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Consumi, acquisti online e sostenibilità: l’indagine di Altroconsumo

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(Adnkronos) – In un mondo sempre più orientato verso l'e-commerce, molti si chiedono se fare acquisti online sia più o meno sostenibile rispetto allo shopping in negozio.Un’indagine Altroconsumo, condotta su oltre 1.000 partecipanti attraverso la piattaforma ACmakers e che rientra nel progetto 'Sceglilo Sfuso o Riciclabile', con l’obiettivo di promuovere l’informazione e la formazione dei consumatori e sensibilizzarli rispetto alla riduzione degli imballaggi attraverso il riutilizzo, il riciclo, la semplicità di smaltimento e la comprensione delle etichette, ha approfondito questa tematica, esplorando e quantificando i reali impatti ambientali degli acquisti digitali.  Utilizzando un paio di auricolari bluetooth come esempio, è stato percorso l'intero ciclo di vita del prodotto, dalla fabbrica fino alla consegna, analizzando le emissioni di CO2 e gli imballaggi utilizzati. "Alla domanda 'con quanti imballaggi entra in contatto un paio di auricolari prima di essere venduto online?', solo 1 partecipante su 10 ha scelto, tra le quattro opzioni disponibili, quella giusta, cioè 'tra 9 e 11 imballaggi'.

Oltre agli imballaggi necessari per il trasporto dalla fabbrica al magazzino di competenza, infatti, gli auricolari venduti online richiedono un packaging singolo o comunque personalizzato anche per la spedizione dal magazzino al destinatario finale.La vendita dello stesso prodotto in negozio richiede invece un numero di componenti di imballaggio inferiore, circa 6-8", spiega Altroconsumo in una nota.  Restando all’esempio degli auricolari, alla domanda 'quale tipo di acquisto produce più CO2?', la maggior parte ha risposto che è l’acquisto online il più nocivo per l’ambiente. "Mentre – dice Altroconsumo – la risposta da indicare era un’altra, 'l’outlet fuori città'.

Questo perché i grandi punti vendita extraurbani, oltre a essere causa di elevate emissioni di CO2 (dovute al riscaldamento, al raffrescamento e all’illuminazione dell’outlet), sono fonte di ulteriore inquinamento, dal momento che i clienti per raggiungerli devono percorrere lunghe distanze perlopiù col proprio mezzo privato".  Alcuni recenti studi evidenziano il ruolo chiave che il comportamento dei consumatori gioca a favore o meno della sostenibilità ambientale, primo tra tutti il modo in cui avvengono gli spostamenti per raggiungere il negozio o il punto di ritiro del bene acquistato. "È emerso che i magazzini automatizzati che compongono la filiera degli acquisti online riescono a essere generalmente più efficienti in termini di energia per unità di prodotto.Sono sempre di più, infatti, le aziende di logistica che investono in flotte di consegna elettriche e magazzini a basse emissioni", osserva l'organizzazione dei consumatori.  L’indagine Altroconsumo mette in evidenza che "anche i consumatori hanno un ruolo attivo nel ridurre il proprio impatto, ad esempio evitando resi, preferendo il ritiro in un punto fisico vicino a casa e differenziando correttamente gli imballaggi.

Per ridurre l'impatto ambientale è essenziale, infatti, che i cittadini gestiscano correttamente il packaging tramite la raccolta differenziata.Ad esempio, le buste di carta imbottite vanno di solito nell'indifferenziato, ma se le parti di carta e plastica sono facilmente separabili, è possibile differenziarle.

Inoltre, per un riciclo ottimale, è consigliabile rimuovere le etichette adesive e altri elementi come nastri e graffette dalle scatole di carta prima di smaltirle". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Unicredit e Commerzbank: la partita si gioca su governance, dipendenti e sede

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(Adnkronos) –
Unicredit e Commerzbank, alla fine, arriveranno al matrimonio?E, soprattutto, con quale schema possono arrivarci?

Come per tutte le grandi fusioni bancarie, una volta acquisita la convenienza industriale e stabilito il prezzo necessario a soddisfare gli azionisti, la partita si gioca essenzialmente su tre fronti: la governance, la sorte dei dipendenti, la sede della nuova banca che nasce dall'integrazione. "Mettendo da parte le resistenze politiche, la trattativa reale si farà su questi aspetti, che hanno ognuno delle implicazioni sostanziali, e il compito degli advisor è trovare il giusto equilibrio", ragiona con l'Adnkronos una fonte vicina al dossier.  L'obiettivo, in estrema sintesi, deve essere "costruire un'architettura che possa rispondere in maniera puntuale alle obiezioni e ai paletti che si mettono in ogni deal di M&A".C'è però un elemento che va tenuto in considerazione. "Operazioni del genere, che ovviamente prevedono in partenza una banca a guidare il processo e una a 'subirlo', hanno poco senso se vengono lette in un'ottica di conquista.

Il saldo finale deve essere 'win win', altrimenti non funzionano", si fa notare. La conseguenza, sul piano più concreto, è che nel caso specifico che riguarda Unicredit e Commerzbank "ha poco senso ragionare continuando a pensare Unicredit come una banca italiana, perché è già da tempo una banca europea, e Commerzbank solo come una banca tedesca da difendere".In linea teorica, "non ci sarebbe da sorprendersi nel caso in cui si arrivasse a una banca guidata da Orcel, con un azionariato più largo e con sede a Francoforte".

Più complessa la gestione dei dipendenti, perché in genere le operazioni di concentrazione producono anche potenziali esuberi. "Vero, ma la razionalizzazione degli organici sta avvenendo comunque, in Italia e in Germania, anche nei rispettivi attuali perimetri".  Per ora, sul tavolo ci sono le carte scoperte dai Ceo delle due banche.Andrea Orcel guarda alla creazione di una banca più forte in Europa e aperta alla competizione globale. “Credo che l’Europa abbia bisogno di banche più grandi, forti per sostenere l’economia”, perché “senza campioni paneuropei non supererà le sfide evidenziate da Mario Draghi e da molti altri leader prima di lui”.

Evidentemente, accanto al valore più politico dell'operazione, il banchiere vede anche l'opportunità di creare valore.Sull'altro fronte, Bettina Orlopp oppone in un'ottica negoziale tutte le possibili obiezioni che riguardano l'integrazione di sistemi diversi, la presunta perdita di clienti, la valutazione delle agenzie di rating: “solo perché una fusione sembra buona sulla carta, non significa che sarà eseguita bene e che alla fine potrà avere successo e creare valore per i nostri azionisti”.  In mezzo ci sono gli spazi e i margini della trattativa, che potrebbe accelerare considerando anche le risposte del mercato e il convinto via libera che le Istituzioni europee e la Bce hanno già sostanzialmente accordato. (Di Fabio Insenga) —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Melania Trump e re Carlo sono amici di penna da anni: la rivelazione dell’ex first lady

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(Adnkronos) –
Melania Trump ha rivelato di essere amica di penna di re Carlo, con il quale condivide una "corrispondenza continua" dopo il loro primo incontro avvenuto nel 2005.L'inaspettata amicizia tra il sovrano e la moglie di Donald Trump è stata rivelata nel libro di memorie dell'ex modella 'Melania: A Memoir', recensito dal New York Times e che uscirà alla fine del mese. L'ex First Lady, 54 anni, racconta che, dopo il primo incontro con Carlo a New York nel 2005, i due si sono rivisti nel 2019 durante una visita di Stato nel Regno Unito, quando Donald Trump era alla Casa Bianca.

E' stato un "assoluto piacere riprendere i contatti con re Carlo" nel 2019, scrive la signora Trump. "Quella volta abbiamo avuto un'interessante conversazione sul suo profondo impegno per la salvaguardia dell'ambiente".  L'autobiografia racconta l'infanzia di Melania Trump in Slovenia, il successivo lavoro come modella e la sua relazione con Donald Trump, che l'ha vista diventare la seconda first lady in assoluto a nascere fuori dagli Stati Uniti.Sembra che anche Trump, in corsa per un secondo mandato alla Casa Bianca, abbia un buon rapporto con la famiglia reale e che re Carlo gli abbia scritto una lettera dopo il fallito tentativo di assassinio di luglio.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Aggredita troupe del Tg3 in Libano, morto di infarto l’autista

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(Adnkronos) –
La troupe del Tg3 in Libano aggredita stamattina.La giornalista Lucia Goracci e l'operatore Marco Nicois sono stati attaccati a pochi chilometri da Sidone.

L'autista, cardiopatico, è morto di infarto.L'auto della troupe, che si muove in Libano con tutti i permessi, è stata minacciata e inseguita da un gruppo di persone in moto.

L'autista, Ahmad, ha accusato un malore: è intervenuta un'ambulanza e sono stati prestati soccorsi.L'autista è morto, tra il dolore e lo sconcerto di Goracci e Nicois.  
"Eravamo a Jiyeh, a Nord di Sidone, sul luogo di un bombardamento avvenuto due notti fa", ha detto Goracci. "Stavamo riprendendo senza problemi, un uomo si è scagliato verso l'operatore cercando di strappargli la telecamera.

Abbiamo protetto Marco e siamo tornati in auto per allontanarci, sono arrivate altre persone.L'uomo" che ha cercato di strappare la telecamera "ha lanciato una pietra.

Siamo andati via, quest'uomo ci ha inseguito.Quando ci siamo fermati in un distributore, quest'uomo ha strappato le chiavi all'autista, ha tentato di rompere la telecamera entrando attraverso i finestrini". "Nessuno ci è venuto in aiuto.

Ahmad ha cercato di farsi ridare le chiavi e a quel punto si è accasciato a terra.E' arrivata l'ambulanza, siamo corsi in ospedale: ci hanno che era morto dopo lunghi tentativi di rianimarlo.

Ahmad lavorava con gli uffici della Rai di Beirut e Gerusalemme da molti anni.Io e Marco, che è qui con me, non abbiamo parole per descriverne la profondità umana e la dolcezza", ha concluso la giornalista. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

UniMi lancia corso laurea Scienze psicologiche per prevenzione e cura

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(Adnkronos) – L'Italia è solo all'ottavo posto in Europa per fondi destinati alla prevenzione (quasi il 7% della spesa sanitaria totale), preceduta da Austria, Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia, Estonia, Repubblica Ceca e Ungheria.Il nostro Paese scende alla decima posizione quando la percentuale si trasforma in cifre effettive spese (193,26 euro per ogni abitante nel 2021, rispetto ai 213,18 della media Ue).

La conseguenza è un vero e proprio boom di stili di vita scorretti nel nostro Paese.E' quanto emerso oggi durante la presentazione del nuovo corso di laurea triennale in Scienze psicologiche per la prevenzione e la cura, istituito nella Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Statale di Milano: oltre 1.600 richieste di partecipazione al test d'ingresso, a fronte di 100 posti disponibili.  Il 24% della popolazione fuma, il 33% è in sovrappeso (il 10% obeso) e il 28% è completamente sedentario – è stato ribadito in conferenza stampa – Cattive abitudini che determinano lo sviluppo di patologie croniche, a partire dai tumori (nel 2023 stimati 395.000 nuovi casi, con un incremento, in 3 anni, di 18.400 diagnosi) e dalle malattie cardiovascolari, la principale causa di morte nel nostro Paese.

Dall'altro lato, si pone il problema dell'aderenza alle terapie, perché si stima che solo il 50% dei pazienti colpiti da malattie croniche assuma i farmaci in modo corretto: spesso infatti seguono le indicazioni del medico con discontinuità o abbandonano i trattamenti dopo un breve periodo.Gli interventi di tipo psicologico devono diventare parte integrante del percorso di cura.

Per questi motivi l'Università Statale di Milano inaugura il nuovo corso di laurea triennale, la prima esperienza di questo tipo in Italia.  "La recente pandemia da Covid-19 ha messo in evidenza l'importante impatto psicologico prodotto da ogni situazione di salute, influenzando scelte di grande rilievo sociale – afferma Marina Brambilla, rettrice UniMi – L'avvio del nuovo corso di laurea triennale in Scienze psicologiche per la prevenzione e la cura si inserisce a completamento di un percorso che conta in ateneo già magistrale, Master e Scuola di specializzazione, e testimonia l'impegno dell'Università Statale di Milano nell'accogliere con una soluzione all'avanguardia un'esigenza sempre più sentita nei contesti di cura, cioè formare figure professionali che abbiano la preparazione teorico-pratica necessaria per integrarsi nel complesso lavoro multidisciplinare, richiesto nella gestione delle malattie acute e croniche.Questa iniziativa risponde a una lacuna nel panorama educativo nazionale e rappresenta un contributo di grande valore allo sviluppo innovativo del sistema salute: una responsabilità che la Statale, forte della centralità dei suoi medici e ricercatori nel sistema sanitario regionale, non poteva che accogliere e sperimentare per prima".  "La peculiarità della nuova offerta formativa è di essere inserita nella Facoltà di Medicina e Chirurgia – sottolinea Gianluca Vago, direttore del Dipartimento di Oncologia e Onco-ematologia dell'Università degli Studi di Milano – Fino a oggi mancava, nel panorama formativo nazionale, un corso di laurea triennale in Psicologia che fornisse conoscenze di base tecniche e psicologiche con un'impronta volta a costruire future figure professionali esperte nei percorsi di prevenzione e cura in area medica.

I progressi della ricerca, il miglioramento dell'efficacia delle terapie e il conseguente aumento dell'aspettativa di vita stanno cambiando la gestione dell'assistenza e della cura, ponendo i clinici di fronte a malattie croniche che richiedono interventi multidisciplinari complessi, in cui le implicazioni psicologiche sono essenziali".  Il corso di laurea in Scienze psicologiche per la prevenzione e la cura "si propone di formare laureati capaci di operare secondo modelli integrati della cura, collaborando strettamente con altri professionisti, come medici, infermieri, fisioterapisti, all'interno delle strutture sanitarie, come ospedali, ambulatori, case di comunità, e nell'assistenza primaria territoriale – spiega Roberta Ferrucci, docente di Neuropsicologia e Neuroscienze cognitive UniMi, coordinatrice della laurea triennale – Il corso è progettato per promuovere la salute e il benessere psicologico, prevenire il disagio e identificare precocemente le problematiche psicologiche, permettendo interventi tempestivi.I nostri laureati saranno preparati per migliorare l'aderenza dei pazienti alle cure, la qualità della vita e garantire una gestione efficace delle malattie croniche".

Nello specifico, "gli insegnamenti includono un'alternanza tra lezioni frontali, laboratori, seminari – illustra Ferrucci – lavoro di gruppo, apprendimento basato sul problema (problem-based learning), presentazione e discussione di casi clinici, studio individuale dei libri di testo e dei materiali forniti a lezione, confronto con i docenti, preparazione della tesi di laurea.Durante il percorso gli studenti acquisiranno competenze pratiche in diagnosi e terapia, familiarizzando con i test psicologici e neuropsicologici e le tecnologie digitali in ambito sanitario".

In generale, nel corso verranno approfondite e trattate tutte le situazioni sanitarie in cui l'inserimento di competenze psicologiche consenta di aumentare l'efficacia, l’efficienza e la qualità delle cure.  "L'integrazione dell'expertise psicologica nei contesti clinici è fondamentale – conclude Ketti Mazzocco, docente di Psicologia generale dell'Università degli Studi di Milano e coordinatrice della laurea magistrale – Il nuovo corso di laurea triennale è un necessario completamento dell'offerta formativa già presente in Statale e rivolta a psicologi, caratterizzata da un Master di 2° livello in Psiconcologia e dal corso di laurea magistrale in Psicologia in sanità che è oggi al suo secondo anno.Attività che hanno permesso la formazione in Statale di psicologi abilitati alla professione e specializzati nella prevenzione, riabilitazione e cura secondo un approccio integrato e le più moderne evidenze scientifiche".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Che cos’è un Semiconduttore e la tecnologia basata sui nanometri.

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I semiconduttori, in generale servono, per dare una conduttività di tipo elettrica intermedia tra i conduttori (come il rame) e gli isolanti (come il vetro).Naturalmente, questo tipo di conduttività, non è sempre la stessa e dipende da più fattori: temperatura, impurità aggiunte (il così detto drogaggio, atomi che donano elettroni), o l’applicazione di un campo elettrico. I semiconduttori più comuni sono il Silicio (Si) e il Germano (Ge).

La Tecnologia dei Semiconduttori, si è evoluta continuamente e la chiave del successo sta nelle dimensioni dei componenti.

Il Parametro chiave è la dimensione del nodo tecnologico, misurato in nanometri (nm).Più è piccolo questo numero, più è avanzata la tecnologia.

Nei primi anni 2000 si parlava di 50nm, poi si è passati tra 2010 e 2020 a 14-10-7(nm), attualmente parliamo di 5-3(nm), il futuro spinge verso i 2 e oltre (nm) chiedendo ingenti investimenti di denaro in ricerca e sviluppo.Il discorso principale è che più sono piccoli più si possono inserire transistor su un Chip, aumentando la potenza di calcolo, riducendo il consumo energetico e migliorando le prestazioni nel suo complesso.

Tutto questo interesse, ha provocato uno scontro tecnologico, tra varie nazioni, in particolare dalle analisi finanziarie di mercato emerge che aziende leader come la Taiwanese TSMC, la quale, è avanti nella produzione di semiconduttori nei volumi di 2nm, si contrapponendo al colosso Cina, che  attualmente produce semiconduttori di 7nm, questi dati emergono, dal fatto di aver constatato che, i cellulari delle grande aziende cinesi hanno chip di 7nm.Questo divario, è figlio delle sanzioni, che impedisce a paesi come la Cina, la Russia di acquistare macchinari per la litografica EUV (Extreme Ultra Violet) che permette di tagliare un wafer di semiconduttore in silicio, evitando impurità ambientali che potrebbero provocare mal funzionamenti dei Chip, ma una riduzione dei volumi a 2nm porta anche ad un prolungamento della legge di Moore.

Anche la Russia, sta procedendo, a dare vista ad un piano di investimento colossale con centinaia di progetti di R&D, per raggiungere un’autonomia di processo, per la produzione di semiconduttori di 28nm, infatti oggi parliamo di una produzione di semiconduttori di 65nm.  

L’Europa occidentale, dopo aver pagato lo scotto dell’Industria Automobilistica a causa della guerra tra Russia ed Ucraina, si prepara alla nuova sfida e punta a volumi di semiconduttori oltre i 2nm, con investimenti pari a 2,5 miliardi di euro.

Il Vecchio Continente, prepara il suo Chip Act da 43 miliardi di euro, attirando investimenti dell’americana Intel, la taiwanese TSMC e la sede italiana di Silicon Box (Azienda di Singapore) nel mega stabilimento di Novara.

L’importanza dei semiconduttori deriva dal fatto che permettono di far funzionare tutti i dispositivi elettronici moderni, quali Computer, Smartphone, Elettrodomestici, Dispositivi medici e Auto, e tutti i vari sistemi di automazione industriale che riguarda l’Auto e non solo ed infine i Sistemi di Robotica Industriale.

Nobel per la Fisica all’americano Hopfield e al canadese Hinton

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(Adnkronos) – La Royal Swedish Academy of Sciences ha deciso di assegnare il premio Nobel in Fisica 2024 all'americano John J.Hopfield e al canadese Geoffrey E.

Hinton "per scoperte e invenzioni fondamentali che consentono l'apprendimento automatico con reti neurali artificiali". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Francia consegnerà caccia Mirage a inizio 2025

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(Adnkronos) – La Francia fornirà all'Ucraina i caccia da combattimento Mirage 2000 nei primi tre mesi del prossimo anno.Lo ha annunciato il ministro della Difesa francese Sebastien Lecornu, spiegando che i caccia saranno dotati di tutte le più moderne attrezzature.

Lecornu ha aggiunto che ''continua l'addestramento dei piloti e dei meccanici ucraini'' in Francia per guidare gli aerei da combattimento e provvedere alla loro manutenzione. Continuano i bombardamenti.Un attacco russo contro l'area industriale Kharkiv ha ferito 11 persone.

Lo ha riferito il governatore Oleh Syniehubov, che inizialmente aveva dichiarato che nel raid la Russia ha utilizzato bombe aeree Kab, ma in seguito ha chiarito che il tipo di armi utilizzate è ancora in fase di definizione. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Consulta, opposizioni non partecipano al voto. Schlein: “Meloni non si è confrontata con noi”

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(Adnkronos) – Le opposizioni hanno scelto di non partecipare al voto del Parlamento in seduta comune sul giudice della Corte costituzionale.La decisione è stata formalizzata dalle assemblee dei gruppi parlamentari del Pd di Camera e Senato, riuniti a Montecitorio, dai gruppi parlamentari del M5S che non ritireranno la scheda, da +Europa e da Azione.

Italia Viva aveva già annunciato ieri, con una nota stampa, la mancata partecipazione.  Intervistata da SkyTg24, Elly Schlein ha confermato di essersi sentita e coordinata con le altra opposizioni. "Davanti a una forzatura della maggioranza noi non parteciperemo a questa forzatura, non parteciperemo al voto.Sulla composizione della Corte costituzionale è prevista una maggioranza rafforzata per favorire l'individuazione di profili alti e il dialogo tra maggioranza e opposizione, che c'è sempre stato – ha spiegato la segretaria del Pd – Abbiamo appreso dal giornale che la maggioranza andava dritta senza coinvolgerci.

Non può esserci da parte di questo governo, della Meloni e della maggioranza un atteggiamento proprietario delle massime istituzioni repubblicane".Schlein ha ribadito che è "assurdo" apprendere le decisioni dell maggioranza "dalla stampa, senza una telefonata".  Anche il segretario di +Europa Riccardo Magi si è espresso in merito:"Aver reso l'elezione di un giudice costituzionale una questione di governo, sia per il metodo che per la scelta del candidato, danneggia le istituzioni in uno dei passaggi più importanti e delicati della dinamica istituzionale.

Ecco perché oggi +Europa non parteciperà al voto: Meloni si fermi e consenta l’apertura di un confronto vero tra i gruppi parlamentari".Mentre in una nota, Azione sottolinea che "lo schema di rapporti tra maggioranza e opposizione così non regge, non c'è mai uno spazio di dialogo.

Il fatto che anche su un nome di valore non ci sia alcun lavoro che porti alla condivisione di una proposta, dimostra che così non si può andare avanti". "Non capiamo bene perché le forze di minoranza non intendano partecipare a un voto che è necessario per la costruzione di un sistema come quello che la Costituzione prevede", ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura e Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida parlando a margine dell'evento di Coldiretti sugli 80 anni dalla fondazione al teatro Eliseo di Roma.E a chi gli chiedeva se teme che neanche oggi si riuscirà ad eleggere il giudice della Corte Costituzionale ha detto: "Non temiamo niente, raccolgo la sollecitazione del Presidente della Repubblica ripresa ieri dai capigruppo di Camera e Senato di Fratelli d'Italia che sostenevano la necessità che il Parlamento si esprima e porti a compimento un adempimento che gli è attribuito".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Zapata a Bremer, sempre più infortuni al ginocchio nel calcio: la causa

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(Adnkronos) – Solo un mese dall'inizio dei campionati di calcio nazionali e già tanti infortuni.Da Zapata del Torino a Bremer (Juve), da Rodri (Manchester City) a Carvajal (Real Madrid).

Passando anche per Ter Stegen, il portiere del Barcellona.Senza dimenticare anche Florenzi del Milan e Scamacca dell'Atalanta infortunatisi nella fase di pre-campionato.

Saltano legamenti del crociato, associati anche a lesioni del menisco, e molti osservatori – e anche gli stessi calciatori – lamentano che così gli atleti pagano il prezzo di un calendario di partire già fitto. "Le troppe partire sono una falsa pista, è vero che statisticamente più match si disputano e più ci sono i rischi di farsi male ma ci sono altri fattori.Il calcio è cambiato e oggi si arrivati ad un 'mix' di velocità e potenza che sollecita in modo intenso le articolazioni, soprattutto il ginocchio".

A fare il punto con l'Adnkronos Salute è Alberto Momoli, chirurgo e presidente della Siot, la Società italiana Ortopedia e Traumatologia.  Ogni anno in Italia si registrano più di 80mila ricoveri per le lesioni del legamento crociato del ginocchio, due terzi dei quali in pazienti di sesso maschile (Dati Siot 2018). "Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento degli interventi di chirurgia del crociato nella popolazione generale che gioca a calcio a sei o calciotto su campo sintetici – continua Momoli – Spesso però sono persone che giocano senza un allenamento continuo.Per i calciatori professionisti il discorso è molto diverso.

La lesione del crociato ha più cause e non solo le tante partite tra campionato, coppe e nazionali.Se nel gesto del tiro la struttura più sollecitata è la caviglia, nelle cadute dopo un colpo di testa è il ginocchio come è sempre questa struttura a essere molto sollecitata quando si corre e si devia dall'asse in questo caso gli elementi stabilizzatori (il crociato, il menisco e il collaterale) sono molto sollecitati e le masse muscolari molto sviluppate – prosegue – che hanno oggi i calciatori producono una tensione elevata.

Se uno corre, frena e cerca di girarsi, ecco che può accadere che il crociato sottoposto a questo eccesso di tensione si rompa".  
Dopo l'infortunio quanto ci vuole per il recupero? "Tecnicamente un crociato non torna in campo prima di 6-7 mesi – risponde Momoli – Un professionista di alto livello fa i suoi conti su questo indipendentemente dal chirurgo.C'è un tempo biologico dovuto al trapianto del tendine che ha necessità di 6-7 mesi per stabilizzarsi.

E poi – conclude – c'è la riabilitazione che va fatta bene".   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Whitney Houston, morta la madre Cissy: la leggendaria cantante gospel aveva 91 anni

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(Adnkronos) –  Cissy Houston, leggendaria cantante gospel e madre della popstar Whitney Houston, è morta ieri mattina all'età di 91 anni nella sua casa del New Jersey in seguito alle complicazioni del morbo di Alzheimer.Vincitrice di due Grammy Award, Houston ha avuto una lunghissima carriera di successo come cantante, esibendosi sul palco al fianco di superstar come Elvis Presley e Aretha Franklin. Nata nel New Jersey nel 1933, Cissy Houston era la più giovane di otto figli.

Ha iniziato a cantare in giovane età dopo aver formato un gruppo gospel con i suoi fratelli.Negli anni '60 aveva formato il gruppo rythm ad blues Sweet Inspirations, che ha cantato per grandi nomi come Otis Redding, Dusty Springfield e Dionne Warwick.

Si esibirono anche nella canzone di successo di Van Morrison "Brown Eyed Girl". Dopo l'esperienza con gli Sweet Inspirations, Cissy Houston intraprese una carriera da solista ed esibendosi con artisti come Chaka Khan, Jimi Hendrix, Beyonce, Paul Simon e la sua celebre figlia Whitney Houston, morta nel 2012 all'età di 48 anni. Nel 1997 ha vinto un Grammy Award per il suo album gospel "Face to Face" e l'anno successivo per l'album "He Leadeth Me".Ha anche scritto tre libri, tra cui uno per commemorare sua figlia, intitolato "Remembering Whitney: A Mother's Story of Life, Loss and The Night The Music Stopped".

All'età di 80 anni, Houston ha cantato ancora una volta con Aretha Franklin durante la sua esibizione a "The Late Show" con David Letterman, dove hanno eseguito una cover di "Rolling in the Deep" di Adele. La Houston, cantante due volte vincitrice di un Grammy Award, è morta nella sua casa del New Jersey mentre era ricoverata per il morbo di Alzheimer, ha dichiarato la nuora Pat Houston. "I nostri cuori sono pieni di dolore e tristezza.Abbiamo perso la matriarca della nostra famiglia", si legge nel comunicato della famiglia a firma della nuora Pat Houston con cui si annuncia la scomparsa della leggendaria cantante. "Gli oltre sette decenni di carriera di Cissy Houston nella musica e nell'intrattenimento rimarranno in primo piano nei nostri cuori.

La nostra famiglia è benedetta e grata che Dio le abbia permesso di trascorrere così tanti anni con noi.Possa riposare in pace, accanto alla figlia Whitney, alla nipote Bobbi Kristina e agli altri cari membri della famiglia". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele: “Ucciso a Beirut comandante Hezbollah Husseini”

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(Adnkronos) – Israele ha annunciato oggi di aver ucciso Suhail Hussein Husseini, capo del quartier generale di Hezbollah, incaricato della logistica e del finanziamento delle varie unità del gruppo.Husseini, morto in un raid di ieri sulla capitale libanese, faceva anche parte del Consiglio della Jihad di Hezbollah, principale organo militare del 'Partito di Dio'.  “Husseini svolgeva un ruolo cruciale nei trasferimenti di armi tra l'Iran e Hezbollah ed era responsabile della distribuzione di armi avanzate tra le unità di Hezbollah, supervisionando sia il trasporto che l'assegnazione di queste armi”, fanno sapere le Idf.

In più, il leader ucciso era “responsabile del budget e della gestione logistica dei progetti più sensibili di Hezbollah, compresi i piani di guerra dell'organizzazione e altre operazioni speciali, come il coordinamento degli attacchi terroristici contro lo Stato di Israele dal Libano e dalla Siria”.Secondo le forze israeliane, il quartier generale comprende anche l'unità ricerca e sviluppo di Hezbollah, responsabile della produzione di missili guidati di precisione.  Israele non dovrebbe colpire i siti nucleari iraniani nella risposta all'attacco condotto da Teheran una settimana fa, ma dovrebbe concentrarsi sulla base militari o su obiettivi dell'intelligence e della leadership della Repubblica islamica.

Lo rivela il New York Times, citando diversi funzionari attuali ed ex israeliani, che "riconoscono i dubbi" sulle capacità di Tel Aviv di infliggere danni pesanti gli impianti iraniani, in modo da compromettere il suo programma nucleare.Con il rischio che Teheran piuttosto acceleri, trasferendo tutte le attività in siti sotterranei.

Secondo il giornale, dunque, la prima rappresaglia israeliana all'attacco missilistico del primo ottobre escluderebbe gli impianti nucleari, che diventerebbero invece un obiettivo nel caso in cui ci fosse un'ulteriore risposta da parte di Teheran.  L'Iran "ha le mani sporche di sangue americano".Per questo, e alla luce del suo recente attacco missilistico contro il territorio israeliano, può essere considerato il principale rivale degli Stati Uniti nel mondo.

A dichiararlo, rispondendo ad una domanda in merito, è stata la vicepresidente degli Stati Uniti e candidata democratica alla Casa Bianca, Kamala Harris, durante un'intervista con CBS News. "Ho in mente una cosa molto ovvia, ovvero che l'Iran (…) ha le mani sporche di sangue americano.E quello che abbiamo visto in relazione a questo attacco a Israele, con 200 missili balistici, quello che dobbiamo fare è assicurarci che l'Iran non diventi mai una potenza nucleare, questa è una delle mie principali priorità", ha affermato quando le è stato chiesto chi considerasse il principale rivale degli Stati Uniti nel mondo. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo sull’Italia, allerta rossa in Lombardia e Liguria: allagamenti a Genova, scuole chiuse

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(Adnkronos) –
Ancora maltempo sull'Italia.Due le regioni, Liguria e Lombardia, dove oggi martedì 8 ottobre l'allerta è rossa.

Allagamenti a Genova, dove dalle 22 di ieri, è scattata l'allerta arancione.La situazione più critica in Valpolcevera.

Nella notte il rio Fegino ha raggiunto il livello di guardia, la Protezione civile ha fatto scattare l'allarme.La raccomandazione è quella di salire ai piani alti e cercare luoghi sicuri.

Chiusa la parte bassa di via Borzoli.In giornata sono previsti peggioramento.

Disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.Nello spezzino l'allerta sarà rossa a partire da mezzogiorno.  L'allerta è arancione per 7 regioni a causa di una perturbazione di origine atlantica che porta forti piogge e temporali su tutte le regioni del Centro-Nord.

I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento. Temporali su Liguria e alta Toscana già dalla notte e in estensione, dalle prime ore del mattino, a Piemonte orientale, Lombardia, Emilia-Romagna e successivamente alle Province Autonome di Trento e Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia e resto della Toscana.Si prevede dalla tarda mattinata/primo pomeriggio di oggi l’estensione di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, a Umbria, Lazio e successivamente, specie sui settori occidentali, ad Abruzzo e Molise.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.Dal primo mattino di oggi si prevedono venti da forti a burrasca, dai quadranti meridionali, su Emilia-Romagna, specie settori appenninici e Liguria, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia, specie settori costieri.

Mareggiate lungo le coste esposte.L'allerta arancione riguarda l’intero Lazio e settori di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana, è gialla in 13 regioni.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Non sono Biden”, Harris tra lealtà e distanza a un mese da elezioni Usa

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(Adnkronos) – Tra le battute più apprezzate fatte da Kamala Harris durante il dibattito presidenziale di settembre, al primo posto figura "Chiaramente, non sono Joe Biden".A ricordarlo, citando una ricerca interna al team Harris, è la Cnn in un articolo che spiega come la vicepresidente stia cercando di raggiungere un difficile equilibrio tra giusto spazio personale ed eccessiva presa di distanza da Biden, lealtà verso il presidente e rischi per la vittoria.

Equilibrio tanto più difficile per una vicepresidente che deve trovare risposte per elettori desiderosi di cambiamenti, fare fronte a repubblicani che rispondono a ogni sua nuova proposta chiedendole perché non l'abbia già attuata e restare all'ombra di un presidente in carica i cui numeri sono saliti in alcuni dei collegi di cui ha maggiormente bisogno. Candidarsi come 'estensione' del presidente non è essere in una posizione forte, come sanno gli assistenti di Harris, mentre lo è affermare ciò che lei rappresenta.Si tratta di decidere fino a che punto sia prudente staccarsi o non sia meglio invece continuare ad appoggiarsi ad un presidente che – ad esempio domani – volerà a Milwaukee per un evento in cui si annunceranno altri progetti resi possibili dal lavoro dell'amministrazione.

Nessuno tra i membri del team della vicepresidente è comunque contrariato per il fatto che Biden stia per trascorrere un'intera settimana all'estero per un viaggio diplomatico in Germania e Angola.Alcuni vorrebbero anzi che stesse via più a lungo. Il team di Harris sta cercando di elaborare nuovi piani e promesse elettorali su ciò che Harris farebbe da presidente, in parte per far risaltare le differenze con Biden, emerse ad esempio nei suoi recenti discorsi sui diritti all'aborto e sulla gestione del confine meridionale. "La sfida" di avere così poco tempo a disposizione nel quadro di una corsa elettorale breve, ha detto alla Cnn un consigliere della vicepresidente, consiste nel cercare "di raggiungere gli elettori indecisi, e riuscire a comunicare loro le differenze con Biden".  Gli incarichi ufficiali del presidente possono interferire con la campagna della candidata Harris: lo stesso viaggio nelle terre colpite dall'uragano Helene è stata una fonte di tensione tra le due agende.

La decisione di Biden di recarsi in North Carolina all'inizio della settimana ha fatto sì che Harris abbia dovuto rimandare il proprio viaggio in uno Stato che sta combattendo intensamente per vincere. Nessuna questione per Harris è stata più spinosa dell'escalation di violenza in Medio Oriente in vista dell'anniversario degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023: con centinaia di migliaia di voti in palio nel solo Michigan, una serie di leader la sta spingendo a prendere esplicitamente le distanze da Biden.Ma i suoi assistenti sanno che non ci può essere alcuna distanza per una persona che siede alla sua destra nella Situation Room. L'economia rimane però la questione dove le cose si fanno più difficili: perché gli elettori continuano a lamentarsi di una ripresa che continua comunque ad essere maggiore di quanto quasi tutti gli esperti avessero previsto.

Biden vuole accaparrarsi il merito, mentre Harris vuole parlare delle difficoltà che la gente sta provando e di quanto ancora ci sia da fare senza risultare coinvolta nelle sofferenze patite sotto la guida di questa amministrazione.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, sanzioni Usa a “importanti finanziatori di Hamas”: uno è in Italia

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(Adnkronos) – Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni su Hamas nel primo anniversario del massacro compiuto il 7 ottobre dello scorso anno contro Israele.Lo ha annunciato ieri il Dipartimento del Tesoro Usa in una nota sul proprio sito web.

In particolare, sono stati designati ''tre individui e un ente di beneficenza fittizio che sono importanti sostenitori finanziari internazionali di Hamas, nonché un istituto finanziario controllato da Hamas a Gaza''.E' stato anche ''designato un sostenitore di lunga data di Hamas'', prosegue la nota.

Si tratta di ''attori che svolgono ruoli critici nella raccolta fondi esterna per Hamas, spesso sotto le mentite spoglie di opere di beneficenza, e che finanziano le attività terroristiche del gruppo''. La Segretaria del Tesoro Janet Yellen ha affermato che ''mentre ricorre un anno dal brutale attacco terroristico di Hamas, il Tesoro continuerà a colpire incessantemente la capacità di Hamas e di altri proxy iraniani destabilizzanti'' in modo che non possa più ''finanziare le loro operazioni e compiere ulteriori atti violenti". In particolare, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato tre presunti finanziatori di Hamas tra cui uno con base in Italia.Si tratta di Mohammad Hannoun, "riconosciuto come un agente principale di Hamas da Israele nel 2013", come riporta il Jerusalem Post.

Hannoun guida un gruppo di beneficenza denominato Charity Association of Solidarity with the Palestinian People (ABSPP), che è accusato di aver convogliato denaro all'ala militare di Hamas sotto le mentite spoglie di aiuti umanitari. Tra gli altri sanzionati, Hamid Abdullah Hussein Al-Ahmar, cittadino yemenita residente in Turchia, ex membro del parlamento per conto del partito della Fratellanza Musulmana in Yemen, descritto come uno dei più importanti sostenitori internazionali di Hamas.Al Ahmar, che presiede la Al-Quds International Foundation con sede in Libano, è descritto come colui che ha svolto un ruolo chiave nel portafoglio di investimenti clandestini di Hamas, che al suo apice ha gestito oltre 500 milioni di dollari in attività. Il Tesoro ha anche preso di mira Majed Al-Zeer, descritto come un "alto rappresentante di Hamas in Germania, che è anche uno dei membri più anziani di Hamas in Europa e ha svolto un ruolo centrale nella raccolta fondi europea del gruppo terroristico".

Al-Zeer è stato designato come funzionario di Hamas da Israele già nel 2013 ed è stato anche riconosciuto dalle autorità tedesche come leader degli sforzi di Hamas nel paese già nel 2018.Ha guidato una vasta gamma di organizzazioni in tutta Europa, tra cui il Palestinian Return Centre di Londra, la sua sussidiaria European Palestinian Conference e l'European Palestinian Council for Political Relations (EUPAC). —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, “la battaglia continua”. Tel Aviv nel mirino di Hezbollah e Houthi

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(Adnkronos) – Passato un anno dall'inizio della guerra, Israele "continuerà a combattere" finché gli ostaggi non torneranno a casa.E così Hamas, che promette di andare avanti con "una lunga e dolorosa battaglia di logoramento con il nemico".

Dopo le commemorazioni per la strage del 7 ottobre 2023, lo Stato ebraico e i terroristi palestinesi non arretrano di un millimetro.E mentre da Gaza, Libano e Yemen arrivano nuovi attacchi con razzi, droni e missili contro Tel Aviv, va avanti l'operazione di terra israeliana nel Paese dei Cedri, ma anche quella nell'enclave palestinese.  Il 7 ottobre "rappresenterà per generazioni il prezzo della nostra rinascita, esprimerà per generazioni la grandezza della nostra determinazione e la forza del nostro spirito".

Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio registrato ieri, in occasione della cerimonia per commemorare l'attacco di un anno fa in Israele. Incontrando i soldati israeliani feriti e le famiglie in lutto, ha detto Netanyahu, "sentiamo sempre lo stesso messaggio: la campagna (militare) non deve essere interrotta in modo prematuro".E, ha detto, "finché il nemico minaccerà la nostra esistenza e la pace del nostro Paese, continueremo a combattere". "Fin quando i nostri ostaggi saranno a Gaza – ha insistito – continueremo a combattere". "Finché i nostri cittadini non torneranno nelle loro case in sicurezza, continueremo a combattere – ha proseguito Netanyahu – Insieme continueremo a combattere e insieme, con la grazia di Dio, vinceremo".

Il premier ha ripetuto gli "obiettivi della guerra" a cominciare dalla volontà di "rovesciare Hamas", che nel 2007 prese il controllo della Striscia di Gaza.  "Riportare a casa tutti i nostri ostaggi, sia vivi che morti, è una missione sacra, che non abbandoneremo fin quando non l'avremo conclusa", ha affermato ancora, ribadendo di voler "sventare ogni futura minaccia da parte di Gaza" e di voler "riportare i residenti del sud e del nord nelle loro case in sicurezza". "La nostra scelta è quella di continuare una lunga e dolorosa battaglia di logoramento con il nemico, e le battaglie hanno dimostrato il successo di questa opzione”, ha quindi assicurato Abu Obeida, il portavoce delle Brigate al Qassam, ala militare di Hamas nella Striscia di Gaza, anche lui in un messaggio video trasmesso dall’emittente Al Jazeera. "Se e gli omicidi mirati fossero una vittoria, la resistenza contro l’occupazione sarebbe già finita”, ha sostenuto. "E' passato un anno dall'operazione più professionale e di successo dell'era moderna" avvenuta dopo che "il nemico era impegnato in insediamento, giudaizzazione e aggressione contro i prigionieri palestinesi", le parole di Obeida. Anche Hezbollah, intanto, giura di "continuare a combattere contro l'aggressione israeliana".Hezbollah e i libanesi hanno pagato un "prezzo pesante" per la decisione del gruppo di aprire un "fronte di sostegno" a Gaza, ma "siamo fiduciosi…

nella capacità della nostra resistenza di opporsi all'aggressione israeliana", afferma il gruppo, in una dichiarazione riportata dal Times of Israel in cui definisce Israele "una ghiandola cancerogena che deve essere eliminata". Le sirene hanno suonato tre volte ieri nel centro di Israele, in seguito al lancio di razzi da Gaza della mattina, a un missile balistico dallo Yemen nel pomeriggio e ai razzi in serata dal Libano. Secondo quanto ha reso noto ieri l'Idf in un comunicato, Hamas aveva "pianificato di lanciare un'ampia raffica di razzi contro Israele questa mattina", ma i suoi piani sono stati sventati "dopo aver individuato i preparativi da parte dell'organizzazione terroristica Hamas di aprire il fuoco su Israele". I caccia israeliani hanno colpito diversi lanciarazzi e tunnel in tutta Gaza poco prima delle 6,30 del mattino, ora in cui Hamas aveva pianificato di lanciare i razzi.Il gruppo islamista è riuscito a lanciare solo quattro razzi nella zona di Sufa, tre dei quali sono stati intercettati mentre il quarto è caduto in una zona aperta.

Le sirene d'allarme sono scattate a Tel Aviv a seguito del lancio di razzi dalla Striscia, hanno riferito i media israeliani, precisando che Hamas ha rivendicato il lancio di due razzi M90 contro la capitale dello Stato ebraico nel primo anniversario del 7 ottobre.Due le persone rimaste ferite, ha riferito il Magen David Adom – il servizio nazionale di primo soccorso israeliano – precisando che si tratta di due donne sui 30 anni che sono state portate all'ospedale Asaf Harofeh. Il lancio di razzi contro Tel Aviv fa parte della "battaglia di attrito in corso" ed è la risposta ai "massacri di civili" da parte dell'esercito israeliano e dello "sfollamento deliberato della nostra gente", hanno poi affermato le Brigate al-Qassam, l'ala militare di Hamas, nella loro rivendicazione su Telegram dell'attacco con una salva di razzi Maqadmeh M-90 lanciata dal sud di Gaza contro Tel Aviv. Nella giornata di ieri sono stati intanto oltre 140 i razzi lanciati da Hezbollah dal Libano in direzione di Israele, hanno quindi reso noto le forze israeliane come riporta la Bbc.

A quanto riferisce l'Idf, sono cinque i razzi a lungo raggio lanciati dal Libano verso il centro di Israele solo nell'attacco di ieri sera.Alcuni sono stati intercettati dalle difese aeree e il resto ha colpito terreni aperti, secondo l'esercito.

Non ci sono segnalazioni di feriti o danni gravi.L'Idf aggiunge che non ci sono modifiche alle linee guida per i civili in seguito all'attacco.

Hezbollah ha poi rivendicato il lancio di razzi su Israele: "Abbiamo effettuato un'operazione di lancio di missili sulla base Glilot dell'Unità di intelligence militare 8200, che si trova alla periferia di Tel Aviv", dice il gruppo sostenuto dall'Iran. Proprio sul fronte del Libano, le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato che la 91ma Divisione regionale 'Galilea' ha iniziato domenica sera le operazioni di terra nel sud del Paese, unendosi ad altre due divisioni che già operano sul posto contro Hezbollah. "Più di 120" obiettivi di Hezbollah nel sud del Paese sono stati bombardati nell'arco di un'ora, confermano intanto le Idf che danno notizia di un' "operazione aerea su vasta scala" nel sud del Paese dei Cedri.  "Cento jet dell'Aeronautica militare – fanno sapere – hanno attaccato per un'ora più di 120 obiettivi terroristici di unità dell'organizzazione terroristica di Hezbollah", compresi "obiettivi della forza Radwan" e "il quartier generale dell'intelligence di Hezbollah nel sud del Libano".  Sei raid israeliani avrebbero colpito la periferia sud di Beirut, riferiscono i media libanesi che in precedenza avevano riferito di una serie di operazioni nella zona nota per essere la storica roccaforte di Hezbollah nella capitale libanese. E arriva un nuovo "avvertimento urgente" delle forze israeliane per i civili in Libano.Su X il portavoce Avichay Adraee 'invita' a evitare di trovarsi lungo la spiaggia o su imbarcazioni al largo della costa libanese dal fiume Awali verso sud.

Un "avvertimento", a stare lontani "per la vostra sicurezza" e "fino a nuovo avviso" dal mare e dalla spiaggia nell'area, che si inserisce nel contesto delle operazioni militari israeliane contro Hezbollah.Il fiume Awali si trova a circa 50 chilometri dal confine sud del Libano, a nord di Sidone. Nella giornata di ieri è stato quindi intercettato un missile terra-terra lanciato dallo Yemen in direzione di Israele, rendono noto le forze israeliane (Idf) dopo che nella parte centrale di Israele sono tornate a suonare le sirene dell'allarme antiaereo.

Il missile è stato abbattuto con il sistema di difesa Arrow che intercetta il proiettile mentre è ancora fuori dall'atmosfera.Il missile lanciato dagli Houti dello Yemen era diretto a Tel Aviv, precisa l'Idf.

I ribelli Houthi hanno poi rivendicato il lancio di missili e droni contro lo Stato ebraico.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Acqua alta oggi a Venezia, previsto picco di marea a 110 centimetri

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(Adnkronos) –
Acqua alta oggi a Venezia, stando alle previsioni del Centro maree: il picco massimo di 110 centimetri è previsto per le 13.25, una soglia che attiverà le paratie del Mose, secondo le nuove regole adottate meno di un mese fa che hanno abbassato di ulteriori dieci centimetri la precedente soglia di attivazione.  La scorsa settimana in città ci sono state diverse polemiche per la tardiva attivazione delle paratie, ossia quando Piazza San Marco, una delle zone più basse del centro storico, era già invasa dall’acqua.Probabilmente oggi, con lo Scirocco, la marea potrebbe essere ancora più sostenuta. Il centro operativo della Protezione Civile regionale di nuovo aperto 24 ore su 24 alla luce delle previsioni meteo avverse a partire da questa mattina e fino alle ore 14 di mercoledì, quando, complice un forte vento di Scirocco, sono previste di nuovo piogge estese e persistenti, con rovesci anche forti e quantitativi abbondanti. Per i bacini di Piave Pedemontano, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone e Livenza, Lemene e Tagliamento è stato dichiarato l’allerta arancione per criticità idraulica con la previsione di un innalzamento significativo dei livelli dei corsi d’acqua, il probabile superamento della seconda soglia idrometrica e inondazione delle aree limitrofe e golenali.

Inoltre, comprendendo con i primi anche i bacini dell’Adige-Garda e dei Monti Lessini, è previsto il possibile innesco di frane e colate rapide sui settori montani, pedemontani, collinari e il probabile rigetto dei sistemi di smaltimento delle acque piovane con allagamenti di locali interrati e sottopassi.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo in tutta Italia: allerta rossa in Lombardia e Liguria, arancione per 7 regioni

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(Adnkronos) – Maltempo in tutta Italia nella giornata di oggi a causa di una perturbazione di originale atlantica che porta forti piogge e temporali su tutte le regioni del Centro-Nord.Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse.

I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento. Temporali su Liguria e alta Toscana già dalla notte e in estensione, dalle prime ore del mattino, a Piemonte orientale, Lombardia, Emilia-Romagna e successivamente alle Province Autonome di Trento e Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia e resto della Toscana.Si prevede dalla tarda mattinata/primo pomeriggio di oggi, martedì 8 ottobre, l’estensione di precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, a Umbria, Lazio e successivamente, specie sui settori occidentali, ad Abruzzo e Molise.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.Dal primo mattino di oggi si prevedono venti da forti a burrasca, dai quadranti meridionali, su Emilia-Romagna, specie settori appenninici e Liguria, in estensione a Veneto e Friuli Venezia Giulia, specie settori costieri.

Mareggiate lungo le coste esposte. Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, martedì 8 ottobre, allerta rossa per rischio idrogeologico su settori di Liguria e Lombardia.Valutata inoltre allerta arancione sull’intero Lazio e su settori di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana.

Allerta gialla in tredici regioni. La Direzione emergenza, protezione civile e NUE 112 della Regione Lazio ha emesso un’allerta arancione con validità dalla tarda mattinata di oggi e per le successive 12-18 ore.Si prevedono, si legge in una nota della Regione, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.Possibili mareggiate lungo le coste esposte. Allerta meteo arancione per temporali su centro e levante della Liguria.

Dalle 12 di oggi a levante passerà a rossa.  Un'allerta arancione è stata messa dalla sala operativa della Regione Toscana per rischio idrogeologico e temporali forti nella giornata di oggi martedì 8 ottobre.Allerta arancione anche per rischio idraulico sulla zona Lunigiana, con validità dalle ore 12 e fino a mezzanotte.

Allerta gialla per rischio idrogeologico e temporali forti sulla Toscana centrale. "Raccomandiamo – scrive il presidente della Regione Eugenio Giani – la massima prudenza a ciascuno nelle zone dell’allerta evitando escursioni, il nostro sistema di Protezione Civile è pienamente operativo e pronto ad intervenire". Dalla mattina previste precipitazioni sparse, localmente a carattere di rovesci o temporale, anche di forte intensità, più diffuse inizialmente sui settori di nord-ovest, ma in estensione al resto della regione nella seconda parte della giornata.Cumulati fino a 150 mm sul nord-ovest, localmente superiori sui rilievi. Il Centro Funzionale Decentrato di Protezione Civile ha emesso un'allerta gialla valida dalle ore 3 alle 20.59 di oggi, per criticità ordinaria, per rischio idrogeologico per temporali sulla Sardegna, nelle aree di Iglesiente, Campidano, Montevecchio Pischinappiu (che comprende anche Oristano), Tirso e Logudoro. In presenza di fenomeni temporaleschi, spiega la Regione, è consigliabile restare nelle proprie abitazioni, chi si trovasse in un locale seminterrato o al piano terra, deve salire ai piani superiori, limitare i trasferimenti in auto ai soli casi di urgenza, mantenersi informati sull'evoluzione dei fenomeni, sulle misure da adottare, sulle procedure da seguire indicate dalle strutture territoriali di protezione civile; altresì, è fatto divieto di attraversare torrenti in piena sia a piedi che con qualsiasi mezzo, di sostare in prossimità di ponti e argini di torrenti e/o fiumi e di attraversare sottopassi. Il centro operativo della Protezione Civile regionale sarà di nuovo aperto 24 ore su 24 alla luce delle previsioni meteo avverse fino alle ore 14 di mercoledì 9 ottobre, quando, complice un forte vento di Scirocco, sono previste di nuovo piogge estese e persistenti, con rovesci anche forti e quantitativi abbondanti Per i bacini di Piave Pedemontano, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone e Livenza, Lemene e Tagliamento è stato dichiarato l’allerta arancione per criticità idraulica con la previsione di un innalzamento significativo dei livelli dei corsi d’acqua, il probabile superamento della seconda soglia idrometrica e inondazione delle aree limitrofe e golenali.

Inoltre, comprendendo con i primi anche i bacini dell’Adige-Garda e dei Monti Lessini, è previsto il possibile innesco di frane e colate rapide sui settori montani, pedemontani, collinari e il probabile rigetto dei sistemi di smaltimento delle acque piovane con allagamenti di locali interrati e sottopassi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Riscaldamento, da Milano a Bologna freddo anticipato: date e regole per accendere i termosifoni

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(Adnkronos) – Da Milano a Bologna il freddo anticipato di questi giorni al Nord Italia ha riportato l’attenzione sull’accensione dei riscaldamenti nelle case e negli edifici pubblici.Ma, salvo ordinanze di deroga, per la maggior parte dei centri di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto non è consentito attivare i termosifoni prima del 15 ottobre.

Peggio ancora va in Liguria dove per scaldarsi bisognerà attendere il 1° novembre se non il 15 del mese prossimo.Nessun limite invece all'accensione del riscaldamento per tutti quei comuni che ricadono nelle aree alpine. La normativa che regola il periodo dell’anno in cui è possibile accendere i termosifoni nel nostro Paese è disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013.

Il regolamento individua sei fasce, dalle più miti alle più fredde, che vanno dalla A alle F, in cui viene suddiviso il territorio nazionale.Milano, come quasi tutta l’Emilia Romagna e il Veneto, si trova in fascia E, ossia quella che prevede la possibilità di accendere il riscaldamento pubblico e domestico nel periodo compreso tra il 15 ottobre 2024 e il 15 aprile 2025. Fanno parte della fascia E (accensione il 15 ottobre) le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Rimini: in queste aree – sia nelle città capoluogo che nei comuni di provincia – è possibile accendere i termosifoni per un totale di 13 ore al giorno, con una temperatura massima interna agli edifici che non deve superare i 19 gradi, mentre negli stabilimenti industriali il limite massimo scende a 17 gradi.

Il regolamento prevede comunque due gradi di tolleranza.Anche la provincia di Forlì-Cesena rientra nella categoria E, ad esclusione dei comuni di Forlì e Forlimpopoli, che il regolamento inserisce in fascia D, considerata più calda.

Per questo, nei territori dei due comuni è possibile accendere il riscaldamento a partire dal 1° novembre 2024 e fino al 15 aprile 2025.Nelle aree comprese in fascia D i termosifoni possono rimanere accesi per un massimo di 12 ore al giorno, mentre non cambiano le temperature massime per gli edifici pubblici e le abitazioni private. Infine, ci sono alcuni comuni dell’arco appenninico in cui il clima autunnale e invernale risulta particolarmente rigido.

Questi territori sono inseriti in fascia F e non hanno alcuna limitazione per quanto riguarda il periodo di accensione del riscaldamento e i limiti per la temperatura interna agli edifici.Provincia di Bologna: Lizzano in Belvedere, Porretta Terme e Granaglione, Castel d'Aiano, Loiano, Monghidoro.

Provincia di Modena: Frassinoro; Pievepelago; Fiumalbo; Riolunato; Montefiorino, Palagano, Lama Mocogno, Montecreto, Sestola e Fanano.Provincia di Reggio Emilia: Reggio Emilia: Ramiseto; Collagna; Busana; Ligonchio; Villa Minozzo, Toano; Castelnovo ne’ Monti e Vetto.

Provincia di Parma: Corniglio; Monchio; Palanzano; Albareto; Borgotaro; Compiano; Bedonia e Tornolo.Provincia di Piacenza: Zerba, Cerignale, Ottone e Ferriere.

Provincia di Forlì-Cesena: il comune di Verghereto.  Al momento non ci sono previsioni di anticipare l’accensione del riscaldamento in Veneto, la cui data rimane fissata al 15 ottobre prossimo per tutte le aree ricadenti nella zona climatica E, vale a dire la stragrande maggioranza dei comuni.Dal 15 ottobre i termosifoni si potranno tenere accesi tutti i giorni, per un massimo di 14 ore giornaliere (anche frazionabili), tra le 5 e le 23.

Per i restanti comuni ricadenti nella zona climatica F, ossia la zona alpina, non vige invece alcuna limitazione.  In Liguria, tre province su quattro appartengono alla zona climatica D.Ne fanno parte le province di Genova, La Spezia e Savona i cui cittadini potranno accendere i riscaldamenti a partire dal primo novembre 2024 per un massimo 12 ore al giorno fino al 15 aprile 2025.

L'unica provincia più mite è quella imperiese, che si trova in zona C.In questo caso l'accensione dei riscaldamenti è prevista a partire dal 15 novembre 2024, per un massimo di dieci ore al giorno, con spegnimento dei termosifoni al 31 marzo 2025.

Come di consueto sono però previste deroghe in caso di abbassamento improvviso delle temperature. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sistema di missione di attacco elettronico, Usa approvano vendita a Italia

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(Adnkronos) – Il Dipartimento di Stato Usa ha approvato una possibile vendita militare estera al governo italiano del sistema di missione di attacco elettronico e delle relative apparecchiature per un costo stimato di 680 milioni di dollari.La Defense Security Cooperation Agency ha rilasciato la certificazione richiesta notificando oggi al Congresso questa possibile vendita.

Il governo italiano ha richiesto di acquistare il sistema di missione di attacco elettronico (EA)-37B. "Questa proposta di vendita sosterrà gli obiettivi di politica estera e gli obiettivi di sicurezza nazionale degli Stati Uniti migliorando la sicurezza di un alleato della Nato che è una forza per la stabilità politica e il progresso economico in Europa", spiega il sito web della Defense Security Cooperation Agency, aggiungendo che "migliorerà la capacità dell'Italia di affrontare le minacce attuali e future aumentando l'interoperabilità con l'aeronautica militare degli Stati Uniti (USAF) e interrompendo le comunicazioni di comando e controllo del nemico quando l'Italia contribuisce alle operazioni di emergenza all'estero.L'Italia non avrà difficoltà ad assorbire questi articoli nelle sue forze armate.

La proposta di vendita di questa attrezzatura e supporto non altererà l'equilibrio militare di base nella regione.Il contraente principale sarà BAE Systems, con sede a Hudson".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)