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Automobilismo, presentata la seconda Roma Eco Race

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(Adnkronos) – Partirà sabato 12 ottobre la seconda edizione di Roma Eco Race, competizione motoristica di regolarità su strade aperte al pubblico alla quale prendono parte veicoli alimentati con carburanti e propulsioni alternativi.La manifestazione, organizzata da Automobile Club Roma, che ne cura gli aspetti sportivo automobilistici e Punto Gas, operatore del settore automotive e della mobilità sostenibile, è stata presentata in Campidoglio a Roma il 7 ottobre presso la Sala "Laudato si", Palazzo Senatorio, presenti Giuseppina Fusco, Presidente Automobile Club Roma, Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Roma Capitale, Federico Rocca, Consigliere Roma Capitale e Laura Latini, assessore delegato allo Sport del Comune di Fiuggi. “L’Automobile Club Roma – ha dichiarato il Presidente Giuseppina Fusco – ha ritenuto di indire e partecipare alla organizzazione della seconda edizione del Roma Eco Race percependone la valenza in termini sportivi automobilistici, ma soprattutto ai fini della sensibilizzazione dei cittadini verso l’obiettivo della sostenibilità ambientale e della sicurezza della circolazione.

Con il Roma Eco Race – prosegue il Presidente – abbiamo voluto sollecitare l’attenzione degli utenti della strada, automobilisti in primo luogo, sulle opportunità offerte, già oggi, da veicoli che hanno una minore impronta carbonica e, al tempo stesso, essendo di recente costruzione, presentano requisiti in grado di migliorare le prestazioni, supportare il conducente alla guida e ridurre sensibilmente i rischi connessi alla guida.Ma l’aspetto più rilevante di questa seconda edizione – conclude la dott.ssa Fusco – è l’introduzione della “prova consumi”, che sollecita i partecipanti ad adottare uno stile di guida attento al risparmio energetico, volano significativo per il miglioramento delle condizioni ambientali”. Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Roma Capitale: “La Roma Eco-Race è un evento importante che radunerà a Roma tantissimi appassionati ed esperti del settore da tutta Italia, ma anche molti turisti curiosi.

Non è solo spettacolo, ma è anche una manifestazione socialmente utile.Perché ha la capacità di sensibilizzare i cittadini su temi cruciali come la sicurezza stradale e la sostenibilità ambientale, argomenti quanto mai attuali e urgenti da affrontare.

Per questo siamo felici di sostenere l’evento”. Per Federico Rocca, Consigliere Roma Capitale, "la seconda edizione di Roma Eco Race si presenta ancora più avvincente della prima grazie al coinvolgimento di altre città oltra a Roma, attraversando altri territori del Lazio, mettendo così in sinergia mobilità sostenibile, ambiente, cultura e turismo.Roma Eco Race rappresenta un modo intelligente e razionale per avvicinare i cittadini alla mobilità sostenibile che ha bisogno diverse iniziative e strumenti per poter essere attuata sempre di più in una grande città come Roma.

Iniziative come questa aiutano e stimolano un dibattito che negli ultimi anni sta trovando sempre di più attenzione tra i cittadini e le istituzioni”. Laura Latini, assessore delegato allo Sport del Comune di Fiuggi ha portato "a tutta l'organizzazione di Roma Eco Race, ai piloti e copiloti, ai team e i loro staff, i saluti del sindaco Alioska Baccarini e dell'Amministrazione comunale.La Città di Fiuggi è pronta ad accogliervi a braccia aperte, garantendo il massimo dell'efficienza nei servizi e tutto il supporto logistico di cui necessita la manifestazione.

Siamo felici di essere una parte importante di questo progetto che unisce sport, intrattenimento, turismo e tutela per l'ambiente.Un ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto nelle potenzialità della nostra Città e dell'Alta Ciociaria". All’evento è giunto il saluto di Elena Palazzo, Assessore Sport, Ambiente e Turismo Regione Lazio: “Questa manifestazione rappresenta molto per il Lazio e costituisce un importante passo verso la sensibilizzazione e la diffusione di pratiche sostenibili nel settore automobilistico.

In un momento in cui le tematiche ambientali sono sempre più centrali nel dibattito pubblico, eventi come la "Roma Eco Race" dimostrano come sia possibile coniugare sport e sostenibilità, creando un’occasione di confronto e visibilità per le nuove tecnologie a basso impatto ambientale.” Il programma prevede il ritrovo dei concorrenti venerdì pomeriggio 11 ottobre per le verifiche tecniche e amministrative: dalle 14.30 alle 16.30 appuntamento presso l’Hotel Cristoforo Colombo all’EUR.Sabato 12 ottobre gli equipaggi si ritrovano in Piazza Bocca della Verità, circondati dall'imponente Arco di Giano e dal suggestivo Foro Boario.

Da qui alle 9.30 parte la prima vettura, a seguire le restanti, alla distanza di un minuto l’una dall’altra.I concorrenti toccheranno varie località – Albano Laziale, Frascati, San Cesareo, Palestrina e Rocca di Cave – per poi raggiungere Subiaco, dove alle 13.30 terminano le prove del 1° settore di gara.

Nel pomeriggio il percorso prevede il passaggio da Subiaco, Aniene e Guarcino, con arrivo a Fiuggi (Fr) previsto alle 18.00, a seguire le premiazioni. “Siamo lieti di partecipare a Eco Race – commenta Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi-Federchimica – una gara che coinvolge i veicoli più virtuosi dal punto di vista ambientale.Quest’anno l’evento si svolge proprio in concomitanza con una campagna che abbiamo lanciato per promuovere gli ecoincentivi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy destinati alla trasformazione a gas delle auto Euro 4, 5 e 6 già circolanti.

Gli automobilisti italiani si sono dimostrati molto interessati alla conversione a GPL e la campagna andrà avanti sino alla fine dell’anno per ricordare a tutti che esiste questa possibilità.Eco Race è un appuntamento molto utile, in questo senso, perché promuove la mobilità sostenibile e quindi anche le alimentazioni a gas”. La 2° Roma Eco Race consente di ottenere punti validi per le competizioni motoristiche Trofeo Green Endurance e Green Challenge Cup, inserite nel Campionato Italiano Energie Alternative di Aci Sport, in conformità con il Codice Sportivo Internazionale FIA, la Federazione internazionale dell’Automobile.

Si svolge in contemporanea con la 2° Roma Eco Race Press – Memorial Fiammetta La Guidara, con le stesse caratteristiche ma riservata ai giornalisti e ai media del settore automotive ed è candidata ufficialmente a diventare, a partire dall’anno prossimo, tappa del campionato europeo energie alternative, il FIA Eco Rally Cup 2025.Non è necessario essere campioni per partecipare e tra gli equipaggi sono presenti appassionati, operatori del settore automotive, giornalisti e anche piloti e navigatori che hanno già preso parte a campionati nazionali e internazionali.

Necessario invece gareggiare alla guida di un mezzo omologato per la circolazione stradale nell’UE alimentato con carburanti e propulsioni alternativi: elettrico, ibrido, mono, bifuel e dual fuel gassoso (GPL, metano e biometano), a idrogeno o biodiesel. La seconda edizione di Roma Eco Race – si sottolinea in una nota – "non si accontenta del basso impatto ambientale dei veicoli in gara e aggiunge una nuova sfida nel suo regolamento.I concorrenti oltre al rispetto del codice della strada e all’attenzione al percorso, dovranno adottare uno stile di guida sostenibile, indispensabile per posizionarsi in classifica superando al meglio la nuova prova consumo introdotta". I punti validi per la formazione della classifica vengono ottenuti sostenendo diverse prove, prima fra tutte la nuova entrata, ovvero la prova di consumo.

La competizione si basa infatti sul minor consumo rilevato in gara.Il totale consumato dal concorrente, riportato in centesimi, e sommato agli eventuali punti di penalità, determina la classifica di gara di ogni singola categoria di veicoli.

Inoltre, al fine di valorizzare il concetto di Economy Run, viene assegnato un extra punteggio ai concorrenti che hanno totalizzato una spesa inferiore. Come per la prima edizione sono poi previste 5 prove a media: il percorso é diviso in settori all’interno dei quali sono stati individuati dall’organizzazione dei tratti chiamati Green Special Stage in cui la velocità media deve essere rispettata in ogni singolo metro del percorso.In questi tratti vengono effettuati dei controlli segreti di rilevamento cronometrico che assegnano penalità a chi si discosta dalla velocità imposta.

La classifica di ogni Green Special Stage concorre all’assegnazione di punti extra al fine di determinare la classifica assoluta. La 2° Roma Eco Race si svolge con il patrocinio di: Ministro per lo Sport e i Giovani, Regione Lazio, Roma Capitale Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Comune di Fiuggi, Sport e Salute, CONI Comitato Regionale Lazio, Uiga Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive ed in collaborazione con il Parlamento Europeo Ufficio di collegamento in Italia.Charity Partner: Peter Pan ODV.

Main sponsor Sara Assicurazioni.Sponsor: BRC Gas Equipment.

Tra i partner della manifestazione, Assogasliquidi-Federchimica, l’associazione che rappresenta l’industria del GPL e GNL, già presente lo scorso anno, che seguirà con interesse anche la seconda edizione. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mic, domani a Montecitorio Giuli illustra linee programmatiche ministero

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(Adnkronos) – Domani, martedì 8 ottobre, alle 11, presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio, le Commissioni Cultura di Camera e Senato svolgono l'audizione del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sulle linee programmatiche del suo dicastero.L'appuntamento viene trasmesso in diretta webtv. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torna in attività Viktor Bout: il ‘mercante della morte’ russo venderà armi agli Houthi

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(Adnkronos) –
Viktor Bout, il 'mercante di morte', come il trafficante d'armi russo è conosciuto, sarebbe tornato in attività.Uscito da una prigione statunitense quasi due anni fa in uno scambio di detenuti con la Russia, che aveva rilasciato la star del basket Brittney Griner, starebbe cercando di mediare la vendita di armi leggere ai militanti Houthi dello Yemen sostenuti dall'Iran.

Lo riporta il Wall Street Journal, che cita un funzionario della sicurezza europeo e altre persone a conoscenza della questione, secondo cui il 57enne – la cui vita avrebbe ispirato il film hollywoodiano del 2005 'Lord of War', con Nicolas Cage – ad agosto avrebbe incontrato a Mosca emissari Houthi per negoziare l'acquisto di armi automatiche per un valore di 10 milioni di dollari.  Bout, che ha trascorso decenni vendendo armi di fabbricazione sovietica in Africa, Sud America e Medio Oriente prima di essere arrestato nel 2008 in un'operazione sotto copertura delle forze dell'ordine statunitensi, dopo il suo rilascio si è unito a un partito di estrema destra pro-Cremlino e ha vinto un seggio in un'assemblea locale nel 2023, apparentemente voltando pagina dalla sua attività come mediatore di armi.I potenziali trasferimenti di armi, che devono ancora essere effettuati, potrebbero rappresentare una minaccia significativa agli sforzi dell'esercito statunitense per proteggere il trasporto marittimo internazionale dagli attacchi degli Houthi.  
L'amministrazione Biden teme che la Russia possa fornire agli Houthi armi così avanzate per vendicarsi del sostegno di Washington all'Ucraina, ma non ci sono prove che siano stati inviati missili o che Bout sia coinvolto in un simile accordo.

E armare una parte belligerante nel conflitto in Medio Oriente segnerebbe anche un'escalation per la Russia, che ha rafforzato i legami di sicurezza con Teheran ma si è tenuta lontana dal confronto tra Israele e i suoi nemici sostenuti dall'Iran.  Steve Zissou, un avvocato di New York che ha rappresentato Bout negli Stati Uniti, ha rifiutato di rivelare se il suo cliente abbia incontrato gli Houthi. "Viktor Bout non è nel settore dei trasporti da oltre vent'anni – ha detto Zissou – Ma se il governo russo lo avesse autorizzato a facilitare il trasferimento di armi a uno degli avversari dell'America, non sarebbe stato diverso dal governo degli Stati Uniti che inviava armi e armi di distruzione di massa a uno degli avversari della Russia come ha fatto con l'Ucraina".  Secondo fonti a conoscenza della questione, l'affare di armi leggere che Bout avrebbe mediato sarebbe stato condotto con due rappresentanti degli Houthi che si sono recati a Mosca con la scusa di acquistare pesticidi e veicoli e avevano visitato una fabbrica della Lada.Le persone a conoscenza dell'accordo non sanno se l'accordo sia stato negoziato su richiesta del Cremlino o semplicemente con la sua tacita approvazione.

Le prime due consegne – scrive il Wall Street Journal – riguarderebbero per lo più AK-74, una versione migliorata del fucile d'assalto AK-47.Ma durante il viaggio, i rappresentanti Houthi hanno anche discusso di altre armi che la parte russa potrebbe potenzialmente vendere, tra cui missili anticarro Kornet e armi antiaeree.

Le consegne potrebbero iniziare già a ottobre al porto di Hodeidah, sotto la copertura delle scorte alimentari, dove la Russia ha già effettuato diverse consegne di cereali, hanno affermato.  Quando Bout fu rilasciato nello scambio di prigionieri del dicembre 2022, i funzionari della Casa Bianca descrissero come difficile la decisione, ma era l'unico modo per far uscire Griner da una colonia penale russa.Sottolinearono che Bout aveva già scontato 12 anni nelle prigioni statunitensi.

Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan dichiarò all'epoca che il governo degli Stati Uniti aveva valutato i rischi del rilascio di Bout prima dello scambio e aveva concluso che erano accettabili. "Crediamo di poter gestire queste sfide, ma rimarremo costantemente vigili contro qualsiasi minaccia che Viktor Bout possa rappresentare per gli americani, per gli Stati Uniti in futuro", disse Sullivan. "Vorrei solo sottolineare che non c'è carenza di trafficanti di armi e mercenari in Russia". Da quando è stato rilasciato dalla prigione, Bout è spesso apparso sulla televisione russa come commentatore della politica russa e critico degli Usa, che ha detto essere determinati a smantellare la Russia. È stato anche citato occasionalmente nei media russi come esperto nel commercio di armi.Ha affermato di aver tenuto un ritratto del presidente russo Vladimir Putin sul muro della sua cella durante la sua prigionia negli Stati Uniti e di aver fortemente sostenuto l'invasione dell'Ucraina.  
Le vendite agli Houthi prolungherebbero la decennale carriera di Bout nella vendita di armi ad alcuni dei clienti più controversi del mondo.

Nato nel 1967 a Dushanbe, in Tagikistan, allora parte dell'Unione Sovietica, secondo i registri ufficiali Bout prestò servizio come traduttore militare, imparando francese, inglese, arabo, persiano e portoghese.Fu inviato ad assistere le forze angolane durante una guerra civile degli anni '80.

Dopo lo scioglimento del blocco comunista nel 1991, acquistò aerei cargo militari russi e li utilizzò per trasportare i peacekeeper delle Nazioni Unite in Africa.Bout divenne noto al pubblico per la prima volta dopo che gli Stati Uniti nel 2005 lo sanzionarono per aver scambiato armi per diamanti con Charles Taylor, ex presidente della Liberia e criminale di guerra condannato.

Gli esperti delle Nazioni Unite lo accusarono anche di aver violato gli embarghi internazionali sulle armi all'Angola e alla Repubblica Democratica del Congo.  Arrestato in Thailandia nel 2008 in un'operazione sotto copertura condotta da agenti della Drug Enforcement Administration statunitense che si spacciavano per ribelli colombiani di sinistra, è stato condannato nel 2011 per aver cospirato per uccidere americani e aver tentato di vendere armi ai ribelli colombiani. È stato condannato a 25 anni di prigione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chessa (Eni): “Al Supply Chain Day per la competitività delle filiere”

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(Adnkronos) – "Oggi ci troviamo al Gazometro, un luogo che consideriamo simbolo dell'innovazione e della transizione energetica e abbiamo organizzato l’Eni Supply Chain Day 2024 per rispondere a un'esigenza venuta dai nostri fornitori, che hanno voluto capire meglio la strategia di Eni e quali opportunità di business potevano esserci per la nostra filiera".Lo ha detto l’Head of procurement di Eni Costantino Chessa, a margine dell’Eni Supply Chain Day 2024 'Energies in Transition', organizzato presso il Complesso del Gazometro di Roma Ostiense.  Si tratta dell’evento conclusivo di una serie di incontri con le imprese dei principali siti produttivi, che ha riunito più di 10mila realtà tra rappresentanti istituzionali, grandi imprese, Pmi e startup.

Al centro della giornata, il tema della competitività, il ruolo chiave che ricopre la filiera nel raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica e il confronto su strategie e opportunità.  “Il settore energetico ha sempre svolto un ruolo centrale all'interno del settore industriale.Crediamo che in questo momento vada mantenuta e accelerata la competitività del sistema energetico.

Riteniamo che le aziende che lavorano con Eni debbano darsi poche e precise priorità.Innanzitutto la sicurezza, che è un valore per noi imprescindibile; la responsabilità sia nel gestire le attività in modo etico, ma soprattutto garantendo lo sviluppo sostenibile – spiega l’Head of procurement di Eni – A noi interessa avere al nostro fianco anche aziende che siano internazionali, in modo da accompagnarci in maniera globale su tutti i nostri progetti, sia in Italia che all'estero e aziende tecnologiche che facciano della tecnologia il motore del loro modo di agire.

Queste quattro priorità hanno un fattore in comune, le competenze, che andranno difese e rafforzate sempre di più attraverso politiche di formazione”.  Nel corso dell’evento, Eni ha annunciato il lancio di un nuovo programma dedicato ai fornitori: 'Energia della Filiera'.La nuova iniziativa, pensata per accelerare la competitività della supply chain, offre soluzioni di supporto alle imprese, soprattutto Pmi, per sostenerne lo sviluppo competitivo in un contesto industriale in forte evoluzione. “Negli anni scorsi abbiamo già avviato iniziative a supporto della filiera, soprattutto nei confronti delle piccole e medie imprese.

Ad esempio, iniziative come Open-es, mettendo a disposizione una piattaforma digitale gratuita a tutte le nostre imprese.A far parte di questa alleanza sono ad oggi 25mila aziende.

Stiamo lavorando su un nuovo programma che si chiamerà Energia di Filiera ed è un programma che integrerà gli strumenti già messi a disposizione e ne aggiungerà di nuovi, consentendo alle imprese di avere un check up sui punti di forza e le aree su cui investire, del loro vantaggio competitivo e attrarre anche risorse finanziarie per poter sostenere questi investimenti”, conclude Chessa.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mieloma multiplo, rimborsato in Italia primo anticorpo bispecifico

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(Adnkronos) – Teclistamab, anticorpo bispecifico umanizzato, sviluppato da Johnson & Johnson, è ora rimborsato in Italia.Il farmaco con somministrazione per via sottocutanea è indicato in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato e refrattario che abbiano ricevuto almeno tre precedenti terapie, tra cui un agente immunomodulatore, un inibitore del proteasoma e un anticorpo anti-CD38, e che abbiano evidenziato una progressione della malattia durante l'ultima terapia.

Si tratta del primo e al momento unico anticorpo bispecifico ad essere ad oggi rimborsato nel nostro Paese per il trattamento del mieloma multiplo, fa sapere l'azienda con una nota.  Il mieloma multiplo – ricorda – è un tumore del sangue raro che ha origine nel midollo osseo ed è causato dalla proliferazione senza controllo delle plasmacellule.Si tratta di una malattia che colpisce ogni anno circa 6.000 persone, con il 38% di diagnosi che avvengono dopo i 70 anni e solo il 2% sotto i 40 anni.

Il quadro clinico di questa malattia è eterogeneo e può essere caratterizzato da dolore osseo, danno renale, ipercalcemia, astenia correlata all'anemia e infezioni.La storia clinica dei pazienti con mieloma multiplo è caratterizzata da fasi di remissione indotta dalle terapie anti-mieloma e fasi di malattia attiva causate dalla resistenza ai farmaci acquisita dalle cellule tumorali.  "Una delle sfide principali quando parliamo di mieloma multiplo è la gestione della malattia in fase avanzata, quando i pazienti diventano spesso refrattari alle principali classi di farmaci utilizzati nel trattamento delle prime linee – spiega Alessandra Romano, professore associato di ematologia, Università degli studi di Catania, Azienda ospedaliera universitaria Policlinico G.

Rodolico – San Marco – L'arrivo di teclistamab in Italia rappresenta, dunque, un significativo passo avanti per una categoria di pazienti che, fino ad oggi, disponeva di poche alternative terapeutiche e con risposte non sempre adeguate come dimostrano i dati in letteratura.In tal senso, la sfida della ricerca scientifica consiste nello sviluppo di nuove strategie che permettano di ottenere risposte profonde e durature in una fase di malattia così avanzata, proprio come dimostrato negli studi clinici di teclistamab in tutti i sottogruppi di pazienti analizzati". Teclistamab è un anticorpo bispecifico, una terapia progettata per legare da una parte le cellule malate, in questo caso di mieloma, in maniera molto selettiva, e dall'altra parte le cellule del sistema immunitario, permettendo a queste due cellule di entrare in contatto, aiutando quindi il sistema immunitario a combattere il tumore stesso.

In particolare, teclistamab si lega, rispettivamente, al BCMA sulle cellule di mieloma e al CD3, sulle cellule T.  "Questa nuova terapia rappresenta una delle frontiere più avanzate dell'immunoterapia, con ottimi risultati in termini di efficacia.Nella pratica clinica – sottolinea Francesca Gay, professore associato di ematologia, Università degli Studi di Torino, Divisione universitaria di Ematologia dell'Azienda ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino – la via di somministrazione sottocutanea rappresenta un vantaggio sia per i pazienti sia per gli addetti ai lavori in quanto, sebbene sia necessaria un'iniziale fase di monitoraggio in regime di ricovero, successivamente la terapia può essere praticata in un ambiente di Day hospital".

Oggi, grazie alla ricerca scientifica, "l'ampliarsi delle scelte terapeutiche per il mieloma permette una maggiore personalizzazione della terapia, sulla base non solo dell'efficacia, ma anche considerando il profilo di sicurezza e gli aspetti pratici come la modalità di somministrazione, che sono fattori rilevanti per la vita quotidiana dei pazienti – aggiunge Gay – Le terapie basate su cellule effettrici immunitarie, come teclistamab, hanno mostrato risultati estremamente promettenti nel trattamento dei pazienti affetti da mieloma anche in fase avanzata di malattia e, integrandosi con altre terapie mirate o immunoterapie, potrebbero offrire soluzioni sempre più efficaci nelle diverse fasi della malattia".  "Ci auguriamo che l'accesso a questa e alle altre terapie innovative possa essere sempre più rapido ed equo su tutto il territorio nazionale", commenta Rosalba Barbieri, vicepresidente nazionale Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma. L'efficacia e la sicurezza di teclistamab – dettaglia la nota – sono state determinate dallo studio multicentrico in aperto di fase 1 MajesTEC-1, i cui dati più aggiornati sono stati presentati all'ultimo Congresso dell'American Society of Clinical Oncology (Asco), mostrando un tasso di risposta globale (Orr) pari al 63%, con risposte sempre più profonde (intervallo di confidenza al 95 per cento).Quasi un paziente su due trattato con teclistamab ha ottenuto una risposta completa (Cr) o migliore.

In questi casi, la durata della risposta mediana (mDor), la sopravvivenza libera da progressione mediana (mPfs) e il tasso di risposta globale mediana (mOs) non sono stati ancora raggiunti.Invece, si stima che i tassi di Dor, Pfs e Os a 30 mesi siano stati del 61, 61 e 74%, rispettivamente. "Da oltre 30 anni Johnson & Johnson investe nella ricerca scientifica per lo sviluppo di farmaci innovativi che rispondano ai bisogni clinici insoddisfatti dei pazienti e per essere al fianco dei medici nella cura dei tumori solidi ed ematologici – – dichiara Danilo Arienti, Therapeutic Area Medical Head Hematology Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia – Il nostro obiettivo è quello di migliorare e prolungare la vita dei pazienti, rendendo le nostre terapie innovative accessibili ai pazienti il più velocemente possibile, come dimostrato dalla nostra scelta dello scorso anno di anticipare la disponibilità di teclistamab in fascia Cnn (prezzo non negoziato) con programmi di accesso precoce al paziente.

La decisione di Aifa di rendere questa terapia rimborsabile rappresenta, dunque, un ulteriore passo avanti nell'aumentare le opzioni terapeutiche a disposizione di quei pazienti che, purtroppo, fino ad oggi avevano limitate possibilità e con non sempre adeguate risposte.Proprio per rispondere a questa esigenza, la nostra pipeline, in continuo sviluppo ed evoluzione, vuole offrire trattamenti sempre più specifici per le diverse necessità dei pazienti con mieloma multiplo". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Martin Scorsese: “Non mi ritiro, ho ancora film da fare”

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(Adnkronos) –
Martin Scorsese a 81 anni non ha alcuna voglia di andare in pensione.A rivelarlo è lui stesso, ricevendo il Premio Stella della Mole al Museo del Cinema di Torino. "Pensare di ritirarmi, assolutamente no, – ha detto il regista statunitense – non intendo dire 'arrivederci' al cinema, devo fare ancora alcuni film, spero che Dio mi dia ancora la forza e anche i soldi per farli". Dopo una carriera lunghissima, iniziata negli anni '60, e un Oscar (vinto nel 2007 per 'The Departed), Scorsese continua a esplorare nuovi linguaggi, consapevole che la settima arte non è rimasta la stessa ma cambia e sta al passo con i tempi. "Il cinema si sta evolvendo, – ha dichiarato a Torino – è ancora a livello d’infanzia, quello che abbiamo conosciuto 100 anni fa è cambiato completamente, può andare in qualsiasi direzione, ma non so in quale direzione stia andando, se su un tablet o in un chip nella realtà virtuale, dipende da ciò che si vuole dire, dalla propria passione, da quanto ci si tenga a dire qualcosa".  Il regista ha anche fatto riferimento alla sua presenza sui social network, grazie alla figlia Francesca che spesso lo coinvolge nei suoi video. "E’ conoscenza – ha detto – anche TikTok non sapevo cosa fosse, ci sono finito perché me lo ha fatto fare mia figlia.

Fa parte della comunicazione, tutti gli strumenti sono utili se si vuole dire qualcosa" A chi gli ha chiesto come si senta alla luce dei suoi film in cui si affrontano tematiche legate sia alla violenza sia alla religione, Scorsese ha risposto: "Buono o cattivo maestro?Non so.

La violenza fa parte di quello che siamo, faceva parte della mia storia, del crescere in strada”. "C’è attrazione – ha continuato incontrando la stampa alla Mole Antonelliana – verso la violenza soprattutto da parte dei giovani.Non siamo violenti intenzionalmente, non si può esultare di fronte alla violenza ma neppure negare che faccia parte del nostro essere, quando si evita di guardare anche questo è violenza". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Guidoni (Korian Italia): “Relazione d’impatto racconta nostro modo di fare impresa”

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(Adnkronos) – Occuparsi di sanità e salute a 360 gradi, esserne coinvolti anche al di fuori delle mura delle proprie strutture ospedaliere e di cura.E' con questo approccio che Korian Italia – 'network della salute', modello unico in Italia e parte del Gruppo europeo Clariane – presenta la prima Relazione d'impatto. "Che per noi rappresenta, al di là dell'obbligo normativo, un mezzo fondamentale per continuare a migliorarci, definire le strategie future e per rafforzare il rapporto di fiducia nei confronti di tutti gli stakeholder, inclusi pazienti e famiglie, dipendenti e collaboratori, comunità locali e istituzioni – afferma Federico Guidoni, presidente e Ceo di Korian Italia – La Relazione d'impatto racconta proprio il nostro modo di fare impresa.

Diventa, inoltre, un impegno concreto a coniugare la nostra attività quotidiana con una crescente responsabilità sociale e ambientale, anche grazie all'impegno di tutti i dipendenti e collaboratori Korian.Questo passo si inserisce perfettamente nella missione che è da sempre propria del nostro Dna: l'interesse che dobbiamo avere deve guardare anche agli stili di vita del nostro personale e deve cercare di allargarsi alle comunità verso cui si sviluppano le nostre attività".  Migliorare la salute e la qualità di vita è una delle finalità di beneficio comune prioritarie per Korian – riporta una nota – L'azienda ha misurato il proprio impatto in quest'ambito grazie a un'indagine di customer satisfaction a cui hanno risposto 11mila persone tra pazienti, ospiti e famiglie.

I risultati mostrano un'elevata propensione a raccomandare Korian, un elevato grado di soddisfazione dei servizi nel loro complesso e un'alta percezione di quanto pazienti e caregiver si sentono considerati e rispettati.Nasce anche da qui il forte impegno a diffondere il Positive Care – approccio metodologico e comportamentale che mira a trovare per ogni paziente un percorso di cura e di assistenza personalizzato – in 42 Rsa su 66 al 31 dicembre 2023, con l'obiettivo di estenderlo a tutte le strutture socio sanitarie e avviare l'implementazione nelle strutture sanitarie.  Korian promuove un ambiente lavorativo inclusivo e orientato alla crescita, con una permanenza media dei dipendenti di 11 anni e la certificazione europea Top Employer.

Secondo l'indagine di clima 2023 – dettaglia la nota – l'83% dei lavoratori si dichiara soddisfatto del proprio impiego, l'82% non prevede di lasciare l'azienda nei prossimi 2 anni e molti dipendenti consigliano Korian come datore di lavoro.Forte, inoltre, l'impegno nella formazione continua del personale, con oltre 50mila ore di corsi erogati a 5.034 dipendenti attraverso la Korian Academy, anche tramite 16 Percorsi qualificanti per l'upskilling.

Con un occhio sempre rivolto all'esterno: Korian, infatti, supporta anche la formazione di professionisti esterni, con 117 certificati qualificanti e oltre 13.600 crediti Ecm erogati, con l'obiettivo di contribuire a ridurre la carenza di figure chiave nel settore sociosanitario.Da sempre, inoltre, l'azienda si distingue per un forte impegno nei confronti delle donne e delle politiche di genere – tramite il suo Korian Women's Club e partnership con D.i.RE e con Fondazione Onda – che a novembre 2023 le è valso il Premio internazionale StandoutWomanAward 2023 nella sezione Sustainable & Friendly Company. Korian – si legge nella nota – nel 2023 ha generato 140 milioni di euro di indotto con i fornitori, di cui il 90% sono aziende locali vicine al territorio e attente alla sostenibilità.

L'azienda ha poi promosso attività di sensibilizzazione sui temi della salute e organizzato localmente 400 iniziative a carattere culturale e sociale in collaborazione con associazioni no profit, scuole, università e istituzioni.A livello ambientale, Korian ha avviato un piano pluriennale per ridurre il proprio impatto e preservare la biodiversità, fissando l'obiettivo di tagliare le emissioni di CO2 legate ai consumi energetici del 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 2019.

Nel 2023 sono state già evitate 3.500 tonnellate di CO2, e si prevede che, a fine anno, il totale raggiungerà le 5.000 tonnellate grazie all'efficienza energetica, al risparmio e all'uso di fonti rinnovabili. Forte, infine, il contributo per favorire l'innovazione e la ricerca.L'azienda mette a punto con costanza nuove pratiche mediche e organizzative, sviluppa tecnologie all'avanguardia e condivide le conoscenze acquisite con la comunità scientifica.

Due esempi: il premio ricevuto ai Lean Healthcare Awards e la collaborazione con la startup MBility.  "La Relazione d'impatto vuole essere un racconto onesto e dettagliato del nostro modo di fare impresa, coltivando ulteriormente il rapporto di fiducia, trasparenza e collaborazione con i nostri pazienti, ospiti e partner, coinvolgendoli direttamente nella valutazione dei nostri risultati – conclude Barbara Grill, responsabile per l'impatto di Korian Italia – Il nostro obiettivo è individuare gli spazi di miglioramento per gli anni a venire, condividendoli apertamente con chi è pronto ad aiutarci a realizzarli".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Johan Neeskens, leggenda di Olanda e Barcellona aveva 73 anni

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(Adnkronos) – Johan Neeskens, leggenda dell'Olanda e del Barcellona, è morto all'età di 73 anni.Il decesso dell'ex calciatore, avvenuto ieri, è stato reso noto oggi dalla federcalcio olandese.

Neeksens ha fatto parte della generazione d'oro dell'Olanda negli anni '70 e ha vissuto gran parte della propria carriera come 'partner' di Johan Cruyff in Nazionale, nell'Ajax e nel Barcellona.Con il club catalano, Neeskens ha militato dal 1974 al 1979. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nisio (Olivetti): “Per sedere in cda e portare valore servono competenze trasversali”

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(Adnkronos) – "Per sedere in cda e portare valore servono altre competenze rispetto a quelle che spesso si ha, anche più trasversali.Partecipando a 'Women on board' ho in alcuni casi acquisto competenze, in altri confermato quelle che già avevo.

E ho costruito un quadro organico di competenze che sono necessarie per sedere in un cda.In questo momento molte aziende stanno attraversando un momento di trasformazione, è fondamentale la presenza di donne, soprattutto donne preparate, capaci di dare contributi più consapevoli e dare ancora più qualità".

Così Carla Nisio, head of cloud4Tim Noovle – Tim & Olivetti board member), intervenendo alla presentazione, alla Camera dei Deputati, della nuova edizione di Women on board, a cui ha partecipato nella precedenza edizione.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lopilato (BolognaFiere): “Bene Women on board, formazione adeguata per stare in cda”

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(Adnkronos) – "Ho partecipato all'edizione scorsa di 'Women on board' perchè credo molto nella formazione e quando ho letto il contenuto del percorso e dei vari moduli ho pensato che sarebbe stato molto utile.A mio parere è fondamentale non solo sedere in un cda ma è fondamentale raggiungere gli obiettivi.

Si può passare da una partecipazione simbolica a una effettiva e per stare al passo dei cambiamenti che ci sono serve una preparazione adeguata".Così Teresa Lopilato (consigliera di BolognaFiere e presidente di Bologna Marathon), tra le professioniste che hanno partecipato alla passata edizione di 'Women On Board', è intervenuta alla presentazione della nuova edizione del progetto. Il consiglio che Lopilato vuole dare alle donne è "essere determinate e resilienti, non mollare, continuare con la consapevolezza che tutto questo è avere una competenza in più", ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

De Compadri (Consulenti lavoro): “Con più donne in management sale produttività”

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(Adnkronos) – "Riteniamo come ordine che il ruolo delle professioni sia fondamentale in questo percorso" di maggiore presenza di donne nei cda e nel management delle aziende "in termini di formazione professionale e in termini culturali visti i rapporti che abbiamo con le imprese e visto che gestiamo 11 milioni di rapporti.Nel nostro ordine c'è sostanziale parità tra uomini e donne tra gli iscritti e la nostra cassa di previdenza ha già fatto sapere che tra poco ci sarà sorpasso delle donne.

Crediamo tantissimo in questo progetto perchè pensiamo che la presenza equilibrata delle donne in management voglia dire un amento di produttività e anche in termini di reputazione aziendale, senza dimenticare le maggiori idee innovative".Così Luca De Compadri, vice presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, intervenendo alla presentazione alla Camera dei Deputati della nuova edizione di 'Women on Board', il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cirone (Federmanager): “Bene Women on board, servono governance più inclusive”

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(Adnkronos) – “Fare rete sui territori in merito ai temi che impattano significativamente sullo sviluppo sostenibile è un dovere per il mondo manageriale impegnato nel produrre risultati economici tenendo conto della necessità di avere governance più inclusive e sostenibili che possano contribuire a creare valore e ricchezza sociale”.Così Sara Cirone del coordinamento nazionale Federmanager Minerva, responsabile sostenibilità e consigliera nazionale Aidp, presidente di Hub del Territorio Ets, intervenendo alla presentazione della nuova edizione di 'Women on Board' il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets. 'Women on board 2025' è un vero e proprio percorso formativo già seguito da oltre 1700 professioniste dal 2022 a oggi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mezzanotte (Managerialia): “Oltre 450 donne in short list Women on Board pronte per cda”

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(Adnkronos) – “Questa nuova edizione nasce dall’esigenza di dar seguito alle tante sollecitazioni che abbiamo ricevuto dalle manager che hanno frequentato già Women on Board e che vogliono continuare a studiare e formarsi nonché da chi affronterà questo percorso per la prima volta.Oggi sono oltre 450 le professioniste nella nostra short list pronte per entrare nelle governance di aziende pubbliche e private ma soprattutto nelle Pmi in tutte le regioni italiane”.

Così Cristina Mezzanotte, presidente di Manageritalia Emilia-Romagna, intervenendo alla presentazione alla Camera dei Deputati della terza edizione di 'Women on Board', il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets, e di cui è co-ideatrice. 'Women on board 2025' è un vero e proprio percorso formativo già seguito da oltre 1700 professioniste dal 2022 a oggi. "Wob è una community nata in maniera spontanea che desidera promuovere il merito delle donne e mettere questo patrimonio al servizio delle aziende, oggi sempre più inclusive", ha concluso.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cuzzilla (Cida): “Governance con equa presenza dei generi sono le più efficaci”

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(Adnkronos) – "Questo è un tema che dovrebbe essere semplice e che invece è ancora complicato.Bisogna lavorarci tanto e farlo insieme, come Cida faremo un programma importante al riguardo.

Innanzitutto nelle organizzazioni dobbiamo dare più spazio alla contrattazione di secondo livello.E poi non possiamo più assistere a una diversità di retribuzioni tra uomo e donna a parità di mansioni".

Così Stefano Cuzzilla, presidente di Cida e Federmanager, intervenendo alla presentazione alla Camera dei Deputati della terza edizione di 'Women on Board' il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets. 'Women on board 2025' è un vero e proprio percorso formativo già seguito da oltre 1700 professioniste dal 2022 a oggi. Secondo Cuzzilla, "le governance miste, in cui è garantita un’equa presenza dei generi, sono le più efficaci e stanno dimostrando una maggiore resilienza quando si verifica una crisi. È necessario avere a disposizione competenze complementari per prendere le decisioni migliori.Questo si ripercuote positivamente anche sull’organizzazione aziendale, favorendo una crescita della presenza femminile nelle altre posizioni".  "Perciò – aggiunge Cuzzilla – è importante investire nella formazione e costruire percorsi di valorizzazione dentro e fuori le imprese.

Nel nostro Paese, dove lavora soltanto una donna su due, dove soltanto il 28% dei manager è donna, dobbiamo rimuovere tutti fattori – economici, sociali e soprattutto culturali – che sono ostacolo all’affermazione della parità nel mondo del lavoro.Dobbiamo portare le donne al lavoro, farle lavorare bene.

Questo progetto è fondamentale: laddove c'è governance mista l'azienda funziona meglio.Ma servono fatti concreti, come Cida agiremo fortemente su questo", conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonetti: “Bene ‘Women on Board’, agire per promozione donne in cda”

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(Adnkronos) – "Sono onorata che Manageritalia e Federmanager abbiano scelto di dare avvio quest'anno dalla Camera dei Deputati a un percorso importante di formazione al femminile per promuovere la presenza di donne nei cda e nei livelli esecutivi delle aziende.L'alleanza mondo privato delle imprese e mondo istituzionale ha segnato un percorso virtuoso ed efficace del nostro Paese, a partire dalla legge Golfo Mosca che ha introdotto per la prima volta le quote per le donne nel cda fino ad arrivare alla certificazione per la parità di genere dentro alle azioni del Governo Draghi e promossa all'interno del Pnrr".

Così Elena Bonetti, componente della commissione Affari sociali della Camera dei deputati e già ministro per le Pari opportunità, con Adnkronos/Labitalia a margine della presentazione alla Camera della 3a edizione di 'Women on Board' il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets. Secondo Bonetti, "la presenza di donne nei cda, ma non solo, la presenza di donne nei ruoli di governance in tutti i livelli della carriera, e anche della presenza nelle imprese, dà ormai dati certi sulla qualità ulteriore che essa può portare nell'ottica di una diversità di genere, anche in una leva di sviluppo italiano.Solo mettendo in campo tutte le energie femminili di cui disponiamo l'Italia può pensare di avere un percorso di crescita, di sviluppo e di competitività a livello europeo e a livello internazionale", ha sottolineato.  Quindi la strada è di andare verso uno step successivo rispetto a quanto fatto negli anni scorsi. "Oggi quello che dobbiamo fare è proseguire certamente in un'azione di formazione coordinata ma anche attraverso una normativa che renda conveniente, ancora più conveniente e in qualche modo a tratti anche obbligatorio la promozione delle donne nei cda: questo fa la certificazione per la parità di genere", ha sottolineato.  Per l'esponente politico però "serve però anche mettere in campo politiche necessarie per le piccole e le medie imprese, quindi ricostruire quella filiera che dalla grande impresa partecipata possa 'contaminare' in modo positivo l'esperienza delle piccole e le medie imprese che ovviamente vivono di dimensioni, di fatiche e di opportunità diverse.

Ma è quello che credo sia il passo successivo che già la certificazione ha iniziato ma su quale bisogna proseguire convintamente", ha concluso.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Più donne in cda per meriti e competenze, ecco 3a edizione di ‘Women on Board’

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(Adnkronos) – Favorire l’inserimento delle donne nei Cda non per legge o per quote rosa ma per meriti e competenze.Stop al divario di genere oltre a una maggiore inclusività nelle posizioni di leadership all’interno di organizzazioni aziendali di imprese pubbliche e private.

Sono questi gli obbiettivi della 3° edizione di 'Women on Board' il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets. 'Women on board 2025' è un vero e proprio percorso formativo già seguito da oltre 1700 professioniste dal 2022 a oggi.  I contenuti della terza edizione sono stati illustrati questa mattina, presso la Sala Matteotti di Palazzo Theodoli – Bianchelli, Camera dei Deputati, con la partecipazione di Elena Bonetti, già ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia affiancata dal presidente Cida e Federmanager, Stefano Cuzzilla e dalle due donne ideatrici del progetto: Cristina Mezzanotte di Manageritalia e Sara Cirone di Federmanager Minerva, Aidp e Hub del Territorio.Tante le novità di questa edizione a cominciare dalla conferma delle partnership con gli ordini dei commercialisti e dei consulenti del lavoro e con l’Associazione nazionale forense.

Si amplia anche il calendario degli incontri.Saranno infatti ben 15 gli appuntamenti formativi, di cui 12 obbligatori su piattaforma dedicata e 3 facoltativi (che saranno aperti anche alle partecipanti Wob delle scorse edizioni).  Ogni incontro avrà la durata di circa 3 ore, in cui le partecipanti avranno l’occasione di confrontarsi con diversi professionisti del settore giuridico, economico e aziendale aumentando così le loro competenze, esperienze e capacità di analisi.

Diverse le tematiche affrontate che spaziano dal 'personal branding soft skills networking' all’equilibrio di genere nelle società non quotate passando per 'l’analisi contabile e del rischio sui sistemi gestionali' sino ai 'principi dell’etica d’impresa', oltre a comprendere come agiscono 'gli enti di interesse pubblico e le partecipate pubbliche' e come le nuove tecnologie possono essere utili alle decisioni dei Cda. 'Women On Board 2025' varcherà per la prima volta anche i confini nazionali.Nel mese di marzo, infatti è previsto a Bruxelles, presso gli spazi del Parlamento Europeo, un incontro tra una delegazione delle donne di Wob e rappresentanti delle istituzioni comunitarie per confrontarsi sui diversi modelli di management attuati dai diversi paesi ma soprattutto per conoscere best practice che possono concretamente portare anche in Italia una vera inclusione di genere.

Previsto anche un incontro al Cec (Confederazione europea dei manager) per favorire e agevolare il dialogo e il confronto internazionale tra manager. E 'Women on Board 2025' è un percorso totalmente gratuito espressamente ideato per le donne, ma aperto anche agli uomini, con incontri formativi che prenderanno il via il prossimo mese di novembre per concludersi a giugno 2025.Al termine del corso ci sarà l’inserimento in un apposito elenco qualificato on line consultabile dalle imprese che potranno così scegliere la figura professionale più in sintonia con le caratteristiche della società e le specifiche esigenze dei CdA di aziende, società pubbliche e organizzazioni in cerca di manager e professioniste per i propri organi di governance. All’evento sono intervenuti anche Michele de Tavonatti, presidente Cpo nazionale del Cndcec, Luca De Compadri vicepresidente Cnocdl e Nicoletta Grassi, Direttivo Nazionale Anf.

A chiudere i lavori, le testimonianze di Carla Nisio (head of cloud4tim Noovle – TIM Olivetti board member) e Teresa Lopilato (consigliera di BolognaFiere e presidente di Bologna Marathon), professioniste che hanno partecipato alla passata edizione di 'Women On Board'.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Psoriasi cuoio capelluto, nuovi studi confermano efficacia deucravacitinib

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(Adnkronos) – Bristol Myers Squibb ha annunciato i risultati positivi dello studio di fase 3b/4 Psoriatyk Scalp per la valutazione di deucravacitinib nel trattamento dei pazienti con psoriasi del cuoio capelluto da moderata a grave, compresi quelli con psoriasi meno estesa. L'endpoint primario – riporta una nota – è stato raggiunto, con un miglioramento statisticamente significativo del Physician's Global Assessment (ss-Pga) specifico per il cuoio capelluto di 0 o 1 (chiaro/quasi chiaro) a 16 settimane, con un numero di pazienti che hanno raggiunto ss-Pga 0/1 tre volte maggiore con il trattamento con deucravacitinib rispetto a quelli trattati con placebo (48,5% contro 13,7%).I nuovi risultati di efficacia e sicurezza di Psoriatyk Scalp, i risultati riportati dai pazienti e altri 23 abstract sono stati presentati al Congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (Eadv) ad Amsterdam, che si è tenuto dal 25 al 28 settembre. "Circa l'80% dei pazienti colpiti da psoriasi a placche presenta un coinvolgimento del cuoio capelluto e solitamente avverte prurito, desquamazione, dolore e sanguinamento, che riducono notevolmente la qualità di vita – afferma Mark Lebwohl, preside di Clinica terapeutica al Kimberly e Eric J.

Waldman Department of Dermatology della Icahn School of Medicine a Mount Sinai – Questi nuovi risultati confermano che deucravacitinib è un trattamento orale sicuro ed efficace, da somministrare una volta al giorno, per le persone affette da psoriasi da moderata a grave, con coinvolgimento di aree ad alto impatto come il cuoio capelluto". Inoltre, lo studio di fase 3b/4, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo di 52 settimane – si legge – ha soddisfatto i principali endpoint secondari alla settimana 16, con una percentuale significativamente superiore di pazienti che hanno raggiunto almeno un miglioramento del 90% della risposta Psoriasis Scalp Severity Index (Pssi) e una variazione rispetto al basale (Cfb) del prurito del cuoio capelluto con il trattamento con deucravacitinib rispetto a placebo.Miglioramenti maggiori sono stati riportati dai pazienti che hanno ricevuto deucravacitinib rispetto a placebo, rispettivamente, nel raggiungimento della differenza minima clinicamente importante (Mcid) per prurito specifico del cuoio capelluto (41,7% versus 9,8%), dolore (26,2% vs 11,8%) e desquamazione (53,4% vs 19,6%), nonché per i punteggi della scala di valutazione numerica (Nrs) per il prurito in tutto il corpo (39,8% versus 13,7%). Il profilo di sicurezza di deucravacitinib nello studio Psoriatyk Scalp è risultato coerente con quelli precedentemente riportati dagli studi clinici condotti su deucravacitinib nella psoriasi, prosegue la nota.

Gli eventi avversi più comuni associati al trattamento con deucravacitinib nello studio sono stati nasofaringite (14,6%), infezione delle alte vie respiratorie (11,7%), acne (9,7%), emicrania (7,8%), Covid-19 (5,8%) e acne pustolosa (5,8%). Un'analisi ad interim del Registry of Psoriasis Health Outcomes: a Longitudinal Real-World Collaboration Study (RePhlect) ha valutato 118 pazienti, 108 dei quali con psoriasi a placche da moderata a grave.L'analisi ha dimostrato che l'efficacia a 6 mesi del trattamento continuo con deucravacitinib dei pazienti del registro real-world è risultata coerente con i risultati di efficacia osservati negli studi clinici Poetyk Pso nei pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave.

I risultati mostrano che i pazienti nel gruppo complessivo hanno ottenuto una riduzione media statisticamente significativa delle misure di gravità di malattia (il 67,9% ha raggiunto un punteggio Psoriasis Area and Severity Index o Pasi ≤3; punteggio Pasi medio al basale 6,3, variazione dal basale -4,1), del punteggio di percentuale di superficie corporea (Bsa) colpita (64,1% dei pazienti ha ottenuto una Bsa ≤3%; punteggio medio al basale 9,3, variazione dal basale -5,8) e del punteggio di Investigator's Global Assessment o Iga (il 46,8% ha raggiunto un punteggio Iga di 0/1; punteggio medio Iga al basale 2,7, variazione dal basale -1,2) dal basale al follow-up.Risultati simili sono stati osservati nel sottogruppo di pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave. "Questi dati dimostrano ulteriormente la sicurezza e l'efficacia di deucravacitinib nel trattamento della psoriasi in aree ad alto impatto, come il cuoio capelluto – evidenzia Daniel Quirk, Vicepresidente senior, Worldwide Immunology and Neuroscience medical affairs, Bristol Myers Squibb – e includono la prima analisi dal nostro registro RePhlect, fornendo prove che evidenziano il beneficio in un setting di real world di deucravacitinib nel trattamento della psoriasi da placca moderata a grave.

Crediamo che deucravacitinib abbia il potenziale per essere una terapia sistemica a cui i clinici si possono affidare per il trattamento dei pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a grave, specialmente in caso di coinvolgimento del cuoio capelluto.In generale, questi risultati promettenti confermano deucravacitinib una volta al giorno come potenziale standard di cura, mentre continuiamo a guidare l'innovazione Tyk2". La psoriasi è una malattia sistemica cronica, immuno-mediata, ampiamente diffusa, che compromette sensibilmente la salute dei pazienti, la qualità di vita e la produttività in ambito lavorativo.

Rappresenta un grave problema a livello globale, che vede almeno 100 milioni di persone in tutto il mondo colpite da qualche forma di questa malattia, di cui circa 14 milioni in Europa e 7,5 milioni negli Stati Uniti.Circa un quarto dei pazienti affetti da psoriasi presenta la forma moderata-severa.

Fino al 90% dei pazienti con psoriasi presenta la forma volgare, o psoriasi a placche, caratterizzata da placche distinte ovali o rotonde tipicamente ricoperte da squame biancastre.Nonostante siano disponibili terapie sistemiche efficaci, molti pazienti con psoriasi da moderata a grave non sono trattati o trattati in modo adeguato e non sono soddisfatti delle attuali terapie.  La psoriasi è associata a diverse comorbidità che influenzano il benessere dei pazienti, come l'artrite psoriasica, le malattie cardiovascolari, la sindrome metabolica, l'obesità, il diabete, le malattie infiammatorie intestinali e la depressione.

La psoriasi del cuoio capelluto, che si manifesta in circa l'80% dei pazienti con psoriasi a placche, è associata a prurito, desquamazione, dolore e sanguinamento e influenza notevolmente la qualità della vita legata alla salute.La psoriasi del cuoio capelluto può essere difficile da trattare con agenti topici e i dati disponibili sull'efficacia degli agenti sistemici nel trattamento della malattia del cuoio capelluto da moderata a grave sono limitati. Deucravacitinib è anche oggetto di studi clinici in molteplici malattie immuno-mediate.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Erba, “Olindo e Rosa soli colpevoli”: le motivazioni del no alla revisione del processo

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(Adnkronos) – La richiesta di revisione sulla strage di Erba che vede condannati all'ergastolo Olindo Romano e Rosa Bazzi "è inammissibile" sotto un duplice profilo, ossia "dalla mancanza di novità e della inidoneità a ribaltare il giudizio di penale responsabilità delle prove di cui è chiesta l'ammissione".E' uno dei passaggi delle motivazioni con cui i giudici della corte d'Appello di Brescia hanno 'chiuso' la strage dell'11 dicembre del 2006.  La richiesta di revisione presentata dal procuratore generale di Milano (oggi in pensione) Cuno Tarfusser "prima ancora che carente sotto il profilo della novità della prova, è inammissibile per difetto di legittimazione del proponente", sostengono i giudici nelle motivazioni con cui parlano di "violazione delle regole" e respingono così la 'riapertura' del caso.  In questo caso, "la richiesta di revisione è stata formulata da un sostituto procuratore generale della Corte d'appello di Milano privo di delega relativamente alla materia delle revisioni, riservata, secondo li documento organizzativo dell'ufficio, all'avvocato generale, e non assegnatario del fascicolo ed è stata depositata nella cancelleria del procuratore generale di Milano, che l'ha trasmessa alla Corte, evidenziando la carenza di legittimazione del proponente, disconoscendone il contenuto e chiedendo che fosse dichiarata inammissibile".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al Pacino: “Sono quasi morto di covid, il cuore si è fermato”

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(Adnkronos) –
Al Pacino ha sfiorato la morte, se n'è 'andato' per qualche secondo.Poi, racconta, è tornato.

Nel suo libro di memorie in uscita, 'Sonny Boy', l'attore di 'Scarface' ha raccontato di aver contratto il Covid durante la pandemia nel 2020 e di essere "tecnicamente morto", prima della diffusione dei vaccini. La star hollywoodiana, 84 anni, ha ricordato come il suo cuore si sia fermato per qualche minuto: "Il mio cuore ha smesso di battere, non avevo più polso.Nel giro di pochi minuti sono accorsi paramedici e medici, che indossavano tute spaziali, sembravano degli astronauti".

Pacino ha pensato che quelli fossero gli ultimi istanti della sua vita ma "non ho visto la luce bianca, non c'era nulla dall'altra parte". Al New York Times e a People, ricordando il periodo drammatico, l'attore ha raccontato essersi sentito "stranamente non bene".Sono arrivate la febbre e la disidratazione. "Ero lì seduto a casa mia e me n'ero praticamente andato.

Non avevo polso.Ci sei e poi non ci sei più.

Ho pensato: 'Wow, non hai nemmeno i tuoi ricordi, non hai niente".Quindi, l'intervento dei medici: "Erano tutti attorno a me: 'E' tornato, è qui', dicevano.

Mi guardavo intorno e mi chiedevo cosa fosse successo.Pensavo di aver provato l'esperienza della morte, ma non credo sia andata così".

Il suo approccio alla vita è cambiato da allora? "Per niente".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, Gentiloni: “Prudenza sì, ma servono riforme e investimenti” – Video

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(Adnkronos) – La "prudenza" del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è "necessaria", ma questa "prudenza" non deve comportare la "rinuncia a riforme e investimenti".Lo dice il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, a Lussemburgo a margine dell'Eurogruppo. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)