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Attualità Economia

Negli ultimi dieci anni raddoppiata la povertà

A sottolineare il raddoppio della povertà è stato oggi il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle considerazioni finali della Relazione annuale di Bankitalia

La lunga crisi ha accentuato il disagio sociale. Secondo i dati dell’Istat negli ultimi dieci anni la quota delle famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta è quasi raddoppiata, giungendo a sfiorare il 7 per cento. È più alta nel Mezzogiorno e, soprattutto, tra le famiglie in cui sono presenti stranieri; è peggiorata la posizione dei giovani rispetto a quella degli anziani”. A sottolinearlo è il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, secondo cui “le risorse rese disponibili con l’avvio del reddito di inclusione, uno strumento di reddito minimo, consentono di coprire circa il 40 per cento delle famiglie in povertà assoluta. Nel procedere a un suo rafforzamento, o all’adozione di altri provvedimenti, oltre a evitare di scoraggiare la ricerca di un lavoro regolare, bisognerà prestare attenzione alle conseguenze sui conti pubblici”.

La domanda spontanea e per carità senza alcuna polemica, ma di certo con un minimo di oggettività e prima che sia troppo tardi, è di tutta evidenza:

Chi c’è stato negli ultimi dieci anni al Governo avendo la Maggioranza in Parlamento ?

Ci si assuma pertanto le oggettive responsabilità, Istituzioni comprese.

Ci si rioccupi doverosamente ed eticamente subito dell’Italia e dei suoi cittadini, ma non con “panem e circenses” come negli ultimi decenni.

Basta privilegi, ingordigie, vitalizzi, superremunerazioni, superpensioni, estorsione fiscale, debito pubblico, raccomandazioni, carriere agevolate, incarichi favoriti, nomine barattate, appalti lubrificati, sprechi, sperperi, nepotismo, clientelismo, voto di scambio, mercimonio, evasione fiscale, corruzione, opacità, illegalità, omertà, criminalità e mafie.

Soprattutto si ripristini il timore della sanzione con norme severe e un Diritto certo e non solo ermeneutico.

Si dispongano continui, seri e stabili controlli su Stato, Regioni, Comuni, Enti e Partecipate (le reali voragini dei conti pubblici italiani ovverosia la principale causa delle conseguenti stratasse sui cittadini produttivi, lavoratori, privati e operosi)

E chi commette reati nel sistema pubblico-politico deve subire almeno un raddoppio della pena rispetto ad un comune cittadino.

Si dispongano ogni dieci anni anche revisioni attitudinali e psicologiche nei confronti di chiunque e a qualsiasi titolo operi e lavori direttamente o per concessione nella e con la Pubblica Amministrazione, Giustizia compresa, Alte Cariche, nessuno esente.

Si modernizzi la scuola dell’obbligo, insegnando innanzitutto diritti e doveri, la scienza moderna, economia, psicologia, conoscenza del mondo, chi siamo, come siamo fatti, dove potremmo andare.

Invece così continuando, la maggior parte dei comuni cittadini piangeremo lacrime amare e i nostri ragazzi malediranno noi adulti rovesciandone anche le tombe.

Adduso Sebastiano

Ps: L’immagine è tratta da un articolo del 2016 sui dati Istat della povertà in Italia.

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