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Addio a Johan Neeskens, leggenda di Olanda e Barcellona aveva 73 anni

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(Adnkronos) – Johan Neeskens, leggenda dell'Olanda e del Barcellona, è morto all'età di 73 anni.Il decesso dell'ex calciatore, avvenuto ieri, è stato reso noto oggi dalla federcalcio olandese.

Neeksens ha fatto parte della generazione d'oro dell'Olanda negli anni '70 e ha vissuto gran parte della propria carriera come 'partner' di Johan Cruyff in Nazionale, nell'Ajax e nel Barcellona.Con il club catalano, Neeskens ha militato dal 1974 al 1979. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nisio (Olivetti): “Per sedere in cda e portare valore servono competenze trasversali”

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(Adnkronos) – "Per sedere in cda e portare valore servono altre competenze rispetto a quelle che spesso si ha, anche più trasversali.Partecipando a 'Women on board' ho in alcuni casi acquisto competenze, in altri confermato quelle che già avevo.

E ho costruito un quadro organico di competenze che sono necessarie per sedere in un cda.In questo momento molte aziende stanno attraversando un momento di trasformazione, è fondamentale la presenza di donne, soprattutto donne preparate, capaci di dare contributi più consapevoli e dare ancora più qualità".

Così Carla Nisio, head of cloud4Tim Noovle – Tim & Olivetti board member), intervenendo alla presentazione, alla Camera dei Deputati, della nuova edizione di Women on board, a cui ha partecipato nella precedenza edizione.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lopilato (BolognaFiere): “Bene Women on board, formazione adeguata per stare in cda”

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(Adnkronos) – "Ho partecipato all'edizione scorsa di 'Women on board' perchè credo molto nella formazione e quando ho letto il contenuto del percorso e dei vari moduli ho pensato che sarebbe stato molto utile.A mio parere è fondamentale non solo sedere in un cda ma è fondamentale raggiungere gli obiettivi.

Si può passare da una partecipazione simbolica a una effettiva e per stare al passo dei cambiamenti che ci sono serve una preparazione adeguata".Così Teresa Lopilato (consigliera di BolognaFiere e presidente di Bologna Marathon), tra le professioniste che hanno partecipato alla passata edizione di 'Women On Board', è intervenuta alla presentazione della nuova edizione del progetto. Il consiglio che Lopilato vuole dare alle donne è "essere determinate e resilienti, non mollare, continuare con la consapevolezza che tutto questo è avere una competenza in più", ha concluso.  —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

De Compadri (Consulenti lavoro): “Con più donne in management sale produttività”

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(Adnkronos) – "Riteniamo come ordine che il ruolo delle professioni sia fondamentale in questo percorso" di maggiore presenza di donne nei cda e nel management delle aziende "in termini di formazione professionale e in termini culturali visti i rapporti che abbiamo con le imprese e visto che gestiamo 11 milioni di rapporti.Nel nostro ordine c'è sostanziale parità tra uomini e donne tra gli iscritti e la nostra cassa di previdenza ha già fatto sapere che tra poco ci sarà sorpasso delle donne.

Crediamo tantissimo in questo progetto perchè pensiamo che la presenza equilibrata delle donne in management voglia dire un amento di produttività e anche in termini di reputazione aziendale, senza dimenticare le maggiori idee innovative".Così Luca De Compadri, vice presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, intervenendo alla presentazione alla Camera dei Deputati della nuova edizione di 'Women on Board', il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cirone (Federmanager): “Bene Women on board, servono governance più inclusive”

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(Adnkronos) – “Fare rete sui territori in merito ai temi che impattano significativamente sullo sviluppo sostenibile è un dovere per il mondo manageriale impegnato nel produrre risultati economici tenendo conto della necessità di avere governance più inclusive e sostenibili che possano contribuire a creare valore e ricchezza sociale”.Così Sara Cirone del coordinamento nazionale Federmanager Minerva, responsabile sostenibilità e consigliera nazionale Aidp, presidente di Hub del Territorio Ets, intervenendo alla presentazione della nuova edizione di 'Women on Board' il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets. 'Women on board 2025' è un vero e proprio percorso formativo già seguito da oltre 1700 professioniste dal 2022 a oggi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mezzanotte (Managerialia): “Oltre 450 donne in short list Women on Board pronte per cda”

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(Adnkronos) – “Questa nuova edizione nasce dall’esigenza di dar seguito alle tante sollecitazioni che abbiamo ricevuto dalle manager che hanno frequentato già Women on Board e che vogliono continuare a studiare e formarsi nonché da chi affronterà questo percorso per la prima volta.Oggi sono oltre 450 le professioniste nella nostra short list pronte per entrare nelle governance di aziende pubbliche e private ma soprattutto nelle Pmi in tutte le regioni italiane”.

Così Cristina Mezzanotte, presidente di Manageritalia Emilia-Romagna, intervenendo alla presentazione alla Camera dei Deputati della terza edizione di 'Women on Board', il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets, e di cui è co-ideatrice. 'Women on board 2025' è un vero e proprio percorso formativo già seguito da oltre 1700 professioniste dal 2022 a oggi. "Wob è una community nata in maniera spontanea che desidera promuovere il merito delle donne e mettere questo patrimonio al servizio delle aziende, oggi sempre più inclusive", ha concluso.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cuzzilla (Cida): “Governance con equa presenza dei generi sono le più efficaci”

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(Adnkronos) – "Questo è un tema che dovrebbe essere semplice e che invece è ancora complicato.Bisogna lavorarci tanto e farlo insieme, come Cida faremo un programma importante al riguardo.

Innanzitutto nelle organizzazioni dobbiamo dare più spazio alla contrattazione di secondo livello.E poi non possiamo più assistere a una diversità di retribuzioni tra uomo e donna a parità di mansioni".

Così Stefano Cuzzilla, presidente di Cida e Federmanager, intervenendo alla presentazione alla Camera dei Deputati della terza edizione di 'Women on Board' il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets. 'Women on board 2025' è un vero e proprio percorso formativo già seguito da oltre 1700 professioniste dal 2022 a oggi. Secondo Cuzzilla, "le governance miste, in cui è garantita un’equa presenza dei generi, sono le più efficaci e stanno dimostrando una maggiore resilienza quando si verifica una crisi. È necessario avere a disposizione competenze complementari per prendere le decisioni migliori.Questo si ripercuote positivamente anche sull’organizzazione aziendale, favorendo una crescita della presenza femminile nelle altre posizioni".  "Perciò – aggiunge Cuzzilla – è importante investire nella formazione e costruire percorsi di valorizzazione dentro e fuori le imprese.

Nel nostro Paese, dove lavora soltanto una donna su due, dove soltanto il 28% dei manager è donna, dobbiamo rimuovere tutti fattori – economici, sociali e soprattutto culturali – che sono ostacolo all’affermazione della parità nel mondo del lavoro.Dobbiamo portare le donne al lavoro, farle lavorare bene.

Questo progetto è fondamentale: laddove c'è governance mista l'azienda funziona meglio.Ma servono fatti concreti, come Cida agiremo fortemente su questo", conclude.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bonetti: “Bene ‘Women on Board’, agire per promozione donne in cda”

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(Adnkronos) – "Sono onorata che Manageritalia e Federmanager abbiano scelto di dare avvio quest'anno dalla Camera dei Deputati a un percorso importante di formazione al femminile per promuovere la presenza di donne nei cda e nei livelli esecutivi delle aziende.L'alleanza mondo privato delle imprese e mondo istituzionale ha segnato un percorso virtuoso ed efficace del nostro Paese, a partire dalla legge Golfo Mosca che ha introdotto per la prima volta le quote per le donne nel cda fino ad arrivare alla certificazione per la parità di genere dentro alle azioni del Governo Draghi e promossa all'interno del Pnrr".

Così Elena Bonetti, componente della commissione Affari sociali della Camera dei deputati e già ministro per le Pari opportunità, con Adnkronos/Labitalia a margine della presentazione alla Camera della 3a edizione di 'Women on Board' il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets. Secondo Bonetti, "la presenza di donne nei cda, ma non solo, la presenza di donne nei ruoli di governance in tutti i livelli della carriera, e anche della presenza nelle imprese, dà ormai dati certi sulla qualità ulteriore che essa può portare nell'ottica di una diversità di genere, anche in una leva di sviluppo italiano.Solo mettendo in campo tutte le energie femminili di cui disponiamo l'Italia può pensare di avere un percorso di crescita, di sviluppo e di competitività a livello europeo e a livello internazionale", ha sottolineato.  Quindi la strada è di andare verso uno step successivo rispetto a quanto fatto negli anni scorsi. "Oggi quello che dobbiamo fare è proseguire certamente in un'azione di formazione coordinata ma anche attraverso una normativa che renda conveniente, ancora più conveniente e in qualche modo a tratti anche obbligatorio la promozione delle donne nei cda: questo fa la certificazione per la parità di genere", ha sottolineato.  Per l'esponente politico però "serve però anche mettere in campo politiche necessarie per le piccole e le medie imprese, quindi ricostruire quella filiera che dalla grande impresa partecipata possa 'contaminare' in modo positivo l'esperienza delle piccole e le medie imprese che ovviamente vivono di dimensioni, di fatiche e di opportunità diverse.

Ma è quello che credo sia il passo successivo che già la certificazione ha iniziato ma su quale bisogna proseguire convintamente", ha concluso.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Più donne in cda per meriti e competenze, ecco 3a edizione di ‘Women on Board’

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(Adnkronos) – Favorire l’inserimento delle donne nei Cda non per legge o per quote rosa ma per meriti e competenze.Stop al divario di genere oltre a una maggiore inclusività nelle posizioni di leadership all’interno di organizzazioni aziendali di imprese pubbliche e private.

Sono questi gli obbiettivi della 3° edizione di 'Women on Board' il progetto ideato e promosso, sin dal 2022, da Manageritalia, Federmanager, Aidp e Hub del Territorio Ets. 'Women on board 2025' è un vero e proprio percorso formativo già seguito da oltre 1700 professioniste dal 2022 a oggi.  I contenuti della terza edizione sono stati illustrati questa mattina, presso la Sala Matteotti di Palazzo Theodoli – Bianchelli, Camera dei Deputati, con la partecipazione di Elena Bonetti, già ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia affiancata dal presidente Cida e Federmanager, Stefano Cuzzilla e dalle due donne ideatrici del progetto: Cristina Mezzanotte di Manageritalia e Sara Cirone di Federmanager Minerva, Aidp e Hub del Territorio.Tante le novità di questa edizione a cominciare dalla conferma delle partnership con gli ordini dei commercialisti e dei consulenti del lavoro e con l’Associazione nazionale forense.

Si amplia anche il calendario degli incontri.Saranno infatti ben 15 gli appuntamenti formativi, di cui 12 obbligatori su piattaforma dedicata e 3 facoltativi (che saranno aperti anche alle partecipanti Wob delle scorse edizioni).  Ogni incontro avrà la durata di circa 3 ore, in cui le partecipanti avranno l’occasione di confrontarsi con diversi professionisti del settore giuridico, economico e aziendale aumentando così le loro competenze, esperienze e capacità di analisi.

Diverse le tematiche affrontate che spaziano dal 'personal branding soft skills networking' all’equilibrio di genere nelle società non quotate passando per 'l’analisi contabile e del rischio sui sistemi gestionali' sino ai 'principi dell’etica d’impresa', oltre a comprendere come agiscono 'gli enti di interesse pubblico e le partecipate pubbliche' e come le nuove tecnologie possono essere utili alle decisioni dei Cda. 'Women On Board 2025' varcherà per la prima volta anche i confini nazionali.Nel mese di marzo, infatti è previsto a Bruxelles, presso gli spazi del Parlamento Europeo, un incontro tra una delegazione delle donne di Wob e rappresentanti delle istituzioni comunitarie per confrontarsi sui diversi modelli di management attuati dai diversi paesi ma soprattutto per conoscere best practice che possono concretamente portare anche in Italia una vera inclusione di genere.

Previsto anche un incontro al Cec (Confederazione europea dei manager) per favorire e agevolare il dialogo e il confronto internazionale tra manager. E 'Women on Board 2025' è un percorso totalmente gratuito espressamente ideato per le donne, ma aperto anche agli uomini, con incontri formativi che prenderanno il via il prossimo mese di novembre per concludersi a giugno 2025.Al termine del corso ci sarà l’inserimento in un apposito elenco qualificato on line consultabile dalle imprese che potranno così scegliere la figura professionale più in sintonia con le caratteristiche della società e le specifiche esigenze dei CdA di aziende, società pubbliche e organizzazioni in cerca di manager e professioniste per i propri organi di governance. All’evento sono intervenuti anche Michele de Tavonatti, presidente Cpo nazionale del Cndcec, Luca De Compadri vicepresidente Cnocdl e Nicoletta Grassi, Direttivo Nazionale Anf.

A chiudere i lavori, le testimonianze di Carla Nisio (head of cloud4tim Noovle – TIM Olivetti board member) e Teresa Lopilato (consigliera di BolognaFiere e presidente di Bologna Marathon), professioniste che hanno partecipato alla passata edizione di 'Women On Board'.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Psoriasi cuoio capelluto, nuovi studi confermano efficacia deucravacitinib

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(Adnkronos) – Bristol Myers Squibb ha annunciato i risultati positivi dello studio di fase 3b/4 Psoriatyk Scalp per la valutazione di deucravacitinib nel trattamento dei pazienti con psoriasi del cuoio capelluto da moderata a grave, compresi quelli con psoriasi meno estesa. L'endpoint primario – riporta una nota – è stato raggiunto, con un miglioramento statisticamente significativo del Physician's Global Assessment (ss-Pga) specifico per il cuoio capelluto di 0 o 1 (chiaro/quasi chiaro) a 16 settimane, con un numero di pazienti che hanno raggiunto ss-Pga 0/1 tre volte maggiore con il trattamento con deucravacitinib rispetto a quelli trattati con placebo (48,5% contro 13,7%).I nuovi risultati di efficacia e sicurezza di Psoriatyk Scalp, i risultati riportati dai pazienti e altri 23 abstract sono stati presentati al Congresso della European Academy of Dermatology and Venereology (Eadv) ad Amsterdam, che si è tenuto dal 25 al 28 settembre. "Circa l'80% dei pazienti colpiti da psoriasi a placche presenta un coinvolgimento del cuoio capelluto e solitamente avverte prurito, desquamazione, dolore e sanguinamento, che riducono notevolmente la qualità di vita – afferma Mark Lebwohl, preside di Clinica terapeutica al Kimberly e Eric J.

Waldman Department of Dermatology della Icahn School of Medicine a Mount Sinai – Questi nuovi risultati confermano che deucravacitinib è un trattamento orale sicuro ed efficace, da somministrare una volta al giorno, per le persone affette da psoriasi da moderata a grave, con coinvolgimento di aree ad alto impatto come il cuoio capelluto". Inoltre, lo studio di fase 3b/4, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo di 52 settimane – si legge – ha soddisfatto i principali endpoint secondari alla settimana 16, con una percentuale significativamente superiore di pazienti che hanno raggiunto almeno un miglioramento del 90% della risposta Psoriasis Scalp Severity Index (Pssi) e una variazione rispetto al basale (Cfb) del prurito del cuoio capelluto con il trattamento con deucravacitinib rispetto a placebo.Miglioramenti maggiori sono stati riportati dai pazienti che hanno ricevuto deucravacitinib rispetto a placebo, rispettivamente, nel raggiungimento della differenza minima clinicamente importante (Mcid) per prurito specifico del cuoio capelluto (41,7% versus 9,8%), dolore (26,2% vs 11,8%) e desquamazione (53,4% vs 19,6%), nonché per i punteggi della scala di valutazione numerica (Nrs) per il prurito in tutto il corpo (39,8% versus 13,7%). Il profilo di sicurezza di deucravacitinib nello studio Psoriatyk Scalp è risultato coerente con quelli precedentemente riportati dagli studi clinici condotti su deucravacitinib nella psoriasi, prosegue la nota.

Gli eventi avversi più comuni associati al trattamento con deucravacitinib nello studio sono stati nasofaringite (14,6%), infezione delle alte vie respiratorie (11,7%), acne (9,7%), emicrania (7,8%), Covid-19 (5,8%) e acne pustolosa (5,8%). Un'analisi ad interim del Registry of Psoriasis Health Outcomes: a Longitudinal Real-World Collaboration Study (RePhlect) ha valutato 118 pazienti, 108 dei quali con psoriasi a placche da moderata a grave.L'analisi ha dimostrato che l'efficacia a 6 mesi del trattamento continuo con deucravacitinib dei pazienti del registro real-world è risultata coerente con i risultati di efficacia osservati negli studi clinici Poetyk Pso nei pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave.

I risultati mostrano che i pazienti nel gruppo complessivo hanno ottenuto una riduzione media statisticamente significativa delle misure di gravità di malattia (il 67,9% ha raggiunto un punteggio Psoriasis Area and Severity Index o Pasi ≤3; punteggio Pasi medio al basale 6,3, variazione dal basale -4,1), del punteggio di percentuale di superficie corporea (Bsa) colpita (64,1% dei pazienti ha ottenuto una Bsa ≤3%; punteggio medio al basale 9,3, variazione dal basale -5,8) e del punteggio di Investigator's Global Assessment o Iga (il 46,8% ha raggiunto un punteggio Iga di 0/1; punteggio medio Iga al basale 2,7, variazione dal basale -1,2) dal basale al follow-up.Risultati simili sono stati osservati nel sottogruppo di pazienti con psoriasi a placche da moderata a grave. "Questi dati dimostrano ulteriormente la sicurezza e l'efficacia di deucravacitinib nel trattamento della psoriasi in aree ad alto impatto, come il cuoio capelluto – evidenzia Daniel Quirk, Vicepresidente senior, Worldwide Immunology and Neuroscience medical affairs, Bristol Myers Squibb – e includono la prima analisi dal nostro registro RePhlect, fornendo prove che evidenziano il beneficio in un setting di real world di deucravacitinib nel trattamento della psoriasi da placca moderata a grave.

Crediamo che deucravacitinib abbia il potenziale per essere una terapia sistemica a cui i clinici si possono affidare per il trattamento dei pazienti adulti con psoriasi a placche da moderata a grave, specialmente in caso di coinvolgimento del cuoio capelluto.In generale, questi risultati promettenti confermano deucravacitinib una volta al giorno come potenziale standard di cura, mentre continuiamo a guidare l'innovazione Tyk2". La psoriasi è una malattia sistemica cronica, immuno-mediata, ampiamente diffusa, che compromette sensibilmente la salute dei pazienti, la qualità di vita e la produttività in ambito lavorativo.

Rappresenta un grave problema a livello globale, che vede almeno 100 milioni di persone in tutto il mondo colpite da qualche forma di questa malattia, di cui circa 14 milioni in Europa e 7,5 milioni negli Stati Uniti.Circa un quarto dei pazienti affetti da psoriasi presenta la forma moderata-severa.

Fino al 90% dei pazienti con psoriasi presenta la forma volgare, o psoriasi a placche, caratterizzata da placche distinte ovali o rotonde tipicamente ricoperte da squame biancastre.Nonostante siano disponibili terapie sistemiche efficaci, molti pazienti con psoriasi da moderata a grave non sono trattati o trattati in modo adeguato e non sono soddisfatti delle attuali terapie.  La psoriasi è associata a diverse comorbidità che influenzano il benessere dei pazienti, come l'artrite psoriasica, le malattie cardiovascolari, la sindrome metabolica, l'obesità, il diabete, le malattie infiammatorie intestinali e la depressione.

La psoriasi del cuoio capelluto, che si manifesta in circa l'80% dei pazienti con psoriasi a placche, è associata a prurito, desquamazione, dolore e sanguinamento e influenza notevolmente la qualità della vita legata alla salute.La psoriasi del cuoio capelluto può essere difficile da trattare con agenti topici e i dati disponibili sull'efficacia degli agenti sistemici nel trattamento della malattia del cuoio capelluto da moderata a grave sono limitati. Deucravacitinib è anche oggetto di studi clinici in molteplici malattie immuno-mediate.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Strage Erba, “Olindo e Rosa soli colpevoli”: le motivazioni del no alla revisione del processo

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(Adnkronos) – La richiesta di revisione sulla strage di Erba che vede condannati all'ergastolo Olindo Romano e Rosa Bazzi "è inammissibile" sotto un duplice profilo, ossia "dalla mancanza di novità e della inidoneità a ribaltare il giudizio di penale responsabilità delle prove di cui è chiesta l'ammissione".E' uno dei passaggi delle motivazioni con cui i giudici della corte d'Appello di Brescia hanno 'chiuso' la strage dell'11 dicembre del 2006.  La richiesta di revisione presentata dal procuratore generale di Milano (oggi in pensione) Cuno Tarfusser "prima ancora che carente sotto il profilo della novità della prova, è inammissibile per difetto di legittimazione del proponente", sostengono i giudici nelle motivazioni con cui parlano di "violazione delle regole" e respingono così la 'riapertura' del caso.  In questo caso, "la richiesta di revisione è stata formulata da un sostituto procuratore generale della Corte d'appello di Milano privo di delega relativamente alla materia delle revisioni, riservata, secondo li documento organizzativo dell'ufficio, all'avvocato generale, e non assegnatario del fascicolo ed è stata depositata nella cancelleria del procuratore generale di Milano, che l'ha trasmessa alla Corte, evidenziando la carenza di legittimazione del proponente, disconoscendone il contenuto e chiedendo che fosse dichiarata inammissibile".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Al Pacino: “Sono quasi morto di covid, il cuore si è fermato”

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(Adnkronos) –
Al Pacino ha sfiorato la morte, se n'è 'andato' per qualche secondo.Poi, racconta, è tornato.

Nel suo libro di memorie in uscita, 'Sonny Boy', l'attore di 'Scarface' ha raccontato di aver contratto il Covid durante la pandemia nel 2020 e di essere "tecnicamente morto", prima della diffusione dei vaccini. La star hollywoodiana, 84 anni, ha ricordato come il suo cuore si sia fermato per qualche minuto: "Il mio cuore ha smesso di battere, non avevo più polso.Nel giro di pochi minuti sono accorsi paramedici e medici, che indossavano tute spaziali, sembravano degli astronauti".

Pacino ha pensato che quelli fossero gli ultimi istanti della sua vita ma "non ho visto la luce bianca, non c'era nulla dall'altra parte". Al New York Times e a People, ricordando il periodo drammatico, l'attore ha raccontato essersi sentito "stranamente non bene".Sono arrivate la febbre e la disidratazione. "Ero lì seduto a casa mia e me n'ero praticamente andato.

Non avevo polso.Ci sei e poi non ci sei più.

Ho pensato: 'Wow, non hai nemmeno i tuoi ricordi, non hai niente".Quindi, l'intervento dei medici: "Erano tutti attorno a me: 'E' tornato, è qui', dicevano.

Mi guardavo intorno e mi chiedevo cosa fosse successo.Pensavo di aver provato l'esperienza della morte, ma non credo sia andata così".

Il suo approccio alla vita è cambiato da allora? "Per niente".  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, Gentiloni: “Prudenza sì, ma servono riforme e investimenti” – Video

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(Adnkronos) – La "prudenza" del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è "necessaria", ma questa "prudenza" non deve comportare la "rinuncia a riforme e investimenti".Lo dice il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, a Lussemburgo a margine dell'Eurogruppo. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

IO NON MORIRÒ- Maximilian Moschetti (Self publishing 2024)

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Ci sarebbe tanto da dire su questo romanzo d’esordio dell’autore.

Sicuramente un thriller psicologico che non lascia spazio all’immaginazione perché ogni singola scena è descritta davvero in ogni singolo dettaglio proprio come in una foto (sarà perché è la professione principale dell’autore?!)

Londra circonda la vicenda di Edgard uomo e padre di famiglia facoltoso, suo figlio Arthur , Richard che sarà ingaggiato da Edgard per cercare suo figlio scomparso.
Incontrerete poi anche Leonard che si rivelerà davvero un anello importante per un finale sconvolgente.
Per gli amanti dell’azione, ce n’è ma bisogna attendere un po’ perché la narrazione seppur scorrevole tende ad essere molto arricchita di dettagli.
Nel romanzo come per il lettore, avrà uno spazio molto importante il potere della memoria e l’attenzione che spesso la vita di ci porta a diminuire.

La struttura e’ composta da tanti puzzle e da ambientazioni diverse che trovano poi un’unica strada nel mostrarsi al lettore.

Ora solare, quando torna e quali sono le conseguenze

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(Adnkronos) – L'autunno è iniziato, le giornate sono più corte e sta arrivando il momento di lasciare l'ora legale e tornare a quella solare.Il cambiamento avverrà alla fine del mese di ottobre e garantirà, come ogni anno, un risparmio economico ed energetico. Nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre, intorno alle 3 di notte. Bisognerà spostare indietro di un'ora le lancette degli orologi analogici e digitali non smart, mentre la maggior parte dei dispositivi elettronici si aggiorneranno automaticamente.

Dagli smartphone ai computer, è sempre buona abitudine controllare che effettivamente l'orario impostato sia quello corretto. Il passaggio autunnale dall'ora legale a quella solare dà la possibilità di dormire un'ora in più.Le giornate però, da domenica 27 in poi, ci sembreranno più corte dal momento che le ore di luce saranno più spostate al mattino e che il buio arriverà già nel pomeriggio.  A volte, soprattutto negli anziani e nei bambini, il fisico risente del cambiamento e il cambio dell'ora può portare a disturbi del sonno.

Ecco perché è consigliato iniziare già da qualche giorno prima ad anticipare pian piano l'orario del pasto serale e del sonno, così da dare il tempo al corpo di abituarsi con calma al passaggio.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fontana di Trevi, dal Giubileo ingresso contingentato: non è escluso un ticket

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(Adnkronos) –
Fontana di Trevi a numero chiuso dal Giubileo e non è escluso il pagamento di un ticket.Ad annunciarlo il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, presentando in Campidoglio l’intervento di manutenzione straordinaria del monumento. "Alla fine della manutenzione della Fontana di Trevi, entro la fine dicembre, la passerella sarà smantellata – ha affermato il primo cittadino – A quel punto non ci sarà nessun biglietto ma un contingentamento, stabiliremo un numero massimo di persone che può stare lì, che non abbiamo ancora stabilito’’.  "La passerella ci consentirà di sperimentare e mettere a punto la modalità di fruizione contingentata per la parte più bassa’, il catino’ della Fontana di Trevi.

La nostra volontà è di stabilire il numero esatto di persone che potranno stare nella parte bassa della fontana, per assicurare a tutti una fruizione adeguata del monumento’’, ha aggiunto. Grazie a pannelli trasparenti e alla passerella, durante la manutenzione sarà possibile vedere il monumento e da una prospettiva unica. "Non è un restauro ma un intervento breve che finirà entro il giubileo’’, ha affermato ancora.   ‘’La prima fase è quella del cantiere, tra un mese sarà posizionata la passerella poi quando sarà tolta ci sarà una modalità di contingentamento.Nella quarta fase valuteremo se sarà utile inserire un ticket, molto basso.

Stiamo studiando ma ci sembra sensato un piccolo contributo per le spese di gestione’’, ha detto infine Gualtieri. " —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inchiesta curve, pm di Milano Paolo Storari sotto scorta

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(Adnkronos) – Paolo Storari, pm della Dda di Milano e uno dei titolari dell'inchiesta che ha permesso di azzerare i vertici delle curve milanesi, è sotto scorta.La decisione presa dalla prefettura, su richiesta del procuratore capo Marcello Viola vista la delicatezza dell'indagine e i presunti legami con la 'ndrangheta di alcuni protagonisti, prevede una scorta armata con due persone (scorta di quarto livello, ndr) per almeno sei mesi.

Sara Ombra, co-titolare del fascicolo, è già da tempo sotto scorta per altre inchieste sulla criminalità organizzata.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A Messina e Catania roadshow per il ‘Premio Young Talents Italia-L’Oréal-Unesco per le donne e la scienza’

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(Adnkronos) – Parte dall'Università di Messina – domani farà tappa all'Università di Catania – il roadshow pensato per raccontare il Premio 'Youngs Talents Italia-L’Oréal-Unesco per le donne e la scienza', arrivato in Italia alla XXIII edizione.Il bando si aprirà il 12 novembre 2024 e l’obiettivo è superare le 260 candidature dell’anno scorso.

In Italia, dal 2002 al 2023, il programma 'L’Oréal Italia Unesco per le donne e la scienza' ha assegnato un totale di 112 borse di studio e, a partire dalla XXII edizione, in accordo con la giuria, le sei borse di studio del valore di 20mila euro ciascuna, sono diventate dei veri e propri Premi.L’obiettivo è coinvolgere un numero più ampio di ricercatrici del sud Italia e avere una maggiore compatibilità con altre borse di studio che le candidate potrebbero ottenere.  
Nello scorso anno, infatti, meno del 20% delle candidature proveniva da Università del Sud.

Un dato che ha aperto una riflessione nella giuria e che ha spinto L’Oréal Italia ad andare sul territorio per poter raccontare il valore di un premio che si pone l’obiettivo di supportare le giovani ricercatrici in un percorso complesso. "L’Oréal Italia crede profondamente nel progetto For Women In Science – ha detto Ninell Sobiecka, presidente e ad di L’Oréal Italia – In 22 anni abbiamo premiato 118 giovani ricercatrici contribuendo così all’avanzamento della ricerca nel settore scientifico. È importante per noi essere al fianco di tutte le donne.Sappiamo che in Italia ci sono moltissime brillanti scienziate e vogliamo continuare a supportarle.

Oggi siamo all’Università di Messina e domani saremo in quella di Catania perché speriamo di avere sempre più candidature al Premio anche dalle regioni del Sud Italia dove ci sono sicuramente candidate eccellenti.Vorremmo che il messaggio di For Women in Science arrivasse forte e chiaro anche qui: il mondo ha bisogno della scienza e la scienza ha bisogno delle donne”.  “Il programma 'For Women in Science' rappresenta un punto di riferimento fondamentale per le giovani ricercatrici – ha sottolineato il rettore dell'Università di Messina Giovanna Spatari – Con l’assegnazione di sei premi, il programma sostiene il lavoro e i progetti di ricerca di eccellenza delle scienziate under 35, permettendo loro di portare avanti studi innovativi e all’avanguardia. È importante sottolineare che, con la trasformazione delle borse di studio in veri e propri premi, è possibile coinvolgere un numero maggiore di giovani ricercatrici, ampliando le opportunità di chi aspira a fare la differenza nel mondo della scienza, qui in Italia.

Tuttavia, non possiamo dimenticare che, ancora oggi, le donne in ambito scientifico affrontano ostacoli invisibili.Questo Premio, però, continua a mandare un messaggio forte e chiaro: C1 – Internal use l’impegno per eliminare queste barriere e il riconoscimento del contributo inestimabile delle donne alla ricerca scientifica”. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rigopiano, Valsecchi contro Trincia: “Mi ha sottratto progetto podcast e docuserie”

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(Adnkronos) – Scoppia la polemica attorno al podcast e alla docu-serie 'E poi il silenzio – Il disastro di Rigopiano' prodotti da Chora Media con Pablo Trincia come autore. "Mi hanno sottratto il progetto", afferma il produttore Pietro Valsecchi che all'Adnkronos annuncia di aver depositato sabato, tramite i suoi legali, una diffida contro Trincia e la società di produzione, accusandoli di appropriazione indebita della sua proprietà intellettuale.Il podcast, composto da otto episodi, è disponibile dal 28 settembre, mentre la docu-serie Sky Original è prevista per fine novembre.

Entrambi i progetti sono narrati da Pablo Trincia.  Valsecchi spiega che "nessuno, né i familiari delle vittime, né l’associazione delle vittime, né lo studio legale avrebbero concesso a Pablo Trincia di usare i materiali per realizzare questo podcast e la docu-fiction, poiché da anni con loro stavo lavorando a questo progetto e da più di un mese avevo iniziato a raccogliere le loro testimonianze filmate: quindi non si sarebbero mai prestati a nessun altro progetto podcast o docu".  Il produttore racconta di collaborare con l’associazione delle vittime e lo studio legale di Romolo Reboa dal 2017. "Inizialmente, ho lavorato con giornalisti di prim’ordine come Fabio Tonacci e Goffredo Buccini, e successivamente con i miei collaboratori, per avviare un podcast e una docu-fiction legati a questo progetto.Tutti erano a conoscenza della mia attività, poiché era già stata avviata da tempo".  Valsecchi ricorda che "è stato il produttore Mario Gianani sapendo del mio lavoro a suggerirmi di condividere il progetto con Chora e, in particolare, con il loro collaboratore Pablo Trincia.

Trincia si è mostrato all’inizio entusiasta, è venuto più volte nel mio ufficio e, a posteriori devo dire furbescamente, si è appropriato di tutto".  "A mia insaputa – racconta Valsecchi – Trincia ha incontrato i familiari delle vittime e lo stesso studio legale che ora mi rappresenta.Tutti credevano che lavorasse per me, quindi gli hanno fornito accesso a faldoni, intercettazioni, vocali e tutto il materiale raccolto.

Poi, improvvisamente, mi sono trovato di fronte al podcast e alla presentazione della docu-fiction.Hanno realizzato il tutto alle mie spalle, probabilmente per risparmiare.

Avevo preso un impegno con lo studio Reboa e i familiari delle vittime: devolvere loro tutti i ricavati.Cosa che ora, evidentemente, non avverrà". Per Valsecchi "quello che emerge chiaramente è che la proprietà intellettuale di questo progetto mi è stata sottratta".

Per questo, spiega Valsecchi, "sabato pomeriggio nello studio dell’avvocato Romolo Reboa e con l’avvocato Simone Trivelli che mi assiste con tutto il suo team, abbiamo denunciato Pablo Trincia e la società Chora per aver usato il mio lavoro senza il mio consenso".E conclude: "Voglio ringraziare lo studio Reboa che mi assiste in questa vicenda di Rigopiano, studio che da anni difende le famiglie delle vittime e precisare che se da un lato rivendico la proprietà intellettuale del progetto, i profitti a me spettanti per la divulgazione del prodotto verranno devoluti alle famiglie delle vittime", conclude. 
La diffida, inviata dallo studio legale Reboa, contesta a Trincia il legittimo possesso del materiale alla base del podcast e del docufilm. “Pablo Trincia non risulta essere nel legittimo possesso del materiale utilizzato per il podcast, o comunque della gran parte di esso”, si legge nella diffida. “In diverse comunicazioni via WhatsApp ed email, Pablo Trincia ha riconosciuto che il destinatario finale del materiale fornito dalle persone indicate da Pietro Valsecchi doveva essere quest’ultimo, spostando poi la responsabilità su Chora Media (il cui marchio è nella titolarità di Be Content srl).

Pietro Valsecchi è in possesso di numerose email e messaggi, oltre che delle liberatorie rilasciate dalle persone coinvolte (o dai loro legittimi eredi), i cui contributi vocali sono utilizzati”. 
L’intesa originaria, scrive l’avvocato Simone Trivelli dello studio Reboa, “prevedeva che Pietro Valsecchi, tramite Pablo Trincia, selezionasse il materiale ricevuto e, successivamente, venisse stipulato un contratto secondo cui gli utili derivanti dal podcast e dal docufilm sarebbero stati devoluti alle famiglie delle vittime della tragedia di Rigopiano.Tutte le interlocuzioni con Pablo Trincia sono state basate su tali presupposti imprescindibili.

La cessione del documentario a Sky Italia s.r.l. è avvenuta in violazione di tali diritti, con fini meramente commerciali, ignorando palesemente gli interessi economici e morali di Pietro Valsecchi e delle famiglie delle vittime, alle quali gli utili dell’operazione mediatica avrebbero dovuto essere destinati”.  "Prima di procedere con azioni legali, incluse quelle d’urgenza per tutelare l’immagine e i diritti di Pietro Valsecchi", lo studio legale comunica di aver avuto anche l’incarico di diffidare "a sospendere la programmazione del docufilm e del podcast.Inoltre, a prendere contatti con il mio studio per trovare una soluzione transattiva che tenga conto degli impegni presi con le famiglie delle vittime.

Considerata la tempistica ristretta rispetto alla data di programmazione, possiamo concedere esclusivamente fino a 48 ore per trovare una soluzione". 
"Ci resta l'amaro in bocca per la promessa non mantenuta, anche se l'importante è che il prodotto finale sia di qualità", afferma Gianluca Tanda, attualmente presidente del comitato vittime Rigopiano. Tanda conferma la versione del produttore: "Inizialmente ci contattò Valsecchi, che già conoscevamo perché voleva fare un film su Rigopiano, progetto poi sfumato.Tempo dopo ci ripropose l'idea, ma stavolta sotto forma di podcast e poi docuserie.

Valsecchi ci presentò Pablo Trincia come il migliore nel settore, dicendoci che sarebbe stato lui a occuparsi del progetto.Ci fidammo.

Trincia ci intervistò, ci chiese di coinvolgere altre persone, e noi collaborammo pienamente, fornendogli contatti e tutto quello che ci chiedeva". "Abbiamo, quindi, interagito sempre con Trincia pensando che il progetto fosse ancora nelle mani di Valsecchi", afferma. "Dopo un po', Trincia ci chiese di girare un nuovo video e di firmare una nuova liberatoria.A quel punto capimmo che Valsecchi non c'era più.

Io personalmente chiamai subito Trincia per chiedere spiegazioni, dicendogli che ero vincolato a un accordo con Valsecchi e che non potevo firmare una seconda liberatoria per lo stesso progetto.Alla fine non l'ho firmata, come altri.

Ci siamo sentiti un po' traditi, soprattutto per la modalità con cui è stata gestita la cosa".C'è poi anche la promessa dei proventi che sarebbero stati devoluti interamente al comitato che sarebbero serviti per gestire le diverse iniziative dei familiari delle vittime, come ad esempio il giardino della memoria: "Non siamo alla ricerca di soldi, ma di verità e giustizia per i nostri cari.

Ci resta l'amaro in bocca ma l'importante è che il prodotto finale sia di qualità". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Femminicidio nel barese, uomo uccide a mani nude la moglie dopo averle dato fuoco

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(Adnkronos) – Ennesimo femminicidio oggi nel barese, dove un uomo ha ucciso a mani nude la moglie dopo aver tentato di darle fuoco.E' accaduto nelle campagne di Gravina in Puglia verso l'1.40 di ieri mattina.

L'accusa per il 65enne Giuseppe Lacarpia è di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione.La vittima Angela Turturo, aveva 60 anni. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo ha appiccato il fuoco all'automobile, una Fiat Panda, in cui si trovava la moglie, ma dopo che quest'ultima, nonostante le ustioni, è riuscita a uscire dall'abitacolo, l'ha immobilizzata e uccisa a mani nude schiacciandola con il suo peso di oltre 100 chilogrammi. Il 65enne è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto emesso dalla procura della repubblica di Bari da agenti della Squadra Mobile della Questura del capoluogo pugliese e del locale commissariato di polizia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)