Latina-Juve Stabia, quando i cori discriminatori non fanno più notizia – La Bastonatura

Latina-Juve Stabia, gara della quattordicesima giornata del campionato di Lega Pro Girone C, è stata funestata da cori discriminatori nei confronti della città dei tifosi ospiti: i disgustosi e ormai celeberrimi cori inneggianti all’eruzione del Vesuvio che ormai stanno diventando una moda pericolosa in quasi tutti gli stadi d’Italia e non solo quando in campo c’è il Napoli.

I CORI BECERI DI LATINA NEL MATCH CON LA JUVE STABIA E LA PROCURA FEDERALE CHE FA FINTA DI NON SENTIRE.

Siamo nel 2022 e ancora si sentono questi cori beceri. Per la serie la madre degli imbecilli è sempre incinta è ormai un qualcosa di particolarmente grave che denota il malcostume che impera in molti stadi d’Italia, segno anche dell’ignoranza che caratterizza certe frange che definire tifosi è un eufemismo.

Nel caso di Latina-Juve Stabia c’è l’aggravante che questi cori sono arrivati dalla Curva della squadra pontina forti e molto chiari sia nel primo che nel secondo tempo e anche al termine del match senza che né la quaterna arbitrale, né la Procura Federale, presente allo stadio “Francioni” così come in ogni stadio d’Italia, rilevasse alcunché e mettendo così il Giudice Sportivo in condizione di non poter emettere alcuna sanzione.

I cori beceri inneggianti all’eruzione del Vesuvio, che in tribuna stampa al “Francioni” abbiamo udito molto bene e crediamo non soltanto noi, ormai sono diventati un’antipatica prassi un po’ ovunque e non fanno praticamente più notizia se è vero come è vero che gli uomini della Procura Federale non ne hanno tenuto conto in Latina-Juve Stabia. Segno che ormai si tratta di un fenomeno che ha attecchito in ogni ceto sociale e che fa dello stadio in generale uno specchio perfetto della società attuale che viviamo tutti i giorni.

La stessa cosa accadde più o meno un mese e mezzo fa a Crotone in occasione di Crotone-Juve Stabia ma in quel caso gli uomini della Procura Federale presenti allo stadio “Ezio Scida” non poterono fare altro che prendere atto dell’accaduto ovviamente e trasmettere gli atti al giudice sportivo fece poi il compitino di sanzionare la società calabrese con appena 2.000 euro di multa.

Nel caso di Latina-Juve Stabia invece nulla di nulla, prima da parte della Procura Federale presente allo stadio ma sostanzialmente assente quando si è trattato di rilevare i cori discriminatori, e poi ovviamente anche da parte del Giudice Sportivo che non può intervenire in assenza di qualsiasi segnalazione.

Finché le sanzioni comminate dal giudice sportivo saranno simboliche come quella al Crotone o addirittura inesistenti come nel caso di Latina, non si andrà da nessuna parte nel calcio italiano. In alcuni casi soprattutto in Serie A e solo in presenza di recidività si è proceduto alla chiusura di interi settori dello stadio ma anche questo resterà sempre e solo un mero palliativo in questi casi.

La soluzione migliore sarebbe quella che potrebbe prendere solo il direttore di gara e che avrebbe potuto fare anche l’arbitro di Latina-Juve Stabia. Sospendere il match o anche chiuderlo definitivamente quando si ascoltano cori beceri inneggianti all’eruzione del Vesuvio.

Un arbitro lo ha fatto negli ultimi anni, si tratta del sig. Gavillucci di Latina in occasione di un famoso Sampdoria-Napoli, e per tutta risposta si è visto eliminato dai ranghi dell’A.I.A. e costretto ad andare all’estero stabilmente per arbitrare. Cose del calcio italico che sicuramente alimentano il problema dei cori discriminatori anziché risolverlo se neanche l’arbitro può avere voce in capitolo in questi casi. Così è, se vi pare…

Natale Giusti
Laureato in Economia e Commercio e giornalista iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2017. Redattore di Napolisoccer.NET dal 2015 al 2019 e conduttore a Radio No Frontiere dal 2017 al 2019 del programma sportivo "Sotto Porta Show". Passato da maggio 2019 alla redazione di Vivicentro.it. Uno smisurato amore per il calcio in generale ma soprattutto due grandi passioni: la Juve Stabia, e il giornalismo.... Così grandi per me, che diventa sempre più difficile tenerle nettamente separate…

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