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Scontro in Parlamento tra i gialloverdi su anticorruzione e piattaforma Russò
Editoriali Politica

Scontro in Parlamento tra i gialloverdi su anticorruzione e piattaforma Russò

Scontro in Parlamento con emendamenti incrociati: 5 stelle ad opporsi alle norme salva Carroccio nel disegno di legge anticorruzione; i leghisti a contrastare le norme Russò.

Ieri, in Parlamento, c’è stata anche una battaglia, a suon di cavilli, fra alleati. L’ultimo fronte di scontro nella maggioranza si apre nel clima teso delle commissioni affari costituzionali e Giustizia con gli emendamenti al disegno di legge anticorruzione dove la Lega prova ad infilare una modifica sul peculato scatenando l’insurrezione dei 5 Stelle che dicono: è una norma per salvare i deputati del Carroccio.

La scintilla in quattro righe che provano a restringere la possibilità di punire chi distragga denaro pubblico quando il suo uso è normato da un regolamento interno, proprio cioè il reato delle spese pazze contestato, tra l’altro, ad alcuni leghisti a cominciare dal viceministro Rixi. Il PD denuncia il tentativo ed il movimento blocca tutto.

La seduta viene sospesa fino a che il carroccio si dice pronto alla marcia indietro ma l’atmosfera pesante rimane per l’intera seduta delle commissioni che, a sera inoltrata, danno il via libera all’arresto in flagranza per i corrotti ma anche per i casi di peculato, il traffico di influenze oltre che all’introduzione dell’agente provocatore e alla sospensione della prescrizione dopo il primo verdetto e, se questo sembrava il passaggio più difficile per la maggioranza, è diventato invece solo il primo di una serie dal momento che non è certo solo lo scontro sul peculato tra Movimento 5 Stelle e Lega su disegno di legge anticorruzione a fare alzare la tensione.

Subito dopo, infatti, ecco che è il Carroccio a partire all’assalto delle norme ribattezzate dai detrattori come salva Casaleggio. Si tratta dell’articolo 9 del ddl che equipara le fondazioni e le associazioni come Russò ai Partiti Politici, ma non estende loro gli obblighi di trasparenza e rendicontazione previsti per le formazioni politiche dall’articolo 7.

Una ferita che il deputato leghista Igor Righetti punta a stanare con un emendamento ad hoc che peraltro ampia il dovere di pubblicità di donatori e lo importi anche ai finanziamenti ricevuti per la realizzazione e la gestione di piattaforme informatiche, o siti Internet,  proprio come la mission di Russò che riceve, ogni mese, un contributo di 300 € dai parlamentari 5 Stelle destinato al mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei pentastellati.

La mossa della Lega è un invito a nozze per le opposizioni e viene letta come un rialzo del prezzo con l’alleato per ottenere, tra l’altro, il voto delle commissioni affari costituzionali e giustizia della camera nell’incontro che è previsto per domani in un clima arroventato anche dalle tensioni crescenti tra Di Maio e Salvini.

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