltagirone di dirigere il 'Messaggero' – il 29 novembre 2012 viene nominato direttore del Tg1.  Durante la sua direzione, il Tg della rete ammiraglia è oggetto di un importante rinnovamento, inaugurando l'era dell'HD, della produzione digitale e della trasmissione nel formato di immagine panoramico 16:9.Dal 9 giugno 2017 al 27 luglio 2018 è direttore generale della Rai.

Nel maggio 2020 viene nominato direttore del Tg3, dove è stato riconfermato anche durante il governo di Giorgia Meloni nel maggio del 2023.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, almeno 190 morti per uragano Helene: un milione senza elettricità

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(Adnkronos) – E' salito ad almeno 190 il numero delle persone che hanno perso la vita a causa dell'uragano Helene che si è abbattuto sugli Stati Uniti e ha toccato terra in Florida circa una settimana fa.Lo riferisce la Nbc spiegando che oltre la metà dei decessi si è verificata nella Carolina del Nord, dove intere comunità sono state distrutte.

Centinaia di persone risultano ancora disperse e le autorità hanno detto di avere alcune difficoltà nell'identificare alcuni dei morti. Intanto oltre un milione di persone sono ancora senza elettricità, secondo PowerOutage.us.Di queste, circa 400mila si trovano nella Carolina del Sud, in particolare nelle zone montuose e collinari della parte occidentale dello Stato, devastata dalle inondazioni.

Circa 300mila persone sono senza elettricità nella Carolina del Nord e 264mila in Georgia. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambiente, Romagnoli (Cni): “Territorio al centro attenzione ingegneri”

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(Adnkronos) – "Il territorio e l'ambiente sono al centro dell'attenzione degli ingegneri".A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Alberto Romagnoli, consigliere del Consiglio nazionale degli ingegneri, a margine del 68° Congresso nazionale degli ordini degli ingegneri d’Italia, in corso a Siena. "Quello della difesa idrogeologica – ha affermato – è un tema importante, visto il nostro territorio fragile che è colpito periodicamente da alluvioni e da tragedie, a volte anche con perdite di vite.

Per questo la prevenzione deve essere alla base della politica del governo italiano".   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sicilia: escursionista muore d’infarto

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(Adnkronos) – I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano sono intervenuti nel primo pomeriggio di oggi a Sclafani Bagni (Palermo) per prelevare da una zona impervia nei pressi delle terme il cadavere di un escursionista toscano.L'uomo, un sessantasettenne di Carrara, stava percorrendo la Via Francigena siciliana in compagnia di un amico medico quando ha accusato forti dolori al petto e si è accasciato a terra.

Il compagno, compresa subito la gravità della situazione, ha chiamato il Numero Unico di Emergenza 112. La centrale del 118, trattandosi di un intervento sanitario in ambiente impervio, ha allertato il Soccorso Alpino per un uomo con sospetto infarto in corso.Da Palermo sono partite subito due squadre del SASS quando un altro medico del, sbarcato intanto sul posto dall'elicottero della Seus, ha prima tentato di rianimarlo ma alla fine ne ha constatato il decesso. A quel punto gli uomini del Soccorso Alpino, autorizzati dai carabinieri e dal magistrato di turno, non hanno potuto fare altro che raggiungere il luogo della disgrazia, imbarellare la salma e trasportarla sulla strada. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carlo Mazzone sotto la curva dell’Atalanta 23 anni fa, un calcio che non c’è più

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(Adnkronos) – La corsa ci Carlo Mazzone sotto la curva dei tifosi dell'Atalanta, 80 metri di puro istinto e passione nella loro versione più autentica, è una delle immagini incise per sempre nella storia del calcio.Sono passati 23 anni da quel 30 settembre 2001, quando l'allora allenatore del Brescia rompeva qualsiasi schema, infrangendo tutte le regole scritte e non scritte del manuale del buon allenatore.  Il pareggio di Roberto Baggio al 90°, 3 a 3 in rimonta, arrivava come una liberazione in un derby scandito dagli insulti della curva rivale.

Le telecamere a bordo campo avevano già colto la sua promessa al goal del 2 a 3: "se pareggio vengo sotto la curva".E quando effettivamente il pareggio arriva, nessuno riesce a fermarlo.

Corre urlando un 'mortacci vostra', che per un romano doc vuol dire molto di più di un insulto, guardando fisso la curva fino ad arrivare oltre la linea di fondo campo, alla rete di protezione.Quando rientra a centrocampo lo aspetta l'arbitro Collina, che indica gli spogliatoi a Mazzone: "Buttame fori, me lo merito", la reazione composta di un uomo che sa di essere andato oltre.    Sono secondi lunghissimi, quelli della corsa di Mazzone, che raccontano un calcio che non c'è più.

Nessuno, forse a eccezione del miglior Mourinho, potrebbe solo immaginare di compiere un gesto allo stesso tempo tanto vero e tanto oltraggioso.Oggi il calcio è diventato un altro sport.

C'è il Var a vivisezionare ogni fotogramma, ci sono i social network a esaltare o condannare ogni gesto, c'è più in generale una comunicazione più capillare e frenetica, onnipresente.  E' proprio il piano della comunicazione quello più sollecitato dalla corsa di Mazzone di 23 anni fa.Prima ancora di pensare a come sarebbe letto oggi un gesto dirompente come quello, c'è da chiedersi se possa trovare ancora spazio oggi un personaggio come Carlo Mazzone.

Lui quella corsa l'ha fatta perché non poteva farne a meno, non c'era nulla di preparato o di calcolato, solo l'estrema libertà di perdere ogni controllo.Come avrebbe potuto fare solo lui.

Avrebbe senso una cosa del genere oggi?C'è qualcuno che potrebbe sopportare il peso e le conseguenze di un gesto del genere?

Difficile rispondere, anche se le abitudini, il linguaggio misurato e le posture calcolate di tanti allenatori di oggi, con qualche eccezione, fanno sembrare il calcio di Mazzone ancora più lontano e irripetibile. (Di Fabio Insenga)     —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al Parioli in scena ‘Pinocchio: una favola alla rovescia’ con il ‘Teatro Patologico’

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(Adnkronos) – Il dramma e l’esaltazione della crescita di Pinocchio diventano uno spettacolo teatrale mai visto prima.Il 21 e il 22 ottobre sarà al Teatro Parioli di Roma 'Pinocchio: una favola alla rovescia', a cura della Compagnia stabile del Teatro Patologico, fondata e diretta da Dario D’Ambrosi e composta da attori con disabilità fisiche e psichiche.

L’evento nasce da un’idea del senatore Antonio Guidi, neuropsichiatra, già Ministro per la Famiglia e attualmente membro della commissione Affari sociali-Sanità, ed è realizzato grazie al contributo non condizionato di Lundbeck Italia. La Compagnia stabile del Teatro Patologico presenterà una rilettura innovativa del percorso di crescita del celebre burattino di Collodi, alle prese con il suo sogno di diventare un bambino vero.La reinterpretazione della favola, che mira a sorprendere invertendo l’ordine della narrazione partendo dall’episodio del Pescecane, metterà in luce quanto il mondo possa essere crudele verso chi è diverso, offrendo una nuova prospettiva e stimolando riflessioni profonde sull’accettazione e la comprensione delle imperfezioni umane.

Il Pinocchio di Teatro Patologico coniugherà arte e impegno sociale per riportare all’attenzione del grande pubblico il delicato rapporto tra disabilità – fisiche e psichiche – e salute mentale, e di come questo sia influenzato non solo dalla cura, ma anche dall’inclusione sociale.Adattamento e regia sono di Dario D'Ambrosi, con Ilaria Serrato come aiuto regista, le scenografie di Francesco Frigeri e i costumi di Raffaella Toni. Dal cinema al teatro, i progetti di sensibilizzazione sulla salute mentale – Il tema della salute mentale è già stato al centro dell’evento 'Storie di ordinario cervello', nato anch’esso dalla sinergia fra il Guidi e l’azienda Lundbeck, impegnata da oltre trent’anni in Italia in progetti di sensibilizzazione sulla salute del cervello.

L’evento ha riunito i mondi delle istituzioni, delle aziende, della cultura e del no profit attraverso una rassegna cinematografica che ha richiamato più di 400 spettatori al cinema Giulio Cesare di Roma.Con il Teatro Patologico, la salute mentale torna ora sul palco per stimolare un dialogo costruttivo sul tema della salute del cervello, della disabilità e dell'inclusione sociale. Come evidenziato dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) , la salute mentale è ormai un tema di cruciale importanza.

Si segnala che una persona su otto nel mondo soffra di un disturbo mentale.L’impatto della pandemia di Covid-19 ha ulteriormente aggravato la situazione, con un aumento del 28% dei casi di ansia e del 26% dei casi di depressione rispetto al periodo pre- pandemico. Cos’è il Teatro Patologico – Fondato nel 1992 da Dario D’Ambrosi, il Teatro Patologico dà voce a giovani con disabilità psichiche e fisiche proprio attraverso l’arte teatrale, offrendo un mezzo per comunicare e superare l'isolamento, favorendo l’inclusione nella società e creando l’occasione per esprimere le proprie potenzialità, mettendosi totalmente in gioco.

Nel 2016, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nasce il primo corso universitario al mondo di Teatro Integrato dell’Emozione, interamente rivolto a studenti con disabilità fisico-psichiche con l’obiettivo di promuovere il diritto allo studio, l’integrazione e la crescita personale attraverso l’arte. “Il mio Pinocchio ci salverà dalla malvagità dei nostri giorni”, ha commentato Dario D’Ambrosi, fondatore, ideatore e presidente del Teatro Patologico" “Lo spettacolo ‘Pinocchio, una favola alla rovescia’ vuole promuovere l’unicità di ognuno di noi perché è proprio dalle diverse specificità che si generano valore e bellezza.Oggi, istituzioni, aziende, mondo della cultura e del no profit si uniscono per stimolare un dialogo costruttivo su questo importante tema attraverso l’arte, in particolare il teatro.

Desidero ringraziare il Teatro Patologico per averci dato l’occasione di contribuire al loro costante impegno e tutti gli enti e le istituzioni che hanno creduto in questo progetto”, ha affermato Tiziana Mele, amministratore delegato di Lundbeck Italia. “Come iniziatore, mi preme innanzitutto ringraziare per il sostegno ricevuto il Signor Presidente della Repubblica italiana, onorevole Sergio Mattarella, oltre a tutte le istituzioni che ci hanno onorato della concessione del loro patrocinio.Con questo progetto, intendiamo riportare l’attenzione sulla salute mentale e sull’inclusione.

Il passato ci ha insegnato a riconoscere gli orrori che la società ha inflitto a chiunque fosse considerato diverso.Oggi, però, il dibattito si è evoluto.

La crisi della salute mentale oggi è figlia di una società che impone modelli irraggiungibili di grandezza e onnipotenza, dove tutti si sentono costantemente inadeguati.Viviamo immersi in una cultura così liquida e pervasiva che invade persino i nostri sogni, facendo perdere a molti il senso di essere degni di vivere.

Pinocchio è un simbolo intramontabile della psichiatria infantile.Non è solo un burattino, ma la metafora di un percorso di trasformazione, che ci pone una domanda: cosa significa diventare un bambino vero?”, ha aggiunto Guidi. L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della Presidenza della Repubblica, il patrocinio del Senato, del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, del Consiglio Nazionale dei Giovani e dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Gli spettacoli inizieranno alle 20,15 con i saluti istituzionali, seguiti dalla presentazione dell’iniziativa e dalla rappresentazione teatrale.  Il 22 ottobre sarà presente il ministro della Salute Orazio Schillaci per i saluti istituzionali.Ad aprire le serate, il senatore Antonio Guidi, Tiziana Mele, amministratore Delegato di Lundbeck Italia, Dario D’Ambrosi, fondatore del Teatro Patologico, e Alberto Siracusano, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Neuroscienze al Policlinico Universitario Tor Vergata, Coordinatore del Tavolo Tecnico Salute Mentale del Ministero della Salute.

Parteciperanno inoltre Maria Luisa Scattoni, dirigente di Ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, e Nathan Levialdi Ghiron, Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Professioni, Chiarolini: “Ingegneria economica tema trasversale a diversi settori”

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(Adnkronos) – "Una delle tematiche del congresso di quest'anno a Siena è l'ingegneria economica.Un tema trasversale rispetto a diversi settori: dagli appalti, alla gestione dei progetti e dei processi di impresa.

Uno dei risvolti delle tematiche inerenti all'ingegneria economica riguarda, inoltre, l'ingegneria manager e dell'informazione".A dirlo Ippolita Chiarolini, consigliere nazionale del Consiglio nazionale Ingegneri con delega all'Ingegneria economica, in occasione del 68° Congresso nazionale degli ordini degli ingegneri d’Italia, in corso a Siena  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Confindustria-Deloitte: “Nuove esigenze del mercato tra Stem e trasformazione digitale”

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(Adnkronos) – I Paesi del G7 sono chiamati a vincere la sfida della trasformazione dei sistemi educativi, per fornire ai giovani competenze in linea con quelle attualmente richieste sul mercato del lavoro.  Nell'ultimo decennio i progressi sono stati notevoli, ma nei G7 solo il 42,3% degli uomini e il 47,5% delle donne ottengono qualifiche terziarie.Anche i tassi di Neet – i giovani tra i 15 e i 34 anni non coinvolti in percorsi di istruzione, lavoro o formazione professionale – riflettono le difficoltà attuali nella transizione dalla scuola al lavoro, fenomeno che interessa l'11,1% degli uomini e il 13,2% delle donne.

I percorsi universitari in ambito Stem, in cui le donne sono ancora sottorappresentate, e la trasformazione digitale sono alleati preziosi in una fase in cui l'adozione di robot di servizio professionali e collaborativi ha registrato un tasso di crescita del 13% dal 2017 al 2022, avviando un’epoca di interconnessione sempre più profonda tra macchine e persone.  Al contempo, i G7 devono investire nell’imprenditorialità per ovviare ai 34 milioni di imprenditori “mancanti” nell’area Ocse.Attualmente, infatti, solo il 14,5% degli uomini e l’8,8% delle donne sono lavoratori autonomi, dato pari a un esiguo 9% tra i giovani sotto i 30 anni.

Queste alcune delle evidenze principali contenute nel B7 Flash, l’approfondimento di Confindustria e Deloitte elaborato in occasione della 'G7 – Industry Stakeholders Conference: Bridging Gaps and Building Futures', organizzata a margine della Ministeriale G7 sulle Pari Opportunità che si terrà a Matera dal 4 al 6 ottobre.Deloitte Italia è il knowledge partner esclusivo del B7 Italy 2024 'Leading the Transitions Together', presieduto da Confindustria sotto la guida di Emma Marcegaglia. “Sbloccare il pieno potenziale dell’imprenditorialità e costruire un’economia più resiliente ed equa richiede azioni decise che facciano perno sull’inclusione sociale dei gruppi sottorappresentati e sull’uguaglianza di genere da parte dei Paesi G7.

Questo obiettivo è cruciale e anche le aziende sono chiamate a incorporare tali principi nei loro obiettivi strategici, adottando strumenti che permettano di fissare traguardi chiari e misurabili in ogni fase della carriera femminile, non solo aumentando la presenza delle donne, ma anche favorendo pari opportunità di crescita professionale, una retribuzione equa e un equilibrio tra vita privata e lavoro”, commenta Lara Ponti, vicepresidente Confindustria per la transizione ambientale e gli obiettivi esg. “I Paesi del G7 stanno attraversando una fase di profondi cambiamenti, con significative implicazioni sui percorsi educativi e formativi e sul mercato del lavoro, che offrono straordinarie opportunità per facilitare l’accesso a istruzione e occupazione, e per ridurre le disuguaglianze ancora esistenti in tali ambiti.A livello globale, ad esempio, le donne continuano a essere notevolmente sottorappresentate, soprattutto nei settori ad alto contenuto tecnologico: costituiscono solo il 20% dei dipendenti nelle aziende di machine learning, il 12% dei ricercatori in intelligenza artificiale e il 6% degli sviluppatori software.

Al contempo, in ambito imprenditoriale, la rappresentanza dei giovani rimane limitata, con meno del 9% degli imprenditori sotto i 30 anni", aggiunge Andrea Poggi, innovation leader per Deloitte Italia e capo delegazione B7 per Deloitte. "È quindi fondamentale che i Paesi del G7 siano fautori di un nuovo mercato del lavoro che promuova una “diversità inclusiva”, pilastro imprescindibile per massimizzare i benefici delle molteplici transizioni in corso e costruire un futuro etico e sostenibile per il Business.Affinché ciò sia possibile, sono necessarie azioni concrete ed efficaci che agiscano su tre leve principali: un migliore accesso a istruzione e mercato del lavoro, rimuovendo gli ostacoli strutturali d’accesso e capitalizzando la trasformazione digitale in corso, promozione dell’imprenditorialità, leva fondamentale di crescita economica, e maggiore inclusività, soprattutto per donne e giovani, affinché tutti abbiano l’opportunità di sviluppare le competenze necessarie.

Queste sono chiavi essenziali per affrontare le sfide sempre più complesse che business e società devono superare, stimolando innovazione e crescita economica, con l’obiettivo di un futuro del lavoro sostenibile, inclusivo e prospero”, conclude Poggi.  “Da sempre l’approccio olistico alla trasformazione ecologica è una prerogativa per la crescita del nostro Gruppo, a favore dei clienti e delle comunità in cui operiamo.Conciliare sviluppo ambientale, economico e sociale è la bussola che guida i nostri progetti e servizi, ma è anche il valore alla base della nostra cultura interna, di comunità professionale, orientata alla cura e all’attenzione alle persone, alla crescita del capitale umano, alla meritocrazia e all’inclusione, alla leadership consapevole.

Sono per noi requisiti imprescindibili di lavoro e di prosperità, particolarmente importanti in un settore, quello delle cosiddette ‘professioni verdi’, che sta crescendo a grande velocità e che richiede oggi risorse, competenze, talenti nuovi.Siamo orgogliosi di portare il nostro contributo a un momento di confronto tanto significativo e urgente, su temi prioritari per la nostra visione e le nostre strategie”, spiega Emanuela Trentin, ceo Siram Veolia Italia. Le competenze Stem sono essenziali per affrontare le transizioni in corso.

Nonostante ciò, solo una minoranza di studenti nei Paesi del G7 si indirizza verso questi percorsi formativi, il cui 70% di laureati uomini riflette una significativa sottorappresentazione delle donne.Il G7 dovrebbe promuovere questi percorsi per le giovani donne, anche integrando competenze Stem con scienze umane e sociali per promuovere l'ibridazione delle competenze, in linea con le esigenze di un mercato del lavoro in evoluzione.  In quest’ottica l'intelligenza artificiale generativa può migliorare l'esperienza di apprendimento, adattando le lezioni e personalizzando i programmi in tempo reale, consentendo agli insegnanti di concentrarsi su attività più complesse come la pianificazione didattiche delle attività e l'interazione con gli studenti.

In parallelo è fondamentale affrontare la sfida dei Neet (l'11,1% degli uomini e il 13,2% delle donne nei Paesi G7), attraverso scelte educative più ampie e la promozione della formazione professionale.Dall'istruzione pre-universitaria al mondo del lavoro, c’è la necessità di investire nell'orientamento professionale e promuovere sempre più ambienti d’apprendimento collaborativi, con mentorship e risorse accessibili a tutti. La carenza di competenze tecniche sta spingendo la domanda di automazione come mezzo per aumentare la produttività e mitigare gli effetti prodotti da tali carenze, trend confermato dall’aumento dell’utilizzo di robot di servizio professionali e di robot collaborativi (tasso di crescita del 13% dal 2017 al 2022).

Le donne sono peraltro a maggior rischio esclusione dal mercato del lavoro rispetto agli uomini quale conseguenza dell'automazione, considerando la loro maggior rappresentazione in ruoli che comportano mansioni ripetitive, mentre persiste un significativo divario di genere nei settori a più alto tasso tecnologico.  A livello globale, sono donne infatti soltanto il 20% dei dipendenti tecnici nelle aziende di machine learning, il 12% dei ricercatori di intelligenza artificiale e il 6% degli sviluppatori di software professionisti.Per massimizzare i benefici della trasformazione digitale in corso, riducendo le disuguaglianze, è quindi necessario adottare un approccio incentrato sull’uomo affinché le capacità umane siano amplificate e valorizzate attraverso la tecnologia.

Per sfruttare al meglio le opportunità offerte dall'automazione e dall'intelligenza artificiale, è pertanto essenziale riqualificare e migliorare le competenze della forza lavoro e attuare azioni concrete per contrastare le diseguaglianze di genere. Per affrontare le sfide dell’automazione e dell’integrazione digitale, le aziende stanno passando da un modello operativo basato sui ruoli a un modello basato sulle competenze.Secondo un'indagine Deloitte, le organizzazioni basate sulle competenze hanno infatti dimostrato di essere più capaci di allocare i talenti in modo efficace (107%), di trattenere quelli con prestazioni elevate (98%), di favorire un'esperienza positiva sul posto di lavoro (79%), d’anticipare e rispondere al cambiamento (57%) e di promuovere un ambiente inclusivo (47%). In tale contesto, i Paesi del G7 sono chiamati ad adottare politiche mirate d’investimento nell'imprenditorialità, che affrontino il problema dei 34 milioni di imprenditori "mancanti" nell'area Ocse.

Attualmente, solo l'8,8% delle donne e il 14,5% degli uomini nei Paesi del G7 sono lavoratori autonomi, mentre solo il 9% dei giovani con meno di 30 anni è impegnato nell’avviare una nuova impresa.Per dare nuovo impulso all’imprenditorialità, è necessario un impegno dei G7 nell’adottare politiche inclusive volte a creare ecosistemi di supporto alla crescita delle piccole e medie imprese e ad aumentare la partecipazione giovanile e femminile nell’imprenditoria.

Ocse stima che, se i giovani fossero impegnati in attività imprenditoriali in misura pari a cittadini in età compresa tra i 30 e i 49 anni, si registrerebbe un incremento complessivo nell’area di circa 3,6 milioni di imprenditori. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, dal Verme (Agenzia Demanio): ”Stato guida amministra patrimonio pubblico”

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(Adnkronos) – La nuova visione di gestione del patrimonio immobiliare dello Stato orientata ai principi di sostenibilità ambientale, innovazione e digitalizzazione sono stati i temi centrali del contributo del direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, intervenuta oggi in videocollegamento al 68° Congresso nazionale degli ordini degli ingegneri d’Italia, in corso a Siena. "Lo Stato – ha detto – deve essere una guida perché amministra un patrimonio immobiliare pubblico vastissimo, che in parte è utilizzato per la logistica della Pa e in parte può essere destinato a scopi sociali, culturali e residenziali per rispondere alle esigenze di una nuova dimensione dell'abitare". "Per misurare gli impatti economici, sociali, culturali e ambientali delle nostre operazioni – ha spiegato – ci avvaliamo di indicatori di sostenibilità in chiave Esg (Environmental, Social and Governance).Un esempio su tutti il progetto di riqualificazione della sede dell’Agenzia del Demanio di Corso Monforte a Milano.

La rifunzionalizzazione dell’edificio esalta i valori storico-architettonici dell’immobile, inserendo elementi importanti di innovazione e sostenibilità".  "E' il primo caso in Italia – ha ricordato – dotato di sistema di captazione del calore dalla fognatura pubblica per riscaldare e raffreddare gli ambienti con una tecnologia molto più sostenibile rispetto ai combustibili fossili, che finora si è diffusa in altre parti d’Europa.Questa tecnologia, abbinata a sistemi di monitoraggio e controllo dei parametri climatici degli ambienti interni, garantisce una gestione ottimale delle postazioni di lavoro e degli spazi comuni e un significativo abbattimento di consumi e di costi". Dal Verme ha evidenziato "il processo di cambiamento epocale nella gestione del patrimonio pubblico realizzabile solo se Istituzioni pubbliche e privati lavorano insieme perseguendo lo stesso obiettivo.

Per favorire il cambiamento è essenziale la rete di connessioni con ordini professionali, centri di ricerca e università che possano supportare l'Agenzia attraverso il dialogo continuo e lo scambio di competenze ed esperienze al fine di individuare soluzioni comuni e viaggiare verso un unico cambiamento culturale.Insieme possiamo costruire le regole del gioco, creare nuove opportunità di mercato, diffondere conoscenza". "Per rafforzare questo tipo di collaborazione – ha chiarito – l'Agenzia del Demanio ha costituito l’Officina per la rigenerazione dell’immobile pubblico, un laboratorio che opera in rete con istituzioni di ricerca e attori dell’innovazione, nazionali e internazionali.

Per coinvolgere il mercato nella valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico l'Agenzia favorisce il ricorso a strumenti di partenariato pubblico-privato.E' una sfida talmente complessa che dobbiamo affrontare insieme o perdiamo in partenza". —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Unareti, Gerli: “Puntiamo a distribuzione energia elettrica sempre più sostenibile”

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(Adnkronos) – “Le sfide per il futuro delle reti elettriche riguardano prima di tutto la transizione energetica che vede come suo elemento principale l'elettrificazione della maggior parte dei consumi”.Lo sottolinea Francesco Gerli, amministratore delegato di Unareti in occasione della presentazione del primo quadro in media tensione isolato in gas privo di SF6 (gas fluorurati a effetto serra) in Italia.

La sperimentazione consentirà di portare l’elettricità in una zona di Milano utilizzando la tecnologia “Clean Air”, che impiega gas di origine naturale. Grazie a questo progetto pilota, Unareti è il primo Distribution Service Operator (DSO) del Paese ad adottare – in anticipo di oltre un anno rispetto al target del 1° gennaio 2026 stabilito dal nuovo regolamento Europeo 2024/573 – un quadro di distribuzione di energia elettrica costituito da componenti naturali dell'aria, più rispettoso dell’ambiente e adatto a tutte le temperature di esercizio. “Questo progetto per noi è molto importante e ci siamo uniti con orgoglio a Siemens, primi in Italia a installare questo nuovo tipo di quadro elettrico – prosegue Gerli – Ritroviamo caratteristiche di sostenibilità ad altissimo livello che si coniugano con la grande compattezza”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Imprese, Bergamotto (Mimit): “governo condivide principi Green deal ma rivedere tempi”

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(Adnkronos) – "Questo governo condivide i principi del Green deal, pur sottolineando che debba essere rivista la tempistica che sta mettendo in ginocchio il sistema economico nazionale".A dirlo Fausta Bergamotto, sottosegretario al ministero delle Imprese e del made in Italy, intervenendo al 68° Congresso nazionale degli ingegneri d'Italia, in corso a Siena. "Il ministro Urso – ricorda – la scorsa settimana si è confrontato con gli esponenti delle diverse forze politiche a Bruxelles sulla proposta italiana per allentare i vincoli sulle auto diesel e benzina e anticipare rispetto al 2026 la revisione sui target di Co2 così da dare tempo alle imprese di adeguarsi alla trasformazione, oppure si potrebbero individuare delle politiche europee per sostenere l'industria in termini di competitività".   —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)