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A Napoli 78° Congresso Siaarti, attesi 3mila anestesisti per i 90 anni della società

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(Adnkronos) – Dal 10 al 12 ottobre 2024, la Mostra d'Oltremare di Napoli sarà la sede del 78esimo Congresso nazionale Icare della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti).Si tratta del più importante appuntamento annuale per gli anestesisti e rianimatori italiani, con 3mila partecipanti attesi tra medici, esperti, veterinari, altri operatori sanitari ed espositori, nel 90esimo anno dalla fondazione della società scientifica.  Come sottolineato dal presidente Siaarti Antonino Giarratano, "questo congresso è pensato come un momento di incontro tra le eccellenze cliniche e scientifiche italiane che, assieme, producono le 'buone pratiche cliniche' che sono alla base del progresso del nostro sistema sanitario.

Un'occasione per confrontarsi sulle nuove sfide della nostra disciplina, ma anche per formarsi e aggiornarsi sulle più recenti innovazioni in anestesiologia, medicina perioperatoria e dell'emergenza, terapia intensiva e terapia del dolore".La 78esima edizione del congresso si distingue "per la sua ampiezza e innovazione, e per il suo impegno a sostenere la buona pratica clinica e la ricerca". L'evento prevede 130 sessioni parallele, di cui 18 sponsorizzate, distribuite in 7 sale.

Oltre all'ampio spazio espositivo di 867 metri quadrati e 72 espositori, ci saranno 30 sessioni nell'Area Talk-Village, con discussioni su temi rilevanti per la pratica clinica. "La faculty di quest'anno è di altissimo livello – afferma il responsabile del Comitato congressi Siaarti, Antonio Corcione – con esperti italiani e internazionali che ci permetteranno di discutere delle sfide attuali e future.Abbiamo progettato percorsi di 'Learning Tracks' per far sì che tutti i partecipanti possano incontrare e ascoltare esperti di varie discipline, favorendo un dibattito interdisciplinare".  Una delle novità di quest'anno sarà anche il Sim Village, un'area dedicata alla simulazione, con postazioni che offriranno ai partecipanti l'opportunità di sperimentare scenari critici. "Il Sim Village rappresenta un'opportunità unica per migliorare la qualità dell'assistenza e garantire la sicurezza del paziente", aggiunge Corcione.

Inoltre, il congresso includerà un Village delle Regioni, dove si discuterà della diversità dei sistemi sanitari regionali italiani, con l'obiettivo di uniformare la qualità delle cure a livello nazionale.Un'ulteriore area di interesse sarà l'Area Ricerca clinica, con 10 presentazioni di progetti innovativi.

L'inclusione della Giornata veterinaria, con decine di veterinari già iscritti e 2 sponsor dedicati, dimostra l'intenzione di Siaarti di espandere il dibattito scientifico anche ad altri settori della medicina. Durante il congresso si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo Siaarti, che assumerà l'incarico per il periodo 2025-2027 sotto la presidenza di Elena Bignami, e verrà eletto anche il presidente per il triennio 2028-2030.Verranno presentati i bilanci delle numerose attività svolte in tutti i campi di competenza della società scientifica nel triennio 2022-2024, sotto la guida del Consiglio direttivo in carica e del presidente Giarratano.

Durante l'evento, sarà distribuito un compendio che illustrerà ai soci le attività svolte e i risultati raggiunti. Il Congresso Icare 2024 rappresenta un'occasione imperdibile per tutti gli operatori sanitari che si occupano di emergenze, rianimazione, terapia intensiva e trattamento del dolore, affermandosi come un appuntamento imperdibile per chi desidera rimanere aggiornato sui progressi della disciplina. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atp Shanghai, Musetti ko contro Goffin in tre set

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(Adnkronos) – Lorenzo Musetti fuori dall'Atp di Shanghai in corso.L'azzurro, n. 18 del mondo, ha perso in tre set contro il belga David Goffin, n. 66.  Dopo aver superato facilmente il primo set con il punteggio di 6-1, il tennista italiano ha complicato tutto nel secondo perso ai tie break 6-7 (6-8), per poi affondare nettamente nel terzo, chiuso sul 2-6 a vantaggio del belga.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Psicoterapeuta uccisa ad Arezzo, fermato l’ex fidanzato della figlia

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(Adnkronos) – Svolta nell'omicidio di Letizia Girolami, 72 anni, psicoterapeuta, trovata morta, nella notte tra il 5 e il 6 ottobre, in un campo vicino al casolare dove viveva con il marito, nel comune di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo.La donna aveva la testa fracassata.

Le indagini condotte dai carabinieri per risalire all'autore del delitto, coordinate dal pubblico ministero Angela Masiello e dal procuratore Gianfederica Dito, hanno portato a un fermo: il sospettato sarebbe l'ex fidanzato della figlia della donna uccisa.   Nella serata di sabato 5 ottobre Girolami, che era uscita nel pomeriggio, non è rientrata a casa per cena e il marito, anche lui 72enne, pittore di origine canadese, ha avvisato la figlia che si trova all'estero in Spagna, che poi ha dato l'allarme al 112.Sono partite così le ricerche e qualche ora dopo è stato trovato il corpo senza vita della donna vicino ad una zona in cui la coppia possiede un annesso agricolo con animali. Sono stati i vigili del fuoco a ritrovare il cadavere che presentava una profonda ferita alla testa e da subito gli investigatori dei carabinieri hanno ipotizzato una morte violenta.

Secondo quanto si è appreso, non è stata usata un'arma da fuoco e non c'erano oggetti contundenti vicino al cadavere.  Nel corso della notte scorsa in caserma a Foiano della Chiana i magistrati hanno ascoltato diverse persone, a partire dal marito della vittima.La procura ha disposto un'autopsia immediata per chiarire le cause della morte. Originaria di Roma, Letizia Girolami si era stabilita da circa 30 anni in provincia di Arezzo, tornando ad abitare nel casolare paterno.

Faceva spesso la spola con Roma dove esercitava la professione di psicoterapeuta.Nella sua casa di campagna era dedita ad attività spirituali e culturali.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele 7 ottobre, commemorazione alla Sinagoga di Roma. Meloni: “Reticenza tradisce antisemitismo”

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(Adnkronos) – Si è svolta alla Sinagoga di Roma la commemorazione del 7 ottobre in ricordo delle vittime del massacro compiuto da Hamas contro le comunità del sud di Israele.Blindata l'area del ghetto che si snoda attorno al Tempio Maggiore.

La cerimonia si è aperta osservando un minuto di silenzio e con una preghiera recitata dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni. Di Segni ha espresso ''gratitudine al governo italiano che ci protegge con ogni mezzo.Quello che è successo il 7 ottobre è l'espressione di un odio cieco e insensato che spesso ci lascia soli'', ha detto, aggiungendo che spesso ''la comunità internazionale usa due pesi e due misure''. 
In Sinagoga è arrivata la premier Giorgia Meloni per prendere parte alla cerimonia commemorativa.

Al termine, la presidente del Consiglio si è allontanata in auto senza rilasciare dichiarazioni alla stampa. “Il 7 ottobre 2023 il popolo israeliano ha vissuto una delle pagine più drammatiche della sua storia.Non dimentichiamo la disumana aggressione perpetrata un anno fa da Hamas.

Abbiamo sempre negli occhi il massacro di migliaia di civili inermi, donne e bambini compresi, e il vilipendio dei loro corpi, mostrati al mondo senza alcuna pietà.Il nostro pensiero è rivolto costantemente agli ostaggi, strappati alle loro famiglie e ai loro cari, e che ancora oggi attendono di tornare a casa”.

Così la premier, in occasione del primo anniversario degli attacchi di Hamas contro la popolazione israeliana. "Ricordare e condannare con forza ciò che è successo un anno fa non è un mero rituale, ma il presupposto di ogni azione politica che dobbiamo condurre per riportare la pace in Medio Oriente, perché la reticenza che sempre più spesso si incontra nel farlo – sottolinea Meloni – tradisce un antisemitismo latente e dilagante che deve preoccupare tutti.E le manifestazioni pubbliche di questi ultimi giorni lo hanno, purtroppo, confermato". “In questa giornata – dice la premier – ribadiamo il legittimo diritto di Israele a difendersi e a vivere in sicurezza nei propri confini, ma anche la necessità che questo sia esercitato nel rispetto del diritto internazionale umanitario.

Non possiamo, infatti, restare insensibili davanti all’enorme tributo di vittime civili innocenti a Gaza, vittime due volte: prima del cinismo di Hamas, che le utilizza come scudi umani, e poi delle operazioni militari israeliane”. “Le conseguenze dell’attacco di Hamas hanno scatenato un’escalation su base regionale che potrebbe avere esiti imprevedibili – afferma ancora – È dovere di tutti riportare il dialogo, lavorando per arrivare ad una de-escalation”. “L’Italia, anche in qualità di Presidente di turno del G7 – prosegue la presidente del Consiglio – continuerà ad impegnarsi per un cessate il fuoco immediato a Gaza, per il rilascio degli ostaggi israeliani e per la stabilizzazione del confine israelo-libanese, attraverso la piena applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite.Confermiamo il nostro sostegno a tutti gli sforzi di mediazione portati avanti, e il nostro impegno per lavorare ad una soluzione politica duratura, basata sulla prospettiva dei due Stati”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio Pisa, ucciso con colpo di pistola alla testa davanti al figlio

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(Adnkronos) – Un uomo di 37 anni, di origine albanese, è stato ucciso a Pisa, nella frazione di Oratoio, domenica sera.La vittima si chiamava Beni Arshiaj ed è stato raggiunto da un colpo di pistola alla tempia davanti al figlio, nella corte della sua abitazione, mentre si trovava all’interno di un furgone.  L'omicdio è avvenuto mentre stava per partire una processione in occasione della festa della Madonna del Rosario, che poi è stata annullata per lo choc causato tra i paesani della frazione.

Sui social il parroco don Massimiliano Garibaldi ha scritto nella tarda serata: "Al suono gioioso delle campane si è mischiato lo scoppio freddo di colpi mortali.Non abbiamo fatto la nostra processione stasera, e siamo tornati alle nostre case velocemente, frastornati, stupiti, incuriositi, spaventati…". Beni Arshiaj, muratore, sarebbe stato vittima di un agguato, forse opera di due persone.

Il furgone era ancora in moto all’arrivo della polizia che sta conducendo le indagini coordinate dal sostituto procuratore Egidio Celano.Sul posto sono stati trovati cinque bossoli di pistola calibro 22, ma solo un proiettile sarebbe andato a segno, un colpo mortale alla tempia del 37enne. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, difende il nipote durante una lite: 25enne morto accoltellato

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(Adnkronos) – Un venticinquenne è morto in ospedale dopo essere stato accoltellato nella notte tra il 5 e il 6 ottobre in via Tineo, in zona Alessandrino, alla periferia di Roma.Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, che ha arrestato l'aggressore, tutto è cominciato da una lite tra due quindicenni: il nipote della vittima e il figlio dell'arrestato.

Tra i due adulti, intervenuti in difesa dei ragazzi, ci sarebbe stata poi una colluttazione sfociata nell'accoltellamento.  Dopo la lite con un coetaneo il nipote del 25enne è tornato a casa con una ecchimosi sul volto raccontando di essere stato picchiato.Quindi è tornato sul luogo della lite insieme alla madre e allo zio: lì hanno trovato il ragazzino con cui è nata una seconda colluttazione.

L'altro ragazzo è rincasato dicendo a sua volta di essere stato aggredito e insieme al padre è andato sotto casa del coetaneo. È nata una lite, che ha coinvolto anche i due adulti: durante la colluttazione con il padre del quindicenne, lo zio dell'altro ragazzo è stato accoltellato.Soccorso in gravi condizioni, il venticinquenne è morto al Policlinico Casilino.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Teocoli-Celentano, nuovo botta e risposta: cosa è successo

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(Adnkronos) –
Nuovo capitolo del botta e risposta tra i vecchi amici Adriano Celentano e Teo Teocoli.Dopo che il 'Molleggiato' ha risposto sui social all'accusa del comico di essere "scomparso", Teocoli oggi torna sulla vicenda con un'intervista in cui esprime il suo sconcerto per l'allontanamento dell'amico.  Ma andiamo con ordine.

Teocoli, in una puntata di Tintoria di qualche settimana fa era andato giù duro contro Celentano: "Adriano era il mio idolo, era un amico poi da cinque anni è finito tutto.Lui è scomparso, non risponde al telefono, non parla più con nessuno, forse è morto".  Venerdì la replica del 'Molleggiato': "Ciao Teo, ma cos'è questa storia?

Ho letto sui giornali che tu soffri perché è da 5 anni che io non rispondo alle tue telefonate, ma se io non rispondo è perché ti voglio BENE!Come fai a non capirlo?", scrive Celentano sui social.

E aggiunge: "Tu non devi essere triste, se no poi mi intristisco anch'io", concludendo: "Chiama pure se vuoi tanto io non ti rispondo".  Oggi, in un'intervista al 'Corriere della sera', Teocoli ha rivelato di essere rimasto "basito, dopo tanto tempo, tanti anni, tante cazzate, tante divertimenti insieme". 
Nonostante i tentativi di contatto, Celentano infatti non risponde.Richiamarlo? "No, ci ho rinunciato, avrebbe dovuto farsi vivo lui.

Mi dispiace.Improvvisamente, dopo una vita, il silenzio", afferma Teocoli.

L'ultimo incontro, racconta, risale a quattro anni fa: "la tradizione del suo compleanno il giorno dell’Epifania era rimasta.Quella volta c’era anche Morandi.

Poi ho telefonato 10mila volte, ma non mi ha mai risposto nessuno".  
Quanto al ruolo di Claudia Mori, il comico risponde: "Lei fa tutto, è la padrona, quando decide una cosa deve essere così.Non è stata tanto leggera con gli amici di Adriano, anzi ha un po’ sconvolto tutto".

E cita anche il flop del programma 'Adrian': "Una trasmissione disgraziata".Celentano gli aveva chiesto di interpretarlo, non di imitarlo, per presentare il film e Teocoli, pur perplesso, aveva accettato, ma il progetto è naufragato.

Ora, a Teocoli manca soprattutto l'amicizia con il 'Molleggiato': "Non si può chiamare abitudine, ma eravamo abituati ad incontrarci.Certo nel tempo sempre meno, lui stava a Galbiate, non veniva spesso a Milano". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Russia, Putin compie 72 anni: “Festeggerà il compleanno al lavoro”

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(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin compie oggi – 7 ottobre 2024 – 72 anni.E' la 21ma volta che festeggerà il suo compleanno ricoprendo la più alta carica dello Stato.

Come negli anni precedenti, scrive la Tass, il capo dello Stato festeggerà il suo compleanno al lavoro.Di norma, Putin inizia a ricevere congratulazioni dai leader stranieri sotto forma di telegrammi e telefonate al mattino.

Nella prima metà della giornata sono programmati diversi incontri di lavoro privati.In serata, Putin incontrerà i capi di Stato della Csi, che si riuniranno a Mosca in vista del vertice di domani. Putin non parla mai pubblicamente del suo compleanno – sottolinea l'agenzia russa – e cerca di evitare di attirare inutilmente l'attenzione sull'argomento. "È il mio compleanno, non è una festa nazionale.

Mi sembra immodesto esagerare l'importanza di questo evento", ha spiegato il capo dello Stato.Preferisce festeggiare il 7 ottobre con amici e parenti.

Nonostante il suo fitto programma, il presidente cerca di concedersi almeno una sera per la sua famiglia.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, attacco con droni in Crimea occupata: deposito di petrolio in fiamme

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(Adnkronos) – Un incendio è scoppiato alle prime ore del mattino in un deposito di petrolio a Feodosia, città della Crimea occupata dalla Russia, presumibilmente in seguito a un attacco di droni.I residenti hanno riferito di aver sentito diverse potenti esplosioni intorno alle 4,30 ora locale, poco prima che iniziasse l'incendio.

Il canale Crimean Wind Telegram ha anche riferito che gli aeroporti di Belbek e Saky sono stati attaccati durante la notte. "C'è un incendio al deposito petrolifero di Feodosia.I servizi di emergenza sono sul posto.

Non sono state segnalate vittime o feriti", ha scritto su Telegram Oleg Kryuchkov, consigliere del capo delegato della Crimea installato dalla Russia.Il canale Telegram Astra ha poi chiarito che la struttura in fiamme era il Marine Oil Terminal, precedentemente già colpito dai droni a marzo.

Il terminal di Feodosia è il più grande della Crimea per la movimentazione di prodotti petroliferi.A Sebastopoli esiste solo un altro terminal di questo tipo.  La notte scorsa i sistemi di difesa aerea russi hanno distrutto 21 veicoli aerei senza pilota (Uav) ucraini sul paese, 12 dei quali sono stati abbattuti sopra la Crimea.

Lo ha riferito il ministero della Difesa russo, precisando che "i tentativi del regime di Kiev di effettuare attacchi terroristici utilizzando Uav di tipo aereo contro obiettivi sul territorio della Federazione Russa sono stati fermati".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele bombarda Gaza: “Sventato attacco con razzi di Hamas per anniversario”

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(Adnkronos) –  Hamas aveva pianificato di lanciare un'ampia raffica di razzi contro Israele questa mattina in occasione dell'anniversario del 7 ottobre, ma i suoi piani sono stati sventati.Lo rende noto l'Idf in un comunicato, precisando di aver "sventato una minaccia immediata, dopo aver individuato i preparativi da parte dell'organizzazione terroristica Hamas di aprire il fuoco su Israele". I caccia israeliani hanno colpito diversi lanciarazzi e tunnel in tutta Gaza poco prima delle 6,30 del mattino, ora in cui Hamas aveva pianificato di lanciare i razzi.

Il gruppo islamista è riuscito a lanciare solo quattro razzi nella zona di Sufa, tre dei quali sono stati intercettati mentre il quarto è caduto in una zona aperta.  Israele: "Presunto ostaggio morto al festival Nova, il corpo è ancora a Gaza" Il comune di Petah Tikva, nel centro di Israele, ha annunciato che Idan Shtivi, 28 anni, che si credeva fosse tenuto in ostaggio da Hamas, è stato assassinato il 7 ottobre al festival musicale Nova di Reim e il suo corpo è trattenuto a Gaza.Idan Shetewi lascia i genitori, Eli e Dalit, tre fratelli e il compagno, Stav. Il 7 ottobre – raccontano i media israeliani – arrivò la mattina presto al festival Nova per documentare i suoi amici che si esibivano e conducevano workshop.

Shtivi partì in macchina con due amici, Lior e Yulia, ma fu stato bloccato dai terroristi sulla strada che andava a nord.Girò quindi la macchina e iniziò a guidare verso sud, ma andò fuori strada. L'ultima volta che è stato visto è stato in quel luogo, e l'auto è stata ritrovata in seguito, piena di fori di proiettile e sangue.

Sono stati trovati i corpi dei suoi amici, mentre Shtivi si era creduto fosse stato preso in ostaggio a Gaza.Si ritiene che 97 dei 251 ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre siano ancora a Gaza, compresi i corpi di almeno 33 persone la cui morte è stata confermata dalle Idf.  Un soldato israeliano di 25 anni è rimasto ucciso nella notte durante un combattimento al confine con il Libano.

Altri due soldati sono rimasti feriti e sono stati portati in ospedale.Lo ha reso noto l'Idf.

Dall'inizio della guerra, un anno fa, sono morti 728 uomini e donne in servizio, aggiunge l'esercito israeliano.  Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha ribadito l'incrollabile impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele, un cessate il fuoco a Gaza e una risoluzione diplomatica che consenta ai cittadini di tornare sani e salvi alle loro case su entrambi i lati del confine tra Israele e Libano.Parlando durante un incontro con il ministro della Difesa Yoav Gallant, Austin ha affermato che Washington mantiene una capacità significativa nella regione per difendere il personale e le strutture degli Stati Uniti, fornire ulteriore supporto all'autodifesa di Israele e scoraggiare un'ulteriore escalation.  Oggi, 7 ottobre, è un anno che Hamas ha lanciato un assalto al sud dello Stato ebraico che per gli israeliani è ''il peggior massacro dall'Olocausto''.

Tutto ha inizio alle 6.30, quando le sirene antiaeree iniziano a suonare a Gerusalemme avvisando i cittadini dell'attacco in corso e di mettersi immediatamente al riparo.Le Forze di difesa israeliane stimano che circa 2.200 razzi siano stati lanciati verso il sud e il centro di Israele, tra cui Tel Aviv e Gerusalemme, dai miliziani di Hamas.

Gli uomini armati di Hamas, molti dei quali in motocicletta, hanno preso d'assalto kibbutz, le comunità israeliane al confine e il rave party Nova che era stato organizzato del deserto del Negev.Più di mille palestinesi, di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi, hanno compiuto quello che l'Onu ha definito un ''attacco coordinato e complesso'' costato la vita a 809 civili, almeno 280 donne e 40 bambini, secondo le Nazioni Unite, e 314 soldati.

Quasi 15mila i feriti. In questo anno non sono mai mancati i timori di allargamento del conflitto innescato dall'attacco di Hamas.Ma mai come ora si teme per il Medio Oriente.

Il giorno dopo 'sono scesi in campo' anche gli Hezbollah libanesi, sponsor dell'Iran al pari di Hamas, con attacchi oltreconfine contro Israele.Nell'ultima settimana più che mai preoccupa il rischio escalation.
 —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turismo in Africa: l’imponente crescita dei paesi del nord

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Il Nord Africa è una terra in cui le tradizioni millenarie si fondono con paesaggi incredibili.I viaggiatori in cerca di avventura, di cultura e di bellezza naturale possono vivere delle esperienze indimenticabili in questa area del mondo.

La regione del continente africano mette a disposizione possibilità uniche, che vanno dalle città affollate e cariche di storia fino ai grandissimi deserti silenziosi, passando per le maestose rovine antiche e per le spiagge che si affacciano sul Mediterraneo e sull’Atlantico.

La crescita del turismo in Africa

Il turismo in Africa sta vivendo una fase di crescita significativa, con i paesi del nord (in particolare quelli del Maghreb) in forte ascesa grazie alla loro ricchezza culturale e storica.Tuttavia è giusto precisare che questa crescita non si limita solo al nord del continente.

Anche altri paesi africani, in particolare quelli noti per i safari – e in tal senso suggeriamo di dare un’occhiata ai tour organizzati in Namibia su Stograntour.com per scoprire i connotati di questa tipologia di viaggio – stanno registrando un aumento del flusso turistico.

È evidente, però, che il Nord Africa sta vivendo una vera e propria rinascita turistica, con alcuni Paesi che stanno superando i numeri di affluenza del periodo prima della pandemia.Non ci si riferisce soltanto all’Egitto, che registra un numero molto elevato di visitatori.

Anche altre nazioni stanno facendo dei passi avanti importanti in termini di presenze internazionali.

Il boom del turismo in Marocco

Il Marocco, per esempio, sta superando tutti i record di affluenza turistica.Nella metà dell’anno scorso si è registrata una crescita straordinaria, con 6,5 milioni di turisti, un aumento del 21% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Si tratta di una crescita che ha portato benefici evidenti all’economia del Paese, con un ingresso di 41 miliardi di dirham nei primi mesi del 2023.Il risultato ottenuto è stato superiore rispetto a quello ottenuto nel periodo prima del Covid.

I miglioramenti della Tunisia grazie ai Paesi vicini

Anche la Tunisia, che stava comunque affrontando una carenza in termini di liquidità, ha potuto beneficiare della ripresa delle attività turistiche.

Nei primi cinque mesi del 2023, nel Paese sono arrivati 3,2 milioni di turisti, un aumento in percentuale dell’87% rispetto all’anno precedente.Ma bisogna anche considerare che la maggior parte di questi visitatori arriva soprattutto dai mercati turistici limitrofi, come quelli dell’Algeria e della Libia, che stanno dando un contributo importante al rilancio del settore turistico tunisino.

I luoghi da visitare nel Nord Africa

Il Marocco riesce ad incantare con i suoi colori e i paesaggi che offre.

Marrakech, ad esempio, è un insieme di profumi, di mercati da visitare e di architettura storica.Non molto lontano da questa località, il deserto del Sahara invita a compiere esperienze uniche: notti sotto le stelle e passeggiate al tramonto.

Per chi cerca il mare, Essaouira è una tappa ideale, con spiagge tranquille e onde perfette per il surf.L’Egitto è un Paese che evoca immediatamente le immagini di antiche piramidi e di imponenti templi.

Il Cairo, una metropoli che si evolve continuamente, si affianca alla maestosità delle piramidi di Giza.Un viaggio in Egitto non può definirsi completo senza una crociera sul Nilo: navigare lungo questo fiume permette di ammirare luoghi importanti, come Luxor e Karnak, regalando uno sguardo ravvicinato sulla storia faraonica.

Oltre alla storia, il Mar Rosso accoglie i visitatori con acque davvero cristalline.Poi c’è la Tunisia, che mette insieme perfettamente la storia, il relax e la natura.

Caratterizzata da antiche rovine e città costiere, mette a disposizione molto di più di quanto si possa immaginare.Tunisi, la capitale, mescola tradizione e aspetti più moderni.

Inoltre, l’oasi di Tozeur e il lago salato di Chott el Jerid creano scenari naturali unici, perfetti per gli amanti dell’avventura.

Si nasconde sotto a tir, migrante morto schiacciato: la tragedia a Palermo

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(Adnkronos) – Un tunisino, che si era nascosto sotto un tir per sbarcare al porto di Palermo, è morto schiacciato dal pesante mezzo.E' accaduto ieri sera sulla nave Splendid della Gnv partita dal porto di Tunisi de La Guolette.

Secondo una ricostruzione il giovane, che aveva eluso i controlli, è morto schiacciato dell'autoarticolato durante le operazioni di manovra.Le indagini sono condotte dalla Capitaneria di porto. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Gaza, dal massacro Hamas del 7 ottobre all’attacco iraniano: un anno di guerra

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(Adnkronos) – Oltre 1.200 israeliani uccisi e 251 presi in ostaggio, quasi 42mila palestinesi morti nella Striscia di Gaza e più di duemila libanesi che hanno perso la vita.Ma anche 200 lavoratori dell'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) e più di un centinaio di giornalisti.

Questo il bilancio delle vittime da quando, il 7 ottobre di un anno fa, Hamas ha lanciato un assalto al sud dello Stato ebraico che per gli israeliani è ''il peggior massacro dall'Olocausto''.  Da allora, la rappresaglia israeliana ha causato vittime tra i palestinesi e i libanesi ai quali si aggiungono sfollati e una crisi umanitaria senza precedenti secondo l'Onu.E a Gaza restano 110 ostaggi, di cui si ritiene che meno di 70 siano ancora in vita. Tutto ha inizio alle 6.30 del 7 ottobre, quando le sirene antiaeree iniziano a suonare a Gerusalemme avvisando i cittadini dell'attacco in corso e di mettersi immediatamente al riparo.

Le Forze di difesa israeliane stimano che circa 2.200 razzi siano stati lanciati verso il sud e il centro di Israele, tra cui Tel Aviv e Gerusalemme, dai miliziani di Hamas.Gli uomini armati di Hamas, molti dei quali in motocicletta, hanno preso d'assalto kibbutz, le comunità israeliane al confine e il rave party Nova che era stato organizzato del deserto del Negev.

Più di mille palestinesi, di Hamas e di altri gruppi armati palestinesi, hanno compiuto quello che l'Onu ha definito un ''attacco coordinato e complesso'' costato la vita a 809 civili, almeno 280 donne e 40 bambini, secondo le Nazioni Unite, e 314 soldati.Quasi 15mila i feriti. Poco dopo l'attacco Mohammed Deif, comandante in capo delle Brigate Al Qassam, braccio armato di Hamas, rilascia una dichiarazione video in cui rivendica la responsabilità dell'azione.

L'operazione è stata ribattezzata 'Diluvio di Al-Aqsa' e, da Hamas, è stata descritta come ''un atto difensivo'' e ''un passo necessario per porre fine all'ingiusto assedio della Striscia di Gaza, per affrontare tutte le cospirazioni israeliane contro il popolo palestinese e la sua causa''. Verso le 18 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dichiara che "Israele è in guerra".E' la prima volta dalla guerra arabo-israeliana del 1973 e segna l'inizio di un'operazione militare senza precedenti contro la Striscia di Gaza, con la mobilitazione di 300mila riservisti.

I jet israeliani si alzano in volo cominciando a bombardare Gaza.Tra i primi obiettivi rasi al suolo, la moschea Al-Sousi a Gaza City.

Il giorno, l'8 ottobre, Hezbollah lancia attacchi missilistici contro le comunità israeliane al nord al confine con il Libano. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden chiama Netanyahu ed esprime la ''condanna'' degli Stati Uniti e il sostegno a Israele. "Israele ha il diritto di difendere sé stesso e il suo popolo", afferma Biden in un discorso televisivo dalla Casa Bianca.Il 14 ottobre Egitto, Israele e Stati Uniti concordano di consentire agli stranieri a Gaza di passare attraverso il valico di frontiera di Rafah verso l'Egitto, provocando una corsa caotica verso il confine meridionale da parte di palestinesi e stranieri che sperano di fuggire.  
18 OTTOBRE – Il presidente americano Biden arriva in Israele e viene accolto con un abbraccio dal primo ministro Netanyahu sulla pista dell'aeroporto Ben Gurion, vicino a Tel Aviv.

Sono "orgoglioso di essere qui", dice Biden, "voglio dire al popolo di Israele che il loro coraggio, il loro impegno, la loro audacia sono eccezionali", afferma il presidente Usa, promettendo di fornire a Israele tutto ciò di cui ha bisogno per difendersi.Allo stesso tempo, Biden dice agli israeliani: ''Non fate i nostri stessi errori dopo l'11 settembre''. 
24 NOVEMBRE – Viene dichiarato un cessate il fuoco di sette giorni ed è l'unica tregua che la guerra ha conosciuto finora.

Durante quella settimana, e grazie a un intenso processo di mediazione internazionale, Israele ha rilasciato 240 prigionieri palestinesi in cambio di 105 civili rapiti da Hamas.Sembrava essere una prima spinta verso la fine del fuoco duraturo, secondo le aspettative, che finì per crollare.

La fine della tregua ha significato l’intensificazione dei bombardamenti israeliani sull’enclave, l’accelerazione delle sue operazioni di terra e la certezza che le conseguenze della guerra stavano definitivamente sfuggendo alle mani della comunità internazionale. 
26 GENNAIO – La Corte Internazionale di Giustizia, il tribunale delle Nazioni Unite, ha ordinato a Israele di ''prendere tutte le misure possibili'' per prevenire un genocidio a Gaza.Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tenta da mesi di promulgare una risoluzione di cessate il fuoco, ma il veto degli Stati Uniti la rende difficile.

Con quattordici voti a favore e l'astensione degli Stati Uniti, il 25 marzo il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione richiedendo un cessate il fuoco temporaneo nel conflitto tra Israele e Hamas.Sul terreno, però, la situazione va solo a peggiorare e si dirige verso una escalation sempre maggiore.  
13 APRILE – L'Iran lancia 300 tra droni e missili balistici verso Israele, il 99% dei quali abbattuti, secondo Tel Aviv.

Si tratta della risposta di Teheran all'uccisione, due settimane prima, del comandante della forza di elite dei Pasdaran, al-Quds, Mohammad Reza Zahevi insieme ad altre 15 nel consolato a Damasco. Questa escalation è legata alle operazioni parallele di Israele per decapitare la leadership dei movimenti armati che deve affrontare.Il leader politico di Hamas Ismail Haniyeh è stato ucciso il 31 luglio a Teheran.

Il 27 settembre è stato ucciso il segretario generale di Hezbollah Hassan Nasrallah nel sobborgo a sud di Beirut che è roccaforte del gruppo.Pochi giorni prima decina di miliziani di Hezbollah perdono la vita o in migliaia rimangono feriti a causa dell'esplosione coordinata di cercapersone e walkie talkie.  
30 SETTEMBRE – Israele annuncia "un'incursione mirata e limitata" nel sud del Libano, scatenando un’ondata di bombardamenti a sud di Beirut.  
1 OTTOBRE – 180 missili iraniani vengono lanciati verso Israele.

Il timore è che l'escalation continui, con la preannunciata risposta di Tel Aviv. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La rassegna teatrale PRESSIONE BASSA, festeggia i suoi 30 anni di attività alla sala “Le Muse” di Flero

Al teatro “Le Muse” di Flero la rassegna teatrale PRESSIONE BASSA, festeggia i suoi 30 anni di attività, orgogliosa di avere coinvolto 50 comuni con 1.200 spettacoli goduti da 250.000 spettatori circa

Giustamente il titolo dello spettacolo – organizzato sabato 5 ottobre dall’ “Associazione Culturale Teatro Laboratorio – è stato: “Facciamo Festa!”.Una meritatissima festa per una istituzione culturale che ha vinto una scommessa storica, quale è stata quella di essere riusciti a portare il “teatro di città” nei paesi della Bassa bresciana.

Quelli “mai toccati dai circuiti culturali istituzionali”.Quelli che al massimo avevano vissuto l’esperienza di un piccolo teatro parrocchiale.

La sfida vinta è stata quella di essere riusciti a far diventare realtà, ciò che allora poteva sembrare un sogno o una generosa utopia: portare tra le brume della Bassa, “compagnie teatrali di professionisti che di solito erano abituati a calcare ben altri palcoscenici”, in ben altre realtà urbane e cittadine.La cultura è il respiro dell’anima e della mente.

L’incanto e la magia del teatro offrono l’opportunità di vivere “il diritto a sognare”, che deve non essere negato a nessuno.La meritoria mission di “Alta Pressione” è stata proprio quella di avere allargato la platea degli invitati al convivio teatrale.

Da sempre occasione per vivere momenti nei quali si di esalta la tradizione ma, spesso, anche di sentir germogliare nell’animo “stimoli di riflessione” su grandi tematiche sociali, etiche e di attualità.L’“Associazione Culturale Teatro Laboratorio” nei suoi 30 anni di attività, è riuscita a coinvolgere nel suo progetto di inclusione: ben 50 comuni,  proponendo qualcosa come 1.200 spettacoli  e portando a teatro “appena250.000 spettatori circa.

Che non è poco!Con legittimo orgoglio il direttore artistico di Bassa Pressione – l’infaticabile Sergio Mascherpa – ha dato il benvenuto agli ospiti della serata di festa convenuti al teatro “Le Muse” di Flero.

Con molta sobrietà – e quasi con modestia – egli si è limitato a ricordare queste semplici cifre.Che da sole suggellano – eloquentemente – un traguardo che nel lontano 1995 a molti poteva apparire come inarrivabile.

È stata merito della regia artistica l’abilità di aver saputo organizzare e cucire uno spettacolo accattivante e divertente, per la festa del trentennale della  rassegna teatrale “PRESSIONE BASSA”, di sabato  5 ottobre. Che ha regalato, al numerosissimo pubblico che gremiva la sala del teatro “Le Muse” di Flero, una serata dal ritmo incalzante, all’insegna della fantasia e dalla fantasmagoria.

Merito – anche – della generosità talentuosa di tanti artisti di valore più che consumato.Nel corso di più di due ore si sono esibiti musici, giocolieri-prestigiatori, clown, bands di musicisti abilissimi e spericolati, che hanno fatto vivere agli spettatori una atmosfera di spensieratezza, accompagnata da sane risate e da stupore quasi infantile per le trovate funamboliche.

Ma – soprattutto –  da ammirazione per la loro indiscussa bravura musicale ed artistica, fatta da tanto talento e da tanto impegno professionale.A dimostrazione che comicità e virtuosismo non sono di facile improvvisazione ma frutto di duro e costante esercizio, di allenamento e di studio fatto con rigore e serietà.

Diversamente si rischia di diventare solo fenomeno da baraccone.A “Le Muse” – sabato sera – tutti abbiamo vissuto costantemente la consapevolezza di stare in un Teatro degno di questo nome, che regala sempre il meglio di sé.

Pubblico empatico e prodigo di plausi ed applausi.Meritatissimi.

di Carmelo TOSCANO

AL Teatro “Le Muse” di Flero la stagione 2024-25 , inizia ufficialmente Martedi’ 8 ottobre alle ore 21, con lo spettacolo “ALIMENTIRE” di Arianna Porcelli Safonov.PER INFORMAZIONI:

www.teatrolemuse.it

prenotazioni.lemuse@gmail.com 

Associazione Culturale Teatro Laboratorio
Tel. +393203509376

 

Israele rafforza sicurezza per 7 ottobre. Iran e Libano: stop voli

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(Adnkronos) – Le autorità israeliane hanno rafforzato i livelli di sicurezza in Israele in vista del primo anniversario del massacro del 7 ottobre domani, quando si teme che Hamas possa condurre attacchi per commemorare l'assalto. "Sappiamo che (Hamas, ndr) ha la tendenza a provare a compiere attacchi terroristici in questo tipo di date simboliche ed è per questo che ci stiamo preparando, aggiungendo forze nel sud'', ha detto il portavoce internazionale delle Forze di difesa israeliane, il tenente colonnello Nadav Shoshani. Le Idf hanno dichiarato che diverse città nella regione settentrionale della Galilea in Israele sono state designate aree militari chiuse.Lo riporta il sito di Haaretz spiegando che le aree includono le città di Manara, Yiftah e Malkiah. Dopo che l’Idf ha invitato i civili a lasciare l’area circostante quattro siti di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut, i media libanesi riferiscono di attacchi aerei nell’area.

Lo riferisce il Times of Israel. Israele ha chiesto ai cittadini libanesi di lasciare altri 19 villaggi nel sud del Libano, nel raggio di trenta chilometri dal confine israeliano.Agli abitanti di questi villaggi l'esercito israeliano ha detto di spostarsi di 50 chilometri all'interno del Paese. Questo annuncio segue una serie di avvisi di evacuazione emessi da Israele la scorsa settimana, che ora riguardano un totale di 124 villaggi.

Il fiume Awali si trova a nord della città di Sidone e appena a sud di Beirut. Tutti i voli da e per l'aeroporto internazionale di Beirut Rafiq Hariri sono stati cancellati da stasera, per 24 ore.L'annuncio dell'autorità dell'aviazione civile libanese segue la decisione dell'aviazione di Teheran di chiudere lo spazio aereo iraniano.

Il governo libanese fa sapere che l'ultimo volo charter che era programmato per i britannici che desiderano lasciare il Libano è partito da Beirut. In una nota su 'X' l'Unifil, la forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite in Libano, scrive che sono uno ''sviluppo estremamente pericoloso'' le recenti attività di Israele in Libano.Unifil esprime profonda preoccupazione per gli ultimi sviluppi. ''E' inaccettabile compromettere la sicurezza delle forze di peacekeeping delle Nazioni Unite che svolgono i compiti loro affidati dal Consiglio di sicurezza'', si legge in un post.

La forza Onu ha quindi ricordato ''urgentemente'' a tutti gli attori ''i loro obblighi di proteggere il personale e le proprietà dell'Onu''. Il 7 ottobre è ''il giorno della commemorazione'', ma anche il giorno in cui ''guardarsi nell'anima, riconoscere i propri fallimenti e imparare da essi'', ha dichiarato il capo di stato maggiore delle Idf Herzl Halevi in una lettera ai soldati e ai riservisti, affermando che ''è passato un anno dal 7 ottobre, il giorno in cui abbiamo fallito nella nostra missione di proteggere i cittadini dello Stato di Israele".Ma "nell'ultimo anno abbiamo sconfitto il braccio militare di Hamas e continuiamo a combattere le capacità terroristiche dell'organizzazione'', ha aggiunto. Il vice del leader politico Hamas Yahya Sinwar, Khalil al-Hiya, ha celebrato il ''glorioso'' attacco compiuto il 7 ottobre dello scorso contro le comunità del sud di Israele.

In un videomessaggio trasmesso alla vigilia dell'anniversario del massacro, al-Hiya ha detto che il ''glorioso attacco del 7 ottobre ha infranto le illusioni che il nemico aveva creato, convincendo il mondo e la regione della sua superiorità e delle sue presunte capacità''. Il vice del leader di Hamas ha rivolto un appello a ''continuare il jihad e la resistenza''.Accogliendo con favore l'attacco di Beersheba, nel quale è stata uccisa una soldatessa di 25 anni, al-Hiya ha celebrato i "successi" di Hamas.

Il vice di Sinwar ha poi salutato i fronti in sostegno di Hamas in Libano, Yemen e Iraq. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan ko 2-1 a Firenze, Adli e Gudmundsson stendono i rossoneri

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(Adnkronos) – Dopo tre vittorie di fila il Milan va ko in trasferta contro la Fiorentina.Al Franchi i viola si impongono 2-1 grazie ai gol di Adli al 35' e Gudmundsson al 73'; inutile rete di Pulisic al 60' per gli ospiti.

La partita passerà alla storia per i tre rigori parati, il primo da Maignan che blocca il tiro di Kean, gli altri due da De Gea che ferma prima Theo Hernandez e poi Abraham.In classifica i rossoneri sono sesti con 11 punti insieme al Torino, due meno del terzetto al terzo posto Juventus, Lazio e Udinese, mentre i gigliati sono ottavi a quota 10 insieme a Roma, Empoli e Atalanta. Al 7' giocata di Leao sulla sinistra, il portoghese salta Dodo che lo trattiene platealmente per negargli l'ingresso in area.

L'arbitro lo ammonisce.Al 9' calcio di punizione velenoso di Pulisic: Gabbia anticipa De Gea ma manda alto di testa.

Al 15' la prima vera chance del match: Emerson Royal crossa dalla destra per Morata che gira di testa mandando fuori di un soffio.Al 17' risponde la squadra di casa: Colpani si accentra dalla sinistra e calcia con potenza ma scarsa precisione e manda alto.

Al 21' Di Bello concede un rigore alla Fiorentina per un fallo in area di Theo Hernandez su Dodo.Dagli 11 metri tira Kean e Maignan para bloccando il tiro dell'ex Juve.

Al 29' gol annullato a Kean per un netto fuorigioco.  Al 31' lampo di Leao, che sguscia per vie centrali e costringe De Gea alla parata su un sinistro destinato sotto la traversa.Al 35' gigliati in vantaggio con l'ex Adli che non esulta al gol.

Il centrocampista francese riceve sulla sinistra e difende il pallone, converge al centro e trova col destro una traiettoria imparabile per Maignan sul palo lontano.Al 39' Fiorentina vicina al raddoppio.

Ancora troppo statica la difesa del Milan: Dodo imbuca per Kean, fermato in uscita da Maignan ma sulla ribattuta Colpani tenta un pallonetto che non inquadra la porta.Al 42' insiste Colpani, che stavolta prova il rasoterra di sinistro, pallone fuori.

Un minuto ammonizione per Morata che entra scomposto su Comuzzo.Al 46' Ranieri stende Reijnders in area e Pairetto assegna il rigore per il Milan.

Dagli 11 metri va Theo ma De Gea intuisce e devia in corner.  In apertura di ripresa, al 3', altro gol annullato a Kean.Altra partenza sul filo del fuorigioco dell'attaccante viola, che era partito di un soffio oltre la linea rossonera prima di battere Maignan.

Al 12' terzo rigore del match, il secondo per i rossoneri: corner di Theo sul secondo palo e sponda aerea di Morata.Sul pallone vanno a contatto Kean e Gabbia: Pairetto punisce l'entrata dell'attaccante viola.

Dagli 11 metri va Abraham e De Gea ferma anche lui.Tre rigori e tre parate.  Al quarto d'ora Pulisic pareggia: da applausi l'inserimento e la coordinazione dello statunitense sul cross di Hernandez: destro al volo sul palo lontano e De Gea stavolta non può nulla.

Al 19' chance per Kean.Assist al bacio di Gosens per l'indisturbato attaccante, che calcia di prima intenzione ma manda alto.

Al 22' Palladino si gioca la carta Richardson: esce Cataldi.Al 25' protesta la Fiorentina per l'entrata avventata di Theo su Colpani all'altezza del vertice dell'area di rigore.

Pairetto lascia giocare, dello stesso avviso anche il Var.  Al 26' diagonale insidioso di Abraham, De Gea ci mette il piede e respinge.Al 27' finisce la partita di Leao, al suo posto Okafor.

Al 28' arriva il gol partita: lancio in profondità controllato col petto da Kean per l'inserimento di Gudmundsson, che calcia dalla distanza con un destro teso.Maignan non ci arriva e il Franchi esplode.

Al 32' finisce la partita proprio di Gudmundsson: lo sostituisce Biraghi.Esce anche l'altro goleador Adli: dentro Kouamé.

Al 37' entra Chukwueze al posto di Pulisic.Al 40' rosso per Palladino che si fa cacciare da Pairetto per proteste.

Al 42' chance per il neo entrato Chukwueze che va al tiro De Gea fa ancora buona guardia.L'ultimo brivido della partita lo regala Kean in pieno recupero con un destro dalla potenza impressionante che sbatte sulla parte inferiore della traversa e poi sulla linea senza che il pallone entri.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Amadeus da Fazio: “Ascolti? Sapevo che sarebbe andata così, è un percorso nuovo”

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(Adnkronos) – “La mia è una consapevolezza.Noi facciamo televisione, gli ascolti sono importanti.

Ma la consapevolezza è che quando tu inizi… io sapevo che sarebbe andata così.Sono in onda da 14 giorni, ho un contratto di quattro anni, mancano un po’ di centinaia di puntate e quando si inizia un percorso è come fare un viaggio nuovo, in una rete nuova, e quindi è giusto dare il tempo alla trasmissione di rodare, di mettersi a posto, di far sapere alle persone che sono qua".

Così Amadeus ospite di Fabio Fazio nella prima puntata di Che tempo che fa sul Nove. "Le persone vanno abituate, non si abituano in due settimane, magari ce ne vogliono dieci…Io non sono sorpreso, in conferenza l’avevo detto che speravo di ripartire dal 3% ed è la verità, ma non perché volessi fare il modesto ma perché fondamentalmente è così”, ha aggiunto. "La cosa che dispiace di più – ha sottolineato Amadeus – è che la gente che mi sta attaccando pesantemente su alcuni giornali, non capisce che certe scelte sono personali.

Io ho 62 anni, ho fatto delle cose credo belle, e magari arrivi a un punto in cui hai voglia di sperimentare.Io sono così, sono un irrequieto". Amadeus ha poi annunciato che "la Corrida ripartirà lunedì sera 4 novembre e finirà il 23 dicembre.

La Corrida è la Corrida di Corrado, ho voluto portarla a quel periodo, sto vedendo tutte le varie esibizioni dei dilettanti allo sbaraglio…Io lo sentivo alla radio, la domenica mattina, ed ero ipnotizzato.

Naturalmente ho visto tutte le versioni di Corrado, poi ho avuto il piacere di conoscerlo.Devo dire che è un programma che nella sua semplicità fa sì che sia la possibilità per una persona che fa un mestiere qualsiasi – perché non sono professionisti – di dare sfogo per 5 minuti al proprio sogno, al proprio divertimento”.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, papà di Emily Hand rapita il 7 ottobre: “Un incubo, lei vuole solo dimenticare”

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(Adnkronos) – E' passato un anno da quel ''terrificante incubo'' che fu il 7 ottobre.Giorno in cui, tra i 215 ostaggi presi da Hamas nel sud di Israele, c'era anche Emily Hand, che allora aveva 8 anni. ''Emily continua a riprendersi, sta decisamente bene'', racconta un anno dopo ad Adnkronos Thomas Hand. ''Emily non parla molto dei suoi 50 giorni di prigionia, credo che voglia solo lasciarsi alle spalle tutti quei ricordi e andare avanti con la sua vita'', spiega Hand. ''Siamo stati e continuiamo a essere rifugiati nel nostro Paese come migliaia di altri'', prosegue l'uomo, aggiungendo che ''tutte le nostre speranze sono rivolte a far uscire vivi e vegeti gli ostaggi rimasti'' ancora nella Striscia di Gaza. ''Speriamo di tornare un giorno a casa nel nostro amato Kibbutz Be'eri'', aggiunge.

Emily, che ha compiuto 9 anni durante la prigionia, si trovava proprio in quel kibbutz quando è stata rapita.E tra i primi racconti al padre dopo la liberazione aveva detto di aver creduto di aver trascorso ''un anno'' a Gaza. La bambina, tra i 13 ostaggi israeliani liberati da Hamas a novembre nel secondo giorno di tregua nella Striscia di Gaza, è stata al centro di una vicenda particolare.

Le prime news dopo il massacro facevano riferimento alla sua morte e la notizia era stata accolta quasi con sollievo dal padre. "Mi hanno detto 'abbiamo trovato Emily, è morta'.E io ho detto 'Sì' e ho sorriso, perché era la migliore notizia tra le ipotesi.

O era morta o era a Gaza…Quello che fanno alle persone a Gaza è peggio della morte…

La morte è una benedizione", aveva detto il padre. All'inizio di novembre, le nuove informazioni: Emily è viva ed è in mano ad Hamas. ''Sorpreso, scioccato, non completamente felice.Felice lo sarò solo quando potrà tornare da noi, spero presto'', aveva detto Thomas Hand all'Adnkronos il 5 novembre. "Ti amiamo tutti, stiamo tutti aspettando il tuo rilascio sicuro il prima possibile.

Sii forte'', le parole del padre 20 giorni dopo. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

E’ morto Christopher Ciccone, fratello di Madonna

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(Adnkronos) – Christopher Ciccone, fratello minore della popstar Madonna, è morto venerdì 4 ottobre all'età di 63 anni, come riporta "The Hollywood Reporter".Ciccone ha lottato contro il cancro e si è spento "serenamente", circondato dal marito, l'attore britannico Ray Thacker, e dai suoi cari, secondo quanto dichiarato da un rappresentante della famiglia.

A fine settembre è morta la matrigna della Material Girl, Joan Ciccone, 81 anni, che è stata sposata con il padre di Madonna, Silvio Ciccone.Nel febbraio 2023 era morto Anthony Ciccone, 66 anni, fratello maggiore di Madonna.  Ciccone ha iniziato la sua carriera come ballerino e coreografo e ha utilizzato il suo talento per sostenere la carriera emergente di Madonna, diventando il cameraman e il consulente creativo della celebre sorella.

Ha anche diretto video musicali e tour, tra cui il tour mondiale di Madonna "The Girlie Show" nel 1993; è stato, inoltre, il direttore artistico del suo "Blond Ambition World Tour" del 1990. Christopher Ciccone ha continuato a lavorare in seguito come designer di calzature e mobili e arredatore d'interni e ha scritto il best-seller del 2008 "Life With My Sister Madonna" (tradotto in italiano con il titolo "Mia sorella Madonna" da Rizzoli).In quel libro-scandalo pubblicato in occasione dei 50 anni di Madonna, il fratello racconta la vita della sorella senza pudori né censure. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giuli: “Ho pedigree di destra. Parlano dei miei tatuaggi ma non è aquila fascista”

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(Adnkronos) – "Il processo di mostrificazione nei mei confronti è stato facile, perché ti antipatizza in un attimo.Ad esempio sui riti celtici.

L'ultima cosa che mi hanno detto è stata 'E' vero che mangi fegato crudo?'.E' una cosa che fanno i salafiti dopo avere squartato gli infedeli.

Sono uno studioso, un appassionato di riti religiosi".Così il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, conversando con Pietro Senaldi alla convention di Fdi a Brucoli (Siracusa). "Perché sono diventato di destra?

E' stato naturale.Era nel pedigree.

Ho avuto un nonno monarchico e da parte paterna un nonno che ha fatto la marcia su Roma, che ha portato la famiglia a Salò.E anche un padre che ha lavorato nel sindacato della destra sociale, insomma tutto il pedigree", ha detto Giuli. “C'è chi vuole parlare dei miei tatuaggi e io voglio fare una precisazione forse necessaria, quando i soliti antipatizzanti dicono ‘ha un'aquila fascista’ e poi è un attimo a dire gli piace Roma antica quindi è un seguace del Mussolinismo. È la riproduzione di una insegna del primo secolo dopo Cristo – ha spiegato – O uno si mette in testa di fare una retata per ricostituzione del partito fascista da Augusto a tutta la dinastia Giulio-Claudia e allora va bene, ma è un po' complicata farla passare per aquila fascista, va ben la distopia, ma sempre una moneta del primo secolo resta".  “La missione del ministero della Cultura non è, e non lo è mai stata, quella di rappresentare la cultura di Destra.

Rappresenta con orgoglio la cultura italiana, in Italia e nel mondo, in tutte le sue articolazioni – ha sottolineato – È ovvio che per tanti anni si è depositata una polvere, una coltre di silenzio, di diffidenza, perché la storia del cosiddetto catto-comunismo italiano ha fatto sì che la spartizione delle sfere di influenza consentisse a larga parte delle classi dirigenti di sinistra di occupare posti strategici quando la Dc ha occupato posti di potere strategici.Ma questo appartiene al passato.

La logica del rancore?Anche basta.

Non c'è niente da recriminare ma da essere attrezzati". —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)